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25 nov 2016

Autostrada Salerno-Reggio Calabria. aperta al traffico la canna nord della nuova galleria `Laria`

di Roberto Lentini

Anas ha aperto oggi al traffico la canna nord della galleria `Laria`, il nuovo tunnel in provincia di Cosenza, in fase di completamento nell`ambito dell`ultimo grande cantiere dell`autostrada A3 `Salerno-Reggio Calabria`: il Macrolotto 3.2, ai confini tra le regioni Basilicata e Calabria. Sul tratto è stato predisposto provvisoriamente il doppio senso di circolazione, in configurazione di cantiere, per consentire la conclusione dei lavori in canna sud. Il tunnel - lungo oltre 600 metri - si configura come l`opera di scavo più complessa dell`intero tratto autostradale dal punto di vista geologico ed esecutivo. Dopo il completamento degli scavi sono stati abbattuti entrambi i diaframmi (il 23 ottobre scorso quello della canna sud, il 10 ottobre quello della canna nord) e si sono conclusi oggi - in canna nord - i lavori relativi alla dotazione impiantistica ed idraulica, la pavimentazione e la relativa segnaletica orizzontale e verticale. Le medesime attività, entro dicembre, si concluderanno anche nella canna sud, concretizzando così il definitivo completamento del tunnel. La realizzazione della nuova galleria `Laria`, che ha richiesto un investimento complessivo di circa 54 milioni di euro, si sta concretizzando in variante rispetto al tracciato esistente e non ha determinato alcun impatto sulla viabilità.

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14 nov 2016

Mobilità sempre più green con le autostrade solari

di ospite

In materia di trasporti, le nuove soluzioni eco-friendly stanno raccogliendo consensi e interesse anche da parte delle autorità pubbliche, ora finalmente impegnate a gettare le basi per una mobilità più sostenibile sia per l'uomo che per l'ambiente. La sfida più ardua da vincere, tuttavia, è quella di far coesistere le nuove vetture a impatto zero con una rete stradale attrezzata per accoglierle, eliminando le carenze strutturali e promuovendo il ricambio generazionale dei veicoli. In tal senso, appaiono lodevoli sia le iniziative private, come i nuovi siti che permettono la vendita di auto usate sul web; sia quelle pubbliche, come gli avveniristici progetti di rinnovamento della rete stradale già attivi in Francia e in Olanda. Se l'Olanda, entro il 2020, avrà la prima "autostrada intelligente" del mondo, dotata addirittura di una corsia di ricarica wireless per auto elettriche; la Francia non sta di certo a guardare. A Tourouvre, nel dipartimento de l'Orne e a metà strada fra Parigi e Rennes, sta per essere infatti ultimata la prima strada "solare", un progetto pilota che prevede la creazione di un tratto stradale, lungo circa 1 Km, interamente pavimentato con pannelli fotovoltaici di ultima generazione. Tali pannelli, denominati Wattway e sviluppati dall'azienda francese Colas, sono in grado di sopportare agevolmente il peso degli automezzi più pesanti, garantendo la totale autonomia energetica all'intero tratto stradale su cui vengono installati. Il sogno di una strada a energia solare, dunque, non è più fantascienza, ma una tecnologia reale e altamente innovativa, frutto di oltre cinque anni di ricerca nei quali la Colas ha sviluppato (e poi sperimentato) delle versioni miniaturizzate di queste nuove celle fotovoltaiche ad alto rendimento. I pannelli Wattway, inglobati nell'asfalto, permettono infatti di alimentare tutte le installazioni presenti lungo la strada, restituendo l'eventuale energia superflua alla zona attraversata. Tale tecnologia si basa su un nuovo tipo di celle al silicio microcristallino, dalle performance straordinarie: basti pensare che un pannello Wattway di soli 20 metri quadri è sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia media. Di conseguenza, un tratto stradale di 2,8 chilometri quadrati, come quello in fase di ultimazione nella cittadina di Tourouvre, riuscirebbe a fornire energia elettrica a una comunità di circa 5 mila abitanti. Considerando l'applicazione di questa tecnologia su larga scala, tutto ciò si tradurrebbe in un risparmio energetico pressoché incalcolabile se si pensa alla quantità di risorse non rinnovabili necessarie a produrre energia elettrica per una grande metropoli. Se i risultati di questo primo test su scala reale avranno successo, è possibile che la strada solare si diffonda presto a macchia d'olio. Del resto, si tratta di una tecnologia già collaudata e che non necessita di altre infrastrutture di contorno. Una soluzione di tale portata potrebbe dunque rivelarsi un investimento altamente redditizio per il futuro, ma soprattutto un grande passo avanti verso il raggiungimento della tanto agognata autosufficienza energetica, che per alcuni Paesi poveri di fonti non rinnovabili (come l'Italia) rappresenta ancora un miraggio. Post di Sabrina Picari  

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31 mag 2016

11° Congresso Mondiale sulla ricerca ferroviaria a Milano fino al 2 giugno 2016

di Roberto Lentini

Si sta svolgendo, presso il Centro Congressi Stella Polare di Fiera Milano, il World Congress on Railway Research WCRR 2016, il più importante evento mondiale sulla ricerca ferroviaria. L’undicesima edizione, dal titolo Research and Innovation from Today Towards 2050, è organizzata dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane con Trenitalia e si svolgerà dal 29 maggio al 2 giugno 2016. Nel corso del congresso, alcune tra le maggiori imprese di trasporto ferroviario nazionali e internazionali e gestori dell’infrastruttura, istituti di ricerca scientifica, università ed industrie avranno modo di promuovere ed esporre i progetti più innovativi sullo sviluppo del settore. Lo scopo del WCRR è promuovere la ricerca ferroviaria, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, dando impulso alla cooperazione e condivisione a livello mondiale del patrimonio di conoscenze maturate nei vari rami del settore (materiale rotabile, infrastrutture, tecnologie, logistica, sostenibilità ambientale, aspetti commerciali del servizio di trasporto). Saranno 936 gli abstract scientifici presentati a questa undicesima edizione, riguardanti progetti e risultati dei programmi di ricerca e di innovazione di processo sviluppati in ambito ferroviario da imprese, gestori dell’infrastruttura, università e aziende da tutto il mondo, con una sensibile crescita rispetto all’edizione di maggior successo del congresso organizzata dalle Ferrovie francesi a Lille nel 2011. Ricercatori e addetti ai lavori arriveranno da tutto il mondo per partecipare alla presentazione dei risultati provenienti da ben 38 Paesi diversi, tra cui spiccano per numero di proposte presentate Italia, Giappone, Francia, Cina e Regno Unito. Oltre alle sessioni del Congresso sono previste visite tecniche ad impianti di eccellenza del Gruppo FS e di aziende dell’industria ferroviaria. All'interno di WCRR è previsto un evento che permetterà di diventare "Railway Talent Ambassador", ovvero professionisti, accademici ed “entusiasti” del settore ferroviario, di qualunque età, appassionati di promuovere a vari tipi di pubblico la carriera ferroviaria, la ricerca, l'istruzione e la formazione. Per potersi iscrivere è sufficiente accedere al sito web dedicato al congresso ed utilizzare il codice: UNIV2_WCRR. Per maggiori informazioni e per registrarsi a WCRR 2016 è possibile visitare il sito internet  www.wcrr2016.org

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25 mag 2016

FOTO| Una voragine di 200 metri lungo l’Arno lascia mezza Firenze senz’acqua

di Giulio Di Chiara

E' accaduto questa mattina. Sul Lungarno Torrigiani, proprio vicino il famoso Ponte Vecchio, un tratto di asfalto ha letteralmente ceduto e inghiottito una ventina di auto parcheggiate lì dalla notte prima. L'ora del crollo, intorno alle 6.14, ha scongiurato danni a persone. Dopo la prima ricostruzione dei Vigili del Fuoco, sembrerebbe che la causa del disastro è da attribuire alla rottura di un grosso tubo dell'acqua. La fuoriuscita di grosse quantità di acqua infatti, avrebbe generato l'erosione del terreno e quindi il crollo. Un problema probabilmente legato alla manutenzione dell'acquedotto? Fatto sta che lo smottamento potrebbe non essere terminato. Nel frattempo, per arginare il problema, è stato chiuso parte dell'acquedotto cittadino, lasciando a secco migliaia di appartamenti. Le foto sono di Corriere.it  

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20 apr 2016

Torino: quasi pronta la spina centrale

di Alessandro Graziano

Si è svolto ieri 19 Aprile, la visita del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio al cantiere del passante ferroviario di Torino sotto la guida del Sindaco Piero Fassino e dell’Assessore ai trasporti Lubatti. In particolare il tratto da Corso Vittorio Emanuele a piazza Baldissera compreso il nuovo ponte sulla Dora lungo l'asse di Corso Principe Oddone, verrà consegnato nelle prossime settimane, al massimo entro Maggio 2016. Il ponte potrebbe già essere pronto per inizio Maggio invece. Il tratto tra piazza Generale Baldissera e il raccordo e la sistemazione di corso Vigevano faranno invece parte di un nuovo lotto. Questo  verrà completato grazie alle risorse reperite attraverso il ribasso delle gare precedenti di  circa otto milioni di euro , a cui si aggiungeranno altri nove milioni di euro messi a disposizione dal Comune. . "È un’opera importante, strategica per la viabilità e la mobilità della città, con cui avremo l'asse di attraversamento più interno della città e ricuciremo due parti di Torino divise da sempre dal passaggio della ferrovia", così ha esordito il Sindaco. Con la consegna di questi quattro lotti verrà restituito alla città un ampio viale alberato con carreggiate centrali e laterali, piste ciclabili e il nuovo sottopasso stradale di piazza Statuto ( a detta di molti conosciuta come la silenziosa) .   Un cantiere ha creato negli anni  non pochi disagi ma grazie al quale la città post industriale ha cambiato volto riconnettendo le sue parti e creando una nuova spina urbana. Novità annunciate anche sulla metropolitana Val. Sarà infatti un piano straordinario del Governo a finanziare il progetto della linea 2 della metropolitana. E’ quanto emerso questa mattina nel corso di una visita del ministro dei Trasporti . Si è parlato del prolungamento  della linea 1della metropolitana fino a Cascina Vica ( e si spera la prossima apertura delle stazioni Italia 61 e Bengasi)  e il futuro progetto e della linea 2 ( collegamento nord-sud). Ma Delrio si è detto "molto ottimista" sul superamento degli ostacoli burocratici. "Il governo ha predisposto un piano di sviluppo, inserito nel Def (documento economico finanziario), che prevede un piano nazionale di potenziamento della rete tranviaria e delle metropolitane, di cui Torino fa parte." Il sindaco Piero Fassino, invece, ha annunciato che il 9 maggio si concluderà il bando di gara per la progettazione della linea 2 della metropolitana torinese. Dopodiché ci vorrà circa un anno per la progettazione esecutiva, nella seconda metà del 2017 si conta di aprire il primo cantiere del primo lotto. Oltre i soliti proclami,  si spera vedremo presto progetti e cantieri tangibili.

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13 apr 2016

Il treno del futuro è…invisibile!

di Andrea Baio

Spesso la realtà supera la fiction, ed è proprio questo che sta cercando di fare il Giappone - paese all'avanguardia in termini di tecnologia ferroviaria - che già possiede il primato dell'alta velocità con lo Shinkansen: 433 km/h di velocità massima, solo recentemente superati dal TGV francese (che ha abbattuto il muro dei 500 km/h). Questa volta però non si parla di velocità, ma bensì di...invisibilità. Sembra infatti che l'architetto giapponese Kazuyo Sejima abbia ricevuto l'incarico di realizzare il progetto, che potrebbe dar vita a questo treno fantascientifico già nel 2018. L'obiettivo? Realizzare un convoglio che, attraverso un sistema di pannelli semi-trasparenti e specchiati, sia a tutti gli effetti mimetizzato con l'ambiente circostante. Il progetto dovrebbe creare una tecnologia applicabile ai convogli già esistenti, ma per il momento tutto resta top secret. Nel frattempo, non resta che chiedersi: ma a livello di sicurezza, sarà proprio il massimo un treno invisibile?

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23 mar 2016

Torino: il futuro nella mobilità sostenibile

di Alessandro Graziano

articolo di Alberto Garbin Durante il convegno “Il futuro della mobilità sostenibile” tenutosi nell’Aula Magna del Politecnico di Torino lo scorso 18 Marzo, a cui erano presenti molti rappresentanti istituzionali tra cui il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il Sindaco di Torino Piero Fassino e l’assessore ai trasporti Claudio Lubatti, è stato presentato il nuovo servizio di car sharing elettrico BlueTorino, dal Gruppo Bollorè, azienda leader del settore dei trasporti e della logistica (all’estero è un servizio già attivo da alcuni anni in città europee ed americane tra cui Parigi, Lione, Bordeaux e Indianapolis). L’intenzione dell’azienda e della Città di Torino è di mettere a disposizione dei cittadini inizialmente 23 auto elettriche e 5 colonnine di ricarica, che diventeranno entro la fine dell’anno rispettivamente 150 auto e 250 colonnine. Nei piani dell’azienda entro il 2017 si avranno 400 vetture e 700 colonnine che copriranno una grande parte del territorio comunale. Le auto che verranno utilizzate per il servizio (che partirà a marzo 2016) hanno una autonomia di 250 km, più che sufficienti per coprire gli spostamenti all’interno della città e potranno essere ricaricate nelle apposite stazioni gestite da BlueTorino, inoltre, le auto potranno essere guidate anche dai neopatentati. Il costo dell’abbonamento è pari a 5,50€ al mese con una tassa di registrazione di 10€ più il costo opzionale per la prenotazione dei parcheggi, il tutto comodamente gestito tramite app per smartphone.   Il cuore di queste vetture, assemblate nello stabilimento di Bairo, nel Canavese, risiede nelle nuove batterie LMP (litio metal polimer) che consentono una capacità energetica di 30kw/ora e quindi una maggiore autonomia e che potranno, alla fine del loro ciclo vitale, essere riciclate. Il sindaco di Torino pensa che il car sharing elettrico potrà rafforzare il sistema della mobilità della città contribuendo quindi agli obbiettivi che da sempre contraddistinguono il suo operato, ovvero incrementare l’offerta di mezzi alternativi all’auto privata. Mentre per l’assessore all’ambiente Enzo Lavolta, questo progetto punta a ridurre l’impatto ambientale della mobilità privata e rappresenta un contributo importante anche per l’economia visto che la produzione è locale. Il ministro Delrio, durante la conferenza, ha ricordato gli investimenti per il trasporto pubblico che sono stati messi in campo negli ultimi anni e che continueranno in futuro, ma che il raggiungimento degli obiettivi di riduzione del traffico veicolare  e dell’inquinamento devono passare anche attraverso nuove abitudini delle persone nella vita di tutti i giorni in relazione ad un cambiamento culturale e nuove forme di mobilità sostenibile.

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15 feb 2016

Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

di Roberto Lentini

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, l’Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane Renato Mazzoncini e l’Amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile hanno presentato  presso la sede del Ministero la nuova strategia di investimenti sulla rete, la “cura del ferro” che è una priorità nelle politiche del Governo in materia di trasporti e infrastrutture. La nuova strategia si traduce già concretamente in risorse aggiuntive, stanziate con le Leggi di Stabilità 2015 e 2016 e con il decreto “Sblocca Italia”: 9 miliardi di euro che sono già stati destinati all’aggiornamento 2015 del Contratto di Programma tra MIT e RFI, più altri 8 miliardi che saranno presto oggetto dell’aggiornamento 2016. Maggiore sicurezza, tecnologie di ultima generazione sui treni, nelle stazioni e lungo le linee, qualità e comodità per i viaggiatori, rapidità nei collegamenti, ma soprattutto un’attenzione particolare agli interventi sulle reti regionali e locali in favore degli spostamenti pendolari, e a ogni tipo di investimento utile a trasferire il trasporto merci dalla gomma al ferro. Queste sono le linee fondamentali illustrate dal Ministro Delrio, che ha ricordato l’altro decisivo apporto alla cura del ferro che viene dagli investimenti destinati al Sud dal Pon Infrastrutture e Reti 2014-2020. FS Italiane considera fondamentale una concentrazione selettiva sugli investimenti strategici per sfruttare in maniera efficace le risorse economico/finanziarie disponibili. Questo anche attraverso l’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti con interventi dal costo contenuto (ad esempio investimenti in tecnologia, da affiancare ad azioni coordinate tra le diverse modalità a carattere organizzativo e gestionale). Le scelte di investimento sull’infrastruttura sono finalizzate a sviluppare i quattro Corridoi europei TEN-T che attraversano l’Italia (Scandinavo-Mediterraneo, Baltico-Adriatico, Reno-Alpi e Mediterraneo) e le relative tratte ferroviarie di accesso; migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale.

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04 feb 2016

10 anni in metro per Torino!

di Alessandro Graziano

  Il 4 Febbraio di 10 anni fa veniva inaugurata la prima tratta della linea di ferrovia metropolitana di Torino: la M1 prima metropolitana automatica leggera VAL d'Italia (acronimo di Véhicule Automatique Léger, in precedenza sigla di Villeneuve-d'Ascq - Lilla). In quel lontano Febbraio, in occasione dei XX Giochi Invernali di Torino, si inaugurava il primo tratto entrato in esercizio che andava dal deposito di Collegno fino a piazza XVIII Dicembre e contava 11 fermate. Dal 2006 al dicembre 2015 la strada percorsa è stata tanta. Il sistema  infatti oggi termina alla stazione di Lingotto ( laddove un tempo c’erano gli stabilimenti Fiat) ed ha  21 stazioni, e se nel 2006  i passeggeri erano 7 milioni , nell'anno appena concluso, il 2015, sono stati 41 milioni e 117 mila, record assoluto . Nel decennio che oggi si appresta a compiere, la metropolitana di Torino ha  trasportato complessivamente 277 milioni di passeggeri!   Ma cosa è la Val? E’ un sistema di trasporto a guida vincolata su rotaie in cemento armato, dove i convogli, controllati da sistemi automatizzati, viaggiano su ruote gommate. Il sistema utilizza treni dalla lunghezza e sezione ridotta rispetto alle metropolitane con sistema classico su ferro, non ha il pantografo per la captazione della corrente elettrica in quanto la fornisce una terza rotaia. Ciò comporta gallerie dalla sezione ridotta, stazioni più piccole e quindi minori costi di costruzione e scavo ed una più veloce esecuzione dei cantieri.     I convogli più piccoli e telecontrollati hanno un’alta frequenza e quindi un’alta capacità oraria ; per minimizzare i tempi le fermate sono dotate di porte scorrevoli in corrispondenza delle porte dei vagoni. In questo modo le operazioni di salita e discesa dai mezzi avvengono in tutta sicurezza. Potremmo definirla un sistema ibrido tra una ferrovia ed un trasporto ettometrico quali gli ascensori. Quella torinese è’ stata la prima linea di questo tipo costruita in Italia a cui sono poi seguite quelle di Brescia(2013), Milano (2013) e Roma (2015) e in futuro un progetto di Val è previsto anche a Palermo. Il sistema utilizzato per la Metropolitana di Torino è il primo al mondo in configurazione 52 metri ovvero con composizione a quattro vagoni. La linea 1 ha una  lunghezza dal deposito di Collegno a Lingotto di 13,2 km e attualmente sono in corso i lavori di prolungamento verso sud con le nuove stazioni di Italia ‘61 e piazza Bengasi, circa 1,9 km . Un cantiere bloccato per quasi tre anni a causa delle difficoltà finanziarie delle imprese costruttrici, CoopSette e Seli, sbloccato con la riassegnazione dei lavori ad un'altra cordata di ditte, le cooperative emiliane Ccc e Cmc e con inaugurazione prevista per dicembre 2017.   Verso ovest è previsto il  prolungamento Collegno – Cascine Vica/tangenziale" con 4 stazioni: Certosa, Collegno Centro, Leumann e Cascine Vica. Il  progetto preliminare  è stato redatto nel 2015 ma è ancora in attesa di approvazione da parte del CIPE. A seguito dell'entrata in servizio delle nuove tratte, dal 2006 al 2011, è stata realizzata una riorganizzazione del trasporto pubblico di superficie: sono state modificate le linee che avevano il percorso in comune con la metro (linee 1 e 36 su corso Francia, linee 1, 34 e 35 su via Nizza, linea 1 da piazza Statuto a Porta Nuova) e si è favorito l'interscambio bus / metro attraverso variazioni di numerose altre linee. La linea di metro sin dalla sua inaugurazione ha costituito una novità per i cittadini, torinesi e non, ma soprattutto una spina dorsale per di trasporto pubblico locale (TPL). Ciò si è tradotto in maggiore efficienza ed efficacia dei trasporti pubblici, maggiore facilità negli spostamenti e minor inquinamento dell’aria in una città che soffre di continui sforamenti dei limiti nelle emissioni delle polveri sottili. La metro M1 in numeri* 13,2 km di lunghezza nel tratto  dal deposito di Collegno a Lingotto; 1400 telecamere installate su tutta la linea per la videosorveglianza; 29 treni  a disposizione per la tratta ; 23 minuti  necessari per percorrere l'intera tratta da Collegno a Lingotto; 21 stazioni da Collegno a Lingotto; 67 ascensori di cui 44 fra la banchina e l'atrio e 23 tra l'atrio e l'esterno; 129 scale mobili (di cui 45 esterne e 84 interne). 45 milioni i chilometri percorsi dai veicoli in 10 anni 5 milioni 338 mila i chilometri percorsi dai veicoli (2015) 1 milione 100 mila numero di corse effettuate dai treni in 10 anni 107 mila 500 numero di corse effettuate nel 2015 41 milioni 119 mila i passeggeri nel 2015 277 milioni 341 mila totale passeggeri nei 10 anni 4 milioni 160 mila record passeggeri nell'ottobre 2015 99,8% indice di disponibilità ovvero la percentuale di corse in orario 2015, il che si traduce in un mezzo davvero affidabile per gli spostamenti 180 sono le persone che attualmente lavorano per la metropolitana * dal sito www.GTT.to.it

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05 gen 2016

Stoccolma: metropolitana d’aMare

di Alessandro Graziano

Stoccolma città di 914.909 abitanti e con un'area metropolitana di 2.213.528 abitanti, è una della città europee con maggior attenzione all'ambiente e alla sostenibilità degli stili di vita urbani.  Ciò si traduce in qualità della vita, tra le più alte al mondo, e qualità della salute dell'ambiente urbano. La città ha quindi da sempre investito sul tema della mobilità urbana e sostenibile. Un po' di storia sui sistemi di trasporto esistenti è d'obbligo. La decisione di costruire una metropolitana cittadina fu presa nel lontano 1941. La prima parte della , attuale linea verde, fu  inaugurata nel 1950 con la conversione in metro di una ferrovia sotterranea costruita nel 1933. Negli anni seguenti la linea si è sviluppata fino a raggiungere la zona sud della città dove oggi si divide in tre rami. Nel 1952 fu costruita una nuova linea che collegava il centro città con i sobborghi a ovest della capitale. Mentre nel 1957 i due tratti di metropolitana furono uniti presso la fermata T-Centralen  sotto l'omonima stazione centrale  completando la linea verde. Nel 1964 iniziarono i lavori per la linea rossa e esolo nel 1975 quelli per la linea blu. Ad oggi il sistema conta tre linee per 108 km  e 100 stazioni, di cui 47 sotterranee e 53 in superficie. Oltre ciò la città integra il sistema con tre linee della ferrovia suburbana Pendeltåg, tre linee di metrotranvia (Nockebybanan, Lidingöbanan, e Tvärbanan), due ferrovie locali Roslagsbanan (a scartamento ridotto) e Saltsjöbanan, nonché una vasta rete di linee di autobus. La metro di Stoccolma, oltre alla bici ed i bus e taxi alimentati a carburanti ecologici o biogas fanno della città svedese una delle capitali della mobilità green. Si pensi che per disincentivare l’uso delle auto, si deve pagare un dazio qualora la si voglia utilizzare in città.  La metropolitana di Stoccolma è già d'amare con le sue cento stazioni di cui almeno novanta sono decorate e arricchite da opere d'arte. Ma adesso l'amministrazione comunale ha presentato un progetto pilota per realizzare delle line di metropolitana del mare.Ma gli svedesi non si accontentano e si sono pure inventati una sorta di metropolitana sull’acqua. Da mare! Si sta progettando un sistema di trasporti acquatici che colleghi la costa, lungo l’area metropolitana, in modo da costituire una metropolitana del mare. A realizzare questo interessante mezzo di trasporto saranno i ricercatori del KTH Royal Institute of Technology, con il progetto 365 Waterway. Facilitati anche dalla conformazione di Stoccolma fatta di isole e isolotti. Per intenderci, funzionerà come i traghetti sullo stretto di Messina, che si prendono in carico i treni e le auto trasportandoli fino all’altra costa. Così sarà per i mezzi pubblici o per le bici nella capitale svedese. Naturalmente i traghetti dovranno avere dimensioni e funzionalità diverse, a seconda delle esigenze dei passeggeri e del tipo di mezzo trasportato. Per realizzare un’efficiente sistema di interconnessione tra il trasporto via mare e via terra, occorrerà creare stazioni apposite di interscambio, e renderlo operativo pure d’inverno, quando l’acqua ghiaccia. Inoltre, sarannoprevisti tempi veloci per imbarcarsi e sbarcare, come nei vaporetti di Venezia.

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