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05 gen 2016

Stoccolma: metropolitana d’aMare

di Alessandro Graziano

Stoccolma città di 914.909 abitanti e con un'area metropolitana di 2.213.528 abitanti, è una della città europee con maggior attenzione all'ambiente e alla sostenibilità degli stili di vita urbani.  Ciò si traduce in qualità della vita, tra le più alte al mondo, e qualità della salute dell'ambiente urbano. La città ha quindi da sempre investito sul tema della mobilità urbana e sostenibile. Un po' di storia sui sistemi di trasporto esistenti è d'obbligo. La decisione di costruire una metropolitana cittadina fu presa nel lontano 1941. La prima parte della , attuale linea verde, fu  inaugurata nel 1950 con la conversione in metro di una ferrovia sotterranea costruita nel 1933. Negli anni seguenti la linea si è sviluppata fino a raggiungere la zona sud della città dove oggi si divide in tre rami. Nel 1952 fu costruita una nuova linea che collegava il centro città con i sobborghi a ovest della capitale. Mentre nel 1957 i due tratti di metropolitana furono uniti presso la fermata T-Centralen  sotto l'omonima stazione centrale  completando la linea verde. Nel 1964 iniziarono i lavori per la linea rossa e esolo nel 1975 quelli per la linea blu. Ad oggi il sistema conta tre linee per 108 km  e 100 stazioni, di cui 47 sotterranee e 53 in superficie. Oltre ciò la città integra il sistema con tre linee della ferrovia suburbana Pendeltåg, tre linee di metrotranvia (Nockebybanan, Lidingöbanan, e Tvärbanan), due ferrovie locali Roslagsbanan (a scartamento ridotto) e Saltsjöbanan, nonché una vasta rete di linee di autobus. La metro di Stoccolma, oltre alla bici ed i bus e taxi alimentati a carburanti ecologici o biogas fanno della città svedese una delle capitali della mobilità green. Si pensi che per disincentivare l’uso delle auto, si deve pagare un dazio qualora la si voglia utilizzare in città.  La metropolitana di Stoccolma è già d'amare con le sue cento stazioni di cui almeno novanta sono decorate e arricchite da opere d'arte. Ma adesso l'amministrazione comunale ha presentato un progetto pilota per realizzare delle line di metropolitana del mare.Ma gli svedesi non si accontentano e si sono pure inventati una sorta di metropolitana sull’acqua. Da mare! Si sta progettando un sistema di trasporti acquatici che colleghi la costa, lungo l’area metropolitana, in modo da costituire una metropolitana del mare. A realizzare questo interessante mezzo di trasporto saranno i ricercatori del KTH Royal Institute of Technology, con il progetto 365 Waterway. Facilitati anche dalla conformazione di Stoccolma fatta di isole e isolotti. Per intenderci, funzionerà come i traghetti sullo stretto di Messina, che si prendono in carico i treni e le auto trasportandoli fino all’altra costa. Così sarà per i mezzi pubblici o per le bici nella capitale svedese. Naturalmente i traghetti dovranno avere dimensioni e funzionalità diverse, a seconda delle esigenze dei passeggeri e del tipo di mezzo trasportato. Per realizzare un’efficiente sistema di interconnessione tra il trasporto via mare e via terra, occorrerà creare stazioni apposite di interscambio, e renderlo operativo pure d’inverno, quando l’acqua ghiaccia. Inoltre, sarannoprevisti tempi veloci per imbarcarsi e sbarcare, come nei vaporetti di Venezia.

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22 dic 2015

Trenitalia dice addio al biglietto chilometrico: dal 2016 si cambia

di Giulio Di Chiara

Una notizia che probabilmente darà dispiacere a viaggiatori e pendolari soliti a spostarsi tra diversi comuni della propria regione: Trenitalia infatti ha appena dichiarato che abolirà dal 1° Gennaio 2016 i tagliandi a fascia chilometrica, in auge da molti anni e venduti storicamente da bar, tabacchi ed edicole. Perchè? Secondo quanto dichiarato dai vertici dell'azienda, la scelta è motivata dall'alto tasso di evasione che comprendeva questo target di biglietti. Si parla di un'elusione pari all' 8,5%. I tagliandi - spiegano da Trenitalia - non avendo indicazioni sulla linea percorsa e sugli orari, vengono spesso utilizzati per tratte superiori oppure, al contrario, non vengono obliterati per tragitti abbastanza brevi. Cosa cambia per il consumatore? Il biglietto sarà acquistabile fino a 20 minuti prima della partenza attraverso i consueti metodi , fornendo punto di partenza e di arrivo del viaggio. Edicole e circa 4000 tabacchi aderenti si sono già dotate delle apposite macchinette per continuare a erogare il ticket. In alcune stazioni ad alta densità di pendolari, alcuni tabacchi si stanno ingegnando stampando in anticipo i biglietti con le tratte più vendute, così da ridurre drasticamente le code per i viaggiatori. Da Repubblica.it riportiamo un paio di dichiarazioni sulla notizia, che apre il dibattito sull'utilità presunta di questa scelta: "I tagliandi - spiega Trenitalia - costituiranno una base scientifica per monitorare i flussi e migliorare l'offerta in base alla reale domanda". Ma il pensionamento dei chilometrici ha messo in allarme anche le associazioni dei consumatori: "È un'opportunità da non eliminare - dice Pietro Giordano, presidente di Adiconsum - una ferita che si sarebbe potuta evitare. Così non si favorisce l'utilizzo del treno". I ferrovieri invece, temono la riduzione del lavoro per le biglietterie di Trenitalia. "Aumentare i punti vendita esterni riduce sempre di più i servizi effettuati con il personale dell'azienda", afferma Andrea Pelle, segretario generale del sindacato Orsa. Secondo la Filt Cgil Lucca, invece, "la soppressione porterà disagi anche agli utenti perché i tempi di attesa nelle biglietterie aumenteranno soprattutto alla presenza di comitive numerose, manifestazioni e festività”. E secondo il sindacato non diminuirà l'evasione: "Con attese più lunghe molti passeggeri non compreranno il biglietto - dice la Filt Cgil - anche perché spesso le emettitrici self service nelle piccole stazioni non accettano il contante perché piene".  

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21 dic 2015

Palermo – Agrigento, l’odissea sulla statale continua

di Mauro Indelicato

Continuano i disagi sulla SS 121, nel tratto che funge da itinerario tra Palermo ed Agrigento e che dunque collega il capoluogo siciliano con Lercara Friddi, lì dove parte poi la SS 189 che arriva fino all'ombra dei templi. Oramai da 15 mesi i cantieri posti su questa importante arteria non danno tregua; tutt'altro, si contano ad oggi tra Agrigento e Palermo qualcosa come otto semafori, uno sulla SS 189 all'altezza di Campofranco, e ben sette sul tratto della SS 121 sopra citato. Una situazione che, di fatto, ha allungato i tempi di collegamento tra le due città fino a due ore e trenta o quasi, ma soprattutto ha reso ancora più difficili e pericolosi gli spostamenti. Se nei primi mesi i cantieri venivano 'accettati' dai pendolari e dagli automobilisti che solcavano la SS 121 alla volta di Palermo od Agrigento, nella speranza che in poco tempo sarebbe stata messa a disposizione un'arteria più sicura e veloce, adesso la situazione appare difficilmente sostenibile. Diversi i motivi per i quali continuano ad esserci così tante interruzioni e deviazioni lungo la Palermo - Agrigento: in alcuni casi si tratta di opere importanti che necessitano almeno due anni di lavoro, in altri invece pesano alcune difficoltà emerse in fase di costruzione oppure anche sequestri a seguito di inchieste. In quest'ultimo caso ad esempio, rientrano i problemi lungo il viadotto Scorciavacche, famoso a livello nazionale per essere divenuto inagibile dopo appena 3 giorni dalla sua inaugurazione; a seguito anche del clamore mediatico suscitato dalla vicenda, la Procura di Termini Imerese ha sequestrato questo tratto di cantiere sul quale, secondo alcune testimonianze degli ultimi giorni, pare siano tornati gli operai e quindi si spera in una risoluzione del problema e quindi nell'eliminazione di almeno una delle tante deviazioni. Sul sito dell'ANAS, si apprende che in generale sommando tutti i vari cantieri di questo tratto della SS 121, si è arrivati al 48% del completamento dei lavori la cui definitiva ultimazione è prevista per il marzo 2017; dunque, i disagi non sembrano essere prossimi alla fine, tutt'altro. Nei mesi scorsi, nel corso di una conferenza stampa tenuta in Prefettura ad Agrigento, l'ex assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pizzo, ad una specifica domanda sulla Palermo - Agrigento rispondeva come purtroppo su questo tratto insistono diverse problematiche non risolvibili prima del 2017 e che oramai con il futuro completamento del raddoppio della SS 640, si dovrà considerare quella come vera arteria dell'itinerario tra le due città. La speranza però per quanto riguarda la SS 121, è che nei prossimi mesi alcuni semafori potrebbero essere tolti; nella zona di Bolognetta in particolare, molte opere sono in fase di ultimazione, lo stesso viadotto Scorciavacche se definitivamente sbloccato potrebbe essere riattivato, così come anche a Vicari i lavori sembrano aver preso una certa accelerazione. I problemi principali riguarderebbero a questo punto la zona di Villafrati, lì dove frane e smottamenti hanno recentemente messo a dura prova l'arteria. Ma in molti si chiedono anche in cosa consiste, di preciso, il lavoro che si sta svolgendo; sono diversi i lotti e diverse le 'motivazioni' dell'apertura dei cantieri lungo la SS 121. Provenendo da Agrigento, dopo il bivio Manganaro si sta procedendo al raddoppio della carreggiata; tale raddoppio però non interesserà l'intero tracciato fino alle porte di Palermo, bensì solo 7 km, ritenuti i più pericolosi dell'attuale unica carreggiata. Qui i lavori sembrano procedere bene, con gran parte dei tre viadotti oramai raddoppiati e con la nuova corsia che via via sembra prendere forma. Da Vicari in poi invece, si sta procedendo ad una sostanziale messa in sicurezza: verranno eliminati gli incroci a raso, quelli abusivi e quelli delle strade private o di campagna, la carreggiata quindi sarà sempre unica ma con standard migliori di sicurezza e con la possibilità di aumentare il limite di velocità. Infine, nella zona di Villafrati si stanno eliminando molti fattori di rischio derivanti da pericoli di caduta massi o smottamenti, con il rifacimento di diversi muri di sostegno. A fine cantiere, l'itinerario Agrigento - Palermo dovrebbe scendere come tempo di percorribilità sotto le due ore, il problema per l'appunto è che al momento di fatto la strada è ai limiti della fruibilità ed i problemi insistono da diversi mesi; diversi automobilisti scelgono ormai l'itinerario della 'Fondovalle' Palermo - Sciacca oppure c'è chi già da adesso preferisce sfruttare il parziale raddoppio della SS 640 per giungere a Caltanissetta in meno di 40 minuti e da lì poi procedere sulla A19 verso Palermo. Se da un punto di vista ferroviario la situazione sulla Palermo - Agrigento è migliorata, con treni minuetto (spesso affollati) a coprire la tratta in due ore, che fra qualche mese potrebbero diventare un'ora e quaranta minuti con l'attivazione del nuovo tronco Castronovo - Lercara Diramazione, da un punto di vista invece stradale la situazione è insostenibile e si chiede da più parti la risoluzione dei numerosi problemi.

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11 dic 2015

Italo lancia la campagna “Feste40”, fino al 40% di sconto

di Fabio Nicolosi

Ntv lancia la nuova promozione natalizia Feste40 che permette di viaggiare con il 40% di sconto. Il codice promozionale FESTE40 è tutto quello di cui si ha bisogno nel momento in cui si decide di comprare il biglietto. L’offerta è acquistabile tramite tutti i canali di vendita ed applicabile alla sola tariffa low cost. I biglietti scontati si potranno acquistare entro il 14 dicembre, per viaggiare dal 20 dicembre al 31 gennaio (25 dicembre escluso) in ambiente Smart, eXtraLarge e Prima.

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30 nov 2015

Ferrovie dello Stato: nominato il nuovo amministratore delegato

di Giulio Di Chiara

In una nota del ministero dell’Economia, d’intesa con il ministero delle Infrastrutture, Renato Mazzoncini viene nominato quale nuovo amministratore delegato. La decisione è arrivata all’indomani delle dimissioni dell’intero staff guidato da Michele Elia. Il consiglio di amministrazione resterà in carica per il triennio 2015-2017 e sarà composto non più da 9 membri, bensì da 7: oltre alla presidente e a Mazzoncini, gli altri membri sono Daniela Carosio, Giuliano Frosini, Simonetta Giordani, Federico Lovadina e Wanda Ternau. Nominato anche il nuovo presidente, Gioia Ghezzi, prima donna a ricoprire questa importante carica.

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09 nov 2015

AGRIGENTO| SS 640: report fotografico dei lavori nei due maxi lotti

di Mauro Indelicato

Procedono i lavori per il completamento della SS 640; la statale, che collegherà Agrigento con la A19, è pronta nel 90% del suo percorso in provincia di Agrigento, mentre nel tratto nisseno, che va da contrada Grottarossa fino al raccordo con lo svincolo di Caltanissetta della Palermo - Catania, si procede con la costruzione delle principali opere tra viadotti e gallerie. Nella foto sopra, siamo proprio all'ingresso del futuro nuovo percorso della SS 640 partendo dall'autostrada A19; di recente, tramite alcune fonti locali, si è saputo che la bretella posta tra questa zona e la città di Caltanissetta sarà pronta il prossimo 4 dicembre, chiudendo quindi la deviazione che, sfruttando la statale per Pietraperzia, conduce sulla SS 626 (Caltanissetta - Gela) e da lì quindi poi allo svincolo autostradale. Percorrendo verso Agrigento la SS 640, si incontra la base del cantiere della galleria 'Caltanissetta', la più importante infrastruttura compresa nel lotto nisseno dei lavori della statale; pochi giorni fa, si è avuto l'abbattimento del diaframma della prima canna della galleria, scavata con la moderna talpa TBM denominata 'Barbara', tra le più importanti in Europa e capace di realizzare ben due record nazionali di scavo in un solo giorno di galleria. A questo punto la statale diventa, o meglio diventerà, un unico grande rettilineo fino al suo innesto con il tratto agrigentino; si 'dribbla' la zona industriale di San Cataldo, passando a sinistra rispetto all'attuale incrocio per il paese nisseno posto sul tracciato vecchio della statale grazie al costruendo viadotto Fosso Mumia ed incontrando quindi la galleria Papazzo, le cui due canne sono state già ultimate con i rispettivi diaframmi abbattuti tra i mesi di febbraio ed agosto e sul quale adesso si lavora per ultimare le infrastrutture stradali. La galleria Papazzo troverà il suo sbocco quindi, procedendo sempre verso Agrigento, sull'attuale rettilineo posto nel comune di Serradifalco della SS 640, con il quale verrà collegata tramite il viadotto Favarella, i cui lavori sono nella loro fase iniziale; in questo piccolo tratto si sta procedendo al raddoppio del tracciato ed alla costruzione del nuovo svincolo per Serradifalco. Il raddoppio di questo rettilineo, sembra procedere celermente con i rilevati già realizzati e tra non molto si potrebbe già procedere alla posa dell'asfalto, così come dimostra la foto seguente. Dopo questo rettilineo, l'attuale tracciato della SS 640 ad unica carreggiata curva a sinistra in località Grotta D'acqua, seguendo l'altimetria della zona; la nuova statale invece, continuerà ad andare dritta grazie al viadotto Giulfo. Il rettilineo che segue il viadotto Giulfo, sarà quello che immetterà poi verso Grottarossa e quindi nel tratto agrigentino della SS 640; qui i lavori sono già ultimati, con le linee della segnaletica orizzontale bianche che indicano come l'area non è più soggetta a cantiere. La doppia carreggiata qui è realtà; anche l'asfalto sembra in condizioni migliori rispetto a quello provvisorio che vi era fino ai mesi scorsi; poco più avanti, le linee ridiventano gialle e segnano l'ingresso in una nuova area in cui devono essere ultimati gli ultimi dettagli, pur tuttavia il tratto prosegue a doppia carreggiata in maniera lineare e senza deviazioni fino ad oltre il viadotto Serracazzola ed all'altezza del centro commerciale Le Vigne. Subito dopo, vi è la penultima 'strozzatura' del tratto a doppia carreggiata rimasto sul lotto agrigentino; si entra infatti in contrada Noce, territorio di Racalmuto: sulla sinistra, nella carreggiata verso Caltanissetta, insiste ancora un distributore di benzina Esso che attualmente occupa la strada e che impedisce l'apertura di un tratto di poco più di 200 metri che risultato completato. C'è da dire comunque che, pare, a livello burocratico le pratiche si siano sbloccate ed il distributore appare sigillato e forse già pronto ad essere smontato, consentendo l'apertura della nuova carreggiata e l'eliminazione della corsia unica su questo rettilineo. Poco più avanti, procedono i lavori sul secondo tratto di rettilineo di contrada Noce; le opere qui sono procedute a rilento per via del ritrovamento di reperti archeologici ma adesso si lavora per consegnare entro pochi mesi le due nuove corsie. Non sembrano esserci, in tal senso, particolari difficoltà essendo il tratto di contrada Noce interamente in rettilineo e senza viadotti od altre opere più complesse da realizzare. Da qui in avanti, si riprende con il tratto a doppia carreggiata già ultimato; la SS 640 risulta quindi interamente completa fino al tratto conclusivo in territorio di Agrigento. Precisamente, tra le contrade Gasena e Petrusa si lavora da inizio anno per cercare di aprire entro marzo gli ultimi chilometri di tratto agrigentino ancora non ultimato. Nella zona immortalata nella foto di sopra, il traffico è ancora regolato dall'ultimo semaforo posto lungo il tracciato della SS 640; si nota sulla destra, la bretella dello svincolo Petrusa che collegherà, una volta terminata, la SS 122 con la corsia per Caltanissetta. Il piccolo viadotto di sopra, introduce (scendendo sempre verso Agrigento) nell'ultimo tratto di rettilineo prima della rotonda all'altezza del distributore Erg che segnerà la fine della SS 640. Nel mese di settembre, è entrata in funzione proprio tale rotonda, aprendo contestualmente la corsia verso Caltanissetta e chiudendo il vecchio tracciato che scorre parallelo, il quale è interessato adesso dai lavori che lo trasformeranno nella futura corsia in direzione Valle dei Templi/Zona balneare di Agrigento. Cronometro alla mano, il sottoscritto senza oltrepassare i limiti di velocità, ha impiegato da Canicattì ad Agrigento appena 23 minuti e nonostante due deviazioni; segno questo che, a lavori ultimati, queste due zone della provincia saranno molto più vicine ma soprattutto l'intera provincia agrigentina sarà finalmente degnamente collegata con il nodo autostradale e ciò vorrà dire abbattere i tempi di percorrenza per Catania e l'aeroporto Fontanarossa.

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22 ott 2015

La 500 elettrica che ti sorprende: un progetto tutto siciliano

di Andrea Baio

Abbiamo approfittato della nostra presenza a Moby Dixit, conferenza nazionale della mobilità sostenibile tenutasi a Palermo la settimana scorsa, per intervistare il presidente e il direttore tecnico della Newtron - azienda di Messina specializzata nella riconversione di automobili vintage in veicoli elettrici di ultima generazione. In questo video, vi presentiamo il primo modello di 500 elettrica. La Newtron prende in consegna vecchi veicoli a benzina, per poi convertirli ad elettrici. Un'ottica di riciclo sicuramente interessante, che vede in suoi punti di forza sicuramente nel risparmio sui consumi, la silenziosità e la facilità di parcheggio.

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14 ott 2015

Latina ci ripensa: ei fu Translohr

di Alessandro Graziano

A poche settimane dall'inaugurazione ufficiale del sistema tranviario di Venezia- Mestre con sistema Translohr, sembra corretto parlare di un altro sistema di questo tipo previsto per la città di Latina (116.000 abitanti), ma purtroppo accantonato per motivi di gestione finanziaria ovvero gli alti costi del piano di esercizio. Il sistema avrebbe dovuto collegare  la stazione centrale di Latina al centro città ed i quartieri litoranei di Nuova Latina e Nascosa , per un totale di 15 km.   La storia di questa tranvia, definita erroneamente "metropolitana leggera" di leggero non ha nulla, visto che il progetto si è risolto nell'aver ordinato e pagato 6 convogli tranviari senza di fatto costruire la tranvia. Il costo annuo che, secondo la Convenzione sottoscritta tra il Comune di Latina e la Società concessionaria Metro Latina (ma quale metro?) in data 24 settembre 2007, dovrebbe essere coperto dal contributo della Regione Lazio. Ovvero un "contributo" di 5 milioni di euro all’anno, che per i 30 anni di gestione previsti in Convenzione farebbero 150 milioni di euro a carico del bilancio (e quindi dei cittadini) della Regione Lazio. Non si comprende secondo quale criterio il Comune abbia proceduto a firmare nel 2007 una Convenzione estremamente onerosa senza prima aver ottenuto le necessarie coperture economiche. Perché dalla firma ad oggi nulla è cambiato su questo aspetto essenziale, tanto è vero che anche il Concessionario non dispone del finanziamento della sua quota di investimento di oltre 55 milioni di euro, nonostante l’impegno assunto in Convenzione.   Un'occasione persa per una città di medie dimensioni che avrebbe bisogno di investimenti sul TPL senza che la politica di turno sperperi risorse. Quindi senza le risorse finanziarie per gestire l'infrastruttura e il servizio non avrebbe alcun senso portare avanti i lavori di costruzione della stessa, peraltro mai iniziati. La mancanza di una pianificazione urbanistica e dei trasporti unita alla totale mancanza di una pianificazione economica dei progetti produce tali scempi.Scempio perché si sono investiti comunque soldi pubblici, per progetti e convogli, ma la cittadinanza almeno peri prossimi anni non vedrà nessun tram percorrere i quartieri della città.Tanto i politici continueranno ad usare le auto blu, per nulla leggere.  Questo riporta un articolo de IL Messaggero del 14 Settembre 2014: «Si è tentato fin dall’inizio di porre come secondaria la copertura finanziaria della Regione, che in realtà rappresenta il 77% delle fonti di rimborso del debito secondo il Piano Economico e Finanziario che sta alla base del Progetto ed è allegato al contratto - continua la nota - Da allora nulla è cambiato, si sono alternate giunte di diverso colore politico ma nessuna ha mai messo nero su bianco un impegno tanto oneroso. Il vero, irrimediabile errore è stato quello di firmare il contratto senza essersi prima assicurati l’impegno ad onorare il debito da parte della Regione. Il “trucco” contrattuale, escogitato dal Concessionario e sottoscritto dal Comune, non ha sortito alcun effetto nei confronti degli istituti bancari potenziali finanziatori: il Comune che garantisce e, di fatto, si costituisce fideiussore della Regione in caso di mancata erogazione dei fondi da parte di quest’ultima. Una vera furbata all’italiana cui non ha abboccato nessuno. Per legge, l’uscita del Committente (il Comune) da un siffatto contratto comporta il riconoscimento al Concessionario del 10% del valore dell’opera: ogni verifica successiva alla firma è quindi già viziata da questo “peccato originale”. Oltre alla c.d. penale del 10%, il Comune dovrà anche pagare i veicoli inspiegabilmente già realizzati dalla Translhor. Indipendentemente dalle modalità di pagamento, ciascun veicolo (composto di tre vagoni) contrattualmente costa, al netto dell’Iva e della rivalutazione monetaria, 2,25 milioni di Euro ed il Comune ha già riconosciuto nel 2010, mediante formale approvazione di due stati avanzamento lavori (SAL), il completamento di 6 veicoli più la scocca di un settimo. Oltre ai veicoli, con il secondo SAL sono state approvate anche spese tecniche per circa 2,5 milioni di Euro. Ora siamo nella fase in cui il Comune, se non l’avesse già fatto, dovrebbe preoccuparsi di uscire da questa trappola in cui si è volontariamente cacciato, riducendo al minimo gli esborsi per le sue casse. Rinascita Civile è a disposizione del Sindaco e dei suoi tecnici per dare un contributo di idee e soluzioni affinché lo spreco di denaro pubblico, cioè dei cittadini, sia per quanto possibile limitato. Sarà comunque un bagno di sangue di cui qualcuno prima o poi dovrà rispondere». (fonte IL Messaggero)

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02 ott 2015

Portare Moovit ad Agrigento, come e perché l’ho fatto

di Eugenio Agnello

Ad Agrigento abbiamo gli autobus urbani, circa tredici linee. Non molte persone li usano, e i viaggiatori più frequenti sono anziani o i senza patente. Poi ci sono i turisti, che ne approfittano soprattutto per percorrere il tragitto città - Valle dei templi. Io personalmente in centro mi muovo a piedi. Da qualunque strada periferica puoi raggiungere il centro, la stazione dei treni per intenderci, in 15 minuti al massimo percorrendo circa un chilometro. Per aree periferiche intendo, zona esseneto a sud, zona addolorata a ovest, zona quadrivio a nord e zona ex manicomio a est. Agrigento ha una popolazione residente di 60 mila abitanti. Il centro urbano si sviluppa fra due colline: Rupe Atenea e Colle di Girgenti in un spazio abbastanza ben delineato. Ed a causa delle vallate inedificabili che la circondano, la città ha soddisfatto le necessità relative all’aumento demografico attraverso la costruzione di quartieri satelliti. Sono nate cosi le frazioni di Fontanelle (10.000 ab), Villaseta (4.000 ab), Monserrato (6.000 ab), l’agglomerato  San Leone - Villaggio Peruzzo - Villaggio Mosè - Cannatello - Fiume Naro (13.000 ab). Fonte wikipedia. Poi ci sono le sedi di istituzioni pubbliche, anch’esse “satelliti”, come le scuole in  contrada Calcarelle, l’Ospedale in contrada San Michele e il nuovo cimitero ubicato in Contrada Piano Gatta prossimo alla frazione di Montaperto. Poi nella stagione estiva si aggiunge lo spostamento dei residenti verso la loro seconda casa al mare a San Leone, che raggiunge i 30.000 abitanti, e i turisti che devono spostarsi dalla città verso la Valle dei Templi (3/4 km), e verso attrazioni turistiche in comuni limitrofi come la Scala dei Turchi nel Comune di Realmonte e il Farm Cultural Park nel Comune di Favara. Molto sommariamente queste rappresentano le principali esigenze di mobilità ad Agrigento. Eppure quasi nessuno dei miei amici e conoscenti usa i mezzi pubblici. Si sa che in Italia e ancora di più a Sud non c’è la cultura della cura, da parte del pubblico, e dell’uso, da parte dei cittadini, dei mezzi pubblici. Invece all’estero non è cosi. Se vi piace viaggiare, frequentare stranieri ed esplorare quello che c’è la fuori in Europa, fuori dai confini nazionali, saprete che il trasporto pubblico è considerato un servizio di primaria importanza e nelle grandi città la gente non usa le automobili e si muove spesso con i mezzi pubblici o in bicicletta. Negli ultimi anni ed un po in ritardo questa cosa l’ho capita anch’io, allora ho pensato che anche qui ad Agrigento dovremmo usare più spesso i mezzi pubblici. Fino all’anno scorso non esisteva un sito web dell’agenzia del trasporto urbano, gli orari dovevi prenderli dal sito del Comune di Agrigento o dal generoso Rino. Erano in formato PDF e non sapevi dove erano posizionate le fermate. Sistema non facile da usare, se non impossibile. Poi ci sono le fermate, dove non sempre trovi l’indicazione che in quel posto si fermerà un bus ne tantomeno la tabella con gli orari. Quando la tabella c’è a volte è poco leggibile. Insomma se ad ogni problema c’è un app anche per risolvere questo problema dovrebbe esistere qualcosa. Dopo una lunga ricerca l’ho trovata, si chiama Moovit. E’ un’applicazione gratuita che si basa sul volontariato della community. Loro offrono un editor sul loro sito da cui i cittadini, a titolo volontario, possono caricare i dati della mobilità dei mezzi pubblici della propria città. Il caricamento avviene con l’inserimento degli orari ed il posizionamento delle fermate su Google Map. E’ abbastanza intuitivo e per la città di Agrigento che ha 13 linee e circa 30 viaggi, mi è costato un ora al giorno di lavoro per un mese e mezzo.   Ovviamente questo è stato reso possibile dalle informazioni disponibili sul sito della Tua Srl, la società del dei trasporti urbani di Agrigento. Sito in cui trovi anche i percorsi disegnati in una mappa con l’indicazione delle fermate principali. Il sito è online da Settembre del 2014. Prima di quella data non ci avrei provato neanche a rivolgermi a Moovit. Durante il caricamento su Moovit c’è un assistente personale, che per me era Giacomo, che ti segue passo passo. Ci sono anche dei video dimostrativi che ti aiutano a capire come usare l’editor. Insomma l’ambiente di caricamento dei dati è molto comodo e l’esperienza utente è davvero super. Per la prima settimana dovrai ambientarti un po per capire come funzionano gli orari dei bus e come inserirli nell’editor, ma in seguito sarà tutto molto semplice e più meccanico. Quando completi il caricamento dei dati lo staff si occuperà di fare qualche verifica formale sui dati e dopo 2/3 settimane troverai la tua città, all’interno dell’applicazione Moovit. Qui un breve video in cui ti mostro come funziona. L'audio non è perfettamente sincronizzato con il video, mi dispiace ma l'unico software che ho trovato non era capace di fare di meglio. Quando l'app per la tua città è pronta potresti andare dalla agenzia di trasporto urbano della tua città e fare in modo che la adottino per aggiornarla e inviare avvisi in tempo reale a tutti gli utenti. Moovit collabora con tante Agenzie di Trasporto Locale, è la forma migliore per gestire e mantenere aggiornata l’app nel tempo. Se l’agenzia di trasporto locale non è interessata potresti rivolgerti all’amministrazione locale per fare in modo che faccia da intermediario con l’agenzia di trasporto locale. Io provato entrambe le strade ma invano. Ma questo non è importante, la mia soddisfazione è aver offerto agli agrigentini un servizio pubblico gratuito, aver offerto una nuova possibilità di movimento ai turisti, l’app è tradotta in 38 lingue, e tutti quelli che l’hanno scaricata mi dicono che funziona! > Per un approfondimento su questa storia è possibile consultare anche quest'altro articolo.

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25 set 2015

Venezia in tram

di Alessandro Graziano

Il 16 Settembre scorso è stata inaugurata la linea T1 che da Mestre conduce a Venezia, attestandosi a piazzale Roma. La T1 fa parte del sistema tranviario di cui è già operativa dal 2010 la linea rinominata T2 che da Favaro conduce a Mestre.     La linea utilizza il sistema su pneumatici di produzione Translohr , dal punto di vista amministrativo omologato come una tranvia, con veicoli che viaggiano per circa il 29% su tracciato in sede riservata sulla linea T1 e il 75% sulla linea T2. E' presente solo una rotaia centrale che garantisce la guida vincolata . Cosa è il Translohr? E' un sistema di trasporto a guida vincolata su gomma  prodotto in Francia, originariamente sviluppato dalla Lohr.   Nel sistema tranviario di Venezia-Mestre l'opera infrastrutturale più complessa è stata la realizzazione del sottopasso (403,36 metri dei quali 72,61 metri rampa lato Mestre, 87,45 rampa lato Marghera, 243,30 tunnel; la pendenza massima è pari all'8%) della linea ferroviaria Venezia-Mestre all'altezza della stazione di Mestre, funzionale alla linea T2 e utilizzato regolarmente dall'agosto 2014 data di inizio del pre-esercizio. Qui è stata realizzata la stazione sotterranea della tranvia, che assume i connotati di una stazione metro.   Un altro nodo è l'intersezione di via San Donà con via Martiri della Libertà ; l'opera, che permette il passaggio della linea T1 in via San Donà da Favaro Veneto a Mestre evitando l'intersezione a raso con la SR14 bis per la quale è stato costruito un sottopasso, è attiva settembre 2010. Di impatto e panoramico è l'attraversamento della laguna sul ponte della Libertà che conduce al terminal di Venezia. Qui il tram è in sede promiscua e ciò è reso possibile proprio dalla presenza di ruote gommate e l'unica rotaia centrale dove si aggancia ogni vettura. Il servizio tranviario è espletato da 20 vetture STE4, lunghe 32 metri, larghe 2,20 metri e alte, senza pantografo, 2,89 metri; Il 75% della superficie totale delle vetture STE4 è vetrata; il colore delle vetture è rosso veneziano ed è stato scelto attraverso un sondaggio tra la popolazione. L'estensione totale della rete tranviaria è di 20 km e vi svolgono servizio le due linee T1 Favaro – Mestre – Venezia (14 km, 23 fermate, tempo di percorrenza 39 minuti, velocità commerciale 21 km/h) e T2 Mestre – Marghera (6 km, 14 fermate, tempo di percorrenza 23 minuti, velocità commerciale 15 km/h). La cadenza di entrambe le linee è di 10 minuti nei giorni feriali e 15 minuti nei giorni festivi; la linea T1 circola tra le 6 e le 24 mentre la linea T2 tra le 6 e le 22. L'esercizio feriale richiede l'impiego di 15 tram (9 in linea T1 e 6 in linea T2) mentre altri 5 sono disponibili per riserva o in manutenzione.       Il fulcro della nuova rete è la stazione di Mestre Centro, nodo di interscambio tra le due linee tranviarie. Per il terminal della stazione di piazzale Roma di Venezia è stata costruita un pensilina molto allungata a forma di parallelepipedo nero, che secondo il progetto ricorda una grande T iniziale di Tram.      

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