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08 ago 2017

Cipe: via libera al contratto di programma Anas 2016-2020

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Via libera del Cipe al contratto di programma 2016-2020, che presenta rilevanti elementi di novità a partire dall’orizzonte pluriennale (da diversi esercizi il contratto si era limitato alla previsione finanziaria di un solo anno), consentendo una maggiore efficacia nella pianificazione rispetto al passato. Sul fronte degli investimenti, il nuovo contratto di programma prevede un piano complessivo di 23,4 miliardi di euro, in gran parte finanziati: 6,4 miliardi sono stati messi a disposizione con la Legge di Stabilità 2016; la parte residuale consiste nelle risorse già disponibili e nei nuovi Fondi per lo Sviluppo e la Coesione, anch’essi oggetto di pianificazione nel contratto. Risorse aggiuntive, per una ulteriore copertura degli interventi pianificati, sono previste - anche se non ricomprese nel contratto di programma - a valere sulla Legge di Stabilità 2017. Si evidenzia inoltre che ci sono circa 6,1 miliardi di interventi in fase di attivazione ed in corso di esecuzione, ciò porta il valore totale degli investimenti previsti a circa 29,5 miliardi di euro. Il respiro pluriennale e la disponibilità della maggior parte dei fondi permettono, quindi, di programmare gli investimenti in modo più efficiente e produttivo rispetto al passato. Tra le novità introdotte dal documento è anche previsto il passaggio graduale dalla logica del ‘contributo’ alla logica del ‘corrispettivo’ sia per gli investimenti che per i servizi di gestione della rete. L’introduzione del corrispettivo prevede l’applicazione di penali relative sia alla qualità del servizio offerto da Anas sia alla realizzazione degli investimenti (esecuzione, progettazione definitiva ed esecutiva) nonché l’assunzione di rischi, da parte della società, a decorrere dal progetto definitivo. Il piano investimenti è così ripartito: 8,4 miliardi di euro per completamento di itinerari; 10,4 miliardi per interventi di manutenzione straordinaria, comprese opere di messa in sicurezza; 4 miliardi per nuove opere; 0,4 miliardi per interventi di ripristino della viabilità statale e locale danneggiata dal sisma del 2016; 0,2 miliardi per altri investimenti. Le priorità di intervento, sia sul fronte della manutenzione straordinaria, sia su quello delle nuove opere, sono state individuate sulla base di criteri quali l’analisi della rete e dei relativi fabbisogni infrastrutturali, l’analisi del traffico e dell’incidentalità, i benefici trasportistici. Per quanto riguarda la distribuzione per area geografica, il 56% degli investimenti previsti nel piano interesserà le regioni del Sud Italia e le Isole per un totale di circa 12,9 miliardi, il 24% riguarderà il Centro Italia per un totale di circa 5,7 miliardi, il 19% sarà destinato al Nord per un totale di circa 4,4 miliardi e l’1% sarà destinato alla copertura di danni ed emergenze. Fin dal 2015 la Società è stata indirizzata dal MIT, concedente, verso una nuova priorità, che ha segnato un punto di svolta rispetto al passato: dare precedenza alla manutenzione del proprio patrimonio stradale, con l’obiettivo di recuperare il rilevante deficit manutentivo accumulato negli anni e migliorarne la sicurezza. Scheda: Contratto di Programma Anas: corrispettivo e autonomia finanziaria Nell’ambito del nuovo corso intrapreso, tra le proposte di rilievo si trova l’autonomia finanziaria di Anas. L’obiettivo principale è di consentire all’azienda di programmare investimenti sulla base di meccanismi remunerativi certi che, trasferendo i principali rischi industriali ad Anas, portino a deconsolidare l’azienda dalla PA e dal debito pubblico. Anas ha lavorato - con il governo e nell’ambito del tavolo tecnico che ha verificato il progetto di integrazione FS/Anas - su un modello di retribuzione del servizio offerto, come analogamente avviene per i concessionari autostradali e per altri sistemi di rete regolamentati, quali elettricità, gas, acqua, telecomunicazioni e aeroporti. Con la legge di stabilità 2015 è stato sancito il principio del corrispettivo per Anas quale remunerazione delle attività di investimento e dei servizi prestati. Le modalità e lo strumento operativo sono stabilite all’interno del Contratto di Programma approvato oggi dal Cipe. Le modalità e lo strumento operativo per l’autonomia finanziaria  Il corrispettivo regolato nel Contratto di Programma prevede che Anas riceva dallo Stato non più un contributo a rimborso dei costi sostenuti, ma un corrispettivo per il servizio prestato. Il corrispettivo si basa: rispetto degli investimenti programmati (costi e tempi); indicatori di performance (già introdotti nel Contratto di Programma 2015) che misurano la qualità dei servizi offerti da Anas ai propri clienti, prevedendo anche penali specifiche. La qualità dei servizi offerti riguarda la pavimentazione, la segnaletica verticale, l’illuminazione, etc. Si tratta di servizi misurabili, dunque, gli indicatori permetteranno di monitorare le performance di Anas; sul traffico effettivo monitorato da sensori posti sulla rete Anas, che risponde al principio di remunerare la rete stradale in funzione al suo utilizzo/domanda. Queste modalità e strumenti hanno l’obiettivo di attribuire ad Anas precise responsabilità in ordine alle proprie attività di investimento e di gestione della rete in concessione. Inoltre, a fronte di un sistema di remunerazione ben definito, Anas potrebbe ulteriormente finanziarsi rivolgendosi al mercato dei capitali tramite istituti bancari e obbligazioni, al fine di potenziare ulteriormente le capacità di investimento.

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08 ago 2017

Campania, nasce la pista ciclopedonale più lunga d’Italia

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Sulla vecchia tratta ferroviaria Torre Annunziata-Cancello, nascerà il progetto della pista ciclopedonale, un percorso di 12 chilometri, che collega San Giuseppe Vesuviano e Torre Annunziata, passando per Terzigno e Boscoreale. Quest’opera, i cui lavori dovrebbero iniziare nel 2018, è nata dalla collaborazione tra la Regione Campania e i sindaci dei Comuni di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale e Torre Annunziata. La realizzazione contribuirà fortemente alla riqualificazione urbana di un’intera area territoriale che dai paesi vesuviani giunge fino alla città oplontina, aumentando gli spazi verdi e recuperando grandi aree per il tempo libero, per il divertimento, per la socialità. Il tragitto sarà interamente illuminato con un impianto a risparmio energetico.

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07 ago 2017

Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI

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E' stato approvato al Cipe il Contratto di Programma – parte Investimenti 2017-2021, tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Rete Ferroviaria Italiana. Il Contratto finalizza, tra l’altro, le risorse stanziate con la Legge di Stabilità 2017,  circa 10 miliardi di euro che, sommati alle risorse recate da altre disposizioni di legge (PON, FSC), portano a ripartire, con il Contratto 2012-2016, oltre 13 miliardi di euro. “Ingenti somme vanno a seguire quelle altrettanto corpose recate negli ultimi due anni a vantaggio della “cura del ferro”- commenta il Ministro Graziano Delrio – dai corridoi europei, alla sicurezza, all’ultimo miglio, alle ferrovie minori e tpl”. Il Contratto riporta investimenti in corso e programmati per un totale di oltre 200 miliardi, di cui circa 66 finanziati, infatti  la pianificazione dei fabbisogni è riportata, per la prima volta, con orizzonte temporale decennale, suddivisa nei quinquenni 2017-2021 e 2022-2026. Tra i principali interventi con i finanziamenti 2017 si rammentano: Importanti interventi inerenti la Sicurezza e l’adeguamento ad obblighi di Legge (per 2 miliardi) –con il proseguimento di interventi necessari a contenere i rischi nelle gallerie, nelle zone sismiche e in quelle soggette a dissesto idrogeologico, oltre ad interventi per la salvaguardia dell’ambiente e la mitigazione del rumore, e per la soppressione dei passaggi a livello; Tecnologie per la circolazione e l’efficientamento (688 milioni) – finalizzate all’ammodernamento tecnologico della dotazione delle linee e degli impianti ferroviari, per adeguarne l’efficienza alla crescente richiesta di mobilità; Valorizzazione turistica delle ferrovie minori (36 milioni) - È stato individuato uno specifico programma rivolto alla valorizzazione di tali linee in funzione della fruizione paesaggistica e dell’accessibilità ai siti di maggior interesse sotto il profilo ricettivo, per sottolineare la grande importanza che stiamo riservando al turismo, anche a supporto dello sviluppo economico nazionale. Tra le linee considerate, la Benevento‐Pietralcina, la Campobasso‐Termoli, la Agrigento‐Porto Empedocle; Valorizzazione delle reti regionali (1,3 miliardi) - interventi rivolti a dare ulteriore impulso al rilancio del TPL, mediante la realizzazione anche di interventi individuati di concerto con le Regioni nell’ambito del programma FSC 2014-2020; Potenziamento e sviluppo infrastrutturale aree metropolitane (885 milioni) – importanti interventi upgrading infrastrutturale e tecnologico nei vari nodi metropolitani. Particolarmente significativi gli interventi previsti nell’area metropolitana di Catania; Accessibilità su ferro porti, interporti e aeroporti (700 milioni) – investimenti per avviare, tra l’altro, la fase realizzativa dei nuovi collegamenti con gli aeroporti di Venezia e Genova, e per l’ulteriore potenziamento dei collegamenti ai porti e terminali; Investimenti di Potenziamento e sviluppo infrastrutturale direttrici (5 miliardi di euro) per investimenti di sviluppo delle 13 direttrici così come rappresentate nell’allegato del Mit al Def 2017. Proseguono interventi di potenziamento della direttrice adriatica, ionica e tirrenica nord finanziati anche nell’ambito della programmazione FSC 2014-2020. Si segnalano, tra gli altri, il finanziamento dell’ulteriore fase della Milano-Genova, del “Ripristino linea dei Bivi di Venezia Mestre”, della “Giampilieri-Fiumefreddo”, dell’ulteriore lotto della del linea AV/AC NA-BA “Raddoppio e velocizzazione tratta Frasso Telesino-Vitulano (Benevento)”, cui si aggiungono i 210 milioni di euro destinati alla ripresa dei lavori della Linea Ferrandina – Matera, unica opera di RFI ad oggi iscritta nell’anagrafe delle opere incompiute; Lotti costruttivi (2,6 miliardi) per investimenti sui principali corridoi europei realizzati per lotti costruttivi, finalizzati a completare e potenziare il sistema Alta Velocità e Alta Capacità oltre che i collegamenti con l’Europa. Vengono finanziati il 5° Lotto del Terzo Valico dei Giovi, il 5° Lotto della Galleria di base del Brennero e il 2° lotto della tratta Brescia Est – Verona. TORINO-LIONE, AL VIA DUE LOTTI COSTRUTTIVI Il Cipe ha approvato l’avvio della realizzazione del 1° e del 2° Lotto costruttivo della Linea Ferroviaria Torino Lione sezione transfrontaliera della Sezione internazionale, parte comune italo-francese, oltre a dare il via libera alla articolazione in 5 lotti costruttivi. Con l’approvazione dell’opera secondo la ripartizione in 5 lotti costruttivi in osservanza di quanto disposto dalla legge n.1/2017 di ratifica degli accordi internazionali del 2015 e 2016, dal costo complessivo di 5,5 mld di competenza italiana, e con il finanziamento dei primi due lotti sulla base delle risorse già disponibili (circa 2,9 miliardi di euro) si potrà consentire l’avvio delle gare e, quindi, l’inizio dei lavori, rispettando le tempistiche e gli impegni internazionali sanciti. Inoltre, si permetterà il rispetto degli impegni assunti dal Governo anche per attingere alle risorse Europee già assentite, per oltre 300 milioni di euro. Con l’approvazione dell’istruttoria sono infine garantiti gli impegni assunti, anche in tempi recenti, dal Governo, nei confronti degli enti locali e territoriali interessati dalla realizzazione dell’opera, portando a quasi 100 milioni di euro il valore delle misure di accompagnamento per  interventi di ristoro ambientale e sociale che saranno attuati sulla base di un programma da condividere nell’ambito dell’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino-Lione.

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07 ago 2017

Treni, Avellino-Napoli dal 1 settembre 2017

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Dal 1 settembre 2017 sarà possibile raggiungere Napoli anche in treno dalla stazione di Borgo Ferrovia ad Avellino, in poco più di un'ora di viaggio. La Regione Campania avvia in via sperimentale le corse che saranno garantite fino a dicembre quando si valuterà la opportunità di mantenere il servizio. A trarne maggiore vantaggio saranno soprattutto i pendolari, lavoratori e studenti universitari, della valle dell'Irno. Le corse previste saranno due, una al mattino e l'altra nel pomeriggio.

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07 ago 2017

Bike sharing, a Milano arriva il sistema floating free

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Da ottobre a Milano arriva il bike sharing floating free, una nuova forma per l’Italia di noleggio bici non legata a parcheggi fissi. Tutte le biciclette sono dotate di gps e l’utente, attraverso un’applicazione gratuita per smartphone, potrà conoscere la posizione di quelle disponibili più vicine, prenotarle, sbloccarle e bloccarle a inizio e fine utilizzo, pagarle e segnalare eventuali malfunzionamenti. Per contrastare i furti tutti i componenti non sono compatibili con altre biciclette. Nel capoluogo lombardo ne arriveranno 12mila e andranno a integrare le 4.600 bici, di cui mille a pedalata assistita, del servizio BikeMi a stalli fissi. Prenderle in affitto costerà 30 centesimi ogni mezz’ora. A gestirle una società cinese che importa questo nuovo modello automatizzato dall’oriente dove è alta l’esigenza di ridurre le emissioni inquinanti dei veicoli. In Europa ha registrato un buon successo a Berlino e in Italia, oltre a Milano, è stato introdotto a Firenze.

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07 ago 2017

Apre al traffico la nuova carreggiata tra Fossato di Vico e Cancelli (Fabriano) lungo la direttrice Perugia-Ancona

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Anas e Società Quadrilatero Marche-Umbria apriranno al traffico, a partire da questa sera, la nuova carreggiata della strada statale 76 “della Val d’Esino” realizzata tra Fossato di Vico e Cancelli (Fabriano) nell’ambito dei lavori in corso per il completamento della direttrice Perugia-Ancona. Lo spostamento dei flussi di traffico sulla nuova carreggiata richiede fasi graduali che proseguiranno durante la notte. Da domani sarà quindi possibile transitare sul nuovo tratto in configurazione provvisoria a doppio senso di marcia, mentre i lavori proseguiranno sulla vecchia strada che sarà ammodernata e costituirà la seconda carreggiata in configurazione definitiva. Avanzano i lavori anche sul tratto Albacina-Serra San Quirico, dove a partire da questa sera, con le stesse modalità, sarà aperto un tratto di circa 2 km della nuova carreggiata. “È un passo importante - ha affermato Gianni Vittorio Armani, presidente di Anas - verso il completamento della direttrice, dal quale ci attendiamo benefici importantissimi per il territorio, come già in parte sperimentato lo scorso anno con l’apertura del tratto umbro della Perugia-Ancona nonché con l’apertura dell’altra direttrice Foligno-Civitanova Marche. Già con questa apertura parziale - ha concluso - ci saranno importanti benefici per il traffico che non sarà più soggetto a interruzioni e semafori, oltre a transitare su un’opera progettata secondo standard moderni”. “L’apertura della nuova carreggiata - ha affermato Guido Perosino, Amministratore Unico della Società Quadrilatero - ha richiesto un investimento di 93 milioni di euro e ci consente di eseguire le opere necessarie per l’ammodernamento della vecchia strada parallela, che costituirà la carreggiata nord. Il completamento di entrambi i tratti Fossato di Vico-Cancelli e Albacina-Serra San Quirico è previsto nel primo semestre del prossimo anno, per un investimento complessivo di 385 milioni di euro”. La nuova carreggiata aperta al traffico tra Fossato di Vico e Cancelli è lunga complessivamente 7,5 km e comprende 5 gallerie, un viadotto, un’opera di scavalco della linea Ferroviaria Orte-Falconara e il nuovo svincolo di Cancelli. Tra le gallerie, lunghe complessivamente oltre 4,3 km (circa il 60% del tracciato) la più lunga è la galleria “valico di Fossato”, pari a 2,8 km, che attraversa il confine umbro-marchigiano. Il nuovo tratto di 2 km aperto tra Albacina e Serra San Quirico comprende invece le gallerie “Gattuccio” e “Valtreara”, rispettivamente lunghe 300 e 850 metri, il viadotto “Gattuccio” e parte dello svincolo di Gattuccio/Valtreara. Nell’attuale configurazione provvisoria il transito sarà consentito su due corsie, una per ogni senso di marcia. La sezione stradale in configurazione definitiva sarà composta da due corsie da 3,75 metri per ogni senso di marcia, due banchine laterali da 1,75 e due da 0,5 metri oltre allo spartitraffico centrale da 2,5 metri, per una larghezza totale di 22 metri.

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07 ago 2017

Valle d’Aosta, al via le procedure per un piano dei trasporti regionale

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Il Governo regionale della Valle d'Aosta, su proposta dell’Assessorato del turismo, sport, commercio e trasporti, ha avviato le procedure per l’acquisizione del servizio di elaborazione della bozza del Piano regionale dei trasporti e dei documenti di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). La Regione esercita la programmazione e il coordinamento dei trasporti pubblici mediante il Piano regionale dei trasporti (PRT) previsto dalla L.r. n. 29/1997 (Norme in materia di servizi di trasporto pubblico di linea). La successiva legge regionale 25 novembre 2016, n. 22 (Disposizioni per una ferrovia moderna e un efficiente sistema pubblico integrato dei trasporti) ha inoltre previsto la redazione di un Programma strategico degli interventi, che a sua volta fornisce gli indirizzi per il sistema dei trasporti pubblici valdostano. L'espansione urbanistica è sempre più caratterizzata da fenomeni di dispersione insediativa, che producono diseconomie per la mobilità. La rarefazione dell’insediamento residenziale, produttivo e commerciale aumenta gli oneri legati agli spostamenti di persone e merci e rende più difficile fornire adeguate soluzioni di mobilità, pubblica e privata. Uno strumento che affronti il problema in maniera trasversale, complessiva e strategica è quindi necessario per la Valle d’Aosta e permetterà di analizzare le esigenze di mobilità, coordinando i diversi attori che concorrono a costituirne l’offerta, per ottenere risultati che diano risposte efficaci ai bisogni di oggi, senza compromettere le necessità delle generazioni future e tenendo conto delle risorse economiche disponibili. Per l’Assessore Claudio Restano "con questa deliberazione, il Governo regionale prepara un importante strumento di programmazione del sistema dei trasporti, pubblici e privati. Il Piano regionale dei trasporti potrà fornire alla collettività valdostana risposte per garantire l’accessibilità ai cittadini e ai turisti, per migliorare la qualità della vita e ridurre gli impatti sulla salute, incentivando l’attrattività del nostro territorio anche a favore del paesaggio e dell’ambiente".

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07 ago 2017

Conferenza Unificata: via libera al trasferimento ad Anas di oltre 3.500 km di rete nazionale e regionale

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La Conferenza Unificata ha sancito l’intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri per la revisione delle reti stradali di interesse nazionale e regionale ricadenti nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Toscana e Umbria. Il decreto, nell’ottica di ridurre ulteriormente la pluralità di gestori e migliorare l’esercizio dell’intera rete, riguarda il trasferimento ad Anas di 3.523 Km di strade dalle suddette regioni. “Una buona notizia - ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio - per valorizzare il patrimonio stradale esistente, secondo direttrici nazionali e regionali, sottoponendolo a una cura di manutenzione. Il riferimento ad un soggetto unico per 3.500 km di strade consentirà di ottimizzare la gestione e uniformare la qualità dei servizi per i cittadini che percorrono queste arterie”. “Con il via libera della Conferenza Unificata - ha affermato il Presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – l’Anas si avvia a recuperare oltre 3.500 km di strade, portando a 30 mila km la rete gestita. L’obiettivo principale è quello di garantire la continuità territoriale degli itinerari di valenza nazionale che attraversano le varie regioni, come ad esempio le consolari, evitando la frammentazione delle competenze nella gestione delle strade e dei trasporti. Il cliente non si troverà più a dover fronteggiare interlocutori differenti, ognuno con un ventaglio di procedure diverse, e sarà possibile una più razionale gestione della rete, incrementando l’efficienza della manutenzione e dell’esercizio delle infrastrutture. Infatti, Anas sarà in grado di attuare interventi più omogenei in tutto il Paese, con evidenti vantaggi per la viabilità sia in termini di standard di sicurezza sia di accessibilità alle aree interne”. Il perfezionamento del passaggio ad Anas degli oltre 3.500 km prevede l’acquisizione del parere delle competenti Commissioni Parlamentari sullo schema di decreto e la firma del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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07 ago 2017

Autostrada A19, pubblicato il bando di gara per la ricostruzione del viadotto “Imera”

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Anas ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la gara d’appalto per la ricostruzione della carreggiata in direzione Catania del viadotto “Imera”, tra le pile 16 e 22, sull’autostrada A19 “Palermo-Catania”. I lavori di ricostruzione del viadotto, che il 10 aprile 2015 fu danneggiato da un movimento franoso che ne rese necessaria la successiva demolizione, prevedono un investimento di quasi 11 milioni di euro e una durata dell’intervento pari a 570 giorni. L’appalto verrà aggiudicato mediante il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, assegnando un massimo di 30 punti al prezzo e un massimo di 70 punti alla componente qualitativa, con la finalità di valorizzare pienamente la qualità delle offerte. “Quest’appalto - ha dichiarato il Coordinatore Regionale di Anas Sicilia, Valerio Mele - conferma l’impegno di Anas profuso nel ripristino dell’autostrada A19 Palermo-Catania, per la quale è previsto, peraltro, un piano quinquennale di manutenzione straordinaria per un investimento complessivo di 872 milioni di euro fino al 2020, con svariati interventi già in corso di esecuzione”. Anas ha aderito al Protocollo d’Intesa tra le Prefetture della Regione Sicilia del 14 Novembre 2016, per garantire il rispetto della legalità nei cantieri.

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07 ago 2017

Al via la cabina di regia del waterfront di Genova

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Si è costituita la cabina di regia che dovrà disegnare il nuovo waterfront di Genova. Obiettivi primari, la definizione di un masterplan che dovrà ridisegnare il fronte mare del capoluogo e l’avvio di un processo di semplificazione societaria, per arrivare ad avere un unico, grande interlocutore istituzionale. Il tutto tenendo ovviamente conto della situazione esistente e dei diversi nodi da sciogliere, in primis il recupero di Ponte Parodi e dell’ex silos granaio Hennebique. Al tavolo che ha dato il via alla cabina di regia erano presenti Regione Liguria con il presidente Giovanni Toti e l’assessore allo sviluppo economico Edoardo Rixi, il comune di Genova con il sindaco Marco Bucci, la Camera di commercio rappresentata dal presidente Paolo Odone e Paolo Emilio Signorini, presidente dell’autorità di sistema portuale di Genova e Savona. “Oggi abbiamo insediato una cabina di regia con le principali istituzioni pubbliche della città che hanno un interesse nel waterfront e che hanno come compito istituzionale quello di ridisegnare questo waterfront – spiega il presidente della Regione Giovanni Toti - . Il nostro orizzonte è una società unica di gestione e valorizzazione che possa prendersi carico della realizzazione del Blueprint di Renzo Piano, ma anche della ristrutturazione di Hennebique e della gestione di tutti quegli spazi che oggi sono gestiti da varie società, la Fiera e Porto Antico. Cominceremo un percorso di semplificazione societaria ma anche di costruzione del masterplan già nelle prossime settimane, per arrivare ad avere un ampio progetto condiviso che contempli sia realizzazioni urbanistiche sia una struttura societaria che siano in qualche modo appetibili ai vari partner privati, che via via dovranno collaborare allo sviluppo di questo grande progetto nei prossimi anni”. “Abbiamo fissato una serie di step, una road map molto stringente – aggiunge il presidente -, ci rivedremo già alla fine di agosto per dare avvio alla costruzione del masterplan, che deve tenere conto evidentemente della visione di tutti gli enti, ma anche dei vincoli che ci sono su quelle importanti aree, che sono sia di carattere industriale che urbanistico. Ai primi di settembre ci vedremo per i primi passi sulla via della semplificazione delle strutture di molte società di cui a vario titolo facciamo parte, per ricondurre tutto questo alla costruzione di una società di waterfront che sia poi un grande interlocutore istituzionale in grado di rapportarsi con il mondo del privati, un mondo che in questi mesi sta cercando Genova come una delle città che potrebbero svilupparsi di più nei prossimi anni”. Su due dei nodi più sentiti e problematici del fronte mare, l’ex silos Hennebique e Ponte Parodi, il presidente è chiaro: “Sono una visione unica. Sono uno accanto all’altro, credo che ristrutturare e valorizzare Ponte Parodi senza pensare a Hennebique sia miope, sarebbe una cosa anche antiestetica, e dall’altra parte ragionare di Hennebique senza trovare una destinazione finale a Ponte Parodi, su cui peraltro grava già un accordo di programma con interlocutori privati che vanno necessariamente coinvolti sarebbe altrettanto miope. Questo è il primo lavoro da fare, incanalare nuovamente quelle trattative e quel progetto nella giusta direzione”. Intanto al Renzo Piano Building Workshop l'architetto Renzo Piano ha incontrato il sindaco Marco Bucci: "Stiamo ragionando su un progetto che interesserà anche le nuove generazioni e che darà un volto nuovo al fronte mare di Genova: oggi ci siamo resi conto di avere una visione comune sul futuro dell’area – ha commentato il sindaco Marco Bucci alla fine dell’incontro - Ringrazio Renzo Piano per essersi reso disponibile e per aver permesso di proseguire il percorso che ci porterà alla realizzazione del nuovo waterfront di levante del porto di Genova".

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