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15 mag 2020

Viaggiare in aereo durante la Fase 2: le ipotesi sulle nuove disposizioni

di Giulio Di Chiara

Con l'avvio della fase 2 in Italia, anche il settore dei trasporti sta provando a rimettersi in moto. Ogni categoria in tal senso sta seguendo le indicazioni governative per riorganizzarsi secondo le nuove direttive, non senza problemi e criticità. Come ha dichiarato Andrea Gibelli, presidente di ASSTRA, il segmento relativo al trasporto pubblico locale andrà incontro a perdite oltre il miliardo e mezzo di euro entro fine anno. Una situazione critica che dovrà far fronte anche ai comportamenti indotti degli utenti. Da più parti, Governo incluso, stanno piovendo indicazioni e incentivi verso la mobilità dolce e la micro mobilità, per scongiurare gli assembramenti nei mezzi pubblici e negli spazi pubblici a loro destinati. Anche il settore dell'aviazione non se la passa meglio. Autorità e compagnie aeree sono al lavoro per definire i protocolli che consentiranno già nella fase due dovranno garantire maggiore sicurezza. Tra rumors e indicazioni ufficiose, proveremo di seguito a descrivere le principali misure operative che con molta probabilità saranno applicate a bordo e negli aeroporti, in quello che sarà sicuramente un modo di volare due punto zero.   Carte d'imbarco elettroniche e termoscanner I comitati tecnico-scientifici stanno pensando ad alcune modifiche nell'iter di onboarding: durante la fase dei controlli sarà probabilmente misurata la temperatura ai passeggeri, che avranno l'obbligo di indossare guanti e mascherine. Il controllo dei passaporti potrà avvenire attraverso delle barriere protettive in plexiglass, mentre dispenser di gel per le mani saranno dislocati in vari punti dell'aerostazione. Le carte d'imbarco potranno essere accettate solo in formato elettronico, tramite dispositivi digitali, per evitare il passaggio di carta da mano a mano.   Stop alle navette, solo finger Per scongiurare assembramenti a bordo, non ci saranno più le navette che in pista accompagnavano i passeggeri sino alle scalette dell'aereo. Si utilizzeranno i finger, i tubi che consentono l'ingresso direttamente a bordo.     Check-in con distanziamento e probabili lunghe code Se da un lato si velocizzeranno le operazioni di imbarco attraverso l'accesso diretto tramite finger, i tempi potrebbero dilatarsi nelle operazioni di check-in al gate. Oltre alla differenziazione tra imbarco prioritario e ordinario, il distanziamento tra i passeggeri aumenterà la dimensione delle code ad ogni imbarco e durante i controlli. In tal senso vedremo come gli aeroporti riorganizzeranno gli spazi. Per quanto riguarda gli spazi commerciali quali bar, negozi e duty-free shop dovrebbero valere le stesse disposizioni vigenti nelle città, con ingressi contingentati, sanificazioni periodiche e distanziamento.   In bagno chiedendo il permesso Un altro aspetto che potrebbe cambiare durante le ore di volo sarà il recarsi alla toilette. Per evitare assembramenti dietro la porticina sul veivolo, potrebbe essere obbligatorio chiedere il permesso al personale di volo prima di allontanarsi dal proprio sedile. Inoltre, potrebbero essere vietati pagamenti in contanti nell'acquisto di cibi, bevande e prodotti duty-free durante il volo.   Posti distanziati e capacità ridotta? Il grande problema per le compagnie aeree sarà quello di valutare una riduzione consistente dei posti a bordo (quasi il 40%), così come vorrebbero le indicazioni dei comitati tecnico-scientifici. Una delle ipotesi è garantire un sedile vuoto tra due passeggeri, l'altra è quella di girare il sedile nel senso opposto per evitare l'eccessiva vicinanza tra due persone. Entrambe le soluzioni non soddisfano le compagnie low-cost per gli eccessivi costi che andrebbero sostenuti. Inoltre la ridotta capacità a bordo garantirebbe meno guadagni, imponendo alla compagnia di alzare il prezzo del biglietto all'utente finale. Ryanair ad esempio intende riprendere a volare in Italia e in Europa, seppur con una frequenza inferiore, già dal primo Luglio, ma senza limitazioni sui posti. Tra l'altro, proprio la società irlandese ha fatto presente che occupare i posti alternati non garantirebbe comunque il distanziamento minimo di un metro. Un braccio di ferro che ancora non ha conosciuto la parola fine, ma che si appresta a farlo non appena saranno definitivamente varati i protocolli di settore.        

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06 mag 2020

Spagna, Barcellona riduce le corsie per le automobili per dare più spazio a pedoni e ciclisti

di Andrea Tartaglia

La Spagna, paese europeo attento alla mobilità sostenibile, ha deciso di affrontare la fase 2 mettendo al centro il tema degli spostamenti e dei trasporti, con la chiara intenzione di incentivare la mobilità sostenibile e, anzi, far sì che nuovi interventi e accorgimenti possano essere definitivi e migliorativi della situazione precedente anche a emergenza conclusa. Un grande segnale di accortezza e lungimiranza da parte delle grandi città iberiche che sono decise a ridurre e disincentivare sempre più l’uso del mezzo privato a motore nelle aree urbane, incentivando trasporto pubblico, spostamenti a piedi e in bici o con altri mezzi ecosostenibili. Un esempio di come trasformare la crisi in opportunità per rendere le città più vivibili e meno inquinate. La sindaca di Barcellona, Ada Colau, ha presentato il piano di “nuova mobilità” del capoluogo catalano dopo il periodo di isolamento, con innovazioni definite urgenti e immediate per poter “adeguare” la città al ritorno della grande mobilità. Barcellona si prepara cercando di incentivare gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con il trasporto pubblico. Colau ha precisato che si tratta di uno scenario necessario per non tornare all’inquinamento anteriore ma riuscendo a mantenere una mobilità sostenibile e sicura allo stesso tempo. Con un fondo di 4,4 milioni di euro, il piano prevede la creazione di 21 km di piste ciclabili, 17 interventi nelle corsie degli autobus per migliorare il loro servizio e 12 km di marciapiedi. Secondo quanto spiegato dal Comune, l’obiettivo principale è garantire la sicurezza e la salute pubblica della cittadinanza durante i suoi spostamenti. L’isolamento non ha permesso al Comune di definire l’inizio dei lavori, ma è stato inteso che il cambio nel sistema di mobilità arriverà per rimanere. Prima della pandemia, gli spostamenti a Barcellona erano per il 26% in mezzi privati e 37,3% in mezzo pubblico, adesso l’obiettivo è arrivare al 40,8% di spostamenti sui mezzi pubblici e al 35,3% di spostamenti a piedi, riducendo l’uso dei mezzi privati al 19,9% e lasciando il rimanente 4% alle biciclette. Due delle arterie più trafficate, la Gran Via e la Diagonale, saranno interessate da questo piano, poiché si chiuderanno le loro corsie laterali per destinarle esclusivamente ai pedoni. Nella Gran Via, inoltre, una corsia sarà riservata agli autobus e solo le corsie centrali rimarranno a disposizione delle automobili. Il piano, in ogni caso, coinvolgerà molte altre strade, tra cui la via Laietana dove i marciapiedi saranno ampliati su entrambi i lati per portarli a un’ampiezza di 4,15 metri. In generale, in molte strade rimarrà una sola corsia carrabile e con limite di 30 km/h, lasciando almeno 4 metri di marciapiedi. Per la giunta catalana, è necessario che la salute abbia il suo spazio nell’agenda urbana e che la città si prepari per non passar da una crisi sanitaria a un’altra di tipo ambientale. Per incoraggiare l’uso del mezzo pubblico, inoltre, si tornerà a far pagare la sosta dei mezzi privati. Un piano analogo è stato approntato anche a Valencia, ma in generale è tutta la Spagna, soprattutto nelle città più grandi, che si sta dedicando a un nuovo concetto di mobilità, affinché la paura del contagio non si converta in un pericoloso aumento dell’utilizzo della macchina. Intanto, Madrid ha registrato uno storico livello minimo di diossido di azoto nell’aria.

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22 apr 2020

De Micheli: “La Fase 2 sarà molto più complicata di quella precedente”

di mobilita

"La Fase 2 sarà molto più complicata di quella precedente”. Lo ha affermato Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti a Circo Massimo di Radio Capital. Ha poi proseguito affermando che in merito alla ripresa delle attività dopo il 4 maggio si cominceranno a fare le valutazioni complessive. "Mancano poche ore alle decisioni sulle modalità per conciliare la voglia di tornare a lavorare di quasi tutti gli italiani e l’esigenza di essere protetti. Poche ore e sarà chiaro il profilo delle riaperture, oggi avviamo la discussione su modalità e date. La verità è che se siamo prudenti nel prendere le decisioni  è perché siamo consapevoli che qualunque scelta condizionerà la vita non dei prossimi mesi ma quella dei prossimi anni, quindi andiamo prima fino in fondo all’analisi perché fare errori condizionerebbe intere generazioni. Se prendiamo un giorno in più lo facciamo per questo motivo", ha concluso la ministra.

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03 apr 2020

Coronavirus: appello Italia, Germania, Francia e Spagna per intervento immediato Ue nei trasporti

di mobilita

I ministri Paola De Micheli, José Luis Ábalos Meco, Andreas Scheuer e Jean-Baptiste Djebbari hanno firmato una lettera congiunta al commissario ai Trasporti, Adina Valean: Italia, Francia, Germania e Spagna sono unite nel chiedere all’Unione Europea misure forti e tempestive per fronteggiare l’emergenza sanitaria e ristabilire, il prima possibile, una connettività stabile nel settore trasporti, indispensabile per una resilienza alla crisi ma fortemente penalizzato dai contraccolpi socio-economici. I ministri dei 4 Paesi propongono alla Commissione di promuovere con urgenza l'adozione di misure forti per rispondere alle esigenze di breve e medio termine del settore trasporti, ricordando anche l'importanza di investire nella transizione ecologica e nella decarbonizzazione del settore, tra cui: assicurare  la prioritaria continuità del trasporto di tutte le merci all’interno dell’Unione Europea, in particolare la fornitura di beni essenziali quali i prodotti alimentari, farmaceutici/equipaggiamento medico, carburanti; garantire che eventuali controlli sanitari alle frontiere interne dell'UE, ove necessari, siano attuati in maniera proporzionata, trasparente, non discriminatoria e coordinata; promuovere un'azione coordinata anche a tutela delle navi battenti bandiera di Paesi UE da pratiche discriminatorie di Paesi terzi; istituire una task force di coordinamento e gestione centralizzata della crisi a livello UE. introdurre previsioni temporanee di flessibilità nel quadro legislativo UE in ambito trasporti per assicurare la funzionalità del comparto in tutte le sue articolazioni; prevedere la possibilità che le aziende del settore, di ogni dimensione, possano accedere a strumenti dedicati di sostegno, ivi incluse le previsioni del "Quadro temporaneo in materia di aiuti di Stato" e l'iniziativa recentemente lanciata della " Coronavirus Response Investment Initiative"; promuovere una politica industriale dei trasporti , in linea con la politica industriale UE, che permetta di salvaguardare al meglio infrastrutture critiche e operatori europei anche da contraccolpi economico-finanziari e dalla volatilità dei mercati interazionali; individuare misure di sostegno finanziario che permettano nel medio termine  a tutti gli operatori dei diversi comparti - gomma, ferrovia, mare e aereo- di fare fronte al crollo della domanda e alla conseguente crisi di liquidità con cui in molti casi si stanno già confrontando.

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14 giu 2017

Inaugurata la funicolare di Castel S. Pietro – Verona

di Fabio Nicolosi

È stata inaugurata venerdi scorso la Funicolare di Castel San Pietro alla presenza del sindaco Flavio Tosi, delle autorità cittadine, del presidente Massimo Galli Righi, del direttore Maria Cristina Motta, del vicepresidente Renzo Begalli e di alcuni membri del Cda di Agec, che gestirà l'impianto. Lunga 140m, parte da Santo Stefano e arriva a Castel San Pietro, con un dislivello di 54 metri. La Fondazione Cariverona, finanziatrice dell’opera e proprietaria di Castel San Pietro, sta ristrutturando anche il castello dove sarà collocata la nuova sede del Museo di Storia naturale. L’area verde confinante con il Teatro Romano è stata ripristinata e ripulita da erbacce e sporcizia, l’Amia ha assegnato la gestione di due zone del parco a Legambiente e Adambiente. Gli interventi di pulizia, restauro di Castel San Pietro e costruzione della funicolare hanno l’obiettivo di creare un polo culturale e museale che rappresenti la storia di Verona. Proprio sul colle di San Pietro, infatti, sono state rinvenute le più antiche tracce di insediamento pre romano della città, risalenti all’Età del Ferro. Le tariffe: per adulti 2 euro andata e ritorno (quindi un euro a tratta); per bambini al di sotto dei 10 anni e per persone con oltre 65 anni biglietto di un euro. Per gruppi superiori alle 15 persone il prezzo sarà di 1 euro e mezzo a persona. Per il primo mese di apertura, il biglietto sarà gratuito per i veronesi che abbiano compito il 65esimo anno di età.

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25 mag 2017

Ups testa i furgoni ad idrogeno

di Alessandra Santoni

Proprio così: entro la fine del 2018 la UPS, società statunitense di spedizioni internazionali, metterà su strada 17 furgoni espressi giganti a cella a combustibile d'idrogeno. Il primo di questi gioiellini, presentato in occasione della mostra 2017 Advanced Clear Transportation Expo, tenutasi in California, sarà tuttavia già operativo a partire dalla fine di quest'anno ed effettuando le consegne proprio qui, in California, nella città di Sacramento. La California infatti ha una rigorosa regolamentazione riguardo alla qualità dell'aria, ed ha perciò finanziato il programma di sviluppo di questo nuovo furgone. L'obiettivo del progetto è quello di creare un veicolo commerciale a zero emissioni che soddisfi totalmente, in termini di percorrenza e di autonomia, i requisiti dei veicoli a combustibile convenzionale. La differenza sta nel fatto che le celle a combustibile di idrogeno emettono solo acqua; inoltre i serbatoi di idrogeno possono essere riempiti in quasi lo stesso lasso di tempo dei serbatoi di carburante, eliminando così la lentezza dei tempi di ricarica delle batterie dei veicoli elettrici. L'autonomia di questi veicoli, secondo i tecnici, può arrivare fino ad una percorrenza di 200 chilometri. Simili veicoli, essendo per altro molto silenziosi, sarebbero perfetti per effettuare consegne in città, e il quadretto dipinto da Charles Freese, direttore esecutivo delle attività globali delle celle a combustibile della General Motors, ce ne dà un'idea molto efficace: Sarebbe grandioso se l'unico segnale che è arrivato un corriere espresso fossero il suono del campanello della tua porta e un pacchetto lasciato sotto la veranda.

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06 apr 2017

Escludere la pianificazione ci renderà più poveri. E le generazioni future?

di Alessandro Graziano

L'urbanistica moderna come non forse tuti sanno è nata come strumento per migliorare la città industriali che erano diventate pericolose, malsane e invivibili. Interessante in tal senso è un fenomeno in atto in Australia e Nuova Zelanda sulla deregulation , ovvero su quel fenomeno che vuole uno sviluppo senza regole di pianificazione urbana. Un fenomeno con cui anche l'Italia combatte spesso, vedi gli ecomostri sulle nostre spiagge Tuttavia, oggi assistiamo a nuove politiche in Australia e Nuova Zelanda dove la pianificazione è vista come causa di problemi urbani, non una soluzione. La pianificazione urbana come un ostacolo, che rallenta presumibilmente la crescita economica ed è la ragione principale per l'alloggiamento insostenibile. Ma che cosa potrebbe significare questo approccio per il futuro sviluppo delle città australiane e non? Mentre la pianificazione urbana potrebbe aver perso gli obiettivi in questi decenni, la politica che emargina l'urbanistica ci espone a rischi sociali e ambientali a lungo termine. Le città in Australia e Nuova Zelanda si trovano ad affrontare sfide particolari: entrambi i paesi infatti sono fortemente urbanizzati, 89% e 86%, rispettivamente. Uno sguardo rapido sui modelli di utilizzo del suolo e sulle infrastrutture mostra che gli abitanti delle zone suburbane che del centro consolidato. Pertanto, la politica urbana in tali realtà deve affrontare la sfida di governare la Suburbia. Diversi fattori  spiegano questa avversione alla pianificazione.In primo luogo, molte aree urbane, sviluppate nell'ambito del sistema di pianificazione attuale, non hanno prodotto un ambiente molto vivibile. Piuttosto, l'ingegneria del traffico automobilistico  ha preso il sopravvento. Ad esempio molte aree di Auckland,  sono state progettate in modo tale che i residenti hanno poca scelta se utilizzare o meno l'auto. Sono di fatto obbligati ad usare l'auto privata per tutto. E grandi quantità di spazio sono assegnati a parcheggio per i veicoli privati.Questo è il risultato cumulativo di decenni di decisioni che hanno privilegiato il veicolo privato sul più sicuro ed efficiente il trasporto pubblico. I residenti vivono con le conseguenze di questa, e attuale politica. In secondo luogo, i ritardi nella approvazione di atti e norme di pianificazione sono noti per l'aggiunta di costi significativi e l'incertezza di sviluppo immobiliare. Ma lo sviluppo inefficiente di servizi non deve essere confuso con le regole di pianificazione eccessivamente severe.Le norme della pianificazione sono destinate a mitigare i danni ambientali e migliorare la qualità dello sviluppo. Invece di sbarazzarsi della pianificazione, i ritardi possono essere ridotti attraverso una miglior utilizzo  di risorse, formazione e gestione dei dipartimenti di pianificazione. Una buona pianificazione coinvolge i cittadini. E la politica urbana nazionale è importante per gestire l'uso del territorio e delle infrastrutture in modo diverso in città. Le Politiche non devono essere prescrittive. Esse possono anche consentire alle autorità locali di governare meglio con una maggiore devoluzione di capacità di potenza e di raccolta fondi.Ridimensionare la pianificazione urbana è una risposta comprensibile, ma troppo a breve termine. In molti casi, la pianificazione non ha emesso quello che aveva promesso. Sono necessarie misure per ridurre i ritardi e migliorare la qualità dell'ambiente costruito. Tuttavia, la politica che riduce semplicemente il ruolo della pianificazione può comportare costi significativi a lungo termine.Tale approccio ha elevati rischi di danni per l'ambiente, così come il trasporto terrestre e lo sviluppo non  coordinato. La generazione del futuro che vivrà nelle nostre città pagherà per questo.Cittadini informati sono essenziali per sostenere le buone decisioni di pianificazione e delle infrastrutture. Per il grande pubblico, tuttavia, le normative locali in materia di pianificazione urbanistica, infrastrutture e qualità ambientale sono dolorosamente noiose e incomprnesibili. Ma sono anche fondamentali nel plasmare la nostra vita quotidiana. Per chi non ha tempo di passare attraverso lunghi documenti di consultazione e piani, gruppi di difesa locale stanno conducendo il modo per tradurre al pubblico tali dati. In Italia sarebbero tradotti come urban center.  Zero Generation di Auckland è un buon esempio. Questa organizzazione sta sostenendo  l'equità intergenerazionale e la sostenibilità ambientale nella pianificazione  della città e dei  trasporti locali, con campagne mirate su progetti importanti e decisioni di pianificazione.Negoziare il trade-off e la politica di crescita urbana è sempre una sfida per la politica, ma l'impegno pubblico di qualità è fondamentale per costruire delle città che siano vivibili, accessibili e sostenibili per l'ambiente nel lungo termine.

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20 apr 2016

Torino: quasi pronta la spina centrale

di Alessandro Graziano

Si è svolto ieri 19 Aprile, la visita del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio al cantiere del passante ferroviario di Torino sotto la guida del Sindaco Piero Fassino e dell’Assessore ai trasporti Lubatti. In particolare il tratto da Corso Vittorio Emanuele a piazza Baldissera compreso il nuovo ponte sulla Dora lungo l'asse di Corso Principe Oddone, verrà consegnato nelle prossime settimane, al massimo entro Maggio 2016. Il ponte potrebbe già essere pronto per inizio Maggio invece. Il tratto tra piazza Generale Baldissera e il raccordo e la sistemazione di corso Vigevano faranno invece parte di un nuovo lotto. Questo  verrà completato grazie alle risorse reperite attraverso il ribasso delle gare precedenti di  circa otto milioni di euro , a cui si aggiungeranno altri nove milioni di euro messi a disposizione dal Comune. . "È un’opera importante, strategica per la viabilità e la mobilità della città, con cui avremo l'asse di attraversamento più interno della città e ricuciremo due parti di Torino divise da sempre dal passaggio della ferrovia", così ha esordito il Sindaco. Con la consegna di questi quattro lotti verrà restituito alla città un ampio viale alberato con carreggiate centrali e laterali, piste ciclabili e il nuovo sottopasso stradale di piazza Statuto ( a detta di molti conosciuta come la silenziosa) .   Un cantiere ha creato negli anni  non pochi disagi ma grazie al quale la città post industriale ha cambiato volto riconnettendo le sue parti e creando una nuova spina urbana. Novità annunciate anche sulla metropolitana Val. Sarà infatti un piano straordinario del Governo a finanziare il progetto della linea 2 della metropolitana. E’ quanto emerso questa mattina nel corso di una visita del ministro dei Trasporti . Si è parlato del prolungamento  della linea 1della metropolitana fino a Cascina Vica ( e si spera la prossima apertura delle stazioni Italia 61 e Bengasi)  e il futuro progetto e della linea 2 ( collegamento nord-sud). Ma Delrio si è detto "molto ottimista" sul superamento degli ostacoli burocratici. "Il governo ha predisposto un piano di sviluppo, inserito nel Def (documento economico finanziario), che prevede un piano nazionale di potenziamento della rete tranviaria e delle metropolitane, di cui Torino fa parte." Il sindaco Piero Fassino, invece, ha annunciato che il 9 maggio si concluderà il bando di gara per la progettazione della linea 2 della metropolitana torinese. Dopodiché ci vorrà circa un anno per la progettazione esecutiva, nella seconda metà del 2017 si conta di aprire il primo cantiere del primo lotto. Oltre i soliti proclami,  si spera vedremo presto progetti e cantieri tangibili.

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04 feb 2016

10 anni in metro per Torino!

di Alessandro Graziano

  Il 4 Febbraio di 10 anni fa veniva inaugurata la prima tratta della linea di ferrovia metropolitana di Torino: la M1 prima metropolitana automatica leggera VAL d'Italia (acronimo di Véhicule Automatique Léger, in precedenza sigla di Villeneuve-d'Ascq - Lilla). In quel lontano Febbraio, in occasione dei XX Giochi Invernali di Torino, si inaugurava il primo tratto entrato in esercizio che andava dal deposito di Collegno fino a piazza XVIII Dicembre e contava 11 fermate. Dal 2006 al dicembre 2015 la strada percorsa è stata tanta. Il sistema  infatti oggi termina alla stazione di Lingotto ( laddove un tempo c’erano gli stabilimenti Fiat) ed ha  21 stazioni, e se nel 2006  i passeggeri erano 7 milioni , nell'anno appena concluso, il 2015, sono stati 41 milioni e 117 mila, record assoluto . Nel decennio che oggi si appresta a compiere, la metropolitana di Torino ha  trasportato complessivamente 277 milioni di passeggeri!   Ma cosa è la Val? E’ un sistema di trasporto a guida vincolata su rotaie in cemento armato, dove i convogli, controllati da sistemi automatizzati, viaggiano su ruote gommate. Il sistema utilizza treni dalla lunghezza e sezione ridotta rispetto alle metropolitane con sistema classico su ferro, non ha il pantografo per la captazione della corrente elettrica in quanto la fornisce una terza rotaia. Ciò comporta gallerie dalla sezione ridotta, stazioni più piccole e quindi minori costi di costruzione e scavo ed una più veloce esecuzione dei cantieri.     I convogli più piccoli e telecontrollati hanno un’alta frequenza e quindi un’alta capacità oraria ; per minimizzare i tempi le fermate sono dotate di porte scorrevoli in corrispondenza delle porte dei vagoni. In questo modo le operazioni di salita e discesa dai mezzi avvengono in tutta sicurezza. Potremmo definirla un sistema ibrido tra una ferrovia ed un trasporto ettometrico quali gli ascensori. Quella torinese è’ stata la prima linea di questo tipo costruita in Italia a cui sono poi seguite quelle di Brescia(2013), Milano (2013) e Roma (2015) e in futuro un progetto di Val è previsto anche a Palermo. Il sistema utilizzato per la Metropolitana di Torino è il primo al mondo in configurazione 52 metri ovvero con composizione a quattro vagoni. La linea 1 ha una  lunghezza dal deposito di Collegno a Lingotto di 13,2 km e attualmente sono in corso i lavori di prolungamento verso sud con le nuove stazioni di Italia ‘61 e piazza Bengasi, circa 1,9 km . Un cantiere bloccato per quasi tre anni a causa delle difficoltà finanziarie delle imprese costruttrici, CoopSette e Seli, sbloccato con la riassegnazione dei lavori ad un'altra cordata di ditte, le cooperative emiliane Ccc e Cmc e con inaugurazione prevista per dicembre 2017.   Verso ovest è previsto il  prolungamento Collegno – Cascine Vica/tangenziale" con 4 stazioni: Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica. Il  progetto preliminare  è stato redatto nel 2015 ma è ancora in attesa di approvazione da parte del CIPE. A seguito dell'entrata in servizio delle nuove tratte, dal 2006 al 2011, è stata realizzata una riorganizzazione del trasporto pubblico di superficie: sono state modificate le linee che avevano il percorso in comune con la metro (linee 1 e 36 su corso Francia, linee 1, 34 e 35 su via Nizza, linea 1 da piazza Statuto a Porta Nuova) e si è favorito l'interscambio bus / metro attraverso variazioni di numerose altre linee. La linea di metro sin dalla sua inaugurazione ha costituito una novità per i cittadini, torinesi e non, ma soprattutto una spina dorsale per di trasporto pubblico locale (TPL). Ciò si è tradotto in maggiore efficienza ed efficacia dei trasporti pubblici, maggiore facilità negli spostamenti e minor inquinamento dell’aria in una città che soffre di continui sforamenti dei limiti nelle emissioni delle polveri sottili. La metro M1 in numeri* 13,2 km di lunghezza nel tratto  dal deposito di Collegno a Lingotto; 1400 telecamere installate su tutta la linea per la videosorveglianza; 29 treni  a disposizione per la tratta ; 23 minuti  necessari per percorrere l'intera tratta da Collegno a Lingotto; 21 stazioni da Collegno a Lingotto; 67 ascensori di cui 44 fra la banchina e l'atrio e 23 tra l'atrio e l'esterno; 129 scale mobili (di cui 45 esterne e 84 interne). 45 milioni i chilometri percorsi dai veicoli in 10 anni 5 milioni 338 mila i chilometri percorsi dai veicoli (2015) 1 milione 100 mila numero di corse effettuate dai treni in 10 anni 107 mila 500 numero di corse effettuate nel 2015 41 milioni 119 mila i passeggeri nel 2015 277 milioni 341 mila totale passeggeri nei 10 anni 4 milioni 160 mila record passeggeri nell'ottobre 2015 99,8% indice di disponibilità ovvero la percentuale di corse in orario 2015, il che si traduce in un mezzo davvero affidabile per gli spostamenti 180 sono le persone che attualmente lavorano per la metropolitana * dal sito www.GTT.to.it

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25 set 2015

Venezia in tram

di Alessandro Graziano

Il 16 Settembre scorso è stata inaugurata la linea T1 che da Mestre conduce a Venezia, attestandosi a piazzale Roma. La T1 fa parte del sistema tranviario di cui è già operativa dal 2010 la linea rinominata T2 che da Favaro conduce a Mestre.     La linea utilizza il sistema su pneumatici di produzione Translohr , dal punto di vista amministrativo omologato come una tranvia, con veicoli che viaggiano per circa il 29% su tracciato in sede riservata sulla linea T1 e il 75% sulla linea T2. E' presente solo una rotaia centrale che garantisce la guida vincolata . Cosa è il Translohr? E' un sistema di trasporto a guida vincolata su gomma  prodotto in Francia, originariamente sviluppato dalla Lohr.   Nel sistema tranviario di Venezia-Mestre l'opera infrastrutturale più complessa è stata la realizzazione del sottopasso (403,36 metri dei quali 72,61 metri rampa lato Mestre, 87,45 rampa lato Marghera, 243,30 tunnel; la pendenza massima è pari all'8%) della linea ferroviaria Venezia-Mestre all'altezza della stazione di Mestre, funzionale alla linea T2 e utilizzato regolarmente dall'agosto 2014 data di inizio del pre-esercizio. Qui è stata realizzata la stazione sotterranea della tranvia, che assume i connotati di una stazione metro.   Un altro nodo è l'intersezione di via San Donà con via Martiri della Libertà ; l'opera, che permette il passaggio della linea T1 in via San Donà da Favaro Veneto a Mestre evitando l'intersezione a raso con la SR14 bis per la quale è stato costruito un sottopasso, è attiva settembre 2010. Di impatto e panoramico è l'attraversamento della laguna sul ponte della Libertà che conduce al terminal di Venezia. Qui il tram è in sede promiscua e ciò è reso possibile proprio dalla presenza di ruote gommate e l'unica rotaia centrale dove si aggancia ogni vettura. Il servizio tranviario è espletato da 20 vetture STE4, lunghe 32 metri, larghe 2,20 metri e alte, senza pantografo, 2,89 metri; Il 75% della superficie totale delle vetture STE4 è vetrata; il colore delle vetture è rosso veneziano ed è stato scelto attraverso un sondaggio tra la popolazione. L'estensione totale della rete tranviaria è di 20 km e vi svolgono servizio le due linee T1 Favaro – Mestre – Venezia (14 km, 23 fermate, tempo di percorrenza 39 minuti, velocità commerciale 21 km/h) e T2 Mestre – Marghera (6 km, 14 fermate, tempo di percorrenza 23 minuti, velocità commerciale 15 km/h). La cadenza di entrambe le linee è di 10 minuti nei giorni feriali e 15 minuti nei giorni festivi; la linea T1 circola tra le 6 e le 24 mentre la linea T2 tra le 6 e le 22. L'esercizio feriale richiede l'impiego di 15 tram (9 in linea T1 e 6 in linea T2) mentre altri 5 sono disponibili per riserva o in manutenzione.       Il fulcro della nuova rete è la stazione di Mestre Centro, nodo di interscambio tra le due linee tranviarie. Per il terminal della stazione di piazzale Roma di Venezia è stata costruita un pensilina molto allungata a forma di parallelepipedo nero, che secondo il progetto ricorda una grande T iniziale di Tram.      

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