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13 mar 2018

AGRIGENTO | Il treno storico giunto anche quest’anno alla Valle dei Templi (VIDEO)

di redazioneinfoag

Il treno storico che da Palermo giunge ad Agrigento in occasione della 73° edizione del Mandorlo in fiore, è arrivato nella Valle dei Templi anche quest’anno. Un treno che promuove gli itinerari turistici in Sicilia con a bordo il Presidente della Fondazione FS, Mauro Moretti e dal Direttore Luigi Cantamessa, che hanno accolto ad Agrigento anche i sindaci Calogero Firetto e Porto Empedocle Ida Carmina, il commissario del Parco Valle dei Templi Carmelina Volpe, il rappresentante dell’Ente Parco Lillo Liotta, l’avvocato Giuseppe Taibi per il Fai di Agrigento, il direttore del giardino della Kolymbetra Giuseppe Lo Pilato e il Tenente Colonnello Giovanni Pellegrino. Al Tempio di Vulcano, il gruppo folk della Croazia ha dato il benvenuto ai passeggeri per poi giungere il Tempio di Dioscuri dove si è tenuta la conferenza stampa appurando che la ferrovia storica della Valle dei Templi ha assunto un notevole potenziale turistico. “Noi abbiamo iniziato un percorso – ha spiegato Mauro Moretti in conferenza stampa nella Valle dei Templi – che prevede una sinergia con gli altri attori dando un impulso in più, a siti come questi dove è nata la cultura occidentale. Spero che esperienze come quella di oggi, possano essere fatte da tanta gente potendosi immergere in un luogo sacro come questo. Abbiamo già una forte collaborazione con la Regione e vogliamo moltiplicare le iniziative dei nostri treni turistici”.

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22 feb 2018

Seminario al MIT sulle ferrovie turistiche: il resoconto

di siciliaintreno

Il 14 febbraio scorso si è tenuto a Roma, presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti un Seminario di confronto sui provvedimenti attuativi della Legge 128/2017 per la istituzione delle Ferrovie Turistiche. Il Seminario è stato promosso da Alleanza per la Mobilità Dolce (AMoDo) e Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali (FIFTM). Anna Donati, portavoce dell’Alleanza per la Mobilità Dolce, ha assunto il ruolo di coordinatrice del seminario ed ha avviato i lavori presentando gli intervenuti. Donati ha evidenziato come sia necessario dare il massimo impulso da parte di tutti i soggetti coinvolti per l’attuazione della Legge 128/2017 e che in questo momento vi sono difficoltà su diversi piani che destano preoccupazione e che debbono essere risolti ed affrontati per poter realmente fare crescere le ferrovie ed i treni turistici in Italia. Ha quindi ricordato che scopo del seminario è proprio questo: mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti, affrontare le questioni complesse e dare impulso per la piena attuazione della Legge. Ha quindi riepilogato in dieci punti programmatici le azioni che, secondo AMoDo e FIFTM, occorre intraprendere e realizzare per attuare la Legge 128/2017. Eccoli: 1. adottare i decreti attuativi MIT previsti dalla Legge 128/2017 per le linee turistiche; 2. inserire le linee turistiche nel Contratto di programma di RFI e degli investimenti delle Regioni; 3. valutare se vi siano altre linee ferroviarie locali che meritano di essere inserite nell’elenco delle ferrovie turistiche; 4. fondamentale risolvere le regole d’esercizio per le ferrovie turistiche; 5. individuazione delle risorse stabili per il finanziamento dei treni turistici all’interno dei Contratti di Servizio delle Regioni; 6. Promuovere i treni turistici anche sulle linee ordinarie; 7. il ferrociclo, pedalare sui binari: sperimentazione da fare; 8. i soggetti da individuare per la gestione dei servizi turistici e commerciale legati alle ferrovie turistiche; 9. proposta di costituzione di un tavolo tecnico al MIT con tutti i soggetti coinvolti per l’attuazione della Legge; 10. creazione di un comitato tecnico scientifico, promosso dal MIT, dei trasporti ferroviari storico-turistici. Nel seguito si riportano i vari interventi che si sono susseguiti, preceduti dalla indicazione del relatore Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie) Nel primo intervento, Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie) ha reso noto che nell’ambito del MIT è stato individuato il personale che costituisce il gruppo di lavoro che sarà il referente per la attuazione della L. 128/2017. In relazione alle notevoli problematiche derivanti dall’avvio del nuovo settore delle ferrovie turistiche, tale gruppo appare già esiguo e quindi risulta indispensabile che già a livello locale, nelle singole realtà territoriali in cui ricadono le tratte di interesse, vi siano soggetti in grado di individuare e superare le criticità, avviando in modo concreto le procedure per la istituzione di ferrovie turistiche e ricorrendo al referente del MIT solo per la risoluzione di criticità di livello non locale. Sotto questo punto di vista, Pujia ha evidenziato che già il primo adempimento richiesto alle Regioni a dicembre con apposita nota ha avuto un solo riscontro, dalla Regione Calabria, adeguatamente assistita dalla Associazione Ferrovie in Calabria. Le altre regioni non hanno dato risposta e quindi si rende evidente come occorra una spinta dal territorio per sensibilizzare gli Enti locali. Pujia evidenzia che il reperimento di fondi per il recupero di tratte dismesse all’interno del Contratto di programma è oggetto di approfondimento con RFI, dato che si tratta di attingere a somme destinate al trasporto pubblico. Per questi fini dovrebbe essere possibile fare riferimento a fondi EU per le ferrovie turistiche. Pujia ha rilevato che la L. 128/2017 ha importanti ed innovativi risvolti culturali in quanto si basa anche sulla valorizzazione delle emergenze del territorio in cui ricade la ferrovia turistica. Sotto questo punto di vista, si potrebbe porre il dilemma se prima ancora di investire sul recupero di una tratta sia opportuno sviluppare le strutture turistiche di contorno. Il Direttore ha dato disponibilità alla istituzione del tavolo tecnico indicato al punto 9 nel programma di azione prima riportato, purchè abbia connotati operativi. Con questa iniziativa si potrebbero superare i problemi di esiguità del gruppo del MIT che ha funzione di referente per le ferrovie turistiche. Anna Donati ha confermato la massima disponibilità da parte di AMoDo e FIFTM a partecipare al tavolo tecnico da parte di FIFTM ed AMODO per mettere al servizio le competenze e le esperienze delle associazioni accumulate negli anni di impegno per lo sviluppo delle ferrovie turistiche. Amedeo Gargiulo (Direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie) Ha ricordato la eccezionalità della L. 128/2017 che, per il percorso parlamentare particolarmente favorevole che può vantare, non dovrebbe porre problemi di continuità nella sua attuazione. Ha comunicato che ANSF ha ottemperato alla scadenza di 120 giorni imposta dalla legge inviando alle aziende ferroviarie di competenza una nota con cui sono stati fissati i livelli di sicurezza delle ferrovie turistiche e le corrispondenti misure compensative e mitigative del rischio. (clicca qui per consultare la nota ANSF prot. 0014104 del 22/12/2017) Ha ammesso che vi è stata qualche reazione molto preoccupata, citando in particolare la Sardegna (vedi articolo su Sicilia in Treno - n.d.r.) e ciò ha portato ad una mediazione con successivi chiarimenti e semplificazioni, adottate ad inizio febbraio. A parere di Gargiulo, la coesistenza nell’elenco dell’articolo 2 della legge di tratte in condizioni tra loro molto differenti per stato di conservazione (si va da tratte  dismesse da 30 anni, a volte private anche solo parzialmente del binario, a tratte sospese all’esercizio da tempo relativamente breve e quindi tuttora dotate di attrezzaggio moderno), comporta difficoltà nella adozione di un regolamento unico valido per tutte le tratte turistiche. Pertanto ANSF si dichiara disponibile ad affrontare i vari casi singolarmente per determinare, di volta in volta, i requisiti di sicurezza e le modalità per conseguirli. Ritornando al caso della Sardegna, è evidente che ARST – Trasporti Regionali della Sardegna, gestendo da molti anni il Trenino Verde, ha dimostrato, conviene Gargiulo, di avere tutte le capacità per garantire i necessari livelli di sicurezza sui suoi treni turistici. Peraltro le linee a s.r. sarde, essendo isolate dalla rete ferroviaria nazionale, non hanno l’obbligo di uniformarsi alle direttive europee. Per le tratte turistiche che non appartengono alla rete nazionale (RFI) la competenza sulle ferrovie turistiche è dell’Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (USTIF), che però nel 2019 uscirà da questo campo. Secondo la legge 128, nelle ferrovie turistiche occorre garantire livelli di sicurezza equivalenti a quelli delle linee normali in esercizio commerciale. Questo significa che si può semplificare ma che deve valere sempre il rigore nella scelta delle misure ed accorgimenti da adottare. Un esempio illustrato da Gargiulo: se lungo una tratta vi è ha un solo punto in cui può verificarsi un incrocio, ANSF potrebbe richiedere di attrezzare solo quel punto. Altri aspetti che dovranno essere affrontati per le ferrovie turistiche sono i seguenti: - la formazione del personale di condotta dovrà essere anche superiore a quella normalmente somministrata in quanto, sulle linee attrezzate, grazie ai sistemi ridondanti, se si commette un errore, questo viene corretto in tempo reale mentre sulle ferrovie turistiche, non munite di tale controllo, bisogna stare più attenti. - questione P.L.: ANSF è rigida su questo punto. Le persone, già di per se indisciplinate, non si aspettano il passaggio di un treno su una linea turistica che vede un traffico scarsissimo. Scarsa attenzione, quindi l’Agenzia esclude e non accetta l’uso delle sole croci di S. Andrea, anche se previste dalle normative. è già disponibile a parlare di segnalmento acustico/luminoso, meglio se accompagnato da sbarre (anche azionate manualmente). Ok anche a semplice presenziamento. - ferrociclo: a breve uscirà la norma di esercizio. Luigi Cantamessa (Direttore Fondazione FS Italiane) Nel suo intervento Luigi Cantamessa, Direttore di Fondazione FS Italiane, ha evidenziato per prima cosa il fenomeno, inaspettato ma quanto mai reale, costuito dalla attività con treni storici. Ha inoltre evidenziato che, a partire dal 2003, anno nel quale ha iniziato ad interessarsi dei rotabili storici del Gruppo FS, non si è verificato alcun incidente. Importante affermazione del Direttore Cantamessa ha riguardato l’intendimento di Fondazione FS di sospendere a partire dal prossimo aprile i viaggi dei treni storici per le sopravvenute condizioni, in seguito alla nota di ANSF giudicata peggiorativa. Cantamessa ha quindi colto la disponibilità di ANSF a emanare norme specifiche per l’esercizio con treni storici sull’infrastruttura nazionale, insistendo però sulla urgenza di procedere in tal senso ovvero di concedere proroghe. In caso contrario ribadisce la volontà di fermare l’attività di Fondazione ad aprile. Conferma inoltre che già attualmente si va avanti in virtù di continue deroghe. Con riferimento all’esempio di possibile semplificazione proposto da Gargiulo (un solo incrocio su una ferrovia turistica) Cantamessa ritiene che sarebbe possibile recuperare i regolamenti di esercizio che già esistono ma che sono stati sostituiti dai più recenti. Esempio: su una ferrovia turistica si può certamente fare esercizio con blocco telefonico e Dirigente Unico. Si tratta di un sistema efficiente, con uno storico secolare che testimonia la sua validità e adeguatezza per quanto riguarda i livelli di sicurezza da garantire. Si ricorda in proposito che l’incidente pugliese è figlio dell’eccessivo traffico pendolare, che richiede sistemi di controllo di maggiore efficacia rispetto al blocco telefonico, che però va benissimo se si hanno su una linea 2-3 passaggi di convogli al giorno. (vedi articolo su SIcilia in Treno) La considerazione del Direttore di Fondazione FS è che la richiesta di tecnologia per il settore dei treni storici appare eccessiva in quanto, oltre a sottrarre risorse per la ristrutturarazione di più linee e stazioni, con perdita di patrimonio pubblico, il passato  servizio commerciale ne  testimonia, come nel caso del blocco telefonico, la validità. Cantamessa chiede quindi ai rotabili storici non sia richiesto ciò che è obbligatorio per il restante parco rotabile in servizio commerciale. Infine, anche il Direttore di FFS dà il suo consenso alla attivazione del tavolo tecnico proposto, ribadendo l’auspicio di avviarlo al più presto. Il report completo su Sicilia in Treno

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23 dic 2017

Firma dei decreti per il conferimento di Anas in FS

di mobilita

E' stato firmato il decreto per il conferimento di Anas in FS. La soluzione prevede che il trasferimento di Anas comporti un aumento di capitale da parte dello Stato, il quale in tal modo manterrebbe un valore patrimoniale di FS di 40 miliardi di euro. "Esprimo grande soddisfazione – dichiara Renato Mazzoncini, AD di FS Italiane - per la notizia arrivata ieri sera dell’avvenuta firma dei decreti necessari al conferimento di Anas in FS. Ripagheremo la fiducia che viene evidentemente concessa al Gruppo FS con il massimo impegno per realizzare al più presto le molte sinergie identificate nei mesi di studio del Piano industriale. Verranno messe a disposizione di Anas tutte le competenze di ingegneria e di processo del Gruppo che hanno consentito in questi anni a RFI di attestarsi su oltre 4 miliardi di euro di investimenti annui."

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04 ott 2017

Anas, presentato il Piano investimenti

di mobilita

Il Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, ha presentato questa mattina ai rappresentanti della business community il nuovo Piano investimenti dell’azienda che attiva interventi su oltre il 60% della rete in gestione di oltre 26 mila km. All’incontro sono intervenuti il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio e il Direttore politiche industriali di Confindustria  Andrea Bianchi. Il Piano tiene conto delle importanti novità contenute nel Contratto di Programma 2016-2020 approvato dal Cipe il 7 agosto scorso, come ad esempio - nell’ambito della autonomia finanziaria - il passaggio graduale dalla logica del “contributo” a quella del “corrispettivo”, che avvia il processo di uscita dal consolidato pubblico in vista dell’integrazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. “Il Contratto di Programma – ha commentato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – ci consente di rilanciare gli investimenti sulla base di elementi del tutto innovativi. Abbiamo un orizzonte temporale ampio che ci permette una programmazione più efficiente, con criteri di selezione degli interventi basati su una congrua analisi costi-benefici. In questo nuovo scenario, che comprende anche l’autonomia finanziaria, Anas assume tutti i rischi industriali in termini di qualità e di realizzazione delle opere sia nel rispetto dei tempi sia dei costi. Si tratta di un passaggio decisivo che fa di Anas un’azienda vera e propria che guarda prima di tutto alla soddisfazione dei suoi clienti”. Gli investimenti Il respiro pluriennale del Piano determina una pianificazione degli investimenti più efficiente e produttiva rispetto al passato. Gli interventi previsti nell’arco dei 5 anni, ammontano a 29,5 miliardi di euro, di cui 23,4 di nuova appaltabilità, coperti per circa 21,4 miliardi, e 6,1 miliardi per lavori in fase di attivazione ed in corso di esecuzione. Si tratta di una significativa iniezione di risorse e di un preciso indirizzo sull’importanza della valorizzazione delle strade, tenuto conto che il precedente piano (‘15-‘20) da 20,2 miliardi di euro, la copertura finanziaria ammontava a 4,6 miliardi di cui 1,1 Contratto di Programma 2015. Il piano investimenti da 23,4 miliardi è così ripartito: 8,4 miliardi di euro per completamento di itinerari; 10,5 miliardi per lavori di manutenzione straordinaria adeguamento e messa in sicurezza; 3,9 miliardi per nuove opere; 0,6 miliardi per interventi di ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016 e altri investimenti. La distribuzione per area geografica degli interventi, allineata anche alla quota di rete gestita da Anas nelle varie macro aree, è così ripartita: il 56% degli investimenti previsti nel Piano interesserà le regioni del Sud Italia e le Isole per un totale di circa 13,0 miliardi, il 24% riguarderà il Centro Italia per un totale di circa 5,7 miliardi, il 19% sarà destinato al Nord per un totale di circa 4,4 miliardi e l’1% (oltre 330 milioni di euro) sarà destinato alla copertura di investimenti in tecnologia e altri interventi non allocabili territorialmente a priori quali danni ed emergenze. Gli interventi riguarderanno oltre 16 mila km, pari a oltre il 60% della rete Anas. Di questi, circa 15 mila km saranno interessati da lavori di manutenzione straordinaria, 624 da completamento di itinerari, 592 da adeguamento e messa in sicurezza e 272 da realizzazione di nuove opere. Le priorità di intervento - Project Review Sul fronte nuove opere le priorità di intervento sono state individuate sulla base di criteri come: la redditività trasportistica dell’infrastruttura, calcolata sul risparmio in termini di incidentalità, di tempi di percorrenza e di costi connessi alla realizzazione dell’opera; la rilevanza nell’ambito del completamento degli itinerari stradali; i benefici sul fronte del collegamento intermodale con altri nodi trasportistici come porti, aeroporti e ferrovie. Per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, la programmazione su scala pluriennale avviene tenendo conto dei fabbisogni della rete, dell’analisi del traffico, dell’incidentalità e del rapporto costi-benefici. Il piano interviene su tratte con volumi di traffico medio giornaliero superiori di oltre il 50% rispetto alla media nazionale e dove si concentra l’80% di incidenti. Questo consentirà significativi miglioramenti sulla sicurezza della circolazione e sui tempi di spostamento. Si calcola, infatti, che grazie alla nuova pianificazione degli interventi il risparmio in termini di tempi di percorrenza possa essere quantificabile in oltre 15 miliardi di euro per l’intera vita utile dell’infrastruttura. Risultati raggiunti dal 2015 completamento itinerari (‘15-‘17): 287 km di nuovo tracciato aperti al traffico; aumento gare bandite (‘15/‘16): +92% (Mld euro); rilancio investimenti in concessioni autostradali per 4 miliardi; piano straordinario per la riduzione del contenzioso: 4 miliardi di euro risolti o in via di soluzione; piano di rientro delle strade: avviato trasferimento ad Anas di 3.523 Km di reti di interesse nazionale e regionale; piano sisma: 500 interventi finanziati su 14mila km di strade, per un valore di 474 milioni di euro. Attivati cantieri per 96 milioni di euro; innovazione tecnologica: avvio del progetto “smart road” e “green light” per risparmio energetico; attività all’estero avviate: Russia, Iran, Georgia, Qatar, Libia, Algeria, Colombia, Argentina; valorizzazione del patrimonio aziendale: piano di sviluppo turistico della A2 Autostrada del Mediterraneo e della statale 640 “Strada degli Scrittori”; progetto case cantoniere; progetto GrAart. riassetto organizzativo: riduzione del personale dirigente di 60 unità; introduzione di 8 coordinamenti territoriali. Nel periodo 2015-17 l’Azienda ha segnato un punto di svolta rispetto al passato, dando precedenza alla manutenzione e sorveglianza del proprio patrimonio stradale, con l’obiettivo di recuperare il rilevante deficit manutentivo accumulato negli anni e migliorarne la sicurezza. I risultati: adozione di contratti quadro per l’accelerazione degli investimenti: 6400 km (2015-2017) di strade pavimentate; aumento della spesa totale per manutenzione ordinaria e vigilanza: +12,4%; aumento della spesa per manutenzione straordinaria: +51,1%; dal 2016 riattivazione/adeguamento illuminazione su 310 km di strada; miglioramento delle condizioni dell’infrastruttura: +6,7%. L’integrazione con Fs Un Piano industriale con parametri economici e di performance migliorati, un Contratto di Programma approvato, il rilancio della filiera degli investimenti, l’impegno nella risoluzione definitiva del complesso capitolo del contenzioso sono i migliori presupposti per l’ingresso di Anas nel gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Dall’integrazione FS - Anas nascerà un polo di 75 mila dipendenti, con fatturato di 10 miliardi di euro,  capacità di investimenti pari a 7 miliardi di euro, immobilizzazioni per circa 60 miliardi di euro e 41mila chilometri di reti gestite. L’operazione genererà il «campione nazionale» nelle infrastrutture trasportistiche, con forte capacità di sviluppo internazionale e ridurrà, tramite una pianificazione trasportistica, il gap infrastrutturale del Paese.

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13 set 2017

FS Italiane: designato il nuovo CdA di Trenitalia. Tiziano Onesti Presidente, Orazio Iacono AD e DG

di mobilita

Il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane ha designato, in data odierna, i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione di Trenitalia. Il nuovo CdA, che sarà nominato dalla prossima assemblea di Trenitalia, sarà composto da Tiziano Onesti - riconfermato Presidente -, Orazio Iacono con l’incarico di Amministratore Delegato e Direttore Generale, Paolo Colombo, Antonella D’Andrea - nuovo consigliere - e Maria Rosaria Maugeri. Il Consiglio di Amministrazione di Trenitalia, in carica dal 21 dicembre 2015, ha portato a termine il mandato di riorganizzare la Società in coerenza con le prospettive di sviluppo previste dal Piano industriale del Gruppo FS per il trasporto ferroviario nazionale e internazionale, passeggeri e merci. I risultati positivi, economici e industriali, conseguiti nel biennio appena trascorso, rendono l’incarico di Barbara Morgante in Trenitalia un processo compiuto e costituiscono un modello di successo e determinazione. In particolare annoveriamo, tra le attività portate a compimento, lo scorporo della Divisione Cargo - che ha fatto nascere l’1 gennaio 2017 il Polo Mercitalia - e le fondamentali operazioni societarie che hanno dato forte impulso alla crescita internazionale, con la nascita di Trenitalia UK e l’acquisizione del franchise c2c. Barbara Morgante assumerà quindi la responsabilità della Direzione Centrale Governance Partecipazioni Estere del Gruppo FS Italiane, costituita con l’obiettivo di gestire lo sviluppo e la valorizzazione delle attività internazionali del Gruppo, un’azione non più rinviabile vista l’importante crescita estera prevista nel Piano Industriale 2017-2026 di FS Italiane. A capo della Direzione Centrale Governance Partecipazioni Estere, Barbara Morgante, grazie alle sue competenze nel settore e alla lunga esperienza maturata anche attraverso la presenza in Board di società oltre confine, assicura la piena integrazione delle società estere con i valori e i modus operandi di Gruppo che già oggi in Europa ha in portafoglio sei Società operative, in cinque Paesi diversi dall’Italia, di cui due acquisite solo in queste ultime settimane. Il nuovo CdA con l’ingresso di Iacono, attuale Direttore della Divisione Passeggeri Regionale, nonché membro del CdA di Busitalia, e di Antonella D’Andrea, Responsabile Fiscale Gruppo FS, conferma l’intenzione del Gruppo FS Italiane di concentrare sempre più gli sforzi per lo sviluppo, la razionalizzazione e l’efficientamento della mobilità integrata nel trasporto pubblico locale (ferro e gomma) in particolare nelle aree metropolitane. La prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione di Trenitalia è previsto si tenga, a valle della nomina da parte dell’Assemblea, nei prossimi giorni: Iacono, come Amministratore Delegato e Direttore Generale, avrà tutte le deleghe operative. Iacono lascerà l’incarico di Direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia che ricopre dal 2014.

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02 set 2017

Cernobbio, studio FS Italiane – Ambrosetti: risparmi fino a 12 miliardi di euro con trasporti urbani efficienti

di mobilita

Possibili risparmi complessivi fino a 12 miliardi di euro all’anno, quasi un punto in percentuale del Prodotto Interno Lordo, con trasporti urbani più efficienti. Questi gli impatti potenziali di una organizzazione ottimale della mobilità nelle 14 Città Metropolitane del Paese in termini di risparmio di tempo, decongestionamento, miglioramento dell’ambiente e della sicurezza. Solo dimezzando i tempi di spostamento, in linea con quelli dei principali Paesi europei, gli italiani potrebbero risparmiare tra i 5,5 e i 7 miliardi di euro all’anno, ovvero tra lo 0,34 e lo 0,44 per cento del Prodotto Interno Lordo (PIL). I dati emergono dallo studio condotto da The European House - Ambrosetti in collaborazione con FS Italiane, presentato ieri a Cernobbio dall’ad e dg del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini. Chi utilizza il mezzo pubblico nelle quattordici aree metropolitane del Paese (Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia) impiega in media il doppio del tempo che a Parigi, Madrid, Berlino o Londra: 61 minuti per coprire solo 5 chilometri e mezzo. Secondo lo studio FS Italiane-Ambrosetti esiste, però, un margine di miglioramento che può portare a un’inversione di tendenza nell’arco di tre-cinque anni fondata su tre pilastri: la creazione di un solido sistema di infrastrutture di trasporto urbano su rete fissa e la forte integrazione modale correlata a un’efficace pianificazione urbanistica; lo sviluppo di un modello di gestione del servizio collettivo che sia sostenibile a livello ambientale ed efficiente in termini economici; l’aumento degli investimenti in innovazione tecnologica che, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme di servizi integrati, rendano il sistema capace di offrire una migliore esperienza di viaggio. Significativo innanzitutto il deficit infrastrutturale degli impianti a rete fissa che vede l’Italia con 3,8 chilometri di rete metropolitana per milione di abitanti. Lo split modale è fortemente sbilanciato verso la mobilità individuale, autovetture e motocicli (610 autovetture ogni 1.000 abitanti) con il 48,3 per cento a Milano, il 45 per cento a Torino, il 65,5 per cento a Roma e il 78 per cento a Palermo contro il 41,1 per cento di Madrid, il 39,2 per cento di Berlino, il 33,1 per cento di Londra e il 16,6 per cento di Parigi. Lo studio, in modo del tutto originale, elabora l’Indice di Mobilità Urbana che consente di comparare la mobilità delle 14 Città Metropolitane italiane, calcolandone la qualità: ai primi posti Milano con un valore di 8,07, Torino (7,12) e Venezia (6,41). Seguono Roma con 5,60 e Napoli con 5,07 per il Centro-Sud. In coda alla stessa graduatoria si trovano Messina con 4,28, Reggio Calabria (4,26) e Palermo (3,90). Il nostro Paese sconta inoltre una forte frammentazione in fatto di pianificazione e competenze, con una carente integrazione tra scelte urbanistiche e governance della mobilità. Il futuro della mobilità urbana italiana dipende insomma dalla capacità di realizzare un riequilibrio modale verso soluzioni di trasporto collettivo, shift in cui il Gruppo FS Italiane si candida per essere protagonista, player polivalente come pochi altri operatori di trasporto al mondo che può contare sul contributo differenziato delle sue molte partecipate: progettando e realizzando nuove infrastrutture, partecipando a gare per la gestione dei servizi e, laddove possibile, acquisendo operatori strategici.

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26 apr 2017

Busitalia Fast: il nuovo servizio su gomma del Gruppo FS Italiane

di Roberto Lentini

l Gruppo FS Italiane entra nel mercato dei collegamenti lunga percorrenza su gomma grazie a Busitalia Fast, un nuovo servizio di trasporto integrato presentato oggi in occasione della Fiera BUS2BBUS di Berlino. Si tratta di un servizio di Busitalia Simet, la nuova compagnia di mobilità integrata frutto dell’acquisizione da parte di Busitalia - Sita Nord del 51% di Simet, storica azienda che dal 1946 offre servizi bus a lunga percorrenza in Italia e all’estero. Busitalia Fast collegherà ogni giorno 15 regioni italiane e oltre 90 città in Italia e Germania con una flotta di 60 autobus di ultima generazione Un servizio di trasporto integrato e sostenibile Busitalia Fast offrirà un’integrazione con altre modalità di trasporto, più capillarità e flessibilità dei servizi, pianificazione di nuovi collegamenti, canali di vendita veloci, innovativi e integrati con i modelli più attuali di customer experience. L'attenzione all'ambiente è assicurata grazie alle basse emissioni di PM10 e NOx. PM10 cos'è - NOx cos'è Stefano Rossi, Amministratore Delegato di Busitalia - Sita Nord "Puntiamo a diventare il principale player europeo nei servizi Long Haul di trasporto su gomma. Servizi che stanno registrando un significativo interesse e una costante crescita di domanda dal mercato. Nei prossimi tre anni è programmato un incremento dei collegamenti, sia a livello nazione sia internazionale, anche in sinergia con altre società di trasporto del Gruppo FS Italiane, in piena sintonia con il pilastro della mobilità integrata contenuto nel Piano Industriale 2017 - 2026 di FS Italiane”. Mariella De Florio, Amministratore Delegato Simet “Simet, da oltre 70 anni, ha fatto del suo core business i collegamenti a lunga percorrenza. La strategica e importante partnership con Busitalia - Sita Nord del Gruppo FS Italiane ha lo scopo di creare una rete integrata di servizi di trasporto su scala nazionale ed europea. Questo è il nostro obiettivo industriale. Busitalia Simet consentirà di incrementare la quantità e la qualità dei collegamenti attraverso nuove relazioni di traffico, unitamente all'acquisto di nuovi autobus con evidenti ricadute occupazionali”. 

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27 mar 2017

In Lombardia investimenti in infrastrutture per circa 14 miliardi di euro

di Roberto Lentini

Attraverso Rete Ferroviaria Italiana FS Italiane intende investire in Lombardia come previsto nel Piano industriale 2017 - 2026 con l'obiettivo di aumentare e migliorare le performance di mobilità nell’intera regione grazie a un intenso programma di investimenti per il potenziamento tecnologico e infrastrutturale della rete ferroviaria lombarda. Svizzera: nuova linea Arcisate - Stabio Lo stato di avanzamento dei lavori è pari al 75% per quanto riguarda le opere civili. L’attivazione della linea avverrà, come da ultimo cronoprogramma, a dicembre 2017, contestualmente alla riattivazione della linea Varese – Porto Ceresio (circa 9 km), interrotta dal 2009 per consentire i lavori di costruzione del nuovo collegamento. La nuova linea Arcisate – Stabio (Svizzera) si sviluppa principalmente in territorio italiano (oltre 8 km) fino al confine, collegando Varese con Como e il Canton Ticino. Sarà così possibile raggiungere l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa dalle città della Svizzera centrale e meridionale nonché connettere le direttrici del Sempione e del Gottardo, grazie all’interscambio ferroviario di Gallarate. Le stazioni Numerosi interventi sono previsti per la stazione FS di Varese: abbattimento delle barriere architettoniche con l’installazione di ascensori/rampe; innalzamento dei marciapiedi a 55 cm dai binari - standard europeo del Servizio ferroviario metropolitano - per facilitare l’accesso ai treni; riqualificazione del fabbricato stazione e del sottopasso; rinnovo e potenziamento degli impianti di informazione ai viaggiatori e di illuminazione. Un programma di riqualificazione è già stato avviato anche per altre stazioni della rete RFI della Lombardia. A fine lavori sarà migliorata l’accessibilità complessiva e la qualità del servizio, a beneficio delle migliaia di pendolari che ogni giorno si sposta per lavoro o studio. Potenziamento infrastrutturale della linea Rho - Gallarate È in corso al CIPE l’istruttoria per approvare il progetto definitivo del potenziamento infrastrutturale del tratto di linea Rho - Parabiago. Il potenziamento della Rho - Gallarate si sviluppa complessivamente per circa 31,5 km, di cui circa 8 km tra Rho e Parabiago. Previsti anche la realizzazione del raccordo a “Y” fra la linea RFI e la linea Ferrovie Nord Milano e il completamento degli interventi di potenziamento infrastrutturale del tratto Parabiago – Gallarate nonché del Piano regolatore generale (PRG) ferroviario delle stazioni di Rho, Busto Arsizio e Gallarate. Sarà così incrementata la capacità dei binari a beneficio dei regionali veloci, del traffico merci e dei treni a lunga percorrenza. La linea attuale sarà specializzata per il traffico suburbano e saranno risolte le interferenze tra i flussi di traffico, con benefici anche sulle relazioni suburbane della linea Milano – Novara. Il raddoppio della linea Cremona - Mantova Il raddoppio della linea Mantova – Cremona sarà realizzato per fasi. Nel 2017 è previsto l’avvio della progettazione della prima fase funzionale: Mantova – Piadena. Il progetto, che prevede l’eliminazione di tutti i passaggi a livello, consentirà di incrementare progressivamente la capacità di traffico e la regolarità e puntualità dei servizi. La linea Alta Velocità/Alta Capacità Milano - Venezia Stazione Brescia Centrale. Sono in corso i lavori per riorganizzare l’assetto dei binari per separare i flussi di traffico (Alta Velocità, media e lunga percorrenza, regionali/metropolitani e merci). Inoltre, si stanno realizzando tre nuovi marciapiedi destinati al servizio AV e al trasporto regionale per Cremona. L’attivazione dei nuovi binari dedicati ai treni AV avverrà nel corso del 2018. Linea Alta Velocità/Alta Capacità Brescia – Verona. È in fase di conclusione l’iter autorizzativo del progetto definitivo. I cantieri saranno avviati nel 2017 e i lavori saranno conclusi entro sette anni. L’opera consentirà la separazione del traffico a lunga percorrenza da quello regionale e metropolitano, elevando lo standard di regolarità e puntualità anche per il traffico pendolare. Il costo complessivo della linea AV/AC inserito nell’aggiornamento 2016 del Contratto di Programma parte Investimenti 2012-2016 fra RFI e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è pari a 3,8 miliardi di euro, di cui 2,2 già finanziati, valore da aggiornare a valle della progettazione inerente il quadruplicamento in uscita da Brescia previsto in sostituzione dello shunt. Con l’attivazione dell’esercizio commerciale del tratto di linea AV/AC Treviglio-Brescia, sono stati attivati i collegamenti veloci, 36 minuti di viaggio, tra Brescia e Milano.  

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21 feb 2017

Polo Mercitalia, cambiano trasporto merci e logistica

di Roberto Lentini

Sono state presentate al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio le strategie e gli obiettivi del Polo MERCITALIA. Il Polo MERCITALIA avrà il compito di risanare e rilanciare il business merci del Gruppo FS Italiane, sviluppando soluzioni integrate di trasporto merci e logistica che permettano di valorizzare la modalità ferroviaria puntando a raggiungere l’utile già nel 2018 ed il raddoppio dei ricavi in dieci anni (dal miliardo fatturato nel 2016 ad oltre 2 miliardi nel 2026). Il raggruppamento delle società operative in un unico Polo consentirà di ottimizzare i servizi: i clienti potranno confrontarsi con un unico interlocutore, con conseguente risparmio di tempo e risorse. Il Polo MERCITALIA (4.000 dipendenti) prevede nel Piano Industriale 2017-2026 investimenti per 1,5 miliardi di euro: oltre 1 miliardo per il materiale rotabile, 100 milioni per i terminal intermodali (previsti nuovi impianti a Milano, Brescia e Piacenza) in asse con il Gottardo e il Core Corridor Reno-Alpi (Genova - Rotterdam), 100 milioni per l’information technology sicurezza e circa 250 milioni in acquisizioni di aziende per espandere il business. Si tratta dell’investimento complessivo più significativo che le Ferrovie italiane abbiano mai fatto nel settore. Un’attenzione particolare verrà dedicata al rilancio delle attività internazionali che hanno il punto di forza in Tx Logistik, la società del Polo con base in Germania che ambisce a diventare cost/quality leader nei servizi di trazione ferroviaria, da e per l’Italia, sui grandi Core Corridors europei di traffico merci transalpini. Già avviato il rinnovo del materiale rotabile: MERCITALIA Rail ha sottoscritto due contratti di noleggio full maintenance per 20 nuove locomotive elettriche. Inoltre, tra qualche giorno sarà avviato da MERCITALIA Rail e da TX Logistik (congiuntamente) l’iter per acquisire nei prossimi anni fino a 125 nuove locomotive elettriche sia per il mercato nazionale sia per quello europeo.

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13 feb 2017

Trenitalia Regionale Emilia Romagna: settimo nuovo Vivalto in servizio da oggi fra Piacenza e Rimini

di Roberto Lentini

Prosegue in Emilia Romagna il rinnovo della flotta pendolare di Trenitalia. Un nuovo Vivalto, in servizio da oggi, porta infatti a sette il numero dei convogli di ultima generazione introdotti, a partire da maggio corso dalla società di trasporto del Gruppo FS. Con la consegna nei prossimi mesi di un ulteriore Vivalto, tutti i collegamenti di tipo Regionale Veloce fra Piacenza e Rimini saranno effettuati con le nuove carrozze. Complessivamente sono infatti otto i convogli di questo tipo acquistati da Trenitalia per l’Emilia Romagna, con un investimento di circa 57 milioni di Euro, di cui 10,6 contributo della Regione Emilia Romagna. Pensati per medie distanze e alte frequentazioni, i Vivalto si distinguono per capienza (carrozze a doppio piano per un totale di 600 posti a sedere), migliore fruibilità da parte dei passeggeri a mobilità ridotta, informazione visiva e sonora più puntuale e sistemi per implementare la safety del viaggio. Già attivi a bordo, infatti, i pulsanti di allarme per comunicare via citofono con il personale di bordo in caso di emergenza, mentre sono in fase di attivazione telecamere e monitor per la ripresa e diffusione in diretta delle immagini per un viaggio più sereno e come deterrente contro malintenzionati e vandali. I benefici del progressivo ringiovanimento del parco mezzi regionale di Trenitalia non si limitano però al solo comfort di viaggio. La maggiore affidabilità dei mezzi è infatti elemento essenziale per una maggiore regolarità del servizio complessivo. I Vivalto utilizzano locomotive E464, dotate di sistemi di manutenzione dinamica. Sofisticati sensori installati a bordo dei mezzi trasmettono migliaia di informazioni all’interno delle officine, consentendo ai tecnici di monitorare in tempo reale da remoto lo stato dei veicoli, con l’obiettivo di prevenire i guasti, potenziando la disponibilità e l’affidabilità del servizio per i passeggeri e riducendo al contempo i costi di manutenzione e di servizio. Nell’anno appena trascorso l’89,7% dei treni regionali dell’Emilia Romagna è arrivato puntuale a destinazione, percentuale che sale al 93,3% se si escludono i ritardi provocati da eventi esterni. Dati entrambi migliorativi rispetto al 2015, quando le percentuali erano state rispettivamente dell’89,6 e del 92,9%. Parallelamente sono drasticamente calate le cancellazioni, scese del 50% nel 2016 rispetto all’anno precedente. La conferma del buon andamento arriva anche dal monitoraggio della percezione che i clienti hanno del servizio offerto. I dati consolidati dell’anno 2016 evidenziato una soddisfazione del viaggio nel complesso dell’ 82,5%, in crescita di oltre quattro punti percentuali rispetto al 2015. Il 2017 porterà novità anche per i pendolari delle linee Bologna – Porretta, Bologna – Prato e Bologna – Poggio Rusco dove, d’intesa con la Regione Emilia Romagna, Trenitalia aumenterà il numero di collegamenti effettuati con treni Stadler ETR 350, grazie al conferimento di convogli da parte della Regione. Ricordiamo che già da aprile dello scorso anno Trenitalia garantisce, con treni ETR350, 12 corse fra Bologna e Porretta e 8 fra Bologna e Marzabotto. Si avvicina poi la data che segnerà la vera svolta nel servizio pendolare in Emilia Romagna. Entro il 2019 sarà infatti nuovo l’intero parco dei treni regionali, come previsto dalla gara di affidamento dei servizi ferroviari regionali. Del nuovo parco faranno parte anche i nuovi treni Rock di Trenitalia, la cui produzione è stata ufficialmente avviata a gennaio negli stabilimenti Hitachi Rail Italy. I primi 39 esemplari saranno destinati infatti proprio all’Emilia Romagna.

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