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16 mag 2020

VERONA | In piazza dei signori la nuova pavimentazione

di Fabio Nicolosi

Centinaia di pietre, perfettamente incastrate a lisca di pesce. E livellate come non si vedevano da oltre vent’anni. Piazza dei Signori ha una nuova pavimentazione, un colpo d’occhio per chi arriva ai piedi della statua di Dante. Un intervento storico, gli ultimi lavori infatti risalgono al 1998. Un’operazione di abbellimento e messa in sicurezza che è stata avviata nel mese di gennaio ed è proseguita anche durante il lockdown. In tutto sono state sostituite 300 lastre in sarnico, pietre ormai deteriorate o rotte. La superficie è stata rigata per rendere la pavimentazione antisdrucciolo come da finitura storica. Altre 300 pietre sono state sistemate e levigate, per dare uniformità e omogeneità a tutta la piazza, che ricopre una superficie di 2 mila e 300 metri quadrati. Dove necessario, si è provveduto, infine, alla pulizia e alla sigillatura delle fughe. Così come alla sostituzione di alcune lastre perimetrali in pietra della Lessinia. L’intervento ha avuto un costo di circa 150 mila euro. Approfittando dell’assenza dei banchi, nelle ultime settimane è stata livellata anche la pavimentazione di piazza Erbe. Ieri mattina, il sindaco Federico Sboarina e l’assessore all’arredo urbano Nicolò Zavarise hanno simbolicamente tagliato il nastro in una piazza ancora praticamente vuota, auspicando che possa presto tornare alla vitalità di qualche mese fa. Erano presenti anche l’assessore al Bilancio Francesca Toffali e al Turismo Francesca Briani. “Questa piazza, simbolo di Verona, cuore pulsante del nostro turismo e del patrimonio storico e culturale scaligero, meritava un intervento radicale – ha detto Sboarina -. Ora speriamo di vederla presto piena di veronesi e turisti per apprezzare la nuova pavimentazione. È un auspicio che vale per tutta la città. Dopo mesi difficili, in cui abbiamo visto strade e piazze deserte, è un segnale di ripartenza. Abbiamo colto l’occasione anche per sistemare la pavimentazione di piazza Erbe, una manutenzione straordinaria facilitata dall’assenza dei banchi e delle persone. Ora che i lavori sono terminati, in tempo per le riaperture previste lunedì, ci auguriamo che le nostre piazze tornino ad essere il fulcro della vitalità scaligera”. “Nonostante l’emergenza che abbiamo vissuto negli ultimi mesi – ha spiegato Zavarise –, i tempi sono stati rispettati. Abbiamo voluto portare avanti celermente questi lavori affinchè la piazza fosse pronta in vista della ripartenza. Si tratta di uno degli interventi migliorativi più importanti degli ultimi tempi, proprio perché riguarda una delle nostre piazze storiche. Questa pavimentazione non veniva sistemata da 22 anni. Ringrazio l’assessore al Bilancio Francesca Toffali per aver inserito questo progetto tra le opere da realizzare con l’avanzo di bilancio, ancora lo scorso anno”.

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15 mag 2020

ROMA | Al via i lavori di pedonalizzazione e di due piste ciclabili nel quartiere San Giovanni

di mobilita

Lunedi 18 maggio prenderanno il via i lavori che rivoluzioneranno, in chiave sostenibile, la viabilità di una parte importante del quartiere San Giovanni, nell’area compresa tra viale Castrense, via La Spezia, via Taranto e Largo Brindisi. In particolare, sono previsti interventi di pedonalizzazione e la realizzazione di due piste ciclabili su via Taranto e via La Spezia, dove avremo anche una nuova corsia preferenziale. Su Largo Brindisi verrà ampliata l’area pedonale, con un accesso diretto alla stazione metro San Giovanni. Le piste ciclabili su via La Spezia e via Taranto convergeranno su Largo Brindisi dove un parcheggio per le biciclette, chiuso e controllato, sarà accessibile ai titolari di MetreBus card. "Ridisegniamo così gli spazi, dando respiro al quartiere, rendendolo più vivibile per tutti, residenti e cittadini che lo frequentano ogni giorno. È un progetto fortemente voluto da questa Amministrazione per trasformare una zona centrale e strategica della Capitale, favorendo il trasporto pubblico e la mobilità ciclabile e pedonale" ha detto la sindaca Virginia Raggi  

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13 mag 2020

MILANO | Pronta la delibera per tavolini e strutture esterne

di mobilita

Domani verrà presentata in aula consiliare la delibera che toglie il pagamento di occupazione suolo pubblico per le occupazioni leggere (tavolini, ombrelloni, pedane, strutture esterne per negozi non alimentari), sospende molti regolamenti che le rallentavano e dà al Comune 15 giorni per approvarle. "Mi fa piacere che abbiamo raccolto un consenso generale perchè è una delle principali azioni che mettiamo in campo per mitigare i disastri che il Covid sta causando alle attività commerciali ed aiuta anche a recuperare spazi di socialità per ognuno di noi nei prossimi mesi. Significa avere più luoghi dove bere un caffè e mangiare una pizza nel rispetto del distanziamento, ma anche per i negozi avere all'esterno i prodotti di vendita più massivi senza che si debba far la coda per entrare. E' la strada che tante città europee in questi giorni stanno prendendo: le scelte di Parigi, Londra o Madrid sono molto simili a quelle che abbiamo impostato nel documento strategico della Fase2 di Milano: la risposta delle città al Covid deve essere di poter vivere di più gli spazi pubblici e in sicurezza"  ha scritto l'assessore Pierfrancesco Maran sulla propria pagina Facebook

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11 mag 2020

MILANO | Scuole, verde, sport e spazi pubblici: le opere per la città generate dal progetto Citylife

di mobilita

Importanti risorse private da destinare ad opere pubbliche di edilizia scolastica, edilizia sportiva e verde. Vengono generate nell’ambito della convenzione tra il Comune e CityLife SpA, società a capo del Piano Integrato di Intervento che ha dato vita alla riconversione dello storico polo urbano della Fiera, oggi modello di trasformazione urbana e creazione di una nuova centralità. A seguito dell’alienazione del Palazzo delle Scintille, la cui riqualificazione interna secondo l’originaria convenzione avrebbe dovuto essere interamente a carico dall’operatore, l’Amministrazione ha individuato i nuovi interventi che CityLife dovrà realizzare a scomputo oneri in luogo dell’intervento sull’immobile. Se da un lato quindi con l’alienazione - per un valore di oltre 30 milioni di euro- il Comune ha restituito un bene alla città attraverso le funzioni pubbliche che verranno promosse dall’acquirente e generato importanti risorse pubbliche, dall’altro ha “liberato” risorse private da destinare a interventi pubblici nel Municipio 8. In base a un ulteriore accordo, inoltre, CityLife provvederà al rifacimento di Piazza VI Febbraio, ampliando notevolmente la portata dell’intervento già originariamente previsto. "Milano si appresta a vivere una fase delicata e complessa, ma una caratteristica nel dna della città è la capacità di fare squadra tra pubblico e privato - dichiara l'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran -. Se da un lato lo sviluppo di CityLife ha creato un nuovo quartiere vivo e modificato lo skyline di Milano con edifici caratterizzati da elevata qualità architettonica e sostenibilità ambientale, dall'altro ha portato interventi diffusi nel quartiere, a partire dal parco che oggi è frequentato da tutti i cittadini. Questi nuovi interventi pubblici sul territorio porteranno nuovi servizi fondamentali a servizio di tutti, a partire dalla riqualificazione delle scuole". “La sicurezza delle scuole – sottolinea l’assessore all’Edilizia Scolastica Paolo Limonta – ha sempre avuto un ruolo primario nelle scelte dell’amministrazione. Ma mai come in questo momento l’attenzione deve essere dedicata ai più piccoli che con l’arrivo dell’emergenza sanitaria hanno visto sospendere le lezioni in classe e limitare i luoghi per la socializzazione. Questi due interventi avranno un impatto positivo importante in due grandi scuole del quartiere e di conseguenza sui suoi cittadini”. "Per il Municipio 8 è un'immensa soddisfazione - aggiunge Simone Zambelli, Presidente di Municipio 8 -, grazie a queste risorse riusciremo finalmente a far partire lavori per opere pubbliche di straordinaria importanza per molti quartieri, a partire dalle scuole e dalle aree verdi, servizi essenziali per i cittadini” “I nuovi interventi concordati nell’ambito della convenzione con il Comune sono un’ulteriore conferma della proficua collaborazione che in questi anni si è creata tra CityLife e l’amministrazione - ha commentato Armando Borghi, Amministratore Delegato di CityLife -. CityLife è fortemente impegnata nel contribuire al successo di un progetto di rigenerazione urbana all’avanguardia che ha già restituito alla collettività un’area completamente rinnovata e oggi fruibile da tutti”. In particolare, secondo i nuovi accordi, che dovranno essere oggetto di un aggiornamento degli impegni convenzionali, l’operatore provvederà al risanamento conservativo di due edifici scolastici, la Rinnovata Pizzigoni e la Cappellini di via Giovanni Battista Rossi, per complessivi 14 milioni di euro, individuati tra quelli prioritari nel Piano delle Opere Pubbliche. Per la prima si tratta di opere per il rifacimento del tetto e dei solai con la realizzazione dell’isolamento termico, oltre ad altre opere connesse per un valore di 6 milioni di euro. Per la seconda si tratta di lavori di manutenzione straordinaria della copertura, opere di risanamento interno, adeguamento degli impianti, rifacimento dei bagni e antisfondellamento per complessivi 8 milioni di euro. Per quanto riguarda l’incremento del verde, come indicato dal Municipio 8, verranno realizzati nuovi orti in vasca nelle via Pogatschnig, Chiarelli/Donadoni, e Omodeo/Cechov. L’operatore realizzerà inoltre un progetto di fattibilità per la copertura del velodromo Vigorelli, del quale ha già in carico la rifunzionalizzazione dell’impianto (di cui le prime due fasi sono già terminate). Per quanto riguarda Piazza VI Febbraio, la riqualificazione migliorerà l'accessibilità e qualità dello spazio pubblico, trasformando un'area disordinata in un nuovo luogo di socialità. La zona centrale diventerà un grande spazio verde libero e fruibile: verranno piantati nuovi alberi, posate panchine, sedute e tavoli, rifatta la pavimentazione e l'impianto di illuminazione. Saranno inoltre inerbiti i binari della linea tranviaria e le aree attorno ai parcheggi e realizzati nuovi attraversamenti per migliorare i flussi da via Ferrucci e via Monti. Attraverso il ridimensionamento della parte carrabile sarà inoltre realizzata una nuova pista ciclabile che da viale Cassiodoro perimetra la Piazza, percorre via Francesco Ferrucci e si ricollega a via Ippolito Nievo. Proprio in questi giorni sono terminati i lavori di completamento della sede stradale di Viale Duilio, un intervento svolto in accordo tra CityLife e il Comune di Milano con l’obiettivo di riqualificare l’asse viario di Viale Duilio e favorire l’ampliamento dell’area destinata alla mobilità ciclabile e pedonale.

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11 mag 2020

Una nuova filosofia si fa strada per innovare il sistema capitalistico: Eco-Mutualismo

di mobilita

Parte da Catania un gruppo di lavoro filosofico politico che ha accolto una prospettiva di rinnovamento del capitalismo che sta facendo discutere in questi giorni, l’Ecomutualismo.  Un gruppo che sta lavorando alla creazione di un programma politico coraggioso e organico di “cura” della natura, delle persone e delle organizzazioni, avviando dei laboratori online di approfondimento per scrivere delle proposte post-covid in grado di rimettere in gioco quanti più cittadini possibile. Il periodo di lockdown causato dal Coronavirus è e rappresenterà uno spartiacque nella storia. Oggi più che mai l’uomo è chiamato a scegliere se continuare a perseverare con un modello di produzione e consumo disumanizzante oppure mettere in campo gli anticorpi e osare un’evoluzione in grado di innovare lo stesso sistema capitalistico, eliminando il virus del liberismo. Il modello di riferimento è offerto dalla natura e si chiama Eco-Mutualismo. Il mutualismo in biologia indica quella condizione di convivenza simbiotica tra due o più organismi che vivono procurandosi vantaggi reciproci. È opposto al parassitismo che indica quella condizione di convivenza dove un organismo prevale sull'altro e ne condiziona la vita procurandone in alcuni casi la morte. La condizione del parassitismo è tipica del rapporto odierno uomo - natura in quanto l'uomo si ciba delle risorse naturali e non restituisce alcun vantaggio alla natura. Partendo da questa semplice analogia, la simbiosi mutualista può offrire un valido schema di riferimento per tentare di reagire alle crisi che il pianeta sta affrontando. Come funziona? Tramite un sistema di crediti green esentasse, i cittadini che sviluppano comportamenti virtuosi in campo ambientale, ad esempio chi si sposta in bicicletta, chi s’impegna in azioni di volontariato a favore dell’ambiente, chi compra alimenti a km0, chi fa il compostaggio con i suoi rifiuti organici, è un cittadino che può essere considerato un cittadino mutualista perché compie azioni benefiche per il pianeta. Crediti che possono essere spesi in un mercato complementare popolato da prodotti e beni provenienti dalla stessa economia circolare, ovvero dal riciclo, dal recupero e dalle rinnovabili. L’economia circolare e la mobilità sostenibile se fossero incentivati tramite un sistema di crediti green - riconosciuti alla gente civile dallo Stato - riceverebbero una grossa spinta in termini di diffusione popolare. Meno impatto ambientale, più crediti green. Ognuno può facilmente misurare il proprio impatto sull’ambiente calcolando anche online la propria impronta ecologica. Tramite questo indicatore il legislatore potrebbe sviluppare un sistema di monitoraggio e distribuzione di vantaggi a chi sceglie di compiere azioni sostenibili e solidali. L’obiettivo finale sarà un modello di sviluppo in grado di creare vantaggi sia per l’uomo che per l’ambiente attraverso tre passaggi chiave: 1. Definizione di strumenti per misurare l’Impronta ecologica di ciascuno e del conseguente credito verde accumulato. Chi si iscrive a questa ipotetica piattaforma online potrebbe calcolare la sua impronta ecologica e ricevere dei crediti green in misura inversamente proporzionale al valore della sua impronta: cioè meno inquini più crediti green guadagni. 2. Organizzazione di scambio anche virtuale di quote green. I crediti green sarebbero una moneta complementare di Stato esentasse. Ciò oltre al perseguimento del doppio vantaggio uomo – natura consentirebbe di far decollare tutta la filiera del riciclo, del recupero, della prevenzione del rifiuto, della mobilità sostenibile ma anche quella della decarbonizzazione da un grande massa di popolazione, rispondendo così ad semplice meccanismo: “se non inquini ci guadagni”. 3. Organizzazione di una nuova forma di mercato: i mercati mutualisti. I mercati mutualisti sono luoghi virtuali dove è possibile acquistare o vendere strumenti Eco-Mutualisti, per esempio: azioni di rigenerazione ambientale, quote di riduzione di Co2, prodotti e servizi tesi a ridurre l’impronta ecologica dei partecipanti del mercato. Prendendo spunto da quanto già fatto in Europa con il meccanismo di compensazione delle quote di emissioni di carbonio (Emission Trade Scheme ETS ) di cui si parla anche nel Green Deal dall’Unione Europea, con l’organizzazione di questa nuova forma di mercato si amplierebbe lo schema di compensazione europeo a molteplici settori e attività dell’uomo connesse all’economia circolare, la mobilità e allo sviluppo sostenibile, coerentemente con i 17 obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite. I prodotti e i servizi scambiati in questo sistema non perseguirebbero l’obiettivo di produrre più profitto ma di produrre più azioni e performance benefiche per una comunità con l’obiettivo precipuo di raggiungere i tre traguardi fondamentali per il nostro futuro sostenibile: Inquinamento Zero Emissioni Zero Rifiuti Zero I servizi e i prodotti scambiabili nei mercati mutualisti sarebbero tesi dunque a ridurre l’impronta ecologica di ciascun soggetto economico che partecipa a questa inedita forma economica salvifica e benefica per l’uomo e l’ambiente. In tal senso i mercati mutualisti funzionerebbero autonomamente creando la loro domanda e offerta, tramite i valori scambiabili di credito e debito verde facendo oltremodo da contraltare e da bilanciamento etico ai mercati finanziari. All’Economia reale e all’economia finanziaria in un futuro venturo si aggiungerebbe un’economia mutualista dunque benefica per l’ambiente, tutta costruire ed esclusivamente protesa a generare cose buone per la nostra Madre Terra. Questo articolo è un contributo di Gaetano Russo Truglio, coordinatore Campagna SERR riduzione dei rifiuti, Regione Siciliana. La foto di copertina mostra l'opera "Il Terzo Paradiso" del maestro Michelangelo Pistoletto, scatto di Fondazione Oelle.

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06 mag 2020

Spagna, Barcellona riduce le corsie per le automobili per dare più spazio a pedoni e ciclisti

di Andrea Tartaglia

La Spagna, paese europeo attento alla mobilità sostenibile, ha deciso di affrontare la fase 2 mettendo al centro il tema degli spostamenti e dei trasporti, con la chiara intenzione di incentivare la mobilità sostenibile e, anzi, far sì che nuovi interventi e accorgimenti possano essere definitivi e migliorativi della situazione precedente anche a emergenza conclusa. Un grande segnale di accortezza e lungimiranza da parte delle grandi città iberiche che sono decise a ridurre e disincentivare sempre più l’uso del mezzo privato a motore nelle aree urbane, incentivando trasporto pubblico, spostamenti a piedi e in bici o con altri mezzi ecosostenibili. Un esempio di come trasformare la crisi in opportunità per rendere le città più vivibili e meno inquinate. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha presentato il piano di “nuova mobilità” del capoluogo catalano dopo il periodo di isolamento, con innovazioni definite urgenti e immediate per poter “adeguare” la città al ritorno della grande mobilità. Barcellona si prepara cercando di incentivare gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico. Colau ha precisato che si tratta di uno scenario necessario per non tornare all’inquinamento anteriore ma riuscendo a mantenere una mobilità sostenibile e sicura allo stesso tempo. Con un fondo di 4,4 milioni di euro, il piano prevede la creazione di 21 km di piste ciclabili, 17 interventi nelle corsie degli autobus per migliorare il loro servizio e 12 km di marciapiedi. Secondo quanto spiegato dal Comune, l’obiettivo principale è garantire la sicurezza e la salute pubblica della cittadinanza durante i suoi spostamenti. L’isolamento non ha permesso al Comune di definire l’inizio dei lavori, ma è stato inteso che il cambio nel sistema di mobilità arriverà per rimanere. Prima della pandemia, gli spostamenti a Barcellona erano per il 26% in mezzi privati e 37,3% in mezzo pubblico, adesso l’obiettivo è arrivare al 40,8% di spostamenti sui mezzi pubblici e al 35,3% di spostamenti a piedi, riducendo l’uso dei mezzi privati al 19,9% e lasciando il rimanente 4% alle biciclette. Due delle arterie più trafficate, la Gran Via e la Diagonale, saranno interessate da questo piano, poiché si chiuderanno le loro corsie laterali per destinarle esclusivamente ai pedoni. Nella Gran Via, inoltre, una corsia sarà riservata agli autobus e solo le corsie centrali rimarranno a disposizione delle automobili. Il piano, in ogni caso, coinvolgerà molte altre strade, tra cui la via Laietana dove i marciapiedi saranno ampliati su entrambi i lati per portarli a un’ampiezza di 4,15 metri. In generale, in molte strade rimarrà una sola corsia carrabile e con limite di 30 km/h, lasciando almeno 4 metri di marciapiedi. Per la giunta catalana, è necessario che la salute abbia il suo spazio nell’agenda urbana e che la città si prepari per non passar da una crisi sanitaria a un’altra di tipo ambientale. Per incoraggiare l’uso del mezzo pubblico, inoltre, si tornerà a far pagare la sosta dei mezzi privati. Un piano analogo è stato approntato anche a Valencia, ma in generale è tutta la Spagna, soprattutto nelle città più grandi, che si sta dedicando a un nuovo concetto di mobilità, affinché la paura del contagio non si converta in un pericoloso aumento dell’utilizzo della macchina. Intanto, Madrid ha registrato uno storico livello minimo di diossido di azoto nell’aria.

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01 mag 2020

Ciclovia Vento, al via la progettazione del lotto prioritario da 50 km

di Fabio Nicolosi

L’avviso mandato in gara dall’Aipo per il definitivo e l’esecutivo del tratto San Rocco al Porto-Stagno Lombardo. Offerte entro il 22 giugno L’Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, affida – con procedura aperta – la progettazione di un tratto di 50 Km della ciclovia di interesse nazionale Vento, che collegherà Torino con Venezia. Più precisamente, il bando, che non precisa il valore a base d’asta, affida i servizi di “Progettazione definitiva, progettazione esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione nonché della opzione di coordinamento della sicurezza in esecuzione e direzione lavori del lotto funzionale prioritario – tratto da San Rocco al Porto (LO) a Stagno Lombardo (CR) – della ciclovia turistica nazionale Vento”. La stazione appaltante potrà inoltre affidare anche “il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione” e “il coordinamento della sicurezza in esecuzione e direzione lavori” del medesimo lotto funzionale. Per le offerte c’è tempo fino al prossimo 22 giugno 2020 (con apertura delle buste il 25 giugno).

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24 apr 2020

Mobilità post COVID-19: “Congestione rischio serio!” analisi e best practices di Matteo Dondè

di mobilita

L'emergenza da Coronavirus sta cambiando le nostre abitudini e percezioni, e anche la mobilità subirà inevitabilmente delle rivoluzioni. Ma esattamente cosa sta cambiando e cosa cambierà nella vita di tutti i giorni? Cosa stanno facendo le altre città nel mondo e come possiamo cogliere le opportunità del caso? Ne abbiamo parlato in una diretta Facebook con l'architetto Matteo Dondè, architetto e esperto pianificatore della mobilità sostenibile, ponendogli alcune domande sul tema e immaginando gli scenari futuri che si prospettano nelle nostre città, negli spostamenti quotidiani e quali strategie adottare.   Vi lasciamo alla trasposizione testuale dell'intervista:   Mobilita.org: Hanno avuto grande diffusione le foto dei canali di Venezia limpidi, dell'Himalaya, delle Alpi e persino dello skyline di Los Angeles visibili a distanza di centinaia di chilometri. Forse il Coronavirus ci sta aprendo gli occhi sotto certi aspetti. Pensi che questa emergenza servirà a sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi su clima, inquinamento atmosferico e acustico o ben presto si tornerà a ignorare questi problemi? Matteo Dondé: Le immagini che abbiamo visto dimostrano quanto questo modello di mobilità impatta sull'ambiente e sull'inquinamento. Come le nostre città sono più silenziose, e la natura si è quasi ripresa parte delle nostre città. E' un'occasione che le amministrazioni dovranno saper prendere per cambiare la mobilità, le nostre città e rimettere le persone al centro e non più i veicoli. Mobilita.org: L'emergenza da Coronavirus ha determinato repentinamente dei cambiamenti nelle nostre vite: a causa del distanziamento sociale al quale saremo costretti per evitare nuovi contagi anche le nostre città probabilmente non saranno più le stesse almeno per un pò di tempo, così come gli spostamenti delle persone. Pensiamo ai trasporti pubblici e privati e in generale alla mobilità. In tal senso quali scenari, problemi e comportamenti inevitabili prevedi già nella fase 2 di questa emergenza? Un esempio pratico da cui partire: il pendolarismo di lavoratori e studenti. Matteo Dondé: Il distanziamento sociale per quanto riguarda il TPL sarà importante e inciderà sulla capacità dei mezzi. Il rischio serio è la congestione. Basti pensare che la città di Milano, attuando tutte le restrizioni a bordo dei mezzi pubblici, potrà assicurare solo il 30% del servizio complessivo con la conseguente congestione. Bisogna rivedere l'uso irrazionale che ad oggi viene fatto con l'auto per le distanze entro 5km. Mobilita.org: La pandemia e anche la gestione "fase 2" farà emergere rischi, ma anche opportunità. In queste settimane di lockdown forzato, di centri urbani vuoti, di ripensamento dei nostri stili di vita, si sta presentando una rara occasione di progettazione in itinere. In giro per il mondo diverse città hanno colto la palla al balzo per attivare alcuni interventi sulla mobilità locale. Ci fai qualche esempio? Quali sono gli obiettivi e i benefici che si vogliono perseguire? Matteo Dondé: La bicicletta diventerà un mezzo concorrenziale rispetto all'auto privata e al mezzo pubblico: elevati tempi di attesa alle fermate che si allungheranno, e i tempi di percorrenza in auto a causa del volume veicolare che di conseguenza aumenterà. Abbiamo un'occasione per affrontare in maniera incisiva il tema della sicurezza stradale e inquinamento atmosferico riducendo la velocità delle auto e disincentivandone l'uso. Pensiamo all'istituzione di Zone 30, sottraiamo ulteriore spazio alle auto a favore di nuovi percorsi ciclo-pedonali in virtù del rispetto delle distanze di sicurezza che verranno imposte. Da rivedere inoltre i percorsi ciclabili sui marciapiedi in quanto non potranno garantire il distanziamento coi pedoni. Mobilita.org: Torniamo in Italia, introducendo il tema delle possibili soluzioni da adottare, quali provvedimenti consiglieresti nell'immediato alle amministrazioni delle città italiane per contenere le problematiche? Matteo Dondé: Assieme ad altri professionisti abbiamo redatto un Piano di azione per una mobilità urbana d'emergenza con delle linee guida dedicate ai possibili provvedimenti da attuare subito, coerentemente al distanziamento che ci verrà imposto. Ma anche un occhio alla sicurezza stradale in città e l'inquinamento. Tante soluzioni a basso costo per abbassare la velocità delle auto implementando al tempo stesso la ciclabilità. Non basta di certo piazzare un cartello con scritto 30km/h per ridurre la velocità ma servono elementi fisici, e nel nostro manuale proponiamo soluzioni a basso costo. Notevole sarà anche il lavoro nel campo della comunicazione, perché bisognerà far capire all'automobilista che ogni ciclista che incontra per strada sono un vantaggio per lui e per il traffico in quanto rappresentano auto in meno. Mobilita.org: Parliamo di spazi pubblici: camminare, stare seduto in una panchina, assistere all'esibizione di un'artista di strada, sorseggiare un caffè nelle sedute esterne di un bar: ciò che prima era normale potrebbe non esserlo alla ripartenza e per diverso tempo. Credi che dovremo ripensare funzioni e spazi di aggregazione, apportando degli accorgimenti dettati dagli strascichi che questa pandemia ci lascerà in eredità? Matteo Dondé: Costruiamo nuovi quartieri, ma con una considerazione diversa degli spazi pubblici: urbanistica basata sulle persone piuttosto che sulle auto con più verde. Mobilita.org: Lasciamoci con l'attualità: c'è qualche amministratore in Italia che si è attivato o sta mostrando apertura verso interventi di emergenza sul tema della mobilità? Quali sono i temi più attenzionati? Qual è il ruolo dei cittadini e delle associazioni?  Matteo Dondé: Tutte le associazioni che da anni si occupano di questi temi, stanno spingendo su questa direzione. Ma anche i cittadini possono portare il proprio contributo sul tema delle sperimentazioni provando una nuova nuova mobilità differente, sperimentando nuovi spostamenti quotidiani, provando ad accompagnare i propri figli a scuola piuttosto che in auto. Proviamo quindi a cambiare le nostre abitudini, proviamoci perché la congestione ci riguarda tutti. Raccontiamo le buone esperienze e mettiamole in pratica. La congestione riguarda tutti, le associazioni stanno portando un grande contributo ma anche i cittadini devono capire che possono essere determinanti. Trovate l'intervista completa sul nostro canale YouTube:  

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16 apr 2020

Come il coronavirus sta già cambiando le città: meno spazio alle auto, più bici e pedoni

di Annamaria Pace

La pandemia di Covid19 sta evidenziando che lo spazio della città è una priorità vitale per qualsiasi comunità. Dobbiamo monitorare ciò che sta accadendo in questo momento ed imparare a cambiare i comportamenti e i modelli di vivere la città, i modi di trasporto, per garantire la resilienza sociale, culturale, ambientale ed economica. In poche settimane il Covid-19 ha costretto la popolazione di tutto il mondo a cambiamenti estremi del comportamento. Tuttavia le misure di isolamento disposte dagli Stati per arginare il contagio, stanno offrendo la possibilità di assistere anche ad un raro esperimento: possiamo vedere le nostre città per la prima volta senza il traffico soffocante e intollerabile, senza l'aria inquinata e il rumore dei clacson. Adesso le strade delle più grandi metropoli non sono più invase dalle automobili: la priorità è ritornata alle persone. Il distanziamento fisico sarà probabilmente necessario per un lungo tempo, almeno fino a quando non sarà disponibile un vaccino o una cura più efficace al Covid-19. Così molte metropoli, per mantenere la necessaria distanza fisica degli abitanti, stanno attuando rapidamente soluzioni per consentire alla popolazione di utilizzare i centri urbani. In generale i marciapiedi, soprattutto nelle aree trafficate, sono piuttosto stretti: quanto i marciapiedi siano inadeguati è stato mostrato in modo inequivocabile a Toronto da Daniel Rotsztain che ha indossato la sua "macchina” per il distanziamento sociale, una struttura in metallo che circonda il suo corpo su tutti i lati a una distanza di due metri, dimostrando quanto spazio in più sia necessario. In Nuova Zelanda il ministro dei trasporti Julie Anne Genter ha dichiarato che è già in corso la pianificazione di percorsi pedonali e piste ciclabili temporanee, in modo che le persone possano ancora mantenere due metri di distanza fisica tra loro. E' stato previsto un ulteriore finanziamento che proviene da “Innovating Streets for People” di 7 milioni di dollari, un programma più ampio che supporta progetti che utilizzano tecniche di "urbanistica tattica", nello specifico interventi in ambito urbano che rendono più sicuro e più facile camminare e andare in bicicletta in città. Ciò è realizzabile aumentando lo spazio dedicato alle persone e ridisegnando le strade tramite materiali molto economici insieme al coinvolgimento degli abitanti del quartiere. A New York, Vancouver e a Berlino, con l'obiettivo di fornire alternative al trasporto pubblico sono state create piste ciclabili temporanee delimitate da piante in vaso o grandi fioriere. E' evidente che questi provvedimenti potrebbero essere applicati anche nelle città italiane: ciò consentirebbe alle persone di riattivare la vita sociale ed economica nel rispetto delle norme sanitarie oggi necessarie e contingenti per ridurre la diffusione del virus, con la consapevolezza che l'utilizzo dell'auto privata non è la soluzione al problema ma è, così come dimostrato dalla ricerca scientifica, uno dei fattori che ha causato l'inquinamento e l'indebolimento della salute delle popolazione. immagine di copertina: ciclabile temporanea a Berlino Annegret Hilse/Reuters

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14 apr 2020

VENEZIA dallo spazio. La laguna come non l’abbiamo mai vista: effetto collaterale del CoronaVirus

di Fabio Nicolosi

Gli sforzi dell'Italia per limitare la diffusione del Coronavirus hanno portato a una riduzione del traffico navale nelle famose vie navigabili di Venezia, catturato dalla missione Copernicus Sentinel-2. Il governo italiano ha imposto un blocco a livello nazionale il 9 marzo 2020, riducendo drasticamente il movimento delle barche di Venezia tra cui i "vaporetti", o autobus d'acqua, così come le navi da crociera. Queste immagini mostrano uno degli effetti della città bloccata di Venezia, nel nord Italia. L'immagine in alto, catturata il 13 aprile 2020, mostra una netta mancanza di traffico navale rispetto all'immagine del 19 aprile 2019. Il Canal Grande e il Canale della Giudecca sembrano quasi vuoti rispetto allo scorso anno e il traffico da Venezia all'isola di Murano sembra inesistente. Due grandi navi da crociera sono visibili nel porto a forma di U di Venezia nel 2019, a ovest della città, mentre quest'anno il porto appare vuoto. Secondo l'agenzia di stampa italiana ANSA, le strade e i canali di Venezia sono rimasti quasi vuoti durante la Pasqua - con solo agenti di polizia che pattugliano le strade e i corsi d'acqua. Nel frattempo, il blocco ha portato a un forte declino dell'inquinamento atmosferico in tutta Europa, in particolare a Roma e nella Pianura Padana nel nord Italia.  

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