Articolo
22 lug 2017

Regione Puglia: l’impegno del Gruppo FS Italiane nel triennio 2017-2019

di mobilita

Sviluppo della mobilità integrata in Puglia, interventi di potenziamento delle linee gestite da Rete Ferroviaria Italiana e di miglioramento sulla rete Ferrovie del Sud Est e rinnovo delle flotte dei treni e degli autobus. Questi gli argomenti al centro del tavolo tecnico/istituzionale avvenuto oggi a Roma fra Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, e Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore generale di FS Italiane. Incontro al quale hanno preso parte anche Claudio Stefanazzi, Capo di Gabinetto di Regione Puglia, Maurizio Gentile, AD e DG di RFI, Barbara Morgante, AD e DG di Trenitalia, Stefano Rossi, AD Busitalia, e per FSE Luigi Lenci, Presidente, e Andrea Mentasti, AD e DG. Il tavolo tecnico/istituzionale è stato l’occasione per fare il punto sullo stato della mobilità nella regione Puglia, per illustrare le azioni programmate dal Gruppo FS Italiane per il triennio 2017-2019 per le reti ferroviarie (più tecnologie, migliori infrastrutture) e i servizi di trasporto su ferro e gomma (collegamenti sia lunga percorrenza sia regionali e metropolitani). Regione Puglia da parte sua ha affrontato i temi relativi al rinnovo del Contratto di servizio con Trenitalia e ai finanziamenti previsti per lo sviluppo del sistema infrastrutturale. Rete Ferroviaria Italiana, il Gestore dell’infrastruttura nazionale, ha illustrato le attività avviate per aumentare la capacità di traffico (servizi regionali e collegamenti lunga percorrenza verso Roma, Napoli e lungo la Direttrice Adriatica), l’integrazione con i network ferroviari dei Gestori regionali, i potenziamenti infrastrutturali e tecnologici, gli interventi per migliorare l’accessibilità delle stazioni (ascensori, marciapiedi alti 55 cm dal piano del ferro, varchi di accesso, adeguamento a standard per le persone a ridotta mobilità e con disabilità e wi-fi). Confermati anche gli impegni inseriti nell’Accordo Quadro sottoscritto con Regione Puglia nel dicembre 2015. Attenzione particolare è stata dedicata anche ai progetti previsti per sviluppare i collegamenti con il Porto di Taranto e il nodo intermodale di Brindisi, funzionali allo sviluppo del traffico merci e logistico. Trenitalia ha fatto il punto sia sui collegamenti lunga percorrenza sia sul trasporto regionale e metropolitano, che già oggi registra un miglioramento nella puntualità e un basso tasso di cancellazioni e guasti. Durante l’incontro si è parlato anche del rinnovo del Contratto di servizio allineato alle ottime performance registrate in media su base nazionale. Contratto che prevede circa 260 milioni di investimenti per l’acquisto di nuovi treni che porteranno ad un rinnovo quasi totale della flotta. Questi investimenti abbasseranno l’età media dei treni e garantiranno standard di puntualità e di comfort di viaggio da benchmark europeo. Infine, Ferrovie del Sud Est ha focalizzato l’attenzione sui propri investimenti, oltre 520 milioni di euro, che inizieranno a dare significativi effetti da giugno 2018. FSE ha pianificato per il potenziamento delle infrastrutture oltre 420 milioni, mentre per il rinnovo delle flotte (treni e bus) saranno investiti complessivamente circa 100 milioni. A Regione Puglia sono stati illustrate anche le azioni previste nell’immediato per adeguare l’infrastruttura ferroviaria agli standard nazionali previsti dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) e i servizi sostitutivi con autobus programmati per garantire la mobilità dei cittadini. La maggior parte dei lavori sarà fatta con interruzioni notturne, ad eccezione di poche tratte dove l’unica soluzione tecnica possibile è l’interruzione completa del traffico ferroviario. In questi casi la mobilità sarà garantita con bus sostitutivi.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
21 lug 2017

Spostamento stazione bus a Bolzano: firmata la convenzione Provincia-RFI

di mobilita

La firma della convenzione per lo spostamento temporaneo della stazione autobus di Bolzano avvia la prima fase dell’integrazione del più importante nodo intermodale tra servizi su rotaia e servizi su gomma, quello nell’ambito dell’attuale stazione ferroviaria del capoluogo. Il documento è stato siglato oggi a Palazzo Widmann da Arno Kompatscher, presidente della Provincia, e da Maurizio Gentile, ad e dg di Rete Ferroviaria Italiana, il Gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale. Lo spostamento della stazione autocorriere da via Perathoner a via Renon (sfruttando parte degli spazi del sedime ferroviario vicino alla stazione a valle della funivia) è un passo necessario per proseguire nel progetto di ridefinizione complessiva dell’areale ferroviario e dell’attuale zona antistante la stazione, comprese via Garibaldi e via Alto Adige, secondo il masterplan approvato da Provincia e Comune. Temporaneamente trasferita in via Renon fino all’interramento previsto nel masterplan, la stazione autocorriere diventa uno snodo cruciale della mobilità. Entra pertanto nella fase approvativa il “Programma unitario di valorizzazione territoriale” (PUVaT, lo strumento che favorisce il recupero e il riutilizzo funzionale degli immobili di proprietà di soggetti pubblici), relativo alla riqualificazione dell’areale ferroviario di Bolzano. In base alla convenzione siglata a Palazzo Widmann dal presidente Kompatscher e dall’ad e dg Gentile, RFI consegna alla Provincia una parte dell’area ferroviaria attraverso uno specifico diritto di superficie per permettere lo spostamento della stazione autocorriere su un’area di circa 6mila mq. La Provincia vi realizzerà la stazione bus e il relativo edificio per i servizi di infopoint, sala d’attesa, biglietterie, servizi igienici, uffici, Polfer, parcheggi annessi. Gli spazi ferroviari in via Renon saranno messi a disposizione da RFI per una durata iniziale di tre anni. L’accordo regola tuttavia anche eventuali scenari futuri di utilizzo della stazione autobus che potranno presentarsi entro il triennio e anche successivamente. Per far posto ai bus, RFI dovrà trasferire alcuni servizi in altri edifici di sua proprietà e la Provincia contribuirà con un intervento complessivo di 500mila euro, comprensivo del corrispettivo per il diritto di superficie. Anche in futuro la struttura si inserirà nel contesto dell’areale ferroviario di Bolzano e si integrerà in modo funzionale nel nuovo centro di mobilità che sorgerà come da progetto. Ora potranno partire i primi lavori per lo spostamento della stazione autocorriere, con l’obiettivo della sua entrata in esercizio nei primi mesi del 2018.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 lug 2017

Innovativo sistema di gestione del traffico ferroviario nel nodo di Roma

di mobilita

Rete Ferroviaria Italiana eseguirà importanti interventi di potenziamento tecnologico e infrastrutturale tra le  22:30 di sabato 22 e le 10:00 di domenica 23 luglio nel Nodo di Roma. In particolare, sarà attivato un nuovo sistema di gestione del traffico ferroviario che consentirà il comando e il controllo della circolazione tra Settebagni e Fara Sabina (linea convenzionale Roma-Firenze) e tra Roma Tiburtina e Settebagni (linea direttissima Roma-Firenze) direttamente dal Posto Centrale di Roma Termini. La nuova tecnologia consentirà di incrementare i livelli di efficienza sulle linee e sugli impianti, con un sensibile miglioramento della qualità del servizio offerto e della regolarità della circolazione. Completano gli interventi: L’ultimazione dei lavori per l’upgrade del sistema di distanziamento dei treni tra Settebagni e Fara Sabina (linea convenzionale), a vantaggio della capacità della linea; La conclusione degli interventi previsti nella stazione di Monterotondo: velocizzazione degli itinerari di arrivo e partenza dei treni sui binari uno e quattro (lato Roma), la realizzazione del nuovo binario quattro per il capolinea dei treni provenienti da Roma e l’ultimazione del sottopasso e del nuovo marciapiede a servizio del binario quattro. L’intervento complessivo – investimento di circa 22 milioni di euro – rappresenta un ulteriore step di attivazione nel Nodo di Roma dei più moderni sistemi di comando e controllo che, tra il 2017 e il 2019, saranno applicati anche sulle principali relazioni metropolitane. Questo peremetterà un incremento dei livelli qualitativi e quantitativi dei servizi regionali su ferro e la possibilità di gestire il traffico ferroviario da un'unica postazione nella stazione di Roma Termini. Per consentire l’operatività dei cantieri sarà modificato il programma del traffico ferroviario. La circolazione sarà sospesa: Dalle 23:30 di sabato 22 alle 5:30 di domenica 23 sulla linea Direttissima tra Roma Tiburtina e PC Capena; Dalla mezzanotte di sabato 22 alle 10:00 di domenica 23 tra Settebagni e Fara Sabina (linea convenzionale); Dalle 00:10 di sabato 22 alle 3:30 di domenica 23 tra Roma Tiburtina e Settebagni (linea convenzionale e linea “Merci”). Prevista la riprogrammazione dei servizi ferroviari con cancellazioni deviazioni e limitazioni di percorso. Dettaglio dei provvedimenti e ulteriori informazioni disponibili presso gli uffici di assistenza alla clientela, le biglietterie, nonché sui sitiwww.fsnews.it e www.trenitalia.com.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
20 lug 2017

Interporto Bologna: accordo per potenziamento dell’impianto ferroviario e il nuovo ruolo dell’hub di Bologna

di mobilita

Accogliere treni con una lunghezza di oltre 750 m e supportare così la naturale vocazione dell’Interporto di Bologna quale “gateway ferroviario” di collegamento sia tra il nord Europa ed il centro – sud Italia, sia con i porti di prossimità del Tirreno e dell’Adriatico. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato oggi dal presidente di Interporto Bologna, Marco Spinedi, e dall’amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile. L’accordo si inserisce nel più ampio quadro di investimenti dedicati al trasporto merci che Rete Ferroviaria Italiana sta portando avanti e che puntano ad adeguare le linee che fanno parte dei quattro Core Corridor della Rete Europea TEN-T, con particolare attenzione ai nodi della rete e quindi anche ai terminal di Bologna Interporto. Nello specifico, gli interventi puntano a dotare le infrastrutture dell’interporto degli standard necessari per il trasporto delle merci, ossia lunghezza dei convogli fino a 750 m, sagoma idonea al transito dei semirimorchi e dell’autostrada viaggiante e massa assiale fino a 22,5 tonnellate/asse. Sarà così possibile realizzare una vera integrazione ferro-mare con i servizi di cabotaggio nazionali e intra-mediterranei, attraverso operazioni snelle di sgancio, ricovero e aggancio di gruppi di carri e un adeguato servizio di parcheggio dei carri ferroviari merci. Grazie a tali interventi, per l’hub bolognese sarà più semplice accogliere nuovi traffici merci, in termini sia quantitativi sia qualitativi, rafforzando la sua posizione strategica di collegamento che lo vede all’incrocio dei Corridoi Baltico-Adriatico, Mediterraneo e Scandinavo-Mediterraneo. I contenuti del Protocollo sono in linea con gli obiettivi del Libro Bianco sui trasporti dell’Unione Europea, che prevedono di trasferire il 30% del traffico merci dalla strada al ferro entro il 2030 ed il 50% entro il 2050, e riflettono la nuova strategia di Interporto Bologna, focalizzata a superare “l’Intermodal Divide” del nostro paese e a posizionare Bologna come hub di nuova generazione. “Il protocollo d’intesa con Interporto Bologna– ha evidenziato Maurizio Gentile, ad e dg RFI – fa parte del più vasto piano di Rete Ferroviaria Italiana per supportare e incrementare il traffico merci su ferro, che ha come obiettivo al 2026 l’adeguamento ai nuovi standard di oltre il 75% delle linee dei Corridoi core della rete TEN-T. L’accordo di oggi assume un’importanza ancora maggiore se si considera la posizione strategica dell’Interporto, che lo rende in maniera naturale punto di connessione di diverse direttrici di traffico”. Marco Spinedi, Presidente di Interporto Bologna, sottolinea che “la firma del Protocollo di oggi rappresenta per Interporto Bologna il primo step in una più ampia strategia che mira al rilancio dell’Interporto di Bologna come un hub ferroviario di primaria importanza a livello europeo nel mercato intermodale. I Binari lunghi 750 m, il definito ammodernamento a P400 della linea Adriatica e di quella Milano Bologna, permetteranno infatti ai terminal di Interporto di adeguarsi agli standard europei e di creare le condizioni per una moderna offerta intermodale rivolta alle 114 imprese di logistica attive all'interno dell'interporto”.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
18 lug 2017

Gli investimenti per lo sviluppo degli scali italiani, Napoli

di mobilita

In quest’articolo vi diamo conto del volume realizzato dall’ENAC sugli investimenti infrastrutturali operati sugli aeroporti nazionali dal 2000 con proiezioni future a medio e lungo termine. Vengono riportate tabelle riepilogative degli investimenti complessivi e degli investimenti ENAV 2000-2015 sugli scali aeroportuali e sugli impianti di assistenza al volo e su previsioni di sviluppo futuro da Contratto di Programma 2015-2018. Aeroporto di Napoli. Società di gestione: GESAC SpA L’aeroporto di Napoli, principale gateway per il Sud Italia, è una realtà in forte crescita sia per numero di destinazioni servite che per traffico passeggeri. Pur dovendosi confrontare con zone confinanti estremamente antropizzate, sono stati recentemente realizzati lavori di ampliamento e ristrutturazione volti a migliorare il comfort dei passeggeri ma anche e soprattutto l’impatto ambientale nell’area circostante lo scalo. Lo stile architettonico, il design, la funzionalità e l’innovazione caratterizzano lo scalo quale motore di sviluppo del trasporto, del turismo e dell’economia dell’intera regione.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
18 lug 2017

Trieste, Museo Ferroviario: firmato l’accordo per il restauro e la conservazione

di mobilita

Firmato questa mattina al Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio il Protocollo attuativo del progetto di restauro e conservazione del sito. Il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, la Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, l’AD delle Ferrovie dello Stato Italiane Renato Mazzoncini e il Presidente della Fondazione FS Mauro Moretti, hanno siglato l’atto che dà il via al progetto di restauro della prima parte del Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio e al suo riutilizzo come polo turistico e museale. Il piano di recupero predisposto dalla Fondazione FS prevede, in una prima fase, il restauro dell’area aperta al pubblico, lungo via Giulio Cesare, dove sarà esposta la collezione di cimeli ferroviari - fra cui alcuni pezzi unici - sia italiani che dell’ex impero Austro-Ungarico. Il polo espositivo resterà chiuso da oggi fino al termine dei lavori e dopo il restauro sarà gestito dalla Fondazione FS con il supporto dei volontari. Il restauro sarà finanziato con il contributo economico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per due milioni di euro, della Regione Friuli Venezia Giulia per mezzo milione, del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, proprietario dell’immobile, per un milione e mezzo. Il Comune di Trieste contribuirà alle attività operative. Il Museo Ferroviario di Trieste Campo Marzio ha sede infatti nella ex stazione terminale dell’antica linea Austro-Ungarica Trieste - Vienna. La collezione dei treni storici contenuta nel Museo, ancora raccordato alla rete ferroviaria in esercizio, è unica nel suo genere e il sito può essere stazione di origine per viaggi con treni d’epoca all’interno della Regione o verso l’Austria e la Slovenia, tramite l’antico valico di Monrupino che sarà mantenuto in esercizio e potenziato per questi scopi. La firma è stata preceduta da una visita al Parco e il Castello di Miramare e dal viaggio inaugurale sul treno storico dalla stazione di Miramare a Villa Opicina e sull’antica ferrovia di Rozzol, ripristinata da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), con arrivo a Trieste Campo Marzio. È stata anche l’occasione per discutere della valorizzazione delle attività culturali e turistiche degli itinerari ferroviari che collegano i siti naturalistici del Carso, del Parco di Miramare appunto e Villa Opicina. La Fondazione FS Italiane, fortemente impegnata nell’organizzazione di treni storici su tutto il territorio italiano, è intenzionata a sfruttare le possibilità offerte nella regione dalla linea pedemontana friulana, fra Sacile e Gemona del Friuli, dalla cintura ferroviaria di Trieste, fra Trieste Campo Marzio e Trieste Centrale, con possibilità di estendere le corse fino a Miramare e Villa Opicina nei weekend.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 lug 2017

Treno delle Dolomiti, presentati due tracciati alternativi in Val Boite e in Val D’Ansiei

di mobilita

Nel corso della conferenza stampa svoltasi stamane a Belluno, nella sede del Genio Civile, il presidente della Regione del Veneto ha illustrato, insieme all’assessore ai trasporti e infrastrutture, le due ipotesi progettuali per la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario Calalzo-Cortina, il cosiddetto “Treno delle Dolomiti”.   Le caratteristiche, i benefici, le difficoltà realizzative di ognuno dei due alternativi tracciati, entrambi con partenza da Calalzo e arrivo a Cortina Centro, sono stati spiegati da Gianmichele Gambato, presidente di Sistemi Territoriali, la società incaricata dalla Regione a redigere lo studio. Il tracciato ferroviario della Val Boite ha una lunghezza di 33 km, un tempo di percorrenza stimato in 40 minuti, 5 fermate (Valle – Vodo – Borca San Vito – Cortina Centro) e un investimento previsto di 710 milioni di euro (al netto di Iva ed espropri). Il percorso della Val d’Ansiei è lungo invece 48 km, serviranno 58 minuti per effettuarlo, avrà 7 fermate (Domegge – Lozzo – Cima Gogna – Auronzo – Tre Cime – San Marco – Cortina Centro), per un investimento di 745 milioni. “Non si tratta di cifre impossibili – ha sottolineato il Governatore – se sapremo mettere  insieme, attraverso quel gioco di squadra che noi auspichiamo, risorse comunitarie, statali e regionali. È l’opportunità per far uscire questo territorio dall’isolamento, ripristinando la strada ferrata tra Cortina e Calalzo, seppure in un sedime diverso da quello di un tempo, perché oggi occupato dalla pista ciclabile delle Dolomiti che dovrà essere ulteriormente valorizzata proprio dall’integrazione con i servizi ferroviari. Ma soprattutto collegando Venezia a Cortina, con un servizio di trasporto pubblico che avrà tempi di percorrenza di poco superiori alle due ore, risultando così competitivo nei confronti delle automobili, garantendo meno traffico, meno inquinamento, meno caos. E poi, da Cortina, si potrà creare un nuovo valico alpino, verso l’Alto Adige, l’Austria e la Svizzera: uno scenario che, concretizzandosi, darà un futuro nuovo a questa terra e ai suoi abitanti”. Il Presidente ha precisato che entro la fine del mese di settembre la Regione intende chiudere la fase di consultazione con il territorio, raccogliendo tutti pareri, facendo sintesi e decidendo su quale dei due tracciati proseguire con le successive fasi progettuali. “Se non ci saranno intoppi e se tutti i soggetti pubblici e privati interessati si dedicheranno con convinzione alla realizzazione di questo progetto – ha detto –, nel giro di otto/dieci anni l’opera potrebbe essere conclusa”. “Quella di oggi è un’anteprima della presentazione che faremo ai sindaci, agli amministratori, alle associazioni di categoria, alle diverse rappresentanze del territorio bellunese – ha chiarito l’assessore regionale ai trasporti –. Mi metterò in ascolto delle loro proposte e delle loro valutazioni, attuando un confronto ampio e franco. Ma sia chiaro sin d’ora che dovranno essere superati i campanilismi, che nella scelta del tracciato dovrà prevalere l’interesse dell’intero territorio e della sua comunità e non quello di una singola località”.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 lug 2017

“Cammini e percorsi”: il 24 luglio sarà pubblicato il primo dei bandi nazionali

di mobilita

Sarà pubblicato il prossimo 24 luglio il primo dei due bandi nazionali “Cammini e percorsi”, per 46 immobili pubblici da assegnare gratuitamente agli under 40. Il progetto di Touring Club Italiano, Agenzia del Demanio e ministeri delle Infrastrutture e dei Beni Culturali che assegnerà, in concessione gratuita per nove anni a 'under 40', 46 beni pubblici che si trovano su percorsi turistici e itinerari storico-religiosi italiani, allo scopo di riqualificarli.  “Cammini e percorsi” è un progetto a rete dell'Agenzia del Demanio, promosso dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti insieme al MIBACT, che punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. Non si tratta solamente un progetto turistico, in quanto l'obiettivo è quello di riutilizzare i beni come contenitori di servizi e di esperienze autentiche, fortemente radicate sul territorio, per camminatori, pellegrini e ciclisti, in linea con la filosofia dello slow travel. L'operazione vuole agevolare i giovani imprenditori under 40, le cooperative e le associazioni per avviare le proprie attività all'interno di una rete di infrastrutture e servizi destinati a crescere e diventare un punto di riferimento per lo sviluppo di un turismo più consapevole, rispettoso del territorio e dell’ambiente. I bandi pubblicati saranno due: il primo prevede la concessione gratuita di nove anni; il secondo, dedicato agli immobili di maggior pregio (che sarà pubblicato dopo l'estate), prevede una concessione di valorizzazione fino a 50 anni ed è rivolta a tutti gli operatori, senza limiti di età, che possano sviluppare un progetto turistico dall’elevato potenziale per i territori, in una logica di partenariato pubblico-privato, a beneficio di tutta la collettività. I beni coinvolti e dati in concessione sono 103 in totale, di diverso tipo: cascine, masserie, casali, case cantoniere, caselli idraulici ma anche dimore storiche, castelli e ville di pregio, diffusi su tutto il territorio nazionale. Alla consultazione pubblica, conclusa il 26 giugno, hanno partecipato circa 25 mila 'amatori' del turismo lento dei quali il 78% risulta essere under 40 mentre 6mila questionari provengono dall'estero. Per ulteriori informazioni: http://www.agenziademanio.it/opencms/it/ValorePaese/camminiepercorsi/ Ti potrebbe interessare: “Cammini e percorsi”, il progetto dell’Agenzia del Demanio per percorsi ciclopedonali e storico-religiosi

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 lug 2017

CityTree: un’istallazione mobile che vale 275 alberi

di Cristina Betti

CityTree è un piccolo polmone verde cittadino che, integrandosi perfettamente nel tessuto urbano, è in grado di ridurre l'inquinamento. E' difficile ricreare nelle città l'effetto depurativo di una foresta, cioè quello di ripulire l'atmosfera da tutti i pulviscoli dannosi per l'uomo, ma l'azienda tedesca Green City Solutions è riuscita in questa missione: ha creato un'istallazione mobile, principalmente costituita di muschio, in grado di catturare polveri, diossido di azoto e gas serra. CityTree è a tutti gli effetti un piccolo polmone cittadino: ogni installazione una sorta di muro cittadino, alto circa quattro metri, largo circa tre e profonda poco più di due. È completamente autonoma, ovvero alimentata ad energia solare, ed è in grado di raccogliere acqua piovana, filtrarla e quindi poi utilizzarla per le piante. E' inoltre dotato di sensori Wifi, che permettono di monitorare la qualità dell'aria e di offrire informazioni sullo stato di efficienza del dispositivo. CityTree ogni giorno assorbe circa 250 grammi di agenti inquinanti. Nel corso di un anno può arrivare a rimuovere la bellezza di 240 tonnellate di CO2. Il team di produzione è deciso a portare questa invenzione a giro per il mondo, anche in Italia, dove stanno cominciando le trattative. Il costo è di 25mila dollari, un investimento alto ma necessario per cominciare a garantire un futuro migliore all'aria delle città italiane che vantano tristi primati per qualità in Europa.    

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
14 lug 2017

Anas si aggiudica finanziamenti europei per l’A90 “GRA di Roma” ed il progetto Smart Road lungo l’A2 “Autostrada del Mediterraneo” e l’A19 “Palermo – Catania”

di mobilita

Anas si è aggiudicata i finanziamenti della Commissione Europea per la realizzazione di importanti opere necessarie per il potenziamento tecnologico e l’innovazione della propria rete infrastrutturale. L’azienda delle strade ha infatti ricevuto il via libera dall’Europa per l’ottenimento di contributi europei per 21 milioni di euro dal “Programma Operativo Nazionale Infrastrutture e Reti 2014-2020 (PON)”, gestito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il progetto “Installazione di infrastruttura tecnologica avanzata Smart Road per la connettività di utenti ed operatori Anas sull’Autostrada A3 Salerno Reggio Calabria (ora A2 “Autostrada del Mediterraneo”) e sul Raccordo Autostradale RA02 Salerno Avellino”. Si tratta di uno degli interventi avviati da Anas per implementare la tecnologia Smart Road e promuovere soluzioni ITS (applicazioni per la sicurezza stradale e per la security del trasporto) a contenuto fortemente innovativo lungo la rete in gestione Anas. Nell’ambito del “Programma di Lavoro Pluriennale 2014-2020 del Connecting Europe Facility per le Reti Transeuropee di Trasporto”, Anas ha anche vinto il bando europeo pubblicato lo scorso ottobre ottenendo l’ammissione al finanziamento per entrambi i progetti presentati. Delle 331 proposte, 33 sono state quelle italiane. Di queste 13 hanno superato la selezione. Entrambe le proposte di Anas sono state selezionate. Il primo progetto vede Anas all’interno del partenariato internazionale “Ursa Major Neo”, attraverso il programma “Smart Road A19 Palermo - Catania”, scelto per l’eccellente rilevanza e maturità dell’azione che coinvolge molti Stati Membri ed include sia sezioni cross-border sia colli di bottiglia per la bontà della qualità progettuale e la presenza di un team di progetto con elevate potenzialità per realizzare performance di alto livello. Il piano fa parte del portafoglio di interventi volti a promuovere l’ITS lungo i corridoi europei proposti dal partenariato internazionale “Ursa Major Neo”, che punta a migliorare il traffico delle merci lungo la rete stradale TEN-T ed in particolare nell’ambito dei Corridoi Reno Alpino e Scandinavo Mediterraneo, ed è proprio lungo quest’ultimo che si colloca la A19 Palermo – Catania. Il suo valore è di 10 milioni di euro e la Commissione Europea ne finanzierà il 20%. Il secondo progetto è il “Nodo urbano core di Roma – Miglioramento dei servizi di trasporto pubblico e rimozione dei colli di bottiglia lungo la A90 - Grande Raccordo Anulare di Roma”, presentato in partenariato con l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità. Il progetto è stato valutato positivamente per la rilevanza del tema proposto, la maturità delle iniziative descritte, la qualità progettuale ed il positivo impatto del sostegno europeo in termini di redditività dell’investimento e verte su uno studio relativo ad interventi in grado di migliorare l’accesso all’area urbana di Roma ed agli aeroporti di Fiumicino e Ciampino, lungo il quadrante sud-est/sud-ovest del Grande Raccordo Anulare, favorendone l’intermodalità e riducendone la congestione stradale, sia sul GRA sia sulle strade di penetrazione interna. In particolare, il progetto che sarà elaborato prevede di potenziare alcuni svincoli, completare delle complanari e implementare un nuovo assetto della rete di trasporto multimodale coinvolgendo le infrastrutture stradali, i corridoi della mobilità ed i nodi intermodali. Il progetto ha un valore di 2,4 milioni di euro e verrà cofinanziato dalla Commissione Europea al 50%. Il resto del costo verrà diviso fra Anas e l’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità.

Leggi tutto    Commenti 1