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21 nov 2019

BARI | Parte la sperimentazione di micromobilità elettrica

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Parte anche a Bari la sperimentazione di micromobilità elettrica. Già definita la mappa che regolamenta le aree dove, tra qualche settimana, potranno circolare liberamente monopattini elettrici, segway e monowheel. Si tratta di aree già pedonali, piste ciclabili e zone 30 dove le automobili devono circolare con una velocità inferiore ai 30 km orari. Una perimetrazione molto importante anche per i ciclisti. A breve partirà l'installazione dei cartelli stradali che segnaleranno le strade e i percorsi indicati dando il via alla sperimentazione a cui il Comune di Bari ha aderito. "Abbiamo scelto di collegare i parcheggi di scambio dove si può lasciare l'auto e muoversi in città con i mezzi elettrici, gli uffici pubblici e i quartieri che si prestano maggiormente all'utilizzo di questa tipologia di mezzi. Avere una così estesa zona 30 nel centro cittadino inoltre disincentiva l'attraversamento in auto e favorisce quella cosiddetta mobilità dolce, pedoni e ciclisti, che potranno circolare in maniera più libera. L'obiettivo di questa iniziativa è permettere ai nuovi mezzi elettrici che già vediamo circolare in città, di poterlo fare in sicurezza e nel rispetto delle regole e di tutti gli altri utenti della strada, pedoni, ciclisti e automobilisti. Va bene il rispetto per l'ambiente ma se ci aggiungiamo anche un po' di buon senso e il rispetto del codice della strada è ancora meglio".ha affermato il sindaco Antonio Decaro.

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17 nov 2019

AEROPORTO FIUMICINO | Parte il riconoscimento facciale che permetterà di viaggiare senza documenti

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Entro la fine del mese verrà introdotto nell'aeroporto di Fiumicino, il riconoscimento facciale che permetterà di viaggiare senza carta d'imbarco e documenti e permetterà inoltre di portare con se i liquidi nel bagaglio a mano. Il passeggero verrà riconosciuto nelle macchine fai da te attraverso un riconoscimento biometrico che memorizzerà i dati del volto. Si partirà in forma sperimentale, per ora per il volo KLM per Amsterdam,  ma l'obiettivo è di estenderlo a tutti i voli. L’altra novità partirà tra febbraio e marzo con i nuovi impianti di controllo dei bagagli a mano, in grado di rintracciare anche piccolissime quantità di esplosivo. Risolto anche il problema privacy, tutti i dati saranno cancellati dopo un'ora. A  Linate il riconoscimento biometrico arriverà  prima dell’estate 2020 e a Malpensa prima della fine dell’anno 2020. Il primo aeroporto ad utilizzare questa tecnologia è stato l’aeroporto di Singapore. Nel terminal 4 esiste addirittura un percorso completamente automatizzato per effettuare il check-in, bag drop, controllo passaporto e imbarco, senza interazioni con altre persone. Ti potrebbe interessare: Domani riapre Linate, l’aeroporto più tecnologico d’Italia

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16 nov 2019

GENOVA | Inaugurato nella rimessa Amt Mangini il primo polo elettrico

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L'assessore comunale ai Trasporti e Ambiente Matteo Campora, insieme al coordinatore della Mobilità Urbana Sostenibile per il Comune di Genova Enrico Musso e all'amministratore unico di Amt Marco Beltrami hanno inaugurato il primo polo elettrico del trasporto pubblico genovese alla rimessa Mangini: un altro importante traguardo per il trasporto green del capoluogo ligure. Il progetto elettrico di AMT si realizza in due distinti ambiti strettamente correlati: una flotta di mezzi elettrici di ultima generazione e l’infrastruttura di ricarica che ne garantisce l’alimentazione per il servizio. Questi due assi portanti hanno trovato “casa” nella rimessa di via Ruspoli che ospita la prima flotta di 10 ebus elettrici e il complesso impianto per la ricarica dei mezzi che  prevede il sistema di ricarica notturna in rimessa. Proprio l’impianto di ricarica, oggetto dell’inaugurazione di oggi, è la parte più complessa e caratteristica del progetto elettrico di Amt essendo un complesso sistema di ingegneria elettrica che richiede capacità di gestire in sicurezza elevate potenze elettriche attraverso soluzioni smart. La diversa necessità di fabbisogno di energia elettrica, non più utilizzata solo per il funzionamento della rimessa, ha implicato un incremento di potenza disponibile della fornitura in media tensione da 150 kW esistenti agli attuali 2 MW, con predisposizione per raggiungere i 3 MW.  Il sistema di ricarica è stato dimensionato, sia livello di cabina di trasformazione che di quadro generale di alimentazione, per soddisfare anche le future esigenze di ricarica arrivando ad un totale di 60 ebus per l’intera rimessa. Per dare un’idea dell’energia necessaria per il funzionamento del sistema progettato, per la ricarica dei primi 10 ebus full electric è necessaria la fornitura di 0.5MW di energia elettrica. Semplificando: 0.5MW alimentano 10 ebus e corrispondono all’energia necessaria ad alimentare 167 appartamenti oppure 8 condomini da 20 appartamenti. La rimessa è già pienamente funzionante e ospita la prima flotta di nuovi bus elettrici, modello Alè EL E80, da 7,8 metri, full electric, con batterie a bordo per un totale di 180 kWh, della Rampini. Con questi ebus vengono già servite in modalità elettrica le linee 516, che collega Nervi a Sant’Ilario, e 518 interna all’ospedale San Martino. Da lunedì scorso anche sulla linea 517, a servizio delle alture di Nervi, hanno cominciato a circolare i primi bus elettrici. Il progetto elettrico di Amt è però più ampio e prevede nel corso del 2020 l’incremento dimensionale della flotta e la realizzazione di un secondo polo elettrico nella rimessa di Cornigliano, da cui uscirà la seconda flotta elettrica di AMT a servizio di alcune linee collinari del ponente. La prima flotta elettrica e l’infrastrutturazione della rimessa Mangini sono stati possibili grazie al finanziamento di 5 milioni di euro del “Patto per la città di Genova”, integrati da una quota di autofinanziamento aziendale. Sono già oggetto di gara i bandi relativi all’acquisto di altri 24 ebus elettrici, 10 da 7,8 metri e 14 da 10,5 metri e l’infrastrutturazione della rimessa di Cornigliano. «Il futuro della mobilità, anche quella pubblica, è elettrico: il nostro fine è quello di migliorare la qualità dell'aria, avere veicoli con zero emissioni di CO2 e mezzi il più silenziosi possibili - dichiara Matteo Campora, assessore Ambiente, Mobilità ed Energia - Per il comune di Genova il primo polo elettrico AMT è un ulteriore passo in avanti per il raggiungimento degli obiettivi del nostro Piano di Sostenibilità, che ha lo scopo di diffondere nei nostri quartieri e tra i genovesi una cultura ambientale consapevole. In questo modo saremo, sempre di più, protagonisti e utilizzatori di questo aspetto dell'economia circolare, che è basata su reti e servizi smart». «È un altro tassello della strategia elettrica per il trasporto pubblico, particolarmente significativo perché dà il suo contributo con la rimessa più centrale della città, in un’area pregiata a pochi passi dal mare - dichiara Enrico Musso, direttore del CIELI e coordinatore della Mobilità Urbana Sostenibile per il comune di Genova - Le graduali limitazioni alla mobilità privata inquinante si accompagnano a investimenti pubblici definitivamente orientati all’ambiente». «L'autobus elettrico è un cambiamento forte, quasi epocale per il trasporto pubblico. È una nuova tecnologia, ancora in trasformazione ma con prospettive eccellenti in termini manutentivi, ambientali e qualitativi. Come AMT, in sintonia con l'Amministrazione, abbiamo deciso di accettare la sfida e avviare un robusto e ambizioso progetto sull'elettrico. È una sfida complessa che ci ha obbligato a affrontare temi nuovi e impegnativi e per questo ringrazio tutta la squadra AMT coinvolta. La rimessa Mangini è il nostro primo "polo elettrico" di nuova concezione e ci consentirà di gestire una parte importante della nostra transizione verso l'elettrico», dichiara Marco Beltrami amministratore unico di AMT.

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13 nov 2019

MERANO | Parte la sperimentazione del bus a guida autonoma senza autista

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La città di Merano sarà la prima città in Italia a sperimentare, dal 25 novembre all'1 dicembre, un minibus a guida autonoma, senza autista ed elettrico capace di 'leggere' il percorso in massima sicurezza. Per un'intera settimana, dalle 9 alle 17, i cittadini interessati avranno come punto di ritrovo lo stand informativo in via Giardini. Là dove partiranno, a ciclo continuo, le corse dello shuttle che percorrerà, in poco meno di 10 minuti, un anello urbano chiuso al traffico, lambendo il centro storico. Merano sarà così al centro della sperimentazione italiana sulla guida autonoma grazie al progetto Mentor, finanziato con 1,5 milioni di euro dal programma di cooperazione europea Interreg V/A Italia-Svizzera. Un progetto europeo che vede come capofila i Comuni di Merano e Brig-Lis (in Svizzera) e come partner tecnologici NOI Techpark, il polo dell’innovazione dell’Alto Adige, Sasa e PostAuto, due aziende che da sempre mettono insieme servizi di mobilità e nuove tecnologie. A fornire lo shuttle è Navya, azienda francese fra i leader mondiali per quanto riguarda la guida autonoma. Il piccolo bus arriverà in città venerdì 22 novembre. Da allora, per un paio di giorni, saranno previste delle prove guidate del percorso. Lo shuttle, infatti, combina un sistema di moderna sensoristica, collegato ad un segnale Gps, alla memorizzazione del percorso. A ogni corsa il bus trasporterà fino a un massimo di 12 passeggeri, più due tecnici: uno per eventuali interventi, in caso di bisogno, l'altro per spiegare ai passeggeri le funzionalità del mezzo. MENTOR è un progetto della durata di tre anni che punta a ripensare la mobilità delle regioni alpine di Alto Adige e Svizzera. Comune di Merano e Sasa, infatti, sono in costante contatto con i partner di progetto a Sion, la cittadina svizzera dove si sta svolgendo una delle più importanti sperimentazioni al mondo di questi mezzi. Mentor, in particolare, adotterà un sistema ad hoc, funzionale per territori dove non ci sono metropoli ma tante città di dimensioni ridotte da collegare fra loro. Sono tre gli assi sui quali si muove il progetto: costruire e implementare un servizio di bike sharing, creare la cultura (e una piattaforma) per il car pooling e ripensare il concetto del trasporto pubblico in chiave on demand, raccogliendo le richieste degli utenti e creando per loro un servizio tailor made.

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12 nov 2019

ROMA | Presentato al MIT proposta di finanziamento per la redazione del PUMS e del Piano Strategico Metropolitano

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Dopo aver coinvolto i Comuni del territorio quali interlocutori privilegiati, per la costruzione condivisa del PUMS, la Sindaca metropolitana Virginia Raggi, ha approvato le “Linee di Indirizzo per la redazione del Piano Urbano della Mobilità sostenibile (PUMS)” che si compongono di un primo quadro conoscitivo e una gerarchia condivisa di 25 obiettivi prioritari e di 10 strategie operative che il PUMS della Città metropolitana di Roma Capitale dovrà perseguire per promuovere uno sviluppo maggiormente sostenibile del proprio sistema dei trasporti. “Dopo il PUMS di Roma Capitale, la sfida del cambiamento va avanti a ritmo serrato anche per l’area metropolitana, ricomprendendo le tante specificità locali in un sistema integrato di servizi, co-progettando insieme ai Comuni una trasformazione necessaria e non più rinviabile. Il PUMS rappresenta – dichiara Virginia Raggi –  uno degli strumenti più efficaci di pianificazione strategica di medio e lungo periodo a disposizione delle Città metropolitane per definire un sistema di sviluppo, utile a contribuire alla transizione delle proprie comunità verso modelli di mobilità più efficienti ed efficaci nel limitare le emissioni di gas serra, migliorare la qualità della vita dei propri cittadini”. Dopo l’approvazione del decreto, la Città metropolitana di Roma Capitale, attraverso il Dipartimento VI “Pianificazione territoriale generale”, ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la proposta di finanziamento per la redazione del PUMS, del Piano Strategico Metropolitano e per alcuni studi di fattibilità sui temi progettuali strategici individuati nelle linee di indirizzo per un importo complessivo di 2.556.000 euro.

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11 nov 2019

L’architettura della nuova mobilità, evento organizzato da Legambiente in collaborazione col Gruppo FS Italiane

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Milano, Helsinki (Finlandia), Delft (Paesi Bassi), Firenze, ma anche Napoli e Potenza, solo per citarne alcune, ma cosa hanno in comune queste città così diverse tra di loro per storia e geografia? Il fatto di ripensare e ridisegnare le proprie città partendo dagli spazi pubblici legati alla mobilità. Una sfida sempre più importante per rendere i centri urbani non solo aree più sostenibili e smart, ma anche luoghi più accoglienti, vivibili, più sicuri e belli e per Legambiente ciò rappresenta uno step importante anche per fronteggiare i cambiamenti climatici che proprio sulle aree urbane hanno forti impatti. In questa partita legata alla sostenibilità e al ripensare le città, l’architettura può dare un importante contributo accompagnando questi processi in forme originali e articolate, attraverso progetti che trasformano in primis le stazioni superando il concetto di semplici luoghi di transito, ma anche quartieri, strade, piazze e che contribuiscono a un cambio diffuso degli stili di vita e di spostamento delle persone. A dimostrarlo sono già diverse città sparse per il mondo che hanno raccolto questa sfida che unisce ambiente, mobilità e architettura: da Milano dove si stanno, ad esempio, ripensando interi quartieri intorno a nodi strategici della mobilità urbana scelti attraverso concorsi  e dove la mobilità è sempre più sharing e sostenibile a Delft, città dei Paesi Bassi, dove nel 2015 è stata inaugurata la nuova stazione ferroviaria firmata Mecanoo Architecten che unisce passato, presente e futuro regalando ai viaggiatori un “piccolo viaggio nella storia”. Tra le sue peculiarità c’è il soffitto della stazione composto da una fitta sequenza di strisce ondulate su cui è riportata un’enorme mappa antica della città, risalente al 1877, nei colori del bianco e del celebre ‘azzurro di Delft’. Per passare in Filandia, a Helsinki, dove il quartiere Pasila è pronto ad assumere un nuovo importante ruolo nella nuova dimensione territoriale della città. Il progetto presentato nel 2009 da Cino Zucchi Architetti è un piano dettagliato dell’area, della stazione ferroviaria di Pasila (che si trova a pochi chilometri dal centro della città, in un punto accessibile sia al trasporto ferroviario che a quello stradale) che mette al centro della progettazione il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale e che può essere considerato come il più importante per la trasformazione della capitale finlandese. Dall’Italia arriva l’esperienza di Firenze dove il sistema dei tram, in particolare quello tramvia (Linea T1 e T2), sta cambiando il modo di vivere la città, con un successo crescente di passeggeri e attraverso spazi sottratti alle auto. Lo descrivono anche stazioni e piazze che si riempiono di persone, perché accoglienti, belle e quindi sicure come Napoli con il successo internazionale della sua metropolitana per la capacità di coinvolgere artisti e architetti nei progetti di inserimento urbano, e con la stazione di Toledo premiata come la più bella d’Europa. Come in Trentino, dove la rete di piste ciclabili realizzata in questi anni sta diventando uno straordinario volano per il turismo, che ha permesso di rilanciare l’accessibilità. E poi ci sono le tante stazioni e spazi urbani dove, grazie a nuovi progetti di stazioni scelti attraverso concorsi internazionali e interventi di street art, si sta realizzando una rigenerazione diffusa di edifici e quartieri. Tra le nuove stazioni quella di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid. Storie internazionali ed europee che Legambiente ha raccontato oggi da Milano nel corso del convegno internazionale “L’architettura della nuova mobilità” organizzato insieme a Ferrovie dello Stato Italiane, main sponsor dell’evento, e che ha visto confrontarsi esperti del settore, del mondo politico e istituzionale, architetti e progettisti. Tra le persone che, oltre al Presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani, a Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) e a Roberto Morassut Sottosegretario Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono intervenute nella prima sessione coordinata da Leopoldo Freyrie Presidente Fondazione Riuso: anche Carlo Ratti MIT, Director Senseable city lab, Fedele Canosa Mecanoo architecten, Cino Zucchi Architetto Politecnico di Milano. Nella seconda sessione della giornata, coordinata da Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente, sono intervenuti: Nicola Russi OMA Laboratorio permanente, Sara Venturoni Direttore Stazioni di RFI, Stefano Giorgetti Assessore mobilità Comune di Firenze, Roberta De Risi e Alessia De Michele, architetti, autrici della guida Napoli metro per metro. Sergio Deromedis della Provincia di Trento, Paola Bafile Nuova Acropoli CosiMIpiace.it la Street art, Marco Caffi Direttore GBC Italia e Marco De Biasi ScamBioLoGiCo. Legambiente ricorda che oggi le città stanno vedendo cambiamenti enormi e sempre più ne vedranno in un Pianeta impegnato per fermare i cambiamenti climatici. Per questo le aree urbane devono diventare le protagoniste di un cambiamento che le veda sempre più protagoniste trasformandosi in veri e propri laboratori innovativi mettendo al centro l’architettura, la rigenerazione urbana, la mobilità sostenibile creando un nuovo sistema di spazi pubblici ma anche reti ciclabili in grado di garantire una quota crescente di spostamenti pedonali e in bici fortemente integrati con il trasporto pubblico e con le diverse forme della sharing mobility. L’architettura della nuova mobilità, la rigenerazione urbana, gli ecoquartieri, la riqualificazione energetica degli edifici, soni gli ingredienti indispensabili per avviare una trasformazione sostenibile delle città. Città e stili di mobilità – In molte capitali europee l’automobile non è il mezzo preferito per andare al lavoro. In 17 delle 31 città riportate nella tabella ricavata dai dati Eurostat pubblicata su Ecosistema Urbano 2019  (PAG.67), ad esempio, meno della metà degli abitanti si serve della macchina come veicolo principale degli spostamenti quotidiani casa-lavoro. Si guida pochissimo a Copenaghen, Parigi, Budapest, Amsterdam, Vienna, Helsinki, Stoccolma e Oslo. Quasi ovunque è molto diffuso l’uso del trasporto pubblico: è la modalità prescelta da 16 città su 31 e si muove così oltre la metà dei residenti a Berlino, Madrid, Parigi, Vienna. Si pedala moltissimo com’è noto a Copenaghen e Amsterdam. Pochissimo a Sofia, Tallin, Atene, Bucarest e Roma. In Italia, invece, l’auto rimane il mezzo prediletto per gli spostamenti. Nel nostro Paese ci sono ancora 38 milioni di auto private (corrispondenti al 17% dell’intero parco circolante continentale) che soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti. Eppure il 75% degli spostamenti sono inferiori a dieci chilometri e il 25% è addirittura più breve di due chilometri. Moltissimi abitanti dei centri urbani, in pratica, potrebbero rinunciare all’automobile per i loro tragitti di tutti i giorni come avviene in molte città europee dove si guida pochissimo. L’Italia è, quindi, uno dei Paesi europei con il più alto tasso di motorizzazione (con una media di circa 65 auto ogni 100 abitanti). Una delle sfide da mettere in campo è quella di rendere l’auto privata l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini, per far ciò per Legambiente è indispensabile che in Italia vi sia un cambio di passo veloce e decisivo che sappia guardare anche a quelle buone pratiche già in atto nel Paese ma anche nelle altre città del mondo in termini di mobilità sostenibile, architettura ecosostenibile, efficienza energetica e verde urbano. “Il nostro Paese – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – con il suo patrimonio di città storiche può diventare protagonista di una rivoluzione diffusa e di un rinascimento urbano sempre più moderno, sostenibile e all’avanguardia. Una rivoluzione in parte già in atto e che sta consentendo di raggiungere risultati fino ad oggi impensabili. La rigenerazione urbana e l’architettura sono due strumenti importanti attraverso le quali le città, dove si concentra gran parte della popolazione, possono migliorare e riqualificarsi contrastando allo stesso tempo lo smog. Per questo oggi abbiamo voluto raccontare storie ed esperienze internazionali che indicano la strada da percorrere”. “Le nuove stazioni ferroviarie sono e saranno uno dei fulcri dello sviluppo urbanistico delle città”, ha sottolineato Carlo De Vito Presidente di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane). “Cuore delle smart city, le stazioni favoriscono sempre più accessibilità e multi-modalità. Sono hub intermodali per le persone, non più luoghi solo di transito, di arrivo e di partenza, ma piazze urbane, con le diverse attività, centri di aggregazione che esprimono valore culturale, sociale ed economico a basso impatto ambientale. In questo contesto le stazioni dell’alta velocità hanno segnato il ritorno, dopo 50 anni, della grande architettura ferroviaria. Progettate da importanti architetti vincitori di Concorsi internazionali indetti da FS Italiane sono tornate a essere un elemento trainante per la riqualificazione architettonica del tessuto urbano circostante. Dalla stazione Roma Tiburtina progettata da ABDR Architetti Associati e Paolo Desideri, a quelle di Napoli Afragola disegnata da Zaha Hadid, Reggio Emila AV Mediopadana di Santiago Calatrava, Torino Porta Susa ideata dal Gruppo francese Arep (di Jean-Marie Duthilleul e Etienne Tricaud) con Silvio D’Ascia e Agostino Magnaghi, Bologna Centrale AV di Arata Isozaky. Al Sud, in attesa di realizzazione, la stazione di Striano progettata da Philippe Samyn”. Tra le altre storie presentate oggi c’è quella del progetto COSIMIPIACE, patrocinato negli anni dal Comune di Milano, è frutto di una collaborazione storica di Nuova Acropoli con Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) iniziata nel 2011 con la finalità di trasformare spazi urbani anonimi e grigi, in spazi colorati nei quali l’arte pittorica possa essere veicolo di valori e spunto di riflessione, trasformandoli in vere gallerie d’arte e rendendoli così luoghi di bellezza e di incontro nel contesto cittadino. E poi c’è il progetto per il recupero e la riqualificazione degli scali ferroviari di Milano Farini (468.301 m²) e San Cristoforo (140.199 m²). Nell’ottobre del 2018 è stato lanciato il “Concorso Farini” che si inserisce nell’Accordo di Programma sottoscritto nel 2017 dal Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane (con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani) e COIMA SGR. Il concorso è stato vinto da OMA e Laboratorio Permanente. Verde e sostenibilità sono il cuore del progetto. Da Potenza, infine, l’esperienza di Scambiologico, la prima green station italiana nata grazie all’intesa sottoscritta da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana per il recupero delle stazioni impresenziate in diversi territori in Italia. LoGiCo sta per “locale”, “giusto” e “condiviso”: i tre pilastri che costituiscono la così detta sharing economy e che ben sintetizzano i principi su cui è stato trasformato questo “non luogo” in luogo.

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11 nov 2019

GENOVA | Partita l’elettrificazione della linea amt 517

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AMT prosegue il percorso di elettrificazione del trasporto pubblico genovese. A partire da oggi, lunedì 11 novembre, i bus elettrici sono entrati in servizio anche sulla linea 517 che collega via Oberdan a Capolungo. La linea 517 diventerà totalmente “green” nelle prossime settimane con l’arrivo dei restanti nuovi mezzi. Ricordiamo le altre due linee bus “elettriche” di AMT: la linea 518 interna all’ospedale di San Martino, la linea 516 che collega via Oberdan a Sant’Ilario. I nuovi bus elettrici, riconoscibili dalla livrea bianca e rossa, sono mezzi Rampini, modello Alè EL E80, sono bus da 7,8 metri, full electric, con 45 posti totali di cui 10 a sedere; sono dotati di pianale ribassato, pedana per l’accesso delle persone in carrozzella, porta centrale scorrevole, impianto di climatizzazione e telecamere per la videosorveglianza a bordo. I veicoli sono completamenti elettrici ed hanno batterie a bordo per un totale di 180 kWh con sistema di ricarica notturna in rimessa (over night charging).

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08 nov 2019

REGIONE LAZIO | Stanziati 4 milioni di euro per realizzare la pista ciclabile da Fiumicino al centro di Roma

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La Regione Lazio ha stanziato 4 milioni di euro per realizzare la pista ciclabile da Fiumicino al centro di Roma transitando per la sponda destra del Tevere. Attualmente è stato già realizzato, dal comune di Fiumicino, il tratto che collega Fiumicino a Parco Leonardo e mancano solo 2 chilometri per arrivare al confine con Roma.  I finanziamenti riguardano anche nuovi chilometri di pista ciclabile a nord del comune. “Sono molto contento – afferma l’assessore ai Lavori pubblici Angelo Caroccia – di questa notizia. Con la realizzazione della pista ciclabile lungo l’argine del Tevere si completerà il collegamento del nostro comune con Roma Capitale”. "È questa una delle ragioni per cui il Comune di Fiumicino è stato premiato agli Urban Award 2019 per l’impegno nella promozione della mobilità sostenibile”, ha dichiarato il sindaco di Fiumicino Esterino Montino. L’intervento rientra in un progetto ben più ampio di realizzazione di un corridoio tirrenico da Roma fino alla Liguria. Nei prossimi giorni partiranno anche i lavori di continuazione del tracciato della pista ciclabile lungo l’argine del Tevere, dall’attuale punto di arrivo sulla via Portuense fino al centro abitato di Parco Leonardo. Ti potrebbe interessare: Urban Award: Pescara, Fiumicino e Grisignano di Zocco le città green d’Italia

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08 nov 2019

BOLOGNA | La Ztl ambientale ai nastri di partenza

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La Ztl ambientale è ai nastri di partenza: dal primo gennaio 2020 non saranno più validi i contrassegni delle auto Euro 0 per l’accesso al centro storico e scatterà la sosta a pagamento per la seconda auto in centro e per la terza auto nella corona semicentrale e semiperiferica. In tutto ai primi provvedimenti sono interessati 14.150 cittadini (per un totale di 16.600 auto) che stanno ricevendo dal Comune la lettera raccomandata con la comunicazione dell’avvio del procedimento. Le auto Euro 0 dei residenti nella Zona a Traffico Limitato a cui dal primo gennaio 2020 sarà revocato il contrassegno sono circa 1.700 e corrispondono a 1.350 cittadini. I titolari dei contrassegni che subiscono modifiche per i provvedimenti sulla sosta sono invece 12.800 per un totale di quasi 15.000 auto. Il pacchetto di provvedimenti approvati dal Comune nell’ambito del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums) ha l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria e dell’ambiente a cominciare dal cuore della città ed è accompagnato da misure di sostegno, i bonus mobilità sostenibile, studiati con particolare attenzione alle persone con più di 70 anni, alle famiglie numerose con figli e a chi ha un Isee inferiore a 14.000 euro. Oltre a Comune e a Tper, che in quanto gestore della sosta curerà la gestione dei bonus mobilità, c’è anche Legambiente con il progetto del personal mobility manager, pensato per favorire gli spostamenti senza il mezzo privato aiutando a scegliere le soluzioni alternative all’uso dell’auto. Permessi per la Ztl: cosa cambia dal primo gennaio 2020 Dal primo gennaio 2020 saranno revocati i contrassegni alle auto Euro 0 e poi si seguirà il calendario progressivo negli anni successivi. Significa che il veicolo non potrà più circolare negli orari di limitazione della Ztl (dalle 7 alle 20), pena la sanzione: passando sotto le telecamere di Sirio, per esempio, scatterà la multa perché l’auto non è più tra quelle che hanno il permesso per la Ztl. Sono 1.317 i cittadini residenti in centro titolari di contrassegno collegato a un’auto Euro 0, per un totale di 1.637 auto. I provvedimenti non riguardano i contrassegni H (handicap) e non cambia nulla neanche per tutte le famiglie, residenti in centro, con Isee inferiore a 14.000 euro: a loro sarà infatti garantito un contrassegno indipendentemente dalla categoria del veicolo posseduto. Sosta nel centro storico e in periferia: cosa cambia dal primo gennaio 2020 Chi abita nel centro storico - dal primo gennaio 2020 ogni famiglia avrà diritto a un solo contrassegno per parcheggiare gratuitamente la propria auto all’interno del settore di residenza del centro storico (zone 1, 2, 3, 4, 5, U). Per la seconda auto, il Comune introduce la possibilità di dotarsi di un nuovo contrassegno al costo di 120 euro l’anno, che dà diritto alla sosta all’interno del proprio settore di residenza del centro storico. Dalla terza auto in poi rimane tutto uguale a oggi: viene rilasciato il contrassegno per la sosta alle tariffe ordinarie. Si può comunque scegliere: questo contrassegno per sostare alle tariffe ordinarie si può richiedere anche per la seconda auto, se il proprietario non vuole usare il contrassegno annuale a pagamento da 120 euro l’anno. I titolari di contrassegno interessati da questo provvedimento sono 4.351. Chi abita in periferia - Dove è in vigore la sosta a pagamento, la sosta gratuita all’interno della propria area di residenza sarà limitata a due auto per nucleo familiare. Dalla terza auto in poi il Comune introduce la possibilità, per chi lo desidera, di dotarsi del nuovo contrassegno al costo di 120 euro l’anno. I titolari di contrassegno interessati da questo provvedimento sono 8.478. Per chi ha un contrassegno Pa (posto auto) per la sosta in zona U (Università) e zona “San Francesco” In queste zone a traffico limitato speciali, dove le limitazioni valgono tutti i giorni 24 ore su 24, il contrassegno Pa (posto auto) di chi possiede un veicolo che non rispetta i requisiti ambientali sarà convertito in un nuovo permesso che dà l’accesso al posto auto solo dalle 20 alle 7, cioè negli orari in cui l’ingresso alla Ztl è libero. Dal primo gennaio 2020 questo provvedimento interessa 36 cittadini titolari del contrassegno Pa collegato a un veicolo Euro 0. Tper e Legambiente mettono in campo il personal mobility manager Per non farsi cogliere impreparati e capire come sfruttare al meglio tutte le opportunità già oggi esistenti, soprattutto in tema di trasporto pubblico, Tper e Legambiente hanno messo in campo uno strumento di consulenza gratuito. Chi è interessato può inviare una mail con oggetto “Personal Mobility Manager” a [email protected] e sarà ricontattato. È possibile anche incontrare direttamente il personal mobility manager al punto Tper di via Marconi 4, all'interno della rinnovata “Cabina Lame”. Allo sportello sarà possibile compilare un questionario assieme a operatori di Legambiente, mettendo a fuoco tutti i bisogni per poi essere indirizzati alle soluzioni più adatte ad ogni esigenza. Gli esperti saranno disponibili presso Cabina Lame da lunedì 11 a giovedì 21 novembre in questi orari: lunedì 11 novembre dalle 12 alle 14; martedì 12 novembre dalle 15 alle 17; mercoledì 13 novembre dalle 17 alle 19; giovedì 14 novembre dalle 17 alle 19; venerdì 15 novembre dalle 10 alle 12; domenica 17 novembre dalle 10 alle 12; lunedì 18 novembre dalle 12 alle 14; martedì 19 novembre dalle 17 alle 19; mercoledì 20 novembre dalle 15 alle 17; giovedì 21 novembre dalle 17 alle 19. I primi 30 cittadini che compileranno il questionario online e manifesteranno interesse per testare la soluzione di mobilità proposta, riceveranno un voucher per muoversi senza spese a Bologna per un mese. Il questionario sarà disponibile online per un mese dalle ore 10 di lunedì 11 novembre al link tper.it/personalmobilitymanager. I primi 30 che lo compileranno saranno contattati per recarsi presso la Cabina Lame dove riceveranno la proposta di mobilità alternativa elaborata per loro, oltre a un abbonamento al trasporto pubblico di Bologna valido 30 giorni. I titolari di voucher riceveranno inoltre indicazioni su come beneficiare di un rimborso massimo di 75 euro per le spese sostenute nel mese della sperimentazione per l’utilizzo delle ulteriori forme di mobilità previste. Ai partecipanti all’iniziativa verrà richiesto di condividere con un breve report finale il gradimento del test di mobilità alternativa. Chi compilerà il questionario successivamente ai primi 30 non riceverà il voucher ma otterrà comunque una proposta ritagliata sulle proprie esigenze di mobilità.

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06 nov 2019

Urban Award: Pescara, Fiumicino e Grisignano di Zocco le città green d’Italia

di mobilita

É Pescara la città più green d'Italia per la mobilità 2019. La giuria dell'Urban Award, il contest nazionale ideato da Ludovica Casellati e organizzato con Anci, ha premiato la città abruzzese grazie agli incentivi e alle iniziative messe a disposizione dei propri cittadini. La città natale di D'Annunzio ha permesso ai dipendenti delle aziende che aderiscono al progetto Bike Trial di utilizzare gratuitamente per un mese una delle 140 city bike o bici pieghevoli a pedalata assistita. Secondo gradino del podio per Fiumicino, premiata per la realizzazione di piste ciclabili, stazioni di ricarica E-bike-sharing e pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici scolastici. Terzo posto per il Comune di Grisignano di Zocco che conquista l'ambito premio grazie alla realizzazione di una ciclovia di 8 km e all’introduzione di un contributo di 0,25 euro al chilometro per i pendolari che partono o arrivano a Grisignano per lavoro. Menzione speciale alla città di Bari. per il progetto MUVT, che ha previsto incentivi per l’acquisto di biciclette e un rimborso chilometrico per tutti quei cittadini che attraverso l’installazione del pin bike dimostrano di percorre il tragitto casa-lavoro su due ruote. La premiazione è avvenuta questa mattina in EICMA, l’Esposizione internazionale del Ciclo e Motociclo in scena nel quartiere espositivo di Fiera Milano a Rho fino a domenica 10 novembre, nell'ambito di un intero pomeriggio dedicato alle due ruote a pedale che ha ospitato anche il terzo appuntamento di BikeEconomy24, il roadshow del Gruppo 24 ORE dedicato all’economia del mondo delle biciclette.

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