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16 ago 2018

REGIONE SICILIANA | Per Falcone la Sicilia avrà le carte in regola per rilanciare il ponte sullo stretto

di mobilita

In un'intervista a TPI l'assessore alle infrastrutture della Regione Siciliana, Marco Falcone, conferma la propria posizione affinchè si realizzi il ponte sullo stretto di Messina. “Tra un anno il Governo Musumeci porterà a compimento diversi interventi: sistemazione delle A/18 e A/20 tramite CAS, e A/19 tramite Anas. Inoltre faremo partire alcuni importanti lavori ferroviari come la Bicocca-Catenanuova e la Ogliastrillo-Castelbuono. A ciò si aggiungeranno diversi interventi su numerose arterie di competenza delle ex Province. Allora sì che la Sicilia avrà le carte in regola per rilanciare sull’unica opera che permetterà la continuità territoriale, abbassando, quantomeno per i mezzi pesanti, i tempi di percorrenza di almeno 3 ore”. "Nel frattempo - continua l'assessore Falcone nella sua pagina Facebook - sono numerosissimi i ponti su cui stiamo intervenendo, dal ponte Mela, tra Barcellona e Milazzo, al ponte tra Sant’Alessio e Santa Teresa di Riva, al viadotto cinque archi, solo per fare alcuni esempi. Il ponte Akragas 1, oggi, di concerto con la Regione, è chiuso".

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20 mar 2018

REGIONE SICILIANA | Per Musumeci il ponte sullo stretto è una necessità

di mobilita

Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, rispondendo alle domande dei giornalisti stranieri alla sala stampa estera a Roma, ha detto che ci sono miliardi di finanziamenti dell'UE nel cassetto ma non si possono spendere poiché mancano i progetti. Per Musumeci la Sicilia ha bisogno di una industria leggera, di una buona industria manifatturiera e di una agricoltura di qualità, puntando sul biologico e sul turismo. Bisogna inoltre riconvertire i poli industriali con prodotti non inquinanti e imponendo ai petrolieri di attuare la bonifica. Per il governatore, inoltre, il ponte sullo stretto rappresenta una necessità per lo sviluppo della regione.

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17 feb 2018

Rimozione di un ordigno bellico, domenica stop ai traghetti tra Sicilia e Calabria

di mobilita

Domenica 18 febbraio a causa del disinnesco di un ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale nel comune di Villa San Giovanni la zona degli imbarchi Caronte&Tourist sarà evacuata. I traghetti della flotta operanti sullo Stretto di Messina pertanto saranno dirottati sul porto di Reggio Calabria. In allegato gli orari del servizio che sarà garantito anche in caso di traffico intenso: La circolazione ferroviaria, le attività di traghettamento tra Messina e Villa San Giovanni, nonché l’accesso alla stazione di Villa San Giovanni saranno sospesi. Lo ha disposto il Prefetto di Reggio Calabria per consentire le operazioni di disinnesco e la rimozione di un residuato bellico trovato a Villa San Giovanni. Inoltre, ha reso noto Rfi, dalle 7 alle 14 sarà modificato il programma di circolazione: alcuni treni potranno essere cancellati, limitati nel percorso o ritardati in base all’effettivo completamento delle operazioni di disinnesco. Anas comunica che, per consentire le operazioni di rimozione di un ordigno bellico, saranno necessarie delle limitazioni al transito veicolare lungo l’A2 ‘Autostrada del Mediterraneo’ tra i territori comunali di Villa San Giovanni e Campo Calabro in provincia di Reggio Calabria. Nel dettaglio, a partire dalle ore 8:45 di domenica 18 febbraio 2017 e fino al termine delle operazioni, è disposta la chiusura delle rampe di uscita, in entrambe le carreggiate, dello svincolo di Villa San Giovanni (km 433,000). Il traffico veicolare in uscita dall’Autostrada allo svincolo di Villa San Giovanni potrà usufruire dell’attiguo svincolo di Campo Calabro (km 433,800).

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10 gen 2018

Ponte sullo stretto, il punto di vista del presidente Nello Musumeci

di mobilita

Ieri durante l'audizione all’Assemblea Regionale Siciliana il Presidente della Regione Siciliana replicando in aula al vicepresidente Ars Giancarlo Cancelleri ha affermato di essere favorevole al Ponte di Messina. Lo considera un'opera importante ma non è l'opera più importante. Musumeci ha poi annunciato la creazione di una "unita' di crisi" per monitorare e fare ripartire  le opere infrastrutturali incompiute o gia' cantierabili. Le incompiute, secondo Musumeci, avrebbero un valore di tre miliardi e 836 milioni di euro, con una ricaduta sul piano occupazionale ed economico di vaste proporzioni.    

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07 mar 2017

Un tunnel per lo Stretto: il progetto dell’Università di Messina

di Andrea Baio

Dall'Accademia Peloritana dei Pericolanti dell'Università di Messina arriva un progetto che almeno sulla carta sembra decisamente più interessante ed efficiente del Ponte sullo Stretto. E' stata infatti presentata dall'ingegnere Giovanni Saccà un'ipotesi alternativa che terrebbe in considerazione la costruzione di un tunnel sottomarino al posto del più problematico Ponte, già oggetto di numerose polemiche legate sia ai tempi di realizzazione, che ai costi e le difficoltà tecniche. Il progetto prevede un tunnel lungo 16 km, di cui 3 km situati sotto l'alveo a 200 metri di profondità, che unirebbe le sponde di Sicilia e Calabria. I punti congiunti vengono individuati nella frazione messinese di Ganzirri e Punta Pezzo, per quanto riguarda la sponda calabrese. Il tunnel verrebbe realizzato su modello di Eurasia, la galleria del Bosforo inaugurata pochi mesi fa ad Istanbul. Da un punto di vista dell'impatto ambientale, un tunnel sarebbe sicuramente meno invasivo nei confronti dell'ecosistema marino, ma soprattutto garantirebbe maggiori margini di sicurezza, potendo resistere anche a terremoti molto forti - con magnitudo superiori a 7 - cosa che il Ponte invece non assicurerebbe affatto. Il costo previsto è di 1,5 miliardi di euro, con un completamento previsto entro i 5 anni. Saccà ipotizza anche un tunnel ferroviario lungo il doppio, che collegherebbe direttamente il centro di Messina con quello di Reggio Calabria, garantendo velocità di percorrenza attorno ai 200 km/h. Costi di realizzazione previsti attorno ai 3 miliardi di euro, incluse le opere di adeguamento delle stazioni ferroviarie. Questa soluzione viene incontro all'invito del ministro Graziano Delrio, il quale ha rimarcato come "il ponte sia una delle ipotesi, che non può essere esclusa a priori e non può nemmeno, però, diventare la principale". L'Europa si attende che il corridoio scandinavo-mediterraneo venga completato entro il 2030. Collegare le sponde di Calabria e Sicilia avrebbe un significativo impatto anche e soprattutto sul trasporto merci, riducendo del 25% i costi di esportazione verso l'estero.

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16 mag 2016

Un aerobus per lo stretto di Messina

di Fabio Nicolosi

Gli ingegneri Achille Baratta e Massimo Majowiecki hanno presentato una proposta di 'Metropolitana leggera' sullo Stretto di Messina basata sulla tecnologia dell'aerobus. Costerebbe un decimo del ponte, sostengono Se c’è un dibattito che può rappresentare tutte le contraddizioni del fare ‘grandi opere’ in Italia è quello sul Ponte sullo Stretto di Messina. Praticamente tutti i Governi alternatisi gli ultimi anni sono tornati sul punto, ribadendo la necessità economica di collegare Reggio Calabria e Messina e spesso spendendosi in proclami rimasti alla fase degli annunci. Ma se il collegamento tra Sicilia e Calabria non fosse terrestre ma realizzato ‘per via aerea‘? È questa l’originale proposta avanzata da un team di ingegneri bolognesi e presentato nei giorni scorsi a Milano al Circolo della Stampa. Firmata dagli ingegneri Achille Baratta e Massimo Majowiecki (Studio Tecnico Majoviecki), la proposta di una “Metropolitana leggera sullo Stretto di Messina” sta suscitando già molti clamori. Si tratterebbe di una sorta di funivia che parte dalla Stazione Marittima di Messina e arriva all’aeroporto di Reggio Calabria in 15 minuti e che potrebbe, nelle intenzioni dei progettisti, contribuire sensibilmente a realizzare quel collegamento determinante, a giudizio non solo loro, per il rilancio economico di questa parte di Meridione. Secondo i progettisti “il collegamento tra Messina e Reggio Calabria permetterà di velocizzare e incrementare il flusso pendolare fra le due città aumentando le possibilità di interazioni economiche e lavorative”. Inoltre questa soluzione potrebbe avere un impatto turistico molto forte, anzi, è proprio nella capacità di generare valore turistico della proposta che i progettisti individuano il vero motore del rilancio economico dell’area. Ma a livello strutturale, come sarebbe questa metro leggera sullo Stretto? L’idea di Baratta e Majoviecki prende spunto dal sistema dell’aerobus: carrozze motorizzate alimentate da energia elettrica che si muovono sospese a un cavo. Una tecnologia collaudata in Svizzera nel 1974 e operativa per 6 mesi nella città di Mannheim in Germania dove ha trasportato 2,2 milioni di persone. I sistemi di aerobus, spiegano i progettisti, sono utilizzati ad esempio nelle città cinesi di Chongqing e Weihai e per la Malacca Aerorail. Questa metropolitana sarà realizzata con una monorotaia rigida per il tratto sulla terraferma e con carrozze collegate alla struttura di funi (tecnologia aerobus) per il tratto di attraversamento dello stretto. L’attraversamento dello stretto si ottiene tramite un ponte sospeso in tensostruttura spaziale a doppio effetto formata, principalmente da: Funi portanti in acciaio armonico, fibre di carbonio; Funi stabilizzanti in fibre aramidiche; Colonne metalliche in acciaio inox. Le caratteristiche dimensionali principali sono: Luce libera 3300m; Altezza colonne 600m; Separazione linee di trasporto sospese 30m. La configurazione dell’opera è stata studiata in modo da poter integrare impianti di generazione elettrica mediante fonti rinnovabili: impianto fotovoltaico di 96000m2; impianto multiplo di aerogeneratori ad asse verticale ed orizzontale. L’aspetto energetico è uno dei punti focali della proposta di Baratta / Majowiecki: l’idea è dotare la struttura di impianti eolici e fotovoltaici che produrranno l’energia elettrica necessaria al trasporto ed all’illuminazione a led dell’intera struttura. Per quanto riguarda i costi, gli ingegneri sostengono che la struttura richiederebbe 850 milioni di euro, cioè un decimo del costo stimato per il progetto del ponte stradale e ferroviario (8,5 miliardi di euro), senza contare il contenzioso (700 milioni di euro). “Questa soluzione”, concludono i due ingegneri “consentirebbe pertanto l’annullamento dell’importo di contenzioso ed allo stesso tempo la realizzazione di un’opera senza precedenti progettuali a livello mondiale creando inoltre innumerevoli nuovi posti di lavoro per le imprese ed i professionisti locali con un immediato rilancio dell’economia Italiana.” Articolo tratto dal sito ingegneri.info

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