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11 dic 2017

REGIONE EMILIA ROMAGNA | Firmato il Patto per il trasporto pubblico regionale e locale

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Una riforma condivisa e complessiva per rendere più efficace e di qualità il trasporto pubblico in Emilia-Romagna. E’ il nuovo “Patto per il trasporto pubblico regionale e locale per il triennio 2018-2020” firmato oggi dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dai rappresentanti degli enti pubblici, Città metropolitana di Bologna, società di gestione pubbliche e private e parti sociali, alla presenza del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, e dell’assessore regionale a Mobilità e trasporti, Raffaele Donini. L’intesa odierna, siglata nella giornata nazionale degli Stati generali per il trasporto pubblico (nel pomeriggio, sempre a Bologna), prevede impegni e investimenti a carico di ogni firmatario, per arrivare a ridisegnare sia il settore ferroviario sia il trasporto dei bus urbani. Una realtà che interessa oltre 1 milione di passeggeri al giorno (850 mila su gomma e 150 mila su ferro) e 7.230 lavoratori in aziende che, insieme, hanno un fatturato annuo di 650 milioni euro. “Il patto di Bologna è la strada giusta per il trasporto pubblico locale- afferma il ministro Delrio-. Le importanti risorse per il rinnovo dei mezzi, le nuove regole che mettono al centro la qualità del servizio, le iniziative messe in campo dal Governo e dalla Regione richiedono un lavoro attento di attuazione, molto più efficace con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, per realizzare pienamente il diritto alla mobilità. L’esperienza emiliano-romagnola può essere un esempio virtuoso in questo senso”. “Abbiamo approvato un piano di investimenti da quasi 2 miliardi di euro- spiega il presidente Bonaccini- e abbiamo una riforma globale definita attraverso un percorso virtuoso di concertazione tra pubblico e privato, che garantisce il 27% del servizio. È un’assunzione collettiva di responsabilità attraverso la definizione di obiettivi e tappe comuni, per promuovere e rafforzare il sistema dei trasporti pubblici e la cultura della mobilità sostenibile”. “È un patto storico per la regione- aggiunge l’assessore Donini- che permetterà un’ulteriore qualificazione del trasporto pubblico in Emilia-Romagna, in linea con quanto previsto dal Piano regionale per la qualità dell’aria (Pair 2020). Puntiamo ad aumentare del 10% i passeggeri del trasporto pubblico su gomma (oggi quasi 41 milioni all’anno) e del 20% il numero di chi viaggia in treno (oltre 283 milioni all’anno), offrendo un servizio di qualità”. Accanto al rinnovo pressoché totale del materiale rotabile ferroviario entro il 2019 e di un ulteriore 20% dei mezzi sulle strade da qui al 2020 (75 nuovi treni e 600 autobus), il patto punta a realizzare l'integrazione tariffaria ferro-gomma (circa 36 mila pendolari del servizio ferroviario potranno viaggiare gratis in bus in 13 città), e poi la bigliettazione elettronica, oltre ad un nuovo progetto di riforma della governance sia su ferro sia su gomma che punta a rafforzare il servizio e a ridurne i costi. Sarà inoltre avviato un piano di investimenti per riqualificare le ferrovie regionali e sostenere il progetto di trasferimento allo Stato. Le novità per i passeggeri: applicazioni web per acquistare i biglietti, ‘Mi muovo’ diventa un borsellino elettronico e risparmi per gli abbonati treno+bus Promuovere l’uso delle tecnologie per aumentare l’uso integrato dei mezzi del trasporto pubblico. In particolare, il piano prevede che siano sviluppate applicazioni di “Infomobilità” per fornire a chi viaggia in tempo reale gli orari aggiornati di autobus e treni, e per consentire gli acquisti dei biglietti tramite cellulari (avvicinando il telefonino al validatore), su internet con Qr code oppure direttamente a bordo degli autobus con bancomat e carte di credito contactless. Un’ulteriore novità riguarderà la carta “Mi muovo”, oggi tessera degli abbonati al trasporto pubblico. Dal settembre 2018 diventerà anche un borsellino elettronico per tutti i cittadini, per acquistare biglietti singoli di autobus e treni regionali. Sempre da settembre 2018 tutti gli abbonati, mensili o annuali, al servizio ferroviario regionale non dovranno più pagareun doppio abbonamento ma potranno viaggiare gratuitamente sugli autobus di 13 città (i 9 capoluogo più Imola, Carpi e Faenza) se queste sono il punto di partenza o arrivo del proprio abbonamento ferroviario. Si tratta di un risparmio medio annuo di circa 180 euro per 36 mila abbonati, studenti e lavoratori pendolari. Nuovi autobus e treni: oltre 1 miliardo per rinnovare treni e stazioni, 96 nuovi convogli, 600 nuovi bus ecologici Per il nuovo materiale è previsto un investimento di risorse pubbliche pari a oltre 900 milioni di euro che, sommati alle risorse previste nel piano triennale di ammodernamento delle stazioni, superano 1 miliardo di euro. Entreranno in servizio 96 nuovi convogli, di cui 75 entro il 2019, grazie ad un investimento complessivo di 750 milioni di euro. Tra le novità, nel 2018 saranno potenziate le tratte ferroviarie Bologna-Ravenna (con riduzione dei tempi a 60 minuti) e Bologna-Rimini (44 minuti). Sarà completato anche il collegamento alta velocità traBologna e Venezia. Entro il 2020 saranno rinnovati 600 nuovi autobus grazie ad un investimento di 160 milioni di euro, di cui 80 a carico del bilancio regionale. Saranno così sostituiti i mezzi più obsoleti della flotta: dopo i 191 nuovi bus (diesel euro 6) arrivati nel 2017, 70 (a metano, ibridi o elettrici) circoleranno nel 2018 e i restanti 339 entro il 2020. Una nuova governance per i trasporti e 1 miliardo di investimenti in 10 anni per l’efficientamento tecnologico e la sicurezza dei treni. Un’unica azienda per il trasporto ferroviario, da 9 a 4 gestori per i bus urbani, verso un’holding regionale Ferrovie. Dal gennaio 2019 si arriverà a un’azienda unica per il trasporto ferroviario dell’Emilia-Romagna, che riunirà i due gestori del servizio di trasporto su ferro, Trenitalia e Tper. Mentre per quanto riguarda la gestione delle infrastrutture, sempre oggi è stata firmata un’intesa tra Regione, Fer (attuale gestore regionale) e Rfi (gestore della rete nazionale) per avviare il percorso di trasferimento a Rfi della gestione di tutti i 1.400 chilometri di rete ferroviaria dell’Emilia-Romagna. In prospettiva, l’obiettivo è quello di trasferire allo Stato l’intera rete ferroviaria, per adeguarla dal punto di vista tecnologico e innalzarne il livello di sicurezza attraverso un piano decennale di investimentida oltre 1 miliardo di euro contenuti nel masterplan allegato all’intesa. Il prossimo passaggio sarà nel 2018 la riclassificazione da parte del Governo, d’intesa con le Regioni, delle tratte regionali a ferrovie d’interesse nazionale (che qui potrebbe riguardare la Parma-Suzzara-Ferrara; la Bologna-Portomaggiore; la Casalecchio-Vignola; la Reggio Emilia-Sassuolo; la Reggio Emilia-Guastalla), per giungere nel 2019 al subentro da parte di Rfi nella gestione di tutte le linee regionali ed entro il 2020 al trasferimento allo Stato, con un risparmio da parte della Regione dei relativi costi. Autobus. Per quanto riguarda il trasporto su gomma, il patto prevede di arrivare alla fusione delle 9 agenzie provinciali dei gestori dei servizi pubblici autofilotranviari in 4 nuovi soggetti con le medesime funzioni (Modena e Reggio Emilia; Bologna e Ferrara; Parma e Piacenza; Romagna), come previsto dalla legge regionale 30/98 e nel rispetto delle clausole sociali di salvaguardia dei livelli occupazionali del personale. In discussione anche la proposta di aggregare in un’unica holding regionale le aziende di trasporto a maggioranza pubblica (Tper, Tep, Start Romagna e Seta) con l’obiettivo di creare un unico operatore con dimensioni patrimoniali, capacità tecniche e di investimenti e competenze che ne aumentino la competitività.

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11 dic 2017

Inaugurazione della “Bretella Venezia”, per collegare le linee AV a quelle convenzionali

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Circolazione ferroviaria più fluida e regolare e opportunità di incremento dell’offerta commerciale per i trasporti passeggeri e merci: sono i principali vantaggi della Bretella Venezia, la nuova interconnessione che collega la stazione sotterranea AV di Bologna Centrale con la linea ferroviaria Bologna-Venezia. L’opera è stata inaugurata oggi da Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e Maurizio Gentile, AD e DG di Rete Ferroviaria Italiana, insieme a Carlo Carganico, AD e DG di Italferr. Presenti Raffaele Donini, Assessore Mobilità e trasporti Regione Emilia-Romagna, Elisa De Berti, Assessore ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Regione Veneto e Virginio Merola, Sindaco di Bologna. La nuova infrastruttura - costruita da RFI con la direzione lavori di Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS Italiane - segna il completamento del Nodo di Bologna. Quest’ultimo, punto di interscambio fondamentale nel sistema ferroviario nazionale ed europeo, è il primo in Italia in cui il traffico da e per le linee AV è pressoché completamente separato da quello destinato alle linee convenzionali. Grazie all’attivazione dell’interconnessione, infatti, anche gli ultimi 54 treni alta velocità (Frecciarossa, Frecciargento, Italo) provenienti o diretti a Venezia/Udine/Trieste hanno lasciato la stazione di superficie per la nuova fermata a -23 metri, utilizzata oggi complessivamente da circa 230 convogli. La fermata di Bologna Centrale superficie resta confermata per le sole due coppie di Frecciarossa in servizio sulle relazioni Milano-Pescara e Milano-Bari. La Bretella Venezia, interamente a doppio binario, è lunga 5,5 km. È costituita da due gallerie artificiali separate (una per il traffico in direzione Nord e una per quello in direzione Sud), un sottopasso che consente di superare l’interferenza con la linea di Cintura (riservata al traffico merci) e un ponte a tre campate (due laterali di accesso in cemento armato e una centrale in acciaio) che scavalca l’autostrada A14 e la tangenziale bolognese per una lunghezza complessiva di 137 metri. Proprio il ponte è stato l’opera più impegnativa. Il varo della travata metallica, realizzata in un cantiere allestito in un’area adiacente, è avvenuto a novembre 2015. L’operazione ha richiesto l’utilizzo di una pila di sostegno mobile che, attraversando perpendicolarmente sia l’autostrada sia la tangenziale, ne ha sostenuto il peso accompagnando il ponte fino all’appoggio definitivo sugli impalcati. Investimento complessivo: 42 milioni di euro.

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11 dic 2017

Porti campani in ripresa nei primi dieci mesi dell’anno, in calo il settore croceristico

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I dati relativi ai primi dieci mesi del 2017 confermano la tendenza positiva e la continuità della crescita delle principali componenti di traffico nei porti di Napoli e Salerno rispetto al 2016. Il settore commerciale guida questa fase di ripresa, facendo registrare un aumento nel traffico container dell’AdSP del Mar Tirreno Centrale pari al 10,93% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, con un totale complessivo di contenitori movimentati pari a 802.084.  Nel porto di Napoli la crescita è pari al 7,46% (429.466 contenitori in teu movimentati nei primi dieci mesi del 2017 contro i 399.644 dello stesso periodo del 2016), mentre nel porto di Salerno è del 15,22% (372.618 nel 2017 contro i 323.392 del 2016 contenitori in teu). Confermata la rilevante crescita nel settore del traffico ro-ro nel porto di Salerno, con un aumento, nei primi dieci mesi del 2017 di +26,50%, pari a 205.526 unità movimentate contro le 162.467 dello stesso periodo del 2016. Il traffico delle rinfuse liquide, che si concentra nel solo porto di Napoli, mostra nel complesso una lieve flessione del 5,19%, ma presenta un andamento differenziato tra i diversi prodotti: +16,43% per i prodotti petroliferi gassosi, liquefatti o compressi e gas naturale, -9,35% per i prodotti petroliferi raffinati e -12,79% per le altre rinfuse liquide. Nel traffico passeggeri, infine, i porti di Napoli e Salerno segnano un incremento complessivo del 4,58% nei primi dieci mesi del 2017. Nel porto di Napoli sia il traffico per le isole del golfo sia per le isole maggiori risulta in crescita (+2,79%), con un volume complessivamente pari a 6.104.481 passeggeri rispetto ai 5.938.547 nei primi dieci mesi del 2016. Il porto di Salerno registra una forte crescita pari al 24,34%, con 665.567 passeggeri del 2017 rispetto ai 535.278 dell’analogo periodo dell’anno precedente. Nel traffico crocieristico si conferma l’andamento decrescente dei volumi, che riflette una flessione dell’intero Paese, dovuta alla riorganizzazione negli ultimi anni delle rotte. I primi dieci mesi del 2017 si chiudono per l’AdSP con una flessione del 29,25%, che, registra a Napoli il -28,17% rispetto allo stesso periodo del 2016 (871.659 crocieristi nel 2017 contro 1.213.486 nel 2016), a Salerno il-41,12% (65.018 crocieristi nel 2017 contro 110.424 nel 2016). Le previsioni di traffico per il 2018 indicano che complessivamente tra Napoli e Salerno si supererà il milione e cento mila crocieristi, con una ripresa rispetto al 2017.

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10 dic 2017

Tornano i treni sulla Siena – Grosseto

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Siena e Grosseto tornano a essere collegate dai treni. Da domenica 10 dicembre è stato infatti riaperto alla circolazione il tratto tra Buonconvento e Montepescali. Presenti a bordo del viaggio inaugurale di oggi sul treno a vapore, l'assessore regionale alle Infrastrutture Vincenzo Ceccarelli, gli Amministratori locali, il Direttore territoriale produzione Firenze di RFI Efisio Murgia, e il Direttore regionale Toscana di Trenitalia Gianluca Scarpellini. La circolazione era stata sospesa a dicembre 2016 per i gravi danni riportati dall’infrastruttura ferroviaria in seguito ad un cedimento franoso nei pressi di Murlo fra Buonconvento e Monte Antico. Per il consolidamento è stato realizzato un muro di contenimento formato da 77 pali di calcestruzzo del diametro di 60 centimetri, posizionati a 11 metri di profondità. Ricostruiti anche 100 metri di rilevato ferroviario. Le attività proseguiranno nelle aree esterne ai binari anche nei primi due mesi del 2018. Per gli interventi di cantiere sono state impegnate contemporaneamente fino a 25 maestranze di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e delle ditte appaltatrici che hanno utilizzato 5 autocarri e 15 macchine operatrici: escavatori, rulli compattatori, rincalzatrici, profilatrici e caricatori idraulici. L’investimento complessivo per il ripristino della linea comprende un investimento di circa 1,5 milioni di euro.

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06 dic 2017

Lombardia: al via la costituzione di Lombardia Mobilità S.p.A

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Oggi ha preso il via l’iter per la costituzione di Lombardia Mobilità S.p.A., società compartecipata da Anas e Regione Lombardia, che avrà in gestione oltre 2.200 km da classificare come Nuova Rete Regionale e Nuova Rete Nazionale e svolgerà le funzioni di progettazione, costruzione, valorizzazione e gestione della rete stradale di competenza. "Dopo un lungo lavoro di condivisione con il territorio – ha dichiarato il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni -abbiamo individuato quella che è la rete stradale prioritaria in Regione Lombardia e, oggi, diamo il via alla costituzione di Lombardia mobilità S.p.A. la società attraverso la quale potremo offrire ai cittadini e alle imprese una rete stradale moderna ed efficiente, assicurando costanti interventi di manutenzione e coordinando gli investimenti."  “Lombardia Mobilità - ha affermato il presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani – ha l’obiettivo di rendere più efficiente e valorizzare il patrimonio infrastrutturale dell’intero territorio regionale. L’unione delle sinergie operative e di staff, permetteranno di ridurre i costi di gestione e manutenzione al chilometro, innalzando i livelli servizio e di comfort per il viaggiatore. Inoltre, con il know how ‘Smart Road’ acquisito da Anas, la rete stradale lombarda sarà la prima area d’Europa con sistemi tecnologici avanzati che garantiranno una migliore fruibilità”. La nuova società avrà un business plan all’interno del quale saranno inseriti investimenti in manutenzione programmata e ricorrente interna ed esterna, sulla rete Nazionale e Regionale, oltre al presidio del territorio con personale e mezzi necessari a garantire il controllo e la sorveglianza delle infrastrutture, sempre più tecnologiche ed innovative. Inoltre, sulla base dei piani di investimento statali e regionali, saranno programmate le spese per la manutenzione straordinaria e le nuove opere. I primi 300 km della nuova rete di Lombardia Mobilità S.p.A. infatti saranno dotati gradualmente di sistemi tecnologici di ultima generazione. Il primo passo prevede la trasformazione in Smart Road dei collegamenti tra gli Hub ferroviari e aeroportuali  regionali e la Smart City della città metropolitana di Milano. Un progetto senza precedenti che permetterà nel prossimo futuro la circolazione delle auto a guida assistita e autonoma delle strade gestite da Lombardia Mobilità.

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06 dic 2017

RFI: accesso più facile al Wi-Fi in stazione

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Da oggi, nelle 32 stazioni in cui è attivo il servizio Wi-Fi Station, è sufficiente inserire il proprio numero di telefono e il codice di conferma a quattro cifre ricevuto via SMS per entrare nel portale dedicato e collegarsi gratuitamente alla rete. Sempre attiva anche la possibilità di registrarsi tramite social login, collegandosi direttamente con i propri account Facebook, Twitter e LinkedIn. Si tratta di un’ulteriore azione di Rete Ferroviaria Italiana per permettere a passeggeri e cittadini di essere sempre connessi, con accesso anche a informazioni utili per il viaggio e sui servizi disponibili nei dintorni delle stazioni ferroviarie. La nuova modalità di accesso al portale Wi-Fi Station rientra tra le azioni di Digital Transformation messe in campo da RFI per far diventare le stazioni luoghi da vivere, funzionali alle esigenze di una mobilità integrata e sostenibile, attraverso soluzioni innovative dedicate al viaggiatore, in linea con quanto previsto dal Piano industriale 2017-2026 del Gruppo FS Italiane. Il servizio Wifi-Station sarà progressivamente esteso entro il 2026 a circa 620 stazioni su tutto il territorio nazionale e, con un impatto su 27 milioni di cittadini e circa 600 milioni di esperienze di viaggio l’anno, diventerà la principale infrastruttura digitale italiana e un fattore abilitante per costruire il futuro del nostro Paese, con città connesse tra loro grazie a stazioni completamente digitalizzate, sostenibili sotto il profilo energetico e accessibili a tutti.

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06 dic 2017

BOLZANO | Abbattuto l’ultimo diaframma della nuova galleria stradale per la val d’Ultimo

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Il pericoloso collo di bottiglia che caratterizza l’attuale tracciato della strada provinciale per la val d’Ultimo sarà bypassato con una galleria transitabile fra circa un anno, e la Provincia investe in totale circa 25 milioni di euro nell'opera. Oggi (6 dicembre 2017) è stato abbattuto l'ultimo diaframma della nuova galleria Kofl, lunga circa un km., alla presenza dell’assessore provinciale alle infrastrutture Florian Mussner e dei sindaci di San Pancrazio e Ultimo, Thomas Holzner e Beatrix Mairhofer. "La Provincia attribuisce grande rilevanza agli interventi infrastrutturali in val d'Ultimo e lavora per mettere a disposizione una strada transitabile in sicurezza per i pendalari, gli studenti, le aziende dei vari comparti economici, i turisti e gli escursionisti che utilizzano la strada per raggiungere la valle", ha detto l'assessore Mussner ringraziando i lavoratori e le imprese coinvolte nell'opera. "Investiamo cospicue risorse nelle infrastrutture non solo nei centri urbani, ma anche nei paesi e nelle valli", ha ricordato l'assessore citando quali esempi la val Sarentino, la val Badia e la val d'Ega, per poi annunciare che "si sta verificando la possibilità di migliorare un ulteriore tratto stradale nei pressi della località Oberpichl grazie alla sistemazione di una galleria lunga 240 metri". I sindaci dei Comuni di San Pancrazio e di Ultimo, Thomas Holzner e Beatrix Mairhofer, hanno ringraziato la Provincia esprimendo soddisfazione per lo stato di avanzamento dei lavori che procedono secondo la roadmap prevista, e hanno posto in evidenza l'importanza che riveste la galleria per la mobilità in val d'Ultimo e per l'Alta val di Non. La nuova galleria Kofl inizia poco prima di quella attuale e finisce a Neuweg. Con la realizzazione di quest’opera viene superato un tratto di strada ripido, pieno di curve e con due gallerie molto strette che risalgono agli anni '50. In una di esse è presente una curva stretta senza visibilità che rende impossibile l’incrocio di mezzi pesanti su quella che costituisce l’unico asse viario nella val d’Ultimo. Lo scavo della galleria in roccia è stato eseguito con esplosivo, con la prima operazione di brillamento avvenuta esattamente un anno fa. Per il fatto che la roccia è molto fratturata l’avanzamento è stato rallentato e nel corso di un anno sono stati scavati circa 950 metri di galleria (75mila metri cubi di materiale) grazie all'impiego di 70mila kg. di esplosivo. A metà tunnel è previsto un cunicolo di fuga lungo 180 metri per il quale lo scavo sarà terminato a breve. Nell’ambito del progetto sono state installate anche recinzioni di protezione contro la caduta massi e la zona dell’incrocio Neuweg è stata ridisegnata mediante un ponte sospeso. Prossimamente saranno realizzate le vie di fuga, sarà cementato il rivestimento interno della galleria e verranno installate le attrezzature tecniche. Il tunnel sarà percorribile verso la fine del 2018. Ai seguenti link la possibilità di scaricare video e audio in alta risoluzione.

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05 dic 2017

REGIONE PUGLIA | Fissati tempi e modalità per l’elettrificazione dell’intera linea gestita da Ferrovie del Sud-est

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Oggi, durante l'incontro tra l'assessore ai Trasporti della Regione Puglia Antonio Nunziante e il dott. Andrea Mentasti di FSE, sono stati fissati tempi e modalità per dare attuazione all'intervento di elettrificazione dell'intera linea gestita da Ferrovie del Sud-est nel Salento, da Martina Franca a Gagliano del Capo per circa 189 km. L'opera, il cui inizio è previsto per i primi mesi del 2018,  è finanziata per circa 130 milioni di euro a valere sul Patto per la Puglia. “Ringraziamo RFI e FSE - ha affermato Emiliano - per aver compreso quanto l'opera sia strategica e fortemente voluta da tutta la comunità pugliese e salentina in particolare. In tutti i numerosi tavoli di discussione in questi mesi abbiamo difeso l'importanza della potenzialità in grado di migliorare sensibilmente la logistica in un'area a forte vocazione turistica. Grazie anche all'assessore Nunziante e a tutto il dipartimento mobilità per l'enorme lavoro svolto”.

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05 dic 2017

REGGIO CALABRIA | Si discute per gli interventi di manutenzione della Tangenziale

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Si è tenuto oggi presso la sede della città Metropolitana di Reggio Calabria, un tavolo tecnico per discutere dei prossimi interventi di restyling che interesseranno la Tangenziale di Reggio Calabria, il tratto compreso tra gli svincoli di Campo Calabro e Santa Caterina. All'incontro, presieduto dal Sindaco Giuseppe Falcomatà, hanno preso parte il Vice Sindaco Riccardo Mauro, il Direttore Generale Umberto Nucara, l'Ing. Domenica Catalfamo, e per Anas, il Responsabile del Coordinamento Territoriale Calabria Giuseppe Ferrarae il Responsabile del Procedimento dei lavori Carlo Muscatello. Il tavolo tecnico si è reso necessario per affrontare congiuntamente le problematiche connesse ai lavori di prossimo avvio della Tangenziale, al fine di mitigare al massimo l'impatto con la viabilità ordinaria. L’incontro è stato anche l’occasione per confermare la piena collaborazione e la sinergia tra Anas e la Città Metropolitana . Nel corso della riunione sono stati concordati gli interventi sulla viabilità comunale e provinciale che verranno disciplinati da apposito protocollo d'intesa di prossima stipula. I lavori di restyling verranno consegnati a partire da gennaio 2018, avranno una durata di 720 giorni e nei primi 90 giorni saranno interessati da attività d'esproprio e di eliminazione interferenze. L'importo complessivo dell'appalto è di oltre 58 milioni di euro  e riguarderà principalmente operazioni di restauro conservativo su alcune opere d`arte presenti lungo il tracciato; la sostituzione delle barriere di sicurezza esistenti; il rifacimento delle opere di regimazione idraulica e della pavimentazione della piattaforma stradale con adozione di asfalto drenante; gli interventi di mitigazione acustica attraverso l`installazione di barriere fonoassorbenti ed il rifacimento dell’impianto di illuminazione degli svincoli.

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05 dic 2017

BOLZANO | Collegamento Malles-Bormio, si pensa alla ferrovia

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"Se un collegamento tra Malles e Bormio sarà realizzato, si tratterà di un collegamento ferroviario". Lo ha affermato l’assessore provinciale all’ambiente Richard Theiner davanti al pubblico intervenuto ieri sera (4 dicembre) alla Casa della cultura di Malles alla presentazione di uno studio di pre-fattibilità per l’allacciamento permanente fra l’alta Valtellina e la val Venosta transitabile tutto l’anno. Il collegamento permanente è uno dei punti contenuti nel protocollo d’intesa per la valorizzazione di passo Stelvio, siglato nel luglio 2015 fra Regione Lombardia e Provincia di Bolzano. Erano presenti tutti i sindaci dell’Alta val Venosta, Ugo Parolo, sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia con delega alle politiche per la montagna, il direttore di dipartimento Florian Zerzer, il direttore di Strutture trasporto Alto Adige (STA), Joachim Dejaco, e il vicedirettore d’esercizio della ferrovia della Venosta, Michael Prader. La necessità di puntare sulla mobilità sostenibile a fronte dei cambiamenti climatici è stata sostenuta dall’assessore Theiner citando quale esempio la ferrovia della Venosta, per la cui rimessa in servizio si è schierato fin dall’inizio con convinzione. "La ferrovia della Venosta è diventata un modello di successo, in grado di catalizzare ogni anno circa un milione e mezzo di passeggeri - ha sottolineato Theiner - una struttura che dovrà essere sviluppata ulteriormente, sia per mezzo della sua elettrificazione, che con l’introduzione del cadenzamento ogni mezz’ora e con un ulteriore collegamento". Lo studio presentato è stato predisposto da Infrastrutture Lombarde, società partecipata dalla Regione Lombardia, che coordina la realizzazione di nuovi progetti infrastrutturali. Per l’assessore Theiner la presentazione pubblica dei vari scenari "è importante al fine di garantire la maggior trasparenza possibile informando la popolazione residente su quello che potrebbe essere un progetto di portata rilevante dal punto di vista ecologico, sociale, economico e finanziario, sui quali è importante sia informata direttamente in loco, invece che venirne a conoscenza da Bolzano o da Milano". La discussione può inoltre essere da stimolo per ulteriori riflessioni in merito ai collegamenti futuri. Le alternative per strada e rotaia I funzionari di Infrastrutture Lombarde e il direttore di STA, Joachim Dejaco, hanno illustrato lo studio spiegando che nell’ambito di questa analisi di pre-fattibilità sono stati inquadrati gli obiettivi e gli scenari ed è stato stilato uno studio sintetico del traffico attuale andando a prospettare gli sviluppi della mobilità futura. Sono stati analizzati il quadro geologico, geomorfologico, idrologico e sismico nonché il quadro ambientale con i vincoli ambientali. Per la soluzione stradale sono state individuate 7 alternative di tracciato con tempi realizzativi che variano dai 6 ai 10 anni, mentre per quella ferroviaria le alternative prospettate sono 6, con tempi di realizzazione stimati dai 7 ai 10 anni. Le alternative stradali prevedono la realizzazione di tracciati di lunghezza compresa fra i 14 km (collegamento fra Bormio e Santa Maria in Svizzera) e i 29 km (da Bormio sud verso Stelvio), e si renderebbe necessaria la costruzione di una galleria di compresa fra i 9 e i 17 km. I costi di investimento si aggirerebbero fra 0,85 e 1,3 miliardi di euro, con costi di gestione e manutenzione annuali di circa 4,24 milioni di euro. Le alternative ferroviarie variano fra i 31 e i 35 km. con soluzioni in galleria che variano tra i 18 e i 33 km. I costi di costruzione si aggirerebbero tra 1,1 e 1,3 miliardi di euro, per gestione e manutenzione la spesa annuale sarebbe di circa 5,78 milioni di euro. I tempi di percorrenza potrebbero variare dai 25 ai 30 minuti, e le soluzioni minimali prevedrebbero due sole stazioni, una a Bormio e una a Malles, mentre le altre anche a Müstair e Tubre in Val Monastero. "Il collegamento ferroviario Scuol-Malles  attraverso la Svizzera resta comunque d’interesse", ha affermato l’assessore Theiner. Come ha fatto presente Dejaco, il coinvolgimento degli svizzeri sarebbe importante per il quadro complessivo degli scenari futuri di collegamento. Ulteriori approfondimenti Servono ora approfondimenti e ulteriori chiarimenti con i vari interlocutori politici e tecnici. Tra i passi futuri, si dovrà valutare se realizzare una stazione intermodale per il caricamento delle auto con passeggeri a bordo sui treni ed eventualmente individuare l’areale per le necessarie infrastrutture. Inoltre, si dovrà pensare se sarà riservato al trasporto di persone o esteso alle merci. Su questi aspetti sono emerse molte perplessità fra i presenti; il timore espresso è che possa incrementare il traffico su strada. E proprio l’aspetto dei futuri scenari di traffico dovrà essere ulteriormente approfondito se si deciderà di costruire il collegamento ferroviario fra Bormio e Malles. Questa sera (5 dicembre) l’assessore Theiner sarà a Bormio dove parteciperà alla presentazione pubblica dello studio di pre-fattibilità per il collegamento fra la Valtellina e la val Venosta.

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