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07 giu 2021

La manutenzione dei treni viaggia verso l’efficientamento energetico

di mobilita

Fotovoltaico, smart building, iniziative per l’efficientamento energetico, interventi di building automation dei grandi impianti di manutenzione dei treni consentiranno al Gruppo FS di tagliare i costi elettrici proiettandosi ancor più verso la carbon neutrality. I centri di manutenzione, ordinaria e straordinaria, dei convogli di Trenitalia sono capannoni lunghi quanto una pista di atletica ospitanti treni regionali e a lunga percorrenza. A metà tra la meccanica e la meccatronica, tuttavia, la manutenzione resta una delle attività, dopo la trazione, che consuma maggiore quantità di energia tra quelle di FS Italiane. Puntare sulla sostenibilità vuol dire non solo risparmiare l’energia della trazione con approvvigionamenti di energia verde e risparmiarla con sofisticati sistemi presenti sull’infrastruttura, o con l’uso di supercondensatori, ma anche fare diagnosi energetiche e invertire il trend proprio nelle attività a più alto impatto ambientale. Per preservare l’ambiente, utilizzando energia da fonti rinnovabili e sistemi di economica circolare, per riutilizzare ciò che si produce, non consumando le fonti primarie e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030, il Gruppo FS ha scelto di arrivare alla carbon neutrality entro il 2050. L’IMC SCALO SAN LORENZO In tutte le 56 officine Trenitalia sono presenti tecnologie per l’efficientamento energetico, i pannelli fotovoltaici la realtà più diffusa, ma l’impianto di manutenzione corrente (IMC) dei treni Alta Velocità dello Scalo San Lorenzo di Roma è tra quelli più all’avanguardia perché qui sono state realizzate due tipologie di interventi green: produzione di energia da fonti rinnovabili e efficientamento energetico. Si consuma meno secondo i dettami dell’economia circolare risparmiando - grazie a tecnologie e investimenti mirati - sul consumo dell’illuminazione e sul riscaldamento, con  sistemi di trattamento a ciclo chiuso dell’acqua e di gestione rifiuti, al punto tale che l’impianto ha raggiunto un’autosufficienza pari al 39% dell’energia elettrica consumata, in attesa di batterie con una capacità di accumulo fino al 60% dell’energia autoprodotta e non consumata da fonti rinnovabili. La palazzina adibita a spogliatoi, uffici e magazzini, è dotata di un tetto ricoperto da 72 pannelli solari capaci di soddisfare il fabbisogno di energia per riscaldamento e acqua calda per uso sanitario negli spogliatoi e locali di servizio e, nei mesi estivi, di abbattere il consumo di gas relativo ai locali. Più che un’officina, come siamo abituati a pensarla, si tratta di un’industria dove ogni giorno 200 operai di Trenitalia, e altrettante maestranze di ditte esterne, svolgono attività manutentive pregiate perché legate alla sicurezza della circolazione di treni che viaggiano fino a 300km/h. L’INVESTIMENTO SUL FOTOVOLTAICO Potendo contare su una superficie di 7mila metri quadrati del tetto dei capannoni, senza quindi deturpare l’ambiente, è stato possibile istallare un impianto per 1108 kilowatt (potenza di picco), progettato per produrre annualmente 1,5 gigawattora (1,5 milioni di kilowattora), ovvero il fabbisogno medio annuo di circa 550 utenze domestiche (il consumo medio annuo di una famiglia di 2-3 persone è pari a circa 2700 kilowattora). Nei momenti della giornata in cui l’energia prodotta risulta in eccedenza rispetto ai consumi dell’officina, ne è prevista la restituzione alla rete del gestore. Da ricordare anche che tale produzione annua di energia pulita permette di evitare l’emissione di circa 800 tonnellate di anidride carbonica (0,53 kg di CO2 evitati ogni kilowattora prodotto). RIDUZIONE DEI CONSUMI Sistemi per la riduzione dei consumi elettrici dovuti all’installazione a tappeto di lampade LED a basso consumo e sistemi di corretta gestione luci (“building automation”) quali temporizzatori, crepuscolari, regolatori automatici di intensità luminosa, hanno permesso un abbattimento dei consumi per illuminazione del 53% tra il 2017 ed il 2019. Tutti elettrici i carrelli e i mezzi di trasporto dell’officina, che si ricaricano presso due colonnine istallate nell’area parcheggio.

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22 mag 2021

Gli interventi ferroviari del PNRR illustrati dal Ministro Giovannini alla Camera

di mobilita

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha svolto una audizione nelle Commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera per illustrare la strategia e i progetti inseriti nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza di competenza del Dicastero. Il Ministro Giovannini ha depositato nelle Commissioni le slide illustrative degli interventi su infrastrutture, mobilità, logistica, abitazioni di qualità che sono finanziati con le risorse europee del Next generation Eu e del React Eu e con risorse nazionali. Il programma che il Ministro ha definito “Dieci anni per trasformare l’Italia – per il benessere delle persone e delle imprese, nel rispetto dell’ambiente”. Nuovi fondi sono stati aggiunti rispetto alla previsione di gennaio e precisamente: Alta Velocità Salerno-Reggio Calabria, e attraversamento Vicenza+10.350 mln€ Rinnovo dei treni Intercity al Sud+200 mln€ Sperimentazione dell’uso dell’idrogeno per il trasporto ferroviario (con Mite)+300 mln€ Potenziamento del programma di sviluppo del trasporto rapido di massa+380 mln € Piattaforme digitali a supporto del trasporto pubblico locale (con Mid)+40 mln€ Mobilità sostenibile nelle isole minori (con Mite)+40 mln€ Percorsi ferrovie storiche (con Mic)+40 mln€ • Infrastrutture per le Zone Economiche Speciali - ZES (con Coesione Territoriale)+630 mln€ Rinnovo della flotta navale e nello Stretto di Messina per ridurre le emissioni +100 mln€ Colonnine di ricarica elettriche (con Mite)+750 mln€ Interventi di ammodernamento delle reti di distribuzione idrica+313 mln€ Strade per il collegamento delle aree interne (con Min. Sud)+300 mln€ Riqualificazione dell’edilizia penitenziaria (con Min. Giustizia)+84 mln€ Miglioramento degli spazi nelle strutture di riabilitazione minorile (con Min. Giustizia) +49 mln€ Gli investimenti proposti nella rete ad Alta Velocità permetteranno lo sviluppo dei servizi ferroviari passeggeri e merci a lunga percorrenza, coerentemente con la struttura del territorio italiano e con le esigenze di connettività delle Regioni meridionali. Gli interventi proposti saranno integrati con i sistemi di trasporto regionali, che svolgono un ruolo primario nel sostenere la domanda di mobilità locale alimentando il sistema dei collegamenti ad Alta Velocità a livello nazionale. In particolare, gli interventi sulla rete ad Alta Velocità previsti nel Sud permetteranno di ridurre i tempi di percorrenza e di aumentare la capacità, come illustrato di seguito: Napoli-Bari: al completamento del progetto la tratta sarà percorribile in 2 ore, rispetto alle attuali 3 ore e 30 minuti; ci sarà un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle sezioni a doppio binario, e un adeguamento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci di lunghezza fino a 750 m, senza limitazioni di peso assiale Palermo-Catania-Messina: saranno realizzate le tratte intermedie del progetto, al completamento del quale si otterrà una riduzione del tempo di percorrenza di oltre 60 minuti sulla tratta Palermo-Catania rispetto alle attuali 3 ore, e un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte in raddoppio Salerno-Reggio Calabria: al completamento dell'intero progetto, il tempo di percorrenza sarà ridotto di 80 minuti; inoltre, ci sarà un miglioramento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci, in particolare per il porto di Gioia Tauro ulteriori significative risorse sono previste da subito a valere su risorse nazionali Linee ad alta velocità nel Nord che collegano all'Europa Gli interventi proposti per la rete ad Alta Velocità nel Nord consentiranno di potenziare i servizi di trasporto su ferro, secondo una logica intermodale e stabilendo per le merci connessioni efficaci con il sistema dei porti esistenti. In particolare, per aumentare il traffico su rotaia e garantire il trasferimento modale, in caso di interferenze, dalla strada alla ferrovia, anche nel commercio transfrontaliero, è necessario potenziare la capacità dei collegamenti ferroviari nel Nord Italia e con il resto d'Europa, attraverso i seguenti interventi: Brescia-Verona-Vicenza: gli interventi si riferiscono alla tratta Brescia-Verona e alla tratta VeronaBivio Vicenza. I principali benefici saranno un aumento della capacità e della regolarità del traffico grazie alla separazione dei nuovi servizi AV rispetto a quelli preesistenti, un significativo miglioramento del sistema di trasporto regionale, dovuto alla maggiore capacità della linea tradizionale e una migliore accessibilità della nuova stazione di Vicenza Fiera (il cui attraversamento sarà finanziato con risorse nazionali) Liguria-Alpi: al completamento dell'intero progetto i tempi di percorrenza saranno quasi dimezzati sia sulla tratta Genova-Milano che sulla tratta Genova-Torino. Inoltre, la capacità sarà aumentata da 10 a 24 treni/ora sulle tratte soggette a quadruplicamento in prossimità del nodo di Milano (Rho-Parabiago e Pavia-Milano-Rogoredo). L'intervento infine permetterà il transito di treni merci con lunghezza fino a 750 metri Verona-Brennero: verrà realizzata la tangenziale ferroviaria di Trento, che fa parte del progetto di potenziamento e sviluppo della direttrice Verona-Brennero, al completamento del quale ci sarà un significativo aumento della capacità della linea fino a 400 treni/giorno. Connessioni diagonali Nel Centro-Sud del Paese è anche essenziale migliorare la connettività trasversale attraverso linee diagonali ad alta velocità. L'obiettivo degli interventi proposti è quello di ridurre i tempi di percorrenza per i passeggeri e di trasporto delle merci dall'Adriatico e dallo Ionio al Tirreno, attraverso il miglioramento della velocità, della frequenza e della capacità delle linee ferroviarie diagonali esistenti. Gli interventi riguardano le seguenti tratte: Roma-Pescara: si realizzeranno le prime tratte del progetto, al completamento del quale ci sarà un risparmio di tempo di 80 minuti sulla linea Roma-Pescara e un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte raddoppiate (con la possibilità di istituire servizi metropolitani tra Chieti e Pescara); inoltre, le prestazioni della linea saranno adeguate a consentire lo sviluppo del traffico merci Rafforzamento della Orte-Falconara: verranno realizzate diverse tratte del progetto, al completamento del quale ci sarà una riduzione dei tempi di percorrenza di almeno 15 minuti sulla tratta Roma-Ancona e di almeno 10 minuti sulla tratta Roma-Perugia, un aumento della capacità da 4 a 10 treni/ora sulle tratte soggette a raddoppio dei binari e un adeguamento delle prestazioni per consentire il transito dei treni merci Taranto-Metaponto-Potenza-Battipaglia: saranno realizzate alcune tratte intermedie del progetto, al completamento del quale i tempi di percorrenza saranno ridotti di 30 minuti sulla tratta Napoli-Taranto (via Battipaglia) rispetto all'attuale tempo richiesto di 4 ore, la capacità sarà aumentata da 4 a 10 treni all'ora sulle sezioni in fase di aggiornamento e la linea ferroviaria sarà adattata per consentire il passaggio dei treni merci. Sviluppo del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario (ERTMS) La copertura del sistema europeo di gestione del trasporto ferroviario, che permette l'interoperabilità tra le reti ferroviarie europee e un miglioramento delle prestazioni dei sistemi ferroviari in termini di sicurezza, capacità e manutenzione, è attualmente limitata a poche sezioni ferroviarie. L’investimento si pone l’obiettivo di aggiornare i sistemi di sicurezza e segnalazione esistenti, garantendo così, con anticipo rispetto alle scadenze fissate dall’UE, la piena interoperabilità con le reti ferroviarie europee e l’ottimizzazione della capacità e delle prestazioni della rete. Potenziamento dei nodi ferroviari metropolitani e dei collegamenti nazionali chiave Come previsto nella strategia nazionale "Italia Veloce", gli interventi sui nodi mirano a potenziare i collegamenti "metropolitani" o "suburbani", al fine di garantire servizi capillari con alte frequenze, sostenendo così la domanda di mobilità espressa dalle grandi città metropolitane e dalle aree urbane di medie dimensioni. Inoltre, tali interventi garantiranno servizi di viaggio a medio raggio, sostenendo la domanda di mobilità espressa dalle grandi aree urbane diffuse, con livelli di velocità e comfort competitivi rispetto all'uso dell'auto privata, anche grazie alla creazione di collegamenti "regionali veloci". Essi consentiranno infine il miglioramento dell'accessibilità e l'interscambio tra le stazioni ferroviarie e altri sistemi di mobilità del trasporto rapido di massa. Gli interventi di potenziamento dei collegamenti nazionale chiave riguarderanno diverse zone del Paese, soprattutto le aree di confine (ad esempio, il rafforzamento dei collegamenti con i valichi svizzeri sulla Liguria-Alpi), le dorsali centrali e l’accesso ai porti, in particolare nelle Regioni del Sud. Potenziamento delle linee regionali Questi interventi mirano a potenziare e rafforzare le linee ferroviarie regionali (siano esse interconnesse o meno alla rete infrastrutturale ferroviaria nazionale), sostenendone anche il collegamento e l’integrazione con la rete nazionale ad Alta Velocità, in particolare nelle Regioni del Mezzogiorno. Per questa linea di investimento sono previsti interventi utili a migliorare il sistema di trasporto in termini di numero di passeggeri trasportati, aumento della velocità di percorrenza, interconnessione tra centri urbani e le altre infrastrutture, sia agendo sia sull'infrastruttura che acquistando nuovi treni. Saranno inoltre realizzati interventi necessari per migliorare le condizioni di sicurezza del traffico ferroviario, attraverso l’installazione di sistemi tecnologici e adattamenti dell’infrastruttura esistente. Potenziamento, elettrificazione e aumento della resilienza delle ferrovie nel Sud Diverse linee ferroviarie nel Sud Italia presentano colli di bottiglia nel loro collegamento con il resto della rete ferroviaria e nei nodi chiave del traffico e conseguentemente hanno bisogno di essere elettrificate e modernizzate in termini di qualità del servizio. In tal senso, si prevedono interventi specifici per potenziare la rete ferroviaria in diversi punti critici del Sud Italia (ad esempio in Molise, Basilicata ecc.), per realizzare gli interventi di ultimo miglio ferroviario per la connessione di porti (Taranto e Augusta) e aeroporti (Salerno, Olbia, Alghero, Trapani e Brindisi), per aumentare la competitività e la connettività del sistema logistico intermodale e per migliorare l’accessibilità ferroviaria di diverse aree urbane del Mezzogiorno. Miglioramento delle stazioni ferroviarie nel Sud Le criticità relative al sistema di trasporto ferroviario esistente al Sud non riguardano soltanto la rete, ma anche le stazioni ferroviarie: in numerosi casi esse presentano infatti problemi in termini di accessibilità e integrazione con il territorio. Sono quindi necessari investimenti per riqualificare le stazioni, migliorare la funzionalità dei loro edifici, la qualità dei servizi forniti agli utenti, i livelli di efficienza energetica e lo sviluppo dell'intermodalità ferro-gomma. Il programma di investimento proposto include i seguenti interventi: Hub urbani e linee metropolitane per lo sviluppo della mobilità sostenibile: gli investimenti riguardano 9 progetti che mirano allo sviluppo, alla riqualificazione, all'accessibilità e all'efficientamento energetico di stazioni e nodi ferroviari, che fungono da hub di mobilità, e di fermate di linee metropolitane (tra cui Villa S. Giovanni, Messina Centrale e Messina Marittima, Benevento, Caserta, Bari, Taranto, Lecce, Crotone, le stazioni della linea L2 della metropolitana di Napoli e la nuova fermata di S. Maria di Settimo - Montalto Uffugo) Riqualificazione funzionale, miglioramento dell'accessibilità e intermodalità di stazioni di dimensioni medio-grandi e con alti volumi di traffico: si tratta di interventi relativi a 30 stazioni di importanza strategica dal punto di vista trasportistico e/o turistico, descritte come stazioni del circuito Easy&Smart (tra cui Pescara, Potenza, Barletta, Lamezia Terme, Cosenza, Reggio Calabria Lido, Sapri, Oristano e Palermo Notarbartolo, Milazzo, Marsala e Siracusa)  

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19 mag 2021

La mobilità del futuro con RFI e ANAS

di mobilita

Un’Italia più connessa, verde e competitiva grazie a infrastrutture per la mobilità sostenibili, resilienti, accessibili e inclusive. È l’obiettivo del Gruppo FS Italiane per contribuire al rilancio del Paese e a una transizione green e digitale della mobilità. Ne hanno discusso oggi, durante il webinar La mobilità del futuro, organizzato dall’Osservatorio Riparte l’Italia, Anna Masutti, presidente RFI, Massimo Simonini, amministratore delegato ANAS, e Claudio De Vincenti, presidente Aeroporti di Roma. Dagli interventi è emerso l’impegno di tutto il Gruppo FS nel tracciare un percorso strategico di sostenibilità di lungo periodo, puntando a diventare carbon neutral entro il 2050 e incrementando lo shift modale a favore della mobilità collettiva e condivisa e del trasporto merci su rotaia. Del resto quello dei trasporti è un settore che ricopre un ruolo essenziale e che sta vivendo una profonda evoluzione nel segno della sostenibilità. Nell’attuale scenario non si guarda più solo al mercato ma alla sopravvivenza del pianeta, e il tempo diventa un fattore imprescindibile per orientare il percorso verso obiettivi la cui realizzazione non è più procrastinabile. L’auspicio emerso nell’incontro, e l’impegno di tutti, è rivolto a far sì che il processo di semplificazione delle procedure di autorizzazione e affidamento delle nuove infrastrutture, a cui si sta lavorando il Governo, e lo stringente timing imposto dall’Europa sui lavori previsti nel PNRR, contribuiscano ad accelerare il virtuoso percorso verso un futuro davvero sostenibile e una vera integrazione tra territori, grazie a sistemi di trasporto efficaci, efficienti, accessibili e a ridotto impatto ambientale. L’incontro è servito anche a soffermarsi una volta di più sugli obiettivi che la comunità internazionale, in vari contesti, ha voluto darsi. In questa prospettiva è stato ricordato come i Sustainable Developement Goals (SDGs), approvati con l’Agenda 2030 dall’Assemblea Generale dell’ONU, attribuiscano un ruolo di rilievo alle infrastrutture e ai sistemi di mobilità sostenibile, accessibile e inclusiva. Un’altra fondamentale bussola è costituita dalla Sustainable and Smart Mobility Strategy (SSMS), proposta dalla Commissione Europea nel dicembre 2020, che definisce gli obiettivi da raggiungere nel settore per contribuire alla riduzione delle emissioni del 90% entro il 2050, come previsto dal Green Deal europeo, e per completare lo spazio unico europeo dei trasporti delineato con il Libro Bianco del 2011. Finalità ultima e decisiva, appunto, quella di promuovere la coesione, ridurre le disparità e migliorare la connettività per tutte le regioni.

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13 mag 2021

Alitalia, per la Commissione Europea giusti i 12,835 mln di aiuti da parte dell’Italia

di mobilita

La Commissione europea ha concluso che la misura di aiuto italiana di 12,835 milioni di EUR adottata a sostegno di Alitalia è conforme alle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. L’aiuto mira a compensare la compagnia aerea per i danni subiti su determinate rotte a causa della pandemia di coronavirus nel mese di gennaio 2021. Alitalia è grande compagnia aerea di rete che opera in Italia con una flotta di oltre 95 aeromobili. Nel 2019 la compagnia ha servito centinaia di destinazioni in tutto il mondo, trasportando circa 20 milioni di passeggeri dal suo hub principale di Roma e da altri aeroporti italiani verso varie destinazioni internazionali.

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13 mag 2021

FS: mille assunzioni nel 2021 in RFI

di mobilita

Si è chiuso stamani il confronto con le organizzazioni sindacali che ha portato, tra i vari risultati, alla definizione di un Piano di assunzioni nel corso del 2021 di 1000 persone in Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo Ferrovie dello Stato. L'esito del confronto è stato salutato con soddisfazione da entrambe le parti, dai sindacati e dalla stessa amministratrice delegata di RFI, Vera Fiorani, presente nelle fasi finali della trattativa. È un’ulteriore conferma del ruolo che il Gruppo FS Italiane sta giocando nella delicata congiuntura sociale, economica e produttiva che sta vivendo l’intero Paese dopo 14 mesi di emergenza sanitari. Quanto pattuito al termine del confronto il 13 maggio - si legge infatti nella nota inviata da RFI alle sei organizzazioni sindacali firmatarie -  è in linea con il Piano d’Impresa della società del Gruppo FS, “anche in considerazione di quanto previsto in materia di sviluppo, ammodernamento, potenziamento e manutenzione della rete ferroviaria italiana dai piani recentemente messi in campo dal Governo". Il Piano assunzioni prevede l’effettuazione di un numero complessivo di 1000 ingressi sull’intero territorio nazionale con procedure di selezione e ripartizione per ciascun territorio della rete che saranno oggetto di una successiva informativa di RFI ai sindacati. Il confronto tra le parti ha creato le premesse per gestire nel modo più efficace ed efficiente la mole di attività che RFI e le altre società del Gruppo FS Italiane dovranno gestire nei prossimi mesi.    

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01 mag 2021

Alitalia – ITA in stallo e le compagnie low cost ne approfittano

di Roberto Lentini

L'amministratore delegato di ITA, Fabio Lazzerini, nel corso di un'audizione alla Camera, ha ribadito la necessità di proteggere la stagione estiva di ITA e prendere il controllo commerciale dell’azienda per potere dare sicurezza al mercato. Vista la mancanza di liquidità da parte di Alitalia e il via libera per ITA da parte dell'Ue al piano industriale, il vettore di bandiera si trova in una situazione di stallo. Ad approfittarne sono soprattutto le compagnie Low cost che hanno già "assaltato" aeroporti  appetibili come quello di Milano Linate e i luoghi di villeggiatura soprattutto il sud e le isole. “Bisogna partire, altrimenti l'estate sarà compromessa. E se si perdono quote di mercato non si recuperano facilmente” ha sottilineato Fabio Lazzerini Da Bruxelles arriva la nota della commissaria Ue Margarethe Vestager: “Continuo a credere che possiamo trovare una soluzione, spetta all’Italia presentare una proposta rivista che ci consenta di soddisfare i nostri diversi criteri. I ritardi sono comunque imputabili a Roma. Il mio team sta aspettando da tempo una proposta per poter riprendere le trattative. Sul lancio di Ita condivido il senso di urgenza espresso dalle autorità italiane e dai rappresentanti di Ita per essere pronti alla stagione estiva, ma l'importante è che Ita sia un'azienda economicamente diversa e nuova rispetto ad Alitalia",  Le condizioni poste dalla commissaria appaiono comunque abbastanza dure per la compagnia di bandiera che chiede: la cessione delle divisioni manutenzione e servizi di terra, la cessione di metà degli slot su Linate, la proibizione di usare il marchio e il logo Alitalia per due anni. una flotta ridotta a 47 aerei oltre 6mila licenziamenti Fabio Lazzerini ha ventilato la possibilità che ci sia un nuovo rinvio, per l'inizo delle operazioni di volo, al primo agosto: "Indipendentemente da quando cominceremo a volare, che sia il primo luglio, il primo agosto è importante quando prenderemo il controllo commerciale dell'azienda" Intanto per il 5 maggio è stato convocato un tavolo di confronto tra sindacati, commissari dell'azienda in As e vertici di Ita "sui temi della crisi Alitalia e della partenza della Newco, coerentemente con il Decreto Rilancio, onde rendere esigibile il finanziamento di 3 miliardi già stanziato per il progetto del vettore Nazionale.

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26 apr 2021

Il Governo ha trasmesso al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

di mobilita

Il Governo ha trasmesso al Parlamento il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il Piano si inserisce all’interno del programma Next Generation EU (NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla crisi pandemica. Il Piano italiano prevede investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del NGEU. Ulteriori 30,6 miliardi sono parte di un Fondo complementare, finanziato attraverso lo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei ministri del 15 aprile. Il totale degli investimenti previsti è pertanto di 222,1 miliardi di euro. Il Piano si organizza lungo sei missioni. La prima missione, “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”, stanzia complessivamente 49,2 miliardi – di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo. I suoi obiettivi sono promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura. Gli investimenti previsti nel piano assicurano la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese.  In particolare, portano la connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9.000 edifici scolastici che ancora ne sono privi, e assicurano connettività adeguata ai 12.000 punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale.   Viene avviato anche un Piano Italia 5G per il potenziamento della connettività mobile in aree a fallimento di mercato. Il Piano prevede incentivi per l’adozione di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato, e rafforza le infrastrutture digitali della pubblica amministrazione, ad esempio facilitando la migrazione al cloud.  Per turismo e cultura, sono previsti interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive. La seconda missione, “Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, stanzia complessivamente 68,6 miliardi – di cui 59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 miliardi dal Fondo. I suoi obiettivi sono migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva.  Il Piano prevede investimenti e riforme per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, per raggiungere target ambiziosi come il 65 per cento di riciclo dei rifiuti plastici e il 100 per cento di recupero nel settore tessile. Il Piano stanzia risorse per il rinnovo del trasporto pubblico locale, con l’acquisto di bus a bassa emissione, e per il rinnovo di parte della flotta di treni per il trasporto regionale con mezzi a propulsione alternativa. Sono previsti corposi incentivi fiscali per incrementare l’efficienza energetica di edifici privati e pubblici. Le misure consentono la ristrutturazione di circa 50.000 edifici l’anno.  Il Governo prevede importanti investimenti nelle fonti di energia rinnovabile e semplifica le procedure di autorizzazione nel settore.  Si sostiene la filiera dell’idrogeno, e in particolare la ricerca di frontiera, la sua produzione e l’uso locale nell’industria e nel trasporto. Il Piano investe nelle infrastrutture idriche, con l’obiettivo di ridurre le perdite nelle reti per l’acqua potabile del 15 per cento, e nella riduzione del dissesto idrogeologico. La terza missione, “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, stanzia complessivamente 31,4 miliardi – di cui 25,1 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 miliardi dal Fondo. Il suo obiettivo primario è lo sviluppo razionale di un’infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile e estesa a tutte le aree del Paese.  Il Piano prevede un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità. A regime, vengono consentiti significativi miglioramenti nei tempi di percorrenza, soprattutto nel centro-sud.  Ad esempio, si risparmierà 1 ora e 30 minuti sulla tratta Napoli-Bari, 1 ora e 20 minuti sulla tratta Roma-Pescara, e 1 ora sulla tratta Palermo-Catania.  Il Governo investe inoltre nella modernizzazione e il potenziamento delle linee ferroviarie regionali, sul sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica. Il PNRR avrà un impatto significativo sulla crescita economica e della produttività. Il Governo prevede che nel 2026 il Pil sarà di 3,6 punti percentuali più alto rispetto allo scenario di base. Nell’ultimo triennio dell’orizzonte temporale (2024-2026), l’occupazione sarà più alta di 3,2 punti percentuali. Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento. In particolare, gli investimenti nelle infrastrutture e nella mobilità sostenibile al sud sono pari 14,5 miliardi, il 53 per cento del totale, e intervengono sull’alta velocità, sul sistema portuale e sulla viabilità nell’Italia interna. Sono stanziati 8,8 miliardi per interventi di inclusione e coesione al sud, pari al 39 per cento del totale, e 14,6 miliardi per misure nell’istruzione e la ricerca, pari al 46 per cento. Questi includono la creazione di nuovi asili, un incremento delle infrastrutture sociali, e politiche per il lavoro. Il PNRR contribuisce a ridurre il divario tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. L’impatto complessivo del PNRR sul Pil nazionale fino al 2026 è stimato in circa 16 punti percentuali. Per il sud, l’impatto previsto è di circa 24 punti percentuali.

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23 mar 2021

CAMPANIA | Al via l’iter per azienda unica dei trasporti su ferro e su gomma

di mobilita

In Campania un nuovo modello di gestione dei trasporti regionali. Con l'approvazione oggi della delibera sulla riorganizzazione delle aziende di trasporto pubblico locale parte il progetto di un'azienda unica per la conduzione dei sevizi su gomma e ferro, per la gestione dei contratti del "Tpl" e del patrimonio infrastrutturale. Un modello di governance volto a una gestione unitaria efficiente su tutto il territorio regionale per offrire a tutti i cittadini un servizio di trasporto pubblico locale di pari qualità. Con la delibera approvata oggi si dà mandato agli amministratori di Ente Autonomo Volturno e AIR di valutare, attraverso l'avvio di un processo unitario e articolato per fasi, la fusione tra le due aziende per dar luogo a un'unica società, definendone gli aspetti tecnici e finanziari.

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15 mar 2021

EMILIA ROMAGNA | Parte il piano che potenzia i servizi e il ruolo delle stazioni ferroviarie

di mobilita

Stazioni ferroviarie che si aprono alle città e diventano sempre più luoghi accessibili e attrattivi grazie a una più efficace integrazione tra treno e trasporto pubblico su gomma, collegamenti con la rete ciclabile e sviluppo di reti di ricarica per la mobilità elettrica. Una sorta di ‘hub’ di trasporto pubblico locale per far diventare ancora più competitivo muoversi con i mezzi collettivi e condivisi, migliorando così la vivibilità e la qualità dell’aria delle nostre città. Dopo il rinnovo del parco treni, parte in Emilia-Romagna il piano che potenzia i servizi e il ruolo delle stazioni ferroviarie. È stato firmato oggi da Regione Emilia-Romagna e Rete ferroviaria italiana (Gruppo Fs italiane), il ‘Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie’ con l’obiettivo, appunto, da qui al 2024, di definire e attuare una serie di azioni per rendere le stazioni ferroviarie veri e propri centri di mobilità sostenibile attraverso lo sviluppo di servizi intermodali – ferro-gomma-ciclabili-pedonali – e migliorando al tempo stesso la loro accessibilità per tutti i cittadini. Premessa al nuovo programma è il ruolo delle stazioni quali snodi fondamentali del sistema di trasporto regionale integrato come previsto nel Prit 2025, il Piano regionale integrato dei trasporti. “Il miglioramento dell’accessibilità e attrattività delle stazioni è parte fondamentale della strategia di RFI, in coerenza con quella del Gruppo FS- sottolinea la responsabile della Direzione Stazioni di RFI, Sara Venturoni- infatti il nuovo concetto di stazione che stiamo proponendo punta a svilupparne a pieno il potenziale di nodo trasportistico e di polo di servizi, in osmosi con i territori serviti dalla rete ferroviaria, contribuendo al loro sviluppo sostenibile. Per vincere una sfida così impegnativa occorre mettere a sistema le scelte, le azioni e le risorse, intensificando la collaborazione tra RFI e gli Enti Locali. E il Protocollo d’Intesa sull’intermodalità serve esattamente a questo”. Gli ambiti di programmazione e le attività del Protocollo Sono in pratica tre gli ambiti di azione del protocollo.Il primo riguarda il trasporto pubblico locale dove si svilupperanno azioni per migliorare la domanda di mobilità ferro-gomma, i percorsi di interscambio, gli spazi con l’obiettivo di ridurre anche i tempi complessivi di viaggio. Il secondo ambito interessa la mobilità ciclabile con l’obiettivo di migliorare il raccordo delle stazioni ferroviarie con i percorsi ciclabili esistenti, con particolare attenzione alle ciclovie nazionali, alla ciclabilità regionale e locale, ai collegamenti ciclabili tra le stazioni e i grandi attrattori di traffico, oltre alle infrastrutture al servizio della ciclabilità (rastrelliere, velostazioni, ciclofficine) e alla valutazione di nuovi servizi e micromobilità con stalli dedicati alla presa-rilascio dei mezzi in stazione. Infine, il terzo ambito riguarda la mobilità elettrica e condivisa con misure dedicate alla definizione della tipologia di colonnine e dimensionamento delle stazioni di ricarica dedicate a taxi-Ncc, car sharing e privata. Oltre a queste aree tematiche potranno essere trattati ulteriori argomenti quali la mobilità pedonale per definire percorsi di qualità tra le stazioni e i poli attrattori di primo livello - scuole, ospedali e servizi sanitari, grandi poli del turismo, aggregatori di attività lavorative, ecc. -, con particolare attenzione alle persone con disabilità e a mobilità ridotta.

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Articolo
12 mar 2021

ONLIT, “Ricollocare i piloti Alitalia in esubero dagli aerei ai treni”

di mobilita

Mentre le più quotate ed efficienti Swissair e Lufthansa stanno cercando di ricollocare una parte dei loro piloti in esubero nelle ferrovie dei rispettivi Paesi, il Ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha nominato per Alitalia due nuovi commissari, da aggiungere all'attuale Giuseppe Leogrande. Ha aggiunto così due posti a tavola, visto che tra i nove membri del CdA di ITA (la società incaricata di gestire la nuova Alitalia) la Lega non è rappresentata. Anziché difendere le alte professionalità di molti piloti perennemente inattivi che si disperderebbero dall'inevitabile piano di esuberi derivanti dal ridimensionamento di ITA, prendendo esempio dall'estero e pensando a una loro ricollocazione nelle ferrovie italiane che si dice di voler rilanciare assieme alla sostenibilità dei trasporti, il Governo sta pensando ad un piano fatto di sola CIG ed esuberi. Piano che si aggiungerebbe a quelli del passato decennio, caratterizzato da cassa integrazione e prepensionamenti d'oro. In situazioni analoghe a quella italiana - pochi macchinisti da una parte, e troppi piloti d'aereo dall'altra - i sindacati e i piloti svizzeri e tedeschi non si stanno opponendo alla prospettiva di un trasferimento, ma anzi stanno stringendo accordi. Con il Covid, la crisi del trasporto aereo ha messo in ginocchio vettori ben più robusti di Alitalia, i quali però non aspettano di uscirne solo con aiuti di Stato e ammortizzatori sociali. Perché non provarci anche in Italia? Anche perché ci sono lavoratori più deboli da tutelare, in altri settori che la politica ha spesso dimenticato.

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