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13 set 2018

REGIONE LOMBARDIA | Entro 20 mesi entreranno in servizio i primi treni di ultimissima generazione

di mobilita

Entreranno in servizio entro 20 mesi i primi treni di ultimissima generazione che fanno parte di una delle tre gare bandite lo scorso anno dalla Regione Lombardia per rinnovare completamente il parco rotabile e garantire un servizio sempre piu' di qualita. Sarà Hitachi Rail Italy a fornire i nuovi convogli ad Alta Capacita' come previsto dall'Accordo Quadro presentato oggi a Palazzo Lombardia dal presidente Attilio Fontana, affiancato dall'assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilita' sostenibile, Claudia Maria Terz, e da Andrea Gibelli, presidente di FNM S.p.A. e Maurizio Manfellotto, CEO di Hitachi Rail Italy. L'Accordo, che ha una durata di 8 anni, prevede la fornitura di convogli ad Alta Capacita', a doppio piano, che saranno destinati alle linee ad alta frequentazione. La quantita' minima garantita e' di 50 treni: 30 a configurazione corta (4 casse) e 20 a configurazione lunga (5 casse); la quantita' massima acquistabile e' di 120. Il finanziamento della Regione Lombardia copre i costi di 100 treni, che fanno parte del piano complessivo di 161 treni (1.607 milioni di euro) approvato nel 2017.Il prezzo di fornitura e' di 7.917.000 euro per il convoglio a configurazione corta e di 9.317.000 euro per il convoglio a configurazione lunga. L'Accordo Quadro prevede anche la possibilita' di affidare a Hitachi Rail Italy la manutenzione dei convogli per un periodo di 3 anni. "Oggi e' una giornata molto importante - ha detto Fontana - che dimostra la nostra volonta' di incidere realmente nel qualita' del servizio. E' pero' solo uno dei tanti passi che stiamo facendo. E' iniziato un dialogo costruttivo con FS che finalmente ha iniziato ad ascoltare le nostre richieste e le nostre esigenze". Come concordato con il nuovo amministratore delegato di Fs, Gianfranco Battisti, infatti le Ferrovie dello Stato forniranno una decina di treni gia' dal prossimo mese di ottobre e 25 nel corso del 2019. E contemporaneamente passeranno alla Lombardia circa 20 addetti tra macchinisti e personale di bordo sempre a partire dal mese di ottobre. "Il dialogo - ha continuato Fontana - proseguira', perche' per risolvere il problema del trasporto su ferro servono tempi medio-lunghi. Gradualmente miglioreremo il servizio fino ad averne uno degno della nostra Regione e dei piu' importanti Paesi europei. La strada presa e' quella giusta, siamo con i nostri pendolari e con chi tutti i giorni si serve del trasporto pubblico locale". Da qui, dunque, l'impegno a migliorare, prima e a risolvere, poi la questione del trasporto su ferro. Cosa che potra' succedere "solo grazie alla collaborazione di tutti i soggetti interessati. In questa prospettiva ringrazio il presidente di Hitachi che oggi ci ha dato la disponibilita' ad accorciare di diversi mesi i tempi delle consegne". L'assessore Terzi ha sottolineato le caratteristiche innovative e di modernita' dei nuovi treni che "consentiranno anche, entro il 2025, di svecchiare notevolmente l'eta' media della flotta di Trenord portandola a 12 anni, mentre oggi si attesta a oltre 30". "Questo - ha aggiunto- consentira' anche di ridurre i guasti e quindi anche ritardi e cancellazioni". I convogli garantiscono assoluto comfort e offriranno la possibilita' di percorrere tutto treno senza incorrere in fastidiosi divisori. La parola d'ordine, secondo Terzi, deve essere "attenzione". "Ai cittadini - ha spiegato - che hanno esigenze particolari come famiglie e persone con ridotta mobilita'; all'ambiente ( e' previsto un risparmio del 30% sui consumi di energia elettrica, e saranno usati materiali innovativi, riciclabili e biodegradabili) e alla sicurezza grazie "a telecamere che rilevano movimenti anomali e quindi con intervento delle Forze dell'ordine non solo successivi, ma preventivi" PRINCIPALI CARATTERISTICHE – Si tratta di convogli a doppio piano, bidirezionali, a composizione bloccata, a trazione elettrica 3 kV e potenza distribuita. Questi i principali numeri. Convoglio Corto Convoglio Lungo Lunghezza (metri) 109,6 136,8 Casse 4 5 Posti a sedere 466 598 Posti in piedi 449 575 Porte per fiancata 8 10 Velocità massima (km/h) 160 Toilette 2 TECNOLOGIE E SICUREZZA – Sul fronte tecnologie e sicurezza, da segnalare la presenza di: illuminazione LED, Wi-Fi, prese 220V e USB, sistema informazione a passeggeri, misuratore energia, conta-persone, telecamere laterali e frontali, telediagnostica da remoto, videosorveglianza intelligente con tecnologia “Anomalous Behavior detection”. I convogli saranno inoltre dotati del più moderno e avanzato sistema di sicurezza ERTMS/ETCS che, oltre a garantire elevatissimi standard di sicurezza, permetterà di incrementare la capacità di traffico sulle linee ferroviarie. ACCESSIBILITÀ E BENEFICI AMBIENTALI - L’accessibilità per le persone a mobilità ridotta è resa agevole dalla presenza di pedane mobili che compensano la distanza tra porta e banchina. Quanto ai benefici ambientali, è da sottolineare la riduzione del 30% dei consumi di energia elettrica, la riduzione della rumorosità, il recupero di energia elettrica in frenatura, l’utilizzo di materiali innovativi che permettono la riduzione del peso ed elevati tassi di riutilizzabilità (96%) e biodegradabilità (95%). Presenti anche postazioni per le biciclette e prese elettriche per la ricarica delle e-bike.

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13 set 2018

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Firmato l’accordo per la realizzazione di 1.500 colonnine per la ricarica di auto elettriche

di mobilita

Millecinquecento nuove colonnine per la ricarica di auto elettriche da installare nei prossimi due anni nelle principali città dell’Emilia-Romagna, che diventa così apripista in Italia nella sfida della mobilità a emissioni zero e colma, almeno in parte, il gap che ci separa dai Paesi europei a più alto tasso di sviluppo del mercato delle auto elettriche, come Norvegia, Svezia e Olanda. È l’obiettivo del protocollo di intesa siglato questa mattina a Bologna dall’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Donini, con i rappresentanti di cinque tra i principali fornitori di energia elettrica che operano in Emilia-Romagna - Enel, Hera, Iren, Be Charge ed Enermia - per la nascita entro il 2020 in Emilia-Romagna di una capillare rete di punti di ricarica di veicoli ad alimentazione elettrica, sia mezzi di trasporto pubblico, che autovetture ad uso privato. Saranno queste cinque società che, in base all’accordo, dovranno provvedere all’installazione a proprie spese delle nuove infrastrutture di ricarica pubbliche nei punti nevralgici del traffico cittadino - stazioni, aeroporti, ospedali, parcheggi, centri commerciali, ecc. - secondo un piano di localizzazione concordato tra la Regione e i Comuni che si candidano a ospitarle. Alle 1.500 previste dall’intesa, se ne aggiungeranno altre 500 la cui installazione, nei prossimi due anni, è finanziata al 50% dalla Regione, attraverso i fondi del Piano nazionale infrastrutture ricarica elettrica (PNIRE), e al 50% dagli operatori privati. Complessivamente, calcolando un costo di 9mila euro a colonnina, viene stimato un investimento complessivo di 18 milioni di euro. L’accordo firmato: il piano di localizzazione pronto in sei mesi Secondo la tabella di marcia prevista nell’intesa sulle 1.500 colonnine firmata oggi, il piano vedrà la luce entro sei mesi e dovrà favorire la messa in esercizio di impianti di ricarica anche nelle cosiddette aree “a domanda debole”, cioè con scarsa presenza di veicoli elettrici in circolazione, proprio per accelerare la riconversione alla mobilità a zero emissioni. “Credo fermamente che la transizione verso la mobilità con veicoli a zero emissioni sia uno degli impegni più importanti che abbiamo davanti e che vede fortemente impegnata la Regione, come dimostra bene l’accordo firmato oggi e la rete pubblica di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici a cui puntiamo, che dovrà coprire l’intero territorio regionale”, afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, video collegato da San Francisco, dove si trova in missione istituzionale per partecipare all’assemblea dei Paesi e delle Regioni di ‘Under2Mou’ che si batte contro il cambiamento climatico, voluto dallo Stato della California, e al Global climate action summit. “Nell’ambito del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit)- sottolinea Donini- siamo impegnati a potenziare il servizio pubblico e le altre forme di mobilità sostenibili. Con questo protocollo vogliamo dare il nostro contributo al decollo nel nostro Paese di un mercato, quello delle auto elettriche e ibride, fatto di numeri ancora molto bassi, ma che è destinato a una rapida crescita, come indicano tutte le previsioni. Lo facciamo mantenendo saldamente nelle nostre mani quel ruolo di programmazione e coordinamento che ci compete e promuovendo la collaborazione tra le società fornitrici di energia elettrica e gli enti pubblici preposti al rilascio delle autorizzazioni per l’installazione e la gestione degli impianti di ricarica. Stiamo inoltre lavorando per accelerare l’armonizzazione delle regole di accesso e sosta gratuita nei centri storici dei mezzi a trazione elettrica”.     La situazione oggi in Emilia-Romagna Sono circa 150 i punti di ricarica a uso pubblico attualmente esistenti sul territorio dei principali comuni dell’Emilia-Romagna. Una rete frutto di accordi stipulati a partire dal 2011 tra Regione, Comuni e gestori dei servizi di fornitura di energia cui si aggiungono 24 colonnine installate in 8 comuni della Riviera (Comacchio, Marina di Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria-Igea Marina, Riccione, Misano e Cattolica) nell’ambito del progetto “Mi muovo mare”, grazie ad un finanziamento del ministero delle Infrastrutture e trasporti che portano così complessivamente a 174 i punti di ricarica ad oggi disponibili in regione. Le caratteristiche del servizio e l’interoperabilità Tra i requisiti espressamente richiesti dalla Regione e inseriti nel protocollo d’intesa c’è l’interoperabilità, vale a dire la possibilità da parte degli utenti di ricaricare le batterie della propria autovettura presso qualsiasi gestore elettrico. Per usufruire del servizio di ricarica si dovrà sottoscrivere un contratto con un operatore, che rilascerà agli interessati un’apposita tessera. In alternativa si potrà utilizzare il proprio smartphone, scaricando una App che consente di sbloccare le colonnine tramite la “lettura” di uno specifico codice QR. In questo caso anche l’importo da pagare potrà essere addebitato tramite sistemi di pagamento elettronici. I costi per la ricarica variano da fornitore a fornitore, ma dovrebbero aggirarsi in media sui 2 euro ogni 100 chilometri di percorrenza. La Regione per la mobilità ad emissioni zero Per favorire la diffusione dei veicoli elettrici, a partire dalla Pubblica amministrazione, la Regione ha stanziato fino ad oggi 2,4 milioni di euro di fondi Por-Fesr per finanziare l’acquisto di un centinaio di veicoli elettrici da parte dei 15 Comuni che hanno aderito all’accordo sulla qualità dell’aria 2012-2015. Un elenco che comprende - in ordine alfabetico - Bertinoro, Bologna, Carpi, Cesena, Faenza, Ferrara, Forlì, Forlimpopoli, Imola, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia e Rimini. Altri 700.000 euro di fondi Por-Fesr 2014-2020 saranno inoltre destinati al finanziamento di una linea sperimentale di trasporto pubblico locale con autobus ad alimentazione elettrica in una città dell’Emilia-Romagna che sarà individuata sulla base di una manifestazione di interesse emanata entro l’anno. Per incentivare il passaggio alla mobilità a basso impatto ambientale la Regione ha concesso per gli anni 2016, 2017 e 2018 un contributo triennale all’acquisto di auto ibride (benzina/elettrico) pari al costo della tassa automobilistica regionale, per un importo fino a 191 euro per ciascun anno. Le automobili ibride sono sempre più diffuse in Emilia-Romagna: dai 2.776 veicoli di nuova immatricolazione nel 2015 si è passati ai 4.369 nel 2016 (+57%) e ai 7.056 nel 2017 (+61%). Numeri inferiori invece per le auto elettriche: l’anno scorso nel 2017 ne sono state acquistate solo 603 in tutta l’Emilia-Romagna, su un totale di oltre 2,84 milioni di autovetture in circolazione.

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11 set 2018

ROMA | Nuova pista ciclabile da Porta Maggiore a viale Palmiro Togliatti

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In bici per quasi sei chilometri da Porta Maggiore a viale Palmiro Togliatti. Entro l’anno sarà bandita la gara per realizzare la nuova pista ciclabile su via Prenestina. 5,7 chilometri fino alla già esistente pista di viale Togliatti, lungo il territorio dei Municipi I, IV e V. Ultimata la gara d’appalto, i lavori inizieranno entro l’estate del 2019. Il progetto esecutivo, consegnato al Dipartimento Mobilità e Trasporti nel giugno 2018, prevede una pista a unico senso di marcia, senza ricorso ad alcun cordolo o elemento fisico, in accordo con le indicazioni contenute nelle più recenti normative ministeriali. La pista sarà dotata di dispositivi retroriflettenti e di una “striscia di margine” a effetto sonoro. Il tracciato attraversa zone ora adibite alla sosta dei veicoli e si prevede l’inserimento della ciclabile tra il marciapiede e i posti auto, che saranno quindi spostati verso il centro della carreggiata. “La nuova bike lane di via Prenestina andrà ad aggiungersi agli oltre 230 chilometri di piste ciclabili già presenti a Roma”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. “Una volta completata, si ricongiungerà con la ciclabile Tuscolana fino ad arrivare al Quadraro. Il nostro obiettivo è far sì che i cittadini possano raggiungere le zone centrali della città, partendo dalla periferia, anche in bici. Per questo abbiamo scelto via Prenestina, una strada consolare di grande afflusso come via Nomentana e via Tuscolana, dove ad oggi sono in corso i lavori sulle due ciclabili”. "La ciclabile di via Prenestina sarà un’altra opera al servizio dei cittadini”, spiega l’assessora alla Città in Movimento Linda Meleo. “Con la riorganizzazione degli spazi sarà possibile anche regolarizzare il traffico, limitando il posteggio delle auto in doppia fila. La pista sarà dotata inoltre di dispositivi a effetto sonoro per segnalare immediatamente l’invasione della corsia ciclabile da parte degli autoveicoli”. L’ampiezza della corsia riservata sarà di 1,5 metri, ridotta a un metro solo nel tratto del sottovia ferroviario e in corrispondenza della sede Atac lungo la Prenestina. Un’apposita segnaletica orizzontale e verticale sarà installata nelle aree di intersezione. Tra via Fanfulla da Lodi e largo Preneste, l’intervento prevede l’utilizzo della ciclabile esistente. Sullo stesso tratto, in direzione Porta Maggiore, rimarrà la pista sul marciapiede, mentre in direzione Palmiro Togliatti verrà realizzata, come per il resto del percorso, una bike lane tra marciapiede e auto in sosta.  Anche su viale Palmiro Togliatti è previsto l’inserimento della corsia ciclabile riservata tra marciapiede e stalli di sosta.

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10 set 2018

FCU | Riapre la tratta Castello – Ponte san Giovanni.

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La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, questa mattina, attraverso un viaggio iniziato a Città di Castello e concluso a Ponte San Giovanni, ha ripreso in consegna i 52 km del tratto Città di Castello-Ponte San Giovanni, a seguito dei lavori di rifacimento   dell’armamento e di ripristino di alcuni impianti tecnologici effettuati da Rete Ferroviaria Italiana.   All’iniziativa erano presenti i sindaci di Città di Castello e di Perugia, amministratori dei comuni di Umbertide, San Sepolcro e degli altri comuni interessati. La riconsegna dell’infrastruttura è stata effettuata dal direttore strategie di RFI, Gianfranco Pignatone che ha partecipato insieme all’amministratore delegato di Busitalia, Stefano Rossi, ed all’amministratore unico di Umbria Mobilità, Ferruccio Bufaloni. “La scelta strategica della Regione - ha affermato la presidente Marini – non solo darà sicurezza e qualità ad un tracciato storico dell’Umbria, ma vuole anche rispondere alle nuove e più complessive esigenze della nostra economia.  Quello di cui ci stiamo occupando è un investimento stimato in circa 150 milioni di euro, 63 dei quali sono stati destinati alla tratta che abbiamo ripreso oggi.  Gli altri due grandi interventi riguardano il tratto Ponte San Giovanni – Perugia S.Anna ed il tratto da Ponte San Giovanni fino a Terni. Quest’ultimo, nello scorso mese di aprile, è stato dichiarato di interesse nazionale e, sulla scorta di tale importante provvedimento, i lavori verranno eseguiti direttamente da RFI s.p.a.  nell’ambito della prevista revisione del Contratto di Programma tra RFI e Ministero. Un grande investimento insomma – ha proseguito la presidente - che è strategico se viene visto ed utilizzato non soltanto per dare risposte ai viaggiatori “storici” e cioè pendolari, studenti e lavoratori,  ma anche per mettere in campo potenzialità diverse, quali ad esempio quelle turistiche, della mobilità urbana, dei collegamenti tra le varie città dell’Umbria ed infine, perché questo è il nostro obiettivo finale, quello di collegare al meglio Perugia e l’alta Umbria con Roma. E questo si potrà fare quando la rete regionale sarà interconnessa con la rete nazionale di RFI”. L’intera operazione ha avuto inizio con l'accordo siglato il 19 giugno 2017 tra Regione Umbria, RFI, e Umbria TPL e Mobilità, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e dell'Amministratore delegato di FS Italiane. L'accordo è la prima applicazione concreta del Decreto Legge del 24 aprile 2017 che consente alle Regioni territorialmente competenti, ai gestori delle linee regionali e a Rete Ferroviaria Italiana la possibilità di concludere accordi e stipulare contratti per la realizzazione di interventi sulle reti ferroviarie regionali. E’ seguita la sottoscrizione della convenzione con il MIT e l’affidamento dei lavori tramite accordo-quadro da parte di RFI alla società SALCEF che li ha eseguiti in circa sei mesi. "Queste opere - ha sottolineato la presidente Marini - sono le prime completate in Italia". La presidente ha concluso ricordando che è attualmente in via di ultimazione il trasferimento della Concessione e del relativo ramo d’azienda da Umbria Mobilità a RFI che avrà in questo modo la gestione dell’intera infrastruttura.   Quanto alla ripresa dell’esercizio commerciale della FCU, a seguito di una richiesta di integrazione documentale avanzata da ANSF (Agenzia sicurezza traffico ferroviario) inviata nel tardo pomeriggio di venerdì 7 settembre, la presidente Marini ha confermato che la data verrà comunicata in esito di un incontro tecnico previsto nei prossimi giorni. “Bisogna sottolineare - ha affermato l’assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella - che l’intervento realizzato fa parte di una strategia piuttosto articolata che va ben al di là del rifacimento dell’armamento o dell’impiantistica;  si tratta del primo tassello di un complesso disegno che, attraverso il  rilancio delle ferrovie regionali (un tempo la si sarebbe definita “la cura del ferro”), si propone  il  rafforzamento del trasporto collettivo e la promozione della mobilità sostenibile. Due anni fa è stato approvato dal Consiglio Regionale il Piano Regionale dei Trasporti”. Tale piano prevede la rimodulazione della distribuzione delle percorrenze sulla rete in funzione della domanda attuale e potenziale secondo un modello di esercizio regionale sviluppabile per fasi esteso anche alla rete RFI e integrato con i servizi Trenitalia e La previsione di varie tipologie di servizi: Corse «lunghe – veloci» (con un numero limitato di fermate) sulle relazioni Città di castello – Perugia e Terni – Perugia nelle sole fasce di punta. Corse «corte - metropolitane» nelle aree a maggiore domanda consolidata e potenziale. L’introduzione di un modello di esercizio integrato ferro-gomma sulle relazioni lunghe che, attraverso il ricorso a bus di grande capacità per le corse in ora di morbida in sostituzione dei treni, consenta di innalzare il rapporto ricavi/costi operativi, di garantire il mantenimento di un’adeguata frequenza dei servizi e di poter contare su adeguate fasce di interruzione programmata dell’esercizio per gli interventi di manutenzione straordinaria. La predisposizione di un Piano di manutenzione straordinaria poliennale secondo un programma di priorità collegate ad obiettivi di crescita del traffico. La rete FCU, connessa alla rete nazionale nelle stazioni di Perugia Ponte San Giovanni e Terni, costituisce una valida alternativa alle linee Orte–Foligno e Foligno–Terontola per il collegamento da Perugia a Terni, e da Perugia a Roma. Sebbene al momento non pienamente compatibile con gli standard della interoperabilità ferroviaria, l’infrastruttura presenta evidenti potenzialità, la cui piena attuazione può essere conseguita solo attraverso la gestione unitaria con la rete nazionale: incremento delle corrispondenze a Terni per le relazione Perugia – Roma; L’ammodernamento e l’adeguamento della linea potrebbe prefigurare in futuro la possibilità di una gestione unitaria della circolazione con ricadute positive sul sistema dei trasporti regionali ed utili corrispondenze fra servizi regionali e servizi nazionali. La gestione unitaria consentirebbe inoltre di pianificare e gestire i necessari interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della linea al fine di assicurare le condizioni tecniche necessarie per dare attuazione a tali ulteriori potenzialità nell’utilizzo della infrastruttura. “Per quanto riguarda le tappe successive – ha concluso Chianella -, dopo l’ultimazione degli interventi sull’armamento, si procederà all’attrezzaggio dell’impiantistica sulla linea adeguandola agli standard nazionali. E’ previsto il completamento entro i primi mesi del 2020 il completamento della sistemazione della tratta Ponte San Giovanni–Pallotta con il rifacimento totale dell’elettrificazione.  La tratta Sansepolcro-Città di Castello verrà rinnovata al completamento di quella attualmente ultimata”. Soddisfazione per la rapidità e la buona esecuzione dei lavori è stata espressa anche dal direttore strategie di Rete Ferroviaria italiana, Pignatone. “La riconsegna della tratta Castello- Ponte S. Giovanni a distanza di un solo anno dall’inizio dei lavori – ha affermato Pignatone - non è un miracolo ma semplicemente un esempio di professionalità da parte di tutti i soggetti che hanno lavorato giorno e notte, ciascuno per le proprie competenze. E posso tranquillamente affermare che questo lavoro rappresenta un prototipo di attività, procedure e tecniche da utilizzare su tutto il territorio nazionale” “Oggi è una giornata importante anche per la comunità di Città di Castello e per l’altotevere umbro-toscano – ha dichiarato il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta. A tre anni circa dalla chiusura del tratto di ex-Fcu San Sepolcro-Città di Castello-Umbertide si riconsegna all’utenza una linea ferroviaria rinnovata ed adeguata agli standard di sicurezza grazie all’impegno della regione Umbria e di Rfi. La sicurezza viene prima di tutto e pertanto lo slittamento di qualche giorno della riapertura della ferrovia da Città di Castello fino a Ponte San Giovanni sulla data prevista, è da considerarsi a tutela degli utenti dei pendolari e di tutti coloro che a vario livello lavorano in questo settore dei trasporti, a cui va sempre la nostra vicinanza e massimo sostegno”. Anche il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, ha parlato un significativo passo in avanti. “Il tema più importante – ha dichiarato Romizi – che abbiamo difronte a noi è il modo in cui riusciremo a rilanciare questa importante infrastruttura che è centrale anche per la mobilità urbana della città di Perugia”. ga

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10 set 2018

PORTO GENOVA | Pronto a breve il collegamento diretto Bolzaneto-Sampierdarena

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E’ quasi finito l’adeguamento di via 30 Giugno al transito dei veicoli pesanti, così da permettere un collegamento diretto tra il casello di Bolzaneto dell'A7 con il bacino di Sampierdarena, che avverrà tramite un nuovo varco Manca il via libera dei Vigili del Fuoco per aprire al passaggio dei veicoli industriali, in entrambi i sensi, in via 30 Giugno, ossia la strada che costeggia il torrente Polcevera e collega direttamente lo svincolo autostradale di Bolzaneto con il bacino di levante del porto. Il Comune ha sistemato il manto stradale e ha disegnato la segnaletica orizzontale, mentre sta realizzando una nuova rotonda verso il porto. Da parte sua, l'Autorità Portuale sta aprendo un nuovo varco in corrispondenza di questa strada, che inizialmente servirà solo il trasporto comunitario (per quello extracomunitario bisognerà adeguarlo alla normativa doganale). Questa nuova via servirà sia al traffico verticale, ossia quello che collega il porto di Genova all'entroterra, sia a quello orizzontale, che connette i bacini di levante e di ponente. Via 30 giugno servirà i mezzi pesanti provenienti da nord sull'A7 e diretti ai terminal di Sampierdarena e potrà servire anche chi proviene dall'A7 ed è diretto a ponente perché, senza entrare a Sampierdarena, potrà immettersi nella nuova strada interna all'Ilva tramite la rotonda di via San Giovanni d'Acri, e quindi raggiungere lo svincolo autostradale di Aeroporto. Obiettivo della nuova viabilità è separare il traffico leggero da quello pesante.

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10 set 2018

ROMA | Da oggi i filobus da e per il deposito effettuano servizio tra Laurentina e Termini

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Dal 10 settembre, i filobus che, dal deposito di Tor Pagnotta si recano a prendere servizio sulle linee 60 e 90 a piazza Venezia e Termini, e i filobus diretti al deposito, anziché viaggiare fuori servizio effettueranno alcune fermate tra via Laurentina/altezza via Celine e il Centro. I filobus effettueranno le fermate lungo il percorso per aumentare l'offerta nelle ore mattinali e serali sulla direttrice Laurentina-Eur-Centro e viceversa. Collegamento F01 via Laurentina-piazza Venezia Fermate: - 82261: Laurentina/Celine - 82264: Laurentina/Cecchignola - 82275: stazione metro B Laurentina - 70656: Colombo/Agricoltura - 70667: Navigatori - 70670: Colombo/circonvallazione Ostiense - 78287: stazione Ostiense - 70875: Marmorata/Vanvitelli - 70518: Petroselli - 72983: piazza Venezia/capolinea linea 60 Collegamento F10 piazza Venezia-via Laurentina Fermate: - 72983: piazza Venezia/capolinea linea 60 - 70543: Petroselli - 70923: Marmorata/Vanvitelli - 70788: stazione Ostiense (temporaneamente sospesa) - 70693: Colombo/Capitan Bavastro - 70698: Navigatori - 70715: Colombo/Agricoltura - 78467: Nairobi/Ospedale Sant'Eugenio - 82275: stazione metro B Laurentina - 82257: Laurentina/Cecchignola - 82260 Laurentina/Celine Collegamento F02 via Laurentina-stazione Termini Fermate: - 82261: Laurentina/Celine - 82264: Laurentina/Cecchignola - 82275: stazione metro B Laurentina - 70656: Colombo/Agricoltura - 70667: Navigatori - 70670: Colombo/circonvallazione Ostiense - 70775: piazza San Giovanni in Laterano - 70678: Santa Maria Maggiore - 80745: stazione Termini, capolinea linea 90 Collegamento F20 piazza Venezia-stazione Termini Fermate: - 80745: stazione Termini, capolinea linea 90 - 70243: Santa Maria Maggiore - 70683: piazza San Giovanni in Laterano - 70693: Colombo/Capitan Bavastro - 70698: Navigatori - 70715: Colombo/Agricoltura - 78467: Nairobi/Ospedale Sant'Eugenio - 82275: stazione metro B Laurentina - 82257: Laurentina/Cecchignola - 82260 Laurentina/Celine

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10 set 2018

ROMA | #VIALIBERA: domenica 16 settembre per la Settimana europea della Mobilità

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Domenica 16 settembre, in apertura della Settimana europea della Mobilità, è prevista la nuova edizione dell’iniziativa#VIALIBERA: strade che per l’intera giornata saranno chiuse al traffico e interamente dedicate a pedoni e ciclisti. Il percorso interessa più strade: da via Cola di Rienzo a via Tiburtina (San Lorenzo), via dei Fori Imperiali e largo Corrado Ricci, da via XX Settembre a Piazza Venezia e ancora viale Manzoni, via Labicana, via Veneto, via Bissolati, viale Regina Elena, largo Federico Fellini, piazzale Brasile, Villa Borghese. Il progetto, avviato in via sperimentale il 10 giugno con il “numero zero”, per testare il percorso e avviare il coinvolgimento dei cittadini,  è promosso da Roma Capitale, assessorati alla Città in Movimento e Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi, insieme alla Consulta Cittadina Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità. È a cura di Roma Servizi per la Mobilità. Il percorso potrà essere ulteriormente dettagliato e ampliato. Dunque altri itinerari possono essere individuati in base alla risposta della città e alle proposte dei cittadini; i percorsi si arricchiscono di eventi, attività e feste di quartiere, iniziative mirate a promuovere un nuovo approccio culturale alla mobilità e un nuovo uso della strada, a misura d’uomo e a salvaguardia delle utenze più deboli. L'iniziativa consente anche di verificare le pedonalizzazioni transitorie e definitive già allo studio da parte dell’Amministrazione nell’ambito dei diversi Municipi e di promuoverne di nuove. In continuità con la precedente edizione, Roma Capitale e la Consulta Cittadina invitano gli enti privi di scopo di lucro, gli organismi associativi, i comitati e i liberi cittadini attivi nella promozione della mobilità dolce e sostenibile e nei settori artistico-culturale e dello sport, a partecipare e a diffondere l’iniziativa, nonché a proporre eventuali attività nell’ambito della giornata del 16 settembre e nelle edizioni successive. Coloro che contribuiranno a valorizzare la giornata con eventi ed iniziative saranno rappresentati nel Programma #VIALIBERA, pubblicato e in aggiornamento continuo sulla pagina web romamobilita.it, dove sono disponibili tra l’altro tutte le informazioni relative all’evento, le mappe e le indicazioni sugli itinerari, nonché il programma delle ulteriori iniziative previste nell’ambito della Settimana europea della Mobilità. Per l’adesione e la proposta di partecipazione, si invitano gli interessati a compilare l’apposito modulo e a trasmetterlo entro le 12 del 13 settembre 2018 - con la dicitura in oggetto: #VIALIBERA – Proposta di partecipazione, a uno dei seguenti indirizzi mail: consulta.sicurezza@agenziamobilita.roma.it , per attività inerenti la mobilità dolce e sostenibile, per attività artistico culturali e altre attività, e: Segreteriacommissione.sport@comune.roma.it  per le  attività sportive.

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07 set 2018

Porti, nascerà la 16esima Autorità Portuale di Sistema “dello stretto”

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 Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su impulso del Ministro Danilo Toninelli, darà vita alla sedicesima autorità di sistema portuale, ovvero l’Autorità dello Stretto di Messina. Alla quale faranno capo i porti di Messina e Milazzo per la Sicilia e di Reggio Calabria e Villa San Giovanni per la Calabria. La scelta va nella direzione di tutelare e valorizzare la peculiarità dello Stretto di Messina, un territorio altamente svantaggiato e attraversato ogni giorno da tantissimi passeggeri, molti dei quali pendolari. A queste persone è giusto dare un servizio di trasporto adeguato e per questo è emersa la necessità di dotare la zona di un’autorità di sistema portuale ad hoc. La riforma dei porti voluta dal Governo precedente ha infatti previsto di accentrare nell’autorità di distretto portuale di Gioia Tauro anche la competenza su tutto il traffico nello Stretto. Una scelta, finora non attuata, che danneggerebbe ulteriormente  il territorio di Messina e di Reggio Calabria e che porrebbe in capo a un porto specializzato in transhipment, come quello di Gioia Tauro, la gestione di flussi consistenti di passeggeri. I pendolari e i passeggeri dello Stretto di Messina torneranno invece ora al centro dell’interesse pubblico, e la nuova Autorità avrà il compito di risollevare un territorio per troppi anni depauperato delle proprie risorse.

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04 set 2018

PORTO DI LIVORNO | Messo in esercizio il GTS3, il software che rivoluziona le modalità di accesso

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È stato firmato il verbale di collaudo tecnico del GTS3(Gate Transit Security), il software dell’Authority che promette di rivoluzionare le modalità di accesso al porto di Livorno. Il GTS3 controlla in modo puntuale tutti i mezzi e le persone che transitano dai varchi Galvani, Valessini, Zara e Darsena Toscana, e registra – direttamente al momento del transito lungo ognuna delle corsie – la targa anteriore e posteriore, la foto del veicolo, il numero del contenitore, i dati anagrafici e la foto degli operatori. Un nuovo sistema di videosorveglianza, attivo h24, permetterà inoltre il controllo dei varchi e la registrazione di quanto accade. Tali dati vengono condivisi tramite collegamenti telematici con la polizia giudiziaria e gli istituti previdenziali per i relativi controlli. Questo scambio di informazioni in tempo reale consente di verificare nelle banche dati nazionali delle forze dell’ordine la presenza nel porto di persone o mezzi segnalati e di comunicare posizioni lavorative irregolari. «In un settore altamente concorrenziale come il trasporto intermodale, efficienza e sicurezza sono gli elementi chiave per aumentare la competitività di un porto» ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Stefano Corsini. «Il GTS3 assicura il completo controllo delle procedure di transito senza influire sull’operatività dello scalo». Identificazione, acquisizione dei dati, matching con le informazioni in possesso delle altre autorità competenti, abilitazione all’accesso: con il GTS3 l’intera procedura di transito può essere gestita in modo sicuro, efficiente e semplificato. Alcune categorie di utenti potranno infatti stamparsi per conto proprio il permesso. Inoltre, utilizzando i dati acquisiti tramite il Gate Transit Security, l’Ufficio Controllo Accessi e l’Ufficio Sistemi Informativi dell’AdSP, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e con la Guardia di Finanza, ha realizzato una procedura che permette di velocizzare l’uscita della merce dal porto. Con il nuovo sistema il camionista non dovrà più scendere dal mezzo per l’espletamento delle procedure doganali, ma potrà transitare velocemente a seguito dell’acquisizione telematica di tutti i dati necessari. Sulla base della messa in esercizio di questo sistema sarà possibile lo sviluppo di nuove implementazioni che potranno migliorare l’operatività del porto tramite l’interscambio di dati tra operatori portuali e Autorità competenti

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04 set 2018

MILANO | Al via domani i lavori per la pedonalizzazione delle piazze Dergano e Angilberto II

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Trasformare due luoghi privi di identità e ordine in nuovi spazi pubblici di incontro e partecipazione per grandi e bambini. Con questo obiettivo si avviano domani i cantieri per la parziale pedonalizzazione sperimentale di piazza Dergano e piazza Angilberto II nell’ambito di “Piazze aperte”, il progetto di urbanistica tattica che prevede la riqualificazione dello spazio pubblico attraverso la posa di strutture mobili e materiali a basso costo. Realizzato in collaborazione con Bloomberg associates e con il supporto di National association of city transportation officials (NACTO) Global designing cities initiatives, “Piazze aperte” segue gli obiettivi di sostenibilità e rigenerazione urbana di Milano 2030: valorizzare le piazze quale luoghi di aggregazione al centro dei quartieri, migliorare lo spazio pubblico, ampliare le aree pedonali e fruibili e promuovere forme sostenibili di mobilità a beneficio dell'ambiente e della qualità della vita in città. La cantierizzazione porterà alcune piccole modifiche alla viabilità delle due aree. In particolare, piazza Dergano verrà delimitata con transito veicolare unicamente in direzione est, in prossimità del lato sud della piazza. Il traffico verrà mantenuto tra via Giuseppe Tartini e via Conte Verde e lungo via Cesare Brivio. Il marciapiede sul lato nord sarà collegato con il nuovo spazio pedonale ricavato dall’eliminazione della sosta, che sarà ridisegnato per includere la postazione di BikeMi ricollocata rispetto all’attuale posizione (dove invece saranno creati alcuni posti auto), delle sedute, rastrelliere porta bici, aree per il gioco dei bambini, tavoli e tavoli da ping pong, piante e fioriere. Sarà infine invertito il senso di marcia di via Legnone nel tratto tra Conte Verde e via Abba. Piazza Angilberto II verrà invece pedonalizzata nell’area tra via Bessarione e via Comacchio, dove la pavimentazione sarà colorata: saranno posate una nuova stazione di BikeMi e delle rastrelliere, alcune sedute, piante e fioriere, tavoli e tavoli da ping pong. Sarà ristretta la carreggiata dalla parte della piazza adiacente via Bessarione e realizzata una nuova pista ciclabile su via Comacchio. In totale nelle due piazze saranno posizionate circa 100 fioriere tra cui 2 alberi tra melograni e aceri. Questi interventi avranno carattere temporaneo e sperimentale fino al 31 dicembre 2019. Contemporaneamente i due nuovi luoghi verranno monitorati per verificarne l’accessibilità e l’utilizzo per eventuali successivi interventi a carattere più definitivo. “Queste due aree, oggi crocevia di strade a traffico veicolare, diventeranno nuovo cuori pulsanti dei quartieri da vivere e animare – sottolineano gli assessori Marco Granelli (Mobilità) e Pierfrancesco Maran(Urbanistica)-. La qualità dello spazio pubblico migliorerà notevolmente grazie all’eliminazione delle auto in sosta irregolare e alla posa di elementi di aggregazione come panchine, fioriere e rastrelliere. Per rendere queste due piazze davvero vive sarà fondamentale il coinvolgimento dei cittadini, dei municipi e delle associazioni di quartiere, che ci aiuteranno ad animarle con eventi e attività non solo per le inaugurazioni ma anche nei mesi successivi”. Le due piazze con il nuovo look saranno inaugurate con due eventi distinti che coinvolgeranno i cittadini, i municipi e le associazioni di quartiere: il 22 settembre, in occasione del World Car Free Day, sarà la volta di Dergano, mentre il 29 settembre toccherà ad Angilberto, nell’ambito della Milano Green week. “Piazze aperte” segue gli esempi di successo realizzati in grandi città del mondo come Bogotà, Buenos Aires, San Paolo, New York e Los Angeles, Addis Abeba e Bombay.

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