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06 dic 2019

BOLOGNA | Marconi Express, luce verde dall’Ustif al regolamento di esercizio

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L’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi (Ustif) del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato parere favorevole al Regolamento di esercizio del people mover e si appresta a trasmettere il proprio nulla osta ufficiale al Comune di Bologna, che così potrà approvare formalmente il documento. Il Regolamento contiene tutte le procedure operative per la gestione del funzionamento del servizio e delle eventuali emergenze. Nel frattempo, la scorsa settimana è stata superata con esito positivo la prova di evacuazione alla presenza della Commissione di agibilità. Gli esperti del Ministero, in quella che è stata la loro ultima visita tecnica ufficiale al people mover nell’ambito dell’iter di avvio dell’opera, hanno anche verificato l’esecuzione degli interventi che avevano richiesto ai primi di agosto. Hanno fissato alcune ulteriori prescrizioni, che comportano interventi già in corso di attuazione e che si prevede di concludere entro pochissimi giorni. Ricevuta la documentazione su questi ultimi aggiustamenti, la Commissione potrà completare la relazione sull’agibilità dell’infrastruttura e tutti gli adempimenti ministeriali relativi alla certificazione della sicurezza del people mover di Bologna potranno considerarsi conclusi. Si attende nel frattempo che l’Ustif comunichi la data degli esami di abilitazione del personale addetto al controllo dei mezzi. Ad abilitazione e agibilità ottenute, si potrà procedere con gli ultimi 15 giorni di pre-esercizio in cui le navette viaggeranno a vuoto lungo il tracciato dalla stazione all’aeroporto con frequenza e modalità analoghe a quelle del vero e proprio servizio passeggeri. Concluso il pre-esercizio, verrà rilasciato il Nulla Osta all’Esercizio (NOE) e il Marconi Express diventerà operativo. L’iter dovrebbe concludersi in gennaio. Infine, a proposito delle notizie riportate dalla stampa in questi giorni relativamente all’assenza di vie di accesso per i mezzi di soccorso in un tratto del percorso del people mover, Marconi Express Spa informa che il problema non sussiste: tutte le vie di accesso sono state verificate e certificate dalle autorità competenti e la documentazione di riferimento è disponibile presso il Comune di Bologna. Un tratto di circa 50 metri di monorotaia è accessibile attraverso un’area di proprietà di Poste Italiane che è oggetto di un permesso di transito provvisorio; a breve il permesso diventerà permanente sulla base di accordi tra le parti. Si precisa inoltre che non risultano bocciature di alcun tipo da parte dei Vigili del fuoco, contrariamente a quanto è apparso sulla stampa.

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05 dic 2019

REGIONE SICILIANA | Arriva il finanziamento per la tratta Alcamo-Trapani via Milo e per la stazione Cappuccini ad Acireale

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Varato il decreto di finanziamento dell'elettrificazione della tratta ferroviaria Alcamo-Trapani via Milo, per 72 milioni di euro, e della nuova fermata Cappuccini di Acireale per cinque milioni di euro. La tratta ferroviaria Alcamo-Trapani via Milo è chiusa da anni per frana e per raggiungere Palermo da Trapani e viceversa si è costretti a passare da Castelvetrano. La fermata Cappuccini sorgerà in posizione strategica, nel cuore della città di Acireale lungo il viale Alcide De Gasperi della S.S. 114, facendo fronte a un’esigenza che per decenni la comunità ha reclamato. Entro il 2021 l’intervento - secondo l'assessore Marco Falcone - dovrà essere completato e rappresenterà un salto di qualità per l’intera linea ferroviaria Messina-Catania. "La Regione - ha affermato l'assessore Falcone - ha affrontato questa paradossale vicenda, lasciata insoluta per anni, e infatti a tali risorse vanno ad aggiungersi ai 58 milioni di euro destinati all'ammodernamento dei binari e upgrading tecnologico dell'intero sistema ferroviario del Trapanese, da Alcamo fino a Campobello di Mazara, opere che sono già in corso. Nelle prossime settimane saremo in sopralluogo sul posto per fare il punto sull'andamento dei lavori". Foto di copertina: Massimiliano Lofria

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04 dic 2019

Musumeci attacca Rfi e Anas per la lentezza nella predisposizione dei progetti, la replica di RFI e Anas

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Duro attacco del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci contro RFI e Anas durante la presentazione del nuovo treno POP a Palermo: «Contestiamo a Rfi la lentezza nella predisposizione dei progetti . Non basta prevedere un obiettivo nella programmazione se poi per raggiungerlo ci vogliono quindici o venti anni. Un’azienda come Rfi deve potere avere un occhio particolare per il Mezzogiorno in generale e per la Sicilia in particolare. Non sono compatibili i tempi dell’azienda con quelli delle esigenze dei siciliani». «In questo momento Rfi ha oltre due miliardi di euro di fondi programmati dalla Regione siciliana per ammodernare alcune tratte, alcuni cantieri sono già aperti, altri ancora no perchè mancano i progetti a cominciare dalla tratta di Milo, tra Palermo e Trapani». Nei confronti di Anas  Musumeci  afferma: «Anas negli ultimi anni ha lavorato male e i risultati che arrivano dalla Procura della Repubblica lo dimostrano. E’ mancato un controllo sul personale. I tempi di Anas sono assai lenti su alcune tratte e su alcune opere, come la Nord-Sud, non c'è ancora chiarezza - ha aggiunto -, debbono cambiare passo, debbono cambiare musica. Dallo Stato e dalle aziende dello Stato la Sicilia si aspetta risultati assai diversi». Pronta la risposta di RFI che in una nota fa sapere: La Sicilia e il Mezzogiorno sono al centro dei programmi di investimento di RFI. Ancora una volta Rete Ferroviaria Italiana conferma il suo impegno nell'Isola, che vale oltre 13 miliardi di euro, precisando anche – in relazione alle notizie diffuse dai media – che non sono i tempi di progettazione delle opere ad essere lunghi quanto piuttosto i tempi degli iter approvativi, previsti per Legge. Ne è un esempio l'iter della tratta Giampilieri – Fiumefreddo, linea Messina - Catania, in attesa da più di otto mesi delle autorizzazioni che consentano al Commissario di chiudere la Conferenza dei Servizi e pubblicare il bando di gara per l'affidamento dei lavori. Per quanto riguarda, nello specifico, la tratta Palermo - Trapani via Milo, il progetto è stato completato nei tempi previsti e ha ricevuto il parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. È ora in fase di avvio l'iter autorizzativo che coinvolge anche gli Enti territoriali e locali. Entro fine anno sarà completata, come previsto, anche la progettazione dei lotti restanti della linea Palermo – Catania. Non si è fatta attendere neppure la risposta di Anas che fa sapere: In Sicilia, la programmazione pluriennale (2016-2020) di Anas non ha mai raggiunto livelli così ingenti, essendo pari a quasi 5,9 miliardi di euro. Questi sono ripartiti tra nuove opere, per quasi 4,8 miliardi, e manutenzione programmata, per 1,1 miliardi di euro. Per quanto riguarda la manutenzione programmata sono attivi interventi pari a circa 180 milioni e in attivazione pari a 600 milioni di euro. I lavori di ricostruzione del viadotto Imera dell'autostrada A19 "Palermo-Catania", che prevedono un investimento complessivo pari a 11 milioni di euro, hanno avuto avvio nel maggio 2018 e il completamento dell'opera si stima possa avvenire entro la primavera 2020, nonostante il ritardato avvio della costruzione dell'impalcato metallico, causato da sopravvenute difficoltà finanziarie del fornitore della carpenteria metallica per le travi, che ha presentato istanza di concordato. L'intervento sul viadotto Imera si colloca nel più ampio piano di manutenzione da 850 milioni di euro in corso lungo tutta l'autostrada A19 Palermo-Catania. Questo ingente investimento - finalizzato alla completa riqualificazione dell'autostrada che per prima fu costruita in Sicilia, prossima al compimento del mezzo secolo di vita - prevede il risanamento strutturale di viadotti e gallerie, il rifacimento del piano viabile, l'installazione di nuove barriere di sicurezza laterali, la riqualificazione e implementazione degli impianti tecnologici e di illuminazione con tecnologia a LED. L'esecuzione degli interventi del piano straordinario di riqualificazione dell'autostrada A19 è stata avviata a inizio 2018, a seguito dell'approvazione del contratto di programma Anas, con pianificazione quinquennale. A oggi è stata realizzata una quota di investimento corrispondente a circa 200 milioni di euro. In particolare è stata realizzata nuova pavimentazione su 325 km dei 394,600 km complessivi (in entrambe le direzioni), sono state installate le nuove barriere laterali di sicurezza lungo 80,7 km dei 313,400 previsti e il risanamento dei viadotti ha raggiunto un'estesa di 18 km sui 113,400 complessivi. Va evidenziato che l'avanzamento degli interventi di manutenzione e riqualificazione è condizionato dalla necessità di trovare un compromesso tra l'esigenza di accelerare l'attuazione mediante l'attivazione di più cantieri contemporanei e l'opportunità di attenuare i disagi alla circolazione che gli stessi cantieri inevitabilmente creano, limitandone quindi il numero. In merito all'itinerario Nord-Sud, in particolare per quanto riguarda la realizzazione dei lotti C, si evidenzia che non è mai stato reso disponibile ad Anas alcun finanziamento e tale situazione perdura all'attualità. Infine, per quanto riguarda gli interventi giudiziari di fine settembre, Anas ha avviato un processo di riorganizzazione che prevede, tramite rotazione, il completo avvicendamento del personale  dell'area tecnica di Catania, prescindendo dal coinvolgimento o meno nelle indagini.

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04 dic 2019

AEROPORTO MILANO BERGAMO | Pubblicato il bando di gara per la fornitura di un letto di arresto

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SACBO ha pubblicato il bando di gara europeo per la fornitura e posa di un letto di arresto, da realizzare in corrispondenza della testata ovest della pista di volo dell’Aeroporto di Milano Bergamo, comprendente la relativa manutenzione quinquennale. Il valore stimato dell’opera è di 9,3 milioni di euro, con termine di presentazione delle offerte fissato alla data del 17 gennaio 2020. L’idea di impiegare la tecnologia dei letti di arresto all’Aeroporto di Milano Bergamo è stata avanzata da SACBO in appendice ai lavori di rifacimento della pista di volo eseguiti nel 2014, con la predisposizione delle aree di sicurezza alle estremità delle due testate. A seguito della condivisione del programma da parte di ENAC, che ha pubblicato le linee guida relative alla installazione di letti di arresto, SACBO ha avviato la procedura che dovrà portare all’assegnazione dei lavori previsti nella seconda metà di settembre 2020 e consegna e collaudo nel mese di ottobre 2020. Dal momento della installazione, l’aeroporto di Milano Bergamo sarà il primo scalo nazionale a disporre di tale sistema, il terzo tra gli scali con oltre 10 milioni di passeggeri in Europa dopo Zurigo e Madrid. I sistemi d'arresto per aeromobili hanno la capacità di ridurre fortemente gli effetti prodotti sui passeggeri, sull'equipaggio e sugli stessi velivoli durante un evento di fuoriuscita dalla pista. Tali sistemi sono costituiti da strati di materiale a bassa densità in grado di determinare una forza decelerante su entrambi i carrelli di entità tale da provocare la progressiva dissipazione dell’energia cinetica posseduta dal velivolo al termine della pista. Le tecnologie impiegate per la funzione dei letti di arresto garantiscono impermeabilità e durabilità al materiale. L’intervento di posizionamento del letto di arresto, previsto nel nuovo Piano di Sviluppo Aeroportuale, si inserisce nell’ottica del continuo miglioramento degli standard di sicurezza dello scalo, con priorità di realizzazione sul lato ovest della pista. SACBO prevede di realizzare, una volta approvato il nuovo Piano di Sviluppo Aeroportuale, un letto di arresto anche in corrispondenza della testata est della pista di volo.

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04 dic 2019

MILANO M4 | Nell’ultimo mese realizzati un chilometro di scavi in centro

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"Celebriamo oggi la festività di Santa Barbara nei cantieri della M4 di Milano con un record: nell’ultimo mese siamo riusciti a realizzare un chilometro di scavi in centro, con un sistema di smaltimento del materiale finalizzato a limitare al massimo gli impatti sulla vita della città". Così Pietro Salini, amministratore delegato Salini Impregilo, in occasione della festività di Santa Barbara, protettrice di pompieri, minatori e di tutti i lavoratori che realizzano tunnel o gallerie, celebrata oggi prima presso il Manufatto Argonne e poi nel campo base della Linea M4 di Milano. Commissionata dal Comune di Milano, la linea è realizzata da una società mista, partecipata dal Comune di Milano e da un raggruppamento di soci privati guidato da Salini Impregilo e Astaldi. "Realizzare un progetto così imponente con 56 cantieri aperti anche nel centro di Milano non è semplice, e per questo vi ringrazio, per il lavoro gigantesco che fate in un Paese in cui le opere si fanno con grande difficoltà. La M4, che sarà in grado di trasportare 86 milioni di persone per anno, è uno dei progetti di sostenibilità underground più importanti d’Europa ed esempio della leadership del Gruppo Salini Impregilo in tema di safety. Sulla sicurezza - afferma - non facciamo sconti".

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04 dic 2019

MILANO | 7 aree milanesi alla seconda edizione di “Reinventing Cities”

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Piazzale Loreto, il nodo di interscambio Bovisa, lo scalo ferroviario di Lambrate, aree in via Monti Sabini e a Crescenzago, l’area dell’ex Macello e le Palazzine Liberty di viale Molise. Sono le sette aree con cui Milano partecipa alla seconda edizione di “Reinventing Cities”, il bando internazionale promosso da C40 che prevede l’alienazione di siti dismessi o degradati da destinare a progetti di rigenerazione ambientale e urbana, nel rispetto dei principi di sostenibilità e resilienza. L’iniziativa è stata illustrata questa mattina a Palazzo Marino dall’assessore all’Urbanistica, Verde e Agricoltura Pierfrancesco Maran, l’Amministratore Delegato di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) Umberto Lebruto, il presidente di FNM Andrea Gibelli, il rappresentante di C40 Zachary Tofias e l’architetto Paolo Mazzoleni, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Milano. “Si tratta della prima applicazione concreta del Piano di Governo del Territorio appena approvato, non solo dal punto di vista delle norme, ma anche per gli obiettivi: incrementare l’offerta di case accessibili in affitto e rigenerare il territorio con interventi di elevata qualità ambientale – dichiara l’assessore Maran –. Loreto e Bovisa si svilupperanno a partire dall’idea che il progetto batte la regola se si interviene attraverso un lavoro di ricucitura territoriale e in una logica che vuole concentrare la densità urbana in prossimità delle metropolitane. In via Monte Sabini, Crescenzago e all’ex Macello dovranno essere realizzati alloggi in edilizia residenziale sociale, in particolare in affitto, per rispondere alla domanda di casa a prezzi accessibili. Anche a Lambrate, come previsto dall’Accordo di Programma per la rigenerazione degli scali ferroviari, arriverà edilizia residenziale sociale in affitto e in vendita e alloggi per gli studenti a prezzi accessibili. Infine nelle Palazzine Liberty potranno nascere servizi per tutto il quartiere e la città. Con questi progetti stimiamo di arrivare ad avere circa 1.600 alloggi nuovi alloggi in edilizia residenziale sociale e circa 120 in edilizia popolare, da destinare a giovani famiglie, studenti e persone in difficoltà”. Nove le città del mondo che partecipano alla seconda edizione di Reinventing Cities: oltre a Milano, Madrid, Roma, Chicago, Dubai, Montreal, Singapore, Cape Town, Reykjavik. In totale sono stati identificati 25 siti (di cui 7 solo a Milano) - tra aree o edifici in disuso o dismessi - da riqualificare attraverso interventi di rigenerazione urbana resiliente e a emissioni zero. Come per la prima edizione, che a Milano ha portato progetti innovativi e di elevata qualità ambientale per le Scuderie de Montel, lo scalo ferroviario di Greco e porzioni di via Doria e via Serio, il bando è rivolto a team multidisciplinari di architetti, progettisti, sviluppatori, imprenditori, ambientalisti, start-up, associazioni di vicinato, innovatori e artisti che vogliano unire le proprie competenze  e presentare proposte di rigenerazione urbana che promuovano uno sviluppo sostenibile e resiliente. Per ognuna delle aree, che saranno alienate prevalentemente in diritto di superficie (ad eccezione dell’edificio comunale in via Porpora a Loreto, delle aree di Monti Sabini e dello scalo ferroviario di Lambrate, che saranno venduti), verrà stabilito un prezzo minimo. L’avviso pubblico di alienazione si tradurrà in una procedura di selezione che favorirà i progetti che offrono le soluzioni ambientali più ambiziose e vantaggi tangibili per la cittadinanza. Il termine per presentare i progetti è il 4 maggio 2020. La procedura di selezione si strutturerà in due fasi: la prima finalizzata alla preselezione di 3/5 proposte per ciascun sito, mentre la seconda condurrà alla selezione dei progetti vincitori nei primi mesi del 2021. L’Ordine degli Architetti di Milano collaborerà con il Comune in veste di “ambasciatore locale” dell’iniziativa, per approfondire, divulgare e tenere vivo l’interesse tra i vari soggetti interessati lungo tutto il processo e facilitare la formazione di team integrati. Per maggiori informazioni sul bando Reinventing Cities, i criteri di selezione e le presentazioni dei siti oggetto del bando, visitare il sito http://www.c40reinventingcities.org/. I SETTE SITI MILANESI Piazzale Loreto È una delle sette piazze strategiche di Milano 2030, per cui nel PGT sono previste norme specifiche volte a incentivarne lo sviluppo e la rigenerazione. Situata a soli 3 km dal Duomo, in un’area tra le più accessibili della città, connessa in meno di 10 minuti di metropolitana alle stazioni di Milano Centrale, hub dei treni ad alta velocità, e Porta Garibaldi, accesso al distretto di Porta Nuova, oltre che al quartiere universitario di Città Studi. Piazzale Loreto si trova in un quartiere tra i più densi e attivi di Milano, dalla forte vocazione commerciale e ricco di servizi, ma oggi si configura come un elemento di cesura in larga parte dedicato al traffico, fattore che ne compromette la qualità urbana. Reinventare Loreto significa valorizzare la piazza come cerniera tra Corso Buenos Aires, viale Monza e via Padova, riorganizzando la viabilità per generare nuovi spazi pedonali di qualità. Si prevede la vendita dell’edificio comunale di via Porpora e la cessione in diritto di superficie degli spazi pubblici da valorizzare, comprese alcune parti dei mezzanini della metropolitana. L’eventuale riassetto dell’area potrà consentire l’edificazione di limitate aree in superficie oggi destinate a viabilità. Nodo Bovisa Un’area di 91mila mq, di cui 54mila di proprietà del Comune e 37mila di Ferrovienord, che comprende la stazione Bovisa-Politecnico, porta di accesso alla città dall’aeroporto di Malpensa e nodo ferroviario tra il centro e la città Metropolitana. Grazie alla sua elevata accessibilità il Nodo Bovisa è una delle aree strategiche di Milano 2030 disciplinate dal PGT attraverso norme specifiche che ne incentivano la rigenerazione. Oltre che dalla stazione e dai piazzali antistanti oggi adibiti a parcheggio, il sito è composto da un’ampia area a est dei binari che ospita l’Istituto Negri e i campus del Politecnico di Milano. Reinventare il Nodo è l’occasione per fare da cerniera tra gli ambiti separati dai binari, ricucire il quartiere e integrare la stazione quale porta di accesso a un sistema di funzioni urbane strategiche.  Comune e Ferrovienord vendono i diritti di superficie con i relativi diritti edificatori dell’area. In funzione della proposta sarà possibile trasferire ulteriori diritti edificatori secondo le modalità previste dal PGT. Scalo Ferroviario di Lambrate A pochi passi dalla Stazione ferroviaria e della metropolitana M2, dallo scalo ferroviario di Lambrate in pochi minuti è possibile raggiungere le principali stazioni di Milano - Centrale, Garibaldi, Cadorna, Porta Genova e Romolo. Il sito è costituito da un’area di 70mila mq esterna alla cintura ferroviaria in rilevato che la separa dall’adiacente quartiere universitario di Città Studi, compresa tra i quartieri storici di Lambrate a nord e di Ortica a sud.  Lo sviluppo dello scalo, di proprietà di FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane), costituisce un’importante occasione per il ridisegno delle aree di margine verso la ferrovia e per la ricucitura del tessuto urbano esistente in continuità con le funzioni e gli spazi pubblici già presenti. Come previsto nell’Accordo di Programma per la rigenerazione degli scali ferroviari, il progetto di trasformazione dovrà prevedere l’insediamento di un quartiere sostenibile con alloggi di edilizia residenziale a prezzi accessibili, significativi spazi pubblici, aree verdi e servizi di quartiere per il 60% dell’intera superficie. Aree ex Macello (viale Molise/via Lombroso) Con una superficie di circa 150mila mq, in passato sede del macello comunale, l’area si trova a pochi passi dalla stazione di Porta Vittoria, servita dal passante ferroviario che connette l’area metropolitana al centro città. Il Piano Milano 2030 individua nel sito uno dei “Piani attuativi obbligatori”, aree in cui è prevista una disciplina urbanistica specifica volta a regolare la rigenerazione delle stesse, prevedendo un mix di funzioni urbane tra cui l’insediamento di circa mille abitazioni in edilizia residenziale sociale. Composta da immobili abbandonati risalenti ai primi decenni del ‘900, l’area rappresenta un tassello importante per la rigenerazione del quartiere, a cavallo tra ambiti residenziali - come il complesso di edilizia popolare Molise Calvairate - e una serie di aree oggetto di riconversione - dal comparto degli ex Frigoriferi Milanesi, al quartiere di Porta Vittoria. Reinventare l’ex Macello è l’occasione per ricomporre un pezzo di città in nome della qualità urbana e ambientale, del mix sociale e funzionale, creando sinergie con le trasformazioni intorno. Crescenzago (via Civitavecchia) Un’area di circa 13mila mq situata nel quartiere di Cimiano, utilizzata come parcheggio di interscambio per la fermata della M2 e connessa in 5 minuti di metro alla stazione ferroviaria di Lambrate e a Città Studi e in meno di 15 alle stazioni Centrale e Porta Garibaldi. Il sito si trova in prossimità della sede della casa editrice RCS, a poca distanza dal Parco Lambro e dall’Ospedale San Raffaele, in un contesto prevalentemente residenziale. Coerentemente, la strategia Milano2030 individua nel perimetro del sito una delle “Aree per Edilizia Residenziale Sociale” in cui è prevista una disciplina urbanistica volta favorire l’insediamento di abitazioni in affitto a prezzi accessibili. L’obiettivo è reinventare un’area oggi sottoutilizzata, già servita dal trasporto pubblico, per sperimentare nuovi modelli e servizi abitativi, con progetti in grado di generare mix sociale, minimizzare le emissioni e massimizzare l’integrazione del verde in relazione al contesto, per avviare un processo di rigenerazione virtuoso per il quartiere. Via Monti Sabini (Vigentino) Un’area di circa 50mila mq nel quartiere Vigentino, servita da una linea tranviaria che conduce in centro in soli 20 minuti lungo la via Ripamonti, passando per alcune delle aree di rigenerazione più importanti della città che comprende lo scalo di Porta Romana, la Fondazione Prada, l’area Symbiosis e il progetto ‘Vitae’, già vincitore del bando Reinventing Cities. Il sito, che verrà venduto limitatamente alle aree fondiarie (circa 10mila mq, mentre sui restanti 40mila verranno realizzate attrezzature pubbliche) rappresenta il “Comparto A” di un Programma Integrato di Intervento approvato nel 2008 e in corso di attuazione. Il contesto si caratterizza per la presenza di insediamenti produttivi, terziari e commerciali e fabbricati rurali, molti dei quali in corso di riconversione verso funzioni residenziali, come in via Antegnati, dove cinque grandi edifici saranno destinati ad housing sociale e servizi. Reinventare il sito di Monti Sabini, può rappresentare il fattore di accelerazione e cucitura delle trasformazioni in corso e contribuire a definire un nuovo modello di abitare e vivere il sud Milano. Palazzine Liberty (viale Molise) Sei palazzine (superficie catastale 7.800 mq) situate nel quartiere Calvairate, a 100 metri dalla stazione ferroviaria Milano Porta Vittoria, servita dal passante ferroviario. Adiacenti al sito “Ex Macello”, gli edifici erano destinati a uffici, portineria e residenza della città annonaria, di cui rappresentano testimonianza storica e architettonica. Oggi dismessi e uno occupato senza titolo, rappresentano un elemento chiave per il processo di rigenerazione urbana in corso attorno al complesso di edilizia popolare Molise Calvairate, che include gli ex Frigoriferi Milanesi, oggi sede di spazi espositivi e studi professionali, il quartiere di Porta Vittoria in fase di completamento, il complesso dei Mercati Generali, oggetto di un piano di ristrutturazione. Le Palazzine Liberty dovranno essere riqualificate a favore di un progetto in grado di far coincidere il recupero del patrimonio edilizio di valore storico-architettonico con l’attivazione di nuovi servizi per il quartiere la città. TI POTREBBERO INTERESSARE: Milano partecipa a “Reinventing Cities” un bando internazionale per progetti urbani a zero emissioni di carbonio MILANO | Ecco i progetti vincitori del bando di C40

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04 dic 2019

SICILIA | FOTO Presentati nuovi treni POP, vecchi orari, scarse risorse: le ultime sugli orari

di Giulio Di Chiara

E' tutt'ora in corso alla Stazione Centrale di Palermo la presentazione dei nuovi treni POP che, come vi abbiamo spiegato in questo articolo, sono i nuovi modelli che verranno innestati progressivamente nella rete regionale tra il 2019 e il 2021. Contestualmente all'evento si sono susseguiti vari interventi istituzionali e in merito ad alcune problematiche spesso sollevate da utenti e associazioni di categoria vi forniamo questi aggiornamenti: Nuovo Orario Non ci sarà nessuna modifica all'orario dei treni relativamente al mese di Dicembre, tutto rimarrà invariato. Grande disappunto è stato manifestato a tal proposito dal Comitato Pendolari, soprattutto sull'area metropolitana di Palermo. Qualche piccola modifica verrà apportata in altre parti della rete per meglio agevolare gli interscambi. Nuovi vetture da Palermo verso l'Aeroporto Falcone - Borsellino? E' stato ribadito che per carenza di risorse non è previsto l'inserimento di vetture nella tratta. Si rimarrà con due convogli che opereranno su questa linea. Solo qualora si trovassero i fondi necessari, quindi tutto rimane nel campo delle ipotesi, potrebbe essere istituito un terzo "treno rapido" grazie alla diminuzione del numero delle fermate, portando il tempo di percorrenza intorno ai 40 minuti. Tutto questo stride con il sensibile aumento di passeggeri che la stessa Trenitalia rileva tra la città e lo scalo palermitano. Situazione immutata anche per le frequenze del passante catanese.   Il nuovo convoglio Pop sarà in circolazione sulla linea Palermo – Termini Imerese dal 15 dicembre, con l'avvio del nuovo orario invernale 2019-2020 di Trenitalia. I treni rientrano nel Contratto di Servizio decennale, sottoscritto a maggio 2018 da Regione Siciliana e Trenitalia, che prevede investimenti per oltre 426 milioni, di cui circa 325 destinati all'acquisto di nuovi treni per potenziare la mobilità regionale e metropolitana nell'isola. Saranno complessivamente 43 i nuovi convogli che arriveranno in Sicilia: 21 i Pop, 17 convogli ibridi e cinque nuovi treni elettrici. Completano la flotta i Minuetto e i sei Jazz, che già circolano sulle linee dell'isola dal 2016. Un'operazione che ridurrà l'età media dei convogli dai 24,5 anni del 2017 a 7,6 del 2021. Pop è il nuovo treno a mono piano e media capacità di trasporto, a 4 carrozze, con 4 motori di trazione. Viaggerà a una velocità massima di 160 km/h, avrà un'accelerazione maggiore di 1 m/s2 e potrà trasportare fino a circa 530 persone, con oltre 300 posti a sedere. Una capacità di trasporto fino al 15 per cento superiore rispetto alla precedente generazione, i Pop possiedono anche 8 porta biciclette di serie, che sui treni regionali dell'isola viaggiano gratis.  Migliori standard e performance insieme a più comfort e accessibilità per le persone. I treni Pop di Trenitalia assicureranno la rivoluzione del trasporto ferroviario regionale e invoglieranno sempre più le persone a scegliere il treno lasciando l'auto a casa. Il Pop è riciclabile fino al 97% con una riduzione del 30% dei consumi energetici rispetto ai treni precedenti. Insieme a una sempre maggiore affidabilità (telediagnostica di serie) ed elevati standard di security (telecamere e monitor di bordo con riprese live), sono disponibili diverse configurazioni esterne e interne realizzate per rispondere alle esigenze individuate dal committente Regione. Vi proponiamo di seguito alcune foto in diretta dall'evento.  

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02 dic 2019

Alta velocità Napoli-Bari, verso il completamento il progetto esecutivo della tratta Apice-Hirpinia

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Salini Impregilo verso il completamento del progetto esecutivo per l’avvio dei lavori della tratta Apice-Hirpinia nell’ambito della linea ad alta velocità/capacità ferroviaria tra Napoli e Bari. Salini Impregilo, a capo di un consorzio di cui fa parte anche Astaldi, lavorerà al progetto, del valore di 608,1 milioni di euro, per la realizzazione della tratta Apice-Hirpinia per circa 18 chilometri, che comprende la costruzione della stazione di Hirpinia, di tre gallerie naturali e di quattro viadotti. E sempre sulla linea ad alta velocità/alta capacità Napoli – Bari, il Gruppo sta già realizzando anche un’altra tratta di 15,9 chilometri, tra Napoli e Cancello che comprende la realizzazione di una galleria artificiale lunga circa 2,5 chilometri e quattro viadotti, e della nuova stazione di Acerra “L’esperienza del Ponte di Genova dimostra che è possibile costruire bene e in tempi rapidi, partendo da un modello collaborativo fra enti, stazioni appaltanti e costruttori che agiscano tutti nell’interesse dell’opera, dei territori e dell’intero sistema Paese. Infrastruttura è una parola legata alla visione di futuro e a progetti di lungo periodo che richiedono favorevoli condizioni di mercato – dichiara Nicola Meistro di Salini Impregilo, Direttore Generale Cociv e Amministratore Delegato di PERGENOVA-, insieme ad una forte partnership ed una chiara ed equa ripartizione dei rischi tra cliente e società che esegue i lavori, oltre ad un sistema amministrativo efficiente che permetta di realizzare le attività alle condizioni previste nel contratto”. Salini Impregilo ha realizzato alcune delle linee ferroviarie più strategiche in Italia, come la Direttissima Roma-Firenze, le più moderne linee tra Milano e Torino e tra Bologna e Firenze, ed è attualmente impegnato nella realizzazione del Terzo Valico dei Giovi tra Genova e Milano, che, come la linea Napoli-Bari, si inserisce all'interno del corridoio Trans-European Transport Network (TEN-T), il programma europeo volto a integrare le reti di trasporto all'interno del continente. Sempre nel Sud Italia, il Gruppo è impegnato anche nella realizzazione della linea Bicocca-Catenanuova, nell’ambito della linea Palermo-Catania che permetterà di spostarsi tra le due città siciliane in meno di due ore. In oltre cento anni di attività il Gruppo ha realizzato 7mila chilometri di ferrovie e quasi 500 chilometri di linee metropolitane. Un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale ed una competenza grazie alla quale il Gruppo è protagonista anche della realizzazione del megaprogetto della prima vera linea ad alta velocità degli Stati Uniti d’America, che collegherà i 390 chilometri che dividono Dallas da Houston in soli 90 minuti.

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02 dic 2019

Raddoppio ferroviario Palermo-Catania. Falcone in sopralluogo tra Bicocca e Catenanuova

di mobilita

Sopralluogo dell'assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone al cantiere del raddoppio ferroviario Palermo-Catania, sul tratto Catania Bicocca-Catenanuova. L'esponente del Governo Musumeci ha incontrato i tecnici di Rfi, Italferr e dell'impresa esecutrice Salini-Impregilo, oltre alle maestranze impegnate nei diversi fronti del cantiere che Falcone ha visitato. «Siamo venuti in sopralluogo - ha dichiarato l'assessore - per monitorare l'andamento dell'opera e vigilare affinché i lavori proseguano secondo il cronoprogramma dell'appalto, che prevede di attivare il binario di valle entro aprile 2021. Il raddoppio Pa-Ct è uno dei cantieri più importanti attualmente in corso in Sicilia, opera vitale destinata ad abbattere di almeno 11 minuti, dopo anni di attesa da parte dei siciliani, i tempi di percorrenza ferroviaria tra le due principali città dell'Isola». Falcone ha approfondito assieme ai tecnici gli aspetti progettuali dei circa 40 km di raddoppio ferroviario, primo segmento della complessiva modernizzazione della ferrovia Palermo-Catania. Al momento sono in esecuzione le opere preliminari di adattamento della viabilità del territorio e le fondazioni di numerosi piccoli e grandi cavalcavia. «Ben 14 passaggi a livello fra Catania e Catenanuova verranno rimossi entro il breve-medio periodo, con un miglioramento complessivo dei collegamenti nella Piana di Catania. Abbiamo preso atto di segnali confortanti riguardo il ritmo dei lavori già eseguiti, dal valore di circa 23 milioni di euro - ha sottolineato Falcone - ma ci aspettiamo un ulteriore, deciso, aumento della produzione del cantiere nei prossimi mesi». L’intervento prevede la costruzione di una linea a doppio binario tra Bicocca e Catenanuova, con elevate prestazioni di velocità e riduzione dei tempi di viaggio, parte in affiancamento alla linea attuale e parte in variante, del lotto Bicocca-Catenanuova (circa 37 km). Il progetto del tracciato prevede una velocità massima commerciale fino a 200 km/h. I lavori riguardano la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche, il rinnovo della stazione di Bicocca e la realizzazione della nuova stazione di Motta Sant’Anastasia. Inoltre, saranno realizzate anche tutte le opere civili, stradali e idrauliche e relativi impianti tecnologici, oltre agli interventi di mitigazione ambientale.

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30 nov 2019

Nuovo aeroporto di Berlino “Willy Brandt”, sarà attivo nel 2020?

di mobilita

Il nuovo aeroporto di Berlino “Willy Brandt” (BER) dovrebbe aprire il 31 ottobre 2020. Lo scrive la Dpa, citando la società di appartenenza. Lo scalo apre con nove anni di ritardo e moltissimi rinvii. L'entrata in attività era inizialmente prevista nel 2007, fu inizialmente fissata cinque anni dopo a causa di considerevoli ritardi nei lavori, iniziati effettivamente solo nel settembre 2006. A gennaio 2014, all'emergere di ulteriori grossolani errori di progettazione, fu annunciato che l'aeroporto non sarebbe stato operativo entro il 2014, mentre a febbraio 2014 fu annunciato che l'aeroporto non sarebbe stato aperto prima di marzo 2016. A ottobre 2014 l'amministratore delegato, Hartmut Mehdorn, ammise che sarebbe stato improbabile procedere con l'apertura prima dell'autunno 2016, mentre la stampa locale già aveva previsto da mesi un'apertura non prima del 2017. Nel settembre 2015 il terminal principale fu evacuato e i lavori interrotti dopo la constatazione del concreto rischio di crollo del tetto, caricato dal peso eccessivo dei ventilatori, pesanti il doppio di quelli previsti dal progetto iniziale. A pochi mesi dall'apertura ufficiale annunciata nel 2017, vi è stato un ulteriore rinvio al 2018, seguito dal rinvio a settembre 2019. Il costo preventivato era di 2,2 miliardi di euro, il costo finale supererà i 7,3 miliardi di euro Lo studio che ha in cura il progetto è il GMP Architekten (Meinhard von Gerkan, Volkwin Marg und Partners). La GMP Architekten si aggiudicò il progetto la prima volta nel 1998, ma in seguito alla cancellazione del primo concorso internazionale nel 2003, lo vinse la seconda volta nel 2005. L'esecuzione materiale è affidata ad un consorzio ad hoc, la Berlin Brandenburg Flughafen Holding, a cui partecipa la IVG Immobilien Holding AG, una delle più grandi società immobiliari europee, e la Hochtief Aktiengesellschaft di Essen, la più grande impresa costruttrice tedesca nonché una delle più grandi del pianeta, con oltre 80.000 dipendenti distribuiti a livello mondiale. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova grande area aeroportuale, con un edificio principale costituito da sei piani fra le due future piste utilizzabili indipendentemente l'una dall'altra, grazie alla distanza laterale di 1.900 metri. Il sito scelto è attiguo all'aeroporto di Berlino-Schönefeld di cui si prevede l'abbandono della pista nord e l'inglobamento della pista sud; inoltre, è prevista la costruzione di ulteriore pista più a sud. Fonte: wikipedia

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