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21 lug 2020

Mobilità sostenibile in Italia: situazione e obiettivi

di Giulio Di Chiara

Organizzare la viabilità di una città è un processo complesso e organizzarla in chiave sostenibile è ancora più complesso. I nostri centri urbani, sicuramente di non recente creazione, sono stati ideati in momenti storici molto diversi da quello attuale, in cui la cura per l’ambiente non era di certo prioritaria. Ora, però, la questione climatica e il trovare nuovi modi di vivere le città in sintonia con il pianeta è diventata una questione di vitale importanza per il nostro futuro. Ecco perché in queste righe vedremo qual è la situazione della mobilità sostenibile in Italia e quali sono gli obiettivi da raggiungere in questi anni.   Piani Urbani di Mobilità Sostenibile: di che si tratta   Quella della mobilità sostenibile nelle città italiane è una sfida molto ardua, tanto che per vincerla sono stati messi in campo provvedimenti piuttosto significativi da parte del Governo italiano. Nel 2017, infatti, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha presentato un decreto in cui sono state definite le linee guida per i PUMS, Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, che davano finalmente inizio ai lavori per lo sviluppo di un diverso tipo di mobilità, più efficiente e più green. I PUMS altro non sono che dei progetti pensati e strutturati in base alle peculiarità delle singole città italiane. Per realizzarli vengono usati strumenti di pianificazione precisi tenendo in considerazione 3 punti fondamentali per il libero movimento di cittadini e merci nei nostri centri urbani: Integrazione Partecipazione Valutazione Un’operazione del genere ha un unico obiettivo: quello di migliorare la vita delle persone rendendo i luoghi della nostra vita non solo meno impattanti sull’ambiente, ma anche più vicini alle nostre necessità lavorative, sociali e personali.   Le regioni italiane più virtuose sui piani di mobilità sostenibile   Per quanto concerne l’organizzazione e la supervisione di tutti gli obiettivi strategici riguardo i Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, il punto di riferimento è l’Osservatorio PUMS, estensione del network europeo Endurance. Il PUMS, come da decreto ministeriale, è obbligatorio in tutte le Città Metropolitane e in quelle che hanno più di 100.000 abitanti. Per tutte le altre, invece, è una raccomandazione piuttosto sentita. I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile si articolano in 3 step: In redazione: quando il PUMS ha ufficialmente inizio Adottati: quando, dopo Delibere Comunali, vengono sottoposti all’attenzione dei cittadini Approvati: quando, concluso tutto l’iter, entrano in vigore In Italia, sono 164 le città che stanno articolando il proprio PUMS; di questi 36 approvati, 35 adottati e 93 in redazione. Le regioni che presentano il maggior numero PUMS sono: Puglia, 34 Lombardia, 18 Toscana, 16 Emilia-Romagna, 15 Sicilia, 14   Il ruolo e la crescita della mobilità elettrica Le misure che devono essere messe nero su bianco in un PUMS valgono per ogni forma di trasporto e circolazione che avviene sul territorio urbano. In ottica inclusiva, quindi i piani di mobilità coinvolgono sia il trasporto di merci che di passeggeri e mira a garantire ed estendere a tutti il diritto alla mobilità, tentando di ridurre contemporaneamente le ripercussioni sull’ambiente, il traffico e il numero di incidenti stradali. In un piano d’azione così incentrato sulla sostenibilità, ovviamente la mobilità elettrica gioca un ruolo fondamentale non solo per quanto riguarda i mezzi dei privati cittadini, ma soprattutto per quanto riguarda il trasporto pubblico.  Il piano nazionale dedicato al rinnovo delle flotte dei mezzi del trasporto pubblico locale è stato stilato usando criteri di sostenibilità ambientale specifici unito a un finanziamento piuttosto cospicuo per un aggiornamento in chiave sostenibile di autobus, filobus e tram.   Prospettive nel medio-lungo periodo I Piani Urbani di Mobilità Sostenibile hanno degli obiettivi specifici su cui, ovviamente, si costruiscono prospettive per il futuro che ci verrà. Tra queste, vanno menzionate: La riduzione delle emissioni legate al traffico La creazione di aree a traffico limitato e/o riservate a specifiche classi di veicoli Incentivi per tutti i mezzi commerciali elettrici Una progressiva tradizione verso soluzioni elettriche per quanto riguarda il trasporto pubblico Potenziamento del car sharing elettrico Potenziamento dei punti di ricarica per mezzi elettrici La strada è sicuramente lunga, ma con delle indicazioni precise sarà indubbiamente più facile arrivare a destinazione nei tempi prestabiliti.  

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19 giu 2020

137,2 mln euro per le ciclovie urbane e messa in sicurezza circolazione ciclistica cittadina

di mobilita

Via libera dalla Conferenza Unificata al Decreto proposto dalla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli che stanzia 137,2 milioni di euro da destinare alla progettazione e realizzazione di ciclovie urbane, ciclostazioni e di altri interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina. La ripartizione prevede l’assegnazione di 51,4 milioni per il 2020 e 85,8 milioni per il 2021. Il provvedimento, in linea con il Decreto Rilancio che introduce gli incentivi per l'acquisto di biciclette e monopattini e prevede alcune modifiche al Codice della Strada attuate anche a mitigazione dei rischi legati all’emergenza da Covid-19, attribuisce le risorse ai Comuni e alle Città Metropolitane in base alla popolazione residente. I fondi spettano alle Città Metropolitane, ai Comuni capoluogo di Città Metropolitana, Provincia o Regione, e ai Comuni con popolazione residente superiore a 50mila abitanti. Un secondo criterio è riferito alla premialità acquisita da tutti quegli Enti che hanno già adottato o approvato un PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile). Nella definizione delle risorse si è inoltre considerato il principio di riequilibrio territoriale in favore delle Regioni del Mezzogiorno. In coerenza con questi criteri di ripartizione, stabiliti congiuntamente con gli Enti territoriali, nel biennio 2020/2021 alle Regioni del Sud saranno assegnate risorse per 45,9 milioni di euro e alle regioni del Centro-Nord risorse per 87,1 milioni di euro. A questi importi, si aggiunge un’ulteriore quota di risorse pari a 4,2 milioni di euro, destinata ai Comuni sede legale di un’istituzione universitaria, per consentire la progettazione e realizzazione di ciclostazioni e favorire l’intermodalità dei collegamenti tra i poli universitari e le stazioni ferroviarie. Le risorse indicate rappresentano una solida base di partenza per il settore, sia in vista dell’adozione da parte del Mit del Piano Generale della Mobilità Ciclistica quale strumento principale per la programmazione delle future risorse, sia con riferimento ai “Biciplan”, già redatti o in fase di sviluppo da parte degli Enti territoriali.

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29 apr 2020

BOLOGNA | Città metropolitana e comune presentano la “Bicipolitana”

di mobilita

Una rete metropolitana che a partire da Bologna si estenda a connettere tutti i principali centri abitati, poli produttivi e funzionali del territorio metropolitano. È la Bicipolitana (vedi mappa allegata) che è stata presentata questa mattina in video conferenza stampa dal sindaco metropolitano Virginio Merola, affiancato dal Consigliere metropolitano delegato alla Mobilità Marco Monesi e dall’Assessore del Comune di Bologna alle Politiche per la mobilità Claudio Mazzanti. La rete sarà composta in totale da 493 km (di cui 145 esistenti); 10 le direttrici principali e 6 le linee complementari (275 km di cui 84 esistenti) integrate con il Biciplan del capoluogo. Il progetto, già previsto dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), ha alcuni tratti già realizzati, altri tratti in corso di realizzazione (entro l’anno apriranno la rete ciclabile della Reno-Galliera e il tratto bolognese della Ciclovia del Sole il cui cantiere ripartirà il 4 maggio), altri già finanziati ed altri ancora da realizzare. “Le misure di distanziamento sociale, l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e le altre strategie per limitare la diffusione del virus soprattutto negli spazi chiusi – ha spiegato Merola – contribuiranno ad aumentare l’uso dell’auto privata che nell’immaginario collettivo inizierà ad essere considerato il sistema di trasporto più sicuro perché garantisce l’isolamento rispetto ai mezzi del trasporto pubblico. È facile quindi prospettare un aumento dell’inquinamento atmosferico e della congestione nelle nostre strade. Occorrono contromisure per mitigare questo scenario ed offrire una mobilità sicura e sostenibile e la Bicipolitana rappresenta un tassello fondamentale di questa strategia, insieme ad altri di cui ho già parlato nei giorni scorsi come il tema degli orari della città e dello smart working, misure strategiche per gestire al meglio la mobilità quotidiana delle persone. Per questo cercheremo di anticiparne e velocizzarne la realizzazione perché ampi tratti siano percorribili già entro il 2020, per far sì che nella fase 2 e ancora di più da settembre sia uno strumento in campo per la mobilità dei cittadini”. Nel dettaglio per anticipare la realizzazione della Bicipolitana (che nel progetto originario doveva essere completata entro il 2030) oltre allo sblocco dei cantieri avviati si anticiperanno alcuni progetti già in programma (94,3 km i chilometri delle direttrici che si realizzeranno accelerando i programmi, di cui 13,3 nel Comune di Bologna) e si crearanno alcune corsie temporanee di connessione per poter cucire tra loro i tratti esistenti. In questo modo la Bicipolitana entro il 2020 sarà percorribile per quasi il 60% degli oltre 275 km delle 10 direttrici principali per raggiungere il capoluogo. Nel mese di maggio si faranno gli approfondimenti progettuali e finanziari per realizzare le corsie temporanee di connessione entro l’apertura delle scuole. Il 2020 sarà un anno particolarmente significativo per la rete ciclabile bolognese, non solo per la Bicipolitana, ma anche perchè verranno realizzati importanti tratti di ciclabili sul territorio per un totale di 126 km di nuove piste. Tra queste ricordiamo: l’Asse ciclopedonale metropolitano Santerno, l’asse ciclopedonale metropolitano della Val Sellustra, l’asse ciclopedonale metropolitano della via Emilia-Mordano, il tratto Ganzanigo-Medicina, il collegamento ciclopedonale con l’Unipol Arena a Casalecchio, il collegamento ciclopedonale con APEA Ponte Rizzoli a Ozzano, l’asse ciclopedonale della via Emilia Ozzano-Castel San Pietro Terme, l’asse ciclopedonale della via Emilia Ozzano-San Lazzaro di Savena, la pista ciclabile Rastignano-Pianoro Vecchio e, a Bargellino (Calderara di Reno), l’asse principale via Torretta-via Finelli. Per quel che riguarda il capoluogo entro il 2020 verranno invece concluse le seguenti direttrici: sviluppo della rete ciclabile dal centro in direzione nord (Stalingrado, Zanardi, Corticella-Croce Coperta a confine Castel Maggiore), corridoio ciclo-eco-ortivo di via delle Bisce, ciclabile in via Stazione Roveri-via della Centralinista-Bike station SFM Roveri, ciclabile Bisce-Ferroviere-Smistamento Martinetti – Fantoni – Fresatore – Fonditore – Industria – Rot. Modonesi Pilastro – Panzini – Rotonda Visconti – Viadagola (San Donato). Questo potenziamento della rete ciclabile metropolitana potrà certamente essere rafforzato dagli annunciati finanziamenti regionali e statali per incentivare l’acquisto di bici elettriche e monopattini.

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10 apr 2020

NAPOLI | Al via la compilazione del PUMS cittadino 2020

di Antonio Somigliato

L’assessora con delega alla mobilità Alessandra Clemente, con un post sulla sua pagina Facebook pubblica di oggi 10/04/2020 che riporta parimenti un post sulla pagina dell'Assessorato ai Giovani, Patrimonio e Lavori Pubblici del Comune di Napoli, rende noto che si sta «lavorando al PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, per definire la mobilità di Napoli del futuro»: il PUMS è uno «strumento per realizzare una mobilità cittadina sempre più intelligente, sicura ed ecosostenibile», e per meglio definire la visione della città del prossimo futuro «è necessario innanzitutto approfondire ed aggiornare la nostra conoscenza della mobilità cittadina»; a tal fine, «è stato predisposto un semplice questionario online, finalizzato a conoscere le abitudini di mobilità, le opinioni, i bisogni e i desideri» di chi si sposta in città. Di seguito, il comunicato ufficiale sul sito dell'assessorato. Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.) - Questionario finalizzato a conoscere le abitudini di mobilità dei cittadini Il Comune di Napoli, a partire dagli strumenti di pianificazione dei trasporti già approvati, ha avviato la predisposizione del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), con l'obiettivo di definire, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), gli interventi necessari a soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, contribuire alla riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico e acustico, contenere i consumi energetici, aumentare i livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, riorganizzare la distribuzione delle merci in città. Il 30 maggio 2016, la Giunta comunale, con deliberazione n. 434, ha approvato un primo documento "il cosiddetto livello direttore" del PUMS della città di Napoli, che definisce gli obiettivi strategici da perseguire e opera le principali scelte relative alle infrastrutture da realizzare, ai servizi da offrire, alle azioni di carattere gestionale da intraprendere e agli strumenti di comunicazione da attivare. I servizi tecnici relativi al completamento del PUMS, a partire dal documento approvato, sono stati affidati alla società Sintagma srl con determinazione dirigenziale del 30 agosto 2019. Il relativo contratto è stato stipulato in data 6 dicembre 2019. Come stabilito dal contratto e dal capitolato speciale d'appalto, la società affidataria ha avviato la fase di approfondimento e aggiornamento del quadro conoscitivo del sistema della mobilità attraverso l'acquisizione delle informazioni idonee a descrivere la domanda e l'offerta della mobilità, nelle sue diverse componenti e modalità. A tal fine, la stessa società, di concerto col gruppo di lavoro interdisciplinare interno all'Amministrazione, ha predisposto un questionario finalizzato a conoscere le abitudini di mobilità, le opinioni, i bisogni e i desideri dei cittadini in modo che il PUMS sia ispirato e tenga conto anche delle loro esigenze. Le interviste sono anonime, non serve registrazione per accedere al questionario e non vengono richiesti dati sensibili (nome, telefono o mail). Il questionario viene creato tramite il servizio Google Moduli e ogni risposta può essere visualizzata in tempo reale solo dalla società Sintagma srl. In ogni caso tutte le risposte vengono utilizzate in forma aggregata e per fini statistici. Il questionario è disponibile a questo indirizzo: https://forms.gle/KcXH6q8SxWzGMJ537

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20 feb 2020

ROMA | A breve la delibera per avviare l’iter per la realizzazione della metro D

di mobilita

Buone notizie per la metro D. Secondo l'assessore alla Mobilità Pietro Calabrese a breve verrà presentata in Giunta la delibera per avviare l'iter per la realizzazione della metro D. Potranno quindi avviarsi i sondaggi archeologici e geologici, propedeutici per la redazione del progetto preliminare. "Non posso dire di più perchè gli uffici sono ancora al lavoro, ma il nostro obiettivo comunque è attuare quello che abbiamo scritto nel Pums: completare la metro C e realizzare la metro D". ha affermato l'assessore Pietro Calabrese. Il progetto della linea D, elaborato nel  2006, caratterizzata dal colore giallo, dovrebbe collegare il centro storico della città coi quartieri settentrionali di Salario, Monte Sacro e Monte Sacro Alto, e con quelli meridionali di Trastevere, Ostiense, Portuense ed EUR lungo un tracciato di 20,4  km con 22 stazioni. Partendo dal capolinea meridionale di piazzale dell’Agricoltura (EUR), a EUR Magliana ci sara l’intersezione con la linea B e la ferrovia Roma-Lido e alla stazione di Trastevere con le linee ferroviarie FL1, FL3 e FL5. Attraversato l’intero rione Trastevere e superato il Tevere all’altezza dell’isola Tiberina, la linea prevede nel centro storico tre fermate: una a piazza Venezia, dove intersecherà la linea C, un’altra a piazza di San Silvestro e una terza a piazza di Spagna, dove  intersecherà la linea A. Il percorso proseguirà in direzione nord-est sino a piazzale Jonio, intersezione con la linea B1, e al capolinea di via Ugo Ojetti (Monte Sacro Alto). TI POTREBBERO INTERESSARE: ROMA METRO D | Buone notizie per la nuova linea metro? ROMA | Arriva il parere favorevole della Commissione Mobilità per la linea metro D “

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10 feb 2020

ROMA | Ripresi i lavori della nuova stazione Flaminio, un passo avanti per la linea metro F?

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Apprendiamo dal Comitato Metro x Roma che lunedi scorso sono ripresi i lavori di costruzione della nuova stazione Flaminio della ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, che prevede banchine sufficientemente alte da garantire l'acceso a raso ai treni per l'eventuale linea metro. La costruzione della nuova stazione Flaminio consentirà di dividere i servizi urbani da quelli regionali, che invece continueranno ad attestarsi nella vecchia stazione. Il comune di Roma ha infatti previsto nel PUMS la definitiva trasformazione della tratta urbana Flaminio-Montebello in Linea  metropolitana F, contraddistinta dal colore viola. Lo stesso Comitato Metro x Roma si è fatto promotore per la trasformazione della tratta urbana Flaminio-Montebello in Linea metropolitana F, sull'esempio della L6 della metro di Barcellona, proposta che potete leggere in questo interessante articolo. Intanto la regione Lazio, per rendere più efficiente la linea, ha stanziato la somma di 337 milioni di euro e ha deciso di mantenere il servizio pubblico attraverso la gestione di Astral, per le infrastrutture e le stazioni ferroviarie. Astral affiancherà Atac, nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli interventi, mentre dal 1˚ luglio 2020 subentrerà definitivamente nella gestione delle infrastrutture della Roma-Civita Castellana-Viterbo. Foto di Copertina: Comitato Metro x Roma

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18 gen 2020

MILANO | Comincia a suscitare interesse la linea M6 della metropolitana

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La linea M6, contrassegnata dal colore arancione nel PUMS e che dovrebbe collegare la periferia nord-ovest di Milano a quella sud-est passando per il centro della città, inizialmente accantonata perché ritenuta troppo costosa, comincia a suscitare interesse anche da parte dell'amministrazione comunale. Questo grazie anche alla proposta avanzata da Marco Figura e Roberto Biscardini nel giornale Milano Sud in cui si propone di dividere il tratto della M1 che va da Pagano a Bisceglie e farlo diventare il primo tratto della M6, che poi da Pagano prosegue fino a Sempione, incrocia Cadorna per poi dirigersi verso il cuore finanziario della città, con piazza Affari perno centrale, e raggiungere rapidamente alcuni poli attrattivi di primo piano, come il complesso universitario Bocconi e la futura interconnessione con le linee S a Tibaldi, l’asta Ripamonti, fino a raggiungere lo Ieo. Sarebbe una soluzione low cost rispetto ai progetti precedenti, affermano Figura e Biscardini, poiché sarebbero sfruttati i quasi 7 km di tunnel del ramo Pagano/Baggio, e la parte nuova misurebbe solo circa 9 km, con l’ultimo tratto, dal capolinea del 24 fino a Macconago, che può essere realizzato in superficie. Nell'articolo di Milano Sud si legge ancora che: Oltre al raddoppio delle corse, quindi di fatto un migliore servizio con minor affollamento – illustra Figura – il tratto centrale della M1, da Pagano a Duomo, vedrebbe con le fermate della M6 Cadorna, Borsa e Missori, un percorso quasi parallelo, che eviterebbe praticamente a tutti i viaggiatori della M6 in ingresso dall’Ovest Milano di prendere la Rossa per dirigersi in centro città. Stesso discorso per chi viene da Sud Est". Nel PUMS non è ancora previsto un tracciato definitivo e al vaglio ci sono varie ipotesi. Nella tratta iniziale prevede i capolinea nelle fermate di Certosa e Tibaldi con 37 fermate tra cui: Quarto Oggiaro, viale Certosa, Pagano, Porta Genova, piazza XXIV Maggio, Porta Romana, via Lombroso, Ponte Lambro.  Lo stesso assessore Granelli, nella sua pagina Facebook, afferma la necessità della M6 "Io ritengo che l'area di Milano sud abbia bisogno di un trasporto pubblico veloce, è una zona in crescita di abitazioni e lavoro. Il modo migliore è quello di studiare diverse ipotesi, così da poter valutare gli scenari e su questi scegliere quello su cui progettare e poi chiedere le risorse. Questo è quello che farà il Comune di Milano, come sta facendo per molte tratte tra Milano e i Comuni della Città metropolitana. Studiare, progettare, cercare le risorse e realizzare. Con MM ci mettiamo al lavoro per avere progetti motivati, sostenibili e capaci di acquisire i fondi. Così in tre anni abbiamo recuperato più di 2.000 milioni di € per completare la M4, realizzare la M5 Monza e M1 Baggio, completare la preferenziale della 90-91, e la Milano-Limbiate. E così faremo per la metropolitana nei quartieri di Milano sud. Milano non si ferma e potenzia il trasporto pubblico per avere meno traffico e meno inquinamento." Fonte foto di copertina: Milano sud  

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12 nov 2019

ROMA | Presentato al MIT proposta di finanziamento per la redazione del PUMS e del Piano Strategico Metropolitano

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Dopo aver coinvolto i Comuni del territorio quali interlocutori privilegiati, per la costruzione condivisa del PUMS, la Sindaca metropolitana Virginia Raggi, ha approvato le “Linee di Indirizzo per la redazione del Piano Urbano della Mobilità sostenibile (PUMS)” che si compongono di un primo quadro conoscitivo e una gerarchia condivisa di 25 obiettivi prioritari e di 10 strategie operative che il PUMS della Città metropolitana di Roma Capitale dovrà perseguire per promuovere uno sviluppo maggiormente sostenibile del proprio sistema dei trasporti. “Dopo il PUMS di Roma Capitale, la sfida del cambiamento va avanti a ritmo serrato anche per l’area metropolitana, ricomprendendo le tante specificità locali in un sistema integrato di servizi, co-progettando insieme ai Comuni una trasformazione necessaria e non più rinviabile. Il PUMS rappresenta – dichiara Virginia Raggi –  uno degli strumenti più efficaci di pianificazione strategica di medio e lungo periodo a disposizione delle Città metropolitane per definire un sistema di sviluppo, utile a contribuire alla transizione delle proprie comunità verso modelli di mobilità più efficienti ed efficaci nel limitare le emissioni di gas serra, migliorare la qualità della vita dei propri cittadini”. Dopo l’approvazione del decreto, la Città metropolitana di Roma Capitale, attraverso il Dipartimento VI “Pianificazione territoriale generale”, ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la proposta di finanziamento per la redazione del PUMS, del Piano Strategico Metropolitano e per alcuni studi di fattibilità sui temi progettuali strategici individuati nelle linee di indirizzo per un importo complessivo di 2.556.000 euro.

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23 ott 2019

BOLOGNA | In arrivo 1.281.000 euro per Metrobus e la rete del Biciplan previsti nel PUMS

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Sono in arrivo 1.281.000 euro alla Città metropolitana di Bologna per i progetti di fattibilità di alcune delle azioni previste dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) adottato lo scorso novembre e che verrà definitivamente approvato nelle prossime settimane. Nella seduta di questo pomeriggio il Consiglio metropolitano ha approvato, con 11 voti a favore (Pd, Rete civica e l’indipendente Palumbo) e 1 contrario (Uniti per l’Alternativa), la delibera che individua le strategie prioritarie che verranno finanziate dal “Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate”, istituito recentemente dal Governo rivolto alle 14 Città metropolitane italiane, ai relativi 14 comuni capoluogo ed ai Comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. La scelta è di partire con i progetti di sviluppo del Trasporto Pubblico Metropolitano, con particolare riferimento alle linee di Metrobus ed ai Centri di mobilità e con la rete strategica del Biciplan metropolitano (che prevede il passaggio dagli attuali 246 chilometri di piste ciclabili a 944). Parte delle risorse verrà inoltre destinata al monitoraggio del PUMS e all’aggiornamento del Piano Strategico Metropolitano. Nei prossimi giorni (le proposte vanno presentate a Roma entro il 7 novembre) l'elenco dettagliato delle opere oggetto della progettazione di fattibilità verrà definito con Atto del Sindaco metropolitano. “Da alcuni anni – spiega Marco Monesi, Consigliere delegato metropolitano alla Mobilità Sostenibile – è evidente a tutti che senza i progetti di fattibilità pronti nel cassetto non è possibile accedere ai finanziamenti. In questa ottica è importante, ancora prima dell’approvazione del Pums, aver ottenuto una cifra rilevante con la quale contiamo di progettare l’intera rete ciclabile metropolitana e almeno due linee di Metrobus (bus extraurbani veloci su corsie riservate) e 2 Centri di Mobilità (luoghi di interscambio sulle modalità di trasporto) che peraltro rappresentano una delle novità assolute previste dal Piano”.

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25 set 2019

ROMA | Dal 1° novembre stop ai diesel Euro 3 nell’Anello Ferroviario

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Annunciato a febbraio 2019 dalla sindaca Raggi e formalizzato a maggio con delibera di Giunta, scatta il 1° novembre prossimo il divieto di circolazione permanente dei veicoli diesel Euro 3 nella Ztl Anello ferroviario (zone centrali e semicentrali, vedi qui la mappa ). Il divieto sarà in vigore dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali. Ne saranno escluse alcune categorie di veicoli (contrassegno invalidi, emergenza e soccorso ecc.). Per i mezzi che trasportano merci ci sarà un periodo transitorio (1.11.2019  – 31.3.2020), durante il quale il divieto per i diesel Euro 3 sarà in vigore dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali, in due fasce orarie: 7.30-10.30 e 16.30-20.30. La misura, sottolinea il Campidoglio, punta a contenere l’inquinamento e a salvaguardare la salute dei romani, nel quadro degli impegni assunti da Roma per la lotta ai cambiamenti climatici e in linea con il PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), approvato ad agosto e ora in attesa delle osservazioni dei cittadini. Lo stop ai diesel Euro 3 va nella direzione più volte annunciata: eliminare tutti i diesel dal centro storico entro il 2024.

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