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21 dic 2015

Palermo – Agrigento, l’odissea sulla statale continua

di Mauro Indelicato

Continuano i disagi sulla SS 121, nel tratto che funge da itinerario tra Palermo ed Agrigento e che dunque collega il capoluogo siciliano con Lercara Friddi, lì dove parte poi la SS 189 che arriva fino all'ombra dei templi. Oramai da 15 mesi i cantieri posti su questa importante arteria non danno tregua; tutt'altro, si contano ad oggi tra Agrigento e Palermo qualcosa come otto semafori, uno sulla SS 189 all'altezza di Campofranco, e ben sette sul tratto della SS 121 sopra citato. Una situazione che, di fatto, ha allungato i tempi di collegamento tra le due città fino a due ore e trenta o quasi, ma soprattutto ha reso ancora più difficili e pericolosi gli spostamenti. Se nei primi mesi i cantieri venivano 'accettati' dai pendolari e dagli automobilisti che solcavano la SS 121 alla volta di Palermo od Agrigento, nella speranza che in poco tempo sarebbe stata messa a disposizione un'arteria più sicura e veloce, adesso la situazione appare difficilmente sostenibile. Diversi i motivi per i quali continuano ad esserci così tante interruzioni e deviazioni lungo la Palermo - Agrigento: in alcuni casi si tratta di opere importanti che necessitano almeno due anni di lavoro, in altri invece pesano alcune difficoltà emerse in fase di costruzione oppure anche sequestri a seguito di inchieste. In quest'ultimo caso ad esempio, rientrano i problemi lungo il viadotto Scorciavacche, famoso a livello nazionale per essere divenuto inagibile dopo appena 3 giorni dalla sua inaugurazione; a seguito anche del clamore mediatico suscitato dalla vicenda, la Procura di Termini Imerese ha sequestrato questo tratto di cantiere sul quale, secondo alcune testimonianze degli ultimi giorni, pare siano tornati gli operai e quindi si spera in una risoluzione del problema e quindi nell'eliminazione di almeno una delle tante deviazioni. Sul sito dell'ANAS, si apprende che in generale sommando tutti i vari cantieri di questo tratto della SS 121, si è arrivati al 48% del completamento dei lavori la cui definitiva ultimazione è prevista per il marzo 2017; dunque, i disagi non sembrano essere prossimi alla fine, tutt'altro. Nei mesi scorsi, nel corso di una conferenza stampa tenuta in Prefettura ad Agrigento, l'ex assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pizzo, ad una specifica domanda sulla Palermo - Agrigento rispondeva come purtroppo su questo tratto insistono diverse problematiche non risolvibili prima del 2017 e che oramai con il futuro completamento del raddoppio della SS 640, si dovrà considerare quella come vera arteria dell'itinerario tra le due città. La speranza però per quanto riguarda la SS 121, è che nei prossimi mesi alcuni semafori potrebbero essere tolti; nella zona di Bolognetta in particolare, molte opere sono in fase di ultimazione, lo stesso viadotto Scorciavacche se definitivamente sbloccato potrebbe essere riattivato, così come anche a Vicari i lavori sembrano aver preso una certa accelerazione. I problemi principali riguarderebbero a questo punto la zona di Villafrati, lì dove frane e smottamenti hanno recentemente messo a dura prova l'arteria. Ma in molti si chiedono anche in cosa consiste, di preciso, il lavoro che si sta svolgendo; sono diversi i lotti e diverse le 'motivazioni' dell'apertura dei cantieri lungo la SS 121. Provenendo da Agrigento, dopo il bivio Manganaro si sta procedendo al raddoppio della carreggiata; tale raddoppio però non interesserà l'intero tracciato fino alle porte di Palermo, bensì solo 7 km, ritenuti i più pericolosi dell'attuale unica carreggiata. Qui i lavori sembrano procedere bene, con gran parte dei tre viadotti oramai raddoppiati e con la nuova corsia che via via sembra prendere forma. Da Vicari in poi invece, si sta procedendo ad una sostanziale messa in sicurezza: verranno eliminati gli incroci a raso, quelli abusivi e quelli delle strade private o di campagna, la carreggiata quindi sarà sempre unica ma con standard migliori di sicurezza e con la possibilità di aumentare il limite di velocità. Infine, nella zona di Villafrati si stanno eliminando molti fattori di rischio derivanti da pericoli di caduta massi o smottamenti, con il rifacimento di diversi muri di sostegno. A fine cantiere, l'itinerario Agrigento - Palermo dovrebbe scendere come tempo di percorribilità sotto le due ore, il problema per l'appunto è che al momento di fatto la strada è ai limiti della fruibilità ed i problemi insistono da diversi mesi; diversi automobilisti scelgono ormai l'itinerario della 'Fondovalle' Palermo - Sciacca oppure c'è chi già da adesso preferisce sfruttare il parziale raddoppio della SS 640 per giungere a Caltanissetta in meno di 40 minuti e da lì poi procedere sulla A19 verso Palermo. Se da un punto di vista ferroviario la situazione sulla Palermo - Agrigento è migliorata, con treni minuetto (spesso affollati) a coprire la tratta in due ore, che fra qualche mese potrebbero diventare un'ora e quaranta minuti con l'attivazione del nuovo tronco Castronovo - Lercara Diramazione, da un punto di vista invece stradale la situazione è insostenibile e si chiede da più parti la risoluzione dei numerosi problemi.

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09 nov 2015

AGRIGENTO| SS 640: report fotografico dei lavori nei due maxi lotti

di Mauro Indelicato

Procedono i lavori per il completamento della SS 640; la statale, che collegherà Agrigento con la A19, è pronta nel 90% del suo percorso in provincia di Agrigento, mentre nel tratto nisseno, che va da contrada Grottarossa fino al raccordo con lo svincolo di Caltanissetta della Palermo - Catania, si procede con la costruzione delle principali opere tra viadotti e gallerie. Nella foto sopra, siamo proprio all'ingresso del futuro nuovo percorso della SS 640 partendo dall'autostrada A19; di recente, tramite alcune fonti locali, si è saputo che la bretella posta tra questa zona e la città di Caltanissetta sarà pronta il prossimo 4 dicembre, chiudendo quindi la deviazione che, sfruttando la statale per Pietraperzia, conduce sulla SS 626 (Caltanissetta - Gela) e da lì quindi poi allo svincolo autostradale. Percorrendo verso Agrigento la SS 640, si incontra la base del cantiere della galleria 'Caltanissetta', la più importante infrastruttura compresa nel lotto nisseno dei lavori della statale; pochi giorni fa, si è avuto l'abbattimento del diaframma della prima canna della galleria, scavata con la moderna talpa TBM denominata 'Barbara', tra le più importanti in Europa e capace di realizzare ben due record nazionali di scavo in un solo giorno di galleria. A questo punto la statale diventa, o meglio diventerà, un unico grande rettilineo fino al suo innesto con il tratto agrigentino; si 'dribbla' la zona industriale di San Cataldo, passando a sinistra rispetto all'attuale incrocio per il paese nisseno posto sul tracciato vecchio della statale grazie al costruendo viadotto Fosso Mumia ed incontrando quindi la galleria Papazzo, le cui due canne sono state già ultimate con i rispettivi diaframmi abbattuti tra i mesi di febbraio ed agosto e sul quale adesso si lavora per ultimare le infrastrutture stradali. La galleria Papazzo troverà il suo sbocco quindi, procedendo sempre verso Agrigento, sull'attuale rettilineo posto nel comune di Serradifalco della SS 640, con il quale verrà collegata tramite il viadotto Favarella, i cui lavori sono nella loro fase iniziale; in questo piccolo tratto si sta procedendo al raddoppio del tracciato ed alla costruzione del nuovo svincolo per Serradifalco. Il raddoppio di questo rettilineo, sembra procedere celermente con i rilevati già realizzati e tra non molto si potrebbe già procedere alla posa dell'asfalto, così come dimostra la foto seguente. Dopo questo rettilineo, l'attuale tracciato della SS 640 ad unica carreggiata curva a sinistra in località Grotta D'acqua, seguendo l'altimetria della zona; la nuova statale invece, continuerà ad andare dritta grazie al viadotto Giulfo. Il rettilineo che segue il viadotto Giulfo, sarà quello che immetterà poi verso Grottarossa e quindi nel tratto agrigentino della SS 640; qui i lavori sono già ultimati, con le linee della segnaletica orizzontale bianche che indicano come l'area non è più soggetta a cantiere. La doppia carreggiata qui è realtà; anche l'asfalto sembra in condizioni migliori rispetto a quello provvisorio che vi era fino ai mesi scorsi; poco più avanti, le linee ridiventano gialle e segnano l'ingresso in una nuova area in cui devono essere ultimati gli ultimi dettagli, pur tuttavia il tratto prosegue a doppia carreggiata in maniera lineare e senza deviazioni fino ad oltre il viadotto Serracazzola ed all'altezza del centro commerciale Le Vigne. Subito dopo, vi è la penultima 'strozzatura' del tratto a doppia carreggiata rimasto sul lotto agrigentino; si entra infatti in contrada Noce, territorio di Racalmuto: sulla sinistra, nella carreggiata verso Caltanissetta, insiste ancora un distributore di benzina Esso che attualmente occupa la strada e che impedisce l'apertura di un tratto di poco più di 200 metri che risultato completato. C'è da dire comunque che, pare, a livello burocratico le pratiche si siano sbloccate ed il distributore appare sigillato e forse già pronto ad essere smontato, consentendo l'apertura della nuova carreggiata e l'eliminazione della corsia unica su questo rettilineo. Poco più avanti, procedono i lavori sul secondo tratto di rettilineo di contrada Noce; le opere qui sono procedute a rilento per via del ritrovamento di reperti archeologici ma adesso si lavora per consegnare entro pochi mesi le due nuove corsie. Non sembrano esserci, in tal senso, particolari difficoltà essendo il tratto di contrada Noce interamente in rettilineo e senza viadotti od altre opere più complesse da realizzare. Da qui in avanti, si riprende con il tratto a doppia carreggiata già ultimato; la SS 640 risulta quindi interamente completa fino al tratto conclusivo in territorio di Agrigento. Precisamente, tra le contrade Gasena e Petrusa si lavora da inizio anno per cercare di aprire entro marzo gli ultimi chilometri di tratto agrigentino ancora non ultimato. Nella zona immortalata nella foto di sopra, il traffico è ancora regolato dall'ultimo semaforo posto lungo il tracciato della SS 640; si nota sulla destra, la bretella dello svincolo Petrusa che collegherà, una volta terminata, la SS 122 con la corsia per Caltanissetta. Il piccolo viadotto di sopra, introduce (scendendo sempre verso Agrigento) nell'ultimo tratto di rettilineo prima della rotonda all'altezza del distributore Erg che segnerà la fine della SS 640. Nel mese di settembre, è entrata in funzione proprio tale rotonda, aprendo contestualmente la corsia verso Caltanissetta e chiudendo il vecchio tracciato che scorre parallelo, il quale è interessato adesso dai lavori che lo trasformeranno nella futura corsia in direzione Valle dei Templi/Zona balneare di Agrigento. Cronometro alla mano, il sottoscritto senza oltrepassare i limiti di velocità, ha impiegato da Canicattì ad Agrigento appena 23 minuti e nonostante due deviazioni; segno questo che, a lavori ultimati, queste due zone della provincia saranno molto più vicine ma soprattutto l'intera provincia agrigentina sarà finalmente degnamente collegata con il nodo autostradale e ciò vorrà dire abbattere i tempi di percorrenza per Catania e l'aeroporto Fontanarossa.

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02 ott 2015

Portare Moovit ad Agrigento, come e perché l’ho fatto

di Eugenio Agnello

Ad Agrigento abbiamo gli autobus urbani, circa tredici linee. Non molte persone li usano, e i viaggiatori più frequenti sono anziani o i senza patente. Poi ci sono i turisti, che ne approfittano soprattutto per percorrere il tragitto città - Valle dei templi. Io personalmente in centro mi muovo a piedi. Da qualunque strada periferica puoi raggiungere il centro, la stazione dei treni per intenderci, in 15 minuti al massimo percorrendo circa un chilometro. Per aree periferiche intendo, zona esseneto a sud, zona addolorata a ovest, zona quadrivio a nord e zona ex manicomio a est. Agrigento ha una popolazione residente di 60 mila abitanti. Il centro urbano si sviluppa fra due colline: Rupe Atenea e Colle di Girgenti in un spazio abbastanza ben delineato. Ed a causa delle vallate inedificabili che la circondano, la città ha soddisfatto le necessità relative all’aumento demografico attraverso la costruzione di quartieri satelliti. Sono nate cosi le frazioni di Fontanelle (10.000 ab), Villaseta (4.000 ab), Monserrato (6.000 ab), l’agglomerato  San Leone - Villaggio Peruzzo - Villaggio Mosè - Cannatello - Fiume Naro (13.000 ab). Fonte wikipedia. Poi ci sono le sedi di istituzioni pubbliche, anch’esse “satelliti”, come le scuole in  contrada Calcarelle, l’Ospedale in contrada San Michele e il nuovo cimitero ubicato in Contrada Piano Gatta prossimo alla frazione di Montaperto. Poi nella stagione estiva si aggiunge lo spostamento dei residenti verso la loro seconda casa al mare a San Leone, che raggiunge i 30.000 abitanti, e i turisti che devono spostarsi dalla città verso la Valle dei Templi (3/4 km), e verso attrazioni turistiche in comuni limitrofi come la Scala dei Turchi nel Comune di Realmonte e il Farm Cultural Park nel Comune di Favara. Molto sommariamente queste rappresentano le principali esigenze di mobilità ad Agrigento. Eppure quasi nessuno dei miei amici e conoscenti usa i mezzi pubblici. Si sa che in Italia e ancora di più a Sud non c’è la cultura della cura, da parte del pubblico, e dell’uso, da parte dei cittadini, dei mezzi pubblici. Invece all’estero non è cosi. Se vi piace viaggiare, frequentare stranieri ed esplorare quello che c’è la fuori in Europa, fuori dai confini nazionali, saprete che il trasporto pubblico è considerato un servizio di primaria importanza e nelle grandi città la gente non usa le automobili e si muove spesso con i mezzi pubblici o in bicicletta. Negli ultimi anni ed un po in ritardo questa cosa l’ho capita anch’io, allora ho pensato che anche qui ad Agrigento dovremmo usare più spesso i mezzi pubblici. Fino all’anno scorso non esisteva un sito web dell’agenzia del trasporto urbano, gli orari dovevi prenderli dal sito del Comune di Agrigento o dal generoso Rino. Erano in formato PDF e non sapevi dove erano posizionate le fermate. Sistema non facile da usare, se non impossibile. Poi ci sono le fermate, dove non sempre trovi l’indicazione che in quel posto si fermerà un bus ne tantomeno la tabella con gli orari. Quando la tabella c’è a volte è poco leggibile. Insomma se ad ogni problema c’è un app anche per risolvere questo problema dovrebbe esistere qualcosa. Dopo una lunga ricerca l’ho trovata, si chiama Moovit. E’ un’applicazione gratuita che si basa sul volontariato della community. Loro offrono un editor sul loro sito da cui i cittadini, a titolo volontario, possono caricare i dati della mobilità dei mezzi pubblici della propria città. Il caricamento avviene con l’inserimento degli orari ed il posizionamento delle fermate su Google Map. E’ abbastanza intuitivo e per la città di Agrigento che ha 13 linee e circa 30 viaggi, mi è costato un ora al giorno di lavoro per un mese e mezzo.   Ovviamente questo è stato reso possibile dalle informazioni disponibili sul sito della Tua Srl, la società del dei trasporti urbani di Agrigento. Sito in cui trovi anche i percorsi disegnati in una mappa con l’indicazione delle fermate principali. Il sito è online da Settembre del 2014. Prima di quella data non ci avrei provato neanche a rivolgermi a Moovit. Durante il caricamento su Moovit c’è un assistente personale, che per me era Giacomo, che ti segue passo passo. Ci sono anche dei video dimostrativi che ti aiutano a capire come usare l’editor. Insomma l’ambiente di caricamento dei dati è molto comodo e l’esperienza utente è davvero super. Per la prima settimana dovrai ambientarti un po per capire come funzionano gli orari dei bus e come inserirli nell’editor, ma in seguito sarà tutto molto semplice e più meccanico. Quando completi il caricamento dei dati lo staff si occuperà di fare qualche verifica formale sui dati e dopo 2/3 settimane troverai la tua città, all’interno dell’applicazione Moovit. Qui un breve video in cui ti mostro come funziona. L'audio non è perfettamente sincronizzato con il video, mi dispiace ma l'unico software che ho trovato non era capace di fare di meglio. Quando l'app per la tua città è pronta potresti andare dalla agenzia di trasporto urbano della tua città e fare in modo che la adottino per aggiornarla e inviare avvisi in tempo reale a tutti gli utenti. Moovit collabora con tante Agenzie di Trasporto Locale, è la forma migliore per gestire e mantenere aggiornata l’app nel tempo. Se l’agenzia di trasporto locale non è interessata potresti rivolgerti all’amministrazione locale per fare in modo che faccia da intermediario con l’agenzia di trasporto locale. Io provato entrambe le strade ma invano. Ma questo non è importante, la mia soddisfazione è aver offerto agli agrigentini un servizio pubblico gratuito, aver offerto una nuova possibilità di movimento ai turisti, l’app è tradotta in 38 lingue, e tutti quelli che l’hanno scaricata mi dicono che funziona! > Per un approfondimento su questa storia è possibile consultare anche quest'altro articolo.

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21 set 2015

SHARE’NGO: il car sharing elettrico a Milano

di Alessandro Graziano

  Inaugurati la settimana scorsa i primi cinque SHARE’NGO POINTS all’interno delle Isole Digitali di Via Larga, Cadorna, Stazione Centrale, Sant’Agostino e Porta Venezia nei limiti della ZTL  di Milano chiamata zona C. SHARE'NGO è una piattaforma nazionale per lo sviluppo della mobilità elettrica e sostenibile ideata e gestita da CS GROUP che offre servizi di car sharing free floating a tariffe profilate nelle più grandi città italiane, car sharing dislocato nelle città italiane di medie dimensioni (SHARE ‘NGO POINT) e courtesy car per il settore turistico-alberghiero con la propria divisione SHARE’NGO RENTAL oppure in noleggio a lungo termine, in partnership con ELETTRONLT. Cosa sono le isole digitali? Sono dei parcheggi di quartiere da cui è possibile accedere al servizio di car sharing elettrico a chi arriva in città in treno e ai milanesi che non hanno un’auto propria o hanno meno dimestichezza con smartphone, app e prenotazioni via web. In queste cinque Isole Digitali (e da fine ottobre in tutte le 28 isole Digitali presenti nei quartieri della città) sarà possibile prelevare un’ Equomobile (crasi tra equità e automobile) anche senza prenotazione e con il solo utilizzo di una Card Apriporta che SHARE’NGO invia gratuitamente a tutti i propri iscritti.         L’Equomobile è di tutti, è amica dell’ambiente perché è elettrica, ma a ricaricarla, ci pensiamo sempre noi! Guidarla è facile come qualsiasi auto col cambio automatico. Il servizio è garantito 7 giorni su 7, tra le 8 e le 21, alle Isole ci sarà una disponibilità costante di almeno due macchine immediatamente utilizzabili, un progetto integrativo della modalità principale in free-floating con cui sono già disponibili le 300 auto del nuovo car sharing elettrico avviato lo scorso giugno in città Le colonnine sono utilizzabili anche per le proprie vetture private in modo da far diffondere ancor di più i veicoli elettrici e ibridi soprattutto nella zona a traffico limitano. info: https://www.equomobili.it/ http://www.sharengo.it/  

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08 set 2015

AGRIGENTO| SS 640: verso il completamento del tratto agrigentino

di Mauro Indelicato

Sono ripresi i lavori, dopo la pausa estiva delle settimane a cavallo di ferragosto, sulla SS 640; dal 23 agosto scorso, un centinaio di operai sono tornati a lavoro per dare l'ultima e definitiva accelerazione della costruzione delle opere nel tratto agrigentino. E' bene infatti ricordare che il raddoppio a quattro corsie della SS 640, la quale collega Agrigento con Caltanissetta e si raccorda con l'Autostrada A19 Palermo - Catania, prevede due maxi lotti: il primo corrisponde alla provincia di Agrigento ed i cantieri sono stati aperti nell'aprile del 2009, l'altro tratto invece è in provincia di Caltanissetta. Dopo anni di problematiche varie e dopo gli ultimi mesi costellati di incertezza, oramai sul tratto agrigentino sta per calare il sipario sui lavori; circa il 90% delle opere sono state completate e sono attualmente fruibili, restano due tratti ancora da completare su cui si sta lavorando alacremente. Andando a fare una panoramica generale della situazione, mancano all'appello due tratti: il rettilineo di Racalmuto ed i 2 km che costituiscono il tracciato che va dallo svicolo di Favara/Petrusa alla rotonda che segnerà (provenendo da Caltanissetta) la fine della nuova superstrada. Come si può vedere dalla foto, scattata da un cavalcavia presente sopra la rotonda che costituirà il punto finale della nuova SS 640 (od iniziale partendo da Agrigento), l'asfalto per la corsia che va verso Caltanissetta è già stato passato. Fino al mese scorso, era ancora visibili soltanto i rilevati; adesso invece, tale corsia sembrerebbe poter essere pronta per il mese di ottobre, verosimilmente subito dopo si passerà al livellamento ed al completamento con il nuovo strato di asfalto dell'altra corsia, che attualmente compone la sede stradale della 'vecchia' SS 640 a due corsie ed è regolarmente aperta il traffico. Andando verso lo svincolo di Favara/Petrusa, a circa 1 km dalla rotonda in foto, si sta completando il nuovo viadotto sul fiume Ipsas; il traffico al momento anche qui passa sul vecchio tracciato che lambisce la riva di tale fiume e sul quale dal mese di maggio il flusso di auto è regolato da un semaforo. Il viadotto pare comprenderà soltanto due delle quattro corsie, dunque servirà soltanto per la carreggiata verso Caltanissetta; l'altra carreggiata invece sarà, anche in questo caso, molto probabilmente costituita dall'ammodernamento e livellamento del tratto attualmente in uso. Contestualmente, sull'incrocio Favara/Petrusa si sta lavorando per completare le bretelle di collegamento con la SS 122: da questo incrocio infatti, per mezzo di una rotatoria parzialmente completata negli anni scorsi, sarà possibile raggiungere tramite proprio la SS 122 sia la zona nord di Agrigento e la SS 189 che conduce verso Palermo e sia il centro abitato di Favara. A Racalmuto invece, si lavora sul rettilineo di contrada Noce; le ultime notizie parlando di un cantiere che, dopo il via libera di giugno, adesso è in piena fase di evoluzione ed entro ottobre almeno una corsia sarà aperta. Poco più avanti, procedendo verso Caltanissetta, fra poco meno di un mese è prevista l'apertura della carreggiata verso il capoluogo nisseno all'altezza del distributore Esso, in un tratto quindi rimasto a lungo fermo per via di ricorsi inerenti gli espropri. Già da luglio invece, risultano definitivamente aperti i tratti tra Grotte e Castrofilippo dove si procedeva ad una corsia per ogni senso di marcia per via di problemi riscontrati in alcune opere di recente costruzione; complessivamente dunque, ad ottobre si assisterà ad un grande avanzamento dei lavori finali, mentre entro l'anno il cantiere del maxi lotto agrigentino dovrebbe essere definitivamente concluso. TRATTO NISSENO - Arrivano buone notizie anche dal tratto in provincia di Caltanissetta; abbattuti i diaframmi di entrambe le canne della galleria Papirazzo, si aspetta per settembre il completamento della prima canna della galleria 'Caltanissetta', l'opera più importante del secondo maxi lotto. Cinque chilometri di galleria in cui sta operando la TBM 'Barbara', la quale verrà poi smontata e rimontata nella base del cantiere di tale opera per scavare l'altra canna; in corso d'opera altri tre viadotti per un tratto che dovrebbe essere pronto nel 2017. La nuova Ss 640 a doppia carreggiata con quattro corsie, permetterà di raggiungere da Agrigento il nodo autostradale Palermo - Catania in 35 minuti e di collegare la provincia agrigentina con l'aeroporto di Fontanrossa in meno di un'ora e mezzo. Una boccata d'ossigeno per un territorio assetato di grandi opere.

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04 set 2015

DISTRART: l’arte rinnova le fermate del tram di Messina

di Alessandro Graziano

DISTRART - distretti d’arte urbana- è una iniziativa di rigenerazione del tessuto urbano messinese attraverso il linguaggio artistico della Street Art. Il gruppo artisti sta infatti arricchendo le pensiline delle fermate della linea tranviaria della città dello Stretto di "dipinti urbani". L’idea nasce nell’ambito del progetto Ottoeventi (info: http://www.ottoeventi.it), una rassegna sperimentale di eventi per il progetto “Centro di Competenza per lo sviluppo di servizi culturali e turistici nel campo dell’arte e dell’architettura contemporanea”, finanziato dal PO-FESR 2007-2013. La commissione, presieduta da Stefania Lanuzza, della Soprintendenza di Messina, ha selezionato gli elaborati degli autori Gabriella Accardo, Nicolò Amato, Daniele Battaglia, Simone Caliò, Valeria Cariglia, Manuela Caruso (MaCa), Lorenzo Cassarà, Rosario Catrimi, Gabriella Davì, Michela De Domenico, Stellario Di Blasi, Maria Giovanna Dolcezza, Antonio Giocondo, Raimondo Gullo, Mauro Micciari (Kuma), Giorgia Minisi, Roberto Miroddi, Daniele Morganti (Tofi), Cinzia Muscolino, Claudio Piccini, Laura Pittaccio, Stello Quartarone, Maria Rando ed Eugenio Vanfiori. Più generazioni di artisti messinesi,  hanno interpretato  i caratteri fondamentali dell’identità cittadina,  attraverso il racconto per immagini ispirato al tema della memoria collettiva dello Stretto, dai miti di Mata e Grifone alla caccia al pescespada. “Sono visibilmente contento – ha dichiarato l’assessore Perna – perché Distrart era uno dei miei sogni nel cassetto ed ho trovato il modo di realizzarlo. Ogni stazione della linea tramviaria sarà abbellita attraverso la realizzazione di lavori nelle pensiline. L’obiettivo è trasmettere colore e bellezza alle stazioni e a coloro che utilizzano il tram”. Vere opere d'arte quindi, che stanno abbellendo tutte le fermate e con ciò la città intera. L'arte infatti, e la pittura di pareti cieche, muri di cinta e vecchi edifici degli anni 60 può riportare la bellezza nelle città italiane. La Street art in particolare ha l'obiettivo, attraverso una rivisitazione di simboli, luoghi e paesaggi, di dare una nuova identità a spazi anonimi e senza anima restituendo il Genius Loci. Di seguito una colorata, colta e armoniosa carrellata delle nuove pitture che stanno abbellendo la città di Messina. Turisti, cittadini e autisti di tir e auto di passaggio, potranno godere di una pinacoteca su strada, unica nel suo genere nel panorama artistico-infrastrutturale in Italia.  Si ringrazia il collettivo di artisti DISTRART per le immagini qi di seguito, condivise ed inviate al sottoscritto.           Video intervista: Distrart: a piazza Cairoli Facebook: Distrart - DiStretto d'Arte Urbana Instagram: distrart_distretto_arte_urbana

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22 lug 2015

TRATTA AGRIGENTO – PALERMO | Il sogno di portarla ad un’ora e quaranta minuti presto realtà?

di Mauro Indelicato

La domanda è se già entro il 2015 si sbucherà o meno dalla parte opposta della galleria, quel che è certo però è che i lavori proseguono e le speranze di vedere in tempi celeri completata l'opera aumentano. Parliamo della nuova galleria ferroviaria in corso di realizzazione tra Castronovo di Sicilia e Roccapalumba; siamo quindi nella linea Agrigento - Palermo compresa tra Roccapalumba ed Aragona Caldare. Questo segmento di ferrovia dal 2008 sta subendo importanti lavori di ammodernamento volti a far scendere l'orario di percorribilità tra le due stazioni di testa ad un'ora e quaranta minuti, a fronte delle attuali due ore. Il progetto risale a circa 15 anni fa, con un finanziamento arrivato invece tra il 2005 ed il 2006; a fine 2008 il via ai lavori: se la rettifica di parte del tratto compresa tra Campofranco e Cammarata è stata completata in tempi rispettabili, l'opera più importante di questi lavori invece sta subendo notevoli criticità. Il riferimento è, per l'appunto, proprio alla galleria sopra citata, denominata 'Lercara', in quanto oltrepassa di fatto gran parte del territorio comunale di Lercara Friddi. Si tratta di una galleria naturale di circa 2.5 km, i cui lavori dovevano terminare tra il 2009 ed il 2010; prima il fallimento della ditta che aveva vinto l'appalto, in seguito problemi di natura tecnica importanti (in particolare, la presenza di un gas nella roccia altamente esplosivo), infine un ricorso al TAR del comune di Castronovo di Sicilia, hanno fatto in modo che la struttura ad oggi ancora non sia molto vicina alla sua inaugurazione. Ma la buona notizia comunque, è che si lavora speditamente; in ambienti ferroviari, alcune voci di corridoio sono molto ottimiste e parlano della fine dello scavo entro quest'anno, altre invece sono più caute e rinviano i brindisi al 2016. In ogni caso, dopo lo scavo, bisognerà procedere ai lavori di armamento ed all'esecuzione di altre opere il ché fa pensare che si perderà altro tempo prima dell'entrata in esercizio. Di certo però, rispetto al pessimismo di qualche anno fa, quando la galleria sembrava destinata ad essere l'ennesima incompiuta, ad oggi la situazione appare notevolmente migliorata. La galleria è un'opera fondamentale per abbassare i tempi di percorrenza tra Palermo ed Agrigento; essa infatti, dopo aver oltrepassato la dismessa stazione di Castronovo provenendo da Agrigento, permette alla linea di 'virare' verso destra e di sbucare direttamente sul tratto Roccapalumba - Xirbi della Palermo - Catania. In pratica, si taglierà il tratto compreso tra Lercara Bassa e Roccapalumba, il quale presenta problematiche molto importanti con ben tre punti di rallentamento per via delle frane e per via di un territorio che costringe la linea ad effettuare numerose curve. La galleria Lercara invece, vira dritta verso la Palermo - Catania e si congiungerà ad essa tramite una nuova stazione, quella di 'Lercara diramazione'; dunque, la stazione di Roccapalumba cesserà di essere di diramazione e la Palermo - Agrigento, poco dopo Cammarata, avrà un percorso più lineare e che andrà direttamente verso Fiumetorto e Termini Imerese. Un risparmio di almeno 15 minuti di tempo, a cui bisogna aggiungere altri minuti che verranno risparmiati grazie ai lavori già completati sul tratto Campofranco - Cammarata e grazie all'eliminazione di numerosi passaggi a livello; in tal modo, il sogno di abbattere la 'soglia psicologica' delle due ore tra Agrigento e Palermo potrà diventare realtà. La linea in questione è molto frequentata: tanti i treni che collegano le due città ogni giorno e spesso risultano pieni tra studenti, pendolari e turisti che dal capoluogo scendono a visitare i templi e la costa agrigentina. Grazie anche alle problematiche sulla SS 121 e sulla SS 189 che ha allungato a più di due ore e mezza il tempo di percorrenza con il gommato, la linea ferrata Agrigento - Palermo riscuote maggior successo: una volta terminati questi lavori, si spera entro il 2016 od al massimo nei primi mesi del 2017, finalmente sarà possibile raggiungere in poco più di un'ora e mezza il capoluogo siciliano dalla città dei templi.

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30 giu 2015

Vi presentiamo “Barcellona Partecipata” e il suo stile

di Alex Bartolotta

Il logo del gruppo Facebook “Barcellona Partecipata” (https://www.facebook.com/groups/barcellonapartecipata/) è stato ideato in occasione della tendenza di alcuni anni fa di diffondere il codice QR code. Quello che volevamo proporre era di creare un prodotto, un codice dinamico facile da diffondere. In questo caso la serie si riferisce e codifica le due parole che costituiscono il nostro gruppo che ha luogo a Barcellona Pozzo di Gotto, nella provincia di Messina (ovvero “Barcellona Partecipata”). Le linee che definiscono questo marchio sono sormontate dalla cupola della Basilica minore di S. Sebastiano (che protegge la nostra città), “su pianta ottagonale si erge di proporzioni contenute ed è illuminata da otto finestre disposte nel tamburo da otto occhioni disposti nella parte curva ed è coronata da un lanternino anch'esso a pianta ottagonale”, così come tratto dal libro “Due Cinquantesimi” di Francesco Mento e da “La tua città” di Edoardo Bavastrelli e Carmelo Ceraolo. Non nascondiamo di voler rinnovare negli anni successivi questo logo, adeguando a delle nuove fasi.     Chi è “Barcellona Partecipata”? Estasiati a delle realtà estranee al nostro contesto quali Mobilita.org e il Centro Commerciale di via Etnea di Catania  siamo arrivati a una definizione sommaria di ciò che siamo. Obiettivo del nostro gruppo è di rilevare segnalazioni indirizzate all'U.R.P. e non risolte da mesi. Il nostro è un processo in divenire per anni, una entità civica che guarda la città con approccio critico, ma al contempo propositivo e che distingue utenti sociali da utenti politici. Pertanto il nostro è un gruppo informale. Il nostro obiettivo è informare e favorire un dibattito intelligente e costruttivo sui temi cittadini/urbani trattati. Proponiamo la libera partecipazione di tutti i cittadini segnalando disagi e disservizi presenti nel proprio Comune; un punto di ritrovo per chiunque sia desideroso di contribuire personalmente alla cura della propria città e di collaborare concretamente nella gestione della “cosa pubblica”. Ognuno può avanzare proposte e segnalare problemi e inefficienze.     Una caratteristica del nostro gruppo è di essere depoliticizzato, pertanto desideriamo che rimanga tale. Le regole del nostro gruppo: Le 11 Regole -The Eleven Rules sono delle regole comuni a un gruppo informale pertanto le abbiamo adottate. (1. Ricorda le norme di convivenza sociale 2. Utilizza in Rete gli stessi schemi di comportamento che useresti in un incontro reale. 3. Renditi conto di essere nel cyberspazio. 4. Sii gradevole in Rete 5. Condividi le tue conoscenze. 6. Non trattare argomenti di natura politica (sono ammesse sono le deliberazioni e non le interrogazioni perché quest’ultime impiegano molto tempo fino alla loro risoluzione, pertanto no ai procedimenti, sì ai provvedimenti). 7. Rispetta la privacy delle altre persone. 8. Sii indulgente con gli errori altrui. 9. Non inserire link se non prima concordato con gli amministratori (la pubblicità delle volte non viene ammessa e si consiglia di pubblicarla nel profilo Facebook omonimo).. 10. Non spammare. 11. E' possibile condividere le foto ma non appropriarsene salvo autorizzazione. Va sempre specificato il nome del fotografo, anche nel caso di accounts Instagram)   Vi proponiamo di seguito alcuni punti del nostro gruppo:   Il caso “Decoro Urbano” Il 2-10-2013 la nostra Giunta Comunale ha deliberato Decoro Urbano, un servizio web e mobile per il cittadino per il periodo di un anno. In questo caso il nostro gruppo doveva essere temporaneo, di transizione al sito che tuttavia, nonostante fosse stato deliberato e il portale aperto il 23-10-2013 non è stato portato a vigore. Link di indirizzamento:  http://88.41.50.138/uploads/delibera%20giunta%20296%20del%202013.pdf Nonostante i solleciti al Numero Verde e all'Ufficio di Settore dell’Assessorato competente, a seguito di una nuova legge che imponeva un nuovo Regolamento per operare all'interno della macchina amministrativa, lo strumento Decoro Urbano è stato accantonato seppure non sono mancati dei piccoli procedimenti senza risoluzione da parte della Giunta bis. Tuttavia il gruppo ha continuato stabilmente a ricevere segnalazioni fino ad oggi delineando una mappa distribuita in livelli dal nome “Urban Architecture Barcellona”. In questi livelli, che successivamente saranno inglobati su Open Street Map si dividono in: Luoghi e arterie principali Vie Piazze Contrade e saie Stretti e vicoli Ambiti territoriali Assi commerciali Aree attrezzate Invitiamo a cliccare sul link di indirizzamento: https://www.google.com/maps/d/edit?mid=zUF3zhshhTLw.kOuq7_isGRN8 Ulteriori approfondimenti: dividere le strade per urbane di scorrimento, di quartiere, urbane locali e in classi funzionali, d distribuzione, a priorità mista e a priorità veicolare; suddividere vie romane ed edifici storici.     Nuovi accessi per “Barcellona Partecipata” Dopo le segnalazioni abbiamo ottenuto l’accesso a due blog, uno nazionale e uno internazionale che però abbiamo tenuto finora in sospeso per la definizione di una nuova strategia sociale.   Da oggi Urbanfile aprirà un occhio anche su Barcellona Pozzo di Gotto, comune di provincia più popoloso dopo il capoluogo di Messina; primo comune di provincia in tutta Italia, che utilizza questo database. Un occhio sulle vie romane …sui suoi palazzi dimenticati. Un occhio sulle molte strade e sulle cose che possiamo far riemergere. Ben arrivato UrbanfileBarcellona! Link di indirizzamento: http://blog.urbanfile.org/2013/12/05/benvenuto-urban-file-barcellona/   Il restyling in città In rete numerosi riferimenti per la nostra città. Quali idee abbiamo sulla programmazione territoriale? Appartengono alle nostre abituali discussioni cittadine? Il governo su di un territorio è la matita politica al servizio degli enti pubblici. Con la pianificazione urbana è possibile riconoscere le linee guida e le strategie future per la nostra città. Invece siamo abituati a programmi elettorali e alle azioni di chi amministra, non conosciamo cosa si intende per "imago urbis " le potenzialità e gli impulsi: senza una strategia di lungo periodo, sostenibile, contemporanea si oppure continuamente in uno stato di emergenza, cercando soluzioni a problemi quotidiani. Chi interpreta le esigenze della società civile? Se abbiamo meno coraggio di osare e ricercare alternative, rischiamo di utilizzare già proposte che abbiamo utilizzato mille volte e pretendiamo che siano sempre le stesse. Siamo disponibili a lavori, entusiasmo ed impegno dal basso. Alcune associazioni hanno spesso utilizzato idee innovative e all'avanguardia, adesso non possiamo che augurare che diventino azioni concrete sotto la guida delle amministrazioni. La riqualificazione gioca un ruolo importante: accettiamo la concessione del nostro patrimonio storico esistente come risposta al costante consumo di territorio e alla speculazione che impera. Condividiamo un regolamento edilizio che: a) curi gli edifici di spessore storico e culturale b) lasci spazio alle ricostruzioni come le città in Europa ri-occupando i propri centri storici e le piazze c) renda piacevole il quartiere popolare nella periferia, anche nella zona industriale. Una riqualifica degli spazi pubblici per una città vivibile, per l'identità e per una coesione sociale. Vogliamo un'officina aperta e partecipativa per accogliere le istanze di chi vive, frequenta e lavora nella città. Vogliamo un restyling di Barcellona Pozzo di Gotto.     A Barcellona ci sarà mai un Piano Urbano della Mobilità? Ci siamo confrontati su alcuni punti per un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Esso è riconosciuto dalla Commissione Europea e può premiare l'Ente tramite dei finanziamenti. Le linee guida per una Città Vivibile? Eccole qui: http://www.mobilityplans.eu/index.php?ID1=8&id=8 Ecco qui delle Linee di Indirizzo che possono essere facilmente approvate dalla Giunta: > il trasporto pubblico locale > la rete ferroviaria, in concerto alla Regione > la nuova viabilità? è il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile > sicurezza stradale (proseguire con l'area 30), aree pedonali e isole ambientali > ciclabilità in tutte le sue forme > razionalizzare l’uso dei veicoli a motore: da Area C ai nuovi sistemi di sharing e soluzioni Smart. Perché a Barcellona non abbiamo ancora iniziato? Eppure si vorrebbe procedere immediatamente al parcheggio a pagamento che è ben altra cosa. > il sistema della sosta è davvero efficiente? > una nuova logistica delle merci urbane. Dove davvero possono viaggiare i camion e i mezzi di grossa cilindrata? E dove non possono? > superare le barriere, sia architettoniche che mentali. Dopo queste super-Linee si può procedere finalmente a un Piano Urbano! Si suggeriscono 3 livelli: Piano Generale, Particolare ed Esecutivo. Il primo Generale sarà accompagnato da un Rapporto Ambientale. Il Piano Generale deve confrontare i temi progettuali (ad es isole, riduzione della pressione del traffico, classifica della rete stradale, regolamento su sosta su strada) con gli obiettivi da raggiungere (ad es rafforzamento della città incremento forme di mobilità "dolce e in sicurezza" e a basso impatto ambientale, limitazione dell'offerta di sosta prodotta dai nuovi insediamenti, nuovi strumenti logistici). Questo Piano 'dividerà' la città in numerazione delle isole ambientali, Pedonalità, Zone a traffico limitato o a Velocità limitata etc. La Valutazione Ambientale si occuperà del Miglioramento della circolazione, riduzione della congestione, Riduzione inquinamento, Risparmio energetico/riduzione emissioni climalteranti, Riduzione inquinamento acustico e un generale miglioramento della sicurezza stradale con l'elaborazione d tutti i dati. Alla Valutazione seguirà anche una Scheda non Tecnica. Cosa aspettare ancora? Bisogna assolutamente promuovere un Piano Urbano della città.     La "collaborazione tecnica " uno dei modi cui il Comune potrebbe approfondire il Bando "Adotta un'aiuola " per i prossimi anni. Il 31/10/2012 la Giunta ha deliberato l'approvazione dell'"Avviso Pubblico per la ricerca di sponsorizzazioni e collaborazioni per interventi di riqualificazione e manutenzione di aree verdi pubbliche e del decoro urbano". Qui il regolamento: http://bit.ly/17mGiVK Data l'importanza dell'iniziativa perché non partecipare a mantenere e migliorare il verde in 4 diversi modi, scegliendo quello che più fa per ognuno, come accade in altri Comuni? In cambio di questi modi si ottiene comunque la visibilità del logo/ragione o denominazione sociale/ditta/marchio sui cartelli istituzionali posizionati nel parco di riferimento. Proponiamo dunque al Comune questi 4 modi di cura del verde: 1) sponsorizzazione tecnica = ogni cittadino può presentare un progetto e il relativo preventivo per migliorare e mantenere un’area verde pubblica. Il progetto può essere tuo, ma deve sempre essere approvato dal Comune. Per questo tipo di sponsorizzazione dovrai affrontare solo le spese vive per le opere di sistemazione a verde e manutenzione (già presente nell'Albo "Adotta un'aiuola "). 2) sponsorizzazione finanziaria = per la manutenzione ordinaria prevede il semplice versamento di una somma di denaro, corrispondente a una quota, che verrà destinata alla cura ed alla manutenzione dei parchi con specifico appalto. 3) Sponsorizzazione finanziaria = per sostenere interventi di realizzazione o riqualificazione di aree gioco. Per contribuire alla realizzazione o riqualificazione di altre aree, basterà corrispondere il relativo importo indicato. 4) Chi non è interessato alla visibilità commerciale =(non verrà collocato nessun cartello), ma attraverso il tuo diretto e personale intervento vuoi rendere più bello un pezzo verde di Barcellona, si potrà sottoscrivere un accordo di collaborazione tecnica. Le tasse eventuali da pagare? Una marca da bollo (€ 14,62) da apporre sul contratto e della tassa sulla pubblicità in caso di sponsorizzazione.     È in vigore, dal 18 giungo 2013, la riforma del condominio. Non conosciamo però il Regolamento di Polizia urbana attuata dal nostro Comune per favorire il gioco dei bambini nei cortili. Barcellona potrebbe " aprire la strada ". Ecco cosa si potrebbe se il vostro amministratore di condominio dice che i bambini non possono giocare in cortile o nel giardino comune a una modifica del Regolamento di polizia Municipale, come avviene già nel Comune di Milano.   Come rendere Barcellona una Città Virtuosa con la sinergia Istituzioni-Società? Tra questi quella di inserire più cestini getta-carte, se possibile anche compreso di posa-cenere. Ora ci domandiamo: perché non fare anche canestro? Per pubblicizzare una squadra di basket prendiamo ad esempio il Basket Barcellona, magari sovvenzionato dalla loro stessa società, per l'installazione di cestini al centro e al ricorso di una particolare segnaletica stradale! Fuori l'area "pedonale" vale tre punti o tripla! La distanza di delimitazione a discrezione della società locale. Una città più pulita e più vivibile grazie anche a queste piccolissime iniziative. Speriamo che il Presidente del Basket Barcellona e il Sindaco possano fare centro al più presto.     All'avvicendarsi della stagione estiva il nostro gruppo promuove l’isola pedonale lungo la via Calderà. Calderà, Caldora come la chiamò il librettista F. Romani che vi ambientò la scenografia del Pirata di V. Bellini. La zona rimane interdetta alla circolazione dei veicoli a eccezione di quelli di emergenza, salvo deroghe per bici e veicoli di servizio. Tuttavia serve un migliore trattamento dello spazio stradale relativo a quest’area o via pedonale.     Mancato ripristino della segnaletica verticale prevalente  Quali sono le conseguenze di carattere pratico di ricorso di utenti (automobilisti) a Enti comunali in una strada privata in caso di incidente e di mancanza o il mancato ripristino di segnaletica verticale? A maggior ragione se queste strade siano in realtà COMUNALI. Una eventuale sanzione è si legittima. Le segnaletiche si dividono in 4: orizzontali, verticali, luminose e degli agenti preposti al traffico e hanno valore così in ordine come le ho elencate, valide tutte anche singolarmente. Cioè, la segnaletica verticale prevale su quella orizzontale (e poi, la luminosa prevale su quella orizzontale e/o verticale e sopra a tutto prevalgono le segnalazioni manuali degli agenti preposti al traffico). Per tutto questo, si è possibile ottenere un risarcimento dal comune; è comunque consigliato sempre un parere ad un legale di tua fiducia oppure ad un'associazione di tutela dei consumatori. La proposizione di una causa civile, nei confronti del comune interessato, da parte dei privati cittadini danneggiati da insidie stradali deve necessariamente essere preceduta da un'attenta disamina dello stato dei luoghi, anche per evitare il rischio di spiacevoli rigetti delle domande con condanna alla rifusione delle spese legali (nel caso di specie le spese sono state, però, integralmente compensate fra le parti).Occorrerà, pertanto, accertare in concreto: a) se si tratti di strada comunale ordinaria e, quindi, demaniale ovvero di strada vicinale; b) nella seconda eventualità, occorrerà accertarne l'uso pubblico; c) una volta accertato l'uso pubblico, si dovrà verificare l'avvenuto assolvimento o meno, da parte del comune, degli obblighi di idonea segnalazione per una corretta circolazione. Soltanto una volta accertata l'assenza della segnaletica si potrà citare in giudizio il comune, ma esclusivamente per la violazione del suo obbligo di segnalazione rimanendo, per contro, onere esclusivo dei proprietari la manutenzione dei tratti di loro pertinenza. Ne consegue che il comune, se avrà assolto al suo obbligo di adeguata segnalazione, non dovrà essere citato in giudizio e la domanda risarcitoria dovrà essere rivolta ai proprietari della strada (di norma i cosiddetti frontisti), spesso con non poche difficoltà nella loro concreta individuazione, dovendosi accertare, con complesse ricerche di carattere tecnico ed esame dei registri catastali e immobiliari: la corrispondenza fra l'esatto punto del sinistro e la particella catastale indicata nelle mappe censuarie; i titolari del diritto di proprietà sui fondi limitrofi il cui fronte ricomprende l'esatto punto del sinistro. Sulla normativa vigente: http://www.provincia.bologna.it/viabilita/Engine/RAServeFile.php/f/segnaletica/Normativaapposizionemanutenzionesegnaletica.pdf Conclusioni a cui siamo giunti: COMUNITÀ CHE “PENSA”. Nei nostri primissimi anni ci siamo confrontati con l’Istituzione, l’Ente Locale, tuttavia non abbiamo ricevuto risposte sufficienti alle nostre domande. Lo strumento Decoro Urbano non è stato portato a vigore e il gruppo continua a ricevere le segnalazioni ogni giorno. COMUNITÀ CHE “ABITA”. La seconda fase tratta di attivare quei canali non utilizzati a sufficienza: blog dedicati a soluzioni di arredo urbano, ulteriori segnalazioni gravi, rigenerazione urbana di una via, design, liberare la cultura, liberare gli spazi, censire gli alberi monumentali, ricercare dei modelli sociali dai percorsi degli utenti entro un certo raggio d’azione, ricavandoli in veri e propri articoli in accordo con lo studio tecnico di Settore che si è dedicato al Piano Regolatore della città. Questa fase porta a un confronto diretto con i cittadini e in maniera meno rilevante con le autorità. COMUNITÀ CHE “VIVE”. L’ultima fase permette di raccogliere definitivamente i luoghi abbandonati e sottoutilizzati per convertirli in progetti sociali, in contratti di vario genere. Ci si domanda in quest’ultima fase quale sia la caratterizzazione del nostro gruppo informale (se ad es. occorre costituirsi come associazione, seppure abbiamo raccolti i dati di tutte le associazioni di ogni categoria e ne abbiamo contati più di 160) oppure che diventi una nuova forma di comunità. Ulteriori fasi sono in divenire. Ci trovate nel motore di Ricerca Facebook alla voce del gruppo pubblico "Barcellona Partecipata" https://www.facebook.com/groups/barcellonapartecipata/ A presto!

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25 giu 2015

Ferrovia dei Templi, da sabato 27 giugno al via i treni storici turistici per tutta l’estate

di Mauro Indelicato

Dal prossimo 27 giugno 2015, e per ogni sabato fino al 5 settembre, sulla Ferrovia dei Templi torneranno i trenini storici turistici che consentiranno di visitare la Valle dei Templi, con il suo splendido Giardino della Kolymbetra e approdo finale al tramonto a Porto Empedocle. Il servizio è curato da Ferrovie Kaos e Fondazione FS Italiane che, dopo il successo riscontrato l’anno precedente, hanno voluto ampliare l’offerta dei treni disponibili nell’arco di tutta l’estate 2015. La formula prevista è, grosso modo, la stessa già vista in passato con un prolungamento dell’itinerario di viaggio fino a Porto Empedocle. Il raduno dei partecipanti è per le ore 16 presso la stazione di Agrigento C.le e conseguente incarrozzamento dei passeggeri, fermata alla stazione di Agrigento Bassa e, dunque, arrivo alla fermata Tempio di Vulcano intorno alle 16.45. Guidati dagli operatori del Fondo Ambiente Italiano, i viaggiatori avranno dunque modo di visitare lo splendido Giardino della Kolymbetra, una autentica perla incastonata nel cuore della Valle dei templi, dove sarà possibile inoltre trovare riparo dalla calura estiva. Alle 18 si farà ritorno al treno per percorrere i restanti 4 km della linea turistica dei templi e raggiungere l’antica stazione di Porto Empedocle C.le, spazio museale riconosciuto e tutelato dal Dipartimento regionale ai Beni Culturali e premiato con una menzione speciale dal Ministero ai Beni Culturali lo scorso gennaio. Qui ai visitatori sarà offerto un aperitivo al tramonto e, nel mentre, potranno visitare l’area museale e i cimeli esposti. Si ripartirà per Agrigento alle 19.30, e l’arrivo alla stazione centrale è programmato per le ore 20.05 circa. Come sempre sarà garantita la coincidenza con i treni regionali per Palermo, per consentire a tutti i residenti nel capoluogo, e nell’entroterra della provincia, di poter partecipare all’iniziativa senza la necessità di raggiungere Agrigento con un mezzo privato. “E’ stato posto in essere – si legge in una nota di Ferrovie Kaos – un grandissimo sforzo organizzativo, finalizzato a costruire un evento d’eccellenza, i cui orari sono reperibili facilmente in tutta Italia, in un territorio che puo’ e deve vivere di turismo. La ferrovia dei templi, grazie agli ingenti investimenti posti in essere da Fondazione FS Italiane ed RFI, è una infrastruttura di estremo interesse strategico: le littorine d’epoca che la percorreranno per tutta l’estate, penetrando fin dentro il parco archeologico, rappresentano un unicum in tutta Europa. Invitiamo anche gli agrigentini a percorrere questo itinerario, a diffonderlo, e a farlo proprio perchè la Ferrovia dei templi è un patrimonio di tutti”. Per viaggiare a bordo delle antiche littorine della Ferrovia dei Templi è necessario prenotare il proprio posto a bordo: i biglietti si possono acquistare presso la stazione di Porto Empedocle C.le, tutti i giorni (10 – 13 e 16 – 19), o presso il punto vendita “ComproOro” di via Cicerone n°9 ad Agrigento (dal lunedi al sabato dalle 9.30 alle 13 e dalle 17 alle 20). Possibilità di acquisto on line contattando il numero 349 316 31 78. Per maggiori informazioni è possibile inoltre consultare il sito www.ferroviekaos.it oppure inviare una mail all’indirizzo di posta elettronica info@ferroviekaos.it L’ufficio stampa 3471024853 — Ferrovie Kaos Via Lincoln SNC – Stazione Ferroviaria 92014 – Porto Empedocle (AG) Tel. +39 347 102 48 53 www.ferroviekaos.it

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15 giu 2015

Autostrada Siracusa-Castelvetrano: cosa c’è di concreto?

di Mauro Indelicato

C'è chi parla di sogno, chi di utopia, chi sul web ha azzardato una data di apertura: 1 gennaio 3000. Purtroppo quando si parla di infrastrutture in Sicilia e soprattutto quando a parlarne è il governo regionale, dopo le magre figure rimediate nella gestione dell'emergenza dovuta al crollo del viadotto Himera sulla A19, tutto assomiglia molto più ad una barzelletta o, ben che vada, ad un libro dei sogni. Intanto però, appare giusto dar conto di una conferenza stampa tenuta presso l'aeroporto di Comiso nei giorni scorsi, in cui il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha illustrato le sue idee circa due importanti opere autostradali: la Siracusa - Gela e la Gela Castelvetrano. Si tratterebbe in poche parole, di andare a chiudere l'anello autostradale costruendo un'arteria che vada a sostituire od a sovrapporsi all'attuale SS 115, la quale collega tutta la dorsale sud della Sicilia, coprendo la tratta da Trapani a Siracusa e che tra Castelvetrano e Rosolini rappresenta ancora (nel 2015) la principale arteria dei territori che attraversa. E' tra le più antiche statali dell'isola, dunque si presenta ancora come a due corsia ad unica carreggiata e nonostante tentativi di miglioramento come quelli degli anni 70 che hanno abbattuto i tempi di percorrenza nel tratto Trapani - Agrigento, si presenta ancora fortemente inadeguata e poco sicura per gli standard di traffico odierni e per le esigenze dei vari territori che attraversa. Già da più di 30 anni la chiusura dell'anello autostradale siciliano viene ritenuta come una scelta di importanza strategica, pur tuttavia mai si è proceduto ad una progettazione dettagliata ed alla ricerca di fondi per attuare nei fatti la costruzione della Gela - Castelvetrano; discorso diverso invece per il tratto Siracusa - Gela, autostradale già fino a Rosolini e cantierato (con apertura prevista nel 2017) fino a Modica. Ma, andando con ordine, ecco cosa ha previsto il presidente della Regione Rosario Crocetta nella prima citata conferenza stampa di Comiso; in primo luogo, gli investimenti: un miliardo e 900 milioni di Euro per completare il tratto fino a Gela, un miliardo per passare da Agrigento ed arrivare a Castelvetrano. Ci sono delle differenze importanti sui due lotti: il primo, il tratto Siracusa - Gela, è stato progettato già negli anni 80 e più volte rivisto e con i lavori che proseguono molto lentamente. In ogni caso, esiste un progetto definitivo da diversi anni, il problema è meramente burocratico e di finanziamento; come detto, entro due anni l'autostrada arriverà nel ragusano attestandosi a Modica, per i successivi chilometri Crocetta afferma: "Prometto che saranno completi in cinque anni: a breve pubblicheremo un bando da 1 miliardo e 900 milioni di Euro per la parte conclusiva: il tutto verrà fatto in 'leasing in costruendo', con il privato che finanzierà l'opera ed avrà diritto alla riscossione dei pedaggi per almeno 30 anni'. La strada che si vuole intraprendere è dunque questa, evitando di mettere fondi pubblici; ma sorge spontanea una domanda: chi si accollerà una spesa del genere? Chi è disposto a versare una cifra vicina ai due miliardi di Euro? Crocetta ha promesso a breve l'avvio del bando, solo in quel momento in tal senso si potrà sapere di più. Altro discorso per la Gela - Agrigento - Castelvetrano; qui si parla di un vero e proprio sogno e nulla più. Non c'è nemmeno il progetto preliminare, non esistono carte concrete che possano far avviare l'iter; inutile affermare l'importanza strategica anche di questo lotto, per tanti motivi: in primis, a livello aeroportuale, con la formazione di due poli siciliani (occidentale con Birgi - Punta Raisi ed orientale con Fontanarossa - Comiso), vorrebbe dire mettere in collegamento diretto proprio Birgi e Comiso e consentire alla provincia di Agrigento, al comprensorio gelese e del calatino di usufruire di queste due strutture grazie a rapidi collegamenti; ovviamente, l'importanza starebbe anche nel mettere in collegamento importanti poli turistici (Selinunte, Agrigento e le terre del barocco) e consentire anche un'unione fisica tra le terre di eccellenza del vino con quelle del pomodoro Pachino, aspetto che in chiave industriale/turistica non va certo sottovalutato. Per non parlare dei tanti vantaggi derivanti dal commercio per via di un più rapido e sicuro collegamento con il porto di Augusta. Ma adesso di questi sogni, bisognerà vedere quanto ci sarà di concreto; se ne saprà di più, in tal senso, soltanto (forse) nelle prossime settimane.

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