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07 nov 2017

Interramento stazione Fal Modugno: raggiunta intesa con Comune e cittadini

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Ridurre al minimo tempi di realizzazione ed eventuali impedimenti burocratici relativi ai lavori di interramento della stazione di Modugno condividendo le scelte tra Amministrazione Comunale, Ferrovie Appulo Lucane e cittadini, per raggiungere entro fine 2018 il duplice obiettivo di consegnare alla Città di Modugno un'opera che 'ricucirà' il territorio urbano, oggi spezzato in due da binari, e di realizzare uno degli snodi principali del raddoppio della linea ferroviaria Bari - Matera che consentirà di aumentare il livello di sicurezza e di abbattere notevolmente i tempi di percorrenza. Sono gli obiettivi del protocollo d'intesa sottoscritto ieri, 6 novembre 2011, tra Comune di Modugno e Ferrovie Appulo Lucane al fine di regolare i rapporti tra le parti nella realizzazione del progetto FAL di interramento ferroviario nell'abitato modugnese. Un atto preceduto dall'intesa siglata la settimana scorsa tra le FAL e il Comitato dei residenti nella zona dei lavori, con la quale le Ferrovie, mostrando grande sensibilità e recependo le istanze pervenute dai cittadini in una serie di incontri e pubblici dibattiti, si sono impegnate a ridurre al minimo i disagi ai residenti durante i lavori e a realizzare alcune piccole opere accessorie atte a migliorare viabilità, vivibilità ed accessibilità nella zona. Nell'ambito delle opere in cantiere, l'amministrazione Magrone aveva inoltre rappresentato l'esigenza di risolvere definitivamente i problemi connessi alla fogna nera e alla fogna bianca del quartiere Porto Torres e quelli legati all'allagamento nei pressi dei due passaggi a livello della linea. Così, nel protocollo d'intesa firmato ieri sono stati previsti gli interventi per la realizzazione di nuovi tronchi di fogna bianca e nera, anche di collegamento alle reti pubbliche cittadine, per Porto Torres, e nuovi tronchi di fogna bianca al servizio di Via XX Settembre e via Bitonto. "Questo atto per noi significa molto - commenta il Presidente Fal Matteo Colamussi - è il punto di arrivo di circa un anno di confronto tra Fal, Amministrazione Comunale e cittadini al termine del quale, grazie alla collaborazione ed alla preziosa mediazione del Sindaco Nicola Magrone e dell'intera Giunta comunale, garantendo la nostra massima disponibilità a recepire le istanze dei residenti, siamo riusciti a far comprendere che a fronte di qualche mese di innegabili disagi dovuti ai lavori, i residenti della zona, l'intera Città e tutta la comunità che usufruisce dei collegamenti ferroviari tra Bari e Matera, trarrà enormi vantaggi dalla realizzazione di questa imponente opera pubblica. Al termine dei lavori Modugno avrà una stazione interrata, moderna, con gallerie, sovrappassi e spazi verdi ed una Città più bella e a misura di cittadini". "Siamo consapevoli della rilevanza, anche strategica dell'opera - dice il Sindaco di Modugno Nicola Magrone - ma siamo sensibili anche alle preoccupazioni per l'impatto che i lavori avranno in aree in cui risiede un non trascurabile numero di cittadini. Il Comune ha cercato di garantire il più possibile i cittadini collaborando con loro, che hanno peraltro dimostrato una grande sensibilità civica, e con le FAL nella ricerca di soluzioni che riducessero al minimo gli inevitabili disagi. Allo stesso tempo il Comune si è posto l'obiettivo della salvaguardia di alcuni beni come gli edifici della stazione e del casello, i quali sono da considerarsi beni storico-culturali. Il protocollo d'intesa non è altro che il risultato dell'impegno a contemperare tutti gli interessi in campo."

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07 nov 2017

Aeroporto di Bologna. Ad ottobre già superati i 7 milioni di passeggeri

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Continua senza sosta la crescita di passeggeri dell’Aeroporto di Bologna. Dopo i record estivi, con oltre 800 mila passeggeri al mese in luglio, agosto e settembre, la chiusura di ottobre ha fatto registrare il superamento dei 7 milioni di passeggeri annui (per l’esattezza: 7.007.920), con un trend di crescita del +6,6% sullo stesso periodo del 2016. Nel primi dieci mesi dell’anno i movimenti sono stati 57.254, con una crescita del 2,7%. Le merci totali sono aumentate del 13,8%, con 34.868 tonnellate trasportate. Positiva anche la performance del singolo mese di ottobre che, con 714.576 passeggeri, segna una crescita del 5,8%. Nel dettaglio, ad ottobre i passeggeri su voli internazionali sono stati 546.826, mentre quelli su voli nazionali sono stati 167.750. I movimenti aerei, 5.986, hanno registrato un incremento del 4,2% sullo stesso mese del 2016, mentre le merci trasportate per via aerea hanno registrato un aumento dell’11,4% per un totale di 3.785 tonnellate. Le tre destinazioni preferite del mese sono state: Parigi Charles De Gaulle, Francoforte e Palermo. Tra le mete più “gettonate” di ottobre troviamo anche: Londra Heathrow, Catania, Londra Stansted, Monaco, Roma Fiumicino, Amsterdam e Barcellona. Rispetto allo stesso mese del 2016, si evidenzia la crescita di Istanbul (+18,3%), Monaco (+11,8%) e Valencia (+11,6%)

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02 nov 2017

Domani riapre la tratta ferroviaria da Soveria Mannelli a Catanzaro

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Oggi il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ha presenziato, a Soveria Mannelli, alla riattivazione della tratta ferroviaria compresa tra le stazioni di Soveria Mannelli e Gimigliano. Da domani  venerdì 3 novembre ci sarà la ripresa delle corse e la riapertura al pubblico della tratta ferroviaria che collega i centri dell'area centrale della Calabria con il capoluogo di Regione. La sospensione del servizio sulla linea ferrata si era resa necessaria per eseguire i lavori urgenti nella galleria di Gimigliano. I lavori ultimati sono parte di un più ampio programma di riqualificazione e di rilancio della linea ferroviaria Cosenza - Catanzaro lido di Ferrovie della Calabria, fortemente voluto dal Presidente Oliverio, ed in misura significativa già finanziato dalla Regione Calabria.

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02 nov 2017

BRESCIA | Lavori nella stazione per attivazione innesto linea AV

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Al via i lavori propedeutici all’attivazione dell’innesto della linea Alta Velocità Milano – Brescia nella stazione di Brescia funzionali a ridurre le interferenze tra i servizi regionali e i servizi alta velocità. Gli interventi sono in programma dalle 20.00 di venerdì 3 alle ore 5.00 di mercoledì 15 novembre e dalle 20.00 di venerdì 24 alle 5.00 di mercoledì 29 novembre. Per consentire l’attività dei cantieri alcuni treni AV e regionali potranno allungare i tempi di viaggio fino a 15 minuti.

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30 ott 2017

Traforo del Gran San Bernardo. Una soluzione tecnica per i lavori di riapertura

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Un distacco di detriti dalla volta della galleria del traforo del Gran San Bernardo, al chilometro 4,7, avvenuto  il 21 settembre 2017 ne ha causato la chiusura alla circolazione. Venerdì 27 ottobre 2017 il Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Laurent Viérin e il Capo di Gabinetto della Presidenza, Paolo Di Nicuolo, hanno incontrato i sindaci di Saint-Rhémy-en-Bosses, Saint-Oyen, Etroubles, Allein, Gignod, il Presidente del CPEL e il Presidente dell’Unité des Communes Grand Combin, nonché i vertici di Confcommercio Valle d’Aosta per informare e condividere gli approfondimenti della situazione tunnel con i rappresentanti di categoria e gli amministratori interessati. La riunione è stata l’occasione per un confronto sull’avanzamento del percorso messo in atto per risolvere la questione della riapertura in sicurezza del traforo del Gran San Bernardo, evitando i risvolti negativi che avrebbe avuto una chiusura prolungata sull’economia e sulla vita delle vallate dei due versanti interessati e per tutto il contesto regionale. L’incontro è stato inserito nella fitta agenda di appuntamenti che si sono susseguiti, negli ultimi dieci giorni, per affrontare le soluzioni necessarie per il traforo. Il Presidente Viérin ha colto l’occasione per sottolineare come, a seguito di diversi incontri avuti con le parti politiche e tecniche nazionali (Ministero) e svizzere, si sia sbloccata la situazione di stallo che si era creata e come sia stato possibile individuare una soluzione progettuale condivisa, mirata a una rapida riapertura in sicurezza, grazie alla piena sintonia trovata con le autorità del Vallese, in merito all’obiettivo, e ai tecnici delle società SITRASB, TUNNEL S.A. e SISEX che hanno lavorato a questo fine e che si ringraziano. A questo proposito dichiara il Presidente Viérin, a nome del Governo regionale: "Ringraziamo il Presidente du Gouvernement du Canton du Valais Jacques Melly e le autorità del vallese, le società interessate Sitrasb, Tunnel SA e Sisex, ma anche il Ministero delle Infrastrutture e l’Anas per il loro supporto, la disponibilità e la collaborazione di questi giorni, che ci hanno permesso di sbloccare la situazione e che ci hanno accompagnato nell’individuazione della migliore soluzione possibile e partire con lavori di messa in sicurezza, per dare una risposta concreta alle esigenze delle comunità del Gran San Bernardo e dell’intera Valle d’Aosta e del Vallese. La cooperazione transfrontaliera tra il Governo regionale e il Conseil d’Etat du Valais ha trovato un nuovo slancio proprio su questo dossier puntuale e verrà confermata e rafforzata nella riunione del Conseil Valais-Vallée d’Aoste et du Grand Saint-Bernard, che si è deciso di riconvocare il 29 gennaio prossimo dopo più di 10 anni. Le società stanno provvedendo ora all’esecuzione dell’intervento affinché sia garantita la richiesta qualità dei lavori e siano contenute al massimo le tempistiche di esecuzione. Dopo la riapertura, le società continueranno comunque a raccordarsi per definire tutti quegli interventi finalizzati al miglioramento generale dell’infrastruttura e a manutenzioni programmate, definendo le azioni di medio e lungo periodo e i lavori, che potranno essere realizzati negli anni a venire, anche senza un impatto particolarmente critico sulla circolazione. Si tratta di un percorso fatto di tappe e coerente con la natura del traforo, che è un’infrastruttura a servizio del territorio e delle comunità, alle cui aspettative deve dare risposta, ma anche una via di comunicazione internazionale di rilievo". I rappresentanti di Confcommercio e i sindaci della vallata del Gran San Bernardo hanno confermato la loro disponibilità e il loro impegno a proseguire questo dialogo insieme alla Presidenza della Regione.

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30 ott 2017

ROMA | Primo Piano della Mobilità Elettrica

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Almeno settecento colonnine di ricarica entro il 2020 per sviluppare la mobilità elettrica a Roma, in centro e nelle periferie, un mercato aperto a tutti gli operatori disposti a investire sul territorio, un quadro di regole definite a tutela del servizio e degli operatori e un’App che consenta a tutti i cittadini di poter far richiesta di colonnine elettriche sul territorio. Questi i punti cardine del primo Piano della mobilità elettrica, approvato dalla Giunta capitolina, e del nuovo regolamento che disciplina l’installazione e la gestione degli impianti di ricarica. “Roma sarà polo di attrazione per l’elettrico nei prossimi anni. La città si dota del primo piano capitolino e del primo regolamento sull’elettrico. Da oggi ha inizio un percorso certo, definito, che porterà ad aumentare gli impianti di ricarica dal centro alle periferie: dalle stazioni di servizio del Gra alle Mura Aureliane. Siamo a lavoro per agevolare i cittadini e per la semplificazione dell’erogazione del servizio: entro un anno realizzeremo un’App che consenta a chiunque lo desideri di richiedere l’installazione dei punti di ricarica, uno strumento consultivo, per definire meglio la domanda e migliorare gli spostamenti in città”, dichiara l’assessora alla Città in Movimento di Roma Capitale Linda Meleo. “Oggi le regole diventano chiare per chiunque voglia investire in questo settore. Per rendere capillare la rete saranno promossi incentivi per i gestori di parcheggi privati che siano disposti a offrire servizi di ricarica nei nodi di scambio o nel centro storico. Questo piano permetterà uno sviluppo ordinato del mercato che interesserà tutto il territorio metropolitano e arriverà sino a Ostia e Acilia”, spiega Meleo. Il regolamento definisce la distribuzione capillare delle settecento colonnine elettriche che copriranno tutte le sei zone del Piano generale del traffico urbano. Un numero che tiene in considerazione le esigenze di ricarica in proporzione al numero di addetti, con l’obiettivo di soddisfare il fabbisogno degli utenti. Il regolamento stabilisce la cornice in cui collocare le colonnine per uno sviluppo orientato dell’offerta, ma non pone limiti alle richieste complessive di installazioni pur tracciando un percorso normativo, legato alla fattibilità tecnica. Ogni operatore potrà fare richiesta per un massimo di trenta lotti, ognuno dei quali è composto da quaranta colonnine di “pubblico accesso” per un totale di 1.200 colonnine per azienda. Inoltre per garantire la distribuzione capillare su tutto il territorio di Roma, dal centro alle periferie, le società saranno tenute a distribuire nelle sei zone del Pgtu e in maniera uniforme il 60% degli impianti di ricarica, mentre saranno libere di poter collocare il restante 40%. Nel regolamento, inoltre, si specifica che il 20% dei nuovi impianti sarà ad alta potenza. Modello alla base dello studio è garantire un adeguato numero di punti di ricarica anche ad alta e media potenza lungo i principali assi di accesso alla città e nei punti maggiormente trafficati come le aree di parcheggio di lunga sosta, posteggi davanti agli uffici pubblici, centri commerciali, cinema. Con l’attuazione del Piano, l’Amministrazione prevede entro il 2019 la creazione di una piattaforma dedicata, un’App, in grado di acquisire direttamente gli indirizzi indicati dai singoli cittadini per l’installazione di punti di ricarica. Con l’applicazione, che progetterà Roma Servizi per la mobilità, il cittadino potrà segnalare la posizione in cui desidera l’impianto di ricarica, e indicare se è già possessore o utilizzatore di un veicolo elettrico. Con questa App sarà possibile specificare la fascia oraria in cui il cittadino vorrebbe utilizzare il punto di ricarica e indicare se la colonnina desiderata è vicino all’abitazione o al luogo di lavoro. L’applicazione identificherà le coordinate geografiche e le imprese così potranno valutare la fattibilità tecnica. In questo modo sarà possibile capire la reale domanda, le preferenze dei cittadini, in modo da garantire una capillare distribuzione sul territorio comunale. Il Piano della mobilità elettrica ora passerà all’esame della Commissione capitolina Mobilità per poi essere sottoposto ai Municipi, che avranno trenta giorni per esprimersi, fino ad approdare in Assemblea capitolina.

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27 ott 2017

Centostazioni: a Milano parte riqualificazione di Piazza Freud e della stazione Porta Garibaldi

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Rendere più ordinata e accogliente l’area d’ingresso alla Stazione Garibaldi, uno degli snodi nevralgici e di primaria importanza per il traffico ferroviario in città. Con questo obiettivo la Giunta ha approvato le linee di indirizzo per la stipula di una convenzione tra il Comune di Milano e le società Centostazioni e FS Sistemi Urbani - del Gruppo FS Italiane - per la riqualificazione di piazza Sigmund Freud. L’intervento, che verrà realizzato da Centostazioni, quale concessionaria di FS Italiane e titolare del diritto di utilizzazione in esclusiva della Stazione Garibaldi, consentirà di migliorare la fruibilità e la sicurezza pedonale e ciclabile della piazza antistante la stazione ferroviaria di proprietà di FS Sistemi Urbani, riordinando le aree adibite al trasporto veicolare pubblico e privato. In particolare, si prevede il riassetto e l’ampliamento delle aree pedonali soprattutto nell’area antistante l’ingresso della stazione, la limitazione al solo transito ciclo-pedonale dell’area di connessione tra l’ingresso della stazione e la scala di collegamento con il Parco pubblico Biblioteca degli Alberi, la riorganizzazione degli stalli da destinare per la sosta dei taxi, per disabili, per la Polfer e di servizio al Gruppo FS Italiane, la realizzazione di parcheggi per il car sharing e le auto elettriche, la riorganizzazione e l’ampliamento degli stalli per biciclette e bike-sharing. È prevista la realizzazione di aree verdi. “L’intervento valorizzerà la peculiarità intermodale della stazione e ristabilirà decoro urbano ad una delle porte privilegiate di accesso alla città – dichiara l’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran – Piazza Freud, infatti, non è solo l’ingresso ad una stazione frequentata ogni giorno da migliaia di persone che utilizzano i mezzi pubblici - due line della metropolitana, treni urbani, suburbani, linee nazionali e internazionali, mezzi in sharing - ma è anche un punto di collegamento con il contesto circostante, dove uno dei piani urbanistici più prestigiosi degli ultimi anni ha ridefinito lo skyline della città con edifici di elevata qualità architettonica”. Oltre alla piazza, la riqualificazione riguarderà gli spazi interni della Stazione Garibaldi, che saranno riorganizzati e resi più accoglienti. “Con l’intesa raggiunta da Centostazioni, capofila del Gruppo FS Italiane, e il Comune – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Sara Venturoni – si realizzano i presupposti per una migliore integrazione della stazione con la città, sia nella direzione della riqualificazione dello spazio urbano antistante, sia dell’offerta e diversificazione dei servizi all’interno della stazione. In coerenza con la nuova vision del Piano industriale 2017-2026 di FS Italiane la stazione diventa un hub cittadino, nodo di scambio modale interconnesso con le reti di mobilità, e polo attrattore di nuove funzionalità di interesse urbano, capace di contribuire al positivo sviluppo della città in ottica smart.” I lavori si concluderanno entro la fine del 2019. 

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27 ott 2017

Terzo Valico: visita di istituzioni e stampa ai cantieri genovesi

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Il Terzo Valico è l’opera che permetterà al Porto di Genova di essere collegato ai mari del Nord diventando una piattaforma logistica internazionale. Genova diventerà, per i trasporti, una delle principali porte verso l’Europa, dando al Paese un’ulteriore opportunità di sviluppo. Questa la prospettiva illustrata oggi durante un sopralluogo ai cantieri dell’opera da parte delle Istituzioni e della stampa, opportunità per conoscere le sfide e le soluzioni a livello ingegneristico di un’opera considerata un’eccellenza italiana. Alla visita hanno partecipato il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il Sindaco di Genova, Marco Bucci, il Commissario straordinario del Governo, Iolanda Romano, l’Amministratore Straordinario di Cociv, Marco Rettighieri, il Direttore Generale Cociv, Nicola Meistro e il Direttore Investimenti Progetti AV/AC di Rete Ferroviaria Italiana, Daniela Lezzi. Il sopralluogo ha rappresentato anche l’occasione per entrare nella galleria di interconnessione con il porto di Voltri a Campasso e visitare il fronte di scavo genovese della Galleria di Valico che, con i suoi 27 chilometri, sarà la galleria più lunga d’Italia. La sua realizzazione prevede venti fronti di scavo, suddivisi nelle quattro finestre già ultimate che a fine lavori saranno utilizzate come uscite di sicurezza e per gli interventi di manutenzione della linea. L’opera porterà, entro il 2019, a un aumento della forza lavoro che coinvolgerà circa 2.500 persone, tra maestranze e impiegati, sia in territorio ligure sia piemontese.  Questo anche grazie all’accelerazione impressa negli ultimi mesi alla pubblicazione e aggiudicazione dei bandi dei lavori in affidamento. “La realizzazione del Terzo Valico – ha spiegato Daniela Lezzi, Direttore Investimenti Progetti AV/AC di Rete Ferroviaria Italiana – rientra nella cura del ferro che RFI sta attuando grazie ai finanziamenti resi disponibili dal Governo. L’opera è parte fondamentale del Core Corridor  TEN-T Reno-Alpi, l’asse che collega le regione europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale. Contiamo così di contribuire a quel riequilibrio modale che è l’obiettivo del Libro Bianco dei Trasporti UE: trasferire entro il 2030 il 30% del trasporto merci su ferro e il 50% entro il 2050.” Il commissario di Governo per il Terzo Valico Iolanda Romano, ha confermato la convergenza di visione con la Regione: “Siamo impegnati per rispettare la scadenza del 2022 per l’attivazione della nuova linea. Perché rompere l’isolamento della Liguria è uno degli elementi su cui ruota Connettere l’Italia, la strategia del ministero delle Infrastrutture che punta a far diventare il nostro paese il porto dell’Europa sul Mediterraneo. Una volontà testimoniata dall’entità degli investimenti in infrastrutture concentrati sul territorio ligure”.  

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27 ott 2017

Al via la Cabina di regìa per la logistica del Nord Est

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Si sono tenuti ieri a Venezia gli Stati Generali della Logistica del Nord Est, ospiti della Marina Militare nella storica cornice dell’Arsenale. Una mattinata di incontri con oltre 300 ospiti tra istituzioni, esperti e operatori nei settori della portualità, della logistica e dei trasporti. Obiettivo della giornata: dare vita al primo sistema integrato interregionale di infrastrutture per potenziare l’area del Nord Est mettendo in valore i servizi offerti da porti e interporti di Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. A sancire la collaborazione futura e fattiva tra i sistemi portuali e gli interporti, è stato firmato un position paper strategico che costituirà una Cabina di Regia tra porti, interporti e Ministero delle Infrastrutture per il rilancio della logistica a Nordest. Si tratta dell’inizio di un percorso comune che porterà alla redazione di un vero e proprio Protocollo di Intesa con l’ambizioso compito di potenziare e armonizzare gli interventi programmati, i cantieri aperti e le priorità di ciascun territorio creando un sistema logistico integrato di infrastrutture e servizi che svilupperà effetti positivi e duraturi per l’intero Nordest. La Cabina di Regia, dotata di un apposito livello tecnico di coordinamento, comprenderà tutti i soggetti pubblici e privati rilevanti per esprimere la visione di sistema, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative dei soggetti pubblici preposti alla pianificazione dei trasporti e della logistica sui territorio. Grazie ad una lista già individuata di priorità si potrà investire sullo sviluppo integrato e sistemico delle infrastrutture di trasporto merci e logistica del Nordest, enfatizzandone il ruolo di supporto ad una delle aree economiche e produttive più importanti d’Italia. Si potenzierà così la funzione del Nordest quale gateway internazionale per i traffici marittimi dell’Europa centro-orientale e proponendo una visione integrata e unitaria di progetti di incremento dell’accessibilità marittima e terrestre (ferroviaria in primo luogo) del territorio. Con queste azioni si intende promuovere la macro area logistica del Nordest, lungo l’asse multimodale di interconnessione Est-Ovest (Corridoio Mediterraneo) e quella Nord-Sud (Corridoio Adriatico Baltico e Corridoio Scandinavo Mediterraneo) e con lo sbocco al mare attraverso il sistema della portualità delle Regioni Emilia Romagna, Friuli e Veneto e dei porti fluviali di Mantova-Cremona perseguendo allo stesso tempo i seguenti obiettivi: adozione di misure volte a garantire sia un’adeguata governance degli investimenti previsti nei tre Corridoi, soprattutto favorendo l’ottimizzazione dell’utilizzo delle infrastrutture esistenti; completamento delle nuove grandi infrastrutture ferroviarie lungo i Corridoi TEN-T; anticipazione degli interventi per l’adeguamento agli standard operativi necessari per l’efficiente sviluppo dell’intermodalità fra i porti, i retroporti e i mercati; sviluppo di sistemi ICT finalizzati alla velocizzazione del flusso delle merci, all’integrazione fra i vari attori della catena di trasporto e logistica. CONTESTO MACRO ECONOMICO Una delle caratteristiche principali dell’economia del Nord-Est, nonché suo essenziale motore di sviluppo, è la forte propensione verso i commerci e le relazioni con i mercati esteri. Le migliori performance si registrano verso i tradizionali mercati per l’export dei Paesi occidentali: Germania, Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Spagna ed Austria. Inoltre, gli operatori tedeschi, austriaci, ungheresi, della Repubblica Ceca, della Slovacchia, guardano con crescente interesse ai porti italiani del Nord Adriatico come terminali marittimi dei loro scambi con il Far East e con il Nord Africa, e così anche per i prodotti della manifattura del Centro-Est Europa, tradizionale area landlocked in cui i tassi di crescita della produzione sono costanti e positivi da molti anni. La dinamicità dell’area è ulteriormente accresciuta dalle numerose iniziative internazionali di settore, che rappresentano ulteriori elementi di sicuro accrescimento della sua accessibilità e competitività a scala globale. Tra queste le strategie europee EU Strategy for the Adriatic and Ionian Region (EUSAIR), la EU Strategy for the Alpine Region (EUSALP) e l’iniziativa One Belt, One Road (OBOR) che riconosce nella portualità nord-adriatica un interlocutore privilegiato di accesso ai mercati di consumo europei. La Cabina di Regia del Nord-Est sarà quindi chiamata a realizzare un importante lavoro di coordinamento strategico e di predisposizione di documenti di marketing territoriale e di proposta di intervento congiunto sovraregionale per cogliere ogni possibile opportunità di valorizzazione. I TRAFFICI PORTUALI A NORD-EST Il sistema portuale italiano nord-adriatico rappresenta senza dubbio il cluster portuale in ambito italiano con la “catchment area” più internazionale e con un grande potenziale di espansione verso il centroest Europa. I traffici del cluster portuale nord-adriatico hanno continuato a registrare una forte crescita durante il recente periodo di crisi economica inoltre, in virtù delle condizioni di contesto normativo e di mercato, la parte italiana della portualità nord-adriatica si presenta anche molto più aperta ed attrattiva per investimenti privati. I dati di traffico aggregati relativi al 2016 mostrano che, delle circa 115 milioni di tonnellate movimentate nel complesso dalle tre Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico, i traffici di rinfuse liquide e solide pesano complessivamente per circa il 70%, il traffico container per il 12% e il traffico Ro-Ro per circa il 10%. I trend di mercato vedono una crescita costante del cluster portuale Nord-Adriatico in quasi tutti i segmenti di mercato che evidenzia nel periodo 2013-2016 un CAGR (tasso di crescita annuale composto) positivo a livello di cluster per il Ro-Ro (+7.3 %), le rinfuse solide (+3.9%) e i container (+1.9%), e una sostanziale tenuta per le altre merci varie (+0.3%) e le rinfuse liquide (-0.1%). Inoltre, i traffici containerizzati dell’intero arco Nord-Adriatico (inclusi quindi anche i porti di Koper e Rijeka) sono complessivamente raddoppiati, passando da poco più di 1 milione di TEU/anno nel 2006 a oltre 2 milioni di TEU/anno nel 2016, con una crescita più o meno costante, confermando che, per i traffici containerizzati, il cluster nord-adriatico è tra le aree più promettenti del Mediterraneo. I PROGETTI DI SVILUPPO DEI PORTI DEL NORDEST RAVENNA   Il porto di Ravenna si configura come porto-canale, e si estende per circa 14 chilometri con fondali a -11,50 che, nella parte riservata ai traffici commerciali, consentono l’accosto di navi con pescaggio fino a 10,50 m. Con 12 chilometri di banchine operative gestite da 26 terminalisti privati, il Porto di Ravenna rappresenta il primo scalo italiano per traffico di rinfuse solide e per general cargo. I piani di sviluppo del porto si concentrano sul progetto (già finanziato) di approfondimento dei fondali, di adeguamento delle banchine operative e di realizzazione di una nuova banchina per terminal container / multipurpose denominato “Hub portuale di Ravenna”. VENEZIA   Il porto di Venezia può contare su 1.447 ettari di aree operative portuali e industriali servite da 12 chilometri di banchine attive, raggiungibili da navi con pescaggi fino a - 12 metri. I traffici commerciali sono concentrati nell’area di Marghera, con 26 terminali attrezzati per movimentare tutte le possibili merceologie tra cui, in particolare, rinfuse secche, prodotti liquidi e petroliferi, Ro- Ro, project cargo, di cui Venezia è leader di mercato, e merci containerizzate. Il Porto di Venezia è inoltre il terminale della nuova infrastruttura trasportistica di collegamento fra la Grecia e l’Europa Centrale attraverso il nuovo terminal Ro-Ro Ro-Pax di Fusina, che consente la connessione diretta fra le linee traghetto e i servizi intermodali già attivi per la Germania con prosecuzioni verso il Baltico. I piani di sviluppo del porto vedranno la realizzazione di un nuovo terminal container localizzato nell’area ex-Montesyndial di Porto Marghera; la realizzazione di un nuovo collegamento ferroviario del Porto di Venezia con i Corridoi BAC e MED, la realizzazione da parte di soggetti privati di un nuovo terminal LNG a Porto Marghera con una capacità di stoccaggio di 32.000m3 per bunkeraggio e autotrazione, nonché la realizzazione della seconda darsena del Terminal Autostrade del Mare di Fusina. TRIESTE   Il porto di Trieste gode di fondali naturali di 18.0 metri. Il porto si sviluppa lungo 12 chilometri di banchine e su 2.3 milioni di metri quadrati di superficie, di cui circa 1.8 milioni in Zona Franca e 0.9 milioni di aree di stoccaggio, in grado di accogliere tutte le tipologie di merce e, in particolare, prodotti petroliferi, rotabili e container. I piani di sviluppo del porto prevedono la realizzazione di una Piattaforma logistica, attualmente in fase di costruzione, la cui fine lavori è prevista per l’inizio del 2019 e prevede anche il potenziamento delle linee ferroviarie esistenti e delle stazioni di Servola ed Aquilinia; l’allungamento del terminal contenitori del molo VII di 200m per il raggiungimento di una potenzialità di almeno 1,2 mln di TEU; l’adeguamento degli impianti ferroviari all’interno del porto di Trieste per operare con treni fino a 750 metri e la costruzione di un nuovo terminal RO-RO nelle aree in concessione alla società TESECO. GLI INTERPORTI DEL NORDEST Il sistema degli interporti delle tre regioni, ottimamente supportato da una rete ferroviaria e stradale di adeguate prestazioni, costituisce un elemento cardine per molte filiere produttive e distributive, già rivolte alle più recenti tendenze del mercato (ad esempio, le piattaforme di e-commerce) e perfettamente integrato nelle direttrici di traffico che guardano al Nord Europa (ed ai suoi porti) e al Centro- Est Europa da un lato, e al Sud Italia e al Mediterraneo dall’altro.

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25 ott 2017

Elezioni regionali in Sicilia. I programmi dei cinque candidati alla presidenza in merito alle infrastrutture

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Le elezioni delle Regione Siciliana si terranno, secondo l'art. 3 dello Statuto speciale, domenica 5 novembre 2017. Le consultazioni varranno per l'elezione diretta del presidente della Regione Siciliana e dei 70 deputati all'Assemblea regionale siciliana. Il voto alle liste provinciali e alla lista regionale avviene su scheda unica, ma con possibiltà di voto disgiunto (Art. 8, Legge Regionale 3 giugno 2005, n. 7). Una coalizione non può superare i 42 seggi su 62 nei collegi provinciali perché scatti il listino regionale, o scatta fino al raggiungimento dei 42 eletti su 70. In questo caso i seggi non assegnati vanno redistribuiti alle altre liste che hanno ottenuto seggi nei collegi provinciali. In quest'articolo vi proponiamo i programmi dei cinque candidati alla Presidenza della Regione Siciliana  (secondo l'ordine sorteggiato dalla Corte d'appello), in riferimento alle infrastrutture e trasporti. GIANCARLO CANCELLERI L’attuale sistema delle infrastrutture e dei servizi di trasporto della Regione Siciliana presenta numerose criticità legate alla sua inefficienza e obsolescenza. La posizione strategica della nostra isola sotto il profilo geografico offre delle grandi opportunità di crescita e sviluppo economico. Al fine di sfruttare al meglio tali potenzialità, la Regione siciliana deve fare ricorso, in maniera illuminata, alla competenza legislativa di cui dispone nella materia dei trasporti. La legislazione siciliana, pertanto, deve orientarsi nella direzione del completamento e potenziamento del sistema trasportistico siciliano sia per garantire il diritto alla mobilità costituzionalmente sancito, sia per incrementare lo sviluppo economico e territoriale ed eliminare gli sprechi che derivano da una gestione inadeguata e carente sotto molteplici aspetti. Di fondamentale importanza è poi, per un'isola come la nostra, assicurare la continuità territoriale, ovvero la capacità di garantire un servizio di trasporto che non penalizzi i cittadini residenti in territori meno favoriti. Un sistema di mobilità adeguato incide in maniera determinante sullo sviluppo della nostra isola. Avvio​ ​di​ ​misure​ ​volte​ ​al​ ​miglioramento​ ​del​ ​Trasporto​ ​Pubblico​ ​Locale​ regionale: promozione e ottimizzazione del sistema del trasporto pubblico locale, in ragione della sua importanza strategica per la mobilità dei cittadini siciliani. Il trasporto pubblico locale è un’efficace alternativa al trasporto stradale su mezzo privato in linea con gli standard europei; semplificazione della possibilità di fruizione del trasporto pubblico locale da parte dei cittadini, facilitando, al contempo, la continuità di viaggio ed aumentando la velocità degli spostamenti e degli interscambi con il mezzo privato; incentivazione, nei centri urbani, del ricorso al trasporto pubblico su gomma con conseguente ridimensionamento di quello privato destinando a tal fine adeguate risorse finanziarie; creazione di parcheggi in aree di interscambio per favorire l’accesso alla città a chi arriva dalla provincia; efficientamento immediato di tutte le infrastrutture stradali​, siano esse autostrade, strade provinciali o strade statali (mediante accordi specifici con ANAS), attraverso il completamento delle infrastrutture ancora sospese e l’ammodernamento delle strutture esistenti; risanare il Consorzio per la Autostrade Siciliane (CAS) ed evitare la fusione con Anas ​la quale comporterebbe, non solo la rinuncia per il CAS ad introitare i ricavi derivanti dai pedaggi autostradali, ma anche la rinuncia alla gestione degli appalti di progettazione e costruzione dei tratti le cui concessioni sono attualmente gestite dal Consorzio stesso. La soluzione è, dunque, un concordato preventivo con i creditori al fine di ripianare i debiti e rilanciare l'attività del CAS, al quale si dovrebbero garantire risorse umane qualificate, management competente e risorse economiche adeguate al fine di attuare un innovativo programma ventennale che realizzi la messa in sicurezza, il potenziamento e la chiusura dell'anello autostradale siciliano (PA-ME-CT-SR-RG-TP), anche tramite l'ausilio del Partenariato Pubblico Privato (PPP); completamento​ ​e​ ​realizzazione​ ​nuovi​ ​interventi​ ​di​ ​grande​ ​rilievo​ quali: a. chiusura dell'anello autostradale Castelvetrano-Gela; b. completamento del tratto Rosolini-Modica-Ragusa-Gela; c. immediato sblocco delle procedure per l'avvio dell'autostrada Catania-Ragusa; d. completamento del tratto autostradale Nord Sud S. Stefano di Camastra-Gela; e. completamento della Palermo-Agrigento; f. realizzazione di nuove opere anche attraverso la raccolta di finanziamenti privati; g. definizione e realizzazione nelle aree interne dell'isola (terre sicane, calatino, nebrodi e madonie ecc..) di tutti gli interventi necessari per la messa in sicurezza della viabilità secondaria, unico mezzo per lo spostamento verso i centri di offerta dei servizi di base; h. ripristino e messa in sicurezza delle strade che attraversano zone colpite da dissesto idrogeologico; Studio​ ​e​ ​progettazione​ ​del​ ​raddoppio​ ​dei​ ​tratti​ ​ferroviari​ ​e della loro elettrificazione; avvio di interventi mirati al completamento o alla realizzazione ​ex-novo ​di tutte le infrastrutture ferroviarie necessarie per aderire alla programmazione comunitaria in materia, integrando la stessa al fine di raggiungere e fornire il servizio migliore alle zone dell’isola non prese in considerazione all’interno dei c.d. “corridoi internazionali”. Pertanto si ritiene necessaria un’azione di confronto con RFI affinché si attivi prioritariamente per la realizzazione delle seguenti opere: ripristino della linea ferroviaria Alcamo – Trapani; raddoppio della linea ferroviaria Messina – Catania; raddoppio della linea ferroviaria Catenanuova - Termini Imerese; completamento della linea ferroviaria Termini Imerese - Palermo - Punta Raisi; e. completamento della linea ferroviaria Agrigento - Gela – Ragusa; velocizzazione della linea ferroviaria Palermo-Agrigento; velocizzazione della linea ferroviaria Palermo-Catania; raccordo della stazione ferroviaria di Catania con l’aeroporto di Fontanarossa; valutazione, ove possibile, dell'interramento delle linee ferroviarie transitanti all'interno di centri urbani per liberare contestualmente il traffico veicolare su gomma in linea con le ipotesi di sviluppo delle infrastrutture progettate dall'Unione Europea; realizzazione di un sistema di trasporti intermodale in grado di fornire tutti i servizi primari ai cittadini siciliani e ai turisti. L’integrazione fra i vari sistemi di trasporto (ferroviario, gommato, navale) consentirà la fruizione in modo completo dei tempi e degli spazi che l’isola offre, attraverso l’implementazione di strumenti quali, ad esempio, il biglietto unico integrato e l’eliminazione di storture quali, a titolo esemplificativo, i servizi “doppi” che offrono la stessa tratta allo stesso orario su vettori diversi; avvio di azioni volte al miglioramento​ ​del​ ​trasporto​ ​aereo​: a. garanzia di una migliore accessibilità agli aeroporti principali attraverso un'adeguata intermodalità e collegamenti territoriali che tengano conto del traffico attuale; b. previsione di una dotazione infrastrutturale adeguata ai flussi attuali attraverso interventi di adeguamento degli scali; c. rivisitazione e riorganizzazione delle rotte delle compagnie aeree più utilizzate e maggiormente competitive tramite accordi tra i 4 principali aeroporti siciliani, l'assessorato infrastrutture e le compagnie stesse, prevedendo al contempo i relativi investimenti; d. creazione di un asse cargo-passeggeri tra le province di Catania e Ragusa, potenziando l'aeroporto di Comiso, hub fondamentale per il commercio orto-florovivaistico proprio della Sicilia sud-orientale e per il turismo affluente verso i territori del Ragusano, del Siracusano e dell’Agrigentino; agevolazione del passaggio del trasporto merci che attualmente si svolge prevalentemente su strada verso modalità più sostenibili ​quali quella marittima e su rotaie attraverso lo sviluppo di un sistema logistico intermodale regionale che garantisca una maggiore sostenibilità ambientale; previsione di interventi infrastrutturali al fine di incentivare la mobilità dolce/sostenibile attraverso la realizzazione, l’ampliamento e la valorizzazione di percorsi urbani ed extraurbani fruibili dall’utenza ciclistica e/o pedonale, perseguendo i seguenti obiettivi: a. creazione di un efficiente collegamento tra la periferia ed il centro delle aree urbane per mezzo di reti di bus a minore impatto ambientale, sviluppando, al contempo, la mobilità ciclistica mediante sistemi combinati (ad esempio treno+bici, bus+bici, metro+bici); b. decongestionamento delle arterie stradali con particolare riferimento alle aree maggiormente antropizzate; c. decontaminazione dell’aria, anche in questo caso con particolare riferimento alle zone urbane aumentando la qualità della stessa e della vita dei cittadini; d. realizzazione di vere e proprie attrazioni turistiche costituite dai percorsi naturalistici extraurbani che rappresentano, solo per il settore cicloturistico, un valore potenziale di circa 3,2 miliardi di euro su base nazionale; e. recupero di percorsi ferroviari, montani o campestri attualmente in stato d’abbandono; f. sdemanializzazione di aree ferroviarie dismesse e utilizzo delle stesse a scopo sociale e turistico; azioni volte ad incentivare​ ​la​ ​mobilità​ ​elettrica​: a. potenziamento della rete di rifornimento per mezzi elettrici in tutta la Regione siciliana e privilegiando la dislocazione delle colonnine nei parcheggi di prossimità e intermodali in modo da porre le condizioni affinché il mercato dei mezzi elettrici possa svilupparsi; b. sollecito delle amministrazioni comunali affinché si dotino di un crescente numero di veicoli elettrici nelle proprie flotte, di impianti pubblici di ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica e perché adeguino a questa esigenza i propri strumenti urbanistici e di programmazione; c. agevolazione ed incentivazione del servizio di car sharing esclusivamente elettrico in Sicilia; d. promozione dello sviluppo di un sistema di mobilità integrato attraverso il ricorso a progetti di mobilità sostenibile finanziati sia a livello locale che europeo (come ad esempio progetti di bike-sharing, di car sharing, di intermodalità treno + bici) per incrementare la flessibilità e l'accessibilità ai servizi di trasporto; e. avviamento di una politica fiscale di incentivazione all’acquisto di mezzi non alimentati con carburanti fossili; f. intercettazione di fondi UE per il finanziamento di campagne di incentivazione all'acquisto di mezzi non alimentati con carburanti fossili; g. elaborazione di un programma quinquennale di incentivi e disincentivi al fine di arrivare alla sostituzione di tutti i mezzi pubblici per il trasporto locale alimentati a benzina/gasolio con mezzi prevalentemente full-electric o bifuel; h. incentivazione all’acquisto e all’installazione di punti di ricarica privata per autoveicoli elettrici; avvio di politiche volte alla tutela del principio di continuità territoriale​, al fine di garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro collocazione geografica, il trasporto come elemento essenziale del “diritto alla mobilità”, così come previsto dall’articolo 16 della Costituzione italiana; potenziare il settore del trasporto domestico, che ha visto la pressoché totale scomparsa di tutti i vettori di rilievo e strategici per l’economia siciliana a vantaggio dei soli vettori cd. low-cost o low-service, i quali forniscono i servizi secondo le proprie unilaterali politiche di trasporto; far valere, a tutti i livelli istituzionali, la condizione di insularità della Regione Siciliana, nonché ottenere l’estensione per tutta l’isola del regime di continuità territoriale​, quindi sfruttare al meglio le risorse destinate al tale scopo. Nello specifico si prevede: a. potenziamento, relativamente alla continuità territoriale interna, del servizio pubblico di trasporto gommato o, in alternativa, l’affidamento del servizio a vettori privati; in ogni caso verrà rispettato il principio di esecuzione del servizio in quanto tale anche se non rispondente ai canoni di economicità o non profittevole; b. interlocuzione con Trenitalia, relativamente la continuità territoriale verso la penisola, per bloccare la dismissione attualmente in atto del servizio pubblico di attraversamento dello Stretto, sia ferroviario che pedonale-automobilistico, al fine di offrire un servizio pubblico funzionale, in grado contestualmente di garantire il diritto alla mobilità dei cittadini e un livello di concorrenza tale da evitare l’indiscriminata e unilaterale determinazione delle tariffe da parte degli operatori privati, ottenendo la riduzione progressiva dei prezzi dei biglietti della tratta; c. identificazione di enti pubblici il cui obiettivo primario sia l'integrazione dei servizi di trasporto esistenti sulle due sponde dello Stretto, a partire dal collegamento navale fra le stesse, al fine di garantire, secondo il principio di continuità territoriale, il trasporto da e per la Sicilia, a tutti i cittadini (es. Area Integrata dello Stretto). Tale obiettivo verrà perseguito anche tramite interlocuzioni col Ministero delle Infrastrutture finalizzate alla modifica dell’attuale Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica e all’istituzione di un’Autorità Portuale dello Stretto, la quale operi anch'essa, in via prioritaria, per garantire il principio di continuità territoriale fra le due sponde. d. interlocuzione con lo Stato ai fini dell’ottenimento dell’estensione del suddetto regime continuità territoriale (attualmente previsto per Sardegna, Pantelleria e Lampedusa) a tutta l’isola prevedendo ad esempio tariffe aeree ridotte e uniche per residenti e non; riorganizzazione delle infrastrutture portuali di competenza regionale in un’ottica che esuli dalla rete portuale facente capo alle Autorità Portuali. Nello specifico, si propone: a. messa a regime dei vari scali in relazione a quello che possono produrre in termini di ritorno economico al territorio di appartenenza, includendo in questa strategia anche i porti afferenti alle isole minori, come quelli di Pantelleria e Lampedusa, nonché alcuni dei porti più importanti dell’isola non sedi di Autorità Portuale, ossia Pozzallo, Marsala, Riposto e Mazara; b. ottimizzazione delle funzionalità dei porti di competenza regionale, sinora poco valorizzati; c. valorizzazione degli assi viari di penetrazione della dorsale tirrenica verso la sponda africana che trova i suoi terminali naturali, sulla costa Sud, in corrispondenza dei porti di Mazara del Vallo, ad Ovest, Porto Empedocle al centro e Pozzallo (con possibile estensione su Gela) ad Est; previsione di una cooperazione con BEI - Banca Europea per gli investimenti - attraverso un protocollo, per l’avvio di piani di investimento infrastrutturali con partner internazionali realmente necessari al territorio della regione; avvio di politiche volte a garantire il diritto alla mobilità delle fasce più deboli. ​Il diritto alla mobilità inteso come diritto di accesso ad un sistema di trasporto pubblico comporta, tra le altre cose, anche una garanzia di accesso al trasporto pubblico delle fasce della popolazione più deboli o economicamente disagiate. Nel dettaglio si prevede: a. la stipula di contratti di servizio di trasporto pubblico locale che prevedano nella struttura tariffaria un livello gratuito per disoccupati tale da garantire a questi ultimi la mobilità la flessibilità e la tempestività che possono essere caratteristiche fondamentali nella ricerca di un lavoro; b. avvio di un’interlocuzione con lo Stato al fine di prevedere un aumento delle risorse del fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, anche ferroviario, di cui all'articolo 16-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, alimentandolo anche con un aumento del prelievo erariale unico attualmente applicato ai giochi pubblici sotto il controllo dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli ed eventuali addizionali; contrasto al furto e riciclaggio di rame, alluminio e materiali ferrosi attraverso l’interlocuzione e la collaborazione fra le Istituzioni competenti, nonché la previsione di un protocollo d'intesa destinato a garantire la massima tutela alle infrastrutture energetiche (intese linee di distribuzione e trasporto energia elettrica), per arginare il devastante fenomeno che genera enormi perdite per gli enti pubblici e pesanti disservizi in aree e ambiti industriali, artigianali e agricoli. CLAUDIO FAVA Il diritto alla mobilità va garantito a tutti, cittadini siciliani e non.Garantire questo diritto significa pensare a politiche pubbliche specifiche di progettazione e investimento – attraverso risorse messe a disposizione a livello nazionale ed europeo – che si concentrino su mobilità stradale, ferroviaria e portuale. Non servono grandi opere inutili come il ponte sullo stretto. Occorre piuttosto incentivare il trasporto ferroviario (in Sicilia la velocità media dei treni è ancora di 24 km/).Su 1380 chilometri di ferrovia in tutta l’isola, solo 190 hanno un doppio binario e solo 580 sono elettrificate. Senza contare interruzioni e guasti, che rendono inoperante il 20% della rete ferroviaria dell’isola. Occorre ripristinare i collegamenti notturni con la penisola, rilanciare le ferrovie regionali e puntare sull’intermodalità mare-rotaia e strada-rotaia nei porti siciliani. Serve con urgenza un piano di investimenti straordinario per la manutenzione e messa in sicurezza delle arterie stradali principali. FABRIZIO MICARI Le infrastrutture rappresentano le arterie della Sicilia. Occorre assumere un approccio integrato di sviluppo per riuscire a vincere le sfide che la società globalizzata ci lancia, per rendere la nostra terra una piattaforma logistica nel Mediterraneo. Occorre, inoltre, mettere a sistema tutti gli interventi sul territorio di conservazione, manutenzione, trasformazione o di riqualificazione, pensando che il territorio siciliano è un grande bene di cui disponiamo e che abbiamo anche la responsabilità di offrire come “patrimonio dell’umanità”. Elemento chiave è quello della continuità territoriale che garantisca la reale integrazione del territorio regionale non solo con il resto d’Italia ma con l’Europa. Un obiettivo imprescindibile che si deve raggiungere in tempi brevi grazie ad interventi incisivi soprattutto nel settore aereo. Per questo la prima azione che svilupperemo è la creazione di una Governance che integri gli enti dei principali sistemi di trasporto e che seguirà la visione Sicilia Strategica 2030. Quest’organo avrà il compito di discutere e monitorare semestralmente lo stato dei lavori. In specifico si occuperà di: Assicurare uno scambio intermodale efficace ed efficiente tra le infrastrutture strategiche; Incentivare politiche per l’attivazione di filiere logistiche a valore aggiunto, che partano da uno o due porti regionali principali per l’intercettazione del traffico merci intercontinentale e forniscano servizi “door to door” su scala mediterranea ed in generale europea, tramite ferrovia, “autostrade del mare” e gomma; Operare secondo Piani di Settore integrati supportati da adeguati studio di fattibilità sulle risorse e dotati di crono-programmi Approvare progetti coerenti con piani elaborati in tempi celeri e contingentati, inclusa l’attivazione dello Sportello Unico Regionale per la gestione della conferenza dei servizi; Operare per una burocrazia snella, veloce, efficiente: favorire la semplificazione normativa; Potenziare la struttura dei dipartimenti per le proposte di programmazione strategica e per il monitoraggio dei risultati dei piani approvati; Assicurare le dotazioni necessarie al fondo di rotazione per le progettazioni a favore degli Enti Locali; Monitorare l’impatto ambientale e architettonico delle opere. Obiettivo piattaforma mediterranea: l’obiettivo di fondo del nucleo che costituirà la governance Sicilia Strategica 2030 per i trasporti siciliani sarà la realizzazione di tutte quelle infrastrutture che servono come condizioni primarie per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e lo sviluppo del sistema aeroportuale come principale porta di accesso all’Isola. Importante punto di arrivo di una politica fortemente rivolta alla trasformazione della Sicilia in una piattaforma mediterranea e punto di riferimento delle nuove rotte commerciali e turistiche e per i cittadini. MOBILITÀ STRADALE Redigere un piano sistematico di monitoraggio e manutenzione delle reti stradali esistenti comprendente il sistema viario interpoderale, da cui definire la priorità degli interventi; Completare gli assi autostradali principali dell’Isola per l’interconnessione di tutti i capoluoghi di provincia; Redigere il piano di mobilità turistica regionale; Potenziare i nodi di accesso stradale alle aree metropolitane ed alle infrastrutture per lo scambio modale di importanza strategica (aeroporti, ferrovie, porti). MOBILITÀ AEREA Rivedere il piano di sviluppo aeroportuale di Sicilia Strategica 2030, con particolare riferimento all’ampliamento dei servizi cargo degli aeroporti di Comiso e Birgi; Promuovere le tariffe di continuità territoriale; Favorire gli aeroporti minori per la specializzazione nella mobilità interregionale e regionale (cityliner) e nell’attrazione del traffico low-cost; Incentivare l’attivazione e l’uso di linee servite da idrovolanti, per traffico interregionale e verso le isole. MOBILITÀ MARITTIMA Creare l’Autorità di Sistema Portuale Regionale, ex L.N. 84/94 e ss.mm.ii., per la riorganizzazione, la funzionalizzazione e l’efficientamento dei porti regionali; Potenziare il sistema portuale, in sinergia con le Autorità di Sistema Portuale siciliane, per attuare la “Piattaforma Logistica del Mediterraneo”, che benefici dei flussi generati dal Canale di Suez; prevedere, in tal senso, i più opportuni collegamenti ferroviari ad alta velocità e riprendere il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina; Realizzare la rete regionale di porti turistici, opportunamente differenziati nella tipologia secondo le effettive possibilità di traffico intercettabile (stanziale, transito, charter), con particolare riferimento alle aree a forte attrattività turistica. (PO FESR 14/20 – fondi CIPE) MOBILITÀ FERROVIARIA Potenziare e completare la contrattazione con il Governo nazionale per il potenziamento della rete ferroviaria siciliana con almeno un asse ad alta velocità tra Palermo – Catania – Messina; Adeguamento e completamento della rete ferroviaria interregionale; Sviluppare il progetto la “rete dei treni turistici”, attraverso il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico. (Legge 128/2017) NELLO MUSUMECI La Regione Siciliana è titolare delle deleghe e dei poteri in materia infrastrutturale e di tutti i trasporti, e dei rapporti e dei contratti di servizio ferroviario con Trenitalia all’interno della Regione; è proprietaria al 100% dell’AST, e di quote in altre società (sette) anche di trasporto turistico; dovrà assorbire, per legge, la FCE di Catania (inclusa la metropolitana), e dovrà regolare i rapporti con le tramvie di Palermo e Messina; eroga notevoli contributi (cd. corrispettivo chilometrico) sia alla proprie società, sia ai Comuni per il trasporto pubblico locale ed ai privati. Le opere di seguito elencate rientrano in un quadro organico di investimenti coerente con l’impegno di aprire immediatamente una ferma trattativa col Governo nazionale mirata a: migliorare la competitività del sistema economico e produttivo siciliano con la drastica riduzione dei costi di insularità; completare la parte sud del Corridoio scandinavo mediterraneo, Ponte sullo Stretto incluso trasformare in gateway i porti siciliani strategici; rimodulare i Def per rendere la Sicilia parte integrante del sistema trasportistico del Paese; potenziare il sistema aeroportuale siciliano; mettere in efficienza i trasporti interni su gomma e ferro anche attraverso messa a sistema di competenze e asset trasportistici siciliani esistenti in una unica HOLDING TRASPORTISTICA REGIONALE. Le opere e i nuovi e/o innovativi servizi previsti dal programma sono di seguito riportati in schede dedicate per settore/modo di trasporto: INFRASTRUTTURE DI TRASPORTO FERROVIARIE. INFRASTRUTTURE STRADALI. TRASPORTI PUBBLICI REGIONALI E TPL SU GOMMA E FERRO - REVISIONE ACCORDI RFI. AUMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SISTEMA PORTUALE E INTERPORTUALE. DIRITTO ALLA CONTINUITÀ TERRITORIALE. REALIZZAZIONE DI UNA TASK FORCE PER IL COMPLETAMENTO DELLE OPERE INCOMPIUTE.   ROBERTO LA ROSA Le attività produttive di cui abbiamo parlato sopra, e soprattutto il turismo, si fondano su alcune infrastrutture minime di "vivibilità" della Sicilia, oggi non dignitose. Si tratta soprattutto di tre ambiti: i trasporti (interni ed esterni), la raccolta dei rifiuti, la protezione civile. Queste infrastrutture sono peraltro funzionali anche alla sostenibilità ambientale per qualunque concezione di sviluppo economico. Il tema rimanda non solo all'ordinaria amministrazione, ma soprattutto alla necessità di indirizzare una parte significativa degli investimenti infrastrutturali in Sicilia su questi settori, e quindi sulla necessità di disciplinare correttamente il mondo degli appalti. Per intervenire in questi settori è necessario individuare quali ne sono oggi i principali problemi. Per quanto riguarda i trasporti esterni oggi la Sicilia è quasi sequestrata dal resto del mondo. La logistica dei trasporti "italiana" è "a imbuto". Anche per i trasporti aerei va superata la costrizione di passare da Roma (o da Milano), e poi da lì raggiungere il mondo. Il modello è quindi quello della Sicilia "fondo del corridoio Italia" e non "centro della piazza Mediterraneo". Il fine ultimo di questa politica dev’essere quello di abbattere i costi dei trasporti da e per la Sicilia, in particolar modo per i residenti, con collegamenti diretti ed economici tra la Sicilia e il resto del mondo. Il privilegio accordato ai trasporti via terra rispetto a quelli aero-navali, il privilegio, tra questi, alle due tratte Palermo-Messina e Siracusa-Messina, e la stessa idea antieconomica del "ponte" rientrano nella logica italiana del "tutte le strade portano a Roma", da cui arrivano leggi, eserciti e merci. Questa logica va completamente ribaltata, riconducendo la Sicilia a piattaforma logistica di transito nel Mediterraneo, sviluppando in particolare le infrastrutture portuali e aeroportuali di deposito di merci per la distribuzione internazionale, sfruttando le potenzialità di "Zona Doganale Speciale" e del "Porto Franco" di Messina. Va costruito almeno un hub intermedio tra Palermo e Catania, collegato con tutte le città siciliane e con gli altri aeroporti da un sistema ferroviario di trasporti veloci, almeno un aeroporto per l'area metropolitana di Messina e un'integrazione degli interporti e dei porti siciliani, per valorizzare al massimo le autostrade del mare. Il privilegio ai trasporti aeronavali deve passare anche dall'autonomia amministrativa degli enti portuali ed aeroportuali di gestione da qualunque autorità amministrativa peninsulare e dalla presenza di una bandiera navale e aerea propria. I trasporti "via terra" devono essere essenzialmente quelli interni, potenziando la strada ferrata rispetto alla gomma. In particolare, per i trasporti ferroviari vanno rimodernate le linee già presenti: treni nuovi e frequenti, stazioni agevolmente raggiungibili e confortevoli, orari estesi lungo tutto l'arco della giornata, affidabilità e rapidità (non necessariamente alta velocità). I collegamenti con l'interno e la costa sud devono essere adeguatamente serviti da infrastrutture di trasporto. L'anello autostradale va completato e razionalizzato, integrato con un sistema razionale di strade di vario livello. Le strade, particolarmente, hanno bisogno di un ingente progetto di restaurazione integrale che le restituisca alla praticabilità dopo decenni di abbandono coloniale. L'elemento centrale però è l'interconnessione tra i vari mezzi di trasporto interno: il sistema non deve lasciare ai viaggiatori l'incombenza di trovare un mezzo per spostarsi da un terminal ad un altro ma gestire in maniera rapida il cambio di mezzo. Stessa intermodalità deve realizzarsi tra i mezzi di trasporto "regionali" e quelli urbani. Anche sulla gestione dei rifiuti va fatta una rivoluzione a 360°, come avviene nei paesi più avanzati. La produzione e la distribuzione saranno orientati a monte alla eliminazione degli imballaggi non indispensabili ed al riuso. In seconda battuta si valorizzerà il riciclo dei materiali con raccolta differenziata che va portata almeno ai livelli dei paesi civili. Per la parte residua si penserà a impianti leggeri di compostaggio e di pirolisi dove questo è economicamente possibile, e solo in ultima battuta alla discarica tradizionale. La gestione deve uscire dall'imperizia, improvvisazione, emergenza, e talvolta anche malaffare, per rientrare nella normalità e nella civiltà. Altro settore delicato è quello delle acque reflue, i cui scarichi vanno moralizzati e monitorati, contro i numerosissimi abusi privati. La gestione dei rifiuti e degli scarichi non riguarda solo la "bellezza" dei centri urbani e del paesaggio, ma ovviamente anche la tutela dell'ambiente. Il tema è quindi legato a quello della prevenzione dei disastri ambientali: incendi estivi, terremoti, alluvioni invernali, frane e crolli di strade e di costruzioni. Per impedire tutto ciò bisogna trasformare la manutenzione straordinaria di terreni, strade, fabbricati, campi, e così via, in un processo ordinario di riqualificazione urbana. Il "cemento armato" va progressivamente sostituito dappertutto con costruzioni più durature ed antisismiche. Abbiamo una Sicilia intera da ricostruire. Da qui, infine, il tema degli appalti. Gli appalti devono essere fatti non solo "in economia", per tenere sotto controllo la spesa pubblica. Questo è solo uno dei criteri che deve presiedere alla normativa di settore. Altro obiettivo è la qualità degli interventi, e altro ancora - ove possibile - la preferenza per le imprese di costruzioni siciliane, a parità di altre condizioni. E infine la lotta alle "incompiute", vero monumento al degrado e allo scempio delle risorse pubbliche. Questi indirizzi si traducono nelle seguenti linee d'azione concrete. Introduzione di tariffe per la mobilità da e per l'Isola per "residenti" al fine di realizzare la continuità territoriale, su aerei, navi e traghetti. Speciale politica di continuità territoriale per i residenti nelle piccole isole dell'Arcipelago siciliano. I trasportatori beneficeranno di un bonus fiscale sotto forma di detrazione di una percentuale garantita del costo dei trasporti per carburanti e tariffe autostradali, ferroviarie, marittime e aeree. Realizzazione di un hub internazionale in un luogo intermedio tra Palermo e Catania, legato intermodalmente alle principali città, aeroporti e porti dell'Isola. Potenziamento degli aeroporti metropolitani di Palermo e Catania, costruzione in particolare della seconda pista di Fontanarossa; valorizzazione degli aeroporti minori (Comiso, Birgi, Pantelleria e Lampedusa); costruzione di un terzo aeroporto metropolitano per Messina e di un aeroporto minore per Agrigento. Potenziamento delle autostrade del mare e integrazione del sistema portuale e cantieristico siciliano. Realizzazione di un sistema ferroviario veloce e moderno, possibilmente a lievitazione magnetica, con carrozze moderne, che colleghi tra loro le principali città dell'Isola, porti e aeroporti. Completamento della rete stradale ed autostradale e suo ammodernamento (chiusura dell'anello autostradale dell'Isola, collegamenti tra Palermo e il Val di Noto, attraverso la trasformazione in autostrada della Caltanissetta-Gela, trasformazione in autostrada della Palermo-Agrigento, con diramazione per CL-Gela, collegamento autostradale diretto tra Catania e Gela, passando per Caltagirone, e diramazione per Ragusa). Realizzazione di un sistema di trasporto metropolitano interrato adeguato al traffico nelle maggiori aree urbane. Le dorsali e i nodi Internet passanti per la Sicilia diventano demanio regionale , e sono dati in concessione ai gestori mediante royalties. Le infrastrutture telematiche interne, anche grazie ai proventi delle royalties, devono consentire l'accesso e la gratuità di internet per ogni angolo della Sicilia. La Regione avrà competenza sulle infrastrutture telefoniche e di comunicazione di ogni tipo, alla stessa stregua di uno stato sovrano. La gestione dei rifiuti è riprogettata ex novo, incentivando la riduzione della produzione di rifiuti a monte nei sistemi produttivi e distributivi. La raccolta dei rifiuti è poi imperniata sul riciclo, potenzialmente totale, attraverso la raccolta differenziata. A tal fine è introdotto un bonus fiscale per l'introduzione generalizzata del "vuoto a rendere" per le aziende che lo adottano e lo promuovono. E pure la remunerazione dei conferimenti differenziati. Per i rifiuti organici sono introdotti, dove possibile e conveniente, impianti di compostaggio e pirolisi, e solo in ultima istanza attraverso le discariche. Le aziende di trattamento dei rifiuti solidi urbani, su base distrettuale, hanno l'obbligo di gestione economica del rifiuto con responsabilizzazione dei vertici aziendali sui risultati economici e ambientali raggiunti. Sono incentivati anche gli impianti di triturazione domestica dell'umido. Sono manutenuti i sistemi di trattazione delle acque reflue, soprattutto con attenzione al potenziale inquinamento dei mari e delle falde acquifere, attraverso un potenziamento del sistema dei depuratori. È fatto divieto di fare della Sicilia il luogo dove individuare siti per lo stoccaggio di rifiuti "italiani" radioattivi o comunque gravemente dannosi per la salute. La protezione civile, i vigili del fuoco e la manutenzione del territorio, oggi affidato agli operai della forestale, sono affidati ad un unico corpo regionale con competenza sulla gestione della sicurezza territoriale, sulla prevenzione dei disastri ambientali e sulla gestione delle emergenze . Il corpo sarà adeguatamente dotato degli strumenti tecnici necessari, compresa una flotta aerea di elicotteri. Programma pluriennale di messa in sicurezza del territorio con interventi continui di riforestazione (indipendenti dall'incidenza degli incendi estivi), dragaggio dei fondali delle dighe, osservatorio sugli argini di fiumi e torrenti, sostituzione progressiva dell'edilizia pubblica e privata (cominciando da quella pubblica) con costruzioni antisismiche e tecnologie durevoli, alternative al cemento armato. Per quanto concerne gli appalti, il meccanismo delle gare con ribasso va sostituito con gli elenchi delle imprese appaltatrici accreditate (che rispondano a determinati requisiti di affidabilità) e tra queste, con una quota garantita per le imprese siciliane, poi si provveda al sorteggio tra le imprese che fanno domanda per uno specifico appalto. Il compenso deve essere basato su un costo standard, comprensivo di un profitto "normale". Il compenso deve essere erogato a collaudi, senza revisione prezzi e con penali in caso di prestazioni qualitativamente difettose o ritardi. Le imprese appaltatrici devono fare ricorso almeno per il 70 % a risorse umane interne senza ricorrere a subappalti . La verifica del rispetto dei diritti dei lavoratori nell'impresa e nelle imprese subappaltanti è alla base del pagamento di quanto dovuto e all'insorgenza di eventuali penali. L'erogazione del compenso deve essere legata alle valutazioni, periodica e finale, da parte di una commissione pubblica competente e indipendente (la quale è responsabile per dichiarazioni che, a posteriori, si rivelassero non veritiere). I ricorsi amministrativi contro le aggiudicazioni degli appalti possono solo avere conseguenze patrimoniali, ma non l'effetto di interrompere lavori aggiudicati che, trascorso un breve termine, devono considerarsi definitivamente appaltati.

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