Articolo
24 gen 2017

Barcellona, il 60% delle strade sarà a vocazione pedonale. Le foto del primo quartiere restituito alle persone

di Amedeo Paladino

I mezzi a motore in città rappresentano un problema: inquinamento, rumore, incidentalità affliggono molte aree urbane in Italia, in Europa e nel mondo. Ma ci sono anche delle amministrazioni e dei cittadini virtuosi, che dopo la presa di coscienza dei problemi derivanti da una mobilità asservita alle auto, decidono di invertire la rotta. La città catalana di Barcellona sta intraprendendo un percorso che ha avuto inizio nel 2014 con la redazione del Piano Urbano della Mobilità: obiettivo è cambiare le modalità di spostamento dei propri cittadini, liberando sempre più spazio a favore dei pedoni e quindi degli spostamenti a piedi. Le linee guida del piano fissano degli obiettivi raggiungibili entro pochi anni: una riduzione del 21% del traffico privato e il cambiamento di destinazione d'uso del 60% delle strade dai mezzi a motore alle persone,  riducendo l'incidentalità e le emissioni di anidride carbonica del 30%. Non a caso il progetto cardine che è scaturito dal Piano della Mobilità si chiama "Riempiamo di vita le strade", che verrà implementato a partire dai distretti centrali e più congestionati della città. Il progetto definisce dei macro-isolati, superilles, che contraddistinguono già la trama urbanistica della città catalana, composta dal reticolato di strade progettato da Ildefonso Cerdà nell'800: all'interno la velocità dei veicoli è ridotta a 10 km all'ora su un'unica corsia, gli stalli della sosta sono eliminati agli incroci, privilegiando la mobilità pedonale e ciclistica e liberando prezioso spazio pubblico a favore delle persone; il traffico veicolare viene deviato nelle strade perimetrali fuori dalle superilles. La prima superilla è stata inaugurata nel quartiere Poblenou e costituisce un banco di prova per le successive implementazioni che coinvolgeranno altre zone della città, a cominciare dal distretto centrale di Eixample. La progettazione e la messa in opera delle superilles coinvolgono attivamente tutti i cittadini: critiche e proposte vengono dibattute attraverso incontri pubblici e riunioni e i cambiamenti che vengono apportati alla mobilità cittadina sono suscettibili di modifica anche attraverso consultazione popolare. Per la Superilla di Poblenou le risorse investite sono state quasi irrisorie: 55 mila euro per l'arredo urbano e il verde pubblico, gli stessi cittadini hanno avuto un ruolo attivo nella creazione dei nuovi spazi a vocazione pedonale.

Leggi tutto    Commenti 2
Articolo
23 gen 2017

Il trasporto merci in Italia viaggia soprattutto su gomma

di Roberto Lentini

In questi giorni l'Anas ha diffuso i dati relativi all’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le principali infrastrutture italiane. Proprio in Sicilia il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno è del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre invece il trasporto merci su ferro sta precipitando ai minimi storici. Eppure, secondo le direttive europee entro il 2030  il 30% delle merci dovrà viaggiare su rotaia. L’Italia è in netto ritardo, fanalino di coda d’Europa, con appena il 6% delle merci che transitano su rotaia. E negli ultimi 10 anni, il trasporto su rotaia ha perso il 40% di mercato. Colpa soprattutto degli ampi sussidi che gode  il trasporto su gomma. Come sappiamo i trasporti su gomma hanno anche un impatto negativo sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dell’UE, poiché sono causa di circa un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di CO2 nell’UE . La promozione di modalità di trasporto efficienti e sostenibili, come il trasporto su rotaia piuttosto che su strada, permetterebbe di ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di petrolio e di ridurre l’inquinamento. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario sono 3,5 volte inferiori, per tonnellata-chilometro, a quelle prodotte dal trasporto su strada Modalità di trasporto più sostenibili favorirebbero, invece, non solo la diminuzione dei costi associati alla congestione stradale, destinati ad aumentare, secondo le stime attuali, di circa il 50 % nel 2050, raggiungendo i circa 200 miliardi di euro all’anno , ma anche la riduzione del numero di vittime (nel 2012, sono state 28 126 le vittime di incidenti stradali nell’UE, rispetto alle 36 vittime causate da incidenti ferroviari) Nel corso degli ultimi 15 anni, il trasporto merci su rotaia in Italia non è riuscito a rispondere in modo efficace alla competitività del trasporto su strada. Questo perchè gli spedizionieri mostrano una chiara preferenza per la rete stradale piuttosto che per quella ferroviaria dettata soprattutto da criteri economici e non in base alle priorità strategiche dell’UE. Per poter trasferire il trasporto delle merci dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie, è dunque necessario far sì che il trasporto delle merci su rotaia nell’UE sia il più possibile competitivo. Diventa importante quindi migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale così come era stato enunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio con la "Cura del Ferro". Ti potrebbe interessare: Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
22 gen 2017

Roma Capitale: inizia la sperimentazione delle bici sui bus e tram

di Alessio Marchetti

Da giorno 16 Gennaio 2017, nella nostra capitale, è iniziata la sperimentazione per trasportare, in alcune fasce orarie, le bici a bordo di diverse linee tram ed autobus urbani ATAC. In Italia ancora questa non è una pratica diffusa al contrario del resto del mondo dove, in diverse città, gli autobus urbani sono attrezzati di appositi porta bici esterni dove poter agganciare la propria bici. Monitoreremo gli esiti di questa sperimentazione a Roma, se non dovesse riscontrare problemi ci auguriamo che una simile pratica possa essere adottata anche in tante altre città per garantire l'intermodalità bici-bus, essa risulta molto utile soprattutto nel caso di città in pendenza permettendo di percorrere velocemente in bici la parte in discesa e risalire senza faticare grazie ai bus. Questo il regolamento per il trasporto delle bici su Tram e Bus a Roma: Le biciclette non pieghevoli, sono ammesse in base alla linea, alla tipologia del mezzo e alla fascia oraria. Di seguito i dettagli del nuovo regolamento valido a decorrere dal 16 gennaio 2017: Bike friendly per la rete di superficie - Autobus E' ammesso il trasporto di biciclette non pieghevoli, come bagaglio a mano, secondo le modalità e le disposizioni di seguito indicate. Il pittogramma “Bike friendly” identifica i mezzi accessibili con bici al seguito. Linee Bus 83, 118, 412, 673, 715, 772, 791, 911 giorni feriali: linea accessibile alle bici da inizio servizio fino alle ore 7, dalle ore 10 alle 12 e dalle 20 a fine servizio giorni festivi e nel mese di agosto: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Linee Bus festive 120F e 180F giorni feriali: linee non attive giorni festivi: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Bike friendly per la rete di superficie - Tram E´ ammesso il trasporto di biciclette non pieghevoli, come bagaglio a mano, solo sulle vetture Jumbo tram a pianale ribassato riconoscibili dai numeri di serie 9100 e 9200. Il pittogramma “Bike friendly” identifica le vetture accessibili con bici al seguito. Linee tram 2, 3 e 8 (normalmente servite dai tram serie 9100 e 9200) giorni feriali:  linea accessibile alle bici da inizio servizio fino alle ore 7, dalle ore 10 alle 12 e dalle 20 a fine servizio giorni festivi e nel mese di agosto: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Linee tram 5, 14 e 19 (saltuariamente  servite dai tram serie 9100 e 9200) giorni feriali linea accessibile alle bici da inizio servizio fino alle ore 7, dalle ore 10 alle 12 e dalle 20 a fine servizio giorni festivi e nel mese di agosto: linee accessibili alle bici per l´intero orario di servizio Le linee di superficie "Bike friendly" sono riconoscibili dal pittogramma di una bicicletta rossa su sfondo bianco (visionabile ad inizio articolo), presente sulla doga di fermata e sui Jumbo Tram, accessibili. Per gli abbonati Metrebus il trasporto della bicicletta è gratuito, altrimenti anche per ogni bicicletta va acquistato un biglietto. Le biciclette pieghevoli possono viaggiare gratuitamente ogni giorno della settimana per tutta la durata del servizio. Qui le condizioni di trasporto (pagine 10-11-12).

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 gen 2017

Sfruttare l’energia geotermica nelle linee metropolitane per climatizzare le abitazioni?

di Alberto Garbin

Nella metropolitana di Torino è in studio una tecnologia in grado di sfruttare l'energia geotermica del tunnel per climatizzare le residenze nelle vicinanze della metropolitana. Questo progetto, firmato dal Politecnico di Torino, ma già in studio da numerosi altri paese tra cui Svizzera, Austria, Francia, Germania e Russia, prende il nome di ENERTUN. Verrà messo in sperimentazione nel tratto della Linea 1 che va dalla Stazione Lingotto alla futura Stazione Bengasi. Prima di poterlo vedere all’opera e beneficiarne degli effetti dovremmo aspettare ancora. Ma come funziona questa nuova tecnologia? Il progetto è stato sviluppato dagli ingegneri Marco Barla e Alice Di Donna del Politecnico di Torino, che hanno studiato un rivestimento termico per le gallerie della metropolitana, capace di sfruttare l'inerzia termica del sottosuolo per riscaldare in inverno o rinfrescare in estate le abitazioni dei palazzi vicini al percorso della metro. Il tradizionale rivestimento in calcestruzzo armato delle pareti dei tunnel funzionerebbe come uno scambiatore di calore, integrando all'interno delle strutture una rete di tubi contenenti un fluido termovettore in grado di estrarre o immettere calore nel sottosuolo in abbinamento a una pompa di calore, a seconda delle temperature esterne. Notevoli i benefici economici ed ambientali che dovrebbe apportare il progetto. Secondo le prime simulazioni, grazie alle condizioni favorevoli del flusso idraulico a Torino, la struttura dovrebbe riuscire a scambiare tra 53 e 74 W/m2, rispettivamente in inverno e in estate, soddisfacendo così un fabbisogno termico di 2822 kW in riscaldamento e 3756 kW in raffreddamento. Il progetto sarà portato avanti da InfraTo, che già gestisce la costruzione delle stazioni Bengasi e Italia ’61, il gruppo CMC e GTT, l'azienda di trasporti pubblici cittadina. Il progetto è stato presentato pochi giorni fa, in occasione del workshop internazionale sulle geostrutture energetiche.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 gen 2017

Presentato il nuovo treno a doppio piano “Rock”

di Antony Passalacqua

Roma, 20 gennaio 2017 -  Avviata oggi la produzione dei nuovi treni Rock. Questo il nome scelto per il nuovo treno regionale a doppio piano che Hitachi Rail Italy sta realizzando per Trenitalia (Gruppo FS Italiane), di cui oggi, presso lo stabilimento Hitachi Rail di Pistoia, è stato svelato il nuovo mock-up in scala 1:1 ed è stata avviata la realizzazione. Presenti Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato FS Italiane; Tiziano Onesti, Presidente Trenitalia; Barbara Morgante, Amministratore Delegato Trenitalia, e Maurizio Manfellotto, CEO Hitachi Rail Italy. L’accordo quadro siglato fra Hitachi Rail Italy e Trenitalia prevede possibilità di fornitura fino a 300 treni per un importo complessivo di circa 2,6 miliardi di euro. La flotta fa parte della nuova fornitura da 450 nuovi convogli per il trasporto regionale, del valore complessivo di 4 miliardi di euro. Composto da 5 carrozze, lungo 136 metri e largo 2,8, il nuovo treno Rock avrà una capacità complessiva di 656 passeggeri (il top di gamma del settore), e 4 carrelli motore che gli consentiranno di raggiungere una velocità di 160 Km/h, con una accelerazione superiore a 1 m/sec2 . Caratterizzato da casse in lega leggera, da motori di trazione distribuiti lungo l’intero convoglio e ampi spazi a disposizione dei passeggeri, consentirà prestazioni uniche sul mercato in termini di peso a passeggero, capacità di trasporto per unità di lunghezza, consumi a passeggero chilometro (-30% rispetto ai più recenti veicoli circolanti in Italia), e garantirà allestimenti interni e dotazioni diversificate in modo da rispondere alle varie esigenze espresse dalle Regioni committenti. Dal look interamente made in Italy, il nuovo treno rappresenta un salto generazionale rispetto agli attuali rotabili doppio piano in servizio in Italia, grazie all’innovazione tecnologica dei suoi componenti, all’ottimizzazione e alla collocazione dei componenti di trazione sull’“imperiale” (la parte superiore della cassa), così da rendere gli spazi interni completamente fruibili dai passeggeri, che otterranno il massimo del comfort anche grazie alle poltrone ergonomiche in eco-pelle.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 gen 2017

Gli USA dicono stop agli incidenti e puntano tutto sulle auto intelligenti

di Andrea Baio

Gli Stati Uniti potrebbero presto legiferare in materia di sicurezza stradale, puntando tutto sulle auto di nuova generazione. In gergo è chiamato V2V (Vehicle To Vehicle), un sistema intelligente basato su un segnale radio a corto raggio in grado di far comunicare le auto tra di loro, trasferendo informazioni quali: velocità, posizione, direzione, accelerazione o frenata, all'interno di un raggio di circa 300 metri. La richiesta di tali normative è subordinata a una potenziale riduzione degli incidenti stradali di quasi l'80%. Questo smart system consentirebbe quindi non solo di garantire una maggiore sicurezza per gli automobilisti, attraverso sistemi di automatizzazione del veicolo, ma anche di ricreare le condizioni di guida ottimali attraverso la notifica al guidatore relativamente a condizioni pericolose che potrebbe non notare spontaneamente durante la guida. Ci sono inoltre progetti che mirano a far comunicare le auto in futuro anche con oggetti come i segnali di stop o barriere fisiche, per prevenire situazioni pericolose. Il segretario dei Trasporti Anthony Foxx ha dichiarato: "Una volta sviluppato, il V2V ci consentirà di garantire una consapevolezza su strada a 360 gradi e ci aiuterà a migliorare la sicurezza dei veicoli".

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
19 gen 2017

Aeroporti italiani, nel 2016 superati i 164 milioni di passeggeri

di Roberto Lentini

Il sistema aeroportuale italiano chiude il 2016 in positivo con oltre 164 MLN di passeggeri, 1 MLN di tonnellate di merci e 1,5 MLN di movimenti aerei, trainando fortemente la crescita del turismo nel nostro Paese e l’esportazione dei prodotti italiani nel resto nel mondo. Rispetto al 2015, sono infatti sensibili gli incrementi registrati nelle tre macro categorie monitorate: il traffico passeggeri si attesta al 4,6%, i volumi di merce trasportata al 5,9% e il numero dei movimenti aerei al 2,6%. Si sottolinea che sul risultato complessivo del traffico passeggeri ha inciso positivamente la forte crescita del traffico internazionale pari al 6,2% e, in particolar modo, del traffico UE che registra un incremento del 7,6% rispetto al 2015. Positivo anche l’andamento del traffico nazionale, con un aumento del 2,2% rispetto al 2015. Nello specifico, i passeggeri transitati nei 36 scali italiani monitorati sono stati complessivamente 164.691.059 MLN, corrispondenti a quasi 7,5 MLN di passeggeri in più rispetto al 2015. In questo contesto, si attestano come primi 10 scali per numero di passeggeri transitati, gli aeroporti di: Roma Fiumicino (41,7 MLN), Milano Malpensa (19,4 MLN), Bergamo (11,2 MLN), Milano Linate (9,7 MLN), Venezia (9,6 MLN), Catania (7,9 MLN), Bologna (7,7 MLN), Napoli (6,8 MLN), Roma Ciampino (5,4 MLN) e Palermo (5,3 MLN). Sempre in termini di passeggeri trasportati, si segnalano i risultati positivi raggiunti dal sistema aeroportuale romano (Fiumicino e Ciampino) con oltre 47,1 MLN, da quello milanese (Malpensa e Linate) con oltre 29,1 MLN, dal sistema Venezia-Treviso con quasi 12,3 MLN, dalla Sicilia orientale (Catania e Comiso) con quasi 8,4 MLN, dal sistema toscano (Pisa e Firenze) con oltre 7,5 MLN e dalla rete aeroportuale pugliese (Bari, Brindisi, Foggia e Taranto) con oltre 6,6 MLN. Estremamente significativi i valori registrati per il settore cargo che, con un totale di 1.043.421,72 di tonnellate di merci movimentate nel 2016, si attesta a quasi 60 mila tonnellate in più rispetto al 2015, confermando il trend di crescita registrato negli ultimi anni. Per quanto riguarda, infine, i movimenti aerei, si segnala un incremento pari al 2,6% che risulta essere il tasso di crescita più elevato raggiunto negli ultimi anni. Il maggior numero di voli riscontrato è, anche in questo caso, trainato principalmente dalle destinazioni internazionali, pari al 5,1%, in particolare da quelle UE, che si attestano al 6,5%. In considerazione dei recenti dati diffusi dall’ICAO sull’incremento del traffico aereo globale – che vedono trasportati per via aerea oltre la metà dei turisti che attraversano i confini nazionali, circa il 35% del valore delle merci e più del 90% dell’e-commerce transfrontaliero b2c – appare evidente la necessità che il nostro Paese, al di là degli incrementi registrati, faccia ogni sforzo possibile per intercettare la crescente domanda di trasporto di persone e merci. In tal senso è importante sottolineare quanto sia strategico nel comparto il ruolo dei gestori aeroportuali attualmente impegnati nella realizzazione di circa 4 MLD di investimenti al fine di adeguare gli scali nazionali ai migliori standard europei e internazionali in termini di sicurezza, affidabilità e qualità del servizio offerto.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
19 gen 2017

Olanda: primo paese al mondo con il 100% dei treni a energia eolica

di Alessandra Santoni

Si sa, per l'Olanda non è certo una novità puntare sull’utilizzo delle energie rinnovabili, ma il traguardo raggiunto questa volta è, possiamo dirlo, incredibilmente notevole: infatti i treni della rete ferroviaria olandese NS dal 1 gennaio sono alimentati esclusivamente da elettricità eolica. L'obiettivo raggiunto è unico al mondo e, oltre a questo, è stato realizzato in anticipo rispetto a quanto previsto dal piano di sostenibilità predisposto dalla compagnia. Infatti il portavoce di NS, Ton Boon, ha spiegato che tutto è iniziato due anni fa, quando la compagnia energetica Eneco si aggiudicò il bando per collaborare con NS per elettrizzare il trasporto su rotaia, elaborando un progetto che prevedeva la creazione di una rete ferroviaria elettrica totalmente alimentata da energia eolica da completarsi entro il 2018; la scadenza è stata quindi più che rispettata: infatti il progetto è stato ultimato con un anno di anticipo, grazie all’aumento delle centrali installate sul territorio e al largo delle coste. Giusto per fornire qualche dato, i treni in Olanda trasportano ogni giorno 600mila persone, per un totale di 5500 viaggi quotidiani. L’energia complessivamente consumata dalla rete ferroviaria è pari a 1,2 miliardi di KW-ore all’anno e oggi una turbina eolica impiega circa un’ora per produrre l’energia sufficiente a percorrere un tratto ferroviario di 120 miglia (193 chilometri). Ma le ferrovie olandesi non sono comunque soddisfatte e puntano a ottimizzare ulteriormente il consumo di energia da parte dei propri treni: l’obiettivo è ridurlo del 35% entro il 2020. E mentre qui si continua a trivellare, il direttore di NS, Roger Van Boxtel, per festeggiare si fa attaccare alla pala di un mulino a vento... (trovate la traduzione sotto al video) https://youtu.be/mpmN2S_frzg La NS utilizza molta energia, e questo non va bene per l'ambiente. E quindi ci siamo detti: qualcosa deve cambiare. Dal 1 gennaio 2017 tutti i treni in Olanda saranno alimentati con il 100% di energia eolica. E' molto olandese adattarsi al vento, no? Lo sai che un giro delle pale di un mulino ti porta da Utrecht a Groningen? Joe! (...) Viaggiare con il vento: volo via! In Olanda i primi nel mondo a coprire i viaggi su rotaia con il 100% di energia eolica Foto: Treinliefhebber  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
18 gen 2017

Nasce a Napoli il primo capsule hotel d’Italia

di Fabio Nicolosi

Bed&Boarding, il primo capsule hotel d’Italia, apre all’aeroporto di Napoli: attivo 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 Il modulo abitativo è concepito per soddisfare le esigenze del viaggiatore. Porta automatizzata, finestra oscurabile e pareti insonorizzate garantiscono privacy e sicurezza, un comodo letto, un tavolino reclinabile e ogni attenzione alla connettività (WiFi, docking station, touch-screen con info voli e sveglia, Tv multimediale) forniscono la possibilità di dormire, riposarsi, intrattenersi e lavorare, aria condizionata ed illuminazione regolabili assicurano un ottimo livello di personalizzazione dell’ambiente. Ecco il BenBo, primo capsule hotel d’Italia con base nell’aeroporto di Capodichino. Su una superficie di 1.130 mq sono stati installati 42 moduli (su 72 autorizzati) che hanno la forma di casette colorate con tetto spiovente, porta e finestra. Ciascun modulo è una cabina monoletto. Due moduli sono invece stati realizzati per i diversamente abili. Cabine arancio, grigie e bianche, 16 bagni in comune dotati di doccia, una reception attiva 24 ore su 24 e un giardino d’inverno che è anche spazio lounge per i visitatori. Ecco le tariffe per dormire (o riposare) in una capsula: 8 euro la prima ora, 7 dalla seconda in poi per la permanenza diurna, 25 euro le 9 ore notturne. La nuova formula potrebbe essere esportata in altri aeroporti, già mostrati interessati al format. Il cliente può prenotare la sua capsula attraverso il sito internet del gestore o con un’apposita app per smartphone, oppure nell’area dedicata a Bed&Boarding in aeroporto, dove effettuerà il processo di prenotazione, check-in e check-out. Le lenzuola si cambiano in automatico ad ogni check-out; l’abitacolo è costantemente sanificato e l’aria è mantenuta fresca e pulita attraverso un sistema automatico di diffusione. L'idea del capsule hotel nasce nelle metropoli giapponesi dagli spazi angusti, si sviluppa via via in Asia, fino ad espandersi come idea d'emergenza in scali e stazioni ferroviarie anche altrove (emblematico l'aeroporto di Mosca). Il progetto nasce dal recupero e dalla rifunzionalizzazione della palazzina ex Ati nella zona "land side" dell'aeroporto ed è realizzato da un pool di imprenditori campani. Il finanziamento dei privati ammonta a circa 1 milione di euro mentre Gesac spa, la società che gestisce lo scalo napoletano, ha impiegato altri 400mila euro di investimenti infrastrutturali. "Ci aspettiamo che in Benbo soggiorni chiunque - spiega Carlotta Tartarone, project manager di studiotre, società partenopea che ha progettato e brevettato bed&boarding - e non pensiamo a una sola categoria di viaggiatori. Ci siamo ispirati agli ostelli, in particolare al modello giapponese, ma ospiteremo non solo i giovani, anche tante famiglie". La società è in contatto con altri aeroporti d'italia, roma fiumicino, bergamo e palermo "e speriamo - conclude tartarone - di aprire presto un capsule hotel anche lì".

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 gen 2017

Anas, Osservatorio del traffico: +2,45% su tutta la rete nel 2016

di Roberto Lentini

Il 2016 si è rivelato un anno di crescita per il traffico sulla rete stradale e autostradale di oltre 26 mila km gestita da Anas a paragone con il 2015. Nell’anno appena concluso, infatti, l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le infrastrutture principali ha registrato un incremento del 2,45% dei veicoli totali rispetto all’anno precedente, nonostante la diminuzione delle percentuali nell’ultima fase dell’anno. Dicembre ha infatti registrato un meno 5% sui veicoli totali a paragone con lo stesso mese dell’anno precedente, mentre i veicoli pesanti si fermano ad un calo del 4%. Scomponendo i dati per le macro-aree e confrontandoli con il 2015, l’anno appena concluso ha portato a un 1,6% in più al Nord, quasi un più 1% al Centro Italia e un più 3,5% al Sud. Sfiora invece un più 2% la Sardegna e raggiunge un picco del 5,6% la Sicilia. Sul fronte del segmento dei veicoli pesanti, al raffronto con il 2015, l’IMR rileva un incremento sull’intera rete viaria del 4%, così suddiviso all’interno delle macro-aree e delle due isole maggiori: al Nord con un +0,2%, al Centro e in Sardegna sfiora un +2%, al Sud sale al 6,4%, in Sicilia vola all’11,2%. Proprio la Sicilia, infatti, ha offerto sempre dati molto positivi e interessanti nell’intero arco dell’anno; ad esempio, per il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno e del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, dove è stata determinante la riapertura della carreggiata in direzione Palermo dell’Autostrada A19 “Palermo-Catania”. Altri esempi significativi di aumento del volume di traffico legati a nuova viabilità nel corso del 2016 hanno riguardato le regioni Marche ed Umbria che, con l’apertura al traffico del 28 luglio della strada statale 77 “della Val di Chienti” (direttrice Foligno-Civitanova Marche), ha registrato rispetto al 2015 un incremento di 3.000 unità al giorno sia nei mesi di agosto che di settembre. L’arteria più trafficata della rete Anas è stata costantemente il Grande Raccordo Anulare di Roma, dove ad esempio giovedì 22 dicembre ha registrato il passaggio di 165.839 veicoli.

Leggi tutto    Commenti 0