Articolo
15 mag 2017

Come conoscere i chilometri reali di un’auto

di Roberto Lentini

Quando si acquista un'auto usata bisogna fare attenzione ai chilometri effettivi. Almeno metà delle auto usate, che sono messe in vendita, presentano infatti i chilometraggi alterati, un giro d’affari illecito di due miliardi di euro l’anno. Come ci possiamo difendere allora da questi raggiri? Recentemente il portale dell'automobilista, il sito della Motorizzazione civile, nella sezione dedicata ai servizi online, ha dato la possibilità di conoscere la data dell’ultima revisione, l’esito e i chilometri rilevati dall’operatore quel giorno.  Per accedere al servizio bisogna cliccare nella pagina “Verifica ultima revisione” e inserire tipo di veicolo e numero di targa per ottenere le informazioni sull’ultimo controllo periodico. Naturalmente  se l’auto o la moto sono più recenti di quattro anni non si ha alcuna possibilità di conoscere il chilometraggio precedente e inoltre il venditore potrebbe abbassare il numero dei chilometri prima della revisione stessa, aggirando il controllo. Se volete utilizzare il servizio online per conoscere i km dell'ultima revisione potete cliccare su questo link  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
15 mag 2017

Sicurezza stradale: a Palmanova il primo “Stop Salvapedoni” in Italia

di Mobilita Catania

Nel 2016 circa 25.500 pedoni hanno perso la vita sulle strade dell'Ue, soprattutto in prossimità delle strisce pedonali. Un dato preoccupante che deve sensibilizzare le autorità nazionali, regionali e locali sulla necessità di adottare tutte le possibili misure utili ad elevare il livello di sicurezza, riducendo il numero di incidenti che coinvolgono i pedoni, in particolare sugli attraversamenti. Un importante contributo per la sicurezza stradale, soprattutto in prossimità dei passaggi pedonali,  arriva da un nuovo sistema, che prende il nome di "Stop Salvapedone", che consente di ridurre gli spazi di frenata. E' costituito da un grigliato in acciaio strutturale saturato con conglomerato bituminoso di tipo stradale e viene incassato nell'asfalto in prossimità degli attraversamenti pedonali. Il sistema aumenta il coefficiente di aderenza degli pneumatici riducendo sensibilmente lo spazio di frenata. Le caratteristiche di micro-tessitura, espressive dell’antisdrucciolevolezza della pavimentazione, verificate dal Laboratorio universitario di Padova mediante Pendulum Test ai sensi della Norma UNI EN 13036-4, rilevano un valore di PTV superiore a 100 in direzione del senso di marcia. In una tradizionale pavimentazione stradale si attendono valori di PTV maggiori di 60 appena dopo la sua realizzazione e a decrescere nel tempo per effetto dell’azione levigante ed usurante del traffico; il dispositivo Stop Salvapedoni  invece non modifica le proprie caratteristiche superficiali di aderenza, essendo affidata alla superficie in acciaio dei piatti la tessitura superficiale. Il sistema è stato realizzato e brevettato da una startup friulana con il coinvolgimento dell’Universita’ di Padova e la prima città, a sperimentare il nuovo sistema, è stata la città di Palmanova (Udine), che lo ha installato davanti alla scuola Zoruttì e davanti alla caserma Hermada in via Loredan

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
12 mag 2017

Anas, Osservatorio del traffico: aumento del 4% su tutta la rete ad aprile 2017

di Roberto Lentini

Un aprile ricco di festività e ponti ha segnato al tempo stesso un aumento del traffico sul campione dei veicoli totali, grazie soprattutto alle partenze dei vacanzieri, ed una contrazione nel segmento dei mezzi pesanti, il cui fermo è stato oltre il doppio rispetto al mese precedente (106 ore a fronte di 52), sulla rete stradale e autostradale di oltre 26 mila km gestita da Anas. Nel mese di aprile l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico ha registrato un aumento sui veicoli totali dell’1% rispetto a marzo 2017 e del 4% rispetto ad aprile 2016. Nell’ambito delle macro-aree, le percentuali sui veicoli totali sono così distribuite: a paragone con il mese precedente, aprile ha riportato un calo dell’1% al Nord, un incremento del 2% al Centro, al Sud e in Sardegna e del 3% in Sicilia; il confronto con aprile 2016 segnala una crescita del 2% al Nord, del 3% al Centro e del 4% al Sud. Numeri più alti in Sicilia e Sardegna, rispettivamente con il 6% e il 7%. I valori dell’IMR presentano una situazione in calo sul fronte dei veicoli pesanti causata dalle numerose ore di stop al transito: il numero dei mezzi decresce su tutto il territorio del 12% rispetto a marzo 2017 e del 4% a confronto con aprile 2016, che ha visto meno festività in calendario (Pasqua cadeva nel mese di marzo e non ci sono stati ponti). Analizzando invece nel dettaglio le percentuali delle macro-aree della penisola e delle due isole maggiori i dati sono così ripartiti: rispetto a marzo 2017, al Nord i numeri decrescono drasticamente del 15%, al Centro dell’11%, al Sud del 12%, del 10% in Sicilia e in Sardegna del 16%. Rispetto ad aprile 2016, il traffico dei mezzi pesanti si riduce al Nord con un - 7%, al Centro con un -2%, al Meridione con un - 3% e in Sicilia con un– 4%. Drastico il calo in Sardegna con un – 16%. A conferma degli spostamenti degli italiani determinati dalle festività i sensori di rilevamento hanno registrato perlopiù il loro picco massimo nei giorni di esodo e festivi, ovvero giovedì santo, il 13 aprile, il lunedì di Pasquetta, il 17 aprile, e venerdì 21, quello precedente al ponte del 25 aprile. Infatti, in quei giorni alcune strade hanno registrato numeri molto interessanti: ad esempio il Raccordo 08 “Per Porto Garibaldi” a Comacchio, in provincia di Ferrara, nel giorno di Pasquetta ha più che raddoppiato la media dei dati del mese con un passaggio di 22.146 veicoli, a fronte dei 10.864, già incrementati rispetto a marzo del 37,6% con 7.893 veicoli. Medesimo è il caso della strada statale 114 “Orientale Sicula”, che a Pasquetta fra le località di Carlentini e Augusta, in provincia di Siracusa, ha visto un passaggio di oltre 10.000 veicoli rispetto ai circa 5.000 della media giornaliera nel mese di aprile. L’arteria più trafficata della rete Anas resta però sempre il Grande Raccordo Anulare di Roma: lo scorso giovedì 13 aprile è stato il più trafficato con il passaggio di 165.158 veicoli.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
12 mag 2017

I droni come pali della luce “volanti”

di Andrea Baio

In un futuro non troppo lontano i droni potrebbero essere impiegati come illuminazione stradale mobile disponibile praticamente ovunque, e su richiesta. Queste "luci con le ali" sono state progettate per servire aree scarsamente illuminate e sopperire a diverse necessità. Uno degli impieghi più intelligenti sarà quello di reclutare una squadra di droni tramite app per illuminare la propria via durante la guida lungo strade al buio. Inviando una richiesta da smartphone ad esempio, sarà possibile essere geo-localizzati dal drone, che in tal modo raggiungerà la postazione richiesta e si organizzerà autonomamente. Direct Line ha sperimentato una prima squadra di droni in una città del Regno Unito scarsamente illuminata: Petworth. Oltre all'illuminazione stradale, i droni sono progettati per accompagnare le persone di ritorno a casa a piedi - ed evitare in tal modo situazioni di potenziale pericolo - o coadiuvare le operazioni di soccorso e recupero superstiti in luoghi dove avvengono incidenti ad esempio. Un'invenzione che potrebbe rendere le città del futuro ancora più smart.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
11 mag 2017

Collegamento ferroviario Milano-Zurigo in meno di tre ore dal 2021

di Roberto Lentini

Potenziamenti tecnologici e infrastrutturali, riduzione dei tempi di velocità, nuovi collegamenti. Questi i principali fronti su cui Rete Ferroviaria Italiana è impegnata per garantire lo sviluppo dei collegamenti Italia – Svizzera. A presentare nel dettaglio gli impegni di RFI, Gianpiero Strisciuglio, Direttore Commerciale ed Esercizio Rete, in una conferenza stampa con le Ferrovie svizzere. Le linee ferroviarie italiane di collegamento con la Svizzera e inserite nel Corridoio europeo TEN-T Reno-Alpi sono interessate da interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico che prevedono: l’adeguamento della sagoma limite che permetterà il transito di carichi alti quattro metri allo spigolo, la cosiddetta “autostrada viaggiante” (motrici e semirimorchi caricati su carri ferroviari) e i container High Cube l’adeguamento del modulo dei binari allo standard europeo di 750 metri, lunghezza massima dei binari per la sosta e la precedenza nelle stazioni e nei principali terminal merci; l’installazione di tecnologie di ultima generazione per incrementare la capacità di traffico, sia merci sia viaggiatori, delle linee ferroviarie. Nel 2020, quando in Svizzera sarà operativa la galleria del Ceneri e saranno conclusi tutti gli interventi sia lato Italia sia lato Svizzera, la capacità di traffico merci sarà di 390 treni/giorno, contro i 290 di oggi, di cui 170 al valico di Chiasso, 90 al valico di Luino e 130 al valico di Domodossola, con sensibili miglioramenti sul fronte della regolarità e della puntualità del traffico ferroviario. Inoltre, gli interventi programmati permetteranno di collegare Milano a Zurigo dal 2021 in meno di tre ore, guadagnando ulteriori 30 minuti rispetto agli attuali tempi di viaggio già ridotti grazie al Tunnel di Base del San Gottardo. A dicembre 2017 entrerà in esercizio la nuova linea Arcisate - Stabio che collegherà Varese con il Canton Ticino e Como e permetterà di raggiungere l’aeroporto internazionale di Milano Malpensa dalle città della Svizzera centrale e meridionale e connettere le direttrici del Sem-pione e del Gottardo grazie all’interscambio ferroviario di Gallarate. Infine, è prevista per fasi l’installazione del sistema ERTMS sulle linee di Valico Italia - Svizzera che rappresenta il linguaggio comune europeo per l’interoperabilità del traffico e la circolazione di treni di diversa nazionalità sulle linee ferroviarie del continente. L’obiettivo è creare uno standard unico che permetta il viaggio tra due o più Paesi senza fermate nelle località di confine. Gli interventi rientrano nella cura del ferro, voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Tra-sporti italiano, per rendere competitivo il trasporto su ferro di passeggeri e merci e raggiungere l’obiettivo di trasferire su rotaia entro il 2030 il 30% del traffico merci, per percorrenze oltre i 300 km, e il 50% nel 2050, così come indica il Libro Bianco dei Trasporti dell’Unione Europea.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
11 mag 2017

Alitalia: nuovo volo diretto Roma-Malé dal 31 ottobre

di Roberto Lentini

Per la prima volta nella sua storia Alitalia collegherà l’Italia alle Maldive con voli di linea plurisettimanali diretti. La nuova tratta, che sarà operativa dal prossimo 31 ottobre, prevede tre voli alla settimana fino al 24 marzo 2018. L’obiettivo è quello di rispondere alla forte richiesta di collegamenti fra i due Paesi, soprattutto nel periodo invernale. La Roma-Malé è la quinta nuova destinazione di lungo raggio lanciata da Alitalia dallo scorso anno – dopo Santiago del Cile, Città del Messico, Pechino e L’Avana – e rappresenta un importante investimento che mira a rafforzare la presenza della Compagnia italiana sulle rotte del turismo da e per l’Oceano Indiano. “Le Maldive sono da anni, soprattutto in inverno, una meta turistica di assoluto richiamo per l’Italia, che rappresenta ormai il quarto Paese al mondo per numero di arrivi nello splendido arcipelago dell’Oceano Indiano”, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di Alitalia, Cramer Ball. “Alitalia prosegue così il rafforzamento dell’offerta di collegamenti intercontinentali, cercando di individuare le mete con maggiori potenzialità. In quest’ottica abbiamo deciso di lanciare un volo diretto Roma-Malé, convinti che la nuova rotta darà un ulteriore contributo allo sviluppo del traffico di lungo raggio della Compagnia”, ha aggiunto il manager. Il 2016 ha visto oltre 71.200 turisti italiani sbarcare a Malé; un numero che, stando ai dati del Ministero del Turismo delle Maldive, segna una crescita dell’8,5% rispetto all’anno precedente. Un incremento che sta proseguendo anche nei primi due mesi del 2017. L’Italia si posiziona al quarto posto nel mondo fra i Paesi di provenienza dei turisti, dopo la Cina, la Germania e il Regno Unito, precedendo nazioni molto più popolose come l’India, la Russia o gli Stati Uniti. La permanenza degli italiani alle Maldive è, in media, dalle quattro alle undici notti. Il nuovo volo Roma-Malé partirà da Roma Fiumicino ogni martedì, venerdì e sabato alle 21.45 per atterrare alle 11.05 (orario locale) del giorno successivo. Dalla Capitale delle Maldive il volo partirà ogni mercoledì, sabato e domenica alle 13.10 (orario locale) per arrivare a Roma Fiumicino alle 19.30. Con questi orari i passeggeri Alitalia in partenza da oltre 50 città italiane e internazionali potranno raggiungere gli atolli delle Maldive con comode coincidenze presso l’hub di Roma Fiumicino. Su questa nuova rotta voleranno aerei Airbus A330 che dispongono di 250 posti a sedere divisi in tre classi di servizio: Business, Premium Economy ed Economy. A bordo i passeggeri Alitalia troveranno allestimenti di cabina completamente rinnovati, il servizio di connettività Wi-Fi per telefonate, internet ed email e, in Business Class, poltrone che si reclinano fino a diventare un comodo letto. Sarà inoltre disponibile il servizio “Dine Anytime”, il nuovo modello di ristorazione che consente ai passeggeri di business di decidere quando consumare il pasto a bordo. I viaggiatori di Premium Economy troveranno servizi dedicati. Anche in classe Economy, Alitalia assicura il massimo comfort ai suoi passeggeri. Alitalia serve le Maldive anche grazie al codeshare sui voli di Etihad Airways per Malé, via Abu Dhabi.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
11 mag 2017

L’A BI CI: come la bicicletta ci fa diventare più ricchi

di Alessandra Santoni

Legambiente ha presentato la settimana scorsa a Roma, in occasione del Bike Summit 2017, L'A BI CI: 1° rapporto sull'economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città. Obiettivo del rapporto è quello di fare il punto sulla situazione delle due ruote in Italia, analizzando in particolar modo il valore economico della bicicletta nel nostro paese. E qui arriva il bello: scegliere la bici al posto della macchina genera un fatturato (somma che tiene conto della produzione di bici e accessori, delle ciclo-vacanze e di tutti quei benefici dati dall'uso della bicicletta, come il risparmio di carburante, i benefit sanitari e la riduzione delle emissioni nocive) pari a 6.206.587.766 euro. Leggiamo poi nel rapporto: Per dare un'idea della consistenza di questo capitale, si pensi ad esempio che i 6, 2 miliardi di ciclo-proventi superano nettamente i ricavi dell'export del vino, uno dei prodotti made in Italy maggiormente apprezzati all'estero, o che doppiano il fatturato Ferrari. Non staremo qui a elencare i benefici che la bici porta alla salute e all'ambiente: sono ben noti e sono sicuramente il tasto su cui si batte maggiormente. E in Italia c'è già una buona dozzina di città bike-friendly che l'hanno capito e ne hanno fatto una filosofia di vita: parliamo di città come Pesaro e Bolzano, dove 1 abitante su 3 usa la bici per i suoi spostamenti, ma anche di Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara, dove gli amanti della bici oscillano tra il 22 e il 27% della popolazione, e di Cremona, Rimini, Padova, Pisa, Novara e Forlì, dove sono almeno il 15%. Ma guardiamo un po' al resto di Italia, dove la mentalità è ancora arretrata: pensare che te, che la mattina ti alzi e inforchi la tua bici per andare a lavoro, a scuola, all'università o dovunque tu voglia, sfidando le intemperie di inverno e sudando sette camicie d'estate, sfilando accanto ad auto e Suv i cui proprietari, per quanto magari bloccati nel traffico, ti guardano con quel misto di pietà e scherno; pensare che te, il più "sfigato" dei frequentatori della strada, generi un patrimonio da più di 6 miliardi di euro, ecco questo fa molto riflettere. Le auto succhiano soldi, le bici li producono: e questo, per chi ancora fosse scettico, è un dato di fatto; ma se proprio aveste ancora dei dubbi, andate a leggervi il rapporto di Legambiente. E poi, se ancora non la avete, andate a comprarvi una bici: va bene anche un mezzo catorcio: è comunque un investimento. Foto: rapporto L'A BI CI

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
10 mag 2017

Ten-T: si è chiuso il meeting internazionale sul Corridoio Scandinavo-Mediterraneo

di Roberto Lentini

Si è riunito il tavolo tecnico dei rappresentanti delle amministrazioni stradali dei Paesi interessati dal corridoio europeo per fare il punto sulle best practices di strade e nuove tecnologie con cui valorizzare il Corridoio ScanMed Anas ha ospitato, presso la sede di via Monzambano, il meeting internazionale interamente dedicato al Corridoio Ten-T Scandinavo-Mediterraneo: una due giorni promossa dal Coordinatore Europeo, Patrick Cox, che ha visto i rappresentanti delle amministrazioni stradali di 7 Paesi membri dell’Ue che si trovano lungo il Corridoio (Finlandia, Svezia, Danimarca, Austria, Italia, Malta), e della Norvegia, confrontarsi sulle best practices in tema di infrastrutture stradali e nuove tecnologie applicate alla sicurezza delle strade. Sotto la lente non solo uno scambio di buone pratiche ma anche la definizione di una linea strategica comune a tutti i Paesi coinvolti, finalizzata al potenziamento e alla valorizzazione dell’asse europeo. Il Corridoio Scandinavo-Mediterraneo, infatti, attraversa l’intero continente da Nord a Sud, collegando i principali centri urbani della Scandinavia, della Germania, dell’Austria, dell’Italia e di Malta. Si tratta del più lungo dei corridoi europei con oltre 9.300 km di rete ferroviaria, a cui si aggiungono 6.372 km di strade, insieme a 25 porti, 19 aeroporti, 45 piattaforme multimodali e 19 aree urbane strategiche. “Il lavoro svolto durante questi due giorni – ha detto il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – ha rappresentato un significativo passo in avanti nella definizione di una strategia unitaria condivisa e nell’individuazione coordinata delle soluzioni e degli investimenti realizzabili lungo il Corridoio. Si tratta di un’infrastruttura strategica – ha sottolineato Armani – non solo per la rete che abbiamo in gestione ma per tutto il Paese, che attraversa da Nord a Sud”. Anas sta realizzando significativi investimenti lungo il Corridoio, potenziando i collegamenti ai suoi nodi urbani, porti, interporti, aeroporti. I principali interventi, programmati tenendo conto delle diverse opportunità di finanziamento offerte dall’Europa e delle possibili sinergie fra fondi europei e fra questi e i budget nazionali, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse, riguardano tre direttrici della rete Anas che fanno parte del Corridoio: il Grande Raccordo Anulare di Roma, l’arteria più trafficata di tutta la rete Anas con una media giornaliera di oltre 160mila passaggi di veicoli, l’A2-Autostrada del Mediterraneo (al centro di un articolato piano di manutenzione programmata e di valorizzazione turistico-culturale) e l’Autostrada A-19 “Palermo – Catania”. La valorizzazione delle direttrici Anas che fanno parte del Corridoio è solo un tassello della nuova strategia aziendale che ha l’obiettivo di intervenire, grazie ad un programma di lavoro pluriennale, con investimenti programmati, volti a prevenire le criticità per garantire la funzionalità della rete oltre che la sicurezza e il comfort degli automobilisti. Sul fronte dello sviluppo delle nuove tecnologie, Anas è impegnata in prima linea con il programma smart road che prevede un investimento di 160 milioni di euro. Il piano di interventi, avviato nel corso del 2016, riguarda circa 3mila km di rete stradale e autostradale e coinvolge arterie di collegamento strategiche: l’A2 “Autostrada del Mediterraneo”, il Grande Raccordo Anulare di Roma, l`Autostrada A91 Roma-Fiumicino, l`itinerario `Orte - Mestre` della E45 ed E55, l`Autostrada A19 `Palermo- Catania`. Il progetto smart road è finalizzato ad offrire a chi viaggia numerose informazioni sulle condizioni ambientali e di traffico attraverso sistemi innovativi come il “wi-fi in motion” e il nuovo standard DSRC (Dedicated Short Range Communications): gli utenti potranno usufruire in futuro di infomobilità, sicurezza e connettività.

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
10 mag 2017

Un tetto con i pannelli solari per la Toyota Prius

di Fabio Nicolosi

I tetti di auto solari sono stati spesso oggetto di esperimenti dei costruttori di nicchia. Toyota è stata la prima casa automobilistica a offrire l'opzione sul suo modello ibrido plug-in Prius nel 2012. Panasonic ha sviluppato un tetto dell'auto solare fotovoltaico per l'ultima Prius PHEV, aumentando la potenza da 50W a 180W. Chiamato HIT Modulo fotovoltaico Automobile, il tetto 180W è il primo progettato con la possibilità di ricaricare la batteria agli ioni di litio, insieme con la batteria al piombo standard a 12V. I tetti solari di Panasonic sono stati progettati con una resistenza agli ambienti caldi, che normalmente portano a un calo della produzione quando le temperature salgono. Il precedente tetto solare Prius generava solo energia elettrica nominale: sufficiente ad alimentare i ventilatori quando in sosta e per l'uso come fonte di carica ausiliaria per la batteria 12V. Mentre con 180W viene offerta molto più grinta, Toyota dice che sarebbe in grado di aumentare l'efficienza della vettura fino al 10 per cento, aggiungendo fino a 3,5 km di utilizzo in più al giorno, in condizioni ideali. Le celle solari sono laminate in una resina situato sulla cima di un vetro curvo del tetto. Purtroppo, questo speciale vetro rinforzato non ha superato il crash test di ribaltamento svoltosi negli Stati Uniti. L'opzione tetto solare è attualmente disponibile solo sulla Prius in Giappone e in Europa. Tuttavia, la società sta continuando a lavorare ad una soluzione per offrirlo su modelli americani. Gli acquirenti dovranno giudicare se l'add-on ne vale la pena. Mentre la piccola estensione giornaliera nella gamma può aggiungere fino nel corso della vita del veicolo, il prezzo dell'opzione tetto solare costa circa 1500-1800 € in più per i consumatori. L'installazione richiede anche l'asportazione di alcuni componenti della vettura. Panasonic è diventato un attore importante nel mercato delle batterie, la partnership con Tesla sulla Gigafactory della società, che inizierà presto a sfornare un numero record di batterie per auto agli ioni di litio. Il CEO di Tesla, Elon Musk, ha dichiarato che la prossima Tesla Model 3 avrà probabilmente il tetto solare. E ora che Panasonic ha introdotto il suo nuovo tetto solare, è possibile che le due aziende possono collaborare per l'opzione tetto solare.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
10 mag 2017

Il futuro della mobilità sono gli hoverboard? Siete al corrente di rischiare una multa salata?

di Fabio Nicolosi

Il 2015, complici le feste di Natale, ha visto il moltiplicarsi, sulle strade e nei negozi, dei cosiddetti hoverboard: gli strani mezzi a due ruote, spinti da motore elettrico che si muovono seguendo i comandi impartiti col corpo da chi è a "bordo". L'equilibrio sarebbe garantito da un giroscopio, ma comunque non sono facili da usare quanto sembra Divieto di utilizzare gli overboard su strada: rischio multa che, nel caso di minorenne, deve essere pagata dai genitori. C’era da aspettarselo: gli overboard stanno sostituendo i vecchi monopattini. Meno pericolosi degli skateboard e dei rollerblade, ma sicuramente più lenti, gli overboard sono diventati il mezzo di trasporto più utilizzato dai giovani anche per la facilità di utilizzo, che ne consente l’impiego non solo su strada, ma anche all’interno di centri commerciali, gallerie, parcheggi, piazzette e zone interdette al traffico. Gli overboard hanno però un unico inconveniente: sono illegali. O almeno, lo sono quando utilizzati sui marciapiedi o sulle strade. E di tanto, ovviamente, il venditore non fa menzione all’acquirente. Non viene neanche detto alla mamma e al papà che, se un poliziotto vede un ragazzo circolare su un overboard laddove il codice della strada lo vieta, eleva la multa non già al giovane, ma ai suoi genitori, che quindi dovranno pagarla e, in caso contrario, riceveranno la famigerata cartella esattoriale con tutti i conseguenti pignoramenti che ne derivano. Tutto questo per un overboard? Sì: inutile schermirsi dietro il fatto che ci sono cose più gravi da punire; questa è la legge e va rispettata. Ma procediamo con ordine e vediamo, in merito agli overboard, dove scatta la multa e cosa prevede il codice della strada. Una norma che poco si conosce [1], volta a regolare il comportamento dei pedoni, stabilisce che «la circolazione mediante tavole, pattini od altri acceleratori di andatura è vietata sulla carreggiata delle strade». La stessa norma, più avanti, dispone che «sugli spazi riservati ai pedoni è vietato usare tavole, pattini od altri acceleratori di andatura che possano creare situazioni di pericolo per gli altri utenti». È chiaro dunque che, su strade e marciapiedi è vietato andare con gli overboard. Certo, la legge parla di tavole, pattini o altri acceleratori di andatura perché, quando fu emanata, gli overboard non erano ancora stati inventati. Ma non vi è dubbio che un’applicazione corretta del codice della strada consente di estendere il divieto anche a tali strumenti. E la pratica ce ne dà già una conferma: sono già in molti i vigili che contestano le multe, ai genitori, per i figli che vanno in overboard sui luoghi destinati alle auto o ai pedoni. Perché solo ora ci si accorge di questo divieto contenuto nel codice della strada? La norma poteva già essere applicata agli skaters o a quelli che usano i rollerblade. È vero: sarà però che oggi i nostri Comuni sono più assetati e hanno necessità di fare casa, sarà anche perché è più facile raggiungere un ragazzino in overboard che uno sui rollerblade, le multe vengono più spesso comminate ai primi che non ai secondi. Quali sono le multe per chi circola con gli overboard? Anche questo è stabilito in modo molto chiaro dal codice della strada. La sanzione va da 25 a 100 euro a seconda della pericolosità della condotta. Se il soggetto è minore, come abbiamo anticipato, la sanzione viene elevata in capo ai genitori: tesi quest’ultima condivisa sia dalla Cassazione [2] che dal ministero dell’Interno [3]. Quindi, se un ragazzo con meno di 18 anni viene pescato a circolare con l’hoverboard su una strada, la polizia municipale può multare la madre e il padre. Del resto anche la legge [4] stabilisce che della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace; il soggetto che assume la qualità di “trasgressore” risulta dunque l’esercente la potestà sul minore o il suo tutore al quale destinare la multa. Dove si può usare l’overboard? Non possiamo che stabilirlo per esclusione. Se è vietato su marciapiedi e strade, può essere usato sulle piste ciclabili, nelle aree ludiche come cortili, ville, parchi, giardini, nonché – sembrerebbe – nei parcheggi. Dubbi potrebbero sorgere sull’utilizzo all’interno della banchina, ossia la parte di strada compresa tra il margine della carreggiata e il più vicino dei seguenti elementi longitudinali: marciapiede, spartitraffico, arginello, ciglio interno della cunetta, ciglio superiore della scarpata nei rilevati. Infatti, il codice della strada, nel vietare l’uso degli acceleratori di velocità, tra cui appunto l’overboard, non fa riferimento espresso alle banchine. [1] Art. 190, co. 8 e 9, cod. str. [2] Cass. sent. n. 7268/2000. “Non può essere a sanzione amministrativa chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i 18 anni o non aveva la capacità di intendere e volere” (…). “Della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo provi di non aver potuto impedire il fatto”. [3] Min. Interno nota del 26.05.2005 e circolare del 10.11.2005. [4] Art. 2 L. 689/1981.

Leggi tutto    Commenti 1