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16 set 2021

SICILIA | Trenitalia: oltre 135.000 i posti a disposizione per la riapertura delle scuole

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Anche in Sicilia si sono riaperte le scuole e Trenitalia (Gruppo FS Italiane) ha potenziato i servizi regionali. Sono oltre 135 mila i posti da oggi a disposizione sui treni regionali per la riapertura delle scuole, per accogliere adeguatamente i flussi di passeggeri nel rispetto del vincolo dell’80% di occupazione dei posti totali omologati (seduti e in piedi), fissato dalle normative vigenti. Potenziati i servizi di assistenza ai viaggiatori e programmati treni e bus aggiuntivi distribuiti sulle tratte più frequentate, un’offerta che si è rivelata adeguata visto che non si sono registrati casi di sovraffollamento. Questa mattina sono stati circa 8.200 i passeggeri sui treni della nostra regione, con un aumento del +38% rispetto a giovedì 9 settembre. In particolare a disposizione dei viaggiatori 2 treni aggiuntivi, dal lunedì al sabato, rispetto all’offerta ordinaria tra Palermo Centrale e Termini Imerese, sono stati inoltre istituiti 7 bus suppletivi sulle tratte Palermo – Punta Raisi e Caltanissetta – Agrigento e sono stati predisposti presidi di pronta attivazione di bus di scorta lungo le linee più frequentate. Implementato anche il servizio di Customer Care Regionale che, in collaborazione con la struttura di Protezione Aziendale, assicura l’assistenza ai viaggiatori nelle stazioni maggiormente frequentate. Restano in vigore tutte le misure informative già messe in atto in tutto il periodo di pandemia, con la conferma delle azioni straordinarie di igienizzazione e sanificazione di treni e autobus, messaggi a bordo treno sulle nuove regole di viaggio sicuro e sull’obbligo dell’uso della mascherina, con conseguente interruzione del servizio in caso di violazione. Tutte le misure saranno calibrate, d’intesa con la Regione Siciliana, in base all’analisi della domanda di ciascun bacino di mobilità interessato anche dal target degli studenti, così da soddisfare la richiesta potenziale del trasporto regionale.

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04 ago 2021

SICILIA | Aperto al traffico il nuovo tratto di strada statale 117 “Centrale Sicula” tra Santo Stefano di Camastra e Gela

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È stato aperto al traffico questa mattina un nuovo tratto ammodernato dell’itinerario Nord-Sud, Santo Stefano di Camastra – Gela. Il nuovo tratto, di lunghezza pari a circa 1 km, ricade nell’ambito del lotto denominato “B4a”, che prevede l’ammodernamento della strada statale 117 “Centrale Sicula” dal km 25 al km 32. Il lotto, che in configurazione ammodernata vedrà ridurre la propria estensione complessiva da 7,000 km a 6,100 km, prevede un investimento complessivo pari a 54 milioni di euro e lo stato di avanzamento lavori, comprensivi di un precedente appalto, è giunto all’83%. Come per il lotto B4b da 6,700 km - aperto al traffico il 25 giugno dello scorso anno - e come per i primi 1300 metri del lotto B4a – aperti al traffico il mese successivo - gli interventi in corso prevedono l’adeguamento della ​sezione stradale, che precedentemente presentava una larghezza di 6,5 metri, all'ampiezza di 9,5 metri, come previsto dalle attuali norme per le strade di categoria C2. Previsto, inoltre, il miglioramento dell'andamento plano-altimetrico del tracciato, con nuovi tratti in variante e con l'eliminazione delle curve a raggio ridotto che caratterizzano la sede stradale storica. L’apertura del nuovo tratto, in prosecuzione dei tratti ammodernati, porta quindi a nove i km consecutivi di nuovo tracciato ammodernato.

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19 lug 2021

SICILIA | Ferrovie: da oggi due nuovi treni Pop in circolazione sui binari

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Presentata “La Sicilia in Treno”, una delle Guide della nuova collana “I Regionali da Vivere” realizzata da Giunti Editore e Trenitalia, dedicata alla scoperta dell’Italia a bordo dei treni Regionali. Un ventaglio di mete turistiche siciliane, fra mare, aree verdi e montane, borghi e centri storici, che vedono nel treno il fil rouge per visitarle comodamente anche grazie all’incremento dei servizi dell’orario estivo di Trenitalia. Ad illustrare i contenuti – stamane nei locali della stazione di Taormina-Giardini – Luigi Corradi, Amministratore Delegato Trenitalia, Clara Celauro, Consigliere di Amministrazione Trenitalia, Marco Falcone, Assessore alle Infrastrutture e Mobilità Regione Siciliana,Marco Bolasco, Direttore di Divisione Non Fiction Giunti Editore. Presenti, Sabrina De Filippis, Direttore Business Regionale Trenitalia, Vincenzo Pullara, Direttore Direzione Regionale Sicilia Trenitalia,Fulvio Bellomo, Dirigente Generale Dipartimento delle Infrastrutture, della Mobilità e dei Trasporti Regione Siciliana, Carlo Margara,Responsabile iniziative speciali Giunti Editore e i sindaci di Taormina e Giardini Naxos, Mario Bolognari e Giorgio Stracuzzi. Al primo binario, pronti per entrare in servizio, 2 nuovi treni Pop, che portano a 19 il numero dei nuovi treni regionali che viaggiano in Sicilia. Per rafforzare la mobilità regionale sui binari, così come previsto dal Contratto di Servizio sottoscritto da Regione Siciliana e Trenitalia, nei prossimi anni saranno in totale 43 i nuovi treni in circolazione. L’ESTATE DI TRENITALIA Le novità Per facilitare la visita di alcune delle mete turistiche più apprezzate dell’isola, Trenitalia, di concerto con la Regione Siciliana, committente del servizio, ha messo a disposizione dei viaggiatori nuovi servizi. Tra le novità il Taormina link che collega la stazione di Giardini a Taormina, grazie ai bus di ASM Taormina. L’Etna link collega, con servizi di Ferrovia Circumetnea, la stazione di Giarre-Riposto e Piano Provenzana, alle pendici dell’Etna. Con il Taormina Line è stato potenziato il numero di collegamenti con Taormina grazie a 6 corse aggiuntive, circolanti nei giorni festivi, fra le stazioni di Catania Centrale e Letojanni con fermate ad Acireale, Giarre-Riposto e Taormina-Giardini.   Tra le conferme il Cefalù Line che collega nei giorni festivi l’aeroporto internazionale “Falcone e Borsellino” di Punta Raisi e la città di Palermo a Cefalù e il Barocco Line che durante i giorni festivi e fino al 10 ottobre, collega Siracusa a Donnafugata per ammirare la bellezza di Fontane Bianche, Avola, Noto, Pozzallo, Scicli, Modica, Ragusa Ibla e Ragusa.

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03 lug 2021

SICILIA | Deposito rifiuti radioattivi, Cordaro: “Non lo permetteremo mai”

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"Non permetteremo mai che la Sicilia diventi la sede nazionale dei rifiuti radioattivi, faremo le barricate. Il nostro è un no secco, senza margini di ragionamento, perché siamo contrari per principio e abbiamo dati oggettivi che dimostrano che il nostro territorio è inadeguato a ospitare questo sito". E' una presa di posizione ferma quella dell'assessore regionale al Territorio e Ambiente Toto Cordaro che ha ribadito oggi la contrarietà della Regione Siciliana al deposito rifiuti radioattivi nell'Isola e sottoscritto, con i cinque sindaci dei Comuni coinvolti, l'atto formale con cui si esprime l'inadeguatezza dei 4 siti individuati dalla Carta nazionale aree potenzialmente idonee (CNAPI). Alla conferenza stampa che si è tenuta stamani a Palazzo Orleans, a Palermo, erano presenti l'assessore alla Politiche agricole di Trapani Giuseppe Pellegrino, il sindaco di Petralia Sottana Leonardo Iuri Neglia, quello di Castellana Sicula Francesco Calderaro, il sindaco di Butera Filippo Balbo e il Commissario straordinario di Calatafimi Segesta Francesco Fragale. Le quattro relazioni sottoscritte oggi saranno adesso inviate alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alla Sogin. Dal 3 luglio, infatti, il Governo nazionale avrà quattro mesi di tempo per valutare tecnicamente le controdeduzioni presentate dalla Regione e, in caso, avviare consultazioni con gli enti territoriali coinvolti. "Abbiamo ragioni solide per dimostrare, anche in sede nazionale, che la Sicilia non è un territorio idoneo. Il gruppo di lavoro istituito dal governo Musumeci in sei mesi ha raccolto una documentazione stringente, oggettiva e inoppugnabile sotto il profilo ambientale, urbanistico, culturale, del dissesto idrogeologico, sismico e dei trasporti. Fino a quando non verrà posta la parola fine a questa brutta storia la Regione sarà pronta a battersi per tutelare l'interesse di tutti i siciliani. La nostra terra piuttosto che rifiuti nucleari deve accogliere i turisti". Contrari anche tutti i sindaci dei Comuni ricadenti nei quattro siti siciliani individuati da Sogin, la società che per conto dello Stato è responsabile della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi. «Il nostro sito - ha detto l'assessore comunale alle Politiche agricole di Trapani, Giuseppe Pellegrino - si trova a pochi metri dall'autostrada e dai centri abitati di Fulgatore, Baglio Nuovo e Dattilo. E per di più, ha una forte vocazione vitivinicola, con la produzione della Doc Erice». «Abbiamo già subito un danno economico - denuncia il sindaco di Butera, Filippo Balbo - perché molte imprese che volevano investire qui hanno fatto un passo indietro. Nei 150 ettari designati ci sono numerosi e importanti vigneti e cantine vitivinicole, un'area in cui avviene la produzione e lo stoccaggio del 90 per cento dei frutteti, in particolare della pesca di Delia Igp, con mandorleti, ulivi e ortaggi». Anche la zona di Calatafimi-Segesta, come ha spiegato il commissario straordinario Francesco Fragale, non sarebbe adeguata a ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi perché «l'area si trova a 800 metri dal centro abitato di Sasi, zona altamente sismica con importanti problemi di ricaduta idrogeologica, e a due passi dal Parco archeologico di Segesta, fiore all'occhiello del turismo siciliano». Il quarto sito individuato da Sogin si trova a cavallo tra Petralia Sottana e Castellana Sicula, all'interno del Parco delle Madonie in cui, come hanno evidenziato i rispettivi sindaci Leonardo Iuri Neglia e Francesco Calderaro, si registrano «numerosi disagi legati alla viabilità, con strade provinciali fatiscenti. Il nostro è un grido di rabbia, perché questa scelta vanificherebbe tutti gli sforzi fatti in questi anni per aumentare l'attrattività del Parco delle Madonie".

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17 mag 2021

SICILIA | Pubblicato il bando da 130 milioni per due nuovi traghetti

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«Finalmente ci siamo. Dopo un lungo lavoro di approfondimento tecnico, il governo regionale si appresta a scrivere una nuova pagina per la navigazione siciliana. Questo grazie al via libera al bando per la costruzione e l’acquisto di due grandi navi traghetto per le tratte fra la Sicilia e le isole minori. Siamo la prima Regione d’Italia a mettere in campo i fondi che il ministero dei Trasporti ha destinato ai collegamenti via mare, snodo vitale per la nostra economia isolana. Un altro impegno mantenuto per riqualificare l’offerta di servizi turistici e per allineare la qualità dei trasporti marittimi agli standard europei. Il turismo diventa competitivo se ci sono servizi di qualità». Lo afferma il presidente della Regione Nello Musumeci, annunciando l’avvenuta pubblicazione della procedura aperta per l’affidamento della fornitura di due unità navi traghetto (Ropax Classe A) per i trasporti da e per le isole minori siciliane. Il bando è consultabile sul sito www.appalti.regione.sicilia.it e c’è tempo fino alle ore 13 del 29 giugno per la presentazione delle offerte. La procedura seguirà il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. «Avvieremo presto – aggiunge l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, che ha seguito in prima persona l’iter – la progettazione e la costruzione di due nuove navi che rinnoveranno, dopo anni d’attesa e disagi, il parco navi della Regione anche guardando alla tutela dell’ambiente. Per i futuri traghetti abbiamo infatti previsto una propulsione non più esclusivamente diesel, ma anche elettrica e a gas naturale. Le navi saranno naturalmente adibite al trasporto di passeggeri, auto, mezzi pesanti, cisterne e tutto quei rifornimenti che, in questo momento, passano attraverso mezzi molto datati. Inoltre, con una nuova dotazione che stiamo rinvenendo, abbiamo l’obiettivo di estendere l’acquisto a una terza nave. Per gli abitanti delle isole, ma anche per l’intera Sicilia – conclude Falcone – arriva un investimento che migliora economia, scambi, turismo e qualità della vita».

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15 apr 2021

SICILIA | In gara ammodernamento ferrovia Caltagirone-Gela

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«Dopo ben dieci anni di silenzi, la linea ferroviaria Caltagirone-Gela torna ad avere una prospettiva di recupero infrastrutturale. Il governo Musumeci ha lungamente lavorato con il gruppo Ferrovie dello Stato ed Rfi per rimettere al centro gli investimenti su una ferrovia che era stata dimenticata da tutti, diventando emblema di spreco e abbandono. Adesso, assieme all'affidamento dell'appalto da oltre 10 milioni per la ricostruzione del viadotto crollato fra Caltagirone e Niscemi, parte la gara per l'adeguamento sismico e la riqualificazione di tutti gli altri viadotti della tratta. Investimento da oltre 17 milioni fondamentale per la futura riapertura in sicurezza di una ferrovia che deve tornare a vivere, in sicurezza ed efficienza». Lo afferma l'assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, commentando la pubblicazione, da parte di RFI, della gara relativa alla progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori di miglioramento strutturale dei viadotti della linea Caltagirone-Gela, I lotto funzionale Caltagirone-Niscemi. L'importo a base d'asta dell'opera, necessaria per il ripristino della tratta chiusa dal 2011, ammonta a 17 milioni 930 mila euro. Termine per la presentazione delle offerte fissato al 7 maggio 2021. «Dal 2018 ad oggi - prosegue l'assessore Falcone - il trasporto ferroviario è tornato ad essere pilastro della strategia di rilancio della mobilità e delle grandi opere che il presidente Nello Musumeci ha voluto per la Sicilia. Accompagniamo l'evoluzione delle principali commesse, dal raddoppio degli assi Palermo-Catania, Palermo-Messina e Catania-Messina al recupero delle tratte più penalizzate, per restituire alle comunità un servizio in linea con le aspettative dei territori».

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19 mar 2021

SICILIA | Webuild e Research Consorzio Stabile si aggiudicano le gare per la Taormina-Giampilieri e per il ripristino del viadotto tra Caltagirone e Niscemi

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Aggiudicate da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) due importanti gare per il rilancio infrastrutturale della Sicilia. Perfezionate le gare d’appalto relative ai lavori di raddoppio della linea Messina-Catania e alla ricostruzione del Viadotto fra Caltagirone e Gela; due opere che miglioreranno sensibilmente la mobilità dei viaggiatori siciliani. La realizzazione degli interventi, oltre alle ricadute vantaggiose in termini occupazionali e per l’indotto, consentirà una riduzione dei tempi di viaggio e l’aumento della capacità di traffico. LINEA MESSINA - CATANIA I lavori del secondo lotto, Taormina-Giampilieri (raddoppio della linea ferroviaria Messina-Catania), sono stati aggiudicati all’ATI composta da WEBUILD SPA (Consorziata Capofila) con IMPRESA PIZZAROTTI & C. SPA (Consorziata Mandante) e ASTALDI SPA (Consorziata Mandante) e Progettista: RTP Rocksoil S.p.A. (Mandataria) con Proger S.p.A. (Mandante) e Pini Swiss Engineers S.r.l. (Mandante), che avrà il compito di sviluppare il progetto esecutivo e successivamente realizzare l’opera. Valore dell’appalto a base di gara, 1.113.074.021 euro. I lavori aggiudicati consistono nella realizzazione di oltre 28 km di linea a doppio binario, dei quali più di 25 in galleria. RFI realizzerà anche le opere di viabilità connesse alla nuova linea ferroviaria e gli impianti funzionali all’intervento, fra cui la nuova stazione di S. Alessio-S. Teresa Riva e le nuove fermate di Nizza di Sicilia-Alì Terme e Itala-Scaletta. I lavori completeranno il doppio binario fra Messina e Catania e imprimeranno un decisivo passo in avanti verso la realizzazione dell'asse ferroviario TEN T Messina – Catania – Palermo, parte del Corridoio Scandinavia-Mediterraneo. A lavori ultimati, tra Messina e Catania il tempo di percorrenza sarà ridotto di circa 30’, consentendo così di sviluppare un servizio di tipo metropolitano da Catania fino a Taormina/Letojanni. LINEA CALTAGIRONE-GELA RFI ha aggiudicato anche la gara di appalto integrato per i lavori di progettazione e ricostruzione del Viadotto fra Caltagirone e Niscemi, primo intervento finalizzato al ripristino della circolazione ferroviaria nella tratta Caltagirone – Gela. L’importo dei lavori a base d’asta è di oltre 10 milioni di euro. La ditta che si è aggiudicata l’appalto è la RESEARCH CONSORZIO STABILE SCARL con il consorziato indicato Ricciardello Costruzioni Srl, con il Progettista RTP TECHPROJECT S.R.L. (Capogruppo) – INGEGNERIA DEL TERRITORIO S.r.l. (Mandante).

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20 gen 2021

SICILIA | 2,5 milioni di euro a disposizione dei Comuni per la progettazione

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Verranno riaperti i termini per consentire ai Comuni siciliani di accedere al Fondo di rotazione dedicato alla progettazione. Il governo Musumeci ha infatti reso nuovamente disponibili circa 2,5 milioni di euro che potranno essere chiesti dalle amministrazioni locali per la progettazione di interventi su scuole, strade, impianti di depurazione e altre opere in linea con il Piano di azione e coesione (Pac) 2014-2020. La riapertura dei termini è stata decisa su impulso dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. Una ricognizione del dipartimento Tecnico aveva verificato, infatti, che alcuni Comuni, dopo l’assegnazione delle somme, avevano rinunciato ai fondi o erano risultati inadempienti. È stato così accertato che le risorse ancora non impegnate e disponibili ammontano a circa 2,5 milioni di euro. "Attraverso il virtuoso impiego delle risorse della Regione - commenta l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone - vogliamo che nessun cantiere si fermi nonostante l’emergenza pandemica, e anzi, vogliamo aprirne di nuovi. Il governo Musumeci, dopo anni di politiche prive di una visione organica, grazie a questa e altre misure ha dato un impulso positivo all’intera filiera dei lavori pubblici in Sicilia, favorendo così benefici a cascata per tutto il territorio. Con i 2,5 milioni di euro ancora disponibili potremo finanziare, dunque, la progettazione di un’altra trentina di interventi". Le domande accolte fino ad ora per il Fondo di rotazione per la progettazione sono una settantina, pari a circa la metà di quelle che erano state presentate dai Comuni. I finanziamenti si aggirano intorno ai 5 milioni di euro e serviranno a progettare lavori come la ristrutturazione di edifici scolastici, il recupero di aree urbane, la sistemazione di strade e interventi di messa in sicurezza del territorio.

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17 nov 2020

Ripristino della linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo: RFI presenta le integrazioni richiesti dal MATTM

di Fabio Nicolosi

La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale VIA/VAS, con nota acquisita al prot. MATTM-77651 del 05/10/2020, ha trasmesso la richiesta formulata dal Gruppo Istruttore di integrazioni documentali e di analisi, alla luce delle mancanze significative emerse nella documentazione presentata e nella trattazione di diversi temi ai sensi dell'Allegato V del D.L.vo 152/2006, come modificato dall'art. 22 del D.Lgs. 104/2017, "Criteri per la Verifica di assoggettabilità di cui all'articolo 19", che non consentono al valutatore di esprimere un parere informato e oggettivo in merito alla non assoggettabilità dell'opera a procedura di VIA. In risposta all’ istanza di Verifica di Assoggettabilità a VIA, presentata da RFI per il Progetto delle opere civili ed armamento per il ripristino della linea Palermo – Trapani via Milo, tratta Alcamo – Trapani in data 28.10.2019, con nota UA 05.10.2020, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM – ID_VIP4959), chiede: al punto 1: Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) “richiede di censire i siti Natura 2000, SIC e ZPS e le IBA siti nell’intorno della infrastruttura di progetto, considerando il buffer convenzionale di 5 km, e di svolgere la relativa VIncA, secondo quanto riportato nelle Linee Guida pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, Serie generale – n.303, del 28.12.2019, e relativa modulistica, evidenziando i potenziali impatti, sia negativi sia positivi, anche per la fase di cantiere.”; al punto 2: Impatti cumulativi “di integrare la documentazione con l’indicazione delle caratteristiche del progetto definitivo degli impianti di trazione elettrica ferroviaria, sottostazioni elettriche e luce e forza motrice in galleria delle tratte e stazioni comprese tra la stazione di Cinisi e la stazione di Trapani, compresa la cabina TE di Piraineto (ID 5113) e la valutazione del presente progetto (Opere Civili) alla luce di potenziali impatti, negativi e positivi, che derivino dal cumulo dei due progetti sul medesimo sedime. Resta inteso che, nella eventuale impossibilità di definire con precisione i tempi di cantierizzazione dei due interventi, dovranno essere presentate diverse ipotesi alternative orientate alla minimizzazione degli impatti.”; al punto 3: Rumore “Integrare la documentazione presentata con l’indicazione della situazione dei ricettori più impattati dall’attuale assetto della linea in ripristino, anche allo scopo di evidenziare eventuali situazioni critiche che necessitano di particolare tutela e attenzione, sia per la fase di cantiere, che di esercizio. Risulta inoltre necessario chiarire se il progetto di risanamento acustico sarà sviluppato e attuato in fase di realizzazione del ripristino.”. RFI ha presentato il 16/11/2020 tutte le integrazioni richieste in un documento di 367 pagine che si spera possa aver chiarito tutti i dubbi e possa permettere a questo appalto di poter completare il suo iter verso la realizzazione Il cronoprogramma dei lavori prevede un totale di 1096 giorni naturali e consecutivi. Il completamento dei lavori in questo tempo è fattibile prevedendo la contemporaneità di lavoro su almeno 4 tratte (considerando la linea divisa in 8 tratte separate dalle stazioni intermedie) con più fronti di lavoro ed una presenza media di circa 120‐140 uomini, con picchi di 170. La costruzione della linea risale agli inizi del secolo scorso, l'apertura all'esercizio è infatti del 1937. La linea ha profilo longitudinale con pendenza massima del 1.7%, e curve con raggio maggiore o uguale a 500 m, come desumibile dal profilo del progetto originario fornito da RFI, di cui si riporta un estratto nella figura seguente. La tratta Alcamo Dir. – Trapani via Milo ha velocità massima di linea in Rango A di 100 km/h e in Rango B di 105 km/h. Il progetto definitivo prevede il mantenimento di tali velocità, il progetto dell'armamento prevede comunque la possibilità di introdurre il Rango C con velocità 110 km/h. Per la realizzazione dell'intera opera si prevede l'istallazione di un cantiere logistico base in zona baricentrica, in località Ummari alla progressiva Km. 95+147, e 7 cantieri operativi: Km. 81+360 Km. 88+024 Km. 90+687 Km. 95+147 in prossimita' della stazione di Ummari Km. 102+279 in prossimità della stazione di Fulgatore Km. 106+858 in prossimità della stazione di Erice Napula Km. 114+151 in prossimità della stazione di Milo L'importo complessivo dei lavori è stato stimato in circa 92 milioni, di cui circa 3,165 milioni di oneri per la sicurezza. A questo importo si sommano le forniture dei materiali a catalogo RFI pari a circa 6 milioni. Il costo totale dell'intervento (lavori + somme a disposizione) si attesta al di sotto dei 118 milioni di euro.

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07 nov 2020

SICILIA | Nasce il primo impianto solare termodinamico integrato con fotovoltaico d’Italia

di Fabio Nicolosi

Il futuro del solare termodinamico in Italia parte dalla Sicilia, là dove è “idealmente” nato con gli specchi ustori del siracusano Archimede. Grazie all’alleanza tra ENEA e l’industria italiana, infatti, a breve sarà inaugurato a Partanna (Trapani) il primo impianto realizzato in Italia che integra solare a concentrazione con il fotovoltaico ed è già in cantiere un altro da realizzarsi a Trapani nella Piana di Misiliscemi. Nei due progetti ENEA ha il ruolo di supervisore tecnico, le aziende italiane SOL.IN.PAR. srl e Stromboli Solar srl sono i committenti e FATA spa del gruppo Danieli costruisce gli impianti. “Questi due progetti dimostrano che in Italia esiste una realtà industriale che sta investendo sulla tecnologia del solare termodinamico con iniziative concrete nonostante i vincoli burocratici e normativi”, sottolinea Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA. “In questi due impianti ENEA è stata coinvolta per svolgere diverse attività, dalla supervisione della progettazione, della realizzazione e dell’avviamento, alla verifica delle performance, fino all’integrazione dell’impianto solare a concentrazione con la tecnologia fotovoltaica”, prosegue Graditi. L’impianto di Partanna ha una potenza installata di 4,26 MWe ed è in grado di produrre energia elettrica per oltre 1.400 famiglie (circa il 30% della popolazione del territorio comunale, con utenze domestiche da 3 kW). “Prevediamo di raggiungere una capacità di accumulo di energia termica pari a 180MWht, che equivalgono a circa 15 ore di funzionamento dell’impianto a pieno carico, anche in assenza della radiazione solare”, spiega Graditi. L’integrazione di sistemi di accumulo di energia termica rappresenta un aspetto rilevante, poiché consente di poter disporre di energia termica convertibile in elettrica e, quindi, di programmare la produzione per soddisfare la domanda di energia. In questo modo è possibile disaccoppiare la raccolta dell’energia solare - che dipende dal ciclo giorno-notte e dalle condizioni meteo - dalla produzione di elettricità, legata invece alla richiesta da parte degli utilizzatori. A Partanna l’area complessiva del campo solare è di 83 mila m2 (circa 10 campi da calcio), dove sono installati 126 collettori solari lineari tipo Fresnel disposti in 9 loop[1], in grado di focalizzare i raggi solari su di un tubo ricevitore; al suo interno scorre una miscela di sali fusi (principalmente nitrati di potassio e di sodio) a basso costo, non infiammabili, innocui per l’ambiente (in caso di perdite del circuito, di facile rimozione perché solidificano rapidamente), che viene utilizzata sia come fluido termovettore, sia come mezzo di accumulo di energia termica a una temperatura stabile di circa 550° C. Il fluido riscaldato nel ricevitore solare si accumula nel serbatoio[2] caldo, quindi entra nel generatore di vapore dove cede la sua energia e si scarica nel serbatoio freddo e da qui ritorna al ricevitore solare. Il vapore così prodotto viene inviato a un gruppo di generazione, turbina a vapore/alternatore, di potenza pari a 4,26 MWe. L’impianto è completato da una caldaia di primo avviamento alimentata con GNL - circa 47 t stoccate in un serbatoio criogenico - per garantire il mantenimento della temperatura dei sali fusi al di sopra di quella di congelamento, soprattutto nei periodi invernali e nella fase di riempimento iniziale dei serbatoi. Oltre ai due impianti in Sicilia, in Italia ci sono altre iniziative nel campo del solare termodinamico: a partire dal 2019, questa tecnologia è tra le tematiche strategiche della Ricerca di Sistema Elettrico, il programma triennale di ricerca sulle nuove tecnologie energetiche finanziato del Ministero dello Sviluppo Economico. In questo contesto ENEA ha presentato un piano triennale di ricerca sui principali componenti degli impianti solari a concentrazione, che prevede lo studio di nuovi fluidi termovettori, lo sviluppo di innovativi materiali di rivestimento superficiale per tubi ricevitori e la realizzazione di sistemi di accumulo termico avanzati. Inoltre, entro il 2021 sarà realizzata presso il Centro Ricerche ENEA Casaccia (Roma) una piattaforma sperimentale per la caratterizzazione di componenti per la fornitura di calore industriale a media e alta temperatura. “Il mercato del calore di processo può rivelarsi un efficace strumento di promozione del solare termodinamico: in questo settore la competizione con le altre tecnologie energetiche rinnovabili è meno forte e vengono ampliate significativamente le applicazioni che permetterebbero di innescare il circuito virtuoso dell’economia di scala, anche nel breve-medio periodo”, sottolinea Giorgio Graditi. Il calore a media/alta temperatura prodotto da un impianto solare a concentrazione potrebbe essere utilizzato per alimentare, ad esempio, alcuni processi nell’industria farmaceutica, alimentare e tessile, ma anche per produrre combustibili ‘green’ e idrogeno da biomasse e acqua (elettrolisi). “Il consumo energetico dell’industria rappresenta circa il 32% di tutta l’energia globalmente richiesta e, di questa quota, solo il 26% è attribuibile ai consumi elettrici, mentre il restante 74% è riferibile a consumi di energia termica, che potrebbero essere soddisfatti da impianti solari a concentrazione integrati nel processo industriale”, conclude Graditi. Nei prossimi decenni l’International Energy Agency prevede un sostanziale incremento della quota di energia prodotta da solare termodinamico, che dovrebbe coprire oltre il 10% del fabbisogno globale di energia primaria al 2050. Puntare al miglioramento delle capacità di accumulo dell’energia termica dei sistemi sarà fondamentale per attirare ulteriori investimenti. Mentre in Italia gli impianti di grande taglia (superiori a 20-50 MW) sono di difficile realizzazione a causa di condizioni geografiche specifiche e di vincoli autorizzativi, a livello mondiale i Paesi in cui questa tecnologia ha trovato maggiore sviluppo applicativo sono la Spagna e gli Stati Uniti, che guidano la classifica con la maggiore potenza installata e in esercizio, rispettivamente con 2,3 GW e 1,8 GW; seguono Cina, Marocco e Sud Africa. Un’ulteriore spinta allo sviluppo di questa tecnologia viene anche da Emirati Arabi Uniti e India, Paesi in prima linea con nuovi impianti in costruzione da 700 MW e 290 MW.

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