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15 mag 2019

In vigore contratto di programma Rfi-Mit da 13,3 mld

di mobilita

E’ stato registrato dalla Corte dei Conti, ed entra effettivamente in vigore, il decreto di approvazione del Contratto di Programma Rfi-Mit 2017-2021, parte investimenti, che prevede 13,259 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi per lo sviluppo delle opere ferroviarie in Italia. Nel frattempo il Mit sta lavorando all'aggiornamento del Contratto 2018/2019. Le risorse previste dal Contratto di Programma saranno destinate al potenziamento e alla messa in sicurezza di tratte ferroviarie e, più in generale, per garantire un servizio migliore a tutti coloro che usano il treno per viaggiare. Degli oltre 13 miliardi di euro di investimenti previsti, 1,958 miliardi verranno usati per interventi in sicurezza ed adeguamento ad obblighi di legge; 688 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico della dotazione delle linee e degli impianti ferroviari; 6,887 miliardi per interventi a supporto del traffico pendolare; 36 milioni per la valorizzazione delle ferrovie minori; 1,029 miliardi per il miglioramento dei collegamenti con porti, terminali ed adeguamenti prestazionali assi merci; 2,661 miliardi di euro per lo sviluppo dell’Alta capacità. Con quest’ultimo passaggio formale si conclude così l’iter del nuovo Contratto di Programma, che entra effettivamente in vigore e può iniziare a generare gli auspicati effetti positivi.

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22 nov 2018

Investimenti RFI in Sicilia, Gentile illustra i progetti previsti nel contratto di programma

di mobilita

Durante l'inaugurazione della nuova nave 'Trinacrià" del gruppo Bluferries al molo Norimberga a Messina, l'amministratore delegato e direttore generale di rete ferroviaria italiana Maurizio Gentile, ha affermato che, in base al contratto di programma, RFI deve spendere in Sicilia ben 14 miliardi di euro di investimenti di cui 2 miliardi e trecento milioni riguardano il raddoppio tra Messina e Catania nel tratto tra Giampilieri e Fiumefreddo. Il 29 Novembre 2018 si aprirà la conferenza dei servizi per il progetto definitivo che sarà approvato dal commissario Maurizio Gentile. Nella prima metà di dicembre si avvieranno invece i lavori tra Catania Bicocca e Catenanuova, il primo lotto tra Catania e Palermo e nei primi mesi del 2019 si aprirà la conferenza dei servizi per un ulteriore lotto fino a Dittaino. Il progetto prevede di realizzare prima un binario e poi eventualmente l’altro e già nel 2024 si può sperare di coprire il tragitto tra Palermo e Catania in due ore. Per quanto riguarda la fermata di Rfi all’aeroporto di Fontanarossa Maurizio Gentile conferma che è un progetto già finanziato con il contratto di programma ed è in via di definizione. RFI sta inoltre discutendo con Enac per garantire l’interramento della linea ferrata e quindi consentire l'allungamento della pista dell'aeroporto di Fontanarossa. Ti potrebbe interessare: Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI La linea ferroviaria Palermo-Catania sarà veloce, ma a un solo binario Taormina, ecco come sarà la nuova fermata ferroviaria STRETTO DI MESSINA | Inaugurata Trinacria, la nuova nave Blueferries

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22 feb 2018

Seminario al MIT sulle ferrovie turistiche: il resoconto

di siciliaintreno

Il 14 febbraio scorso si è tenuto a Roma, presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti un Seminario di confronto sui provvedimenti attuativi della Legge 128/2017 per la istituzione delle Ferrovie Turistiche. Il Seminario è stato promosso da Alleanza per la Mobilità Dolce (AMoDo) e Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali (FIFTM). Anna Donati, portavoce dell’Alleanza per la Mobilità Dolce, ha assunto il ruolo di coordinatrice del seminario ed ha avviato i lavori presentando gli intervenuti. Donati ha evidenziato come sia necessario dare il massimo impulso da parte di tutti i soggetti coinvolti per l’attuazione della Legge 128/2017 e che in questo momento vi sono difficoltà su diversi piani che destano preoccupazione e che debbono essere risolti ed affrontati per poter realmente fare crescere le ferrovie ed i treni turistici in Italia. Ha quindi ricordato che scopo del seminario è proprio questo: mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti, affrontare le questioni complesse e dare impulso per la piena attuazione della Legge. Ha quindi riepilogato in dieci punti programmatici le azioni che, secondo AMoDo e FIFTM, occorre intraprendere e realizzare per attuare la Legge 128/2017. Eccoli: 1. adottare i decreti attuativi MIT previsti dalla Legge 128/2017 per le linee turistiche; 2. inserire le linee turistiche nel Contratto di programma di RFI e degli investimenti delle Regioni; 3. valutare se vi siano altre linee ferroviarie locali che meritano di essere inserite nell’elenco delle ferrovie turistiche; 4. fondamentale risolvere le regole d’esercizio per le ferrovie turistiche; 5. individuazione delle risorse stabili per il finanziamento dei treni turistici all’interno dei Contratti di Servizio delle Regioni; 6. Promuovere i treni turistici anche sulle linee ordinarie; 7. il ferrociclo, pedalare sui binari: sperimentazione da fare; 8. i soggetti da individuare per la gestione dei servizi turistici e commerciale legati alle ferrovie turistiche; 9. proposta di costituzione di un tavolo tecnico al MIT con tutti i soggetti coinvolti per l’attuazione della Legge; 10. creazione di un comitato tecnico scientifico, promosso dal MIT, dei trasporti ferroviari storico-turistici. Nel seguito si riportano i vari interventi che si sono susseguiti, preceduti dalla indicazione del relatore Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie) Nel primo intervento, Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie) ha reso noto che nell’ambito del MIT è stato individuato il personale che costituisce il gruppo di lavoro che sarà il referente per la attuazione della L. 128/2017. In relazione alle notevoli problematiche derivanti dall’avvio del nuovo settore delle ferrovie turistiche, tale gruppo appare già esiguo e quindi risulta indispensabile che già a livello locale, nelle singole realtà territoriali in cui ricadono le tratte di interesse, vi siano soggetti in grado di individuare e superare le criticità, avviando in modo concreto le procedure per la istituzione di ferrovie turistiche e ricorrendo al referente del MIT solo per la risoluzione di criticità di livello non locale. Sotto questo punto di vista, Pujia ha evidenziato che già il primo adempimento richiesto alle Regioni a dicembre con apposita nota ha avuto un solo riscontro, dalla Regione Calabria, adeguatamente assistita dalla Associazione Ferrovie in Calabria. Le altre regioni non hanno dato risposta e quindi si rende evidente come occorra una spinta dal territorio per sensibilizzare gli Enti locali. Pujia evidenzia che il reperimento di fondi per il recupero di tratte dismesse all’interno del Contratto di programma è oggetto di approfondimento con RFI, dato che si tratta di attingere a somme destinate al trasporto pubblico. Per questi fini dovrebbe essere possibile fare riferimento a fondi EU per le ferrovie turistiche. Pujia ha rilevato che la L. 128/2017 ha importanti ed innovativi risvolti culturali in quanto si basa anche sulla valorizzazione delle emergenze del territorio in cui ricade la ferrovia turistica. Sotto questo punto di vista, si potrebbe porre il dilemma se prima ancora di investire sul recupero di una tratta sia opportuno sviluppare le strutture turistiche di contorno. Il Direttore ha dato disponibilità alla istituzione del tavolo tecnico indicato al punto 9 nel programma di azione prima riportato, purchè abbia connotati operativi. Con questa iniziativa si potrebbero superare i problemi di esiguità del gruppo del MIT che ha funzione di referente per le ferrovie turistiche. Anna Donati ha confermato la massima disponibilità da parte di AMoDo e FIFTM a partecipare al tavolo tecnico da parte di FIFTM ed AMODO per mettere al servizio le competenze e le esperienze delle associazioni accumulate negli anni di impegno per lo sviluppo delle ferrovie turistiche. Amedeo Gargiulo (Direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie) Ha ricordato la eccezionalità della L. 128/2017 che, per il percorso parlamentare particolarmente favorevole che può vantare, non dovrebbe porre problemi di continuità nella sua attuazione. Ha comunicato che ANSF ha ottemperato alla scadenza di 120 giorni imposta dalla legge inviando alle aziende ferroviarie di competenza una nota con cui sono stati fissati i livelli di sicurezza delle ferrovie turistiche e le corrispondenti misure compensative e mitigative del rischio. (clicca qui per consultare la nota ANSF prot. 0014104 del 22/12/2017) Ha ammesso che vi è stata qualche reazione molto preoccupata, citando in particolare la Sardegna (vedi articolo su Sicilia in Treno - n.d.r.) e ciò ha portato ad una mediazione con successivi chiarimenti e semplificazioni, adottate ad inizio febbraio. A parere di Gargiulo, la coesistenza nell’elenco dell’articolo 2 della legge di tratte in condizioni tra loro molto differenti per stato di conservazione (si va da tratte  dismesse da 30 anni, a volte private anche solo parzialmente del binario, a tratte sospese all’esercizio da tempo relativamente breve e quindi tuttora dotate di attrezzaggio moderno), comporta difficoltà nella adozione di un regolamento unico valido per tutte le tratte turistiche. Pertanto ANSF si dichiara disponibile ad affrontare i vari casi singolarmente per determinare, di volta in volta, i requisiti di sicurezza e le modalità per conseguirli. Ritornando al caso della Sardegna, è evidente che ARST – Trasporti Regionali della Sardegna, gestendo da molti anni il Trenino Verde, ha dimostrato, conviene Gargiulo, di avere tutte le capacità per garantire i necessari livelli di sicurezza sui suoi treni turistici. Peraltro le linee a s.r. sarde, essendo isolate dalla rete ferroviaria nazionale, non hanno l’obbligo di uniformarsi alle direttive europee. Per le tratte turistiche che non appartengono alla rete nazionale (RFI) la competenza sulle ferrovie turistiche è dell’Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (USTIF), che però nel 2019 uscirà da questo campo. Secondo la legge 128, nelle ferrovie turistiche occorre garantire livelli di sicurezza equivalenti a quelli delle linee normali in esercizio commerciale. Questo significa che si può semplificare ma che deve valere sempre il rigore nella scelta delle misure ed accorgimenti da adottare. Un esempio illustrato da Gargiulo: se lungo una tratta vi è ha un solo punto in cui può verificarsi un incrocio, ANSF potrebbe richiedere di attrezzare solo quel punto. Altri aspetti che dovranno essere affrontati per le ferrovie turistiche sono i seguenti: - la formazione del personale di condotta dovrà essere anche superiore a quella normalmente somministrata in quanto, sulle linee attrezzate, grazie ai sistemi ridondanti, se si commette un errore, questo viene corretto in tempo reale mentre sulle ferrovie turistiche, non munite di tale controllo, bisogna stare più attenti. - questione P.L.: ANSF è rigida su questo punto. Le persone, già di per se indisciplinate, non si aspettano il passaggio di un treno su una linea turistica che vede un traffico scarsissimo. Scarsa attenzione, quindi l’Agenzia esclude e non accetta l’uso delle sole croci di S. Andrea, anche se previste dalle normative. è già disponibile a parlare di segnalmento acustico/luminoso, meglio se accompagnato da sbarre (anche azionate manualmente). Ok anche a semplice presenziamento. - ferrociclo: a breve uscirà la norma di esercizio. Luigi Cantamessa (Direttore Fondazione FS Italiane) Nel suo intervento Luigi Cantamessa, Direttore di Fondazione FS Italiane, ha evidenziato per prima cosa il fenomeno, inaspettato ma quanto mai reale, costuito dalla attività con treni storici. Ha inoltre evidenziato che, a partire dal 2003, anno nel quale ha iniziato ad interessarsi dei rotabili storici del Gruppo FS, non si è verificato alcun incidente. Importante affermazione del Direttore Cantamessa ha riguardato l’intendimento di Fondazione FS di sospendere a partire dal prossimo aprile i viaggi dei treni storici per le sopravvenute condizioni, in seguito alla nota di ANSF giudicata peggiorativa. Cantamessa ha quindi colto la disponibilità di ANSF a emanare norme specifiche per l’esercizio con treni storici sull’infrastruttura nazionale, insistendo però sulla urgenza di procedere in tal senso ovvero di concedere proroghe. In caso contrario ribadisce la volontà di fermare l’attività di Fondazione ad aprile. Conferma inoltre che già attualmente si va avanti in virtù di continue deroghe. Con riferimento all’esempio di possibile semplificazione proposto da Gargiulo (un solo incrocio su una ferrovia turistica) Cantamessa ritiene che sarebbe possibile recuperare i regolamenti di esercizio che già esistono ma che sono stati sostituiti dai più recenti. Esempio: su una ferrovia turistica si può certamente fare esercizio con blocco telefonico e Dirigente Unico. Si tratta di un sistema efficiente, con uno storico secolare che testimonia la sua validità e adeguatezza per quanto riguarda i livelli di sicurezza da garantire. Si ricorda in proposito che l’incidente pugliese è figlio dell’eccessivo traffico pendolare, che richiede sistemi di controllo di maggiore efficacia rispetto al blocco telefonico, che però va benissimo se si hanno su una linea 2-3 passaggi di convogli al giorno. (vedi articolo su SIcilia in Treno) La considerazione del Direttore di Fondazione FS è che la richiesta di tecnologia per il settore dei treni storici appare eccessiva in quanto, oltre a sottrarre risorse per la ristrutturarazione di più linee e stazioni, con perdita di patrimonio pubblico, il passato  servizio commerciale ne  testimonia, come nel caso del blocco telefonico, la validità. Cantamessa chiede quindi ai rotabili storici non sia richiesto ciò che è obbligatorio per il restante parco rotabile in servizio commerciale. Infine, anche il Direttore di FFS dà il suo consenso alla attivazione del tavolo tecnico proposto, ribadendo l’auspicio di avviarlo al più presto. Il report completo su Sicilia in Treno

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19 gen 2018

FS Italiane-Anas: con la firma del MEF nasce un gruppo da 11 miliardi di fatturato

di mobilita

Firmato il closing dell'operazione di integrazione fra ANAS e il Gruppo FS Italiane. L’intera partecipazione ANAS è stata trasferita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) a FS Italiane a seguito del parere positivo dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). La sottoscrizione dell’aumento di capitale di 2,86 miliardi di euro da parte del MEF completa l’iter per la nascita del primo polo europeo integrato che gestirà una rete complessiva di 44mila chilometri tra strade e binari, un capitale investito di 50 miliardi, un fatturato stimato per il 2018 di 11,2 miliardi e una prospettiva di investimenti di 108 miliardi in dieci anni. Ad illustrare i dettagli dell'operazione, nel corso di una conferenza stampa, Renato Mazzoncini Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane e Gianni Vittorio Armani Presidente e Amministratore Delegato di ANAS. "Con l’integrazione tra Anas e Ferrovie dello Stato aumentiamo gli investimenti nel Paese e l’integrazione fra due infrastrutture fondamentali di mobilità", così Renato Mazzoncini a margine della conferenza stampa. "Dopo la fase di riorganizzazione, si apre finalmente quella di sviluppo, che grazie al supporto del Gruppo FS offrirà nuove opportunità per tutta l’azienda”, ha dichiarato il numero uno di Anas Gianni Vittorio Armani. INFRASTRUTTURE INTEGRATE L’ingresso di ANAS nel Gruppo FS Italiane permette di realizzare l’integrazione infrastrutturale prevista dal Piano Industriale 2017-2026. Sarà possibile, infatti, ottimizzare i costi operativi e manutentivi delle reti, generando risparmi per almeno 400 milioni di euro nei prossimi dieci anni. GLI INVESTIMENTI IN ITALIA Grazie al nuovo Contratto di Programma 2016-2020 con lo Stato, ANAS gestirà in maniera più efficiente i propri investimenti, con una riduzione dei costi di oltre il 3%, quantificabile in 400 milioni in cinque anni. Inoltre, nell’arco di 3 anni potrà raddoppiare la propria capacità di spesa, passando da 1,5 miliardi del 2017 ai 3 miliardi previsti nel 2020, con effetti immediati e visibili sul risanamento dei viadotti e delle gallerie, sulle pavimentazioni stradali e sulla qualità della rete. SVILUPPO INTERNAZIONALE I benefici dell’integrazione saranno immediatamente percepiti anche sui mercati internazionali: il Gruppo potrà infatti presentarsi come soggetto in grado di presidiare l’intera gamma degli interventi e dei servizi legati alle infrastrutture di mobilità.

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07 ago 2017

Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI

di mobilita

E' stato approvato al Cipe il Contratto di Programma – parte Investimenti 2017-2021, tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Il Contratto finalizza, tra l’altro, le risorse stanziate con la Legge di Stabilità 2017,  circa 10 miliardi di euro che, sommati alle risorse recate da altre disposizioni di legge (PON, FSC), portano a ripartire, con il Contratto 2012-2016, oltre 13 miliardi di euro. “Ingenti somme vanno a seguire quelle altrettanto corpose recate negli ultimi due anni a vantaggio della “cura del ferro”- commenta il Ministro Graziano Delrio – dai corridoi europei, alla sicurezza, all’ultimo miglio, alle ferrovie minori e tpl”. Il Contratto riporta investimenti in corso e programmati per un totale di oltre 200 miliardi, di cui circa 66 finanziati, infatti  la pianificazione dei fabbisogni è riportata, per la prima volta, con orizzonte temporale decennale, suddivisa nei quinquenni 2017-2021 e 2022-2026. Tra i principali interventi con i finanziamenti 2017 si rammentano: Importanti interventi inerenti la Sicurezza e l’adeguamento ad obblighi di Legge (per 2 miliardi) –con il proseguimento di interventi necessari a contenere i rischi nelle gallerie, nelle zone sismiche e in quelle soggette a dissesto idrogeologico, oltre ad interventi per la salvaguardia dell’ambiente e la mitigazione del rumore, e per la soppressione dei passaggi a livello; Tecnologie per la circolazione e l’efficientamento (688 milioni) – finalizzate all’ammodernamento tecnologico della dotazione delle linee e degli impianti ferroviari, per adeguarne l’efficienza alla crescente richiesta di mobilità; Valorizzazione turistica delle ferrovie minori (36 milioni) - È stato individuato uno specifico programma rivolto alla valorizzazione di tali linee in funzione della fruizione paesaggistica e dell’accessibilità ai siti di maggior interesse sotto il profilo ricettivo, per sottolineare la grande importanza che stiamo riservando al turismo, anche a supporto dello sviluppo economico nazionale. Tra le linee considerate, la Benevento‐Pietralcina, la Campobasso‐Termoli, la Agrigento‐Porto Empedocle; Valorizzazione delle reti regionali (1,3 miliardi) - interventi rivolti a dare ulteriore impulso al rilancio del TPL, mediante la realizzazione anche di interventi individuati di concerto con le Regioni nell’ambito del programma FSC 2014-2020; Potenziamento e sviluppo infrastrutturale aree metropolitane (885 milioni) – importanti interventi upgrading infrastrutturale e tecnologico nei vari nodi metropolitani. Particolarmente significativi gli interventi previsti nell’area metropolitana di Catania; Accessibilità su ferro porti, interporti e aeroporti (700 milioni) – investimenti per avviare, tra l’altro, la fase realizzativa dei nuovi collegamenti con gli aeroporti di Venezia e Genova, e per l’ulteriore potenziamento dei collegamenti ai porti e terminali; Investimenti di Potenziamento e sviluppo infrastrutturale direttrici (5 miliardi di euro) per investimenti di sviluppo delle 13 direttrici così come rappresentate nell’allegato del Mit al Def 2017. Proseguono interventi di potenziamento della direttrice adriatica, ionica e tirrenica nord finanziati anche nell’ambito della programmazione FSC 2014-2020. Si segnalano, tra gli altri, il finanziamento dell’ulteriore fase della Milano-Genova, del “Ripristino linea dei Bivi di Venezia Mestre”, della “Giampilieri-Fiumefreddo”, dell’ulteriore lotto della del linea AV/AC NA-BA “Raddoppio e velocizzazione tratta Frasso Telesino-Vitulano (Benevento)”, cui si aggiungono i 210 milioni di euro destinati alla ripresa dei lavori della Linea Ferrandina – Matera, unica opera di RFI ad oggi iscritta nell’anagrafe delle opere incompiute; Lotti costruttivi (2,6 miliardi) per investimenti sui principali corridoi europei realizzati per lotti costruttivi, finalizzati a completare e potenziare il sistema Alta Velocità e Alta Capacità oltre che i collegamenti con l’Europa. Vengono finanziati il 5° Lotto del Terzo Valico dei Giovi, il 5° Lotto della Galleria di base del Brennero e il 2° lotto della tratta Brescia Est – Verona. TORINO-LIONE, AL VIA DUE LOTTI COSTRUTTIVI Il Cipe ha approvato l’avvio della realizzazione del 1° e del 2° Lotto costruttivo della Linea Ferroviaria Torino Lione sezione transfrontaliera della Sezione internazionale, parte comune italo-francese, oltre a dare il via libera alla articolazione in 5 lotti costruttivi. Con l’approvazione dell’opera secondo la ripartizione in 5 lotti costruttivi in osservanza di quanto disposto dalla legge n.1/2017 di ratifica degli accordi internazionali del 2015 e 2016, dal costo complessivo di 5,5 mld di competenza italiana, e con il finanziamento dei primi due lotti sulla base delle risorse già disponibili (circa 2,9 miliardi di euro) si potrà consentire l’avvio delle gare e, quindi, l’inizio dei lavori, rispettando le tempistiche e gli impegni internazionali sanciti. Inoltre, si permetterà il rispetto degli impegni assunti dal Governo anche per attingere alle risorse Europee già assentite, per oltre 300 milioni di euro. Con l’approvazione dell’istruttoria sono infine garantiti gli impegni assunti, anche in tempi recenti, dal Governo, nei confronti degli enti locali e territoriali interessati dalla realizzazione dell’opera, portando a quasi 100 milioni di euro il valore delle misure di accompagnamento per  interventi di ristoro ambientale e sociale che saranno attuati sulla base di un programma da condividere nell’ambito dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione.

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