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08 apr 2019

MILANO | I commercianti si oppongono agli alberi in corso Buenos Aires

di mobilita

Il comune di Milano rilancia il progetto di riqualificazione per Corso Buenos Aires. «Abbiamo chiesto anche a diversi professionisti di aiutarci con loro idee e progetti», ha detto l'Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran. Il progetto per Milano Future City realizzato dallo studio di architettura Metrogramma e da Mobility in Chain, società che si occupa di servizi di consulenza su mobilità e trasporti, prevede una pista ciclabile da San Babila al Naviglio della Martesana, immersa negli alberi, marciapiedi larghi oltre quattro metri, una sola corsia di marcia in entrambe le direzioni, per auto rigorosamente elettriche. «È da un anno che progettiamo, - spiega l'architetto Boschetti a Repubblica - l'obiettivo è trovare una nuova armonia tra auto e città, immaginando spazi di qualità più ospitali e antropocentrici. Introducendo sistemi condivisi di mobilità pulita elettrica, eliminando il più possibile segregazioni funzionali e barriere architettoniche, digitalizzando, automatizzando e connettendo auto e città per favorire una mobilità sicura, si risolverebbe anche il problema di congestione». Ma il 72% dei commercianti boccia il progetto elencando molte perplessità tra cui l'eliminazione della sosta, fondamentale per corso Buenos Aires, l'allargamento dei marciapiedi già allargati pochi anni fa e la presenza dei rami degli alberi, in quanto potrebbero non far vedere bene le insegne dei negozi. «Il risultato della consultazione che abbiamo effettuato - ha spiegato Confcommercio Milano - dimostra chiaramente qual è l'opinione dei commercianti e fa anche giustizia di supposte maggioranze favorevoli degli operatori al progetto. Noi andremo all'incontro chiesto agli assessori senza pregiudizi, innanzitutto per capire come dovrebbe effettivamente essere il progetto». «Nei prossimi giorni incontrerò anche quei commercianti che si son detti contrari agli alberi su Buenos Aires però ci tengo a dire una cosa: ascoltiamo tutti ma poi decidiamo. Corso Buenos Aires ha sicuramente bisogno di verde e vorrei portarne un po' già mentre discutiamo delle riqualificazioni definitive e della gara per rifare Piazzale Loreto che pubblicheremo nel 2020», ha scritto Pierfrancesco Maran su Facebook.

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24 feb 2019

ROMA | Ecco come sarà piazza Flavio Biondo dopo il progetto di riqualificazione

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Un completo restyling per il piazzale di fronte alla stazione Trastevere. Piazza Flavio Biondo cambierà completamente aspetto grazie ad un intervento radicale per renderla uno spazio funzionale e moderno. Nel piazzale sarà realizzata un'area ordinata e funzionale pensata per i pedoni e gli utenti del trasporto pubblico con nuove banchine bus, tram e aree verdi. Previste inoltre aree dedicate alla sosta dei ciclomotori, alla ricarica dei veicoli elettrici e al car sharing. Una trasformazione che darà un valore aggiunto a tutta la zona e alla stazione stessa. Previsti inoltre una riorganizzazione dei parcheggi taxi, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il potenziamento dell’illuminazione. E ancora un ampio passaggio pedonale che porterà, in totale sicurezza, alle banchine del trasporto pubblico e all’interno della stazione ferroviaria. Il marciapiede della piazza verso Circonvallazione Gianicolense sarà allargato mentre sul lato opposto ci sarà anche spazio per un parcheggio riservato alle biciclette. Un progetto di riqualificazione importante per favorire gli spostamenti sui mezzi pubblici e rendere più vivibile tutto il quartiere.

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13 lug 2018

MILANO | Via libera della Giunta al progetto di riqualificazione di via Rubattino 84

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Trasformare un’ex cava risalente al dopoguerra attualmente in stato di abbandono in un’area viva e funzionale. Sarà possibile grazie alla realizzazione del Programma integrato di intervento (PII) di via Rubattino 84 adottato dalla Giunta comunale. Il progetto, presentato dalla società BNP Paribas Real estate investment management Italy società di gestione del risparmio P.A. per conto del fondo immobiliare denominato “Club deal”, riguarda un’area inutilizzata di 66.420 mq sul lato sud di via Rubattino, al confine con il Comune di Segrate. Qui verranno realizzati un edificio monoplanare che ospiterà un mix di funzioni commerciali per un massimo di 17.000 di s.l.p. e un edificio pluripiano destinato a funzioni ricettive e/o terziario (6.247 mq di s.l.p.), per un totale di una superficie pari a mq. 23.247. Parallelamente saranno realizzate a scomputo oneri una serie di interventi funzionali anche ai quartieri limitrofi: un parcheggio pubblico alberato per circa 550 posti frontistante la nuova struttura commerciale, la sistemazione a verde di 6.127 mq con alberature di prima grandezza sull’asse di via Rubattino, la completa riorganizzazione di tutta l’area di fronte la stazione ferroviaria di Lambrate attraverso un parcheggio pubblico per auto tra via Predil e il rilevato ferroviario, la contestuale ricollocazione e sistemazione del terminal bus davanti alla stazione, la realizzazione di una pista ciclabile tra via Rodano e piazzale Monte Titano, la riqualificazione di via Predil con la realizzazione di una rotatoria in corrispondenza dell’ingresso ai parcheggi e la costruzione di una velostazione per 200 posti bici davanti la stazione. “Questo intervento toglierà dal degrado un’area periferica della città e porterà nuovi servizi al quartiere che la circonda – sottolinea l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran -. Nuovi parcheggi per auto e bici, nuovi alberi, la riqualificazione di alcune strade daranno nuova attrattività alla zona, per chi la vive o la utilizza per entrare in città”. Il PII ha ricevuto i pareri favorevoli del Municipio 3 e della Commissione del paesaggio ed è stato sottoposto a Valutazione ambientale strategica (VAS). All’adozione seguirà l’approvazione definitiva del Piano, una volta ottenuta l’autorizzazione per la grande struttura di vendita, previo coordinamento con Regione Lombardia.

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30 apr 2018

MILANO | Via libera della sovrintendenza al progetto di riqualificazione di piazza Castello

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Un progetto che naturalizzerà “l’area antistante il Castello come espansione del parco, rafforzando gli elementi più connotativi, come l’emiciclo arboreo e il verde delle aiuole a cornice delle visuali verso il Castello”. Con queste parole la Sovrintendenza ha dato il parere favorevole allo studio di fattibilità degli architetti Genuizzi, Banal, Strambio, Ragazzo vincitori del Concorso Internazionale di Progettazione bandito dall'Amministrazione attraverso la piattaforma telematica Concorrimi.it, con l'obiettivo di dare nuova vita ad uno dei luoghi più amati e visitati di Milano. “Il confronto con la Sovrintendenza ci ha consentito di rendere il progetto ancor più connesso al contesto urbano, nel solco della tradizione milanese – sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran -. Ora possiamo procedere alla redazione del progetto definitivo per valorizzare quello che, dal Castello a San Babila, rappresenta il più esteso percorso pedonale della città”. In particolare, le prescrizioni della Sovrintendenza prevedono la riduzione delle superfici a calcestre di piazza Castello e l’utilizzo del granito di Montorfano per largo Beltrami. Il progetto, ricordiamo porterà alla realizzazione di un grande parterre alberato in piazza Castello, sfociante in un boulevard che si estende fino a piazza Duomo, con la riqualificazione anche di Largo Beltrami, Largo Cairoli e le aree di raccordo. La progettazione paesaggistica prevede il ridisegno delle aree verdi, la piantumazione di numerosi alberi e la ridefinizione degli spazi, resi più liberi e fruibili per creare armonia e continuità con l’attigua area pedonale di via Dante. Il via libera della Sovrintendenza consente ora all’Amministrazione di incaricare i progettisti vincitori del Concorso per la stesura del progetto definitivo, cui seguirà quello esecutivo. L’obiettivo è avviare i lavori, a partire da piazza Castello e largo Beltrami, entro il 2021.

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31 lug 2017

San Pietro in Casale, ecco il progetto di riqualificazione dello scalo ferroviario

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La stazione di San Pietro in Casale si candida a diventare snodo intermodale cittadino, con spazi rinnovati e sempre più a misura di pendolari e viaggiatori occasionali. Rete Ferroviaria Italiana ha avviato la completa riqualificazione dello scalo ferroviario sampierino, fra i più importanti in regione, utilizzato ogni giorno da circa 1.200 passeggeri. Il programma dei lavori è stato presentato venerdì scorso, nella sede del Comune di San Pietro in Casale, dal Direttore Produzione Emilia Romagna di Rete Ferroviaria Italiana Luca Cavacchioli e dal Responsabile delle Stazioni di RFI dell’Emilia Romagna Giovanni Gualario, all’Assessore all'Urbanistica Oronzo De Santis e all’ Assessore ai Lavori Pubblici Enrico Fregna. Completati gli interventi già avviati di innalzamento a 55 cm dei marciapiedi a servizio dei binari - secondo lo standard europeo previsto per i servizi ferroviari metropolitani - per consentire un più agevole accesso ai treni,  RFI avvierà la riqualificazione dell’intero edificio, inclusi il sottopassaggio e le pensiline, e il potenziamento tecnologico dell’impianto di informazione al pubblico. Particolare attenzione sarà dedicata al miglioramento dell’accessibilità della stazione, con l’installazione di due ascensori (uno sul primo e uno sul secondo marciapiede) e percorsi tattili per non vedenti. L’incontro in Comune è stato anche l’occasione per avviare una collaborazione finalizzata a migliorare l’integrazione fra le diverse modalità di trasporto nell’area della stazione. I dettagli dell’intera operazione saranno illustrati ai cittadini in un incontro organizzato dall’Amministrazione comunale previsto a settembre.  “Siamo molto soddisfatti  dell’esito di questo incontro, – afferma l’Assessore all’Urbanistica De Santis – c’è completa sintonia con RFI su ogni aspetto del progetto di riqualificazione. Il ruolo della Stazione di San Pietro in Casale è di assoluta centralità nel contesto metropolitano e del territorio comunale e per questo l’Amministrazione darà il suo contributo affinché la stazione diventi un luogo più attrattivo e non solo un anonimo punto di passaggio.” “Le stazioni ferroviarie sono protagoniste del Piano Industriale 2017–2026 del Gruppo Ferrovie dello Stato – ha ricordato Luca Cavacchioli – e l’obiettivo è rafforzarne la centralità, sviluppando la loro naturale vocazione di snodo intermodale e ampliando la gamma di nuovi servizi qualificati per il cliente. Nei prossimi dieci anni le attività di sviluppo pianificate da RFI si concentreranno in particolare sulle 620 stazioni della rete nazionale utilizzate da oltre il 90% dei clienti. In 50 di queste, fra cui San Pietro in Casale, gli interventi si concluderanno entro la fine del 2017.”

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