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25 giu 2018

LATINA | Presentato il nuovo servizio di trasporto pubblico

di mobilita

È stato inaugurato oggi, alla presenza di Damiano Coletta, Sindaco di Latina, dell’Assessore alla Mobilità Francesco Castaldo, del dirigente del Servizio Trasporti del Comune di Latina Francesco Passaretti e di Andrea Buonomini, AD di RATP DEV Italia e AD di CiliaItalia, mandataria ATI CSC, il nuovo servizio di trasporto pubblico nel Comune di Latina. Sarà gestito da CSC, un raggruppamento di tre imprese, CiliaItalia (la mandataria, parte del gruppo francese RATP-azienda leader mondiale nel trasporto pubblico locale), Cialone Tour e Sac mobilità, aggiudicataria della gara bandita dall’Amministrazione. I mezzi – Saranno 39 le nuove vetture su strada in grado di garantire la migliore qualità di trasporto urbano, divise in 3 diverse tipologie di mezzi: 14 Iveco Daily Mobi – minibus di circa 8 metri di lunghezza e 2,5 metri di larghezza, in grado di ospitare fino a 14 persone sedute e 27 in piedi con pedana per persone con mobilità ridotta; 19 Mercedes-Benz Citaro– autobus di ultima generazione di circa 12 metri di lunghezza con porta di salita anteriore e 2,5 metri di larghezza, con un totale di 106 posti e pedana per persone con mobilità ridotta e contrassegno Ecologico Blue Angel (criteri ottimali di rumorosità); 6 BMC Procity – autobus di circa 12 metri di lunghezza e 2,5 metri di larghezza, con totale di 97 posti e pedana per persone con mobilità ridotta. Ogni vettura è dotata di uno schermo frontale luminoso collegato a una centralina di gestione che aggiorna percorsi e destinazioni del mezzo. A bordo di tutti i veicoli, per garantire l’efficienza e la sicurezza del servizio, sono installate centraline per il sistema di geolocalizzazione e telecamere per il sistema di videosorveglianza. All’interno di ogni mezzo sono installate, inoltre, sistemi conta passeggeri. Un servizio efficiente e vicino al cittadino – Il cittadino potrà reperire tutte le informazione sul nuovo servizio da un sito web dedicato (ww.cscmobilita.com ) e dal profilo Twitter CSC Mobilità, connesso in automatico con gli avvisi pubblicati sul sito. Potrà, inoltre, grazie alla condivisione dei dati in tempo reale mediante standard di comunicazione avanzati, consultare orari e percorsi tramite applicazioni quali “Moovit” e “Google Transit” o pianificare un viaggio con mezzi pubblici locali, tramite Trip planner sviluppato appositamente per il servizio del Comune di Latina. Qualora non disponga di uno smartphone o di un tablet, si potranno avere comunque informazioni in tempo reale grazie ai pannelli elettronici (posizionati alle principali fermate dell’autobus). «Siamo davvero entusiasti – ha detto Andrea Buonomini, AD di RATP DEV Italia e AD di CiliaItalia, mandataria ATI CSC – di poter iniziare a operare in un Comune importante come Latina. CSC è una società composta da tre aziende del settore trasporti e mobilità urbana ed extra urbana: CiliaItalia (51%), Cialone Tour (35%), e Sac Mobilità (14%). Tre aziende che operano già da tempo nel territorio laziale ma con una vasta esperienza anche nazionale e internazionale, rafforzata dalla presenza del Gruppo RATP, di cui CiliaItalia è parte. Un raggruppamento che garantisce, dunque, non solo conoscenza del territorio ma anche competenza, affidabilità, solidità economica, innovazione tecnica e dei processi organizzativi. Proprio il Gruppo RATP, rappresenta una tra le più importanti realtà al mondo in tema di trasporto pubblico locale, basti citare la gestione del trasporto pubblico di Parigi. Metteremo, pertanto, a disposizione dei cittadini del territorio di Latina, tutta la nostra esperienza e l’entusiasmo per iniziare assieme un nuovo viaggio, improntato sulla massima qualità del servizio».  «Il nuovo servizio di trasporto pubblico locale, insieme al car-sharing elettrico e al piano della mobilità sostenibile – ha dichiarato Damiano Coletta, Sindaco di Latina – porta avanti l’indirizzo di riduzione dell’impatto degli automezzi e di miglioramento della qualità della vita che l’attuale Amministrazione sta seguendo. In una città che per abitudini e per caratteristiche di distribuzione della popolazione è tra le più motorizzate in Italia siamo il primo Comune di media dimensione in Italia ad aver interrotto la consuetudine della gestione in proroga per affidare il servizio ad un nuovo gestore attraverso una procedura ad evidenza pubblica. Si parte il 1° luglio con un’associazione temporanea di imprese, 39 autobus nuovi, applicazioni per informare in tempo reale gli utenti sul percorso e sui tempi di attesa dei bus. Dopo anni di gestione in proroga è un passo netto verso un cambiamento che vuole tradursi anche nell’offerta di un servizio efficiente, moderno ed in linea con gli standard europei».

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27 feb 2018

ROMA | Trasporto pubblico regolare, domani scuole regolarmente aperte

di mobilita

Domani le scuole di ogni ordine e grado, compresi gli asili nido, sul territorio di Roma tornano ad essere regolarmente aperte. Lo rende noto il Campidoglio. Con ordinanza sindacale, oltre alla chiusura delle scuole, già da domenica era stata predisposta fino a cessate esigenze  anche la chiusura di cimiteri e parchi e ville storiche. Mezzi e operatori Ama, incaricati da Roma Capitale, proseguono l'operazione di spargimento di sale sui marciapiedi, in modo da prevenire la formazione del ghiaccio. Gli interventi interesseranno le zone maggiormente frequentate da cittadini e turisti, come le aree in prossimità di stazioni ferroviarie, metro e zone commerciali. Si ricorda che con ordinanza sindacale n. 28 del 23 febbraio 2018 è stato anche disposto il prolungamento dell'orario consentito di accensione dei riscaldamenti. L'ordinanza prevede che sull'intero territorio della città fino al perdurare delle condizioni meteorologiche avverse, gli impianti possano funzionare fino a un massimo di 18 ore al giorno. Il prolungamento è consentito fra le ore 5 e le ore 23 di ciascun giorno. La temperatura massima nei singoli ambienti riscaldati non dovrà superare i limiti fissati dalla normativa di riferimento. TRASPORTO PUBBLICO Oggi martedì 27, comunica Atac, il trasporto pubblico torna regolare: "Il servizio di Atac è regolare su tutta la rete. Per il trasporto di superficie sono state effettuate le uscite dei mezzi previste. Regolare anche il servizio sulla rete metropolitana e sulle ferrovie regionali Roma-Lido e Roma-Viterbo". Tutte le informazioni in tempo reale sono sempre disponibili su www.atac.roma.it; sul profilo Twitter @infoatac, sul canale Telegram Infoatac e sul profilo whatsapp 335.1990679 oltreché su diplay e fonia nelle stazioni metro e ferroviaria. Per possibili deviazioni dei percorsi delle linee ATAC urbane consultare anche le pagine della Mobilità.

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15 feb 2018

Via libera al riparto di 262 mln di euro per il rinnovo delle flotte navali per trasporto pubblico

di mobilita

La Conferenza Stato-Regioni ha espresso nella seduta odierna l’intesa sul Decreto Ministeriale di riparto delle risorse destinate al rinnovo della flotta di unità navali destinate ai servizi di trasporto pubblico locale marittimo, lagunare, lacuale e fluviale. Dopo le risorse per nuovi  bus e treni, arrivano, per la prima volta, e risorse, messe a disposizione dalla Legge di Stabilità 2016, per rinnovare i mezzi del  trasporto pubblico locale marittimo, lacuale, lagunare e fluviale e renderli più comodi e meno inquinanti. Le risorse ammontano a 262.648.951 di euro ripartiti dal 2017 al 2030, che diventeranno 350 milioni con il cofinanziamento regionale pari al 25% dei costi. Sono destinate all’acquisto di nuove unità navali utilizzate per i servizi di TPL marittimo, lacuale, lagunare e fluviale di competenza regionale che: collegano esclusivamente uno o più comuni presenti sul territorio della medesima regione;  sono effettuati in modo continuativo o periodico con offerta indifferenziata al pubblico e con orari e itinerari prestabiliti, secondo modalità imposte o concordate con le autorità competenti; sono caratterizzati da tariffe determinate o approvate dalle autorità competenti. Sono ammesse al finanziamento le unità navali: ro/ro passeggeri (roll on/roll off) e passeggeri, comprese le unità veloci; adibite al servizio di trasporto pubblico nella laguna di Venezia. Tutte le unità ammesse al finanziamento devono rispondere alla normativa internazionale, comunitaria e nazionale applicabile e rispettare i limiti di emissioni previsti dal 2020 dalla Direttiva 2012/33 UE ovvero dal Regolamento 2016/1628/UE Le risorse sono state ripartite sulla base delle “corsa-miglio” effettuate in ciascuna Regione nel 2015 e ponderate in relazione alle classi dimensionali dei mezzi, per tener conto del diverso costo dei mezzi utilizzati per effettuare il servizio. Sono ammessi a finanziamento anche gli interventi di refitting per un importo fino al 15% delle risorse assegnate alla singola regione, ovvero per un importo fino a 3 milioni di euro per le regioni che hanno un contributo statale inferiore a 5 milioni. Gli interventi possono essere effettuati su mezzi navali già in uso e finalizzati a rendere gli stessi almeno in linea con i limiti di emissioni di gas di scarico previsti per il 2020 dalla Direttiva 2012/33/UE o del Regolamento 2016/1628/UE. Ripartizione delle risorse Mit tra le Regioni Regione                          Finanziamento statale Friuli Venezia Giulia               1.573.213 Liguria                                        234.637 Piemonte                                   253.098 Emilia-Romagna                       381.930 Lombardia                               4.425.849 Lazio                                       13.925.362 Sardegna                                15.202.663 Toscana                                   21.735.811 Sicilia                                      73.513.784 Campania                                64.046.510 Veneto                                     67.356.094 Totale                                     262.648.951

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19 gen 2018

Delrio firma il riparto di 3,9 mld per il fondo 2018 del trasporto pubblico

di mobilita

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha firmato il decreto di ripartizione anticipata dell’80% del Fondo statale per il trasporto pubblico da trasferire alle Regioni a statuto ordinario per la copertura della spesa corrente dei servizi di trasporto pubblico locale e regionale, anche ferroviario, per una somma di oltre 3,9 miliardi. Il decreto passa ora alla firma del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. “Con questo atto – commenta il Ministro Delrio – ci sono maggiori risorse per il Fondo Tpl, distribuite alle Regioni con tempi più veloci e stabilizzati, per rispondere sempre meglio alla domanda di servizi di trasporto pubblico locale dei cittadini”. Con il decreto viene data immediata applicazione della nuova legge sugli enti locali elevando l’anticipo dal 60 all’80% e dando effetto della erogazione mensile a decorrere già dal gennaio 2018. Si risolve in questo modo una criticità registrata negli anni scorsi, relativa ai tempi delle anticipazioni, che avvenivano nei mesi di maggio e giugno, e che ora sono abbreviati grazie a passaggi burocratici semplificati. La somma dell’anticipo, precisamente di 3.945.456.589,20 euro, è riferita a un ammontare complessivo del Fondo di  4.933.054.000 euro, aumentato di circa 140 milioni rispetto al Fondo precedente. Queste le somme per Regione (nel dettaglio nella tabella): Abruzzo 106 milioni, Basilicata 61 milioni, Calabria 168 milioni, Campania 436 milioni, Emilia Romagna 291 milioni, Lazio 460 milioni, Liguria 160 milioni, Lombardia 684 milioni, Marche 85 milioni, Molise 28 milioni, Piemonte 387 milioni, Puglia 319 milioni, Toscana 348 milioni, Umbria 80 milioni, Veneto 326 milioni. REGIONI Percentuali di riparto Risorse da erogare alle Regioni a titolo di anticipazione 2018 Abruzzo 2,69% 106.122.170,03 Basilicata 1,55% 61.148.462,29 Calabria 4,28% 168.848.657,15 Campania 11,07% 436.718.372,59 Emilia Romagna 7,38% 291.145.581,72 Lazio 11,67% 460.388.745,09 Liguria 4,08% 160.958.532,99 Lombardia 17,36% 684.862.777,61 Marche 2,17% 85.607.847,20 Molise 0,71% 28.009.940,79 Piemonte 9,83% 387.799.602,76 Puglia 8,09% 319.155.522,51 Toscana 8,83% 348.348.981,93 Umbria 2,03% 80.084.760,28 Veneto 8,27% 326.256.634,26 TOTALE 100% 3.945.456.589,20  

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07 dic 2017

BOLOGNA | Lunedi gli “Stati generali del trasporto pubblico per la mobilità quotidiana”

di mobilita

Lunedì 11 dicembre, dalle 15 alle 18, nella Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio (piazza Maggiore, 6), si svolgerà, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, l'incontro pubblico promosso all'interno di “Connettere l’Italia”, il nuovo piano strategico per la mobilità del Paese.   La giornata di confronto è dedicata a presentare e discutere le misure promosse dal Ministero per la creazione di un sistema di trasporti integrato, sicuro e sostenibile, e favorirne l’utilizzo da parte dei protagonisti, siano essi amministratori pubblici, imprese, associazioni e cittadini, e per chiarire le modalità attuative e i nodi ancora da affrontare. Partecipano, insieme al Ministro Graziano Delrio, esperti della nuova Struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e attori del mondo delle imprese e della mobilità. L'iniziativa è suddivisa in tre sessioni. La prima, “I bisogni di una nuova mobilità sostenibile”, vedrà impegnati Virginio Merola, Sindaco di Bologna e della Città metropolitana di Bologna, Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani e Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna e Presidente della Conferenza delle Regioni. La seconda sessione, “Le azioni e le prospettive”, vedrà a confronto Ennio Cascetta, Amministratore Unico di RAM S.p.a. e Università di Napoli Federico II, Stefano Zunarelli, esperto della Struttura tecnica di missione del MIT e Università di Bologna, Andrea Boitani, esperto della Struttura tecnica di missione del MIT e Università Cattolica di Milano e Giuseppe Catalano, coordinatore della Struttura tecnica di missione del MIT e Università Sapienza di Roma. Alla terza sessione, “La mobilità urbana per la crescita del Paese”, parteciperanno Andrea Bianchi, Direttore area politiche industriali Confindustria, Vincenzo Colla, Segretario confederale CGIL, Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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23 nov 2017

Euregio FamilyPass, documento di viaggio solo per gli altoatesini

di mobilita

L’Euregio FamilyPass è stato introdotto la scorsa estate in Alto Adige e già oltre 45mila possessori di questa carta vantaggi possono usufruire di sconti in numerosi esercizi commerciali e in varie strutture. Dal 18 novembre 2017 l'EuregioFamilyPass è in vigore in tutto il territorio dell'Euregio, e nel trasporto pubblico sostituisce il precedente AltoAdige PassFamily. I possessori di Euregio FamilyPass possono così avvalersi dei mezzi pubblici del trasporto integrato Alto Adige con tariffe ridotte su tutti i treni regionali fino a Trento, Innsbruck e Lienz (secondo le tariffe dell’ÖBB), su tutti i bus urbani ed extraurbani, nonché sulle funivie di Renon, San Genesio, Colle, Verano, Meltina e Maranza, la funicolare della Mendola e il trenino del Renon "Quale documento di viaggio l’EuregioFamilyPass può essere utilizzato per ora esclusivamente in Alto Adige", spiega Günther Burger, direttore della Ripartizione mobilità della Provincia, il quale spiega che "questa differente applicazione è dovuta al fatto che le tre realtà territoriali presentano sistemi tariffari e di rendicontazione differenti. L'obiettivo congiunto è quello di mettere empre più in rete il trasporto pubblico anche oltre i confini provinciali anche grazie ad una più stretta cooperazione per le tariffe e i sistemi di gestione dati", precisa Burger. L'EuregioFamilyPass può essere richiesto online su www.mobilitaaltoadige.info da tutte le persone residenti nella provincia di Bolzano con almeno un figlio sotto i 18 anni.

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25 ott 2017

BOLZANO | Non ammissibile il project financing per il trasporto pubblico

di mobilita

In forma di associazione temporanea di imprese, i concessionari SAD Spa e consorzio LiBUS avevano presentato alla Provincia di Bolzano una quarta proposta di project financing con oggetto l’affidamento in concessione in via esclusiva del servizio di trasporto con autobus e su sede fissa (tram e funivia) per il bacino extraurbano provinciale. La proposta è stata esaminata sul piano giuridico dalla Ripartizione provinciale mobilità in collaborazione con l’Avvocatura della Provincia e oggi la Giunta provinciale ha deciso di dichiarare non ammissibile tale proposta di project financing, come ha spiegato l'assessore alla mobilità Florian Mussner. L’offerta di un progetto di partenariato pubblico-privato per l’affidamento dei servizi di trasporto extraurbani era stata presentata dai concessionari privati alla Provincia in vista della scadenza a fine 2018 delle concessioni attualmente in vigore per gli autobus extraurbani del servizio di trasporto pubblico locale. Per corrispondere sul piano giuridico alle norme UE in materia di affidamento di concessione di servizi, il Consiglio provinciale ha approvato la nuova legge 15/2015 sulla mobilità. In particolare, il legislatore – in ragione della competenza legislativa primaria in questo settore – ha deliberato all’art. 8 la scelta di fondo di suddividere il territorio provinciale in più bacini omogenei di utenza: questi bacini da mettere a gara sono intesi come lotti unitari per l’affidamento dei servizi di trasporto di linea sulla base di criteri socioeconomici, della sostenibilità ecologica e per garantire la maggiore partecipazione possibile al bando anche delle medie e piccole imprese. L'Autorità di regolazione dei trasporti (delibera 48/2017) ha inoltre precisato che i cosiddetti maxilotti ostano al principio della concorrenzialità. Anche l’Autorità nazionale anticorruzione ANAC ha constatato in un caso analogo a Velletri che l’istituto del project financing non è applicabile nei casi di affidamento dei servizi di trasporto pubblico di passeggeri attraverso lo strumento della concessione di servizio, soprattutto in mancanza di realizzazione di infrastrutture. I servizi di trasporto pubblico locale infatti, a differenza di quanto prevede la disposizione contenuta nell’art. 165 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016), sono contraddistinti da notevoli sovvenzioni pubbliche che vanno ben al di sopra del limite massimo consentito del finanziamento pubblico (49% dell’investimento, inteso come valore complessivo dell’operazione di concessione).

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18 ott 2017

REGIONE LAZIO | Ritornano gli incentivi per chi si muove con il trasporto pubblico

di mobilita

Tornano nel Lazio le agevolazioni per chi si muove con il trasporto pubblico: bus, treni e metro. Un sostegno per i pendolari e per le famiglie che hanno più bisogno di aiuto. Ecco i principali sconti: 30% di sconto per tutti i cittadini di Roma e del Lazio che hanno un reddito ISEE inferiore ai 25mila euro 50% di sconto per tutti i cittadini di Roma e del Lazio che hanno un reddito ISEE inferiore ai 15mila euro +10% di sconto per l’acquisto del secondo abbonamento nello stesso nucleo familiare, +20% di sconto per il terzo e +30% di sconto dal quarto poi. L'agevolazione può essere richiesta: per gli abbonamenti Metrebus Roma validi all'interno del territorio di Roma Capitale: su autobus, tram, filobus sulle metro A, B, B1 e C sui bus Cotral (percorso urbano) sui treni regionali: Roma-Lido, Roma-Viterbo, Roma-Giardinetti sui treni regionali Trenitalia 2°cl. percorso urbano Sono esclusi i seguenti collegamenti speciali: servizi turistici (110 Open, Archeobus); collegamento Cotral Roma Tiburtina/Termini-Fiumicino Aeroporto; collegamento Trenitalia "No stop" Roma Termini-Fiumicino Aeroporto.  Abbonamenti Metrebus Lazio validi all´interno del territorio della Regione Lazio per le zone indicate sull´abbonamento: Inclusa Roma (zona A) su autobus, tram e filobus sulle metro A, B, B1 e C sui bus Cotral sulle ferrovie regionali (Trenitalia solo 2^ classe, Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti) Esclusa Roma (No zona A) sui bus Cotral (percorso extraurbano) sulle ferrovie regionali (Trenitalia solo 2^ classe e Roma - Viterbo percorso extraurbano) Sono esclusi i seguenti collegamenti speciali: servizi turistici (110 Open, Archeobus); collegamento Cotral Roma Tiburtina/Termini-Fiumicino Aeroporto; collegamento Trenitalia "No stop" Roma Termini-Fiumicino Aeroporto. Abbonamenti validi per il Trasporto Pubblico Locale Comunale Abbonamenti validi su linee Interregionali di competenza della Regione Lazio ( Cotral Interregionale, Autolinee SAP, Autolinee Troiani) INCENTIVO ACQUISTO BICICLETTE PIEGHEVOLI. L’incentivo può essere richiesto da tutti i cittadini residenti nel territorio della Regione Lazio e titolari di un abbonamento annuale valido per il trasporto pubblico locale nella regione. L’incentivo è riservato per l’acquisto di una bicicletta pieghevole, nuova, idonea al trasporto sui mezzi pubblici senza supplemento di spesa che, piegata, abbia dimensioni non superiori a cm 80x110x40 ed è riconosciuto per l’acquisto di una bicicletta effettuato esclusivamente tramite carta di credito, bancomat o bonifico bancario in data successiva al 13 giugno 2017. L’incentivo ammonta ad € 150 anche a fronte di acquisti di importo superiore. Qualora la spesa sostenuta sia inferiore ad € 150, l’importo dell’incentivo erogato sarà pari al costo pagato per l’acquisto della bicicletta. Per richiedere gli incentivi potete cliccare su questo link   

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20 set 2017

vSGMN17 | L’Associazione FVM e il ripristino della ferrovia metaurense Fano-Urbino

di ospite

In seguito al dibattito avvenuto all'evento "Verso Gli Stati Generali della Mobilità Nuova 2017", vi proponiamo un approfondimento da parte di uno dei relatori intervenuti. Crediamo sia utile dare seguito alle analisi sui temi a noi cari, così da poterle condividere anche con chi non è potuto essere presente a Pesaro. Buona lettura!   La mobilità sostenibile è un concetto moderno e consapevole, nato dalla presa di coscienza di errori fatti nel passato: cattive abitudini e scelte fatte troppo frettolosamente, spesso hanno condotto ad un grado di qualità della vita in cui elementi come l’ambiente, la salute, il consumo di territorio e la sicurezza nelle nostre città sono stati poco considerati se non ignorati. Un tale concetto importante e profondo deve, di conseguenza, fondarsi su “qualcosa di concreto” per poter passare dallo stato di idea a quello di azione realizzata . Quel “qualcosa di concreto” sono le infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile. Infrastrutture come le piste ciclabili o le colonnine di ricarica per auto elettriche sono le preferite dalle persone affezionate alla modalità di spostamento individuale, mentre gli spiriti più sensibili agli spostamenti di massa si rivolgono a soluzioni versate più al trasporto pubblico. Il trasporto pubblico, specialmente quello su ferro o comunque a guida vincolata o su infrastruttura propria, è di fatto la massima espressione di mobilità sostenibile per flussi consistenti di persone. Chiaramente se si interviene sul flusso più importante si riducono la maggior parte delle esternalità negative del trasporto. Se è vero che la bicicletta o l’auto elettrica riducono le emissioni, è anche vero che la prima non risolve i problemi delle distanze, delle avversità meteo e della fruizione all’uso a tutte fasce di popolazione (anziani, disabili sarebbero esclusi), mentre la seconda non risolve i problemi di parcheggio e di congestione urbana (oltre che di incidentalità). D’altronde il trasporto pubblico su gomma, anche elettrico, può rimanere vittima della congestione stradale (se non addirittura incrementarla) e propone tempi a volte scoraggianti se non assistito da una viabilità prioritaria o dedicata e da tecnologie che facilitino l’utente nelle scelte e nella gestione dei tempi di attesa. Al contrario un trasporto pubblico su sede propria, meglio se elettrico e meglio ancora se su ferro, si offre come soluzione allo spostamento dei flussi più importanti di persone con il vantaggio di un miglior tempo di percorrenza. Se è vero, ad esempio, che l’Italia, come recentemente evidenziato da diversi studi, è in coda alle classifiche per metropolitane e tramvie in rapporto alla popolazione, è altresì vero che laddove tali reti esistono esse costituiscono colonne portanti super utilizzate, in mancanza delle quali le comunità vanno in crisi dopo poche ore. Sempre in ambito di sostenibilità è opportuno rimarcare come tali reti non debbano avere impatti insopportabili sul territorio o sull’urbanistica, onde non vanificare il concetto di sostenibilità al quale vorrebbero andare incontro. Quale cosa migliore , allora, del riscoprire reti esistenti poco utilizzate od in disuso e potenziarle cercando di renderle nuovamente utili e moderne? L’Associazione Ferrovia Valle Metauro, - che dal 2000 lavora con passione per il ripristino della linea ferroviaria Fano - Urbino che insiste su un territorio densamente popolato e termina nel capoluogo Montefeltresco patrimonio Unesco e importante sede universitaria -, immediatamente si trova in completa sintonia con i concetti della mobilità sostenibile, consapevolmente li fa propri evidenziandoli ad ogni occasione. La linea ferroviaria che FVM sostiene infatti, è proprio uno di quegli esempi di infrastruttura di trasporto pubblico di massa. Abbandonata ma ancora in buone condizioni! Il suo ripristino offrirebbe la notevole occasione di spostare numeri importanti di utenti dalla strada al ferro. Tale necessità oggi comincia ad essere sentita dai residenti della valle grazie anche alla consapevolezza dell’ assenza di una alternativa veramente competitiva con l’auto. Prima di presentarvi le idee elaborate è bene chiarire il punto cruciale dei fatti di attualità su tale tracciato: in questo territorio più che altrove si sono fronteggiate due idee di mobilità sostenibile: quella che voleva ripristinare il treno e quella che voleva trasformare la linea in una pista ciclabile. Il problema di fondo è uno solo: il treno può passare solo su un tracciato ferroviario, mentre una pista ciclabile può passare su altri percorsi con aumento di valore intrinseco ed attrattività generale. Perché quindi escludere la più potente espressione di mobilità sostenibile per rimpiazzarla con quella più leggera? Forse perché, localmente, i sostenitori della ciclabile per Urbino sono più attaccati all’ormai ambito obiettivo di fare la ciclabile SULLA FERROVIA (anche sostenuti da forti spinte politiche locali) piuttosto che fare una ciclabile PER URBINO ED IL TERRITORIO. Basti pensare che, a tutt’oggi, nessuno studio completo sulla ciclabile è stato pubblicato mentre FVM, oltre al progetto preliminare ferroviario, ha redatto anche un progetto di percorso ciclabile su tracciato alternativo di notevole valore paesaggistico. Tornando alle idee progettuali sul tema in questione, nella figura a corredo di questo testo vi è una piramide che potremmo definire la “piramide delle idee” di FVM (immagine in fondo). La larghezza della piramide, scendendo dalla vetta alla base, è direttamente proporzionale ai costi dell’intervento ipotizzato ed al beneficio che l’intervento porterebbe in termini di utenti potenzialmente interessati e a difesa dell’ambiente. Tutte le soluzioni consentono di realizzare quelle a livello superiore e non escludono un’eventuale modifica in direzione di quelle sottostanti. I principi sono quindi di reversibilità, gradualità e compatibilità con la Legge delle Ferrovie Turistiche e con la normativa ferroviaria. Principi questi, tutti INCOMPATIBILI i con la soluzione ciclabile o peggio con altre proposte ibride che sono propugnate da alcuni uffici del potere. La soluzione 1 riguarda un aspetto previsto dalla Legge delle Ferrovie Turistiche e cioè l’utilizzo su tutto o parte del tracciato di ferro-cicli che consentano un recupero ludico del bene senza snaturarne le caratteristiche tecniche. L’intervento è contenuto a risorse nell’ordine di 500.000 €. La soluzione 2 prevede il rifacimento dell’infrastruttura, risparmiando su impianti e tecnologie, per utilizzare la tratta al solo fine turistico con treni storici. L’intervento che impegna una risorsa di circa 35 milioni di euro è importante ed apparentemente sovradimensionato per la funzione svolta. Tale intervento andrebbe però ad abbassare l’impegno economico delle fasi successive (linea di Trasporto Pubblico Locale) e quindi può essere visto come un investimento utile nell’ottica di gradualità del ripristino. La soluzione 3 è la prima soluzione di TPL moderna attuabile. Essa prevede una riduzione dei tempi di percorrenza, il rifacimento delle stazioni, la riduzione dei PL da 55 a 21 ed aumenti di velocità. Insomma: un servizio attraente ed al passo con i tempi. Ha come unico “difetto” la non elettrificazione. In tal caso i benefici sociali sarebbero totali mentre quelli ambientali sarebbero dati dalla riduzione delle emissioni per passeggero rispetto all’uso di mezzi privati. La soluzione 3- costo circa 87 milioni di euro da cui scorporare 35 milioni di euro spesi per la soluzione 2- è al centro del progetto elaborato da FVM con le società di ingegneria Pegaso e Sistema Ingegneria nel 2015. La soluzione 4, teorizzata ma ancora non tramutata in progetto, prevede un servizio elettrificato - costo aggiuntivo 20/25 milioni di euro- con velocità elevate e mezzi moderni uniti a capillarità del servizio. L’elettrificazione ed il notevole aumento della capacità di trasporto trasformerebbero la linea in un spina dorsale della valle che verrebbe collegata alla dorsale adriatica. Ad oggi, grazie alla Legge delle Ferrovie Turistiche, FVM sta spingendo per attuare quanto meno la soluzione 1 con buone prospettive per la 2. Sarebbe il ferro ciclo al momento la soluzione più economica in campo, con costo dell’ordine di 1/10 della stessa ciclabile (spacciata per economica). La lotta è però molto dura perché molti enti e politici sono fortemente contrari , propongono dubbie soluzioni ibride (ciclabile e treno contemporaneamente sul medesimo percorso -!!!) o compiono gesti sconsiderati, come nel comune di Fano in cui si sta realizzando (in modo legale?) una strada che interseca il binario ad un metro sopra le rotaie senza tenere conto dell’esistenza della ferrovia. Insomma, all’avvicinarsi dell’obiettivo aumentano anche le avversità. Forse la recente approvazione della Legge delle Ferrovie Turistiche potrà porre un freno al proliferare di idee e fatti che si pongono decisamente al limite della sostenibilità (anche mentale).   Associazione FVM

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13 set 2017

Verso “Gli Stati Generali Mobilità Nuova 2017″ | Focus: tre gruppi di lavoro a cui potersi iscrivere

di Giulio Di Chiara

Come vi avevamo annunciato in questo articolo, Mobilita.org è media partner dell'evento "Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova" che si terrà a Pesaro il prossimo 15-16 Settembre. Dopo avervi illustrato il programma, passiamo ad approfondire i temi che saranno oggetto di discussione dei gruppi di lavoro. Vi ricordiamo che per parteciparvi, è necessario iscriversi attraverso la compilazione del modulo di iscrizione che andrà inviato via mail all’indirizzo mobilitanuova2017@gmail.com. Tre gruppi di lavoro per quattro temi: Sharing Mobility, Logistica merci urbana, Mobilità Dolce, Trasporto Pubblico nelle aree a bassa densità. 1) Mobilità.it: Innovazione e nuovi concept per le persone e le merci Confronto sull’innovazione in corso nella mobilità, la sharing mobility e la logistica merci urbana. Dal possesso al servizio del veicolo, come si potrebbe integrare con il trasporto collettivo, le proposte di regole ed incentivi per auto e bicicletta da condividere. L’ultimo miglio nel trasporto merci come nodo centrale della mobilità urbana è il tema della seconda parte del gruppo di lavoro. Parleremo delle esperienze in corso nelle città, della ciclologistica a pedali in Italia ed Europa, dell’impatto dell’e-commerce sulle consegne, delle possibili soluzioni efficienti per governare la distribuzione delle merci in città. A cura di RAIMONDO ORSINI Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile 2) A piedi, in bici, in treno: la mobilità dolce nel paesaggio italiano All’interno di un ripensamento generale del modo di muoversi nelle città e nei centri abitati in Italia si colloca il ragionamento sulla mobilità dolce, quella rete di infrastrutture lente finalizzate alla fruizione dell’ambiente e del paesaggio, all’attività ricreativa e turistica, con particolare attenzione ai diversamente abili, ai bambini e agli anziani, caratterizzate da elevata sostenibilità ambientale. Un’idea di ricucitura tra piccoli centri e borghi con il territorio naturale, con una modalità di pianificazione integrata dello spazio pubblico in modo partecipato che possa permettere alle comunità rurali di ridisegnare stili di mobilità, nuovi consumi ed anche economie locali per l’accoglienza e la valorizzazione del territorio. Tracciare e restituire itinerari nel paesaggio, con tutte le positive valenze di fruizione estetica e innalzamento della qualità generale dei luoghi, significa anche offrire a una quota sempre più crescente di utenti, percorsi dedicati separati e protetti, con evidente vantaggio della sicurezza stradale e della salute pubblica legata all’offerta di luoghi per il movimento salutare quotidiano e a un uso attivo delle infrastrutture verdi. Alcune esperienze già in corso di questo tipo nel nostro paese hanno avuto un grande successo e confermano l’interesse dei cittadini e delle cittadine per fruire con più lentezza e piacere il proprio tempo libero e i propri spostamenti quotidiani, scoprendo paesaggi e percorsi del nostro patrimonio ambientale, culturale e storico, riattivando o riconvertendo in greenways le ferrovie dismesse, destinando alla mobilità a prevalenza ciclistica le strade bianche rurali e la viabilità secondaria, inventando nuove forme di mobilità e di esercizio fisico. La creazione di una rete della mobilità dolce dentro a un modello partecipato con il territorio risponde pienamente a fornire un quadro di una più avanzata politica e progettazione del paesaggio, rinnova allo stesso tempo la storica funzione di «collegamento» tra luoghi, parti di territorio e la memoria della vecchia infrastruttura come elemento del patrimonio culturale locale fatto di tracciati ferroviari, alzaie di fiumi e specchi di acqua dolce navigabili con voga o a basse velocità, sentieri e i percorsi pedonali e mulattieri, non soltanto montani, aventi particolare rilevanza storica per forma, struttura e memoria. Infine una rete ragionata di utilizzo attivo del territorio è funzionale non solo al recupero di un patrimonio infrastrutturale di pregio dismesso, ma a favorire anche una corretta gestione del territorio, sottraendole al degrado e all’abbandono e prevenendo fenomeni di dissesto idrogeologico e iniziando a dare piena risposta alle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. A cura di ALESSANDRA BONFANTI Alleanza Mobilità Dolce   3) Il trasporto pubblico e pendolare nelle aree urbane e nelle aree deboli- Esperienza nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne nella Programmazione 2014-2020 Il trasporto pubblico fatica a superare criticità e problemi che lo attanagliano ormai da molti anni e lo rendono poco competitivo rispetto all’auto: la qualità dei servizi è percepita come inadeguata da cittadini e pendolari in molte aree, urbane e non urbane; le risorse sono sempre “troppo scarse” per potenziare la rete dell’offerta, investire nel materiale rotabile, sviluppare le infrastrutture dedicate (ferro e gomma); gli sforzi di efficientamento del sistema, sotto il profilo delle gestioni aziendali e di una migliore pianificazione dei servizi, sono ancora insufficienti e comunque “a macchia di leopardo”; ci sono divari evidenti di qualità e di efficienza – con varie articolazioni - tra territori, tra servizi urbani ed extraurbani, tra gomma e ferro, fra trasporto regionale e trasporto di media e lunga percorrenza. Di conseguenza, il livello di utilizzazione del trasporto pubblico è ancora molto basso, con qualche eccezione in aree urbane virtuose e in alcune relazioni di lunga distanza, e non sembra essere cresciuto in misura significativa nemmeno durante la lunga crisi economica. Perché questo è accaduto? Quali sono le strategie degli operatori? Come cambiano le politiche nazionali? E’ ancora il trasporto pubblico baricentro dei modelli di mobilità sostenibile? Come si integra con le innovazioni nel digitale, nelle tecnologie, nell’organizzazione (mobilità della condivisione, ruolo dei privati ecc.) che avanzano – o sembrano avanzare – prepotentemente soprattutto nelle grandi aree urbane? Come si possono far crescere i modelli di integrazione modale tra vettori pubblici e nello scambio pubblico-privato? E ancora una grande questione nazionale: si approfondisce una preoccupante linea di frattura tra l’intensità d’uso del trasporto pubblico nelle aree urbane a più elevata densità di popolazione (quota modale attorno al 30% secondo le stime dell’Osservatorio “Audimob”) rispetto alle aree meno dense e ai centri minori (quota modale attorno al 4/5%) dove risiede pur sempre la grande maggioranza della popolazione (7 italiani su 10 vivono in centri con meno di 60.000 abitanti). Come ricomporre questa frattura? Quali modelli innovativi e flessibili, economicamente sostenibili, è possibile promuovere nelle aree interne e rurali a bassa densità? A cura di CARLO CARMINUCCI Isfort

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