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18 mar 2019

PORTO TRIESTE | Firmati due memorandum of understanding con ÖBB-INFRA, RFI e RCA

di mobilita

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale Zeno D’Agostino ha firmato oggi, presso la Sala Rossa della Torre del Lloyd a Trieste, due memorandum of understanding per implementare le relazioni ferroviarie tra il porto di Trieste e l’hinterland di riferimento nel Centro-est Europa: il primo con le società ferroviarie ÖBB-INFRA e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), e il secondo con Rail Cargo Austria (RCA). Obiettivo dei memorandum è rafforzare i collegamenti tra il nodo logistico del Porto di Trieste, strategico per il Friuli Venezia Giulia e l’intero Nordest, e la rete ferroviaria europea, promuovendo lo sviluppo dei sevizi intermodali in particolare tra lo scalo giuliano e i terminal marittimi e terrestri del continente centro-orientale. “La firma di questi due memorandum è importantissima – ha dichiarato il presidente dell’Autorithy Zeno D’Agostino – perché è stato proprio lo sviluppo delle attività intermodali e ferroviarie, in particolare della ferrovia austriaca, a determinare il risveglio del nostro porto in questi ultimi anni. Come in un ritorno al passato, le logiche che sottostavano allo sviluppo portuale secoli fa sono le stesse che oggi si riconfigurano e che fanno del porto di Trieste oggetto di attenzioni a livello globale. Credo sia uno dei pochissimi casi, se non l’unico – aggiunge D’Agostino - in cui l’ente gestore di un’infrastruttura logistica portuale non transfrontaliera raggiunge un accordo con i grandi gestori di reti e servizi ferroviari di due Paesi, Italia e Austria, per andare a delineare le ipotesi future di analisi e di investimento. Gli accordi definiti sono molto concreti e permetteranno di pianificare al meglio lo sviluppo futuro del porto di Trieste, offrendo garanzie sia a chi già vi opera sia ai potenziali futuri investitori”. L’accordo siglato oggi a Trieste impegna le parti a condividere una comune strategia di sviluppo finalizzato all’ottimizzazione dei processi logistici, attraverso il potenziamento della rete e il conseguente incremento di capacità dei terminal di destinazione. Concretamente i memorandum condurranno i firmatari a valutare possibili ammodernamenti, nuove opere e la rimozione di eventuali colli di bottiglia, al fine di agevolare l’attività dei vettori ferroviari. “Trieste è un modello da seguire per quanto riguarda l’efficienza dell’interconnessione di diverse modalità di trasporto. Qui navi e ferrovia sono collegate e formano una catena logistica ottimale. Siamo molto orgogliosi che Rail Cargo Austria sia un partner logistico importante per il Porto Franco di Trieste – ha dichiarato Andreas Matthä CEO di ÖBB – Come partner integrato, dotato di una forte rete ferroviaria, vogliamo dare un ulteriore impulso al trasporto merci via treno, così da garantire una tipologia di trasporto economica e rispettosa dell’ambiente. Siamo certi che, insieme ai nostri partner italiani, continueremo su questa strada anche in futuro”. "L’accordo di oggi - ha sottolineato Christian Colaneri, Direttore Commerciale di Rete Ferroviaria Italiana – rappresenta un ulteriore passo verso un modello di integrazione che ha come obiettivo lo sviluppo del trasporto merci su rotaia e l’intermodalità. La collaborazione con il porto di Trieste e con ÖBB Infrastruktur rientra proprio in questa strategia, che RFI sta portando avanti su tutto il territorio nazionale e che punta a migliorare sempre più la connettività fra i porti e la rete ferroviaria, con l’obiettivo finale di agevolare lo shift modale, con benefici per il sistema logistico nazionale, per l’economia, per l’ambiente”. Nel giorno in cui ricorrono i 300 anni dell’istituzione da parte dell’Imperatore Carlo VI del Porto Franco di Trieste gli accordi siglati oggi rivestono una particolare valenza, sia dal punto di vista operativo, sia in ottica strategica. Sotto il profilo operativo, infatti, il traffico ferroviario destinato ai mercati austriaci, ungheresi, cechi e slovacchi negli ultimi anni si è intensificato notevolmente, come testimoniano i dati relativi al servizio su Budapest. Nato nel 2015 con una coppia di treni a settimana in transito dallo scalo giuliano alla capitale ungherese, nel 2019 il servizio ha raggiunto una programmazione di 20 coppie di treni settimanali. La necessità di sempre maggiori e più efficienti collegamenti intermodali sui mercati di riferimento del Centro-est Europa ha inoltre portato a una intensificazione delle attività con Rail Cargo Austria, il più importante operatore ferroviario del porto, che ha movimentato nel 2018 quasi 3000 treni da e per le varie destinazioni. A ciò si aggiungono l’evoluzione degli scenari geopolitici, l’attuazione del Piano Regolatore del Porto e la crescita della domanda di mercato: ingredienti che giustificano la volontà del Porto di Trieste da un lato e delle società ferroviarie dall’altro di implementare i servizi già esistenti e di ipotizzare per il futuro la creazione di nuove connessioni, data l’ampia capacità ferroviaria, il revamping della Stazione di Campo Marzio e la prossima riapertura di Aquilinia. Inoltre, la firma dei due memorandum of understanding contribuirà ad accrescere le attività e il ruolo operativo di Adriafer, società controllata Autorità di Sistema che svolge servizio di manovra ferroviaria all’interno dell’ambito portuale. Sotto il profilo strategico i memorandum favoriranno nuove azioni a supporto dell’attività marittima nei vari inland terminal di riferimento – come il Trieste Fernetti, l’Interporto di Cervignano del Friuli, quello austriaco di Fürnitz e gli ungheresi Budapest - Mahart e Bilk – consentendo l’ingresso nelle compagini azionarie delle rispettive realtà e così favorendo investimenti nelle attività di interesse. È già stato avviato, inoltre, lo studio di soluzioni di corridoio doganale, anche ferroviario, che permetteranno di abbattere notevolmente il tempo di attesa della merce all’interno delle aree portuali. A conclusione della firma dei memorandum, per celebrare il trecentesimo anniversario dell’istituzione del Porto Franco di Trieste, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale Zeno D’Agostino e il presidente dell’Associazione Italia-Austria FVG Aldo Scagnol, hanno apposto nell’ingresso storico della Torre Lloyd una targa commemorativa, donata dall’Associazione ItaliaAustria.

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13 mar 2019

Linea ferroviaria Napoli – Bari è la prima grande infrastruttura certificata da Envision per sostenibilità

di mobilita

La  Napoli-Bari è la prima grande infrastruttura ferroviaria italiana che è stata sottoposta ad una procedura di certificazione di qualità. Il dossier è stato curato da Rfi e dalla Regione Campania con il supporto scientifico delle sette Università della Campania attraverso il Tavolo Cur. La certificazione ha valutato l'impatto dell'infrastruttura sul territorio interessato  in termini di apporto allo sviluppo e all'occupazione. Come Regione abbiamo prodotto uno straordinario lavoro di concertazione sociale e istituzionale - curato da Costantino Boffa, consigliere del Presidente - e abbiamo creato le condizioni di condivisione dell'opera. Non a caso le Conferenze di Servizi svolte si sono concluse con una votazione unanime: i 35 Comuni della Campania interessati e le quattro Province hanno adottato Delibere di Consiglio tutte favorevoli al Progetto.Questo dimostra che una grande infrastruttura si può e si deve realizzare con il consenso e che la discussione con i territori non rallenta ma velocizza l'attuazione dell'opera. "La ferrovia Napoli-Bari ha ottenuto la certificazione di qualità perchè è stata concepita come un'opera che connette e non attraversa i territori,è stata ideata non solo come un'infrastruttura di trasporto ma come un'infrastruttura multifunzionale di sviluppo,che si integra con la rete elettrica e quella digitale e prevede lungo il tracciato la connessione con le aree industriali e produttive,generando iniziative logistiche nelle aree interne del Sannio e dell'Irpinia che la Regione ha già individuato come aree Zes" ha dichiarato Costantino Boffa, consigliere del Presidente per le tematiche inerenti la realizzazione della Napoli-Bari. Il lavoro delle Università certifica che la Napoli-Bari, agganciando le aree  interne ai grandi corridoi dei trasporti e accorciando notevolmente le distanze tra le grandi aree metropolitane del Sud e riducendo i tempi di percorrenza con Napoli e Roma, avrà l'effetto di frenare il decremento demografico e invertire la tendenza allo spopolamento attraverso una rivitalizzazione e un incremento demografico nei Comuni interessati alla ferrovia. Infine la certificazione premia la scelta di concepire una ferrovia rispettosa dell'impatto con il territorio e l'ambiente.La tratta certificata attraversa Parchi naturali e zone agricole di vigneti pregiati della valle telesina e le soluzioni progettuali adottate,in accordo con i Comuni e gli Organi preposti alla tutela ambientale e paesaggistica,hanno tenuto conto del rispetto del pregio e del valore delle aree interessate.Anzi la ferrovia può portare un valore aggiunto a questi territori,in termini economici e ambientali, attraverso lo spostamento su ferro del trasporto delle merci dalla strada. "La Regione ha lavorato con Rfi per il raggiungimento di questo importante risultato - ha dichiarato il Presidente Vincenzo De Luca - Adesso occorre procedere speditamente alla fase realizzativa dell'opera e, dopo l'apertura dei cantieri dei primi due lotti (Napoli-Cancello e Cancello-Frasso Telesino), bisogna rapidamente aprire i cantieri successivi (Frasso-Telese e Apice-Stazione Hirpinia)per dare risposte immediate al bisogno di lavoro e di sviluppo".

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20 feb 2019

14,6 miliardi di investimenti RFI per la Lombardia

di mobilita

Ammontano a oltre 14,6 miliardi di euro gli investimenti che Rete Ferroviaria Italiana, società del Gruppo FS Italiane, ha messo in campo per migliorare la mobilità ferroviaria in Lombardia. Il dettaglio degli interventi è stato illustrato oggi a Milano dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane Gianfranco Battisti e dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile al Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Il programma, condiviso tra RFI e la Regione Lombardia e con un orizzonte temporale fino al 2025, prevede interventi di potenziamento infrastruttuale e upgrading tecnologico, la soppressione di 110 passaggi a livello, gli interventi nelle stazioni e la manutenzione delle linee lombarde. I benefici di cui i pendolari potranno godere vanno dalla maggiore regolarità all’incremento di affidabilità della rete, passando per il miglioramento dell’intermodalità e la diminuzione delle intersezioni tra strada e ferrovia, per poi arrivare, una volta ultimati i potenziamenti infrastrutturali programmati, ad un sensibile aumento della capacità di alcune delle linee a più alta frequentazione del trasporto pubblico lombardo. Sul fronte degli upgrading tecnologici, già a partire da quest’anno saranno progressivamente messi in esercizio nuovi sistemi di segnalamento e di distanziamento treni che produrranno come benefici immediati un miglioramento sia dell’affidabilità delle linee sia della regolarità della circolazione: i nuovi Apparati Centrali Computerizzati Multistazione (ACC-M) della linea Bergamo – Rovato (attivazione fine 2019), della Voghera – Piacenza (2020), della Carnate – Ponte San Pietro (2020), della Romano – Brescia (2020), della linea per Domodossola (2022) e per Tortona (2024); le nuove tecnologie a Gallarate (2022), a Milano Lambrate(2022) a Milano Porta Garibaldi (2022) e sulla Chiasso – Monza (2021); l’upgrading della Carnate – Monza (2021) e il nuovo sistema di distanziamento HD ERTMS per incrementare la capacità del nodo di Milano (2022). Tra gli interventi infrastrutturali grande impatto avranno il potenziamento della linea Ponte San Pietro – Bergamo – Montello, il raddoppio della Codogno – Cremona – Mantova ed il completamento della Milano – Mortara, il nuovo collegamento ferroviario con la stazione dell’aeroporto di Orio al Serio, il potenziamento della Gallarate – Rho, il quadruplicamento della Tortona – Voghera e della Milano Rogoredo – Pavia, la velocizzazione della Milano – Genova, oltre che la realizzazione dell’AV Brescia – Verona e il percorso progettuale per avviare la costruzione di un secondo ponte a Paderno d’Adda. Un insieme di interventi che pesa per quasi 11 dei 14,6 miliardi di euro previsti per la Lombardia. Saranno oltre 110, con un investimento di oltre 170 milioni, i passaggi a livello che saranno chiusi entro il 2024, secondo un percorso che vede in prima linea anche le amministrazioni locali e regionali. Interventi che miglioreranno la regolarità del traffico ferroviario e la sicurezza della circolazione stradale. Nuova vita anche per le stazioni, già oggetto di radicali trasformazioni per incrementare la funzionalità e il decoro, abbattere le barriere architettoniche, potenziare i sistemi di informazione al pubblico e migliorare l’accessibilità al treno. Si tratta di un più ampio progetto di riqualificazione degli scali ferroviari che l’anno scorso ha interessato stazioni come quelle di Bergamo, Brescia, Como S. Giovanni, Varese, Rho, Pioltello – Limito, Desenzano del Garda e che nel 2019 riguarderà Codogno, Cremona e Romano, per un investimento che dal 2018 al 2022 arriverà complessivamente a 150 milioni di euro. Completano il quadro gli interventi manutentivi, che prevedono oltre 1,6 milioni di ore annue di manutenzione ordinaria per il mantenimento in efficienza della rete lombarda, gli interventi di rinnovo degli apparati di armamento, di elettrificazione, di segnalamento e telecomunicazioni, tra cui il rinnovo di 170 km di binari e la sostituzione di oltre 200 scambi ogni anno. Nell’ambito del tavolo tecnico tra RFI e Regione Lombardia, sono stati inoltre studiati ulteriori interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico che incrementeranno i benefici in termini di qualità del servizio; parallelamente avanzano i progetti per la regolarizzazione e lo sviluppo del servizio ferroviario regionale sulle linee a semplice binario e per la realizzazione di nuove fermate. Gli interventi prioritari in tale ambito prevedono il potenziamento delle stazioni di incrocio sulle linee della Valtellina/Valchiavenna (in corso di avvio), sulla Codogno – Mantova (in corso di avvio) e sulla Milano – Mortara (già avviato) nonché la nuova fermata di Como Camerlata (avviata). Per tali interventi è previsto il cofinanziamento RFI – Regione Lombardia.

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23 gen 2019

Ferrovie pugliesi, arriva il gestore unico dell’infrastruttura e dei servizi

di mobilita

Dopo i numerosi incontri dello scorso anno, che si sono tenuti con i diversi gestori della rete ferroviaria regionale, incluso il gestore della rete nazionale RFI, si è preso atto dell’impossibilità per quest’ultimo di procedere a qualsiasi accordo con società nelle quali non c’è ancora una distinzione giuridica tra la componente infrastruttura da quella servizi  si è arrivati ad una prima importante condivisione. E’ stata infatti individuata nel “contratto di rete d’imprese” lo strumento giuridico più idoneo a salvaguardare da un lato, l’autonomia di gestione e responsabilità della circolazione di ogni rete, e dall’altro la necessità di costituire un soggetto unico che possa gestire la capacità della rete assegnando le tracce ferroviarie, determinare i canoni di accesso alla rete e accrescere individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato. Le società Ferrotramviaria e Ferrovie del Gargano si sono dichiarate disponibili da subito a procedere con la separazione societaria dell’unità infrastruttura dall’unità servizi, mentre Ferrovie del Sud Est e Ferrovie Appulo Lucane si sono invece riservate di sottoporre la questione alle rispettive proprietà, nonché ai competenti organi sociali, pur condividendone i progetti. Di questo è stata avvertita anche RFI, perché si proceda alla redazione di una preliminare bozza di “contratto di rete” da sottoscrivere al termine del percorso. Procede invece per le Imprese ferroviarie erogatrici di servizi, il disegno - forse più semplice - di integrazione dei sistemi di vendita. Primo obiettivo è infatti, rendere disponibile, una comune piattaforma di vendita, individuata oggi nella piattaforma PICO, già utilizzata di Trenitalia e Ferrovie del Sud Est. I percorsi sono stati resi necessari dal decreto Delrio del 5 agosto 2016, che ha annesso le ferrovie regionali nel novero delle ferrovie interconnesse, sotto il controllo dell’agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e che ha comportato per le imprese ferroviarie pugliesi Ferrotramviaria, Ferrovie del Gargano e Ferrovie del Sud Est l’applicazione della disciplina del decreto legislativo 112/2015. Quest’ultimo decreto, al fine di accelerare il processo di liberalizzazione avviato con la direttiva europea 2012/34/UE “Recast”, di cui ne è l’attuazione, ha ridisegnato l’assetto del sistema ferroviario in tema di accesso alle reti, di prestazione dei servizi di trasporto, di separazione contabile e societaria, di gestione dell’infrastruttura e di organismo di regolazione. Sono stati confermati infatti i principi di autonomia e indipendenza gestionale, amministrativa e contabile delle imprese ferroviarie rispetto ai gestori delle infrastrutture, viene affermato il principio della separazione tra “impresa ferroviaria” e “gestore dell’infrastruttura” al fine di consentire la libertà di accesso sulle reti ferroviarie evitando discriminazioni in un mercato sempre più competitivo. Per dare allora compimento, entro l’esercizio 2019, alle previsioni già contenute nel Piano triennale dei servizi approvato delibera di giunta dell’aprile 2016, l’Assessorato ai trasporti ha avviato una intensa interlocuzione con le imprese ferroviarie per completare detta separazione anche al fine di scongiurare eventuali situazioni di compensazione incrociata tra corrispettivi erogati per servizi di trasporto e quelli erogati per la gestione infrastrutturale. “In una regione come la Puglia – ha concluso l’assessore ai Trasporti Giovanni Giannini –  interessata da 5 linee ferroviarie diverse e gestite da altrettante società, diventa allora imprescindibile un percorso che ponga le basi per avviare possibili sinergie fra gestori per dare compiutezza ad un disegno di gestione integrata. “Prosegue dunque il processo di innovazione del servizio di trasporto pubblico locale che sempre più assume le caratteristiche di un servizio moderno, europeo ed aderente alle esigenze dell’utenza”. -- 

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18 gen 2019

Salgono a 300 le stazioni ferroviarie del circuito Sala Blu

di mobilita

Salgono a 300 le stazioni ferroviarie gestite dalle 14 Sale Blu di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane).  È questo l’effetto dell’ampliamento del circuito di assistenza per le persone con disabilità e a ridotta mobilità, anche temporanea, che prende il via oggi, con 20 nuovi scali serviti, in 12 Regioni. Un ulteriore segno dell’attenzione del Gruppo FS Italiane verso le esigenze dei viaggiatori, con lo scopo di migliorare la qualità del viaggio e la vita di milioni di persone che ogni giorno utilizzano il treno per i propri spostamenti. “L’ampliamento del circuito di assistenza delle Sale Blu ci permette di essere ancora più vicini alle persone che ogni giorno viaggiano a bordo dei nostri treni e transitano per le nostre stazioni – ha dichiarato Gianfranco Battisti, AD e DG di FS Italiane. I viaggiatori e le loro esigenze sono al centro delle strategie e delle azioni del Gruppo FS Italiane e siamo a lavoro per raggiungere standard sempre più elevati di qualità ed efficienza”. “L’impegno di Rete Ferroviaria Italiana in tema di accessibilità – ha dichiarato MaurizioGentile, AD e DG di RFI - ha fatto sì che oggi siano 300 le stazioni, da Nord a Sud del Paese, che fanno parte del network delle Sale Blu nazionali. A questo servizio, di fondamentale importanza, si affianca il programma di interventi di natura strutturale e tecnologica che stiamo portando avanti nelle nostre stazioni per eliminare le barriere architettoniche e assicurare a tutti i viaggiatori autonomia negli spostamenti”. A partire dal 2011, anno di inizio delle attività per conto di RFI, i servizi erogati gratuitamente negli scali ferroviari appartenenti al network delle Sale Blu sono più che raddoppiati, passando dai 150mila ai circa 360mila forniti a fine 2018. Ecco in dettaglio le nuove stazioni inserite nel circuito: Lombardia: Busto Arsizio e Porto Ceresio Friuli Venezia Giulia: Sacile Liguria: Finale Ligure Marina, Genova Sestri Ponente Aeroporto e Loano Toscana: Montevarchi-Terranuova e Pontedera-Casciana Terme Umbria: Orvieto Abruzzo: Teramo Lazio: Roma Trastevere, Valle Aurelia, Monterotondo-Mentana e Maccarese-Fregene Sardegna: Ozieri-Chilivani Puglia: Bari Torre a Mare Basilicata: Ferrandina-Scalo Matera e Metaponto Campania: Pietrarsa-San Giorgio a Cremano Sicilia: Punta Raisi A queste si aggiungono le stazioni di Trani e Mola di Bari, in Puglia, entrate nel circuito a dicembre 2018. Da segnalare inoltre lo scalo ferroviario di Fiumicino Aeroporto, dove - grazie all’accordo di collaborazione firmato con Aeroporti di Roma - i viaggiatori possono richiedere un servizio di assistenza integrato treno/aereo. Le 14 Sale Blu, che coordinano e gestiscono gli interventi, sono presenti nelle principali stazioni italiane (Ancona, Bari Centrale, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Genova Principe, Messina Centrale, Milano Centrale, Napoli Centrale, Reggio Calabria Centrale, Roma Termini, Torino Porta Nuova, Trieste Centrale, Venezia Santa Lucia e Verona Porta Nuova), e sono aperte tutti i giorni dalle 6:45 alle 21:30. Raddoppiato negli ultimi 5 anni anche il numero delle stazioni fast, oggi 30, per cui è necessaria una sola ora di preavviso per la prenotazione del servizio. È in corso, inoltre, la fornitura di circa 400 nuovi carrelli elevatori per l’assistenza alle persone in carrozzina. Le persone interessate al servizio possono prenotare inviando una mail ad una delle 14 Sale Blu nazionali, oppure telefonando al numero verde gratuito 800.90.60.60 (raggiungibile da telefono fisso) o al numero nazionale a tariffazione ordinaria 02.32.32.32 (raggiungibile da telefono fisso e mobile). Grazie al portale SalaBlu on line line è possibile richiedere assistenza direttamente dal web, con un preavviso minimo di 24 ore, risparmiando tempo, registrando i propri dati anagrafici, i contatti e le specifiche esigenze di viaggio. Maggiori informazioni sui servizi delle Sale Blu sono disponibili su rfi.it.

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15 dic 2018

PORTO VENEZIA | Al via il piano di sviluppo infrastrutturale e tecnologico degli impianti ferroviari

di mobilita

È stato infatti firmato da Maurizio Gentile Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) e Pino Musolino Presidente dell’Autorità del Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale (AdSPMAS) l’accordo per dare concretezza alla progettazione e alla realizzazione degli interventi di potenziamento infrastrutturale nel Comprensorio Ferroviario di Venezia Marghera Scalo, strategico nodo logistico del territorio e della rete europea per i Corridoi ferroviari TEN-T. Il documento sarà successivamente sottoscritto anche dalla Regione Veneto. Gli interventi necessari per migliorare l’efficienza gestionale e infrastrutturale nel Comprensorio – il cui sistema ferroviario comprende 65 km di rete, 1 stazione di immissione nella rete nazionale, 3 parchi ferroviari, 1 impresa ferroviaria di manovra e 25 terminal raccordati – sono stati individuati dal gruppo di lavoro istituito nel febbraio 2018 con la sottoscrizione di un primo Protocollo d’intesa. Prevista, già nel 2019, una prima fase di interventi nella stazione di Marghera Scalo, per l’attrezzaggio di ulteriori binari elettrificati e l’adeguamento del modulo a 750 metri (standard europeo di lunghezza dei treni), cui seguiranno via via nel corso degli anni ulteriori fasi di intervento sia tecnologico (realizzazione di un nuovo Apparato Centrale Computerizzato*) che infrastrutturale. Tra questi ultimi trova spazio il rifacimento e l’implementazione di Parco Breda situato lungo la Strada Regionale 11. In questo modo sarà possibile aumentare la quota del traffico merci da e per il porto di Venezia, anche in relazione alla crescita dei traffici già registrata e all’ulteriore sviluppo previsto. Proseguirà, inoltre, l’analisi sulle attività necessarie per il ripristino del collegamento ferroviario tra il porto di Chioggia e la rete nazionale. Parallelamente è in corso di implementazione, da parte di Autorità di Sistema Portuale, il potenziamento dell’infrastruttura di manovra che prevede lo spostamento e il raddoppio del binario di Via dell’Elettricità, con supporto finanziario di specifici fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Per la fase di lungo periodo si progetterà la fattibilità di un nuovo scalo merci nella penisola del petrolchimico e della sua connessione diretta con la rete ferroviaria nazionale. La cosiddetta “cura del ferro”, avviata negli ultimi anni nel Porto di Venezia, continua a dare ottimi risultati nella movimentazione merci dello scalo lagunare: i carri movimentati nel periodo gennaio-novembre 2018 ammontano, infatti, a 93.643 (+11,3% rispetto lo stesso periodo 2017), pari a oltre 2,4 milioni di tonnellate di merci trasportate su rotaia (+10,7% in peso rispetto allo stesso periodo 2017). Le merci transitate per il porto di Venezia intercettano due dei principali Corridoi europei: quello Mediterraneo, che collega la Penisola iberica al confine dell’Est europeo passando per la dorsale italiana Torino – Trieste; e il Corridoio Baltico–Adriatico, che connette importanti porti italiani, come quello di Venezia, all’Austria e ai mercati del Nord Europa. L’accordo firmato oggi è l’ennesima prova dell’impegno di RFI e del Gruppo FS Italiane per promuovere lo sviluppo del trasporto merci e lo shift modale dalla gomma al ferro. L’investimento complessivo previsto in tutt’Italia per l’ammodernamento tecnologico e infrastrutturale delle linee ferroviarie con interventi dedicati al trasporto merci è pari a 4 miliardi di euro.

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04 dic 2018

La proposta del MIT per scongiurare il licenziamento dei lavoratori della Liberty Lines

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Durante una riunione che si è tenuta questa mattina con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl mare e porti, Federmar-Cisal, Usclac-Uncdim, Orsa Marittimi e con la partecipazione di Rete Ferroviaria Italiana e di Confitarma si è discusso sulla possibilità di scongiurare il licenziamento collettivo dei lavoratori della Liberty Lines. La proposta  avanzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevede il noleggio da parte di RFI, a partire dal 1 gennaio 2019, di due unità navali a scafo armato, per il collegamento tra Messina e Reggio Calabria, con l'impiego di almeno 45 unità di personale a rischio licenziamento. RFI, per il tramite della controllata Blueferries, avvierà a breve un confronto con la società Liberty Lines proprio per individuare un percorso risolutivo in tale senso. Le Organizzazioni sindacali hanno espresso soddisfazione nel merito, ed hanno espresso la necessità di prorogare i termini di chiusura della procedura di licenziamento collettivo fissati per il prossimo 10 dicembre.

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22 nov 2018

Investimenti RFI in Sicilia, Gentile illustra i progetti previsti nel contratto di programma

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Durante l'inaugurazione della nuova nave 'Trinacrià" del gruppo Bluferries al molo Norimberga a Messina, l'amministratore delegato e direttore generale di rete ferroviaria italiana Maurizio Gentile, ha affermato che, in base al contratto di programma, RFI deve spendere in Sicilia ben 14 miliardi di euro di investimenti di cui 2 miliardi e trecento milioni riguardano il raddoppio tra Messina e Catania nel tratto tra Giampilieri e Fiumefreddo. Il 29 Novembre 2018 si aprirà la conferenza dei servizi per il progetto definitivo che sarà approvato dal commissario Maurizio Gentile. Nella prima metà di dicembre si avvieranno invece i lavori tra Catania Bicocca e Catenanuova, il primo lotto tra Catania e Palermo e nei primi mesi del 2019 si aprirà la conferenza dei servizi per un ulteriore lotto fino a Dittaino. Il progetto prevede di realizzare prima un binario e poi eventualmente l’altro e già nel 2024 si può sperare di coprire il tragitto tra Palermo e Catania in due ore. Per quanto riguarda la fermata di Rfi all’aeroporto di Fontanarossa Maurizio Gentile conferma che è un progetto già finanziato con il contratto di programma ed è in via di definizione. RFI sta inoltre discutendo con Enac per garantire l’interramento della linea ferrata e quindi consentire l'allungamento della pista dell'aeroporto di Fontanarossa. Ti potrebbe interessare: Cura del ferro: CIPE approva contratto di programma (invest. 2017-21) tra MIT e RFI La linea ferroviaria Palermo-Catania sarà veloce, ma a un solo binario Taormina, ecco come sarà la nuova fermata ferroviaria STRETTO DI MESSINA | Inaugurata Trinacria, la nuova nave Blueferries

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10 nov 2018

RFI, Università La Sapienza e CNIM firmano un accordo per lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno

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Promuovere lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno, approfondendone benefici e sostenibilità. Lo studio è funzionale per la valutazione tecnico/economica dei benefici in termini di impatto ambientale e sociale derivanti dall’alimentazione a idrogeno, rispetto agli altri sistemi di alimentazione e per attivare possibili sinergie rispetto agli sviluppi dell’industria di settore e degli impianti energetici da fonti rinnovabili. L’accordo è stato sottoscritto a Roma da Paolo Gaudenzi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, Aurelio Salvatore Misiti del Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione e da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). RFI ha concluso, di recente, uno studio sul trasporto ferroviario a idrogeno, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture di terra a supporto, a testimonianza del costante impegno a favore dell’innovazione tecnologica e della mobilità sostenibile. L’intesa firmata oggi consentirà di individuare e approfondire le soluzioni più idonee per la produzione e l’approvvigionamento dell’idrogeno, necessario alle celle a combustibile dei treni. Le attività programmate saranno svolte dal DIMA, competente in materia di sistemi energetici e di combustibili a basso impatto ambientale, supportato dal CNIM, specializzato nella produttività e nella competitività delle imprese in particolare nel settore della manutenzione, con la collaborazione e supervisione di Rete Ferroviaria Italiana. L’intesa istituisce inoltre un Comitato Scientifico per definire le metodologie di lavoro, coordinare le attività e validarne i risultati. “In linea con le strategie di ‘Terza Missione’ della Sapienza - ha dichiarato Paolo Gaudenzi - il DIMA offre le sue competenze al mondo delle Imprese e delle Istituzioni per favorire lo sviluppo di soluzioni tecnologiche in risposta alle esigenze che emergono dalla società e tra queste alle esigenze di uno sviluppo sostenibile. Un approccio che desidera stimolare la partecipazione dell’Università all’ecosistema della Innovazione sulla base delle proprie competenze da investire nell’ambito nazionale e locale ma con ambizione di giocare insieme un ruolo di protagonisti nello scenario globale. Questo progetto, ad alto contenuto di innovazione, mira allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno da utilizzare in sistemi di trazione ferroviaria, è pertanto perfettamente in linea con gli obiettivi strategici delineati nella mission del DIMA”. Secondo Aurelio Misiti - “la Convenzione tra UNIVERSITÀ, CNIM e RFI, firmata oggi presso la sede delle Ferrovie dello Stato rappresenta un deciso passo avanti nei rapporti tra il mondo della ricerca e quello industriale nel nostro Paese. È un segnale importante per la valorizzazione del lavoro di ricerca scientifica e tecnologica e del suo trasferimento nel fondamentale settore dei trasporti. La lungimiranza dei manager di RFI sommata all’alto livello qualitativo dei ricercatori del DIMA e alla grande esperienza del CNIM nel settore, consentirà all’Italia di collocarsi tra i primi al mondo per le innovazioni tecnologiche nei sistemi di trazione ferroviaria”. “RFI è da sempre impegnata nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica per modernizzare il trasporto ferroviario nel nostro Paese, in termini di efficienza e impatto ambientale, ha commentato Maurizio Gentile. Come Gestore dell’infrastruttura siamo consapevoli dell’importanza strategica di una mobilità sempre più sostenibile e delle opportunità che possono derivare da questo progetto e da questa collaborazione che, nello specifico, permetterà di studiare le migliori soluzioni tecniche di fornitura dell’idrogeno per la mobilità ferroviaria”. Ti potrebbero interessare: Test positivo per il primo treno ad idrogeno Alstom Il primo treno a idrogeno del mondo correrà in Germania dal 2017 Alstom firma contratto per produzione di 14 treni a idrogeno Trenitalia inizierà la sperimentazione dei treni ad Idrogeno

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27 ott 2018

PORTI DI LIVORNO E PIOMBINO | Oltre sei milioni di euro per finanziare due importanti interventi

di mobilita

L’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale fa il pieno di finanziamenti RFI. I suoi scali portuali si sono infatti intestati una quota parte rilevante delle risorse che la legge di stabilità del 2015 aveva previsto di destinare alle imprese ferroviarie ma che ad oggi non sono ancora state interamente attribuite. A sbloccare i fondi residuali rimasti nel cassetto la legge n.96 del 2017 (art.47 bis, comma 6) che ha consentito a Rete Ferroviaria Italiana di investire 48 milioni di euro per il miglioramento delle connessioni dell’infrastruttura ferroviaria nazionale in corrispondenza dei poli di generazione e attrazione del traffico. Livorno ha ottenuto 1,4 milioni di euro per creare un nuovo raccordo alla Stazione Livorno-Calambrone, mentre altri 5,2 milioni di euro sono stati impegnati per potenziare la stazione Fiorentina di Piombino per la ricezione di merce pericolosa. Porti, interporti, scali merci e piattaforme logistiche: sono in tanti ad aver partecipato al progetto “Ultimo/Penultimo miglio” di RFI. Su 116 interventi, ne sono stati accolti 28 e un altro è stato messo in stand by in attesa di maggiori approfondimenti. In totale, sono stati impegnati 39 milioni dei 48 disponibili. Oltre al sistema portuale dell’Alto Tirreno, hanno beneficiato dei finanziamenti sia l’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Occidentale (Trieste) che l’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale (La Spezia-Marina di Carrara), cui sono stati destinati rispettivamente 5,8 e 5,7 milioni di euro per una serie di progetti cantierabili. Infine, 1,2 milioni di euro verranno investiti da Rete Ferroviaria Italiana per il ripristino delle piene funzionalità di Savona Parco Doria, sulla base di un intervento richiesto dall’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale.

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