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11 gen 2021

TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di gennaio della tratta Brescia Est – Verona

di Fabio Nicolosi

Torniamo a mostrarvi gli aggiornamenti relativi ai lavori dell'alta velocità nella tratta Brescia - Verona rispetto all'aggiornamento di dicembre. Oggi vi mostriamo i lavori nei pressi di Sommacampagna. Non avendo mai documentati i lavori, vi raccontiamo ciò che le foto mostrano. Si stanno ultimando la costruzione del monolite IN77 che verrà spinto sotto la linea storica e la realizzazione dei muri per il tratto di deviazione. Inoltre si stanno realizzando i nuovi sottopassaggi che sostituiranno quelli esistenti. Nel cantiere di Lonato Ovest la TBM "Martina" sembra temporaneamente ferma, probabilmente si attende la fine delle operazioni di consolidamento del fronte di scavo: In superficie prosegue l'accumulo dei conci che permetteranno il rivestimento della galleria. Sono in corso di ultimazione i lavori per la realizzazione delle fondazioni del nuovo cavalcavia e si sta iniziando a lavorare anche nel tratto tra Lonato e Calcinato Demolito il cavalcavia, adesso si è in attesa della messa in opera del nuovo impalcato: Ci spostiamo nel cantiere di Lonato Est dove terminerà la galleria scavata con la TBM e dove sono in corso le attività di realizzazione della fossa di uscita. Da qui la talpa sarà smontata e spostata nuovamente nel cantiere di Lonato Ovest dove scaverà la seconda canna del tunnel. Sia l'area a valle, che a monte della nuova viabilità vede notevoli progressi. Lato monte si sta proseguendo i lavori di realizzazione della fossa di estrazione, in particolare si continua a scavare in profondità e lungo la montagna sembra si stiano realizzando delle opere per la raccolta delle acque Lato valle i lavori possono essere suddivisi in piccole parti, nel primo tratto è tutto pronto per la messa in opera della copertura, nel secondo tratto si stanno invece scasserando le pareti laterali, infine nell'ultimo tratto si iniziano a predisporre i ponteggi. Lungo l'A4 quasi tutte le aree di cantiere vedono lavori in corso. Vi mostriamo una carrellata di immagini dai cantieri di Desenzano del Garda, Peschiera, San Martino della Battaglia, Castelnuovo del Garda, S. Giorgio in Salici. I lavori spaziano dalla realizzazione dei nuovi cavalcavia, alle opere propedeutiche alla costruzione della nuova sede ferroviaria. Tante le maestranze a lavoro nei pressi del fiume Mincio, dove si sta lavorando per preparare le fondazione del ponte ferroviario che scavalcherà il fiume e che sarà una delle opere principali della nuova tratta ferroviaria Nel cantiere di Tagliaferro si procede alla costruzione del portale di ingresso della galleria. In direzione Verona si sta procedendo allo spostamento dei cavi di AT e sono iniziati i lavori di palificazione tramite l'utilizzo di due trivelle per la realizzazione della sede ferroviaria. Ricordiamo che questa sarà l'uscita dell'ultima galleria che porterà la ferrovia in superficie fino a ricollegarsi con la linea attualmente in esercizio nei pressi di Verona e di cui vi abbiamo mostrato l'avanzamento all'inizio di questo articolo   Vi lasciamo con un breve video riepilogativo: Ti potrebbero interessare anche: TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Dicembre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Ottobre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Settembre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Agosto della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Luglio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Giugno della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Maggio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Febbraio della tratta Brescia Est – Verona Per rimanere sempre in contatto con Mobilita.org i nostri canali:  Sito internet: http://mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/mobilita.org/  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita_org/  Twitter: https://twitter.com/mobilita_org  Canale Telegram: https://t.me/mobilita

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26 dic 2020

TRENTO | Treno delle Dolomiti, via allo studio di fattibilità tecnico-economica

di mobilita

La Provincia autonoma di Trento e RFI, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A, collaboreranno allo svolgimento delle valutazioni preliminari sulla fattibilità tecnico-economica di un collegamento ferroviario tra le due linee commerciali “Primolano – Bassano del Grappa” e “Belluno – Montebelluna”. RFI realizzerà lo studio, la Provincia fornirà la documentazione e le informazioni in suo possesso e sosterrà la spesa di 64.500 euro. Sarà anche costituito un gruppo di lavoro. La Giunta ha approvato lo schema di convenzione, con un provvedimento proposto dal presidente Maurizio Fugatti. Nel 2017 è stato approvato lo schema di Protocollo d'intesa tra la Provincia di Belluno, la Provincia autonoma di Trento e la Ragione Veneto per la realizzazione di un collegamento ferroviario nella direttrice Feltre - Valsugana - Trento. Nel febbraio scorso la Giunta provinciale ha approvato lo schema di convenzione tra la Provincia di Belluno e la Provincia autonoma di Trento per l'avvio del progetto "Treno delle Dolomiti - ferrovia bellunese (Sud)". Lo studio di fattibilità comprenderà: la valutazione plano-altimetrica del tracciato del nuovo collegamento secondo tre alternative; la valutazione preliminare dei costi associati a ciascuna alternativa di tracciato ai fini di una analisi preliminare di redditività; lo studio di trasporto, finalizzato sia alla valutazione dei prevedibili effetti sulla mobilità intercomunale sia alla valutazione di indicatori da utilizzare nell’ambito dell’analisi preliminare di redditività dell’investimento; l’analisi finalizzata all’individuazione della migliore delle alternative esaminate; l’analisi costi benefici della migliore alternativa. Il tempo previsto per la conclusione dello studio è di 270 giorni.

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26 dic 2020

LOMBARDIA | Sottoscritto protocollo di intesa tra Regione e RFI per l’intermodalità nelle stazioni ferroviarie

di mobilita

Potenziare l’accessibilità e l’attrattività delle stazioni, ottimizzare l’integrazione modale tra il treno e il trasporto pubblico su gomma, creare connessioni di qualità con la rete ciclabile, puntare sulla sostenibilità ambientale e sulla mobilità elettrica. Questi gli obiettivi del Protocollo d’intesa per lo sviluppo dell’intermodalità nelle stazioni ferroviarie siglato da Regione Lombardia e Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane), con il quale si dà avvio a un lavoro comune che mira a ridefinire i piazzali e le aree adiacenti le stazioni con interventi capaci di alleggerirle progressivamente dalla prevalenza delle auto private, a favore di bus urbani e regionali, percorsi pedonali e ciclabili, ciclostazioni, spazi dedicati al kiss & ride, ai taxi, alla mobilità condivisa (car, scooter, monopattini e bike sharing) ed elettrica. Un processo di valorizzazione delle stazioni ferroviarie che punta a trasformarle in un’opportunità preziosa di aggregazione ed erogazione di servizi dedicati alla mobilità integrata, in nuovi hub del trasporto sostenibile e della mobilità nuova. L’obiettivo di questo accordo, che ne costituisce la novità principale, è la volontà espressa da RFI e dalla Regione di co-pianificare un nuovo ruolo della stazione ferroviaria, con il fine ultimo di incentivare gli spostamenti con mezzi pubblici, condivisi ed elettrici sul territorio, nonché la mobilità attiva, anche in chiave di sostenibilità ambientale. Un gruppo di lavoro congiunto, con un approccio data-driven basato sulla condivisione delle informazioni, studierà le soluzioni da mettere in campo e le modalità per armonizzarle con le rispettive pianificazioni degli investimenti. “Il Protocollo è un passo verso l’obiettivo comune di agevolare l’intermodalità ed efficientare i servizi che afferiscono alle stazioni di Rfi – ha commentato l’assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi -. Ripensare gli spazi attorno agli scali ferroviari consente da un lato di implementare le azioni per la mobilità sostenibile, dall’altro di avviare significative operazioni di riqualificazione urbana considerando il ruolo centrale che le stazioni rivestono all’interno delle città e dei paesi”.  

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23 dic 2020

ROMA | Bandito un concorso per la riqualificazione di Piazza dei Cinquecento

di mobilita

Valorizzare il rapporto tra la stazione di Roma Termini e le emergenze di valore storico, monumentale e archeologico presenti nell’area, razionalizzando al tempo stesso i componenti dell’accessibilità pubblica e privata. Con questi principali obiettivi il Gruppo FS Italiane - attraverso le sue società Grandi Stazioni Rail, FS Sistemi Urbani e RFI - ha bandito insieme a Roma Capitale il concorso per la riqualificazione di Piazza dei Cinquecento finalizzato alla redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. L’iniziativa si svolgerà in due fasi e sarà il primo passo per l’attuazione del programma di riqualificazione architettonica e funzionale della Piazza e dell’intero ambito urbano afferente il nodo di Roma Termini, puntando a integrare i sistemi di mobilità alternativa, organizzare al meglio la sosta dei mezzi pubblici e privati, migliorare le condizioni di sicurezza. In occasione delle celebrazioni per l’anniversario per i suoi 70 anni, la nuova Roma Termini, simbolo della voglia e del bisogno di ripartenza dopo il periodo storico segnato dalla pandemia, ricorda il passato e guarda al futuro, pronta a cambiare volto ancora una volta con un importante piano di riqualificazione. I progetti partecipanti al concorso dovranno raggiungere elevati standard di sostenibilità ambientale, sociale ed architettonica, puntando a trasformare la Piazza in un hub della mobilità integrata e green, coerentemente con gli indirizzi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Roma Capitale. Foto di copertina: Massimo Reggiani

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15 dic 2020

Avvio del progetto Greenway d’intesa con i Comuni, Regione Campania e RFI

di mobilita

Dal Vesuvio al mare in bicicletta   Una pista ciclopedonale sul percorso della dismessa linea ferroviaria Torre Annunziata Cancello. Lunga 12 km, consentirà di raggiungere “il mare dal Vesuvio in bicicletta” pedalando in sicurezza e tranquillità nel verde. Il progetto della Greenway, nato in forma embrionale nel 2013, ha visto l’avvio del cantiere grazie all’intesa tra i Comuni attraversati dall’itinerario, la Regione Campania e Rete Ferroviaria Italiana - società del Gruppo FS Italiane - che ha concesso in comodato d’uso le aree interessate. Con un intervento dì riqualificazione in chiave di sostenibilità ambientale, sarà data ai cittadini di San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale e Torre Annunziata, l’opportunità dì fruire di ampi spazi con aree verdi e di uno snodo per una mobilità ecologica e rispettosa dell’ambiente. Al tempo stesso saranno sottratte all’abbandono e al degrado molte zone che risulteranno, una volta completata l’opera, accoglienti punti di aggregazione sociale. INTERVENTI DI RIGENERAZIONE URBANA Il progetto, infatti, prevede anche la realizzazione di spazi attrezzati per il gioco e lo sportoltre a parchi urbani che sorgeranno in prossimità delle stazioni ferroviarie ormai chiuse. Il piano di riconversione e riqualificazione di questa linea si inserisce nel filone che da tempo si è diffuso in vari paesi del mondo per promuovere interventi di rigenerazione urbana con il recupero di aree e terreni che, attraversate da binari su cui non circolano più treni da anni e non più destinati al traffico ferroviario, ha visto affermarsi i vari progetti di trasformazione in greenway. Due esempi significativi sono costituiti dalla Promenade Plantée di Parigi e dalla High Line di New York. INFRASTRUTTURA GREEN A SERVIZIO DEI CITTADINI L’intervento, una volta ultimato, mira a ottenere un impatto strategico sulla crescita economica dei quattro comuni interessati che potranno beneficiare di un’infrastruttura lineare “verde” interconnessa con i principali punti attrattori dell’area compresa fra il comune di San Giuseppe Vesuviano e il mare.  L’opera, dunque, consentirà di restituire nuova linfa vitale alle cittadine toccate dall’itinerario dando impulso a turismo, cultura, e artigianato dell’intera area.

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14 dic 2020

TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di dicembre della tratta Brescia Est – Verona

di Fabio Nicolosi

Torniamo a mostrarvi gli aggiornamenti relativi ai lavori dell'alta velocità nella tratta Brescia - Verona rispetto all'aggiornamento di ottobre. Ringraziamo sempre chi ci ha inviato queste immagini. Nel cantiere di Lonato Ovest si è ultimato l'assemblaggio della TBM "Martina" Il 14 Novembre la TBM Martina ha iniziato lo scavo della galleria. Lo si nota anche dalle quantità di terra depositata nell'apposita area In superficie prosegue l'accumulo dei conci che permetteranno il rivestimento della galleria. Proseguono anche le messe in opera delle fondazioni del nuovo cavalcavia Poco distante dal cantiere di Lonato, vi è il cantiere di Calcinato dove la notte tra il 12 e il 13 Dicembre è stato demolito il vecchio cavalcavia che lascerà spazio al nuovo. All'interno della galleria abb Ci spostiamo nel cantiere di Lonato Est dove terminerà la galleria scavata con la TBM e dove sono in corso le attività di realizzazione della fossa di uscita. Da qui la talpa sarà smontata e spostata nuovamente nel cantiere di Lonato Ovest dove scaverà la seconda canna del tunnel. Sia l'area a valle, che a monte della nuova viabilità vede notevoli progressi. Lato monte si sta proseguendo i lavori di realizzazione della fossa di estrazione. Lato valle in pochi mesi sono stati realizzati due solettoni con le pareti verticali Lungo l'A4 quasi tutte le aree di cantiere vedono lavori in corso. Vi mostriamo una carrellata di immagini dai cantieri di Desenzano del Garda, Peschiera, San Martino della Battaglia, Castelnuovo del Garda, S. Giorgio in Salici Nel cantiere di Tagliaferro, proseguono i lavori di consolidamento del fronte di uscita della galleria. Ricordiamo che questa sarà l'uscita dell'ultima galleria che porterà la ferrovia in superficie fino a ricollegarsi con la linea attualmente in esercizio nei pressi di Verona   Vi lasciamo con un breve video riepilogativo: Ti potrebbero interessare anche: TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Ottobre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Settembre della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Agosto della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Luglio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Giugno della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Maggio della tratta Brescia Est – Verona TAV Milano – Venezia | Aggiornamento di Febbraio della tratta Brescia Est – Verona Per rimanere sempre in contatto con Mobilita.org i nostri canali:  Sito internet: http://mobilita.org  Fanpage: https://www.facebook.com/mobilita.org/  Instagram: https://www.instagram.com/mobilita_org/  Twitter: https://twitter.com/mobilita_org  Canale Telegram: https://t.me/mobilita

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10 dic 2020

Ferrovie | Niente stop ai treni tra Italia e Svizzera: confermati i collegamenti tra i due stati

di mobilita

“Confermati i collegamenti ferroviari tra Italia e Svizzera: è l’esito del colloquio tra la ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, e la sua omologa e presidente di turno della Confederazione elvetica, Simonetta Sommaruga. Nel corso della telefonata c’è stata ampia convergenza sulla necessità di assicurare la continuità del trasporto passeggeri tra i due Paesi”. Così il comunicato stampa diffuso i queste ore sul sito istituzionale del Ministero dei Trasporti e delle infrastrutture. “Al colloquio – prosegue la nota - è seguita una riunione tecnica in videoconferenza, alla quale hanno partecipato, oltre al MIT, i rappresentanti del Ministero dell’Interno, delle società ferroviarie italiane ed elvetiche. Durante la riunione sono state approfondite e individuate le soluzioni organizzative per assicurare il rispetto delle misure anti-covid e la continuità del servizio di trasporto che nei prossimi giorni tornerà gradualmente alla normalità. Le modalità operative verranno definite attraverso un decreto interministeriale”. “Le ferrovie elvetiche – chiude il comunicato - riprogrammeranno il servizio regionale che tornerà regolare entro il fine settimana, con 171 collegamenti tra Canton Ticino e Lombardia, effettuati dalla società TILO (società partecipata al 50% Trenord-FFS). In particolare: verso Como-Milano da domani i pendolari frontalieri potranno cambiare treno nella stazione di Chiasso, dove si attestano le corse italiane e svizzere; verso Varese, invece, si dovrà attendere la riattivazione del servizio da parte delle ferrovie elvetiche”.

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09 dic 2020

Raddoppio ferroviario Palermo – Catania | Ritrovato a Vallelunga Pratameno (CL), un antico insediamento rurale del I secolo d.C.

di Fabio Nicolosi

I lavori del raddoppio della linea ferrata Catania-Palermo hanno portato in luce nei giorni scorsi in località "Manca", presso Vallelunga Pratameno (CL), un antico insediamento rurale del I secolo d.C. la cui estensione si stima dovesse interessare un'area di circa sei ettari. La straordinaria scoperta è avvenuta nel corso dell'attività di sorveglianza preventiva svolta dalla Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta diretta da Daniela Vullo sui lavori della Italferr le cui attività di scavo sono state dirette da Marina Congiu, sotto la direzione scientifica della direttrice della sezione archeologica della Soprintendenza di Caltanissetta, Carla Guzzone. "L'indagine archeologica, che è iniziata nel mese di luglio 2020 ed è in fase di svolgimento - comunica la Soprintendente di Caltanissetta, Daniela Vullo - è attualmente limitata a un saggio di 225 metri quadrati (15 x 15 metri). Nonostante lo scavo sia ancora in atto, però, le strutture murarie emerse attestano l'importanza di un ritrovamento che, nel settore settentrionale della provincia di Caltanissetta non sembra, al momento, avere confronti". Il complesso rurale emerso, che sembra appartenere all'età romano-imperiale, con probabilità era una villa rustica il cui sostentamento era strettamente legato alle favorevoli condizioni ambientali (vicinanza al corso d'acqua del torrente Salicio, area pianeggiante, ottima esposizione) e allo sfruttamento del terreno circostante a scopi cerealicoli. Il rinvenimento, tra gli strati di crollo, di alcune tegole con bollo, lascia pensare che la villa sia collegata ad un personaggio della cerchia pubblica romana. "Ancora una volta l'attività di vigilanza preventiva svolta dalle Soprintendenze della Sicilia si rivela preziosa e ci regala una meravigliosa testimonianza della vita nel centro della Sicilia durante il periodo romano. Stiamo vivendo - dice l'assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà - una stagione molto emozionante dal punto di vista dei ritrovamenti archeologici. L'attività di costante attenzione al territorio su cui il Governo regionale è molto attento, favorita dalla normativa vigente, nell'arco di poche settimane ha fatto emergere una parte della strada romana di collegamento tra Catania e Palermo a Caltavuturo e, oggi, quest'interessante villa romana che testimonia l'attività esistente nella provincia di Caltanissetta, area della Sicilia che la storia tramanda come granaio dei romani". Quanto alle caratteristiche della Villa, allo stato attuale della ricerca è possibile identificare almeno 5 o 6 ambienti che si articolano ad Est, a Nord e a Sud di un lungo ed ampio portico a forma di L. Nella parte oggi visibile il portico era delimitato a Sud e ad Ovest da muri esterni che inglobavano nella muratura colonne fittili poste alla distanza di circa 2 metri una dall'altra. Queste colonne erano formate, ciascuna, dalla sovrapposizione di dischi in terracotta del diametro di 35 centimetri circa, legati tra loro da uno strato di malta. Gli spazi fra le colonne erano probabilmente chiusi da bassi muretti (alti circa tra m 1,20/1,50) e la copertura del portico era costituita da una stretta tettoia a spiovente. A Nord e ad Est del portico, divisi da muri ben delineati, si disponevano diversi vani (al momento tre accertati, ma più probabilmente cinque) uno dei quali direttamente comunicante col portico tramite un varco. I vani erano a pianta quadrangolare, dotati di copertura e finalizzati a diversi utilizzi. Che uno di essi potesse fungere da magazzino o deposito sembrerebbe provato dal ritrovamento al suo interno di un "Dolio", ovvero un grande contenitore in terracotta del tipo solitamente destinato alla conservazione delle derrate alimentari. A Sud il portico cingeva invece un atrio o un'ampia corte scoperta, anch'essa di forma quadrangolare. In termini generali e allo stato attuale della ricerca, si profila l'esistenza, anche in questo territorio, di un vasto appezzamento fondiario direttamente gestito da un facoltoso proprietario, vissuto tra il I e il II secolo d.C. e dotato della disponibilità economica sufficiente a costruire e mantenere efficiente una domus dotata di un cortile circondato da porticati, "peristilio". È molto probabile che il complesso si articolasse in due aree: una pars dominica, ovvero la zona residenziale del domus, e in una pars rustica, dove trovavano sede gli spazi e gli impianti utilizzati per la conduzione delle attività agricole. La precisa identificazione di tali spazi funzionali potrà trovare conferma nella prosecuzione dello scavo e dell'indagine archeologica, con la piena messa in luce anche degli ambienti posti a Nord e a Ovest del portico; zone che, al momento, sono occultate sotto le pareti corrispondenti del saggio. La presenza di alcuni elementi ceramici ipercotti e di scarti di lavorazione lascia pensare anche ad un sistema di auto-produzione dei beni necessari allo svolgimento della vita quotidiana della villa. Vari segni di rimaneggiamento e riutilizzo - sia delle strutture rilevate che dei materiali da costruzione - attestano, peraltro, che il complesso ebbe lunga vita e conobbe nel tempo diverse fasi d'uso. Questa ipotesi trova conferma nell'abbondanza dei tipi ceramici rinvenuti, fra i quali si distinguono lucerne, anfore, vasellame da mensa in terra sigillata (ceramica caratterizzata da una vernice rossa brillante e da ornamenti a stampo in rilievo) sia italica che africana, collocabili entro un arco cronologico compreso tra il I ed il IV secolo d.C.

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30 nov 2020

TAV Milano – Venezia | Demolito il primo cavalcavia della A4 all’altezza della Cascina Faccendina

di Fabio Nicolosi

Nella notte tra il 28/11/2020 ed il 29/11/2020 in una manciata di ore decine di lavoratori hanno prima smontato con le pistole pneumatiche gli spartitraffico, poi coperto i guardrail con cappucci di protezione in ferro, versato camion e camion di sabbia sui teli a salvaguardia della sede autostradale. Due grandi ruspe munite di enorme pinze hanno aggredito il manufatto in cemento, mordendo a più riprese le due testate in cui era articolato, finché è crollato sulla sabbia che ha attutito i due tonfi. Il manufatto è stato demolito in piccoli pezzi e i materiali sono stati trasportati da una ventina di camion in colonna lungo l’autostrada ai depositi per lo smaltimento degli inerti. Ricollocati i guardrail e le reti metalliche di recinzione l'autostrada A4 è stata riaperta alle 06, come previsto. La demolizione è stata eseguita dall'impresa General Smontaggi Spa per conto del consorzio Cepav Due.

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25 nov 2020

TAV Milano – Venezia | La TBM “Martina” ha iniziato a scavare il tunnel di Lonato

di Fabio Nicolosi

Il 14 Novembre la talpa EPB "Martina" ha iniziato a scavare la galleria naturale Lonato (GN02), a doppia canna a singolo binario. La lunghezza è di circa 4,75 km per canna. Una volta che la TBM-EPB raggiungerà l’imbocco Est (lato Verona) sarà opportunamente smontata e riportata nuovamente all’imbocco lato Milano per realizzare la seconda canna, relativa al binario pari. La galleria, realizzata mediante scavo meccanizzato utilizzando una fresa scudata ad attacco integrale, del tipo a contropressione di terreno al fronte (EPB), in grado di affrontare lo scavo in terreni incoerenti o poco coerenti anche in presenza di falda, con la capacità di adattarsi alla variabilità imposta dal contesto geotecnico lungo il tracciato e all’eterogeneità dei materiali. Le caratteristiche dell’anello prefabbricato di rivestimento della galleria scavata in scavo meccanizzato sono le seguenti: Diametro interno: 8,80 m Spessore conci: 0,45 m Lunghezza conci: 2,00 m Tipologia di anello: 6 conci Numero gruppi di spinta: 18 gruppi da 2 martinetti cia- scuno (3 gruppi per segmento) Gli elementi prefabbricati in calcestruzzo presentano un’elevata resistenza meccanica e precisione geometrica. Ringraziamo Seli Overseas per le foto La tenuta idraulica del rivestimento è garantita da guarnizioni in gomma montate sul perimetro dei conci e da iniezioni a tergo degli stessi che vanno a intasare lo spazio anulare tra profilo di scavo ed estradosso concio. Tali iniezioni, eseguite in continuo a tergo dello scudo, consentono inoltre di cementare l’anello e contrastare l’innesco di potenziali fenomeni di volume perso in superficie. Nel progetto si è previsto di utilizzare un anello di tipo universale. Mediante la rotazione dell’anello rispetto al proprio asse è possibile sfalsare i giunti longitudinali tra i conci e seguire l’andamento plano-altimetrico del tracciato. I conci verranno assemblati all’interno dello scudo e collegati mediante barre guida e bulloni lungo i giunti longitudinali e i giunti circonferenziali. La macchina di scavo esegue la spinta per l’avanzamento attraverso una serie di martinetti agenti sui conci montati in precedenza. Tali spinte risultano esattamente definite e controllabili nell’ambito dell’attività di guida dalla macchina di scavo.

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