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10 ago 2020

ALTA VELOCITÀ| Al via i lavori per €2,5 mld della linea Verona – Vicenza

di Fabio Nicolosi

Firmato oggi il contratto per un valore complessivo di circa €2,5 miliardi per l’avvio dei lavori del primo lotto funzionale della linea alta velocità ed alta capacità (AV/AC) Verona- Padova, nella tratta Verona – Bivio di Vicenza. Il primo lotto funzionale, commissionato da Rete Ferroviaria Italiana – RFI (Gruppo FS Italiane), sarà realizzato dal consorzio IRICAV DUE, costituito per circa l’83% dal Gruppo Webuild (45,44% Webuild e 37,49% Astaldi) e per il 17% da Hitachi Rail STS, nell’ambito della strategia industriale di Progetto Italia, l’operazione di consolidamento promossa da Webuild per il rafforzamento del settore delle infrastrutture nel Paese. Il primo lotto funzionale, con un valore complessivo di investimento da parte di RFI superiore a €2,7 miliardi, e con consegna prevista entro il 2027, avrà un tracciato di km 44,2 e attraverserà 13 comuni, quadruplicando la linea esistente, aumentando la qualità dell’offerta ferroviaria e la sua integrazione con la rete europea, riducendo l’impatto ambientale e l’incidentalità associata alla mobilità stradale. “Questo progetto rappresenta un altro passo avanti nell’ambito di Progetto Italia. A pochi giorni dalla consegna del Ponte di Genova, siamo molto soddisfatti di avviare un nuovo progetto strategico, questa volta per la mobilità del Veneto, un’ulteriore infrastruttura da avviare con una ampia catena di fornitura che correrà da Nord a Sud, e che segue nel giro di poche settimane l’avvio dei lavori per la strada statale Jonica in Calabria e i lavori del Nodo Ferroviario di Genova. L’Italia, da Sud a Nord, sta ripartendo, e lo sta facendo dalle infrastrutture, dal lavoro e dal territorio: siamo orgogliosi di poter mettere al servizio le nostre competenze per questo progetto di rilancio del Paese in cui abbiamo le nostre radici”, ha dichiarato a Verona Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild. Il Gruppo occupa complessivamente in Italia circa 11.000 persone tra diretti e indiretti, che diventeranno oltre 15.000 nel 2022. Di queste una quota superiore all’85% per la catena di fornitura che coinvolge molte imprese di piccole e medie dimensioni, come ha dimostrato il caso del Nuovo Ponte di Genova, con ben 330 imprese coinvolte. La collaborazione con la catena di fornitura con le aziende della filiera riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo dei territori, con la creazione di opportunità di crescita e lavoro da Nord a Sud dell’Italia, anche per i giovani. L’opera, con un valore complessivo commissionato a IRICAV DUE di 2.470 milioni di euro, prevede l’avvio immediato dei lavori di un primo lotto costruttivo per 874 milioni di euro, con 1.596 milioni di euro del secondo lotto costruttivo da finanziare entro 12 mesi. L’investimento per l’intera tratta Verona-Padova, stimato in € 4,8 miliardi, di cui € 4,2 miliardi la quota disponibile per il Contraente Generale, rappresenta un collegamento ferroviario di grande importanza nel Nord Est del Paese e un nuovo tassello nel percorso di rilancio economico e dell’occupazione che fa leva sulle infrastrutture, con la creazione di circa 4.000 posti di lavoro tra diretti ed indiretti. L’opera, parte della linea AV/AC Milano Venezia, si inserisce nel Corridoio Mediterraneo, che dalla Spagna arriva alla frontiera Ucraina: uno dei corridoi della rete strategica transeuropea di trasporto (TEN-T core network). Collegando i paesi dell’Europa sud-occidentale ai paesi dell’Est, il Corridoio Mediterraneo si presenta come itinerario privilegiato sia per i traffici fra Europa e Asia sia, in ambito europeo, per i traffici fra le regioni del Sud e quelle dell’Europa Orientale. Con la realizzazione della linea AV/AC Milano-Venezia, il 75% della popolazione italiana sarà servita con linee ad alta velocità. “Il modello Genova ha dimostrato concretamente che abbiamo a disposizione una grande opportunità, perché, grazie a competenza, efficienza tecnica e collaborazione costruttiva tra istituzioni/clienti e imprese private, possiamo finalmente affrontare al meglio le sfide infrastrutturali del Paese rimaste per tanto, troppo tempo in stand-by, dando nuove opportunità anche ai giovani. Speriamo che questo nuovo progetto segua la lezione imparata con il Ponte di Genova e permetta la realizzazione di un progetto altrettanto veloce e di qualità”, ha concluso Pietro Salini.

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02 lug 2020

NAPOLI | Ferrovia Cumana: abbattuto l’ultimo diaframma della galleria Monte Olibano

di Fabio Nicolosi

Si è svolta stamattina a Napoli la cerimonia di abbattimento dell'ultimo diaframma della galleria Monte Olibano, parte del progetto di ammodernamento e potenziamento della Ferrovia Cumana. La nuova galleria rientra nel programma di raddoppio della Cumana, lungo una tratta di circa 5 km, e comprende interventi di rettifica del tracciato della vecchia galleria Monte Olibano a semplice binario, la realizzazione delle nuove stazioni di Pozzuoli e Cantieri, l'adeguamento della stazione Gerolomini e l'attrezzaggio ferroviario a doppio binario della tratta Dazio-Cantieri. Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, ed il presidente di EAV Umberto De Gregorio. Per il Gruppo Astaldi, che realizza l' opera, il presidente Paolo Astaldi e l' amministratore delegato Filippo Stinellis. La realizzazione delle opere - afferma l' impresa - «consentirà di completare il raddoppio della ferrovia, che potrà effettuare un servizio di trasporto di tipo metropolitano sull'intera Linea Cumana, con alta frequenza dei treni ed alti standard di sicurezza». «L' ultimazione del programma di ammodernamento e potenziamento della ferrovia è prevista per giugno 2023». “Questo è uno dei venti cantieri, fermi da dieci anni, che abbiamo sbloccato e fatto ripartire. – ha dichiarato il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca – Parliamo di un progetto complessivo per l’ammodernamento di questa linea di oltre 85 milioni di euro: miglioriamo la mobilità, investiamo sulla riqualificazione urbana delle aree circostanti, creiamo opportunità di lavoro con l’apertura dei cantieri”.

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08 apr 2020

MILANO | Salini Impregilo e Astaldi riprendono i lavori sulla M4

di mobilita

Salini Impregilo e Astaldi riprendono i lavori sulla M4 e, insieme al Comune di Milano, a Società M4 e agli altri operatori coinvolti nel progetto hanno riattivato tutti i necessari protocolli per far operare i lavoratori nella massima sicurezza e attenzione alla salute. I lavori nei cantieri sono ripresi su tutte e tre le tratte (Est, Ovest e Centro), e sono state avviate le attività di preparazione al riavvio degli scavi meccanizzati con le TBM (le cosiddette talpe), che saranno riattivate a pieno regime la prossima settimana. In questa fase sono presenti nel cantiere circa 200 tra operai, dipendenti e dirigenti. Per la prosecuzione delle attività nelle aree di lavoro della nuova metropolitana sono state adottate misure di sicurezza straordinarie che mirano a tutelare la salute dei lavoratori e a prevenire ogni forma di contagio, tra queste: il rilevamento della temperatura corporea al mattino, all’ingresso in cantiere e all’ora di pranzo all’ingresso in mensa, l’utilizzo di mascherine di protezione, la distribuzione massiva di disinfettanti per le mani, il rispetto, ove possibile, della distanza di sicurezza e ancora, pulizia e sanificazione periodica degli ambienti di lavoro, dei dormitori e di tutti gli spazi comuni, riduzione del numero di persone che possono viaggiare contemporaneamente sulle navette da e per il cantiere.

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17 feb 2020

Circonvallazione di Merano, Pizzarotti vince in tribunale la gara da 100 milioni

di Fabio Nicolosi

Sarà il raggruppamento guidato dall'impresa Pizzarotti (con l'impresa Collini) a realizzare la circonvallazione stradale di Merano. Si tratta di un appalto del valore a base d'asta di 102,6 milioni di euro mandato in gara dalla provincia di Bolzano (attraverso Acp, la locale Agenzia appalti) nel dicembre 2016. La gara ha avuto un iter tormentatissimo con continui colpi di scena, dovuti a iniziative e decisioni più di carattere legale che tecnico. La gara è anche un emblema della diffusa crisi delle imprese, in quanto l'aggiudicazione a Pizzarotti - decisa dal Tar di Bolzano con la sentenza n.42/2020 pubblicata lo scorso 10 febbraio - è stata indubbiamente agevolata dalla crisi che ha colpito le imprese concorrenti nella stessa gara - Cmc, Oberosler e Astaldi - poi finite in concordato. Ed è stata proprio quest'ultima circostanza - alla fine - a convincere i giudici ad accogliere il ricorso di Pizzarotti e, di conseguenza, ad annullare l'atto di conferma della aggiudicazione definitiva al raggruppamento con le imprese Carron, Mair e Di Vincenzo, da cui nel frattempo era uscita la coop ravennate Cmc che ne era inizialmente la capogruppo. Va comunque ricordato che si tratta di una sentenza del Tar e pertanto appellabile al Consiglio di Stato. Nel corso della procedura, la stessa Amministrazione provinciale di Bolzano ha modificato la sua legge sugli appalti per consentire, con provvedimento retroattivo, l'esclusione delle imprese finite in concordato. Tuttavia, non è stato questo il motivo determinante che ha decretato l'accoglimento del ricorso di Pizzarotti. La vicenda In base al primo esame delle offerte, la classifica ha visto al primo posto il raggruppamento guidato da Cmc (con Carron, Mair e Di Vincenzo), al secondo posto il raggruppamento Pac (con Oberosler , Erdbau, Marx, Bitumisarco e De.Co.Bau), al terzo posto l'impresa Astaldi, e, infine, al quarto posto, il raggruppamento guidato da Pizzarotti, con Collini. Nel settembre 2017 la gara viene pertanto aggiudicata a Cmc. Dopo succede di tutto. Il secondo classificato, il raggruppamento Pac, impugna l'aggiudicazione a Cmc, ma senza successo. Peraltro, mentre si discute il giudizio, l'impresa Oberosler, che fa appunto parte del raggruppamento Pac, presenta la richiesta di concordato in bianco. Nel settembre 2018 anche Astaldi (terza classificata) chiede l'ammissione alla procedura di concordato preventivo al tribunale di Roma (che verrà concesso nell'agosto 2019). E nel dicembre 2018, è la volta di Cmc che deposita domanda di concordato in bianco al tribunale fallimentare di Ravenna (che il tribunale concederà il successivo giugno 2019). Quest'ultima novità di Cmc, mandataria del raggruppamento aggiudicatario, riaccende la battaglia legale. E mentre il secondo classificato, Pac, sollecita l'esclusione dell'aggiudicatario e lo scorrimento della graduatoria, si consuma nel raggruppamento vincitore l'uscita di Cmc e il ricompattamento delle altre imprese (Carron, Mair e Di Vincenzo) con richiesta di confermare l'aggiudicazione. La stazione appaltante decide in questo senso, e il 13 settembre 2029 conferma l'aggiudicazione al raggruppamento senza più Cmc e che ora è guidato da Carron, con Mair e Di Vincenzo mandanti. Non solo, dopo aver verificato il possesso di tutti i requisiti, nell'ottobre 2019 Apt emette un provvedimento di efficacia della conferma dell'aggiudicazione. Intanto però Pizzarotti e Collini avevano iniziato ad affilare le armi e, dopo l'uscita di scena di Pac, ingaggiavano la loro battaglia legale "aggredendo" i due raggruppamenti che li precedevano in graduatoria, Carron (con Mair e Di Vincenzo) e Astaldi. Nel marzo 2019 l'impresa di Parma scrive alla stazione appaltante Apt sollevando la questione della mancanza dei requisiti di entrambi i concorrenti, a causa delle rispettive procedure di concordato, sostenendo l'applicazione delle clausole di esclusione (articolo 80) e impugna di fronte al Tar, insieme a Collini, il provvedimento di efficacia della conferma dell'aggiudicazione. Conclusione Il Tar annulla gli atti di aggiudicazione impugnati, accerta la perdita dei requisiti di ordine generale sia del raggruppamento guidato da Carron sia di Astaldi e infine «ordina alla stazione appaltante di procedere all'aggiudicazione della gara a favore delle società ricorrenti». Articolo tratto da Il Sole 24 Ore

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13 gen 2020

MILANO M4 | Al via test con la circolazione del treno nella tratta Linate – Forlanini FS

di mobilita

Al via la circolazione del treno per i test di funzionamento della prima tratta Linate - Forlanini FS della nuova metro M4 di Milano, che collegherà il centro di Milano all’aeroporto di Linate in soli 12 minuti. L’opera, che rappresenta uno dei progetto di sostenibilità underground più importanti d’Europa, è commissionata dal Comune di Milano e realizzata dalla società mista concessionaria M4, incaricata della realizzazione e della gestione e partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di soci privati guidato da Salini Impregilo e Astaldi. I test tra Linate e Forlanini FS rappresentano uno step fondamentale per la verifica dei treni e di tutti i sistemi, dal segnalamento, alla ventilazione, all’antincendio, in vista della messa in esercizio di questa prima tratta nel 2021. La linea, che vede al momento 56 cantieri aperti anche nel centro di Milano con 1500 persone all’opera nel complesso (di cui 500 dirette del consorzio costruttore Metro Blu), arriverà poi a Dateo a metà 2022, per poi toccare San Babila entro dicembre 2022. La linea metropolitana sarà lunga 15 chilometri con 21 stazioni e attraverserà in soli 30 minuti il centro storico della città collegando il quadrante Est (aeroporto di Linate) con il quadrante Sud-Ovest, fino alla stazione di San Cristoforo. Interscambi che contribuiranno ad aumentare un “effetto di rete” intermodale atteso su tutto il sistema di trasporto urbano ed extra-urbano, con benefici ambientali significativi che rendono più forte l’impronta sostenibile della città di Milano: la linea permetterà una riduzione del traffico in città di circa 16 milioni di veicoli ogni anno, con una contrazione annuale delle emissioni di CO2 fino a 54mila tonnellate. Con un traffico di 86 milioni di persone per anno, la linea è una “metropolitana leggera ad automatismo integrale”: un sistema tecnologico che conserva le caratteristiche della metropolitana classica, ma con standard tecnici prestazionali e di sostenibilità più elevati e meno dispendiosi. L’innovativo sistema di guida automatica (driverless: senza conducente) adotta una tecnologia per il controllo intelligente del traffico che garantisce ai passeggeri i più elevati standard di sicurezza. La M4, con cui la rete metropolitana milanese raggiungerà i 118 chilometri divenendo la sesta in Europa per estensione, è un esempio della leadership di Salini Impregilo nel settore della mobilità sostenibile. L’opera è infatti una delle 9 metropolitane che il Gruppo sta contribuendo a realizzare nel mondo, per migliorare la mobilità sostenibile urbana ed extra-urbana di 3,6 milioni di persone al giorno, come la Linea Red Line di Doha (Qatar), uno dei maggiori progetti infrastrutturali in Medio Oriente, insieme alla Hurontario Light Rail Transit in Canada e la Forrestfield-Airport Link a Perth in Australia.

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27 set 2019

MILANO M4 | Tappa fondamentale il passaggio della tbm sotto il centro della citta

di mobilita

Via libera al closing finanziario della M4, la nuova metro di Milano realizzata da un consorzio di imprese guidato da Salini Impregilo e di cui fa parte Astaldi, che collegherà l’aeroporto di Linate con la stazione FS di Milano San Cristoforo. Si è conclusa infatti la sottoscrizione di tutta la documentazione necessaria al perfezionamento del finanziamento del progetto. “Siamo molto soddisfatti di aver contribuito al rilancio di un’infrastruttura strategica per Milano”, ha dichiarato Massimo Ferrari, Direttore Generale di Salini Impregilo. “Un modello da seguire anche per Progetto Italia, l’operazione industriale promossa dal nostro Gruppo, con la partecipazione di amministrazioni ed enti pubblici, aziende private, istituzioni finanziarie e CDP, per realizzare una linea metropolitana che, tra l’altro, collegherà Linate al centro di Milano in soli 12 minuti, grazie al contributo di decine di imprese, migliaia di tecnici e lavoratori”, ha concluso. La nuova Linea M4 viene realizzata in regime di Project Financing e vede impegnati, oltre alla società Concessionaria M4, partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di Soci Privati guidati da Salini Impregilo, otto tra i principali enti ed istituti di credito europei. Il closing finanziario effettuato, a completamento degli adempimenti previsti dall’Atto Integrativo alla Convenzione di Concessione, sottoscritto il 05 febbraio scorso, assicura l’equilibrio economico/finanziario del Progetto, garantendo un apporto di liquidità da parte del sistema creditizio per ca. € 400 milioni e consentendo di proseguire speditamente fino al termine della costruzione della M4, con l’adeguamento del cronoprogramma del Progetto. La firma degli atti giunge nei giorni in cui il Consorzio ha appena concluso la fase di scavo in uno dei punti più complessi del centro della città, con il passaggio, già avvenuto, della TBM dispari sotto la Ca’ Granda e la chiesa dell’Annunciata. Da Villa Necchi-Campiglio, alla Chiesa Evangelica Valdese di via Francesco Sforza, al Sagrato della Basilica di S. Ambrogio in Piazza S. Ambrogio, dalle Colonne di S. Lorenzo alla Torre Merlata dell’edificio all’angolo tra via San Vittore e Via Carducci, sono solo alcuni degli edifici presenti nell’area attraversata dalla TBM per i quali gli ingegneri del Consorzio, di concerto con l’Amministrazione Comunale e la Concessionaria, hanno svolto un continuo lavoro di analisi e monitoraggio, sia in fase di progettazione che di esecuzione, per la salvaguardia del patrimonio artistico dei palazzi d’epoca e del patrimonio archeologico. La Linea M4 è una “metropolitana leggera ad automatismo integrale”: un sistema tecnologico che conserva le caratteristiche della metropolitana classica, ma con standard tecnici prestazionali e di sostenibilità più elevati e meno dispendiosi. L’innovativo sistema di guida automatica (driverless: senza conducente) adotta una tecnologia per il controllo intelligente del traffico che garantisce ai passeggeri i più elevati standard di sicurezza. La realizzazione dell’opera, che servirà 86 milioni di passeggeri ogni anno, permetterà di ridurre il traffico a vantaggio del trasporto pubblico, confermando il grande impegno di Salini Impregilo sui temi della sostenibilità che il Gruppo persegue in tutte le sue opere nel mondo.

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03 giu 2019

MILANO M4 | Tratta ovest, la prima talpa è arrivata in stazione Foppa

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La prima talpa in attività sulla Tratta Ovest, quella dedicata al binario dispari, è arrivata in Stazione Foppa. La Tbm, partita dalla Stazione Washington-Bolivar, ha scavato i 421 metri di galleria della tratta, attraversando anche il Manufatto Washington, in 16 giorni con una produzione media di circa 26 metri al giorno. Attualmente, sulle due gallerie della Tratta Ovest, sono stati posati 3.731 anelli prefabbricati, necessari per realizzarne il rivestimento definitivo, per un avanzamento complessivo dello scavo meccanizzato pari al 85%. Ora, come di consueto tra una stazione e l’altra e prima di ripartire in direzione della Stazione Solari, per realizzare l’ultimo tratto di galleria della tratta, è prevista l’attività di manutenzione ordinaria della Tbm. Verranno quindi svolte lavorazioni di vario tipo (elettriche, elettromeccaniche, meccaniche e oleodinamiche), anche in orario notturno, che potranno provocare rumore. Ci scusiamo per il disagio. La linea 4, promossa dal Comune di Milano, è realizzata dalla società concessionaria M4 i cui soci sono lo stesso Comune, le imprese costruttrici (Salini Impregilo, Astaldi, Hitachi Rail Sts, Hitachi Rail spa, Sirti) e il gestore Atm.

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29 mar 2019

Linea Napoli – Bari: aggiudicata la gara per Apice – Hirpinia

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Aggiudicata un’altra gara della nuova linea Napoli – Bari. È stato infatti assegnato l’appalto per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori per la tratta Apice – Hirpinia, primo dei due lotti funzionali della tratta Apice – Orsara. La gara è stata assegnata da Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS Italiane, al Consorzio di imprese costituito da Salini Impregilo, Astaldi, Rocksoil, Net Engineering e Alpina, per un valore di circa 608 milioni di euro. I lavori riguarderanno la nuova sede ferroviaria comprese le opere civili connesse, l’armamento ferroviario, la trazione elettrica e le sottostazioni elettriche per l’alimentazione dei treni nonché la realizzazione della nuova stazione di Hirpinia. Si aggiunge così un altro importante tassello nell’ambito della realizzazione della nuova linea Napoli – Bari, che conferma l’accelerazione dei vari step dell’iter resa possibile dal lavoro del Commissario: sui tratti Napoli – Cancello e Cancello – Frasso i lavori sono stati già consegnati alle imprese aggiudicatarie mentre è in fase di aggiudicazione la tratta Frasso – Telese.  Sulla tratta Telese – S. Lorenzo è stata conclusa la Conferenza di Servizi ed è in corso quella sulla tratta San Lorenzo Maggiore – Vitulano (Benevento). È stata inoltre ultimata la progettazione definitiva e sono stati avviati i relativi iter autorizzativi per le tratte Hirpinia – Orsara ed Orsara – Bovino. I bandi di gara relativi agli ultimi lotti rimanenti saranno pubblicati entro il 2020. La nuova linea Napoli – Bari, dal costo complessivo stimato di circa 6,2 miliardi di euro e parte integrante del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia - Mediterraneo, ha ottenuto di recente – primo progetto ferroviario al mondo - il massimo livello di certificazione di sostenibilità Envision (Platinum) per il tratto Frasso Telesino – San Lorenzo Maggiore. Nel 2026, alla conclusione dei lavori, sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e fino a Roma in 3 ore, facilitando gli spostamenti fra le tre metropoli. Riduzioni dei tempi di viaggio progressive sono previste comunque già prima di tale data, grazie all’attivazione per fasi dei nuovi tratti di linea.

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17 feb 2018

Linea Palermo – Catania: firma per il raddoppio di binario tra Bicocca e Catenanuova

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Firmati i contratti per la progettazione esecutiva e i lavori di raddoppio del tratto di linea Bicocca – Catenanuova, parte integrante della nuova linea Palermo – Catania. La sottoscrizione degli accordi arriva a valle della gara già aggiudicata da Rete Ferroviaria Italiana. La realizzazione del nuovo tracciato, lungo circa 38 chilometri, è stata affidata al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) Salini Impregilo – Astaldi – SIFEL – CLF, per un valore di 186 milioni di euro. I lavori riguarderanno la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche per l’alimentazione dei treni, la riqualificazione della stazione di Bicocca e la realizzazione di una nuova stazione a Motta Sant’Anastasia. L’attivazione di un primo binario è prevista nel 2020, mentre la fine di tutti i lavori è programmata per il 2022. L’opera rientra nel progetto di collegamento veloce Palermo – Catania – Messina ed è la prima in Sicilia tra quelle programmate con la Legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese. La realizzazione del nuovo tracciato rappresenta una fase fondamentale per migliorare i collegamenti ferroviari in Sicilia e connetterla al Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo.

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30 nov 2017

Linea ferroviaria Palermo – Catania, aggiudicata gara per raddoppio tra Bicocca e Catenanuova

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La tratta “Bicocca–Catenanuova” costituisce una fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce tra Palermo e Catania. Tale intervento consentirà di migliorare il servizio tra Enna e Catania, sia con un incremento delle frequenze dei servizi sia con una riduzione dei tempi di percorrenza tra i due capoluoghi.  Aggiudicata la gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di raddoppio del tratto di linea Bicocca – Catenanuova, linea Palermo – Catania. La gara, valore economico di circa 186 milioni di euro, è stata assegnata da Rete Ferroviaria Italiana al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI)costituito da Salini Impregilo, Astaldi, SIFEL e CLF. L’opera rientra nel progetto di collegamento veloce Palermo – Catania – Messina ed è la prima in Sicilia tra quelle programmate con la Legge “Sblocca Italia”. “Il tratto di linea Bicocca - Catenanuova costituisce – dichiara Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Commissario di Governo per l’opera – una fase fondamentale per migliorare i collegamenti ferroviari in Sicilia e connetterla al sistema dei Corridoi europei TEN-T. I primi benefici in termini di riduzione dei tempi di viaggio inizieranno a vedersi già nel 2020. Entro la fine del 2025 – grazie anche alle altre opere previste – sarà possibile spostarsi da Catania a Palermo in meno di due ore”. Il nuovo tracciato, lungo circa 38 chilometri, permetterà ai treni di viaggiare a una velocità massima di 200 km/h. L’attivazione di un primo binario velocizzato è prevista nel 2020. La fine di tutti i lavori è programmata nel 2022. I lavori riguardano la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche, il rinnovo della stazione di Bicocca e la realizzazione della nuova stazione di Motta Sant’Anastasia. Inoltre, saranno realizzate anche tutte le opere civili, stradali e idrauliche e relativi impianti tecnologici, oltre agli interventi di mitigazione ambientale. Con un investimento economico complessivo di circa 8 miliardi di euro, il nuovo collegamento veloce Palermo-Catania-Messina rientra tra le opere inserite nella legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese, ed è inserito nel Corridoio europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo, che collega il Nord Europa con Germania e Sud Italia, passando per la Galleria di Base del Brennero, attualmente in costruzione, e l’intero asse italiano Nord-Sud a maggior traffico.

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