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04 ago 2021

Ponte Sullo Stretto | Giovannini: Entro il 2022 dovrà concludersi la prima fase del progetto di fattibilità

di mobilita

"Un approccio serio, basato su dati scientifici disponibili, ma anche una valutazione attenta sui trasporti e sulla necessità di arrivare ad una decisione informata. E’ per questi motivi che la Commissione ha ritenuto di redigere uno studio di fattibilità tecnico-economico che possa indicarci quale sia la soluzione più adeguata per giungere nei tempi indicati a prendere una decisione definitiva: se quella del ponte a una o più campate e per la quale verranno impiegati 50mln già individuati con la Legge di Bilancio 2021" - ha detto in audizione il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini. "Lo Studio ha messo in evidenza che i numeri rappresentativi del traffico sullo Stretto di Messina sono rilevanti su scala nazionale: 11 mln di passeggeri/anno, quanto gli aeroporti siciliani, 0,8 mln veicoli pesanti/anno come il traforo del Frejus e più del Monte Bianco, 1,8 mln veicoli leggeri/anno, più del Monte Bianco. Non a caso, - ha puntualizzato il Ministro - dalle analisi condotte, il Gruppo di lavoro ha stabilito che sussistono 'profonde motivazioni' per realizzare l' attraversamento stabile dello Stretto di Messina, a completamento del potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi”. Il Ministro Giovannini ha fatto inoltre presente che la prima fase del progetto di fattibilità dovrà concludersi entro la primavera del 2022. A questa seguirà una seconda fase nella quale dovrà aver luogo il dibattito pubblico per arrivare ad una scelta davvero condivisa con i diversi portatori di interesse coinvolti. "Nel breve periodo - ha detto in conclusione il Ministro - istituiremo un nuovo gruppo di lavoro permanente, che veda convolti tutti gli attori pubblici e privati e la società civile per la gestione delle proposte progettuali individuate e per una maggiore condivisione delle scelte. Attualmente sono già in corso colloqui per stabilire una governance integrata con i presidenti della Regione Sicilia e della Regione Calabria".

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07 apr 2021

Giovannini: “Il ponte sullo Stretto non è compatibile con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”

di mobilita

Il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ha partecipato al question time che si è svolto nell'Aula della Camera. Le interrogazioni rivolte al ministro hanno riguardato  tra le altre,  l’attraversamento stabile dello Stretto di Messina quale unico possibile collegamento stabile tra la Calabria e la Sicilia, anche utilizzando parte delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Ecco la risposta fornita dal Ministro: "Il PNRR, in coerenza strategica con il Piano Sud 2030, persegue il riequilibrio territoriale e il rilancio dello sviluppo del Sud come priorità trasversale a tutte le missioni. In quest’ottica, si è proceduto a integrare gli interventi del PNRR nella bozza preparata dal precedente Governo con le risorse per le politiche di coesione europee e nazionali in corso di programmazione, al fine di massimizzare l’impegno aggiuntivo per la coesione territoriale e favorendo sinergie e complementarietà fra le diverse fonti di finanziamento disponibili. La medesima finalità di ammodernamento infrastrutturale delle regioni del Mezzogiorno è stata perseguita con le proposte di commissariamento delle opere pubbliche formulate dal Governo ai sensi dell’articolo 4 del decreto – legge “sblocca cantieri” e condivise dal Parlamento. Ricordo, inoltre, che ho recentemente provveduto a trasmettere alle Camere lo studio di fattibilità della linea AV/AC Salerno – Reggio Calabria. Tutto questo dimostra la grande attenzione del Governo al Mezzogiorno Quanto alla realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, ho già avuto modo di evidenziare come la complessità dell’opera non risulti compatibile con la tempistica di realizzazione degli interventi ammissibili a finanziamento con le risorse del PNRR. Ad ogni modo, al fine di velocizzare l’attraversamento dello Stretto di Messina, recentemente evidenziata nelle risoluzioni approvate dal Parlamento in relazione alla proposta di PNRR, confermo che sono in corso gli approfondimenti necessari sulle diverse soluzioni. I lavori della Commissione ministeriale, istituita presso il Ministero, si concluderanno nelle prossime settimane, con l’elaborazione di una relazione, che presenterò al Parlamento per aprire un dibattito pubblico efficace e proficuo. Il confronto con il Parlamento e con le altre istituzioni, anche locali, costituirà lo strumento mediante il quale verrà individuata la soluzione maggiormente condivisa per rispondere alla domanda di mobilità da e per la Sicilia con infrastrutture e mezzi di trasporto adeguati e sostenibili sotto il profilo economico, sociale ed ambientale"

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25 mar 2021

Arriva il no del M5S per il ponte sullo Stretto di Messina: «meglio nuove flotte e autostrade del mare»

di mobilita

“Con il parere votato in commissione, abbiamo voluto dare maggiore forza a un Recovery plan che deve investire maggiori risorse e in tempi brevi sui collegamenti via mare con le isole maggiori, sia in termini di trasporto pubblico sia per il traffico commerciale. Su nostra proposta, infatti, il parere propone di rinnovare la flotta navale dedicata al trasporto pubblico locale delle Regioni e al resto del naviglio italiano, con mezzi più efficienti e a basse emissioni, anche tra Calabria e Sicilia. Si tratta di una scelta in linea con la richiesta di prendere in considerazione il potenziamento dei servizi esistenti che, pochi giorni fa, il ministro Giovannini ha rivolto alla Commissione tecnica che sta esaminando la situazione dello Stretto di Messina. Abbiamo già ribadito più volte – prosegue la nota – che per la Sicilia e la Calabria è prioritario puntare sulle tante opere e infrastrutture di prossimità effettivamente utili al territorio. E d’altra parte è evidente che un’opera di attraversamento stabile come il Ponte sullo Stretto si potrebbe eventualmente realizzare soltanto in tempi lunghi e non potrà certo essere inserita nel Pnrr. Sono le regole dell’Unione Europea sul Recovery Plan e lo hanno ribadito più volte i ministri Giovannini e Carfagna. Quindi ‘altro che Ponte’: nel parere abbiamo soltanto chiesto che il Ministero renda note le conclusioni della Commissione incaricata, appena questa avrà terminato il suo lavoro. Bene che il Parlamento e il governo si orientino invece per dare risposte immediate, rinnovando e incrementando subito la flotta e puntando in tutto il Paese sull’opportunità unica offerta dalle cosiddette autostrade del mare”. Lo affermano, tramite comunicato stampa, le deputate e i deputati del MoVimento 5 Stelle in commissione Trasporti.

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10 feb 2021

Ponte sullo Stretto: Calabria e Sicilia chiederanno il riavvio del progetto

di mobilita

La Regione Calabria e la Regione Sicilia presenteranno un documento congiunto per chiedere al nuovo Governo di riavviare il progetto per la costruzione del Ponte sullo Stretto. È quanto stabilito nel corso di una riunione in videoconferenza organizzata da Lettera 150, l’associazione di professori universitari che sta elaborando proposte per il superamento dell’emergenza legata alla pandemia di Coronavirus e per la ripartenza del Paese. Al vertice, oltre ai presidenti delle due regioni, Nino Spirlì e Nello Musumeci, hanno preso parte i rappresentanti di Lettera 150, tra cui il presidente, Giuseppe Valditara, e l’assessore calabrese alla Infrastrutture, Domenica Catalfamo. SPIRLÌ: «NON È UN SOGNO» «Il Ponte sullo Stretto – dichiara il presidente Spirlì – non è un sogno o un progetto sindacabile: è un’infrastruttura strategica della quale l’Europa non può più privarsi. L’opera è indispensabile per collegare terre che, per troppo tempo, sono sembrate periferiche e che hanno patito l’abbandono delle istituzioni; terre che, invece, sono miniere da scoprire e valorizzare. Ecco perché chiediamo una nuova attenzione al nascente Governo Draghi e all’Europa, che non può più traccheggiare né far finta che si tratti solo di un’infrastruttura interregionale». «Gli unici contrari alla costruzione del Ponte, nel Parlamento italiano, restano i deputati e i senatori del M5s, i quali – spiega ancora Spirlì – contrappongono a un progetto già esistente e cantierabile un tunnel, frutto di immaginazioni politiche nichiliste, annientatrici della realtà. Non si può neppure giustificare l’atteggiamento, offensivo di qualsiasi buonsenso, del ministro, fortunatamente in uscita, De Micheli, che non solo non ha inserito il Ponte tra i progetti strategici nazionali ma, addirittura, ha proposto una pista ciclabile sullo Stretto». «Sento dunque di ringraziare il presidente Musumeci, il professore Valditara, tutti gli esperti di Lettera 150 e l’assessore Catalfamo, con i quali – conclude il presidente della Calabria – abbiamo dato vita a uno straordinario “ponte virtuale” dedicato a un progetto di fondamentale importanza per l’Italia e l’Europa intera».

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03 dic 2020

Ponte sullo stretto, audizione al Mit di Sindaci e Presidenti di Regioni

di mobilita

Il gruppo di lavoro incaricato di valutare le proposte progettuali per la realizzazione di un attraversamento stabile dello Stretto di Messina, presieduto dalla Ministra De Micheli e dal Viceministro Cancelleri, si è riunito per l’audizione dei rappresentanti delle Regioni Sicilia e Calabria e dei Comuni di Messina e Reggio Calabria. Una riunione in videoconferenza voluta per ascoltare le proposte e le osservazioni delle Regioni e degli Enti Locali coinvolti, ed illustrare lo stato di avanzamento dell’elaborazione del gruppo di lavoro, chiamato a concludere il proprio compito entro il 31 dicembre 2020. La Ministra De Micheli ha spiegato il metodo seguito finora ed i prossimi passaggi “per rendere credibile e condiviso non solo a livello territoriale, ma anche nazionale il percorso definitivo per compiere la scelta di realizzare un collegamento stabile sullo Stretto di Messina”. “Le argomentazioni oggettive che usciranno dalle conclusioni del gruppo di lavoro – ha sottolineato – dovranno confluire nel dibattito pubblico e politico intorno all’opera. Più affronteremo questo tema sulla base dei reali bisogni delle persone e dei territori, più riusciremo a costruire un consenso ampio intorno all’esito finale”. L’operato del gruppo di lavoro nelle settimane passate – ripercorso durante l’incontro dal suo coordinatore, il responsabile della Struttura Tecnica di Missione del MIT professor Giuseppe Catalano – è stato quello di analizzare i fabbisogni trasportistici e i programmi infrastrutturali collegati all’opera, mentre nella seconda fase verranno valutate le diverse proposte progettuali pervenute al Ministero sotto il profilo tecnico, dell'impatto ambientale ed urbanistico, con particolare attenzione agli aspetti economici e finanziari. La Ministra ha annunciato la sua audizione sull’argomento presso le Commissioni Parlamentari competenti il prossimo 15 dicembre, mentre ha confermato che a fine anno il gruppo di lavoro presenterà la propria relazione conclusiva che conterrà la proposta di migliore soluzione tecnica di collegamento stabile dello Stretto di Messina. “Da quel momento in poi si aprirà il momento della politica – ha ricordato - e del dibattito pubblico con il percorso che dovrà portare alla decisione finale, se procedere o meno alla realizzazione dell’opera”. “Finalmente è cambiato il metodo e l’atteggiamento nei confronti di questo importantissimo tema che riguarda tutto il Paese - sottolinea il Viceministro Giancarlo Cancelleri - il titolo è lo sviluppo dell’intero sud Italia, gli attori protagonisti sono regioni ed enti locali coinvolti, la regia è del MIT e del suo gruppo di lavoro, e l’obiettivo principale è quello di soddisfare i bisogni, di mobilità e di sviluppo, delle persone. L’attraversamento dello Stretto di Messina è l’appuntamento con il futuro del Mezzogiorno che non possiamo assolutamente mancare - conclude il Viceministro Cancelleri - adesso è fondamentale raccogliere tutti gli elementi per fare la scelta migliore".

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12 ott 2020

Arriva un “nuovo ponte” sullo stretto di Messina a tre archi progettato da Italferr

di mobilita

"Un nuovo ponte sullo stretto di Messina a tre archi e non più a luce unica, con l'arcata centrale di 2000 metri. Sarà un progetto meno costoso e con tecnologie più innovative rispetto al vecchio progetto a campata unica" Lo rivela il quotidiano "La Sicilia" intervistando il prof. Aurelio Misiti, che nel 2011, come rappresentante del governo di Berlusconi, votò a favore della mozione che impegnava il governo "alla soppressione dei finanziamenti per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina". Il nuovo progetto, afferma Misiti,  è in corso di realizzazione e se ne sta occupando Italferr, la società di ingegneria del Gruppo FS che ha già realizzato il nuovo ponte di Genova e prevede un pianale largo 60 metri, con quattro corsie autostradali e due corsie ferroviarie «Ormai non è più un lavoro di ingegneria civile, ma un lavoro di ingegneria industriale. Il risparmio lo consentono anche i nuovi materiali: i fili d’acciaio sono più fini, più forti, prima ci volevano fasci di fili dello spessore di un metro e mezzo, oggi invece di 80 centimetri. Il grosso risparmio lo consentono i piloni piantati a mare, lo consentono le tecnologie più avanzate. Prima non si sapeva come lavorare sul fondo del mare per cui si progettavano grandi piloni piantati sulla costa. Ora i metodi sono cambiati, sul fondo del mare si può lavorare, come dimostra il ponte giapponese Akashi. Questo consente un risparmio enorme e inoltre permetterà di arrivare direttamente a Messina, invece che a Ganzirri. Con il ponte di 2000 metri non ci sarà bisogno di chiuderlo per 15 giorni l’anno a causa del vento; questo piaceva ai signori dei traghetti, ma non ci sarà bisogno di chiudere mai il ponte con i tre archi. Ecco perché tutti i costruttori di ponti non vanno oltre i 2000 metri", afferma Aurelio Misiti a La Sicilia. Si riduranno, oltre ai costi, anche i tempi di costruzione visto che potrebbe essere realizzato in quattro anni e permetterebbe di raggiungere Roma, da Catania, in tre ore e mezzo. L'articolo completo lo potete leggere qui.

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16 ago 2018

REGIONE SICILIANA | Per Falcone la Sicilia avrà le carte in regola per rilanciare il ponte sullo stretto

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In un'intervista a TPI l'assessore alle infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, conferma la propria posizione affinchè si realizzi il ponte sullo stretto di Messina. “Tra un anno il Governo Musumeci porterà a compimento diversi interventi: sistemazione delle A/18 e A/20 tramite CAS, e A/19 tramite Anas. Inoltre faremo partire alcuni importanti lavori ferroviari come la Bicocca-Catenanuova e la Ogliastrillo-Castelbuono. A ciò si aggiungeranno diversi interventi su numerose arterie di competenza delle ex Province. Allora sì che la Sicilia avrà le carte in regola per rilanciare sull’unica opera che permetterà la continuità territoriale, abbassando, quantomeno per i mezzi pesanti, i tempi di percorrenza di almeno 3 ore”. "Nel frattempo - continua l'assessore Falcone nella sua pagina Facebook - sono numerosissimi i ponti su cui stiamo intervenendo, dal ponte Mela, tra Barcellona e Milazzo, al ponte tra Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva, al viadotto cinque archi, solo per fare alcuni esempi. Il ponte Akragas 1, oggi, di concerto con la Regione, è chiuso".

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20 mar 2018

REGIONE SICILIANA | Per Musumeci il ponte sullo stretto è una necessità

di mobilita

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, rispondendo alle domande dei giornalisti stranieri alla sala stampa estera a Roma, ha detto che ci sono miliardi di finanziamenti dell'UE nel cassetto ma non si possono spendere poiché mancano i progetti. Per Musumeci la Sicilia ha bisogno di una industria leggera, di una buona industria manifatturiera e di una agricoltura di qualità, puntando sul biologico e sul turismo. Bisogna inoltre riconvertire i poli industriali con prodotti non inquinanti e imponendo ai petrolieri di attuare la bonifica. Per il governatore, inoltre, il ponte sullo stretto rappresenta una necessità per lo sviluppo della regione.

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17 feb 2018

Rimozione di un ordigno bellico, domenica stop ai traghetti tra Sicilia e Calabria

di mobilita

Domenica 18 febbraio a causa del disinnesco di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale nel comune di Villa San Giovanni la zona degli imbarchi Caronte&Tourist sarà evacuata. I traghetti della flotta operanti sullo Stretto di Messina pertanto saranno dirottati sul porto di Reggio Calabria. In allegato gli orari del servizio che sarà garantito anche in caso di traffico intenso: La circolazione ferroviaria, le attività di traghettamento tra Messina e Villa San Giovanni, nonché l’accesso alla stazione di Villa San Giovanni saranno sospesi. Lo ha disposto il Prefetto di Reggio Calabria per consentire le operazioni di disinnesco e la rimozione di un residuato bellico trovato a Villa San Giovanni. Inoltre, ha reso noto Rfi, dalle 7 alle 14 sarà modificato il programma di circolazione: alcuni treni potranno essere cancellati, limitati nel percorso o ritardati in base all’effettivo completamento delle operazioni di disinnesco. Anas comunica che, per consentire le operazioni di rimozione di un ordigno bellico, saranno necessarie delle limitazioni al transito veicolare lungo l’A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’ tra i territori comunali di Villa San Giovanni e Campo Calabro in provincia di Reggio Calabria. Nel dettaglio, a partire dalle ore 8:45 di domenica 18 febbraio 2017 e fino al termine delle operazioni, è disposta la chiusura delle rampe di uscita, in entrambe le carreggiate, dello svincolo di Villa San Giovanni (km 433,000). Il traffico veicolare in uscita dall’Autostrada allo svincolo di Villa San Giovanni potrà usufruire dell’attiguo svincolo di Campo Calabro (km 433,800).

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10 gen 2018

Ponte sullo stretto, il punto di vista del presidente Nello Musumeci

di mobilita

Ieri durante l'audizione all’Assemblea Regionale Siciliana il Presidente della Regione Siciliana replicando in aula al vicepresidente Ars Giancarlo Cancelleri ha affermato di essere favorevole al Ponte di Messina. Lo considera un'opera importante ma non è l'opera più importante. Musumeci ha poi annunciato la creazione di una "unita' di crisi" per monitorare e fare ripartire  le opere infrastrutturali incompiute o gia' cantierabili. Le incompiute, secondo Musumeci, avrebbero un valore di tre miliardi e 836 milioni di euro, con una ricaduta sul piano occupazionale ed economico di vaste proporzioni.    

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