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26 apr 2021

Milano Lato C: le nuove attrattività green di una città proiettata nel futuro

di mobilita

Recarsi a Milano o essere di passaggio nel capoluogo lombardo non è un evento raro. La città del Duomo infatti è una delle capitali europee maggiormente richieste soprattutto dal turismo d'affari, ma non solo. Con le sue numerose aziende e sedi, larga parte delle attività commerciali ha sede nella città meneghina, che inevitabilmente attrae flussi di spostamenti interni e esterni non indifferenti. Basti pensare che la sola Lombardia ospita oltre un quarto di tutte le startup italiane e la sola provincia di Milano si attesta su quasi il 20% dell'intero panorama nazionale secondo il report del MISE aggiornato al 30 Settembre 2020. Tale concentrazione ha dipinto l'ombelico d'Italia, che soltanto con l'avvento della pandemia da COVID-19 ha visto invertire il trend degli accessi. La recente diffusione dei vaccini sta consentendo la riprogrammazione sebbene parziale della normale vita della città, che intende immediatamente rispondere ad una profonda crisi del settore turistico e ricettivo, che in piena pandemia ha registrato un'occupazione delle camere tra il 5% e il 10%  nei pochi alberghi aperti. Chi ha potuto sostare in hotel a Milano per motivi di lavoro o necessità durante questo periodo di letargo non ha disdegnato affatto la riscoperta delle bellezze del territorio lontani dalla freneticità e dal caos consueto. I livelli di smog più contenuti hanno favorito per quanto possibile una maggiore fruizione del contesto urbano mediante spostamenti pedonali o con mezzi di mobilità condivisa (monopattini elettrici, car sharing, etc.). L'evento storico di una pandemia ha di fatto fornito un assist per spostare ulteriormente la rotta dello sviluppo verso una Milano alternativa, intelligente e più virtuosa. Dunque ci siamo interrogati su quale potrebbe essere il volto della città tra qualche anno e di cosa si caratterizzerà quindi la vita di Milano. Il primo input arriva dall'ambiente: dal 2022 il Comune ha reso obbligatorio l'impiego di materiali fotovoltaici nei lavori di rifacimento del manto stradale e delle facciate, in modo da combattere l'inquinamento atmosferico attraverso materiali che catturano lo smog e lo trasformano in materiali innocui. In tal senso, dopo anni di oblio, Milano oggi compete per qualità dell'aria con Stoccolma e Copenaghen. Sulla scia dell'esperienza del Bosco Verticale, l'amministrazione ha incentivato l'uso dei giardini pensili, tetti e pareti verdi, al fine di contribuire il contrasto alle polveri sottili e innalzando il livello qualitativo delle architetture urbane, visibilmente appetibili anche per investitori privati. Molti capannoni in precedente stato di abbandono sono stati rigenerati in strutture avveniristiche destinate alla produzione agricola e indoor, contribuendo alla riduzione del fabbisogno di acqua e suolo. In uno di questi nascerà Planet Farms, il più grande e innovativo sistema di produzione agricola verticale d'Europa. Interi quartieri parleranno sostenibile, come il progetto SeiMilano, un'intera lottizzazione multifunzionale e sostenibile che si realizzerà a sud ovest della città ed imperniata sui concetti dell'efficientamento energetico, del verde e del basso impatto ambientale. Ne avevamo parlato anche qui.  Il trasporto delle merci destinate a supermercati e centri commerciali, lungo il decennio in corso, sarà trasferito progressivamente sull'infrastruttura ferroviaria all'interno del perimetro metropolitano. Un "do ut des" pubblico-privato che garantirà ulteriori finanziamenti alla società di trasporto pubblico, la quale investirà i proventi per potenziare ulteriormente il servizio per i cittadini. La Regione Lombardia inoltre ha varato un provvedimento programmatico di rigenerazione delle strade, che prevede di ridipingere di colore bianco circa 30.000 km di autostrade e strade extraurbane per migliorare la rifrazione solare e perseguire l'obiettivo di abbattere oltre 200 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Sono queste alcune delle sfide che doneranno nuove attrattività ad una città in continuo mutamento e che non può che stare maledettamente al passo coi tempi al fine di competere con le grandi metropoli europee e del mondo. Così, oltre alla visita al Duomo o una passeggiata sui navigli, il visitatore che giungerà a Milano potrà scegliere nuovi modi alternativi di vivere e godere di una città proiettata verso il futuro.

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01 mar 2021

MILANO | Pedibus al via il progetto in due scuole cittadine per favorire la mobilità sostenibile

di mobilita

Favorire la socializzazione e la conoscenza del territorio, ma anche diffondere tra i più piccoli la cultura della mobilità sostenibile. Sono questi gli obiettivi del servizio Pedibus che verrà attivato dal mese di marzo per gli studenti delle scuole primarie degli istituti comprensivi Pasquale Sottocorno e Madre Teresa di Calcutta nei quartieri Merezzate, Rogoredo e Santa Giulia. Nell’area è in corso l’esperienza del progetto-laboratorio “Merezzate+” che ha lo scopo di implementare nel quartiere soluzioni innovative e pratiche di sostenibilità dedicate all’efficienza energetica, alla mobilità sostenibile e all’economia circolare, integrandole in un nuovo modello di sviluppo urbano, incentrato sulle esigenze degli utenti e che miri all’inclusione sociale. Il progetto Pedibus prevede l’organizzazione di percorsi a piedi – approvati dalla Direzione Sicurezza Urbana del Comune di Milano – che, da determinati punti di raccolta, portano a scuola un gruppo di bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, accompagnati da genitori volontari. L’iniziativa è implementata con forme di educazione al rispetto dell’ambiente e delle norme sulla sicurezza stradale, con l’obiettivo di sensibilizzare i bambini e le loro famiglie sull’importanza della mobilità sostenibile, dei comportamenti individuali per una città sempre più sicura e pulita e sull’impatto dell’inquinamento. Assume un’importanza maggiore in questo periodo in cui, a causa delle norme anticontagio, è necessario ridurre l’affollamento dei mezzi pubblici. Consorzio Poliedra - Politecnico di Milano, partner del progetto Merezzate+ responsabile dello sviluppo di azioni relative alla mobilità sostenibile, provvederà alla stampa del kit dei materiali necessari all’avvio del Pedibus: per garantire la sicurezza dei partecipanti, infatti, a tutti i bambini verranno donati cappellini, pettorine e bandierine. L’iniziativa partirà nel mese di marzo e interesserà due scuole primarie: la scuola San Giovanni Bosco di via Sordello 7 e la scuola Pasquale Sottocorno di via Monte Piana 11. “L’Amministrazione – dichiarano l’assessora all’Educazione Laura Galimberti e l’assessore alla Mobilità Marco Granelli – è da sempre impegnata a favorire lo sviluppo di politiche innovative sulla sostenibilità ambientale, soprattutto quando queste politiche riguardano i più piccoli, con lo scopo di formare adulti consapevoli. In questo caso il progetto Pedibus raggiunge molteplici obiettivi: educare i bambini al rispetto dell’ambiente e delle norme sulla sicurezza stradale, riducendo al contempo il traffico nei pressi degli istituti scolastici negli orari di punta e rafforzare i legami con il territorio e la socialità anche al di fuori delle aule. Un vero e proprio patto educativo che associazioni di quartiere, scuole e Comune si impegnano a portare avanti per una città sempre più sostenibile”.

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16 dic 2020

Mobilità sostenibile | Monopattini elettrici: la Regione Emilia-Romagna presenta le linee guida e un video per scuole ed enti locali per muoversi in sicurezza coi nuovi mezzi

di mobilita

In collaborazione con Comune e Polizia locale di Bologna e Gruppo monopattini elettrici Bologna. L'assessore Corsini: "Rapidi, comodi e rispettano l'ambiente. L'utilizzo è cresciuto, grazie anche agli incentivi statali e regionali: segno della forte domanda per una mobilità alternativa per spostarsi in città, rispetto ad auto, bici e bus. Ma servono regole per la sicurezza di tutti gli utenti della strada" Bologna – Sono tra i nuovi protagonisti della mobilità verde, leggeri, veloci - anche troppo per i detrattori –, cugini delle bici elettriche, ma ancora più smart. I monopattini elettrici vivono il loro momento di gloria, ma se in tanti li amano, stanno crescendo anche le perplessità, dovute soprattutto alla mancanza di regole chiare quando si conducono i mezzi per strada. E proprio per fare chiarezza sul loro uso in sicurezza nel rispetto delle regole della strada e su diritti e doveri dei monopattinisti, anche alla luce di incidenti stradali avvenuti sul nostro territorio, la Regione Emilia-Romagna ha messo a punto una strategia ad hoc, realizzata in collaborazione con Comune e Polizia locale di Bologna e gruppo Monopattini Elettrici Bologna. Materiali che saranno distribuiti alle scuole di ogni ordine e grado dell’Emilia-Romagna, grazie a un accordo con l’Ufficio scolastico regionale, alle università, agli enti locali e ad Anas, oltre che al dipartimento Sicurezza stradale del ministero dei Trasporti. Le linee guida e il video, realizzato da Lepida, sono stati illustrati questa mattina dall’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini, dal presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale, Mauro Sorbi, insieme all’assessore alle Politiche per la mobilità del Comune di Bologna, Claudio Mazzanti e, in rappresentanza della Polizia locale di Bologna, Maura Rossi. “Abbiamo voluto realizzare una campagna di informazione specifica sull’uso dei monopattini che si stanno sempre più diffondendo nelle nostre città- afferma Corsini- con un duplice obiettivo. Da una parte valorizzarne l’utilizzo come nuovo e utile strumento di mobilità sostenibile, dall’altro ribattere che si tratta sempre di un mezzo che circola sulle strade e per questo è necessario riflettere sulla sicurezza di chi li utilizza e degli altri utenti della strada: pedoni, ciclisti, automobilisti. Il diritto di circolare del monopattinista comporta infatti dei doveri, regole base della convivenza stradale- spiega l’assessore-. E nasce proprio da qui l’idea delle linee guida regionali, rivolte a studenti e cittadini in generale, che illustrano, in modo sintetico e immediato, i comportamenti corretti a cui attenersi e quelli errati da evitare”. Corsini ha poi ricordato la strategia della Regione per incentivare una mobilità sempre più sostenibile, come “Bike to work” l’iniziativa messa in campo a maggio che premia con 3,3 milioni di euro i 30 Comuni firmatari del Piano aria integrato regionale più Formigine, Fiorano e Rubiera che hanno aderito volontariamente al Piano, con finanziamenti fino al 70% per realizzare corsie riservate al trasporto pubblico locale e piste ciclabili, oltre ad altre misure per rendere agevole muoversi sulle due ruote in città, poi rimborsi fino al 60% del costo sostenuto per l’acquisto di bici e altri veicoli elettrici, incentivi chilometrici fino a un massimo di 50 euro al mese ai lavoratori che scelgono le due ruote per andare in azienda e fino a 300 euro agli abbonati ferroviari per comprare la bici pieghevole. “Un provvedimento- continua Corsini- che si aggiunge ai circa 60 già attivi in Emilia-Romagna per lo sviluppo della mobilità ciclabile e agli oltre 250 km di piste ciclabili, finanziati con circa 35 milioni di euro”. L’intervento regionale si salda con il Bonus mobilità 2020 previsto dal Decreto legge nazionale “Rilancio” che prevedeva a giugno 2020 un contributo per l’acquisto di biciclette, anche elettriche o monopattini e hoverboard. “Le regole sono molto chiare- ha spiegato Sorbi-. I monopattini possono circolare sulle piste ciclabili o ciclopedonali, sulle strade urbane prive di corsie riservate con limite di velocità di 50 chilometri orari, tenendo però la destra della carreggiata e sulle extraurbane ma solo se dotate di pista ciclabile. Dove è presente una pista ciclabile, bisogna usarla; così come si deve attraversare sulle strisce pedonali scendendo dal mezzo, dare la precedenza a destra e non percorrere strade a senso unico contromano. Vi sono poi alcune norme da rispettare nel dettaglio: il limite dei 25 chilometri orari di velocità, che scendono a 6 nelle aree pedonali e nelle piste ciclabili, il divieto di circolare sui marciapiedi e sotto i portici, l'obbligo di segnalatori acustici (campanello) e visivi (luce bianca davanti, rossa dietro) oltre che l’uso del giubbotto riflettente di notte e il divieto di traino e di trasporto passeggeri”. E da gennaio di quest’anno i monopattini sono sostanzialmente equiparati alle biciclette, anche se bisogna avere almeno 14 anni per guidarli. Ma i dubbi di chi li utilizza sono tanti: uso del cellulare ed eventualmente del casco, trasporto di terze persone, velocità, attraversamenti delle strade, percorsi sulle preferenziali in città, possibilità di spostarsi sulle extra-urbane. Secondo l'Osservatorio regionale per la sicurezza stradale servono regole ulteriori. Una per tutte, l’obbligo di indossare il casco e non solo per i minorenni. Inoltre, i monopattinisti dovrebbero essere provvisti di un'assicurazione. Altro tema scottante, sempre per l’Osservatorio regionale, è l’uso del cellulare: nelle linee guida appena pubblicate non è previsto il divieto di utilizzare il cellulare durante la circolazione, che rimane però una delle maggiori cause di distrazione

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21 ago 2020

Toscana: nuovo bando per la mobilità sostenibile

di Luca Ricci

Un nuovo bando regionale da 1,5 milioni è stato pubblicato ieri (sul Burt), destinato ai piccoli comuni. Si tratta di una forma di finanziamento per la realizzazione di ciclovie e misure di supporto alla mobilita sostenibile. Risulta abbastanza evidente il parallelo con l’altro bando creato recentemente dal Ministero dei trasporti, che ha predisposto oltre 137 milioni per progetti di mobilitá sostenibile in Città metropolitane ed in comuni con popolazione superiore i 50.000 abitanti. In effetti questo bando della Regione Toscana va a stanziare risorse aggiuntive per i Comuni esclusi dal bando nazionale perché troppo piccoli. Lo scopo del nuovo bando è il supporto alla realizzazioni di interventi urgenti, che dovranno essere realizzate in tempi estremamente ridotti. Ecco alcuni esempi di progetti che possono accedere ai finanziamenti: piste ciclabili su corsia riservata, percorsi misti pedonali e ciclabili, ciclostazioni e parcheggi attrezzati per biciclette, corsie preferenziali per bus e taxi, ‘zone 30’ e interventi volti a favorire la coesistenza in sicurezza del traffico veicolare con la mobilità ciclabile e la micro-mobilità alternativa.

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21 lug 2020

Mobilità sostenibile in Italia: situazione e obiettivi

di Giulio Di Chiara

Organizzare la viabilità di una città è un processo complesso e organizzarla in chiave sostenibile è ancora più complesso. I nostri centri urbani, sicuramente di non recente creazione, sono stati ideati in momenti storici molto diversi da quello attuale, in cui la cura per l’ambiente non era di certo prioritaria. Ora, però, la questione climatica e il trovare nuovi modi di vivere le città in sintonia con il pianeta è diventata una questione di vitale importanza per il nostro futuro. Ecco perché in queste righe vedremo qual è la situazione della mobilità sostenibile in Italia e quali sono gli obiettivi da raggiungere in questi anni.   Piani Urbani di Mobilità Sostenibile: di che si tratta   Quella della mobilità sostenibile nelle città italiane è una sfida molto ardua, tanto che per vincerla sono stati messi in campo provvedimenti piuttosto significativi da parte del Governo italiano. Nel 2017, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato un decreto in cui sono state definite le linee guida per i PUMS, Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, che davano finalmente inizio ai lavori per lo sviluppo di un diverso tipo di mobilità, più efficiente e più green. I PUMS altro non sono che dei progetti pensati e strutturati in base alle peculiarità delle singole città italiane. Per realizzarli vengono usati strumenti di pianificazione precisi tenendo in considerazione 3 punti fondamentali per il libero movimento di cittadini e merci nei nostri centri urbani: Integrazione Partecipazione Valutazione Un’operazione del genere ha un unico obiettivo: quello di migliorare la vita delle persone rendendo i luoghi della nostra vita non solo meno impattanti sull’ambiente, ma anche più vicini alle nostre necessità lavorative, sociali e personali.   Le regioni italiane più virtuose sui piani di mobilità sostenibile   Per quanto concerne l’organizzazione e la supervisione di tutti gli obiettivi strategici riguardo i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, il punto di riferimento è l’Osservatorio PUMS, estensione del network europeo Endurance. Il PUMS, come da decreto ministeriale, è obbligatorio in tutte le Città Metropolitane e in quelle che hanno più di 100.000 abitanti. Per tutte le altre, invece, è una raccomandazione piuttosto sentita. I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile si articolano in 3 step: In redazione: quando il PUMS ha ufficialmente inizio Adottati: quando, dopo Delibere Comunali, vengono sottoposti all’attenzione dei cittadini Approvati: quando, concluso tutto l’iter, entrano in vigore In Italia, sono 164 le città che stanno articolando il proprio PUMS; di questi 36 approvati, 35 adottati e 93 in redazione. Le regioni che presentano il maggior numero PUMS sono: Puglia, 34 Lombardia, 18 Toscana, 16 Emilia-Romagna, 15 Sicilia, 14   Il ruolo e la crescita della mobilità elettrica Le misure che devono essere messe nero su bianco in un PUMS valgono per ogni forma di trasporto e circolazione che avviene sul territorio urbano. In ottica inclusiva, quindi i piani di mobilità coinvolgono sia il trasporto di merci che di passeggeri e mira a garantire ed estendere a tutti il diritto alla mobilità, tentando di ridurre contemporaneamente le ripercussioni sull’ambiente, il traffico e il numero di incidenti stradali. In un piano d’azione così incentrato sulla sostenibilità, ovviamente la mobilità elettrica gioca un ruolo fondamentale non solo per quanto riguarda i mezzi dei privati cittadini, ma soprattutto per quanto riguarda il trasporto pubblico.  Il piano nazionale dedicato al rinnovo delle flotte dei mezzi del trasporto pubblico locale è stato stilato usando criteri di sostenibilità ambientale specifici unito a un finanziamento piuttosto cospicuo per un aggiornamento in chiave sostenibile di autobus, filobus e tram.   Prospettive nel medio-lungo periodo I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile hanno degli obiettivi specifici su cui, ovviamente, si costruiscono prospettive per il futuro che ci verrà. Tra queste, vanno menzionate: La riduzione delle emissioni legate al traffico La creazione di aree a traffico limitato e/o riservate a specifiche classi di veicoli Incentivi per tutti i mezzi commerciali elettrici Una progressiva tradizione verso soluzioni elettriche per quanto riguarda il trasporto pubblico Potenziamento del car sharing elettrico Potenziamento dei punti di ricarica per mezzi elettrici La strada è sicuramente lunga, ma con delle indicazioni precise sarà indubbiamente più facile arrivare a destinazione nei tempi prestabiliti.  

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17 lug 2020

VERONA | Bus elettrici: al via il primo test per l’acquisto dei nuovi mezzi

di Fabio Nicolosi

Il Comune di Verona si aggiudica 10 milioni di euro, finanziati dal ministero dei Trasporti, destinati all’acquisto di nuovi bus elettrici. L’obiettivo del contributo statale, che a livello nazionale ha portato all’erogazione di 398 milioni per il quinquennio 2019-2023 a favore di 38 Comuni, è quello d’incentivare l’acquisto di bus di ultima generazione. Mezzi alimentati elettricamente, a metano e a idrogeno, che consentiranno di svecchiare il parco degli autobus pubblici in circolazione e da garantire un minor impatto sull’ambiente. Oggi il primo test di prova, realizzato dai tecnici di ATV per valutare caratteristiche, prestazioni e compatibilità con le peculiarità della rete scaligera, a cui hanno partecipato anche il sindaco Federico Sboarina, e l’assessore alla Viabilità e traffico Luca Zanotto. Presenti, anche l'assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti, il presidente di ATV Massimo Bettarello e il direttore generale Stefano Zaninelli. Il primo mezzo urbano elettrico giunto in terra veneta, sta compiendo in questi giorni i suoi primi chilometri sulle strade di Verona, per le valutazioni tecniche. Si tratta di un bus urbano full electric prodotto dall'azienda cinese Yutong - uno dei principali player mondiali nella costruzione dei mezzi pubblici ad energia alternativa - che è attualmente in servizio in Finlandia. Il contributo ministeriale dà attuazione al Piano Nazionale Strategico della Mobilità Sostenibile, finanziando direttamente il Comune che provvederà all’acquisto dei mezzi e ne rimarrà proprietario. “La strada intrapresa dall’Amministrazione – sottolinea il sindaco Sboarina – va verso la direzione del totale ammodernamento del parco mezzi in dotazione al sistema di trasporto pubblico locale. Nel giro di un paio d’anni abbiamo infatti provveduto al cambio del 30% dei bus che, oggi, sono per il 90% a metano. Questo nuovo finanziamento ci contente di accrescere ulteriormente il numero di bus in circolazione sulla rete urbana e, se sarà possibile acquistarne circa una trentina elettrici, di diventare la prima città in Italia con un sistema di trasporto pubblico totalmente ecologico”. “Utilizzeremo i fondi per acquistare una nuova flotta di autobus elettrici – spiega l’assessore Zanotto –. In questo modo mandiamo definitivamente in pensione i bus a gasolio ancora utilizzati nel trasporto urbano, completiamo il rinnovamento del parco mezzi di Atv e miglioriamo complessivamente il servizio. Atv può già contare su bus alimentati a metano non inquinanti, ma con i nuovi mezzi avviamo la transizione di Verona verso la mobilità elettrica, ancora più efficiente e a bassissimo impatto ambientale”. “Queste sperimentazioni – precisa l’assessore regionale De Berti – sono fondamentali per rendere il trasporto pubblico più efficiente e rispettoso dell’ambiente, in modo da migliorare la qualità dell’aria e della vita dei cittadini. Proprio ieri abbiamo approvato il Piano Regionale dei Trasporti che, tra i punti strategici, prevede il rinnovo dei mezzi di trasporti su tutto il Veneto, nell'ottica della sostenibilità ambientale. Sul parco mezzi urbani Atv ha già fatto un ottimo lavoro, ora l’ammodernamento deve coinvolgere anche l'extraurbano, ma sono certa che siamo sulla giusta strada”. “Un risultato che conferma ancora una volta – dichiara il presidente di ATV Massimo Bettarello – la buona pratica di sinergia e condivisione delle scelte sulla mobilità che esiste tra Amministrazione comunale e ATV. Considerato l’attuale stato dell'arte delle tecnologie, è ipotizzabile che per il trasporto urbano ci potremo orientare sull'elettrico, mentre per il trasporto extraurbano la soluzione più vantaggiosa per alimentare gli autobus sarà quella del metano liquido (GNL). In questa prospettiva, utilizzando specifici finanziamenti nazionali destinati alla realizzazione di infrastrutture per il trasporto pubblico sostenibile, saremo in grado come Azienda di costruire le necessarie centrali di ricarica per i nuovi mezzi”. “Il progetto – conferma il Direttore generale di ATV Stefano Zaninelli – è quello di sostituire entro un paio di anni, i mezzi ancora alimentati a gasolio, con altrettanti autobus elettrici. I nuovi veicoli ad emissioni zero andranno pertanto a rafforzare il contributo alla tutela della qualità dell’aria offerto dalla flotta a metano che, già oggi, copre il 90% dei servizi in area urbana e suburbana”.

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06 lug 2020

MARSALA | Da oggi in servizio i nuovi bus per il trasporto pubblico

di Fabio Nicolosi

“Una delle giornate più importanti per Marsala. Unire contrade e centro urbano, per una città territorio come la nostra, è l'aspetto più significativo del rinnovato servizio bus. Oggi matura un lavoro durato quasi cinque anni, nel corso dei quali sono stati presentati validi progetti per intercettare fondi europei e non gravare sulle casse comunali. Ma questa rivoluzione non termina con l'arrivo dei nuovi mezzi, in totale 20, di classe euro 6 e quindi a basso impatto ambientale. Lo storico ammodernamento del servizio si completerà con le pensiline di attesa e le paline elettriche alle fermate con indicazione degli orari lungo il percorso. Come in una città normale che vuole essere vicina ai cittadini e al passo con gli standard europei”. È il commento a caldo del sindaco Alberto Di Girolamo appena sceso da uno dei nove bus freschi di immatricolazione, benedetti per l'occasione da padre Mariano Narciso e da oggi operativi nel territorio comunale. Sostituiranno i vecchi mezzi con milioni di chilometri percorsi, vetusti e inquinanti, spesso guasti e che non assicuravano un servizio efficiente. Tutto questo sarà ora un brutto ricordo per Marsala, stante che i nuovi bus sono tutti con aria condizionata (e con riscaldamento in inverno), dotati di pedana per disabili e con tecnologia interna. Un investimento complessivo di oltre 4 milioni e 300 mila euro, per una progettualità dell'Amministrazione Di Girolamo premiata dal Programma Comunitario FESR 2014/2020. Tre le forniture per il Comune di Marsala, con altrettanti appalti. I bus da oggi in servizio sono 4 di dieci metri di lunghezza e 7 da dodici metri. Quelli che si attendono con l'ultimo lotto d'acquisto sono altri 9 bus con lunghezza di circa sette metri. “Un servizio bus puntuale ed ecosostenibile può favorire la crescita dell'utenza, preferendo il trasporto pubblico e usando meno l'auto, aggiunge il sindaco Di Girolamo. Ne guadagnerà la salubrità dell'ambiente e la qualità della vita”. Finora, il trasporto pubblico a Marsala era assicurato dallo SMA con una trentina di bus immatricolati tra il 1981 e il 2002, tutti con emissioni inquinanti di classe euro 0,1,2 e 3. Pertanto, la loro sostituzione con i 20 bus ecologici (euro 6) e con altri elettrici ha positive ricadute anche con riguardo al consumo del carburante. In più, i nuovi bus accrescono la capacità di trasporto: da 24 a 85 passeggeri, a secondo della loro lunghezza. Tutti i nuovi mezzi saranno forniti anche di un sistema di conteggio passeggeri, nonché di videosorveglianza di bordo a ciclo continuo e validazione automatica dei biglietti. Ringraziamo la pagina MondodeiMezzi per le foto

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12 mag 2020

BONUS BICI | In arrivo l’incentivo anti Covid e anti Smog

di Salvatore Galati

Il Governo, nell'ambito della prevenzione sulla diffusione del Covid-19 e della diminuzione dello smog delle nostre città, ha aggiunto nella bozza del nuovo Decreto, un bonus per l'incentivo della mobilità dolce, tra cui, biciclette a pedalata assistita, segway, hoverboard, monopattini e monowheel. Nella bozza il bonus dovrebbe essere garantito a città con + 50.000 abitanti. Inoltre viene proposto al ministro De Micheli di estendere il bonus ai piccoli centri, al patto che quest'ultimi hanno una pista o un percorso ciclabile adeguato. Grazie a questo bonus si da la possibilità di scegliere un mezzo di trasporto alternativo all'automobile. Cosa indica la bozza del nuovo decreto? Chi richiederà tale bonus, lo potrà usufruire per una spesa massima di 500€ di cui verrà applicato uno sconto del 70%; Sarà valido da quando sarà in vigore il nuovo decreto fino al 31 dicembre 2020; Lo potranno richiedere i maggiorenni delle città con + 50.000 abitanti; Come si richiede il bonus? Dato che il Decreto è ancora una bozza, si attenderà la sua pubblicazione ufficiale. Quindi seguite i nostri Canali Social, per essere più aggiornati: FACEBOOK

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06 mag 2020

Spagna, Barcellona riduce le corsie per le automobili per dare più spazio a pedoni e ciclisti

di Andrea Tartaglia

La Spagna, paese europeo attento alla mobilità sostenibile, ha deciso di affrontare la fase 2 mettendo al centro il tema degli spostamenti e dei trasporti, con la chiara intenzione di incentivare la mobilità sostenibile e, anzi, far sì che nuovi interventi e accorgimenti possano essere definitivi e migliorativi della situazione precedente anche a emergenza conclusa. Un grande segnale di accortezza e lungimiranza da parte delle grandi città iberiche che sono decise a ridurre e disincentivare sempre più l’uso del mezzo privato a motore nelle aree urbane, incentivando trasporto pubblico, spostamenti a piedi e in bici o con altri mezzi ecosostenibili. Un esempio di come trasformare la crisi in opportunità per rendere le città più vivibili e meno inquinate. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha presentato il piano di “nuova mobilità” del capoluogo catalano dopo il periodo di isolamento, con innovazioni definite urgenti e immediate per poter “adeguare” la città al ritorno della grande mobilità. Barcellona si prepara cercando di incentivare gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico. Colau ha precisato che si tratta di uno scenario necessario per non tornare all’inquinamento anteriore ma riuscendo a mantenere una mobilità sostenibile e sicura allo stesso tempo. Con un fondo di 4,4 milioni di euro, il piano prevede la creazione di 21 km di piste ciclabili, 17 interventi nelle corsie degli autobus per migliorare il loro servizio e 12 km di marciapiedi. Secondo quanto spiegato dal Comune, l’obiettivo principale è garantire la sicurezza e la salute pubblica della cittadinanza durante i suoi spostamenti. L’isolamento non ha permesso al Comune di definire l’inizio dei lavori, ma è stato inteso che il cambio nel sistema di mobilità arriverà per rimanere. Prima della pandemia, gli spostamenti a Barcellona erano per il 26% in mezzi privati e 37,3% in mezzo pubblico, adesso l’obiettivo è arrivare al 40,8% di spostamenti sui mezzi pubblici e al 35,3% di spostamenti a piedi, riducendo l’uso dei mezzi privati al 19,9% e lasciando il rimanente 4% alle biciclette. Due delle arterie più trafficate, la Gran Via e la Diagonale, saranno interessate da questo piano, poiché si chiuderanno le loro corsie laterali per destinarle esclusivamente ai pedoni. Nella Gran Via, inoltre, una corsia sarà riservata agli autobus e solo le corsie centrali rimarranno a disposizione delle automobili. Il piano, in ogni caso, coinvolgerà molte altre strade, tra cui la via Laietana dove i marciapiedi saranno ampliati su entrambi i lati per portarli a un’ampiezza di 4,15 metri. In generale, in molte strade rimarrà una sola corsia carrabile e con limite di 30 km/h, lasciando almeno 4 metri di marciapiedi. Per la giunta catalana, è necessario che la salute abbia il suo spazio nell’agenda urbana e che la città si prepari per non passar da una crisi sanitaria a un’altra di tipo ambientale. Per incoraggiare l’uso del mezzo pubblico, inoltre, si tornerà a far pagare la sosta dei mezzi privati. Un piano analogo è stato approntato anche a Valencia, ma in generale è tutta la Spagna, soprattutto nelle città più grandi, che si sta dedicando a un nuovo concetto di mobilità, affinché la paura del contagio non si converta in un pericoloso aumento dell’utilizzo della macchina. Intanto, Madrid ha registrato uno storico livello minimo di diossido di azoto nell’aria.

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22 apr 2020

MILANO | Per Greta Thunberg “la città sta introducendo uno dei progetti più ambiziosi d’Europa per il dopo Covid-19″

di Roberto Lentini

Greta Thunberg, su Twitter, ha lodato il comune di Milano per i progetti di mobilità sostenibile atti a proteggere i residenti dopo la fase 1 delle restrizioni Covid-19. "Milano sta introducendo uno degli schemi più ambiziosi d'Europa, riallocando lo spazio stradale dalle auto al ciclismo e al camminare, in risposta alla crisi del coronavirus", ha scritto Greta Thunberg su Twitter Il comune ha infatti annunciato che 35 km di strade saranno trasformate nel corso dell'estate, con una rapida espansione sperimentale in tutta la città, in strade ciclabili e pedonali. Il piano Strade Aperte comprende piste ciclabili temporanee a basso costo, marciapiedi nuovi e ampliati, limiti di velocità di 30 km / h e strade prioritarie per pedoni e ciclisti. Le località includono un quartiere a basso traffico sul sito dell'ex Lazzaretto, un rifugio per le vittime di epidemie di peste nel XV e XVI secolo. “Abbiamo lavorato per anni per ridurre l'uso dell'auto. Se tutti guidano un'auto, non c'è spazio per le persone, non c'è spazio per muoversi, non c'è spazio per attività commerciali al di fuori dei negozi. Certo, vogliamo riaprire l'economia, ma pensiamo che dovremmo farlo su una base diversa rispetto a prima. Pensiamo di dover reimmaginare Milano nella nuova situazione. Dobbiamo prepararci; ecco perché è così importante difendere anche una parte dell'economia, supportare bar, artigiani e ristoranti. Quando sarà finita, le città che hanno ancora questo tipo di economia avranno un vantaggio, e Milano vuole essere in quella categoria ”.ha affermato Marco Granelli, vice sindaco di Milano.

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