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31 mar 2021

MILANO | Il futuro urbanistico dello Scalo di Porta Romana è delineato nel progetto “Parco Romana” del team OUTCOMIST

di mobilita

Il futuro urbanistico dello Scalo di Porta Romana è delineato nel progetto "Parco Romana" del team OUTCOMIST, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati, con Gross. Max., Nigel Dunnett Studio, Arup, Portland Design, Systematica, Studio Zoppini, Aecom, Land, Artelia. E’ questo l’esito del concorso internazionale per lo sviluppo del Masterplan delo scalo predisposto secondo le linee guida del Comune di Milano e bandito dal Fondo di investimento immobiliare “Porta Romana” – promosso e gestito da COIMA SGR e sottoscritto da Covivio, Prada Holding e dal fondo COIMA ESG City Impact – in accordo con il Gruppo FS Italiane. Queste le motivazioni della Giuria: "Il progetto fa di un grande spazio verde il baricentro generatore dello sviluppo, invertendo i paradigmi urbanistici tradizionali. Attento a ricucire la città posta a nord e a sud, il progetto realizza un impianto urbanistico assai chiaro, per strategia, forma e funzioni e ipotizza il riuso di alcuni edifici, memoria della storia industriale del luogo. La linea verde, che connette l’est all’ovest, è uno stimolo ad ulteriori interventi di mitigazione della ferrovia". Scelto fra i sei team finalisti guidati da BIG - Bjarke Ingels Group; Cobe A/S; John McAslan + Partners; OUTCOMIST, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati; Skidmore, Owings & Merrill (Europe) LLP – SOM; Studio Paola Viganò, il progetto vincitore è stato presentato oggi durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi, l’Amministratore Delegato di Fondazione Milano-Cortina 2026 Vincenzo Novari, l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Pierfrancesco Maran, l’Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani Umberto Lebruto, il CEO & Founder di COIMA Manfredi Catella, il CEO Italia di Covivio Alexei Dal Pastro, il Consigliere Delegato di Prada Holding Carlo Mazzi, il membro della Commissione giudicatrice Laura Montedoro, il Presidente della Commissione giudicatrice Gregg Jones e il team progettista vincitore del bando, coordinati dal Responsabile Unico del Concorso Leopoldo Freyrie. Il lavoro della giuria (Gregg Jones, Design Principal, Pelli Clarke Pelli Architects; Manfredi Catella; Simona Collarini, Direttore Area Pianificazione Urbanistica Generale Comune di Milano; Alexei Dal Pastro; Carlo Mazzi; Bruno Finzi, Presidente Ordine degli Ingegneri Provincia di Milano; Laura Montedoro, Professore associato Dipartimento di Architettura e Studi Urbani Politecnico di Milano. Responsabile Unico del Concorso Arch. Leopoldo Freyrie) si è svolto durante due sedute in data 29 e 30 marzo con ampia discussione data l’ottima qualità di tutti i progetti presentati. Il progetto Parco Romana propone un nuovo modello di integrazione tra natura e città. Da un lato il progetto rigenera uno scalo ferroviario, dall’altro lo sviluppo riunisce residenti, atleti e visitatori in una comunità con una sua specifica identità collegata, attraverso il network di trasporti pubblici, al territorio circostante. Residenze e spazi lavorativi vivono in simbiosi con il paesaggio naturale e le attività all'aperto; la pianificazione integrata del quartiere incentiva gli spostamenti pedonali, creando un‘area car free per la mobilità dolce. Il mix di spazi pubblici e di percorsi accessibili ospita servizi essenziali e commercio di prossimità come parti integranti e vive del progetto. Parco Romana è il cuore naturale del progetto, un prato naturale privo di barriere architettoniche che rende fruibile l’ex sito ferroviario all'interno del tessuto urbano circostante creando un nuovo bene pubblico ricco di biodiversità. Una connessione da est a ovest che ispira ulteriori interventi di mitigazione della ferrovia, inclusa una potenziale highline milanese sopra il fascio dei binari per ricreare permeabilità perseguendo l’ambizioso obiettivo di consentire ai residenti e ai visitatori di attraversare l'intera lunghezza dello Scalo, trasformando la caratteristica più ostruttiva dell'ex area industriale in un connettore tra spazi pubblici e privati. Gli isolati urbani tracciano i bordi delle strade circostanti; i loro perimetri alberati, i piani terra con servizi di vicinato per le comunità, si estendono nelle aree a nord e a sud del sito, creando un polo attrattivo anche per i quartieri adiacenti; al centro delle architetture residenziali, cortili che richiamano la tradizione milanese, creano aree semi-pubbliche all'interno delle quali socializzare, lavorare e rilassarsi. Il nuovo Distretto Lodi è caratterizzato da una piazza pubblica a più livelli che fa da ponte sui binari attivi per collegare al grande parco Piazza Lodi, la Stazione della Circle Line e gli edifici a uso ufficio previsti nel settore orientale dello Scalo. All’estremo opposto, nel quadrante sud ovest, il progetto è dedicato all’evento olimpico di Milano 2026. Gli spazi per il Villaggio Atleti sono quanto più possibile semplici e regolari, per consentire la massima funzionalità e la loro conversione in componente residenziale che ne raccolga la legacy al termine delle competizioni. La scelta di posizionare in questo quadrante il villaggio olimpico, condivisa da tutti i finalisti della competizione, è determinata dalla sua funzione temporanea e dalla destinazione residenziale futura che consentirà di mantenere un equilibrio generale del quartiere. Un sistema integrato collega il quartiere residenziale preesistente a nord con i distretti culturale, tecnologico e agricolo a sud. Parco Romana integra un approccio progettuale basato sulla programmazione temporale e una valutazione continua del ciclo di vita. Un’infrastruttura basata sui dati e su strumenti parametrici ottimizza la distribuzione dell'uso del suolo e delle risorse, disegnando anche nuove forme di coinvolgimento degli utenti e supportando la sostenibilità economica. Il Digital Twin del masterplan (un modello digitale dello sviluppo fisico) ottimizza fattori economici, sociali, culturali e ambientali durante tutto il ciclo di vita del progetto. L’impegno per la sostenibilità del masterplan definisce e misura gli obiettivi ambientali ed ecologici con indicatori di prestazione (KPI) che guidano il processo di progettazione e di costruzione. Oltre a soddisfare e integrare ogni requisito dell'Accordo di Programma per lo Scalo Porta Romana, gli obiettivi Ambiente ed Ecologia si allineano ai protocolli dell'Accordo di Parigi, del Green Deal europeo e del Piano nazionale di recupero e resilienza definito a livello di SDG delle Nazioni Unite. Lo sviluppo dello Scalo si concentra su: decarbonizzazione coerente con le condizioni climatiche locali; creazione di una comunità resiliente che promuova la salute e il benessere dei cittadini; approccio circolare che porti valore nel breve e lungo periodo; supporto della biodiversità, valorizzazione del capitale naturale, soluzioni di silvicoltura e agricoltura urbana. Il Masterplan designato oggi vincitore, come previsto dall’Accordo di Programma, è un documento orientativo e non vincolante. I progettisti avvieranno immediatamente l’elaborazione della versione finale che i promotori si sono impegnati, nei confronti delle istituzioni, a presentare entro maggio con un percorso a tappe serrate per il rispetto dei tempi limitati derivanti dalle scadenze per la realizzazione del Villaggio Olimpico. Al fine di integrare coerentemente il Masterplan, tra le componenti in fase di sviluppo parallelo e accelerato i promotori hanno avviato gli approfondimenti per la definizione del programma e dello schema progettuale del Villaggio Olimpico. Lo sviluppo del Masterplan terrà conto delle indicazioni ricevute dalla giuria, dai promotori, e delle osservazioni e istanze della città raccolte durante la fase di Consultazione Pubblica, che viene avviata oggi stesso, adempimento essenziale previsto dall’Accordo di Programma sugli Scali. Dalla giornata odierna, sul sito www.scaloportaromana.com sarà possibile prendere visione del Masterplan preliminare e del calendario degli appuntamenti del percorso partecipativo: tra i principali si citano lo Scalo di Porta Romana Day, un doppio incontro pubblico aperto alla città in programma martedì 6 aprile alle ore 18 e alle ore 21; il questionario sul Masterplan, online dal 7 aprile; due Commissioni consiliari nei Municipi 4 e 5; un indirizzo mail dedicato a cui inviare commenti e suggerimenti. Sebbene l’aggiudicazione dell’area si sia conclusa, a causa del COVID-19, circa 12 mesi dopo la data originariamente prevista, i promotori hanno rispettato i tempi sia per la pubblicazione sia per l’assegnazione del Bando per la redazione del Masterplan di rigenerazione dello Scalo di Porta Romana avviando l’elaborazione del progetto finale del Masterplan che sarà consegnato entro maggio e del progetto del Villaggio Olimpico che sarà consegnato entro ottobre. Le scadenze serrate del programma industriale di sviluppo della riqualificazione dello Scalo di Porta Romana richiederanno la collaborazione e l´impegno delle Istituzioni al fine di garantire un iter amministrativo efficiente in modo tale da poter rispettare gli stretti tempi imposti dalla pianificazione delle Olimpiadi invernali che prevedono la consegna del Villaggio a luglio 2025. A questo fine dovendo assicurare almeno 3 mesi di lavoro per i partecipanti, ferma restando la scadenza improrogabile della consegna del Villaggio Olimpico per luglio 2025, il concorso è stato pubblicato il 10 dicembre 2020, simultaneamente con la firma del contratto preliminare di acquisto dell’area. Il 18 gennaio è stata selezionata la prima rosa di 6 team finalisti (scelti fra 47 gruppi multidisciplinari per un totale di 329 studi provenienti da 14 Paesi), e oggi proclamiamo il vincitore. Il concorso si inserisce nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 di cui sono parte il Comune di Milano, la Regione Lombardia, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi (Farini, Porta Romana, Porta Genova, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, San Cristoforo), che complessivamente coprono una superficie di 1 milione e 250 mila mq, di cui circa 200 mila rimarranno a uso ferroviario. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che interesserà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione del territorio in Italia e in Europa. Per lo Scalo di Porta Romana sono previste aree edificabili per 164.000 mq di SL, mentre il 50% della superficie dello Scalo sarà dedicato ad aree a verde e spazi pubblici. COIMA SGR, Covivio e Prada Holding si sono aggiudicate, tramite la partecipazione al bando di gara lanciato dal Gruppo FS Italiane a gennaio 2020, lo Scalo di Porta Romana (area che si estende per una superficie di circa 190.000 mq, oltre alla residua porzione di 26.000 mq delle Ferrovie) per 180 milioni di euro. Lo sviluppo prevede un grande parco, che si estenderà per circa 100.000 mq, attorno al quale sorgeranno residenze, uffici, social housing, student housing e servizi, interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana. All’interno dello Scalo verrà realizzato il Villaggio Olimpico dei Giochi Invernali 2026 che al termine delle competizioni sarà trasformato in student housing con circa 1.000 posti letto da parte di COIMA, che svilupperà anche la componente residenziale libera e agevolata; Covivio svilupperà funzioni a uso ufficio e servizi; Prada Holding, interessata soprattutto alla qualità del parco, realizzerà un edificio a uso laboratorio e uffici per estendere le sue attività già presenti nell’area. Giuseppe Sala, Sindaco di Milano "Con la presentazione del masterplan di Porta Romana, il percorso di rigenerazione degli ex scali ferroviari compie un nuovo importante passo avanti. La realizzazione del progetto vincitore offrirà nuove opportunità all'intero quartiere e alla città, a cominciare da più verde e servizi. Nel 2026, in occasione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina, quest'area ospiterà atleti provenienti da tutto il mondo e, a fine manifestazione, il villaggio olimpico lascerà spazio a residenze universitarie. La rinascita dei vecchi scali ferroviari sarà una risposta concreta alle esigenze della città, alle istanze di equità sociale e di impegno ambientale che i milanesi chiedono. Ringrazio quindi Coima, Covivio, Prada Holding, FS Sistemi Urbani e le istituzioni che hanno deciso di credere con noi in questa sfida e che con il loro contribuito renderanno più accogliente non solo il quartiere di Porta Romana, ma l'intera Milano." Claudia Maria Terzi, Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità Sostenibile, Regione Lombardia “L’annuncio del vincitore del concorso per lo Scalo di Porta Romana è un passo nella direzione giusta: ridisegnare gli spazi urbani e farlo secondo criteri di sostenibilità è fondamentale. Parliamo di una prospettiva che traguarda le Olimpiadi: vale per il recupero degli scali ferroviari come per tutte le opere da realizzare per i Giochi 2026, dato che i benefici rimarranno nel tempo. Lo sforzo congiunto delle istituzioni in ottica Olimpiadi è anche l’occasione, in Lombardia ma non solo, per agevolare l’uscita dalla crisi economica innescata dalla pandemia. Regione ha messo in campo risorse ingenti che si aggiungono a quelle statali: sono stati infatti allocati attraverso il Piano Lombardia 574,8 milioni di euro tra l’acquisto di treni nuovi e gli investimenti su infrastrutture viarie e ferroviarie. Andiamo avanti, il 2026 è più vicino di quanto si immagini”. Vincenzo Novari - CEO, Fondazione Milano-Cortina 2026 “Il percorso che comincia oggi e porterà alla trasformazione del Villaggio Olimpico per Milano Cortina 2026 in residenza universitaria incarna alla perfezione uno dei capisaldi che abbiamo messo alla base della nostra visione dei Giochi: il circolo virtuoso tra sostenibilità a 360 gradi e lascito di una infrastruttura per le generazioni future. Milano vuole e deve rialzare la testa dopo la pandemia e lo fa anche così, mettendo a frutto i Giochi Invernali per offrire un’opportunità in più alla realizzazione del diritto allo studio dei nostri giovani”. Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura, Comune di Milano "Come previsto dall'Accordo di Programma e come avvenuto per Farini, anche per Porta Romana abbiamo selezionato il masterpan attraverso un concorso internazionale. Una scelta che ha consentito di attingere tra alcuni dei migliori studi di progettazione a livello mondiale per configurare uno dei nuovi quartieri, tra i più strategici e simbolici, della Milano che verrà. Oggi finalmente abbiamo un'anteprima di come sarà il parco, che sarà più ampio di quanto previsto dall'Accordo, il villaggio olimpico, il sistema degli spazi pubblici, le connessioni pedonali che avvicineranno il Corvetto a Porta Romana e quelle che consentiranno di superare i binari della ferrovia. Adesso parte la consultazione pubblica e nelle prossime settimane cittadini ed associazioni potranno inviare le loro considerazioni per migliorare ed integrare la proposta vincitrice". Umberto Lebruto, Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani “ll Masterplan selezionato dal concorso internazionale conferma la visione di città del futuro lanciata dalle Istituzioni e voluta dai cittadini. Il progetto vincitore ha saputo cogliere la necessità di riempire il vuoto urbano dell’ex scalo di Porta Romana offrendo nuove funzioni e servizi pubblici che andranno a soddisfare le esigenze dei cittadini, con specifica attenzione all’aspetto del verde pubblico. L’elemento fondante di questa ricucitura urbana è rappresentato dal miglioramento della mobilità e dell’accessibilità, da intendersi non solo relativamente alla ferrovia, ma anche ad altre modalità di trasporto, tutte rivolte alla sostenibilità ambientale”. Manfredi Catella, Founder & CEO di COIMA SGR “Dopo la crisi pandemica, Scalo Porta Romana rappresenta un progetto industriale anche simbolico di ripartenza italiana che riavvia cantieri di ricostruzione che attiveranno occupazione e innovazione su tutta la filiera produttiva. L’aspirazione come promotori, insieme al nostro partner finanziario Intesa San Paolo, è quella di trasformare lo scalo ferroviario in un quartiere straordinario che interpreti e anticipi l’evoluzione futura delle città con radici profonde nella sostenibilità e nell’innovazione, generando bellezza e inclusività e diventando un modello di rigenerazione urbana coerente con le linee guida di Next Generation EU e del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza che il governo Draghi si appresta a presentare in sede europea. Come impegno concreto nello sviluppare un approccio rigoroso di outcome investing con impatto ESG nello sviluppo urbano, COIMA SGR in ottemperanza al Regolamento UE Sustainable Finance Disclosure Regulation, il 10 marzo ha adottato l’approccio “comply” e qualificato il fondo COIMA ESG City Impact, che investe sullo Scalo di Porta Romana per lo sviluppo della componente residenziale e del Villaggio Olimpico, come primo fondo italiano di investimento chiuso che promuove caratteristiche ambientali e/o sociali ai sensi dell’Art.8 del Reg. EU 2019/2088”. Alexei Dal Pastro, Amministratore Delegato Italia di Covivio “Covivio metterà il proprio know-how e la propria esperienza internazionale al servizio di questo importante progetto che, sono certo, contribuirà in modo significativo allo sviluppo della città di Milano, dando vita a un nuovo distretto metropolitano caratterizzato da un’offerta unica di funzioni tra loro complementari e in grado di stabilire nuove forme di connessioni, innovazione e sostenibilità ambientale. Crediamo fortemente in questa iniziativa e nella sua capacità di valorizzare la vivibilità e l’inclusione dell’intero quartiere, che risulterà sempre più amalgamato con il contesto circostante e perfettamente integrato con i nostri importanti sviluppi nell’area Symbiosis e Vitae. Il nostro focus sarà sulla realizzazione di uffici di nuova generazione flessibili, confortevoli, progettati in ottica di design thinking con i nostri stakeholder e pensati per favorire benessere, creatività e socialità”. Carlo Mazzi, Consigliere Delegato di Prada Holding S.P.A. “La aspirazione di Prada Holding per lo Scalo Porta Romana è sempre stata, da quando fu deciso di recuperare la antica distilleria per promuovere nuove iniziative in un’area della città bella ma abbandonata, quella di preservare i valori del passato. La creatività è la missione del Gruppo, ma tutti sappiamo che non c’è innovazione senza tradizione. Il progetto che anche noi abbiamo scelto è quello che meglio riesce a valorizzare il verde dei nostri paesaggi, che abbatte la barriera fra nord e sud della città ed al contempo mantiene il ricordo della strada ferrata, integrandola con i nuovi edifici che le sorgeranno a fianco e mantenendo la sensazione di uno spazio libero oggi trasformato in parco intorno al quale si può passeggiare senza che nessuno possa occuparlo in modo esclusivo”.

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15 mar 2021

BOLOGNA | La Città metropolitana candida 5 progetti definitivi di riforestazione urbana

di mobilita

Sono state inviate al Ministero della Transizione Ecologica le candidature dei cinque progetti definitivi dei comuni di Bologna, Granarolo dell'Emilia, Medicina, Minerbio e San Lazzaro di Savena che la Città metropolitana ha selezionato per un finanziamento nell'ambito del programma sperimentale di riforestazione. Il Ministero ha infatti previsto l’avvio di un programma sperimentale di messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura e per la creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane per una spesa complessiva di 15 milioni sia per il 2020 che per il 2021. L’idea è quella di creare dei veri e propri boschi che, una volta che le piante saranno giunte a maturità, daranno una copertura arborea pressoché totale. Questi i 5 progetti candidati per un totale di circa 2,5 milioni di euro Bologna “Forestazione dei parchi pubblici ex Cava Bruschetti e via Bragaglia” La proposta riguarda due aree ai margini dell’autostrada A14, nel quartiere Borgo Panigale – Reno, in un tratto che non sarà interessato dai lavori di ampliamento relativi al cosiddetto “Passante di mezzo” e alle opere di mitigazione previste. Le aree individuate sono il Parco dell’ex cava Bruschetti a est e il Parco di via Bragaglia a ovest, due aree contigue, a servizio dei residenti della zona più occidentale della città, entrambe già destinate a verde pubblico, ma che hanno a disposizione ancora alcuni ettari di terreno da coprire con nuova fitomassa arborea. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 4,7 ha (di cui 3,5 ha nel parco dell’ex Cava Bruschetti e circa 1,2 ha nel parco di via Bragaglia) con la messa a dimora di 600 nuovi alberi (di cui di 400 nel parco dell’ex cava Bruschetti e 200 nel parco di via Bragaglia) per un costo complessivo di 499.968,93 euro. Granarolo dell'Emilia “Forestazione Urbana e Periurbana – Granarolo dell’Emilia – Bosco del Frullo” L’area, identificabile come Bosco del Frullo, si trova a nord-est del Comune capoluogo, tra i limiti dell’edificato urbano della frazione di Quarto Inferiore, attigue aree agricole residuali e importanti realtà impiantistiche, tra cui il termovalorizzatore. Il progetto, che si inserisce in un ambito particolarmente ricco di potenziali emergenze ecosistemiche, tra cui numerosi maceri, di cui uno ricompreso nell’area di intervento e un secondo inserito in una attigua area agricola, e il canale Zenetta, intende valorizzare questi elementi, non solo per la loro valenza ambientale, ma anche perchè rappresentano una chiara testimonianza della relazione tra il territorio, la storica gestione delle acque e le attività agricole tradizionali. Questo nuovo “polmone” verde offre inoltre la possibilità di sviluppare e arricchire forme di socializzazione, aggregazione, incontro, conoscenza ed esperienza, migliora la fruibilità dell’area, garantisce una relazione funzionale con le attività didattiche legate alla presenza delle strutture scolastiche. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 4,3 ettari con la messa a dimora di 6.425 piantine forestali di 2 anni (postime), 37 alberi di età superiore a 2 anni e 30 arbusti per un costo complessivo di 499.013,71 euro. Medicina “Infrastruttura verde lungo il percorso ciclabile “La Veneta”. Tratto Ganzanigo – Villafontana” L’intervento, che si colloca tra la frazione di Ganzanigo, ad est, la città di Medicina, in posizione pressoché baricentrica, e la frazione di Villa Fontana a nord-ovest di quest’ultima, intende generare inedite ed efficaci relazioni tra gli spazi attraversati e, al contempo, rafforzare il dialogo tra abitanti e luoghi, creando un elemento di continuità sia percettiva che funzionale. Tale continuità è prevalentemente legata alla coincidenza con un percorso ciclabile, in parte già esistente e in parte di prossima realizzazione, lungo il tracciato della linea ferroviaria, oggi dismessa, che collegava Budrio con Massalombarda, via Medicina. Tale ciclabile si collega all’articolato sistema di percorsi ciclabili comunali, che, senza soluzione di continuità, si estende anche ai comuni e alle province limitrofe. L’intervento prevede anche la parziale de-impermeabilizzazione di un parcheggio localizzato nel comune di Medicina lungo il percorso, con piantumazione di nuovi alberi con funzione di parziale mascheramento delle auto in sosta e mitigazione dell’impatto della rete stradale. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 4,9 ettari per una messa a dimora di 288 alberi e 681 grandi arbusti e un costo complessivo di 496.257,46 euro. Minerbio “Forestazione urbana della zona industriale e area limitrofa in località Ca’ de Fabbri Comune di Minerbio” L’intervento si inserisce nell’area industriale-artigianale di Minerbio che si trova in posizione baricentrica tra l’abitato del comune, posto a nord-est, e la frazione di Cà De Fabbri, poco ad ovest. Oltre a rispondere alle finalità principali della Strategia nazionale del verde urbano, l’intervento intende migliorare la fruibilità generale dell’ambito, garantirne la relazione funzionale con le attività produttive e con quelle ad esse accessorie, migliorare il dialogo tra insediamento industriale-artigianale e contesto territoriale a vocazione agricola attraverso la realizzazione di elementi di interesse e, infine, mitigare la presenza, anche visiva, dei diversi manufatti qui collocati. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 5,3 ettari distribuiti su 4 lotti strutturalmente e funzionalmente integrati in un progetto unitario con la messa a dimora di 4.524 piantine forestali (postime - alberi e grandi arbusti) di 2 anni di età per un costo complessivo di 497.962,62 euro. San Lazzaro di Savena “Bosco della rinascita. Progetto di forestazione urbana di via Tomba Forella” L’area situata in via Tomba Forella, classificata prevalentemente come ambito agricolo di rilievo paesaggistico, si trova in prossimità della via Emilia nel territorio del comune di San Lazzaro al confine con il comune di Ozzano dell’Emilia, a 300 m di distanza dal centro abitato di quest’ultimo. Per incrementare la valenza ambientale dell'area, il progetto prevede di realizzare una formazione boschiva, costituita da latifoglie arboree e arbustive autoctone, in maniera da ottenere una formazione pluristratificata capace di assolvere al meglio a diverse funzioni di carattere ambientale. Dal punto di vista della valenza sociale, la presenza di un campo nomadi (Sinti) all’interno dell’area conferisce al progetto un carattere inclusivo molto rilevante e innovativo. Infatti l’intervento di riqualificazione della parte centrale a disposizione del campo nomadi tende a rompere l’isolamento a cui attualmente si sentono relegati, ne migliora la fruizione, permette lo svolgimento di alcune attività didattiche all’aperto per i bambini, permette di sostituire recinzioni con dossi e fossati che migliorano l’acustica interna e la qualità degli spazi attrezzati; inoltre rappresenta un’occasione di confronto e dialogo con la comunità residente che sarà coinvolta con un apposito Laboratorio di progettazione partecipata. Il progetto prevede anche la completa depavimentazione di una parte dell’area con rimozione di rifiuti e veicoli abbandonati; quindi la demolizione di oltre 3200 mq di superfici pavimentate e la realizzazione di un percorso ciclopedonale in calcestre. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 3,3 ettari per una messa a dimora di 750 alberi e 11.200 arbusti e un costo complessivo di 500.000 euro.

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08 mar 2021

ROMA | Riqualificazione via del Tritone e via dei Due Macelli: al via prima fase lavori su sede stradale e marciapiedi

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Prende il via il progetto di riqualificazione delle strade del Centro storico via del Tritone e via dei Due Macelli finanziato dalla Rinascente e coordinato dal Dipartimento Lavori Pubblici. È stato avviato il cantiere in via del Tritone sulla corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici e nei prossimi giorni inizieranno le operazioni in via dei Due Macelli, nel tratto tra via del Tritone e via di Capo le Case. Gli interventi consentiranno la riorganizzazione dell’area destinata al transito delle auto e dei mezzi pubblici, un ampliamento della superficie dei marciapiedi e la riqualificazione della pavimentazione in sanpietrini che sarà conservata. Il progetto complessivo, integrato anche da una ridefinizione della viabilità secondo uno studio del Dipartimento Mobilità e Trasporti, prevede il rifacimento e la riqualificazione delle carreggiate e dei marciapiedi con l’ampliamento degli spazi pedonali lungo i fronti commerciali. Prevista, poi, la riorganizzazione dell’intersezione di Largo Tritone con predisposizione alla svolta a sinistra dei mezzi pubblici provenienti da Piazza Barberini, l’adeguamento degli impianti dei pubblici servizi, la riqualificazione del sistema di raccolta delle acque piovane, della segnaletica stradale con nuovi attraversamenti pedonali comprensivi di scivoli per persone con disabilità e percorsi Loges per non vedenti e ipovedenti. “Poco più di un anno fa abbiamo firmato un importante accordo con Rinascente che ci consente di riqualificare due strade molto importanti del Centro Storico. Come Amministrazione siamo da sempre attenti alle possibilità di partnership con investitori privati che abbiano l’obiettivo di valorizzare ancora di più la nostra città e i lavori di riqualificazione di via del Tritone e via dei Due Macelli ne sono un’ulteriore testimonianza”, spiega la Sindaca Virginia Raggi. “Fonderci con il tessuto cittadino è per noi indispensabile. Il nostro impegno per la riqualificazione del territorio urbano della Capitale è iniziato oltre 15 anni fa, quando abbiamo avviati i lavori dello straordinario Store di via del Tritone, e non si esaurisce. Con questa operazione su via del Tritone e via dei Due Macelli vogliamo continuare a fornire risposte concrete a esigenze che cambiano, si migliorano, si evolvono. Significa avere rispetto e valorizzare la città. Serve tenacia, energia e attenzione per diventare attori determinanti di questo cambiamento, noi, ci proviamo ogni giorno”, sottolinea l’Amministratore Delegato di Rinascente Pierluigi Cocchini.

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07 mar 2021

MILANO | Al via i lavori del progetto “Colleghiamo via Gola”

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Via Gola, parte il progetto voluto dai cittadini. Il prossimo 15 marzo sarà avviata la prima fase dei lavori con l’apertura del cantiere nel tratto stradale tra le vie Pichi e Segantini per poi proseguire nei mesi successivi in direzione del Naviglio. I principali interventi stradali comprendono la sistemazione dei marciapiedi in pietra, la riqualificazione delle aree per la sosta che saranno ridisegnate, e interventi di sicurezza stradale con rialzi dei passaggi pedonali e allargamenti dei marciapiedi con l'introduzione di alcuni alberi e verde. Il progetto del Comune riguarda però l'intera via Gola, da via Segantini fino all'Alzaia del Naviglio: via Gola sarà completamente riqualificata e sottratta al degrado che l'ha resa tristemente famosa integrandola nel tessuto urbano dei Navigli per renderla più accogliente e vivibile, con attenzione anche al vicino spazio condiviso dell’ex-Fornace. Il progetto di via Gola nel tratto tra via Pichi e Alzaia, realizzato da un operatore a scomputo oneri per interventi edilizi, prevede, dopo la realizzazione dei lavori di rifacimento dell'acquedotto, la riqualificazione della strada con la pietra al posto dell'asfalto, interventi riguardanti il verde, il decoro urbano, l’illuminazione. Nello specifico sono previste aiuole verdi lungo la via con alberi, piante aromatiche e cespugli, panchine, pannelli espositivi, rastrelliere per biciclette, illuminazione e impianto di irrigazione nelle aiuole lungo la via, fontanelle per acqua potabile, colonnine con prese elettriche. La conclusione dei lavori è prevista per dicembre 2021. Il progetto "Colleghiamo via Gola" nasce nell’ambito del Bilancio Partecipativo 2017-2018 con l’intento di integrare la via nel tessuto urbano dei Navigli. Tra i più votati in città con 1.448 voti (8° posto nella classifica generale) è risultato il secondo più apprezzato tra quelli del Municipio 6. Per la sua realizzazione il Comune ha investito 500.000 euro, una parte proveniente dal Bilancio partecipativo e la restante dal Piano Quartieri. La durata prevista per questa prima fase dei lavori è di circa 5 mesi, dopo i quali metà della via sarà già restituita ai cittadini mentre si continuerà a lavorare sull'altra. "Via Gola è un progetto molto importante - affermano l’assessore ai Lavori pubblici e Mobilità, Marco Granelli e l’assessore alla Partecipazione e Cittadinanza attiva, Lorenzo Lipparini -. Lo abbiamo definito con la partecipazione dei cittadini ed è per noi un nuovo tassello nel percorso di rigenerazione urbana di tutta la città che stiamo realizzando, attraverso il Piano quartieri, con grandi progetti e interventi più piccoli ma estremamente necessari. Abbiamo scelto questo metodo di procedere per rendere ciò che facciamo, dove possibile, una risposta concreta alle esigenze e ai desideri di chi abita quella parte di strada, quartiere e città".

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03 mar 2021

ROMA | Anello Verde, proposte e idee per la città del futuro

di mobilita

Si è concluso il processo di partecipazione sul Programma Anello Verde, la rete naturalistica e ambientale che ha l’obiettivo di riconnettere la città con il paesaggio e i suoi spazi pubblici attraverso i nodi dell’anello ferroviario, per uno sviluppo sostenibile del territorio. Cittadini, associazioni, realtà territoriali, esperti di settore hanno lavorato per due mesi, riflettendo sul futuro della città raccogliendo un totale di 41 proposte. Diverse le modalità di partecipazione: dai webinar dedicati ad approfondimenti tematici tra cui la forestazione urbana, il valore della rete culturale, l’accessibilità del nuovo scenario urbano - per discutere a partire dai cinque pilastri dell’Anello Verde: ambiente, mobilità intelligente e alternativa, qualità e integrazione, sviluppo sostenibile, ascolto e partecipazione - agli urban games, ovvero passeggiate alla scoperta di alcune delle aree interessate dal programma per trovare insieme nuove proposte, percorsi, itinerari e visioni.  Inoltre, durante tutto il percorso partecipativo i cittadini hanno inviato nuove proposte che sono andate ad arricchire la mappa partecipativa, divenuta un racconto vivo di idee ed esperienze presenti sul territorio: dalla valorizzazione dell’area archeologica del Parco Tiburtino all’istituzione di un parco agricolo urbano alla creazione del parco lineare integrato delle Mura, dalla ricucitura degli ambiti Tuscolana, Casilino e Quadraro attraverso le "porte del Mandrione" alle connessioni e ai collegamenti tra le diverse funzioni urbane, incrementando gli accessi alle aree verdi.  Tante le proposte dei cittadini che puntano in particolare alla valorizzazione di alcuni luoghi e alla creazione di percorsi che colleghino sia spazi oggi definiti, sia ambiti ancora informali ma ormai entrati a far parte della quotidianità di chi vive il territorio.  L’Anello Verde punta a offrire una piattaforma di condivisione, una mappa degli usi e una visione generale di rigenerazione urbana, da attuare attraverso la valorizzazione dell’ambito strategico dell’Anello Ferroviario, delle polarità esistenti da sviluppare e della rete naturalistica da mantenere.  Il “Documento della Partecipazione” che raccoglie tutte le proposte, gli spunti e le riflessioni - insieme alla mappa partecipativa che definisce con esattezza come cittadini e realtà territoriali vivono i luoghi - sono consultabili a questo link.  “Siamo molto soddisfatti della grande partecipazione e del forte interesse dimostrato dai cittadini su questo programma. L’obiettivo dell’Anello Verde è integrare lo sviluppo delle infrastrutture e lo sviluppo urbano, creando una connessione con i grandi sistemi naturalistici della città. Puntiamo sulla mobilità sostenibile e sulla rigenerazione urbana, valorizzando il patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico già esistente nella nostra città. Lo facciamo coinvolgendo cittadini, associazioni ed esperti di settore, ascoltando i loro consigli e accogliendo le loro proposte”, dichiara la sindaca Virginia Raggi.  “L’Anello Verde da una parte ci permette di sintetizzare una serie di progetti già in corso e dall’altra di guardare alla città del futuro, interrogandoci su come integrare il sistema ambientale che corre lungo l'anello ferroviario, all’interno della struttura di un quadro urbano che vede la città come un grande schema di relazioni aperte con il mondo esterno. Un programma che, per essere attuato e diventare la nuova mappa della città, deve necessariamente parlare ai cittadini e avere con loro, come con le realtà territoriali, una stretta interazione. Ringrazio quindi tutti coloro che hanno partecipato, hanno raccontato e rappresentato i luoghi e gli spazi vivi e ringrazio gli esperti che hanno partecipato contribuendo e inserendo nuovi elementi di riflessione”, sottolinea l’assessore all’Urbanistica Luca Montuori.  “Valorizzare le migliori potenzialità di sviluppo urbano e preservare lo straordinario patrimonio ambientale della città sono i due obiettivi integrati con cui abbiamo portato avanti questo programma, che Roma attendeva da decenni. Ora si è concluso un percorso partecipativo importante per proseguire con i relativi progetti, che riguardano una vasta area della Capitale nel quadrante est, in cui è compresa la rimodulazione e realizzazione del Piano di Assetto della stazione Tiburtina, l'ambito caratterizzato dalla maggiore mobilità su ferro. Roma torna così a dare priorità di crescita nei contesti urbani in cui la priorità va data prima che in ogni altro luogo, recuperando i rimanenti spazi dell'Anello Verde in funzione delle esigenze di chi li abita”, dichiara il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

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20 feb 2021

MILANO | Aumentano le polveri sottili, da mercoledì 24 febbraio riattivata l’Area C

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A seguito delle comuni analisi e considerazioni effettuate con la Prefettura, il Comune di Milano ha deciso di riattivare Area C da mercoledì 24 febbraio, con una rimodulazione degli orari a partire dalle ore 10 e fino alle ore 19.30, per evitare il sovraccarico di passeggeri sulle linee di trasporto pubblico nella fascia oraria 8-9, ad oggi quella maggiormente sollecitata e a rischio di saturazione. Il costante aumento del traffico veicolare registrato nelle ultime settimane, + 19% di ingressi di auto in città rispetto al periodo pre Covid, ha determinato un innalzamento delle polveri sottili e per questo si ritiene necessario adottare provvedimenti di contenimento della congestione causata dai veicoli privati. Inoltre, per evitare il superamento dei livelli di Pm10 e NO2 nocivi per la salute dei cittadini, viste anche le previsioni di innalzamento delle temperature esterne, a partire da lunedì 22 febbraio è fortemente raccomandato ai cittadini e alle attività lavorative e commerciali di abbassare di un grado la temperatura in abitazioni, luoghi di lavoro, esercizi commerciali. In considerazione della situazione pandemica e dello scenario instabile sulla Lombardia, la riattivazione in questa forma di Area C è fissata fino al 31 marzo 2021, data di conclusione delle misure ambientali dell'accordo tra le Regioni del bacino padano. "E' nostra priorità – dichiara l’assessore alla Mobilità Marco Granelli - mantenere sicuro il trasporto pubblico e consentire la scuola in presenza, tenere attive le attività economiche e di lavoro, prevenendo gli affollamenti e i rischi di contagio. Ma l’attenzione per la salute ci chiede di diminuire le emissioni inquinanti. Una doppia sfida che richiede misure urgenti che vadano subito in questo senso e che la gran parte delle città italiane sta già adottando. Abbiamo bisogno della condivisione e dell'alleanza di tutti, con scelte responsabili da parte delle istituzioni e comportamenti virtuosi da parte dei cittadini".

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19 feb 2021

ROMA | Riaperti, dopo 8 anni, i giardini di via Sannio, rinnovati e riqualificati

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Riaperto oggi al pubblico il nuovo giardino di via Sannio, uno spazio completamente rinnovato e riqualificato a due passi dalla Basilica e dalla stazione della metro C di San Giovanni. La sindaca di Roma Virginia Raggi ha visitato questa mattina l'area dove, durante gli scavi della metro C, sono stati anche rinvenuti importanti ritrovamenti archeologici. Il progetto di riqualificazione del giardino è frutto del lavoro sinergico fra Roma Capitale, Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma, Metro C e Roma Metropolitane. Presenti all'apertura del nuovo giardino anche il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese e l’assessora al Verde, Laura Fiorini, i vertici di Roma Metropolitane e Metro C. “Oggi restituiamo alla città e al quartiere uno spazio storico valorizzato grazie a un bel progetto realizzato in stretta collaborazione con la Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma e con il contributo della Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali. Uno spazio di 9.500 metri quadrati che offre a cittadini e residenti un luogo di ritrovo ricco di verde e un’area giochi per i più piccoli, dando un nuovo volto a tutta la zona a ridosso delle Mura Aureliane e di Porta Asinaria”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “La Soprintendenza ha voluto che fosse riproposta in superficie nel nuovo giardino di via Sannio, la traccia dell’imponente portico, costruito sotto l’imperatore Claudio, rinvenuto nello scavo della Metro C - dichiara il Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro -. Un lavoro prezioso, frutto della collaborazione virtuosa con il Comune di Roma, che ha visto non solo la ricollocazione dei blocchi di travertino originali nella stessa posizione dove erano stati trovati, ma anche la piantumazione di sottili cipressi in corrispondenza dei blocchi del portico, a suggerire il colonnato un tempo esistente. Un’opera di valorizzazione dell’inesauribile patrimonio del sottosuolo di Roma, affinché non vada disperso e possa diventare sempre di più parte organica del tessuto urbano”. “Desidero ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto che ha trasformato l’area in un bellissimo giardino. Uno spazio verde e accogliente per grandi e piccini, realizzato anche con il contributo progettuale dei tecnici del Dipartimento Tutela Ambientale, che hanno curato la scelta delle specie messe a dimora e la loro disposizione”, spiega l’assessora alle Politiche del Verde, Laura Fiorini. “La sistemazione di quest'area ha previsto anche la piantumazione di arbusti e cipressi lungo il viale centrale che valorizzerà ulteriormente il giardino e il suo percorso storico. Ricordo inoltre che nell'ambito dei lavori della metro C, nel pozzo di via Sannio, situato tra la futura fermata di Amba Aradam/Ipponio e San Giovanni, è stato predisposto uno scambio ferroviario 'a croce' grazie al quale sarà possibile gestire meglio i flussi nel terminale provvisorio di San Giovanni”, aggiunge il vicesindaco con delega alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

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17 feb 2021

Ottimizzare le rotte marittime sulla scia della “transizione ecologica” voluta dall’Italia

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Quando si parla di emissioni e inquinamento, la nostra mente si rivogle quasi sempre al trasporto stradale e ai mezzi pesanti. Un comportamento riflesso dettato dalle nostre abitudini di abitanti delle città. In realtà la vicenda abbraccia vari settori, tali per cui su questo segmento si susseguono ogni anno svariati provvedimenti e iniziative a livello mondiale, volte a sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dell'ambiente e sulla mitigazione dei fenomeni di maggiore inquinamento. Le recenti evoluzioni politiche non fanno che confermare questa direzione a livello generale. In Italia è stato di recente istituito il Ministero della Transizione Ecologica che, a differenza del pensiero comune, non è frutto di una semplice ristrutturazione politica ma di una scelta più profonda, di indirizzo. Le problematiche legate all'ambiente non possono più essere considerate slegate tra di loro. Nel campo della mobilità e dei trasporti si sono attivati già da tempo categorie apparentemente meno responsabili, al fine di  concorrere ad un risultato virtuoso e contribuire ad un miglioramento della salute, nostra e del pianeta. Tra queste c'è quella dei trasporti marittimi, che si è prefissata l'efficientamento energetico e la riduzione delle emissione dell'intero settore come obiettivo primario del prossimo decennio. Tra le azioni che dovranno essere adottate a breve termine per perseguire questo traguardo si sta prendendo in considerazione, tra le altre, l'ottimizzazione delle rotte nel trasporto marittimo a raggio corto. Grazie a modelli di calcolo come "VISIR (discoVerIng Safe and effIcient Routes), si è proceduto a calcolare la rotta più efficiente per l'emissione della minor quantità di CO2 per i traghetti, considerando il moto ondoso e le correnti marine. Attraverso questo strumento è stato possibile simulare la performance dei traghetti che muovevano da un punto A a un punto B in diverse condizione del mare. A fronte di questo studio è stato calcolato dunque che l'impatto di questo preciso segmento del trasporto marittimo è responsabile del 10% delle emissioni di tutte le navi, sebbene rappresenti soltanto il 2,95% delle imbarcazioni che approdano nei porti dell'Europa. In Italia il modello VISIR è stato sperimentato sul mare Adriatico, ricco di rotte tra le sponde di Italia, Croazia, Montenegro e Albania. Tale studio ha confermato che l'applicazione potrà performare maggiormente sulle tratte a raggio corto, ottimizzandone i percorsi e le traiettorie secondo le variabili. Secondo quanto asserito da Gianandrea Mannarini, primo autore dello studio, si può arrivare a risparmire sino all'11% di carbonio e in tal senso, gli approfondimenti e i test continueranno senza sosta per raffinare le stime. In questi ultimi anni la riflessione ecologista sta spingendo affinchè si faccia massa critica sul tema, affinchè si affermi un retropensiero più sostenibile sia nei consumatori (che potranno decidere di premiare vettori più virtuosi per le prenotazioni traghetti per la sicilia, Sardegna, Malta e isole minori) che nei grandi player del mare. L'Italia è da sempre un paese molto fragile dal punto di vista ambientale e non è un caso che certe sperimentazioni trovino nello stivale una palestra sempre aperta. Chissà se questa "transizione ecologica" auspicata anche dalla classe politica possa timidamente compensare gli effetti sul territorio che ebbe il miracolo economico italiano.

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14 feb 2021

MILANO | Al via i lavori per il completamento del Parco Alfa Romeo

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 Circa 10mila metri quadrati di nuovo verde in arrivo al Portello. Sono partiti questa settimana i lavori per il completamento del parco Alfa Romeo, nel quarto e ultimo lotto compreso tra Viale Serra e Viale De Gasperi.  L’intervento rientra nel Piano Integrato di Intervento Portello, cui fa capo Iper Montebello Spa che ha realizzato anche gli altri lotti del parco. Il progetto ideato da Charles Jencks e Andreas Kipar e sviluppato da LAND Italia, completerà così il polmone verde che si estende lungo viale Serra, tra via Traiano e viale Scarampo, intervenendo in continuità sia da un punto di vista paesaggistico che percettivo e portando così il parco a un’estensione complessiva di circa 73mila metri quadrati. Verrà quindi creato un nuovo accesso al parco che garantisca la connessione con la restante esistente, integrandosi nel disegno complessivo per quanto riguarda la scelta dei materiali e delle essenze vegetali. “Questo intervento porterà finalmente a compimento un parco di elevata qualità paesaggistica, andando a riqualificare uno spazio inutilizzato– dichiara l’assessore all’Urbanistica e Verde Pierfrancesco Maran-. Siamo in un’area della città che si è sviluppata molto negli ultimi anni, e il parco Alfa Romeo è diventato il cuore del quartiere. È la logica di tutti gli interventi urbanistici dei prossimi anni che vedranno la nascita di almeno 20 nuovi grandi parchi in città: il verde deve essere il motore dello sviluppo”.    La forma del parco è stata ispirata dal diagramma delle “Fasi della Luna” di Athanasius Kircher, dove il ciclo lunare è rappresentato come una doppia spirale, per entrambi gli emisferi terrestri. Verrà quindi creato un percorso a spirale in salita con piazzole di sosta ombreggiate con panchine. Cinquanta alberi tra aceri, liriodendri, tigli, gelsi e sofore si alterneranno a 1.500 metri quadrati di aiuole colorate con piante erbacee e arbustive e gruppi di rododendri,  andando a integrare le essenze esistenti. I percorsi principali verranno realizzati in calcestruzzo mentre la piazza centrale è stata pensata con pavimentazione in calcestre. Il progetto prevede la realizzazione di un muro di contenimento realizzato ad angolo retto a partire dalla fine dell’esistente che affaccia su Viale De Gasperi e incastonato di elementi decorativi. Lungo il controviale di Viale De Gasperi, sul lato destro della carreggiata, verranno infine tracciati i parcheggi auto, in modo da rendere ordinata la sosta.  I lavori si concluderanno in autunno, quando anche l’ultima parte del parco sarà fruibile ai cittadini.

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11 feb 2021

VERONA | Nuovo percorso ciclopedonale Saval e San Zeno. Dal 22 febbraio via ai lavori

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E' lunga quattro chilometri la nuova ciclopedonale tra il Saval e San Zeno, che collegherà con un tracciato in sicurezza per ciclisti e pedoni, uno dei quartieri più popolosi con il centro storico. Un nuovo tratto dedicato alla mobilità sostenibile che, partendo dal Saval, si diramerà tra le via Faliero, via Emo, via Da Mosto, viale Colombo, via Da Vico, via Pontida e, giungendo a San Zeno, piazza Bacanal e via Vittime Civili di Guerra. Studiati in sicurezza anche tutti gli attraversamenti ai semafori. Un tracciato che, oltre al centro cittadino, diverrà via di collegamento verso l’ospedale e il quartiere di Borgo Trento, passando da viale Colombo e ponte Catena; la stazione, passando da viale Colombo, circonvallazione interna e da porta Palio, allacciandosi ai collegamenti ciclopedonali che da lì diramano. Un grande rete interconnessa per una viabilità più sostenibile e differenziata. Il progetto, che ha un costo complessivo di 1.400.000 euro, è sostenuto dal Comune in cofinanziamento con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ne ha riconosciuto il sostegno economico nell’ambito del programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Lavori e tempi di realizzazione. Il cantiere, che prenderà il via il prossimo 22 febbraio, con i primi interventi al Saval, avrà una durata di circa otto mesi. La nuova pista, di 4 chilometri di lunghezza e 4 metri di ampiezza, di cui 2,50 metri dedicati alla ciclabile e 1,50 metri al percorso pedonale, sarà posta all’interno del centro abitato e parallela a strade esistenti. Si svilupperà prevalentemente mediante l’allargamento di percorsi pedonali già presenti lungo il percorso, che saranno raddoppiati rispetto alla loro attuale dimensione, e con tratti di nuova realizzazione nei punti che ne necessiteranno. Tracciato in sicurezza. La ciclabile sarà a doppio senso di marcia ed affiancherà il nuovo spazio dedicato ai pedoni, anch’esso ampliato lungo tutti 4 chilometri del percorso. Per garantire la massima sicurezza sia a piedi che in bicicletta, il percorso sarà separato dal traffico veicolare a motore attraverso spartitraffico longitudinali invalicabili, formati dalle aiuole alberate già esistenti lungo il tracciato. La ciclopedonale sarà completa di segnaletica stradale e di un nuovo impianto di illuminazione pubblica a led, che ne consentirà l’utilizzo anche nelle ore notturne. Verranno modificati gli impianti semaforici in corrispondenza dell’intersezione di via Da Mosto, viale Colombo, via Pancaldo e dell’intersezione di Corso Milano, Colonnello Galliano e via Vittime Civili di Guerra a S.Zeno. Il tutto per garantire un collegamento in sicurezza tra i quartieri e con le piste ciclabili esistenti. Gli spazzi a verde presenti lungo il percorso saranno riqualificati, con nuove piantumazioni e, dove necessario alla realizzazione dei lavori, con la ricollocazione delle piante interferenti con il tracciato. L’area presente nella parte terminate di via Da Mosto, attualmente abbandonata, sarà recuperata e destinata a giardino, per permettere il collegamento del nuovo percorso con la pista esistente del Canale Camuzzoni. Il progetto e le tempistiche per la sua realizzazione sono state illustrate questa mattina dall’assessore alla Viabilità e traffico Luca Zanotto. Presente il geom. Nicola Guerra competente per il Comune nell’ambito del R.U.P. “E’ una nuova pista ciclopedonale di 4 chilometri, architettonicamente bella e funzionale – spiega l’assessore Zanotto –, che ridisegnerà i collegamenti fra i quartieri Saval e Navigatori e il centro cittadino, l’ospedale di Borgo Trento e la stazione. Un percorso che, oltre a migliorare il collegamento con l’area più esterne della città, dà spazio alla mobilità in sicurezza di pedoni e biciclette. L’opera rientra nel piano comunale della mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, che promuove lo sviluppo di un sistema organico di percorsi e piste ciclabili secondo una specifica rete di colleganti da realizzarsi a livello urbano ed extraurbano. La pista ciclopedonale Saval-San Zeno è infatti la prima di una serie di nuove realizzazioni che puntano ad accrescere i servizi dedicati alla mobilità sostenibile e, con essi, l’uso di mezzi alternativi all’auto da parte dei cittadini. Una volta ultimato, il percorso diverrà un valido strumento per la mobilità quotidiana, lavorativa e scolastica, quale sistema alternativo di trasporto per la risoluzione, anche se parziale, dei problemi di congestione del traffico urbano locale. Anche per questo è stata riservata una particolare attenzione in prossimità degli attraversamenti pedonali e delle intersezioni semaforizzate, dov’è garantita l’eliminazione delle barriere architettoniche, il potenziamento dell’illuminazione e l’installazione di nuovi semafori. Il tutto per assicurare la massima accessibilità e sicurezza a tutti i cittadini”.

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