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04 ago 2021

VERONA | Procedono spediti i lavori al casello di Verona Nord

di mobilita

Quello di Verona nord è il casello di maggior importanza dell'autostrada A22 del Brennero, per ingressi e per uscite. E i primi mesi del 2021 segnano un più 10 per cento di di mezzi pesanti, segno della vivacità produttiva di Verona e del suo territorio, anche in epoca di emergenza Covid. Non è un caso, quindi, che uno dei più importanti investimenti infrastrutturali della società Autostrada Brennero sia proprio qui, in uno dei nodi stradali cittadini più strategici e allo stesso tempo più critici. Presentato nel marzo del 2020, a pochi giorni dal primo lockdown nazionale, il progetto che rivoluzionerà il casello di Verona nord e la viabilità collegata è oggi un grande cantiere, i cui lavori sono iniziati a maggio per concludersi la prossima primavera. L'importo dell'opera, circa 3 milioni di euro interamente finanziati dalla società Autostrada del Brennero, la dice lunga sull'importanza dell'intervento e di ciò che tale snodo rappresenta per la crescita dell'A22. Il progetto, fortemente sostenuto dall’Amministrazione comunale, è fondamentale per risolvere le criticità viabilistiche dell’ingresso a nord della città. Nel dettaglio si prevede: ampliamento della sede stradale della SR6 della Cisa, nel tratto proveniente da nord che conduce alla rotatoria di innesto del piazzale di stazione. Di fatto verranno realizzate due corsie di transito e verrà eliminata l’attuale strozzatura che è causa di rallentamenti giornalieri e di lunghe code nel periodo estivo o in occasione di eventi, fiere o manifestazioni sportive. La realizzazione di un nuovo grande parcheggio nell’area più a sud vicina alla rotatoria, ora destinata a verde, in cui saranno creati 133 nuovi posti di sosta per le auto. Ciò sarà possibile attraverso la riconfigurazione del tratto stradale che consente agli utenti provenienti da sud di accedere alla rotatoria di stazione, così da ampliare l’attuale parcheggio nord, realizzandone uno nuovo accessibile sia agli utenti provenienti da sud sia a quelli provenienti da nord. I nuovi posti auto andranno ad aggiungersi ai 43 già presenti, per un totale di 173. Uno dei limiti dell’attuale stazione autostradale è l’impossibilità di spostarsi a piedi da un parcheggio all’altro. Problema che sarà risolto con la realizzazione di una passerella pedonale di collegamento tra l’attuale parcheggio adiacente la rotatoria di stazione e la nuova area di parcheggio a nord. Lunga circa 25 metri, la struttura metallica sarà rivestita da pannelli metallici a rete e vetro stratificato con lastre a filo, che si presta anche per ospitare eventuali messaggi a pannello variabile. Le due torri laterali saranno dotate di scale e ascensori. Infine, è previsto anche l’allargamento del ramo di uscita della rotatoria in direzione Mantova, per agevolare le manovre dei mezzi pesanti. A qualificate l'intervento, anche l'attenzione alla sostenibilità, dal trattamento delle acque all'installazione di punti per le ricariche elettriche. Il sindaco Federico Sboarina oggi pomeriggio si è recato in sopralluogo al cantiere. Insieme a lui, l’amministratore delegato della società Autostrada del Brennero Diego Cattoni con il direttore generale Carlo Costa e il consigliere di amministrazione Barbara Guadagnini. “Un intervento davvero risolutivo per questo nodo stradale - ha detto il sindaco Sboarina-. Questa è senza dubbio una delle più importanti porte di ingresso alla città, le cui criticità sono legate ad un costante aumento del traffico veicolare, segno della vivacità produttiva del nostro territorio. A poche centinaia di metri da qui c'è l'aeroporto, che nei giorni scorsi ha visto l'avvio del cantiere da 70 milioni di euro per il suo ampliamento, ma c'è anche il Quadrante Europa, che gode di ottima salute ed è in continua crescita. Non sono chiacchiere o progetti futuri, ma investimenti concreti certificati da cantieri e lavori in corso. Ringrazio la società Autostrada del Brennero per l’attenzione che riserva al nostro territorio, un’azienda composta per l’85 per cento da soci pubblici e la cui buona gestione riesce a generare utili da reinvestire per infrastrutture e servizi a favore di tutto il territorio". “Con Verona – ha esordito l'ad Cattoni – abbiamo un rapporto molto forte non solo per la storica presenza nella compagine sociale, ma anche per il suo ruolo strategico per i trasporti in Italia, posta come è all’incrocio degli assi nord-sud e ovest-est. Le infrastrutture hanno sempre un ruolo importante nello sviluppo di un’economia, per il loro effetto moltiplicatore sul Pil. Altrettanto fondamentale è il rapporto di collaborazione e di sinergia con i soci e i territori di riferimento, e quello con Verona e l'Amministrazione sta dando avvio a diversi progetti che puntiamo a realizzare al più presto. In questi ultimi anni, l’area di Verona è cresciuta più della media nazionale. Perché questo trend positivo resti costante, occorre continuare a investire nelle infrastrutture e Autostrada del Brennero è pronta a fare la propria parte". Tra le principali opere in programma, Cattoni ha citato la terza corsia da Modena a Verona e la terza dinamica da Verona a Bolzano. "Fatto salvo l’ovvio primato della barriera del Brennero, quella di Verona Nord è la stazione autostradale con il maggior traffico in A22: tra entrate e uscite, oltre dieci milioni di veicoli l’hanno attraversata nel 2019 - ha detto il direttore tecnico generale Carlo Costa-. E i dati dei primi sei mesi del 2021 segnano un più 10 per cento di mezzi pesanti rispetto allo stesso periodo di due anni fa, e che si avvicina al 20 per cento se si contano le auto private. Dati che confermano la strategicità di questo nodo, porta d'accesso a tutta l'area veronese, e che interessa la logistica, il trasporto merci ma anche la parte turistica. Ecco perchè abbiamo voluto riqualificare tutto e creare le condizioni per cui i flussi di traffico siano imperturbati, con ampliamento dell'anello rotatorio, una corsia in più di avvicinamenti al casello, la modifica dei rami in uscita e nuovi parcheggi da utilizzare con passerella in cristallo sopraelevata. Massima attenzione anche alla parte di mobilità sostenibile, per la quale saranno installati dei punti per la ricarica elettrica".

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04 ago 2021

SICILIA | Aperto al traffico il nuovo tratto di strada statale 117 “Centrale Sicula” tra Santo Stefano di Camastra e Gela

di mobilita

È stato aperto al traffico questa mattina un nuovo tratto ammodernato dell’itinerario Nord-Sud, Santo Stefano di Camastra – Gela. Il nuovo tratto, di lunghezza pari a circa 1 km, ricade nell’ambito del lotto denominato “B4a”, che prevede l’ammodernamento della strada statale 117 “Centrale Sicula” dal km 25 al km 32. Il lotto, che in configurazione ammodernata vedrà ridurre la propria estensione complessiva da 7,000 km a 6,100 km, prevede un investimento complessivo pari a 54 milioni di euro e lo stato di avanzamento lavori, comprensivi di un precedente appalto, è giunto all’83%. Come per il lotto B4b da 6,700 km - aperto al traffico il 25 giugno dello scorso anno - e come per i primi 1300 metri del lotto B4a – aperti al traffico il mese successivo - gli interventi in corso prevedono l’adeguamento della ​sezione stradale, che precedentemente presentava una larghezza di 6,5 metri, all'ampiezza di 9,5 metri, come previsto dalle attuali norme per le strade di categoria C2. Previsto, inoltre, il miglioramento dell'andamento plano-altimetrico del tracciato, con nuovi tratti in variante e con l'eliminazione delle curve a raggio ridotto che caratterizzano la sede stradale storica. L’apertura del nuovo tratto, in prosecuzione dei tratti ammodernati, porta quindi a nove i km consecutivi di nuovo tracciato ammodernato.

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04 ago 2021

Ponte Sullo Stretto | Giovannini: Entro il 2022 dovrà concludersi la prima fase del progetto di fattibilità

di mobilita

"Un approccio serio, basato su dati scientifici disponibili, ma anche una valutazione attenta sui trasporti e sulla necessità di arrivare ad una decisione informata. E’ per questi motivi che la Commissione ha ritenuto di redigere uno studio di fattibilità tecnico-economico che possa indicarci quale sia la soluzione più adeguata per giungere nei tempi indicati a prendere una decisione definitiva: se quella del ponte a una o più campate e per la quale verranno impiegati 50mln già individuati con la Legge di Bilancio 2021" - ha detto in audizione il ministro delle infrastrutture e mobilità sostenibili Enrico Giovannini. "Lo Studio ha messo in evidenza che i numeri rappresentativi del traffico sullo Stretto di Messina sono rilevanti su scala nazionale: 11 mln di passeggeri/anno, quanto gli aeroporti siciliani, 0,8 mln veicoli pesanti/anno come il traforo del Frejus e più del Monte Bianco, 1,8 mln veicoli leggeri/anno, più del Monte Bianco. Non a caso, - ha puntualizzato il Ministro - dalle analisi condotte, il Gruppo di lavoro ha stabilito che sussistono 'profonde motivazioni' per realizzare l' attraversamento stabile dello Stretto di Messina, a completamento del potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi”. Il Ministro Giovannini ha fatto inoltre presente che la prima fase del progetto di fattibilità dovrà concludersi entro la primavera del 2022. A questa seguirà una seconda fase nella quale dovrà aver luogo il dibattito pubblico per arrivare ad una scelta davvero condivisa con i diversi portatori di interesse coinvolti. "Nel breve periodo - ha detto in conclusione il Ministro - istituiremo un nuovo gruppo di lavoro permanente, che veda convolti tutti gli attori pubblici e privati e la società civile per la gestione delle proposte progettuali individuate e per una maggiore condivisione delle scelte. Attualmente sono già in corso colloqui per stabilire una governance integrata con i presidenti della Regione Sicilia e della Regione Calabria".

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15 lug 2021

Deposito Locomotive di Castelvetrano – Il punto della situazione

di antony977

Palermo - Da tempo si è in attesa di novità dal deposito Locomotive di Castelvetrano, dove sono conservati gli ultimi rotabili della rete ferroviaria a scartamento ridotto siciliana, un sito di archeologia industriale unico nel panorama nazionale, un insieme di infrastrutture e mezzi oggi tutelati da vari decreti di vincolo e dalla Legge nazionale 128/2017 sulla istituzione delle ferrovie turistiche. Purtroppo il tempo che passa senza novità non sembra affatto un buon segno, si è da troppi mesi - anni - in uno stallo totale, che sta peraltro vanificando sforzi e investimenti, significativi dal punto di vista economico, finora prodotti su Castelvetrano. E' utile dunque fare il punto della situazione mettendo in ordine cronologico i fatti degli ultimi anni: Dopo un lungo lavoro preparatorio volto ad avviare a Castelvetrano i lavori di recupero del patrimonio a scartamento ridotto il primo, concreto e indispensabile contributo viene dato nel 2014 da RFI, che ristruttura la storica rimessa ferroviaria “ex Squadra Rialzo”, nonché alcuni locali attigui ad essa. Le operazioni si concludono ad ottobre del 2014 e si può dare avvio al restauro di preziosi rotabili a scartamento ridotto grazie a squadre di volontari e maestranze scelte dal Gruppo FS. I lavori continuano poi, dal 2016 (anno in cui tutti i volontari attivi a Castelvetrano fondano Sicilia in Treno) con sole maestranze indicate da Fondazione FS. Nel febbraio 2017 esce un comunicato della Fondazione FS Italiane in cui si ufficializza l’impegno per lo scartamento ridotto. Il comunicato sottolinea che “Il progetto si innesta in un più grande disegno della Fondazione FS per il recupero e valorizzazione turistica delle ferrovie dismesse, nell’ambito del Disegno di Legge attualmente in discussione in Parlamento. (n.d.r.: la futura L. 128/2017)” Un ulteriore comunicato, nel maggio 2017, informa che: “Su indicazione della Fondazione FS, Rete Ferroviaria Italiana sta provvedendo a ripristinare il fascio di binari antistante la Squadra Rialzo nell'ex deposito ferroviario. I lavori sono finalizzati a garantire una corretta movimentazione dei veicoli con la previsione di permettere nuovamente il collegamento su rotaia sino al fabbricato viaggiatori.” ed ancora: "L'intervento, oltre a salvaguardare la memoria storica della ferrovia a scartamento ridotto (...), ha anche lo scopo di permettere la movimentazione dei carri dal deposito alla stazione di Castelvetrano per futuri eventi e mostre.” Il 2017 porta in dote la già citata L. 128/2017 sulla istituzione delle ferrovie turistiche, che riporta, all’art. 2, l’inserimento della tratta Castelvetrano - Porto Palo di Menfi tra le linee “classificate come tratte ferroviarie ad uso turistico”. Il 2018 sembra inizialmente confermare in modo incontrovertibile questo positivo andazzo: nel mese di luglio la locomotiva diesel da manovra R212.402, un pezzo unico accantonato a Castelvetrano, viene prelevata e trasferita presso le officine RFI ONAI di Carini per il recupero funzionale. Purtroppo la successione positiva di eventi si interrompe bruscamente, senza che vi siano, apparentemente, motivi. La R212.402 viene riportata dopo soli due mesi a Castelvetrano (settembre 2018), senza che su essa si sia effettuato alcun tipo di intervento. Anche i lavori di ristrutturazione del deposito vengono sospesi. Questo stop pregiudica l’agibilità dei locali precedentemente risanati, rendendo infattibile la ripresa dei lavori di restauro sui rotabili. Dopo marzo 2019, nessuna attività ha più interessato il deposito di Castelvetrano. La sensazione, purtroppo corroborata dallo stato di fatto e dalla mancanza di azioni e comunicati, è che si sia perso il filo di un recupero che aveva, ad un certo momento, assunto i connotati della concretezza, a favore di... nulla. Questo il quadro dal quale bisogna al più presto (ri)partire. Sicilia in Treno, fin dalla sua fondazione, ha richiesto di potere operare a supporto della rinascita dello scartamento ridotto siciliano, forte della esperienza maturata sia nei lavori di restauro dei rotabili, sia nella produzione di documenti e progetti a favore della “Ferrovia di Selinunte”. Il Recovery fund pone nuovi orizzonti che dovranno essere richiesti e attuati in primis dal Governo della Regione Siciliana. Ma quel che occorre oggi è un piano a breve termine mirato al sito di Castelvetrano e ai mezzi ferroviari (spesso centenari) ivi accantonati, in quanto si rischia di disperdere quanto di buono è stato fatto e i relativi investimenti. Ci si augura che la azione della Fondazione FS, che tanto bene sta operando altrove, producendo investimenti significativi, impensabili fino a pochi anni fa, nel settore della salvaguardia, recupero dei beni storici FS, possa riprendere con la stessa forza vista in altre parti di Italia anche a Castelvetrano, polo ferroviario unico in tutta la nazione. Certamente la situazione di stallo attuale rischia di gettare alle ortiche - metaforicamente e letteralmente - tutti gli sforzi e gli investimenti finora prodotti dal Gruppo FS su Castelvetrano. Questo lungo periodo di silenzio non giova, occorre riaccendere i riflettori sullo scartamento ridotto siciliano veicolando nuovamente la attenzione di tutti i soggetti coinvolti (e con ruoli di responsabilità) per riavviare una azione concreta di rilancio. Sicilia in Treno, come dichiarato in innumerevoli occasioni, è pronta a fare la sua parte... se gliene verrà assegnata una, se cioè le verrà data occasione di operare, cosi come fatto (bene) in precedenza, per la salvaguardia del sito ferroviario di Castelvetrano. Un quadro più dettagliato della recente storia della “Ferrovia di Selinunte” e della attuale situazione di Castelvetrano è possibile leggerlo sul sito www.siciliaintreno.org, dove SiT ha pubblicato un comunicato analogo a questo ma in forma estesa e si ripromette di tornare presto sull’argomento con successivi articoli.

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13 lug 2021

VERONA | Conseganti i lavori per il restauro dell’ex arsenale

di mobilita

E' partito il conto alla rovescia per l'Arsenale. Tra meno di un anno e mezzo il compendio avrà tetti nuovi, muri ristrutturati e sarà a posto dal punto di vista sismico. Oggi è stato infatti firmato il contratto di appalto dei lavori, il cantiere partirà a giorni e si concluderà solo a intervento ultimato, tra 542 giorni. Prima delle ruspe c’è la fase propedeutica, che consiste nelle indagini e nei rilievi necessari per il posizionamento delle strumentazioni di lavoro. Già dai prossimi giorni all’ex Arsenale si vedranno gli operai in azione, diverse le operazioni che da qui a fine agosto, quando si metteranno in mosto le ruspe, si susseguiranno senza sosta. Tra le più rilevanti, c’è l’ispezione delle porzioni interrate rinvenute di recente, con lo spostamento dei materiali archeologici nei depositi di forte Santa Caterina al Pestrino, e l’allestimento dei ponteggi lungo gli edifici interessati dai primi interventi. Si parte infatti dalla Corte Ovest, quella destinata ad ospitare l'Accademia delle Belle Arti, per accelerare l'iter legato al trasferimento della scuola. Una volta messi in sicurezza i tetti e i parametri antisismici, si interverrà sugli interni. Nello specifico si tratta di mettere mano ad una mole di coperture pari a 22 mila metri quadrati di superficie. Che, nello specifico, significa che verranno rifatti tutti i tetti delle palazzine dell'ex Arsenale, ad eccezione della palazzina di Comando, l'unica che non necessita di tale intervento. E' il cantiere vero e proprio che da' il via alla rinascita dell'Arsenale. Gli interventi effettuati fino ad ora, come l'abbattimento degli edifici non vincolati, la messa in sicurezza di alcune coperture troppo ammalorate e i lavori preparatori per la realizzazione della prima parte del parco, hanno di fatto anticipato il cantiere per eccellenza, quello atteso ormai da decenni e per il quale l'Amministrazione ha premuto sull'acceleratore senza mai mollarlo. A vincere la gara del valore di circa 5 milioni e 200 mila euro euro è stata un'associazione temporanea di impresa di Padova, composta dalle ditte Ruffato Mario S.r.l., Vivere il legno S.r.l. e R.W.S. S.r.l., che hanno battuto le altre 21 ditte partecipanti grazie alla qualità tecnica degli interventi proposti. Questa mattina, in municipio, a firmare il contratto di appalto, sono stati Germano Ruffato per l’Ati e l’ing. Franco Volterra, dirigente dei Lavori Pubblici, per il Comune. Presenti il sindaco Federico Sboarina e gli assessori ai Lavori pubblici Luca Zanotto e alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala. “Già dai prossimi giorni si potranno notare gli operai al lavoro, prima delle ruspe sono necessari altri interventi propedeutici e indispensabili per allestire il cantiere in sicurezza – ha detto il sindaco-. Ciò che conta, è che siamo davvero arrivati al punto di non ritorno, ora finalmente si parte per non fermarsi più. Non posso che essere orgoglioso di questo traguardo, perchè è il frutto di un lavoro incessante iniziato poche settimane dopo il mio insediamento e mai interrotto nemmeno durante la pandemia”. “Stiamo davvero accelerando i tempi – ha aggiunto l’assessore Segala-. Vogliamo concretizzare il recupero dell’ex Arsenale il prima possibile, un percorso che abbiamo da subito condiviso con la cittadinanza, perchè saranno i veronesi i primi a beneficiare e fruire di questo luogo che tornerà più bello ma soprattutto vivibile da tutti. Il cantiere sarà costantemente seguito dagli uffici comunali, se possibile contiamo di ultimare i lavori prima del termine stabilito”.

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07 lug 2021

Torino-Lione: Telt assegna contratti per 3 mld su lato francese

di mobilita

Telt, la societa' responsabile dei lavori di realizzazione e della gestione della sezione transfrontaliera del collegamento ferroviario tra Torino e Lione, ha annunciato l'assegnazione di contratti per 3 miliardi per il completamento di lavori sul lato francese. Webuild si è aggiudicato in joint venture un nuovo contratto del valore pari a 1,43 miliardi di euro per la realizzazione di una tratta della galleria di base della linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Torino-Lione, tratta rilevante del progetto TEN-T, l’ambizioso programma di mobilità sostenibile dell'Unione Europea per collegare le reti ferroviarie del continente e incrementare il trasporto di persone e merci su rotaia. Con questo nuovo contratto, si attesta a circa 9 miliardi di euro il valore consolidato delle aggiudicazioni di Webuild, dei contratti in corso di finalizzazione e di quelli in cui il Gruppo risulta migliore offerente dall’inizio del 2021 ad oggi, con focus su Italia, Australia, Francia e Svizzera. A questi si aggiunge il mega-contratto firmato per la linea ad alta velocità in Texas negli Stati Uniti, del valore di 16 miliardi di dollari (13,1 miliardi di euro). I lavori del nuovo contratto TELT saranno eseguiti da Webuild (in quota al 50%), in joint venture con il gruppo francese Vinci (in quota al 50%). Il nuovo contratto, commissionato da Tunnel Euralpin Lyon Turin (TELT), si riferisce al Lotto 2, Cantieri Operativi 6 (La Praz) e 7 (Saint-Martin-de-la-Porte), e prevede la realizzazione di 46 chilometri di tunnel – con due gallerie parallele e opere ausiliarie – tra le città di Saint-Martin-de-la-Porte e la Praz, sul confine con la Francia. Le attività di scavo, realizzate con metodo tradizionale e con fresa meccanica (TBM – Tunnel-Boring Machine), porteranno alla costruzione di due tunnel paralleli. Nell’ambito del Progetto TELT, l’aggiudicazione del Lotto 2 segue quella che nel corso del 2020 ha visto il Gruppo Webuild e i suoi partner aggiudicarsi il contratto riferito al Lotto 5A per la realizzazione dei lavori preparatori per il sito di sicurezza di Modane e la realizzazione di 4 pozzi che serviranno alla ventilazione della futura galleria di base, opere propedeutiche per la creazione di un hub logistico a 500 metri di profondità sotto il Massiccio dell’Ambin. Nel suo complesso, il collegamento ferroviario Torino-Lione si estenderà per 65 chilometri, tra Susa in Piemonte, Italia e Saint-Jean-de-Maurienne in Savoia, Francia. Il tunnel di base si estenderà per 57,5 chilometri, 10 chilometri dei quali già realizzati. TELT è una delle tratte principali del corridoio mediterraneo TEN-T (Trans-European Transport Network), che collegherà l'Europa sud-occidentale con i paesi dell'Europa centrale e orientale. Entro il 2030, il collegamento Torino-Lione permetterà una riduzione del traffico stradale tale da garantire l’abbattimento di 3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 ogni anno. Webuild, con un track record di 13.637 chilometri di ferrovie e metropolitane realizzate su scala mondiale, è impegnato in numerosi progetti che stanno contribuendo allo sviluppo della mobilità sostenibile che in Italia si sta perseguendo con sempre maggiore determinazione, anche attraverso le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Sempre sulle Alpi, nel cuore dell’Europa, Webuild sta inoltre lavorando alla galleria di base del Brennero che attraversa le Alpi tra Italia e Austria che, con i suoi 64 chilometri complessivi, una volta completata, sarà la galleria ferroviaria più lunga del mondo e farà parte del corridoio TEN-T Scandinavia–Mediterraneo. Sullo stesso corridoio, Webuild sta realizzando anche la linea ad alta velocità Napoli-Bari e le ferrovie ad alta capacità Palermo-Catania-Messina in Sicilia.

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05 lug 2021

Verso l’Alta Capacità delle ferrovie in Sicilia

di antony977

Riceviamo e pubblichiamo comunicato Ansa circa  lo sblocco delle risorse finanziarie destinate alle infrastrutture in Sicilia. Spiccano interventi per le infrastrutture ferroviarie quali il completamento del raddoppio Palermo-Catania (sono attualmente in corso i lavori per il raddoppio relativi alla tratta Bicocca-Catenanuova), l'elettrificazione della linea Alcamo-Trapani via Milo. Relativamente al raddoppio della Palermo-Catania, si avvieranno i lavori suddivisi per lotti lungo la tratta Fiumetorto-Catenanuova.  Più precisamente Catenanuova-Dittaino e Dittaino-Enna (non si escludono le gare entro il 2021) che rappresentano il secondo e terzo lotto dell'intero raddoppio Palermo-Catania.    ROMA, 02 LUG - "Il ministro delle Infrastrutture e della Mobilita' sostenibile ha annunciato lo sblocco di 25 miliardi di euro per la rete ferroviaria nazionale. Di questi, 1,4 miliardi saranno destinati per la realizzazione della rete di alta velocita' Palermo-Catania-Messina, 64 milioni per l'elettrificazione della Palermo-Trapani via Milo, 460 Mln per il completamento dei lavori di raddoppio della Ogliastrillo Cefalu'-Castelbuono, 100 Mln per l'upgrading e l'elettrificazione della Palermo-Agrigento-Porto Empedocle, 40 Mln per l'intermodalita' e l'accessibilita' di Trapani Birgi e 156 Mln per il ripristino e l'ammodernamento della Caltagirone-Gela. Conti alla mano, le somme sbloccate per la Sicilia ammontano a quasi 2,3 miliardi, ovvero al 10% circa delle somme stanziate in totale. Numeri che testimoniano meglio di ogni altra cosa che grazie al governo Draghi e al Pnrr anche in Sicilia e' arrivato il cambio di passo sulla mobilita' sostenibile che aspettavamo da decenni. Sono certo che a tempo debito i siciliani ricorderanno chi voleva uscire dall'euro e dall'Europa e chi, come il Partito Democratico, con costanza e serieta', ha consentito anche alla Sicilia di rimanere, e' il caso di dirlo, attaccata al treno europeo della ripartenza". Cosi' Carmelo Miceli, deputato siciliano del Partito Democratico.

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30 giu 2021

Toscana | Dalla regione 6 milioni di euro per la messa in sicurezza e la manutenzione di ponti e viadotti

di mobilita

Quasi 6milioni di euro dalla Regione per la messa in sicurezza e la manutenzione di ponti e viadotti delle strade regionali. E altre risorse anche per interventi di viabilità e sviluppo di sistemi di trasporto pubblico. In una delle ultime sedute di Giunta è stata approvata la delibera proposta dall’assessore alle infrastrutture Stefano Baccelli con cui viene dato il via libera ad investimenti aggiuntivi e vengono approvati gli indirizzi e i criteri per l’attribuzione, la determinazione e l’erogazione di questi contributi. “Abbiamo una legge – spiega l’assessore Baccelli- , la 145 del 2018 che, per favorire gli investimenti, assegna per il periodo 2021-2034 alle regioni a statuto ordinario contributi per la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici del territorio e per interventi di viabilità anche per quanto riguarda il sistema di trasporto pubblico. La messa in sicurezza di ponti e viadotti delle strade regionali è fondamentale, destiniamo quindi questa somma alla loro manutenzione”. La Giunta ha assegnato quindi 5milioni 705mila euro sull’annualità 2022 del bilancio regionale a valere sui fondi della legge 30 dicembre 2018, n. 145 “Andiamo incontro – aggiunge Baccelli- alla duplice esigenza di continuare gli interventi già finanziati nel 2020, ma anche per realizzare altri interventi sui ponti delle strade regionali che le Province e la Città Metropolitana stanno progettando”. Sulla base dei monitoraggi con i medesimi Enti e le segnalazioni pervenute questa rappresenta una opportunità di finanziamento, i beneficiari dovranno affidare i lavori entro 8 mesi dall’impegno di spesa regionale a loro favore. Per ottenere il contributo della Legge 30 dicembre 2018, n. 145, le Province e la Città Metropolitana devono presentare una domanda di ammissione entro il 30 settembre 2021 e sarà poi la Regione ad individuare gli interventi oggetto di finanziamento. La Regione procederà in primo luogo cercando di utilizzare tutte le risorse disponibili e se del caso nel rispetto di alcuni criteri che sono: livello progettuale approvato, dando priorità al progetto più avanzato fra quelli definiti dalla normativa vigente, livello di stima del rischio, dando priorità, a parità di livello progettuale, ai progetti con livello di rischio più avanzato e infine il valore di traffico medio annuo più alto. Ma vediamo da dove nascono questi interventi La Toscana si era mossa fin dall’agosto 2018 nel definire un metodo di verifica ‘speditivo’, più veloce rispetto ai test standard, in modo da determinare lo stato di salute dei propri ponti e viadotti: quattromila in tutta la regione. Il 14 agosto 2018 era crollato a Genova il ponte Morandi. Subito il 28 agosto in Toscana era stata firmata un’intesa tra Regione, Città metropolitana di Firenze, Province, Upi ed Anci Toscana e, a seguito di quell’accordo, una convenzione con il Dipartimento di ingegneria dell’università di Firenze e il Dipartimento di ingegneria e tecnologia industriale dell’Università di Pisa per far vita ad una gruppo di lavoro. A metà del 2019 sono state avviate le verifiche con il supporto della Federazione degli Ingegneri della Toscana, nel 2020 il Gruppo Tecnico ha concluso i suoi lavori, stilando un primo campione di ponti prioritari esaminati. Sulla base di tali analisi gli Enti gestori hanno stimato gli interventi necessari che hanno portato alla delibera della Giunta regionale n. 564 del 04/05/2020 con la quale è stata stanziata la somma complessiva di euro 16.305.546,52 per gli interventi manutentivi necessari sui ponti delle strade regionali individuati con la medesima delibera. Considerato che dal monitoraggio effettuato dal settore programmazione viabilità nel gennaio 2021circa l’avanzamento delle attività, è emersa da parte della Città Metropolitana di Firenze e dalle Province interessate la necessità di maggiori risorse nelle fasi di affinamento progettuale. Gli Enti gestori nel proseguire le verifiche hanno segnalato la necessità di ulteriori risorse per gli interventi su ulteriori ponti delle strade regionali, quindi con la decisione della Giunta del 29 aprile2021, sono stati finanziati interventi su alcuni ponti sulle strade regionali per i quali erano già predisposti i progetti definitivi, come richiesto e precisato dall'Agenzia per la Coesione Territoriale a valere sul Fondo FSC 2021-2027.

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25 giu 2021

TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di giugno della tratta Brescia Est – Verona

di Fabio Nicolosi

Torniamo a mostrarvi gli aggiornamenti relativi ai lavori dell'alta velocità nella tratta Brescia - Verona rispetto all'aggiornamento di maggio. Nel cantiere di Lonato Ovest la TBM "Martina" prosegue lo scavo della galleria. In contemporanea le operazioni di consolidamento del fronte di scavo proseguono lato monte, restringendo la corsia dell'autostrada per le lavorazioni: Sempre a Lonato si sta lavorando alla futura viabilità del cavalcavia che sostituirà quella esistente. Ci spostiamo nel cantiere di Lonato Est dove terminerà la galleria scavata con la TBM e dove sono in corso le attività di realizzazione della fossa di uscita. Da qui la talpa sarà smontata e spostata nuovamente nel cantiere di Lonato Ovest dove scaverà la seconda canna del tunnel. Questo cantiere di mese in mese mostra progressi notevoli. Lato monte non si notano particolari progressi, se non una piccola pozza d'acqua di falda. Lato valle il cantiere prosegue la sua avanzata verso Verona. Le due gallerie sono nel primo tratto già ultimate almeno strutturalmente e si è proseguito il riempimento dell'area tra le due gallerie. Lungo l'A4 quasi tutte le aree di cantiere vedono lavori in corso. Vi mostriamo una carrellata di immagini dai cantieri di Sirmione, Desenzano del Garda, Peschiera, San Martino della Battaglia, Castelnuovo del Garda, S. Giorgio in Salici. I lavori spaziano dalla realizzazione dei nuovi cavalcavia, alle opere propedeutiche alla costruzione della nuova sede ferroviaria, all'abbattimento di edifici per lasciare spazio alla costruendo ferrovia. Come da ultimi aggiornamenti dulcis in fundo vi mostriamo i lavori nei pressi di Sommacampagna. La novità più interessante che con forza ha conquistato anche la copertina dell'articolo è il nuovo sottopasso di via Siberie. La nuova infrastruttura è stata nelle notti scorse spinta sotto la ferrovia, grazie all'uso di martinetti idraulici che hanno lentamente fatto avanzare il monolite sotto la sede ferroviaria. In zona Betlemme proseguono le lavorazioni e si nota anche qui il riempimento dell'area non più utilizzata dal cantiere Vi lasciamo con un video riepilogativo: Ti potrebbero interessare anche: TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Maggio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Aprile della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Marzo della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Febbraio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Gennaio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Dicembre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Ottobre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Settembre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Agosto della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Luglio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Giugno della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Maggio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Febbraio della tratta Brescia Est – Verona Per rimanere sempre in contatto con Mobilita.org i nostri canali:  Sito internet: http://mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/mobilita.org/  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita_org/  Twitter: https://twitter.com/mobilita_org  Canale Telegram: https://t.me/mobilita

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Articolo
24 giu 2021

FERROVIE | Fiumefreddo – Taormina/Letojanni: RFI aggiudica al consorzio Webuild – Pizzarotti – Astaldi l’appalto

di mobilita

RFI (Gruppo FS) ha aggiudicato oggi, 24 giugno, per un importo di circa 640 mln di euro, la gara d’appalto integrato per il raddoppio della tratta ferroviaria Fiumefreddo – Taormina/Letojanni, lungo la Messina – Catania. I lavori saranno assegnati a un consorzio di imprese che vede come capofila Webuild, e imprese mandanti Pizzarotti e Astaldi. La Fiumefreddo – Taormina/Letojanni rappresenta il primo lotto funzionale della tratta che da Fiumefreddo raggiunge Giampilieri, altro fondamentale tassello verso la realizzazione dell’intero asse Palermo – Catania –Messina, opera inserita nell’elenco di quelle affidate dal Governo ad un commissario straordinario. Già il completamento di questo primo lotto, e da qui l’aggettivo “funzionale”, porterà benefici sia per i passeggeri che per il trasporto merci. In prospettiva si creeranno i presupposti tecnici per una riduzione dei tempi di viaggio tra Messina e Catania, un potenziale incremento di corse nonché la circolazione di treni merci a standard europei. L’intervento prevede la realizzazione di 15 chilometri di nuova linea a doppio binario, di cui 10 in galleria, tra Fiumefreddo e Taormina, con un collegamento per la stazione di Letojanni. Nell’ambito dei lavori saranno realizzate le stazioni di Fiumefreddo/Calatabiano, di Giardini/Alcantara e quella interrata di Taormina, oltre che nuovi viadotti, tra cui uno sulla valle dell’Alcantara lungo circa 1 chilometro e con una campata di lunghezza 120 metri. Giorno 23 è stato consegnato l’avvio della progettazione esecutiva del secondo lotto della tratta, tra Taormina e Giampilieri, mentre sono in fase avanzata i lavori nel cantiere di raddoppio della tratta Bicocca – Catenanuova. Per gli ulteriori cinque lotti della Palermo – Catania sono stati ottenuti i pareri del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici al fine di avviare le Conferenze di Servizi per l’approvazione dei progetti definitivi.

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