Articolo
22 mar 2017

Arriva l’autovelox che scopre se chi guida usa il cellulare o ha la cintura di sicurezza

di Fabio Nicolosi

Si chiama TruCam il nuovo sistema di rilevazione delle infrazioni degli automobilisti che avrà funzione di controllo velocità, dell’utilizzo delle cinture e del cellulare alla guida. E’ questo il nome del nuovo strumento in dotazione alle forze dell’ordine che sarà affiancato al Telelaser. E’ già attivo su alcune strade della Sardegna e del Lazio ma la Polizia Stradale ha annunciato che sarà utilizzato su tutto il territorio nazionale. Sembra un telelaser «normale». Uno di quelli che, da anni, sono utilizzati dalle forze di polizia sulle strade italiane ma, in realtà, è un’evoluzione tecnologica da «grande fratello» perché ha una telecamera incorporata che registra tutto quello che «vede». Come funziona Trucam Il Telelaser TruCam è un misuratore di velocità, con documentazione filmata e fotografica ad alta definizione: è in grado di effettuare un rilievo di velocità fino a 1200 metri di distanza e per ogni singolo metro percorso su strada. Oltre a questo aggiunge una ripresa video dell'infrazione grazie a una piccola telecamera che con un semplice puntamento consente di acquisire tutti i dati della vettura. Consente inoltre di scattare una foto all'interno dell'abitacolo dell'automobile che permetterà di accertare altre violazioni come la guida senza cintura di sicurezza, l’utilizzo del cellulare al volante ma anche l’assenza di assicurazione e della revisione del veicolo. Posizionato come un autovelox a bordo strada, TruCam permette l’inserimento del doppio limite (auto e camion) e consente la geolocalizzazione grazie al GPS. Il sistema è dotato di regolare certificato di taratura e secondo la Polizia Stradale renderà inutile il ricorso degli automobilisti contro le sanzioni. La memoria del sistema TruCam è di 2 GB o superiore mentre il suo funzionamento è basato sulla piattaforma Linux. Può essere utilizzato anche di notte grazie a un flash a infrarossi e consente di registrare tutte le velocità comprese da 0 a 320 km/h. Tra i primi controlli spiccano con il TruCam spiccano quelli della scorsa settimana effettuati dalla Polizia stradale di Aprilia: sulla Pontina oltre 300 automobilisti sono stati immortalati mentre viaggiavano a una velocità compresa tra i 130 e i 170 km/h nonostante il limite di velocità in vigore sia di 90 km/h.

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
22 mar 2017

In crescita il Car Sharing in Italia

di Alessandro Gori

Il 18 marzo si è tenuto all'Università degli Studi di Milano il convegno "Smart Mobility in Smart Cities" dove sono emersi dati molto interessanti sull'utilizzo del car sharing in Italia. Nei locali dell'Università di Milano URBI, l'app aggregatrice dei principali sistemi di trasporto urbano, ha presentato tutta una serie di dati che fotografano l'utilizzo delle auto condivise nel nostro paese: 5030 veicoli 4.256.000 prenotazioni 1.800.000 ore di noleggio 30.000.000 di km percorsi Queste le cifre emerse da uno studio su quattro città italiane (Milano, Torino, Firenze e Roma), un periodo di sei mesi e i servizi offerti da Car2go, Enjoy, Share'n go, DriveNow e ZigZag. L'analisi ha messo in evidenza un trend positivo nell'utilizzo del car sharing nelle città prese in esame, anche se non tutte allo stesso livello: Torino + 54% Milano + 41% Roma +20% Firenze +10% Complessivamente si può parlare di un aumento medio del 35%. Gli aumenti però non sono tutti ascrivibili a un incremento del servizio, quindi di più auto disponibili. Questo è vero a Milano (+49% veicoli) e Roma (+23%), ma non a Torino (-8%) e a Firenze (-12%). Il numero dei mezzi disponibili per città sono i seguenti Milano: 2.386 Roma: 1.570 Torino: 610 Firenze: 464 Sono emersi anche i tratti dell'utilizzatore medio dei sistemi di sharing mobility: maschio (75%) tra i 25 e i 35 anni (34%). Secondo URBI i dati dimostrano come i trasporti condivisi siano sempre più appetibili per gli italiani, anche in presenza di flotte ridotte o servizi non ai livelli nordeuropei, e che il numero di utilizzatori del car sharing e di altre forme di sharing mobility non potranno che salire esponenzialmente nel breve-medio termine.      

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 mar 2017

Nice to meet you G7!

di Roberto Lentini

Dopo il successo della prima edizione, ritorna "Nice to meet you" il programma di Open Government con il Patrocinio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti  (MIT)  per trovare soluzioni innovative per le infrastrutture e la mobilità.  Il progetto “Nice to meet you”, ideato da ItaliaCamp e patrocinato già lo scorso anno dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è un modello innovativo per avvicinare il Ministero a Cittadini, Università, professionisti e startup di settore, per coinvolgerli attraverso una “concorso” e avviare un processo di partecipazione ed emersione di soluzioni innovative nel campo della mobilità e delle infrastrutture. Verranno individuati e premiati, a livello nazionale, i migliori progetti e le migliori proposte di policy nel campo delle infrastrutture e della mobilità. Seguendo lo slancio del Governo sul progetto Open Government e puntando l'attenzione sull’utilizzo delle nuove tecnologie al servizio del cittadino, “Nice to meet you G7!” sarà focalizzata sul tema della sostenibilità: sostenibilità economica: realizzazione di progetti funzionali ed economici, sostenibilità ambientale: al rispetto e tutela dell’ambiente, sostenibilità sociale: sviluppo di infrastrutture accessibili a tutti e in grado di connettere i centri con le periferie. Rappresenta, dunque, la volontà del Ministero di continuare ad investire in un modello di apertura ed inclusione ad alto contenuto di innovazione per lo sviluppo delle infrastrutture, a tutela dell’ambiente e del territorio, delle esigenze di mobilità e accessibilità dei cittadini, includendo i segmenti sociali più vulnerabili. Il tutto, attraverso un crescente utilizzo di Open Data e servizi co-modali, con la riqualificazione e progettazione di infrastrutture integrate e all’avanguardia. La seconda edizione del progetto dal titolo "Nice to meet you G7", realizzata sotto gli auspici della Presidenza Italiana del G7, è partita il 7 marzo con l'evento di lancio di Terrazza Termini, per concludersi il 21 e il 22 giugno a Cagliari con il G7 Trasporti 2017. In questo incontro saranno presenti la Commissaria Europea Violeta Bulc e i Ministri dei Trasporti di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Usa. Il vertice sarà l’occasione per proseguire il percorso avviato nell’ultimo summit di Karuizawa sul dibatto legato al ruolo sociale delle infrastrutture e all’uso delle tecnologie avanzate per migliorare la sicurezza su strada. Le infrastrutture possono infatti contribuire a migliorare le condizioni degli individui e garantire l’accesso tanto ai servizi essenziali (salute, scuola, collegamenti, etc.) quanto a tutte quelle pratiche sociali che favoriscono la piena integrazione, in contrasto con i fenomeni di esclusione sociale. Il vertice non si focalizzerà solo sull’accessibilità delle infrastrutture, ma discuterà il ruolo delle stesse anche in relazione ai segmenti sociali più vulnerabili: le infrastrutture non solo come strumento per l’integrazione, ma anche per recuperare il senso di appartenenza a una comunità attraverso forme di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini nelle decisioni pubbliche che contribuiscono a creare coscienza civica. Al tempo stesso, quando si parla di infrastrutture stradali, il tema della sicurezza diventa prioritario e investe gli sviluppi tecnologici sui veicoli che possono diventare i motori di una nuova crescita economica. In proposito, durante il precedente summit di Karuizawa (Nagano – Giappone) i Ministri hanno concordato che le tecnologie per veicoli e strade debbano integrare il concetto di mobilità sostenibile, al fine di innovare e trasformare non solo il traffico su strada, la mobilità e l'industria di settore ma anche la società in generale, attraverso la declinazione dei principi di accessibilità, equità e coesione sociale.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 mar 2017

Le più belle mappe delle metropolitane del mondo

di Amedeo Paladino

Le mappe del trasporto pubblico sono rappresentative della cultura estetica delle città. Le mappe più iconiche ed apprezzate vengono riprodotte nelle magliette, negli ombrelli o nelle tende da doccia. In questa galleria vi mostriamo alcune mappe dei sistemi metropolitani che ci offrono una chiave di lettura della cultura delle rispettive città. Clicca sulle singole mappe e poi scorri la galleria. Questo articolo è liberamente tradotto dalla rivista online CityLab

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 mar 2017

#supertirrenia, domani verrà svelata la nuova operazioni d’immagine di Tirrenia

di Roberto Lentini

Grande fermento in casa Onorato Armatori per l'operazione di immagine che sta per lanciare Tirrenia. Una sorpresa, che verrà svelata solo domani e che renderà le navi della flotta più attraenti e sempre più adatte non solo alle famiglie con bambini, target di riferimento imprescindibile, ma anche a tutte le tipologie di clientela che si recano in Sardegna per vacanza o per lavoro. Un’operazione pensata in particolare per iniziare un processo di rinnovamento e di dinamismo, che da anni caratterizzano le strategie del gruppo. Un investimento che conferma la visione del Gruppo Onorato, che punta a consolidare la leadership del trasporto marittimo e portare il marchio Tirrenia e Moby su nuove rotte e nuovi mercati.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 mar 2017

Sciopero aereo, ecco l’elenco dei voli cancellati e quelli garantiti

di Roberto Lentini

Giornata difficile oggi per chi dovrà viaggiare in aereo a causa di due scioperi nazionali. Il primo di 24 ore - a eccezione delle fasce garantite 7-10 e 18-21 - del comparto aereo, aeroportuale e indotto degli aeroporti proclamato dal sindacato autonomo Cub Trasporti, il secondo di 4 ore (dalle 13 alle 17) dei controllori di volo indetto dalle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl-Ta e Unica.  Alitalia ha cancellato il 40% dei voli programmati per oggi, sia nazionali che internazionali. Sul sito alitalia.com è disponibile la lista completa dei voli cancellati, insieme alle informazioni dettagliate sulle modalità di riprotezione che prevedono il rimborso del biglietto o la possibilità di cambiare il proprio volo senza alcuna penale fino al 4 aprile. La Compagnia ha immediatamente attivato un piano straordinario per riproteggere sui primi voli disponibili – possibilmente in giornata – il maggior numero di passeggeri coinvolti nelle cancellazioni. Alitalia invita tutti i viaggiatori che acquistato un biglietto per volare il 20 marzo a verificare lo stato del proprio volo, prima di recarsi in aeroporto, chiamando il numero verde 800.65.00.55 (dall’Italia) o il numero +39.06.65649 (dall’estero), oppure contattando l’agenzia di viaggio presso cui hanno acquistato il biglietto. Il 20 marzo Alitalia impiegherà su alcune rotte domestiche e internazionali aerei più capienti per facilitare la riprotezione dei passeggeri. Negli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Linate la Compagnia ha previsto un rafforzamento del proprio personale per assicurare la massima assistenza ai clienti. E’ stato anche incrementato il numero degli addetti al call center. Anche Ryanair è stata costretta a cancellare, in data odierna, numerosi voli. In questo link potete trovare l'elenco completo dei voli cancellati. In questo link troverete invece tutti i voli garantiti in base alla legge 146/90.  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 mar 2017

Alitalia, in arrivo un Boeing 777-300ER per la tratta Roma-Buenos Aires

di Roberto Lentini

Nel piano di rilancio approvato dal nuovo Cda di Alitalia sono previsti, dal 2019, circa 2900 esuberi tra il solo personale di terra e l'assunzione di circa 500 persone sugli aerei tra assistenti di volo e piloti. Sono previsti inoltre 8 nuovi aerei che verranno utilizzati per una decina di nuove rotte di lungo raggio. Tra questi ci sarà il primo Boeing 777-300ER che diventerà così la nuova ammiraglia della Compagnia italiana. L'aereo ha circa otto anni ed è stato utilizzato da Air Austral fino allo scorso novembre. Verrà utilizzato dal 4 settembre sulla rotta Roma-Buenos Aires tre volte la settimana con partenza il  lunedi, mercoledi e venerdi, mentre gli altri giorni rimarrà il Boeing 772. La pianta della mappa mostra una configurazione a tre classi: Business, Premium Economy ed Economy. In Business Class i passeggeri saranno 30, in Premium Economy 24  e 328 in Economy. Una capacità totale di 382 posti a sedere, con 89 posti in più rispetto al Boeing 772. Il Boeing 777 è un Aereo di linea Wide-body a lungo raggio prodotto dall'industria statunitense Boeing a partire dalla metà degli anni novanta.Dotato di due motori a turboventola, è il più grande bimotore del mondo. Il 777-300ER è caratterizzato dalle estremità alari allungate e inclinate all'indietro, da un nuovo carrello principale e da un carrello anteriore rinforzato, e da serbatoi di carburante ausiliari. Il 300ER ha anche subito irrobustimenti della fusoliera, delle ali, degli impennaggi e degli attacchi dei motori. I propulsori standard della serie 300ER, i turbofan General Electric GE90-115B, sono i motori a reazione più potenti in servizio, con una spinta massima in condizioni normali di 513 kN (115 300 lbf). L'autonomia massima di 14.690 chilometri (7 930 miglia nautiche) è resa possibile da un aumento del peso massimo al decollo rispetto al modello 300 e da un aumento corrispondente della capacità di carburante. Il 300ER può volare a pieno carico su distanze del 34% più lunghe rispetto al 300. In seguito ad accurati test di volo alcune variazioni nel peso, unite al miglioramento dei motori e dell'aerodinamica dell'ala hanno permesso di ridurre il consumo di carburante di un ulteriore 1,4%. Foto di copertina: Boeing 777-200 ER Alitalia

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 mar 2017

A Roma Termini una nuova Sala Blu

di Roberto Lentini

Una Sala Blu completamente rinnovata a Roma Termini darà assistenza ai viaggiatori con disabilità o a ridotta mobilità (anche temporanea), così come agli anziani e alle donne in gravidanza che viaggiano in treno. I nuovi locali si sviluppano su circa 100 metri quadrati di superficie e sono caratterizzati dai colori blu, arancione e grigio. Nel nuovo spazio di assistenza i viaggiatori troveranno, oltre a un ampio desk con tre postazioni per gli operatori, un touch screen e un monitor per conoscere tutti i servizi di assistenza a disposizione, due monitor per gli orari di arrivo e partenza dei treni e un confortevole punto di attesa per l’accoglienza. Aperta tutti i giorni dalle 6.45 alle 21.30, la nuova Sala Blu di Roma Termini programma e coordina i servizi di assistenza in  30 stazioni: 22 nel Lazio, una in Abruzzo e sette in Sardegna. Per contattare la Sala Blu Roma Termini si può chiamare da rete fissa e mobile il numero telefonico 02.32.32.32 (a tariffazione ordinaria) e da rete fissa il numero verde gratuito 800.90.60.60, attivo 7 giorni su 7, dalle 6.45 alle 21.30, oppure scrivere a salablu.roma@rfi.it La sala è stata presentata ieri da Vito Episcopo, Direttore Territoriale Produzione di Roma di Rete Ferroviaria Italiana, ai presidenti delle principali associazioni nazionali impegnate nel campo della disabilità. Negli anni, il numero degli interventi nel Lazio è più che raddoppiato, passando dai 22.500 del 2011 ai 48.200 del 2016, in linea con il trend nazionale che ha registrato un salto dalle circa 150mila richieste del 2011 alle oltre 300mila nel 2016. La massima concentrazione di richieste (oltre l’80%) si registra a Roma Termini dove nel 2016 sono stati eseguiti oltre 39.000 interventi di assistenza. Cresce anche la soddisfazione di quanti utilizzano il servizio, che rilasciano un giudizio positivo per il 98% dei casi. Per prenotare il servizio, completamente gratuito, sono sufficienti solo 12 ore di preavviso, se chiesto telefonicamente durante l’orario di apertura delle Sale, e 24 ore per le richieste con e-mail. Il preavviso scende a un’ora se le località richieste per la partenza e l’arrivo sono inserite nel circuito FAST che comprende le 14 stazioni principali che ospitano Sale Blu (Ancona, Bari Centrale, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Genova Piazza Principe, Messina Centrale, Milano Centrale, Napoli Centrale, Reggio Calabria Centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Trieste Centrale, Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova), cui si aggiungono altri 15 scali (Venezia Mestre, Padova, Milano Porta Garibaldi, Milano Porta Garibaldi Sotterranea, Torino Porta Susa, Genova Brignole, Genova Piazza Principe Sotterranea, Bologna Centrale AV, Pisa Centrale, Roma Tiburtina, Fiumicino Aeroporto, Civitavecchia, Napoli Piazza Garibaldi, Salerno e Palermo Centrale).

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 mar 2017

La Stazione di Palermo Centrale: le origini

di Fabio Settimo Marineo

Quando il 28 aprile 1863 fu inaugurato il tratto di linea da Palermo a Bagheria, primo della ferrovia che doveva collegare il capoluogo della regione con Messina passando da Caltanissetta e Catania (1), fu anche inaugurata la prima stazione ferroviaria di Palermo, in via del Secco, dalla quale prese il nome. Si trattava in effetti di una soluzione provvisoria, che però ebbe 23 anni di vita. Già il 4 maggio 1863, quindi soltanto pochi giorni dopo l’inaugurazione, il Sindaco di Palermo Mariano Stabile si premurava di dichiarare che questa stazione non era adeguata al decoro della città. La interminabile provvisorietà (quasi un ossimoro!) fu prolungata anche dalla circostanza che nel giugno 1880 era stato aperto il primo tronco della ferrovia Palermo – Trapani, da Palermo a Partinico. Questa ferrovia fu realizzata da una società (Società Anonima per la Ferrovia Sicula Occidentale FSO) distinta da quella che aveva costruito la stazione di via del Secco (Società Italiana per le Strade Ferrate Meridionali), ma appariva logica la previsione di un collegamento tra le due linee. Tanto più per il fatto che il tracciato della linea di collegamento già realizzata tra la stazione del Secco e il porto di Palermo era in un tratto molto prossimo all’area del cantiere di Palermo della FSO, dove era stata realizzata la stazione di Palermo a servizio della linea per Trapani ed era stato costruito un fabbricato viaggiatori … provvisorio (anche questo!). Questa situazione ancora poco definita di localizzazione di una stazione principale a Palermo avrebbe potuto anche portare ad una nuova, totalmente diversa, localizzazione della futura stazione centrale. Uno dei luoghi candidati era Porta Vittoria (attuale Porta Reale in via Lincoln all’altezza di via Nicolò Cervello). Tale ipotesi appare davvero bizzarra, considerando che la sua realizzazione avrebbe comportato la distruzione della Villa Giulia e probabilmente anche dell’Orto Botanico. La zona prescelta per il nuovo fabbricato viaggiatori in definitiva tenne conto dell’impianto ferroviario già esistente della stazione del Secco: fu quella appena fuori il tratto di mura tra la porta S. Antonino, in corrispondenza della quale era l’estremità sud della via Maqueda, e la porta di Termini, che era localizzata in corrispondenza della via Garibaldi. In tale area (Figura 1) erano presenti soltanto le cortine di edifici prospicienti le strade mentre il piano che si prolungava verso il fiume Oreto risultava sostanzialmente libero da edifici e occupato da giardini e orti. Tale zona era denominata “fondo Lo Verde” e più a est “Vigna del Gallo”. Nella planimetria riportata in Figura 2, redatta dall’ing. Valsecchi, Direttore delle Ferrovie Siciliane nel 1869, è rappresentato un primo schema di inserimento della nuova stazione centrale, con la indicazione dei principali assi viari cittadini e dell’edificato esistente. Si nota, per prima cosa, che il nuovo fascio binari si sviluppava a partire da quello esistente con l’inserimento della deviazione planimetrica necessaria per ottenere che i binari terminali di stazione risultassero ortogonali alla via Lincoln, in modo da favorire l’inserimento armonico del fabbricato viaggiatori nel tessuto urbano esistente. In questo schema il fabbricato viaggiatori era quindi previsto con la facciata principale parallela alla via Lincoln ma anche allineata ad essa, a differenza di quello definitivo, come vedremo in seguito. La sistemazione urbana prevista nelle immediate adiacenze, tra le attuali via Oreto e corso dei Mille, non sembra ancora prevedere gli spazi necessari in funzione del traffico cittadino che si sarebbe concentrato nella zona della nuova stazione, problema che già affliggeva la stazione del Secco. Inoltre l’ampiezza del fabbricato viaggiatori era tale da potere ospitare quattro binari al suo interno, mentre un’altra coppia di binari direttamente raccordati erano previsti dal lato dell’attuale piazza Cupani. Infine altri due binari di servizio sono indicati dal lato dell’attuale via Balsamo, ma per portare su essi i rotabili sono previste soltanto delle piattaforme girevoli. Nel Piano Generale della Stazione di Palermo del 1879 (Figura 3) è rappresentato il fascio binari esistente a servizio della stazione del Secco e i binari per i nuovi magazzini merci e piani caricatori. Il nuovo fabbricato viaggiatori è rappresentato con una pianta, ruotata con il criterio detto in precedenza, che in questo Piano prevede due marciapiedi intermedi tra le due ali dedicate ad arrivi e partenze e quindi i binari terminali principali sono ora diventati sei. Il nuovo fascio binari non è però rappresentato. A destra, appena oltre il ponte sul fiume Oreto, si vede la diramazione da cui si origina la linea per il porto di Palermo. Non risulta esplicitamente risolto, almeno graficamente, il rapporto tra il fabbricato previsto ed il tessuto urbano esistente. Le Figure 4 e 5 riportano rispettivamente due planimetrie proposte per il Piano Regolatore della Città di Palermo, la prima del 1884 redatta dall’Ing. Castiglia (2) e la seconda del 1885 redatta dall’Ing. Giarrusso (3), che fu poi adottato. Si nota che già al momento della progettazione della nuova stazione centrale si tenne conto della previsione della realizzazione di un nuovo asse viario principale che doveva collegare la zona della stazione del Secco con il porto di Palermo. Nella figura Figura 4 il nuovo asse avrebbe unito la attuale piazza Giulio Cesare (originariamente dedicata a Vittorio Emanuele II) con la attuale piazza XIII vittime. Nella Figura 5 è rappresentato l’asse viario che in effetti fu poi realizzato, l’attuale via Roma. Come si può constatare, il fabbricato viaggiatori della stazione Centrale di Palermo è perfettamente in asse con la via Roma. Il progetto generale della stazione e quello dei singoli fabbricati di servizio fu approvato nel dicembre 1879 e fu così possibile iniziare i necessari espropri. Il progetto finale del fabbricato viaggiatori della stazione Centrale di Palermo, redatto dall’architetto Di Giovanni, fu approvato nel 1881. La Stazione Centrale di Palermo fu inaugurata il 7 giugno 1886. Nella Figura 6 è riportato il piano generale della Stazione Centrale al 1888, quando essa passò alla neo costituita Società Italiana per le Strade Ferrate della Sicilia. Il fabbricato viaggiatori, a differenza che nel primo schema di inserimento dell’ing. Valsecchi, fu previsto e costruito in posizione arretrata rispetto alla via Lincoln in modo da realizzare davanti ad esso una piazza di dimensioni adeguate. La facciata principale (v. Figura 7) si affacciava quindi sulla piazza Vittorio Emanuele II (attuale piazza Giulio Cesare) e presentava all’origine una sola elevazione sopra il piano terra. La differenza principale con il vecchio fabbricato di via del Secco, dal punto di vista puramente ferroviario, è certamente la tipica forma delle stazioni di testa che si collocano fisicamente oltre i paraurti terminali dei binari, dando così anche concretamente il segno dell’inizio/termine (comunque “testa”) della linea. Il corpo principale di testa, appunto, ha due propaggini laterali, parallele ai binari (v. Figura 8). Tali fabbricati all’origine consistevano del solo piano terra, erano distanti tra essi circa 40 metri, e costituirono l’appoggio per la tettoia metallica che copriva i sei binari terminali ed i marciapiedi. I due fabbricati laterali furono distinti uno per gli arrivi (quello lato piazza Cupani) e l’altro per le partenze (lato via Balsamo) ed in effetti il portico perimetrale che cinge i tre lati esterni della stazione a metà circa dei bracci laterali si allarga e raddoppia in corrispondenza dei passaggi che mettono in comunicazione il piazzale interno con la viabilità esterna. In questo modo furono creati i due vestiboli carrozzabili per gli arrivi e le partenze. In Figura 9 è rappresentato il prospetto della stazione Centrale preso dal lato interno. Sono visibili alle due estremità i vestiboli prima indicati cui seguono i due prospetti, corti, dei fabbricati laterali con le relative coperture a falde, su cui poggia la tettoia metallica. Al di sotto di essa è rappresentato il prospetto interno del corpo principale la cui sagoma è coronata dall’orologio rivolto verso la piazza antistante. In Figura 10 è riportato il disegno datato 1883, redatto dalla Direzione Lavori, della sezione trasversale della “stazione definitiva di Palermo” (sic!) in cui risulta riportata in dettaglio la struttura della tettoia. Si vedono inoltre il prospetto interno del corpo principale, con orologio, e le sezioni dei marciapiedi con i sei binari terminali. L’immagine che costituisce la Figura 11 rende l’ampiezza della tettoia metallica per confronto con i mezzi e le persone. Inoltre in tale figura si vede bene in primo piano il sistema di piattaforme girevoli, rappresentato nella planimetria in Figura 6, utilizzato per lo spostamento dei carri nei binari di servizio laterali. Nei prossimi articoli approfondiremo vari aspetti riguardanti la stazione Centrale di Palermo. E sono tanti…. _____________________________ Note 1 Decreto del 25 giugno 1860 del Governo provvisorio di Garibaldi. 2 Luigi Castiglia fu un ingegnere comunale e redasse vari progetti urbanistici per la città di Palermo. 3 L’ingegnere Felice Giarrusso redasse il Piano Regolatore Generale adottato dal Comune di Palermo nel 1885. Fu uno dei primi PRG in Italia, preceduto soltanto da quelli di Firenze (1865) e di Roma (1882). _____________________________ Elenco delle figure e fonti Figura 1 – Pianta topografica della Città di Palermo e suoi dintorni – scala 1:5.000 – anno 1864 – Officio Superiore dello Stato Maggiore di Napoli (1). Figura 2 – Il primo elaborato, ancora non ufficiale, con la previsione della Stazione Centrale di Palermo (23 dicembre 1869). (Archivio Storico Comunale del Comune di Palermo) (2). Figura 3 – Il piano generale della Stazione Centrale così come previsto nel 1879 (Archivio Amoroso) (2). Figura 4 – Piano regolatore dei mandamenti interni della Città di Palermo – scala 1:5.000 – Luigi Castiglia 1884 – Relazione sul bonificamento della città presentata alla Giunta comunale dagli assessori Paternostro e Scicolone – (1). Figura 5 – Piano regolatore di risanamento della Città di Palermo – scala 1:5.000 – Felice Giarrusso 1885 – Relazione sul bonificamento della città presentata alla Giunta comunale dagli assessori Paternostro e Scicolone (1). Figura 6 – Piano generale della Stazione Centrale 1888 (Archivio di Stato di Palermo) (2). Figura 7 – Prospetto principale della Stazione Centrale in una fotografia del 1887 con il monumento equestre a Vittorio Emanuele II (3). Figura 8 – Prospetto laterale su piazza Cupani della Stazione Centrale in una fotografia del 1887 (3). Figura 9 – Disegno del prospetto interno della Stazione Centrale (Archivio Amoroso) (2). Figura 10 – Sezione trasversale della tettoia viaggiatori della Stazione Centrale (Archivio Amoroso) (2). Figura 11 – Prospetto interno della Stazione Centrale con la tettoia metallica (3). (1) Tratta da: Cesare Barbera Azzarello - Raffigurazioni, Vedute e Piante di Palermo - Lussografica Edizione 2008 (2) Tratta da: Le stazioni ferroviarie di Palermo – pubblicato nel 2000 a Palermo dal Centro regionale per la progettazione ed il restauro – Assessorato dei beni Culturali e Ambientali e della Pubblica Istruzione della Regione Siciliana – a cura di M. Carcasio e S. Amoroso – testi di AA.VV (3) Tratta da: Francesco Ogliari - Dilettoso viaggio - Storia dei trasporti italiani - volume 29°. Sicilia - Milano : Cavallotti Editore 1977.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 mar 2017

Energia solare anche di notte: la rivoluzione arriva dal Nevada

di Andrea Baio

Sfruttare al meglio l'energia solare è il sogno di ogni scienziato. Ogni ora il sole cede alla terra abbastanza energia da soddisfare l'intero fabbisogno mondiale per un anno intero. Energia che ad oggi però, a causa della tecnologia ancora non sufficientemente avanzata, non può essere incanalata in modo semplice ed economico. Passi da gigante si sono fatti negli ultimi anni, e in tal senso, in un angolo remoto del deserto del Nevada, sorge un'oasi "miracolosa" che potrebbe far ben sperare per il futuro. A circa 200 km a nord-ovest di Las Vegas si trova infatti una centrale solare costituita da un'altissima torre circondata da oltre 10 mila pannelli di vetro argentato, che occupano una superficie di più di un milione di metri quadrati. Questa centrale è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di oltre 75000 famiglie nei periodi di picco, 24h su 24 e 7 giorni su 7. La tecnologia utilizzata in questi innovativi pannelli è chiamata Crescent Dunes, e ha la particolarità di rendere i pannelli funzionanti anche di notte. Come funziona? Come fa notare Kevin Smith, fondatore del progetto: "il problema dell'energia solare, è che è intermittente. Quando il sole va via, fine dei giochi". Questo innovativo campo di pannelli solari invece, è in grado di seguire il corso del sole esattamente come fanno le piante eliotropiche, riflettendo la luce sulla torre centrale in ogni ora del giorno, permettendo a quest'ultima di incanalare energia. Si tratta della più avanzata tecnologia di stoccaggio energetico al mondo, anche meglio conosciuta come accumulo a sali fusi. Nello specifico, la centrale spinge una miscela di potassio e nitrato di sodio pre-riscaldata a 288°C sino in cima alla torre, dove attraverso la luce solare viene riscaldata sino a 560°C. A questo punto la miscela a temperatura molto elevate scende nuovamente giù dalla torre, e viene stoccata in una grossa vasca isolante, pronta ad essere convertita in energia elettrica quando necessario, attraverso una turbina a vapore convenzionale. E' proprio il sistema di stoccaggio che consente l'utilizzo dell'energia solare anche la notte. "Questa tecnologia potra competere in futuro anche con le centrali a carbone, e persino quelle nucleari" - continua Smith - "proprio per la sua capacità di immagazzinamento". Insomma, il sogno di un'energia pulita, efficiente, e potenzialmente infinita potrebbe ben presto essere realtà. Saranno d'accordo i colossi del petrolio?

Leggi tutto    Commenti 1