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28 lug 2017

Nuovi strumenti interattivi per i passeggeri nei tre aeroporti sardi

di mobilita

Un’applicazione per rendere gli aeroporti sardi a misura di tutti i viaggiatori anziani, famiglie con bambini e disabili, in particolare quelli con disabilità uditiva, per incrementare il numero dei turisti che visitano la Sardegna. E un muro virtuale lungo sei metri per ampliare la fruibilità dei passeggeri in transito. E’ l’iniziativa “Airport4all”, promossa da Confcommercio Sardegna, Enac e CRS4, con l’adesione dei gestori dei 3 principali aeroporti sardi Sogaer, Geasar e Sogeaal e con la collaborazione di Sara Giada Gerini promotrice della campagna #facciamocisentire, per garantire immediata visibilità alle informazioni sui voli, basilari per chi viaggia. Oggi l’inaugurazione della parete interattiva “CRS4 social wall” nell’area partenze dello scalo ‘Mario Mameli’ di Cagliari, dove adulti e bambini hanno potuto provare le funzioni del “muro”, mentre è già scaricabile sui relativi market l’applicazione per smartphone Android e iOS. In contemporanea con l’evento di Cagliari, sul sistema “digital signage”, la nuova rete composta da 27 monitor distribuiti su tutta la superficie dell’aerostazione di Alghero, gestito da Sogeaal, è stato il proiettato il video che invita a scaricare ed utilizzare la nuova applicazione che offre informazioni accessibili a tutti i viaggiatori diversamente abili e normodotati. Lo stesso video è stato proiettato in 2 video wall e 30 monitor dello scalo cagliaritano e nello schermo centrale del “Costa Smeralda” di Olbia, gestito da Geasar. “Questa forte collaborazione tra i tre scali nel nome dell’accessibilità fa della Sardegna l’apripista in Italia e potrebbe rappresentare un modello esportabile – ha detto il presidente di Confcommercio Sardegna, Alberto Bertolotti – il tema dell’accessibilità si rivolge ad un mercato importante fatto di turisti disabili, almeno 10 milioni di passeggeri stimati, ma non solo: queste nuove tecnologie, come abbiamo visto oggi, sono utilizzabili da tutti, dai bambini agli adulti”. “E’ un’occasione interessante per mettere a disposizione di un territorio alcune tecnologie che sono state create in laboratorio – ha aggiunto la presidente del CRS4, Annalisa Bonfiglio – Il social wall appare per la prima volta in un aeroporto: Cagliari è il primo aeroporto al mondo ad avere questo strumento”. “Il valore di questa iniziativa va oltre questo aeroporto, visto che i tre scali sardi promuovono la stessa azione – ha osservato – il neo presidente della Sogaer, la società di gestione dello scalo di Cagliari, Gabor Pinna – E’ la testimonianza più evidente che i gestori aeroportuali, che operano in un mercato altamente competitivo, non si fanno la guerra in uno stesso territorio, perché non ha senso. E’ quindi un segnale importante che ci piace sottolineare al di là dell’importante tema dell’accessibilità”. Secondo Sara Giada Gerini, co-ideatrice del progetto, “Si tratta di strumenti molto importanti che permettono a tutti di muoversi in modo autonomo e con aggiornamenti in tempo reale. Una forma di comunicazione e informazione altamente accessibile: ci auguriamo che il progetto venga adottato presto in altri aeroporti”. II direttore regionale di Enac, Marco di Giugno ha annunciato che l’iniziativa verrà presentata presto ad una convention internazionale sulle buone pratiche aeroportuali e ha ricordato l’impegno di Enac “per favorire l’utilizzo in maniera autonoma del trasporto aereo per chi ha delle disabilità”. “La parete interattiva multi-utente offre ai passeggeri la possibilità di usare diversi applicativi di tipo informativo, culturale, turistico, di intrattenimento, ecc. e si basa su dati aperti (open data) che possono fornire nuove opportunità di sviluppo anche da parte di altre imprese – ha spiegato Pietro Zanarini, coordinatore tecnico del progetto per il CRS4 – così il social wall diventa sia di utilità sociale che di sviluppo economico”. Silvio Pippobello, amministratore delegato di Geasar S.p.A., ha commentato: “L’aeroporto di Olbia è da tempo impegnato nello sviluppo di processi e tecnologie a servizio dei passeggeri con disabilità, allo scopo di garantire la fruibilità dell’infrastruttura aeroportuale al più ampio numero di utenti. L’app “airport4all”, oltre a testimoniare l’importanza e il valore della collaborazione fra società di gestione, Regione ed ENAC, rientra appieno nella strategia digitale dell’aeroporto di Olbia improntata sull’utilizzo delle tecnologie per migliorare e arricchire l’esperienza di viaggio del passeggero.” I numeri attestano che in Italia ci sono oltre 4 milioni di disabili di questi: 130mila con disabilità visiva, 835mila con disabilità uditiva e 360mila con disturbi dello spettro autistico. Il numero sale a 42 milioni in Europa; più in generale 9,9 milioni di italiani hanno esigenze di accessibilità, in Europa 127 milioni. L’incremento registrabile nel PIL turistico di un paese EU grazie al turismo accessibile, può essere del 20% (Fonte: Europecar Doxa 2015).

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22 mar 2017

Arriva l’autovelox che scopre se chi guida usa il cellulare o ha la cintura di sicurezza

di Fabio Nicolosi

Si chiama TruCam il nuovo sistema di rilevazione delle infrazioni degli automobilisti che avrà funzione di controllo velocità, dell’utilizzo delle cinture e del cellulare alla guida. E’ questo il nome del nuovo strumento in dotazione alle forze dell’ordine che sarà affiancato al Telelaser. E’ già attivo su alcune strade della Sardegna e del Lazio ma la Polizia Stradale ha annunciato che sarà utilizzato su tutto il territorio nazionale. Sembra un telelaser «normale». Uno di quelli che, da anni, sono utilizzati dalle forze di polizia sulle strade italiane ma, in realtà, è un’evoluzione tecnologica da «grande fratello» perché ha una telecamera incorporata che registra tutto quello che «vede». Come funziona Trucam Il Telelaser TruCam è un misuratore di velocità, con documentazione filmata e fotografica ad alta definizione: è in grado di effettuare un rilievo di velocità fino a 1200 metri di distanza e per ogni singolo metro percorso su strada. Oltre a questo aggiunge una ripresa video dell'infrazione grazie a una piccola telecamera che con un semplice puntamento consente di acquisire tutti i dati della vettura. Consente inoltre di scattare una foto all'interno dell'abitacolo dell'automobile che permetterà di accertare altre violazioni come la guida senza cintura di sicurezza, l’utilizzo del cellulare al volante ma anche l’assenza di assicurazione e della revisione del veicolo. Posizionato come un autovelox a bordo strada, TruCam permette l’inserimento del doppio limite (auto e camion) e consente la geolocalizzazione grazie al GPS. Il sistema è dotato di regolare certificato di taratura e secondo la Polizia Stradale renderà inutile il ricorso degli automobilisti contro le sanzioni. La memoria del sistema TruCam è di 2 GB o superiore mentre il suo funzionamento è basato sulla piattaforma Linux. Può essere utilizzato anche di notte grazie a un flash a infrarossi e consente di registrare tutte le velocità comprese da 0 a 320 km/h. Tra i primi controlli spiccano con il TruCam spiccano quelli della scorsa settimana effettuati dalla Polizia stradale di Aprilia: sulla Pontina oltre 300 automobilisti sono stati immortalati mentre viaggiavano a una velocità compresa tra i 130 e i 170 km/h nonostante il limite di velocità in vigore sia di 90 km/h.

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07 feb 2017

Al via la progettazione della rete ciclabile in Sardegna

di Fabio Nicolosi

A un anno e mezzo dall'avvio del percorso di progettazione dal basso che ha coinvolto 65 associazioni, 209 enti locali, gli Assessorati al Turismo, all'Agricoltura, all'Ambiente e agli Enti Locali, l'Enas e l'agenzia Forestas, la Giunta ha approvato lo studio preliminare predisposto dall'Arst in collaborazione con l'Università di Cagliari stanziando i primi 15 milioni di euro. Lo studio, presentato in conferenza stampa dall'assessore dei Lavori Pubblici Paolo Maninchedda, è il documento essenziale per poter procedere ai bandi di progettazione e poi di esecuzione dei lavori e accoglie le indicazioni che la Regione aveva dato ad Arst: utilizzare il più possibile i tracciati della rete ferroviaria dismessa e garantire il maggior livello di sicurezza e il minor impatto ambientale possibili. L'assessore del Turismo, Artigianato e Commercio Francesco Morandi, che ha partecipato alla conferenza stampa insieme all'amministratore unico di Arst Franco Marras, ha definito il Piano la più grande infrastruttura turistica mai realizzata in Sardegna. MEZZO DI TRASPORTO E PRODUTTORE DI RICCHEZZA SOSTENIBILE - "I primi 5 itinerari vanno a gara entro l'anno e sono ben distribuiti in tutta la Sardegna, dal nord al centro fino al sud. La cosa interessante è che connettono da subito circuiti extraurbani con circuiti urbani, questo è l'obiettivo che realizzeremo con i primi 15 milioni. Per completare i 1400 chilometri mancanti competeremo con gli altri Stati europei e le altre regioni italiane sulle risorse europee che finanziano soltanto chi ha pianificazione avanzata", ha spiegato l'assessore Maninchedda. "La bicicletta non è più solo uno strumento di svago: è un mezzo di trasporto ma anche un produttore di ricchezza sostenibile e di salute. È stato stimato che un euro investito in ciclabilità restituisca un euro di ricaduta economica nel comparto turistico, cioè ha un ritorno altissimo. Credo però che rafforzare l'utilizzo della bicicletta significhi anche rafforzare una vision della vita più sostenibile, più lenta e più bella, molto compatibile col paradiso in cui viviamo". PROGETTO STRATEGICO ED ESEMPLARE - "È il più importante progetto di infrastrutturazione turistica che la regione abbia mai visto, un esempio di come si può lavorare insieme ai territori ottenendo risultati significativi funzionali allo sviluppo - ha detto l'assessore Francesco Morandi -. Con la rete ciclabile della Sardegna, oltre 2000 chilometri di percorsi, possiamo costruire un prodotto legato a sostenibilità, crescita economica delle zone interne e a destagionalizzazione, realmente complementare al 'marino balneare'. La domanda esiste e risponde alle esigenze di un mercato sempre più competitivo. Perciò è fondamentale connettere le piste a porti e aeroporti, alle grandi città e alle altre modalità di trasporto. Il progetto di ciclovie promosso dalla Regione si lega perfettamente ai grandi eventi, come la partenza del Giro d'Italia, nell'ottica di costruzione di un'offerta concreta e fruibile per dodici mesi all'anno". L'amministratore unico Franco Marras ha spiegato che "l'Arst partecipa al progetto di costruzione delle ciclovie nell'ottica di integrare la mobilità tradizionale su gomma con altri sistemi. Con l'ammodernamento del parco rotabile sarà più semplice trasportare le biciclette a bordo dei bus e dei treni e quindi poter usufruire con maggiore facilità di tutti i percorsi ciclabili sull'intero territorio regionale". CARATTERISTICHE DELLA RETE - La rete complessiva si sviluppa per più di 2000 km lungo i cinque itinerari previsti dall'Atlante Ciclistico della Sardegna (Itinerario Sud, Itinerario Ovest, Itinerario Nord Ovest, Itinerario Nord Est, Itinerario Est); in particolare è prevista una rete principale (costituita da tre dorsali: centrale 300 km, costiera occidentale 630 km, costiera orientale 580 km) e una rete secondaria per 1200 km. Il costo totale è stato stimato in 225 milioni di euro: i finanziamenti necessari a realizzare per intero l'intervento saranno intercettati anche dai fondi europei, per accedere ai quali era indispensabile dotarsi di un Piano. La rete sarà ora sottoposta alla verifica dei requisiti previsti per far parte della rete Eurovelo, composta da 14 ciclovie in tutti i Paesi europei per un totale di 70mila chilometri di cui 45mila già realizzati e attrezzati. Finora la Sardegna non era dotata di una normativa che definisse le caratteristiche che devono possedere le piste ciclabili, né di uno strumento pianificatorio per il coordinamento e la individuazione degli interventi di realizzazione degli itinerari ciclabili. I PRIMI INTERVENTI IN PROGRAMMA - All'interno della rete regionale, Università e Arst hanno individuato 42 itinerari per un totale di 1916,60 km, che vanno a comporre le diverse direttrici regionali. Di questi 42 sono stati studiati i primi 24, che coprono il 57,5% (1.103 km) della rete complessiva in base ad alcuni criteri di priorità (per esempio connessione ai gate di porti e aeroporti, interconnessione con parchi e ambiti di interesse naturalistico). Con 8 milioni del Piano infrastrutture saranno finanziate le 5 direttrici dell'area non urbana per un totale di 677 chilometri e 13 itinerari. Con i 7 milioni del Por Fesr 2014-2020 sarà garantito il collegamento tra le città e la rete ciclabile regionale. Ecco il dettaglio degli interventi e dei relativi finanziamenti:

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