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13 mar 2017

Sorpassare le biciclette in auto: almeno un metro e mezzo con la nuova legge

di Cristina Betti

Un nuovo disegno di legge vuole regolamentare il sorpasso delle biciclette: la distanza di sicurezza laterale che dovranno rispettare gli automobilisti che sorpassano sarà di almeno un metro e mezzo. Come ognuno di noi avrà avuto modo di sperimentare, sorpassare una bicicletta può non essere un gioco da ragazzi. Si deve sempre valutare: a) la giusta traiettoria, b) evitare le manovre pericolose; c) superare senza creare incidenti. Ma rimane sempre il dubbio: "ho tenuto la giusta distanza?". L'articolo 148 del codice stradale prevede un'adeguata distanza laterale per il sorpasso di bici, non definendo però in termini numerici la giusta distanza di sicurezza da mantenere in caso di sorpasso di ciclisti. Ed è qui che la FIAB è entrata in gioco con la sua proposta rinominata "Un metro e mezzo di civiltà", proponendo una riforma che vorrebbe portare appunto ad un metro e mezzo la distanza di sicurezza necessaria al sorpasso, distanza peraltro già prevista in altre realtà europee come Francia e Spagna. Il disegno di legge preso in esame per la modifica è il numero S.2658 e propone di inserire nell'articolo 148 il comma 3-bis: “È vietato il sorpasso di un velocipede a una distanza laterale minima inferiore a un metro e mezzo“. Oltre che in una multa fino ad oltre 300 euro, chi viola questa distanza rischia anche la sospensione della patente da 1 a 3 mesi se si incorre nella stessa infrazione nel giro di due anni. Una riforma che si vede necessaria dopo un 2015 decisamente in negativo per l'aspetto della sicurezza dei ciclisti in Italia: 249 ciclisti sono stati coinvolti in incidenti stradali e ne sono rimasti feriti circa 16mila.    

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10 mar 2017

Trenitalia.com si arricchisce di nuovi servizi ai viaggiatori

di Antony Passalacqua

Roma - Nuovi servizi sui canali digitali di Trenitalia nell’ambito di un miglioramento continuo della customer experience. Acquisto del biglietto con addebito sul proprio conto online Sul sito web della società di trasporto del Gruppo FS Italiane è infatti possibile acquistare il biglietto del treno anche attraverso un semplice bonifico online, utilizzando la modalità di pagamento facile e veloce di Mybank, offerta da UniCredit. Il sistema, con la massima sicurezza e comodità, permette di utilizzare il servizio di online banking della propria banca per completare un acquisto. La possibilità di comprare il titolo di viaggio attraverso bonifico, valida sia per i treni nazionali che regionali, si affianca alle varie modalità di pagamento già presenti su trenitalia.com, tra i siti web del settore viaggi dotati delle più ampie soluzioni per questo tipo di esigenze. Tutti i sistemi di pagamento online Informazioni via mail sul proprio treno Tra le altre novità finalizzate al miglioramento della customer experience l’opportunità, per i clienti che acquistano un biglietto sul sito web di Trenitalia, di ricevere nella propria casella di posta elettronica informazioni push sull’andamento del treno scelto o un promemoria di viaggio. Trenitalia e Musement Un accordo fra Trenitalia e Musement consentirà, inoltre, di scegliere sulla piattaforma online musement.com i tour, le visite ai musei, le attrazioni turistiche, la partecipazione a eventi o visite guidate nelle città e nei dintorni delle zone scelte come meta del proprio viaggio acquistato su trenitalia.com, il tutto selezionato da Musement. Con oltre 8,5 milioni di accessi al mese trenitalia.com si conferma, anche a febbraio, il sito Travel più visitato* in Italia e ai primissimi posti nell’e-commerce. *fonte E-commerce ranking  

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09 mar 2017

Salerno: nasce un edificio green che cattura lo smog

di Alessandro Graziano

Una chiesa green, che catturerà l’inquinamento dell'aria senza consumare suolo. Costruita con i materiali della tradizione e la tecnologia del futuro, sorgerà a Salerno, tra i quartieri Torrione e Sala Abbagnano, grazie a un finanziamento della Cei (Conferenza episcopale italiana) di 4,5 milioni di euro. La nuova chiesa di S. Giovanni e S. Felice in Felline, un progetto di Overtel e Centola&Associati, avrà un bassissimo impatto ambientale perché si occuperà meno terreno lasciando spazio alle essenze della macchia mediterranea. Inoltre una vernice fotocatalitica permette di imprigionare lo smog. A ciò è poi legata l’installazione di celle fotovoltaiche per compensare il consumo energetico della parte dell’edificio destinata all’oratorio. Su 11 mila metri quadrati di terreno solo mille verranno coperti dalla nuova struttura, il resto sarà destinata a una piazza botanica che resterà aperta 24 ore su 24: ulivi, cipressi e un gruppo di palme prenderanno il posto del parcheggio asfaltato che attualmente occupa l’area. La struttura del tetto è in legno, mentre le finestre sono incassate e coperte da vetri specchianti che le rendono quasi invisibili. A completare il quadro degli interventi, un cappotto supercoibentante che servirà a schermare freddo e caldo, mentre la cupola ad apertura elettronica creerà un effetto camino che d’estate permetterà di lasciar uscire dall’alto l’aria calda facilitando la ventilazione naturale. La vernice fotocatalitica produce invece l'effetto bosco: 100 metri quadrati di superficie sono equivalenti, dal punto di vista della cattura degli inquinanti, a 100 metri quadrati di alberi di alto fusto. I 1.200 metri quadrati di superficie compenseranno le emissioni medie prodotte da 200 auto in un anno.

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08 mar 2017

Volvo sperimenta camion pesante ibrido

di Fabio Nicolosi

Il costruttore svedese ha annunciato di avere equipaggiato il suo autoarticolato sperimentale Volvo Concept Truck con una trasmissione diesel-elettrica. La trazione ibrida diesel-elettrica è già venduta da alcuni costruttori nel segmento dei veicoli industriali da distribuzione medi, ma potrebbe avere un futuro anche nei trattori di linea. Volvo ha presentato il Volvo Concept Truck per la prima volta nel maggio del 2016. Ha ulteriormente sviluppato e perfezionato il veicolo in materia di aerodinamica, resistenza al rotolamento e riduzione del peso. Ma la nuova versione dispone anche di una catena cinematica ibrida, una delle prime di questo tipo in veicoli per trasporti pesanti utilizzati per applicazioni a lungo raggio. L'obiettivo della catena cinematica ibrida è recuperare energia nei tragitti in discesa su pendenze superiori all'1% o durante le frenate. L'energia recuperata viene immagazzinata nelle batterie del veicolo e utilizzata per alimentare il camion quando si trova in modalità elettrica su strade pianeggianti o in leggera salita. Per la catena cinematica ibrida, è stata sviluppata una speciale versione avanzata del sistema di supporto alla guida I-See di Volvo Trucks, che analizza la topografia dell'itinerario per stabilire se sia più economico ed efficiente utilizzare il motore diesel o quello elettrico e calcolare il tempo ottimale di utilizzo dell'energia recuperata. È stato stimato che, nei trasporti a lungo raggio, la catena cinematica ibrida consentirà di procedere con il motore a combustione spento per un massimo del 30% del tempo di guida. Questo permetterà di risparmiare il 5-10% di carburante, a seconda del tipo di veicolo e delle relative caratteristiche, oltre che del ciclo di guida. Consentirà inoltre di guidare in modalità completamente elettrica per 10 chilometri, permettendo al veicolo di operare a zero emissioni e rumorosità minima.

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08 mar 2017

Bici-Camper: l’innovativa soluzione per le vacanze “green”

di Alessandro Gori

Quest'estate volete fare un viaggio in bicicletta? Forse questo gadget potrebbe tornarvi utile.    Si tratta di un'idea che gira da un bel po', con risultati a dir il vero non molto credibili, ma forse ora ci siamo. La statunitense Wide Path Camper ha sviluppato il suo Bicycle Camper: una roulotte da agganciare al mozzo posteriore di una bicicletta, come un qualsiasi carrello, che almeno sulla carta sembra molto interessante. Bicycle Camper ha infatti un design particolare che permette alla struttura rigida di piegarsi su se stessa durante il viaggio e aprirsi quando ci si deve  fermare per dormire (no, niente pisoli mentre qualcun'altro guida) che indubbiamente incuriosisce. Aperta consente a due persone di dormirci dentro, oppure di allestire un piccolo salottino con tavolino, e in generale di trasportare 300 L circa di materiale. Inoltre sono presenti tutta una serie di optional di cui il più interessante è sicuramente il pannello fotovoltaico portatile (italiano!) per alimentare le lampade della roulotte e ricaricare apparecchi elettronici come i cellulari. Bello vero? Ma non per tutte le tasche. Il Bicycle Camper costa infatti "solo" 4.000 €. Il kit fotovoltaico? 1.650€. Quindi, non c'è da lasciarlo in giro per andarsi a fare una passeggiata... Una curiosità: il listino prezzi è in dollari, euro e... corone danesi. Ci verrebbe da dire "ovviamente"... Scheda tecnica: Bicycle Camper

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07 mar 2017

“Ergo Crosswalk”: le strisce pedonali che si adattano alle abitudini delle persone

di Amedeo Paladino

Agli inizi del '900 il rapporto delle persone con la strada era molto diverso rispetto a quello odierno: le automobili erano poche e conseguentemente la priorità spettava a chi andava a piedi: non esistevano infatti strisce pedonali o semafori. Negli anni '20 il cambiamento della destinazione d'uso delle strade cambiò a vantaggio dei mezzi a motore che ebbero un aumento esponenziale a partire dalle grandi città degli Stati Uniti: vennero disegnate le prime strisce pedonali, ma la norma che prescriveva l'attraversamento solo in corrispondenza di esse era scarsamente rispettata e gli investimenti mortali crebbero enormemente. Le case automobilistiche americane misero in opera una campagna mediatica affinché non venissero emanate delle leggi sulla limitazione della velocità dei veicoli in città, che avrebbero rappresentato un pericolo per il fiorente mercato dell'auto. L'eco di questa campagna fu talmente forte che venne coniato un nuovo termine dispregiativo per definire coloro che non rispettavano le norme sull'attraversamento: "jaywalking". Dopo un secolo dall'inizio del processo di motorizzazione di massa la tendenza in corso in molte grandi città  è la riacquisizione dello spazio pubblico a favore delle persone, limitando l'utilizzo del mezzo privato e intervenendo a favore della sicurezza dei pedoni. Una delle condotte più criticate è l'attraversamento al di fuori delle strisce pedonali: il designer coreano Jae Min Lim ha osservato il comportamento dei pedoni, accorgendosi che spesso camminano fuori dalla segnaletica, descrivendo un arco. I pedoni infatti cercano inconsciamente sempre di trovare la via più rapida rispetto al punto di accesso, per raggiungere il marciapiede opposto. Jae Min Lim ha così descritto il suo progetto di rivisitazione degli attraversamenti pedonali, "Ergo Crosswalk": Quando le persone attraversano la strada tendono a prendere la via più rapida: a volte lo fanno intenzionalmente, ma il più delle volte lo fanno inconsciamente. Questo comportamento viola le norme del traffico, mettendo in pericolo la sicurezza dei pedoni stessi. Se le norme stradali non sono rispettate, è più ragionevole cambiarle. "Ergo Crosswalk" è un progetto che spinge i pedoni al rispetto degli attraversamenti, tenendo conto delle loro abitudini. Presentate al “Seoul International Design Competition 2010” le “Ergo Crosswalk” sono strisce pedonali ad arco che oltretutto nascondono degli indicatori LED attivati in base alla distanza delle auto. "Ergo Crosswalk" finora non è stato implementato in nessuna città, ma rappresenta un ottimo esempio di come si debba progettare tenendo conto delle abitudini delle persone.   Bibliografia: The forgotten history of how automakers invented the crime of "jaywalking" Why Jaywalking is Called Jaywalking Come l’industria automobilistica ha criminalizzato pedoni e ciclisti

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07 mar 2017

Un tunnel per lo Stretto: il progetto dell’Università di Messina

di Andrea Baio

Dall'Accademia Peloritana dei Pericolanti dell'Università di Messina arriva un progetto che almeno sulla carta sembra decisamente più interessante ed efficiente del Ponte sullo Stretto. E' stata infatti presentata dall'ingegnere Giovanni Saccà un'ipotesi alternativa che terrebbe in considerazione la costruzione di un tunnel sottomarino al posto del più problematico Ponte, già oggetto di numerose polemiche legate sia ai tempi di realizzazione, che ai costi e le difficoltà tecniche. Il progetto prevede un tunnel lungo 16 km, di cui 3 km situati sotto l'alveo a 200 metri di profondità, che unirebbe le sponde di Sicilia e Calabria. I punti congiunti vengono individuati nella frazione messinese di Ganzirri e Punta Pezzo, per quanto riguarda la sponda calabrese. Il tunnel verrebbe realizzato su modello di Eurasia, la galleria del Bosforo inaugurata pochi mesi fa ad Istanbul. Da un punto di vista dell'impatto ambientale, un tunnel sarebbe sicuramente meno invasivo nei confronti dell'ecosistema marino, ma soprattutto garantirebbe maggiori margini di sicurezza, potendo resistere anche a terremoti molto forti - con magnitudo superiori a 7 - cosa che il Ponte invece non assicurerebbe affatto. Il costo previsto è di 1,5 miliardi di euro, con un completamento previsto entro i 5 anni. Saccà ipotizza anche un tunnel ferroviario lungo il doppio, che collegherebbe direttamente il centro di Messina con quello di Reggio Calabria, garantendo velocità di percorrenza attorno ai 200 km/h. Costi di realizzazione previsti attorno ai 3 miliardi di euro, incluse le opere di adeguamento delle stazioni ferroviarie. Questa soluzione viene incontro all'invito del ministro Graziano Delrio, il quale ha rimarcato come "il ponte sia una delle ipotesi, che non può essere esclusa a priori e non può nemmeno, però, diventare la principale". L'Europa si attende che il corridoio scandinavo-mediterraneo venga completato entro il 2030. Collegare le sponde di Calabria e Sicilia avrebbe un significativo impatto anche e soprattutto sul trasporto merci, riducendo del 25% i costi di esportazione verso l'estero.

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06 mar 2017

La street art colora il Grande Raccordo Anulare

di Roberto Lentini

La storia e il mito di Roma rivivono sulle pareti del Grande Raccordo Anulare. Dieci Urban Artist internazionali hanno aderito al progetto GRAArt, promosso da Anas, per valorizzare le infrastrutture di una delle arterie più importanti del Paese, realizzando su rampe e sottopassi opere ispirate al mito della Città Eterna. GRAArt è un progetto di arte contemporanea urbana ideato da David Diavù Vecchiato, esponente di spicco dell’Urban art in Italia e fondatore di MURo (il Museo di Urban Art di Roma). Nasce così un nuovo percorso culturale che lega centro e periferia: Il Gra diventa un circuito inedito ed originale, un tour da percorrere a tappe che sovrappone vicende della Roma antica a quella della Roma moderna. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, è stata presentata questa mattina al Mibact dal Ministro Dario Franceschini, dal presidente di Anas Gianni Vittorio Armani, dal responsabile del Brand e Immagine di Anas, Claudio Arcovito e dal direttore artistico David Diavù Vecchiato. “Riteniamo - ha spiegato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani – che la strada intrapresa due anni fa che ci ha portato a potenziare la manutenzione, investendo forze e risorse, debba correre parallela a quella della valorizzazione del ruolo delle infrastrutture: non solo dal punto di vista logistico ma anche di veicolo della cultura, dell'arte e del turismo. Ecco perché Anas ha deciso di dar vita al progetto GRAART, realizzando intorno al Grande Raccordo Anulare di Roma un museo a cielo aperto. Si tratta solo di un primo tassello – ha sottolineato Armani -  ma l’idea è quella di replicare l’esperimento anche in altre parti d’Italia”. «Per un progetto diffuso su tutta la città come GRAArt, che coinvolge aree e quartieri molto diversi tra loro – ha spiegato il direttore artistico David Diavù Vecchiato - si è rivelato ideale il metodo curatoriale con il quale da molti anni sviluppo e concretizzo le mie idee sull'arte urbana, sia nelle mie opere che nei diversi progetti collettivi che ho finora ideato e diretto. Per interpretare liberamente un'infrastruttura importante come il Gra, ho immaginato un'opera d'arte collettiva in cui ogni artista, prima di intervenire sul muro, fosse spinto alla ricerca dell'identità del territorio in cui quel muro si trova e venisse ispirato dunque da storie e leggende, lavorando con spirito di curiosità ed empatia. Credo che riportare nelle periferie alcuni simboli della Città Eterna che in fondo le appartengono, attraverso un'arte visiva che è nata dal basso, e ha ormai conquistato molti muri urbani, sia una bella rivoluzione di cui in questo momento Roma ha bisogno». Le aree interessate dal progetto sono: Torrino Mezzocammino (via Luigi Guglielmi), Gregna di Sant’Andrea (via Lucio Mariani), Romanina (via Pietro Rosano), Tor Vergata (via della Sorbona), Prenestina (via Collatina), La Rustica (via Damone),  Ottavia (via Casorezzo), Trionfale (via Casal del Marmo), Boccea (via di Boccea), Aurelia (via Aurelia). I murales di GRAArt ripercorrono il mito di Roma per mano di artisti internazionali e si avvalgono della consulenza della scrittrice di best-seller ambientati nella Capitale, Ilaria Beltramme. Le opere raccontano la ricchezza culturale ed artistica della Città Eterna attraverso le storie che l’hanno vista protagonista nel corso dei secoli. Tutti i dipinti, infatti, rappresentano miti, leggende ed aneddoti – spesso poco considerati se non addirittura dimenticati – delle aree della città in cui sono stati realizzati e di cui aspirano a diventare un simbolo. Gli artisti che hanno preso parte al progetto provengono da ogni parte del mondo: Uruguay, Venezuela, Francia, Spagna, Italia. Ogni opera è corredata di una targa con un QR Code che permette al visitatore di accedere al sito web dedicato www.graart.it, e di leggere la storia che ha ispirato il murales e la biografia dell’artista che lo ha realizzato.

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06 mar 2017

Aerei di nuova generazione, più leggeri e meno stress per i passeggeri

di Roberto Lentini

Gli  spazi, l'aria e l'umidità sono certamente dei fattori che creano stress al viaggiatore  soprattutto per quello che riguarda l'umidità interna spesso insufficiente a garantire un adeguato livello di umidità relativa. In genere l'umidità nelle cabine degli aeroplani è inferiore al 10%, ciò non comporta rischi per la salute, ma può causare secchezza cutanea e disagio a occhi, bocca e naso. Su un articolo riportato dal The Economist, si legge che molti dei disagi legati al volare derivano proprio dalla pressione atmosferica e dall’umidità. A un’altezza di diecimila metri, la pressione dell’ossigeno nell’atmosfera è troppo bassa per la vita umana così gli ambienti all’interno degli aerei devono essere pressurizzati. Gli standard FAA impongono di mantenere la pressione dell’aria uguale a quella che si otterrebbe naturalmente all’altezza di 2400 metri con un'umidità relativa bassa. In genere questo fenomeno non dovrebbe causare grossi danni alla maggior parte delle persone ma può essere un rischio per persone che presentano già problemi cardiaci o respiratori generando mal di testa, vertigini, stanchezza, ecc... Il motivo per cui si impone una presurizzazione pari a 2400 metri con un'umidità molto bassa  è dovuto al fatto che una pressione pari al livello del mare sottoporrebbe a uno sforzo enorme l’aereo, inoltre le strutture in alluminio degli aerei  di vecchia generazione si corrodono in ambienti troppo umidi. Oggi grazie alle nuove tecnologie è possibile migliorare il confort all'interno degli aerei utilizzando materiali compositi formati da una matrice polimerica in cui vengono inserite delle fibre, come quelle di vetro o di carbonio per ottenere dei nuovi materiali da costruzione sempre più resistenti, performanti e leggeri che possano sostituire quelli tradizionali, come l'acciaio e l'alluminio. In campo aeronautico i materiali compositi sono molto utilizzati soprattutto grazie al risparmio in peso unito all’alta resistenza a fatica e alla corrosione. Basta pensare che risparmiando un chilogrammo su un aero medio-piccolo come l’Airbus A320, in un anno si risparmiano circa 300 kg di carburante. Con l’impiego di CFRP (fibre di carbonio in resina polimerica) si arriva ad una riduzione in peso del 20% rispetto all’alluminio. Grazie all’elevata resistenza garantita dalla fibra di carbonio è stato possibile alzare la pressione interna, corrispondente a 1.800 metri sul livello del mare e aumentare il tasso di umidità, garantendo una migliore comodità per i passeggeri, soprattutto nelle lunghe percorrenze. Due sono i gruppi più importanti a livello mondiale che producono aerei di nuova generazione, la statunitense Boeing con il Boeing 787 e il consorzio europeo Airbus con l’Airbus A-350 e l'Airbus A-380. Il Boeing 787 è realizzato al 50% in fibra di carbonio e permette di risparmiare circa il 20% in meno di carburante con un confort maggiore per i viaggiatori. Ha sedute più ergonomiche e gli oblò grandi riducono la sensazione di “chiuso” che può generare un senso di claustrofobia. L'Airbus A-350 è realizzato con la fusoliera in fibra di carbonio, mentre i comandi pneumatici e idraulici sono stati sostituiti dall'elettronica, riuscendo a tagliare i consumi del 25% con un aumento del confort dei passeggeri. L'Airbus A-380 è il più grande aereo mai commercializzato al mondo, si affida a componenti che ne riducono drasticamente il peso e gli consentono di trasportare 555 passeggeri per 15.000 km senza scalo. E' costituito per circa il 25% da compositi strutturali, utilizzati per le ali, sezioni di fusoliera, impennaggio di coda e porte. Grazie a questi nuovi materiali viaggiare su questi aerei diventa più piacevole e i passeggeri arrivano a destinazione più riposati e senza stress.    

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03 mar 2017

Linea AV/AC Napoli-Bari: aggiudicata gara per variante ferroviaria Napoli-Cancello

di Fabio Nicolosi

Aggiudicata la gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori della variante Napoli - Cancello, della nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità Napoli - Bari. La gara è stata assegnata da Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS Italiane, per conto di Rete Ferroviaria Italiana, al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) Salini Impregilo – Astaldi per un valore di 397 milioni di euro. “L’aggiudicazione dei lavori per la variante Napoli – Cancello rappresenta un importante passo per la realizzazione della linea AV/AC Napoli – Bari” ha dichiarato Maurizio Gentile, AD di RFI e Commissario di Governo per l’opera. “Stiamo portando avanti con convinzione tutti gli obiettivi fissati dalla Legge “Sblocca Italia” del 2014, rispettando il cronoprogramma e dando concretezza alla cosiddetta cura del ferro”. La nuova linea, che faciliterà gli spostamenti da Bari verso Napoli e Roma, sarà connessa alla nuova stazione Napoli Afragola AV, attiva dal prossimo giugno, e permetterà di incrementare la rete ferroviaria nel territorio a Nord di Napoli, rendendo più agevole l’interscambio con i servizi regionali. Il nuovo tracciato ferroviario (oltre 15 km, di cui 4 km su viadotti e 3 km in gallerie), attraverserà i territori dei comuni di Casoria, Casalnuovo, Afragola ed Acerra. Il progetto prevede anche la realizzazione della stazione, su viadotto, a servizio del centro commerciale Le Porte di Napoli e delle nuove stazioni di Casalnuovo (in sotterranea) e Acerra, per l’interscambio con la Circumvesuviana. La nuova linea AV/AC Napoli - Bari, dal costo complessivo stimato circa 6,2 miliardi di euro, rientra tra le opere inserite nella legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese, ed è inserita nel Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo.

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