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22 gen 2021

VERONA | Pubblicato il bando di gara per la valorizzazione dello scalo ferroviario di Verona Porta Nuova

di Fabio Nicolosi

FS Sistemi Urbani (società del Gruppo FS Italiane) pubblica il bando di gara per avviare la valorizzazione dello scalo ferroviario di Verona Porta Nuova nell’ambito del quale le aree dello scalo merci verranno riconvertite a parco urbano ed arricchite con nuove funzioni. Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro il 3 marzo 2021 alle ore 13:00. Nell’area in questione, che si estende per una superficie complessiva di 450.000 mq, nascerà una nuova polarità urbana, connotata dall’insediamento di un mix di funzioni pubbliche e private, gravitanti intorno ad un grande parco urbano contemporaneo che ospiterà attività ricreative, servizi ed attrezzature per lo sport ed il tempo libero. Le superfici insediabili, nel rispetto della creazione del parco urbano, sono pari 100.000 mq di SUL. Finalità della gara è la selezione di un operatore economico interessato a portare avanti la trasformazione urbanistica dell’area ai fini della successiva acquisizione, tramite la presentazione di un progetto coerente con le linee guida individuate dalla scheda di sintesi condivisa tra Regione Veneto, Comune di Verona ed FS Sistemi Urbani. La procedura si articolerà in due fasi: nella prima, entro il 3 marzo 2021, gli operatori potranno inviare le loro manifestazioni di interesse per la predisposizione di una proposta di Variante Urbanistica elaborata da un team di professionisti interdisciplinare che supporterà le società del Gruppo FS Italiane e le amministrazioni coinvolte nello svolgimento del relativo iter tecnico-amministrativo. Nella seconda fase sarà richiesto agli Operatori selezionati di realizzare un concept progettuale. L’Operatore selezionato sottoscriverà con le società del Gruppo FS Italiane un Contratto che gli riconoscerà un diritto di prelazione da esercitare nell’ambito della successiva Procedura di Vendita delle aree e dei relativi diritti edificatori, che sarà avviata entro sei mesi dall’approvazione della Variante Urbanistica. Tutte le informazioni relative al Bando e alle sue modalità di partecipazione sono reperibili di seguito: Clicca qui

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21 gen 2021

ROMA | Inviati progetti al MIT per circa 1,3 miliardi di euro

di mobilita

Il progetto definitivo della stazione Venezia della metro C, le nuove linee tranviarie Vittorio-Venezia, Termini-Vaticano-Aurelio (TVA), il deposito tram Casilina Est, e la fornitura di 58 tram e 21 treni per le metro A, B e C. Queste le istanze progettuali che Roma Capitale ha presentato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per ottenere finanziamenti per circa 1,3 miliardi di euro. “Roma Capitale ha chiesto risorse importanti per realizzare opere necessarie per la mobilità della nostra città. Facciamo un altro passo avanti per attuare progetti strategici, fondamentali per uno sviluppo in chiave sostenibile della nostra rete di trasporto pubblico. Dando priorità alle ‘opere su ferro’, abbiamo avviato un cambio di rotta che i cittadini aspettavano da decenni per dotare la città di infrastrutture funzionali e moderne, come la tranvia tra piazza Vittorio e piazza Venezia dove sorgerà anche la futura stazione-museo della metro C”, dichiara la Sindaca di Roma, Virginia Raggi.   “Con la presentazione di questo nuovo pacchetto di opere portiamo avanti la nostra visione di mobilità in base a quanto previsto nel Piano urbano della mobilità sostenibile. Un piano che coniuga la necessità di ampliare la rete infrastrutturale del trasporto pubblico con l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale, andando incontro alle esigenze e alle richieste dei cittadini. Sulla stazione Venezia della Linea C abbiamo confermato gli indirizzi contenuti nello studio preliminare di tutta la tratta Venezia-Clodio, trasmesso al MIT lo scorso anno. Vogliamo una linea metropolitana vera, con frequenze da metropolitana automatica”, dichiara l’assessore alla Città in Movimento, Pietro Calabrese.

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20 gen 2021

SICILIA | 2,5 milioni di euro a disposizione dei Comuni per la progettazione

di mobilita

Verranno riaperti i termini per consentire ai Comuni siciliani di accedere al Fondo di rotazione dedicato alla progettazione. Il governo Musumeci ha infatti reso nuovamente disponibili circa 2,5 milioni di euro che potranno essere chiesti dalle amministrazioni locali per la progettazione di interventi su scuole, strade, impianti di depurazione e altre opere in linea con il Piano di azione e coesione (Pac) 2014-2020. La riapertura dei termini è stata decisa su impulso dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. Una ricognizione del dipartimento Tecnico aveva verificato, infatti, che alcuni Comuni, dopo l’assegnazione delle somme, avevano rinunciato ai fondi o erano risultati inadempienti. È stato così accertato che le risorse ancora non impegnate e disponibili ammontano a circa 2,5 milioni di euro. "Attraverso il virtuoso impiego delle risorse della Regione - commenta l’assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone - vogliamo che nessun cantiere si fermi nonostante l’emergenza pandemica, e anzi, vogliamo aprirne di nuovi. Il governo Musumeci, dopo anni di politiche prive di una visione organica, grazie a questa e altre misure ha dato un impulso positivo all’intera filiera dei lavori pubblici in Sicilia, favorendo così benefici a cascata per tutto il territorio. Con i 2,5 milioni di euro ancora disponibili potremo finanziare, dunque, la progettazione di un’altra trentina di interventi". Le domande accolte fino ad ora per il Fondo di rotazione per la progettazione sono una settantina, pari a circa la metà di quelle che erano state presentate dai Comuni. I finanziamenti si aggirano intorno ai 5 milioni di euro e serviranno a progettare lavori come la ristrutturazione di edifici scolastici, il recupero di aree urbane, la sistemazione di strade e interventi di messa in sicurezza del territorio.

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20 gen 2021

Nominati i commissari delle 53 opere pubbliche prioritarie

di mobilita

E’ stato inviato alle competenti Commissioni parlamentari il Dpcm contente l’elenco delle opere infrastrutturali ritenute strategiche per il Paese e i nominativi dei relativi commissari straordinari. Si avvia così l’ultima fase dell’iter che affiderà ai commissari, individuati tra personalità con requisiti di alta professionalità tecnico-amministrativa, poteri speciali e strumenti normativi per accelerare i cantieri. Si tratta di opere e infrastrutture considerate prioritarie per il loro impatto sul tessuto socio-economico nazionale e locale, che potenzieranno e agevoleranno i collegamenti da Nord a Sud del Paese, inclusi quelli con le aree interne. A essere commissariate saranno: 15 infrastrutture stradali, 16 opere ferroviarie, una metropolitana (la Metro C di Roma), 12 infrastrutture idriche, 3 porti, 12 interventi di edilizia statale. INFRASTRUTTURE FERROVIARIE E TRASPORTO RAPIDO DI MASSA Per quanto concerne gli interventi relativi alle infrastrutture ferroviarie, si è proceduto ad individuare in alcuni casi opere già in realizzazione sulla rete di Alta Velocità ma che necessitano di un ulteriore accelerazione per completarle e renderle funzionanti nel breve periodo. Sono stati inoltre proposti alcuni nuovi interventi per l’estensione anche al Sud del trasporto ferroviario con caratteristiche di Alta Velocità. In modo da assicurare che i tempi di percorrenza dal centro Italia verso Sud della Penisola siano equivalenti a quelli attualmente previsti verso il Nord del Paese. Allo stesso modo sono stati individuati alcuni interventi volti a potenziare le linee di collegamento trasversale tra il corridoio tirrenico e quello adriatico. In particolare: AV/AC Brescia-Verona-Padova (Vincenzo Macello) Potenziamento Linea FortezzaVerona (Paola Firmi) Potenziamento Linea Venezia-Trieste (Vincenzo Macello) Completamento raddoppio Genova Ventimiglia (Vincenzo Macello) Completamento raddoppio Pescara-Bari (Roberto Pagone) Potenziamento e sviluppo direttrice Orte Falconara (Vincenzo Macello) Linea Roma-Pescara (Vincenzo Macello) Realizzazione nuova linea Ferrandina – Matera La Martella (Vera Fiorani) Potenziamento tecnologico e interventi infrastrutturali Linea Salerno – Reggio Calabria (Vera Fiorani) Linea Palermo-Trapani via Milo (Filippo Palazzo) Potenziamento tecnologico e interventi infrastrutturali Linea Taranto – Metaponto – Potenza – Battipaglia (Vera Fiorani) Raddoppio Codogno-Cremona-Mantova (Chiara De Gregorio) Chiusura Anello ferroviario di Roma (Vera Fiorani) Completamento raddoppio Pontremolese (Mariano Cocchetti9 Realizzazione delle opere relative alla tratta ferroviaria Napoli – Bari (Roberto Pagone) Realizzazione asse AV/AC Palermo- Catania-Messina (Filippo Palazzo) Metropolitana di Roma – Linea C INFRASTRUTTURE STRADALI Con riguardo agli interventi relativi alla rete stradale sono stati previsti le seguenti opere, volte alcune a “ricucire” il territorio agevolando i collegamenti con le aree interne del Paese, altre ad adeguare l’infrastruttura ad un aumentato fabbisogno trasportistico o alla messa in sicurezza e altre ancora volte al completo ripristino dell’opera a seguito di cedimenti strutturali a causa di eventi metereologici avversi: SS 106 Ionica. (Massimo Simonini) Collegamento viario con caratteristiche autostradali compreso tra lo svincolo della SS 514 “di Chiaramonte” con la SS 115 e lo Svincolo della SS 194 “Ragusana” (Raffaele Celia) SS 675 Umbro-Laziale. Sistema infrastrutturale di collegamento del porto di Civitavecchia con il nodo intermodale di Orte. Tratta Monte Romano Est – Civitavecchia. (Ilaria Coppa) ANAS Collegamento stradale Cisterna-Valmontone e relative opere connesse (Antonio Mallamo) Strada Statale 4 Salaria. (Fulvio Soccodato) E 78 Grosseto-Fano (Massimo Simonini) SS 20 del Colle di Tenda (Nicola Prisco) Ponte Lenzino sul fiume Trebbia, lungo la S.S. 45. Realizzazione del Ponte provvisorio e del Ponte definitivo. (Aldo Castellari) S.S. 45 “della Val Trebbia” tra Rivergaro e la località Cernusca nel comune di Travo (Aldo Castellari) SS 640 “strada degli scrittori” dal km 0.550 a km 74.50 (Raffaele Celia) SS 647 Fondovalle del Biferno. Parte A: lavori di adeguamento messa in sicurezza e manutenzione straordinaria dei viadotti Molise 1 e Molise 2 sull’invaso del Liscione. Parte B : Variante dell’invaso del Liscione (Vincenzo Marzi) SS 17 dell’appennino Abruzzese e Appulo Sannitico. Lotto 0 di collegamento tra bivio di pesche e il lotto 1 della SS V Isernia – Castel Di Sangro (Antonio Marasco) SS16 Adriatica. Parte A: adeguamento tratto Foggia e San Severo. Parte B: Tangenziale Ovest di Foggia (Vincenzo Marzi) SS 89 Garganica Parte A: razionalizzazione viabilita’ San Giovanni Rotondo e collegamento con Manfredonia. Parte B SSV del Gargano, da Vico del Gargano a Mattinata (Vincenzo Marzi) SS 369 Appulo Fortorina SS 212 Della Val Fortore (Nicola Montesano). INFRASTRUTTURE IDRICHE E PORTI Per quanto riguarda le infrastrutture idriche sono stati individuati interventi volti prevalentemente alla messa in sicurezza e al completamento di dighe e acquedotti al fine di garantire il loro ottimale esercizio. In particolare, in relazione alla messa in sicurezza delle dighe sono stati individuate le seguenti opere per le quali appaiono necessari interventi finalizzati a incrementarne la sicurezza: Traversa del Lago d’Idro (BS) Sistema acquedottistico del Peschiera (RM) Diga Cantoniera sul fiume Tirso (OR) Diga sul Rio Olai Diga sul Rio Govossai (NU) Diga sul Rio Mannu (SS) Diga di Monte Pranu sul Rio Palmas (OR) Riguardo invece all’ampliamento, completamento o realizzazione di dighe sono state individuate le seguenti opere: Diga di Maccheronis (NU) Diga di Monti NiedduDiga (CA) Diga di Medau Angiu (CA) Diga di Cumbidanovu (NU) Diga di Pietrarossa (EN) Sono stati identificati inoltre i seguenti interventi di sviluppo delle infrastrutture portuali, funzionali alla navigazione in sicurezza e ad assicurare un efficace raccordo fra i nodi portuali e le reti terrestri: Darsena Europa (LI) – Si interviene con la realizzazione di opere foranee di protezione e di nuova imboccatura portuale. Diga Foranea di Genova – Si prevede la realizzazione della nuova diga Foranea per consentire condizioni di sicurezza per l’accesso delle grandi navi portacontenitori. Porto di Palermo. Rilancio del polo cantieristico – Si prevedono diversi interventi per messa la in sicurezza la compatibilità e la sostenibilità delle differenti funzioni portuali nell’area palermitana. EDILIZIA STATALE Infine, si propongono interventi rivolti a rendere maggiormente funzionali - con opere di adeguamento, ristrutturazione, rifunzionalizzazione, nonché di nuova realizzazione - alcuni presidi di pubblica sicurezza, dislocati al Sud, al Centro e al Nord Italia, e, precisamente a: Palermo, Catania, Reggio Calabria, Crotone, Napoli, Roma, Bologna, Genova, Torino e Milano. Palermo: Realizzazione uffici e alloggi collettivi di servizio e bretella con Via Leonardo da Vinci 2° Lotto. (Gianluca Ievolella) Catania: realizzazione in un unico Centro polifunzionale degli Uffici della PS dislocati in Citta’: 1° e 2° Lotto. (Gianluca Ievolella) Reggio Calabria: caserma “Manganelli”. Ristrutturazione di un edificio esistente e realizzazione di due nuovi corpi di fabbrica per l’allocazione del Reparto Mobile e della DIA. (Gianluca Ievolella) Crotone: realizzazione di nuovo corpo di fabbrica per ospitare gli uffici della questura, della polizia stradale e della polizia postale, attualmente disseminati nella città. (Gianluca Ievolella) Napoli: Caserma “Boscariello”: realizzazione della cittadella della sicurezza destinata a concentrare gli uffici di polizia, i servizi comuni e gli alloggi di servizio e il Centro Elettronico Nazionale attualmente disseminati sul territorio. (Giuseppe D’Addato) Reggio Calabria. Riorganizzazione dei presidi di PS: ricollocazione in edifici confiscati alla mafia del commissariato di Palmi, del commissariato di Siderno, del Reparto prevenzione crimine e del distaccamento Polizia stradale di Siderno; manutenzione straordinaria della questura di Reggio Calabria e del commissariato di Gioia Tauro. (Gianluca Ievolella) Bologna riorganizzazione dei presidi. Rifunzionalizzazione della caserma Tagliamento; ristrutturazione della Caserma Marconi; ristrutturazione della caserma Bevilacqua a Imola per commissariato e distaccamento polizia stradale; ristrutturazione del complesso San Salvatore per la polizia scientifica; rifunzionalizzazione della Caserma Smiraglia (Fabio Riva) Genova: riorganizzazione dei presidi. Ristrutturazione caserma Ilardi (Roberto Ferrazza) Milano: riorganizzazione dei presidi. Rifunzionalizzazione del Commissariato Città Studi, dell’autocentro, del Commissariato Centro, del Commissariato Porta Ticinese, del Commissariato San Siro, nuova realizzazione del front office del Commissariato Comasina presso la Caserma Annarumma; nuova realizzazione della sede del Commissariato Monforte-Vittoria in bene demaniale; rifunzionalizzazione della Caserma Montello (Fabio Riva) Torino: riorganizzazione dei presidi. Ristrutturazione del Commissariato Borgo Po; ristrutturazione della Caserma Podgora; ristrutturazione generale del centro polifunzionale della Caserma Cesale; ristrutturazione della caserma Porcu del Nunzio; ristrutturazione generale del Commissariato Bardonecchia; rifunzionalizzazione del complesso di viale Tirreno;; ristrutturazione dell’immobile in corso Verona (Roberto Ferrazza) Roma: riorganizzazione dei presidi. Ristrutturazione di alcuni locali per la realizzazione di alloggi collettivi di servizio del personale di PS (San Basilio); ristrutturazione di un immobile demaniale per la ricollocazione del commissariato Appio-San Giovanni; manutenzione del Commissariato San Lorenzo; manutenzione della nuova sede del Commissariato Casilino Nuovo; ristrutturazione del Commissariato Prati; ristrutturazione dell’immobile (Vittorio Rapisarda) Roma: immobile “Tommaso Campanella” per realizzazione Polo Cibernetico (Vittorio Rapisarda).

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15 gen 2021

LAZIO | Approvato il finanziamento per il progetto esecutiva della pista ciclabile del Lago di Bracciano

di mobilita

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato il finanziamento per il progetto esecutiva della Pista ciclabile Circumlacuale del Lago di Bracciano, con un stazionamento, nel 2021, di 300.000 euro Si tratta di un progetto che prevede 33 km. circa di pista ciclabile che collegherà la Località Polline, nel Comune di Roma, ai 3 Comuni rivieraschi, Anguillara Sabazia, Trevignano Romano e Bracciano, per dar vita ad uno snodo ecologico cruciale per il sistema infrastrutturale da inserire nel Piano Regionale della Mobilità, dei Trasporti e della Logistica della Regione Lazio (PRMTL), finalizzato ad ottimizzare le condizioni di sostenibilità economica, sociale ed ambientale dell’area. Oltre ad attraversare i Comuni del Lago, la nuova pista circumlacuale rilancerebbe l'offerta turistica dell'intera Regione Lazio, creando un collegamento, attraverso le Rete Sentieristica del Parco nel territorio dei 10 Comuni del Parco con le vicine aree protette di Veio, Marturanum, Monterano, dell’antichissima Città di Sutri e Valle del Treja, oltre alla Faggeta di Monte Raschio, sito Unesco. Dopo la recente tabellazione della rete dei sentieri, pensata per agevolare le escursioni nell'area protetta, si tratta quindi di un altro grande risultato, un approccio organico per realizzare l'opera nel suo complesso, consentendo ai Comuni di accedere in maniera più agevole a possibili finanziamenti senza perdere l'unitarietà e la omogeneità dell’opera. Il tutto per realizzare una vera e propria infrastruttura verde per la promozione dei valori ambientali del Parco di Bracciano-Martignano e una conseguente valorizzazione anche economica e turistica.

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15 gen 2021

GENOVA | Metropolitana, Monorotaia di Erzelli e Sky Tram in Valbisagno: 670 milioni di finanziamento richiesti al MIT

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La Giunta, su proposta dell’assessore alla mobilità integrata e ai trasporti Matteo Campora, di concerto con il vicesindaco e assessore al bilancio Pietro Piciocchi, ha approvato la delibera che prevede di inoltrare, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la richiesta di accesso ai finanziamenti destinati al trasporto rapido di massa ad impianti fissi per i seguenti progetti: Metropolitana (prolungamento a Rivarolo e completamento della stazione di Martinez/Terralba); Monorotaia di Erzelli; Sky Tram della Val Bisagno. 670 milioni di euro l’ammontare complessivo del finanziamento richiesto al MIT, così ripartito: Metropolitana, 74.516.124,63 euro per il prolungamento a Rivarolo e completamento della stazione di Martinez/Terralba; 63.410.340,28 euro per il completamento della stazione di Corvetto; Monorotaia di Erzelli, 248.859.138,83 euro; Sky Tram della Val Bisagno, 284.011.550,97 euro, per un totale di 670.797.154,70 euro. I contributi richiesti dall’Amministrazione si riferiscono al “Fondo per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni Centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese”, le cui risorse sono state stanziate dal MIT per l’orizzonte temporale 2019-2033. «Le opere oggetto di richiesta di finanziamento – spiegano il vicesindaco e assessore al bilancio Pietro Piciocchi e l’assessore a mobilità e trasporti Matteo Campora – rispondono pienamente agli obiettivi e alle strategie individuate dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, nell’ottica di un rafforzamento del trasporto pubblico e del miglioramento della qualità del servizio. Inoltre, gli interventi oggetto di istanza favoriscono l’integrazione e l’interconnessione di diverse modalità di trasporto, migliorando l’interoperabilità dei servizi e garantendo una maggiore accessibilità alla città per soddisfare la domanda di mobilità delle persone e delle imprese».

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14 gen 2021

BOLOGNA | Il comune chiede i finanziamenti per la linea tram che collegherà il centro di Bologna con Corticella e Castel Maggiore

di mobilita

Il Comune di Bologna ha inviato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’istanza di finanziamento per una seconda linea tranviaria, che collegherà il centro di Bologna con Corticella e Castel Maggiore. Il tracciato corrisponde al tratto nord della Linea Verde prevista dal PUMS. Negli scorsi giorni il CIPE ha dato il via libera alle modifiche del progetto PIMBO confermando il finanziamento di 236 milioni di euro e individuando il Comune di Bologna come aggiudicatario delle risorse. “Un ottimo risultato che porta a compimento il lavoro fatto in questi due mandati – spiega il sindaco Virginio Merola – abbiamo costruito con coraggio e determinazione la mobilità bolognese dei prossimi anni non sprecando un euro delle risorse che erano state assegnate e, anzi, portando a Bologna nuovi finanziamenti attraverso la prima linea del tram. Ora confidiamo che anche questa richiesta abbia un esito positivo per andare avanti con la costruzione della rete tranviaria”. La delibera che autorizza la richiesta al MIT è stata licenziata nell’ultima riunione della giunta guidata dal sindaco Virginio Merola su proposta dell’assessore alla Mobilità Claudio Mazzanti. La richiesta è di 222 milioni di euro secondo un progetto di fattibilità tecnico economica che prevede una linea lunga 7,4 km, di cui 5,9 km su nuovo percorso e 1,5 km in sovrapposizione alla Linea Rossa e che avrà un totale di 18 fermate (4 in comune con la Linea Rossa). Dal capolinea sud, posto in via dei Mille, il tracciato interesserà via Indipendenza, via Matteotti e via Ferrarese. Da piazza dell’Unità il percorso si svilupperà verso nord lungo via di Corticella e via Bentini dove la linea svolterà su via Sant’Anna, via Byron e via Shakespeare. Nell’ultimo tratto il tracciato proseguirà a fianco di via Bentini, salendo in quota per servire la stazione del servizio ferroviario metropolitano di Corticella e terminare al capolinea nord, nel comune di Castel Maggiore, presso il quale sarà realizzato anche un parcheggio di interscambio con accesso da via Di Vittorio. La prospettiva a cui si sta già lavorando è quella di un prolungamento ulteriore in direzione del centro di Castel Maggiore come deliberato dal Consiglio Comunale di Castel Maggiore lo scorso 7 gennaio. Sulla base di un primo studio di pre-fattibilità predisposto dal Comune di Castel Maggiore si è stimato un costo di 130-150 milioni di euro per la realizzazione del prolungamento. Se il Ministero accoglierà positivamente la richiesta di finanziamento il Comune di Bologna sarà responsabile per l’attuazione complessiva dell’intervento. Come è avvenuto anche per la Linea Rossa il Comune, tramite la Fondazione per l’Innovazione Urbana, avvierà un percorso di coinvolgimento della cittadinanza. Sono previsti tre incontri pubblici rivolti agli abitanti e alle realtà presenti lungo il tracciato dal centro di Bologna a Corticella, per presentare e approfondire nel dettaglio il progetto nelle varie zone attraversate dalla linea ed ascoltare le istanze dei cittadini, che saranno poi racchiuse in un dettagliato report utile all’implementazione del progetto. Gli incontri si terranno alle 18.30, in modalità on line, in questi giorni: 3 febbraio, zona Centro Storico / Bolognina, 10 febbraio zona Croce Coperta, 17 febbraio zona Corticella. In coerenza con il PUMS, nel corso del 2020 la realizzazione del progetto di fattibilità tecnico economica della seconda linea tranviaria è andata di pari passo con il riassetto della rete del trasporto rapido di massa in città per integrare definitivamente la rete tranviaria con quella filoviaria, introducendo modifiche al Progetto Integrato della Mobilità Bolognese (P.I.M.BO.), in particolare alle nuove linee dei filobus. Il CIPE attraverso una delibera pubblicata lo scorso 8 gennaio in Gazzetta Ufficiale, ha avallato tale riassetto confermando l’assegnazione di 236.376.414,00 euro di finanziamenti statali del bilancio del MIT destinati al progetto P.I.M.BO. e individuando il Comune di Bologna come soggetto aggiudicatore di tali fondi, TPER sarà invece il soggetto attuatore degli interventi. Nella nuova versione rivisitata il progetto P.I.M.BO. mantiene la previsione del completamento del Servizio Ferroviario Metropolitano con le nuove stazioni poste all’interno del Comune di Bologna e dell’eliminazione dei passaggi a livello lungo la tratta urbana della linea ferroviaria Bologna-Portomaggiore, che sarà interrata. Per quanto riguarda i progetti relativi alla rete filoviaria sono stati stralciati il tratto di linea compreso tra Piazza dell’Unità e Corticella, quello tra il centro di Bologna e il Pilastro e la tratta compresa tra il centro e Casalecchio di Reno, sui quali è prevista la realizzazione di linee tranviarie. Saranno invece realizzate le opere necessarie per l’elettrificazione della linea filoviaria 19 Ovest, dal centro verso Casteldebole, prevedendo un tracciato alternativo agli assi stradali destinati alla Linea Rossa del tram. Sarà inoltre confermata la filoviarizzazione della linea 25 (Due Madonne-Dozza): tale linea sarà combinata alla linea 11, esercendo il servizio con nuovi filobus, dotati di batterie a bordo, in grado di percorrere tratti di percorso anche privi di linea di alimentazione. A questo scopo i finanziamenti saranno utilizzati anche per la realizzazione di impianti di ricarica ai capolinea della 11 e presso il deposito Battindarno. Anche la linea 20, da Piazza XX Settembre a Casalecchio di Reno, sarà servita con autobus elettrici. I finanziamenti consentiranno l’acquisto di 70 nuovi filobus snodati di tipo IMC (In Motion Charging), in grado di muoversi in modalità esclusivamente elettrica nelle tratte senza linea aerea di alimentazione, e di 20 bus elettrici con batterie a bordo che contribuiranno a un significativo rinnovo della flotta cittadina verso mezzi a minimo impatto ambientale.

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13 gen 2021

BRESCIA | Presentato il progetto di fattibilità tecnica ed economica della linea tram T2 Pendolina – Fiera

di Fabio Nicolosi

E' stato presentato oggi un piano da 363 milioni di euro per realizzare un tram ad alimentazione elettrica che dalla Pendolina arrivi fino alla Fiera di Brescia, seguendo un percorso lungo 11,6 chilometri con 24 fermate complessive. Il progetto che Brescia Mobilità e Comune di Brescia  presenteranno al Ministero delle infrastrutture nell’ambito di un avviso pubblicato a Roma per la realizzazione di infrastrutture di trasporto pubblico in Italia. Se la linea ottenesse il finanziamento, l’idea è che la prima corsa sia nel marzo 2029, a sedici anni dall’entrata in funzione della metropolitana. Dal capolinea della Pendolina il tram farebbe le seguenti fermate: Polivalente, (via) Risorgimento, Urago Mella, Torricella, Colombo, Fiumicello, (via) Volturno Iveco, (via) Volturno, (via) Da Vinci, Fossa Bagni, Pusterla, San Faustino, (via) Mazzini, (corso) Zanardelli, (via) XX Settembre, Palagiustizia, Stazione, (piazzale) Repubblica, (via) Corsica, Parco Pescheto, (via) Salgari, (via) Orzinuovi, Chiesanuova, Fiera. Una risposta dal ministero è attesa per il prossimo autunno. Clicca qui per i dettagli

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12 gen 2021

REGGIO EMILIA | La giunta comunale approva il progetto per il tram dal valore di 282,3 milioni di euro

di Fabio Nicolosi

È stato approvato dalla giunta comunale e viene in questi giorni proposto per il finanziamento, tramite Bando, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, lo studio di fattibilità della nuova Tranvia di Reggio Emilia. Il valore complessivo, di opera e parco rotabile, è stimato in 282,3 milioni di euro. Il progetto, previsto dal programma di mandato e dal nuovo Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums), se validato e finanziato dal Mit, potrà trasformare – rendere più sostenibili, semplici, funzionali e attraenti – gli spostamenti nella città, con benefici anche per coloro che provengono dai comuni intorno a Reggio Emilia. Vantaggi, come provano studi ed esperienza in materia, potranno aversi altresì per l’economia, il lavoro, il tempo risparmiato negli spostamenti, la qualità dell’ambiente e il valore dei beni urbani. La prima Tranvia di Reggio Emilia – definita linea T1 – collega Villa Rivalta con Villa Mancasale, attraversando centralmente i quartieri con un tracciato di 14,5 chilometri, che connette le zone residenziali a sud con i distretti produttivi e della grande mobilità (ferroviaria e autostradale) a nord. I tratti principali della linea – una “linea di forza”, come è definita dallo stesso Pums, su cui si hanno i numeri più alti in termini di spostamenti all’interno della città – costituiscono una dorsale sostanzialmente omogenea e sono quelli costituiti da via della Repubblica, via Martiri della Bettola, viale Umberto I, Centro storico (viale Monte Grappa, viale Piave, viale Isonzo), viale Regina Elena, via Gramsci, Parco industriale di Mancasale. Il tram, che nella direttrice sud-nord sostituirà il trasporto pubblico oggi su gomma, connette e permette di raggiungere i principali poli attrattori – residenziali, lavorativi, produttivi, commerciali, culturali, della ricerca, scolastici e universitari, socio-sanitari e amministrativi – della città, ponendo a sistema allo stesso tempo i principali nodi di interscambio della mobilità e del trasporto ferroviario. Hanno detto “Quello che presentiamo oggi è un progetto di grande portata, ambizioso e audace, per il funzionamento e il futuro sostenibile della nostra città - ha detto oggi il sindaco Luca Vecchi, illustrando il tracciato della tranvia T1 alla stampa – Si tratta di un’opera che, come già è accaduto per la Stazione Av Mediopadana che ha riposizionato Reggio Emilia in Italia e in Europa, è destinata a cambiare la città, gli stili e le preferenze di mobilità e a incidere sulla mobilità nord-sud sul piano funzionale. Quest’ultimo è per noi il grande tema di mobilità urbana che dobbiamo affrontare e rispetto al quale ora interveniamo con la più importante e innovativa proposta avanzata su questa direttrice. La redazione del progetto Tranvia rappresenta inoltre un atto di serietà rispetto agli impegni che ci eravamo presi in campagna elettorale. Oggi, dopo poco più di un anno, presentiamo il frutto di un lavoro complesso che non costituisce tanto una suggestione, quanto un progetto strutturato e sul quale il ministero si pronuncerà già in primavera”. “Questo progetto ci permette di ripensare lo spazio urbano in un’ottica di mobilità sostenibile, a partire dall’asse sud-nord della città, con la prospettiva di portare fino al 25% delle persone a scegliere il trasporto pubblico per gli spostamenti quotidiani – ha spiegato l’assessora alle Politiche per la sostenibilità, Carlotta Bonvicini - Il tram è un mezzo efficiente ed efficace, economicamente competitivo, che garantisce sicurezza e comfort ai suoi utilizzatori, non inquina, è silenzioso e garantisce una maggiore accessibilità rispetto ad altri mezzi. La creazione di una tranvia rappresenta il primo passo per rinnovare il sistema del trasporto pubblico locale e ripensare le infrastrutture esistenti come parte di una rete, basata su un concetto nuovo di mobilità, che - se questo progetto verrà avallato - ci darà anche l’occasione per iniziare una vera opera di rilancio e riconversione delle ferrovie locali, in una logica di interconnessione e interscambio. Il Covid ha messo in evidenza l’importanza di un trasporto pubblico funzionale ed efficiente, non soltanto rispetto al sistema scolastico, ma per la quotidianità di tutti gli utenti. Una scelta ecologica e sostenibile e, in un’ultima istanza, una reale alternativa concreta ai mezzi privati, che merita visione e coraggio: questo è il momento di rilanciarlo anche in città di medie dimensioni come la nostra e come Amministrazione comunale ne siamo fortemente convinti”. L’ingegner David Zilioli, dirigente del servizio Progettazione delle infrastrutture del Comun di Reggio Emilia ha poi presentato gli aspetti salienti del progetto Tranvia Reggio Emilia, che è costituito da circa 300 elaborati, frutto di un anno di lavoro del pool di progettazione. Sostenibile, funzionale e affidabile L’aspettativa è che il nuovo percorso tranviario di Reggio Emilia, dotato di una trentina di fermate e 16 convogli lunghi ciascuno circa 27 metri e con capienza di 200 persone ognuno, sgravi sensibilmente i carichi di traffico veicolare privato e abbatta le emissioni inquinanti ed acustiche, dando una risposta importante al congestionamento della rete viabilistica urbana di attraversamento. Una soluzione importante e anche più di una soluzione funzionale, dato che nelle città europee e italiane – fra cui Brescia, Bergamo, Padova, Cagliari, Firenze e Bologna - dove è stato introdotto, il tram ha avuto un impatto molto positivo sul modo di leggere e vivere la città. Le nuove linee tranviarie infatti aumentano il numero di passeggeri nella media dal 50 al 100% su singola tratta, con gli stessi costi per passeggero. Il segreto di questo aumento è duplice: da un lato il tram moderno è indipendente dal traffico automobilistico ed è più veloce, dall’altro risulta più visibile, attraente, apprezzabile rispetto a un autobus. In Germania si parla di Schienenbonus (bonus delle rotaie): significa che i trasporti su rotaia sono percepiti in modo più positivo rispetto ad altri mezzi, perché appaiono come sistemi più intuitivi e affidabili. Il tram inoltre avvicina i quartieri al centro cittadino come non riuscirebbe a farlo una linea o una rete di autobus. Perciò il tram non solo risolve il problema specifico della mobilità, ma si iscrive in un concetto più ampio che punta a trasformare la città in un luogo ancora più a misura delle persone. Il tram moderno è: ecologico: non genera emissioni nocive che possano alterare la qualità dell’aria; efficiente: l’energia consumata è quella che serve esclusivamente al moto del veicolo; confortevole: la marcia è regolare, senza scossoni o sobbalzi, le accelerazioni e decelerazioni sono regolari; accessibile: anche a persone con disabilità; capiente: un modello di tram come quello previsto a Reggio Emilia trasporta mediamente il triplo dei passeggeri di un autobus ed equivale ad una quantità di trasporto pari a 170 auto private; silenzioso: la tecnologia dell’armamento flottante permette di evitare la rumorosità che era dei vecchi veicoli, anche in frenata. Quando il mezzo è in moto, il livello di rumorosità è talmente basso da non poter essere paragonato a quello di uno dei più moderni autobus a combustibile; longevo: la vita media di un tram è doppia rispetto a quella di un autobus; affidabile: è forte di una continua sperimentazione e innovazione tecnologica, fin dal 1935, con l’entrata in servizio dei primi modelli a Lione e Rouen. Dati principlai del T1 Reggio Emilia I 14,5 chilometri della Tranvia T1 sono previsti, nello studio di fattibilità, per il 73% in sede propria e per 27% in tracciato promiscuo. Le fermate previste sono 29, compresi i capolinea e il deposito dei mezzi a Mancasale. I mezzi-tram sono 16. Il costo delle opere da realizzare e del parco rotabile è stimato in 282,3 milioni di euro Iva compresa. Lo studio ha individuato alcuni nodi di scambio integrati con la linea tranviaria: 2 nodi ferro-ferro alla Stazione ferroviaria centrale/Reggiane e alla Stazione Av Mediopadana. Sarà cioè possibile recarsi nelle due stazioni con il tram, evitando l’auto; 3 nodi ferro-gomma ai terminali-capolinea, costituiti da due nuovi parcheggi scambiatori a sud di Rivalta da 117 posti auto ciascuno (per raccogliere le provenienze dalla montagna e dalla Val d’Enza) e un parcheggio scambiatore a nord di Mancasale (per raccogliere le provenienze dalla Bassa reggiana). Questi parcheggi potranno intercettare il traffico automobilistico diretto in città: chi proviene da fuori città, parcheggia e prende il tram per entrare nell’area urbana, percorrerla e giungere alla destinazione voluta. I capolinea forniti di parcheggi di interscambio offrono quindi un ulteriore vantaggio, indotto dalla linea tranviaria, all’intera provincia di Reggio Emilia. Per altro, alcuni dei Comuni limitrofi alla città capoluogo avevano chiesto esplicitamente questo servizio, da prevedere anche nel nuovo Pums. Dati trasportistici Lo studio ha definito i seguenti vantaggi in termini di trasporto urbano: 22mila passeggeri giornalieri nel breve periodo dall’entrata in esercizio; 30mila passeggeri giornalieri, una volta realizzate tutte le opere e gli interventi previsti dal Pums; 6,5 milioni di passeggeri l’anno, di cui 1,4 milioni sottratti al trasporto privato. In questa prima fase di progettazione, la frequenza del tram a ogni fermata è stata calcolata ogni 7,5 minuti da Rivalta alla Mediopadana nelle ore di punta (ogni 15 minuti dalla Stazione Av Mediopadana a Mancasale); il periodo giornaliero di funzionamento possibile dalle ore 5,3 alle 24; il tempo di percorrenza tra la Stazione Av Mediopadana e il Centro storico: circa 15 minuti. Il tempo di percorrenza tra Rivalta-Scuole” e il Centro storico: circa 15 minuti. Il trasporto pubblico locale, che oggi intercetta l’11% degli spostamenti urbani, passerebbe al 18% con l’introduzione della Tranvia e al 25% con la messa a regime del sistema previsto dal Pums, che fra l’altro comprende, oltre alla Tranvia, il rinnovamento e il rafforzamento del trasporto pubblico sulla “linea di forza” est-ovest. Qualora il ministero recepisse lo studio di fattibilità ed erogasse il finanziamento, una volta approvati progetto esecutivo e progetto definitivo, la gara di appalto potrebbe essere indetta entro il 31 dicembre 2022 con realizzazione delle opere entro il 2026. Fermate È stata individuata una prima - indicativa, non definitiva e migliorabile in corso di progettazione esecutiva - serie di fermate, in considerazione della densità di popolazione, dei potenziali utenti extraurbani e dei luoghi attrattori di persone: Rivalta sud- Sant’Ambrogio, Rivalta-Peep, Rivalta-Corbelli, Rivalta-Scuole, Rivalta-Reggia di Rivalta, il Casale presso Rivalta, Baragalla–via Inghilterra, Baragalla–via Fogazzaro, Baragalla–Canalina sud, Baragalla–Osea, Belvedere, Crostolo–via Bismantova, Zona ospedaliera, viale Umberto I–ex Seminario, Centro storico–viale Monte Grappa presso piazza Fontanesi, Centro storico–viale Mote Grappa presso la chiesa di San Girolamo, Stazione Fs centrale/Reggiane, viale Piave presso la Questura, Centro storico-Teatri, Tribunale–Polo scolastico, via Gramsci sede Inps, via Gramsci incrocio con via Duo, via Gramsci presso lo Stadio Città del Tricolore, Mancasale-chiesa, Stazione Av Mediopadana, via Filangieri, Mancasale, Mancasale-Mensa, Mancasale nord-Capolinea. Descrizione generale del progetto Il progetto prevede che la nuova linea tranviaria di Reggio Emilia si collochi nel tessuto urbano centrale della città con gli obiettivi, da un lato, di offrire un’alternativa alla motorizzazione privata e ridurre l’inquinamento atmosferico da congestionamento del traffico e, dall’altro, di collegare in maniera efficace ed efficiente le zone produttive a nord, in particolare il Parco industriale di Mancasale, la Stazione Av Mediopadana, il Parco Innovazione e il quarto Polo universitario previsto nello stesso Parco Innovazione, il Centro internazionale Loris Malaguzzi, l’area di sosta e Terminal bus nel Centro intermodale della mobilità (Cim) di piazzale Europa, la Cittadella giudiziaria e il Polo scolastico di via Makallé, con i popolosi quartieri e le frazioni a sud della città. Si prevede a Rivalta la realizzazione di un doppio parcheggio scambiatore così da incentivare l’interscambio modale di tutta la fascia di comuni situati ai piedi dell’Appennino, che contano una popolazione di circa 30.000 abitanti. Lungo il percorso la linea tranviaria permetterà di raggiungere altri importanti punti di interesse e fonte di traffico privato quali: il Parco e la Reggia di Rivalta, l’area industriale di Baragalla, la Zona ospedaliera di Reggio Emilia, il Parco del popolo, gli uffici della sede Inps, lo Stadio Città del Tricolore, il parco Aquatico. La stazione di capolinea a Rivalta sud sarà provvista di due parcheggi scambiatori di circa 110 stalli, più almeno 7 stalli per disabili, e accoglierà i flussi veicolari provenienti dalla strada provinciale 13 (per intercettare le provenienze dalla Val d’Enza), mentre un secondo parcheggio scambiatore con il medesimo numero di stalli sarà posizionato a ridosso della fermata Rivalta–Corbelli, presso lo snodo nevralgico dell’innesto della Bretella di Rivalta, e intercetterà l’utenza proveniente dalla strada statale 63 e cioè dalla montagna. Le moderne tranvie in sede riservata, come quella prevista a Reggio Emilia, sono infatti pensate in un’ottica di integrazione intermodale, svolgendo la duplice funzione di garantire una grande capacità di trasporto di passeggeri e di distribuire gli utenti sulle varie altre modalità di trasporto. Il sistema di mobilità tranviaria, separata dall’intralcio del traffico, comporta inoltre, quale ulteriore effetto migliorativo, la riprogettazione delle aree limitrofe nell’ottica di una riqualificazione estetica e funzionale, con la finalità di incentivare la fruizione grazie anche alla dotazione percorsi ciclo-pedonali connessi e aree verdi e al tempo stesso disincentivare, senza ostacolarlo, il traffico privato. L’obbiettivo generale del progetto è creare un sistema di trasporto pubblico forte, che possa fare da catalizzatore per gli spostamenti dei cittadini interessati dal suo passaggio; per questo è fondamentale creare un sistema che annulli, o quantomeno minimizzi, le interferenze con le altre componenti della mobilità urbana, anche attraverso una rimodulazione delle linee che si sovrappongono, per tracciato e funzioni, alla nuova infrastruttura. Per garantire il maggior numero possibile di passeggeri, aumentare le prestazioni del servizio, garantire un adeguato valore di velocità commerciale e limitare i possibili fattori di perdita di tempo lungo il tragitto da un capolinea ad un altro, si è optato per far correre il tram lungo una sede che per la maggior parte del suo sviluppo sarà ‘propria’, riservata: i veicoli tranviari si muoveranno liberamente senza rischio di casuali rallentamenti legati alla presenza di altro mezzo di trasporto pubblico o privato. Da sottolineare che, sul territorio reggiano, oltre alle due linee di interesse nazionale (la Fs storica e quella dell’Alta velocità) sono presenti tre linee regionali, che convergono in modo radiale sulla città, presso la Stazione Fs centrale. Questa notevole dotazione di infrastrutture ferroviarie costituisce una potenzialità enorme per la sua eventuale riqualificazione in un sistema più permeabile alla città. Tale potenzialità ha quindi spinto più volte a indagare come capitalizzare questa dotazione, mettendola in rete con una complementare nuova tranvia che andrebbe a coprire l’unica direttrice scoperta, quella appunto sud-nord. In caso di ottenimento del finanziamento si aprirà dunque una nuova e importante opportunità per rivoluzionare completamente il sistema del trasporto pubblico a scala locale e provinciale, necessariamente in dialogo con la Regione, le Ferrovie Emilia-Romagna (Fer) e le aziende di trasporto pubblico locale. Come è cambiata la domanda di mobilità La domanda di mobilità per la città di Reggio Emilia, un tempo concentrata soprattutto nel Centro storico, nell’accesso a questo e nei transiti lungo la Via Emilia, dalla seconda metà del Novecento si è via via riconfigurata, con i seguenti effetti: l’esternalizzazione dal Centro storico e dall’area densa dei flussi di transito est-ovest, riposizionati sulla direttrice dell’autostrada A1 e sulla Tangenziale nord della città; la crescita della domanda generata dalla parte sud della città, in forte espansione residenziale, diretta sia nel Centro storico, ricco di servizi e commercio al dettaglio, sia nella fascia a nord del Centro, caratterizzata da attività produttive e commerciali; lo sviluppo esponenziale della domanda proveniente dall’esterno, con una prima cintura (comuni confinanti) che ha superato il capoluogo in termini di dimensione demografica. Storicamente, dunque, la domanda di mobilità a Reggio Emilia era polarizzata sul Centro storico e lungo la Via Emilia; poi la crescita dei quartieri residenziali a sud del Centro e delle aree produttive/commerciali soprattutto nella fascia fra ferrovia ed autostrada ha portato a sviluppare una domanda che va da sud a nord attraversando i viali di Circonvallazione e/o la Via Emilia. Da ciò la congestione che si forma nelle ore di punta, in particolare della mattina, sulle direttrici di via Inghilterra, via Martiri della Bettola e viale del Partigiano, che costituiscono i percorsi più diretti dai comparti sud verso quelli nord della città, compresi i nodi delle due stazioni e del casello autostradale. A questa evoluzione, con le sue complessità e criticità, il progetto Tranvia vuole dare una risposta efficace. CLICCA QUI PER LA PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

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Articolo
11 gen 2021

TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di gennaio della tratta Brescia Est – Verona

di Fabio Nicolosi

Torniamo a mostrarvi gli aggiornamenti relativi ai lavori dell'alta velocità nella tratta Brescia - Verona rispetto all'aggiornamento di dicembre. Oggi vi mostriamo i lavori nei pressi di Sommacampagna. Non avendo mai documentati i lavori, vi raccontiamo ciò che le foto mostrano. Si stanno ultimando la costruzione del monolite IN77 che verrà spinto sotto la linea storica e la realizzazione dei muri per il tratto di deviazione. Inoltre si stanno realizzando i nuovi sottopassaggi che sostituiranno quelli esistenti. Nel cantiere di Lonato Ovest la TBM "Martina" sembra temporaneamente ferma, probabilmente si attende la fine delle operazioni di consolidamento del fronte di scavo: In superficie prosegue l'accumulo dei conci che permetteranno il rivestimento della galleria. Sono in corso di ultimazione i lavori per la realizzazione delle fondazioni del nuovo cavalcavia e si sta iniziando a lavorare anche nel tratto tra Lonato e Calcinato Demolito il cavalcavia, adesso si è in attesa della messa in opera del nuovo impalcato: Ci spostiamo nel cantiere di Lonato Est dove terminerà la galleria scavata con la TBM e dove sono in corso le attività di realizzazione della fossa di uscita. Da qui la talpa sarà smontata e spostata nuovamente nel cantiere di Lonato Ovest dove scaverà la seconda canna del tunnel. Sia l'area a valle, che a monte della nuova viabilità vede notevoli progressi. Lato monte si sta proseguendo i lavori di realizzazione della fossa di estrazione, in particolare si continua a scavare in profondità e lungo la montagna sembra si stiano realizzando delle opere per la raccolta delle acque Lato valle i lavori possono essere suddivisi in piccole parti, nel primo tratto è tutto pronto per la messa in opera della copertura, nel secondo tratto si stanno invece scasserando le pareti laterali, infine nell'ultimo tratto si iniziano a predisporre i ponteggi. Lungo l'A4 quasi tutte le aree di cantiere vedono lavori in corso. Vi mostriamo una carrellata di immagini dai cantieri di Desenzano del Garda, Peschiera, San Martino della Battaglia, Castelnuovo del Garda, S. Giorgio in Salici. I lavori spaziano dalla realizzazione dei nuovi cavalcavia, alle opere propedeutiche alla costruzione della nuova sede ferroviaria. Tante le maestranze a lavoro nei pressi del fiume Mincio, dove si sta lavorando per preparare le fondazione del ponte ferroviario che scavalcherà il fiume e che sarà una delle opere principali della nuova tratta ferroviaria Nel cantiere di Tagliaferro si procede alla costruzione del portale di ingresso della galleria. In direzione Verona si sta procedendo allo spostamento dei cavi di AT e sono iniziati i lavori di palificazione tramite l'utilizzo di due trivelle per la realizzazione della sede ferroviaria. Ricordiamo che questa sarà l'uscita dell'ultima galleria che porterà la ferrovia in superficie fino a ricollegarsi con la linea attualmente in esercizio nei pressi di Verona e di cui vi abbiamo mostrato l'avanzamento all'inizio di questo articolo   Vi lasciamo con un breve video riepilogativo: Ti potrebbero interessare anche: TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Dicembre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Ottobre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Settembre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Agosto della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Luglio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Giugno della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Maggio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Febbraio della tratta Brescia Est – Verona Per rimanere sempre in contatto con Mobilita.org i nostri canali:  Sito internet: http://mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/mobilita.org/  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita_org/  Twitter: https://twitter.com/mobilita_org  Canale Telegram: https://t.me/mobilita

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