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13 dic 2017

REGIONE FVG | Stanziati 500mila euro per Ciclovia Adriatica

di mobilita

La Regione Friuli Venezia Giulia stanzierà un contributo straordinario per la realizzazione dell'itinerario ciclabile di collegamento tra il polo intermodale di Ronchi dei Legionari e la Ciclovia Adriatica. "Questo contributo fa seguito - spiega l'assessore al Territorio del Friuli Venezia Giulia, Mariagrazia Santoro - a un contributo che la Regione aveva erogato con la legge di assestamento 2017 al Comune di Ronchi dei Legionari per la progettazione dell'intervento. Ora che la progettazione è stata completata, la Regione ne finanzierà anche la realizzazione per 500mila euro". La norma prevede la realizzazione dell'itinerario ciclabile di collegamento tra il costruendo polo intermodale di Ronchi dei Legionari e la pista ciclabile già realizzata a fianco del raccordo stradale SS14-SP19, permettendo così ai cicloturisti che utilizzano il mezzo aereo per raggiungere la regione di raggiungere la Ciclovia Adriatica e da questa anche la Ciclovia Alpe Adria (Fvg 1) e le altre direttrici della Rete ciclabile di interesse regionale (ReCir). "I cicloturisti - conclude Santoro - utilizzano in numero crescente anche il mezzo aereo per raggiungere le varie destinazioni, pertanto l'intervento in oggetto, unitamente ad altre facilitazioni bike friendly che verranno realizzate nell'ambito del polo, permetterà il lancio dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari anche quale hub del Nordest per i cicloturisti provenienti dai paesi europei ed extraeuropei".

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13 dic 2017

BOLZANO | E-mobility, fino a 1000 euro per sistemi ricarica domestici

di mobilita

La Giunta provinciale di Bolzano ha approvato i criteri per la concessione di contributi per l’incentivazione di sistemi di ricarica domestici per veicoli elettrici privati. Possono fare richiesta privati cittadini, enti pubblici e organismi di diritto pubblico, associazioni e altre organizzazioni che non svolgono attività imprenditoriale. Il contributo potrà raggiungere l’80% della spesa ammessa, per un importo massimo di 1.000 euro per ogni sistema di ricarica. Ai privati possono essere concessi contributi per un massimo di tre sistemi di ricarica. L’intervento rientra nel pacchetto di misure #greenmobilitybz che punta a incentivare l’uso dei veicoli elettrici per favorire la mobilità sostenibile sotto l’omonimo motto e #viaggiaresmart. L’implementazione delle varie iniziative avviene grazie all’azione sinergica dei dipartimenti che fanno capo al presidente della Provincia Arno Kompatscher (economia), agli assessori Richard Theiner (ambiente ed energia) e Florian Mussner (mobilità e rete stradale). La misura adottata si va ad aggiungere alle incentivazioni per l’acquisto di veicoli elettrici, con uno sconto fino a 4000 euro da ottenere direttamente presso i concessionari, con i quali sono state stipulate apposite convenzioni, e alle incentivazioni pensate per le aziende che si dotano di mezzi di trasporto elettrici e relative stazioni di ricarica. “Con la nuova incentivazione intendiamo portare sempre più persone a riflettere sul futuro e sull’ambiente perché decidano così di scegliere la mobilità sostenibile e investire in veicoli elettrici”, afferma l’assessore Mussner ricordando che il concetto di mobilità della Provincia punta su varie forme di mobilità. Contributi per sistemi di ricarica elettrici Privati cittadini enti pubblici e organismi di diritto pubblico, associazioni e altre organizzazioni che non svolgono attività imprenditoriale, che abbiano la residenza oppure la propria sede in provincia di Bolzano o che vi dispongano di un posto auto possono fare richiesta di contributo alla Ripartizione mobilità della Provincia per l’acquisto e l’installazione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici, inclusi gli ibridi plug-in, e gli eventuali costi per uno specifico allacciamento elettrico. Può essere incentivata anche la messa a disposizione di sistemi di ricarica per veicoli elettrici, inclusi gli ibridi plug-in, per mezzo di un contratto di servizio, compreso un eventuale specifico allacciamento elettrico. Incentivazioni sono possibili anche per l’allacciamento e l’installazione di una o più stazioni di ricarica, se messe a disposizione a titolo gratuito. Le domande di contributo possono essere presentate a partire dal 2018, all’inizio in forma cartacea e da febbraio anche online, entro le scadenze del 31 marzo, 31 luglio e del 31 ottobre di ogni anno. La domanda deve essere presentata prima della realizzazione dell’investimento, dell’emissione delle fatture, anche di acconto, della stipula dei contratti e dell’effettuazione di qualsiasi pagamento, ed essere corredata da preventivi di spesa o da un elenco dettagliato degli investimenti programmati. I beneficiari si obbligano a non mutare la destinazione economica dei beni oggetto del contributo per tre anni. Per il medesimo periodo i beni agevolati non possono essere alienati o dati in affitto. Info web: www.greenmobility.bz.it

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13 dic 2017

Frecciargento Genova-Roma verso cambio orario nel 2018

di Roberto Lentini

Il Frecciargento che collega Genova a Roma nel 2018 potrebbe cambiare orario e partire alle 6 del mattino per tornare dalla capitale nel primo pomeriggiointorno alle 15.30. "Stiamo ragionando con Trenitalia di orari che possano essere comodi per il traffico piu' consono a quel genere di convoglio, - ha affermato il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, - Non e' assolutamente un tema di contrasto con Trenitalia ma una collaborazione per rispondere anche alle richieste degli utenti. Stiamo lavorando a un piano integrato dei trasporti".  In ogni caso secondo il governatore tutto verra' concordato il 12 gennaio quando il nuovo amministratore delegato di Trenitalia, Orazio Iacono, sarà in Liguria per siglare il nuovo contratto di servizio e presentare i nuovi convogli per i pendolari che entreranno in funzione a partire dalla prossima primavera sulla tratta Genova-Ventimiglia per rinnovare tutto il parco circolante entro il 2025, ma con il 60% entro i prossimi tre anni. Per il sindaco di Genova, Marco Bucci, "partire un po' prima sarebbe una cosa positiva perche' si arriverebbe prima a Roma, verso le 10 e non le 11, e si avrebbe piu' tempo per lavorare, con una giornata produttiva. Ritornare alle tre del pomeriggio, invece, sarebbe un disastro, sarei fortemente contrario. Il ritorno deve essere verso le 18 o le 19"

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13 dic 2017

Aeroporto di Genova | Nel 2018 salgono a 40 le destinazioni

di mobilita

Voli di linea diretti per Manchester, Bristol e Londra Luton, cui presto si aggiungerà anche Berlino: sono queste le novità più importanti annunciate oggi nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella sede di Regione Liguria. Al tavolo il Presidente della Regione, Giovanni Toti, quello dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, il Sindaco di Genova, Marco Bucci, e il Presidente dell’Aeroporto di Genova, Paolo Odone. Il 2018 si presenta come l’anno della svolta per il Cristoforo Colombo, che passerà dalle 25 destinazioni dirette del 2017 alle 40 del prossimo anno. Tra le novità, i collegamenti con Copenaghen (SAS), Madrid, Mykonos e Lampedusa (Volotea), Tel-Aviv (Israir), che si affiancheranno alle nuove rotte verso Gran Bretagna e Germania. Confermati tutti i voli già operati nel 2017, tra cui le novità di Francoforte (con Lufthansa), Atene (che nel 2018 vedrà anche il nuovo collegamento di Aegean Airlines al fianco di quello di Volotea) e Santorini (con Volotea). In alcuni casi i voli esistenti saranno potenziati, come quello per Amsterdam (il volo, giornaliero, vedrà due frequenze in più nei weekend del periodo di picco estivo) e quello per Parigi (sempre in estate, Air France aumenterà del 27% l’offerta di posti su volo da Genova, operato tre volte al giorno). In tutto saranno 14 le compagnie aeree operanti sul Cristoforo Colombo. “Le novità presentate oggi sono un ulteriore importante segnale per questa città – afferma il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti– I nuovi voli diretti per raggiungere nuove destinazioni in Europa e nel mondo sono il frutto della sinergia e collaborazione tra le Istituzioni di questo territorio. Un segno dell’attrattività della Liguria e delle nuove potenzialità turistiche, sia per coloro che sono diretti all’estero, sia per l’incoming. Di sicuro il 2018 si configura come un momento di crescita e di sviluppo per il nostro territorio che si sta muovendo. Gli investimenti pianificati dall’aeroporto per i prossimi anni che aumenteranno significativamente le superfici disponibili e consentiranno un decisivo ammodernamento dell’aerostazione, garantiranno una maggiore qualità e funzionalità dello scalo e rappresenteranno una preziosa occasione per creare anche nuovo lavoro per il territorio. L’aeroporto di Genova, dopo un periodo di difficoltà legato sia a crisi esterne che alla situazione internazionale, grazie ai numeri del turismo in crescita, delle crociere e del business in generale della Liguria, ha riacquistato, nel 2017, una centralità testimoniata anche dal suo posizionamento tra gli scali di prima fascia”. Grazie ai collegamenti con gli hub di Parigi, Amsterdam, Monaco, Francoforte, Roma, Copenaghen, Atene, Londra, Mosca e Barcellona, ogni giorno sarà possibile volare da Genova verso oltre 600 destinazioni nel mondo con un solo scalo (contro le 400 destinazioni raggiungibili nel 2017). La varietà di compagnie presenti sullo scalo di Genova consentirà ai viaggiatori di scegliere la formula di viaggio migliore optando tra vettori, orari, tariffe, durata del viaggio e aeroporti di scalo preferiti. L’ELENCO COMPLETO DEI VOLI DIRETTI PER IL 2018 Nazionali: Alghero, Bari, Brindisi, Cagliari, Catania, Lampedusa, Napoli, Olbia, Palermo, Roma, Trapani e Trieste. Internazionali: Amsterdam, Atene (Volotea ed Aegean Airlines), Barcellona, Berlino (in vendita nelle prossime settimane), Bristol, Bruxelles, Copenaghen, Francoforte, Ibiza, Londra (Luton, Gatwick e Stansted), Madrid, Manchester, Minorca, Mykonos, Monaco, Mosca, Palma di Maiorca, Parigi, Santorini, Tel-Aviv, Tirana, Vienna e Zurigo. In aggiunta: nuovo collegamento con la Calabria (ancora da definire) e volo charter da Glasgow.

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12 dic 2017

REGIONE MARCHE |15,413 milioni di euro per nuovi autobus

di mobilita

La Giunta regionale delle Marche ha approvato i criteri per la concessione dei contributi per il rinnovo del parco autobus. Lo stanziamento iniziale ammonta a circa 15 milioni e 413mila euro. Altri fondi saranno sbloccati nel corso del 2018.  “Investiamo nel trasporto pubblico locale – informa l’assessore ai Trasporti Angelo Sciapichetti – cogliendo le opportunità offerte da varie linee di finanziamento che si stanno concretizzando  in questo periodo. L’obiettivo è quello di dare continuità al servizio con un parco veicoli qualitativamente adeguato, riducendo l’indice di vetustà media dei mezzi, pari oggi a 14 anni. Prende avvio una nuova stagione di investimenti e rinnovo dei materiali rotabili del trasporto locale, attraverso risorse europee, nazionali e regionali. Ne beneficerà l’ambiente, la vivibilità delle città, il confort degli utenti, la qualità del servizio e la sicurezza”. Sulla base delle stime relative alla vecchiaia dei singoli parchi rotabili in funzione dei fondi attualmente attivati, si prevede una ripartizione per provincia di circa 4,59 milioni per Ancona, 1,517 milioni per Ascoli Piceno, 1,295 milioni per Fermo, 3,704 milioni per Macerata, 4,306 per Pesaro – Urbino. Il riparto definitivo avverrà solo dopo le richieste di assegnazione da parte dei beneficiari. I destinatari dei contributi sono le aziende che gestiscono servizi di trasporto pubblico locale urbano ed extraurbano, singole o associate, destinatarie dei corrispettivi regionali in base al programma triennale dei servizi vigente. La spesa massima ammessa a contributo varia in base alla lunghezza degli autobus. Il contributo pubblico varierà tra il 50% (fondi POR Fesr Marche a cui si aggiunge un 35% di prestito a tasso zero) e il 70% (fondi statali) della spesa ammissibile. Relativamente alla spesa ammissibile, in particolare si va dai 70mila euro per mezzi da cinque a 6,29 metri, fino ai 700mila euro per filobus autosnodati di lunghezza di circa 18 metri. Sono ammissibili a contributo anche i mezzi con non più di sei mesi di vita, in questo caso però i tetti di spesa saranno pari all’80% di quelli relativi ai mezzi nuovi. Nella concessione dei contributi verrà data priorità alle sostituzioni degli autobus più vecchi, che abbiano non meno di 15 anni. Particolare priorità verrà data alla sostituzione di quelli con più 20 anni di età. Per poter essere ammessi a contributo i veicoli dovranno avere determinate caratteristiche antinquinamento, a cominciare, per i mezzi dedicati al trasporto urbano, da motorizzazioni alimentate a metano, elettriche o ibride, salvo che tali alimentazioni non permettano il loro regolare utilizzo per la particolare conformazione orografica dei luoghi d’esercizio. I mezzi dovranno essere dotati, tra l’altro, di dispositivi per disabili, di videosorveglianza e predisposti per il wi fi. La quota del costo d’acquisto degli autobus non coperta da contributo regionale rimarrà a carico dei beneficiari a titolo di cofinanziamento e non potrà essere coperta da nessun’altra forma di contribuzione pubblica

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12 dic 2017

TRIESTE | Tram Opicina presto il ripristino

di Roberto Lentini

E' stato depositato un emendamento alla legge di Stabilità regionale, che assegna un finanziamento di oltre tre milioni in tre anni per la completa messa in sicurezza della linea tranviaria Trieste-Opicina, ora interrotta. Il 16 agosto 2016 due convogli si scontarono frontalmente e da allora il servizio non è stato più ripreso. Caratteristica unica in Europa è quella di possedere un tratto di circa 800 m in forte pendenza (fino al 26%) lungo il quale le vetture vengono spinte (in salita) o trattenute (in discesa) da carri-scudo vincolati ad un impianto funicolare. Serracchiani, che aveva sottoscritto la petizione lanciata dal comitato sorto per la salvezza dello storico tram, ha sottolineato che "l'Amministrazione regionale attribuisce giusta importanza a uno dei più radicati simboli di Trieste, e si muove anche in coerenza con la politica di recupero e valorizzazione di linee ferroviarie storiche, che hanno impatto ambientale sostenibile e sono dotate di attrattiva turistica".

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12 dic 2017

BERGAMO | Inaugurata la fermata di Bergamo Ospedale

di mobilita

Attiva dal 10 dicembre, con il cambio orario, la nuova fermata di Bergamo Ospedale sulla linea ferroviaria Bergamo – Ponte San Pietro – Lecco. L’infrastruttura è stata inaugurata oggi da Vincenzo Macello, Direttore Produzione Lombardia di Rete Ferroviaria Italiana, Roberto Maroni, dal Presidente di Regione Lombardia, Alessandro Sorte, dall’Assessore alle Infrastrutture e Mobilità di Regione Lombardia, dal Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, dal Presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi, e dal Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII, Carlo Nicora. Realizzata tra il rilevato ferroviario esistente e la vasta area dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, il più grande tra i nosocomi lombardi, con oltre 900 posti letto, la nuova fermata è dotata degli standard europei previsti per i servizi ferroviari metropolitani, nel rispetto di tutte le norme per l’accessibilità: marciapiede lungo 250 metri, alto 55 cm per facilitare l’entrata e l’uscita dai treni; pensilina d’attesa lunga di circa 70 metri raggiungibile attraverso scale e rampa; pavimentazione del marciapiede dotata di percorsi tattili per ipovedenti; sistema di informazioni ai viaggiatori con monitor e annunci sonori. Un percorso ciclopedonale illuminato collega il piazzale esterno della fermata con l’ospedale. L'investimento economico di Rete Ferroviaria Italiana è di 1,5 milioni di euro.

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11 dic 2017

Napoli e Kiev più vicine con Ernest Airlines

di mobilita

Un nuovo collegamento aereo operato da una nuova compagnia aerea, Ernest Airlines,  collegherà l'aeroporto di Napoli con Kiev tre volte la settimana, il lunedì, mercoledì e sabato. Il volo sarà operato con B737-400 da AlbaStar. Sempre dall'aeroporto di Napoli è operativo il volo Napoli – Lviv due volte la settimana il venerdì e domenica.

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11 dic 2017

L’aeroporto di Verona continua a crescere: + 17% i passeggeri registrati a novembre

di mobilita

I dati di novembre confermano la crescita dell’aeroporto Valerio Catullo di Verona. I passeggeri registrati nel mese sono stati oltre 150.000, in aumento del 17% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Le prime tre compagnie per volume di traffico sono state Volotea, Ryanair e Alitalia, che insieme hanno rappresentato il 51% dei volumi complessivi dello scalo. A seguire, Lufthansa e Neos. L’Italia si è confermata il primo paese di destinazione, con una quota di mercato del 42%, seguita da Germania, Gran Bretagna e Spagna. Roma si è attestata come prima destinazione per flussi di traffico, seguita da Palermo e Catania. In quarta posizione Francoforte, che ha superato Londra grazie al nuovo volo giornaliero di Lufthansa che collega il Catullo con il suo hub con tre voli giornalieri. Da gennaio a novembre il volume di passeggeri è stato di oltre 2,9 milioni, in incremento del 10,5% sullo stesso periodo del 2016.

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11 dic 2017

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Firmato il Patto per il trasporto pubblico regionale e locale

di mobilita

Una riforma condivisa e complessiva per rendere più efficace e di qualità il trasporto pubblico in Emilia-Romagna. E’ il nuovo “Patto per il trasporto pubblico regionale e locale per il triennio 2018-2020” firmato oggi dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dai rappresentanti degli enti pubblici, Città metropolitana di Bologna, società di gestione pubbliche e private e parti sociali, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, e dell’assessore regionale a Mobilità e trasporti, Raffaele Donini. L’intesa odierna, siglata nella giornata nazionale degli Stati generali per il trasporto pubblico (nel pomeriggio, sempre a Bologna), prevede impegni e investimenti a carico di ogni firmatario, per arrivare a ridisegnare sia il settore ferroviario sia il trasporto dei bus urbani. Una realtà che interessa oltre 1 milione di passeggeri al giorno (850 mila su gomma e 150 mila su ferro) e 7.230 lavoratori in aziende che, insieme, hanno un fatturato annuo di 650 milioni euro. “Il patto di Bologna è la strada giusta per il trasporto pubblico locale- afferma il ministro Delrio-. Le importanti risorse per il rinnovo dei mezzi, le nuove regole che mettono al centro la qualità del servizio, le iniziative messe in campo dal Governo e dalla Regione richiedono un lavoro attento di attuazione, molto più efficace con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, per realizzare pienamente il diritto alla mobilità. L’esperienza emiliano-romagnola può essere un esempio virtuoso in questo senso”. “Abbiamo approvato un piano di investimenti da quasi 2 miliardi di euro- spiega il presidente Bonaccini- e abbiamo una riforma globale definita attraverso un percorso virtuoso di concertazione tra pubblico e privato, che garantisce il 27% del servizio. È un’assunzione collettiva di responsabilità attraverso la definizione di obiettivi e tappe comuni, per promuovere e rafforzare il sistema dei trasporti pubblici e la cultura della mobilità sostenibile”. “È un patto storico per la regione- aggiunge l’assessore Donini- che permetterà un’ulteriore qualificazione del trasporto pubblico in Emilia-Romagna, in linea con quanto previsto dal Piano regionale per la qualità dell’aria (Pair 2020). Puntiamo ad aumentare del 10% i passeggeri del trasporto pubblico su gomma (oggi quasi 41 milioni all’anno) e del 20% il numero di chi viaggia in treno (oltre 283 milioni all’anno), offrendo un servizio di qualità”. Accanto al rinnovo pressoché totale del materiale rotabile ferroviario entro il 2019 e di un ulteriore 20% dei mezzi sulle strade da qui al 2020 (75 nuovi treni e 600 autobus), il patto punta a realizzare l'integrazione tariffaria ferro-gomma (circa 36 mila pendolari del servizio ferroviario potranno viaggiare gratis in bus in 13 città), e poi la bigliettazione elettronica, oltre ad un nuovo progetto di riforma della governance sia su ferro sia su gomma che punta a rafforzare il servizio e a ridurne i costi. Sarà inoltre avviato un piano di investimenti per riqualificare le ferrovie regionali e sostenere il progetto di trasferimento allo Stato. Le novità per i passeggeri: applicazioni web per acquistare i biglietti, ‘Mi muovo’ diventa un borsellino elettronico e risparmi per gli abbonati treno+bus Promuovere l’uso delle tecnologie per aumentare l’uso integrato dei mezzi del trasporto pubblico. In particolare, il piano prevede che siano sviluppate applicazioni di “Infomobilità” per fornire a chi viaggia in tempo reale gli orari aggiornati di autobus e treni, e per consentire gli acquisti dei biglietti tramite cellulari (avvicinando il telefonino al validatore), su internet con Qr code oppure direttamente a bordo degli autobus con bancomat e carte di credito contactless. Un’ulteriore novità riguarderà la carta “Mi muovo”, oggi tessera degli abbonati al trasporto pubblico. Dal settembre 2018 diventerà anche un borsellino elettronico per tutti i cittadini, per acquistare biglietti singoli di autobus e treni regionali. Sempre da settembre 2018 tutti gli abbonati, mensili o annuali, al servizio ferroviario regionale non dovranno più pagareun doppio abbonamento ma potranno viaggiare gratuitamente sugli autobus di 13 città (i 9 capoluogo più Imola, Carpi e Faenza) se queste sono il punto di partenza o arrivo del proprio abbonamento ferroviario. Si tratta di un risparmio medio annuo di circa 180 euro per 36 mila abbonati, studenti e lavoratori pendolari. Nuovi autobus e treni: oltre 1 miliardo per rinnovare treni e stazioni, 96 nuovi convogli, 600 nuovi bus ecologici Per il nuovo materiale è previsto un investimento di risorse pubbliche pari a oltre 900 milioni di euro che, sommati alle risorse previste nel piano triennale di ammodernamento delle stazioni, superano 1 miliardo di euro. Entreranno in servizio 96 nuovi convogli, di cui 75 entro il 2019, grazie ad un investimento complessivo di 750 milioni di euro. Tra le novità, nel 2018 saranno potenziate le tratte ferroviarie Bologna-Ravenna (con riduzione dei tempi a 60 minuti) e Bologna-Rimini (44 minuti). Sarà completato anche il collegamento alta velocità traBologna e Venezia. Entro il 2020 saranno rinnovati 600 nuovi autobus grazie ad un investimento di 160 milioni di euro, di cui 80 a carico del bilancio regionale. Saranno così sostituiti i mezzi più obsoleti della flotta: dopo i 191 nuovi bus (diesel euro 6) arrivati nel 2017, 70 (a metano, ibridi o elettrici) circoleranno nel 2018 e i restanti 339 entro il 2020. Una nuova governance per i trasporti e 1 miliardo di investimenti in 10 anni per l’efficientamento tecnologico e la sicurezza dei treni. Un’unica azienda per il trasporto ferroviario, da 9 a 4 gestori per i bus urbani, verso un’holding regionale Ferrovie. Dal gennaio 2019 si arriverà a un’azienda unica per il trasporto ferroviario dell’Emilia-Romagna, che riunirà i due gestori del servizio di trasporto su ferro, Trenitalia e Tper. Mentre per quanto riguarda la gestione delle infrastrutture, sempre oggi è stata firmata un’intesa tra Regione, Fer (attuale gestore regionale) e Rfi (gestore della rete nazionale) per avviare il percorso di trasferimento a Rfi della gestione di tutti i 1.400 chilometri di rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna. In prospettiva, l’obiettivo è quello di trasferire allo Stato l’intera rete ferroviaria, per adeguarla dal punto di vista tecnologico e innalzarne il livello di sicurezza attraverso un piano decennale di investimentida oltre 1 miliardo di euro contenuti nel masterplan allegato all’intesa. Il prossimo passaggio sarà nel 2018 la riclassificazione da parte del Governo, d’intesa con le Regioni, delle tratte regionali a ferrovie d’interesse nazionale (che qui potrebbe riguardare la Parma-Suzzara-Ferrara; la Bologna-Portomaggiore; la Casalecchio-Vignola; la Reggio Emilia-Sassuolo; la Reggio Emilia-Guastalla), per giungere nel 2019 al subentro da parte di Rfi nella gestione di tutte le linee regionali ed entro il 2020 al trasferimento allo Stato, con un risparmio da parte della Regione dei relativi costi. Autobus. Per quanto riguarda il trasporto su gomma, il patto prevede di arrivare alla fusione delle 9 agenzie provinciali dei gestori dei servizi pubblici autofilotranviari in 4 nuovi soggetti con le medesime funzioni (Modena e Reggio Emilia; Bologna e Ferrara; Parma e Piacenza; Romagna), come previsto dalla legge regionale 30/98 e nel rispetto delle clausole sociali di salvaguardia dei livelli occupazionali del personale. In discussione anche la proposta di aggregare in un’unica holding regionale le aziende di trasporto a maggioranza pubblica (Tper, Tep, Start Romagna e Seta) con l’obiettivo di creare un unico operatore con dimensioni patrimoniali, capacità tecniche e di investimenti e competenze che ne aumentino la competitività.

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