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23 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Cuneo

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Cuneo. Società di gestione: GEAC SpA Comoda porta d'accesso a un'area ricca di esclusive eccellenze, l'aeroporto di Cuneo, strategicamente situato nel cuore della Regione Piemonte a soli 50 km da Torino, rappresenta un tassello importante per lo sviluppo del territorio sia in termini di incremento di accessi turistici, grazie alla prossimità alla zona UNESCO di Langhe e Roero, sia in relazione alla peculiare caratteristica dello scalo di avere nella sua catchment area aziende leader a livello mondiale.

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23 giu 2017

Atterraggi da brivido: gli aeroporti più pericolosi al mondo – PARTE I

di Andrea Baio

La necessità di essere collegati al resto del mondo in alcuni casi ha costretto l'uomo a costruire laddove non si dovrebbe: ponti, edifici, cavalcavia, etc. Non fanno eccezione gli aeroporti. In questa prima parte di classifica vi presentiamo gli aeroporti più pericolosi al mondo - dalla decima alla sesta posizione - e i conseguenti atterraggi da brivido: roba da piloti esperti e coi nervi saldi! 10) Alla decima posizione troviamo l'aeroporto Congonhas di San Paolo, in Brasile. Questo aeroporto ha la caratteristica di essere letteralmente incastrato all'interno della città, rendendo complesse le manovre di atterraggio e decollo a causa degli spazi estremamente ristretti. Come se non bastasse, le due piste sono estremamente corte - rispettivamente 1,940 metri e 1435 metri - e terminano a strapiombo una strada molto trafficata. Proprio questi fattori furono determinanti nel gravissimo incidente verificatosi a luglio del 2007, quando un errore del pilota fece schizzare fuori pista l'aeroplano, precipitando sulla strada e schiantandosi su una pompa di benzina, causando centinaia di morti. 9) Subito sopra c'è l'aeroporto internazionale di Toncontin, in Honduras. Questo aeroporto è situato in una valle a 1000 metri d'altezza, completamente circondato da montagne. Lo spazio è estremamente ridotto, e gli aerei in fase di decollo sono costretti ad una rapidissima ascesa per evitare di schiantarsi contro le montagne. Stessa cosa per quanto riguarda l'atterraggio: i piloti devono affrontare curve strettissime durante una discesa al cardiopalma, dove la coda del velivolo sfiora il terreno prima di toccare pista. 8) La classifica continua con l'aeroporto di Madeira, Portogallo. Situato sull'omonima isola nell'Atlantico, questo aeroporto è stato per lungo tempo molto pericoloso, a causa di una pista cortissima (originariamente appena 1600 metri), circondato dall'oceano da un lato e da alte montagne dall'altro. Gli atterraggi sono da brivido anche a causa dei forti venti laterali. A causa di incidenti verificatisi, e con la volontà di incrementare la sicurezza, nel 2000 la pista fu allungata sino a 2781 metri. Poiché lo spazio non era sufficiente, si decise di prolungarla facendo poggiare l'estensione su 180 pilastri di cemento armato alti circa 70 metri. 7) Alla settima posizione troviamo il singolarissimo aeroporto di Barra, in Scozia. La particolarità sta nel fatto di non avere una pista: gli aerei atterrano direttamente su una corta spiaggia situata di fronte all'aerostazione. E' l'unico aeroporto ad utilizzare una spiaggia come pista di atterraggio e decollo per i voli di linea. Possiede tre piste delimitate da pali di legno, che vengono sommersi dall'acqua durante l'alta marea, motivo per il quale l'aeroporto non può essere utilizzato di notte. Tuttavia, durante situazioni di emergenza, può capitare che gli aerei siano costretti ad eseguire atterraggi da brivido la sera. 6) Saliamo ai piani alti (in tutti i sensi) con l'aeroporto di Courchevel, in Francia. Questo aeroporto è roba per cuori e stomachi forti. E' il più alto d'Europa, essendo situato a oltre 2000 metri d'altezza presso l'omonima località sciistica. E' anche uno degli aeroporti con la pista più corta al mondo, misurando poco più di 500 metri. Ad aumentare l'esperienza adrenalinica e la pericolosità di decolli e atterraggi è il fatto che l'aeroporto non possiede procedure per l'approccio strumentale: si vola a vista, e solo in condizioni meteo ottimali. Non è omologato per i voli notturni ed è fuori discussione atterrare o decollare con la nebbia.

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22 giu 2017

Scali Milano: firmato l’accordo di programma per riqualificare le aree dismesse

di mobilita

Oltre 675mila m² di verde, pari al 65% della superficie territoriale, 97 milioni di euro per interventi sulla Circle Line, almeno il 32% delle volumetrie complessive destinate a funzioni non residenziali, almeno il 30% delle volumetrie complessive destinate a residenza sociale e convenzionata, ridistribuzione delle volumetrie verso gli scali di maggior dimensione. Sono i punti chiave dell’Accordo di Programma sottoscritto oggi presso lo Scalo Farini da Comune di Milano, Regione Lombardia, Ferrovie dello Stato Italiane con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr (proprietaria di una porzione di area all’interno dello scalo Farini) per la riqualificazione dei 7 scali ferroviari dismessi, che insieme occupano una superficie di 1.250mila m², di cui circa 200mila rimarranno a funzione ferroviaria. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 20 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa. L’Accordo recepisce le richieste indicate lo scorso novembre dal Consiglio Comunale e le istanze emerse durante il lungo percorso di partecipazione e dibattito pubblico che ha visto il coinvolgimento di oltre 60mila persone. Verde e spazio pubblico L’Accordo prevede di destinare almeno il 65% della superficie territoriale totale, pari a oltre 675mila m², ad aree verdi e spazi pubblici. Si tratta di un incremento di circa 130mila m² rispetto alla precedente ipotesi di accordo. Oltre ai 675mila m² saranno realizzati circa 200mila m² di connessioni ecologiche lungo i binari ferroviari, compreso il progetto Rotaie Verdi sulla cintura sud della città e il percorso ciclopedonale lungo i binari in direzione Chiaravalle. Tutti gli scali dovranno avere almeno il 50% delle aree a verde. In particolare, verranno realizzati un grande parco unitario di oltre 300mila m² allo Scalo Farini, che diventerà così il terzo più esteso della città insieme a Parco Montestella dopo Lambro e Sempione, un parco di 90mila m² a Porta Romana e un’oasi naturalistica di 140mila m² (pari al 100% della superficie totale dello scalo) a San Cristoforo. Circle Line La realizzazione della Circle Line è un elemento centrale per lo sviluppo sostenibile della Città Metropolitana. Nel prossimo decennio Ferrovie dello Stato Italiane investirà circa 1 miliardo di euro sul sistema ferroviario del nodo milanese. Legati all’Accordo di Programma vi sono 97 milioni di euro di investimenti finalizzati alla costruzione e all'ammodernamento delle stazioni lungo la Circle Line. Oltre ai 50 milioni generati dalle plusvalenze che si avranno a seguito dell’alienazione delle aree, infatti, 22 milioni andranno a finanziare le nuove stazioni di Tibaldi e Romana, 5 milioni integreranno gli investimenti per migliorare l’accessibilità della stazione di Greco Pirelli, 20 milioni saranno destinati alla nuova stazione di Dergano (previo studio di fattibilità) o in alternativa ad un altro intervento sulla linea. I 50 milioni, garantiti da FS anche qualora le plusvalenze risultassero inferiori, consentiranno di finanziare lo studio di fattibilità per lo sviluppo della cintura nord della Circle Line che confermerà l'esatta collocazione delle nuove stazioni, costruire la nuova stazione di Stephenson e realizzare i necessari adeguamenti per le stazioni di San Cristoforo, Greco-Pirelli e Romolo. Il 50% delle plusvalenze che potranno aversi oltre i 50 milioni già citati, inoltre, andranno a finanziare ulteriori interventi sul nodo ferroviario milanese. Oneri ed extraoneri Saranno 214 milioni di euro gli investimenti legati all’urbanizzazione delle aree. Oltre ai 133 milioni di euro di oneri di urbanizzazione che, secondo le stime, gli operatori dovranno versare all’Amministrazione, sono previsti extraoneri pari a 81 milioni di euro (80 milioni da parte di FS Italiane e 1 milione da parte di Savills Investment Managment Sgr) - suddivisi in 46 milioni per la trasformazione di Farini, 30 milioni per Romana e 5 milioni per  Genova - destinati alla realizzazione di opere di accessibilità e riconnessione delle aree. Volumetrie L’Accordo prevede un indice di edificabilità medio dello 0,65 (pari all’Adp 2015), con la ridistribuzione delle volumetrie previste nel precedente Accordo al fine di garantire un migliore mix abitativo negli scali di maggior dimensione e la concentrazione degli alloggi nelle aree con maggior disponibilità di servizi e trasporti. In particolare, si costruirà meno a Lambrate (-10mila m² pari a una riduzione del 30%), a Greco (-4mila m² pari a una riduzione del 14%) e a Rogoredo (-4mila m² pari a una riduzione del 20%). L’incremento volumetrico si realizzerà invece allo Scalo Romana (+ 14mila m² pari a un aumento del 9%) e a Porta Genova (+4mila m² di edilizia sociale pari a un aumento del 10%). Oltre il 32% delle volumetrie complessive saranno destinate a funzioni non residenziali (uffici, commercio, manifattura, artigianato, logistica, servizi privati…). Nel precedente Accordo il vincolo riguardava solo il 6% delle volumetrie. L’incremento più significativo riguarda gli scali di Farini e Romana, mentre viene confermato il vincolo del 70% di non residenziale a Porta Genova.  Confermato inoltre il divieto di costruire centri commerciali e grandi strutture di vendita. Tutte le previsioni sulle trasformazioni della popolazione milanese degli ultimi 5 anni e le stime sui cambiamenti futuri concordano in un incremento dei cittadini concentrato in particolare nella fascia 20-40 anni. Per rispondere al fabbisogno delle fasce sociali più deboli, almeno il 30% del costruito (di cui 40% in locazione, pari a circa 1.360 alloggi) sarà destinato ad housing sociale (23%) ed edilizia convenzionata ordinaria (7%). Per quanto riguarda l’housing sociale, saranno realizzati circa 2.600 alloggi per una superficie di 155mila m², di cui 2/3 (100mila m²) realizzati negli scali centrali di Farini, Romana e Genova. Tra questi, saranno realizzati 370 alloggi a canone sociale di cui 305 a Farini e Romana.  L’edilizia convenzionata ordinaria rappresenta un’ulteriore novità rispetto alla precedente ipotesi di Accordo: si tratta di circa 800 alloggi destinati al ceto medio, in vendita, in affitto o in affitto a riscatto, concentrati a Farini e Romana. Negli scali di Lambrate e Greco l’housing potrà essere destinato a residenze universitarie. Esclusa quindi la parte non residenziale,  il 44% degli alloggi da realizzare rientrerà nelle categorie di edilizia sociale o convenzionata. La quota massima prevista per la realizzazione di edilizia residenziale libera è limitata al 38% dell’edificabile. Funzioni L’Accordo delinea le vocazioni funzionali per i singoli scali previsti nella mozione di iniziativa consiliare e indicate dai Municipi. In particolare, si prevede la realizzazione di un’oasi naturalistica a San Cristoforo, funzioni legate alla moda e al design a Porta Genova, un grande parco unitario a Farini, che potrà ospitare anche funzioni pubbliche, attività connesse al mondo universitario a Lambrate e Greco, attività di natura culturale e connesse al distretto dell’agricoltura innovativa a Porta Romana. L’Accordo di Programma è accompagnato dal Documento di Visione Strategica redatto dagli uffici comunali con il supporto del Politecnico di Milano e approfondisce i temi posti dalla delibera e dalla mozione di iniziativa consiliare e i temi toccati nel corso del dibattito nei Municipi. Il documento sarà alla base delle linee guida per la definizione dei bandi di concorso per i masterplan e per le fasi attuative. L’Accordo definisce l’obbligo per gli operatori di sviluppare concorsi aperti in due gradi per i masterplan di Farini, Romana e Genova, oltre che per i parchi, gli spazi pubblici e gli edifici pubblici più rilevanti su tutte le aree. L’accordo fissa inoltre l’obiettivo di avviare le procedure concorsuali per il masterplan dello scalo Farini nei primi sei mesi dall’approvazione dell’Accordo. Si prevede infine il ricorso a bandi per gli usi temporanei degli scali, preferibilmente per funzioni ed attività legate ai giovani. La regia pubblica del processo di trasformazione urbanistica delle 7 aree sarà garantita anche attraverso la prosecuzione dell'importante percorso partecipativo finora realizzato. L’Accordo sottoscritto oggi dovrà essere ratificato dal Consiglio Comunale entro 30 giorni. I sette scali ferroviari Le aree dei sette scali ferroviari dismessi – Farini (618.733 m²) Greco (73.526m²), Lambrate (70.187 m²), Porta Romana (216.614 m²), Rogoredo (21.132 m²), Porta Genova (89.137 m²)  e San Cristoforo (158.276 m²) – rientrano tra i beni immobili trasferiti all'ente “Ferrovie dello Stato” (istituito con Legge n.210 del 17/05/1985), parte del patrimonio su cui l'ente ha piena disponibilità secondo il regime civilistico della proprietà privata. Nel perimetro delle stesse sono ricomprese sia aree ormai dismesse sia aree ancora strumentali all'esercizio ferroviario. La società FS Sistemi Urbani, controllata al 100% da Ferrovie dello Stato Italiane, ha il mandato di valorizzare le proprietà del gruppo non strumentali alle attività di trasporto in tutta Italia. Un tempo elementi fondamentali del funzionamento economico, sociale e infrastrutturale della città, oggi questa aree rappresentano elementi di discontinuità per il suo sviluppo, essendo per buona parte degradate e in stato di abbandono. A partire dal 2005 il Comune di Milano, Ferrovie dello Stato Italiane e Regione Lombardia hanno iniziato a definire gli obiettivi e il percorso per la trasformazione urbanistica degli scali dismessi connessa al potenziamento del sistema ferroviario milanese. La rigenerazione degli scali ricucirà i vuoti urbani tra centro e periferia, creando nuovi quartieri caratterizzati da un mix funzionale e abitativo, un’infrastruttura verde diffusa e un sistema di mobilità sostenibile capillare.

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22 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Comiso

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Comiso. Società di gestione: SOACO SpA L’aeroporto di Comiso, ex base missilistica NATO, nasce dall’attuazione del programma europeo KONVER che, tra l’altro, finanziava misure di riconversione dei siti militari. Dal 30 maggio 2013 l’aeroporto è aperto all’attività di traffico commerciale intracomunitario e attualmente è classificato anche come aeroporto doganale e inserito come tale nel Piano Nazionale degli Aeroporti.

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21 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Catania

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Catania. Società di gestione: SAC SpA L’aeroporto di Catania nasce nel maggio del 1924 come infrastruttura militare. Il primo volo civile risale al 1947. Adiacente alla maggiore conurbazione siciliana, è punto di riferimento per sette delle nove province dell’isola: é il principale scalo aeroportuale della Sicilia e il primo del Sud Italia. Con traffico prevalentemente a destinazione nazionale, l’aeroporto ha consolidato il consistente livello di traffico e ha posto in atto iniziative volte a espandere i collegamenti aerei verso l’estero, sia con voli di linea che charter.

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19 giu 2017

RFI potenzierà la rete regionale di Umbria Mobilità

di mobilita

Rete Ferroviaria Italiana potenzierà l’infrastruttura e i livelli di sicurezza della rete regionale di Umbria Mobilità. È questo il contenuto dell’accordo siglato oggi da Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di RFI, e Raffaella Diosono, Direttore Amministrativo di Umbria TPL e Mobilità, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e dell’Amministratore Delegato di FS Italiane, Renato Mazzoncini. L’accordo è la prima applicazione concreta di quanto previsto nel Decreto Legge 50 del 24 aprile 2017: la norma consente alle Regioni territorialmente competenti, ai gestori delle linee regionali e a Rete Ferroviaria Italiana la possibilità di concludere accordi e stipulare contratti per la realizzazione di interventi sulle reti ferroviarie regionali. Le linee interessate dall’intesa sono la Sansepolcro – Umbertide e la Umbertide – Terni, con la diramazione Perugia Ponte San Giovanni – Perugia Sant’Anna. Il costo degli interventi è di oltre 50 milioni di euro, finanziati da Regione Umbria attraverso i Fondi di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Rete Ferroviaria Italiana curerà, per conto di Umbria Mobilità, la progettazione e la realizzazione degli interventi necessari all’ammodernamento della rete regionale, darà supporto nella gestione dei rapporti contrattuali, curerà la direzione lavori e darà assistenza al collaudo tecnico – amministrativo. Un cronoprogramma condiviso definirà le tempistiche dei lavori. Per il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio “si concretizza oggi la prima delle collaborazioni che il Governo ha previsto con la Legge di Bilancio 2017, affinché il sistema ferroviario nazionale contribuisca al rafforzamento di quello regionale. RFI sarà un partner affidabile per Umbria Mobilità e potrà garantire, grazie alla sua esperienza, efficacia nei tempi e nell’esecuzione degli interventi”. “L’operazione di oggi – ha sottolineato Renato Mazzoncini, AD FS Italiane – rientra a pieno nelle linee guida del nostro Piano industriale per i prossimi 10 anni. L’innalzamento dei livelli di sicurezza e l’integrazione tra reti ci permetteranno, assieme alle altre iniziative intraprese, di incrementare la mobilità integrata, uno dei pilastri del nostro progetto”. “Con l’accordo di oggi, Rete Ferroviaria Italiana mette a disposizione della rete umbra il proprio know how e la propria esperienza – ha affermato Maurizio Gentile, AD RFI –. Siamo fiduciosi che seguiranno ulteriori intese con altre istituzioni territoriali, così da avere la possibilità di applicare su altre linee regionali ex concesse le nostre competenze e le best practice che rendono la rete ferroviaria nazionale una fra le più sicure in Europa”. “La firma dell’accordo sottoscritto oggi – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini – rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato con FS Italiane per superare le criticità che hanno caratterizzato negli ultimi anni la gestione della FCU.  Gli investimenti stanziati dal Governo consentiranno di disporre di standard più avanzati e di produrre apprezzabili miglioramenti nei servizi di trasporto regionale”.

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16 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Brindisi

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Brindisi. Società di gestione: AEROPORTI DI PUGLIA SpA L’aeroporto di Brindisi, al servizio di un’area molto vasta, consente l’accesso a un territorio a fortissima vocazione turistica. Lo scalo, in stretta connessione con la struttura portuale, attraverso interventi in corso e programmati, riveste un ruolo significativo per il raggiungimento di elevati standard operativi sul piano dell’integrazione intermodale delle reti di trasporto. L’aeroporto è inoltre un’importante base logistica di agenzie delle Nazioni Unite per l’invio di aiuti umanitari.  

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15 giu 2017

Dibattito pubblico per le opere pubbliche, pronto lo schema del decreto

di Roberto Lentini

Lo schema di decreto per il Dibattito pubblico sulle Grandi Opere, previsto dal Codice dei Contratti pubblici è pronto. Ne ha dato notizia il Ministro Delrio durante il convegno  “Connettere l’Italia”.  Ora il testo passerà agli altri Ministeri per le osservazioni, alle Camere per parere e al Consiglio di Stato. “Sembrava impossibile in Italia, oggi è realtà. Le opere devono essere utili e condivise dai territori, perché sono a servizio delle comunità – ha dichiarato il Ministro Delrio a margine del convegno “Connettere l’Italia" -  I territori debbono comprendere che attraverso le connessioni si sviluppano l’economia e opportunità di lavoro. Quindi infrastrutturare un aeroporto, portare una linea ferroviaria significa creare sviluppo. Ovviamente queste opere vanno discusse con i territori, vanno accettate dalle comunità, perché sono al servizio delle comunità. Regolare il dibattito pubblico in Italia sembrava impossibile oggi è realtà perché il decreto è stato firmato. E’ la dimostrazione che non abbiamo paura delle nostre comunità, dei nostri cittadini. Loro hanno una intelligenza che ci può aiutare a migliorare le opere. Lo abbiamo fatto sbloccando il passante di Bologna, lo faremo in tutte le opere che hanno una rilevanza strategica”. Questi in sintesi i contenuti del testo QUANDO SI APRE IL DIBATTITO PUBBLICO: Il decreto prevede che il dibattito pubblico si apra nella fase di elaborazione del progetto di fattibilità quando le alternative progettuali sono ancora aperte e il proponente può ancora modificare il progetto.  In particolare si apre sul Documento delle alternative progettuali e i risultati del Dibattito pubblico concorrono all’elaborazione del Progetti di fattibilità. SU QUALI OPERE: il dibattito pubblico è obbligatorio per opere di una certa consistenza, tra i 200 e 500 milioni di euro a secondo della tipologia di intervento. Il dibattito pubblico è obbligatorio anche su richiesta delle amministrazioni centrali (Presidenza del Consiglio e Ministeri), degli enti locali (un consiglio regionale, una provincia, una città metropolitana, un numero di consigli comunali rappresentativi di almeno 100.000 abitanti) o dei cittadini (almeno 50.000 elettori). Il proponente è sempre libero di aprire un dibattito pubblico quando lo ritiene necessario. QUANTO DURA: 4 mesi (prorogabili di ulteriori due mesi nel caso di comprovata necessità). Il dibattito pubblico è preceduto da una fase dedicata alla progettazione del processo decisionale della durata massima di 3 mesi. COME SI SVOLGE: il dibattito pubblico, organizzato e gestito in relazione alle caratteristiche dell’intervento e alle peculiarità del contesto sociale e territoriale di riferimento, consiste in incontri di informazione, approfondimento, discussione e gestione dei conflitti, in particolare nei territori direttamente interessati dall’opera e nella raccolta di proposte e posizioni da parte di cittadini, associazioni, istituzioni. CHI LO GESTISCE: il dibattito pubblico è gestito da una figura indipendente che svolge il proprio compito in autonomia e coordina le proprie attività con il proponente dell’opera e il Comitato di monitoraggio (formato dagli enti locali su cui insiste l’opera). COME VIENE SELEZIONATO IL RESPONSABILE DEL DIBATTITO PUBBLICO: il responsabile è selezionato dal proponente dell’opera attraverso procedure di evidenza pubblica che invita alla gara i soggetti idonei ricompresi nell’elenco dei fornitori elaborato dalla  Commissione nazionale per il dibattito pubblico (soggetti di comprovata esperienza e competenza nella gestione di processi partecipativi, ovvero di gestione ed esecuzione di attività di progettazione e pianificazione in materia infrastrutturale, urbanistica e territoriale). COME SI CONCLUDE: il proponente, terminato il dibattito pubblico, ha tre mesi di tempo per presentare un proprio dossier conclusivo in cui evidenzia: la volontà o meno di realizzare  l’intervento, le eventuali modifiche apportate al progetto e le ragioni che hanno condotto a non accogliere eventuali proposte. IL COMITATO DI MONITORAGGIO: il proponente non è lasciato solo durante il dibattito ma è assistito da un comitato di monitoraggio (composto dagli enti locali direttamente coinvolti dall’intervento) che ha il compito di: a) contribuire alla definizione delle modalità di svolgimento del dibattito pubblico; b) collaborare alla realizzazione e alla supervisione del dibattito;  c) concorrere alla soluzione dei problemi e delle criticità che eventualmente si manifestino durante il dibattito; d) contribuire alla discussione e alla valutazione delle proposte emerse nel corso del dibattito pubblico. LA COMMISSIONE NAZIONALE PER IL DIBATTITO PUBBLICO: la Commissione è istituita presso il Ministero delle infrastrutture ed è formata da 13 componenti (2 per il Ministero delle Infrastrutture; 1 rappresentante per i Ministeri dell’Ambiente, Beni culturali, Sviluppo economico, Salute, Giustizia; 1 rappresentante per la Conferenza Stato Regioni, 1 per l’Unione delle Province Italiane e 1 per l’ANCI) + 3 esperti (nominati dal Ministro delle Infrastrutture su proposta della Commissione). La Commissione ha il compito di: monitorare il corretto svolgimento dei dibattiti pubblici; esprimere raccomandazioni e elaborare linee guida; gestire un proprio sito internet con tutta la documentazione relativa ai vari dibattiti; presentare alle camere, ogni 2 anni, una relazione sull’andamento dei dibattiti e proporre correttivi. MODALITÀ DI APPROVAZIONE DEL DECRETO: raccolte le osservazioni del Ministero dei Beni culturali e del Ministero dell’Ambiente il decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti viene inviato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che una volta valutato, viene inviato alle Camere per la raccolta delle osservazioni. Il decreto è inviato anche al Consiglio di Stato.

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15 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Brescia

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Brescia. Società di gestione: AEROPORTO VALERIO CATULLO DI VERONA VILLAFRANCA SpA L’aeroporto di Brescia, altamente specializzato nel settore del cargo aereo, è hub di Poste Italiane e contribuisce a sviluppare nuovi business nel territorio circostante. La capacità dell’aeroporto di gestire ogni tipo di cargo, inclusi deperibili, special e XXL, la piattaforma logistica con possibilità di scambio intermodale e nessuna restrizione per i voli notturni, hanno contribuito a porre l’aeroporto di Brescia ai primi posti tra gli aeroporti italiani per quanto riguarda il settore.

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14 giu 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Bolzano

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo. Aeroporto di Bolzano: Società di gestione: ABD AIRPORT SpA L’aeroporto di Bolzano, istituito nel 1926, è stato trasformato nel 1999 nel moderno scalo attuale. A partire da allora, l’aeroporto ha incentrato la sua attività per rispondere alla domanda di accesso alle lunghe distanze del ricco e popolato bacino delle valli afferenti all’Alto Adige nella regione Altoatesina. Ad oggi, anche se aperto solo a voli charter, è la porta d’ingresso più comoda per raggiungere le vicine Dolomiti.

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