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28 apr 2020

GENOVA | Il Ponte torna ad unire la città: in quota anche l’ultima campata

di mobilita

Oggi 28 aprile Genova ha il suo ponte-nave. A salutare il varo in quota dell'ultima campata in acciaio anche il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, il Governatore della Regione Liguria, Giovanni Toti, e il Sindaco della città di Genova e Commissario per la ricostruzione, Marco Bucci. Con quest'ultimo sollevamento, il viadotto sul Polcevera, disegnato da Renzo Piano, la cui costruzione e progettazione è stata affidata a Fincantieri Infrastructure del Gruppo Fincantieri e Salini Impregilo, raggiunge i 1.067 metri, la lunghezza dell'intera struttura che si staglia sobrio come la carena di una nave sullo skyline della città. Un "grande vascello bianco che attraversa la valle", "Il Ponte", come lo ha ribattezzato Piano - che proprio come una nave è stato realizzato grazie a tutto il know-how di Fincantieri, gruppo leader nella navalmeccanica. Per la costruzione del ponte, sono state utilizzate 17.400 tonnellate d'acciaio, forgiate negli stabilimenti Fincantieri di tutta Italia grazie al lavoro di più di 800 persone. L'assemblaggio e la saldatura sono state possibili solo con l'impegno di ingegneri e tecnici specializzati della controllata Fincantieri Infrastructure - sino a 350 al giorno nei momenti di picco produttivo. Per completare l'impalcato sono serviti 19 sollevamenti, di cui 3 speciali per le maxi-campate da 100 metri l'una, che ad oltre 40 metri di altezza, hanno scavalcato il torrente Polcevera e la ferrovia. Operazioni che sono durate, nel caso dei sollevamenti speciali, anche 48 ore e che hanno richiesto importanti attività preparatorie con squadre di oltre 50 persone all'opera e l'utilizzo di speciali macchinari come le maxi-gru e gli strand jack, apparecchiature necessarie per issare gli impalcati pesanti sino a 1.800 tonnellate Si completa, quindi, oggi con il sollevamento della campata tra le pile P11 e P12 la struttura portante del nuovo viadotto. Un percorso iniziato con il taglio della prima lamiera, avvenuto l'11 marzo 2019 allo stabilimento Fincantieri Infrastructure di Valeggio sul Mincio, e che dall'innalzamento del primo impalcato il 1 ottobre 2019 ha visto 7 mesi di lavoro ininterrotto per sollevare tutte le campate che compongono il nuovo ponte. Ora la struttura verrà completata con gli ultimi carter, dopodiché avverrà il calaggio sugli appoggi definitivi. Il prossimo appuntamento, dopo le attività di rivestimento, sarà quello con le tecnologie sviluppate da Seastema e Cetena - sempre del Gruppo Fincantieri -: il ponte sarà dotato di speciali sensori che faranno del viadotto di Genova il primo "smart bridge" d'Europa. Un impegno che si è svolto in tempi record, mai sperimentati prima d'ora, e che oggi restituisce a Genova e al Paese un'infrastruttura nevralgica destinata a diventare un punto di riferimento per opere simili. Con quello che è stato definito il "miracolo del ponte di Genova", ritmi di lavoro serrati e altissimi standard qualitativi, l'Italia ha mostrato al resto del mondo che ha le capacità industriali e gestionali per costruire bene, in sicurezza e nei tempi prefissati. Uno standard e non un'eccezione per il modello produttivo di Fincantieri, organizzato per produrre tutte le proprie navi entro i tempi e i costi previsti. "A marzo dell'anno scorso davamo il via alla produzione di conci nel nostro stabilimento di Valeggio sul Mincio - ricorda Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri - e già prevedevamo di poter accelerare sui tempi: il risultato di oggi ci dà ragione. È stata ripagata la fiducia riposta in Fincantieri, che, come promisi, con le sue competenze ha saputo gestire in tempi record un'opera così complessa. Perché quando noi italiani vogliamo, sappiamo rimboccarci le maniche e fare grandi cose. Certo, non avremmo mai pensato che saremmo stati costretti a fronteggiare una pandemia capace di bloccare le attività produttive del nostro Paese e del mondo intero: ai nostri uomini che in questi mesi hanno lavorato senza sosta va ancora una volta il mio ringraziamento. Il modello Genova - afferma Giuseppe Bono - lodato e invocato da tanti in questi giorni, è il nostro modello, per il futuro del Paese. Fincantieri continuerà infatti a mettere a disposizione il proprio expertise e le proprie risorse per contribuire, accanto alle Istituzioni, alla creazione di un nuovo modello di sviluppo economico nazionale".

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21 apr 2020

GENOVA | Superati i 1000 metri del nuovo Ponte di Genova, countdown verso gli ultimi 50 metri

di mobilita

Sollevato oggi anche il penultimo impalcato del nuovo Ponte di Genova, il cantiere che non dorme mai si prepara al varo dell’ultima campata da 50 metri tra le pile 11 e 12 perché i genovesi nei prossimi giorni possano vedere completa tutta la struttura dell’opera, realizzata da Salini Impregilo (Webuild) e Fincantieri. Con il sollevamento di oggi, il quinto da inizio mese, il Ponte supera i 1000 metri sui 1067 totali, mentre i lavori vanno avanti in parallelo senza tregua, adottando al contempo tutti i presidi di sicurezza anti COVID-19, per organizzare e procedere con tutta la parte di vestizione del Ponte. La campata varata oggi tra le pile 2 e 3, è lunga 44 metri e ha un peso di circa 940 tonnellate comprensivo anche dei carter laterali. Il Ponte si prepara dunque ad essere calato nella sua posizione definitiva, 26 centimetri più bassa dell'attuale, per passare poi al getto della soletta in calcestruzzo armato, di uno spessore di 21 centimetri, che farà da base alla pavimentazione stradale vera e propria. Sotto il manto stradale, si lavorerà all’anima tecnologica che renderà il ponte autonomo dal punto di vista energetico, agli impianti per la raccolta dati e l’alimentazione della struttura.   Tutte le fasi di costruzione del cantiere sono visibili in un video 3D, con i diversi cantieri portati avanti in contemporanea su più fronti, insieme alle complesse tecniche ingegneristiche utilizzate per la costruzione dell’opera in tempi record. Il cantiere si prepara adesso al varo dell'ultima campata da 50 metri tra le pile 11 e 12    

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08 apr 2020

MILANO | Salini Impregilo e Astaldi riprendono i lavori sulla M4

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Salini Impregilo e Astaldi riprendono i lavori sulla M4 e, insieme al Comune di Milano, a Società M4 e agli altri operatori coinvolti nel progetto hanno riattivato tutti i necessari protocolli per far operare i lavoratori nella massima sicurezza e attenzione alla salute. I lavori nei cantieri sono ripresi su tutte e tre le tratte (Est, Ovest e Centro), e sono state avviate le attività di preparazione al riavvio degli scavi meccanizzati con le TBM (le cosiddette talpe), che saranno riattivate a pieno regime la prossima settimana. In questa fase sono presenti nel cantiere circa 200 tra operai, dipendenti e dirigenti. Per la prosecuzione delle attività nelle aree di lavoro della nuova metropolitana sono state adottate misure di sicurezza straordinarie che mirano a tutelare la salute dei lavoratori e a prevenire ogni forma di contagio, tra queste: il rilevamento della temperatura corporea al mattino, all’ingresso in cantiere e all’ora di pranzo all’ingresso in mensa, l’utilizzo di mascherine di protezione, la distribuzione massiva di disinfettanti per le mani, il rispetto, ove possibile, della distanza di sicurezza e ancora, pulizia e sanificazione periodica degli ambienti di lavoro, dei dormitori e di tutti gli spazi comuni, riduzione del numero di persone che possono viaggiare contemporaneamente sulle navette da e per il cantiere.

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20 mar 2020

GENOVA | Il Ponte di Genova continua la sua corsa per consegnare rapidamente l’opera alla città

di mobilita

Il nuovo Ponte di Genova prosegue la sua corsa contro il tempo. Dopo la consegna di tutte le pile, il cantiere si concentra sulle prossime operazioni di sollevamento del terzo impalcato da 100 metri, che porterà a 750 metri la lunghezza del ponte e scavalcherà la linea ferroviaria, con il completamento dei lavori propedeutici per la realizzazione delle aree dove dovranno muoversi i grandi semoventi che sposteranno l'impalcato, e sulla preparazione delle lavorazioni per la soletta delle sezioni già completate. Il modello fast track, che permette di lavorare in parallelo nei diversi cantieri creati nell’area, per sottofondazioni, fondazioni delle pile, elevazione delle pile, sollevamento degli impalcati e completamento delle sovrastrutture, viene in questa fase utilizzato per preparare l’area per la fase conclusiva di sollevamento del nuovo impalcato. L’allestimento di una sorta di “stabilimento mobile” nell’area del cantiere, che ancora durante la realizzazione delle pile ha consentito di accogliere le porzioni di impalcato e quindi il suo assemblaggio per renderlo pronto per l’innalzamento, viene adesso utilizzato per gestire le delicate operazioni di movimentazione e sollevamento in quota. Le attività, gestite dalla joint venture PerGenova costituita da Salini Impregilo e Fincantieri, sono svolte in un contesto inurbato molto complesso, interessato da quattro strade principali di collegamento nord-sud oltre che dalla linea ferroviaria in esercizio e dal torrente Polcevera, che durante la costruzione del ponte ha richiesto la gestione di quasi 80 interferenze con sottoservizi preesistenti. Ogni lavorazione deve essere quindi accuratamente analizzata e pianificata con la precisione di un cronometro svizzero, così da ridurre al minimo il potenziale rischio di errore. In parallelo, mentre si pianifica il completamento della nuova attività in quota, Salini Impregilo sta organizzando le complesse operazioni per la preparazione della soletta del ponte: 8.000 metri cubi di calcestruzzo che saranno lavorati in contemporanea, dalle estremità del viadotto verso il suo centro, a getto continuo 24 ore su 24 in circa 7-8 giorni, più che dimezzando i normali tempi di realizzazione. Una gestione accuratamente pianificata anche a livello logistico. Sulla soletta completa e finita si procederà quindi con l’allestimento finale della piattaforma stradale e di tutte le opere a corredo dell’infrastruttura e della sicurezza del suo esercizio, completando le attività di un cantiere in cui il modello fast track ha permesso di iniziare la prima fondazione il 24 giugno 2019 ed eseguire in pochi mesi le sottofondazioni, le fondazioni e le elevazioni, con una media di circa 3 pile al mese.

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10 mar 2020

GENOVA | Il Ponte verso il rush finale: superati i 650 metri con varo dell’impalcato sul Polcevera

di mobilita

Dopo il completamento delle pile dello scorso 18 febbraio, il nuovo Ponte di Genova accelera verso la fine dei lavori con il varo di oggi dell'impalcato da 100 metri che scavalca il fiume Polcevera. L'opera, realizzata dalla joint venture tra Salini Impregilo e Fincantieri, supera la lunghezza complessiva di 650 metri, con 11 campate issate sulle 19 che compongono il Ponte, con numerosi cantieri all'opera in contemporanea e su più fronti. Le operazioni per la costruzione del Ponte, che vanno avanti nel rispetto delle precauzioni e delle misure di sicurezza per i lavoratori, come in tutti i cantieri Salini Impregilo, vedono infatti in campo, nei momenti di picco, fino a 600 persone, e oltre 1000 se si considera anche l'indotto. Un impegno comune su numerose attività in parallelo: dall'assemblaggio a terra delle campate, alle operazioni sugli impalcati già in quota per il montaggio degli impianti e per le molature delle componenti accessorie come carter, velette e predalles. Il varo di oggi ha visto salire tra la pila 9 e la pila 10, a 40 metri d'altezza una trave d'acciaio lunga 94 metri per un peso di 1800 tonnellate. Per il sollevamento della maxi trave, trasportata da una parte all'altra del fiume, è servito l'ausilio di alcuni carrelli radiocomandati (già usati per spostare le travi smontate del vecchio Morandi) che si sono mossi proprio sul greto del Polcevera. E' stato necessario intervenire direttamente nell'alveo del torrente per creare prima, e ripristinare negli scorsi giorni a seguito del maltempo, l'isola artificiale che ha sostenuto i carrelli per la movimentazione dell'impalcato. Dopo essere stata presa in carico dai carrelloni in alveo, la campata è stata infatti traslata verso levante e poi verso nord, per essere poi sollevata, a circa 5 metri all'ora dagli strand jack istallati sulle pile.

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14 feb 2020

GENOVA | Si è allungato di 100 metri in una sola volta il “ponte-nave” della Val Polcevera

di mobilita

Si è allungato di 100 metri in una sola volta il "ponte-nave" della Val Polcevera, la cui costruzione è affidata a Fincantieri Infrastructure del Gruppo Fincantieri e Salini Impregilo, unite nella joint venture PERGENOVA. È iniziato nel pomeriggio del 13 febbraio il primo di 3 vari eccezionali che vedranno salire, a oltre 40 metri di altezza, 3 tratti di impalcato dalle misure straordinarie di 100 metri l'uno. Ad essere posizionata fra la pila 8 e la pila 9, la prima mastodontica campata in acciaio da oltre 1.800 tonnellate, che si aggiunge alle altre 8 che negli scorsi mesi hanno fatto il loro ingresso nello skyline genovese. Le dimensioni del nuovo tratto di impalcato hanno reso necessario per l'innalzamento l'utilizzo degli strand jack, speciali macchinari capaci di garantire, in condizioni meteorologiche ottimali, un'ascesa della campata di 5 metri all'ora. "Fin dal primo momento abbiamo raccolto questa sfida animati dallo spirito di servizio e dalla voglia di partecipare alla rinascita di un territorio a beneficio del Paese. Oggi quello che metro dopo metro sta prendendo corpo è il risultato del lavoro di tutti, di maestranze, ingegneri e tecnici che arrivano da ogni parte d'Italia per dare il loro contributo a quest'opera innovativa e necessaria, che racchiude tutto il nostro know-how e ci consente di metterlo a disposizione di Genova, una città alla quale da sempre ci sentiamo profondamente legati" ha detto Giuseppe Bono, Amministratore Delegato di Fincantieri. La struttura di acciaio, il cuore del nuovo ponte, che sarà costituita in totale da 19 campate, è così sollevata per 500 metri complessivi e circa 7.000 tonnellate totali, compresi tutti i carter laterali, le "ali del ponte", che conferiranno alla struttura il caratteristico profilo voluto dall'Architetto Renzo Piano, facendola assomigliare alla carena di una nave. Per l'intera opera occorreranno 9.000 tonnellate d'acciaio per armatura e 15.000 tonnellate per le carpenterie. Numeri eccezionali che stanno impegnando senza sosta tre stabilimenti di Fincantieri: l'ultimo arrivato nel gruppo, quello di Valeggio sul Mincio, che ha iniziato a produrre per Fincantieri proprio in relazione alla costruzione dell'infrastruttura genovese, lo stabilimento di Sestri Ponente e quello di Castellammare di Stabia. Oltre 800 persone impegnate da Nord a Sud nella produzione dei conci e nell'assemblaggio degli impalcati. Con questo sono 9 i vari in quota effettuati, 2 solo negli ultimi 5 giorni, e mentre il ponte si mostra per la metà della sua lunghezza, in cantiere si sta concludendo l'elevazione dell'ultima delle 18 pile della struttura: la costruzione del nuovo viadotto di Genova procede a una velocità mai conosciuta prima nella storia delle infrastrutture italiane, neppure negli anni del boom economico.

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12 feb 2020

MILANO METRO M4 | CdA Salini Impregilo in visita al cantiere della metro

di Roberto Lentini

Si è svolta ieri la visita al cantiere Linate della nuova metro M4 di Milano dei membri del Consiglio d’Amministrazione Salini Impregilo, che hanno potuto viaggiare sulla tratta Linate- Forlanini FS che sarà operativa nel 2021. La M4, che collegherà il centro di Milano all’aeroporto di Linate in soli 12 minuti, rappresenta uno dei progetti di sostenibilità underground più importanti d’Europa. Commissionata dal Comune di Milano, è realizzata dalla società mista concessionaria M4, incaricata della costruzione e della gestione e partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di soci privati guidato da Salini Impregilo. “Il nuovo Gruppo, che sta cambiando con Progetto Italia, sarà un player dall’anima italiana, ma sempre più forte sui mercati internazionali e su mobilità sostenibile, clean energy, clean water, green buildings”, ha dichiarato Pietro Salini, Amministratore Delegato del Gruppo Salini Impregilo. “La metro di Milano rappresenta un esempio concreto della nostra visione di continuare a focalizzarci su opere di mobilità sostenibile, e sulla nostra volontà di far ripartire i progetti fermi in Italia. In questo cantiere lavoriamo già con Astaldi e siamo riusciti con il cliente a portare avanti come da cronoprogramma un progetto complesso, facendo lavorare 1.500 persone per dare a Milano la sua nuova linea che colleghi aeroporto, centro e periferia. Oggi la M4 di Milano è uno dei progetti più iconici del Paese, perché è uno dei pochi che in Italia si stanno concretizzando, anche grazie al nostro impegno. Lavoriamo a stretto contatto con il cliente per trovare insieme le soluzioni migliori nel momento in cui si richiedono cambiamenti che sono connaturati a progetti così complessi, cercando di applicare sempre le regole più stringenti in termini di sicurezza delle nostre persone. Stiamo aiutando Milano a diventare una città più verde, con 16 milioni di spostamenti di auto in meno all’anno e un calo delle emissioni inquinanti di 54.000 tonnellate/anno”. La M4 sarà lunga 15 chilometri con 21 stazioni e attraverserà il centro storico della città collegando il quadrante Est (aeroporto di Linate) con il quadrante Sud-Ovest, fino alla stazione di San Cristoforo. La linea con i suoi interscambi continueranno ad aumentare un “effetto di rete” intermodale atteso su tutto il sistema di trasporto urbano ed extra-urbano. Con un utilizzo previsto da 86 milioni di persone per anno, la linea è una “metropolitana leggera ad automatismo integrale”: un sistema tecnologico che conserva le caratteristiche della metropolitana classica, ma con standard tecnici prestazionali e di sostenibilità più elevati e meno dispendiosi. L’innovativo sistema di guida automatica (driverless: senza conducente) adotta una tecnologia per il controllo intelligente del traffico che garantisce ai passeggeri i più elevati standard di sicurezza. La M4, con cui la rete metropolitana milanese raggiungerà i 118 chilometri divenendo la sesta in Europa per estensione, è uno dei tanti progetti di Salini Impregilo nel settore della mobilità sostenibile. L’opera è infatti una dei 10 progetti metro e light rail che il Gruppo sta contribuendo a realizzare nel mondo, per migliorare la mobilità sostenibile urbana ed extra-urbana di 3 milioni di persone al giorno, tra cui la Linea Red Line di Doha (Qatar), la metro di Riyad in Arabia Saudita, la metro leggera di Sydney, insieme alla Hurontario Light Rail Transit in Canada e la Forrestfield-Airport Link a Perth in Australia.

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13 gen 2020

MILANO M4 | Al via test con la circolazione del treno nella tratta Linate – Forlanini FS

di mobilita

Al via la circolazione del treno per i test di funzionamento della prima tratta Linate - Forlanini FS della nuova metro M4 di Milano, che collegherà il centro di Milano all’aeroporto di Linate in soli 12 minuti. L’opera, che rappresenta uno dei progetto di sostenibilità underground più importanti d’Europa, è commissionata dal Comune di Milano e realizzata dalla società mista concessionaria M4, incaricata della realizzazione e della gestione e partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di soci privati guidato da Salini Impregilo e Astaldi. I test tra Linate e Forlanini FS rappresentano uno step fondamentale per la verifica dei treni e di tutti i sistemi, dal segnalamento, alla ventilazione, all’antincendio, in vista della messa in esercizio di questa prima tratta nel 2021. La linea, che vede al momento 56 cantieri aperti anche nel centro di Milano con 1500 persone all’opera nel complesso (di cui 500 dirette del consorzio costruttore Metro Blu), arriverà poi a Dateo a metà 2022, per poi toccare San Babila entro dicembre 2022. La linea metropolitana sarà lunga 15 chilometri con 21 stazioni e attraverserà in soli 30 minuti il centro storico della città collegando il quadrante Est (aeroporto di Linate) con il quadrante Sud-Ovest, fino alla stazione di San Cristoforo. Interscambi che contribuiranno ad aumentare un “effetto di rete” intermodale atteso su tutto il sistema di trasporto urbano ed extra-urbano, con benefici ambientali significativi che rendono più forte l’impronta sostenibile della città di Milano: la linea permetterà una riduzione del traffico in città di circa 16 milioni di veicoli ogni anno, con una contrazione annuale delle emissioni di CO2 fino a 54mila tonnellate. Con un traffico di 86 milioni di persone per anno, la linea è una “metropolitana leggera ad automatismo integrale”: un sistema tecnologico che conserva le caratteristiche della metropolitana classica, ma con standard tecnici prestazionali e di sostenibilità più elevati e meno dispendiosi. L’innovativo sistema di guida automatica (driverless: senza conducente) adotta una tecnologia per il controllo intelligente del traffico che garantisce ai passeggeri i più elevati standard di sicurezza. La M4, con cui la rete metropolitana milanese raggiungerà i 118 chilometri divenendo la sesta in Europa per estensione, è un esempio della leadership di Salini Impregilo nel settore della mobilità sostenibile. L’opera è infatti una delle 9 metropolitane che il Gruppo sta contribuendo a realizzare nel mondo, per migliorare la mobilità sostenibile urbana ed extra-urbana di 3,6 milioni di persone al giorno, come la Linea Red Line di Doha (Qatar), uno dei maggiori progetti infrastrutturali in Medio Oriente, insieme alla Hurontario Light Rail Transit in Canada e la Forrestfield-Airport Link a Perth in Australia.

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17 dic 2019

MILANO M4 | La TBM si avvicina ai canali dei Navigli

di mobilita

La costruzione della linea metropolitana M4 di Milano entra in una nuova fase avvicinandosi alla rete di canali dei Navigli.  Gli alesatori a tunnel (TBM) continueranno a scavare fino alla prossima primavera passando sotto la chiesa valdese su via Francesco Sforza, la basilica di Sant'Ambrogio, la Ca 'Granda, le colonne di San Lorenzo e l'edificio Torre Merlata all'angolo tra via San Vittore e via Carducci. E questa è solo una parte dell'impressionante patrimonio storico e artistico che lavoratori e tecnici proteggeranno mentre costruiranno questa infrastruttura strategica. Per proteggere il patrimonio architettonico e artistico di Milano, la società responsabile del progetto (di proprietà della città e di un gruppo di aziende guidate da Salini Impregilo e Astaldi) ha adottato un protocollo tecnico per il lavoro sotterraneo che combina analisi preventiva con monitoraggio continuo. Queste procedure furono testate da Salini Impregilo quando costruì Cityringen , la nuova metropolitana senza conducente di Copenaghen, inaugurata il 29 settembre dalla regina Margrethe II. Prima di ciò, li aveva fatti lungo la linea B1 a Roma.

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04 dic 2019

MILANO M4 | Nell’ultimo mese realizzati un chilometro di scavi in centro

di mobilita

"Celebriamo oggi la festività di Santa Barbara nei cantieri della M4 di Milano con un record: nell’ultimo mese siamo riusciti a realizzare un chilometro di scavi in centro, con un sistema di smaltimento del materiale finalizzato a limitare al massimo gli impatti sulla vita della città". Così Pietro Salini, amministratore delegato Salini Impregilo, in occasione della festività di Santa Barbara, protettrice di pompieri, minatori e di tutti i lavoratori che realizzano tunnel o gallerie, celebrata oggi prima presso il Manufatto Argonne e poi nel campo base della Linea M4 di Milano. Commissionata dal Comune di Milano, la linea è realizzata da una società mista, partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di soci privati guidato da Salini Impregilo e Astaldi. "Realizzare un progetto così imponente con 56 cantieri aperti anche nel centro di Milano non è semplice, e per questo vi ringrazio, per il lavoro gigantesco che fate in un Paese in cui le opere si fanno con grande difficoltà. La M4, che sarà in grado di trasportare 86 milioni di persone per anno, è uno dei progetti di sostenibilità underground più importanti d’Europa ed esempio della leadership del Gruppo Salini Impregilo in tema di safety. Sulla sicurezza - afferma - non facciamo sconti".

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