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03 lug 2021

SICILIA | Deposito rifiuti radioattivi, Cordaro: “Non lo permetteremo mai”

di mobilita

"Non permetteremo mai che la Sicilia diventi la sede nazionale dei rifiuti radioattivi, faremo le barricate. Il nostro è un no secco, senza margini di ragionamento, perché siamo contrari per principio e abbiamo dati oggettivi che dimostrano che il nostro territorio è inadeguato a ospitare questo sito". E' una presa di posizione ferma quella dell'assessore regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro che ha ribadito oggi la contrarietà della Regione Siciliana al deposito rifiuti radioattivi nell'Isola e sottoscritto, con i cinque sindaci dei Comuni coinvolti, l'atto formale con cui si esprime l'inadeguatezza dei 4 siti individuati dalla Carta nazionale aree potenzialmente idonee (CNAPI). Alla conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Orleans, a Palermo, erano presenti l'assessore alla Politiche agricole di Trapani Giuseppe Pellegrino, il sindaco di Petralia Sottana Leonardo Iuri Neglia, quello di Castellana Sicula Francesco Calderaro, il sindaco di Butera Filippo Balbo e il Commissario straordinario di Calatafimi Segesta Francesco Fragale. Le quattro relazioni sottoscritte oggi saranno adesso inviate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Sogin. Dal 3 luglio, infatti, il Governo nazionale avrà quattro mesi di tempo per valutare tecnicamente le controdeduzioni presentate dalla Regione e, in caso, avviare consultazioni con gli enti territoriali coinvolti. "Abbiamo ragioni solide per dimostrare, anche in sede nazionale, che la Sicilia non è un territorio idoneo. Il gruppo di lavoro istituito dal governo Musumeci in sei mesi ha raccolto una documentazione stringente, oggettiva e inoppugnabile sotto il profilo ambientale, urbanistico, culturale, del dissesto idrogeologico, sismico e dei trasporti. Fino a quando non verrà posta la parola fine a questa brutta storia la Regione sarà pronta a battersi per tutelare l'interesse di tutti i siciliani. La nostra terra piuttosto che rifiuti nucleari deve accogliere i turisti". Contrari anche tutti i sindaci dei Comuni ricadenti nei quattro siti siciliani individuati da Sogin, la società che per conto dello Stato è responsabile della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. «Il nostro sito - ha detto l'assessore comunale alle Politiche agricole di Trapani, Giuseppe Pellegrino - si trova a pochi metri dall'autostrada e dai centri abitati di Fulgatore, Baglio Nuovo e Dattilo. E per di più, ha una forte vocazione vitivinicola, con la produzione della Doc Erice». «Abbiamo già subito un danno economico - denuncia il sindaco di Butera, Filippo Balbo - perché molte imprese che volevano investire qui hanno fatto un passo indietro. Nei 150 ettari designati ci sono numerosi e importanti vigneti e cantine vitivinicole, un'area in cui avviene la produzione e lo stoccaggio del 90 per cento dei frutteti, in particolare della pesca di Delia Igp, con mandorleti, ulivi e ortaggi». Anche la zona di Calatafimi-Segesta, come ha spiegato il commissario straordinario Francesco Fragale, non sarebbe adeguata a ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi perché «l'area si trova a 800 metri dal centro abitato di Sasi, zona altamente sismica con importanti problemi di ricaduta idrogeologica, e a due passi dal Parco archeologico di Segesta, fiore all'occhiello del turismo siciliano». Il quarto sito individuato da Sogin si trova a cavallo tra Petralia Sottana e Castellana Sicula, all'interno del Parco delle Madonie in cui, come hanno evidenziato i rispettivi sindaci Leonardo Iuri Neglia e Francesco Calderaro, si registrano «numerosi disagi legati alla viabilità, con strade provinciali fatiscenti. Il nostro è un grido di rabbia, perché questa scelta vanificherebbe tutti gli sforzi fatti in questi anni per aumentare l'attrattività del Parco delle Madonie".

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25 giu 2021

150 milioni di euro per potenziare la navigabilità del sistema idroviario Padano-Veneto

di mobilita

Dal ministero delle Infrastrutture 150 milioni di euro di finanziamenti per migliorare la navigabilità di merci e persone lungo l’intero sistema idroviario padano- veneto. Dalle Regioni Emilia-Romagna, Veneto, Lombardia e Piemonte un programma condiviso per gestirli al meglio, migliorando i flussi commerciali, turistici e, di conseguenza, la mobilità sostenibile via acqua. In particolare, 85 milioni di euro saranno destinati alla sistemazione a corrente libera - interventi che prevedono opere per migliorare la navigabilità - dell’alveo di magra del fiume Po, per consentire la navigazione della navi di quinta classe europea (chiatte per il trasporto fino a 2mila tonnellate di merci), 60 milioni andranno all’adeguamento (rialzo ed eliminazione di pile in alveo per il transito di chiatte con due/tre file di container) di sette ponti dislocati sull’idrovia Fisseroartaro-Canalbianco (ponte di Arquà Polesine, di Calà del Moro e di Trecenta) e sul canale Boicelli (ponti Betto, Confortino, Mizzana e ferroviario merci) e 5 milioni saranno utilizzati per risolvere gli ostacoli alla navigazione dei mezzi di quinta classe europea sull’intero sistema idroviario dovuti a bassi fondali, attraverso risezionamenti straordinari della cunetta di navigazione. Questo è quanto concordato durante la riunione del Comitato degli assessori dell’Intesa interregionale per la navigazione interna, cui hanno preso parte l’assessore regionale ai Trasporti, Andrea Corsini e gli omologhi delle Regioni Piemonte, Veneto e Lombardia. “Ringrazio innanzitutto i colleghi delle altre Regioni per il lavoro di squadra svolto finora, che ci ha permesso di arrivare a una programmazione di interventi condivisi e strategici per sfruttare al meglio i finanziamenti statali e continuare così a migliorare la navigabilità delle merci e delle persone– sottolinea Corsini-. Con questo finanziamento, infatti, potremo proseguire nella risoluzione di alcuni colli di bottiglia, nell’adeguamento agli standard europei e, quindi, nel mantenimento a pieno titolo dell’intero sistema idroviario padano-veneto all’interno dei corridoi strategici del core network delle reti Ten, ovvero corridoi europei strategici per la mobilità. Il primo passo è fatto, grazie a questo programma potrà iniziare un’importante operazione congiunta per incentivare e sviluppare sempre più e meglio l’utilizzo della via d’acqua per i flussi commerciali e turistici, con un forte impulso alla mobilità sostenibile”. L’approvazione della proposta di programmazione interregionale da parte del ministero assegnerà alle regioni le risorse

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31 mag 2021

MANTOVARCHITETTURA 2021 | due concorsi per rigenerare l’identità dei comuni di Castelnuovo del Garda, Sommacampagna, Sona e Valeggio sul Mincio

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Il Polo di Mantova del Politecnico di Milano e i Comuni di Castelnuovo del Garda, Sommacampagna, Sona e Valeggio sul Mincio hanno lanciato MORAINIC IDENTITY REGENERATION COMPETITIONS, due concorsi Internazionali di idee di progettazione architettonica (Urban Design) e paesaggistica (Landscape) - orientati a valorizzare gli spazi collettivi dei centri storici dei quattro Comuni Veronesi e i percorsi naturalistici che si diramano nei territori delle Colline Moreniche del Garda. I concorsi sono aperti agli studenti under 35 di architettura, design, ingegneria, paesaggio e urbanistica che potranno scegliere di concorrere a uno o a entrambi i concorsi, con la possibilità di accedere e classificarsi nelle due graduatorie di premiazione. I progetti di ciascuna categoria saranno valutati da due distinte giurie di esperti specialisti. MORAINIC IDENTITY REGENERATION COMPETITIONS è un'iniziativa nell'ambito di MANTOVARCHITETTURA 2021 volta a promuovere la memoria e la cultura, a preservare i caratteri architettonici e paesaggistici, a valorizzare il patrimonio storico e naturalistico dei territori morenici, attraverso la rigenerazione dell'identità, la consapevolezza del valore e la percezione della loro grande bellezza. In collaborazione con ICS Istituto Commercio Servizi di Vicenza. Morainic Identity Regeneration | i concorsi _MORAINIC IDENTITY URBAN DESIGN COMPETITION Il tema della ricostruzione dell'identità dello spazio pubblico viene esplorato attraverso: la ridefinizione dei caratteri, dei margini e delle attrezzature pubbliche di piazza della Roma a Sona e di piazza della Libertà a Castelnuovo di Garda attraverso la sutura nei nuovi spazi pubblici con il tessuto esistente indotta dalla tombatura del Canal d'Acqua di Sommacampagna, attraverso la risignificazione del tratto della via Verdi di Valeggio che congiunge piazza San Rocco con la Villa Sigurtà. _MORAINIC IDENTITY LANDSCAPE COMPETITION Il tema della valorizzazione del territorio, vasto e identitario, produttivo e turistico, viene esplorato attraverso: il ridisegno dei percorsi naturalistici innervati nel paesaggio e di nuovi punti di sosta lungo il Percorso Sud di Valeggio sul Mincio e il percorso panoramico del Tamburino Sardo a Custoza di Sommacampagna; attraverso la riqualificazione della Torre Scaligera e del suo giardino a Palazzolo di Sona; attraverso la riconfigurazione del Brolo delle Melanie di Castelnuovo del Garda. Requisiti di partecipazione Il concorso è riservato agli studenti nati dopo il 24 settembre 1986 regolarmente iscritti a un Corso di Laurea Triennale, Magistrale o a Ciclo Unico delle Scuole, italiane o internazionali, di ARCHITETTURA, DESIGN, INGEGNERIA, PAESAGGIO, URBANISTICA. La partecipazione può essere individuale o di gruppo; ciascun gruppo di lavoro potrà essere costituito da un numero massimo di 5 partecipanti. Sarà possibile registrarsi a una o a entrambe le Categorie di concorso. Possono partecipare anche gli studenti laureandi se al momento dell'iscrizione risultano essere regolarmente iscritti al corso di laurea. Riconoscimenti Per ciascuna categoria saranno assegnati i seguenti premi: - al 1° classificato 5.000 euro - al 2° classificato 2.500 euro - al 3° classificato 1.000 euro - 3 menzioni d'onore di 500 euro ciascuna Inoltre i vincitori riceveranno un certificato attestante la posizione in classifica, rilasceranno un'intervista che verrà pubblicata sul sito del concorso, esporranno i propri progetti in MIRC_EXHIBITION di MANTOVARCHITETTURA 2022 e in eventi espositivi promossi dalle municipalità. I progetti premiati e quelli segnalati dalle giurie, verranno pubblicati sul catalogo e dai media partner del concorso.

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12 mag 2021

MILANO | Reinventing cities. Piazzale Loreto, sarà la nuova agorà verde

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Trasformare il più caotico snodo di traffico della città in una grande agorà verde, anello di congiunzione tra corso Buenos Aires e via Padova. Trasformare Piazzale Loreto in un nuovo simbolo della Milano olimpica del 2026. È la rivoluzione di LOC, Loreto open community, il progetto vincitore della seconda edizione di Reinventing cities, il bando internazionale indetto dal Comune insieme a C40 che prevede l’alienazione o la costituzione del diritto di superficie di siti da destinare a progetti di rigenerazione urbana in chiave sostenibile. Il masterplan è stato presentato da un team multidisciplinare con capofila Ceetrus Nhood e realizzato grazie al contributo plurale di Arcadis Italia, Metrogramma Milano (coordinatore del Design Team), Mobility in chain, Studio Andrea Caputo, LAND, Temporiuso e Squadrati. LOC ambisce a trasformare piazzale Loreto da non-luogo a spazio aperto, inclusivo e sostenibile connesso con i quartieri che si affacciano su tutti i suoi lati. Partendo da una revisione strategica della viabilità, che garantirà comunque una capacità analoga a quella del nodo esistente, il masterplan restituirà alla città 24.000 m2 di spazio pubblico pedonale, di cui oltre 12.000 nella piazza (69% dell’area), a fronte dei 2.484 m2 utilizzabili oggi, e il restante distribuito tra via Padova e via Porpora. "A Milano – spiega il Sindaco Giuseppe Sala– stiamo vivendo una trasformazione urbanistica epocale. Molti progetti un tempo solo sulla carta stanno prendendo forma dando alla città una nuova fisionomia nata dalla visione innovativa e green dei migliori studi internazionali di architettura. Piazzale Loreto senza perdere la sua identità di snodo viario diventerà un luogo di socialità e incontro dove su più livelli i cittadini troveranno una grande area pedonale con alberature, sedute e fontane. Così stiamo cambiando il volto di Milano, rigenerando aree dismesse dove il passato deve lasciar posto al futuro o intervenendo su ciò che esiste creando bellezza e funzionalità e verde. È questo il nostro modo di reinventare la città". "Loreto è una delle piazze più importanti di Milano e rappresenta la più grande scommessa di trasformazione di una piazza milanese dai tempi della pedonalizzazione di piazza Duomo – dichiara l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran–. Negli ultimi anni tante piazze sono cambiate, ne sono nate due nuove pedonali, di grandi dimensioni, come Gae Aulenti e Tre torri. Il progetto per Loreto ha la stessa potenza, con la differenza che rigenera un luogo esistente con l'obiettivo di rendere via Padova, viale Monza e via Costa delle nuove vie del centro di Milano, garantendo una crescita commerciale e pedonale a corso Buenos Aires". "Una mobilità integrata, con un nuovo equilibrio fra pedoni, bici, moto e auto, per una migliore sicurezza stradale per tutti, e la conferma di un importante nodo di accesso al trasporto pubblico della rete metropolitana e di superficie – dichiara l’assessore alla Mobilità Marco Granelli–. Un cambiamento che già oggi è iniziato e che ci aiuterà a vincere la congestione del traffico e l'inquinamento dell'aria". "Il concorso Reinventing cities – dichiara Hélène Chartier, Head of Zero carbon development per C40 - ha ispirato la collaborazione creativa di cui abbiamo bisogno per combattere la crisi climatica, con la capacità e creatività di architetti, artisti, ambientalisti e imprenditori. Reinventare le città è più di una competizione innovativa: sta aiutando a portare avanti una ripresa verde e giusta dalla pandemia per creare il futuro che vogliamo. Nonostante l’anno impegnativo, il numero dei partecipanti e la qualità delle proposte presentate per la seconda edizione del concorso a Milano sono eccezionali e la trasformazione di piazzale Loreto è un progetto faro. Dimostra come le città possono creare nuovi posti per le persone quando gli spazi vengono recuperati da quelli occupati dai veicoli e quando viene data priorità alla mobilità incentrata sulle persone". "Dal popolarissimo programma di rigenerazione dello spazio pubblico di Piazze aperte ai progetti di Strade aperte che hanno aiutato questa città a uscire dalla pandemia, il Sindaco Sala aveva già trasformato Milano in leader mondiale nella progettazione di strade del 21° secolo" – ha detto Janette Sadik-Khan, Presidente della Commissione di giuria e principal di Bloomberg associates, società di consulenza pro bono che lavora con città e sindaci di tutto il mondo –. Ma non c'è posto al mondo come Loreto. Con questa rivoluzionaria riprogettazione di uno dei luoghi più iconici d'Italia, questa Amministrazione consolida la sua capacità di creazione di luoghi scandendo la tabella di marcia per una città più sicura, più equa e più sostenibile e riconsegnando ai milanesi la piazza che meritano". "Questa vittoria rappresenta una grande soddisfazione e una grande responsabilità che siamo fieri di poterci prendere: essere attori protagonisti di uno dei più importanti progetti di riqualificazione urbana della città di Milano e d’Italia. – dichiara Marco Balducci, Amministratore Delegato di Ceetrus Nhood –. Vogliamo contribuire a creare una città del futuro a misura d’uomo, più resiliente, ecologica, che risponda alle reali necessità dei cittadini, che promuova nuove forme di mobilità e un commercio evoluto. Sottolineo l’importanza della valorizzazione sociale ed economica delle aree adiacenti e delle attività presenti nel contesto: il ritorno sociale sull’investimento (SROI) avrà indice 4: con un investimento di oltre 60 milioni, creeremo valore per la comunità di circa 250 milioni. La nuova piazza sarà un esemplare lavoro di co-costruzione tra pubblico e privato e sarà pronta ad accogliere le Olimpiadi Milano-Cortina". La nuova configurazione della piazza: 69% di spazi pubblici e pedonali Il masterplan di LOC prevede la realizzazione di una grande agorà verde dove i gradoni, i percorsi ciclopedonali, gli elementi d’acqua e le nuove costruzioni delineano un nuovo punto di riferimento per il paesaggio urbano milanese. L’area si riconfigurerà come organismo architettonico aperto destinato alla vita di comunità, con un piano ribassato e ipogeo che sarà la vera piazza anfiteatro, flessibile e adattabile a diversi usi temporanei pubblici come concerti, manifestazioni, mercati, attività sportive e occasioni di aggregazione. Si prevede uno sviluppo dello spazio pubblico su tre livelli, per un totale del 69% della superficie: oltre alla piazza a raso già citata, si svilupperanno sulle aree a cielo aperto ottenute con l’apertura del mezzanino della metropolitana e sulle terrazze verdi dei tetti di tre nuovi edifici destinati ad attività commerciali, svago e uffici. Saranno presenti, oltre a giochi d’acqua, colonnine di ricarica elettrica, rastrelliere e stazioni di bike sharing. Il traffico verrà posto ai margini della piazza per favorire gli spostamenti ciclabili e pedonali all’interno dell’area e la penetrazione tra i diversi assi stradali. Piazzale Loreto è caratterizzata da una configurazione geometrica di nodo di traffico dove convergono otto arterie principali della viabilità di Milano: corso Buenos Aires, via Padova, viale Monza, viale Brianza e viale Abruzzi, via Andrea Costa, via Antonio Porpora e via Andrea Doria. Sarà mantenuta la connettività lungo tutti gli assi principali, ma i flussi di traffico verranno rimodulati seguendo le nuove geometrie della piazza, con la realizzazione di attraversamenti a raso in tutte le direzioni, la ridefinizione delle fasi semaforiche e la pedonalizzazione del primo tratto di via Padova. L’intervento su via Padova andrà a integrarsi e rafforzare i progetti dell’Amministrazione per la rigenerazione di 2km della via. Il livello strada sarà collegato all’area interna del piazzale attraverso sistemi di risalita verticale come scale, rampe e ascensori. In corrispondenza di corso Buenos Aires verranno mantenuti gli accessi esistenti alla metropolitana, mentre i flussi pedonali lungo le altre direttrici verranno convogliati all’interno dell’ampio accesso previsto nel progetto della piazza. La complessità della circolazione e la nuova configurazione prevista per il nodo necessitano di porre particolare attenzione sulla definizione dei cantieri, che verranno realizzati per fasi. Verde e strategie sostenibili Circa 300 alberi verranno piantati sia nel cuore della piazza che lungo via Padova e viale Monza, altri 200 verranno messi a dimora in città nell’ambito di ForestaMi. I tetti degli edifici si configureranno come giardini rialzati aperti al pubblico e gestiti in sinergia con le attività commerciali sottostanti. Questo porterà la riduzione delle isole di calore in particolare nei picchi estivi e la creazione di un micro-clima con una temperatura di 6-7° inferiore alla temperatura percepita, contribuendo alla riduzione complessiva di CO2 nell’area, rispetto allo stato attuale, del 35%. Le architetture che si pongono ai lati della piazza sono realizzate con strutture ibride in legno e materiali eco-compatibili, caratterizzati da terrazze verdi e pannelli fotovoltaici di nuova generazione, puntando alla realizzazione di un progetto carbon neutral, grazie alla particolare conformazione ribassata degli edifici, alle caratteristiche energetiche degli involucri edilizi e alle elevate prestazioni degli impianti utilizzati. L’edificio di via Porpora L'edificio di via Porpora, oggi sede del Comune di Milano, sarà oggetto di riqualificazione e ampliamento per il corpo a torre, mantenendo inalterato, dal punto di vista volumetrico il corpo basso. L’immobile, che presenterà un giardino pensile sulla copertura, ospiterà un asilo di quartiere, spazi per coworking e uffici. Saranno inoltre attuate politiche di contenimento del traffico nelle ore di punta legate all’asilo, mettendo in sicurezza gli spazi antistanti all’accesso su via Canzio depotenziando l’uso dello spazio attualmente carrabile. Nei fatti quindi in Piazzale Loreto la stazione della metropolitana, il piano mezzanino e gli spazi pedonali in superficie creeranno insieme una nuova grande piazza multilivello che non solo rappresenta un nuovo punto attrattore verso chi dal centro percorre corso Buenos Aires, ma consente una crescita di utenza e vitalità anche per gli assi commerciali di viale Monza, via Padova e via Costa. In particolare via Padova, che verrà pedonalizzata nella sua parte iniziale sul modello di via Paolo Sarpi, andrà a completare la sua progettualità, avviata con la zona 30 che ne trasforma già le parti successive. Da via Padova a San Babila, la nuova via del nord-est La riqualificazione di Piazzale Loreto si inserirà nel più ampio piano di rigenerazione urbana dell’asse nord-est della città, da via Padova a piazza San Babila. La pedonalizzazione del primo tratto di via Padova previsto in LOC si integra con l’ampio progetto dell’Amministrazione che interesserà due chilometri della via tra via Arici e via Giacosa, con la realizzazione di una serie di interventi che miglioreranno la qualità dello spazio pubblico e la sicurezza stradale: l’ampliamento dei marciapiedi, la realizzazione di 8 nuove piazze, la posa di 230 alberi, che si aggiungono ai 300 previsti in LOC, la riqualificazione di incroci e attraversamenti pedonali e l’istituzione della zona 30, il progetto Tunnel Boulevard per la riqualificazione del ponte ferroviario selezionato nell’ambito di Piazze aperte. In via Doria verrà realizzato il progetto vincitore della prima edizione di Reinventing cities: con "Coinventing Doria" nascerà un ostello aperto alla ricettività nazionale e internazionale dotato di ampi spazi d'interesse ad uso pubblico e un piccolo polmone urbano con 90 alberi, in continuità con la riconfigurazione di Piazzale Loreto e corso Buenos Aires. Anche lungo l’arteria commerciale infatti arriverà il verde: la prima sperimentazione si vedrà in corrispondenza delle Corti di Baires, complesso commerciale e residenziale in corso di ristrutturazione, tra via Scarlatti e via Pergolesi, dove troveranno posto circa 30 alberi in vaso che avranno anche funzione di sedute. San Babila cambierà volto con la sistemazione superficiale della piazza a conclusione della realizzazione della fermata M4. L’ampliamento dell’area pedonale consentirà di collegare i due lati della piazza connettendola a Toscanini e creando un’area continua che parte dal Duomo. In piazzale Loreto è infine in fase di completamento la ristrutturazione del Palazzo di Fuoco, progettato alla fine degli anni '50 dagli architetti Minoletti e Chiodi pronto a rianimarsi con negozi e uffici.  

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26 apr 2021

ABRUZZO | Accordo Univaq-Regione-Snam per servizio ferroviario con idrogeno verde

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Regione Abruzzo, Università degli Studi dell’Aquila e Snam hanno avviato la collaborazione, formalizzata in un protocollo d’intesa da poco sottoscritto, finalizzata ad assumere iniziative coordinate ed efficaci per l’individuazione, definizione e realizzazione di progetti volti a favorire la transizione energetica della Regione Abruzzo attraverso la decarbonizzazione del servizio ferroviario regionale mediante il ricorso all’idrogeno verde. In particolare, la collaborazione mira ad approfondire le potenzialità e le conseguenti possibilità di sviluppo connesse all’utilizzo dell’idrogeno quale vettore energetico per la trazione sulla tratta ferroviaria Sulmona-L’Aquila-San Sepolcro o parte di essa, che rappresenta attualmente una delle principali linee ferroviarie non elettrificate del centro Italia. L’obiettivo principale della collaborazione avviata è quello di verificare, tra le diverse opzioni perseguibili, la fattibilità tecnico-economico-ambientale di un modello incentrato sulla produzione, stoccaggio ed utilizzo in loco, ai fini della trazione veicolare, dell’idrogeno “green” prodotto con uso esclusivo di fonti rinnovabili; si realizza così un efficiente ciclo energetico privo di emissioni sia in ambito locale che globale. Questo intervento è in linea con la strategia adottata dalla Commissione Europea al 2050 ad emissioni zero. In un’ottica sistemica di trasporto passeggeri multimodale, sarà inoltre considerata l’integrazione funzionale tra il servizio ferroviario e quello urbano su gomma valutando la sinergia con il Trasporto Pubblico Locale ad idrogeno per collegare le stazioni della linea ferroviaria con le rispettive aree urbane. "I treni a idrogeno possono rappresentare un passo strategico verso la transizione energetica nella quale l’Abruzzo è fortemente impegnata - afferma il Presidente Marco Marsilio - L’Accordo siglato con Snam e CITraMS-Univ AQ conferma l’importanza di incentivare la mobilità sostenibile, in piena coerenza con gli obiettivi del Green Deal Europeo e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che rimarcano il ruolo prioritario dell’idrogeno nella transizione energetica e verde". "Il settore dei trasporti è cruciale per la decarbonizzazione e la Regione Abruzzo si è dotata di una strategia regionale per l’idrogeno che prevede l’integrazione di una serie di progettualità, candidate proprio nell’ambito del PNRR e di programmi europei e nazionali, che favorisce lo scambio ferro-gomma. Ricordo - spiega l'assessore all'ambiente Nicola Campitelli - che il 2021 è l’anno europeo delle ferrovie volto a promuovere i treni come mezzo di trasporto sicuro e sostenibile. La sfida ambiziosa della Regione Abruzzo è quella di contribuire a tale obiettivo e promuovere il treno come mezzo di trasporto efficiente, sostenibile e fruibile anche nelle aree più interne.Con questo strumento Regione Abruzzo continua a fornire un contributo decisivo per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050", conclude l’assessore Nicola Campitelli. "Con questa collaborazione - afferma il Rettore dell’Università degli Studi dell’Aquila, prof Edoardo Alesse - mettiamo concretamente a disposizione delle istituzioni, delle imprese e più in generale del territorio, le competenze tecnico-scientifiche del CITraMS, nostro Centro di ricerca Interdipartimentale sui Trasporti e Mobilità Sostenibile per lo sviluppo dell’opzione idrogeno nel campo della mobilità futura. L’iniziativa, promossa e supportata dal prof. emerito Enzo Chiricozzi, si inserisce all’interno di una più ampia politica incentrata sullo sviluppo sostenibile, declinato ad ampio spettro, che ha portato l’Ateneo ad importanti riconoscimenti internazionali. Sono contento che, all’interno dei questa particolare iniziativa, l’Ateneo, tramite il CITraMS, abbia assunto anche un ruolo propositivo e di raccordo tra le istituzioni e le imprese. A questo riguardo volentieri ringrazio il gruppo di lavoro interdisciplinare del Centro coordinato dal prof Gino D’Ovidio, coadiuvato dal prof Carlo Villante e dal prof. Enzo Chiricozzi".  L’intesa sarà eventualmente oggetto di successivi accordi vincolanti che le parti definiranno nel rispetto dei profili regolatori applicabili.

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18 apr 2021

ROMA | Al via sperimentazione “strade scolastiche”, in 17 istituti

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Martedì 20 aprile comincia la sperimentazione legata alla campagna nazionale “strade scolastiche”, un progetto che riguarda almeno 17 istituti della Capitale. Obiettivo è realizzare aree delimitate e sicure intorno alle scuole, così da consentire a tutti di raggiungerle anche a piedi o in bicicletta, riducendo allo stesso tempo l'inquinamento nei pressi degli istituti. L’intervento prevede la pedonalizzazione temporanea del tratto di strada in prossimità dell’ingresso della scuola interessata almeno una volta a settimana, durante l’orario di entrata e uscita degli studenti. Il progetto rientra nelle previsioni del decreto legge n. 76 “Rilancio”, convertito in legge 120/2020, che ha introdotto le “zone scolastiche urbane”. In queste aree saranno comunque consentite la circolazione e la fermata dei mezzi di trasporto pubblico di linea, del trasporto scolastico e dei veicoli adibiti al trasporto di persone con disabilità. “Sicurezza stradale, tutela della salute pubblica e accessibilità sono le parole chiave di questa campagna promossa da associazioni ambientaliste, genitori e pediatri in tutta Italia. Sono temi divenuti ancora più importanti nel corso dell'emergenza sanitaria. Favoriamo così una mobilità sostenibile e sicura, migliorando la qualità della vita di studenti e docenti e arginando inoltre le condizioni di sosta illegale che spesso si verificano fuori dagli istituti”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. La sperimentazione, che potrà essere estesa ad altri istituti in base alle loro disponibilità, rappresenta anche il primo passo verso la realizzazione di interventi definitivi che riguarderanno tre tipologie di progetti di strade scolastiche: quelle in cui sarà possibile una pedonalizzazione permanente, quelle dove saranno previste pedonalizzazioni temporanee continuative nel tempo, con piccoli interventi di arredo urbano e segnaletica e, infine, le vie in cui invece sono possibili solo progetti di moderazione della velocità e aumento della sicurezza stradale. “La sperimentazione ci permetterà di raccogliere gli indirizzi da parte delle scuole, quindi di avviare l'iter per la realizzazione di progetti partecipati, con l'obiettivo di rendere maggiormente sicure le aree di accesso agli istituti e garantire un maggiore contrasto alla sosta illegale. Stiamo inoltre provvedendo alla diffusione di materiale informativo, così da sensibilizzare insegnanti e genitori su temi prioritari per il futuro delle nostre città quali la tutela dell'ambiente e della salute e la sicurezza stradale”, aggiunge il vicesindaco con delega alla Città in Movimento Pietro Calabrese.

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16 apr 2021

Cos’è il turismo sostenibile (e perchè sarà importante nel post COVID-19)

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Il turismo solitamente non conosce crisi. Soltanto la pandemia da COVID-19 è riuscita a bloccare totalmente un'economia gigantesca che non conosce limite e confini territoriali. Nel 2016 ad esempio, i viaggiatori sono stati circa 1,25 miliardi in tutto il mondo, con una crescita del quasi 50% rispetto all'anno precedente. La crescita è rimasta costante negli anni successivi, sebbene con degli incrementi più ridotti (+7% nel 2017; +6% nel 2018) dovuti all'incertezza sulla Brexit e con i grandi cambiamenti che hanno coinvolto grandi compagnie aeree low cost. Tutte le regioni hanno registrato un incremento: secondo l'International Tourism Highlights, 2020 Edition del UNWTO, il MEdio Oriente è il contesto territoriale che ha segnato l'exploit più importante, +8%. In generale, l'Asia, il Pacifico e l'Europa sono cresciute del 4%. Lo stallo causato dal COVID-19 ha in qualche modo frizzato questa macchina, ma quello che in tanti si chiedono è: "Cosa succederà quando le persone torneranno a viaggiare?" Difficile a dirsi. In tanti hanno ragione di credere che le restrizioni imposte dalla pandemia genereranno un effetto "boom" in cui impazzerà la ricerca di hotel e case vacanze e tutte le mete saranno prese d'assalto da visitatori e vacanzieri a parziale compensazione dei confinamenti e lockdown. Un'altra linea di pensiero invece prevede comportamenti più cauti e una progressivo ma lento ritorno alle tendenze pre-pandemia. Il primo scenario è quello che allieta gli operatori del settore ma che preoccupa in parte le amministrazioni locali. Il turismo di massa negli ultimi anni ha causato inquinamento, erosione dei terreni e acidificazione dei terreni. L'UNESCO nel 2000 ha inserito Machu Picchu tra i siti a rischio. "È stato rilevato inoltre un aumento preoccupante della spazzatura e l’innalzamento dei livelli di inquinamento. A causare quest’ultimo sarebbe soprattutto il trasporto dei turisti effettuato tramite bus, corriere e auto, che producono anche vibrazioni pericolose per i muri di pietra della città" (fonte: Green.it). L'impatto del turismo che si appresta a ripartire potrebbe essere devastante. Per questo l'Onu già dal 2017 ha codificato l'Anno Internazionale del Turismo Sostenibile. Nella definizione dell'ECO-Toursim Society, turismo sostenibile significa "viaggiare in modo responsabile nelle aree naturali, proteggere l’ambiente e sostenere il benessere delle popolazioni locali". Su questo argomento sono nati dei termini "appendice" come "eco-turismo", che definisce la volontà di viaggiare per stare a contatto con la natura, sebbene non sempre tale modalità configuri un viaggio sostenibile e responsabile. Il turismo sostenibile si può definire sostenibile quando rispetta la legge delle 3E: economia, etica e ambiente. Non solo l'impatto economico ma anche rispetto verso i territorio, le culture e le popolazioni. Come si concretizza tutto ciò? Di seguito elenchiamo i principali aspetti che caratterizzano questo approccio: ricerca e scelta di cibo a km zero, che contribuiscono a ridurre i grammi di CO2 emessi contestualmente dal trasporto delle merci. selezionare edifici ad alto livello di efficienza energetica preferire gli spostamenti senza auto, bensì ricorrendo ai mezzi pubblici e della mobility sharing adottare la raccolta differenziata durante il proprio soggiorno per favorire l'economia circolare e risparmiare CO2 prediligere strutture ricettive dotate di fonti di energia rinnovabile (ad esempio hotel, alloggi che alimentano gli edifici con pannelli solari) fare un uso responsabile dell'acqua quale risorsa assolutamente preziosa del nostro pianeta Considerando questi parametri, un viaggio "sostenibile" può contribuire a risparmiare sino a 8 chilogrammi di anidride carbonica, l'equivalente di circa 300 alberi piantumati. Non male, vero? - Photo Traworld Official on Unsplash

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31 mar 2021

MILANO | Il futuro urbanistico dello Scalo di Porta Romana è delineato nel progetto “Parco Romana” del team OUTCOMIST

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Il futuro urbanistico dello Scalo di Porta Romana è delineato nel progetto "Parco Romana" del team OUTCOMIST, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati, con Gross. Max., Nigel Dunnett Studio, Arup, Portland Design, Systematica, Studio Zoppini, Aecom, Land, Artelia. E’ questo l’esito del concorso internazionale per lo sviluppo del Masterplan delo scalo predisposto secondo le linee guida del Comune di Milano e bandito dal Fondo di investimento immobiliare “Porta Romana” – promosso e gestito da COIMA SGR e sottoscritto da Covivio, Prada Holding e dal fondo COIMA ESG City Impact – in accordo con il Gruppo FS Italiane. Queste le motivazioni della Giuria: "Il progetto fa di un grande spazio verde il baricentro generatore dello sviluppo, invertendo i paradigmi urbanistici tradizionali. Attento a ricucire la città posta a nord e a sud, il progetto realizza un impianto urbanistico assai chiaro, per strategia, forma e funzioni e ipotizza il riuso di alcuni edifici, memoria della storia industriale del luogo. La linea verde, che connette l’est all’ovest, è uno stimolo ad ulteriori interventi di mitigazione della ferrovia". Scelto fra i sei team finalisti guidati da BIG - Bjarke Ingels Group; Cobe A/S; John McAslan + Partners; OUTCOMIST, Diller Scofidio + Renfro, PLP Architecture, Carlo Ratti Associati; Skidmore, Owings & Merrill (Europe) LLP – SOM; Studio Paola Viganò, il progetto vincitore è stato presentato oggi durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, l’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile di Regione Lombardia Claudia Maria Terzi, l’Amministratore Delegato di Fondazione Milano-Cortina 2026 Vincenzo Novari, l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Pierfrancesco Maran, l’Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani Umberto Lebruto, il CEO & Founder di COIMA Manfredi Catella, il CEO Italia di Covivio Alexei Dal Pastro, il Consigliere Delegato di Prada Holding Carlo Mazzi, il membro della Commissione giudicatrice Laura Montedoro, il Presidente della Commissione giudicatrice Gregg Jones e il team progettista vincitore del bando, coordinati dal Responsabile Unico del Concorso Leopoldo Freyrie. Il lavoro della giuria (Gregg Jones, Design Principal, Pelli Clarke Pelli Architects; Manfredi Catella; Simona Collarini, Direttore Area Pianificazione Urbanistica Generale Comune di Milano; Alexei Dal Pastro; Carlo Mazzi; Bruno Finzi, Presidente Ordine degli Ingegneri Provincia di Milano; Laura Montedoro, Professore associato Dipartimento di Architettura e Studi Urbani Politecnico di Milano. Responsabile Unico del Concorso Arch. Leopoldo Freyrie) si è svolto durante due sedute in data 29 e 30 marzo con ampia discussione data l’ottima qualità di tutti i progetti presentati. Il progetto Parco Romana propone un nuovo modello di integrazione tra natura e città. Da un lato il progetto rigenera uno scalo ferroviario, dall’altro lo sviluppo riunisce residenti, atleti e visitatori in una comunità con una sua specifica identità collegata, attraverso il network di trasporti pubblici, al territorio circostante. Residenze e spazi lavorativi vivono in simbiosi con il paesaggio naturale e le attività all'aperto; la pianificazione integrata del quartiere incentiva gli spostamenti pedonali, creando un‘area car free per la mobilità dolce. Il mix di spazi pubblici e di percorsi accessibili ospita servizi essenziali e commercio di prossimità come parti integranti e vive del progetto. Parco Romana è il cuore naturale del progetto, un prato naturale privo di barriere architettoniche che rende fruibile l’ex sito ferroviario all'interno del tessuto urbano circostante creando un nuovo bene pubblico ricco di biodiversità. Una connessione da est a ovest che ispira ulteriori interventi di mitigazione della ferrovia, inclusa una potenziale highline milanese sopra il fascio dei binari per ricreare permeabilità perseguendo l’ambizioso obiettivo di consentire ai residenti e ai visitatori di attraversare l'intera lunghezza dello Scalo, trasformando la caratteristica più ostruttiva dell'ex area industriale in un connettore tra spazi pubblici e privati. Gli isolati urbani tracciano i bordi delle strade circostanti; i loro perimetri alberati, i piani terra con servizi di vicinato per le comunità, si estendono nelle aree a nord e a sud del sito, creando un polo attrattivo anche per i quartieri adiacenti; al centro delle architetture residenziali, cortili che richiamano la tradizione milanese, creano aree semi-pubbliche all'interno delle quali socializzare, lavorare e rilassarsi. Il nuovo Distretto Lodi è caratterizzato da una piazza pubblica a più livelli che fa da ponte sui binari attivi per collegare al grande parco Piazza Lodi, la Stazione della Circle Line e gli edifici a uso ufficio previsti nel settore orientale dello Scalo. All’estremo opposto, nel quadrante sud ovest, il progetto è dedicato all’evento olimpico di Milano 2026. Gli spazi per il Villaggio Atleti sono quanto più possibile semplici e regolari, per consentire la massima funzionalità e la loro conversione in componente residenziale che ne raccolga la legacy al termine delle competizioni. La scelta di posizionare in questo quadrante il villaggio olimpico, condivisa da tutti i finalisti della competizione, è determinata dalla sua funzione temporanea e dalla destinazione residenziale futura che consentirà di mantenere un equilibrio generale del quartiere. Un sistema integrato collega il quartiere residenziale preesistente a nord con i distretti culturale, tecnologico e agricolo a sud. Parco Romana integra un approccio progettuale basato sulla programmazione temporale e una valutazione continua del ciclo di vita. Un’infrastruttura basata sui dati e su strumenti parametrici ottimizza la distribuzione dell'uso del suolo e delle risorse, disegnando anche nuove forme di coinvolgimento degli utenti e supportando la sostenibilità economica. Il Digital Twin del masterplan (un modello digitale dello sviluppo fisico) ottimizza fattori economici, sociali, culturali e ambientali durante tutto il ciclo di vita del progetto. L’impegno per la sostenibilità del masterplan definisce e misura gli obiettivi ambientali ed ecologici con indicatori di prestazione (KPI) che guidano il processo di progettazione e di costruzione. Oltre a soddisfare e integrare ogni requisito dell'Accordo di Programma per lo Scalo Porta Romana, gli obiettivi Ambiente ed Ecologia si allineano ai protocolli dell'Accordo di Parigi, del Green Deal europeo e del Piano nazionale di recupero e resilienza definito a livello di SDG delle Nazioni Unite. Lo sviluppo dello Scalo si concentra su: decarbonizzazione coerente con le condizioni climatiche locali; creazione di una comunità resiliente che promuova la salute e il benessere dei cittadini; approccio circolare che porti valore nel breve e lungo periodo; supporto della biodiversità, valorizzazione del capitale naturale, soluzioni di silvicoltura e agricoltura urbana. Il Masterplan designato oggi vincitore, come previsto dall’Accordo di Programma, è un documento orientativo e non vincolante. I progettisti avvieranno immediatamente l’elaborazione della versione finale che i promotori si sono impegnati, nei confronti delle istituzioni, a presentare entro maggio con un percorso a tappe serrate per il rispetto dei tempi limitati derivanti dalle scadenze per la realizzazione del Villaggio Olimpico. Al fine di integrare coerentemente il Masterplan, tra le componenti in fase di sviluppo parallelo e accelerato i promotori hanno avviato gli approfondimenti per la definizione del programma e dello schema progettuale del Villaggio Olimpico. Lo sviluppo del Masterplan terrà conto delle indicazioni ricevute dalla giuria, dai promotori, e delle osservazioni e istanze della città raccolte durante la fase di Consultazione Pubblica, che viene avviata oggi stesso, adempimento essenziale previsto dall’Accordo di Programma sugli Scali. Dalla giornata odierna, sul sito www.scaloportaromana.com sarà possibile prendere visione del Masterplan preliminare e del calendario degli appuntamenti del percorso partecipativo: tra i principali si citano lo Scalo di Porta Romana Day, un doppio incontro pubblico aperto alla città in programma martedì 6 aprile alle ore 18 e alle ore 21; il questionario sul Masterplan, online dal 7 aprile; due Commissioni consiliari nei Municipi 4 e 5; un indirizzo mail dedicato a cui inviare commenti e suggerimenti. Sebbene l’aggiudicazione dell’area si sia conclusa, a causa del COVID-19, circa 12 mesi dopo la data originariamente prevista, i promotori hanno rispettato i tempi sia per la pubblicazione sia per l’assegnazione del Bando per la redazione del Masterplan di rigenerazione dello Scalo di Porta Romana avviando l’elaborazione del progetto finale del Masterplan che sarà consegnato entro maggio e del progetto del Villaggio Olimpico che sarà consegnato entro ottobre. Le scadenze serrate del programma industriale di sviluppo della riqualificazione dello Scalo di Porta Romana richiederanno la collaborazione e l´impegno delle Istituzioni al fine di garantire un iter amministrativo efficiente in modo tale da poter rispettare gli stretti tempi imposti dalla pianificazione delle Olimpiadi invernali che prevedono la consegna del Villaggio a luglio 2025. A questo fine dovendo assicurare almeno 3 mesi di lavoro per i partecipanti, ferma restando la scadenza improrogabile della consegna del Villaggio Olimpico per luglio 2025, il concorso è stato pubblicato il 10 dicembre 2020, simultaneamente con la firma del contratto preliminare di acquisto dell’area. Il 18 gennaio è stata selezionata la prima rosa di 6 team finalisti (scelti fra 47 gruppi multidisciplinari per un totale di 329 studi provenienti da 14 Paesi), e oggi proclamiamo il vincitore. Il concorso si inserisce nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 di cui sono parte il Comune di Milano, la Regione Lombardia, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) per la riqualificazione dei sette scali ferroviari dismessi (Farini, Porta Romana, Porta Genova, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, San Cristoforo), che complessivamente coprono una superficie di 1 milione e 250 mila mq, di cui circa 200 mila rimarranno a uso ferroviario. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che interesserà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione del territorio in Italia e in Europa. Per lo Scalo di Porta Romana sono previste aree edificabili per 164.000 mq di SL, mentre il 50% della superficie dello Scalo sarà dedicato ad aree a verde e spazi pubblici. COIMA SGR, Covivio e Prada Holding si sono aggiudicate, tramite la partecipazione al bando di gara lanciato dal Gruppo FS Italiane a gennaio 2020, lo Scalo di Porta Romana (area che si estende per una superficie di circa 190.000 mq, oltre alla residua porzione di 26.000 mq delle Ferrovie) per 180 milioni di euro. Lo sviluppo prevede un grande parco, che si estenderà per circa 100.000 mq, attorno al quale sorgeranno residenze, uffici, social housing, student housing e servizi, interconnessi a tutta l’area metropolitana tramite le stazioni della ferrovia e della metropolitana. All’interno dello Scalo verrà realizzato il Villaggio Olimpico dei Giochi Invernali 2026 che al termine delle competizioni sarà trasformato in student housing con circa 1.000 posti letto da parte di COIMA, che svilupperà anche la componente residenziale libera e agevolata; Covivio svilupperà funzioni a uso ufficio e servizi; Prada Holding, interessata soprattutto alla qualità del parco, realizzerà un edificio a uso laboratorio e uffici per estendere le sue attività già presenti nell’area. Giuseppe Sala, Sindaco di Milano "Con la presentazione del masterplan di Porta Romana, il percorso di rigenerazione degli ex scali ferroviari compie un nuovo importante passo avanti. La realizzazione del progetto vincitore offrirà nuove opportunità all'intero quartiere e alla città, a cominciare da più verde e servizi. Nel 2026, in occasione dei Giochi olimpici invernali Milano-Cortina, quest'area ospiterà atleti provenienti da tutto il mondo e, a fine manifestazione, il villaggio olimpico lascerà spazio a residenze universitarie. La rinascita dei vecchi scali ferroviari sarà una risposta concreta alle esigenze della città, alle istanze di equità sociale e di impegno ambientale che i milanesi chiedono. Ringrazio quindi Coima, Covivio, Prada Holding, FS Sistemi Urbani e le istituzioni che hanno deciso di credere con noi in questa sfida e che con il loro contribuito renderanno più accogliente non solo il quartiere di Porta Romana, ma l'intera Milano." Claudia Maria Terzi, Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità Sostenibile, Regione Lombardia “L’annuncio del vincitore del concorso per lo Scalo di Porta Romana è un passo nella direzione giusta: ridisegnare gli spazi urbani e farlo secondo criteri di sostenibilità è fondamentale. Parliamo di una prospettiva che traguarda le Olimpiadi: vale per il recupero degli scali ferroviari come per tutte le opere da realizzare per i Giochi 2026, dato che i benefici rimarranno nel tempo. Lo sforzo congiunto delle istituzioni in ottica Olimpiadi è anche l’occasione, in Lombardia ma non solo, per agevolare l’uscita dalla crisi economica innescata dalla pandemia. Regione ha messo in campo risorse ingenti che si aggiungono a quelle statali: sono stati infatti allocati attraverso il Piano Lombardia 574,8 milioni di euro tra l’acquisto di treni nuovi e gli investimenti su infrastrutture viarie e ferroviarie. Andiamo avanti, il 2026 è più vicino di quanto si immagini”. Vincenzo Novari - CEO, Fondazione Milano-Cortina 2026 “Il percorso che comincia oggi e porterà alla trasformazione del Villaggio Olimpico per Milano Cortina 2026 in residenza universitaria incarna alla perfezione uno dei capisaldi che abbiamo messo alla base della nostra visione dei Giochi: il circolo virtuoso tra sostenibilità a 360 gradi e lascito di una infrastruttura per le generazioni future. Milano vuole e deve rialzare la testa dopo la pandemia e lo fa anche così, mettendo a frutto i Giochi Invernali per offrire un’opportunità in più alla realizzazione del diritto allo studio dei nostri giovani”. Pierfrancesco Maran, Assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura, Comune di Milano "Come previsto dall'Accordo di Programma e come avvenuto per Farini, anche per Porta Romana abbiamo selezionato il masterpan attraverso un concorso internazionale. Una scelta che ha consentito di attingere tra alcuni dei migliori studi di progettazione a livello mondiale per configurare uno dei nuovi quartieri, tra i più strategici e simbolici, della Milano che verrà. Oggi finalmente abbiamo un'anteprima di come sarà il parco, che sarà più ampio di quanto previsto dall'Accordo, il villaggio olimpico, il sistema degli spazi pubblici, le connessioni pedonali che avvicineranno il Corvetto a Porta Romana e quelle che consentiranno di superare i binari della ferrovia. Adesso parte la consultazione pubblica e nelle prossime settimane cittadini ed associazioni potranno inviare le loro considerazioni per migliorare ed integrare la proposta vincitrice". Umberto Lebruto, Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani “ll Masterplan selezionato dal concorso internazionale conferma la visione di città del futuro lanciata dalle Istituzioni e voluta dai cittadini. Il progetto vincitore ha saputo cogliere la necessità di riempire il vuoto urbano dell’ex scalo di Porta Romana offrendo nuove funzioni e servizi pubblici che andranno a soddisfare le esigenze dei cittadini, con specifica attenzione all’aspetto del verde pubblico. L’elemento fondante di questa ricucitura urbana è rappresentato dal miglioramento della mobilità e dell’accessibilità, da intendersi non solo relativamente alla ferrovia, ma anche ad altre modalità di trasporto, tutte rivolte alla sostenibilità ambientale”. Manfredi Catella, Founder & CEO di COIMA SGR “Dopo la crisi pandemica, Scalo Porta Romana rappresenta un progetto industriale anche simbolico di ripartenza italiana che riavvia cantieri di ricostruzione che attiveranno occupazione e innovazione su tutta la filiera produttiva. L’aspirazione come promotori, insieme al nostro partner finanziario Intesa San Paolo, è quella di trasformare lo scalo ferroviario in un quartiere straordinario che interpreti e anticipi l’evoluzione futura delle città con radici profonde nella sostenibilità e nell’innovazione, generando bellezza e inclusività e diventando un modello di rigenerazione urbana coerente con le linee guida di Next Generation EU e del Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza che il governo Draghi si appresta a presentare in sede europea. Come impegno concreto nello sviluppare un approccio rigoroso di outcome investing con impatto ESG nello sviluppo urbano, COIMA SGR in ottemperanza al Regolamento UE Sustainable Finance Disclosure Regulation, il 10 marzo ha adottato l’approccio “comply” e qualificato il fondo COIMA ESG City Impact, che investe sullo Scalo di Porta Romana per lo sviluppo della componente residenziale e del Villaggio Olimpico, come primo fondo italiano di investimento chiuso che promuove caratteristiche ambientali e/o sociali ai sensi dell’Art.8 del Reg. EU 2019/2088”. Alexei Dal Pastro, Amministratore Delegato Italia di Covivio “Covivio metterà il proprio know-how e la propria esperienza internazionale al servizio di questo importante progetto che, sono certo, contribuirà in modo significativo allo sviluppo della città di Milano, dando vita a un nuovo distretto metropolitano caratterizzato da un’offerta unica di funzioni tra loro complementari e in grado di stabilire nuove forme di connessioni, innovazione e sostenibilità ambientale. Crediamo fortemente in questa iniziativa e nella sua capacità di valorizzare la vivibilità e l’inclusione dell’intero quartiere, che risulterà sempre più amalgamato con il contesto circostante e perfettamente integrato con i nostri importanti sviluppi nell’area Symbiosis e Vitae. Il nostro focus sarà sulla realizzazione di uffici di nuova generazione flessibili, confortevoli, progettati in ottica di design thinking con i nostri stakeholder e pensati per favorire benessere, creatività e socialità”. Carlo Mazzi, Consigliere Delegato di Prada Holding S.P.A. “La aspirazione di Prada Holding per lo Scalo Porta Romana è sempre stata, da quando fu deciso di recuperare la antica distilleria per promuovere nuove iniziative in un’area della città bella ma abbandonata, quella di preservare i valori del passato. La creatività è la missione del Gruppo, ma tutti sappiamo che non c’è innovazione senza tradizione. Il progetto che anche noi abbiamo scelto è quello che meglio riesce a valorizzare il verde dei nostri paesaggi, che abbatte la barriera fra nord e sud della città ed al contempo mantiene il ricordo della strada ferrata, integrandola con i nuovi edifici che le sorgeranno a fianco e mantenendo la sensazione di uno spazio libero oggi trasformato in parco intorno al quale si può passeggiare senza che nessuno possa occuparlo in modo esclusivo”.

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15 mar 2021

BOLOGNA | La Città metropolitana candida 5 progetti definitivi di riforestazione urbana

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Sono state inviate al Ministero della Transizione Ecologica le candidature dei cinque progetti definitivi dei comuni di Bologna, Granarolo dell'Emilia, Medicina, Minerbio e San Lazzaro di Savena che la Città metropolitana ha selezionato per un finanziamento nell'ambito del programma sperimentale di riforestazione. Il Ministero ha infatti previsto l’avvio di un programma sperimentale di messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura e per la creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane per una spesa complessiva di 15 milioni sia per il 2020 che per il 2021. L’idea è quella di creare dei veri e propri boschi che, una volta che le piante saranno giunte a maturità, daranno una copertura arborea pressoché totale. Questi i 5 progetti candidati per un totale di circa 2,5 milioni di euro Bologna “Forestazione dei parchi pubblici ex Cava Bruschetti e via Bragaglia” La proposta riguarda due aree ai margini dell’autostrada A14, nel quartiere Borgo Panigale – Reno, in un tratto che non sarà interessato dai lavori di ampliamento relativi al cosiddetto “Passante di mezzo” e alle opere di mitigazione previste. Le aree individuate sono il Parco dell’ex cava Bruschetti a est e il Parco di via Bragaglia a ovest, due aree contigue, a servizio dei residenti della zona più occidentale della città, entrambe già destinate a verde pubblico, ma che hanno a disposizione ancora alcuni ettari di terreno da coprire con nuova fitomassa arborea. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 4,7 ha (di cui 3,5 ha nel parco dell’ex Cava Bruschetti e circa 1,2 ha nel parco di via Bragaglia) con la messa a dimora di 600 nuovi alberi (di cui di 400 nel parco dell’ex cava Bruschetti e 200 nel parco di via Bragaglia) per un costo complessivo di 499.968,93 euro. Granarolo dell'Emilia “Forestazione Urbana e Periurbana – Granarolo dell’Emilia – Bosco del Frullo” L’area, identificabile come Bosco del Frullo, si trova a nord-est del Comune capoluogo, tra i limiti dell’edificato urbano della frazione di Quarto Inferiore, attigue aree agricole residuali e importanti realtà impiantistiche, tra cui il termovalorizzatore. Il progetto, che si inserisce in un ambito particolarmente ricco di potenziali emergenze ecosistemiche, tra cui numerosi maceri, di cui uno ricompreso nell’area di intervento e un secondo inserito in una attigua area agricola, e il canale Zenetta, intende valorizzare questi elementi, non solo per la loro valenza ambientale, ma anche perchè rappresentano una chiara testimonianza della relazione tra il territorio, la storica gestione delle acque e le attività agricole tradizionali. Questo nuovo “polmone” verde offre inoltre la possibilità di sviluppare e arricchire forme di socializzazione, aggregazione, incontro, conoscenza ed esperienza, migliora la fruibilità dell’area, garantisce una relazione funzionale con le attività didattiche legate alla presenza delle strutture scolastiche. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 4,3 ettari con la messa a dimora di 6.425 piantine forestali di 2 anni (postime), 37 alberi di età superiore a 2 anni e 30 arbusti per un costo complessivo di 499.013,71 euro. Medicina “Infrastruttura verde lungo il percorso ciclabile “La Veneta”. Tratto Ganzanigo – Villafontana” L’intervento, che si colloca tra la frazione di Ganzanigo, ad est, la città di Medicina, in posizione pressoché baricentrica, e la frazione di Villa Fontana a nord-ovest di quest’ultima, intende generare inedite ed efficaci relazioni tra gli spazi attraversati e, al contempo, rafforzare il dialogo tra abitanti e luoghi, creando un elemento di continuità sia percettiva che funzionale. Tale continuità è prevalentemente legata alla coincidenza con un percorso ciclabile, in parte già esistente e in parte di prossima realizzazione, lungo il tracciato della linea ferroviaria, oggi dismessa, che collegava Budrio con Massalombarda, via Medicina. Tale ciclabile si collega all’articolato sistema di percorsi ciclabili comunali, che, senza soluzione di continuità, si estende anche ai comuni e alle province limitrofe. L’intervento prevede anche la parziale de-impermeabilizzazione di un parcheggio localizzato nel comune di Medicina lungo il percorso, con piantumazione di nuovi alberi con funzione di parziale mascheramento delle auto in sosta e mitigazione dell’impatto della rete stradale. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 4,9 ettari per una messa a dimora di 288 alberi e 681 grandi arbusti e un costo complessivo di 496.257,46 euro. Minerbio “Forestazione urbana della zona industriale e area limitrofa in località Ca’ de Fabbri Comune di Minerbio” L’intervento si inserisce nell’area industriale-artigianale di Minerbio che si trova in posizione baricentrica tra l’abitato del comune, posto a nord-est, e la frazione di Cà De Fabbri, poco ad ovest. Oltre a rispondere alle finalità principali della Strategia nazionale del verde urbano, l’intervento intende migliorare la fruibilità generale dell’ambito, garantirne la relazione funzionale con le attività produttive e con quelle ad esse accessorie, migliorare il dialogo tra insediamento industriale-artigianale e contesto territoriale a vocazione agricola attraverso la realizzazione di elementi di interesse e, infine, mitigare la presenza, anche visiva, dei diversi manufatti qui collocati. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 5,3 ettari distribuiti su 4 lotti strutturalmente e funzionalmente integrati in un progetto unitario con la messa a dimora di 4.524 piantine forestali (postime - alberi e grandi arbusti) di 2 anni di età per un costo complessivo di 497.962,62 euro. San Lazzaro di Savena “Bosco della rinascita. Progetto di forestazione urbana di via Tomba Forella” L’area situata in via Tomba Forella, classificata prevalentemente come ambito agricolo di rilievo paesaggistico, si trova in prossimità della via Emilia nel territorio del comune di San Lazzaro al confine con il comune di Ozzano dell’Emilia, a 300 m di distanza dal centro abitato di quest’ultimo. Per incrementare la valenza ambientale dell'area, il progetto prevede di realizzare una formazione boschiva, costituita da latifoglie arboree e arbustive autoctone, in maniera da ottenere una formazione pluristratificata capace di assolvere al meglio a diverse funzioni di carattere ambientale. Dal punto di vista della valenza sociale, la presenza di un campo nomadi (Sinti) all’interno dell’area conferisce al progetto un carattere inclusivo molto rilevante e innovativo. Infatti l’intervento di riqualificazione della parte centrale a disposizione del campo nomadi tende a rompere l’isolamento a cui attualmente si sentono relegati, ne migliora la fruizione, permette lo svolgimento di alcune attività didattiche all’aperto per i bambini, permette di sostituire recinzioni con dossi e fossati che migliorano l’acustica interna e la qualità degli spazi attrezzati; inoltre rappresenta un’occasione di confronto e dialogo con la comunità residente che sarà coinvolta con un apposito Laboratorio di progettazione partecipata. Il progetto prevede anche la completa depavimentazione di una parte dell’area con rimozione di rifiuti e veicoli abbandonati; quindi la demolizione di oltre 3200 mq di superfici pavimentate e la realizzazione di un percorso ciclopedonale in calcestre. La superficie complessiva oggetto di intervento è di 3,3 ettari per una messa a dimora di 750 alberi e 11.200 arbusti e un costo complessivo di 500.000 euro.

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08 mar 2021

ROMA | Riqualificazione via del Tritone e via dei Due Macelli: al via prima fase lavori su sede stradale e marciapiedi

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Prende il via il progetto di riqualificazione delle strade del Centro storico via del Tritone e via dei Due Macelli finanziato dalla Rinascente e coordinato dal Dipartimento Lavori Pubblici. È stato avviato il cantiere in via del Tritone sulla corsia preferenziale riservata ai mezzi pubblici e nei prossimi giorni inizieranno le operazioni in via dei Due Macelli, nel tratto tra via del Tritone e via di Capo le Case. Gli interventi consentiranno la riorganizzazione dell’area destinata al transito delle auto e dei mezzi pubblici, un ampliamento della superficie dei marciapiedi e la riqualificazione della pavimentazione in sanpietrini che sarà conservata. Il progetto complessivo, integrato anche da una ridefinizione della viabilità secondo uno studio del Dipartimento Mobilità e Trasporti, prevede il rifacimento e la riqualificazione delle carreggiate e dei marciapiedi con l’ampliamento degli spazi pedonali lungo i fronti commerciali. Prevista, poi, la riorganizzazione dell’intersezione di Largo Tritone con predisposizione alla svolta a sinistra dei mezzi pubblici provenienti da Piazza Barberini, l’adeguamento degli impianti dei pubblici servizi, la riqualificazione del sistema di raccolta delle acque piovane, della segnaletica stradale con nuovi attraversamenti pedonali comprensivi di scivoli per persone con disabilità e percorsi Loges per non vedenti e ipovedenti. “Poco più di un anno fa abbiamo firmato un importante accordo con Rinascente che ci consente di riqualificare due strade molto importanti del Centro Storico. Come Amministrazione siamo da sempre attenti alle possibilità di partnership con investitori privati che abbiano l’obiettivo di valorizzare ancora di più la nostra città e i lavori di riqualificazione di via del Tritone e via dei Due Macelli ne sono un’ulteriore testimonianza”, spiega la Sindaca Virginia Raggi. “Fonderci con il tessuto cittadino è per noi indispensabile. Il nostro impegno per la riqualificazione del territorio urbano della Capitale è iniziato oltre 15 anni fa, quando abbiamo avviati i lavori dello straordinario Store di via del Tritone, e non si esaurisce. Con questa operazione su via del Tritone e via dei Due Macelli vogliamo continuare a fornire risposte concrete a esigenze che cambiano, si migliorano, si evolvono. Significa avere rispetto e valorizzare la città. Serve tenacia, energia e attenzione per diventare attori determinanti di questo cambiamento, noi, ci proviamo ogni giorno”, sottolinea l’Amministratore Delegato di Rinascente Pierluigi Cocchini.

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