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07 dic 2017

BOLOGNA | Lunedi gli “Stati generali del trasporto pubblico per la mobilità quotidiana”

di mobilita

Lunedì 11 dicembre, dalle 15 alle 18, nella Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio (piazza Maggiore, 6), si svolgerà, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, l'incontro pubblico promosso all'interno di “Connettere l’Italia”, il nuovo piano strategico per la mobilità del Paese.   La giornata di confronto è dedicata a presentare e discutere le misure promosse dal Ministero per la creazione di un sistema di trasporti integrato, sicuro e sostenibile, e favorirne l’utilizzo da parte dei protagonisti, siano essi amministratori pubblici, imprese, associazioni e cittadini, e per chiarire le modalità attuative e i nodi ancora da affrontare. Partecipano, insieme al Ministro Graziano Delrio, esperti della nuova Struttura tecnica di missione del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e attori del mondo delle imprese e della mobilità. L'iniziativa è suddivisa in tre sessioni. La prima, “I bisogni di una nuova mobilità sostenibile”, vedrà impegnati Virginio Merola, Sindaco di Bologna e della Città metropolitana di Bologna, Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Presidente Associazione Nazionale Comuni Italiani e Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia-Romagna e Presidente della Conferenza delle Regioni. La seconda sessione, “Le azioni e le prospettive”, vedrà a confronto Ennio Cascetta, Amministratore Unico di RAM S.p.a. e Università di Napoli Federico II, Stefano Zunarelli, esperto della Struttura tecnica di missione del MIT e Università di Bologna, Andrea Boitani, esperto della Struttura tecnica di missione del MIT e Università Cattolica di Milano e Giuseppe Catalano, coordinatore della Struttura tecnica di missione del MIT e Università Sapienza di Roma. Alla terza sessione, “La mobilità urbana per la crescita del Paese”, parteciperanno Andrea Bianchi, Direttore area politiche industriali Confindustria, Vincenzo Colla, Segretario confederale CGIL, Mons. Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

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23 nov 2017

Euregio FamilyPass, documento di viaggio solo per gli altoatesini

di mobilita

L’Euregio FamilyPass è stato introdotto la scorsa estate in Alto Adige e già oltre 45mila possessori di questa carta vantaggi possono usufruire di sconti in numerosi esercizi commerciali e in varie strutture. Dal 18 novembre 2017 l'EuregioFamilyPass è in vigore in tutto il territorio dell'Euregio, e nel trasporto pubblico sostituisce il precedente AltoAdige PassFamily. I possessori di Euregio FamilyPass possono così avvalersi dei mezzi pubblici del trasporto integrato Alto Adige con tariffe ridotte su tutti i treni regionali fino a Trento, Innsbruck e Lienz (secondo le tariffe dell’ÖBB), su tutti i bus urbani ed extraurbani, nonché sulle funivie di Renon, San Genesio, Colle, Verano, Meltina e Maranza, la funicolare della Mendola e il trenino del Renon "Quale documento di viaggio l’EuregioFamilyPass può essere utilizzato per ora esclusivamente in Alto Adige", spiega Günther Burger, direttore della Ripartizione mobilità della Provincia, il quale spiega che "questa differente applicazione è dovuta al fatto che le tre realtà territoriali presentano sistemi tariffari e di rendicontazione differenti. L'obiettivo congiunto è quello di mettere empre più in rete il trasporto pubblico anche oltre i confini provinciali anche grazie ad una più stretta cooperazione per le tariffe e i sistemi di gestione dati", precisa Burger. L'EuregioFamilyPass può essere richiesto online su www.mobilitaaltoadige.info da tutte le persone residenti nella provincia di Bolzano con almeno un figlio sotto i 18 anni.

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25 ott 2017

BOLZANO | Non ammissibile il project financing per il trasporto pubblico

di mobilita

In forma di associazione temporanea di imprese, i concessionari SAD Spa e consorzio LiBUS avevano presentato alla Provincia di Bolzano una quarta proposta di project financing con oggetto l’affidamento in concessione in via esclusiva del servizio di trasporto con autobus e su sede fissa (tram e funivia) per il bacino extraurbano provinciale. La proposta è stata esaminata sul piano giuridico dalla Ripartizione provinciale mobilità in collaborazione con l’Avvocatura della Provincia e oggi la Giunta provinciale ha deciso di dichiarare non ammissibile tale proposta di project financing, come ha spiegato l'assessore alla mobilità Florian Mussner. L’offerta di un progetto di partenariato pubblico-privato per l’affidamento dei servizi di trasporto extraurbani era stata presentata dai concessionari privati alla Provincia in vista della scadenza a fine 2018 delle concessioni attualmente in vigore per gli autobus extraurbani del servizio di trasporto pubblico locale. Per corrispondere sul piano giuridico alle norme UE in materia di affidamento di concessione di servizi, il Consiglio provinciale ha approvato la nuova legge 15/2015 sulla mobilità. In particolare, il legislatore – in ragione della competenza legislativa primaria in questo settore – ha deliberato all’art. 8 la scelta di fondo di suddividere il territorio provinciale in più bacini omogenei di utenza: questi bacini da mettere a gara sono intesi come lotti unitari per l’affidamento dei servizi di trasporto di linea sulla base di criteri socioeconomici, della sostenibilità ecologica e per garantire la maggiore partecipazione possibile al bando anche delle medie e piccole imprese. L'Autorità di regolazione dei trasporti (delibera 48/2017) ha inoltre precisato che i cosiddetti maxilotti ostano al principio della concorrenzialità. Anche l’Autorità nazionale anticorruzione ANAC ha constatato in un caso analogo a Velletri che l’istituto del project financing non è applicabile nei casi di affidamento dei servizi di trasporto pubblico di passeggeri attraverso lo strumento della concessione di servizio, soprattutto in mancanza di realizzazione di infrastrutture. I servizi di trasporto pubblico locale infatti, a differenza di quanto prevede la disposizione contenuta nell’art. 165 del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016), sono contraddistinti da notevoli sovvenzioni pubbliche che vanno ben al di sopra del limite massimo consentito del finanziamento pubblico (49% dell’investimento, inteso come valore complessivo dell’operazione di concessione).

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18 ott 2017

REGIONE LAZIO | Ritornano gli incentivi per chi si muove con il trasporto pubblico

di mobilita

Tornano nel Lazio le agevolazioni per chi si muove con il trasporto pubblico: bus, treni e metro. Un sostegno per i pendolari e per le famiglie che hanno più bisogno di aiuto. Ecco i principali sconti: 30% di sconto per tutti i cittadini di Roma e del Lazio che hanno un reddito ISEE inferiore ai 25mila euro 50% di sconto per tutti i cittadini di Roma e del Lazio che hanno un reddito ISEE inferiore ai 15mila euro +10% di sconto per l’acquisto del secondo abbonamento nello stesso nucleo familiare, +20% di sconto per il terzo e +30% di sconto dal quarto poi. L'agevolazione può essere richiesta: per gli abbonamenti Metrebus Roma validi all'interno del territorio di Roma Capitale: su autobus, tram, filobus sulle metro A, B, B1 e C sui bus Cotral (percorso urbano) sui treni regionali: Roma-Lido, Roma-Viterbo, Roma-Giardinetti sui treni regionali Trenitalia 2°cl. percorso urbano Sono esclusi i seguenti collegamenti speciali: servizi turistici (110 Open, Archeobus); collegamento Cotral Roma Tiburtina/Termini-Fiumicino Aeroporto; collegamento Trenitalia "No stop" Roma Termini-Fiumicino Aeroporto.  Abbonamenti Metrebus Lazio validi all´interno del territorio della Regione Lazio per le zone indicate sull´abbonamento: Inclusa Roma (zona A) su autobus, tram e filobus sulle metro A, B, B1 e C sui bus Cotral sulle ferrovie regionali (Trenitalia solo 2^ classe, Roma-Lido, Roma-Viterbo e Roma-Giardinetti) Esclusa Roma (No zona A) sui bus Cotral (percorso extraurbano) sulle ferrovie regionali (Trenitalia solo 2^ classe e Roma - Viterbo percorso extraurbano) Sono esclusi i seguenti collegamenti speciali: servizi turistici (110 Open, Archeobus); collegamento Cotral Roma Tiburtina/Termini-Fiumicino Aeroporto; collegamento Trenitalia "No stop" Roma Termini-Fiumicino Aeroporto. Abbonamenti validi per il Trasporto Pubblico Locale Comunale Abbonamenti validi su linee Interregionali di competenza della Regione Lazio ( Cotral Interregionale, Autolinee SAP, Autolinee Troiani) INCENTIVO ACQUISTO BICICLETTE PIEGHEVOLI. L’incentivo può essere richiesto da tutti i cittadini residenti nel territorio della Regione Lazio e titolari di un abbonamento annuale valido per il trasporto pubblico locale nella regione. L’incentivo è riservato per l’acquisto di una bicicletta pieghevole, nuova, idonea al trasporto sui mezzi pubblici senza supplemento di spesa che, piegata, abbia dimensioni non superiori a cm 80x110x40 ed è riconosciuto per l’acquisto di una bicicletta effettuato esclusivamente tramite carta di credito, bancomat o bonifico bancario in data successiva al 13 giugno 2017. L’incentivo ammonta ad € 150 anche a fronte di acquisti di importo superiore. Qualora la spesa sostenuta sia inferiore ad € 150, l’importo dell’incentivo erogato sarà pari al costo pagato per l’acquisto della bicicletta. Per richiedere gli incentivi potete cliccare su questo link   

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20 set 2017

vSGMN17 | L’Associazione FVM e il ripristino della ferrovia metaurense Fano-Urbino

di ospite

In seguito al dibattito avvenuto all'evento "Verso Gli Stati Generali della Mobilità Nuova 2017", vi proponiamo un approfondimento da parte di uno dei relatori intervenuti. Crediamo sia utile dare seguito alle analisi sui temi a noi cari, così da poterle condividere anche con chi non è potuto essere presente a Pesaro. Buona lettura!   La mobilità sostenibile è un concetto moderno e consapevole, nato dalla presa di coscienza di errori fatti nel passato: cattive abitudini e scelte fatte troppo frettolosamente, spesso hanno condotto ad un grado di qualità della vita in cui elementi come l’ambiente, la salute, il consumo di territorio e la sicurezza nelle nostre città sono stati poco considerati se non ignorati. Un tale concetto importante e profondo deve, di conseguenza, fondarsi su “qualcosa di concreto” per poter passare dallo stato di idea a quello di azione realizzata . Quel “qualcosa di concreto” sono le infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile. Infrastrutture come le piste ciclabili o le colonnine di ricarica per auto elettriche sono le preferite dalle persone affezionate alla modalità di spostamento individuale, mentre gli spiriti più sensibili agli spostamenti di massa si rivolgono a soluzioni versate più al trasporto pubblico. Il trasporto pubblico, specialmente quello su ferro o comunque a guida vincolata o su infrastruttura propria, è di fatto la massima espressione di mobilità sostenibile per flussi consistenti di persone. Chiaramente se si interviene sul flusso più importante si riducono la maggior parte delle esternalità negative del trasporto. Se è vero che la bicicletta o l’auto elettrica riducono le emissioni, è anche vero che la prima non risolve i problemi delle distanze, delle avversità meteo e della fruizione all’uso a tutte fasce di popolazione (anziani, disabili sarebbero esclusi), mentre la seconda non risolve i problemi di parcheggio e di congestione urbana (oltre che di incidentalità). D’altronde il trasporto pubblico su gomma, anche elettrico, può rimanere vittima della congestione stradale (se non addirittura incrementarla) e propone tempi a volte scoraggianti se non assistito da una viabilità prioritaria o dedicata e da tecnologie che facilitino l’utente nelle scelte e nella gestione dei tempi di attesa. Al contrario un trasporto pubblico su sede propria, meglio se elettrico e meglio ancora se su ferro, si offre come soluzione allo spostamento dei flussi più importanti di persone con il vantaggio di un miglior tempo di percorrenza. Se è vero, ad esempio, che l’Italia, come recentemente evidenziato da diversi studi, è in coda alle classifiche per metropolitane e tramvie in rapporto alla popolazione, è altresì vero che laddove tali reti esistono esse costituiscono colonne portanti super utilizzate, in mancanza delle quali le comunità vanno in crisi dopo poche ore. Sempre in ambito di sostenibilità è opportuno rimarcare come tali reti non debbano avere impatti insopportabili sul territorio o sull’urbanistica, onde non vanificare il concetto di sostenibilità al quale vorrebbero andare incontro. Quale cosa migliore , allora, del riscoprire reti esistenti poco utilizzate od in disuso e potenziarle cercando di renderle nuovamente utili e moderne? L’Associazione Ferrovia Valle Metauro, - che dal 2000 lavora con passione per il ripristino della linea ferroviaria Fano - Urbino che insiste su un territorio densamente popolato e termina nel capoluogo Montefeltresco patrimonio Unesco e importante sede universitaria -, immediatamente si trova in completa sintonia con i concetti della mobilità sostenibile, consapevolmente li fa propri evidenziandoli ad ogni occasione. La linea ferroviaria che FVM sostiene infatti, è proprio uno di quegli esempi di infrastruttura di trasporto pubblico di massa. Abbandonata ma ancora in buone condizioni! Il suo ripristino offrirebbe la notevole occasione di spostare numeri importanti di utenti dalla strada al ferro. Tale necessità oggi comincia ad essere sentita dai residenti della valle grazie anche alla consapevolezza dell’ assenza di una alternativa veramente competitiva con l’auto. Prima di presentarvi le idee elaborate è bene chiarire il punto cruciale dei fatti di attualità su tale tracciato: in questo territorio più che altrove si sono fronteggiate due idee di mobilità sostenibile: quella che voleva ripristinare il treno e quella che voleva trasformare la linea in una pista ciclabile. Il problema di fondo è uno solo: il treno può passare solo su un tracciato ferroviario, mentre una pista ciclabile può passare su altri percorsi con aumento di valore intrinseco ed attrattività generale. Perché quindi escludere la più potente espressione di mobilità sostenibile per rimpiazzarla con quella più leggera? Forse perché, localmente, i sostenitori della ciclabile per Urbino sono più attaccati all’ormai ambito obiettivo di fare la ciclabile SULLA FERROVIA (anche sostenuti da forti spinte politiche locali) piuttosto che fare una ciclabile PER URBINO ED IL TERRITORIO. Basti pensare che, a tutt’oggi, nessuno studio completo sulla ciclabile è stato pubblicato mentre FVM, oltre al progetto preliminare ferroviario, ha redatto anche un progetto di percorso ciclabile su tracciato alternativo di notevole valore paesaggistico. Tornando alle idee progettuali sul tema in questione, nella figura a corredo di questo testo vi è una piramide che potremmo definire la “piramide delle idee” di FVM (immagine in fondo). La larghezza della piramide, scendendo dalla vetta alla base, è direttamente proporzionale ai costi dell’intervento ipotizzato ed al beneficio che l’intervento porterebbe in termini di utenti potenzialmente interessati e a difesa dell’ambiente. Tutte le soluzioni consentono di realizzare quelle a livello superiore e non escludono un’eventuale modifica in direzione di quelle sottostanti. I principi sono quindi di reversibilità, gradualità e compatibilità con la Legge delle Ferrovie Turistiche e con la normativa ferroviaria. Principi questi, tutti INCOMPATIBILI i con la soluzione ciclabile o peggio con altre proposte ibride che sono propugnate da alcuni uffici del potere. La soluzione 1 riguarda un aspetto previsto dalla Legge delle Ferrovie Turistiche e cioè l’utilizzo su tutto o parte del tracciato di ferro-cicli che consentano un recupero ludico del bene senza snaturarne le caratteristiche tecniche. L’intervento è contenuto a risorse nell’ordine di 500.000 €. La soluzione 2 prevede il rifacimento dell’infrastruttura, risparmiando su impianti e tecnologie, per utilizzare la tratta al solo fine turistico con treni storici. L’intervento che impegna una risorsa di circa 35 milioni di euro è importante ed apparentemente sovradimensionato per la funzione svolta. Tale intervento andrebbe però ad abbassare l’impegno economico delle fasi successive (linea di Trasporto Pubblico Locale) e quindi può essere visto come un investimento utile nell’ottica di gradualità del ripristino. La soluzione 3 è la prima soluzione di TPL moderna attuabile. Essa prevede una riduzione dei tempi di percorrenza, il rifacimento delle stazioni, la riduzione dei PL da 55 a 21 ed aumenti di velocità. Insomma: un servizio attraente ed al passo con i tempi. Ha come unico “difetto” la non elettrificazione. In tal caso i benefici sociali sarebbero totali mentre quelli ambientali sarebbero dati dalla riduzione delle emissioni per passeggero rispetto all’uso di mezzi privati. La soluzione 3- costo circa 87 milioni di euro da cui scorporare 35 milioni di euro spesi per la soluzione 2- è al centro del progetto elaborato da FVM con le società di ingegneria Pegaso e Sistema Ingegneria nel 2015. La soluzione 4, teorizzata ma ancora non tramutata in progetto, prevede un servizio elettrificato - costo aggiuntivo 20/25 milioni di euro- con velocità elevate e mezzi moderni uniti a capillarità del servizio. L’elettrificazione ed il notevole aumento della capacità di trasporto trasformerebbero la linea in un spina dorsale della valle che verrebbe collegata alla dorsale adriatica. Ad oggi, grazie alla Legge delle Ferrovie Turistiche, FVM sta spingendo per attuare quanto meno la soluzione 1 con buone prospettive per la 2. Sarebbe il ferro ciclo al momento la soluzione più economica in campo, con costo dell’ordine di 1/10 della stessa ciclabile (spacciata per economica). La lotta è però molto dura perché molti enti e politici sono fortemente contrari , propongono dubbie soluzioni ibride (ciclabile e treno contemporaneamente sul medesimo percorso -!!!) o compiono gesti sconsiderati, come nel comune di Fano in cui si sta realizzando (in modo legale?) una strada che interseca il binario ad un metro sopra le rotaie senza tenere conto dell’esistenza della ferrovia. Insomma, all’avvicinarsi dell’obiettivo aumentano anche le avversità. Forse la recente approvazione della Legge delle Ferrovie Turistiche potrà porre un freno al proliferare di idee e fatti che si pongono decisamente al limite della sostenibilità (anche mentale).   Associazione FVM

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13 set 2017

Verso “Gli Stati Generali Mobilità Nuova 2017″ | Focus: tre gruppi di lavoro a cui potersi iscrivere

di Giulio Di Chiara

Come vi avevamo annunciato in questo articolo, Mobilita.org è media partner dell'evento "Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova" che si terrà a Pesaro il prossimo 15-16 Settembre. Dopo avervi illustrato il programma, passiamo ad approfondire i temi che saranno oggetto di discussione dei gruppi di lavoro. Vi ricordiamo che per parteciparvi, è necessario iscriversi attraverso la compilazione del modulo di iscrizione che andrà inviato via mail all’indirizzo mobilitanuova2017@gmail.com. Tre gruppi di lavoro per quattro temi: Sharing Mobility, Logistica merci urbana, Mobilità Dolce, Trasporto Pubblico nelle aree a bassa densità. 1) Mobilità.it: Innovazione e nuovi concept per le persone e le merci Confronto sull’innovazione in corso nella mobilità, la sharing mobility e la logistica merci urbana. Dal possesso al servizio del veicolo, come si potrebbe integrare con il trasporto collettivo, le proposte di regole ed incentivi per auto e bicicletta da condividere. L’ultimo miglio nel trasporto merci come nodo centrale della mobilità urbana è il tema della seconda parte del gruppo di lavoro. Parleremo delle esperienze in corso nelle città, della ciclologistica a pedali in Italia ed Europa, dell’impatto dell’e-commerce sulle consegne, delle possibili soluzioni efficienti per governare la distribuzione delle merci in città. A cura di RAIMONDO ORSINI Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile 2) A piedi, in bici, in treno: la mobilità dolce nel paesaggio italiano All’interno di un ripensamento generale del modo di muoversi nelle città e nei centri abitati in Italia si colloca il ragionamento sulla mobilità dolce, quella rete di infrastrutture lente finalizzate alla fruizione dell’ambiente e del paesaggio, all’attività ricreativa e turistica, con particolare attenzione ai diversamente abili, ai bambini e agli anziani, caratterizzate da elevata sostenibilità ambientale. Un’idea di ricucitura tra piccoli centri e borghi con il territorio naturale, con una modalità di pianificazione integrata dello spazio pubblico in modo partecipato che possa permettere alle comunità rurali di ridisegnare stili di mobilità, nuovi consumi ed anche economie locali per l’accoglienza e la valorizzazione del territorio. Tracciare e restituire itinerari nel paesaggio, con tutte le positive valenze di fruizione estetica e innalzamento della qualità generale dei luoghi, significa anche offrire a una quota sempre più crescente di utenti, percorsi dedicati separati e protetti, con evidente vantaggio della sicurezza stradale e della salute pubblica legata all’offerta di luoghi per il movimento salutare quotidiano e a un uso attivo delle infrastrutture verdi. Alcune esperienze già in corso di questo tipo nel nostro paese hanno avuto un grande successo e confermano l’interesse dei cittadini e delle cittadine per fruire con più lentezza e piacere il proprio tempo libero e i propri spostamenti quotidiani, scoprendo paesaggi e percorsi del nostro patrimonio ambientale, culturale e storico, riattivando o riconvertendo in greenways le ferrovie dismesse, destinando alla mobilità a prevalenza ciclistica le strade bianche rurali e la viabilità secondaria, inventando nuove forme di mobilità e di esercizio fisico. La creazione di una rete della mobilità dolce dentro a un modello partecipato con il territorio risponde pienamente a fornire un quadro di una più avanzata politica e progettazione del paesaggio, rinnova allo stesso tempo la storica funzione di «collegamento» tra luoghi, parti di territorio e la memoria della vecchia infrastruttura come elemento del patrimonio culturale locale fatto di tracciati ferroviari, alzaie di fiumi e specchi di acqua dolce navigabili con voga o a basse velocità, sentieri e i percorsi pedonali e mulattieri, non soltanto montani, aventi particolare rilevanza storica per forma, struttura e memoria. Infine una rete ragionata di utilizzo attivo del territorio è funzionale non solo al recupero di un patrimonio infrastrutturale di pregio dismesso, ma a favorire anche una corretta gestione del territorio, sottraendole al degrado e all’abbandono e prevenendo fenomeni di dissesto idrogeologico e iniziando a dare piena risposta alle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. A cura di ALESSANDRA BONFANTI Alleanza Mobilità Dolce   3) Il trasporto pubblico e pendolare nelle aree urbane e nelle aree deboli- Esperienza nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne nella Programmazione 2014-2020 Il trasporto pubblico fatica a superare criticità e problemi che lo attanagliano ormai da molti anni e lo rendono poco competitivo rispetto all’auto: la qualità dei servizi è percepita come inadeguata da cittadini e pendolari in molte aree, urbane e non urbane; le risorse sono sempre “troppo scarse” per potenziare la rete dell’offerta, investire nel materiale rotabile, sviluppare le infrastrutture dedicate (ferro e gomma); gli sforzi di efficientamento del sistema, sotto il profilo delle gestioni aziendali e di una migliore pianificazione dei servizi, sono ancora insufficienti e comunque “a macchia di leopardo”; ci sono divari evidenti di qualità e di efficienza – con varie articolazioni - tra territori, tra servizi urbani ed extraurbani, tra gomma e ferro, fra trasporto regionale e trasporto di media e lunga percorrenza. Di conseguenza, il livello di utilizzazione del trasporto pubblico è ancora molto basso, con qualche eccezione in aree urbane virtuose e in alcune relazioni di lunga distanza, e non sembra essere cresciuto in misura significativa nemmeno durante la lunga crisi economica. Perché questo è accaduto? Quali sono le strategie degli operatori? Come cambiano le politiche nazionali? E’ ancora il trasporto pubblico baricentro dei modelli di mobilità sostenibile? Come si integra con le innovazioni nel digitale, nelle tecnologie, nell’organizzazione (mobilità della condivisione, ruolo dei privati ecc.) che avanzano – o sembrano avanzare – prepotentemente soprattutto nelle grandi aree urbane? Come si possono far crescere i modelli di integrazione modale tra vettori pubblici e nello scambio pubblico-privato? E ancora una grande questione nazionale: si approfondisce una preoccupante linea di frattura tra l’intensità d’uso del trasporto pubblico nelle aree urbane a più elevata densità di popolazione (quota modale attorno al 30% secondo le stime dell’Osservatorio “Audimob”) rispetto alle aree meno dense e ai centri minori (quota modale attorno al 4/5%) dove risiede pur sempre la grande maggioranza della popolazione (7 italiani su 10 vivono in centri con meno di 60.000 abitanti). Come ricomporre questa frattura? Quali modelli innovativi e flessibili, economicamente sostenibili, è possibile promuovere nelle aree interne e rurali a bassa densità? A cura di CARLO CARMINUCCI Isfort

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06 set 2017

Settimana Europea della Mobilità sostenibile 2017

di mobilita

Ogni "Settimana Europea della Mobilità" si concentra su un particolare argomento relativo alla mobilità sostenibile, sulla cui base le autorità locali sono invitate a organizzare attività per i propri cittadini e a lanciare e promuovere misure permanenti a sostegno. Per l’edizione 2017 è stato scelto come focal theme "Mobilità pulita, condivisa e intelligente", cui si accompagna lo slogan “Condividere ti porta lontano” e per il quale è stato realizzato un video promozionale. Il riferimento a forme di mobilità condivisa è finalizzato a stimolare le città aderenti alla Settimana Europea della Mobilità ad adottare iniziative che possano valorizzare forme di trasporto innovative e collettive, che abbiano un impatto ambientale ridotto rispetto a quelle abitualmente adottate e attraverso le quali è possibile ridurre i costi abitualmente sostenuti per gli spostamenti in ambito urbano. Incentivare la mobilità condivisa, e quindi soprattutto car e bike sharing, inoltre, ha un forte impatto sul territorio e sulla gestione degli spazi urbani: diverse ricerche, ad esempio, hanno dimostrato che ogni macchina condivisa corrisponde a circa 15 auto private! I recenti sviluppi tecnologici, che hanno consentito la diffusione di forme di tecnologia intelligente, come le applicazioni e le piattaforme online, rappresentano già un grande aiuto affinché la mobilità diventi più efficiente, economica e ecocompatibile. Grazie a queste tecnologie, oggi è più che mai facile gestire la mobilità anche e soprattutto condivisa. Anche per l’edizione 2017, il Ministero dell’Ambiente aderisce alla Settimana Europea della Mobilità, condividendone gli obiettivi, svolgendo un ruolo di coordinamento nazionale e di supporto delle iniziative e degli eventi attuati da Comuni e associazioni, nonché promuovendo la partecipazione attiva dei cittadini e specifiche azioni a carattere nazionale. Con la prossima edizione dell’evento, che come al solito si terrà dal 16 al 22 settembre, l’obiettivo per l’Italia è quello di superare il primato di adesioni registrato con l’edizione 2016, quando il numero di città aderenti è stato pari a 147. La Settimana Europea della Mobilità, quindi, come al solito costituirà un’importante occasione per le Amministrazioni già attive o che intendono attivarsi in un processo, ormai necessario e irrinunciabile, di miglioramento del sistema dei trasporti, al quale inevitabilmente si accompagnano la crescita economica dell’intero sistema locale e la vivibilità dei centri urbani.

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02 set 2017

Valle d’Aosta, pubblicato bando per il trasporto pubblico ferroviario

di mobilita

L'Assessorato del Turismo, sport, commercio e trasporti informa che la Centrale Unica di Committenza della Regione autonoma Valle d'Aosta, in qualità di Stazione Unica Appaltante con funzioni di committenza ausiliaria, ha pubblicato venerdì 1° settembre, il bando per l'affidamento del nuovo servizio di trasporto pubblico ferroviario della Regione autonoma Valle d'Aosta, per un periodo di 5 anni, con possibilità di proroga di ulteriori 5 anni. Il bando resterà pubblicato fino al 21 dicembre 2017, termine ultimo per le Società interessate per presentare la propria offerta. Il bando prevede, per la scelta del contraente, la procedura aperta, ai sensi dell'art. 60 del D. Lgs. 50/2016 e s.m.i., per un importo complessivo presunto a base d'asta di 179 milioni 235 mila 895,26 euro - IVA esclusa - comprensivo dell'eventuale proroga, con aggiudicazione mediante il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il nuovo servizio ferroviario regionale riguarda l'intera linea ferroviaria di competenza della Regione autonoma Valle d'Aosta, riferito alle tratte Aosta/Torino e Aosta/Pré-Saint-Didier, come stabilito dalla legge regionale n. 22/2016. "Per la Regione autonoma Valle d'Aosta - dichiara l'Assessore Claudio Restano - è una sfida importantissima che le permetterà di valutare l'offerta migliore al fine di assicurare un servizio ferroviario maggiormente efficiente e rispondente alle esigenze dell'utenza valdostana".

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28 lug 2017

Sardegna, in arrivo centouno nuovi autobus appartenenti alla classe Euro6

di mobilita

Centouno nuovi autobus appartenenti alla più recente classe di emissione di gas di scarico per un totale di 22.833.100 euro, risorse provenienti dal ministero delle Infrastrutture. Queste le cifre del programma della Regione finalizzato al rinnovo dei parchi automobilistici per il trasporto pubblico locale. L'assessore Carlo Careddu ha dato il via libera all'Arst - in qualità di capofila di un'associazione temporanea di imprese con le aziende beneficiarie - che adesso potrà procedere con la gara a evidenza pubblica per l'acquisto dell'intera fornitura.  "Si tratta di un altro passo avanti, al quale ne seguiranno altri, verso lo svecchiamento dei pullman e la sostituzione di mezzi obsoleti e inquinanti: l'obiettivo è sempre quello di migliorare il servizio e di sollevare gli standard qualitativi verso livelli europei", dice l'assessore dei Trasporti Careddu.  I costi medi di manutenzione di un bus di nuova generazione sono 6 volte inferiori a quelli di uno con 15 anni di servizio e livelli di emissione Euro 0, 1 o 2. Inoltre, il rinnovo del parco garantirà positive ricadute in termini ambientali: un mezzo alimentato a gasolio appartenente alla classe ambientale Euro 1 ha infatti un livello di emissioni di PM10 pari a circa l'80 per cento in più rispetto a un autobus di classe Euro 6.  I nuovi pullman dovranno essere dotati di strumenti per la validazione elettronica dei biglietti secondo gli standard definiti dalla Regione, dispositivi per il rilevamento della posizione durante la corsa, sistemi motorizzati per la sistemazione a bordo delle sedie a rotelle e per la loro trattenuta e apparecchiatura per conteggio dei passeggeri in salita e in discesa.  Le aziende beneficiarie del fondo ministeriale appositamente costituito per la fornitura di autobus, dovranno cofinanziare l'acquisto con il 10 per cento di risorse proprie pari a 2.299.242 euro complessivi. Oltre all'Arst, sono venti le altre imprese che disporranno dei nuovi mezzi.

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19 giu 2017

RFI potenzierà la rete regionale di Umbria Mobilità

di mobilita

Rete Ferroviaria Italiana potenzierà l’infrastruttura e i livelli di sicurezza della rete regionale di Umbria Mobilità. È questo il contenuto dell’accordo siglato oggi da Catiuscia Marini, Presidente della Regione Umbria, Maurizio Gentile, Amministratore Delegato di RFI, e Raffaella Diosono, Direttore Amministrativo di Umbria TPL e Mobilità, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, e dell’Amministratore Delegato di FS Italiane, Renato Mazzoncini. L’accordo è la prima applicazione concreta di quanto previsto nel Decreto Legge 50 del 24 aprile 2017: la norma consente alle Regioni territorialmente competenti, ai gestori delle linee regionali e a Rete Ferroviaria Italiana la possibilità di concludere accordi e stipulare contratti per la realizzazione di interventi sulle reti ferroviarie regionali. Le linee interessate dall’intesa sono la Sansepolcro – Umbertide e la Umbertide – Terni, con la diramazione Perugia Ponte San Giovanni – Perugia Sant’Anna. Il costo degli interventi è di oltre 50 milioni di euro, finanziati da Regione Umbria attraverso i Fondi di Sviluppo e Coesione 2014-2020. Rete Ferroviaria Italiana curerà, per conto di Umbria Mobilità, la progettazione e la realizzazione degli interventi necessari all’ammodernamento della rete regionale, darà supporto nella gestione dei rapporti contrattuali, curerà la direzione lavori e darà assistenza al collaudo tecnico – amministrativo. Un cronoprogramma condiviso definirà le tempistiche dei lavori. Per il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio “si concretizza oggi la prima delle collaborazioni che il Governo ha previsto con la Legge di Bilancio 2017, affinché il sistema ferroviario nazionale contribuisca al rafforzamento di quello regionale. RFI sarà un partner affidabile per Umbria Mobilità e potrà garantire, grazie alla sua esperienza, efficacia nei tempi e nell’esecuzione degli interventi”. “L’operazione di oggi – ha sottolineato Renato Mazzoncini, AD FS Italiane – rientra a pieno nelle linee guida del nostro Piano industriale per i prossimi 10 anni. L’innalzamento dei livelli di sicurezza e l’integrazione tra reti ci permetteranno, assieme alle altre iniziative intraprese, di incrementare la mobilità integrata, uno dei pilastri del nostro progetto”. “Con l’accordo di oggi, Rete Ferroviaria Italiana mette a disposizione della rete umbra il proprio know how e la propria esperienza – ha affermato Maurizio Gentile, AD RFI –. Siamo fiduciosi che seguiranno ulteriori intese con altre istituzioni territoriali, così da avere la possibilità di applicare su altre linee regionali ex concesse le nostre competenze e le best practice che rendono la rete ferroviaria nazionale una fra le più sicure in Europa”. “La firma dell’accordo sottoscritto oggi – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini – rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato con FS Italiane per superare le criticità che hanno caratterizzato negli ultimi anni la gestione della FCU.  Gli investimenti stanziati dal Governo consentiranno di disporre di standard più avanzati e di produrre apprezzabili miglioramenti nei servizi di trasporto regionale”.

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