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23 giu 2017

Atterraggi da brivido: gli aeroporti più pericolosi al mondo – PARTE I

di Andrea Baio

La necessità di essere collegati al resto del mondo in alcuni casi ha costretto l'uomo a costruire laddove non si dovrebbe: ponti, edifici, cavalcavia, etc. Non fanno eccezione gli aeroporti. In questa prima parte di classifica vi presentiamo gli aeroporti più pericolosi al mondo - dalla decima alla sesta posizione - e i conseguenti atterraggi da brivido: roba da piloti esperti e coi nervi saldi! 10) Alla decima posizione troviamo l'aeroporto Congonhas di San Paolo, in Brasile. Questo aeroporto ha la caratteristica di essere letteralmente incastrato all'interno della città, rendendo complesse le manovre di atterraggio e decollo a causa degli spazi estremamente ristretti. Come se non bastasse, le due piste sono estremamente corte - rispettivamente 1,940 metri e 1435 metri - e terminano a strapiombo una strada molto trafficata. Proprio questi fattori furono determinanti nel gravissimo incidente verificatosi a luglio del 2007, quando un errore del pilota fece schizzare fuori pista l'aeroplano, precipitando sulla strada e schiantandosi su una pompa di benzina, causando centinaia di morti. 9) Subito sopra c'è l'aeroporto internazionale di Toncontin, in Honduras. Questo aeroporto è situato in una valle a 1000 metri d'altezza, completamente circondato da montagne. Lo spazio è estremamente ridotto, e gli aerei in fase di decollo sono costretti ad una rapidissima ascesa per evitare di schiantarsi contro le montagne. Stessa cosa per quanto riguarda l'atterraggio: i piloti devono affrontare curve strettissime durante una discesa al cardiopalma, dove la coda del velivolo sfiora il terreno prima di toccare pista. 8) La classifica continua con l'aeroporto di Madeira, Portogallo. Situato sull'omonima isola nell'Atlantico, questo aeroporto è stato per lungo tempo molto pericoloso, a causa di una pista cortissima (originariamente appena 1600 metri), circondato dall'oceano da un lato e da alte montagne dall'altro. Gli atterraggi sono da brivido anche a causa dei forti venti laterali. A causa di incidenti verificatisi, e con la volontà di incrementare la sicurezza, nel 2000 la pista fu allungata sino a 2781 metri. Poiché lo spazio non era sufficiente, si decise di prolungarla facendo poggiare l'estensione su 180 pilastri di cemento armato alti circa 70 metri. 7) Alla settima posizione troviamo il singolarissimo aeroporto di Barra, in Scozia. La particolarità sta nel fatto di non avere una pista: gli aerei atterrano direttamente su una corta spiaggia situata di fronte all'aerostazione. E' l'unico aeroporto ad utilizzare una spiaggia come pista di atterraggio e decollo per i voli di linea. Possiede tre piste delimitate da pali di legno, che vengono sommersi dall'acqua durante l'alta marea, motivo per il quale l'aeroporto non può essere utilizzato di notte. Tuttavia, durante situazioni di emergenza, può capitare che gli aerei siano costretti ad eseguire atterraggi da brivido la sera. 6) Saliamo ai piani alti (in tutti i sensi) con l'aeroporto di Courchevel, in Francia. Questo aeroporto è roba per cuori e stomachi forti. E' il più alto d'Europa, essendo situato a oltre 2000 metri d'altezza presso l'omonima località sciistica. E' anche uno degli aeroporti con la pista più corta al mondo, misurando poco più di 500 metri. Ad aumentare l'esperienza adrenalinica e la pericolosità di decolli e atterraggi è il fatto che l'aeroporto non possiede procedure per l'approccio strumentale: si vola a vista, e solo in condizioni meteo ottimali. Non è omologato per i voli notturni ed è fuori discussione atterrare o decollare con la nebbia.

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22 giu 2017

Scali Milano: firmato l’accordo di programma per riqualificare le aree dismesse

di mobilita

Oltre 675mila m² di verde, pari al 65% della superficie territoriale, 97 milioni di euro per interventi sulla Circle Line, almeno il 32% delle volumetrie complessive destinate a funzioni non residenziali, almeno il 30% delle volumetrie complessive destinate a residenza sociale e convenzionata, ridistribuzione delle volumetrie verso gli scali di maggior dimensione. Sono i punti chiave dell’Accordo di Programma sottoscritto oggi presso lo Scalo Farini da Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr (proprietaria di una porzione di area all’interno dello scalo Farini) per la riqualificazione dei 7 scali ferroviari dismessi, che insieme occupano una superficie di 1.250mila m², di cui circa 200mila rimarranno a funzione ferroviaria. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa. L’Accordo recepisce le richieste indicate lo scorso novembre dal Consiglio Comunale e le istanze emerse durante il lungo percorso di partecipazione e dibattito pubblico che ha visto il coinvolgimento di oltre 60mila persone. Verde e spazio pubblico L’Accordo prevede di destinare almeno il 65% della superficie territoriale totale, pari a oltre 675mila m², ad aree verdi e spazi pubblici. Si tratta di un incremento di circa 130mila m² rispetto alla precedente ipotesi di accordo. Oltre ai 675mila m² saranno realizzati circa 200mila m² di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, compreso il progetto Rotaie Verdi sulla cintura sud della città e il percorso ciclopedonale lungo i binari in direzione Chiaravalle. Tutti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde. In particolare, verranno realizzati un grande parco unitario di oltre 300mila m² allo Scalo Farini, che diventerà così il terzo più esteso della città insieme a Parco Montestella dopo Lambro e Sempione, un parco di 90mila m² a Porta Romana e un’oasi naturalistica di 140mila m² (pari al 100% della superficie totale dello scalo) a San Cristoforo. Circle Line La realizzazione della Circle Line è un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana. Nel prossimo decennio Ferrovie dello Stato Italiane investirà circa 1 miliardo di euro sul sistema ferroviario del nodo milanese. Legati all’Accordo di Programma vi sono 97 milioni di euro di investimenti finalizzati alla costruzione e all'ammodernamento delle stazioni lungo la Circle Line. Oltre ai 50 milioni generati dalle plusvalenze che si avranno a seguito dell’alienazione delle aree, infatti, 22 milioni andranno a finanziare le nuove stazioni di Tibaldi e Romana, 5 milioni integreranno gli investimenti per migliorare l’accessibilità della stazione di Greco Pirelli, 20 milioni saranno destinati alla nuova stazione di Dergano (previo studio di fattibilità) o in alternativa ad un altro intervento sulla linea. I 50 milioni, garantiti da FS anche qualora le plusvalenze risultassero inferiori, consentiranno di finanziare lo studio di fattibilità per lo sviluppo della cintura nord della Circle Line che confermerà l'esatta collocazione delle nuove stazioni, costruire la nuova stazione di Stephenson e realizzare i necessari adeguamenti per le stazioni di San Cristoforo, Greco-Pirelli e Romolo. Il 50% delle plusvalenze che potranno aversi oltre i 50 milioni già citati, inoltre, andranno a finanziare ulteriori interventi sul nodo ferroviario milanese. Oneri ed extraoneri Saranno 214 milioni di euro gli investimenti legati all’urbanizzazione delle aree. Oltre ai 133 milioni di euro di oneri di urbanizzazione che, secondo le stime, gli operatori dovranno versare all’Amministrazione, sono previsti extraoneri pari a 81 milioni di euro (80 milioni da parte di FS Italiane e 1 milione da parte di Savills Investment Managment Sgr) - suddivisi in 46 milioni per la trasformazione di Farini, 30 milioni per Romana e 5 milioni per  Genova - destinati alla realizzazione di opere di accessibilità e riconnessione delle aree. Volumetrie L’Accordo prevede un indice di edificabilità medio dello 0,65 (pari all’Adp 2015), con la ridistribuzione delle volumetrie previste nel precedente Accordo al fine di garantire un migliore mix abitativo negli scali di maggior dimensione e la concentrazione degli alloggi nelle aree con maggior disponibilità di servizi e trasporti. In particolare, si costruirà meno a Lambrate (-10mila m² pari a una riduzione del 30%), a Greco (-4mila m² pari a una riduzione del 14%) e a Rogoredo (-4mila m² pari a una riduzione del 20%). L’incremento volumetrico si realizzerà invece allo Scalo Romana (+ 14mila m² pari a un aumento del 9%) e a Porta Genova (+4mila m² di edilizia sociale pari a un aumento del 10%). Oltre il 32% delle volumetrie complessive saranno destinate a funzioni non residenziali (uffici, commercio, manifattura, artigianato, logistica, servizi privati…). Nel precedente Accordo il vincolo riguardava solo il 6% delle volumetrie. L’incremento più significativo riguarda gli scali di Farini e Romana, mentre viene confermato il vincolo del 70% di non residenziale a Porta Genova.  Confermato inoltre il divieto di costruire centri commerciali e grandi strutture di vendita. Tutte le previsioni sulle trasformazioni della popolazione milanese degli ultimi 5 anni e le stime sui cambiamenti futuri concordano in un incremento dei cittadini concentrato in particolare nella fascia 20-40 anni. Per rispondere al fabbisogno delle fasce sociali più deboli, almeno il 30% del costruito (di cui 40% in locazione, pari a circa 1.360 alloggi) sarà destinato ad housing sociale (23%) ed edilizia convenzionata ordinaria (7%). Per quanto riguarda l’housing sociale, saranno realizzati circa 2.600 alloggi per una superficie di 155mila m², di cui 2/3 (100mila m²) realizzati negli scali centrali di Farini, Romana e Genova. Tra questi, saranno realizzati 370 alloggi a canone sociale di cui 305 a Farini e Romana.  L’edilizia convenzionata ordinaria rappresenta un’ulteriore novità rispetto alla precedente ipotesi di Accordo: si tratta di circa 800 alloggi destinati al ceto medio, in vendita, in affitto o in affitto a riscatto, concentrati a Farini e Romana. Negli scali di Lambrate e Greco l’housing potrà essere destinato a residenze universitarie. Esclusa quindi la parte non residenziale,  il 44% degli alloggi da realizzare rientrerà nelle categorie di edilizia sociale o convenzionata. La quota massima prevista per la realizzazione di edilizia residenziale libera è limitata al 38% dell’edificabile. Funzioni L’Accordo delinea le vocazioni funzionali per i singoli scali previsti nella mozione di iniziativa consiliare e indicate dai Municipi. In particolare, si prevede la realizzazione di un’oasi naturalistica a San Cristoforo, funzioni legate alla moda e al design a Porta Genova, un grande parco unitario a Farini, che potrà ospitare anche funzioni pubbliche, attività connesse al mondo universitario a Lambrate e Greco, attività di natura culturale e connesse al distretto dell’agricoltura innovativa a Porta Romana. L’Accordo di Programma è accompagnato dal Documento di Visione Strategica redatto dagli uffici comunali con il supporto del Politecnico di Milano e approfondisce i temi posti dalla delibera e dalla mozione di iniziativa consiliare e i temi toccati nel corso del dibattito nei Municipi. Il documento sarà alla base delle linee guida per la definizione dei bandi di concorso per i masterplan e per le fasi attuative. L’Accordo definisce l’obbligo per gli operatori di sviluppare concorsi aperti in due gradi per i masterplan di Farini, Romana e Genova, oltre che per i parchi, gli spazi pubblici e gli edifici pubblici più rilevanti su tutte le aree. L’accordo fissa inoltre l’obiettivo di avviare le procedure concorsuali per il masterplan dello scalo Farini nei primi sei mesi dall’approvazione dell’Accordo. Si prevede infine il ricorso a bandi per gli usi temporanei degli scali, preferibilmente per funzioni ed attività legate ai giovani. La regia pubblica del processo di trasformazione urbanistica delle 7 aree sarà garantita anche attraverso la prosecuzione dell'importante percorso partecipativo finora realizzato. L’Accordo sottoscritto oggi dovrà essere ratificato dal Consiglio Comunale entro 30 giorni. I sette scali ferroviari Le aree dei sette scali ferroviari dismessi – Farini (618.733 m²) Greco (73.526m²), Lambrate (70.187 m²), Porta Romana (216.614 m²), Rogoredo (21.132 m²), Porta Genova (89.137 m²)  e San Cristoforo (158.276 m²) – rientrano tra i beni immobili trasferiti all'ente “Ferrovie dello Stato” (istituito con Legge n.210 del 17/05/1985), parte del patrimonio su cui l'ente ha piena disponibilità secondo il regime civilistico della proprietà privata. Nel perimetro delle stesse sono ricomprese sia aree ormai dismesse sia aree ancora strumentali all'esercizio ferroviario. La società FS Sistemi Urbani, controllata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane, ha il mandato di valorizzare le proprietà del gruppo non strumentali alle attività di trasporto in tutta Italia. Un tempo elementi fondamentali del funzionamento economico, sociale e infrastrutturale della città, oggi questa aree rappresentano elementi di discontinuità per il suo sviluppo, essendo per buona parte degradate e in stato di abbandono. A partire dal 2005 il Comune di Milano, Ferrovie dello Stato Italiane e Regione Lombardia hanno iniziato a definire gli obiettivi e il percorso per la trasformazione urbanistica degli scali dismessi connessa al potenziamento del sistema ferroviario milanese. La rigenerazione degli scali ricucirà i vuoti urbani tra centro e periferia, creando nuovi quartieri caratterizzati da un mix funzionale e abitativo, un’infrastruttura verde diffusa e un sistema di mobilità sostenibile capillare.

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22 giu 2017

G7 Trasporti: adottata Dichiarazione congiunta

di mobilita

L’incontro dei Ministri dei Trasporti dei Paesi del G7 che si è svolto a Cagliari il 21 e 22 giugno si è concluso con l’adozione della Dichiarazione congiunta sul valore sociale delle infrastrutture da parte  dai Paesi del G7 e dalla Commissaria Europea per i Trasporti. Il documento sottolinea il valore strategico degli investimenti in progetti infrastrutturali di alta qualità ed innovazione come strumento per il sostegno alla crescita economica, riconoscendone il valore sociale per garantire la crescita del benessere collettivo e facilitare l’accesso ai servizi per la salute e l’educazione, agevolando l’integrazione delle persone e riducendo il rischio di esclusione sociale. Particolare attenzione viene riservata alla selezione basata su una corretta analisi costi benefici dei progetti che garantiscano maggiori benefici in termini di valore aggiunto, agevolando la partecipazione ed il coinvolgimento nelle differenti fasi decisionali di stakeholder e comunità locali. Nel rispetto delle rispettive esperienze, il documento prevede, inoltre, l’avvio di un gruppo di lavoro sullo sviluppo delle infrastrutture per lo scambio di best practice sulla pianificazione, il finanziamento e l’implementazione di progetti infrastrutturali. Viene inoltre, riaffermato l’impegno ad identificare e rimuovere potenziali barriere all’introduzione delle tecnologie per la guida automatica e connessa nei sistemi di regolazioni esistenti, a livello internazionale e di singoli Paesi. Questo riconoscendo il valore strategico dell’investimento tecnologico in termini di sicurezza, riduzione delle emissioni ed ottimizzazione dell’utilizzo delle nostre reti stradali. Alla Ministeriale hanno partecipato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio per l’Italia, il Ministro dei Trasporti Marc Garneau per il Canada, il Ministro Federale dei Trasporti e delle Infrastrutture Digitali Alexander Dobrindt per la Germania, il Ministro per il Territorio, le Infrastrutture, i Trasporti ed il  Turismo Keiichi Ishii per il Giappone, il Segretario di Stato per i Trasporti Chris Grayling per il Regno Unito, il Segretario di Stato per i Trasporti Elaine Chao per gli Stati Uniti, il Commissario per i Trasporti Violeta Bulc per la Commissione Europea, il Direttore Generale per le Infrastrutture, i Trasporti e il Mare, François Poupard per la Francia.

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22 giu 2017

Albastar, oggi celebrazioni per il settimo anniversario

di Roberto Lentini

Oggi all'aeroporto di Milano Malpensa sarà celebrato il settimo anniversario della compagnia aerea Albastar e con l'occasione verrà presentato il primo dei due B737/800 recentemente entrati in flotta con una nuova livrea. Sarà l’occasione per svelare le nuove uniformi e fare il punto sul futuro del vettore. Albastar è una compagnia aerea spagnola a capitale privato con sede a Palma di Maiorca e nasce nel 2010 grazie all’intraprendenza di imprenditori italiani e britannici proveniente dal settore del turismo e dei trasporti con l’obiettivo di offrire servizi aerei on-demand, in collaborazione con i maggiori tour operator spagnoli, italiani ed europei. Il 30 luglio 2010 Albastar ottiene il Certificato di Operatore Aereo (E-AOC-106) e la Licenza per l’esercizio del trasporto di passeggeri e di merci. Il giorno successivo decolla da Palma di Maiorca con il primo Boeing 737-400 EC-LAV denominato “Pino D’Urso” e inizia la propria attività di volo, collegando i maggiori aeroporti spagnoli e italiani alle più rinomate destinazioni di vacanza nel Mediterraneo, Mar Rosso, Isole Canarie, Medio Oriente, Nord Africa e numerose capitali Europee. 

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22 giu 2017

Ryanair, dal 3 luglio voli in connessione anche dall’aeroporto di Bergamo

di Roberto Lentini

La seconda compagnia low cost più grande del mondo e la prima in Europa (anche per passeggeri) ha annunciato dal 3 luglio, dopo Roma Fiumicino, l’introduzione dei voli in coincidenza dall’aeroporto di Bergamo Orio al Serio Si potranno prenotare i voli in coincidenza su un numero iniziale di 25 rotte che presto dovrebbero diventare 300. «I primi collegamenti in coincidenza saranno da/per Alicante, Atene, Barcellona, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Corfù, Ibiza, Lanzarote, Lamezia, Madrid, Malaga, Malta, Napoli, Palermo, Pescara, Trapani, Valencia e Saragozza via Milano Bergamo», fa sapere la compagnia irlandese. Con i voli in connessione sarà possibile fare tutto in un’unica prenotazione direttamente dal sito web Ryanair. Inoltre, con il nuovo sistema il bagaglio sarà imbarcato all’aeroporto di partenza e ritirato all’ultimo aeroporto di arrivo, evitando di attenderlo ad ogni aeroporto e rifare i controlli di sicurezza oltre a non rischiare di perdere la coincidenza del volo. "Il nostro sito ryanair.com, il più visitato al mondo tra i siti web di compagnie aeree, ospita anche 20 destinazioni a lungo raggio operate da Air Europa verso il Nord e il Sud America», ha spiegato durante la conferenza stampa a Bergamo David O’Brien, Chief commercial officer del vettore low cost. - Stiamo continuando a dialogare con Aer Lingus, Norwegian e altri possibili partner per lanciare entro l’anno possibili voli in coincidenza con queste compagnie». "La partnership avviata 15 anni fa si dimostra vincente sia sotto l’aspetto operativo che per quanto concerne l’offerta delle destinazioni e gli indici di puntualità dei voli", ha aggiunto Emilio Bellingardi, direttore generale di Sacbo, la società che gestisce lo scalo di Orio al Serio. Ti potrebbe interessare: Partiti i voli in connessione con Ryanair

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22 giu 2017

Vision: la gomma bio, 3D e “ricaricabile”

di Alessandra Santoni

Gommisti tremate: in un futuro prossimo, e quasi fantascientifico, le gomme non verremo più a comprarle da voi; anzi, probabilmente non dovremo nemmeno più preoccuparci, perché sarà la nostra auto a ordinarle in tutta autonomia al Cloud: infatti il sistema di bordo ci avviserà nel momento in cui la gomma non avrà più le caratteristiche necessarie per circolare, ma anche quando sarà necessario passare alle gomme invernali e viceversa. Inoltre il nuovo battistrada, che poggerà su un complesso ruota senza aria per il gonfiaggio, sarà generato da una stampante 3D, che sarà collocata ovunque, in tutte le stazioni di servizio e su strade urbane e extra-urbane. Questo è Vision, la nuova gomma futuristica presentata da Michelin all'evento Movin' On tenutosi a Montreal, ed è così che lo ha commentato Terry K. Gettys, vicepresidente esecutivo R&D di Michelin: Il nuovo Vision racchiude quattro vere rivoluzioni: è organico, "ricaricabile", senza aria e connesso. Viene infatti prodotto con materiali bio, completamente riciclabili (e in parte riciclati), con un bassissimo impatto sull'ambiente. Vision utilizza poi un battistrada depositato direttamente sulla struttura della ruota, senza vulcanizzazione e per uno spessore inferiore alle gomme tradizionali. Può dunque essere "ricaricato": chi fa pochi chilometri lo ricaricherà una volta all'anno, chi ne macina molti, più spesso, ma sempre riutilizzando il cerchio strutturale che ha, in questo modo, la stessa vita dell'automobile. E' privo di aria, in quanto Vision sfrutta l'esperienza maturata da Michelin con Tweel (pneumatico-ruota già in uso per piccoli veicoli a bassa velocità) che propone una costruzione in cui parte delle funzioni strutturali e ammortizzanti che normalmente sono svolte da carcassa e fianchi, sono state trasferite a un elemento ruota costituito da un reticolo. Infine il nuovo Vision porta ad un livello ancora superiore l'internet of things (IoT): diventa infatti un elemento connesso all'intera vettura, capace di trasmettere informazioni sul suo funzionamento e permettere di gestire al meglio i parametri di regolazione della dinamica di marcia e gli interventi di manutenzione e di "rigenerazione" del battistrada. Foto: Motori Online

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21 giu 2017

Ripristinata la tolleranza per i camion che traghettano per la Sicilia

di Fabio Nicolosi

La Gazzetta Ufficiale numero 141 del 20 giugno 2017 ha pubblicato il decreto del ministro dei Trasporti che ripristina la tolleranza di due ore per l'inizio e la fine dei divieti di circolazione dei camion che traghettano per la Sicilia. Dopo lo scivolone del 19 giugno, quando la Gazzetta ufficiale ha pubblicato un decreto sui semafori intitolandolo "Modifiche al decreto 13 dicembre 2016, recante direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per l'anno 2017, nei giorni festivi e particolari, per i veicoli di massa superiore a 7,5 tonnellate", ieri finalmente è uscito il testo giusto per questo titolo. Il decreto del ministero dei Trasporti del 27 aprile 2017 (pubblicato sulla GU del 20 giugno) è formato da un solo articolo, che stabilisce che "per tenere conto delle difficoltà connesse con le operazioni di traghettamento da e per la Calabria attraverso i porti di Reggio Calabria e Villa San Giovanni, per i veicoli provenienti o diretti in Sicilia, purché muniti di idonea documentazione attestante l'origine e la destinazione del viaggio, l'orario di inizio del divieto è posticipato di ore due e l'orario di termine del divieto è anticipato di ore due". Questa deroga era presente negli anni scorsi, ma era sparita dal Decreto sui divieti emesso a dicembre 2016 per l'anno i corso, suscitando le proteste delle associazioni di categoria. Con questo breve testo il ministero rimedia, permettendo così agli autotrasportatori diretti in Sicilia, molti dei quali sono siciliani che rientrano, d'imbarcarsi in tempo e di raggiungere la propria sede con un margine di tempo, evitando così di trascorrere la domenica sulle coste calabre.

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21 giu 2017

Siamo o non siamo un paese Green?

di Fabio Nicolosi

L’Italia si scopre sempre più “green”. Solo nel 2016 nel nostro Paese sono stati installati 396 MW di fotovoltaico, 282 MW di eolico, 140 di geotermico, 513 di bioenergie e 346 di mini idroelettrico. Le fonti rinnovabili hanno contributo a soddisfare il 34,3% dei consumi elettrici complessivi. I numeri parlano chiaro: anche se negli ultimi tempi vi è stata una leggera flessione, in dieci anni la produzione da energie pulite è passata da 51,9 a 106 TWh. Sono questi alcuni degli elementi più interessanti che emergono dal “Rapporto Comuni Rinnovabili 2017” di Legambiente, realizzato con il contributo di Enel Green Power e in collaborazione con GSE, che racconta il successo delle fonti pulite e il cambiamento che sta avvenendo nel territorio italiano con numeri, storie e buone pratiche (sono 200 quelle raccolte sul sito). Nel Rapporto è significativo anche il dato relativo alle installazioni: sempre contando gli ultimi dieci anni, gli impianti da fonti rinnovabili sono passati da qualche centinaio a oltre un milione tra elettrici e termici. È cresciuto il contributo apportato dalle nuovi fonti rinnovabili (biomassa, fotovoltaico, eolico, geotermia, mini idroelettrico) alla produzione elettrica dal 2,6% (2006) al 22,7% (2016) rispetto ai consumi complessivi. Dati positivi arrivano anche dal territorio: crescono i comuni rinnovabili, passando da 356 (2005) a 7.978 (2016), oggi quindi in tutti i municipi italiani è installato almeno un impianto. Su 7.978 comuni, ben 3.021 producono più energia elettrica di quanta ne consumano le famiglie residenti, grazie a una o più fonti rinnovabili. Salgono invece a 40 i Comuni 100% rinnovabili. Sorprendente poi la crescita del solare, avvenuta anche senza incentivi: negli ultimi due anni sono stati realizzati 180 mila impianti solari fotovoltaici, pari al 25% di tutti quelli installati in Italia – per un totale di 1.310 MW installati. Analizzando i dati del rapporto di Legambiente, si può notare come siano in aumento i comuni che optano per l’eolico che arrivano a quota a 904. La potenza installata è in crescita, pari a 9.257 MW, con 282 MW in più rispetto al 2015. Questi impianti, secondo i dati di Terna, hanno permesso di produrre 17,5 TWh di energia, pari al fabbisogno elettrico di oltre 6,5 milioni di famiglie. Ottimi risultati anche per il solare, con ben 7.978 Comuni che si affidano a tale energia. Tra questi, il miglior risultato in termina di potenza installata su tetti e in relazione al numero di abitanti, arriva dal comune di Macra (CN), con una media di 165 MW/1.000 abitanti, seguito dal Comune di Fascia in provincia di Genova con una media di 76 MW/1.000 abitanti e 81 MW complessivi e dal Comune di Monterone (LC) con 63 MW ogni 1.000 abitanti. Per quanto riguarda invece il mini idroelettrico, siamo a quota 1.489 realtà territoriali che l’hanno adottato, per una potenza totale installata di 1.568 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 6,2 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di 2,3 milioni di famiglie. Crescono anche i municipi delle bioenergie che arrivano a quota 4.114 per una potenza installata complessiva di 5.490 MW elettrici, 1.534 MW termici e 415 kW frigoriferi. Infine, capitolo geotermia: sono 590 i Comuni per una potenza totale di 993 MW elettrici, 228,5 MW termici e 5,4 MW frigoriferi. Le buone pratiche Il convegno per la presentazione del Rapporto di Legambiente è stata anche l’occasione per consegnare una serie di premi legati alle buone pratiche proprio in ambito energetico. Il riconoscimento “Comune 100% rinnovabile” è stato assegnato al Comune di Cavalese. Qui sono almeno 102 gli impianti solari fotovoltaici per complessivi 1,1 MW di potenza installata su tetti e coperture che contribuiscono al raggiungimento del risultato di autosufficienza energetica. A questi si aggiunge un impianto mini idroelettrico da 706 kW, un impianto a biogas da 1 MW e un impianto a biomassa in cogenerazione da 1 MW elettrico e 23,5 MW termici connesso alla nuova centrale di teleriscaldamento, inaugurata a novembre 2016. Il Premio “Buona Pratica” è andato, invece, al Comune di Castellamare di Stabia (Na) dove l’Amministrazione, grazie ai fondi FESR, ha finanziato un’opera di efficientamento dell’Istituto Comprensivo “Luigi Denza” realizzando un impianto solare fotovoltaico da 9 kW, un impianto solare termico da 50 mq, e migliorando le prestazioni energetiche e di sicurezza dell’involucro edilizio. Gli importanti investimenti fatti sull’edifico esistente, oltre a portare benefici ambientali, permettono al Comune di poter risparmiare tra i 15 e i 20 mila euro in un anno. Premio “Rinnovabili e cibo di qualità” a tre aziende: la Società Agricola Arte, il Birrificio artigianale Lesster e la Nuova Sarda Industria Casearia. La Società Agricola Arte si trova in Puglia, tra Manfredonia e Cerignola in provincia di Foggia. Da giugno 2015 produce e commercializza prodotti biologici certificati avvalendosi di tecnologie agronomiche sostenibili e coltivando materie prime di altissima qualità e locali come ad esempio il grano duro Senatore Cappelli Bio, grano antico tipico e autoctono, il farro monococcum, utilizzando solo semina su sodo, una tecnica agronomica che permette di diminuire le lavorazioni sul terreno, ridurre il consumo di carburante, e allo stesso tempo le emissioni in atmosfera. In particolare, la produzione di energia elettrica supera abbondantemente i fabbisogni elettrici aziendali, il 90% dell’energia elettrica prodotta viene infatti immessa in rete. La componente termica viene totalmente utilizzata per soddisfare i diversi fabbisogni legati a: gestione biologica dei digestori (30%); uffici e spazi del personale (10%) e processo di essiccazione del digestato (60%), che avviene all’interno dell’azienda stessa. Il Birrificio artigianale Lesster, a Lugo di Grezzana (VR), nel territorio delle Lessinia, rifermenta tutte le birre in bottiglia, una pratica che dona una gasatura naturale e genuina. Il laboratorio Lesster è costituito da un impianto all’avanguardia con capacità produttiva di 5 hl e una batteria di fermentazione da 60 hl. Lesster, da marzo 2017, ha scelto di avere una fornitura di energia garantita 100% rinnovabile, contribuendo così a mantenere lo stato di salubrità del territorio. Premio anche per la Nuova Sarda Industria Casearia, azienda del Medio Campidano e Oristanese a conduzione familiare che ogni anno lavora 4 milioni di litri di latte ovi-caprino. L’azienda è una realtà fortemente innovativa e ha investito nel potenziale strategico liberato dalle tecnologie energetiche da fonte rinnovabile e pulita. Nel 2010 ha installato un impianto fotovoltaico e nel 2015 un impianto termodinamico. L’installazione dell’impianto fotovoltaico ha reso quasi autosufficiente lo stabilimento sul fronte dei consumi di energia elettrica. Con una potenza termica di picco di circa 460 kWt, l’impianto solare termodinamico è in grado di produrre fino a 600 kg/h di vapore, corrispondenti a 675 t/ anno. La struttura dell’impianto è posta ad un’altezza tale da consentire al gregge di pascolarvi al di sotto, trovando nutrimento e refrigerio. Tra i benefici conseguiti: risparmio dei costi dell’energia in bolletta (che sbloccano risorse per investimenti produttivi aziendali); risparmio di energia primaria (43 tonnellate/anno); meno inquinamento locale; ridotto impatto ambientale; contribuzione alla lotta ai cambiamenti climatici con 150 t/anno di CO2 non emesse in atmosfera.

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20 giu 2017

youBike F2, la nuova scommessa del bike sharing “free floating”

di tmrtech

Si chiama youBike® il sistema di bike sharing cloud sviluppato interamente da TMR e già dal 2012 installato nelle piccole e grandi realtà̀ nazionali. Negli ultimi tempi, si parla sempre più di un nuovo concetto di condivisione delle biciclette che ha avuto la sua nascita in Cina. Il bike sharing free floating, a flusso libero, supera il concetto di punto di raccolta delle bici, consentendo all’utente di utilizzare il servizio in massima libertà, senza dover riconsegnare la bici in un punto preciso. Nel paese d’Oriente il servizio è un fiume in piena, perché basta una App sul proprio smartphone per trovare la bici, sbloccarla e utilizzarla senza una stazione di ricovero dei mezzi. La condivisione non ha bisogno di infrastrutture. La TMR è pronta a raccogliere la sfida avendone in scuderia tecnologia già sperimentata in youBike®, il sistema di bike sharing cloud interamente sviluppato dal suo comparto di ricerca e sviluppo. Ora la TMR lancia la sfida con youBike® F2, con cui entra nel mercato del free floating. youBike® F2 si configura come un modulo aggiuntivo al sistema esistente, integrando tutto con intelligenza e la massima usabilità, gestibile interamente tramite l’App ufficiale, scaricabile gratuitamente dagli store. Una nuova era della mobilità sostenibile dunque è già nata a beneficio dei fruitori che sono sempre più attratti da questi sistemi di mobilità, senza dovere necessariamente scegliere. Il sistema youBike® già adesso è proiettato nel futuro: infatti, esso permette da app funzionalità di iscrizione al servizio, ricarica, pagamenti e utilizzo della bici, grazie alla infrastruttura cloud, già collaudata da tempo. A spingere in questa direzione è Tindaro Terranova, amministratore di TMR che ha già le idee molto chiare sullo sviluppo del futuro: “Noi siamo sempre attenti. Continuiamo ad investire in quello che crediamo, implementando tecnologia e affidabilità ad un sistema evoluto. L’ingresso nel mercato del bike sharing free-floating ci permette di allargare i nostri orizzonti e proporci con umiltà, ma con determinazione verso una nuova sfida.” Segue “a ruota” Pietro Terranova, Head of Software di TMR che afferma: “Siamo molto contenti su quanto abbiamo pensato, progettato e realizzato. Sempre con grande passione Il sistema youBike®, ancora una volta, si conferma leader tecnologico per innovazione, stabilità e sicurezza. Non vediamo l’ora di vederlo all’opera!” [post sponsorizzato]

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Articolo
19 giu 2017

Troppo smog? Ci pensa la bicicletta!

di Cristina Betti

Per cercare di superare il problema del troppo smog delle metropoli, è stata progettata una bicicletta dotata di ionizzatore. Usare la bicicletta al posto della macchina è già di per sé un ottimo modo di contenere lo smog delle città, ma lo Studio Roosegaarde del designer olandese Dan Roosegaarde, è andato oltre: all'interno del progetto Smog Free in cui si punta a ridurre l'inquinamento delle metropoli (in cui è coinvolto anche il governo cinese) è stata ideata una bici dotata di purificatore d'aria, in grado di funzionare grazie al movimento dei pedali. L'idea di per sé è molto semplice e richiama il funzionamento degli ionizzatori: le polveri presenti nell'aria vengono filtrate dall'apparecchio che è montato sul manubrio, al suo interno esse vengono caricate elettrostaticamente, in uesto modo precipitano e l'aria che ne esce risulta così purificata. La bicicletta, battezzata Smog FreeBycicle, è però ancora un modello sperimentale, ma già si pone nell'ottica di diventare un mezzo sicuramente necessario a livello delle grandi città mondiali, accompagnando anche il crescente servizio di bike sharing e affini. Obiettivo finale è quello di creare una cittadinanza di "spazzini dell'aria" a cui viene chiesto soltanto di pedalare per il tragitto casa-lavoro. Come detto, soprattutto la Cina è interessata ad investire su questo prodotto, specialmente a Pechino, città in cui la bicicletta è molto diffusa fra le abitudini della popolazione.

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