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18 set 2021

VERONA | La giunta comunale stanzia 100 mila euro per la messa in sicurezza delle piste ciclopedonali

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Cantieri lungo le ciclopedonali dei quartieri. La Giunta comunale ha approvato la spesa di 100 mila euro per la messa in sicurezza di alcuni tratti di piste utilizzati sia da pedoni che da ciclisti, nei borghi e rioni di Verona. Da quello di via Torbido a via dei Partigiani, l’elenco è lungo e presto arriveranno i mezzi per la sistemazione della pavimentazione e il rifacimento della segnaletica stradale. Gli interventi sono finanziati grazie al fondo stanziato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti per la progettazione di ‘interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina’. In via Da Legnago e via Montorio verrà fresato il manto stradale e, dopo averlo rifatto, sarà rinnovata completamente la segnaletica. In corso Venezia sarà sistemato il marciapiede. In via Torbido la manutenzione riguarderà la ciclabile che affianca l’intero stradone, con la posa di nuovi masselli e il miglioramento del deflusso delle acque. E poi ancora lavori in via San Giacomo e in un tratto di stradone Santa Lucia. I cantieri vanno ad aggiungersi a quelli già realizzati in via Palazzina, via Colonnello Galliano e via Unità d’Italia. “Questi interventi, che si inseriscono nel lungo elenco di cantieri avviati durante l’estate, vanno a migliorare le ciclopedonali nei nostri quartieri – spiega l’assessore alle Strade Marco Padovani -. Obiettivo sistemare le piste, a garanzia della sicurezza di ciclisti e pedoni che tutti i giorni percorrono quei tratti di strada. Un modo anche per incentivare la mobilità sostenibile, soprattutto per gli spostamenti tra quartieri”.

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15 lug 2021

MILANO | Dieci nuove aree di ricarica per veicoli elettrici installate da NHP ESCo, con il Comune e Amat

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È operativo un nuovo tassello per l’offerta di mobilità sostenibile a Milano: dieci aree di mobilità installate da NHP ESCo, con il supporto di Comune di Milano e Amat (Agenzia mobilità, ambiente e territorio) nell’ambito del Progetto Sharing Cities – Horizon 2020. Un nuovo modo di muoversi in città, un nuovo concept urbano che aggrega servizi di mobilità elettrica e condivisa in un unico spazio fisico, accessibile e sostenibile, in grado di semplificare gli spostamenti nel capoluogo lombardo. Le Aree di Mobilità sono micro-hub di scambio intermodale che concentrano in un solo sito una gamma di servizi di mobilità integrati e gestiti da una innovativa piattaforma digitale: colonnine di ricarica per veicoli elettrici normal e fast charge, smart parking, car sharing con stalli dedicati alle flotte. “La mobilità elettrica è sempre più una realtà, - dichiara Marco Granelli assessore alla Mobilità - a Milano sono operativi 500 punti di ricarica. Oltre alla collocazione a cura dei diversi operatori, con l’autunno è in programma la realizzazione di altre 40 aree di mobilità finanziate dal Comune di Milano e dai fondi europei Pon Metro. L’obiettivo è coprire progressivamente e in modo omogeneo tutta la città in modo coerente con lo sviluppo di questo tipo di veicoli”. “Oggi diamo avvio a una piccola rivoluzione nel complesso mondo della mobilità urbana e nel contempo ampliamo le azioni poste in essere dall’Amministrazione per migliorare la qualità della vita del quartiere Porta Romana Vettabbia, grazie al progetto europeo Sharing Cities avviato nel 2016 – aggiunge l’assessora alla Politiche per il Lavoro, Attività produttive, Cristina Tajani -. Grazie a progetti come questo che vedono insieme soggetti pubblici e privati, dimostriamo come l’uso intelligente delle nuove tecnologie affiancato da una co-progettazione del basso, con l’ascolto diretto e la partecipazione dei residenti, sia la scelta migliore per lo sviluppo di Milano. Una città in cui sono gli abitanti a scegliere e individuare i servizi e i progetti più utili alla trasformazione e all’evoluzione del quartiere.” “Puntiamo ad affiancare ai punti di ricarica e parcheggio una vasta gamma di servizi innovativi di mobilità e non solo - afferma Valerio Siniscalco, CEO di NHP - Stiamo concentrando gli sforzi per alimentare le Aree di Mobilità con energia da fonti rinnovabili e relativo accumulo energetico, immaginando un domani fatto anche di integrazione energetica di quartiere, nell’ottica della filosofia di Sharing Cities”. Queste dieci aree si trovano nel quadrante sud-est di Milano, oltre a questa di corso Lodi 5, sono state installate in corso lodi 34, viale Col di Lana 2, via Bocconi 28, via Cassinis 79, piazzale Cantore 2, via Sile 31, piazza Caduti del Lavoro 5, via Laura Ciceri Visconti 2, via Pietrasanta, 8. I servizi di ricarica sono erogati tramite la piattaforma e le APP del service provider Queenergy, che garantirà la massima operatività del servizio e un’ottimale assistenza ai clienti.

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15 lug 2021

VERONA | San Massimo: entro fine agosto pronto il masterplan per la riqualificazione della linea ferroviaria storica

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Riqualificare a tutta velocità. A dirlo è l’assessore all'Urbanistica Ilaria Segala perché entro fine agosto sarà pronto il Masterplan per la riqualificazione della linea ferroviaria storica, che verrà dismessa a seguito del nuovo tracciato dell’Alta velocità, corridoio 1 tratto del Brennero, che attraversa il quartiere di San Massimo. Gli uffici comunali stanno progettando per l'area, lunga 5 chilometri, la realizzazione di aree verdi e piste ciclabili. “Il Masterplan servirà a ricucire la ferita sul territorio causata dai vecchi binari ferroviari – dichiara l’assessore Segala -. Stiamo studiando quali possano essere le migliori soluzioni affinché il quartiere possa avere un’adeguata compensazione”. Sempre in materia di Alta velocità, sotto i riflettori è anche il cantiere del corridoio 5, nella tratta Brescia-Verona-Padova. L’assessore Segala ha chiesto nuove misure per la salvaguardia della Fonte delle Monache, il sito storico-archeologico di grande valenza ambientale situato a sud dell'abitato di San Michele Extra. Le richieste inoltrate a Iricav 2, l'ente realizzatore dell'infrastruttura, sono di mantenere il sottopasso della linea storica che collega la Fonte con il quartiere, di eliminare le barriere architettoniche, di favorire un percorso ciclo pedonale, oltre ad un percorso a rampe in sostituzione degli attuali scalini in modo da permetterne l’utilizzo anche alle persone anziane e meno dotate. Buona parte di queste osservazioni recepiscono la posizione della Settima circoscrizione votata anche in Consiglio comunale.

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03 lug 2021

La regione Liguria stanzia 700mila euro per il completamento della ciclabile tra San Lorenzo e Imperia

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Via libera da parte del Comitato del Fondo strategico regionale allo stanziamento di ulteriori 700mila euro per il completamento della pista ciclabile tra San Lorenzo al mare e il confine con il Comune di Imperia, garantendo quindi il collegamento da un lato con il tratto in fase di realizzazione nel capoluogo e dall’altro con la ciclopedonale di Area24 tra San Lorenzo al Mare e Ospedaletti. “Dopo il finanziamento, sempre con risorse del Fondo Strategico, del primo lotto (circa 600mila euro di cui 520mila euro dal FSR) queste risorse – spiegano gli assessori all’Urbanistica Marco Scajola e alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone – sono fondamentali per la realizzazione del secondo lotto (tra la stazione di San Lorenzo al Mare e il Comune di Imperia) di questo tratto di ciclabile, che consentirà di collegare senza soluzione di continuità Imperia a Ospedaletti, nell’ambito del più ampio progetto della ciclovia Tirrenica”. “Si tratta di un’opera importantissima sia sotto il profilo della vivibilità del territorio sia – aggiunge l’assessore Scajola – sotto il profilo turistico, nell’ottica di una sostenibilità ambientale che è anche tra i filoni principali del Recovery Fund”. “Questo intervento è molto atteso dal territorio – afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – e costituisce una promessa mantenuta da parte dell’amministrazione regionale. Pensare ad una pista ciclabile che colleghi Imperia a Ospedaletti e poi tutta la Liguria fino al Lazio con la Ciclovia Tirrenica significa progettare il futuro, nell’ottica di quella ripartenza, di quel Restart che è al centro della campagna estiva che stiamo promuovendo su tutto il territorio. E chissà – conclude il governatore - che un domani non possa essere realizzato il collegamento anche verso la Francia, con un percorso da Nizza fino a Roma”.

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23 giu 2021

VERONA | Terminata la pista ciclabile Porta Palio – Castelvecchio, opera attesa da 15 anni

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L'opera in questione è la ciclabile che unisce Porta Palio a Castelvecchio un percorso sicuro e protetto che collega il grande parcheggio di Porta Palio, dove è presente anche una postazione di bike sharing, fino all'inizio di via Roma. Poco più di 2 km di tragitto, ma con una valenza strategica per questa zona della città, molto trafficata sia dai mezzi privati che da quelli pubblici che, fino ad oggi, non offriva un’alternativa sicura per gli spostamenti in bici. Sul fronte della mobilità sostenibile, è il primo importante intervento realizzato negli ultimi quindici anni nella zona del centro cittadino, una risposta alle richieste di Fiab Verona oltre che alle mutate esigenze di una popolazione che, per effetto anche della pandemia, ha riscoperto i vantaggi degli spostamenti sulle due ruote. A differenza di quanto avvenuto in passato, dove sono stati realizzati piccoli interventi più o meno coerenti con le necessità del territorio, anche sul tema della ciclabilità l'Amministrazione ha invertito la marcia, ragionando su una visione complessiva della mobilità sostenibile, migliorando le piste esistenti e programmandone di nuove, con l'obiettivo di collegare in sicurezza il maggior numero di zone e quartieri cittadini. L'intervento. Durati poco più di un anno, i lavori sono stati realizzati dal Comune con il sostegno della Regione, che ha finanziato un terzo del costo dell'opera, 60 mila euro sul totale di 180 mila (120 mila euro la spesa a carico del Comune). Il cantiere è stato strutturato su due tratti. Il primo tra Porta Palio e via Scalzi, il secondo tra via Scalzi e Castelvecchio. Nel primo tratto il percorso bidirezionale ha previsto la messa in sicurezza dell’attraversamento su Circonvallazione Oriani, per proseguire sfruttando l’ampio marciapiede esistente di fronte all’ospedale militare. Novità importante è che la ciclopista parte dal parcheggio di Porta palio e passa su retro della Porta, soluzione questa a vantaggio della sicurezza sia dei ciclisti che del traffico veicolare e che favorisce la connessione per le bici che arrivano dalle zone limitrofe. Più complesso, invece, l’intervento dagli Scalzi verso Castelvecchio per la presenza di plateatici e attività commerciali. Per garantire contemporaneamente la presenza delle due corsie di marcia delle autovetture e una per la ciclabile bidirezionale, sono stati modificati alcuni tratti di marciapiede tra vicolo Valle e Castelvecchio che, nonostante siano stati ristretti, rimangono ugualmente funzionali per i pedoni. A differenza del primo tratto di pista, che è stato realizzato sfruttando l’ampio marciapiede, il secondo ha trovato spazio invece sul sedime stradale ed è stato protetto con appositi paletti. Questo intervento ha inoltre permesso di riorganizzare l’incrocio semaforico di via Scalzi, inserendo un attraversamento pedonale ora assente. Ad inaugurare simbolicamente l'opera, questa mattina si sono recati sul posto il sindaco Federico Sboarina e l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto. Presente il presidente di Fiab Verona Corrado Marastoni, coinvolto sin dall’inizio per le valutazioni in merito all’opera, e il vice presidente Giorgio Migliorini. "Questa pista ciclabile completa un tassello del più vasto puzzle che stiamo realizzando a vantaggio della mobilità sostenibile - ha detto il sindaco Sboarina-. Un modus operandi che non interviene qua e là con progetti non sempre coerenti tra di loro, ma segue una visione generale sulla base delle effettive esigenze del territorio. La pandemia ha aumentato a dismisura l'uso della bicicletta, un boom probabilmente dovuto anche alla maggiore offerta di piste ciclabili sul territorio, che non solo rende sicuro lo spostamento in bici ma lo fa preferire a quello in auto, che rispetto alle due ruote è limitato dal traffico e dal dover cercare parcheggio. Un'opera bella da percorrere ma anche da vedere- ha aggiunto il sindaco -, che trova degna prosecuzione nell'intervento in corso per mettere in sicurezza via Roma e piazza Bra in occasione di grandi eventi e manifestazioni. Qui il cantiere è già terminato prima del previsto con la posa di tutti i paletti fissi previsti, di cui due a scomparsa, nel frattempo è già partito quello in piazza Bra, che entro luglio vedrà la sostituzione degli attuali new jersey in cemento con dissuasori in parte fissi e in parte a scomparsa e alcune fioriere". “Un progetto di cui andiamo davvero orgogliosi e che ha coinvolto Fiab quale soggetto competente per suggerire le migliori soluzioni da adottare - ha detto Zanotto-. Un risultato non scontato, vista anche la complessità del secondo tratto di strada, dove sono state necessarie alcune modifiche di tipo tecnico per andare incontro alle esigenze di residenti e commercianti. Abbiamo realizzato un percorso il meno impattante possibile sulla viabilità ordinaria ma allo stesso tempo sicuro per le biciclette, un'opera senza precedenti per il nostro territorio, che ci ha dato l'opportunità di apportare migliorie aggiuntive ai sedimi stradali adiacenti alla pista, tra cui la nuova conformazione dell'attraversamento pedonale agli Scalzi". “Per Fiab oggi è un giorno di festa – afferma Marastoni – perché si concretizza uno dei primi impegni dell’Amministrazione sul tema della mobilità sostenibile e che ci ha visti coinvolti in ogni tappa. Questo percorso era atteso da almeno 15 anni, perché risolve insieme due questioni fondamentali quando si parla di ciclabilità: la sicurezza dei ciclisti e i collegamenti strategici tra i quartieri e il centro. A Porta Palio c'è la stazione di bike sharing più usata della città, prima i ciclisti erano lasciati al loro destino, oggi invece hanno a disposizione un percorso bidirezionale che li porta in centro in totale sicurezza. Siamo contenti del dialogo e della collaborazione che c'è con l'Amministrazione, andiamo avanti sugli altri progetti già sul tavolo". Paletti fissi in via Roma. Terminato in anticipo rispetto alla tabella di marcia, il lavoro ha riguardato l'installazione di 17 dissuasori di transito in via Roma, nel punto d’ingresso da Corso Cavour. Di questi, 2 sono a “scomparsa” (a destra e a sinistra del monumento), per ostacolare l’accesso ai veicoli non autorizzati e, al contempo, consentire il passaggio a residenti, frontisti e utenti di palazzo Carli sede del Comfoter. A chiusura dell’ampio passaggio, invece, sempre in corrispondenza dell’intersezione tra corso Castelvecchio e via Roma, saranno installati nei prossimi giorni altri 15 paletti dissuasori di transito/sosta fissi, che delimiteranno completamente l’area della piazzetta, ostacolandone l’ingresso da parte dei veicoli. All’altezza del civico n. 34/A di via Roma, saranno infine posizionate 2 fioriere in pietra. Quindi sarà la volta dei punti di accesso a piazza Bra, dal Municipio ai giardini e dal Liston ai giardini, dove si procederà con l’installazione di 38 dissuasori di transito, di cui 34 “fissi” e 4 “mobili a scomparsa”. Sul lato sud dei giardini Vittorio Emanuele II, saranno invece posizionate 7 fioriere. Il tutto a protezione dei tratti della piazza compresi tra i giardini e rispettivamente via Roma e palazzo Barbieri. I dissuasori, già impiegati nell’ambito di altri interventi realizzati nell’area storica della città (p.zza San Zeno, via Oberdan, corso Porta Borsari), saranno posizionati ad una distanza non superiore a 1,5 metri circa, in modo tale da impedire l’accesso ai veicoli senza arrecare, nel contempo, intralcio alla circolazione pedonale.

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11 giu 2021

BERGAMO | Presentato il progetto per il completamento del tratto bergamasco della ciclovia Monaco Milano

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Venerdì 11 giugno nell'auditorium Ermanno Olmi di via Sora si è svolta la presentazione del progetto per il completamento del tratto bergamasco della ciclovia Monaco Milano. L'incontro è stato organizzato dalla Provincia in collaborazione con il Circolo culturale Valle Cavallina. Tre Paesi, due lingue, tre culture e altrettante zone climatiche La mobilità lenta o “slow tourism”, risulta essere sempre più una scelta praticata e alternativa al turismo cosiddetto “di massa”, dei grandi eventi culturali, artistici o sportivi. Un nuovo modo di viaggiare che si contrappone alla frenesia e allo stress della vita quotidiana. In Europa gli appassionati di cicloturismo dispongono di una rete lunga ben 45.000 km (EUROVELO), percorsi destinati a raddoppiare in pochi anni grazie ad una serie di progetti già finanziati ed in avanzata fase di esecuzione. Diciassette sono gli itinerari EUROVELO che attraversano il continente da Nord a Sud e da Ovest ad Est; tre di queste tratte – la via Romea-Francigena, da Londra a Roma (EV5), la via dell’Europa Centrale da Capo Nord a Malta (EV7) e il Percorso Mediterraneo da Tarifa ad Atene – percorrono il nostro Paese. L’Italia, dispone oggi di 2.341km di ciclovie già fruibili ma, grazie ai vari PUMS (Piani Urbani di Mobilità Sostenibile), sono già previsti ulteriori 2.626km di nuove piste ciclabili. Il settore ha ancora ampi margini di crescita e, certamente, il finanziamento di alcuni progetti come la ciclovia Vento (Venezia-Torino), l’Acquedotto pugliese, la Tirrenica e la Trieste-Venezia, consentiranno la realizzazione di infrastrutture diffuse in grado di promuovere la mobilità “lenta” ed un turismo sostenibile.NUMERI ECONOMICIIl cicloturismo incide in Italia per circa 7,6 miliardi di euro all’anno ed è un segmento in forte crescita soprattutto nelle regioni del Centro-Nord (Fonte: Sole24ore 30 marzo 2019). In Europa, invece, il valore del cicloturismo è calcolato in 44 miliardi di euro, con Germania e Francia leader assoluti (Fonte: travelnonstop-Fiab, 2017). Le ciclovie ed il cicloturismo rappresentano sempre più un’opportunità di crescita culturale, sociale ed economica, soprattutto per quei territori spesso solo lambiti, ma per lo più dimenticati, dai grandi circuiti turistici.BREVE PRESENTAZIONE DELLA CICLOVIA MONACO-MILANONel dicembre 2018 il Circolo Culturale della Valle Cavallina ha presentato ad un convegno assai partecipato, la prima bozza di tracciato Bergamasco della ciclovia. All’iniziativa, erano presenti gli stakeholders maggiormente rappresentativi di tutti i territori attraversati dal progetto (dalle Provincie di Bolzano e Trento fino a Regione Lombardia e Comune di Milano). Il collegamento ciclabile Monaco-Milano è lungo circa 610km, dei quali 75km in territorio Orobico. La pista Bressanone-Bolzano-Lago di Caldaro è già percorribile su pista ciclabile, mentre il successivo tratto che passa dalla Mendola-Val di Non-Tonale-Val del Sole-Val Camonica fino al lago d’Iseo, è fruibile al 90% del suo tragitto. Il tratto Fiume Adda-Milano è tutto percorribile su ciclabile o sede protetta (NaviglioMartesana), fino al raggiungimento della centralissima piazza Duomo.  Bressanone-Monaco. Una ciclovia di interesse internazionale, denominata Monaco-Venezia, è già attiva dal 2015 lungo un percorso ben delineato e tracciato, soprattutto in territorio tedesco, austriaco e nella Provincia di Bolzano. La Monaco-Milano, quindi, si innesterebbe a Bressanone (lontananza da Milano 350km circa) sull’asse cicloturistico già esistente, via Brennero e Innsbruck fino al capoluogo della Baviera.IL TRATTO OROBICO (da Rogno a Fara Gera d’Adda)Il tracciato Bergamasco dovrebbe essere di 75 km circa: 16,1km di tratti esistenti, 29,8km di percorsi in centri abitati da indicare con apposita segnaletica e 29,6km di piste da realizzare ex-novo.La prima bozza di fattibilità di questo progetto di mobilità sostenibile, approvata dalla Provincia di Bergamo con Decreto del Presidente numero 42 dell’8 marzo 2021 per un importo complessivo di 11 milioni di euro, ha tenuto conto di diversi fattori: Sfruttamento vecchi percorsi storici;  Fruibilità delle piste esistenti; Valorizzazione di centri storici, nr 7 siti di grande interesse storico (castelli e Palazzi) e turistico/ambientali (22 siti individuati, come ad esempio: Valle del Freddo, Parchi, laghi e fiumi); Intersezione con altre reti di mobilità (ferrovie, bus, aeroporto Orio).

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08 giu 2021

MILANO | Da mercoledì 9 giugno riattivate Area B, Area C e la sosta regolamentata

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Riattivazione di Area B, ripristino degli orari normali di Area C (7:30÷19:30), della sosta regolamentata negli spazi a pagamento (strisce blu) e in quelli riservati ai residenti (strisce gialle) e del divieto di sosta per la pulizia delle strade. Mercoledì 9 giugno, come deciso dal Comune di Milano in accordo con la Prefettura, rientreranno in vigore le disposizioni di mobilità che erano state temporaneamente sospese nell'ambito delle misure finalizzate al contenimento del Coronavirus. Area B A partire dal 9 giugno, con i consueti orari settimanali (lunedì÷venerdì, festivi esclusi, dalle 7:30 alle 19:30), verranno riattivate le telecamere di Area B, la zona a traffico limitato con divieto di accesso e circolazione per i veicoli più inquinanti che coincide con gran parte del territorio della città di Milano. Sarà vietato l’ingresso ai veicoli diesel euro 0, 1, 2 e 3, benzina euro 0 e 1 e a tutti i mezzi superiori a 12 metri di lunghezza (tranne quelli diretti alle proprie sedi). Dal 9 giugno saranno quindi in funzione 145 telecamere: di queste, 55 da subito in funzione sanzionatoria e le restanti man mano che si concluderà il periodo di pre-esercizio. Altre 43 telecamere verranno installate e progressivamente attivate nel corso dell’anno. Area C Torna a funzionare normalmente anche Area C (a pagamento quindi dalle 7:30 alle 19:30 e con i divieti di accesso per veicoli diesel euro 0, 1, 2, 3 e 4 e benzina euro 0 e 1), fino ad ora attiva con orario ridotto. Sosta regolamentata La sosta con gli stalli gialli destinata ai residenti tornerà ad essere riservata. La sosta a pagamento, con gli stalli blu, tornerà ad essere a pagamento (tranne che, dove previsto, per chi risiede o è domiciliato nei rispettivi ambiti in possesso del pass). Viene ripristinato anche il servizio di controllo del divieto di sosta in occasione della pulizia delle strade. Resteranno in vigore deroghe specifiche per persone che operano nel settore sanitario e sociosanitario dell’emergenza e si manterrà la sospensione di Area B per i diesel euro 4 fino a nuovo provvedimento, in coerenza con il provvedimento assunto dalle regioni del bacino padano. Dati Dall'entrata della Lombardia in zona gialla, i dati del traffico privato in città hanno subito un progressivo aumento: rispetto al 2019 l’indice di congestione è superiore del 47%, mentre gli ingressi in Area C dei veicoli soggetti a pagamento sono superiori del 37%. Riaccendendo Area B e ripristinando Area C alla conclusione dell’anno scolastico, si eviteranno conseguenze sul livello del trasporto pubblico. Con l’assenza degli studenti, infatti, diminuiranno i passeggeri nelle ore più critiche e, grazie al Patto sugli orari della città promosso dal Prefetto e dal Sindaco di Milano, e siglato da tutte le categorie imprenditoriali, commerciali e dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, si continuerà ad evitare la concentrazione dei passeggeri nelle ore di maggiore utilizzo, tra le 8 e le 9 del mattino. Inoltre, nelle ultime settimane, si è registrato un aumento dell’utilizzo della biciletta e dei mezzi in sharing; fenomeno che alleggerisce il trasporto pubblico di linea in superficie e in metropolitana, senza però aggravare la congestione e l’inquinamento. "Riprendono progressivamente tutte le attività – dichiara l’assessore alla Mobilità Marco Granelli – e i cittadini devono muoversi in sicurezza e in modo efficiente: ora che si conclude l’anno scolastico possiamo reintegrare le misure di governo del traffico, della tutela dei quartieri e dei residenti dalla sosta e dal traffico di attraversamento, mantenendo e rinforzando l’impegno a un trasporto pubblico sicuro ed efficace. Spostarsi quando possibile con mezzi alternativi all'auto, con la bici, con i mezzi in sharing o in orari non di punta è una scelta che aiuta la collettività e consente a chi non ha alternative al mezzo privato, alle merci e ai servizi di spostarsi meglio con molti benefici per tutti anche per la qualità dell'aria. Ringrazio i firmatari del Patto sugli orari e tutti coloro che, imprese, lavoratori, cittadini, differenziano gli orari e scelgono la mobilità sostenibile".

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31 mag 2021

MILANO | Reinventing cities. Aggiudicato definitivamente il sito “Nodo Bovisa”

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Nell’ambito del bando internazionale Reinventing Cities, per il   “Nodo Bovisa”, il Comune di Milano d’intesa con Ferrovienord S.p.A., proprietaria di parte delle aree ricadenti nell’ambito del sito, ha nominato vincitore e ha aggiudicato in via definitiva il sito al Team Mo.Le.Co.La. Il Team è composto da  “Hines Italy RE S.r.l.”, che riveste il ruolo di investitore e Rappresentante, da Park Associati, Habitech, ESA Engineering, Bollinger+Grohmann, Mobility in chain, Greencure, Istituto per la ricerca sociale (IRS), Schneider electric, A2a - Calore e servizi, Wood Beton e Ammlex. "Mo.Le.Co.La ha presentato un progetto molto interessante, che rigenererà un’area inquinata e inutilizzata da moltissimo tempo, ricucendo i due lati della Bovisa separati dalla ferrovia e creando nuovi servizi strategici, verde, spazi pubblici e collegamenti ciclopedonali – dichiara l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran -. L’aggiudicazione definitiva ci consente di procedere insieme all’operatore alla puntuale definizione di tutti i servizi da insediare nei piani terra degli edifici, a beneficio non solo degli studenti ma di tutta la comunità del quartiere". Il progetto prevede la creazione di un nuovo distretto nel cuore della Bovisa, un laboratorio urbano per la mobilità sostenibile con alloggi a prezzi accessibili per giovani e studenti, in sinergia con il campus universitario del Politecnico. Ferrovienord S.p.A. ha chiesto di procedere alla “verifica di congruità economica”, secondo quanto già previsto dalla procedura di gara, rispetto allo sviluppo previsto nelle aree di sua proprietà. TI POTREBBE INTERESSARE: MILANO | Reinventing cities oltre 60 proposte per i 7 siti milanesi

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31 mag 2021

VERONA | In arrivo paletti rinforzati a scomparsa e fissi in piazza Bra

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Addio ai new jersey in cemento in piazza Bra. I dissuasori, posti dal 2018 a protezione fissa della piazza per prevenire attacchi terroristici con camion e mezzi pesanti, saranno sostituiti con paletti antisfondamento fissi e a scomparsa installati nei principali varchi di accesso. La prima tranche di lavori parte già il 3 giugno e prevede l’installazione di dissuasori a scomparsa e fissi nell’area d’ingresso su via Roma, venendo da Corso Cavour. In piazza Bra, invece, si interverrà al termine della stagione estiva, per non causare disagi in uno dei luoghi più visitati della città, considerato anche il ritorno dei turisti di cui si sono già avuti segnali positivi e che si attendono numerosi da qui ai prossimi mesi. Gli interventi, che hanno un costo complessivo di 300 mila euro, saranno ultimati per la fine dell’anno. Il sindaco Federico Sboarina e l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto hanno presentato questa mattina il programma dei lavori, evidenziando le caratteristiche tecniche del nuovo sistema di protezione. Programma lavori. Dal 3 giugno in via Roma, nel punto d’ingresso da Corso Cavour, si procederà con l’installazione di 17 dissuasori di transito. Di questi, 2 saranno a “scomparsa” (a destra e a sinistra del monumento), per ostacolare l’accesso ai veicoli non autorizzati e, al contempo, consentire il passaggio a residenti, frontisti e utenti di palazzo Carli sede del Comfoter. A chiusura dell’ampio passaggio, invece, sempre in corrispondenza dell’intersezione tra corso Castelvecchio e via Roma, saranno installati altri 15 paletti dissuasori di transito/sosta fissi, che delimiteranno completamente l’area della piazzetta, ostacolandone l’ingresso da parte dei veicoli. All’altezza del civico n. 34/A di via Roma, saranno infine posizionate 2 fioriere in pietra. Da settembre, nei due punti di accesso a piazza Bra, dal Municipio ai giardini e dal Liston ai giardini, si procederà con l’installazione di 38 dissuasori di transito, di cui 34 “fissi” e 4 “mobili a scomparsa”. Sul lato sud dei giardini Vittorio Emanuele II, saranno invece posizionate 7 fioriere. Il tutto a protezione dei tratti della piazza compresi tra i giardini e rispettivamente via Roma e palazzo Barbieri. I dissuasori, già impiegati nell’ambito di altri interventi realizzati nell’area storica della città (p.zza San Zeno, via Oberdan, corso Porta Borsari), saranno posizionati ad una distanza non superiore a 1,5 metri circa, in modo tale da impedire l’accesso ai veicoli senza arrecare, nel contempo, intralcio alla circolazione pedonale. “Dal 2018, quando si è verificato il problema degli attentati nelle aree pedonali in altre città europee – ricorda il sindaco Sboarina –, a ridosso di piazza Bra sono stati posizionati alcuni new jersey in cemento a protezione fissa della piazza, per prevenire attacchi terroristici con camion e mezzi pesanti. Si è trattata di una soluzione provvisoria, su cui abbiamo lavorato per individuare il migliore intervento definitivo da realizzare, ad alto potenziale di sicurezza e idoneo per garantire il valore estetico di una delle piazze più belle ed importanti della città. Da qui la soluzione dell’installazione di paletti dissuasori, a scomparsa e fissi, che andranno a delimitare ed inibire i punti di accesso alla piazza, senza impattare sulla bellezza del luogo. La sicurezza dell’area sarà così garantita con un progetto ad alto valore estetico. Per i lavori nella piazza si procederà a settembre, al termine della stagione turistica, mentre su via Roma gli interventi avranno inizio già da questa settimana. Rivolgo oggi un particolare ringraziamento agli studenti del liceo Artistico ‘Nani Boccioni’ che, con il loro specifico progetto di abbellimento dei new jersey, realizzato alcuni anni fa, hanno consentito alla città di godere fino ad oggi di vere e proprie creazioni artistiche, composte da disegni geometrici colorati effettuati a copertura del cemento armato dei dissuasori”. “Un ampio intervento dal costo complessivo di 300 mila euro – sottolinea l’assessore Zanotto –, che sarà effettuato, a partire dal 3 giugno, su tre step di intervento. La prima area di cantiere riguarderà via Roma, nel punto di intersecazione con Corso Cavour. Il punto d’ingresso sarà interdetto alla circolazione dei veicoli con l’installazione di 17 paletti, 2 a scomparsa e 15 fissi. Per piazza Bra, invece, viene tutto rinviato a settembre, in modo da garantire nella stagione estiva, periodo di maggior afflusso dei turisti, il regolare passaggio dei pedoni e la bellezza estetica del luogo, fra le più belle cartoline della nostra città. Tutti i lavori saranno ultimati entro la fine dell’anno”.

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26 mag 2021

VENEZIA | Approvato il progetto definitivo pista ciclopedonale Favaro-Tessera

di mobilita

La Giunta comunale, riunitasi ieri in web conference, ha dato il via libera al progetto definitivo che riguarda la pista ciclopedonale che collegherà Favaro a Tessera. Un intervento dall'alto valore strategico, finanziato con 1,8 milioni di euro del “Patto per lo Sviluppo della Città di Venezia” e che assicurerà la piena funzionalità di una delle direttrici ciclabili più importanti dell'intero asse viario della Città. Il nuovo percorso partirà da dove finisce la pista ciclabile di via Vallenari, a Favaro, in zona capolinea del tram, e arriverà fino a collegarsi al pezzo di pista esistente di Tessera, lungo via Triestina davanti alla scuola. “In totale si tratta di 2,2 nuovi chilometri di percorso, bidirezionale e su un sedime completamente autonomo e sempre separato da quello riservato alle auto – spiega l’assessore alla Mobilità e Trasporti Renato Boraso -. Il progetto approvato ha tenuto conto delle richieste della Municipalità di Favaro e prevede che il nuovo percorso sia realizzato sul lato sud di via Triestina, dove ci sono spazi più ampi e meno edificati. In questo modo la nuova pista, per gran parte del suo tragitto correrà distante dalla strada, separata da un fosso e un filare alberato. Il nuovo tratto ciclabile garantirà un percorso estremamente funzionale, sicuro e quindi estremamente piacevole e confortevole per essere utilizzato soprattutto da famiglie e bambini”.  Il tratto principale dell’intervento si inserisce in un paesaggio essenzialmente agricolo nel quale si prevede la realizzazione del percorso oltre il fossato esistente a lato strada. A compensazione delle superfici impermeabili previste in asfalto verranno realizzati nuovi fossati di guardia tra la pista e i campi. In questi tratti si prevede, poi, l’installazione di una fascia alberata di circa 80 piante tra il fosso e la pista ciclopedonale. “Questo nuovo intervento permetterà agli abitanti di Tessera di arrivare in soli 10 minuti a Favaro, in 20 minuti al parco Albanese e in 30 minuti in piazza Ferretto, sempre correndo all'interno di piste ciclabili – aggiunge Boraso - La possibilità di collegarsi al nuovo percorso realizzato dalla Città metropolitana in via Altina che consente di raggiungere in piena sicurezza Dese e il sottopasso che porta a Marcon, ci permette, poi, di dire, con orgoglio, che in questi anni abbiamo fatto importanti investimenti in questo campo riuscendo a consegnare alla Città una rete di piste ciclabili di oltre 200km". La ciclabile sarà completamente illuminata per poter essere usata in sicurezza anche nelle ore serali e sono previsti sette attraversamenti ciclopedonali sicuri per permettere anche agli abitanti che risiedono sull'altro lato della strada di accedervi facilmente. All’interno del progetto è prevista anche la messa a norma delle tre piazzole di salita e discesa alle fermate Atvo che verranno rese accessibili agli utenti con ridotte capacità motorie e sensoriali e due nuove stazioni di bike sharing. E’ stato previsto un allargamento della sezione stradale di via Triestina, dal civico 115 a via Biella al fine di poter realizzare un marciapiede nel lato nord. Nel tratto di percorso interessato dal ponte di via Triestina che scavalca il collettore di Favaro è prevista la realizzazione di uno sbalzo di modeste dimensioni a struttura mista acciaio-calcestruzzo.

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