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30 nov 2017

Linea ferroviaria Palermo – Catania, aggiudicata gara per raddoppio tra Bicocca e Catenanuova

di mobilita

La tratta “Bicocca–Catenanuova” costituisce una fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce tra Palermo e Catania. Tale intervento consentirà di migliorare il servizio tra Enna e Catania, sia con un incremento delle frequenze dei servizi sia con una riduzione dei tempi di percorrenza tra i due capoluoghi.  Aggiudicata la gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di raddoppio del tratto di linea Bicocca – Catenanuova, linea Palermo – Catania. La gara, valore economico di circa 186 milioni di euro, è stata assegnata da Rete Ferroviaria Italiana al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI)costituito da Salini Impregilo, Astaldi, SIFEL e CLF. L’opera rientra nel progetto di collegamento veloce Palermo – Catania – Messina ed è la prima in Sicilia tra quelle programmate con la Legge “Sblocca Italia”. “Il tratto di linea Bicocca - Catenanuova costituisce – dichiara Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Commissario di Governo per l’opera – una fase fondamentale per migliorare i collegamenti ferroviari in Sicilia e connetterla al sistema dei Corridoi europei TEN-T. I primi benefici in termini di riduzione dei tempi di viaggio inizieranno a vedersi già nel 2020. Entro la fine del 2025 – grazie anche alle altre opere previste – sarà possibile spostarsi da Catania a Palermo in meno di due ore”. Il nuovo tracciato, lungo circa 38 chilometri, permetterà ai treni di viaggiare a una velocità massima di 200 km/h. L’attivazione di un primo binario velocizzato è prevista nel 2020. La fine di tutti i lavori è programmata nel 2022. I lavori riguardano la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche, il rinnovo della stazione di Bicocca e la realizzazione della nuova stazione di Motta Sant’Anastasia. Inoltre, saranno realizzate anche tutte le opere civili, stradali e idrauliche e relativi impianti tecnologici, oltre agli interventi di mitigazione ambientale. Con un investimento economico complessivo di circa 8 miliardi di euro, il nuovo collegamento veloce Palermo-Catania-Messina rientra tra le opere inserite nella legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese, ed è inserito nel Corridoio europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo, che collega il Nord Europa con Germania e Sud Italia, passando per la Galleria di Base del Brennero, attualmente in costruzione, e l’intero asse italiano Nord-Sud a maggior traffico.

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16 nov 2017

Aeroporto Umbria | Ryanair: rinnovato l’accordo per i prossimi 5 anni

di mobilita

SASE e Ryanair sono liete di annunciare la firma del nuovo contratto che consentirà, nell’arco dei prossimi cinque anni, di stabilizzare e potenziare la presenza in Umbria del principale vettore d’Europa per passeggeri trasportati. Il nuovo accordo prevede un progressivo incremento di volumi di traffico e rotte, privilegiando lo sviluppo di collegamenti internazionali, con particolare riferimento ai mercati strategici su cui si stanno concentrando le iniziative di promozione programmate dalla Regione Umbria. Alle quattro rotte già operate (Londra e Catania annuali, Bruxelles e Trapani stagionali) si aggiungerà a partire dal 27 marzo prossimo il nuovo collegamento da/per Francoforte, operato con due collegamenti settimanali ogni martedì e sabato. A dicembre si terrà a Francoforte un evento di promozione dell’offerta turistica umbra rivolto al mercato tedesco. L’evento, organizzato da Sviluppumbria con la collaborazione di Ryanair, è in particolare volto a sostenere la nuova rotta che collegherà questo importante hub con Perugia. Ernesto Cesaretti, Presidente SASE, ha dichiarato: “La sigla dell’accordo con Ryanair testimonia l’ottimo rapporto – oramai decennale – con il vettore irlandese e rappresenta un tassello essenziale nello sforzo di consolidamento e sviluppo dell’aeroporto dell’Umbria, consentendoci di guardare con positività ai prossimi anni e mettere nel mirino per il medio periodo il traguardo dei 350.000 passeggeri. Il nuovo collegamento con Francoforte permetterà di sviluppare ulteriormente l’incoming turistico dalla Germania – che ad oggi rappresenta il primo mercato per quanto riguarda gli arrivi in Umbria – e sarà sicuramente apprezzato sia da chi viaggia per motivi di business che di piacere”. David O’Brien, Chief Commercial Officer di Ryanair, ha affermato: "Siamo lieti di aver siglato questo nuovo accordo di cinque anni con SASE. Perugia ha un ruolo importante nel nostro network italiano, con 5 rotte nella programmazione estiva 2018 e siamo impazienti di continuare a far crescere traffico, rotte e i posti di lavoro nella regione ".

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24 lug 2017

Ferrovie siciliane, accordo quadro Regione-RFI: Catania-Palermo in 1h 45min entro il 2024

di mobilita

Oggi in occasione dell'inaugurazione del raddoppio ferroviario Catania Centrale-Catania Ognina, Luigi Bosco, Assessore delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana e Maurizio Gentile, amministratore delegato di RFI hanno firmato l'accordo quadro fra Regione Siciliana e Rete Ferroviaria Italiana. Il documento ha l'obiettivo di programmare la capacità di traffico ferroviario sulle linee della Sicilia per un periodo di cinque anni (prorogabile per altri cinque): a regime la produzione sarà di 11 milioni treni chilometro all'anno. Inoltre sarà elaborato un sistema integrato di servizi tra le diverse modalità di trasporto della Sicilia, attraversamento cadenzamento orario e coincidenze. Sono stati individuati, inoltre, uno scenario di medio termine al 2020 e uno di lungo termine al 2025, strettamente collegati agli interventi in corso o programmati per il potenziamento infrastrutturale e tecnologico della rete siciliana. In particolare, grazie all'Accordo Quadro, sarà possibile migliorare gli standard di regolarità e puntualità del traffico ferroviario, con le seguenti azioni: programmare una nuova offerta commerciale fra Palermo e l'Aeroporto Internazione Falcone Borsellino di Punta Raisi grazie al completamento del raddoppio del Passante ferroviario di Palermo; incrementare i collegamenti nel nodo ferroviario di Catania, in relazione allo sviluppo della nuova fermata Fontanarossa e dei relativi collegamenti intermodali da/per l'aeroporto; attivare un collegamento veloce Palermo-Catania, in un'ora e 45 minuti, con la costruzione di un nuovo binario, in affiancamento a quello esistente ma con una velocità di tracciato di 200 km/h entro il 2024, con fermate a Termini Imerese, Caltanissetta Xirbi, Enna, e alla futura fermata di Fontanarossa; implementare l'offerta dei collegamenti veloci fra Palermo e Messina, nello scenario di lungo termine, sia sull'itinerario Siracusa-Catania-Messina, già nello scenario di medio termine, sovrapposto a collegamenti di tipo metropolitano/regionale. Il raddoppi previsto consentirà di collegare Catania a Messina in circa 45 minuti. realizzare un orario cadenzato, con contestuale velocizzazione, anche per i collegamenti fra i restanti capoluoghi di provincia

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02 feb 2017

Rapporto Pendolaria: 10 linee ferroviarie da bollino rosso!

di Alessandro Graziano

Secondo il Pendolaria  2016 di Legambiente sono  10 linee ferroviarie peggiori di Italia, specchio di un pessimo servizio ferroviario locale  Ogni giorno quasi 5,5 milioni di persone si spostano in treno causa studio o  lavoro, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). Un numero elevatissimo ma stabile, che si divide tra coloro che usufruiscono del servizio ferroviario regionale e quelli che prendono le metropolitane delle grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. La crescita, secondo il rapporto di Legambiente, è dovuta ai vari investimenti di ammodernamento. Il numero dei pendolari aumenta dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come in Lombardia dove sono arrivati a 712mila (con un +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000 passeggeri). Mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi: in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte –8,4% e -9,5% e nelle città dove il servizio è scadente, con sempre meno treni e sempre più vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido. Ecco di seguito una lista su cui il governo nazionale ei vari reginali dovrebbero lavorare affinché venga migliorato il servizio di trasporto locale: 1) Roma-Lido 2) Circumvesuviana 3) Reggio Calabria-Taranto 4) Messina-Catania-Siracusa 5) Cremona-Brescia 6) Pescara-Roma 7) Casale Monferrato-Vercelli e Casale Monferrato-Mortara 8) Bari-Martina Franca-Taranto 9) Treviso-Portogruaro 10) Genova-Acqui Terme Per cambiare questa situazione occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove, come al Sud, sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Ogni giorno, in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia e dal 2010 quelli regionali si sono ridotti del 21,9% e a questi tagli vanno sommati quelli degli Intercity. Per fare un esempio, le corse quotidiane dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia. Inoltre, i treni sono più lenti e l’età media dei convogli al Sud è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale. "Tuttavia, spiegano da Legambiente, ci sono anche dei risultati positivi, per esempio quelli dati dall’uso di tram: Firenze-Scandicci (30mila passeggeri giorno), Palermo con il suo nuovo sistema tranviario, alle linee dove si è investito in Alto Adige, alla linea Palermo-Catania con i nuovi treni veloci, ad alcune linee pugliesi. E in ogni parte d’Italia, dove si investe nel ferro il successo è garantito come dimostrano 30 buone pratiche raccontate nel Rapporto". Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli. Infine occorre cambiare le priorità infrastrutturali per dare priorità alle aree urbane e al Sud. Oggi progetti fondamentali di rilancio della mobilità sostenibile nelle città non sono finanziati e nel Mezzogiorno non esiste alcun progetto di miglioramento del servizio tra le città attraverso progetti di adeguamento delle linee e acquisto di treni.   per leggere il rapporto Pendolaria ecco il link >> https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/pendolaria_2016.pdf

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20 giu 2015

Prima Conferenza sulla Mobilità Sostenibile. La Carta di Catania

di Roberto Lentini

Catania è stata scelta come sede  della 1° Conferenza sulla Mobilità Sostenibile. La conferenza è stata l'occasione per presentare l'indagine sulla percezione della Mobilità sostenibile realizzata per Anci dall''istituto Piepoli in dieci grandi città italiane: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bari, Bologna, Genova, Venezia, Reggio Calabria e Catania. Secondo l’indagine, al primo posto, nella lista dei desideri degli italiani intervistati c’è il miglioramento del trasporto pubblico urbano (67%), seguito da più piste ciclabili (36) e piu parcheggi scambiatori (28). Solo il 41% utilizza la tecnologia per informarsi sulla mobilita (app viabilita e parcheggi) dal proprio smartphone, anche se l’82% degli intervistati ritiene il servizio utile. Consultati sul carsharing (noleggio auto a tempo in citta) il 76% dice di conoscere il servizio, il 64% lo ritiene utile. Durante questi due giorni di incontri, i sindaci partecipanti hanno sottosottoscritto un documento, detto Carta di Catania in cui sono stati indicati gli impegni assunti in tema di mobilità sostenibile. L’obiettivo è che questa carta venga firmata da tutti i sindaci dei comuni italiani e che quello che viene riportato non rimanga solo una carta ma punto di partenza per un reale cambiamento di direzione Ecco la carta in 15 punti: 1)      Condividere un Piano Strategico Nazionale sulla Mobilità Urbana Sostenibile. Il piano, in accordo con gli altri livelli di governo, dovrà fornire uno schema di riferimento flessibile e non cogente in particolare per le misure di contenimento e disincentivo del traffico veicolare; 2)     Semplificare le norme, integrare i processi. E’ necessario assicurare la piena armonizzazione delle politiche per la mobilità semplificando l’attuale ridondanza degli strumenti pianificatori, al fine di assicurare la migliore efficienza degli interventi e la rapidità ed efficacia degli investimenti; 3)     Programmare i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile. Strumento indispensabile per le città con popolazione superiore ai 100 mila abitanti e per le Città metropolitane. Per tutte le altre Città, si impegnano a concordare modalità per la definizione e distribuzione di incentivi alla realizzazione di PUMS. In futuro il Governo si impegni a finanziare i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile anziché opere; 4)     Porre al centro le persone. Reimpostare la pianificazione e gestione dei processi mettendo al centro le persone e i luoghi e non le auto e il traffico, affinchè si passi dall’offerta di mobilità alla domanda di mobilità che deve essere soddisfatta con modalità diverse privilegiando la pedonalità, il trasporto collettivo/pubblico, la mobilità ciclistica; 5)     Integrare i sistemi di trasporto. Raggiungere una progressiva integrazione modale e vettoriale dei sistemi di trasporto: bus, tram, biciclette, pedonalità, soste; 6)     Ampliare gli spazi per la mobilità dolce. Prevedere e individuare, all’interno del piano urbano della mobilità, zone a velocità limitata, isole ambientali, aree pedonali, ciclabilità diffusa; 7)     Condividere l’esperienza. Promuovere la condivisone degli spazi pubblici e dei veicoli incentivando in particolare le nuove soluzioni di trasporto condiviso (shared mobility); 8)     Incoraggiare la mobilità elettrica 9)     Pianificare la distribuzione urbana delle merci. L’organizzazione dei flussi delle merci nelle aree urbane rappresenta uno degli elementi chiave per uno sviluppo sostenibile delle città ed è possibile migliorarla attraverso i modelli avanzati di city logistics basati su meccanismi premiali piuttosto che di divieto: 10)  Abbattere ogni barriera. Ridurre progressivamente ogni barriera materiale e immateriale, allo spostamento per gli utenti a ridotta mobilitàè e garantire che ogni scelta di trasporto favorisca il più possibile anche le persone con svantaggi di mobilità; 11)   Investire nella mobilità. Riutilizzare gli introiti dei pedaggi per investimenti nella mobilità sostenibile; 12)  Promuovere un fisco equo. Studiare ed estendere le applicazioni di tariffe a carico dei veicoli per un uso equo e corretto degli spazi pubblici; 13)  Favorire lo sviluppo di politiche di mobility management a tutti i livelli. Promuovere la revisione e attualizzazione della figura del mobility manager. Promuovere l’introduzione del mobility manager d’istituto, per coinvolgere da subito le nuove generazioni. Misurazione dei benefici economici e sociali generati ai colleghi, all’azienda e al territorio 14)  Promuovere le nuove tecnologie. Incoraggiare la diffusione di sistemi di comunicazione digitale per sviluppare servizi di info mobilità, misurare i benefici sostenibili ottenuti, velocizzare la divulgazione delle buone pratiche anche attraverso i social network per gli utenti del trasporto pubblico, per gli automobilisti, gli operatori commerciali e la mobilità dolce; 15)  Sensibilizzare l’opinione pubblica. Sollecitare il Governo a promuovere campagne di sensibilizzazione per favorire presso la collettività – iniziando dalle nuove generazioni – una corretta recezione di misure inevitabilmente “impopolari” ma indifferibili per la tutela delal salute dei cittadini, per la vivibilità dei centri urbani e per lo sviluppo economico

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