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05 feb 2018

VIDEO| AG-CL SS 640 : lo stato di avanzamento dei lavori

di redazioneinfoag

Continuano ad avanzare i lavori lungo la SS 640, in particolare nel lotto che riguarda la provincia di Caltanissetta: dopo l’apertura dei primi nove chilometri in territorio di Serradifalco, provenendo da Canicattì la nuova statale con caratteristiche autostradali adesso appare quasi del tutto completo fino alle porte di Caltanissetta. Per chi arriva da Agrigento ed è diretto verso l’autostrada A19 infatti, superata contrada Grottarossa ci si immette nel rettilineo aperto lo scorso 25 settembre il quale conduce verso lo svincolo di Serradifalco e nel nuovo viadotto dedicato al giudice Saetta; dopodiché il nuovo tratto a quattro corsie procede in un altro rettilineo già completato ed aperto che culmina nel territorio di contrada Favarella. E’ proprio qui che sono in corso di costruzione le ultime grandi opere comprese tra Canicattì e San Cataldo: si tratta, in particolare, delle gallerie artificiali Favarella, le quali tagliano il vecchio tracciato ad unica carreggiata e si innestano poi nella variante che conduce verso l’hinterland di Caltanissetta. E’ proprio questa variante adesso ad essere entrata in funzione: superata la deviazione in corrispondenza delle costruende gallerie Favarella, si giunge nelle nuove gallerie Papazzo, tra le più lunghe dell’intero tracciato ed aperte nei primi giorni di questo mese di gennaio. Subito dopo, si attraversa il nuovo viadotto Fosso Mumia per giungere, infine, nella piccola galleria denominata San Cataldo. Una volta ultimate le gallerie Favarella, di fatto si potrà giungere da Canicattì a San Cataldo senza più deviazioni e con l’intero tratto ammodernato a quattro corsie; superata la piccola cittadina nissena, si giunge quindi nel cantiere della galleria Caltanissetta, lì dove la talpa nominata ‘Barbara’ ha oramai da mesi finito il suo lavoro e dove gli operai quindi stanno procedendo con le opere di rivestimento. Il lotto agrigentino della SS 640 è stato inaugurato ufficialmente nel marzo 2017; con l’avanzamento dei lavori lungo il tratto nisseno, i tempi di percorrenza tra la città dei templi, Caltanissetta e soprattutto l’autostrada A19 sono destinati drasticamente ad abbassarsi.

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07 dic 2017

PALERMO – AGRIGENTO| Pronto il nuovo tratto in variante della ferrovia

di redazioneinfoag

Ancora pochi giorni e poi lungo la linea ferrata tra Agrigento e Palermo verrà aperto un nuovo tratto rinnovato, che permetterà di viaggiare con maggiore sicurezza e di risparmiare alcuni minuti; il riferimento è alla galleria Lercara, un’opera lunga 2.8 km compresa tra i comuni di Castronovo di Sicilia e Lercara Friddi e che permetterà di utilizzare un tratto di variante che porterà alla chiusura di quello posto tra le stazioni di Castronovo e Roccapalumba. Si tratta dell’intervento più significativo svolto lungo la ferrovia tra i due capoluoghi da quando, negli anni 70 dell’800, essa è stata completata ed aperta; nei giorni scorsi, la Prefettura di Palermo ha dato il via libera del piano di emergenza redatto per la galleria Lercara, presupposto indispensabile per aprire all’esercizio la variante. L’addio definitivo al vecchio tratto che, dal territorio di Castronovo sale verso la stazione di Lercara Bassa fino a giungere poi a Roccapalumba, dovrebbe essere dato con l’ultimo treno in transito nella serata di giovedì; poi, dopo gli ultimi lavori ed i relativi collaudi, con il primo convoglio verso Palermo di domenica si sancirà ufficialmente l’apertura della variante. Il tratto vecchio presentava non poche problematiche dovute alla natura del territorio, con la galleria invece subito dopo Castronovo si percorrerà il nuovo tracciato che andrà ad incontrare la linea per Catania direttamente presso la stazione di Lercara Diramazione e non più a Roccapalumba; per i pendolari e per i numerosi utenti della ferrovia si tratta senza dubbio di una buona notizia, attesa da diversi anni visto che i lavori sono iniziati tra il 2008 ed il 2009.

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30 nov 2017

VIDEO | AGRIGENTO: A gennaio la gara d’appalto per il viadotto Petrusa

di redazioneinfoag

La chiusura del viadotto Petrusa sta comportando enormi disagi: è aumentato il traffico nel centro di Agrigento, specie nella zona di via Papa Luciani, mentre per raggiungere i quartieri nord da San Leone e Villaggio Mosè è necessario compiere lunghi giri senza peraltro poter usufruire della rinnovata SS 640. Il viadotto Petrusa appartiene alla SS 122, l’antico tracciato tra la città dei templi e Caltanissetta e dunque la sua ricostruzione non poteva essere inserita tra le opere della nuova SS 640. Questo sta comportando una lunga chiusura, essendo già dal mese di marzo che l'opera è inutilizzabile con una campata parzialmente demolita; per riconsegnare il viadotto agli agrigentini, si sta seguendo l'iter classico che prevede però allungamento dei tempi dettati meramente dalla burocrazia. Negli ultimi giorni, in tal senso, sono arrivate in merito alcune importanti notizie: se da un lato confermano che ci vorrà ancora tempo per aprire i cantieri, dall’altro però sembra esserci stata quanto meno molta più chiarezza; in un comunicato dello scorso 28 novembre, la deputata nazionale Maria Iacono ha affermato di aver parlato con il direttore regionale dell’Anas, Valerio Miele, il quale ha spiegato l’attuale situazione sul fronte dei lavori per il ripristino del Petrusa. In particolare, Miele ha dichiarato alla Iacono che si sta seguendo la consueta procedura per la costruzione delle opere e nel mese di gennaio verrà espletata la gara d’appalto: dopo il progetto presentato nei mesi scorsi ed approvato, così come dopo la definizione dell’iter per gli espropri, con l’avvento dell’anno nuovo si procederà quindi all’affidamento dei lavori ed all’apertura dei cantieri.  

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17 nov 2017

VIDEO| PALERMO – AGRIGENTO: Il tratto palermitano pronto per il 31 dicembre 2018?

di redazioneinfoag

Ancora disagi, ancora deviazioni ed ancora semafori: le più di due ore di percorso tra Palermo ed Agrigento permangono tra le più estenuanti da affrontare, specie se si pensa ad una distanza tra le due città inferiore ai 140 km; i lavori che stanno interessando la SS 121, la quale compone l'arteria tra i due capoluoghi assieme alla SS 189 dal bivio Manganaro in poi, vanno oramai avanti da tre anni ed in più occasioni sono stati denunciati disagi e ritardi derivanti da essi. Il caso più eclatante riguarda quanto accaduto, nel dicembre 2014, presso il viadotto Scorciavacche lì dove cioè, a meno di una settimana dall'inaugurazione, una parte del raccordo ha accusato un cedimento che ha reso da allora inutilizzabile l'opera; rallentamenti nel cronoprogramma dei lavori, smottamenti, richieste di perizia di variante e quant'altro, hanno provocato un'empasse che si sta trascinando da oramai lungo tempo e che ha gettato intere comunità nello sconforto con serie difficoltà per i trasporti tra le due province. Non solo il viadotto Scorciavacche, ma anche altri tratti dove i lavori vanno a rilento oppure dove le opere, anche se vicine alla consegna, rimangono parzialmente chiuse ed il traffico regolato dal semaforo; per questo e per altri motivi, si è rivolto al governo il deputato palermitano Franco Ribaudo, il quale ha chiesto al Ministro dei Trasporti tempistiche e modalità di prosecuzione dei lavori. Da parte sua, il Sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, ha affermato che proprio in virtù delle tante criticità è stata intrapresa una lunga interlocuzione con il contraente generale, al fine di superare la fase di stallo; in primo luogo, nelle prossime settimane, secondo l'esponente del governo, sarà inserita una perizia di variante al fine di poter nuovamente procedere con i lavori nel tratto interessato dalle variazioni progettuali. Sempre secondo il sottosegretario, oltre alla variante richiesta, a rallentare l'avanzamento dei cantieri sono stati i tanti dissesti idrogeologici che hanno interessato dal 2015 in poi il territorio oggetto dei lavori; adesso, l'obiettivo concordato tra Ministero e contraente generale, è l'implementazione dei cantieri da attuare già nelle prossime settimane superate le criticità dovute a dissesti ed a modifiche del progetto originario. Il nuovo cronoprogramma, dovrebbe portare all'apertura dell'opera riammodernata il 31 dicembre 2018; una data a cui però, in tanti, stentano a crederci: ancora troppi i cantieri ed i relativi disagi prima di poter giungere al taglio del nastro anche se, come ha specificato il sottosegretario nel suo intervento, i lavori al momento sono completi al 60%. Iniziato nel 2014, il cantiere dovrebbe portare all'ammodernamento di gran parte del tratto palermitano della SS 121 lungo la Palermo - Agrigento: sette i chilometri che saranno a doppia carreggiata, mentre gli altri manterranno l'attuale impostazione di unica carreggiata ma con l'eliminazione degli incroci a raso e di numerose curve.

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25 set 2017

AGRIGENTO | Aperti al traffico altri 8,5km della SS 640 “Degli Scrittori”

di redazioneinfoag

Avanzano i lavori lungo la nuova SS 640, la quale al termine delle opere sarà interamente con caratteristiche autostradali e permetterà di collegare in poco più di mezzora Agrigento con l'autostrada A19, passando per Caltanissetta. In questo lunedì è stato aperto al transito un nuovo tratto, il primo ricadente all'interno del territorio della provincia di Caltanissetta e facente parte del secondo macro lotto i cui lavori sono iniziati nel 2012; si tratta, in particolare, di un lungo rettilineo, che da Grottarossa attraversa il territorio di Serradifalco fino a giungere ad una galleria e ad un viadotto che, da ora in avanti, sarà intitolato al giudice Saetta e che permette di arrivare quasi a ridosso di San Cataldo. Prima dell'apertura al traffico, Proprio nella mattinata di lunedì, si è svolta la cerimonia di intitolazione di questo tratto della 640 alla memoria del giudice Antonino Saetta e del figlio Stefano, assassinati dalla mafia esattamente 29 anni fa, il 25 settembre 1988, mentre percorrevano il vecchio tratto di statale che da oggi verrà declassato a favore del nuovo percorso a quattro corsie. Alla cerimonia, al termina della quale è stata anche scoperta una stele in ricordo del giudice, hanno partecipato autorità e familiari di Saetta, oltre che i vertici dell’ANAS e della CMC, l’azienda che sta realizzando l’intera opera. L’inaugurazione dei 9 km in territorio nisseno, segna l’apertura del primo tratto del secondo lotto, i cui lavori sono iniziati nel 2012; dopo la fine delle opere del primo lotto che ricade nella provincia di Agrigento e che misura 31 km, il tratto odierno porta a 40 i km di statale consegnata ed aperta al transito con caratteristiche autostradali, su un totale complessivo di 70. Nella parte inaugurata in questo lunedì, tra le opere spicca quella inerente il viadotto Saetta, prima conosciuto come Giulfo, in territorio di Serradicalco; il nuovo cavalcavia ha permesso una variante rispetto al percorso originario che di fatto taglia numerose curve e permette di raggiungere San Cataldo da un lato e Canicattì dall’altro in totale sicurezza. Proseguono intanto i lavori per completare i rimanenti 30 km, molti dei quali percorsi tra viadotti e gallerie. Breve biografia del Giudice Antonino Saetta Antonino Saetta, nato a Canicattì (AG), il 25 ottobre 1922, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo nel 1940, dopo avere conseguito la maturità presso il liceo classico statale di Caltanissetta. Laureatosi nel 1944 con il massimo dei voti, entrò in Magistratura nel 1948. Dopo il primo incarico ad Acqui Terme, si trasferì al tribunale di Caltanissetta nel 1955, a Palermo nel 1960, e a Sciacca, quale Procuratore della Repubblica, dal 1969 al 1971. Tra il 1976 e il 1978 fu Consigliere presso la Corte d'Assise d'Appello di Genova, negli anni 1985 e 1986 fu Presidente della Corte d'Assise d'Appello di Caltanissetta e, successivamente, ebbe lo stesso incarico a Palermo. Pochi mesi dopo la conclusione di un importante processo di mafia, il Giudice Antonino Saetta venne assassinato insieme al figlio Stefano, il 25 settembre 1988, all'età di 65 anni, mentre percorreva la statale 640.

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23 set 2017

PALERMO – AGRIGENTO | Ancora disagi lungo il cantiere, indagine dell’ANAS

di redazioneinfoag

I pendolari e gli abitanti dei paesi interessati dall’attraversamento della Palermo – Agrigento, da oramai tanti anni sopportano situazioni molto delicate e disagi di ogni tipo; tra il 2015 ed il 2016, si contavano soltanto tra Vicari e Bolognetta, qualcosa come undici semafori: oggi sono 'soltanto', si fa per dire, sette ma in compenso sono aumentate le deviazioni e la percorribilità lungo l'intera tratta oggetto di lavori appare abbastanza difficoltosa. I lavori sulla SS 121 avrebbero dovuto concludersi già nel dicembre 2016: questo tratto di statale, che prima della A19 rappresentava il principale asse tra Palermo e Catania, dal bivio Manganaro in poi (interno al comune di Lercara Friddi) costituisce il segmento palermitano dell'itinerario tra il capoluogo di regione ed Agrigento. Il primo progetto di ammodernamento non solo di questa parte della SS 121 ma, in generale, dell'intero asse Palermo - Agrigento risale all'epoca della 'Legge Obiettivo' del 2001; da lì in poi, tra varianti e suddivisione in lotti dell'opera, si è arrivati alla progettazione non di un raddoppio bensì di un'arteria ad unica carreggiata ma senza intersezioni a raso e con la possibilità di rendere più veloce la circolazione viaria. Pur tuttavia l'intervento è stato reso esecutivo soltanto lungo il tratto della SS 121 che dal bivio Manganaro conduce a Bolognetta: gli altri due, ossia il piccolo segmento che da Bolognetta conduce al bivio di Villabate della A 19 e, da lì, a Palermo, così come quello che corre lungo la provincia di Agrigento, hanno seguito altri iter ed al momento non è nemmeno certo il loro finanziamento. Lì dove i lavori sono partiti, come detto, i disagi sono evidenti e non accennano a finire: dal viadotto Scorciavacche, chiuso dopo i problemi riscontrati sul rilevato nel dicembre 2014, fino agli altri tratti del lotto che costringe a diverse deviazioni ed a giri molto più lunghi degli automobilisti. L'ANAS dal canto suo afferma, come dichiarato da PalermoToday, di avere aperto un'indagine per scovare i motivi dei ritardi e di una sottoproduzione che preoccupa addetti ai lavori e pendolari.

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02 ago 2017

Agrigento | Pre-conferenza di Servizi finalizzata all’approvazione del progetto esecutivo del ponte Petrusa

di mobilita

Si è svolta ieri mattina ad Agrigento la Pre-conferenza di Servizi nell’ambito dell’iter di approvazione del progetto esecutivo del nuovo ponte Petrusa sulla strada statale 122 “Agrigentina”. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto, Nicola Montesano, quale Responsabile d’Area Compartimentale di Anas e Valerio Mele, Coordinatore Territoriale Anas Sicilia. “Sin da quando abbiamo accertato la necessità di dover procedere alla ricostruzione del viadotto Petrusa – ha dichiarato l’ing. Mele – Anas si è adoperata, per quanto di propria competenza, affinché potesse essere definito nel minor tempo possibile l’iter tecnico e amministrativo. L’incontro odierno è stato organizzato anche al fine di potere condividere con gli enti interessati la soluzione progettuale elaborata e definire l’iter autorizzativo”. Come è noto, la demolizione del vecchio ponte Petrusa avvenne lo scorso marzo e Anas, già durante il precedente periodo di chiusura, aveva tempestivamente avviato le attività necessarie alla realizzazione del nuovo ponte. È in fase di ultimazione la redazione del progetto esecutivo, già precedentemente sottoposto al Comune di Agrigento per la verifica della compatibilità urbanistica. La procedura di appalto per l’affidamento dei lavori - per un investimento complessivo pari a circa 4 milioni di euro - potrà essere avviata il prossimo autunno, previa acquisizione di tutti i pareri autorizzativi da parte degli enti interessati. Anas evidenzia comunque che, fino alla realizzazione del nuovo ponte, l'allungamento del percorso tra Agrigento e Favara è di circa 900 metri in direzione Favara e circa 10 km in direzione opposta, con un incremento dei tempi di percorrenza rispettivamente di 2 e 8 minuti.

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03 lug 2017

Rfi | Manutenzione straordinaria della galleria San Gerlando, treni sospesi tra Agrigento Bassa e Agrigento Centrale

di Fabio Nicolosi

Importanti interventi di manutenzione straordinaria saranno realizzati da Rete Ferroviaria Italiana, tra Agrigento Bassa e Agrigento Centrale, da lunedì 3 luglio a mercoledì 16 agosto 2017. I lavori interesseranno la Galleria San Gerlando e consisteranno nel consolidamento della volta e degli elementi portanti della struttura, realizzazione di una paratia costituita da pali e contestuale sostituzione di rotaie e scambi. Investimento economico circa 2,7 milioni di euro. Per l’intera durata dei lavori, fra Agrigento Bassa e Agrigento Centrale sarà sospesa la circolazione dei treni. Per garantire la mobilità saranno attivati servizi sostitutivi con autobus. Le informazioni di dettaglio sui provvedimenti, con l’elenco completo dei treni interessati, orari e punti di fermata, saranno disponibili nelle stazioni, uffici assistenza clienti e su tutti i canali informativi del Gruppo FS Italiane.

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15 giu 2017

Abbattuto l’ultimo diaframma della galleria “Caltanissetta” della SS 640 “Degli Scrittori”

di Fabio Nicolosi

I numeri: quasi 4000 metri per ogni canna, 15 metri di diametro, 178 metri quadrati di sezione, 545 giorni di scavo, 210 milioni di euro di investimento Anas comunica che questa mattina è stato ultimato lo scavo della seconda canna della galleria “Caltanissetta”, nell’ambito dei lavori di costruzione della nuova strada statale 640 “Degli Scrittori”, tra Agrigento e l’autostrada A19 “Palermo-Catania”. L’intervento, per un investimento complessivo pari a 1,5 miliardi di euro, prevede la realizzazione di una nuova piattaforma stradale a carreggiate separate, ciascuna costituita da due corsie di 3,75 metri, una banchina esterna da 1,75 metri e una banchina interna da 1,25 metri, per una sezione stradale complessiva di larghezza pari a 23,50 metri. Il primo lotto della statale, da Agrigento a Grottarossa, è stato definitivamente aperto al traffico lo scorso 28 marzo. Nell’ambito del secondo lotto, i cui lavori sono in corso con ultimazione prevista il prossimo anno, le opere d’arte sono costituite da 6 svincoli, in adeguamento a quelli esistenti, 1 cavalcavia, 7 sottovia scatolari, 14 viadotti, 5 gallerie artificiali e 4 gallerie naturali. La galleria Caltanissetta - la maggiore delle quattro gallerie naturali ma, in realtà, la più lunga galleria stradale della Sicilia - si trova su un tratto stradale di nuova realizzazione, in variante rispetto all’attuale tracciato della statale, nel comune di Caltanissetta. Il costo della galleria Caltanissetta ammonta a circa 210 milioni di euro. La galleria sottopassa la collina di Sant’Elia con doppia canna, una per senso di marcia, con interasse tra i due scavi compreso tra 35 e 80 metri, una lunghezza di quasi 4000 metri (3971,34 metri in direzione A19, 3964,51 metri in direzione Agrigento), un diametro di scavo pari a 15,08 metri per una superficie di scavo pari a 178 metri quadrati, che consentirà di disporre di una corsia di emergenza per tutta l’estensione delle gallerie. L’opera riveste particolare importanza anche sotto il profilo della tecnologia adoperata e della metodologia di scavo: è stato infatti realizzato tramite una fresa Tunnel Boring Machine – battezzata “Barbara” dagli operai del cantiere, in omaggio alla Santa protettrice dei minatori - che è la più grande TBM mai utilizzata dall’Anas e tra le più grandi e potenti costruite in Europa. Realizzata in Francia, nella zona di Lione, ha raggiunto il porto per l’imbarco verso la Sicilia tramite trasporto fluviale e stradale. Raggiunta Porto Empedocle via mare, è stata trasportata al cantiere di Caltanissetta tramite trasporti eccezionali. I 22 motori elettrici della macchina - ciascuno di potenza pari a 348 kW per una potenza complessiva di 7656 kW – hanno consentito una velocità massima di avanzamento, in fase di scavo, pari a 65 mm al minuto. Una volta scavato dalla testa rotante, il materiale veniva estratto dalla camera di scavo e portato verso la parte posteriore tramite un nastro trasportatore. La canna in direzione Agrigento, la prima ad essere realizzata, è stata ultimata in 290 giorni. Lo scavo della canna in direzione autostrada è stato avviato dopo 160 giorni, necessari per consentire lo smontaggio, la manutenzione e il riposizionamento della fresa che è lunga 115 metri. I tempi di realizzazione dello scavo di entrambe le canne sono stati di 545 giorni effettivi, con una media di scavo effettiva di 14,30 metri / giorno.

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06 giu 2017

Agrigento | Al via la ZTL in Via Atenea

di Mauro Indelicato

Cambiano ancora gli orari della ZTL in via Atenea: il corso principale di Agrigento, cuore di molte attività sociali e culturali della città dei templi, è spesso stato oggetto di esperimenti volti ad espandere la pedonalizzazione e la limitazione dell’ingresso di mezzi in una strada la cui pavimentazione ha spesso accusato problemi per via delle tante auto che soprattutto in passato hanno percorso questa arteria centrale. “A partire da lunedì 5 giugno – si legge in una nota del comune - la via Atenea sarà chiusa al traffico dalle ore 17:00 alle 24:00 e sarà così per tutte le domeniche ed i giorni festivi. A deciderlo il neo Assessore alla Polizia Municipale del Comune siciliano che ha ritenuto opportuno adottare provvedimenti più efficaci per ragioni di sicurezza stradale ed incolumità pubblica. Rispetto al precedente provvedimento, l’unico elemento invariato riguarda la proroga per il sabato sera fino alle 2 di notte, con lo scopo di evitare il passaggio di numerose auto in un momento della settimana dove sono previsti maggiori assembramenti di persone grazie alle attività di molti locali; per il resto, è da notare lo stop alla ZTL negli orari diurni e questo probabilmente è stato attuato dopo le richieste di numerosi commercianti ma va in controtendenza sia con le precedenti decisioni dell’attuale giunta e delle passate amministrazioni, le quali hanno invece sempre più aumentato gli orari di chiusura, che con il percorso intrapreso nelle principali città siciliane dove le vie principali sono oggetto di interventi di pedonalizzazione e di limitata apertura al traffico. Il dibattito sulle pedonalizzazioni ad Agrigento è sempre stato molto sentito, anche se in città al momento l’atteggiamento di molti operatori è quello di guardare con favore all’apertura al traffico anche delle vie centrali per il timore di una riduzione del volume di affari; nonostante i tanti positivi esempi, come in primis a Palermo, dati da virtuosi processi di pedonalizzazioni del centro storico, Agrigento rimane maggiormente legata alla logica della presunta convenienza derivante dal traffico aperto alle auto. Il nodo è probabilmente da ricercare nella mancanza di parcheggi e mezzi pubblici; i commercianti, in particolar modo, temono che i pochi parcheggi attorno al perimetro del centro storico facciano sì che i potenziali acquirenti siano scoraggiati dal passeggiare in via Atenea. Inoltre, ad Agrigento i mezzi pubblici hanno una copertura limitata e questo non favorisce l’incentivo all’uso del bus od anche dei treni che partono da Agrigento Bassa per far affluire gente nel cuore del centro storico. La via da intraprendere, a grandi linee, dovrebbe essere quella di creare veri e propri hub di interscambio tra mezzo pubblico e privato nei piazzali limitrofi al centro, in modo da poter facilitare il parcheggio lì dove transitano e partono gli autobus di linea od i treni verso Agrigento Centrale; al momento però, nessuna amministrazione ha mai programmato in maniera seria ed a lungo termine tematiche così vitali ed importanti per una città di chiara vocazione turistica.

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