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21 ago 2020

Toscana: nuovo bando per la mobilità sostenibile

di Luca Ricci

Un nuovo bando regionale da 1,5 milioni è stato pubblicato ieri (sul Burt), destinato ai piccoli comuni. Si tratta di una forma di finanziamento per la realizzazione di ciclovie e misure di supporto alla mobilita sostenibile. Risulta abbastanza evidente il parallelo con l’altro bando creato recentemente dal Ministero dei trasporti, che ha predisposto oltre 137 milioni per progetti di mobilitá sostenibile in Città metropolitane ed in comuni con popolazione superiore i 50.000 abitanti. In effetti questo bando della Regione Toscana va a stanziare risorse aggiuntive per i Comuni esclusi dal bando nazionale perché troppo piccoli. Lo scopo del nuovo bando è il supporto alla realizzazioni di interventi urgenti, che dovranno essere realizzate in tempi estremamente ridotti. Ecco alcuni esempi di progetti che possono accedere ai finanziamenti: piste ciclabili su corsia riservata, percorsi misti pedonali e ciclabili, ciclostazioni e parcheggi attrezzati per biciclette, corsie preferenziali per bus e taxi, ‘zone 30’ e interventi volti a favorire la coesistenza in sicurezza del traffico veicolare con la mobilità ciclabile e la micro-mobilità alternativa.

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21 lug 2020

Mobilità sostenibile in Italia: situazione e obiettivi

di Giulio Di Chiara

Organizzare la viabilità di una città è un processo complesso e organizzarla in chiave sostenibile è ancora più complesso. I nostri centri urbani, sicuramente di non recente creazione, sono stati ideati in momenti storici molto diversi da quello attuale, in cui la cura per l’ambiente non era di certo prioritaria. Ora, però, la questione climatica e il trovare nuovi modi di vivere le città in sintonia con il pianeta è diventata una questione di vitale importanza per il nostro futuro. Ecco perché in queste righe vedremo qual è la situazione della mobilità sostenibile in Italia e quali sono gli obiettivi da raggiungere in questi anni.   Piani Urbani di Mobilità Sostenibile: di che si tratta   Quella della mobilità sostenibile nelle città italiane è una sfida molto ardua, tanto che per vincerla sono stati messi in campo provvedimenti piuttosto significativi da parte del Governo italiano. Nel 2017, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato un decreto in cui sono state definite le linee guida per i PUMS, Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, che davano finalmente inizio ai lavori per lo sviluppo di un diverso tipo di mobilità, più efficiente e più green. I PUMS altro non sono che dei progetti pensati e strutturati in base alle peculiarità delle singole città italiane. Per realizzarli vengono usati strumenti di pianificazione precisi tenendo in considerazione 3 punti fondamentali per il libero movimento di cittadini e merci nei nostri centri urbani: Integrazione Partecipazione Valutazione Un’operazione del genere ha un unico obiettivo: quello di migliorare la vita delle persone rendendo i luoghi della nostra vita non solo meno impattanti sull’ambiente, ma anche più vicini alle nostre necessità lavorative, sociali e personali.   Le regioni italiane più virtuose sui piani di mobilità sostenibile   Per quanto concerne l’organizzazione e la supervisione di tutti gli obiettivi strategici riguardo i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, il punto di riferimento è l’Osservatorio PUMS, estensione del network europeo Endurance. Il PUMS, come da decreto ministeriale, è obbligatorio in tutte le Città Metropolitane e in quelle che hanno più di 100.000 abitanti. Per tutte le altre, invece, è una raccomandazione piuttosto sentita. I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile si articolano in 3 step: In redazione: quando il PUMS ha ufficialmente inizio Adottati: quando, dopo Delibere Comunali, vengono sottoposti all’attenzione dei cittadini Approvati: quando, concluso tutto l’iter, entrano in vigore In Italia, sono 164 le città che stanno articolando il proprio PUMS; di questi 36 approvati, 35 adottati e 93 in redazione. Le regioni che presentano il maggior numero PUMS sono: Puglia, 34 Lombardia, 18 Toscana, 16 Emilia-Romagna, 15 Sicilia, 14   Il ruolo e la crescita della mobilità elettrica Le misure che devono essere messe nero su bianco in un PUMS valgono per ogni forma di trasporto e circolazione che avviene sul territorio urbano. In ottica inclusiva, quindi i piani di mobilità coinvolgono sia il trasporto di merci che di passeggeri e mira a garantire ed estendere a tutti il diritto alla mobilità, tentando di ridurre contemporaneamente le ripercussioni sull’ambiente, il traffico e il numero di incidenti stradali. In un piano d’azione così incentrato sulla sostenibilità, ovviamente la mobilità elettrica gioca un ruolo fondamentale non solo per quanto riguarda i mezzi dei privati cittadini, ma soprattutto per quanto riguarda il trasporto pubblico.  Il piano nazionale dedicato al rinnovo delle flotte dei mezzi del trasporto pubblico locale è stato stilato usando criteri di sostenibilità ambientale specifici unito a un finanziamento piuttosto cospicuo per un aggiornamento in chiave sostenibile di autobus, filobus e tram.   Prospettive nel medio-lungo periodo I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile hanno degli obiettivi specifici su cui, ovviamente, si costruiscono prospettive per il futuro che ci verrà. Tra queste, vanno menzionate: La riduzione delle emissioni legate al traffico La creazione di aree a traffico limitato e/o riservate a specifiche classi di veicoli Incentivi per tutti i mezzi commerciali elettrici Una progressiva tradizione verso soluzioni elettriche per quanto riguarda il trasporto pubblico Potenziamento del car sharing elettrico Potenziamento dei punti di ricarica per mezzi elettrici La strada è sicuramente lunga, ma con delle indicazioni precise sarà indubbiamente più facile arrivare a destinazione nei tempi prestabiliti.  

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17 lug 2020

VERONA | Bus elettrici: al via il primo test per l’acquisto dei nuovi mezzi

di Fabio Nicolosi

Il Comune di Verona si aggiudica 10 milioni di euro, finanziati dal ministero dei Trasporti, destinati all’acquisto di nuovi bus elettrici. L’obiettivo del contributo statale, che a livello nazionale ha portato all’erogazione di 398 milioni per il quinquennio 2019-2023 a favore di 38 Comuni, è quello d’incentivare l’acquisto di bus di ultima generazione. Mezzi alimentati elettricamente, a metano e a idrogeno, che consentiranno di svecchiare il parco degli autobus pubblici in circolazione e da garantire un minor impatto sull’ambiente. Oggi il primo test di prova, realizzato dai tecnici di ATV per valutare caratteristiche, prestazioni e compatibilità con le peculiarità della rete scaligera, a cui hanno partecipato anche il sindaco Federico Sboarina, e l’assessore alla Viabilità e traffico Luca Zanotto. Presenti, anche l'assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti, il presidente di ATV Massimo Bettarello e il direttore generale Stefano Zaninelli. Il primo mezzo urbano elettrico giunto in terra veneta, sta compiendo in questi giorni i suoi primi chilometri sulle strade di Verona, per le valutazioni tecniche. Si tratta di un bus urbano full electric prodotto dall'azienda cinese Yutong - uno dei principali player mondiali nella costruzione dei mezzi pubblici ad energia alternativa - che è attualmente in servizio in Finlandia. Il contributo ministeriale dà attuazione al Piano Nazionale Strategico della Mobilità Sostenibile, finanziando direttamente il Comune che provvederà all’acquisto dei mezzi e ne rimarrà proprietario. “La strada intrapresa dall’Amministrazione – sottolinea il sindaco Sboarina – va verso la direzione del totale ammodernamento del parco mezzi in dotazione al sistema di trasporto pubblico locale. Nel giro di un paio d’anni abbiamo infatti provveduto al cambio del 30% dei bus che, oggi, sono per il 90% a metano. Questo nuovo finanziamento ci contente di accrescere ulteriormente il numero di bus in circolazione sulla rete urbana e, se sarà possibile acquistarne circa una trentina elettrici, di diventare la prima città in Italia con un sistema di trasporto pubblico totalmente ecologico”. “Utilizzeremo i fondi per acquistare una nuova flotta di autobus elettrici – spiega l’assessore Zanotto –. In questo modo mandiamo definitivamente in pensione i bus a gasolio ancora utilizzati nel trasporto urbano, completiamo il rinnovamento del parco mezzi di Atv e miglioriamo complessivamente il servizio. Atv può già contare su bus alimentati a metano non inquinanti, ma con i nuovi mezzi avviamo la transizione di Verona verso la mobilità elettrica, ancora più efficiente e a bassissimo impatto ambientale”. “Queste sperimentazioni – precisa l’assessore regionale De Berti – sono fondamentali per rendere il trasporto pubblico più efficiente e rispettoso dell’ambiente, in modo da migliorare la qualità dell’aria e della vita dei cittadini. Proprio ieri abbiamo approvato il Piano Regionale dei Trasporti che, tra i punti strategici, prevede il rinnovo dei mezzi di trasporti su tutto il Veneto, nell'ottica della sostenibilità ambientale. Sul parco mezzi urbani Atv ha già fatto un ottimo lavoro, ora l’ammodernamento deve coinvolgere anche l'extraurbano, ma sono certa che siamo sulla giusta strada”. “Un risultato che conferma ancora una volta – dichiara il presidente di ATV Massimo Bettarello – la buona pratica di sinergia e condivisione delle scelte sulla mobilità che esiste tra Amministrazione comunale e ATV. Considerato l’attuale stato dell'arte delle tecnologie, è ipotizzabile che per il trasporto urbano ci potremo orientare sull'elettrico, mentre per il trasporto extraurbano la soluzione più vantaggiosa per alimentare gli autobus sarà quella del metano liquido (GNL). In questa prospettiva, utilizzando specifici finanziamenti nazionali destinati alla realizzazione di infrastrutture per il trasporto pubblico sostenibile, saremo in grado come Azienda di costruire le necessarie centrali di ricarica per i nuovi mezzi”. “Il progetto – conferma il Direttore generale di ATV Stefano Zaninelli – è quello di sostituire entro un paio di anni, i mezzi ancora alimentati a gasolio, con altrettanti autobus elettrici. I nuovi veicoli ad emissioni zero andranno pertanto a rafforzare il contributo alla tutela della qualità dell’aria offerto dalla flotta a metano che, già oggi, copre il 90% dei servizi in area urbana e suburbana”.

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06 lug 2020

MARSALA | Da oggi in servizio i nuovi bus per il trasporto pubblico

di Fabio Nicolosi

“Una delle giornate più importanti per Marsala. Unire contrade e centro urbano, per una città territorio come la nostra, è l'aspetto più significativo del rinnovato servizio bus. Oggi matura un lavoro durato quasi cinque anni, nel corso dei quali sono stati presentati validi progetti per intercettare fondi europei e non gravare sulle casse comunali. Ma questa rivoluzione non termina con l'arrivo dei nuovi mezzi, in totale 20, di classe euro 6 e quindi a basso impatto ambientale. Lo storico ammodernamento del servizio si completerà con le pensiline di attesa e le paline elettriche alle fermate con indicazione degli orari lungo il percorso. Come in una città normale che vuole essere vicina ai cittadini e al passo con gli standard europei”. È il commento a caldo del sindaco Alberto Di Girolamo appena sceso da uno dei nove bus freschi di immatricolazione, benedetti per l'occasione da padre Mariano Narciso e da oggi operativi nel territorio comunale. Sostituiranno i vecchi mezzi con milioni di chilometri percorsi, vetusti e inquinanti, spesso guasti e che non assicuravano un servizio efficiente. Tutto questo sarà ora un brutto ricordo per Marsala, stante che i nuovi bus sono tutti con aria condizionata (e con riscaldamento in inverno), dotati di pedana per disabili e con tecnologia interna. Un investimento complessivo di oltre 4 milioni e 300 mila euro, per una progettualità dell'Amministrazione Di Girolamo premiata dal Programma Comunitario FESR 2014/2020. Tre le forniture per il Comune di Marsala, con altrettanti appalti. I bus da oggi in servizio sono 4 di dieci metri di lunghezza e 7 da dodici metri. Quelli che si attendono con l'ultimo lotto d'acquisto sono altri 9 bus con lunghezza di circa sette metri. “Un servizio bus puntuale ed ecosostenibile può favorire la crescita dell'utenza, preferendo il trasporto pubblico e usando meno l'auto, aggiunge il sindaco Di Girolamo. Ne guadagnerà la salubrità dell'ambiente e la qualità della vita”. Finora, il trasporto pubblico a Marsala era assicurato dallo SMA con una trentina di bus immatricolati tra il 1981 e il 2002, tutti con emissioni inquinanti di classe euro 0,1,2 e 3. Pertanto, la loro sostituzione con i 20 bus ecologici (euro 6) e con altri elettrici ha positive ricadute anche con riguardo al consumo del carburante. In più, i nuovi bus accrescono la capacità di trasporto: da 24 a 85 passeggeri, a secondo della loro lunghezza. Tutti i nuovi mezzi saranno forniti anche di un sistema di conteggio passeggeri, nonché di videosorveglianza di bordo a ciclo continuo e validazione automatica dei biglietti. Ringraziamo la pagina MondodeiMezzi per le foto

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12 mag 2020

BONUS BICI | In arrivo l’incentivo anti Covid e anti Smog

di Salvatore Galati

Il Governo, nell'ambito della prevenzione sulla diffusione del Covid-19 e della diminuzione dello smog delle nostre città, ha aggiunto nella bozza del nuovo Decreto, un bonus per l'incentivo della mobilità dolce, tra cui, biciclette a pedalata assistita, segway, hoverboard, monopattini e monowheel. Nella bozza il bonus dovrebbe essere garantito a città con + 50.000 abitanti. Inoltre viene proposto al ministro De Micheli di estendere il bonus ai piccoli centri, al patto che quest'ultimi hanno una pista o un percorso ciclabile adeguato. Grazie a questo bonus si da la possibilità di scegliere un mezzo di trasporto alternativo all'automobile. Cosa indica la bozza del nuovo decreto? Chi richiederà tale bonus, lo potrà usufruire per una spesa massima di 500€ di cui verrà applicato uno sconto del 70%; Sarà valido da quando sarà in vigore il nuovo decreto fino al 31 dicembre 2020; Lo potranno richiedere i maggiorenni delle città con + 50.000 abitanti; Come si richiede il bonus? Dato che il Decreto è ancora una bozza, si attenderà la sua pubblicazione ufficiale. Quindi seguite i nostri Canali Social, per essere più aggiornati: FACEBOOK

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06 mag 2020

Spagna, Barcellona riduce le corsie per le automobili per dare più spazio a pedoni e ciclisti

di Andrea Tartaglia

La Spagna, paese europeo attento alla mobilità sostenibile, ha deciso di affrontare la fase 2 mettendo al centro il tema degli spostamenti e dei trasporti, con la chiara intenzione di incentivare la mobilità sostenibile e, anzi, far sì che nuovi interventi e accorgimenti possano essere definitivi e migliorativi della situazione precedente anche a emergenza conclusa. Un grande segnale di accortezza e lungimiranza da parte delle grandi città iberiche che sono decise a ridurre e disincentivare sempre più l’uso del mezzo privato a motore nelle aree urbane, incentivando trasporto pubblico, spostamenti a piedi e in bici o con altri mezzi ecosostenibili. Un esempio di come trasformare la crisi in opportunità per rendere le città più vivibili e meno inquinate. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha presentato il piano di “nuova mobilità” del capoluogo catalano dopo il periodo di isolamento, con innovazioni definite urgenti e immediate per poter “adeguare” la città al ritorno della grande mobilità. Barcellona si prepara cercando di incentivare gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico. Colau ha precisato che si tratta di uno scenario necessario per non tornare all’inquinamento anteriore ma riuscendo a mantenere una mobilità sostenibile e sicura allo stesso tempo. Con un fondo di 4,4 milioni di euro, il piano prevede la creazione di 21 km di piste ciclabili, 17 interventi nelle corsie degli autobus per migliorare il loro servizio e 12 km di marciapiedi. Secondo quanto spiegato dal Comune, l’obiettivo principale è garantire la sicurezza e la salute pubblica della cittadinanza durante i suoi spostamenti. L’isolamento non ha permesso al Comune di definire l’inizio dei lavori, ma è stato inteso che il cambio nel sistema di mobilità arriverà per rimanere. Prima della pandemia, gli spostamenti a Barcellona erano per il 26% in mezzi privati e 37,3% in mezzo pubblico, adesso l’obiettivo è arrivare al 40,8% di spostamenti sui mezzi pubblici e al 35,3% di spostamenti a piedi, riducendo l’uso dei mezzi privati al 19,9% e lasciando il rimanente 4% alle biciclette. Due delle arterie più trafficate, la Gran Via e la Diagonale, saranno interessate da questo piano, poiché si chiuderanno le loro corsie laterali per destinarle esclusivamente ai pedoni. Nella Gran Via, inoltre, una corsia sarà riservata agli autobus e solo le corsie centrali rimarranno a disposizione delle automobili. Il piano, in ogni caso, coinvolgerà molte altre strade, tra cui la via Laietana dove i marciapiedi saranno ampliati su entrambi i lati per portarli a un’ampiezza di 4,15 metri. In generale, in molte strade rimarrà una sola corsia carrabile e con limite di 30 km/h, lasciando almeno 4 metri di marciapiedi. Per la giunta catalana, è necessario che la salute abbia il suo spazio nell’agenda urbana e che la città si prepari per non passar da una crisi sanitaria a un’altra di tipo ambientale. Per incoraggiare l’uso del mezzo pubblico, inoltre, si tornerà a far pagare la sosta dei mezzi privati. Un piano analogo è stato approntato anche a Valencia, ma in generale è tutta la Spagna, soprattutto nelle città più grandi, che si sta dedicando a un nuovo concetto di mobilità, affinché la paura del contagio non si converta in un pericoloso aumento dell’utilizzo della macchina. Intanto, Madrid ha registrato uno storico livello minimo di diossido di azoto nell’aria.

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22 apr 2020

MILANO | Per Greta Thunberg “la città sta introducendo uno dei progetti più ambiziosi d’Europa per il dopo Covid-19″

di Roberto Lentini

Greta Thunberg, su Twitter, ha lodato il comune di Milano per i progetti di mobilità sostenibile atti a proteggere i residenti dopo la fase 1 delle restrizioni Covid-19. "Milano sta introducendo uno degli schemi più ambiziosi d'Europa, riallocando lo spazio stradale dalle auto al ciclismo e al camminare, in risposta alla crisi del coronavirus", ha scritto Greta Thunberg su Twitter Il comune ha infatti annunciato che 35 km di strade saranno trasformate nel corso dell'estate, con una rapida espansione sperimentale in tutta la città, in strade ciclabili e pedonali. Il piano Strade Aperte comprende piste ciclabili temporanee a basso costo, marciapiedi nuovi e ampliati, limiti di velocità di 30 km / h e strade prioritarie per pedoni e ciclisti. Le località includono un quartiere a basso traffico sul sito dell'ex Lazzaretto, un rifugio per le vittime di epidemie di peste nel XV e XVI secolo. “Abbiamo lavorato per anni per ridurre l'uso dell'auto. Se tutti guidano un'auto, non c'è spazio per le persone, non c'è spazio per muoversi, non c'è spazio per attività commerciali al di fuori dei negozi. Certo, vogliamo riaprire l'economia, ma pensiamo che dovremmo farlo su una base diversa rispetto a prima. Pensiamo di dover reimmaginare Milano nella nuova situazione. Dobbiamo prepararci; ecco perché è così importante difendere anche una parte dell'economia, supportare bar, artigiani e ristoranti. Quando sarà finita, le città che hanno ancora questo tipo di economia avranno un vantaggio, e Milano vuole essere in quella categoria ”.ha affermato Marco Granelli, vice sindaco di Milano.

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19 feb 2020

Mobilità sostenibile casa-scuola casa-lavoro, 164 Milioni per 81 comuni

di mobilita

Interventi in 81 comuni per 164 milioni, finanziati da Ministero dell’Ambiente ed Enti locali, verranno destinati a implementare la mobilità sostenibile casa-scuola casa-lavoro nelle città o raggruppamenti di Comuni al di sopra dei 100 mila abitanti. Obiettivo del provvedimento, innescare pratiche virtuose di mobilità sostenibile per gli spostamenti ritenuti tra i principali responsabili del congestionamento del traffico urbano e del degrado della qualità dell’aria, quali appunto la mobilità casa-scuola e casa lavoro. “Promuovendo e finanziando pratiche come l’uso della bicicletta, il bike sharing, il car pooling, la mobilità elettrica collettiva, l’introduzione di mobility manager nelle amministrazioni pubbliche e nelle aziende – afferma il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa - si punta a qualificare ambientalmente la cultura della mobilità, a migliorare la qualità della vita e dell’aria nelle città e a ridurre le emissioni di gas serra responsabili dei cambiamenti climatici”. Gli interventi riguarderanno percorsi ciclabili e pedonali, servizi di mobilità condivisa (car/bike/scooter sharing), opere per l’integrazione modale (parcheggi, ciclostazioni), percorsi ciclabili e pedonali, trasporto collettivo, mobility management, sistemi Its (per l’infomobilità), servizi di accompagnamento, moderazione del traffico. Le richieste di finanziamento giunte al Ministero dell’Ambiente sono state complessivamente 114. I progetti sono stati vagliati da una “Commissione di valutazione”. Sulla base dei requisiti “ambientali” previsti dal programma e dei punteggi attribuiti alle diverse caratteristiche delle iniziative dal decreto istitutivo, che ha fissato una soglia di punteggio per l’ammissibilità, la Commisione ha stilato la graduatoria. Sono stati ammessi a finanziamento tutti i progetti valutati come ammissibili. Scarica l’elenco dei Comuni (o enti locali consorziati) che hanno ottenuto il finanziamento

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02 feb 2020

BOLZANO | Dieci nuove auto a idrogeno per accompagnare l’Alto Adige sempre più verso una mobilità sostenibile

di mobilita

Dieci nuove auto a idrogeno per accompagnare l'Alto Adige sempre più verso una mobilità sostenibile. Il 6 febbraio presentazione e consegna dei veicoli ai clienti. Enti pubblici e clienti privati altoatesini hanno deciso di puntare sulla mobilità sostenibile, acquistando 10 auto con motore elettrico alimentato a idrogeno nell'ambito del progetto europeo LIFEalps (Zero Emmission Services for a Decarbonised Alpine Economy) coordinato a livello locale da SASAe dal Centro idrogeno IIT. Già negli ultimi anni erano stati fatti dei passi in avanti con i progetti CHIC e HyFIVE, che hanno contribuito alla diffusione dell'idrogeno come combustibile sia per gli autobus, sia per le auto, con l'obiettivo di rendere l'Alto Adige una regione modello, nell'arco alpino, per la mobilità sostenibile. Le 10 nuove auto a idrogeno verranno consegnate ai clienti e presentate ai media dal presidente Arno Kompatscher, e dagli assessori Giuliano Vettorato e Daniel Alfreider, Saranno presenti anche il direttore tecnico di Autostrada del Brennero, Carlo Costa, il presidente e il direttore di IIT, Dieter Theiner e Thomas Klauser, il presidente e la direttrice di SASA, Francesco Morandi e Petra Piffer, nonchè l'amministratore delegato di Hyundai Italia, Andrea Crespi. La presentazione avrà luogo nell'ambito di una giornata interamente dedicata alla mobilità sostenibile, visto che alle ore 9.30, nel cortile interno di Palazzo Widmann, prenderà il via il convegno Driving through the Alps respectfully che si concentrerà sui problemi legati al traffico lungo l'asse del Brennero, con particolare attenzione al progetto BrennerLEC.

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06 nov 2019

Urban Award: Pescara, Fiumicino e Grisignano di Zocco le città green d’Italia

di mobilita

É Pescara la città più green d'Italia per la mobilità 2019. La giuria dell'Urban Award, il contest nazionale ideato da Ludovica Casellati e organizzato con Anci, ha premiato la città abruzzese grazie agli incentivi e alle iniziative messe a disposizione dei propri cittadini. La città natale di D'Annunzio ha permesso ai dipendenti delle aziende che aderiscono al progetto Bike Trial di utilizzare gratuitamente per un mese una delle 140 city bike o bici pieghevoli a pedalata assistita. Secondo gradino del podio per Fiumicino, premiata per la realizzazione di piste ciclabili, stazioni di ricarica E-bike-sharing e pannelli fotovoltaici sulle coperture degli edifici scolastici. Terzo posto per il Comune di Grisignano di Zocco che conquista l'ambito premio grazie alla realizzazione di una ciclovia di 8 km e all’introduzione di un contributo di 0,25 euro al chilometro per i pendolari che partono o arrivano a Grisignano per lavoro. Menzione speciale alla città di Bari. per il progetto MUVT, che ha previsto incentivi per l’acquisto di biciclette e un rimborso chilometrico per tutti quei cittadini che attraverso l’installazione del pin bike dimostrano di percorre il tragitto casa-lavoro su due ruote. La premiazione è avvenuta questa mattina in EICMA, l’Esposizione internazionale del Ciclo e Motociclo in scena nel quartiere espositivo di Fiera Milano a Rho fino a domenica 10 novembre, nell'ambito di un intero pomeriggio dedicato alle due ruote a pedale che ha ospitato anche il terzo appuntamento di BikeEconomy24, il roadshow del Gruppo 24 ORE dedicato all’economia del mondo delle biciclette.

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