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12 giu 2021

SICILIA | Linee ferroviarie Palermo-Catania-Siracusa e Catania-Caltagirone: interventi di potenziamento infrastrutturale

di mobilita

Cantieri al lavoro da domenica 13 giugno, fra Bicocca e Catenanuova (linea Catania-Palermo), Bicocca e Augusta (linea Catania-Siracusa) e sulla linea Catania-Caltagirone. Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) eseguirà sulla linea Catania-Palermo interventi connessi al raddoppio dei binari, fino al 26 settembre; sulla Catania-Siracusa, interventi di manutenzione impianti e consolidamento dell’infrastruttura, fino al 31 luglio; sulla Catania-Caltagirone, interventi di rinnovo del binario e risanamento della massicciata, fino al 31 luglio. Per garantire l’operatività dei cantieri, la circolazione ferroviaria sarà sospesa e i treni sostituiti con autobus. Il nuovo tracciato della tratta ferroviaria Bicocca-Catenanuova, lungo circa 38 chilometri, permetterà ai treni di viaggiare a una velocità massima di 200 km/h. I lavori stanno riguardando la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche, il rinnovo della stazione di Bicocca e la realizzazione della nuova stazione di Motta Sant’Anastasia. Inoltre, saranno realizzate anche tutte le opere civili, stradali e idrauliche e relativi impianti tecnologici, oltre agli interventi di mitigazione ambientale. Lo stato di avanzamento dell’opera e’, oggi, circa al 40 per cento di sviluppo  sul tratto della Bicocca-Catenanuova e si prevede di aprire la prima tratta, lunga 6 km, già alla fine di settembre 2021.

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09 dic 2020

Raddoppio ferroviario Palermo – Catania | Ritrovato a Vallelunga Pratameno (CL), un antico insediamento rurale del I secolo d.C.

di Fabio Nicolosi

I lavori del raddoppio della linea ferrata Catania-Palermo hanno portato in luce nei giorni scorsi in località "Manca", presso Vallelunga Pratameno (CL), un antico insediamento rurale del I secolo d.C. la cui estensione si stima dovesse interessare un'area di circa sei ettari. La straordinaria scoperta è avvenuta nel corso dell'attività di sorveglianza preventiva svolta dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta diretta da Daniela Vullo sui lavori della Italferr le cui attività di scavo sono state dirette da Marina Congiu, sotto la direzione scientifica della direttrice della sezione archeologica della Soprintendenza di Caltanissetta, Carla Guzzone. "L'indagine archeologica, che è iniziata nel mese di luglio 2020 ed è in fase di svolgimento - comunica la Soprintendente di Caltanissetta, Daniela Vullo - è attualmente limitata a un saggio di 225 metri quadrati (15 x 15 metri). Nonostante lo scavo sia ancora in atto, però, le strutture murarie emerse attestano l'importanza di un ritrovamento che, nel settore settentrionale della provincia di Caltanissetta non sembra, al momento, avere confronti". Il complesso rurale emerso, che sembra appartenere all'età romano-imperiale, con probabilità era una villa rustica il cui sostentamento era strettamente legato alle favorevoli condizioni ambientali (vicinanza al corso d'acqua del torrente Salicio, area pianeggiante, ottima esposizione) e allo sfruttamento del terreno circostante a scopi cerealicoli. Il rinvenimento, tra gli strati di crollo, di alcune tegole con bollo, lascia pensare che la villa sia collegata ad un personaggio della cerchia pubblica romana. "Ancora una volta l'attività di vigilanza preventiva svolta dalle Soprintendenze della Sicilia si rivela preziosa e ci regala una meravigliosa testimonianza della vita nel centro della Sicilia durante il periodo romano. Stiamo vivendo - dice l'assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà - una stagione molto emozionante dal punto di vista dei ritrovamenti archeologici. L'attività di costante attenzione al territorio su cui il Governo regionale è molto attento, favorita dalla normativa vigente, nell'arco di poche settimane ha fatto emergere una parte della strada romana di collegamento tra Catania e Palermo a Caltavuturo e, oggi, quest'interessante villa romana che testimonia l'attività esistente nella provincia di Caltanissetta, area della Sicilia che la storia tramanda come granaio dei romani". Quanto alle caratteristiche della Villa, allo stato attuale della ricerca è possibile identificare almeno 5 o 6 ambienti che si articolano ad Est, a Nord e a Sud di un lungo ed ampio portico a forma di L. Nella parte oggi visibile il portico era delimitato a Sud e ad Ovest da muri esterni che inglobavano nella muratura colonne fittili poste alla distanza di circa 2 metri una dall'altra. Queste colonne erano formate, ciascuna, dalla sovrapposizione di dischi in terracotta del diametro di 35 centimetri circa, legati tra loro da uno strato di malta. Gli spazi fra le colonne erano probabilmente chiusi da bassi muretti (alti circa tra m 1,20/1,50) e la copertura del portico era costituita da una stretta tettoia a spiovente. A Nord e ad Est del portico, divisi da muri ben delineati, si disponevano diversi vani (al momento tre accertati, ma più probabilmente cinque) uno dei quali direttamente comunicante col portico tramite un varco. I vani erano a pianta quadrangolare, dotati di copertura e finalizzati a diversi utilizzi. Che uno di essi potesse fungere da magazzino o deposito sembrerebbe provato dal ritrovamento al suo interno di un "Dolio", ovvero un grande contenitore in terracotta del tipo solitamente destinato alla conservazione delle derrate alimentari. A Sud il portico cingeva invece un atrio o un'ampia corte scoperta, anch'essa di forma quadrangolare. In termini generali e allo stato attuale della ricerca, si profila l'esistenza, anche in questo territorio, di un vasto appezzamento fondiario direttamente gestito da un facoltoso proprietario, vissuto tra il I e il II secolo d.C. e dotato della disponibilità economica sufficiente a costruire e mantenere efficiente una domus dotata di un cortile circondato da porticati, "peristilio". È molto probabile che il complesso si articolasse in due aree: una pars dominica, ovvero la zona residenziale del domus, e in una pars rustica, dove trovavano sede gli spazi e gli impianti utilizzati per la conduzione delle attività agricole. La precisa identificazione di tali spazi funzionali potrà trovare conferma nella prosecuzione dello scavo e dell'indagine archeologica, con la piena messa in luce anche degli ambienti posti a Nord e a Ovest del portico; zone che, al momento, sono occultate sotto le pareti corrispondenti del saggio. La presenza di alcuni elementi ceramici ipercotti e di scarti di lavorazione lascia pensare anche ad un sistema di auto-produzione dei beni necessari allo svolgimento della vita quotidiana della villa. Vari segni di rimaneggiamento e riutilizzo - sia delle strutture rilevate che dei materiali da costruzione - attestano, peraltro, che il complesso ebbe lunga vita e conobbe nel tempo diverse fasi d'uso. Questa ipotesi trova conferma nell'abbondanza dei tipi ceramici rinvenuti, fra i quali si distinguono lucerne, anfore, vasellame da mensa in terra sigillata (ceramica caratterizzata da una vernice rossa brillante e da ornamenti a stampo in rilievo) sia italica che africana, collocabili entro un arco cronologico compreso tra il I ed il IV secolo d.C.

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22 gen 2020

REGIONE SICILIANA | Audizione all’ARS del responsabile della struttura territoriale ANAS

di mobilita

Questa mattina, presso la IV Commissione "Ambiente, territorio e mobilità" dell'Assemblea Regionale Siciliana si è svolta l'audizione del sottosegretario per le Infrastrutture e i Trasporti, Giancarlo Cancelleri, dell'assessore regionale per le Infrastrutture e la Mobilità, Marco Falcone, e del Responsabile della Struttura Territoriale Anas Sicilia, Valerio Mele. L'audizione è stata focalizzata sul tema della rete viaria autostradale, con particolare riferimento alle tratte Palermo-Agrigento, Agrigento-Caltanissetta, autostrada A19 "Palermo-Catania", al viadotto Imera e ai viadotti Akragas di Agrigento. In merito alle attività nei cantieri per la realizzazione della nuova statale 640 "Strada degli Scrittori", di collegamento tra le città di Agrigento e Caltanissetta e l'autostrada A19 "Palermo-Catania", l'ing. Mele ha evidenziato che, in seguito alle note sopravvenute difficoltà finanziarie del Contraente Generale, la CMC di Ravenna, è stato avviato un intenso lavoro, svolto sotto la supervisione e piena cooperazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, volto a superare l'impasse che aveva colpito il prosieguo delle attività nell'ambito del secondo lotto, ricadente in provincia di Caltanissetta (il primo lotto, ricadente in provincia di Agrigento, è stato invece completato ed aperto alla circolazione nel marzo 2017). Il primo risultato di tale attività è stato il parziale riavvio dei lavori, che prevede anche l'ingresso di nuovi esecutori in parte già individuati. Medesimo obiettivo - ha proseguito Mele – ci si è posti per l'avanzamento dei lavori dell'itinerario Palermo-Agrigento, anch'essi originariamente appaltati a CMC. Si è tuttavia registrato un rallentamento nel processo di affidamento a nuova impresa, che Anas auspica venga superata nel giro di alcuni giorni. Per quanto riguarda l'autostrada A19 Palermo-Catania, l'ing. Mele ha ricordato che lungo l'arteria è in corso un piano di manutenzione da 850 milioni di euro. Questo ingente investimento - finalizzato alla completa riqualificazione dell'autostrada che per prima fu costruita in Sicilia, prossima al compimento del mezzo secolo di vita - prevede il risanamento strutturale di viadotti e gallerie, il rifacimento del piano viabile, l'installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, la riqualificazione e implementazione degli impianti tecnologici e di illuminazione con tecnologia a LED. L'esecuzione degli interventi del piano straordinario di riqualificazione dell'autostrada A19 è stata avviata a inizio 2018, a seguito dell'approvazione del contratto di programma Anas, con pianificazione quinquennale. Ad oggi, lungo l'A19, è stata realizzata una quota di investimento corrispondente a circa 208 milioni di euro. In particolare è stata realizzata nuova pavimentazione su 325 km dei 394,600 km complessivi (in entrambe le direzioni), sono state installate le nuove barriere laterali di sicurezza lungo 81,7 km dei 313,400 previsti e il risanamento dei viadotti ha raggiunto un'estesa di 19 km sui 113,400 complessivi. Mele ha evidenziato che l'avanzamento degli interventi di manutenzione e riqualificazione è condizionato dalla necessità di trovare un compromesso tra l'esigenza di accelerare l'attuazione mediante l'attivazione di più cantieri contemporanei e l'opportunità di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero. Il piano di manutenzione per l'A19 include, naturalmente, l'intervento di ricostruzione del viadotto Imera, che prevede un investimento complessivo pari a 11 milioni di euro. I lavori hanno avuto avvio nel maggio 2018 e dopo un rallentamento dovuto alle sopravvenute difficoltà finanziarie del fornitore della carpenteria metallica per le travi, i lavori stanno procedendo regolarmente, secondo il cronoprogramma aggiornato che prevede il completamento delle lavorazioni del viadotto per la fine del mese di aprile. Anas sta vigilando per verificare il rispetto degli impegni da parte dell'appaltatore. A tal proposito l'ing. Mele ha ribadito che non sussiste alcun rischio di fermo cantiere, puntualizzando che le richieste di maggiori oneri avanzate dall'impresa, inevitabili nella gestione di un appalto complesso come quello in questione, saranno trattate secondo le modalità previste dalla norma, ma non mettono a rischio la conclusione dei lavori. I viadotti Akragas I (1320 metri) e Akragas II (790 metri), lungo la strada statale 115 quater ad Agrigento, sono stati nel tempo oggetto di continuo monitoraggio da parte di Anas. A seguito di tali ispezioni, nei primi mesi del 2017 i viadotti erano stati chiusi. Grazie ad un intervento avviato nel maggio dello stesso anno, che prevedeva il consolidamento di alcune travi di bordo degli impalcati e il risanamento corticale di alcune porzioni delle solette, è stato possibile riaprire al traffico l'Akragas II dopo due mesi. Il viadotto Akragas I è da allora chiuso al traffico, poiché necessita di interventi più consistenti. Per l'esecuzione dei lavori di manutenzione straordinaria dei due viadotti è stata esperita una gara, in regime di Accordo Quadro, per un investimento complessivo pari a circa 30 milioni di euro. Nell'ambito di tale accordo quadro, è stato già attivato il contratto applicativo per gli interventi sulle pile dei viadotti, che avranno avvio nel prossimo mese di maggio per Akragas II ed entro fine anno per Akragas I. Si segnala, inoltre, che il progetto relativo al ripristino dell'impalcato è stato ultimato e sarà inviato agli enti competenti entro il prossimo mese di febbraio, per l'acquisizione dei pareri. L'ultimazione di tutti gli interventi (pile e impalcati di entrambi i viadotti), è fissata entro la fine del prossimo anno. In merito allo stato generale dei viadotti di competenza Anas, Mele ha concluso il suo intervento evidenziando che Anas svolge un'attività capillare di monitoraggio e sorveglianza su tutti i ponti e viadotti della propria  rete, oltre 1600 per la Sicilia, secondo procedure standardizzate di controllo, nell'ambito del Bridge Management System adottato da Anas. Su alcune opere, che richiedono un'osservazione particolare, sono già installati apparecchi sofisticati di monitoraggio da remoto, in aggiunta alle ispezioni periodiche. Gli esiti dei controlli definiscono la priorità di intervento sulla pianificazione dei lavori di manutenzione delle opere d'arte. L'obiettivo a medio termine di Anas è di sviluppare un sistema di monitoraggio automatico in remoto da applicare in modo massivo su tutta la rete. In tale ottica è stato avviato un progetto sperimentale, tecnologicamente molto innovativo, che prevede la messa a punto di un sistema di monitoraggio predittivo in grado di leggere le condizioni di un viadotto dall'osservazione del comportamento vibrazionale. Lo scorso mese di novembre è stato pubblicato un bando finalizzato al monitoraggio da remoto tramite sensori, che sarà avviato una volta espletate le procedure di gara.

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02 dic 2019

Raddoppio ferroviario Palermo-Catania. Falcone in sopralluogo tra Bicocca e Catenanuova

di mobilita

Sopralluogo dell'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone al cantiere del raddoppio ferroviario Palermo-Catania, sul tratto Catania Bicocca-Catenanuova. L'esponente del Governo Musumeci ha incontrato i tecnici di Rfi, Italferr e dell'impresa esecutrice Salini-Impregilo, oltre alle maestranze impegnate nei diversi fronti del cantiere che Falcone ha visitato. «Siamo venuti in sopralluogo - ha dichiarato l'assessore - per monitorare l'andamento dell'opera e vigilare affinché i lavori proseguano secondo il cronoprogramma dell'appalto, che prevede di attivare il binario di valle entro aprile 2021. Il raddoppio Pa-Ct è uno dei cantieri più importanti attualmente in corso in Sicilia, opera vitale destinata ad abbattere di almeno 11 minuti, dopo anni di attesa da parte dei siciliani, i tempi di percorrenza ferroviaria tra le due principali città dell'Isola». Falcone ha approfondito assieme ai tecnici gli aspetti progettuali dei circa 40 km di raddoppio ferroviario, primo segmento della complessiva modernizzazione della ferrovia Palermo-Catania. Al momento sono in esecuzione le opere preliminari di adattamento della viabilità del territorio e le fondazioni di numerosi piccoli e grandi cavalcavia. «Ben 14 passaggi a livello fra Catania e Catenanuova verranno rimossi entro il breve-medio periodo, con un miglioramento complessivo dei collegamenti nella Piana di Catania. Abbiamo preso atto di segnali confortanti riguardo il ritmo dei lavori già eseguiti, dal valore di circa 23 milioni di euro - ha sottolineato Falcone - ma ci aspettiamo un ulteriore, deciso, aumento della produzione del cantiere nei prossimi mesi». L’intervento prevede la costruzione di una linea a doppio binario tra Bicocca e Catenanuova, con elevate prestazioni di velocità e riduzione dei tempi di viaggio, parte in affiancamento alla linea attuale e parte in variante, del lotto Bicocca-Catenanuova (circa 37 km). Il progetto del tracciato prevede una velocità massima commerciale fino a 200 km/h. I lavori riguardano la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche, il rinnovo della stazione di Bicocca e la realizzazione della nuova stazione di Motta Sant’Anastasia. Inoltre, saranno realizzate anche tutte le opere civili, stradali e idrauliche e relativi impianti tecnologici, oltre agli interventi di mitigazione ambientale.

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25 mar 2019

AUTOSTRADA A19 | Riaperta la carreggiata in direzione Palermo del viadotto “Morello”

di mobilita

Questo pomeriggio, alla presenza dell'Amministratore Delegato di Anas Massimo Simonini e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, è stata riaperta alla circolazione la carreggiata in direzione Palermo del viadotto "Morello", lungo l'autostrada A19 "Palermo-Catania". L'opera si sviluppa a carreggiate separate dal km 106,825 al km 112,400 dell'autostrada per una lunghezza complessiva di circa 5.575 metri ed è costituita da una successione di 125 campate per ciascuna carreggiata. L'intervento ultimato oggi risultava necessario in quanto dall'anno della sua realizzazione, avvenuta a cavallo tra il 1969 e il 1970, il viadotto era stato oggetto soltanto di interventi di manutenzione straordinaria di tipo localizzato. I lavori, che  hanno comportato un investimento complessivo pari a circa 19 milioni di euro, sono stati finalizzati al ripristino strutturale e alla riqualificazione dell'opera mediante il risanamento degli impalcati, il potenziamento della capacità portante delle travi mediante interventi di precompressione esterna, l'installazione di nuove barriere di sicurezza laterali previo potenziamento dei cordoli, la messa in opera di nuovi giunti di dilatazione e della nuova pavimentazione. Tale attività è stata pianificata al fine del recupero della vita utile dell'opera e della piena funzionalità delle strutture. È in corso di progettazione un ulteriore intervento finalizzato alla riqualificazione di tutto l'impalcato in direzione Catania e al ripristino corticale dei pulvini e, ove necessario, degli elementi strutturali

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15 mar 2019

Ultimati gli interventi di pavimentazione sull’autostrada A19 “Palermo-Catania”

di mobilita

Sono stati ultimati gli interventi di pavimentazione sull’autostrada A19 “Palermo-Catania” che hanno interessato la carreggiata in ingresso a Palermo, tra Altavilla Milicia e Villabate. Dalle ore 9 di lunedì 18 marzo, invece, il cantiere sarà operativo lungo la carreggiata in uscita da Palermo e fino a Bagheria, con chiusure alternate delle corsie di emergenza e marcia o di sorpasso, in base all’avanzamento dei lavori, che avranno una durata massima di cinque settimane. Gli interventi, eseguiti nell’ambito del programma #bastabuche, rientrano nel più ampio piano di manutenzione straordinaria relativo all’intera autostrada, per il quale è previsto un investimento complessivo pari a circa 850 milioni di euro.

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17 feb 2018

Linea Palermo – Catania: firma per il raddoppio di binario tra Bicocca e Catenanuova

di mobilita

Firmati i contratti per la progettazione esecutiva e i lavori di raddoppio del tratto di linea Bicocca – Catenanuova, parte integrante della nuova linea Palermo – Catania. La sottoscrizione degli accordi arriva a valle della gara già aggiudicata da Rete Ferroviaria Italiana. La realizzazione del nuovo tracciato, lungo circa 38 chilometri, è stata affidata al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) Salini Impregilo – Astaldi – SIFEL – CLF, per un valore di 186 milioni di euro. I lavori riguarderanno la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche per l’alimentazione dei treni, la riqualificazione della stazione di Bicocca e la realizzazione di una nuova stazione a Motta Sant’Anastasia. L’attivazione di un primo binario è prevista nel 2020, mentre la fine di tutti i lavori è programmata per il 2022. L’opera rientra nel progetto di collegamento veloce Palermo – Catania – Messina ed è la prima in Sicilia tra quelle programmate con la Legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese. La realizzazione del nuovo tracciato rappresenta una fase fondamentale per migliorare i collegamenti ferroviari in Sicilia e connetterla al Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo.

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30 nov 2017

Linea ferroviaria Palermo – Catania, aggiudicata gara per raddoppio tra Bicocca e Catenanuova

di mobilita

La tratta “Bicocca–Catenanuova” costituisce una fase funzionale del nuovo collegamento ferroviario veloce tra Palermo e Catania. Tale intervento consentirà di migliorare il servizio tra Enna e Catania, sia con un incremento delle frequenze dei servizi sia con una riduzione dei tempi di percorrenza tra i due capoluoghi.  Aggiudicata la gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori di raddoppio del tratto di linea Bicocca – Catenanuova, linea Palermo – Catania. La gara, valore economico di circa 186 milioni di euro, è stata assegnata da Rete Ferroviaria Italiana al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI)costituito da Salini Impregilo, Astaldi, SIFEL e CLF. L’opera rientra nel progetto di collegamento veloce Palermo – Catania – Messina ed è la prima in Sicilia tra quelle programmate con la Legge “Sblocca Italia”. “Il tratto di linea Bicocca - Catenanuova costituisce – dichiara Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Commissario di Governo per l’opera – una fase fondamentale per migliorare i collegamenti ferroviari in Sicilia e connetterla al sistema dei Corridoi europei TEN-T. I primi benefici in termini di riduzione dei tempi di viaggio inizieranno a vedersi già nel 2020. Entro la fine del 2025 – grazie anche alle altre opere previste – sarà possibile spostarsi da Catania a Palermo in meno di due ore”. Il nuovo tracciato, lungo circa 38 chilometri, permetterà ai treni di viaggiare a una velocità massima di 200 km/h. L’attivazione di un primo binario velocizzato è prevista nel 2020. La fine di tutti i lavori è programmata nel 2022. I lavori riguardano la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche, il rinnovo della stazione di Bicocca e la realizzazione della nuova stazione di Motta Sant’Anastasia. Inoltre, saranno realizzate anche tutte le opere civili, stradali e idrauliche e relativi impianti tecnologici, oltre agli interventi di mitigazione ambientale. Con un investimento economico complessivo di circa 8 miliardi di euro, il nuovo collegamento veloce Palermo-Catania-Messina rientra tra le opere inserite nella legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese, ed è inserito nel Corridoio europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo, che collega il Nord Europa con Germania e Sud Italia, passando per la Galleria di Base del Brennero, attualmente in costruzione, e l’intero asse italiano Nord-Sud a maggior traffico.

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04 feb 2016

PALERMO – AGRIGENTO | Precisazioni sulla stazione di Lercara Diramazione

di Mauro Indelicato

Lo scorso 29 novembre 2015 è stata attivata la stazione di Lercara Diramazione, lungo la ferrovia Palermo - Catania; in molti, su forum e blog dedicati, si chiedono il perchè dell'attivazione di questa stazione, la quale si trova in aperta campagna in una zona, a dispetto del nome, in territorio di Castronovo di Sicilia, compresa tra la SS 189 e la contrada di Marcato Bianco. E' bene quindi fare un po' di chiarezza in merito ed affermare da subito che l'attivazione di Lercara Diramazione rientra nel più ampio contesto di velocizzazione della linea ferroviaria Palermo - Agrigento; si tratta del più importante intervento infatti che è possibile riscontrare lungo questa tratta da quando è stata aperta sul finire del diciannovesimo secolo. La nuova stazione infatti, la quale probabilmente non sarà adibita a fermata ma a Posto di Movimento, funge come nuovo punto di incontro tra la Palermo - Agrigento e la Palermo - Catania, da qui anche l'appellativo di 'Diramazione' dato alla nuova infrastruttura. La sua apertura arriva anche al culmine di un intervento di ammodernamento tra le stazioni di Marcato Bianco e Roccapalumba, che ha previsto l'eliminazione di alcune curve in uno dei tratti più complicati lungo la Palermo - Catania; ma, per l'appunto, questo intervento serve ad ottimizzare l'offerta della tratta verso Agrigento, con lavori che vanno avanti dal 2008 tra alti e bassi e che hanno comunque già visto un parziale ammodernamento della linea tra Acquaviva e Castronovo di Sicilia. Adesso per la definitiva entrata in funzione del nuovo tratto, si aspetta la fine dei lavori dell'opera più importante ossia la nuova galleria posta tra Castronovo di Sicilia e la stazione di Lercara Diramazione; ecco la novità più importante che a cavallo tra il 2016 ed il 2017 andrà a coinvolgere tutti i numerosi utenti e pendolari della Palermo - Agrigento. Attualmente la linea, superato il Posto di Movimento di Castronovo, sale verso l'ex stazione di Lercara Bassa e dopo un tortuoso tragitto arriva a Roccapalumba, lì dove attualmente vi è la congiunzione con la Palermo - Catania; a lavori terminati invece, subito dopo Castronovo vi sarà l'imbocco della nuova galleria lunga 2.8 km, la quale quindi andrà a sfociare a Lercara Diramazione e da qui il tragitto sarà in comune con quello per Catania, sfruttando il breve tratto ammodernato di cui si è fatto sopra riferimento. A lavori ultimati, secondo quanto è possibile leggere dai dati, il risparmio di tempo dovrebbe essere all'incirca di 20 minuti; considerando attualmente le due ore di percorrenza tra Palermo ed Agrigento, la situazione si prospetta interessante per una linea che potrebbe diventare tra le più competitive della Sicilia. In realtà però, la galleria dovrebbe comportare un risparmio compreso tra i 7 ed i 5 minuti, per arrivare a 20 soltanto nel momento in cui verranno eliminati i passaggi a livello ed altri elementi che, nonostante l'ammodernamento già ultimato nei pressi di Cammarata, ancora non rende evidenti i benefici apportati dai lavori. I lavori, secondo contratto, devono essere conclusi entro e non oltre il marzo 2017; attualmente, come si può notare dalle foto scattate a bordo del regionale Agrigento - Palermo pochi giorni fa, si lavora intensamente: mezzi ed operai all'imbocco lato Castronovo della nuova galleria, danno idea di un gran fermento all'interno dell'opera, mentre è possibile già notare come il nuovo percorso della ferrovia che si distacca dal tratto attuale per dirigersi verso la stessa galleria, è pronto e manca soltanto la posa dei binari. Ma al di là dei minuti risparmiati, la nuova galleria e la nuova fermata di Lercara Diramazione, consentono la chiusura del tratto Castronovo - Roccapalumba, il più problematico dell'intera linea dove i treni subiscono diversi rallentamenti per via delle criticità emerse specie dopo l'ultima ondata di maltempo; il nuovo tragitto presenterà quindi una migliore percorribilità per i treni Minuetto e per gli eventuali 'Jazz' che dovrebbero arrivare in Sicilia (e quindi anche sulla Palermo - Agrigento) grazie alla stipula del nuovo contratto di servizio tra Regione e Trenitalia. Roccapalumba non sarà più stazione di confluenza tra le due linee, così come accade da quando i due tratti ferroviari sono entrati in funzione; la stessa stazione comunque, manterrà la fermata lungo la Palermo - Agrigento, così come dimostrano i lavori di ammodernamento alla quale è interessata (costruzione di nuove pensiline e dei sottopassaggi) e questo è importante per i paesi del circondario i quali manterranno i loro collegamenti ferroviari diretto con Palermo.

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03 giu 2015

Nessun pedaggio per gli autotrasportatori da Palermo a Catania

di Fabio Nicolosi

Finalmente anche gli autotrasportatori siciliani possono tirare un sospiro di sollievo. Dopo la chiusura del viadotto Himera la via più semplice e veloce di collegamento tra i due capoluoghi di regione è diventata propria la Palermo - Messina e la Messina - Catania. L’unico problema è il pedaggio, che fa lievitare notevolmente i costi di viaggio e trasporto delle merci. Ecco quindi che il Ministero nella figura del ministro Delrio ha fatto approvare la seguente soluzione che permette quindi agli autotrasportatori di limitare i disagi. Riportiamo la notizia diffusa da trasportoeuropa.it Una nota del ministero dei Trasporti diffusa nel pomeriggio di venerdì 29 maggio 2014 annuncia che dal 1° maggio 2015 sono esentati dal pagamento del pedaggio gli autotrasportatori che devono percorrere le autostrade Palermo-Messina e Messina-Catania come alternativa all'autostrada A19. La nota ministeriale afferma che "i pedaggi per i veicoli pesanti che percorrono l'intero itinerario dell'autostrada A18 e A20, deviati a causa del cedimento del viadotto Himera sull'A19, a decorrere quindi dal prossimo 1° giugno e fino a quanto non saranno ripristinate le condizioni per la viabilità alternativa non saranno dovuti". Il ministero precisa anche le tre condizioni per beneficiare dell'esonero: percorrenza dell'intero itinerario Buonfornello-Messina-Catania ovvero con origine dai caselli di Buonfornello e Cefalù e destinazione Giarre o Catania nord, o viceversa, nell'ambito dello stesso viaggio; appartenenza dei veicoli pesanti alle classi di pedaggio 3, 4 e 5, nonché alla classe B (2 assi), limitatamente ai mezzi adibiti ad autotrasporto con massa complessiva superiore a 3,5 t; dotazione, da parte del veicolo, del sistema di pedaggio elettronico (Telepass) che consente, tramite il tracciamento dell'itinerario, il riconoscimento del requisito per l'esenzione. È compreso nell'esenzione il Telepass ricaricabile, limitatamente ai veicoli classe B adibiti ad autotrasporto. L'esenzione dei pedaggi autostradali a causa dell'interruzione dell'autostrada A19 è una delle principali richieste dell'autotrasporto siciliano cui il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, si era impegnato ad accogliere nella riunione dello scorso 28 maggio 2015.

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