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21 dic 2015

Palermo – Agrigento, l’odissea sulla statale continua

di Mauro Indelicato

Continuano i disagi sulla SS 121, nel tratto che funge da itinerario tra Palermo ed Agrigento e che dunque collega il capoluogo siciliano con Lercara Friddi, lì dove parte poi la SS 189 che arriva fino all'ombra dei templi. Oramai da 15 mesi i cantieri posti su questa importante arteria non danno tregua; tutt'altro, si contano ad oggi tra Agrigento e Palermo qualcosa come otto semafori, uno sulla SS 189 all'altezza di Campofranco, e ben sette sul tratto della SS 121 sopra citato. Una situazione che, di fatto, ha allungato i tempi di collegamento tra le due città fino a due ore e trenta o quasi, ma soprattutto ha reso ancora più difficili e pericolosi gli spostamenti. Se nei primi mesi i cantieri venivano 'accettati' dai pendolari e dagli automobilisti che solcavano la SS 121 alla volta di Palermo od Agrigento, nella speranza che in poco tempo sarebbe stata messa a disposizione un'arteria più sicura e veloce, adesso la situazione appare difficilmente sostenibile. Diversi i motivi per i quali continuano ad esserci così tante interruzioni e deviazioni lungo la Palermo - Agrigento: in alcuni casi si tratta di opere importanti che necessitano almeno due anni di lavoro, in altri invece pesano alcune difficoltà emerse in fase di costruzione oppure anche sequestri a seguito di inchieste. In quest'ultimo caso ad esempio, rientrano i problemi lungo il viadotto Scorciavacche, famoso a livello nazionale per essere divenuto inagibile dopo appena 3 giorni dalla sua inaugurazione; a seguito anche del clamore mediatico suscitato dalla vicenda, la Procura di Termini Imerese ha sequestrato questo tratto di cantiere sul quale, secondo alcune testimonianze degli ultimi giorni, pare siano tornati gli operai e quindi si spera in una risoluzione del problema e quindi nell'eliminazione di almeno una delle tante deviazioni. Sul sito dell'ANAS, si apprende che in generale sommando tutti i vari cantieri di questo tratto della SS 121, si è arrivati al 48% del completamento dei lavori la cui definitiva ultimazione è prevista per il marzo 2017; dunque, i disagi non sembrano essere prossimi alla fine, tutt'altro. Nei mesi scorsi, nel corso di una conferenza stampa tenuta in Prefettura ad Agrigento, l'ex assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pizzo, ad una specifica domanda sulla Palermo - Agrigento rispondeva come purtroppo su questo tratto insistono diverse problematiche non risolvibili prima del 2017 e che oramai con il futuro completamento del raddoppio della SS 640, si dovrà considerare quella come vera arteria dell'itinerario tra le due città. La speranza però per quanto riguarda la SS 121, è che nei prossimi mesi alcuni semafori potrebbero essere tolti; nella zona di Bolognetta in particolare, molte opere sono in fase di ultimazione, lo stesso viadotto Scorciavacche se definitivamente sbloccato potrebbe essere riattivato, così come anche a Vicari i lavori sembrano aver preso una certa accelerazione. I problemi principali riguarderebbero a questo punto la zona di Villafrati, lì dove frane e smottamenti hanno recentemente messo a dura prova l'arteria. Ma in molti si chiedono anche in cosa consiste, di preciso, il lavoro che si sta svolgendo; sono diversi i lotti e diverse le 'motivazioni' dell'apertura dei cantieri lungo la SS 121. Provenendo da Agrigento, dopo il bivio Manganaro si sta procedendo al raddoppio della carreggiata; tale raddoppio però non interesserà l'intero tracciato fino alle porte di Palermo, bensì solo 7 km, ritenuti i più pericolosi dell'attuale unica carreggiata. Qui i lavori sembrano procedere bene, con gran parte dei tre viadotti oramai raddoppiati e con la nuova corsia che via via sembra prendere forma. Da Vicari in poi invece, si sta procedendo ad una sostanziale messa in sicurezza: verranno eliminati gli incroci a raso, quelli abusivi e quelli delle strade private o di campagna, la carreggiata quindi sarà sempre unica ma con standard migliori di sicurezza e con la possibilità di aumentare il limite di velocità. Infine, nella zona di Villafrati si stanno eliminando molti fattori di rischio derivanti da pericoli di caduta massi o smottamenti, con il rifacimento di diversi muri di sostegno. A fine cantiere, l'itinerario Agrigento - Palermo dovrebbe scendere come tempo di percorribilità sotto le due ore, il problema per l'appunto è che al momento di fatto la strada è ai limiti della fruibilità ed i problemi insistono da diversi mesi; diversi automobilisti scelgono ormai l'itinerario della 'Fondovalle' Palermo - Sciacca oppure c'è chi già da adesso preferisce sfruttare il parziale raddoppio della SS 640 per giungere a Caltanissetta in meno di 40 minuti e da lì poi procedere sulla A19 verso Palermo. Se da un punto di vista ferroviario la situazione sulla Palermo - Agrigento è migliorata, con treni minuetto (spesso affollati) a coprire la tratta in due ore, che fra qualche mese potrebbero diventare un'ora e quaranta minuti con l'attivazione del nuovo tronco Castronovo - Lercara Diramazione, da un punto di vista invece stradale la situazione è insostenibile e si chiede da più parti la risoluzione dei numerosi problemi.

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25 set 2015

Venezia in tram

di Alessandro Graziano

Il 16 Settembre scorso è stata inaugurata la linea T1 che da Mestre conduce a Venezia, attestandosi a piazzale Roma. La T1 fa parte del sistema tranviario di cui è già operativa dal 2010 la linea rinominata T2 che da Favaro conduce a Mestre.     La linea utilizza il sistema su pneumatici di produzione Translohr , dal punto di vista amministrativo omologato come una tranvia, con veicoli che viaggiano per circa il 29% su tracciato in sede riservata sulla linea T1 e il 75% sulla linea T2. E' presente solo una rotaia centrale che garantisce la guida vincolata . Cosa è il Translohr? E' un sistema di trasporto a guida vincolata su gomma  prodotto in Francia, originariamente sviluppato dalla Lohr.   Nel sistema tranviario di Venezia-Mestre l'opera infrastrutturale più complessa è stata la realizzazione del sottopasso (403,36 metri dei quali 72,61 metri rampa lato Mestre, 87,45 rampa lato Marghera, 243,30 tunnel; la pendenza massima è pari all'8%) della linea ferroviaria Venezia-Mestre all'altezza della stazione di Mestre, funzionale alla linea T2 e utilizzato regolarmente dall'agosto 2014 data di inizio del pre-esercizio. Qui è stata realizzata la stazione sotterranea della tranvia, che assume i connotati di una stazione metro.   Un altro nodo è l'intersezione di via San Donà con via Martiri della Libertà ; l'opera, che permette il passaggio della linea T1 in via San Donà da Favaro Veneto a Mestre evitando l'intersezione a raso con la SR14 bis per la quale è stato costruito un sottopasso, è attiva settembre 2010. Di impatto e panoramico è l'attraversamento della laguna sul ponte della Libertà che conduce al terminal di Venezia. Qui il tram è in sede promiscua e ciò è reso possibile proprio dalla presenza di ruote gommate e l'unica rotaia centrale dove si aggancia ogni vettura. Il servizio tranviario è espletato da 20 vetture STE4, lunghe 32 metri, larghe 2,20 metri e alte, senza pantografo, 2,89 metri; Il 75% della superficie totale delle vetture STE4 è vetrata; il colore delle vetture è rosso veneziano ed è stato scelto attraverso un sondaggio tra la popolazione. L'estensione totale della rete tranviaria è di 20 km e vi svolgono servizio le due linee T1 Favaro – Mestre – Venezia (14 km, 23 fermate, tempo di percorrenza 39 minuti, velocità commerciale 21 km/h) e T2 Mestre – Marghera (6 km, 14 fermate, tempo di percorrenza 23 minuti, velocità commerciale 15 km/h). La cadenza di entrambe le linee è di 10 minuti nei giorni feriali e 15 minuti nei giorni festivi; la linea T1 circola tra le 6 e le 24 mentre la linea T2 tra le 6 e le 22. L'esercizio feriale richiede l'impiego di 15 tram (9 in linea T1 e 6 in linea T2) mentre altri 5 sono disponibili per riserva o in manutenzione.       Il fulcro della nuova rete è la stazione di Mestre Centro, nodo di interscambio tra le due linee tranviarie. Per il terminal della stazione di piazzale Roma di Venezia è stata costruita un pensilina molto allungata a forma di parallelepipedo nero, che secondo il progetto ricorda una grande T iniziale di Tram.      

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21 set 2015

Mobilità sostenibile: stazioni ferroviarie più bike friendly

di Fabio Nicolosi

In occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile è stato sottoscritto a Roma un Protocollo d’Intesa fra la Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus (FIAB) e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). L’accordo prevede la realizzazione di stalli (pavimentati e anche coperti) riservati al parcheggio di biciclette; l’installazione nelle scale dei sottopassaggi pedonali di sistemi (scivoli, ascensori dimensionati) per facilitare salita e discesa dei viaggiatori, senza bici in spalla; l’utilizzo di locali non più funzionali alle attività ferroviarie per noleggio e manutenzione delle due ruote; la creazione di aree dedicate al bike sharing nei piazzali antistanti le stazioni ferroviarie, nelle città in cui il servizio è operativo; e infine l’installazione di segnaletica fissa e variabile dedicata. Opere per le quali saranno presentati progetti ad hoc al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e che saranno realizzate in parte con i fondi già a disposizione di RFI e in parte con i finanziamenti pubblici destinati alla mobilità sostenibile. Gli interventi sono così suddivisi tra le stazioni del territorio nazionale: Liguria (27), Lombardia (26), Toscana (21), Lazio (17), Emilia Romagna (16), Puglia (14), Piemonte (11), Marche (8), Calabria (7), Veneto (6), Campania (5), Sicilia (5), Friuli Venezia Giulia (4), Sardegna (4), Umbria (3), Abruzzo (2) e Basilicata (2). Per Giulietta Pagliaccio, Presidente FIAB: “L’accordo siglato oggi con RFI dà concretezza a un articolato programma di collaborazione con il mondo del trasporto su rotaia che, attraverso la convenzione stipulata a inizio anno con Trenitalia, ad esempio, ci vede già impegnati al tavolo di lavoro misto e permanente nato per elaborare e promuovere iniziative a favore dello sviluppo dell’intermodalità fra bicicletta e treno. Il progetto 500 stazioni – ha continuato la Presidente – prevede, infatti, un adeguamento delle stazioni ferroviarie con interventi e strutture che consentano l’accesso con la bici e facilitino l’intermodalità tra due mezzi di trasporto sostenibili”. “La convenzione con FIAB – sottolinea Maurizio Gentile, AD RFI – rientra in un più ampio progetto di “mobilità dolce” per la quale RFI è impegnata nello sviluppo di progetti che favoriscano sempre più l’integrazione fra bicicletta e treno. Il nostro obiettivo – conclude Gentile – è attrezzare le stazioni italiane per consentire l’integrazione modale, grazie alla quale i passeggeri partendo in bici dalla propria abitazione trovino un primo punto di sosta in stazione, per facilitare l’utilizzo del treno per arrivare a destinazione. Il Protocollo d’Intesa con FIAB è un ulteriore tassello, assieme ai percorsi ciclopedonali adiacenti ai binari, di questo processo virtuoso ed ecosostenibile”. Con il progetto 500 stazioni di Rete Ferroviaria Italiana, si vuole trasformare e adeguare 500 stazioni medio/piccole per renderle più funzionali ai servizi chiesti dai clienti; caratterizzarle con uno standard architettonico unico (brand), definito e sempre facilmente individuabile; e migliorarne l’accessibilità anche alle persone a ridotta mobilità. Interesserà gli scali utilizzati da quasi l’80% dei viaggiatori del trasporto pubblico locale. Nel 2015 RFI ha avviato i primi lavori, per un investimento economico complessivo di circa 80 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare l’accesso e l’uscita dai treni, con l’innalzamento dei marciapiedi a 55 cm dal piano binari; potenziare l’informazione al pubblico sonora e visiva; abbattere le barriere architettoniche; curare gli spazi della stazione. Il progetto 500 stazioni prevede inoltre il miglioramento e l’ampliamento dei servizi commerciali, insieme a una rinnovata e particolare attenzione alla soddisfazione del cliente per la pulizia e il decoro degli impianti, i cui parametri saranno misurati e rilevati da Istituti demoscopici terzi, solo sulla base della “qualità percepita dal cliente”. Infine, le 500 stazioni rientrano anche nel “Progetto di risparmio energetico e mantenimento degli standard illuminotecnici”, ovvero l’introduzione massiva in questi scali ferroviari della tecnologia LED per l’illuminazione, con evidenti benefici sia in termini di attenzione all’ambiente sia di migliori performance anche per la sicurezza (security) dei clienti. Le stazioni del circuito sono spesso di pregio, anche dal punto di vista architettonico, e provengono da un passato in cui il servizio ferroviario veniva garantito con un numero di operatori e spazi dedicati di molto superiori a quelli necessari oggi, grazie alle tecnologie di ultima generazione installate per la gestione e il controllo a distanza del traffico ferroviario. Ecco alcune regole da rispettare:  l’ingresso e l’uscita dalla stazione con bicicletta al seguito deve avvenire attraverso gli appositi varchi  conduzione a mano delle biciclette negli ambienti della stazione e non in sella;  l’ingresso negli ambienti ferroviari delle persone con bicicletta al seguito è consentito solo ai viaggiatori muniti di regolare titolo di viaggio;  obbligatorio l’utilizzo degli stalli dedicati per il parcheggio delle biciclette, che non possono essere lasciate all’interno della stazione;  in caso di scale dei sottopassaggi, le biciclette devono essere trasportate attraverso scivoli e ascensori. In assenza, la bicicletta deve essere trasportata a spalla;  ogni persona può portare con sé una sola bicicletta;  i viaggiatori devono comunque attenersi ad eventuali istruzioni fornite dal personale ferroviario o dalla Polizia Ferroviaria;  in caso di emergenza, le biciclette non devono essere da intralcio per le altre persone;  chi transita in stazione con la bici è responsabile della custodia della stessa;  la violazione del regolamento è punita ai sensi dell’art. 20.3 del DPR 753/80. Regole che devono essere rispettate in tutti gli scali del network nazionale.

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04 set 2015

DISTRART: l’arte rinnova le fermate del tram di Messina

di Alessandro Graziano

DISTRART - distretti d’arte urbana- è una iniziativa di rigenerazione del tessuto urbano messinese attraverso il linguaggio artistico della Street Art. Il gruppo artisti sta infatti arricchendo le pensiline delle fermate della linea tranviaria della città dello Stretto di "dipinti urbani". L’idea nasce nell’ambito del progetto Ottoeventi (info: http://www.ottoeventi.it), una rassegna sperimentale di eventi per il progetto “Centro di Competenza per lo sviluppo di servizi culturali e turistici nel campo dell’arte e dell’architettura contemporanea”, finanziato dal PO-FESR 2007-2013. La commissione, presieduta da Stefania Lanuzza, della Soprintendenza di Messina, ha selezionato gli elaborati degli autori Gabriella Accardo, Nicolò Amato, Daniele Battaglia, Simone Caliò, Valeria Cariglia, Manuela Caruso (MaCa), Lorenzo Cassarà, Rosario Catrimi, Gabriella Davì, Michela De Domenico, Stellario Di Blasi, Maria Giovanna Dolcezza, Antonio Giocondo, Raimondo Gullo, Mauro Micciari (Kuma), Giorgia Minisi, Roberto Miroddi, Daniele Morganti (Tofi), Cinzia Muscolino, Claudio Piccini, Laura Pittaccio, Stello Quartarone, Maria Rando ed Eugenio Vanfiori. Più generazioni di artisti messinesi,  hanno interpretato  i caratteri fondamentali dell’identità cittadina,  attraverso il racconto per immagini ispirato al tema della memoria collettiva dello Stretto, dai miti di Mata e Grifone alla caccia al pescespada. “Sono visibilmente contento – ha dichiarato l’assessore Perna – perché Distrart era uno dei miei sogni nel cassetto ed ho trovato il modo di realizzarlo. Ogni stazione della linea tramviaria sarà abbellita attraverso la realizzazione di lavori nelle pensiline. L’obiettivo è trasmettere colore e bellezza alle stazioni e a coloro che utilizzano il tram”. Vere opere d'arte quindi, che stanno abbellendo tutte le fermate e con ciò la città intera. L'arte infatti, e la pittura di pareti cieche, muri di cinta e vecchi edifici degli anni 60 può riportare la bellezza nelle città italiane. La Street art in particolare ha l'obiettivo, attraverso una rivisitazione di simboli, luoghi e paesaggi, di dare una nuova identità a spazi anonimi e senza anima restituendo il Genius Loci. Di seguito una colorata, colta e armoniosa carrellata delle nuove pitture che stanno abbellendo la città di Messina. Turisti, cittadini e autisti di tir e auto di passaggio, potranno godere di una pinacoteca su strada, unica nel suo genere nel panorama artistico-infrastrutturale in Italia.  Si ringrazia il collettivo di artisti DISTRART per le immagini qi di seguito, condivise ed inviate al sottoscritto.           Video intervista: Distrart: a piazza Cairoli Facebook: Distrart - DiStretto d'Arte Urbana Instagram: distrart_distretto_arte_urbana

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14 ago 2015

Gli alberi e la M4 di Milano

di Alessandro Graziano

Il 10 luglio la Giunta del Comune di Milano  ha approvato la delibera che raccoglie tutte le modifiche al progetto esecutivo della metro 4 richieste sia dai Comitati di cittadini sia dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali. Ecco quanto riporta l’annuncio ufficiale: La Giunta ha approvato oggi la delibera sulle modifiche al progetto della nuova metropolitana e che verranno ora sottoposte al Cipe (Comitato Interministeriale Programmazione Economica). Due le principali migliorie, che oltre a rispondere alle prescrizioni del Cipe, sono la formalizzazione delle iniziative di riduzione degli impatti dei lavori sulla città, frutto del confronto svolto in questi mesi con cittadini e associazioni di categoria. La prima riguarda il calaggio di 2 talpe del diametro di 9,15m nella Stazione Tricolore da estrarre poi nella Stazione Solari, al posto dell’impiego di una sola TMB con diametro di 6,50m da calare ed estrarre presso la Stazione  Solari. Questa modifica comporta una inversione del senso di scavo rispetto a quanto previsto nel Progetto Definitivo. I vantaggi della scelta consistono nella possibilità di smaltire la terra delle gallerie non mediante trasporto su camion ma con nastri trasportatori e di poter ridurre gli impatti dei cantieri sulla viabilità in Lorenteggio e sul verde nelle aree Plebisciti /Indipendenza/Argonne. La seconda variante approvata dalla Giunta e che verrà sottoposta al Cipe riguarda la modifica delle gallerie tra Manufatto Sereni e Manufatto Argonne. Si tratta di una traslazione del tracciato mediamente di circa 10m (punto più distante 18.50m), resa necessaria dal riposizionamento in area più centrale della Stazione Argonne che permetterà di salvaguardare entrambi i filari esterni degli alberi lungo il viale. Le modifiche apportate al Progetto Definitivo non comporteranno variazioni di spesa rispetto a quanto già precedentemente approvato o di tempistiche di realizzazione della metropolitana M4, che sarà completata in 88 mesi. Maggiori dettagli nel primo documento scaricabile in pdf. Il secondo documento è comprensivo di tutte le planimetrie delle cantierizzazioni della tratta EST e OVEST. Questo è quindi il risultato di una più attenta progettazione e partecipazione della cittadinanza ai processi di cambiamento della città.  In poche parole Pianificazione partecipata che in Italia è ancora lontana dalle prassi di progettazione urbanistica ma si aggiunge in itinere a causa di proteste di cittadini e residenti spesso mal informati.   Di seguito due slide della presentazione che mostrano in dettaglio le variazioni al progetto per tutelare alberi e giardini pubblici esistenti:  

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19 mag 2015

Nuovo Piano dei Porti pronto a breve

di Andrea Baio

Arriva su annuncio del ministro delle Infrastrutture e Trasporti Delrio la notizia che a breve potrebbe essere pronto il nuovo piano per la logistica portuale. Il piano dovrebbe prevedere la semplificazione dell'amministrazione portuale, nonché un'adeguamento e ammodernamento infrastrutturale, che possa incrementare l'efficienza degli scali. Delrio afferma "I porti italiani hanno bisogno di un riordino generale per superare il gap rispetto agli scali del Nord Europa. Siamo terminando l'istruttoria sul piano della logistica e della portualità, che aveva avviato il mio predecessore, e che porteremo a termine nell'arco di poche settimane al massimo". Vi terremo quindi aggiornati sulle novità

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