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18 set 2021

SICILIA | Autostrada Ragusa-Catania, ultimate in tempi record le procedure preliminari

di mobilita

Si procede a ritmo serrato per arrivare all'affidamento dei lavori per l'autostrada Ragusa-Catania. Si sono infatti concluse, in meno di un mese e senza contrattempi burocratici, le procedure preliminari avviate dal presidente della Regione Nello Musumeci, in qualità di Commissario straordinario, per la realizzazione dell'importante arteria, attesa da oltre trent'anni. Lo scorso 20 agosto si è celebrata la conferenza dei servizi per l'acquisizione degli avvisi degli Enti, comunali e regionali, chiamati a esprimere i rispettivi pareri, ed è stata ultimata la ricognizione dei proprietari delle aree interessate dagli espropri. Da ultimo, a conclusione di questa prima fase del complesso iter di realizzazione, il dirigente regionale dell'Urbanistica ha espresso parere favorevole alla localizzazione delle aree e all'adozione delle varianti al progetto. Musumeci ha così adottato, con proprio provvedimento, la determinazione conclusiva della conferenza. A questo punto, potranno essere avviate le procedure per l'affidamento dei lavori. Come è noto, nei mesi scorsi, dopo apposite interlocuzioni con il governo nazionale, l'opera é stata inclusa tra quelle di interesse strategico e in quanto tale assoggettata a una procedura accelerata e derogatoria. Per il compimento di tutte le attività amministrative il presidente del Consiglio dei ministri ha individuato il presidente della Regione, quale commissario straordinario dell'opera, che a sua volta ha nominato sub-commissario il direttore regionale dell'Anas, avvalendosi del supporto tecnico di quella struttura. Il tratto autostradale da realizzare, con una prima risorsa finanziaria approntata dalla Regione nella sua programmazione, si estende per circa 70 chilometri e interesserà il territorio di tre province (Catania, Siracusa e Ragusa) e di sette Comuni: Ragusa, Chiaramonte Gulfi, Licodia Eubea, Vizzini, Francofonte, Lentini e Carlentini.

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18 set 2021

Il trasporto urbano sostenibile al centro della Settimana europea della mobilità

di mobilita

Circa 3 000 città di tutta Europa partecipano alla Settimana europea della mobilità di quest'anno che, iniziata ieri, durerà fino a mercoledì 22 settembre. La campagna 2021, il cui tema è "Sicuri e in salute con una mobilità sostenibile", promuove l'uso dei trasporti pubblici come forma di mobilità sicura, efficiente, a prezzi accessibili e a basse emissioni per tutti. Il 2021 segna anche il 20° anniversario della giornata senza auto, da cui deriva l’idea della Settimana. "Un sistema di trasporti pulito, intelligente e resiliente è al centro delle nostre economie e della vita delle persone. Per questo motivo, in occasione del 20° anniversario della Settimana europea della mobilità, sono fiera delle 3 000 città, in tutta Europa e non solo, che mostrano come le opzioni di trasporto sicure e sostenibili aiutino le nostre comunità a rimanere connesse in questi tempi difficili", ha dichiarato la Commissaria per i Trasporti Adina Vălean. Per questo anniversario, la Commissione europea ha creato un museo virtuale che illustra la storia della Settimana della mobilità, il suo impatto, le storie personali e il nesso con priorità più ampie dell'UE in materia di sostenibilità.  Le attività in tutta Europa comprendono festival della bicicletta, mostre di veicoli elettrici e laboratori. L'evento di quest'anno coincide anche con una consultazione pubblica sulle idee della Commissione per un nuovo quadro di mobilità urbana e con l'Anno europeo delle ferrovie, con il treno Connecting Europe Express che attraverserà la Bulgaria il 16 settembre.

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14 set 2021

La Ferrovia del futuro corre a 800km/h

di ospite

Con il salone dell’automobile di Monaco si torna a parlare di mobilità del futuro. Per quanto il salone dell’automobile proponga soluzioni innovative ed ecologiche, la vera rivoluzione rimane nella mobilità ferroviaria e nell’adeguamento delle reti di interconnessione cittadine, extra cittadine e di collegamento con porti ed aeroporti. L’impegno ingegneristico prima, industriale ed economico poi, dovrà essere all’altezza dei tanto sbandierati programmi pubblici e privati di ammodernamento delle reti e del materiale rotabile. L’alta velocità ferroviaria, già presente in molti paesi Europei ed Asiatici, ha dimostrato la sua importanza sia nel ridurre i tempi di percorrenza sulla grandi distanze sia nel rapporto di impatto ambientale, migliore rispetto a tutti gli altri sistemi di trasporto persone. I nuovi vettori in via di sviluppo, adattabili alle tratte ferroviarie classiche, promettono velocità prossime ai 600 km orari, tali da rendere obsolete e del tutto inutili le tratte aeree di breve percorrenza, togliendo dai cieli centinaia di vettori altamente inquinanti e poco convenienti anche nel calcolo complessivo dei tempi di utilizzo. Anche durante i viaggi a queste velocità, i passeggeri sono in grado di godere dell’intrattenimento a bordo dei vagoni e di accedere ad internet senza interruzioni, continuando, ad esempio a nagivare in tutta tranqullità e utilizzare magari il sito di Bonusfinder.     Diverso approccio sembra essere quello dell’industria privata americana che, mentre si prepara ad affrontare il rinnovamento delle linee ferroviarie nazionali varato dall’Amministrazione Biden, ha accolto con grande favore l’idea di Elon Musk di realizzare l’Hyperloop. Mentre si sviluppano i prototipi ancora non si è accesa la discussione sull’impatto ambientale che avrebbe la realizzazione di linee dedicate a questo sistema di trasporto “canalizzato” in un vero e proprio tunnel sotto vuoto. I costi di tale rete sarebbero altissimi ed in più non potrebbero essere utilizzati i percorsi ferroviari esistenti. Puntare quindi sull’alta velocità già sviluppata dai diversi operatori europei, cinesi e giapponesi sembra essere la scelta più adeguata.   Perché la mobilità ferroviaria è vincente   Lo sviluppo delle reti ferroviarie vede un crescente miglioramento dei collegamenti tra nazioni, regioni, e città, con un evidente incremento del numero di passeggeri e merci da trasportare. Grande risalto ha avuto in questi ultimi mesi la linea merci Cina-Olanda che consente di ridurre i tempi rispetto al trasporto marittimo a meno di 28 giorni, con grandi volumi ed un rapporto di consumi di carburante per tonnellata del tutto vantaggioso. L’elettrificazione futura della linea e la sua implementazione con altre tratte la renderanno assolutamente competitiva sia con il trasporto via aerea che via mare, con un enorme vantaggio ecologico e di impatto ambientale complessivo. Ogni convoglio merci che effettua un viaggio transcontinentale toglie dal cielo, dal mare e dalla terra centinaia di veicoli, riducendo di fatto il traffico su strada, mare e cielo e aiutando il pianeta a contenere le emissioni di CO2 prodotte da questi mezzi di trasporto. Mentre la mobilità ferroviaria elettrica deve solo essere implementata su quelle reti “datate” dove ancora manca l’elettrificazione, pensare che l’autotrasporto, i cargo e gli aerei possano passare ad alimentazioni elettriche in pochi anni è utopistico.  I tempi di adeguamento dell’industria di produzione, delle reti di alimentazione e la sostituzione dei veicoli presenti rende il materiale rotabile l’arma vincente contro l’inquinamento prodotto dai sistemi di trasporto.   Il futuro è oggi   Maglev ha aperto la strada in maniera pionieristica, TGV e il Treno Proiettile giapponese hanno portato sulle reti l’uso quotidiano dell’alta velocità ferroviaria, Frecciarossa e Italo ne seguono l’esempio, gli strateghi della linea commerciale Cina-EU hanno tracciato la via del trasporto merci, ora aspettiamo solo che USA e Russia inizino ad adeguare le loro infrastrutture. La prossima frontiera è il superamento della barriera degli 800 km orari su binario, più vicina di qualsiasi sbarco sulla Luna.        

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17 giu 2021

SICILIA | Wetaxi: app per prenotare il taxi direttamente via smartphone lancia “Sicilia Taxi Connect”

di mobilita

Il servizio taxi nella Regione Siciliana diventa più smart, sicuro e conveniente: Wetaxi, l’app chiama taxi 100% italiana che per prima ha introdotto la Tariffa Massima Garantita, espande il suo network arrivando su tutta l’isola. Per cittadini e turisti, dunque, questa estate sarà ancora più facile viaggiare in sicurezza e in comodità per raggiungere aeroporti, hotel e luoghi di interesse siciliani. Per far ripartire il turismo sull’isola in sicurezza e convenienza, dal 17 giugno i taxi di Social Taxi Società Cooperativa di Catania, Cooperativa Radio Taxi Palermo e Radio Taxi Jolli Società Cooperativa di Messina abbracceranno la tecnologia di Wetaxi e permetteranno a turisti e cittadini la possibilità di prenotare nell’app di Wetaxi il proprio taxi visualizzando in anticipo quanto si spenderà, grazie alla Tariffa Massima Garantita di Wetaxi. A destinazione, Wetaxi garantisce infatti il pagamento in app del valore inferiore tra quello calcolato al momento della prenotazione e quello indicato dal tassametro. Inoltre, con Wetaxi i passeggeri possono pagare con ​carta di credito, PayPal, Satispay e portafoglio ricaricabile in app o direttamente a bordo taxi; in caso di corse aziendali, possono gestire le ricevute via mail o comodamente in app e ricevere a fine mese fattura elettronica. Inoltre, con l’obiettivo di supportare la ripartenza del settore taxi, Wetaxi lancia Sicilia Taxi Connect, il primo servizio unico taxi regionale: grazie alle cooperative siciliane partner di Wetaxi, tutti i tassisti della regione potranno infatti aderire all’iniziativa. I tassisti dovranno semplicemente scaricare sul proprio smartphone l’app Sicilia Taxi Connect e registrarsi. Non ci sono vincoli contrattuali o di esclusiva nei confronti della rete. In questo modo i tassisti avranno a disposizione un’ulteriore risorsa per gestire le corse ​e per offrire un servizio innovativo,​ coniugando trasparenza e comodità. “Siamo felici di affiancare Wetaxi e le cooperative siciliane – commenta Marco Falcone, l’assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità della Regione Siciliana – nella presentazione di questa iniziativa che conferma lo sforzo verso l’innovazione che sta compiendo l’intero comparto taxi in Sicilia, nell’ottica di un miglioramento sempre crescente della soddisfazione degli utenti. Anche questo tipo di mobilità, per l’Isola, assume un ruolo cruciale che già ha spinto il Governo Musumeci, fin dal deflagrare della crisi del Covid-19, ad accordare sostegni economici e un pieno riconoscimento alla categoria taxi, dopo lunghi anni di assenza di segnali in tale direzione”. “La mission di Wetaxi è da sempre quella di rendere più semplice ed economicamente sostenibile il muoversi in taxi, non solo per vivere al meglio le città ma anche tutto il territorio italiano. Ora insieme alle cooperative siciliane e al primo servizio unico regionale rendiamo questo obiettivo sempre più concreto: raggiungiamo gli utenti in maniera capillare e creiamo un’ampia rete al servizio dei cittadini e dei turisti che si recheranno sull’isola per le vacanze, sostenendo la ripresa italiana all’insegna della sicurezza”, spiega Massimiliano Curto, CEO di Wetaxi. “Con Wetaxi nella Regione Siciliana e con il primo servizio unico taxi regionale in Sicilia – aggiunge Curto – mettiamo a disposizione dei cittadini una modalità più smart per prenotare il taxi e allo stesso tempo supportiamo le radiotaxi e i tassisti stessi, offrendo loro gli strumenti digitali necessari per intercettare anche target più giovani e diventare più competitivi e vantaggiosi”. “La cooperativa Taxi Jolli da sempre investe sull’innovazione puntando su una tecnologia proprietaria che le ha consentito in questi anni di personalizzare i servizi e di semplificarne l’utilizzo. Grazie a Wetaxi, possiamo integrare questa nostra esperienza locale anche a livello nazionale ed ampliare così l’offerta per i nostri clienti”, commenta Massimiliano Vita, Presidente di Radio Taxi Jolli Società Cooperativa di Messina. “Social Taxi da anni sta portando avanti un dialogo costruttivo con le principali Cooperative Radiotaxi della Sicilia e con le Amministrazioni Locali per garantire un servizio omogeneo e qualitativamente elevato nell’intera Regione Siciliana. In tal senso la partnership con Wetaxi rappresenta un contributo positivo a questo progetto grazie anche al know how tecnologico messo a nostra disposizione”, aggiunge Salvatore Cesarotti, Presidente di Social Taxi Società Cooperativa di Catania. “In qualità di Cooperativa più grande della Regione Siciliana, da tempo sentiamo la necessità di farci promotori di un processo di cambiamento del servizio taxi in ambito regionale e di adeguarci ai più moderni standard qualitativi. La scelta di sviluppare questo progetto con Wetaxi è determinata dalla possibilità di lavorare con una realtà completamente italiana che della collaborazione con le Cooperative Radiotaxi ha fatto il suo modello di business”, spiega Massimiliano Federico, Presidente Cooperativa Radio Taxi Palermo.

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17 giu 2021

VERONA | In funzione il primo display contabiciclette, l’unico di Fiab in Italia

di mobilita

La mobilità sostenibile cittadina ha un nuovo alleato. E' il display contabiciclette installato in adiacenza alla pista ciclabile su Corso Porta Nuova, all'altezza dell'incrocio con via Locatelli. E' stato installato in un punto nevralgico della rete ciclabile, sull'asse che collega al centro la stazione, ma che si dirama verso l'ospedale di Borgo Roma, San Zeno e Borgo Milano. In due giorni, ha già contato più di 3600 passaggi di cittadini sulle due ruote, per una media di 1800 al giorno. Un numero destinato però ad aumentare con la fine delle vacanze e la ripresa delle scuole. La novità, frutto della collaborazione tra Comune e Fiab Verona, non solo è il primo dispositivo di questo tipo sul territorio comunale, ma l'unico di Fiab in Italia, a dimostrazione di come Verona ci sia terreno fertile per sensibilizzare su questi temi Il display entra in funzione con i sensori che riconoscono il passaggio di ogni singola bicicletta; ogni unità risulta immediatamente visibile nella colonnina-totem di cui è dotato il display, per un numero complessivo in continuo aggiornamento, disponibile in tempo reale e che riferisce anche i transiti mensili e annuali. Ciò permette di visualizzare il totale dei ciclisti che ogni giorno transitano sulla pista ciclabile, fornendo dati utili agli addetti ai lavori. A cominciare dall'Amministrazione che può monitorare tendenze e abitudini nell'utilizzo della bicicletta, consentendo una verifica dell'efficacia delle azioni messe in atto e una migliore programmazione di nuovi interventi. Il nuovo dispositivo, oltre a fornire dati utili al Comune, influirà inoltre sulla percezione dei ciclisti e sul senso di identità legato alla percorrenza delle vie cittadine. In altre parole, vedere che il display registra un alto numero di ciclisti invita a riflettere sul fenomeno e può invogliare anche altre persone a usare la bicicletta, creando un meccanismo virtuoso basato sulla buona pratica. Oltre a Fiab, il progetto coinvolge due settori del Comune, la Mobilità e Traffico e l'Ambiente. Già diverse le iniziative realizzate insieme in questo ambito, dal concorso Muoversi al campionato scolastico di ciclabilità rivolto alle scuole superiori. Un'attenzione, verso i giovani e gli studenti, ancora maggiore nella fase post Covid. L'opera è stata finanziata da Fiab per circa 8 mila euro, mentre il Comune si è fatto carico dei vari allacciamenti e delle lavori murari, per una spesa di circa 1.700 euro. La precisione del dispositivo è stata testata stamattina dall'assessore alla Viabilità Luca Zanotto che, a bordo della sua bici, è arrivato in Corso Porta Nuova portando il display a quota 539 biker nel corso della giornata. Ad aspettarlo, i volontari di Fiab Verona con il vice presidente Giorgio Migliorini e, di passaggio anche il sindaco Federico Sboarina. "Un'iniziativa in cui crediamo molto - ha detto Zanotto -, perché, nel suo piccolo, può dare grandi risultati. A cominciare da una serie di informazioni utili per l'Amministrazione, dati e numeri che ci permettono di fotografare nel dettaglio il rapporto che i veronesi hanno la mobilità sostenibile, e in particolare la bicicletta, e di intervenire di conseguenza. I dati di questi primi giorni ci dicono che in strada ci sono almeno mille macchine in meno, che significa meno traffico e meno smog. Dopo questo su Corso Porta Nuova, ma non è detto che altri possano trovare presto collocazione sulle piste ciclabili già realizzate o in attuazione. Siamo molto impegnati su questo fronte, i segnali del cambio di tendenza ci sono. Ringrazio Fiab per la collaborazione proficua e costruttiva, questo progetto utilizza lo strumento amministrativo del patto di sussidiarietà proprio per il bene collettivo che persegue". "I numeri fotografano la realtà, e quelli del contabiciclette ci aiuteranno a capire meglio come e quanto i cittadini usano la bici - ha aggiunto Migliorini della Fiab -. E' anche una questione di identità, ai cittadini farà piacere 'contarsi' sul display, li farà sentire parte di una comunità che, in sella alla propria bici, contribuisce al bene di tutti"

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31 mag 2021

VERONA | In arrivo paletti rinforzati a scomparsa e fissi in piazza Bra

di mobilita

Addio ai new jersey in cemento in piazza Bra. I dissuasori, posti dal 2018 a protezione fissa della piazza per prevenire attacchi terroristici con camion e mezzi pesanti, saranno sostituiti con paletti antisfondamento fissi e a scomparsa installati nei principali varchi di accesso. La prima tranche di lavori parte già il 3 giugno e prevede l’installazione di dissuasori a scomparsa e fissi nell’area d’ingresso su via Roma, venendo da Corso Cavour. In piazza Bra, invece, si interverrà al termine della stagione estiva, per non causare disagi in uno dei luoghi più visitati della città, considerato anche il ritorno dei turisti di cui si sono già avuti segnali positivi e che si attendono numerosi da qui ai prossimi mesi. Gli interventi, che hanno un costo complessivo di 300 mila euro, saranno ultimati per la fine dell’anno. Il sindaco Federico Sboarina e l’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto hanno presentato questa mattina il programma dei lavori, evidenziando le caratteristiche tecniche del nuovo sistema di protezione. Programma lavori. Dal 3 giugno in via Roma, nel punto d’ingresso da Corso Cavour, si procederà con l’installazione di 17 dissuasori di transito. Di questi, 2 saranno a “scomparsa” (a destra e a sinistra del monumento), per ostacolare l’accesso ai veicoli non autorizzati e, al contempo, consentire il passaggio a residenti, frontisti e utenti di palazzo Carli sede del Comfoter. A chiusura dell’ampio passaggio, invece, sempre in corrispondenza dell’intersezione tra corso Castelvecchio e via Roma, saranno installati altri 15 paletti dissuasori di transito/sosta fissi, che delimiteranno completamente l’area della piazzetta, ostacolandone l’ingresso da parte dei veicoli. All’altezza del civico n. 34/A di via Roma, saranno infine posizionate 2 fioriere in pietra. Da settembre, nei due punti di accesso a piazza Bra, dal Municipio ai giardini e dal Liston ai giardini, si procederà con l’installazione di 38 dissuasori di transito, di cui 34 “fissi” e 4 “mobili a scomparsa”. Sul lato sud dei giardini Vittorio Emanuele II, saranno invece posizionate 7 fioriere. Il tutto a protezione dei tratti della piazza compresi tra i giardini e rispettivamente via Roma e palazzo Barbieri. I dissuasori, già impiegati nell’ambito di altri interventi realizzati nell’area storica della città (p.zza San Zeno, via Oberdan, corso Porta Borsari), saranno posizionati ad una distanza non superiore a 1,5 metri circa, in modo tale da impedire l’accesso ai veicoli senza arrecare, nel contempo, intralcio alla circolazione pedonale. “Dal 2018, quando si è verificato il problema degli attentati nelle aree pedonali in altre città europee – ricorda il sindaco Sboarina –, a ridosso di piazza Bra sono stati posizionati alcuni new jersey in cemento a protezione fissa della piazza, per prevenire attacchi terroristici con camion e mezzi pesanti. Si è trattata di una soluzione provvisoria, su cui abbiamo lavorato per individuare il migliore intervento definitivo da realizzare, ad alto potenziale di sicurezza e idoneo per garantire il valore estetico di una delle piazze più belle ed importanti della città. Da qui la soluzione dell’installazione di paletti dissuasori, a scomparsa e fissi, che andranno a delimitare ed inibire i punti di accesso alla piazza, senza impattare sulla bellezza del luogo. La sicurezza dell’area sarà così garantita con un progetto ad alto valore estetico. Per i lavori nella piazza si procederà a settembre, al termine della stagione turistica, mentre su via Roma gli interventi avranno inizio già da questa settimana. Rivolgo oggi un particolare ringraziamento agli studenti del liceo Artistico ‘Nani Boccioni’ che, con il loro specifico progetto di abbellimento dei new jersey, realizzato alcuni anni fa, hanno consentito alla città di godere fino ad oggi di vere e proprie creazioni artistiche, composte da disegni geometrici colorati effettuati a copertura del cemento armato dei dissuasori”. “Un ampio intervento dal costo complessivo di 300 mila euro – sottolinea l’assessore Zanotto –, che sarà effettuato, a partire dal 3 giugno, su tre step di intervento. La prima area di cantiere riguarderà via Roma, nel punto di intersecazione con Corso Cavour. Il punto d’ingresso sarà interdetto alla circolazione dei veicoli con l’installazione di 17 paletti, 2 a scomparsa e 15 fissi. Per piazza Bra, invece, viene tutto rinviato a settembre, in modo da garantire nella stagione estiva, periodo di maggior afflusso dei turisti, il regolare passaggio dei pedoni e la bellezza estetica del luogo, fra le più belle cartoline della nostra città. Tutti i lavori saranno ultimati entro la fine dell’anno”.

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14 mag 2021

VERONA | Filovia: chiusi gran parte dei cantieri. Ma ora come si procederà?

di mobilita

Nell'agenda del sindaco la data del 14 maggio era segnata con una grande X rossa, quella che mette la parola fine a tutti a cantieri aperti nei mesi scorsi in città per la realizzazione della filovia. Una data segnata a inizio gennaio, quando Amt e l’Ati, l’Associazione temporanea di imprese incaricata di realizzare l’infrastruttura, hanno firmato l'accordo transattivo che prevedeva il termine tassativo di fine lavori a metà maggio, in tutti i cantieri. E così è stato. Il cronoprogramma seguito è stato di quelli a martello battente, tanto che alcune vie e strade interessate dai lavori sono state aperte già alcune settimane fa, se non da qualche mese. E' il caso di via Palladio in zona Stadio, riaperta il 3 marzo, più di due mesi fa; le vie Tunisi, Giuliari e Comacchio in Borgo Roma, il 23 marzo; via Fedeli e via Caperle a San Michele, il 9 aprile. La maggior parte dei cantieri è stato chiuso in anticipo rispetto al termine prefissato. Mancano all'appello solo due arterie cittadine, via Città di Nimes e via Girolamo Dalla Corte, la cui riapertura è slittata per cause di forza maggiore. Per via Dalla Corte a Borgo Venezia è questione di poco tempo, i lavori sono già conclusi, resta solo da completare la segnaletica orizzontale, ritardata dal maltempo che si è susseguito per più giorni. Servono infatti tre giorni consecutivi di sole perché l'asfalto sia adeguato per tracciare le righe. Leggermente più lunga l'attesa per via Città di Nimes, dove il cantiere ha dovuto stopparsi a fine febbraio per il ritrovamento di un ordigno bellico. Il termine è stato prorogato di un mese rispetto al 14 maggio, ma l'avanzamento dei lavori potrebbe anticipare la chiusura del cantiere già ai primi di giugno. In questi mesi Comune e Amt non hanno smesso di vigilare affinché il venissero rispettati i termini dell'accodo transattivo firmato ad inizio gennaio tra Amt e l'Ati. Accordo che prevedeva appunto il termine tassativo di fine lavori entro il 14 maggio in tutti i cantieri (unica deroga concessa per via Città di Nimes) e che faceva seguito alla risoluzione del contratto per inadempienze che Amt ha fatto a ottobre 2020 nei confronti dell'Ati, visto che da marzo non interveniva nei cantieri già aperti. Da qui l'avvio del nuovo percorso con l’Ati e il dialogo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per valutare varianti migliorative sia per quel che riguarda il mezzo sia per quel che riguarda il tracciato. I lavori stradali effettuati hanno permesso di dotare di nuovo asfalto le strade cantierizzate e renderle più scorrevoli. Con l'occasione, sono state apportate alcune modifiche alla segnaletica orizzontale e verticale in alcuni punti, per rendere incroci o passaggi più sicuri dal punto di vista viabilistico. E' il caso del triplo stop in via Fedeli, all'incrocio con via Caperle, una nuova configurazione che garantisce maggiore sicurezza stradale perchè obbliga gli utenti a rallentare, fermo restando la precedenza assoluta per chi percorre via Fedeli verso tutte le direzioni, mentre gli altri sono obbligati a fermarsi. La chiusura dei cantieri è stata annunciata questa mattina dal sindaco Federico Sboarina e dal presidente di Amt Alessandro Rupiani in via Fedeli. "Non è un caso se oggi siamo in via Fedeli - ha detto il sindaco -. Questo è stato uno dei cantieri più sensibili, rimasto fermo molti mesi, con disagi alla circolazione ma anche ai residenti e alle attività commerciali. La scadenza era il 14 maggio e l'abbiamo rispettata, cittadini e commercianti hanno sopportato per troppo tempo i disagi connessi ai lavori. Finalmente su questo fronte si torna alla normalità, questo è l'obiettivo che mi sono dato come sindaco. E sa da un lato non posso che essere profondamente dispiaciuto e scusarmi per i disagi sopportati per mesi dai veronesi, dall'altro sono soddisfatto di aver raggiunto il risultato di oggi, per nulla scontato e per il quale in questi mesi abbiamo lavorato incessantemente per arrivare a questo passaggio, i lavori si erano arenati e la necessità era quella di ripartire in fretta per non lasciare queste ferite sul territorio. Una responsabilità che parte da lontano, la filovia è senza dubbio una delle grandi opere pubbliche sul tavolo dell'Amministrazione, un progetto che abbiamo ereditato dalla precedente Amministrazione, una matassa intricata che a noi è toccato il compito di sgarbugliare, risolvendo i problemi legati all’Ati e ai cantieri che si erano fermati. Ora guardiamo avanti e proseguiamo il dialogo avviato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per valutare, anche alla luce degli effetti della pandemia, varianti migliorative al progetto sia per quel che riguarda il mezzo sia per quel che riguarda il tracciato. "Oggi abbiamo la dimostrazione concreta che Comune e AMT hanno lavorato in un’unica direzione, quella nell’interesse dei cittadini e della città - ha detto il presidente Rupiani-. I rapporti con l'Ati proseguono nella massima collaborazione, adesso siamo concentrati su via Città di Nimes che è stato ritardato per le operazioni di rimozione dell'ordigno bellico".

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27 apr 2021

SICILIA | Consegnati due nuovi treni “POP”

di mobilita

Nel pieno rispetto dei tempi previsti dal Contratto di servizio, oggi Trenitalia (Gruppo FS Italiane) ha consegnato altri due treni Pop alla Regione Siciliana. Salgono a 16 i nuovi treni Pop in servizio sui binari della Sicilia, più di 1/3 dei nuovi convogli previsti per il rinnovo della flotta dell’isola. Il Contratto prevede in totale la consegna di 43 nuovi treni per la Sicilia: oltre ai 21 Pop, arriveranno 5 treni elettrici e 17 treni diesel-elettrici. Un investimento di oltre 426 milioni, di cui circa 325 destinati all’acquisto di nuovi treni per potenziare la mobilità regionale e metropolitana nell’isola. Oltre ai consueti accorgimenti per garantire la distanza fra i passeggeri, a bordo treno sono presenti dispenser con liquido igienizzante/disinfettante Amuchina per le mani. I Contratti di Servizio di lunga durata che Trenitalia ha firmato con le singole Regioni consentono alla Società del Gruppo FS di realizzare importanti investimenti che generano ricadute positive sia nella qualità del servizio offerto ai viaggiatori, sia per l’intero indotto industriale italiano. TRENITALIA IN SICILIA Ogni giorno corrono sui binari siciliani 441 corse regionali, garantite da una flotta composta da 97 treni; 1.205 sono le persone impiegate nell’isola da Trenitalia.

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16 mar 2021

MILANO | ATM: installati in viale Zara i primi caricatori hi-tech per la ricarica wireless dei bus elettrici

di Fabio Nicolosi

Entra nel vivo il piano Full Electric di Atm, che sta contribuendo a condurre la città verso una mobilità sempre più sostenibile, confermando le scelte strategiche assunte tre anni fa a favore della transizione ambientale, attraverso l’investimento nelle nuove tecnologie. Uno sforzo non solo economico, ma la conferma che l’Azienda - anche in un momento di difficoltà e indeterminatezza dovute alla pandemia - prosegue per sostenere il cambiamento di Milano. Una sfida che si rende ancora più necessaria per il futuro ritorno alla normalità del trasporto pubblico locale quale protagonista della mobilità sostenibile cittadina. I NUOVI CHARGER HI-TECH In questi giorni sono in fase di installazione i primi charger hi-tech in viale Zara. Sono postazioni evolute ad alto contenuto tecnologico che, attraverso un comando Wi-Fi, attivano il pantografo che carica in pochi minuti i bus elettrici. Nelle prossime settimane i primi e-bus a testare la nuova tecnologia saranno quelli delle linee 51, 60 e 82. Entro il 2021 saranno 14 questi sistemi di ricarica rapida in città: sei in Viale Zara, quattro in piazza IV Novembre, quattro in piazza Bottini a Lambrate. La posa di queste strutture innovative in città è indispensabile per consentire la necessaria autonomia e durata del servizio giornaliero a tutti i bus elettrici che progressivamente entreranno nella flotta Atm, sostituendo quelli tradizionali. COME FUNZIONANO La ricarica avviene in modo semplice: il bus si posiziona sotto il pantografo che, attraverso il comando Wi-Fi, si connette al mezzo per effettuare il “rifornimento” in 5/8 minuti. Tali ricariche rapide, unitamente alla possibilità dei mezzi di essere ricaricati di notte nei depositi con le tradizionali colonnine, garantiscono ai bus autonomia pari a 200 chilometri, vale a dire la distanza percorsa in media al giorno. Un singolo charger ha una potenza istantanea pari a 200 kW e può ricaricare velocemente più autobus durante il giorno. Per il posizionamento in strada i charger sono stati studiati anche nell’aspetto grafico, a rappresentare la sostenibilità e l’impatto zero: le strutture sono allestite con decorazioni di alberi verdi, simbolo d’eccellenza della tutela dell’ambiente e dell’aria. NUOVE RICARICHE ANCHE NEL DEPOSITO DI SARCA 75 nuove strutture “plug-in” al deposito di Sarca, il secondo dei quattro depositi Atm dedicati al progetto Full Electric: 50 sono già installate, le altre 25 saranno operative entro l’estate 2021. Queste nuove colonnine sono dotate di un sistema di ricarica intelligente «balancer» che permette di regolare la potenza a seconda del tempo a disposizione per la ricarica, del numero di bus e del residuo di batteria. Queste postazioni vanno così ad aggiungersi alle 67 del deposito di San Donato, per un totale di 142 colonnine complessivamente. E-BUS IN SERVIZIO Attualmente sono 85 i bus elettrici in servizio sulle strade milanesi, sulle linee 45, 54, 84 e 88. Entro il 2021, come da cronoprogramma, Atm avrà in dotazione nella sua flotta 170 bus elettrici a impatto zero, che si aggiungono ai 153 bus ibridi e ai 3 bus a idrogeno. Un piano imponente che vede l’impegno di Atm non solo nel rinnovo della flotta con mezzi completamente elettrici, ma improntato alla sostenibilità a 360° per ambire a diventare una Zero Emission Transport Company, abbattendo progressivamente le emissioni dirette e indirette di CO2 e con un approccio orientato al consumo responsabile delle risorse. Infatti, anche l’energia utilizzata è certificata e proviene da fonti rinnovabili al 100%. Atm mira ad estendere il rispetto dei criteri di sostenibilità a tutta la catena di fornitura del Gruppo, oltre a confermare la volontà di creare valore sociale attraverso questo ambizioso piano, che guiderà la mobilità pubblica della città verso un futuro sempre più green. LE TAPPE E I NUMERI DEL PIANO FULL ELECTRIC Già oggi il 70% del servizio complessivo della rete di trasporto Atm viene svolto con mezzi a trazione elettrica. - Entro il 2030 è previsto il completo rinnovo della flotta con 1.200 bus elettrici. Questo porterà a una riduzione del consumo di gasolio pari a 30 milioni di litri e delle emissioni di CO2 pari a 75.000 tonnellate all’anno. - Il piano prevede un investimento di 1,5 miliardi di € per veicoli e infrastrutture. - 3 nuovi depositi full electric con spazi verdi in superficie e servizi per il territorio. - 4 depositi riconvertiti.

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16 dic 2020

TRENTO | Approvate le linee guida per il nodo ferroviario e i trasporti su ferro e gomma

di mobilita

È destinato a cambiare volto il sistema dei trasporti del Capoluogo, che si concentra sul nodo ferroviario di Trento. Una delle tappe di questo percorso è stata raggiunta oggi con l’approvazione, da parte della Giunta provinciale, delle “Linee guida per un progetto di assetto complessivo del sistema ferroviario del nodo di Trento, articolato per i servizi di trasporto su ferro e su gomma”. Il documento contiene una serie di specifiche di progetto necessarie per la realizzazione del Piano Urbano della Mobilità e per lo sviluppo del successivo Piano provinciale della mobilità. Il documento individua i punti sensibili per la mobilità cittadina - fermate o capolinea dei treni del trasporto pubblico su gomma, parcheggi di assestamento e così via - e propone per ognuno di essi le relative proposte progettuali, sul periodo medio-lungo, ma anche sul breve periodo, per offrire risposte immediate alle esigenze dei cittadini. La redazione delle Linee guida approvate oggi era prevista dal Protocollo d'intesa siglato nell'aprile 2018 fra la Provincia, il Comune di Trento e RFI S.p.A. L’iter stabilito ha poi conosciuto dei rallentamenti a causa dell'emergenza sanitaria da Covid-19. Le attività previste sono comunque state portate avanti nel corso dei mesi estivi e si sono concluse nelle scorse settimane. Il documento parte da un'analisi dello stato attuale della mobilità nel nodo di Trento e da una descrizione dei progetti che interessano la città. Questi progetti influiranno notevolmente sulle ulteriori proposte di mobilità e sui futuri interventi che interesseranno il capoluogo. In particolare le Linee guida individuano dei “punti sensibili per la mobilità” all'interno del territorio comunale, denominati anche punti O/D (origine/destinazione), ne esaminano le funzioni e propongono le relative migliorie o trasformazioni. Ad ogni “punto sensibile” vengono pertanto assegnate una o più funzioni: fermata o capolinea della rete urbana su gomma, fermata o capolinea Nordus, fermata del tram per Trento, fermata della ferrovia, nodo di un sistema a fune, parcheggio di interscambio. A ciascuna funzione è associata una progettualità che risolve le funzioni assegnate in relazione a possibili scenari di diverso orizzonte temporale: stato di fatto/situazione esistente, scenario di breve termine (2021-2025), scenario di medio termine (2025-2030), scenario di lungo termine (dal 2030 in poi). Definire le funzioni e le caratteristiche dei punti “sensibili della mobilità”, a fronte di un’analisi complessiva degli interventi infrastrutturali previsti e dell’approccio organizzativo che Provincia e Comune di Trento vorranno dare alla mobilità cittadina ed extraurbana, costituisce, in altre parole, il primo passo per definire le scelte che caratterizzeranno la città del futuro, sia nel campo dell'urbanistica, sia in quello della mobilità, anche tramite lo strumento del PUMS in corso di elaborazione da parte del Comune di Trento. Articolare poi gli interventi su diversi scenari temporali permette di impegnare l'attività istituzionale in un piano di lungo periodo caratterizzato da risultati intermedi in grado di dare risposte puntuali e coerenti, a volte anche provvisorie, alle esigenze di mobilità dei cittadini. Seguirà ora, quale primo atto pianificatorio coerente con le suddette Linee Guida, la redazione ed adozione da parte del Comune di Trento del PUMS, necessario presupposto anche per concorrere ai bandi ministeriali sul trasporto rapido di massa che, in ipotesi, potrà essere un veicolo finanziario importante per la realizzazione di forme di trasporto in sede fissa sulla direttrice nord sud ad integrazione ed anticipazione del progetto di interramento e relativo prolungamento a sud della Ferrovia Trento-Malè.

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