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  • 14 ago 2017

    Porta la firma italiana la prima città-foresta in Cina

    di Cristina Betti

    Entro il 2020 verrà ultimata dallo Studio Boeri Architetti la prima città-foresta che avrà sede in Cina. Già autore del famoso Bosco Verticale di Milano (vincitore dell' International Highrise Award, il grattacielo più bello del mondo del 2014), lo Studio Boeri Architetti costruirà la Liuzhou Forest City, ubicata a nord di Liuzhou, nella provincia meridionale e montuosa dello Guangxi, in un’area di circa 175 ettari lungo il fiume Liujiang. In questa città ogni tipo di edificio sarà interamente coperto di alberi e piante, una città da un'anima totalmente green in grado di assorbire circa 10.000 tonnellate di CO2 e 57 tonnellate di polveri sottili e di produrre circa 900 tonnellate di ossigeno e in grado di assorbire le polveri sottili per un totale di circa 57 tonnellate all’anno. Praticamente una città costituita tutta da edifici come il Bosco Verticale di Milano. La nuova città sarà un vero e proprio insediamento urbano autosufficiente dal punto di vista energetico, a partire dalla geotermia per il condizionamento degli interni e dall’uso diffuso dei pannelli solari sui tetti per le energie rinnovabili. La Liuzhou Forest City ospiterà 40.000 alberi e circa 1 milione di piante di più di 100 specie. Le piante non saranno solo lungo i viali, nei parchi e nei giardini, ma anche sulle facciate degli edifici, consentendo alla città di contribuire autonomamente a migliorare la qualità dell’aria, a ridurre la temperatura media, a generare una barriera al rumore e di aumentare la biodiversità delle specie viventi. Il primo di una serie di progetti volti a una sfida contro il cambiamento climatico e che si spera venga presa a modello per il futuro dei nuovi edifici e delle nuove città.

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  • 10 ago 2017

    Treni regionali: stanziati 640 milioni per il rinnovo dei mezzi

    di mobilita

    Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha firmato oggi il decreto di riparto ed erogazione risorse sul rinnovo del materiale rotabile ferroviario per servizi di trasporto regionale. “Abbiamo fatto uno sforzo finanziario enorme – dichiara il Ministro Delrio  - per supportare le Regioni sul rinnovo dei treni per i pendolari. La ripartizione di risorse di oggi permetterà di acquistare nuovi treni per un viaggio più confortevole,  con mezzi che permettano migliore accessibilità per i cittadini che hanno mobilità ridotta. La cura del ferro continua con attenzione a tutti i cittadini, in particolare quelli che hanno più bisogno del servizio pubblico”. Si tratta di 640 milioni di euro complessivi, per il quadriennio 2019 – 2022: 210 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, 130 milioni di euro per l'anno 2021 e 90 milioni di euro per l'anno 2022. A queste cifre occorre aggiungere 426 milioni di euro di cofinanziamento regionale, per un totale di 1 miliardo e 66 milioni. Sommando alle somme messe in campo oggi lo stanziamento della delibera Cipe del 1° dicembre 2016 di 800 milioni di euro, cui vanno aggiunti 320 milioni di euro di cofinanziamento regionale, si arriva a una spesa complessiva di 2 miliardi e 186 milioni che consente l'attivazione di un processo massiccio di rinnovamento del materiale rotabile destinato si servizi ferroviari regionali. Sono risorse destinate esclusivamente all’acquisto di materiale rotabile ferroviario per il trasporto ferroviario regionale o regionale metropolitano. La firma arriva dopo l'intesa raggiunta il 27 luglio scorso in Conferenza Stato Regioni sul Decreto di riparto delle risorse stanziate sul fondo della Legge di Stabilità 2016, destinato al rinnovo dei parchi rotabili ferroviari regionali. A beneficiare delle risorse saranno le Regioni ed il decreto stabilisce le modalità e le procedure per l’utilizzo delle risorse stanziate sul Fondo.

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