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13 dic 2018

VENEZIA | Approvato il progetto di protezione del Canale Malamocco-Marghera

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La Commissione per la Salvaguardia di Venezia ha approvato il progetto di “Protezione del Canale Malamocco-Marghera” promosso dall’Autorità di Sistema Portuale con un paio di prescrizioni relative alla forma delle palancole, che dovranno minimizzare il ritorno dell’onda, e alla velocità delle navi, che dovrà mantenersi al di sotto del limite che stabilirà la Capitaneria di Porto di Venezia mediante apposita ordinanza ai fini della sicurezza della navigazione, per tutta la durata dei lavori. Il presidente dell’ AdSP del Mare Adriatico Settentrionale Pino Musolino dichiara: “Non solo l’Autorità di Sistema Portuale ma, sono certo, l’intera comunità portuale accoglie con soddisfazione la decisione della Commissione per la Salvaguardia di Venezia che dà il via libera ai lavori di manutenzione del Canale Malamocco-Marghera. La scelta della Commissione riconosce così l’efficacia tecnica di un progetto sviluppato sfruttando modalità d’intervento sostenibili, in linea con quanto previsto dalla legislazione relativa alla laguna di Venezia. Un progetto che, mantenendo adeguati livelli di salvaguardia dell’eco-sistema lagunare raggiunge anche l’obiettivo della salvaguardia della portualità, e di conseguenza rafforza la sostenibilità culturale, sociale ed economica di Venezia. Poter finalmente garantire pienamente l’accessibilità nautica del porto, così come previsto dal Piano Regolatore Portuale, consente al nostro scalo di mantenere standard competitivi adeguati alle sfide imposte dal mercato, a beneficio di tutte le attività insediate, e di interpretare al meglio il ruolo, che gli è proprio, di motore economico della nostra regione e di porta d’accesso ai mercati internazionali per i distretti produttivi veneti. Sarà ovviamente cura dell’Autorità di Sistema Portuale dare seguito alle prescrizioni emerse dalla Commissione di Salvaguardia”.

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13 dic 2018

AEROPORTO VENEZIA | Lunedi presentazione progetto ampliamento terminal passeggeri

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Lunedì prossimo verrà presentata alla Sala del cerimoniale presso la Darsena il progetto del nuovo ampliamento del terminal passeggeri dell’aeroporto di Venezia.  Il progetto, individuato nel Master Plan aeroportuale 2021, risponde ad un programma di ampliamento per fasi del Terminal di oltre 100.000 mq per rispondere alla richieste più complesse dal punto di vista funzionale, architettonico e costruttivo, in area land side e air side, per la gestione degli oltre 15 milioni di passeggeri all’anno previsti negli anni futuri. La prima fase di costruzione denominata Lotto 1, con un’estensione di 11.000 mq, è ormai completata ed è costituita da una nuova galleria vetrata lunga 280 metri, che sfrutta perfettamente lo spazio interstiziale e  sarà direttamente collegata, attraverso il nuovo Moving Walkway, con la darsena dove si attestano i trasporti acquei per Venezia. La seconda fase denominata Lotto 2 prevede un nuovo ampliamento attraverso due corpi a nord e a sud del terminal attuale, soluzione che permette di conservare l’immagine architettonica ormai consolidata dell’intero complesso. L’ampliamento a nord sarà destinato alla nuova area per i varchi di sicurezza e ai passeggeri, mentre le aree a sud saranno principalmente destinate ai passeggeri extra-Schengen. Inoltre i nuovi corpi verranno dotati di nuovi pontili di accesso agli aeromobili. I due lotti porteranno complessivamente all’ampliamento della superficie del terminal passeggeri, di oltre 90.000mq.

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12 dic 2018

Pendolaria 2018, Legambiente: ecco le vere opere incompiute

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Altro che autostrade pedemontane e Tav, le vere incompiute italiane sono 26 opere, bloccate e senza risorse, che aiuterebbero invece a migliorare la vita dei pendolari. Linee di metropolitane e tram e collegamenti ferroviari di cui potrebbero beneficiare oltre12milioni di persone se si investisse in una cura del ferro nelle città italiane, in particolare al Sud dove i ritardi sono enormi, e su linee dove da anni si promettono miglioramenti per il trasporto delle persone e delle merci. Come ogni anno, all’entrata in vigore dell’orario invernale, Legambiente presenta una prima analisi della situazione del trasporto ferroviario regionale nel nostro Paese. L’obiettivo è di sottolineare l’importanza e l’urgenza di migliorare il trasporto pubblico su ferro, offrendo un’alternativa più competitiva, economica e sostenibile all’automobile. Il dossier si concentra sugli investimenti infrastrutturali su cui nei prossimi anni il nostro Paese ha scelto di impegnarsi; e, purtroppo, le risorse mancano proprio per le opere più urgenti e importanti per i pendolari. Il secondo punto analizzato da Legambiente riguarda i tagli al servizio ferroviario regionale - da cui si evidenzia che dal 2010 a oggi il numero di treni regionali in circolazione è sceso del 4,7% - accompagnati in quasi tutte le Regioni da un aumento delle tariffe. La terza questione evidenziata è l’età dei treni in circolazione - circa 16 anni - rispetto a cui si può finalmente parlare di buone notizie, ma anche di grandi differenze tra le Regioni, con il Sud che rimane indietro. Per i pendolari, sulle 10 linee peggiori d’Italia nulla è cambiato. Non c’è nessuna buona notizia da trasmettere rispetto alla situazione che vivono coloro che ogni giorno prendono i treni sulle tratte ferroviarie Roma-Lido, Circumvesuviana, Reggio Calabria-Taranto, Verona-Rovigo, Brescia-Casalmaggiore-Parma, Agrigento-Palermo, Settimo Torinese-Pont Canavese, Campobasso-Roma, Genova-Savona-Ventimiglia e Bari-Corato-Barletta. Stesse linee, stessi treni, stessi disagi, a testimoniare la scarsa qualità del servizio che accomuna diverse aree del Paese, che la campagna Pendolaria di Legambiente continua a denunciare. “Quando si parla di incompiute in Italia - commenta il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini -  ci si concentra sempre sulle grandi opere, senza considerare quelle da realizzare dove, in realtà, si trova larga parte della domanda di trasporto. Nelle aree urbane vive il 42% della popolazione nazionale, ed è qui che sono i maggiori ritardi infrastrutturali rispetto al resto d’Europa, e soprattutto congestione del traffico e inquinamento. Dal 2002 a oggi - prosegue Zanchini - i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade. Queste priorità vanno cambiate altrimenti sarà impossibile dare una speranza ai pendolari. Per questo chiediamo che le 26 opere prioritarie per i pendolari, oggi ferme e senza risorse sufficienti, diventino la priorità di investimento dei prossimi anni. Va inoltre potenziato il numero di treni in circolazione, in particolare nelle città e al Sud, per dare un’alternativa rispetto all’auto ogni giorno a milioni di persone. Il governo del cambiamento si impegni in questa direzione a partire dalla legge di Bilancio, dove purtroppo non ci sono le novità che i pendolari attendevano”. Le 26 opere incompiute che secondo Legambiente devono diventare la priorità di intervento nei prossimi anni, nelle città e nei territori italiani, sono linee di metropolitane e tram indispensabili a recuperare i problemi di congestione del traffico a Roma, Torino, Bologna, Palermo, Cagliari. Linee ferroviarie al Sud che versano in uno stato di degrado senza speranza dalla Calabria alla Sicilia, dal Molise alla Sardegna, alla Puglia. E collegamenti ferroviari al Sud come al Nord che risultano fondamentali per le merci (come dal porto di La Spezia al Brennero, o da quello di Ancona a Roma) e per i collegamenti tra tanti centri rimasti in questi anni senza un servizio degno di questo nome (in Piemonte sono state tagliate 14 linee per 480 chilometri).  Interventi distribuiti in tutta Italia, che comporterebbero una spesa limitata rispetto alle solite grandi opere, ma che sembrano condannati a non vedere mai la luce, dato che per la loro realizzazione mancano risorse pari a quasi 10,8 miliardi di euro. La ragione? Si continua a investire nelle strade e autostrade. Come dimostrano i dati degli interventi realizzati durante la scorsa legislatura: 3.900 km tra strade provinciali, regionali e nazionali, 217 km di autostrade, 62,6 km di linee ferroviarie ad alta velocità, 58,6 km di metropolitane, 34,5 km di tramvie. Inoltre sono state sospese o cancellate linee ferroviarie per 205 km. Sul fronte dei tagli ai servizi ferroviari regionali va sottolineato quanto avvenuto in particolare nel Sud Italia, dove tra il 2010 e il 2018 si è tagliato del 33,2% il numero di treni in circolazione in Molise, del 15,9% in Calabria, del 15,1% in Campania, del 6,9% in Basilicata e del 5,6% in Sicilia. La Liguria ha invece il record per l’aumento del costo dei biglietti del 49%, seguono Campania e Piemonte con aumenti rispettivi del 48,4% e del 47,3%. L’età media nazionale dei convogli è la buona notizia per i pendolari, secondo un trend iniziato negli scorsi anni con l’immissione di nuovi convogli da parte di Trenitalia, attestandosi sui 15,4 anni, contro i 16,8 anni dell’anno scorso e i 18,6 di tre anni fa. Ma con un miglioramento avvenuto soprattutto al Nord e al Centro, dove è diminuita l’età media e il numero di treni con più di quindici anni di età (quando i treni cominciano ad avere problemi sempre più rilevanti di gestione e manutenzione) per l’immissione di nuovi convogli (come nel Lazio, in Veneto, Lombardia, Toscana ed in Emilia-Romagna) e di dismissione di quelli più vecchi. In Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna si vedranno miglioramenti nei prossimi anni grazie agli investimenti programmati nei Contratti di Servizio con Trenitalia. Nel Lazio si divarica la differenza tra le linee gestite da Trenitalia, dove procede il rinnovo del parco circolante, e quelle gestite da ATAC dove invece i treni sono sempre più vecchi e il degrado riguarda anche le stazioni e il servizio. Fonte: LEGAMBIENTE

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12 dic 2018

MILANO | Al via l’accordo per realizzare gli ascensori sui ponti del Naviglio Grande

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Via libera della Giunta alla stipula di un Protocollo per la realizzazione degli ascensori sui ponti del Naviglio Grande; saranno dunque finalmente abbattute le barriere architettoniche degli attraversamenti pedonali all’altezza delle vie Lombardini e Parenzo. “Si porta così a compimento un’opera che riteniamo fondamentale per dare piena accessibilità a tutti dei due ponti realizzati in occasione dell’Esposizione universale – commenta l’assessore alla Mobilità Marco Granelli –, che per una diversa concomitanza di fattori, tecnici e gestionali, non era stato possibile completare. Abbiamo chiesto che l’impegno fosse mantenuto e trovato piena disponibilità in Expo 2015 S.p.A. e in MM S.p.A., che ha redatto il progetto esecutivo”. Queste opere possono contare su un finanziamento fino a 436mila euro, nella piena disponibilità di Expo 2015 S.p.A. in liquidazione. La società si impegna infatti ad erogare il 50% alla sottoscrizione del Protocollo operativo e il restante 50% una volta ricevuto dal Comune di Milano il certificato di regolare esecuzione dei lavori. La convenzione tra Comune di Milano, Expo 2015 S.p.A. e MM S.p.A., che bandirà poi la gara, sarà stipulata a inizio anno così che i lavori possano essere avviati a fine 2019, cominciando dal ponte all’altezza di via Parenzo/piazzale Negrelli.

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06 dic 2018

FIRENZE | Presentato il progetto del nuovo mercato ortofrutticolo

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Va avanti il progetto di cambiamento del quadrante Nord Ovest della città. Con l’approvazione il 7 novembre scorso della variante al piano urbanistico esecutivo di Castello, si è dato il via al percorso che porterà alla realizzazione in quest’area della nuova ‘cittadella’ del mercato ortofrutticolo. Un progetto che punta a rafforzare la posizione del mercato all’ingrosso fiorentino sulla scena italiana attraverso  l’alta qualità dei prodotti. L’intervento riguarda una superficie utile lorda di oltre 65mila mq, di cui 28mila con destinazione industriale-artigianale, 30mila mercato ortofrutticolo, 3mila commerciale e 4mila direzionale privato.  Il nuovo mercato avrà tra i suoi punti di forza l’apertura alla città. Sarà sviluppato e ampliato il ‘Mercato delle opportunità’, già oggi aperto ai cittadini tutti i martedì e venerdì per l’acquisto di frutta e verdura a prezzi convenienti. Non solo, saranno allestiti spazi didattici, laboratori e orti destinati a un progetto di educazione alimentare per i più piccoli e al sostegno delle start-up del settore agroalimentare del territorio. L’idea forza è quella di superare la mera dimensione del mercato agroalimentare proponendo una struttura integrata in grado di attivare diverse funzioni anche per mezzo di una rete di infrastrutture che prevede tra l’altro accessi specifici sia stradali che tranviari.

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05 dic 2018

VENEZIA | Via libera alla quarta rotatoria nei quattro cantoni

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La Giunta comunale ha dato il via libera alla proposta di delibera che prevede il progetto definitivo degli “interventi di fluidificazione dei nodi viari e dei collegamenti sostenibili tra parcheggi scambiatori e centro città – lotto 2”. Il testo verrà ora inviato alle competenti commissioni consiliari e al Consiglio comunale per la sua discussione e votazione. L’intervento, per un totale di 300mila euro, prevede la riorganizzazione viaria dell’incrocio tra Via Einaudi e Via Padre Giuliani con la realizzazione di una rotatoria di 25 metri di diametro. Un intervento che completa quel progetto di riorganizzazione di fluidificazione viaria avviato questa estate con la realizzazione di tre rotatorie sperimentali e che comprende le altre principali arterie stradali come Via Castellana, Via Terraglio, Via Circonvallazione e via Miranese. “Non appena il Consiglio comunale si esprimerà e potranno iniziare i lavori di realizzazione di questa quarta rotatoria – commenta l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto– potremmo portare a compimento il progetto del sindaco Brugnaro per i Quattro cantoni e garantire un ingresso molto più fluido e veloce al Candiani e alle aree centrali di Mestre, sgravando di una parte non trascurabile di traffico anche le altre due rotatorie vicine a questa”. “La sistemazione dei quattro nodi – continua l’assessore alla viabilità Renato Boraso – avrà come risultati concreti la diminuzione dei tempi di percorrenza e la riduzione dell’inquinamento, sia acustico che atmosferico, su queste strade senza contare il conseguente aumento del livello di accessibilità dei parcheggi scambiatori presenti nelle immediate vicinanze di questi interventi”. Nello specifico, oltre al miglioramento della circolazione dei veicoli, particolare attenzione è stata dedicata al miglioramento e sicurezza della mobilità dei pedoni e dei ciclisti prevedendo la realizzazione dei tratti mancanti di marciapiedi e piste ciclabili tra quelli esistenti. Più precisamente si procederà con un intervento lungo la pista ciclabile di Via Einuadi con la costruzione di un tratto di circa 230 metri tra la nuova rotatoria e l’esistente pista ciclabile in prossimità della rotatoria “Sirio” tra Via Circonvallazione e Via Einaudi. Sempre in tema di piste ciclabili se ne realizzerà un tratto di 146 metri in prossimità dello svincolo est tra Via Filiasi e Via Da Verrazzano in modo tale da completare il collegamento tra la pista ciclabile esistente su Via Santa Maria dei Battuti e la pista ciclabile in programma su Via Filiasi. Infine si procederà con il rifacimento totale in porfido del marciapiede di via Einaudi (lato giardino pubblico). “Per fare spazio alla nuova rotatoria – conclude Zaccariotto- è purtroppo necessario abbattere cinque tigli presenti nel parco di Via Einaudi. Questa inevitabile operazione sarà compensata con la piantumazione di dieci nuove alberature. Inoltre saranno trapiantati di pochi metri, due alberi presenti nel parco”. L’inizio dei lavori, una volta espletate le procedure burocratiche, è previsto entro l’estate del 2019.

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05 dic 2018

Un bando di gara per la vendita del lotto C1 di Roma Tiburtina

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Il Gruppo FS Italiane mette in vendita il lotto C1, un'area di circa 7.200 metri quadrati sul lato Ovest Nomentano della stazione di Roma Tiburtina.  Il bando di gara prevede una superficie utile lorda (SUL) a destinazione d’uso ricettivo di 12mila metri quadrati (base d’asta 12.450.000 euro) e una superficie utile lorda (SUL) a destinazione commerciale di 7mila metri quadrati (base d’asta 7.250.000 euro). L'operazione, che rientra in un più ampio processo avviato dal Gruppo, ha come obiettivo la riqualificazione e rigenerazione di aree adiacenti agli scali ferroviari. Il bando di gara è stato presentato oggi nella stazione Roma Tiburtina da Gianfranco Battisti Amministratore Delegato Ferrovie dello Stato Italiane, Umberto Lebruto Amministratore Delegato FS Sistemi Urbani, Maurizio Gentile Amministratore Delegato Rete Ferroviaria Italiana. Presenti Luigi Abete Presidente BNL, e Virginia Raggi Sindaca Roma Capitale. "Con la vendita di questo lotto Roma Tiburtina diventerà il cuore pulsante della città" - ha affermato Gianfranco Battisti nel corso della conferenza stampa - "Sull'hub di Tiburtina - ha aggiunto l'ad di FS - continueremo a investire: il nostro programma prevede di arrivare a 200 treni Alta Velocità rispetto agli attuali 120". Fonte Il Sole 24 Ore Radiocor Plus I CONCEPT DEL LOTTO C1 Per rappresentare al meglio le potenzialità dell’area in vendita, FS Sistemi Urbani ha chiesto a tre giovani architetti di sviluppare ognuno il proprio concept del lotto C1. Le tre vision insieme ad una mostra fotografica sull’area di Tiburtina sono in esposizione in stazione fino al 7 dicembre dalle 9.00 alle 18.00. I tre concept del Lotto C1 su YouTube IL BANDO DI GARA Le offerte dovranno essere presentate entro le ore 12.00 del 15 marzo 2019. La vendita è curata da FS Sistemi Urbani per conto di Rete Ferroviaria Italiana e con il supporto tecnico-amministrativo di Ferservizi. A Roma Tiburtina sono stati già venduti due lotti: uno a BNL, che ha aperto una nuova sede, e un altro all’Università La Sapienza, che ha in progetto di realizzare laboratori di ricerca.  

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05 dic 2018

REGIONE PUGLIA | Sarà presentata il 12 dicembre il progetto di fattibilità della ciclovia dell’Acquedotto Pugliese

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Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese. La bozza del progetto di fattibilità tecnico-economica      del tronco ionico-salentino ( da Monte Fellone (Ta) a Santa Maria di Leuca) sarà presentata  mercoledì 12 dicembre presso il Chiosco dei Carmelitani a Nardò nel corso di un incontro pubblico organizzato dall’Assessorato ai Trasporti della Regione Puglia e dall’ASSET, l’ Agenzia strategica per lo Sviluppo Ecosostenibile del Territorio. “Aggiungiamo un altro concreto tassello all’accordo firmato nel 2008 con AQP. Come  si ricorderà,  si trattava di realizzare -nell’ambito del progetto CYRONMED- sulla strada di servizio  che corre lungo il canale principale, un lungo percorso ciclabile da Caposele (Av) a Monte Fellone (Ta), già diventato, per il tratto pugliese,  parte della ciclovia nazionale n. 11 della rete Bicitalia.” Con la legge di Stabilità 2016 la Ciclovia è entrata a far parte del Sistema Nazionale delle Ciclovie turistiche, includendo proprio il tratto ionico-salentino fino a Leuca. All’incontro, cui interverrà il raggruppamento delle società di progettazione selezionate  con procedura pubblica da ASSET, sono stati invitati tutti i soggetti pubblici e privati interessati dal tracciato: 23 comuni, 3 province,  tutti i SAC e i GAL del territorio, i tour operator locali specializzati in viaggi in bicicletta,  le associazioni dei ciclisti, il Consorzio dell’Arneo, i rappresentanti delle Ferrovie Sud Est e di Trenitalia, i rappresentanti delle associazioni di categoria ed i componenti il Tavolo tecnico operativo per la  valutazione  del progetto della ciclovia dell’Acquedotto.

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05 dic 2018

MILANO METRO 4 | Al via la talpa per la tratta centro, da Tricolore a Solari

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Nel pomeriggio di oggi – alla presenza dell’ assessore alla Mobilità, Marco Granelli, il presidente di M4 Spa, Fabio Terragni, l’amministratore delegato di Metro Blu, Massimo Lodico (Astaldi) e il presidente di CMM4, Guido Mannella (Salini Impregilo) – è partita la prima delle due macchine dedicate alla realizzazione delle gallerie del centro città. Si è aperta così la terza e ultima fase dei lavori sotterranei di M4. La Tunnel Boring Machine (TBM), nome tecnico della “talpa”, ha iniziato a scavare presso la Stazione Tricolore, interscambio con la tratta est della Blu. Lo scavo e la contestuale posa dei “conci” in cemento armato avverranno in direzione centro con un avanzamento previsto di circa 15 metri al giorno e a una profondità media di 20-25metri, lavorando ininterrottamente sulle 24 ore, 7 giorni su 7. La tratta centro riguarda otto fermate: Tricolore, San Babila, Sforza Policlinico, Santa Sofia, Vetra, De Amicis, Sant’Ambrogio, Parco Solari. Le talpe utilizzate per questa tratta sono differenti da quelle utilizzate nelle tratte est e ovest. Le due macchine destinate al percorso da Tricolore a Solari sono infatti più grandi, con un diametro di 9,15 metri rispetto ai 6,36 metri delle TBM esterne. Questa scelta consente di posizionare le banchine di stazione all’interno della sagoma della galleria, riducendo l’impatto superficiale in un’area della città in cui lo spazio è esiguo. Ad oggi, il lavoro delle talpe in tratta est (da Linate a Tricolore) è concluso, essendo già state interamente realizzate le gallerie (parzialmente sono stati posati anche i binari), mentre sono in piena attività le due TBM impegnate sulla tratta ovest (da S.Cristoforo a Solari). La prima, dopo la manutenzione ordinaria, è ripartita dalla stazione Segneri in direzione Stazione Gelsomini, mentre la seconda è in arrivo a Segneri. La seconda talpa per il centro città partirà da Tricolore a gennaio, mentre l’arrivo di entrambe a Solari, tappa finale del loro lavoro, è previsto a inizio 2020, una volta compiuti i 4,7 km della tratta.

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04 dic 2018

PORTO DI VENEZIA | A rischio chiusura il porto della città lagunare?

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Durante l'assemblea di Federagenti. il viceministro alla infrastrutture Edoardo Rixi ha espresso preoccupazione per una eventuale chiusura del porto di Venezia "Venezia resta un porto è inconcepibile pensare di chiuderlo, è un porto propulsivo per il Nord Est", ha affermato il viceministro. Durante l'assemblea i presidenti delle Autorità di Sistema Portuali Adriatiche, Zeno D'Agostino (Mare Adriatico Orientale, nonché presidente di Assoporti) e Daniele Rossi (Mare Adriatico Centro Settentrionale) avevano evidenziato i rischi di cancellazione dell'Adriatico dalle grandi rotte e non solo delle crociere a causa delle incertezze sul futuro di Venezia. La preoccupazione nasce dopo le dichiarazioni pubblicate sui ‘social’ dal Ministro alla Cultura Bonisoli e avallate dal Ministro alle Infrastrutture Toninelli, sul tema delle Grandi navi a Venezia e della gestione del porto lagunare.

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