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23 feb 2021

AGCM avvia procedimento nei confronti di Flixbus per la vendita di viaggi cancellati causa Coronavirus

di mobilita

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), sulla base di numerose segnalazioni di consumatori, ha avviato un procedimento istruttorio ed un sub-procedimento cautelare nei confronti di Flixbus Italia Srl, società attiva nei servizi low cost di trasporto extraurbano su autobus. Oggetto del procedimento è la vendita on line di biglietti per servizi nelle date coperte dai provvedimenti governativi di blocco e limitazione della circolazione a causa del Covid19 e la successiva cancellazione degli stessi in ragione dell’emergenza sanitaria. L’Autorità ha avviato anche un sub-procedimento cautelare per sospendere immediatamente i comportamenti scorretti di Flixbus, consistiti nel non aver fornito un’adeguata informazione e assistenza ai consumatori e non aver offerto loro né l’erogazione di voucher di valore pari al prezzo del biglietto già pagato né un rimborso in denaro. A seguito dell’intervento dell’Autorità, Flixbus ha dichiarato di aver modificato le condotte contestate e di aver adottato misure a tutela dei consumatori in caso di cancellazione del viaggio quali, in particolare: i) un congruo preavviso rispetto alla data di partenza; ii) informazioni – all’atto della prenotazione del trasporto - sul diritto a ottenere, a scelta dal passeggero, il rimborso del totale del costo mediante voucher sostitutivo oppure restituzione in denaro; iii) erogazione tempestiva e corretta del rimborso richiesto senza applicazione di alcun onere ulteriore, a titolo di penali, commissioni o altri costi di sorta. In virtù di tale comportamento di Flixbus, ritenendo non sussisterne i presupposti, nella riunione del 17 giugno u.s. l’Autorità ha deliberato di non adottare alcuna misura cautelare nei suoi confronti, permanendo viceversa in essere il procedimento principale. Integriamo anche una precisazione inviataci direttamente dall'ufficio stampa FlixBus Italia Ci teniamo a precisare che come FlixBus ci rammarichiamo della decisione dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e per i disguidi verificatisi con i passeggeri che avevano acquistato titoli di viaggio poi cancellati per le mutevoli restrizioni imposte dai provvedimenti governativi volti a gestire la crisi del Coronavirus. Decidere di sospendere le tratte era, difatti, l’ultima delle opzioni a cui la società sarebbe voluta arrivare, e certo non è dipesa da una volontà dell’azienda. Riteniamo inoltre che le misure proposte da FlixBus all’AGCM nel corso del procedimento avrebbero permesso di ovviare alle problematiche sollevate e avrebbero evitato il ripetersi in futuro degli stessi disguidi, in ogni caso riconducibili a cause di natura eccezionale. Pertanto, l’AGCM avrebbe potuto senz’altro accogliere tali misure non accertando alcuna violazione. A tale proposito, l’azienda tiene a sottolineare che, sin dalla fase più acuta dell’emergenza, ha cercato di fornire nella maniera più rapida possibile tutte le informazioni utili per i consumatori, comprese quelle relative alle procedure di rimborso. Non solo: FlixBus ha proceduto a implementare e rendere disponibili tutti i canali a propria disposizione, dagli strumenti di messaggistica diretta alla creazione di una pagina dedicata sul sito. Infine, a dimostrazione della propria volontà di risolvere i problemi a beneficio dei clienti e della sua fattiva collaborazione, FlixBus ha volontariamente attuato le misure proposte nonostante il rigetto dell’AGCM.

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26 nov 2020

Aeroporti Roma | Fiumicino sarà il primo scalo in Europa ad attivare corridoi sanitari sicuri con voli “Covid Tested”

di Fabio Nicolosi

L’aeroporto di Fiumicino sarà il primo scalo in Europa ad attivare corridoi sanitari sicuri con voli “Covid Tested” tra Roma e alcune destinazioni negli Stati Uniti, sostituendo per i passeggeri a bordo l’imposizione della quarantena fiduciaria all’arrivo in Italia grazie alla collaborazione di Aeroporti di Roma con Alitalia e Delta Air Lines. Fin dall’inizio della pandemia, l’Italia è stata all’avanguardia sulle misure e i protocolli per il contenimento del virus tanto da essere considerato uno dei paesi più virtuosi a livello internazionale. ADR ritiene che, specialmente con il protrarsi della crisi epidemica, sia necessario valutare ed implementare nuovi ed ulteriori sistemi di controllo in partenza, che possano inibire la movimentazione di persone infette e che possano dare garanzie ancora migliori rispetto alle previsioni della quarantena fiduciaria oggi in essere. I nuovi protocolli di viaggio, previsti in via sperimentale su voli dagli Stati Uniti con destinazione Fiumicino, come disciplinato nell’ordinanza dei Ministeri della Salute, dei Trasporti e degli Esteri in dirittura d’arrivo, saranno progressivamente offerti ai passeggeri a partire già dal mese di dicembre. La fase sperimentale avrà lo scopo di valutare l’efficacia e la funzionalità della nuova modalità di viaggio, con l’obiettivo di renderla più ampiamente disponibile in vista della prossima stagione Summer 2021. L’ordinanza autorizzerà anche corridoi Covid Tested tra Monaco di Baviera, Francoforte e Fiumicino per assicurare che questa nuova modalità di viaggio possa essere sperimentata anche all’interno dell’Unione Europea. L’innovativa procedura prevede che i passeggeri dei voli Covid Tested, in arrivo dagli aeroporti americani di New York JFK, Newark e Atlanta, non siano soggetti all’obbligo di quarantena fiduciaria in Italia grazie ad almeno un test molecolare o antigenico effettuato non più di 48 ore prima dell’imbarco e ad un ulteriore test ripetuto allo sbarco a Fiumicino, per maggiore sicurezza. La sperimentazione, che vede l’Italia primo Paese tra quelli europei ad attivare questa innovativa procedura, si avvantaggerà della esperienza già acquisita con successo a Fiumicino sui voli Covid-tested Roma-Milano operativi dal 16 settembre scorso, nonché delle strutture di testing rapido già operative presso lo scalo con il supporto della Regione Lazio, per un’esperienza di viaggio semplice e rapida. Da metà agosto, infatti, è attivo nell’area “Arrivi” del Terminal 3 di Fiumicino un centro di testing rapido, con risultato in meno di 30 minuti, gestito da personale medico della Regione Lazio e dell’USMAF-Ministero della Salute; da settembre, è stato inoltre attivato presso il parcheggio Lunga Sosta di Fiumicino un “drive-in”, disponibile anche alla cittadinanza oltre che ai passeggeri, gestito dalla Regione Lazione con la Croce Rossa Italiana ed operativo 24 ore su 24. Per questa sperimentazione, lo scalo di Fiumicino, unico aeroporto al mondo ad aver ottenuto da Skytrax il rating massimo di 5 stelle sui protocolli sanitari anti-Covid e che è appena stato scelto per il terzo anno consecutivo da Aci Europe come miglior scalo in Europa e di recente ha ottenuto anche l’Health Accreditation da Aci, rappresenta la scelta ideale proprio per gli elevati standard di sicurezza raggiunti e per tutte le misure adottate fin dall’inizio della pandemia: dagli oltre 100 termoscanner di ultima generazione, che misurano la temperatura dei passeggeri in meno di 2 secondi, alla segnaletica per il rispetto del distanziamento interpersonale, alla sanificazione completa di tutte le superfici dello scalo, fino all’igienizzazione dei bagagli da stiva, degli ascensori e dei corrimano delle scale mobili. Infine, questa nuova modalità di viaggio valorizza i già elevatissimi standard di sicurezza sugli aerei, garantiti dal costante ricambio dell’aria in cabina ad opera dei filtri ad alta efficienza Hepa, rendendo il trasporto aereo la modalità di viaggio più sicura. “Garantire la sicurezza ai passeggeri è uno dei prerequisiti essenziali per rilanciare il traffico aereo, tuttora gravemente impattato dagli effetti della pandemia”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di ADR, Marco Troncone. “A questo fine, ADR ha definito con determinazione un percorso da subito basato su un aeroporto a massima sicurezza e poi orientato alla proposizione di nuovi protocolli di viaggio sicuri e innovativi, prima sviluppati su base prototipale sulla Roma-Milano ed oggi estesi su importanti destinazioni di lungo raggio. Siamo orgogliosi di essere stati precursori di questi modelli, grazie ai Ministri della Salute, dei Trasporti e degli Esteri, alla Regione Lazio e in stretto coordinamento con Alitalia e Delta Air Lines , rispettivamente il vettore di bandiera del Paese e la prima maggiore aerolinea globale”.

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14 lug 2020

Thello cancella la storica tratta ferroviaria Venezia-Parigi a causa del coronavirus

di mobilita

Cancellati i collegamenti ferroviari tra Venezia e Parigi a causa del coronavirus.  Il collegamento era interrotto dal 9 marzo scorso, ma a differenza di quello sulla tratta Milano-Nizza, ripreso a fine giugno, la tratta Venezia-Parigi non è mai ripartita. A darne notizia è la stessa compagnia ferroviaria Thello con un comunicato: "Dall’inizio della crisi sanitaria del coronavirus, la sicurezza dei nostri viaggiatori è stata la nostra priorità. Incapace di guarantire fino a oggi nei nostri treni notte il rigoroso rispetto delle misure anti-Covid19, e quindi di assicurarvi un viaggio sicuro, tutti i treni notte Venezia-Parigi, in entrambi sensi, sono cancellati. Per ottenere il rimborso integrale del tuo biglietto Thello per queste date, si prega di compilare il modulo disponibile qui. Se hai prenotato un biglietto andata-ritorno, puoi annullare le due tratte specificandolo nella richiesta. Nessun rimborso può essere ottenuto presso i punti vendita Thello". La cancellazione della tratta ferroviaria metterà probabilmente a rischio numerosi posti di lavoro e Venezia sarà costretta a rinunciare alle diverse centinaia di turisti che ogni giorno arrivavano in città. “Ad oggi non si hanno notizie circa la rimessa in circolazione del treno in questione, su cui viaggiavano in media 400 persone al giorno che sostavano in Lombardia e in Veneto, dove Venezia era tappa ambita di quel turismo stanziale che tanto ricerchiamo perché in media soggiornava nelle nostre città dai 4 ai 5 giorni. Francamente non si capisce il perchè di queste scelte da parte di Thello e neppure il silenzio verso i dipendenti italiani. La Francia sta facendo in generale operazioni per non favorire i collegamenti con l'Italia, ma è un assurdo cancellare un servizio storico che funzionava anche economicamente". ha affermato Sebastiano Costalonga, segretario generale dell’Unione generale del lavoro.

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28 giu 2020

FRIULI VENEZIA GIULIA | Cessano le limitazioni imposte al trasporto pubblico locale regionale

di mobilita

Cessano le limitazioni imposte al trasporto pubblico locale regionale per contenere la diffusione del coronavirus in Friuli Venezia Giulia, quindi sia l'offerta sia le modalità di fruizione dei servizi di tpl da parte degli utenti tornano alla normalità. È quanto previsto dall'ordinanza di Protezione civile (la numero 19) firmata dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga. Fermo restando il mantenimento dell'obbligo di utilizzo di sistemi di protezione individuale anche bordo di mezzi e le altre disposizioni contenute nel Dpcm dell'11 giugno e nell'ordinanza 18 del 19 giugno 2020, il documento consente l'occupazione del 100% dei posti a sedere e in piedi a bordo dei mezzi del trasporto pubblico locale automobilistico (urbano ed extraurbano), ferroviario e marittimo, compresi i servizi transfrontalieri, nonché a bordo di mezzi utilizzati per servizi di trasporto non di linea compresi Ncc, taxi e quelli svolti mediante autobus, oltreché negli impianti del trasporto pubblico funiviario (funivie, funicolari e seggiovie). Le aziende fornitrici dei servizi sono quindi tenute a fornire un'efficace informazione e a vigilare sul corretto utilizzo delle mascherine a bordo dei mezzi. La decisione è stata assunta tenendo conto sia dell'evoluzione dell'epidemia in Friuli Venezia Giulia sia del costante incremento della domanda di servizi di trasporto collegata alla ripresa delle attività economiche e al conseguente movimento dei pendolari, nonché alla ripresa dell'attività turistica. Le disposizioni dell'ordinanza valgono solo per il territorio del Friuli Venezia Giulia, quindi nel caso di viaggi che interessino anche altre regioni devono essere osservate le disposizioni in vigore nei singoli territori.

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19 mag 2020

L’uomo è un virus del pianeta: come coniugare sfera ecologica e sfera economica

di mobilita

Come coniugare sfera ecologica e sfera economica attraverso una nuova narrazione del presente: con la forza che soltanto certe immagini possono avere, i cervi che entrano nelle città deserte, le pecore che pascolano al centro del paese, le anatre che si spingono a curiosare dove un tempo solo l’uomo poteva, in questi giorni di lockdown abbiamo visto scene che scuotono e interrogano il presente. E se l’uomo fosse davvero un virus della Terra? Se fosse il parassita più insidioso di Gaia, il pianeta vivente? Quei video apparsi sui social che raccontano di una natura spaventata dall'uomo, manifesta un grido silenzioso e inaudibile dall'essere umano che, preso dalla sua frenesia iperconsumista, non ha tempo né orecchie per capire che il pianeta è malato a causa sua ma che, allo stesso tempo, se l’uomo si ferma la natura si riprende i suoi spazi. Perché non ci curiamo della vita degli orsi polari, della morìa delle api e delle specie che popolano le nostre foreste? Della riduzione della biodiversità a causa dell’agricoltura e degli allevamenti intesivi? Delle aziende che inquinano estraendo e bruciando gas, petrolio e carbone? Per una narrazione efficace del pericolo. L’uomo si mobilita solo quando ha percezione che il rischio per la sua incolumità è reale, concreto e definibile. L’esempio dello stato d’emergenza di questi mesi è lampante in quanto ha concesso ai governi di tutto il mondo di sospendere libertà costituzionali fondamentali e bloccare le economie dei rispettivi paesi, con conseguenze di cui ancora non intravediamo neanche gli esiti. La stessa mobilitazione non si registra per lottare contro i cambiamenti climatici, contro l’inquinamento atmosferico o delle falde acquifere, contro il consumo di suolo. I rischi ambientali sono percepiti come distanti da noi e si demanda la soluzione ad altri. Il mutualismo con la sua antinomia con il parassitismo offre una nuova prospettiva narrativa e di comunicazione che aiuta infatti a spiegare perché l'uomo può essere considerato il virus del pianeta. Prendere consapevolezza di questa premessa consente di adeguare il linguaggio, le idee e le azioni, le quali diventano inevitabilmente azioni di lotta politica tra umani e subumani. Tra quelli che lavorano per la sostenibilità e un mondo più equo e quelli che impestano il pianeta e il nostro vivere con il loro Ego, portatore troppo spesso di semi di rabbia e di odio (vedasi i casi recenti contro la cooperante Silvia Romano). Bisogna ammettere che il problema sono gli stessi uomini. Sono gli uomini che non hanno alcuna coscienza ambientale, che antepongono il loro profitto a politiche di equità e tutela della collettività, che oppongono il proprio EGO al più generale e incommensurabile ECO. Siamo noi l’ultima generazione che può vincere la sfida dei cambiamenti climatici e gettare così le basi per costruire un mondo di pace, dove persone e animali possano vivere in armonia Non possiamo delegare questa missione soltanto a una minoranza di persone che hanno una maggiore consapevolezza ambientale. E non serve soltanto attivarsi per mettere in campo comportamenti virtuosi. Occorre ingaggiare una lotta politica dialettica chiara. Sarà dunque necessario dividere gli uomini in umani e subumani? Servirà contrapporsi a certi uomini, a certe politiche, a certe attività economiche che sono un virus per il pianeta? Ingaggiare una reale lotta dialettica e politica contro i “subumani”? Una simile retorica che ha caratteristiche propagandistiche, interventiste e rivoluzionarie innate – non lo neghiamo - potrebbe avere anche svolte brusche e ricevere efferate resistenze. Sarà forse questo il prezzo da pagare per non rischiare l’estinzione di tante specie animali e vegetali a rischio? Probabilmente sì, perché l'obiettivo di senso resta ed è quello rivelato dalle immagini degli animali che girovagano per le città deserte, che sembrano chiedersi straniti se la dittatura dell’uomo - parassita si è conclusa. Comportamenti animali, segnali della natura che caricano anche di significati teleologici la necessità di innovare la comunicazione politica e far evolvere l'uomo: dal parassitismo al mutualismo, ovvero ad un organismo in grado di creare benefici per la sua Madre Terra. Urge dunque proporre con forza e a gran voce un nuovo orizzonte di senso, un nuovo obiettivo evolutivo, che può essere ben rappresentato dal simbolo del Terzo Paradiso intuito dal maestro Pistoletto, e rendere questa utopia possibile tramite la metafora ideologica del mutualismo. Ci troviamo in un momento della storia in cui siamo ad un bivio: o continuiamo con le nostra attività umane, economiche e industriali disastrose e disumanizzanti oppure scegliamo la strada della sostenibilità, della cura del Noi, dell’evoluzione mutualista. Questo articolo è un contributo di Gaetano Russo Truglio, coordinatore Campagna SERR riduzione dei rifiuti, Regione Siciliana. La foto di copertina mostra il simbolo oOo “Il Terzo Paradiso” del maestro Michelangelo Pistoletto, scatto di Fondazione Oelle. Ti potrebbe interessare: Una nuova filosofia si fa strada per innovare il sistema capitalistico: Eco-Mutualismo

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15 mag 2020

Viaggiare in aereo durante la Fase 2: le ipotesi sulle nuove disposizioni

di Giulio Di Chiara

Con l'avvio della fase 2 in Italia, anche il settore dei trasporti sta provando a rimettersi in moto. Ogni categoria in tal senso sta seguendo le indicazioni governative per riorganizzarsi secondo le nuove direttive, non senza problemi e criticità. Come ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente di ASSTRA, il segmento relativo al trasporto pubblico locale andrà incontro a perdite oltre il miliardo e mezzo di euro entro fine anno. Una situazione critica che dovrà far fronte anche ai comportamenti indotti degli utenti. Da più parti, Governo incluso, stanno piovendo indicazioni e incentivi verso la mobilità dolce e la micro mobilità, per scongiurare gli assembramenti nei mezzi pubblici e negli spazi pubblici a loro destinati. Anche il settore dell'aviazione non se la passa meglio. Autorità e compagnie aeree sono al lavoro per definire i protocolli che consentiranno già nella fase due dovranno garantire maggiore sicurezza. Tra rumors e indicazioni ufficiose, proveremo di seguito a descrivere le principali misure operative che con molta probabilità saranno applicate a bordo e negli aeroporti, in quello che sarà sicuramente un modo di volare due punto zero.   Carte d'imbarco elettroniche e termoscanner I comitati tecnico-scientifici stanno pensando ad alcune modifiche nell'iter di onboarding: durante la fase dei controlli sarà probabilmente misurata la temperatura ai passeggeri, che avranno l'obbligo di indossare guanti e mascherine. Il controllo dei passaporti potrà avvenire attraverso delle barriere protettive in plexiglass, mentre dispenser di gel per le mani saranno dislocati in vari punti dell'aerostazione. Le carte d'imbarco potranno essere accettate solo in formato elettronico, tramite dispositivi digitali, per evitare il passaggio di carta da mano a mano.   Stop alle navette, solo finger Per scongiurare assembramenti a bordo, non ci saranno più le navette che in pista accompagnavano i passeggeri sino alle scalette dell'aereo. Si utilizzeranno i finger, i tubi che consentono l'ingresso direttamente a bordo.     Check-in con distanziamento e probabili lunghe code Se da un lato si velocizzeranno le operazioni di imbarco attraverso l'accesso diretto tramite finger, i tempi potrebbero dilatarsi nelle operazioni di check-in al gate. Oltre alla differenziazione tra imbarco prioritario e ordinario, il distanziamento tra i passeggeri aumenterà la dimensione delle code ad ogni imbarco e durante i controlli. In tal senso vedremo come gli aeroporti riorganizzeranno gli spazi. Per quanto riguarda gli spazi commerciali quali bar, negozi e duty-free shop dovrebbero valere le stesse disposizioni vigenti nelle città, con ingressi contingentati, sanificazioni periodiche e distanziamento.   In bagno chiedendo il permesso Un altro aspetto che potrebbe cambiare durante le ore di volo sarà il recarsi alla toilette. Per evitare assembramenti dietro la porticina sul veivolo, potrebbe essere obbligatorio chiedere il permesso al personale di volo prima di allontanarsi dal proprio sedile. Inoltre, potrebbero essere vietati pagamenti in contanti nell'acquisto di cibi, bevande e prodotti duty-free durante il volo.   Posti distanziati e capacità ridotta? Il grande problema per le compagnie aeree sarà quello di valutare una riduzione consistente dei posti a bordo (quasi il 40%), così come vorrebbero le indicazioni dei comitati tecnico-scientifici. Una delle ipotesi è garantire un sedile vuoto tra due passeggeri, l'altra è quella di girare il sedile nel senso opposto per evitare l'eccessiva vicinanza tra due persone. Entrambe le soluzioni non soddisfano le compagnie low-cost per gli eccessivi costi che andrebbero sostenuti. Inoltre la ridotta capacità a bordo garantirebbe meno guadagni, imponendo alla compagnia di alzare il prezzo del biglietto all'utente finale. Ryanair ad esempio intende riprendere a volare in Italia e in Europa, seppur con una frequenza inferiore, già dal primo Luglio, ma senza limitazioni sui posti. Tra l'altro, proprio la società irlandese ha fatto presente che occupare i posti alternati non garantirebbe comunque il distanziamento minimo di un metro. Un braccio di ferro che ancora non ha conosciuto la parola fine, ma che si appresta a farlo non appena saranno definitivamente varati i protocolli di settore.        

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14 mag 2020

EASA al lavoro su un protocollo di sicurezza per la ripresa dei voli commerciali

di Claudio Abramo

L'Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea diramerà, nelle prossime settimane, indicazioni tecniche per consentire alle compagnie aree di riprendere le attività di volo. Questo è quanto dichiarato dalla Commissione Europea che, tramite un apposito documento pubblicato sul sito dell'ente, ha comunicato come le indicazioni allo studio dell'EASA verranno redatte insieme al Centro europea per la prevenzione e il controllo delle malattie. Il protocollo includerà misure per il filtraggio, la ventilazione e il controllo dei flussi d'aria oltre a indicazioni per limitare i movimenti all'interno della cabina, come la riduzione del numero dei bagagli a mano che sarà possibile imbarcare, e ridurre le interazioni tra l'equipaggio e i passeggeri. Dovrebbero essere previste anche delle prescrizioni per evitare gli assembramenti all'interno degli aeroporti. La Commissione ha sottolineato l'importanza di rilanciare un settore così colpito dalla crisi pandemica attraverso l'adozione di linee guida comuni in tutta l'Unione Europea. Norme che si vanno ad inserire in un ambito già altamente regolato e che dovrebbero seguire le stesse logiche delle regole sulla sicurezza aerea: "La mitigazione del rischio di diffusione di COVID-19 dovrebbe seguire gli stessi principi utilizzati per la sicurezza e la gestione dei rischi di sicurezza, compreso il monitoraggio della conformità, la revisione dell'efficacia delle misure a intervalli regolari e l'adattamento delle misure alle mutevoli esigenze e ai metodi e tecnologie migliorati, tenendo conto , tuttavia, che gli aeroporti e le compagnie aeree non sono qualificati per fornire servizi sanitari, come prendere decisioni sullo screening sanitario dei passeggeri, che dovrebbero essere attuate dalle autorità competenti." Di fondamentale importanza, prosegue la Commissione, sarà riacquisire la fiducia dei passeggeri anche riaffermando che: "l'aviazione è una modalità di viaggio sicura e sarà fondamentale per uscire da questa crisi"

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11 mag 2020

British Airways dal 1 giugno riprende i collegamenti con l’Italia

di mobilita

Anche British Airways, dopo il blocco dei voli dovuto al coronavirus, riprende, dal 1 giugno, alcuni collegamenti aerei con l'Italia da Londra Heathrow. Si inzia con il volo delle 8:20 da Londra Heathrow per Roma Fiumicino e poi a seguire per Venezia, Milano Linate e Bologna. Sempre dal 1 giugno ripristinato anche il collegamento dall'aeroporto London City Airport per Milano Linate. Rimane l'incognita quarantena di due settimane ai passeggeri del trasporto aereo che arrivano in Gran Bretagna. Willie Walsh, CEO dell'International Airlines Group, ha condannato il piano di quarantena del Regno Unito: “L'annuncio di ieri di un periodo di [quarantena] di 14 giorni in arrivo nel Regno Unito peggiorerà sicuramente il trasporto aereo. Non c'è nulla di positivo in tutto ciò che ha detto il Primo Ministro ieri. Avevamo programmato di riprendere su una base abbastanza significativa volando a luglio. Penso che dovremo rivederlo sulla base di ciò che ha affermato ieri il Primo Ministro. " TI POTREBBE INTERESSARE:; Il Regno Unito vuole introdurre la quarantena per i passeggeri del trasporto aereo

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10 mag 2020

Il Regno Unito vuole introdurre la quarantena per i passeggeri del trasporto aereo

di mobilita

Il governo inglese vuole introdurre la quarantena per due settimane ai passeggeri del trasporto aereo che arrivano in Gran Bretagna. L'annuncio dovrebbe essere fatto oggi dal primo ministro Boris Johnson e fa parte di altre misure atte a contrastare la diffusione del coronavirus. In base alle misure, che dovrebbero entrare in vigore a giugno, tutti i passeggeri che arrivano negli aeroporti, compresi i cittadini britannici di ritorno, dovranno fornire un indirizzo in cui si autoisoleranno per 14 giorni, sono previste multe fino a £ 1.000 a chi non rispetterà la quarantena

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06 mag 2020

Spagna, Barcellona riduce le corsie per le automobili per dare più spazio a pedoni e ciclisti

di Andrea Tartaglia

La Spagna, paese europeo attento alla mobilità sostenibile, ha deciso di affrontare la fase 2 mettendo al centro il tema degli spostamenti e dei trasporti, con la chiara intenzione di incentivare la mobilità sostenibile e, anzi, far sì che nuovi interventi e accorgimenti possano essere definitivi e migliorativi della situazione precedente anche a emergenza conclusa. Un grande segnale di accortezza e lungimiranza da parte delle grandi città iberiche che sono decise a ridurre e disincentivare sempre più l’uso del mezzo privato a motore nelle aree urbane, incentivando trasporto pubblico, spostamenti a piedi e in bici o con altri mezzi ecosostenibili. Un esempio di come trasformare la crisi in opportunità per rendere le città più vivibili e meno inquinate. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha presentato il piano di “nuova mobilità” del capoluogo catalano dopo il periodo di isolamento, con innovazioni definite urgenti e immediate per poter “adeguare” la città al ritorno della grande mobilità. Barcellona si prepara cercando di incentivare gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico. Colau ha precisato che si tratta di uno scenario necessario per non tornare all’inquinamento anteriore ma riuscendo a mantenere una mobilità sostenibile e sicura allo stesso tempo. Con un fondo di 4,4 milioni di euro, il piano prevede la creazione di 21 km di piste ciclabili, 17 interventi nelle corsie degli autobus per migliorare il loro servizio e 12 km di marciapiedi. Secondo quanto spiegato dal Comune, l’obiettivo principale è garantire la sicurezza e la salute pubblica della cittadinanza durante i suoi spostamenti. L’isolamento non ha permesso al Comune di definire l’inizio dei lavori, ma è stato inteso che il cambio nel sistema di mobilità arriverà per rimanere. Prima della pandemia, gli spostamenti a Barcellona erano per il 26% in mezzi privati e 37,3% in mezzo pubblico, adesso l’obiettivo è arrivare al 40,8% di spostamenti sui mezzi pubblici e al 35,3% di spostamenti a piedi, riducendo l’uso dei mezzi privati al 19,9% e lasciando il rimanente 4% alle biciclette. Due delle arterie più trafficate, la Gran Via e la Diagonale, saranno interessate da questo piano, poiché si chiuderanno le loro corsie laterali per destinarle esclusivamente ai pedoni. Nella Gran Via, inoltre, una corsia sarà riservata agli autobus e solo le corsie centrali rimarranno a disposizione delle automobili. Il piano, in ogni caso, coinvolgerà molte altre strade, tra cui la via Laietana dove i marciapiedi saranno ampliati su entrambi i lati per portarli a un’ampiezza di 4,15 metri. In generale, in molte strade rimarrà una sola corsia carrabile e con limite di 30 km/h, lasciando almeno 4 metri di marciapiedi. Per la giunta catalana, è necessario che la salute abbia il suo spazio nell’agenda urbana e che la città si prepari per non passar da una crisi sanitaria a un’altra di tipo ambientale. Per incoraggiare l’uso del mezzo pubblico, inoltre, si tornerà a far pagare la sosta dei mezzi privati. Un piano analogo è stato approntato anche a Valencia, ma in generale è tutta la Spagna, soprattutto nelle città più grandi, che si sta dedicando a un nuovo concetto di mobilità, affinché la paura del contagio non si converta in un pericoloso aumento dell’utilizzo della macchina. Intanto, Madrid ha registrato uno storico livello minimo di diossido di azoto nell’aria.

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