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18 gen 2020

MILANO | Comincia a suscitare interesse la linea M6 della metropolitana

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La linea M6, contrassegnata dal colore arancione nel PUMS e che dovrebbe collegare la periferia nord-ovest di Milano a quella sud-est passando per il centro della città, inizialmente accantonata perché ritenuta troppo costosa, comincia a suscitare interesse anche da parte dell'amministrazione comunale. Questo grazie anche alla proposta avanzata da Marco Figura e Roberto Biscardini nel giornale Milano Sud in cui si propone di dividere il tratto della M1 che va da Pagano a Bisceglie e farlo diventare il primo tratto della M6, che poi da Pagano prosegue fino a Sempione, incrocia Cadorna per poi dirigersi verso il cuore finanziario della città, con piazza Affari perno centrale, e raggiungere rapidamente alcuni poli attrattivi di primo piano, come il complesso universitario Bocconi e la futura interconnessione con le linee S a Tibaldi, l’asta Ripamonti, fino a raggiungere lo Ieo. Sarebbe una soluzione low cost rispetto ai progetti precedenti, affermano Figura e Biscardini, poiché sarebbero sfruttati i quasi 7 km di tunnel del ramo Pagano/Baggio, e la parte nuova misurebbe solo circa 9 km, con l’ultimo tratto, dal capolinea del 24 fino a Macconago, che può essere realizzato in superficie. Nell'articolo di Milano Sud si legge ancora che: Oltre al raddoppio delle corse, quindi di fatto un migliore servizio con minor affollamento – illustra Figura – il tratto centrale della M1, da Pagano a Duomo, vedrebbe con le fermate della M6 Cadorna, Borsa e Missori, un percorso quasi parallelo, che eviterebbe praticamente a tutti i viaggiatori della M6 in ingresso dall’Ovest Milano di prendere la Rossa per dirigersi in centro città. Stesso discorso per chi viene da Sud Est". Nel PUMS non è ancora previsto un tracciato definitivo e al vaglio ci sono varie ipotesi. Nella tratta iniziale prevede i capolinea nelle fermate di Certosa e Tibaldi con 37 fermate tra cui: Quarto Oggiaro, viale Certosa, Pagano, Porta Genova, piazza XXIV Maggio, Porta Romana, via Lombroso, Ponte Lambro.  Lo stesso assessore Granelli, nella sua pagina Facebook, afferma la necessità della M6 "Io ritengo che l'area di Milano sud abbia bisogno di un trasporto pubblico veloce, è una zona in crescita di abitazioni e lavoro. Il modo migliore è quello di studiare diverse ipotesi, così da poter valutare gli scenari e su questi scegliere quello su cui progettare e poi chiedere le risorse. Questo è quello che farà il Comune di Milano, come sta facendo per molte tratte tra Milano e i Comuni della Città metropolitana. Studiare, progettare, cercare le risorse e realizzare. Con MM ci mettiamo al lavoro per avere progetti motivati, sostenibili e capaci di acquisire i fondi. Così in tre anni abbiamo recuperato più di 2.000 milioni di € per completare la M4, realizzare la M5 Monza e M1 Baggio, completare la preferenziale della 90-91, e la Milano-Limbiate. E così faremo per la metropolitana nei quartieri di Milano sud. Milano non si ferma e potenzia il trasporto pubblico per avere meno traffico e meno inquinamento." Fonte foto di copertina: Milano sud  

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18 gen 2020

AUTOSTRADA A19 | Da marzo chiuso per 700 giorni lo svincolo di Enna

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A causa di lavori, non più differibili, lo svincolo di Enna, sull’autostrada A19 (Palermo-Catania), verrà chiuso per circa 700 giorni. Il costo previsto dei lavori, a cura di Anas, è di 15 milioni di euro. L'inizio dei lavori è previsto per la fine del prossimo mese di marzo con notevoli impatti sulla viabilità. Si sta già approntando una dettagliata pianificazione delle arterie stradali da individuare quali alternative prima dell’inizio dei lavori, in vista di eventuali interventi da realizzare sulle stesse per garantire la sicurezza, tenuto conto dell’intenso flusso di traffico da cui saranno interessate a breve. Non verranno trascurati, inoltre, i riflessi sulla viabilità alternativa conseguenti alla già programmata partenza del Giro d’Italia nel prossimo mese di maggio da questa Provincia, l’intensificazione del flusso di mezzi pesanti provenienti da altre province della Regione che conferiscono i rifiuti presso la discarica di Cozzo Vuturo, nonché eventuali possibili disagi derivanti da condizioni meteorologiche avverse. Inoltre, è stata sottolineata l’esigenza di assicurare percorsi dedicati ai mezzi di soccorso in caso di situazioni di emergenza, nonché di avviare un continuo monitoraggio con costanti interventi sulle strade alternative che saranno individuate, al fine di arginare la possibilità di eventuali incidenti.

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16 gen 2020

Autostrada A19, duro scontro tra il presidente Musumeci e Anas

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Duro attacco del Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci contro l’Anas, sulle condizioni disastrose in cui versa l’autostrada Palermo-Catania in considerazione della chiusura del viadotto Cannatello a rischio crollo. Nella sua pagina Facebook il Presidente Musumeci scrive: È inconcepibile e irriguardoso che, per l’ennesima volta, l’Anas SpA dimostri di non avere rispetto per la pazienza dei siciliani. Le nostre autostrade continuano a cadere a pezzi nella impotenza di chi dovrebbe assicurarne la piena efficienza. Ho grande rispetto per i vertici siciliani dell’azienda di Stato, ma a Roma debbono capire che nell'Isola siamo stanchi della politica del "rappezzo", un modus operandi che non ha né capo né coda, che denuncia una totale mancanza di strategia e che vive soltanto di soluzioni tampone, rivelatesi spesso inadeguate e rischiose. Voglio escludere la mala fede ma, proprio per questo, non posso che ribadire, ancora una volta, l'assoluta inadeguatezza dell'Anas ad affrontare e risolvere problemi infrastrutturali provocati da almeno quarant’anni di mancata manutenzione. È arrivato il momento che questa lunga stagione di colpevole incuria si chiuda per sempre e che, con urgenza, comincino ad arrivare quelle risposte che lo Stato deve alla Sicilia. Anas replica alle dichiarazioni del Presidente della Regione Siciliana con un comunicato stampa: In riferimento alle ennesime critiche rivolte oggi dal Presidente Musumeci nei confronti di Anas - in seguito al blocco della circolazione sulla viabilità in bypass al viadotto Cannatello dell'autostrada A19 "Palermo-Catania", a causa di un sinistro che ha visto coinvolto un mezzo pesante - si evidenzia quanto segue. Per quanto riguarda l'incidente, va precisato che non si è verificato lungo il percorso alternativo indicato da Anas per i mezzi pesanti eccedenti le 3,5 tonnellate in direzione Palermo-Catania che, in base all'Ordinanza Anas n. 247 del 27/12/19, prevede l'uscita allo svincolo di Tremonzelli e, dopo avere percorso le strade statali 120 e 117, il rientro in autostrada allo svincolo di Mulinello. Tale percorso alternativo è quello che Anas consiglia di percorrere  a prescindere dalle condizioni di traffico e meteorologiche, in sostituzione di quello con uscita a Resuttano che prevede la percorrenza delle strade provinciali sp19 e sp112, lungo le quali tuttavia, è bene sottolinearlo, non era e non è in vigore alcuna limitazione al transito in ordine a limiti di sagoma o massa. L'incidente che ha causato il blocco dei mezzi pesanti è avvenuto su un tratto di strada provinciale, e non sul percorso alternativo indicato da Anas, circostanza che sembra non essere nota al presidente della Regione. Lungo tali strade provinciali Anas, è bene ribadirlo, non ha alcuna competenza; nonostante ciò, nello spirito di fattiva e leale collaborazione tra istituzioni, su richiesta delle amministrazioni locali ha comunque provveduto ad avviare interventi urgenti di messa in sicurezza del piano viabile, attualmente in corso di esecuzione. Quanto alle critiche del Presidente Musumeci  sulla gestione delle autostrade siciliane che "continuano a cadere a pezzi nell'impotenza di chi dovrebbe assicurarne la piena  efficienza", è opportuno ricordare ai siciliani che le autostrade siciliane in gestione diretta di Anas sono la Tangenziale di Catania, l'autostrada Catania-Siracusa, l'A19 "Palermo-Catania", l'autostrada A29 "Palermo-Mazara del Vallo" e le sue diramazioni per Trapani e per gli aeroporti di Birgi e Punta Raisi. Le autostrade A18 "Messina-Catania", A20 "Messina-Palermo" e "Siracusa – Gela", quest'ultima da anni in esercizio soltanto fino a Rosolini, sono invece di competenza del Consorzio Autostrade Siciliane, Ente Pubblico regionale alle dirette dipendenze di Musumeci. Infine, Anas nega con fermezza di perseguire una politica "del rappezzo". Anzi, precisa che la Direzione Operation nazionale e la Direzione regionale siciliana di Anas hanno predisposto fin dal 2017 un piano di manutenzione straordinaria dell'A19 articolato e completo che prevede investimenti pari a 850 milioni di euro lungo tutta l'arteria, in parte già eseguiti, e più in generale, un piano di manutenzione programmata di tutta la rete stradale siciliana per il quale sono previsti 1,1 miliardi di euro, dei quali circa 180 milioni in interventi già attivi e 600 milioni per interventi di prossima attivazione. Ovviamente l'avvio e l'avanzamento degli interventi di manutenzione e riqualificazione è condizionato dalla necessità di trovare un compromesso tra l'esigenza di accelerare l'attuazione mediante l'attivazione di più cantieri contemporanei e l'opportunità di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero. Tale necessità nasce sicuramente da un gap manutentivo che si è accumulato negli scorsi decenni, problema peraltro non limitato alla Sicilia ma diffuso in gran parte del Paese, che però non è  attribuibile ad Anas né tanto meno all'attuale gestione, ma a scelte politiche del passato che non hanno previsto lo stanziamento di fondi adeguati per la manutenzione.  

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16 gen 2020

Superstrada Catania-Ragusa, la ministra De Micheli conferma l’acquisizione del progetto da parte di Anas

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Durante l'audizione alle commissioni riunite affari costituzionali e bilancio della Camera sul decreto Milleproroghe la ministra delle infrastrutture e trasporti Paola De Micheli ha confermato che il progetto della superstrada Catania-Ragusa sarà acquisito da Anas. Si è in attesa che il Cipe (gennaio 2020) finanzi interamente l'opera.  Anas propone l’avvio dell'opera in otto lotti con cantieri che lavoreranno in contemporanea.  

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16 gen 2020

REGIONE MARCHE | Presentato il progetto della Ciclovia dell’Esino

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Pedalare dal mare alla montagna, lungo un asse ciclabile che attraversa uno dei territori più significativi della Marche, patria del Verdicchio, custode delle Grotte di Frasassi, ricco di storia, tradizione ed economia. È l’obiettivo della Ciclovia dell’Esino, che verrà realizzata nell’ambito della Rete ciclabile regionale: 13 ciclovie a pettine, lungo le vallate fluviali che si connetteranno, con la Ciclovia nazionale Adriatica (1.127 km totali, 250 milioni di investimenti, 297 i km del tratto marchigiano, con la Regione Marche capofila nazionale). Complessivamente la Rete regionale avrà uno sviluppo di 500 km, di cui 250 finanziati con 50,3 milioni di euro. Il progetto dell’Esino è stato presentato oggi dal presidente Luca Ceriscioli e dall’assessora Manuela Bora agli amministratori della Vellesina, presso il municipio di Jesi. Prevede un finanziamento di 7,1 milioni di euro, un percorso di 86 chilometri (66 finanziati), con 12 comuni attraversati. Il tracciato è stato selezionato a partire da quello indicato dalla pianificazione (masterplan) per il Distretto cicloturistico della Vallesina (2015), sviluppato in collaborazione con Legambiente. La Ciclovia dell’Esino punta a realizzare il percorso fondamentale del distretto, al quale hanno aderito 18 Comuni, che collega Falconara Marittima a Sassoferrato, attraverso le valli dell’Esino e del Sentino. Al tracciato fondamentale il progetto di fattibilità ne aggiunge altri nuovi, coinvolgendo Fabriano e Cerreto d’Esi (al momento non finanziati). L’investimento promuove una mobilità urbana sostenibile e lo sviluppo turistico del territorio, puntando sull’integrazione con le otto stazioni ferroviarie esistenti lungo il percorso. La Ciclovia dell’Esino si collegherà a quella Adriatica tramite la Biciclovia del Conero (dieci comuni coinvolti, da Montemarciano a Porto Recanati). "È la dimostrazione di come la Regione Marche abbia ben in mente che il nostro non può che essere un futuro sempre più green. Circa il 49 per cento delle polveri sottili deriva dal traffico stradale. Sarà, per questo, una infrastruttura che consentirà di vivere meglio la città, favorendo una mobilità dolce. Per la Vallesina rappresenta non solo una semplice infrastruttura, ma una nuova visione del territorio che vede Jesi come naturale baricentro”. Il sindaco Massimo Bacci ha parlato di “un percorso che abbiamo iniziato circa cinque anni fa, da capofila come è giusto che il Comune lo faccia in questo ambito territoriale. Ci fa ora piacere di far parte di un progetto molto più vasto e organico. Il lavoro svolto, in grande sinergia, con i Comuni del territorio, oggi è premiato, perché il percorso avviato è stato molto lungo e articolato, ma di fatto concluso”. Francesca Pulcini (presidente Legambiente Marche) ha ribadito come l’associazione “fin dall’inizio ha sostenuto questa esperienza dell’Esino, per favorire una gestione equilibrata del territorio. Appoggiamo il progetto delle ciclovie marchigiane. Cinquanta milioni investiti dalla Regione in questa nuova infrastruttura permettono alle Marche di cambiare volto, di concretizzare buone pratiche, costruendo una comunità sana e virtuosa che lavora per rafforzare il proprio territorio. È un’esperienza che apre enormi possibilità, dando vita a tante reti territoriali: una grandissima occasione di cambiare volto, di rispondere ai cambiamenti climatici puntando su un’economia circolare”. Il presidente della Provincia di Ancona, Luigi Cerioni (sindaco di Cupramontana), ha successivamente espresso i propri complimenti “ai Comuni che si sono, con impegno, adoperati per rendere realtà la Ciclovia dell’Esino, perché si tratta di un progetto importante che significa sviluppo e promozione di tutto il territorio. La realizzazione della Ciclovia si è rivelata un esempio virtuoso di un lavoro di squadra, capace di unire, in modo costruttivo e ottimale, tutte le istituzioni”. Da parte dei sindaci intervenuti alla presentazione è stata apprezzata “la scelta intelligente effettuata con la Ciclovia, che svilupperà, nell’entroterra, un’economia legata alla bici, favorendo un accesso verso i mercati del Nord Europa, particolarmente attratti dal cicloturismo. Stiamo investendo nel futuro delle Marche” “Nello Jesino, il progetto della Rete ciclabile regionale ha trovato una sponda importante, con un territorio che già aveva investito in questa direzione – ha sottolineato Ceriscioli – Basta un lavoro di ricucitura dei tanti tratti presenti, riqualificandoli, per dare un linguaggio unitario in termini di segnaletica. Realizzeremo un’infrastruttura di grande richiamo, a servizio di un contesto straordinario. Probabilmente risulterà la prima ciclovia delle Marche a essere realizzata per intero, grazie al fatto che già tanti tracciati sono esistenti”. L’assessora Bora ha evidenziato che si tratta della “Infrastruttura più importante per quantità di risorse allocate, sostenute con i fondi del Por Fesr. .

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14 gen 2020

Tre miliardi di euro per l’alta capacità Reggio Calabria-Salerno

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Tre miliardi di euro per l'alta capacità Reggio Calabria-Salerno. Lo ha affermato la Ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli nel corso del seminario Dem di Contigliano. "Finanzieremo con un prossimo progetto di legge la Reggio Calabria-Salerno alta capacità. In questo caso la discussione tra alta velocità e alta capacità  è lana caprina. Partiamo, è un progetto pluriennale, ci mettiamo tre miliardi", ha affermato la ministra De Micheli. Il  progetto avrà come obiettivo quello di migliorare la capacità complessiva, l’efficienza e la velocità del sistema ferroviario, nonché le varie interconnessioni. Si intende per Alta Capacità (AC) una linea ferroviaria dotata di particolari meccanismi di controllo del traffico tali da permettere una superiore frequenza di passaggi rispetto a una convenzionale linea gestita con le “sezioni di blocco“, cioè “per segmenti”. La realizzazione di una nuova linea ad alta capacità, sulla  direttrice Salerno-Reggio, conseguirebbe più obiettivi: estensione alle regioni dell'estremo Sud dell'Italia dei benefici  dell'alta velocità, nella logica "del completamento del corridoio TEN- T 5 sino a Palermo; collegamento dei corridoi tirrenico e ionico, con possibilità di prestazioni adeguate sui collegamenti Sicilia-Calabria- Basilicata-Puglia, al fine di definire una rete ferroviaria core-comprehensive; collegamento degli aeroporti della dorsale Napoli-Palermo: Lamezia, Reggio Calabria, Catania, Palermo; rilancio di tutta la rete ferroviaria del Sud Italia con eventuale specìalìzzazìone di alcune tratte. Ti potrebbe interessare: De Micheli: “33 miliardi al sud per ripartire, priorità alle ferrovie”

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14 gen 2020

Autostrada A19, uscita obbligatoria a Tremonzelli per mezzi pesanti diretti a Catania

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A causa della presenza di un mezzo pesante intraversato lungo la sp19, per i mezzi pesanti diretti da Palermo a Catania lungo l'autostrada A19 "Palermo-Catania" è stata istituita l'uscita obbligatoria allo svincolo di Tremonzelli, dove è presente il personale di Anas per la gestione della viabilità. Il percorso alternativo per i mezzi pesanti eccedenti le 3,5 tonnellate in direzione Palermo-Catania, in base all'Ordinanza Anas n.247 del 27/12/19, prevede l'uscita allo svincolo di Tremonzelli e, dopo avere percorso le strade statali 120 e 117, il rientro in autostrada allo svincolo di Mulinello. Si ricorda che tale percorso alternativo è quello che Anas consiglia di percorrere  a prescindere dalle condizioni di traffico e meteorologiche, in sostituzione di quello con uscita a Resuttano che prevede la percorrenza delle strade provinciali sp19 e sp112. Lungo tali strade provinciali Anas, pur non avendo diretta competenza, su richiesta delle amministrazioni locali ha provveduto ad avviare interventi urgenti di messa in sicurezza del piano viabile, attualmente in corso di esecuzione. Foto di copertina: La Repubblica

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14 gen 2020

CORTINA D’AMPEZZO | Inaugurata la nuova cabinovia Tofana-Freccia nel Cielo

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Sabato 11 gennaio 2020 è stata inaugurata la nuova cabinovia che sostituisce il primo tratto della famosa e storica funivia Tofana – Freccia nel Cielo. L’atteso evento inaugurale ha visto la presenza di numerose autorità coinvolte a vario titolo alla realizzazione di questo primo importante obiettivo. L’inaugurazione promossa dall’Ing. Luigivalerio Sant’Andrea, Commissario di Governo per il progetto sportivo Cortina 2021, ha avuto inizio alle ore 16:00 presso la stazione a valle della Freccia nel Cielo, ospitata dal padrone di casa Ing. Mario Vascellari, Presidente di Tofana 2021 Srl. A seguire, la salita ufficiale nelle 47 moderne cabine che conducono alla stazione di Col Druscié. Grande successo anche per domenica 12 gennaio con l’Open Day “The Future is now” che ha proposto una salita gratuita lungo il primo tronco della nuova cabinovia e una giornata di festa a Col Druscié, dando la possibilità a 3000 persone di partecipare all’evento organizzato con la presenza di Radio Company e la mascotte di Fondazione Cortì.   “Futuro al vertice”. Questo lo slogan scelto per il grande e atteso evento inaugurale della nuova cabinovia di Tofana – Freccia nel Cielo; lo storico impianto di risalita, che da oltre 50 anni rende accessibile una tra le cime più alte delle Dolomiti Patrimonio Unesco, è stato rinnovato in vista di un futuro che vedrà ancora grandi protagonisti per Cortina e il suo territorio. La nuova cabinovia, realizzata da Tofana srl con Leitner e lo studio di progettazione G22 Projects, attraverso un bando pubblico, ha visto il coinvolgimento sinergico di più amministrazioni quali il Commissario di Governo, la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Comune di Cortina, tutte orientate a garantire gli obiettivi volti ad assicurare il progetto sportivo Cortina 2021. Le nuove 47 cabine avanzano alla velocità di 6 metri al secondo e sono in grado di portare fino a 1800 persone all’ora. Questi i numeri che permetteranno alla rinnovata Freccia del Cielo, unica cabinovia di Cortina d’Ampezzo, di diminuire al minimo i tempi di attesa rispondendo ai moderni standard di comfort, qualità e tecnologia e favorendo la sostenibilità in termini di mobilità e accessibilità, grazie anche alla realizzazione della stazione intermedia a Colfiere che accoglierà gli spettatori per la Coppa del Mondo nel 2020 e per i Mondiali di sci alpino nel 2021, oltre che per i giochi Olimpici invernali del 2026. Anche la stazione di partenza è completamente rinnovata: un progetto architettonico e impiantistico studiato per essere altamente funzionale e che ben si inserisce nello splendido contesto paesaggistico circostante.   Sono intervenuti alla cerimonia di inaugurazione Gianpietro Ghedina, Sindaco di Cortina d’Ampezzo, Luigivalerio Sant’Andrea, Commissario per la realizzazione del progetto sportivo dei campionati mondiali di sci alpino - Cortina 2021, Federico D’Incà, Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme, Giovanni Panebianco, Capo di Gabinetto Ministro per le politiche giovanili e lo sport, Roger De Menech, presidente del Fondo dei Comuni Confinanti, Federico Caner, Ass. Regione Veneto e Fondazione Dolomiti Unesco, Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, Alessandro Benetton, presidente Fondazione Cortina 2021, Anton Seeber, presidente Leitner Spa, Valeria Ghezzi, presidente ANEF, Sandro Lazzari, presidente Dolomiti Superski, Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno, Marco Zardini, presidente Skipass Cortina e l’ing. Mario Vascellari, presidente Tofana 2021 Srl.  Un’occasione in cui il Commissario di Governo per la realizzazione del progetto sportivo delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino, Ing. Luigivalerio Sant’Andrea, ha consegnato simbolicamente a tutta la cittadinanza gli interventi strategici attuati: in particolare le piste Druscié A e B e il relativo impianto di innevamento programmato, le piste Olympia e Vertigine e relativi tunnel di collegamento, la nuova pista Lino Lacedelli nel comprensorio delle Cinque Torri, la Finish Area Rumerlo, un nuovo sistema per il distacco controllato di valanghe e interventi di accessibilità.

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13 gen 2020

MILANO M4 | Al via test con la circolazione del treno nella tratta Linate – Forlanini FS

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Al via la circolazione del treno per i test di funzionamento della prima tratta Linate - Forlanini FS della nuova metro M4 di Milano, che collegherà il centro di Milano all’aeroporto di Linate in soli 12 minuti. L’opera, che rappresenta uno dei progetto di sostenibilità underground più importanti d’Europa, è commissionata dal Comune di Milano e realizzata dalla società mista concessionaria M4, incaricata della realizzazione e della gestione e partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di soci privati guidato da Salini Impregilo e Astaldi. I test tra Linate e Forlanini FS rappresentano uno step fondamentale per la verifica dei treni e di tutti i sistemi, dal segnalamento, alla ventilazione, all’antincendio, in vista della messa in esercizio di questa prima tratta nel 2021. La linea, che vede al momento 56 cantieri aperti anche nel centro di Milano con 1500 persone all’opera nel complesso (di cui 500 dirette del consorzio costruttore Metro Blu), arriverà poi a Dateo a metà 2022, per poi toccare San Babila entro dicembre 2022. La linea metropolitana sarà lunga 15 chilometri con 21 stazioni e attraverserà in soli 30 minuti il centro storico della città collegando il quadrante Est (aeroporto di Linate) con il quadrante Sud-Ovest, fino alla stazione di San Cristoforo. Interscambi che contribuiranno ad aumentare un “effetto di rete” intermodale atteso su tutto il sistema di trasporto urbano ed extra-urbano, con benefici ambientali significativi che rendono più forte l’impronta sostenibile della città di Milano: la linea permetterà una riduzione del traffico in città di circa 16 milioni di veicoli ogni anno, con una contrazione annuale delle emissioni di CO2 fino a 54mila tonnellate. Con un traffico di 86 milioni di persone per anno, la linea è una “metropolitana leggera ad automatismo integrale”: un sistema tecnologico che conserva le caratteristiche della metropolitana classica, ma con standard tecnici prestazionali e di sostenibilità più elevati e meno dispendiosi. L’innovativo sistema di guida automatica (driverless: senza conducente) adotta una tecnologia per il controllo intelligente del traffico che garantisce ai passeggeri i più elevati standard di sicurezza. La M4, con cui la rete metropolitana milanese raggiungerà i 118 chilometri divenendo la sesta in Europa per estensione, è un esempio della leadership di Salini Impregilo nel settore della mobilità sostenibile. L’opera è infatti una delle 9 metropolitane che il Gruppo sta contribuendo a realizzare nel mondo, per migliorare la mobilità sostenibile urbana ed extra-urbana di 3,6 milioni di persone al giorno, come la Linea Red Line di Doha (Qatar), uno dei maggiori progetti infrastrutturali in Medio Oriente, insieme alla Hurontario Light Rail Transit in Canada e la Forrestfield-Airport Link a Perth in Australia.

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11 gen 2020

FOTO | Viadotto Himera: i lavori dovranno concludersi entro Aprile 2020

di Fabio Nicolosi

Nella giornata di venerdì 10 Gennaio, l'assessore regionale alle infrastrutture Marco Falcone, si é recato per una visita veloce al cantiere dell'autostrada Palermo - Catania dove é in corso la realizzazione del nuovo impalcato del viadotto Himera. Interrotta dal 2015, l'autostrada oggi vede i lavori ancora in corso e purtroppo non si hanno notizie certe sulla fine dei lavori. Dopo il crollo del viadotto era stato annunciato che il ponte sarebbe stato ricostruito in 16 mesi. Di mesi ne sono passati 57, quasi 5 anni. Il ritardo sulla consegna dei lavori e quindi del nuovo viadotto si allunga giorno dopo giorno. L'opera doveva essere consegnata, secondo il cronoprogramma stilato da Anas, lo scorso settembre. Poi la nuova data di consegna, dichiarata proprio dall'assessore Falcone, 30 aprile 2020. Da quello che possiamo notare dalle foto di lavoro da svolgere ce n'è ancora molto e difficilmente la data potrà essere rispettata. Si parlava di fine dicembre, inizio di gennaio per il sollevamento del nuovo impalcato metallico, ma siamo già a meta Gennaio e l'impalcato é ancora a terra. Il nuovo viadotto sarà realizzato in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale da 130 metri consentirà di scavalcare la porzione del corpo di frana, mentre le due pile e le relative fondazioni, posizionate ai margini della frana, sono state dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti.

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