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29 set 2020

A14: nuovo sopralluogo del Mit sul viadotto del Cerrano

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Nuovo sopralluogo del ministero delle infrastrutture e trasporti sull’autostrada A 14 per verificare l'avanzamento dei lavori di messa in sicurezza sismica e la stabilizzazione del pendio franoso del viadotto Cerrano. La direzione tecnica del Mit in collaborazione con l’università di Chieti questa mattina ha potuto constatare la validità degli interventi fino ad oggi realizzati e resi necessari, nei mesi scorsi, per contenere quei movimenti franosi che minacciavano  la stabilità della struttura e la sicurezza della circolazione. Oggi circa l'80 per cento delle trincee drenanti risulta completato cosi come sono state realizzate 48 barre antifislamento, interventi questi volti a migliorare la risposta sismica della struttura.

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27 set 2020

MILANO | Con il Recovery Fund arrivano i progetti sul prolungamento delle linee metropolitane

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Valgono quasi 4 miliardi 500 milioni di euro i 34 progetti che la Città metropolitana di Milano ha consegnato ad Anci, la quale, come da accordo presso con le città metropolitane, li presenterà al Governo per l’accesso ai fondi europei del Recovery Fund. La parte più rilevante, oltre due miliardi e cinquecento milioni, riguarda le infrastrutture per la mobilità, e questo perché in territorio ad alta mobilità come quello milanese si deve, da una parte favorire la mobilità dall’altra guidare una transizione verso la sostenibilità ambientale, che tradotto vuol dire potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità dolce. Ecco allora i progetti sul prolungamento delle linee metropolitane a Paullo (M3), a Trezzo sull’Adda (M2), a Segrate (M4); la riqualificazione delle fermate delle linee RFI di Opera e di Poasco; il potenziamento delle piste ciclabili. Altri interventi riguardano la riqualificazione della viabilità metropolitana con tutta una serie di interventi per quasi 140 milioni sulle strade.

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26 set 2020

FIRENZE | Approvato lo studio di fattibilità della tranviaria T2 da Peretola al centro di Sesto Fiorentino

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La Giunta comunale di Sesto Fiorentino ha approvato lo studio di fattibilità del progetto che estenderà la linea tranviaria T2 fino al centro della città. Secondo la proposta, che sarà acquisita dalla cabina di regia metropolitana per le successive fasi di progettazione, da Peretola il tram procederà verso nord, parallelamente a viale XI Agosto, per poi svoltare sinistra verso la stazione di Firenze Castello, avanzando a fianco della ferrovia e della viabilità esistente. La prima fermata nel territorio comunale sestese sarà in via Pasolini, all’incrocio con via Bruschi; a quel punto i binari svolteranno e faranno il loro ingresso nell’area del Polo Scientifico, all’interno della quale sono previste due fermate, una nella zona del CNR e una in prossimità dei plessi didattici più vicini a via dell’Osmannoro. Il percorso vedrà quindi una decisa inversione a U per raggiungere con una terza fermata il CUS e il nuovo Liceo Scientifico. A quel punto inizierà la risalita verso il centro di Sesto lungo viale dei Mille, toccando la stazione della Zambra per poi girare a sinistra in via Giusti, con ulteriori fermate a servizio dell’IISS Calamandrei e del Liceo Artistico. Il capolinea si andrà infine ad attestare in piazza del Mercato. Secondo lo studio di fattibilità, commissionato dal Comune di Sesto Fiorentino, il prolungamento del tracciato verso il centro farà crescere la fruizione della linea del 7%, con un miglioramento in termini di sostenibilità economica, di impatto ambientale e vivibilità. L’avvio dei lavori per questo nuovo tratto tranviario sarà immediatamente successivo all’estensione fino al Polo, la cui ultimazione è prevista per il 2025. “Si tratta di un progetto molto importante per il futuro della nostra città - afferma il sindaco Lorenzo Falchi -Negli ultimi mesi abbiamo lavorato con gli altri Enti e con la cabina di regia per estendere la linea fino al Polo Scientifico, prima, e poi, su nostra richiesta, fino a viale dei Mille. Con questo progetto ci spingiamo oltre, portando il tram nel cuore di Sesto, ridefinendo la viabilità e, soprattutto, gettando le basi per ridisegnare tutto il centro cittadino. Oltre a questo, andremo a collegare tutte le nostre scuole superiori e il Polo scientifico con un servizio efficiente e puntuale”. “Al contempo - prosegue - non smettiamo di lavorare con Regione e Città Metropolitana per sviluppare e potenziare i collegamenti ferroviari lungo l’asse Firenze-Pistoia, con l’obiettivo di realizzare una vera e propria metropolitana di superficie. Insieme al grande investimento sulla ciclabilità, stiamo realizzando la mobilità del futuro, flessibile, multimodale e capace di collegare un’area metropolitana sempre più pluricentrica”.

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25 set 2020

Oltre 600mila euro per le Ciclovie turistiche del Reno e Bologna-Prato

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La Città metropolitana di Bologna destinerà oltre 600 mila euro derivanti dagli oneri di attività estrattive a interventi di valorizzazione ambientale e paesistica di sistemi territoriali delle aree perifluviali che ne hanno storicamente subito l’impatto. In quest’ottica è stato chiesto ai Comuni di candidare progetti coerenti con gli strumenti di pianificazione vigenti (Piano Territoriale di coordinamento provinciale-PTCP e Piano Urbano della Mobilità Sostenibile-PUMS). Sono due i progetti selezionati che hanno ottenuto, dalla Giunta metropolitana guidata dal sindaco Virginio Merola, il via libera alla compartecipazione al finanziamento da parte della Città metropolitana: la Ciclovia del Reno e la Ciclovia Bologna-Prato - Via della Lana – Val di Setta. Per la selezione sono stati seguiti i criteri condivisi con i Sindaci in Ufficio di Presidenza della Conferenza metropolitana, privilegiando lo stato di avanzamento della progettazione, l’estensione e la continuità dell’intervento, l’integrazione con assi esistenti o di progetto, un’equa distribuzione territoriale nell’area metropolitana e il carattere sovracomunale dell’intervento proposto da una Unione di Comuni o da Comuni in forma associata. Nel dettaglio: Ciclovia del Reno (cofinanziamento di 348.758,98 euro): proposta presentata dall’Unione Reno Galliera con la compartecipazione dei Comuni di Sala Bolognese, Calderara di Reno e Cento (FE). La Ciclovia del Reno è prevista nella rete cicloturistica metropolitana dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Il progetto tecnico è già stato approvato e prevede un’estensione di 41 km che attraversano 8 Comuni, dalla frazione di Trebbo di Reno (Comune di Castel Maggiore, proprio nei pressi dell’area di cava) fino a San Venanzio di Galliera. Il tracciato si inserisce nel più ampio collegamento ciclabile costituito dall’intero Fiume Reno. Si collega con la Ciclovia del Sole e la Ciclovia del Navile (rango internazionale e nazionale) e con le Ciclovie Samoggia, Savena-Idice e Antiche Paludi (rango metropolitano) tutte pianificate nel PUMS. Il costo complessivo dell’opera è di 1.633.000 euro e grazie a questo cofinanziamento della Città metropolitana si prevede di realizzare l’intero progetto. Ciclovia Bologna-Prato - Via della Lana – Val di Setta (cofinanziamento di 280.000 euro) proposta presentata da Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese e Comune di Sasso Marconi. La  Ciclovia della Lana, già prevista dal PUMS nella rete cicloturistica metropolitana, che si sviluppa lungo la valle del fiume Setta dal centro del Comune di Sasso Marconi a quello di Camugnano, coinvolgendo 7 comuni. Lo studio di prefattibilità prevede un’estensione complessiva della Ciclovia di 46 Km. Oggetto della proposta è la realizzazione del Tratto A che va dall’intersezione con la Ciclovia del Sole (Ponte Albano) a Sasso Marconi al ponte sul Setta di Sirano (località Strano) per una lunghezza di circa 3,7 Km. Il costo complessivo è di circa 6.200.000 euro.

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24 set 2020

Nuova trasversale ferroviaria alpina, al via i lavori presso le gallerie di Paradiso e di San Martino

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Da domenica 27 settembre a lunedì 7 dicembre 2020 sono previsti importanti lavori presso le gallerie di Paradiso e di San Martino, nell’ambito del progetto di adeguamento al Corridoio di 4 metri. I lavori alle gallerie, situate tra la fermata di Lugano-Paradiso e quella di Melide, avranno ripercussioni sul traffico ferroviario a causa della soppressione di alcuni collegamenti notturni TILO. Da sabato 3 a lunedì 5 ottobre 2020 la linea sarà completamente chiusa. Nell’ambito del completamento della Nuova trasversale ferroviaria alpina (NTFA), i lavori di adeguamento al Corridoio di 4 metri delle gallerie di Paradiso e di San Martino proseguono a pieno ritmo e si concentrano ora sulla posa del secondo binario. L’attuale stato di queste due gallerie a doppio binario, in esercizio dal 1874, non consente infatti ai convogli merci di trasportare container con un’altezza agli angoli fino a 4 metri. Per questo motivo è necessario ampliare il profilo, oltre che rinnovare l’infrastruttura ferroviaria e la struttura vetusta delle due gallerie. Queste sono le ultime a sud delle Alpi a dover essere adattate per il completamento del «Corridoio 4 metri», che entrerà in esercizio con il cambio orario di dicembre 2020 e di cui fanno parte anche le gallerie di base del San Gottardo e del Monte Ceneri. L’obiettivo della messa in esercizio delle gallerie di Paradiso e di San Martino a fine novembre 2020 resta invariato, malgrado le difficoltà e i rallentamenti causati al progetto dalla pandemia di coronavirus. Sbarramenti totali della linea indispensabili al completamento dei lavori. Per completare i lavori in tempo utile sono necessari alcuni sbarramenti totali della linea tra Lugano-Paradiso e Melide. Da domenica 27 settembre alle 24.00 a lunedì 28 settembre alle 05.00 alcuni collegamenti vengono sostituiti da un servizio di bus. Durante i periodi indicati i bus circolano dalla stazione FFS di Lugano fino alla fermata di Melide e comportano tempi di percorrenza più lunghi. Dalle 20.00 di sabato 3 ottobre alle 05.00 di lunedì 5 ottobre tutti i treni saranno soppressi e sostituiti da un servizio di bus. L’ultimo sbarramento, legato alla rimozione di uno scambio provvisorio ma con la galleria già operativa, è previsto dalle 23.00 di domenica 6 dicembre alle 05.00 di lunedì 7 dicembre. Lista completa degli sbarramenti. Da domenica 27 settembre alle 24:00 a lunedì 28 settembre alle 05:00 Da lunedì 28 settembre alle 24:00 a martedì 29 settembre alle 05:00 Da sabato 3 ottobre alle 20:00 a lunedì 5 ottobre alle 05:00 Da venerdì 9 ottobre alle 23:00 a sabato 10 ottobre alle 05:00 Da sabato 10 ottobre alle 23:00 a domenica 11 ottobre alle 05:00 Da domenica 11 ottobre alle 23:00 a lunedì 12 ottobre alle 05:00 Da lunedì 12 ottobre alle 23:00 a martedì 13 ottobre 05:00 Da domenica 18 ottobre alle 23:00 a lunedì 19 ottobre alle 05:00 Da sabato 31 ottobre alle 24:00 a domenica 1° novembre alle 05:00 Da domenica 1° novembre alle 24:00 a lunedì 2 novembre alle 05:00 Da venerdì 6 novembre alle 23:00 a sabato 7 novembre alle 05:00 Da sabato 7 novembre alle 23:00 a domenica 8 novembre alle 05:00 Da domenica 8 novembre alle 23:00 a lunedì 9 novembre alle 05:00 Da venerdì 13 novembre alle 23:00 a sabato 14 novembre alle 05:00 Da sabato 14 novembre alle 23:00 a domenica 15 novembre alle 05:00 Da domenica 15 novembre alle 23:00 a lunedì 16 novembre alle 05:00 Da venerdì 20 novembre alle 24:00 a sabato 21 novembre alle 05:00 Da sabato 21 novembre alle 24:00 a domenica 22 novembre alle 05:00 Da domenica 22 novembre alle 24:00 a lunedì 23 novembre alle 05:00 Da domenica 29 novembre alle 20:00 a lunedì 30 novembre alle 05:00 Da domenica 6 dicembre alle 23:00 a lunedì 7 dicembre alle 05:00 Durante il periodo indicato le FFS invitano a consultare l’orario online prima di mettersi in viaggio. In alternativa si prega di contattare il numero 0800 007 102 (CHF 0.08/min. da rete fissa svizzera) oppure 0041 512 257 844 (dall’estero). Per i viaggiatori diversamente abili, che necessitano di assistenza per la salita e discesa dai treni, è importante contattare il numero gratuito 0800 007 102 (dalla Svizzera) o il numero +41 512 257 844 (dall'estero). Sui bus sostitutivi non è possibile il trasporto di biciclette.

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24 set 2020

Terzo Valico dei Giovi, completata oltre la metà degli scavi sulla linea Alta Velocità Genova-Milano

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Doppio breakthrough sulla linea ad alta velocità/alta capacità Terzo Valico dei Giovi tra Genova-Milano, opera realizzata dal Gruppo Webuild per potenziare i collegamenti del sistema portuale ligure con le principali linee ferroviarie del Nord Italia e con il resto d’Europa. I lavori riguardano gli scavi delle due opere in sotterraneo più importanti della nuova linea: la Galleria di Valico, che sarà la galleria ferroviaria più lunga in Italia e la Galleria di Serravalle. Milestone significative che sono state celebrate oggi nel comune di Serravalle Scrivia (AL), alla presenza della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, del commissario straordinario del Progetto Unico Terzo Valico dei Giovi e Nodo di Genova, Calogero Mauceri, dell’Amministratore Delegato Webuild, Pietro Salini, dell’Amministratore Delegato e Direttore Centrale di Ferrovie dello Stato, Gianfranco Battisti, e dell’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile. “Siamo qui oggi con orgoglio per un doppio abbattimento e l'apertura di queste due gallerie è il simbolo della competenza straordinaria di tante persone, che ringrazio per l'enorme lavoro che hanno fatto - ha dichiarato Salini -. Abbiamo molte famiglie preoccupate per il loro futuro e per far fronte a questa emergenza il Governo deve dare risposte concrete per far ripartire il lavoro e rilanciare le opere pubbliche. Solo così potremo dare al nostro Paese infrastrutture strategiche come sarà il Terzo Valico per il Nord Italia”, ha concluso Salini. Il doppio abbattimento permette ora il collegamento diretto di tutti i cantieri operativi per una tratta di circa 17 km. Il primo breakthrough di oggi, con metodo di scavo in tradizionale, riguarda la Galleria di Valico ed è anche il primo di altri che coinvolgeranno questo tunnel lungo 27 km, che si distingue per complessità realizzativa e per le dimensioni del Camerone di Valico Nord, una cattedrale sotterranea di ben 540 mq, larga 30 e alta 22 metri. Il secondo breakthrough riguarda invece il binario pari della Galleria di Serravalle, lunga in totale quasi 7 km e di cui circa 6,4 km scavati dalla TBM “Giovanna”, un macchinario complesso lungo 115 metri con un diametro di quasi 10 m. I lavori hanno attraversato contesti complessi come l’Outlet di Serravalle e la linea ferroviaria storica Genova-Torino, richiedendo l’adozione di sistemi di monitoraggio innovativi sia in superficie che in galleria. La ferrovia del Terzo Valico, lunga 53 km, una volta a regime assicurerà il collegamento tra Genova e Milano in 50 minuti (rispetto a 1h e 39 minuti attuali) e si inserisce nel corridoio Reno-Alpi, uno degli assi della rete strategica transeuropea di trasporto (TEN-T core network). Oltre alla costruzione del tracciato principale ad alta velocità, il progetto prevede la costruzione di 4 interconnessioni tra Voltri, Genova Parco Campasso, Novi Ligure e Tortona, che permetteranno di collegare la nuova linea con quelle già esistenti. Il Gruppo, nell’ambito del contratto unico per un valore complessivo di circa 6,9 miliardi di euro, è al lavoro anche sul Nodo ferroviario di Genova: un progetto strategico che a luglio è stato annesso al progetto del Terzo Valico. Il Gruppo è all'opera anche su altri progetti che riguardano la  rete TEN-T, come la linea ferroviaria ad alta velocità ed alta capacità (AV/AC) Verona-Padova, nella tratta Verona – Bivio di Vicenza, la linea ferroviaria ad alta velocità Napoli-Bari, nella tratta Apice-Hirpinia e in quella tra Napoli e Cancello e la linea ferroviaria Bicocca-Catenanuova, progetto per il raddoppio di una sezione della tratta ferroviaria sulla linea Palermo-Catania.

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24 set 2020

TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di settembre della tratta Brescia Est – Verona

di Fabio Nicolosi

Ci siamo presi qualche settimana di vacanza e rispetto all'aggiornamento di agosto vi mostriamo le interessanti novità che abbiamo potuto osservare dai cantieri dell'alta velocità Milano - Verona. Ringraziamo sempre chi ci ha inviato queste immagini. Nel cantiere di Lonato Ovest prosegue l'assemblaggio della TBM "Martina" La talpa è stata già introdotta nei primi metri del tunnel per permettere l'assemblaggio dei vari carri che costituiscono il grosso serpentone. E' stato inoltre messo in opera il nastro trasportatore che trasporterà lo smarino estratto dallo scavo della galleria direttamente sopra il cantiere per decantare ed essere successivamente portato nelle apposite aree individuate da progetto I lavori per la realizzazione del nuovo cavalcavia che sostituirà quello esistente (immagini nel video) sono avanzati lato mare dove sono state già realizzate le due pile. Adesso si stanno scoprendo le teste dei pali per le pile lato monte da cui verranno eretti i piloni, completando di fatto gli appoggi per la struttura. Poco distante dal cantiere di Lonato, vi è il cantiere di Calcinato dove è in via di realizzazione uno dei nuovi cavalcavia. L'unica differenza rispetto al precedente aggiornamento é la realizzazione della rampa di accesso lato mare al nuovo impalcato. Ci spostiamo nel cantiere di Lonato Est dove terminerà la galleria scavata con la TBM e dove sono in corso le attività di realizzazione della fossa di uscita. Da qui la talpa sarà smontata e spostata nuovamente nel cantiere di Lonato Ovest dove scaverà la seconda canna del tunnel. L'area a valle della nuova viabilità vede notevoli progressi. Sono infatti terminati parzialmente i lavori di realizzazione dei pali di fondazione e con l'ausilio di due escavatori si sta iniziando a scavare il proseguo della lunga fossa di estrazione della talpa. Lungo l'A4 nella zona di Castelnuovo del Garda proseguono le opere civili. Si procede spediti con la realizzazione del nuovo solettone che va avanzando progressivamente verso Verona. Le opere civili lungo l'A4, stanno progressivamente aumentando. Nel precedente aggiornamento vi avevamo citato di cantieri nei pressi dello svincolo di Peschiera. Ecco qualche scatto che testimonia le aree ormai sbancate e che presto vedranno in azione delle gru per la messa in opere di palancole o pareti combinate. Giunti al cantiere nei pressi di Tagliaferro, possiamo notare dove sia stata realizzata l'area da cui si inizierà a predisporre il cassero per la galleria. Il cassero non sappiamo se è stato noleggiato o acquistato, ma come leggibile appartiene alla Tunnelservice Ricordiamo che questa sarà  l'uscita dell'ultima galleria che poterà la ferrovia in superficie fino a ricollegarsi con la linea attualmente in esercizio nei pressi di Verona Vi lasciamo con un breve video riepilogativo: Ti potrebbero interessare anche: TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Agosto della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Luglio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Giugno della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Maggio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Febbraio della tratta Brescia Est – Verona Per rimanere sempre in contatto con Mobilita.org i nostri canali:  Sito internet: http://mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/mobilita.org/  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita_org/  Twitter: https://twitter.com/mobilita_org  Canale Telegram: https://t.me/mobilita

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23 set 2020

Recovery Fund, De Micheli: “il piano strategico dell’intermodalità del ferro con porti e aeroporti in 8 anni”

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La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione presso le Commissioni riunite VIII Ambiente e IX Trasporti della Camera dei Deputati sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, ha evidenziato che il piano strategico dell'intermodalità del ferro con porti e aeroporti, grazie al Recovery Fund, potrà essere realizzato non in 15 ma in 8 anni, che è anche il tempo nel quale saranno completati i corridoi ferroviari che collegano l'Italia al Nord Europa. La ministra ha poi ricordato il  'Piano Italia veloce', il cuore delle proposte per il Recovery fund che permetterà, entro il 2030 all’80% degli italiani, di essere in grado di raggiungere in meno di un’ora dal luogo di residenza una infrastruttura ferroviaria "Per questo "un minuto dopo che sarà approvato daremo alle Regioni il piano dei cantieri che si aprono. Altrimenti i soldi restano sulla carta", ha affermato la ministra. Per la Tav Torino-Lione  la ministra ha ribadito che “non abbiamo nominato il commissario perché non c’è bisogno. La Tav sta andando avanti. Diverso è il discorso sulle attività di supporto – ha aggiunto – dove ci vuole un coordinamento”. Tra gli obiettivi indicati dal Mit nel Pnrr c'è inoltre l'innovazione digitale nei trasporti.  

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23 set 2020

BOLOGNA | Al via la realizzazione della Bicipolitana per collegare i comuni dell’hinterland

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La realizzazione della Bicipolitana bolognese entra nel vivo. Stanno infatti per partire i cantieri per collegare Bologna ai 12 comuni dell’hinterland (Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo, Ozzano, Pianoro, Sala Bolognese, San Lazzaro di Savena, Sasso Marconi, Zola Predosa) attraverso ciclabili di transizione che permetteranno ai cittadini di spostarsi su due ruote per motivi di lavoro, studio o svago tra il capoluogo e la prima cintura e viceversa. Il progetto è stato illustrato a palazzo Malvezzi martedì 22 settembre. Il primo cantiere partirà il 15 ottobre a San Lazzaro di Savena, poi a novembre a Granarolo e a seguire negli altri 10 comuni fino alla primavera quando verranno conclusi tutti i cantieri. Grazie alla realizzazione di queste nuove connessioni (19,6 km in tutto per 900mila euro di investimento suddiviso tra Città metropolitana e Comuni) le direttrici principali della Bicipolitana bolognese saranno così pedalabili in continuità per circa 130 km: 9,4 km dal confine Ozzano-San Lazzaro alla tangenziale delle bici di Bologna, 8 Km da Casalecchio a Bologna, 10 km da Granarolo a Bologna, 6,2 km da Anzola dell’Emilia a Bologna, 13 km da Calderara di Reno a Bologna, 13 km da Zola (Ponte Ronca) a Bologna ecc. mentre per le linee 2 (Bologna-Crevalcore) e 6 (Bologna-Galliera) i km percorribili in continuità dal capoluogo saranno ben di più, rispettivamente 23 e 29,5, perché a breve verranno aperte la Ciclovia del Sole sulla linea 2 e la Grande Ciclabile Reno Galliera sulla 6 (l’elenco completo degli interventi nelle slide allegate). Dei 19,6 km di nuove connessioni, 14,7 km saranno di ciclabili in banchina, corsia o pista, mentre altri 4,9 km in promiscuo. Le rotatorie interessate da interventi saranno 5, gli attraversamenti ciclabili 52 e le case avanzate che verranno realizzate 23. Per rafforzare questo progetto dal 1 ottobre verrà istituito a Palazzo Malvezzi l'ufficio metropolitano bici. Cos’è la Bicipolitana bolognese. E’ la rete ciclabile metropolitana (presentata il 29 aprile 2020) che a partire da Bologna connetterà tutti i principali centri abitati, poli produttivi e funzionali del territorio metropolitano. Si estenderà per quasi 1.000 km di cui 493 km (145 già esistenti) sulle principali direttrici di spostamento (vedi mappa allegata). Il progetto di rete ciclabile metropolitana era già previsto dal PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Bologna metropolitano approvato il 27 novembre 2019) e la sua realizzazione era prevista entro il 2030. Tuttavia l’emergenza sanitaria legata al Covid e la forte richiesta di mobilità ciclabile ha spinto Città metropolitana e Comune di Bologna ad accelerarne la realizzazione grazie anche a risorse dedicate dal Governo in questa fase di emergenza sanitaria. La rete portante della Bicipolitana è composta da queste 10 direttrici principali, 2 territoriali nell’imolese e 4 trasversali oltre alle tangenziali di Bologna: Via Emilia Crevalcore-Porretta Bologna-Bazzano Bologna-Parco Città campagna Bologna-Trebbo Bologna-Galliera Bologna-Malalbergo Bologna-Minerbio-Baricella Bologna-Budrio-Molinella Bologna-Pianoro Imola-Sasso Morelli-Casalfiumanese Mordano-Imola-Castel del Rio T1 Sant'Agata Bolognese-Castenaso T2 Castel Maggiore-Medicina T3 Castello D'Argile-Minerbio T4 Crevalcore-Molinella Tangenziale interna di Bologna Tangenziale esterna di Bologna

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21 set 2020

Tante nuove rastrelliere portabici nel comune di Milano

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Da alcuni anni il Comune di Milano, in linea con la tendenza delle altre grandi città europee, sta lavorando per rendere la città più verde. Sono stati portati a termine diversi progetti di svilupposostenibile e sembra che quest’anno la pandemia di Covid-19 abbia dato un’ulteriore spinta ai progetti urbanistici per rendere Milano una città sempre più green. Molte proposte sono volte a promuovere una mobilità sostenibile, e hanno lo scopo di spingere i cittadini ad abbandonare le auto e preferire gli spostamenti in bicicletta oppure utilizzare altri mezzi meno inquinanti. Per farlo, il Comune ha predisposto un piano per realizzare oltre 35 chilometri di nuove piste ciclabili entro la fine dell’anno e ha lanciato un progetto di arredo urbano che consente ai privati di installare rastrelliere per biciclette sul suolo pubblico.   Il Progetto Strade Aperte   Milano è una delle città più inquinate d’Europa, e la necessità di distanziamento sociale rischia di peggiorare ulteriormente la situazione. I posti sui trasporti pubblici sono stati limitati per garantire le distanze necessarie a evitare la diffusione del virus. Inoltre molte persone preferiscono evitare di trascorrere molto tempo in uno spazio chiuso e affollato come un autobus. Per questo motivo, si prevede che molte inizieranno a preferire gli spostamenti in automobile. Un aumento delle auto in circolazione sulle strade di Milano potrebbe causare due principali effetti negativi: l'aumento del traffico con conseguenti ingorghi stradali e un aumento delle emissioni di Co2. Per indurre gli abitanti a scegliere di spostarsi per la città in modo più ecosostenibile, il Comune di Milano ha avviato un progetto per ampliare la rete ciclabile della città, aggiungendo 35 chilometri di tratti riservati alle biciclette ai 220 chilometri preesistenti. I lavori sono iniziati a maggio e si prevede che l’ampliamento della rete ciclabile sarà terminato entro la fine del 2020. Il progetto Strade Aperte prevede interventi a basso costo e punta a modificare tratti stradali già esistenti per mezzo della segnaletica stradale oltre a istituire nuove Zone 30 e zone prioritarie per pedoni e biciclette. Il progetto Strade Aperte darà un’ulteriore spinta al processo di rigenerazione urbana, incentivando gli spostamenti sostenibili, contenendo il numero di auto in circolazione e limitando il rischio di un aumento dell’inquinamento atmosferico. Tuttavia creare nuovi percorsi ciclabili non è sufficiente per spingere i cittadini a preferire la bicicletta all’auto. È necessario assicurarsi anche che chi sceglie la bicicletta abbia a disposizione tutti i servizi di cui potrebbe avere bisogno, come ad esempio i parcheggi. La mancanza di un numero sufficiente di infrastrutture stradali e rastrelliere per biciclette vengono spesso citati tra i principali ostacoli all’utilizzo delle biciclette nelle aree urbane.   Nuove rastrelliere per bicicletta a Milano: una partnership tra pubblico e privati   Per incentivare una mobilità più sostenibile a Milano è stata data la possibilità ai privati di fare richiesta per poter installare sul suolo comunale rastrelliere per biciclette a uso pubblico. Le nuove rastrelliere dovranno essere a uso pubblico e gratuito, in questo modo ci si aspetta che i cittadini siano incentivati a scegliere la bicicletta al posto dell’auto. Le nuove rastrelliere potranno essere installate su:   Aree demaniali Aree appartenenti al patrimonio indisponibile del Comune Aree private soggette a servitù di pubblico passaggio   Ovviamente, prima di procedere all’installazione di nuovi porta biciclette è necessario richiedere (e ottenere) una concessione di occupazione del suolo pubblico a carattere permanente. Il rinnovo della concessione avverrà poi in modo automatico ogni anno. Sono stati inoltre individuati alcuni obblighi per i privati che decideranno di sfruttare questa possibilità. In particolare il richiedente che abbia ricevuto la concessione dovrà farsi carico di: Manutenzione ordinaria e straordinaria dei porta biciclette e della loro segnaletica durante l’intera durata della concessione Eventuale sostituzione di elementi danneggiati o usurati Eventuale rimozione dei porta bicicletta e apposita segnaletica per ragioni di interesse pubblico Per fare richiesta di concessione il privato dovrà prevedere alcuni costi, tra cui due marche da bollo del valore di 16,00 € (una per la presentazione della domanda e una per il ritiro della concessione), 25,00 € per le spese istruttorie e un eventuale deposito cauzionale (quando richiesto) il cui importo minimo ammonta a 500,00 €. Ulteriori dettagli riguardo all’iniziativa possono essere trovati sul sito ufficiale del Comune di Milano. Tra i primi ad accogliere con entusiasmo questa iniziativa è stata la catena di parrucchieri L’Italiano che ha da poco inaugurato quattro rastrelliere per biciclette tra piazza Cincinnato, via Felice Casati e viale Campania, fornendo 20 nuovi parcheggi in corrispondenza dei propri negozi.   Abbiamo bisogno di città più bike friendly   Un documento del Parlamento Europeo riguardo alla promozione dell’uso della bicicletta nei paesi dell’Unione considera che nonostante la mobilità svolga un ruolo molto importante nella crescita socioeconomica delle aree urbane, essa deve essere considerata alla luce degli impatti negativi che ha generato negli ultimi vent’anni. È risaputo che le emissioni di Co2 delle automobili e altri veicoli contribuiscono in grande misura a rendere l’aria delle città più inquinata, peggiorando di conseguenza la situazione climatica già preoccupante. Le amministrazioni comunali sono oggi chiamate a lavorare per rendere le proprie città adatte ad una mobilità più sostenibile. Promuovere una mobilità più sostenibile è importante non solo per diminuire le emissioni ma anche per migliorare la qualità della vita e la salute degli abitanti delle città. La diminuzione del traffico contribuisce a diminuire lo stress quotidiano e pedalare per andare al lavoro o a scuola aiuta a mantenersi in forma e essere più freschi e concentrati nelle ore successive. Insomma, rendere le città bike friendly realizzando nuovi tratti di piste ciclabili e installando nuove rastrelliere per bicicletta può solo giovare alla qualità della vita in città. Iniziative come Strade Aperte e la possibilità di installare nuove rastrelliere sul suolo pubblico sono in grado di accontentare tutti: i cittadini, che possono facilmente trovare un parcheggio per la propria bicicletta, il Comune, che fa un ulteriore passo avanti verso la diminuzione delle emissioni, e i privati, che in questo modo sono in grado di offrire un ulteriore servizio ai propri clienti.  

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