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17 nov 2020

Ripristino della linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo: RFI presenta le integrazioni richiesti dal MATTM

di Fabio Nicolosi

La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS, con nota acquisita al prot. MATTM-77651 del 05/10/2020, ha trasmesso la richiesta formulata dal Gruppo Istruttore di integrazioni documentali e di analisi, alla luce delle mancanze significative emerse nella documentazione presentata e nella trattazione di diversi temi ai sensi dell'Allegato V del D.L.vo 152/2006, come modificato dall'art. 22 del D.Lgs. 104/2017, "Criteri per la Verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 19", che non consentono al valutatore di esprimere un parere informato e oggettivo in merito alla non assoggettabilità dell'opera a procedura di VIA. In risposta all’ istanza di Verifica di Assoggettabilità a VIA, presentata da RFI per il Progetto delle opere civili ed armamento per il ripristino della linea Palermo – Trapani via Milo, tratta Alcamo – Trapani in data 28.10.2019, con nota UA 05.10.2020, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM – ID_VIP4959), chiede: al punto 1: Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) “richiede di censire i siti Natura 2000, SIC e ZPS e le IBA siti nell’intorno della infrastruttura di progetto, considerando il buffer convenzionale di 5 km, e di svolgere la relativa VIncA, secondo quanto riportato nelle Linee Guida pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale – n.303, del 28.12.2019, e relativa modulistica, evidenziando i potenziali impatti, sia negativi sia positivi, anche per la fase di cantiere.”; al punto 2: Impatti cumulativi “di integrare la documentazione con l’indicazione delle caratteristiche del progetto definitivo degli impianti di trazione elettrica ferroviaria, sottostazioni elettriche e luce e forza motrice in galleria delle tratte e stazioni comprese tra la stazione di Cinisi e la stazione di Trapani, compresa la cabina TE di Piraineto (ID 5113) e la valutazione del presente progetto (Opere Civili) alla luce di potenziali impatti, negativi e positivi, che derivino dal cumulo dei due progetti sul medesimo sedime. Resta inteso che, nella eventuale impossibilità di definire con precisione i tempi di cantierizzazione dei due interventi, dovranno essere presentate diverse ipotesi alternative orientate alla minimizzazione degli impatti.”; al punto 3: Rumore “Integrare la documentazione presentata con l’indicazione della situazione dei ricettori più impattati dall’attuale assetto della linea in ripristino, anche allo scopo di evidenziare eventuali situazioni critiche che necessitano di particolare tutela e attenzione, sia per la fase di cantiere, che di esercizio. Risulta inoltre necessario chiarire se il progetto di risanamento acustico sarà sviluppato e attuato in fase di realizzazione del ripristino.”. RFI ha presentato il 16/11/2020 tutte le integrazioni richieste in un documento di 367 pagine che si spera possa aver chiarito tutti i dubbi e possa permettere a questo appalto di poter completare il suo iter verso la realizzazione Il cronoprogramma dei lavori prevede un totale di 1096 giorni naturali e consecutivi. Il completamento dei lavori in questo tempo è fattibile prevedendo la contemporaneità di lavoro su almeno 4 tratte (considerando la linea divisa in 8 tratte separate dalle stazioni intermedie) con più fronti di lavoro ed una presenza media di circa 120‐140 uomini, con picchi di 170. La costruzione della linea risale agli inizi del secolo scorso, l'apertura all'esercizio è infatti del 1937. La linea ha profilo longitudinale con pendenza massima del 1.7%, e curve con raggio maggiore o uguale a 500 m, come desumibile dal profilo del progetto originario fornito da RFI, di cui si riporta un estratto nella figura seguente. La tratta Alcamo Dir. – Trapani via Milo ha velocità massima di linea in Rango A di 100 km/h e in Rango B di 105 km/h. Il progetto definitivo prevede il mantenimento di tali velocità, il progetto dell'armamento prevede comunque la possibilità di introdurre il Rango C con velocità 110 km/h. Per la realizzazione dell'intera opera si prevede l'istallazione di un cantiere logistico base in zona baricentrica, in località Ummari alla progressiva Km. 95+147, e 7 cantieri operativi: Km. 81+360 Km. 88+024 Km. 90+687 Km. 95+147 in prossimita' della stazione di Ummari Km. 102+279 in prossimità della stazione di Fulgatore Km. 106+858 in prossimità della stazione di Erice Napula Km. 114+151 in prossimità della stazione di Milo L'importo complessivo dei lavori è stato stimato in circa 92 milioni, di cui circa 3,165 milioni di oneri per la sicurezza. A questo importo si sommano le forniture dei materiali a catalogo RFI pari a circa 6 milioni. Il costo totale dell'intervento (lavori + somme a disposizione) si attesta al di sotto dei 118 milioni di euro.

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07 nov 2020

SICILIA | Nasce il primo impianto solare termodinamico integrato con fotovoltaico d’Italia

di Fabio Nicolosi

Il futuro del solare termodinamico in Italia parte dalla Sicilia, là dove è “idealmente” nato con gli specchi ustori del siracusano Archimede. Grazie all’alleanza tra ENEA e l’industria italiana, infatti, a breve sarà inaugurato a Partanna (Trapani) il primo impianto realizzato in Italia che integra solare a concentrazione con il fotovoltaico ed è già in cantiere un altro da realizzarsi a Trapani nella Piana di Misiliscemi. Nei due progetti ENEA ha il ruolo di supervisore tecnico, le aziende italiane SOL.IN.PAR. srl e Stromboli Solar srl sono i committenti e FATA spa del gruppo Danieli costruisce gli impianti. “Questi due progetti dimostrano che in Italia esiste una realtà industriale che sta investendo sulla tecnologia del solare termodinamico con iniziative concrete nonostante i vincoli burocratici e normativi”, sottolinea Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA. “In questi due impianti ENEA è stata coinvolta per svolgere diverse attività, dalla supervisione della progettazione, della realizzazione e dell’avviamento, alla verifica delle performance, fino all’integrazione dell’impianto solare a concentrazione con la tecnologia fotovoltaica”, prosegue Graditi. L’impianto di Partanna ha una potenza installata di 4,26 MWe ed è in grado di produrre energia elettrica per oltre 1.400 famiglie (circa il 30% della popolazione del territorio comunale, con utenze domestiche da 3 kW). “Prevediamo di raggiungere una capacità di accumulo di energia termica pari a 180MWht, che equivalgono a circa 15 ore di funzionamento dell’impianto a pieno carico, anche in assenza della radiazione solare”, spiega Graditi. L’integrazione di sistemi di accumulo di energia termica rappresenta un aspetto rilevante, poiché consente di poter disporre di energia termica convertibile in elettrica e, quindi, di programmare la produzione per soddisfare la domanda di energia. In questo modo è possibile disaccoppiare la raccolta dell’energia solare - che dipende dal ciclo giorno-notte e dalle condizioni meteo - dalla produzione di elettricità, legata invece alla richiesta da parte degli utilizzatori. A Partanna l’area complessiva del campo solare è di 83 mila m2 (circa 10 campi da calcio), dove sono installati 126 collettori solari lineari tipo Fresnel disposti in 9 loop[1], in grado di focalizzare i raggi solari su di un tubo ricevitore; al suo interno scorre una miscela di sali fusi (principalmente nitrati di potassio e di sodio) a basso costo, non infiammabili, innocui per l’ambiente (in caso di perdite del circuito, di facile rimozione perché solidificano rapidamente), che viene utilizzata sia come fluido termovettore, sia come mezzo di accumulo di energia termica a una temperatura stabile di circa 550° C. Il fluido riscaldato nel ricevitore solare si accumula nel serbatoio[2] caldo, quindi entra nel generatore di vapore dove cede la sua energia e si scarica nel serbatoio freddo e da qui ritorna al ricevitore solare. Il vapore così prodotto viene inviato a un gruppo di generazione, turbina a vapore/alternatore, di potenza pari a 4,26 MWe. L’impianto è completato da una caldaia di primo avviamento alimentata con GNL - circa 47 t stoccate in un serbatoio criogenico - per garantire il mantenimento della temperatura dei sali fusi al di sopra di quella di congelamento, soprattutto nei periodi invernali e nella fase di riempimento iniziale dei serbatoi. Oltre ai due impianti in Sicilia, in Italia ci sono altre iniziative nel campo del solare termodinamico: a partire dal 2019, questa tecnologia è tra le tematiche strategiche della Ricerca di Sistema Elettrico, il programma triennale di ricerca sulle nuove tecnologie energetiche finanziato del Ministero dello Sviluppo Economico. In questo contesto ENEA ha presentato un piano triennale di ricerca sui principali componenti degli impianti solari a concentrazione, che prevede lo studio di nuovi fluidi termovettori, lo sviluppo di innovativi materiali di rivestimento superficiale per tubi ricevitori e la realizzazione di sistemi di accumulo termico avanzati. Inoltre, entro il 2021 sarà realizzata presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma) una piattaforma sperimentale per la caratterizzazione di componenti per la fornitura di calore industriale a media e alta temperatura. “Il mercato del calore di processo può rivelarsi un efficace strumento di promozione del solare termodinamico: in questo settore la competizione con le altre tecnologie energetiche rinnovabili è meno forte e vengono ampliate significativamente le applicazioni che permetterebbero di innescare il circuito virtuoso dell’economia di scala, anche nel breve-medio periodo”, sottolinea Giorgio Graditi. Il calore a media/alta temperatura prodotto da un impianto solare a concentrazione potrebbe essere utilizzato per alimentare, ad esempio, alcuni processi nell’industria farmaceutica, alimentare e tessile, ma anche per produrre combustibili ‘green’ e idrogeno da biomasse e acqua (elettrolisi). “Il consumo energetico dell’industria rappresenta circa il 32% di tutta l’energia globalmente richiesta e, di questa quota, solo il 26% è attribuibile ai consumi elettrici, mentre il restante 74% è riferibile a consumi di energia termica, che potrebbero essere soddisfatti da impianti solari a concentrazione integrati nel processo industriale”, conclude Graditi. Nei prossimi decenni l’International Energy Agency prevede un sostanziale incremento della quota di energia prodotta da solare termodinamico, che dovrebbe coprire oltre il 10% del fabbisogno globale di energia primaria al 2050. Puntare al miglioramento delle capacità di accumulo dell’energia termica dei sistemi sarà fondamentale per attirare ulteriori investimenti. Mentre in Italia gli impianti di grande taglia (superiori a 20-50 MW) sono di difficile realizzazione a causa di condizioni geografiche specifiche e di vincoli autorizzativi, a livello mondiale i Paesi in cui questa tecnologia ha trovato maggiore sviluppo applicativo sono la Spagna e gli Stati Uniti, che guidano la classifica con la maggiore potenza installata e in esercizio, rispettivamente con 2,3 GW e 1,8 GW; seguono Cina, Marocco e Sud Africa. Un’ulteriore spinta allo sviluppo di questa tecnologia viene anche da Emirati Arabi Uniti e India, Paesi in prima linea con nuovi impianti in costruzione da 700 MW e 290 MW.

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03 nov 2020

SICILIA | Anas: aggiudicate sei gare per 30 milioni di euro complessivi

di Fabio Nicolosi

Sulla Gazzetta Ufficiale di oggi Anas ha pubblicato i primi sei esiti - su un totale di dodici - relativi ai bandi di gara in accordo quadro di durata quadriennale, finalizzati al risanamento strutturale di opere d'arte sulla rete stradale e autostradale siciliana di competenza Anas. Ogni gara prevede un investimento complessivo pari a 5 milioni di euro, per un totale - in questa prima tornata - di 30 milioni di euro. L'iter per affidamento mediante procedure di Accordo Quadro garantisce la possibilità di eseguire i lavori con tempestività nel momento in cui si manifesta il bisogno, senza dover espletare una nuova gara d'appalto, consentendo quindi risparmio di tempo e maggiore efficienza. Due gare, relative a strade statali in provincia di Palermo, sono state aggiudicate alle imprese Gresy Appalti srl di Maletto (CT) e L&C srl di Alcamo (TP). La gara che riguarda strade statali in provincia di Agrigento è stata aggiudicata all'impresa Torsen C.ni srl di Bronte (CT). L'impresa Cosiam srl di Gela (CL) si è aggiudicata due gare, relative a strade statali ricadenti in provincia di Trapani e di Catania. Infine, L&C srl di Alcamo (TP) si è aggiudicata anche la gara relativa a parte dell'autostrada A19 "Palermo-Catania". Ogni informazione relativa alle gare d'appalto è disponibile sul Portale Acquisti di Anas all'indirizzo internet https://acquisti.stradeanas.it

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13 lug 2020

SICILIA | ANAS: aperto al traffico il viadotto Petrusa

di Fabio Nicolosi

Questa mattina è stato aperto al traffico il nuovo viadotto Petrusa, sulla strada statale 122 “Agrigentina”. Il ponte, sovrastando la nuova statale 640 “Strada degli Scrittori”, collega i centri abitati di Agrigento e Favara. La nuova struttura presenta un’estensione complessiva pari a 120 metri per tre campate di uguale lunghezza di 40 metri ciascuna. La massa complessiva della carpenteria metallica è di 374 tonnellate e la larghezza della piattaforma stradale è pari a 13,2 metri, con due corsie da 3,5 metri per senso di marcia, oltre a banchine laterali pavimentate di un metro e marciapiedi di 2,10 metri per lato. L’opera ha comportato un investimento complessivo di oltre 3 milioni e 700 mila euro e, come noto, sostituisce la vecchia struttura per la quale nel 2017 furono condotte approfondite verifiche tecniche in esito alle quali risultò che le condizioni strutturali non ne consentivano ulteriormente l’utilizzo in sicurezza. L’analisi costi/benefici, finalizzata a valutare la migliore soluzione possibile tra messa in sicurezza della preesistente struttura e demolizione dell’opera e successiva ricostruzione, fece propendere per la seconda ipotesi.

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16 giu 2020

SICILIA | Il progetto dell’anello di Alta Velocità attraverso il piano europeo del Recovery fund

di mobilita

Incontro dedicato alle infrastrutture siciliane e ai collegamenti aerei con l’isola, quello che si è tenuto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra la Ministra Paola De Micheli, il Ministro del Sud e della Coesione territoriale Giuseppe Provenzano e il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. La Ministra De Micheli ha spiegato di voler affrontare con rapidità il tema della piena ripresa del trasporto aereo nello scenario del dopo emergenza sanitaria, attraverso la convocazione di un apposito tavolo con Enac e le compagnie aeree nazionali attive nei collegamenti con la Sicilia, per definire una programmazione di voli in grado di soddisfare la ripresa della domanda di mobilità nei principali scali e con le isole minori. Quanto all’aeroporto di Trapani Birgi, la Ministra ha affermato che la società aeroportuale ha chiesto la riapertura dello scalo nella giornata di ieri e rispetto al ripristino di un volo quotidiano Alitalia con Roma, è in corso la valutazione da parte dell’amministrazione straordinaria della compagnia di bandiera. Il Ministro Provenzano ha posto l'esigenza di affrontare sul piano strategico le diverse urgenze infrastrutturali della Sicilia, con una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli di governo, nello spirito di una leale collaborazione istituzionale, i cui frutti devono essere tangibili sul miglioramento della mobilità dei siciliani, anche per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale che rischia di abbattersi sull'isola. La Ministra De Micheli ha ricordato i recenti stanziamenti del Mit alle Province per la riqualificazione della rete viaria di competenza e chiesto ai rappresentanti della Regione Sicilia di inviare un elenco con le opere prioritarie e i relativi costi: l’obiettivo è reperire le risorse necessarie per dare copertura a una prima corposa tranche di interventi da attuare. In tema di infrastrutture ferroviarie la Ministra ha ricordato, oltre alla realizzazione in corso della Catania-Messina-Palermo, anche il progetto dell’anello di Alta Velocità di rete inserito tra quelli da finanziare attraverso il piano europeo del Recovery fund. L'alta velocità di rete sono linee tradizionali in cui interventi relativamente "minori" hanno come obiettivo l'innalzamento alla velocità di 200 km/h sulla maggior parte del tracciato. Per tutta la restante programmazione relativa alle infrastrutture siciliane verrà insediato un tavolo permanente con le istituzioni regionali, Rfi, Anas e il Consorzio per le Autostrade Siciliane.

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12 mag 2020

Prolungata la convenzione con Tirrenia per i collegamenti con le isole

di mobilita

Tirrenia, a causa della pandemia del coronavirus, continuerà la convenzione con lo stato per garantire i collegamenti con la Sicilia, la Sardegna e le isole Tremiti anche dopo la scadenza che sarebbe arrivata il 18 luglio 2020. È quanto prevede l'ultima bozza del "DL Rilancio" in cui si legge che la proroga è motivata dal nuovo scenario venutosi a creare con l'emergenza-coronavirus, "al fine di evitare che gli effetti economici derivanti dalla diffusione del contagio (...) sulle condizioni di domanda e offerta di servizi marittimi possano inficiare gli esiti delle procedure avviate ai sensi del regolamento 3577/92/Cee per l’organizzazione dei servizi di collegamento marittimo in regime di servizio pubblico con le Isole maggiori e minori". La proroga durerà comunque fino a un anno dalla fine dello stato di emergenza per l'epidemia di Coronavirus.

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02 mag 2020

SICILIA | Finanziaria – trasporti pubblici: stanziati oltre due miliardi di fondi

di Fabio Nicolosi

Procedono senza sosta i lavori all’Ars per l’approvazione della Finanziaria. Tra gli articoli già approvati, l’articolo 9 e l’articolo 12 sarebbero particolarmente importante, in quanto consente di destinare 300 milioni ai comuni siciliani, cui si fa fronte con risorse dei fondi extraregionali e del Poc 2014/2020, e di destinare oltre due miliardi di fondi per il trasporto pubblico siciliano. In particolare l’articolo 12 permette di effettuare interventi ai trasporti pubblici, con fondi per 2 miliardi e 200 milioni in 6 anni. Questa la distribuzione di parte dei fondi, stanziati per esercizi finanziari che vanno dal 2020 al 2026: 390 milioni per i collegamenti marittimi con le isole minori dal 2020 al 2025, con 65 milioni ogni anno; 165 milioni all’anno per sei anni per garantire il servizio di trasporto pubblico locale su gomma a carattere extraurbano ed urbano; 130 milioni all’anno per sei anni al trasporto ferroviario; 30 milioni all’anno per tre anni per il trasporto aereo, al fine di assicurare la continuità territoriale verso Lampedusa e Pantelleria, Comiso e Trapani; 10 milioni sosterranno i titolari di attività di servizio pubblico da trasporto non di linea in servizio di piazza, nonché di servizio noleggio con conducente, di noleggio natanti e di trasporti marittimi di passeggeri. 3 milioni per il 2020 in modo da consentire ai membri in servizio di vigili del fuoco e forze dell’ordine di poter circolare gratuitamente sui mezzi di trasporto pubblico, laddove dotati di apposito tesserino.

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17 apr 2020

SICILIA | Qualità dell’aria in miglioramento durante l’emergenza Covid-19

di Claudio Abramo

L'ARPA Sicilia ha diramato i dati sui rilevamenti della qualità dell'aria nelle Regione dopo l'attuazione delle misure di contenimento del Coronavirus. Le rilevazioni, raccolte dalla rete di sensori sparsi sull'Isola, sono contenute all'interno di una relazione stilata dai tecnici dell'ARPA e si riferiscono al periodo compreso tra gennaio e marzo 2020. Da febbraio le misure messe in campo per contrastare la pandemia hanno prodotto, come dichiarato dall'Agenzia, "una evidente riduzione delle concentrazioni degli inquinanti legati direttamente al traffico, ovvero ossidi di azoto (NOx) e benzene, soprattutto negli agglomerati urbani". Per quanto riguarda i singoli inquinanti, i dati mostrano una forte riduzione sia negli agglomerati urbani sia all'interno delle Zone Industriali. Le stazioni di rilevamento su Palermo e Catania hanno registrato una riduzione superiore al 60% nella concentrazione oraria rilevata. Sempre nelle due principali città le emissioni di benzene (NOx) hanno subito una riduzione pari al 65%, mentre nella stazione di Priolo si è avuta una riduzione dello stesso elemento di circa il 60%. La presenza nell'area di particolato sia PM10 che PM2.5, che in media dipende al 10% dal traffico stradale, ha subito una riduzione compresa tra il 10% e il 20% nell’agglomerato di Catania e nella stazione Priolo dell’area industriale. Mentre nel siracusano e a Porto Empedocle la riduzione è stata superiore al 20% per il PM10.Non sono state rilevate, invece, particolari riduzioni di Ozono. Che c'è stata una forte riduzione del traffico veicolare è visibile anche dai dati dell'ANAS, riportati anche nella relazione dell'ARPA Sicilia, che mostrano come i flussi di traffico tra febbraio e marzo si siano più che dimezzati. In basso la relazione completa dell'ARPA Sicilia. Analisi preliminare sulla Qualità dell’aria nella Regione Sicilia durante l'emergenza epidemiologica da COVID-19

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10 apr 2020

SICILIA | Le piogge di Marzo hanno allontanato il rischio siccità per l’estate 2020

di Fabio Nicolosi

I dati mostrati nella tabella in basso sono stati elaborati e pubblicati dall'Osservatorio delle Acque della Regione Siciliana. L’Osservatorio delle Acque (ex Ufficio Idrografico Regionale) è il II settore dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque, fra i suoi compiti istituzionali ricordiamo che: Provvede all’espletamento organico e di indirizzo delle attività tecnico- scientifiche conoscitive relativamente al ciclo integrale dell’acqua; Organizza e gestisce le reti di rilevamento ed il relativo sistema informativo pluvio-meteo-idrologico; Pubblica gli annali idrologici; È Centro di Competenza per il rischio idraulico nel Sistema dei Centri Funzionali di Protezione Civile; Ha in carico il Piano di Tutela delle Acque ed il Piano di Gestionedel Distretto Idrografico Sicilia La tabella dei volumi idrici disponibili presso i principali invasi siciliani al 1° aprile mostra come le precipitazioni di marzo, quasi ovunque superiori alla norma, abbiano consentito un incremento di volumi disponibili pari a quasi 45 Mmc, un aumento notevole che ha interessato peraltro alcuni dei bacini più importanti ai fini sia degli approvvigionamenti idro-potabili che delle attività irrigue. Nello stesso periodo dello scorso anno, che aveva visto un mese di marzo poco generoso in fatto di piogge, l'incremento era stato di soli 13 Mmc. Si riduce così notevolmente il divario con i quantitativi disponibili nello stesso periodo dello scorso anno, che passa da 110 Mmc a 60 Mmc circa. Il beneficio delle precipitazioni di marzo tuttavia non si esaurisce al solo incremento delle riserve, ma riguarda anche il minor fabbisogno irriguo durante il periodo primaverile, dal momento che ovunque i suoli sono stati portati alla massima capacità idrica di campo. All'inizio di aprile si osservano ancora deflussi significativi verso gli invasi, che lasciano prevedere ulteriori lievi incrementi durante il mese e che permettono di ridurre le preoccupazioni per il soddisfacimento dei fabbisogni del periodo estivo.

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06 apr 2020

SICILIA | Via libera alla gara per la messa in sicurezza del molo commerciale del porto di S. Maria Salina

di Fabio Nicolosi

Via libera alla gara d’appalto da oltre un milione di euro per la messa in sicurezza del molo commerciale del porto di Santa Maria Salina, alle Isole Eolie. Il termine per la presentazione delle offerte al Dipartimento regionale delle Infrastrutture scadrà il prossimo 21 aprile. “Nel pieno dell’emergenza coronavirus – dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci – la Regione Siciliana lavora per raggiungere comunque obiettivi e risultati concreti in tutti i campi, mantenendo in questo caso gli impegni che avevamo assunto sul rilancio delle portualità in Sicilia”. “Nonostante le restrizioni e le difficoltà oggettive legate al momento che viviamo – dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone – vanno in gara dei lavori strategici per l’isola di Salina, perla dell’arcipelago eoliano. Lavori attesi da anni dalla popolazione locale stretta dai costanti disagi per carenze infrastrutturali di lunga data. La messa in sicurezza del molo farà sì che l’isola si metta alle spalle le difficoltà su traffici commerciali e collegamenti. Per le isole minori siciliane – conclude Falcone – questi sono giorni di grandi preoccupazioni e il Governo Musumeci, accanto alla gestione dell’emergenza, è in prima linea per assicurare anche il futuro delle comunità”.

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