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10 apr 2018

GENOVA | Blue Economy Summit fino al 12 aprile

di mobilita

E' in corso, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la sessione inaugurale, dedicata al ruolo del Porto di Genova quale porta di ingresso del Nord Italia, Svizzera e Germania del Sud, nell'ambito della prima edizione del BLUE ECONOMY SUMMIT che, in continuità con la Genova Smart Week e con gli Stati Generali dell’Economia, si svolge a Genova dal 9 al 12 aprile 2018. Promossa dal Comune di Genova e dall’Associazione Genova Smart City, con il supporto tecnico e organizzativo di Clickutility Team,  BLUE ECONOMY SUMMIT esplora, attraverso convegni, workshop e visite tecniche, tutte le attività che utilizzano il mare, le coste e i fondali come risorse per attività industriali e lo sviluppo di servizi, quali porti, logistica e trasporti, cantieristica da diporto e non, turismo marittimo, costiero e di crociera, pesca, acquacultura, biotecnologie marine ed energie rinnovabili marine. Nel corso del discorso inaugurale, il sindaco Marco Bucci, ha lanciato la candidatura di Genova come “centro nazionale di competenza” della Blue Economy: " Ci sono poche città al mondo in grado di vantare più professionalità nell'economia del mare di Genova - ha detto il sindaco-.  Siamo un centro d'eccellenza: sappiamo sviluppare innovazione, abbiamo dagli ingegneri ai tecnici, da quelli che stanno sulla nave a chi la costruisce, i cantieri, gli avvocati, le assicurazioni, i terminalisti, gli agenti marittimi, gli spedizionieri, gli armatori e poi anche tutta la parte turistica. Abbiamo le carte in regola per candidarci a essere la città che guida la Blue Economy per il prossimo futuro. La Via della Seta sta lanciando sfide in tutte le direzioni. Dobbiamo prepararci a raccoglierle in quanto la stragrande maggioranza delle merci viaggia e continuerà a viaggiare su mare. In questo quadro è necessario che tutte le amministrazioni portino avanti la candidatura di Genova a Competence Center della Blue Economy. Ne abbiamo già parlato con la Regione e vogliamo portare a Roma questa idea. Il governo dovrebbe accendere il semaforo verde, poi Università, Regione, Comune e tutte le altre amministrazioni, coordinandosi, dovranno proporre una struttura che gestisca tutti gli anelli della catena. Le amministrazioni hanno il compito di facilitare chi fa impresa e non viceversa".  L'economia del mare e le professioni a essa legate sono patrimonio storico di questa città sul quale puntare come biglietto da visita europeo. Questo il tema affrontato dall'assessore allo Sviluppo e promozione economica Giancarlo Vinacci. "Questa mattina parleremo di cosa stiamo facendo con le altre associazioni per fare in modo che vi sia un unico grande evento cittadino dedicato alla Blue Economy, in grado di presentarci unitariamente in Europa e proporre Genova come una città dove si trova tutto ciò che riguarda il mare - ha detto Vinacci-. Clima, bellezze, qualità della vita e un ambiente ideale per lo sviluppo di cantieristica, commercio e turismo, che gli indicatori danno in crescita. Con tutti i soggetti interessati, che ci illustreranno le loro iniziative, cominceremo a ragionale per la costruzione di questa grande vetrina in cui investitori, imprenditori e utilizzatori potranno incontrarsi per trasferire le loro aziende a Genova o per rafforzare la presenza di quelle che già ci sono. Proseguendo nella consapevolezza che solo ricreando lavoro si può ripopolare la città e far tornare grande Genova".Lo shipping  si trova davanti a uno dei più grandi passaggi di innovazione della sua storia. A dirlo Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti: "Senza lo shipping non vi sarebbe commercio globale e senza commercio globale, senza trasporti via nave, in una settimana finirebbe la benzina, in due settimane gli scaffali dei supermarket sarebbero vuoti e in 3-4 settimane inizierebbero a verificarsi problemi di approvvigionamento elettrico". Bisogna tenersi pronti ai cambiamenti, soprattutto per salvaguardare il livello occupazionale. "Le sfide – conclude Duci - sono l'automazione e le nuove tecnologie che porteranno un incremento della produttività ma anche un drastico calo dei posti di lavoro tradizionali. Per evitare un crollo dell'occupazione, dobbiamo quindi essere in grado di formare le nuove generazioni alle professioni che stanno nascendo proprio grazie all'innovazione". Uno dei segnali più evidenti del cambiamento è la dimensione delle navi, che mette in seria difficoltà il pescaggio dei porti. "Oggi la blue economy sta evolvendo molto rapidamente - ha detto Ignazio Messina – e le dimensioni sempre più massicce delle più moderne portacontainer lo dimostrano. E i porti italiani che le devono ospitare non hanno il pescaggio necessario e banchine adatte per questo tipo di attracchi. Da qui la necessità di interventi profondi nelle infrastrutture portuali, oggi carenti".

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09 apr 2018

Importanti contributi del Fondo Europeo di sviluppo Regionale per RFI

di mobilita

Nell'ambito del PON Infrastrutture e Reti 2014-2020, RFI riceve i contributi del Fondo Europeo di sviluppo Regionale. Il Programma Operativo Nazionale (PON) Infrastrutture e Reti 2014-2020 contribuisce al raggiungimento delle priorità dell'Unione Europea dal punto di vista delle infrastrutture di trasporto (ferroviarie, portuali, collegamenti di ultimo miglio e ITS - Intelligent Transport Systems), promuovendo il miglioramento delle condizioni di mobilità delle persone e delle merci e garantendo uno sviluppo competitivo dei territori delle regioni meno sviluppate del Mezzogiorno (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) al fine di sostenere la coesione economica, sociale e territoriale ed il collegamento con i territori d'Europa. Il programma ha una dotazione finanziaria pari a € 1.843.733.334, di cui il 75% ( € 1.382.800.000) derivante dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR).  RFI partecipa al PON con una serie di interventi (vedi tabella) ammessi a finanziamento mediante la Presa d'atto dell'Autorità di Gestione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

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09 apr 2018

SNCF annuncia ritardi nella riapertura della Cuneo-Ventimiglia

di mobilita

SNCF annuncia ritardi nella riapertura della Cuneo-Ventimiglia prevista per il primo maggio, imputando i ritardi allo sciopero proclamato per protestare contro la riforma proposta dal governo Francese. I lavori, previsti dalla Convenzione sottoscritta a marzo 2015 da Regione Piemonte, Rete Ferroviaria Italiana e SNCF Réseau, hanno previsto importanti interventi infrastrutturali tra cui l’installazione del Sistema di Controllo Marcia Treno, la manutenzione straordinaria della galleria del Col di Tenda e il rinnovo di una parte di binari e dei cinque ponti di ferro presenti sulla linea. “Semplicemente inaccettabile - Commenta l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte Francesco Balocco -Solo il giorno 13 aprile, i francesi ci comunicheranno il nuovo calendario e al momento non è dato sapere se si tratterà di qualche settimana o peggio, considerato che lo sciopero proseguirà fino a fine giugno. Questo ennesimo episodio, unitamente alla  impossibilità di SNCF di effettuare l’attivazione e il collaudo del sistema SCMT in attesa della disponibilità di una squadra in grado di farlo, e dello stallo sul fronte del rinnovo della convenzione, conferma ancora una volta l’atteggiamento poco collaborativo della controparte francese.  Valuteremo eventuali misure a tutela dell’investimento finanziato dal governo italiano.Sul fronte stradale (tunnel di Tenda) i francesi si sono permessi ironie e moralismi  sull’efficienza italiana, ma se le cose stanno così non credo proprio che possano permettersi di darci lezioni.”

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06 apr 2018

REGIONE SICILIANA | Ecco i prossimi investimenti sulle strade siciliane

di mobilita

Si è svolto questa mattina a Palazzo d’Orleans un incontro tra i vertici della Regione Siciliana e di Anas. All’incontro erano presenti, per la Regione, il Presidente Nello Musumeci, l’Assessore alle Infrastrutture e alla Mobilità Marco Falcone e, per Anas, l’Amministratore Delegato Gianni Vittorio Armani, accompagnato da Ugo Dibennardo, Direttore Operation e Coordinamento Territoriale, Valerio Mele, Responsabile Coordinamento Territoriale Sicilia, Mario Avagliano, Responsabile Relazioni Esterne e Comunicazione, Fulvio Maria Soccodato, Responsabile Assetto Infrastrutturale Rete. Prevenzione del rischio idrogeologico Molteplici i temi trattati a partire da quello, molto sentito, relativo alle attività finalizzate al monitoraggio e alla prevenzione del rischio idrogeologico. Già dal 2015, infatti, sono state avviate svariate iniziative, anche con la collaborazione di Università, Istituti e Agenzie nazionali, quali l’ISPRA e l’ASI, per la mappatura dei fenomeni franosi che possono coinvolgere la rete stradale Anas e per lo studio della vulnerabilità idrogeologica delle opere d’arte della rete stradale Anas. Tra queste, un progetto pilota per l’esecuzione di attività di monitoraggio superficiale dei versanti prospicenti l’A19 con la tecnica sperimentale dell’Interferometria Differenziale da Sensori Satellitari (DInSAR). Il metodo DlnSAR ,  che ha l’obiettivo di individuare e valutare i siti soggetti a maggiore vulnerabilità ambientale, si basa sull’analisi di dati satellitari e di archivio permettendo di evidenziare la presenza di movimenti lenti a larga scala che interessano il territorio circostante le infrastrutture e di quantificare l’entità degli spostamenti su punti singoli riflettenti con grande accuratezza. L’elaborazione dei dati permetterà di ottenere mappe di sintesi, rappresentative delle velocità di deformazione media, e grafici di serie temporali di spostamento, misurate su singoli punti di misura corrispondenti a particolari naturali o artificiali. Questo approccio sarà esteso in modo sistematico a tutte le infrastrutture stradali di interesse regionale, non solo di competenza di Anas, ma anche delle Provincie siciliane. L’analisi integrativa sulla mappatura delle aree esposte a pericolosità idrogeologico, insieme all’analisi sulle condizioni di vulnerabilità delle singole infrastrutture, consentirà di quantificare il rischio idrogeologico della rete stradale e redigere un Piano di interventi con individuazione delle priorità. Tangenziale di Catania Una importante parte dell’incontro è stata dedicata alla Tangenziale di Catania, una delle arterie Anas soggette a maggiore traffico, a livello nazionale. È stato illustrato infatti lo stato di avanzamento del progetto smart city/smart road, ideato in collaborazione con il comune di Catania e che prevede,  per la parte di competenza Anas, l’aggiudicazione della relativa gara d’appalto nel mese di luglio, mentre già dal mese di giugno sarà attivata una prima fase sperimentale. Il progetto Smart Road trasformerà la tangenziale di Catania in un’arteria moderna e innovativa, con Hot Spot WiFi per la connessione tra l’infrastruttura e i veicoli, che consentirà di fruire di servizi a bordo, come l’info-mobilità in tempo reale. L’aspetto che più inciderà in tempi brevi sulla viabilità esistente sarà certamente la terza corsia dinamica, ovvero la gestione intelligente della corsia di emergenza per ampliare, in caso di necessità, la capacità trasportistica dell’infrastruttura stradale. Sempre in merito alla Tangenziale di Catania, sono stati illustrati i progetti per l’adeguamento delle barriere di sicurezza dello spartitraffico (la cui pubblicazione della relativa gara è prevista per il mese di maggio), oltre che quello relativo all’adeguamento dell’innesto tra la Tangenziale e l’Asse dei Servizi. L’intervento, considerato fondamentale in funzione degli attuali, e futuri, volumi di traffico, prevede un investimento complessivo pari a circa 3,5 milioni di euro, con inizio lavori a settembre 2018 e ultimazione a febbraio 2019.  Autostrada A19 “Palermo-Catania” Nei programmi di Anas per la Sicilia al 2021, il piano di manutenzione straordinaria, potenziamento e riqualificazione dell’autostrada A19 “Palermo-Catania” occupa un ruolo strategico, con un investimento complessivo pari a 870 milioni di euro. Sono stati quindi illustrati gli interventi ultimati, in corso, con il relativo stato di avanzamento, e di prossimo avvio. Nel 2017 sono stati ultimati 11 cantieri relativi a risanamento strutturale e portati a termine interventi di pavimentazione su 89 km. Ulteriori 3 cantieri sono stati chiusi entro lo scorso marzo, mentre si prevede l’ultimazione di 14 cantieri entro dicembre di quest’anno. Nel corso del prossimo anno, invece, i cantieri aperti saranno 19. Per quanto riguarda i lavori di ricostruzione del viadotto “Himera I”, si evidenzia che lo scorso 26 febbraio sono stati consegnati i lavori all’impresa aggiudicataria, per un investimento complessivo pari a 12,5 milioni di euro, con ultimazione prevista a settembre del prossimo anno. Itinerario Catania-Gela Sono stati presentati, inoltre, i progetti per il piano di riqualificazione e potenziamento dell’itinerario Catania-Gela, per il quale è stato finanziato un investimento pari a 100 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza, aumentare la capacità trasportistica e migliorare il comfort di guida. Il progetto prevede la riqualificazione di ponti e viadotti, della superficie stradale e della segnaletica orizzontale e verticale lungo l’intera tratta, opere di regimentazione e smaltimento delle acque meteoriche. È inoltre prevista la riqualificazione delle barriere laterali, degli impianti di illuminazione e degli impianti tecnologici, il consolidamento del corpo stradale e la protezione del piano viabile da caduta massi. Infine, sarà realizzata la rimodulazione di sette intersezioni nonché tra il km 36 e il km 66,500 della statale 417, l’allargamento della sede stradale con piattaforma a due corsie per senso di marcia con spartitraffico centrale, oltre ad ulteriori due strade laterali per il traffico locale. L’intero intervento relativo all’itinerario Catania-Gela prevede un periodo di realizzazione di cinque anni, inclusi i tempi necessari per la gara d’appalto, con ultimazione dei lavori nel 2023. Nuove rotatorie sulle Statali 385 “Di Palagonia” e 417 “Di Caltagirone” In evidenza, infine, i progetti per gli innesti in corrispondenza dell’abitato di Scordia sulle strade statali 385 “Di Palagonia” e 417 “Di Caltagirone”, mediante la realizzazione di due nuove rotatorie, per un investimento complessivo pari a 4,5 milioni di euro. L’intervento sulla statale 417 avrà inizio a dicembre 2018 e ultimazione a giugno 2019, mentre quello sulla statale 385 inizierà a novembre 2018 per essere concluso nel marzo 2019. Stato di attuazione della progettazione e realizzazione di nuove infrastrutture Si è proceduto alla ricognizione dello stato di attuazione degli interventi in corso nella regione, con un approfondimento sull’avanzamento del più recente strumento di partenariato Anas – Regione Siciliana, l’Accordo di Programma Quadro “Trasporto Stradale” dell’agosto 2017. Anas ha confermato il proprio impegno ed in particolare nei prossimi mesi, appena ottenuto il via libera sul progetto dal Ministero delle infrastrutture, procederà alla pubblicazione dell’appalto dei lavori di realizzazione dell’ammodernamento della SS 284 nel tratto Adrano – Bronte e del tratto A della SS 683 “Licodia – Eubea”, oltre che dei lavori di adeguamento della barriera spartitraffico sulla Tangenziale di Catania.

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04 apr 2018

REGIONE SICILIANA | Presto un catasto delle strade siciliane

di mobilita

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, incontrando i giornalisti a Palazzo d'Orleans, ha dichiarato che è sua intenzione istituire, entro un anno, il catasto delle strade siciliane per avere una banca dati sullo stato di salute per le principali arterie della Sicilia. La spesa sarà di circa 2 milioni euro e sarà affidato alla Protezione civile. "Finalmente avremo un quadro completo per capire su quali arterie bisogna intervenire e con quale tempistica - ha affermato il Presidente Musumeci- metteremo assieme l''assessorato alle Infrastrutture, la Protezione civile ma anche le ex province oggi Liberi consorzi".

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03 apr 2018

La Puglia ha la prima rete aeroportuale italiana

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Con Decreto Interministeriale  n. 6 del 18 gennaio, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Ministro dell’Economia e delle Finanze hanno designato la Rete aeroportuale pugliese costituita dagli aeroporti di Bari, Brindisi, Foggia e Taranto. La Rete pugliese è la prima in Italia ad essere designata per Decreto Interministeriale recependo quanto disposto dalla Direttiva UE 2009/12, dalla legge n. 27/2012 e in conformità al Piano nazionale degli aeroporti che prevede “…l’incentivazione alla costituzione di reti o sistemi aeroportuali, che si ritiene possano costituire la chiave di volta per superare situazioni di inefficienza, ridurre i costi e consentire una crescita integrata degli aeroporti, con possibili specializzazioni degli stessi…” Si tratta di un riconoscimento di grande importanza per gli aeroporti pugliesi - peraltro già operanti in un contesto di sistema regionale di diffusione e specializzazione - e per il quale va sottolineato il prezioso supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e in particolare del Ministro Graziano Delrio - del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e del Direttore Generale dell’ENAC, Alessio Quaranta. Per il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano “Aeroporti di Puglia è la prima rete aeroportuale italiana. Il riconoscimento è arrivato con un decreto interministeriale che ci consentirà di difendere e aumentare gli investimenti anche sugli aeroporti con minore traffico passeggeri, come quelli di Foggia e Grottaglie, utilizzando le maggiori entrate sugli aeroporti di Bari e di Brindisi per sostenere i costi anche degli altri due scali. Questo in vista dell’allungamento della pista di Foggia per consentirne la destinazione a base della Protezione civile e nella speranza che sia Foggia che Grottaglie siano oggetto di interesse da parte di compagnie private, anche se possibile con qualche sostegno da parte della Regione Puglia. Se fino a ieri ogni anno era in discussione il declassamento di qualcuno di questi aeroporti e c’era il rischio che l’Enac o il Ministero ci chiedessero di valutarne la superfluità, oggi entrando nella rete, sono tutti e quattro validamente al servizio delle esigenze produttive e turistiche della Puglia, che è la prima regione italiana ad ottenere questo prestigioso riconoscimento”. “Con questo sistema - ha ribadito Emiliano - potremo utilizzare i guadagni di Bari e di Brindisi per Foggia e Taranto, senza incorrere in eccezioni o contestazioni da parte del ministero. Questo rafforza la rete e impedisce che qualcuno ci costringa a chiudere gli aeroporti meno trafficati, mettendoli tutti in sicurezza”. Il Presidente di Aeroporti di Puglia, Tiziano Onesti, ha sottolineato che “gli aeroporti sono infrastrutture essenziali per lo sviluppo non solo economico per la nostra Regione. L’armonizzazione e l’integrazione in Rete dei quattro scali determina la sostenibilità nel medio-lungo periodo anche degli scali minori (Foggia e Taranto Grottaglie), nell’ottica della salvaguardia del patrimonio pubblico statale e regionale, della “riserva di capacità” aeroportuale, in considerazione delle previsioni di incremento del traffico nel medio-lungo periodo definite nel Piano Nazionale degli Aeroporti e del miglioramento dell’accessibilità territoriale della Puglia. I positivi effetti sui singoli aeroporti, sulla Rete nel suo complesso, e quindi su passeggeri e compagnie aeree, sono evidenziati dall’effetto virtuoso della dinamica tariffaria, con un beneficio economico per l’utenza che si rifletterà nel miglioramento dei livelli di servizio, peraltro già apprezzati da importanti e prestigiose pubblicazioni anche di livello internazionale”.  Tale designazione consentirà all’Autorità di Regolazione dei Trasporti di valutare l’applicazione  di un sistema di tariffazione comune per l’intera rete: ciò potrà favorire una riduzione degli oneri a carico dell’utenza e di migliorare la competitività degli aeroporti che la compongono attraverso l’integrazione, la razionalizzazione e la specializzazione degli stessi - come peraltro previsto dal  Piano Regionale dei Trasporti vigente. Gli effetti derivanti dall’applicazione del decreto produrranno una razionalizzazione dei costi, alla quel si perverrà attraverso un percorso trasparente di coinvolgimento e di consultazione con i Vettori, i consumatori e le rispettive associazioni di categoria.

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03 apr 2018

FIRENZE | Tramvia, lavori notturni lungo la linea 3

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Lavori notturni lungo la linea 3 della tramvia, con conseguenti modifiche della circolazione, in zona via dello Statuto e via Pisacane. In via dello Statuto i lavori dureranno dal 3 al 6 aprile, in orario 21-5 e sarà chiusa al traffico dall’incrocio con via delle Cinque Giornate all’incrocio con viale dei Cadorna, nella semicarreggiata in direzione Muratori, mentre in corrispondenza dell’incrocio con via delle Cinque Giornate ci sarà la direzione obbligatoria a destra. L’itinerario alternativo per l’ospedale di Careggi sarà quindi da via Cinque Giornate - via Crispi - viale Cadorna. In via Pisacane sono previsti lavori dal 3 al 7 aprile. Dal 3 al 5, in orario 21-5, con divieto di sosta (rimozione forzata) e divieto di transito dall’intersezione con via del Palazzo bruciato all’intersezione con via Mazzoni; divieto di transito previsto anche in via Tabarrini, mentre in via del Palazzo Bruciato ci sarà l’obbligo di svolta a destra per i veicoli provenienti da via Galluzzi. Dal 5 al 7 aprile, sempre in orario 21-5: sarà istituito il divieto di transito in via Pisacane dall’intersezione con via Mazzoni all’intersezione con via Corridoni.

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30 mar 2018

BRESCIA | Siglato l’accordo con le Ferrovie per due nuove linee di tram

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Siglato l’accordo di collaborazione tra Brescia Mobilità e Ferrovie dello Stato Italiane per la preparazione di un progetto di project financing per la realizzazione e la gestione delle due nuove linee di tram di Brescia.  Un'intesa importante, finalizzata a unire le migliori energie delle due società per arrivare, in tempi brevi, alla realizzazione di questo nuovo ed importante traguardo per le infrastrutture della città di Brescia puntando sempre più a una mobilità sostenibile. Alla presenza del sindaco Emilio Del Bono, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane Renato Mazzoncini e il presidente di Brescia Mobilità Carlo Scarpa hanno firmato il documento, che dà ufficialmente il via alle attività operative. “Il protocollo d’intesa firmato oggi con Brescia Mobilità è un passo ulteriore nella realizzazione del piano industriale del Gruppo FS che mette le città, con le loro aree urbane e metropolitane, al centro dell’ecosistema della mobilità - ha dichiarato Renato Mazzoncini, AD e Direttore Generale di FS Italiane - Un percorso iniziato con l’acquisizione del 36,7 per cento di M5 SpA, la società concessionaria della metropolitana Lilla (linea 5) di Milano, proprio per recuperare il gap che le città italiane hanno nei confronti delle altre città europee. L’accordo fra FS Italiane e Brescia Mobilità - ha aggiunto Mazzoncini - ha tutte le potenzialità per far diventare la città di Brescia un modello di mobilità collettiva, integrata e sostenibile. La proposta di realizzare la tramvia Pendolina- Centro – Fiera e Valcamonica – Centro – Bornata, sottolinea la necessità di promuovere e sviluppare in Italia nuovi investimenti per realizzare infrastrutture nei centri urbani. Noi lo stiamo facendo - ha concluso l’AD di FS Italiane - mettendo a disposizione l’esperienza, la solidità finanziaria, tutto il know-how tecnologico e le conoscenze tecniche del Gruppo FS per sviluppare le reti metropolitane e rendere sempre più competitive le città italiane e l’intero Paese”. Grande soddisfazione viene espressa anche dal Presidente di Brescia Mobilità, Carlo Scarpa, che dichiara: “La firma di oggi ha un significato fondamentale sia per Brescia Mobilità che per la città di Brescia. La nostra società si è conquistata sul campo, con l’impegno, l’esperienza e le competenze, un ruolo di primo piano nella gestione del sistema integrato di mobilità bresciano, favorendone l’esistenza e la crescita, e ora l’accordo con FS apre la strada a una nuova sfida per l’intero nostro Gruppo. Il progetto dei tram può rappresentare per Brescia un nuovo importante volano di crescita e sviluppo, che potrà andare oltre l’ambito della mobilità, e siamo orgogliosi di portare il nostro contributo in questa nuova impresa bresciana”. Entro dicembre l’Amministrazione Comunale dovrà inviare a Roma, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la richiesta per accedere ai fondi statali destinati a finanziare tramvie e metropolitane. I tracciati sono quelli indicati all’interno del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) - che individua proprio nelle due linee di tram uno dei futuri pilastri dell’evoluzione del sistema di mobilità cittadino: Pendolina - Centro - Fiera la prima linea, che collegherà l’Oltremella con la Fiera; Valcamonica Centro - Bornata la seconda, che coincide con il percorso che da via Vallecamonica arriva a viale Bornata passando per centro e stazione. Oggi il sistema di trasporto pubblico di Brescia conta 54 milioni di passeggeri, dopo aver fatto registrare, grazie all’avvio della metropolitana, un +31% in soli 5 anni, un risultato straordinario che colloca Brescia al di sopra di qualsiasi altra realtà nazionale. I tram, andando a servire le zone oggi lontane dal tracciato della metropolitana, rappresenterebbe un nuovo fondamentale tassello di un disegno che sempre di più vuole avere carattere sistemico e integrato, nell’ottica di offrire alla clientela un mix di offerta capace di soddisfare completamente una domanda eterogenea e variegata. In questa prospettiva, il Gruppo Brescia Mobilità che oggi gestisce l’intero sistema integrato di mobilità urbana – un unicum nel panorama italiano – si candida a svolgere un ruolo di primo piano anche nella fase di progettazione, realizzazione e gestione del nuovo mezzo di trasporto. Ferrovie dello Stato Italiane rappresenta un partner strategico per l’intera operazione, sia per le competenze e l’esperienza tecnica che è in grado di mettere in campo, sia per l’impegno nell’opera di infrastrutturazione delle aree metropolitane e dei centri urbani per il quale il Piano Industriale di FS prevede 2,3 miliardi di euro di risorse disponibili per cofinanziare le opere in ottica di project finance. Brescia si avvia così su una nuova, ambiziosa strada, puntando su innovazione e tecnologia, che potrà portare all’intera città e a tutti coloro che la abitano e la frequentano, un servizio di mobilità ancora più efficiente e dunque infine una migliore qualità della vita.

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30 mar 2018

Fincantieri e Grimaldi firmano il contratto per l’allungamento dei due Cruise Ferry

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Fincantieri e il Gruppo Grimaldi hanno firmato il contratto per il programma di allungamento e trasformazione dei cruise ferry “Cruise Roma” e “Cruise Barcelona”. La costruzione dei tronconi che verranno inseriti nelle navi comincerà nel 2018, mentre il termine delle operazioni è previsto, presso lo stabilimento di Palermo, entro l’estate del 2019. Le due unità, attualmente impiegate sulla tratta giornaliera Civitavecchia-Porto Torres-Barcellona con la livrea “Grimaldi Lines”, sono state costruite da Fincantieri nel cantiere di Castellammare di Stabia e consegnate al gruppo partenopeo rispettivamente nel 2007 e nel 2008. Sono lunghe 225 metri, hanno una stazza di circa 54.000 tonnellate, e una capacità di trasporto di circa 3.000 persone, con 2.400 m2 di ponte auto e circa 3.000 metri lineari per mezzi pesanti. Nel troncone di allungamento, della lunghezza di circa 29 metri, troveranno spazio circa 600 metri lineari per merci pesanti in più, 80 posti letto in nuove cabine passeggeri, due sale poltrone dalla capacità complessiva di 450 posti e un nuovo ristorante “Family self-service”, che avrà circa 270 posti a sedere. Saranno, inoltre, effettuati significativi lavori di rinnovamento delle aree pubbliche esistenti, inclusa la creazione di un ristorante tematico. Infine, verranno implementate le dotazioni di sicurezza della nave per far fronte all’aumento di capacità di trasporto passeggeri. Al termine del progetto di allungamento, curato dalla Ship Repair and Conversion della divisione Services di Fincantieri, ogni nave sarà lunga circa 254 metri, avrà una stazza di circa 63.000 tonnellate, sarà in grado di ospitare 3.500 persone, con 3.000 m2 di ponte auto e oltre 3.700 metri lineari destinati ai mezzi pesanti. Sotto il profilo tecnologico saranno adottate soluzioni d’avanguardia rivolte alla riduzione dell’impatto ambientale e al risparmio energetico, quali l’installazione di scrubber per la depurazione dei gas di scarico e un impianto di mega batterie a litio per alimentare la nave durante le soste nei porti senza la necessità di mettere in funzione i diesel-generatori, raggiungendo così l’obiettivo promosso dal Gruppo Grimaldi delle zero emissioni in porto. Fincantieri ha costruito in passato 30 unità di vario tipo per il Gruppo Grimaldi. 

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30 mar 2018

MILANO | Metro 4, modifica configurazione cantiere Largo Augusto

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Per proseguire nella realizzazione dei diaframmi nel cantiere Manufatto Augusto si rende necessaria una modifica temporanea nella configurazione del cantiere. Nel periodo compreso tra il 3 e il 15 aprile 2018, quindi, in Largo Augusto il cantiere si amplierà, occupando un tratto dell’area prospiciente l’hotel NH verso l’incrocio con corso di Porta Vittoria. Di conseguenza sarà preclusa la svolta da via Verziere verso largo Augusto. Tutti i mezzi, comprese le linee dei bus Atm, svolteranno in via Francesco Sforza per raggiungere largo Augusto. Si informa inoltre che i costruttori sono autorizzati a lavorare sulle 24 ore nelle notti tra lunedì 9 e martedì 10 aprile e tra il martedì 10 e mercoledì 11 aprile. Ricordiamo che i diaframmi sono pareti in cemento armato realizzate al di sotto del piano stradale, poste lungo il perimetro delle stazioni e dei manufatti. Questa lavorazione può produrre rumore, generato dall’escavatore e dagli impianti (pompe e motori), e vibrazioni, causate dall’azione della ganascia di acciaio che penetra in profondità nel terreno. Foto di copertina di repertorio fonte Prosugno

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