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22 feb 2018

Seminario al MIT sulle ferrovie turistiche: il resoconto

di siciliaintreno

Il 14 febbraio scorso si è tenuto a Roma, presso il Ministero per le Infrastrutture e i Trasporti un Seminario di confronto sui provvedimenti attuativi della Legge 128/2017 per la istituzione delle Ferrovie Turistiche. Il Seminario è stato promosso da Alleanza per la Mobilità Dolce (AMoDo) e Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali (FIFTM). Anna Donati, portavoce dell’Alleanza per la Mobilità Dolce, ha assunto il ruolo di coordinatrice del seminario ed ha avviato i lavori presentando gli intervenuti. Donati ha evidenziato come sia necessario dare il massimo impulso da parte di tutti i soggetti coinvolti per l’attuazione della Legge 128/2017 e che in questo momento vi sono difficoltà su diversi piani che destano preoccupazione e che debbono essere risolti ed affrontati per poter realmente fare crescere le ferrovie ed i treni turistici in Italia. Ha quindi ricordato che scopo del seminario è proprio questo: mettere intorno ad un tavolo tutti i soggetti, affrontare le questioni complesse e dare impulso per la piena attuazione della Legge. Ha quindi riepilogato in dieci punti programmatici le azioni che, secondo AMoDo e FIFTM, occorre intraprendere e realizzare per attuare la Legge 128/2017. Eccoli: 1. adottare i decreti attuativi MIT previsti dalla Legge 128/2017 per le linee turistiche; 2. inserire le linee turistiche nel Contratto di programma di RFI e degli investimenti delle Regioni; 3. valutare se vi siano altre linee ferroviarie locali che meritano di essere inserite nell’elenco delle ferrovie turistiche; 4. fondamentale risolvere le regole d’esercizio per le ferrovie turistiche; 5. individuazione delle risorse stabili per il finanziamento dei treni turistici all’interno dei Contratti di Servizio delle Regioni; 6. Promuovere i treni turistici anche sulle linee ordinarie; 7. il ferrociclo, pedalare sui binari: sperimentazione da fare; 8. i soggetti da individuare per la gestione dei servizi turistici e commerciale legati alle ferrovie turistiche; 9. proposta di costituzione di un tavolo tecnico al MIT con tutti i soggetti coinvolti per l’attuazione della Legge; 10. creazione di un comitato tecnico scientifico, promosso dal MIT, dei trasporti ferroviari storico-turistici. Nel seguito si riportano i vari interventi che si sono susseguiti, preceduti dalla indicazione del relatore Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie) Nel primo intervento, Enrico Pujia (Direttore Generale MIT per il trasporto e le infrastrutture ferroviarie) ha reso noto che nell’ambito del MIT è stato individuato il personale che costituisce il gruppo di lavoro che sarà il referente per la attuazione della L. 128/2017. In relazione alle notevoli problematiche derivanti dall’avvio del nuovo settore delle ferrovie turistiche, tale gruppo appare già esiguo e quindi risulta indispensabile che già a livello locale, nelle singole realtà territoriali in cui ricadono le tratte di interesse, vi siano soggetti in grado di individuare e superare le criticità, avviando in modo concreto le procedure per la istituzione di ferrovie turistiche e ricorrendo al referente del MIT solo per la risoluzione di criticità di livello non locale. Sotto questo punto di vista, Pujia ha evidenziato che già il primo adempimento richiesto alle Regioni a dicembre con apposita nota ha avuto un solo riscontro, dalla Regione Calabria, adeguatamente assistita dalla Associazione Ferrovie in Calabria. Le altre regioni non hanno dato risposta e quindi si rende evidente come occorra una spinta dal territorio per sensibilizzare gli Enti locali. Pujia evidenzia che il reperimento di fondi per il recupero di tratte dismesse all’interno del Contratto di programma è oggetto di approfondimento con RFI, dato che si tratta di attingere a somme destinate al trasporto pubblico. Per questi fini dovrebbe essere possibile fare riferimento a fondi EU per le ferrovie turistiche. Pujia ha rilevato che la L. 128/2017 ha importanti ed innovativi risvolti culturali in quanto si basa anche sulla valorizzazione delle emergenze del territorio in cui ricade la ferrovia turistica. Sotto questo punto di vista, si potrebbe porre il dilemma se prima ancora di investire sul recupero di una tratta sia opportuno sviluppare le strutture turistiche di contorno. Il Direttore ha dato disponibilità alla istituzione del tavolo tecnico indicato al punto 9 nel programma di azione prima riportato, purchè abbia connotati operativi. Con questa iniziativa si potrebbero superare i problemi di esiguità del gruppo del MIT che ha funzione di referente per le ferrovie turistiche. Anna Donati ha confermato la massima disponibilità da parte di AMoDo e FIFTM a partecipare al tavolo tecnico da parte di FIFTM ed AMODO per mettere al servizio le competenze e le esperienze delle associazioni accumulate negli anni di impegno per lo sviluppo delle ferrovie turistiche. Amedeo Gargiulo (Direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie) Ha ricordato la eccezionalità della L. 128/2017 che, per il percorso parlamentare particolarmente favorevole che può vantare, non dovrebbe porre problemi di continuità nella sua attuazione. Ha comunicato che ANSF ha ottemperato alla scadenza di 120 giorni imposta dalla legge inviando alle aziende ferroviarie di competenza una nota con cui sono stati fissati i livelli di sicurezza delle ferrovie turistiche e le corrispondenti misure compensative e mitigative del rischio. (clicca qui per consultare la nota ANSF prot. 0014104 del 22/12/2017) Ha ammesso che vi è stata qualche reazione molto preoccupata, citando in particolare la Sardegna (vedi articolo su Sicilia in Treno - n.d.r.) e ciò ha portato ad una mediazione con successivi chiarimenti e semplificazioni, adottate ad inizio febbraio. A parere di Gargiulo, la coesistenza nell’elenco dell’articolo 2 della legge di tratte in condizioni tra loro molto differenti per stato di conservazione (si va da tratte  dismesse da 30 anni, a volte private anche solo parzialmente del binario, a tratte sospese all’esercizio da tempo relativamente breve e quindi tuttora dotate di attrezzaggio moderno), comporta difficoltà nella adozione di un regolamento unico valido per tutte le tratte turistiche. Pertanto ANSF si dichiara disponibile ad affrontare i vari casi singolarmente per determinare, di volta in volta, i requisiti di sicurezza e le modalità per conseguirli. Ritornando al caso della Sardegna, è evidente che ARST – Trasporti Regionali della Sardegna, gestendo da molti anni il Trenino Verde, ha dimostrato, conviene Gargiulo, di avere tutte le capacità per garantire i necessari livelli di sicurezza sui suoi treni turistici. Peraltro le linee a s.r. sarde, essendo isolate dalla rete ferroviaria nazionale, non hanno l’obbligo di uniformarsi alle direttive europee. Per le tratte turistiche che non appartengono alla rete nazionale (RFI) la competenza sulle ferrovie turistiche è dell’Ufficio Speciale Trasporti Impianti Fissi (USTIF), che però nel 2019 uscirà da questo campo. Secondo la legge 128, nelle ferrovie turistiche occorre garantire livelli di sicurezza equivalenti a quelli delle linee normali in esercizio commerciale. Questo significa che si può semplificare ma che deve valere sempre il rigore nella scelta delle misure ed accorgimenti da adottare. Un esempio illustrato da Gargiulo: se lungo una tratta vi è ha un solo punto in cui può verificarsi un incrocio, ANSF potrebbe richiedere di attrezzare solo quel punto. Altri aspetti che dovranno essere affrontati per le ferrovie turistiche sono i seguenti: - la formazione del personale di condotta dovrà essere anche superiore a quella normalmente somministrata in quanto, sulle linee attrezzate, grazie ai sistemi ridondanti, se si commette un errore, questo viene corretto in tempo reale mentre sulle ferrovie turistiche, non munite di tale controllo, bisogna stare più attenti. - questione P.L.: ANSF è rigida su questo punto. Le persone, già di per se indisciplinate, non si aspettano il passaggio di un treno su una linea turistica che vede un traffico scarsissimo. Scarsa attenzione, quindi l’Agenzia esclude e non accetta l’uso delle sole croci di S. Andrea, anche se previste dalle normative. è già disponibile a parlare di segnalmento acustico/luminoso, meglio se accompagnato da sbarre (anche azionate manualmente). Ok anche a semplice presenziamento. - ferrociclo: a breve uscirà la norma di esercizio. Luigi Cantamessa (Direttore Fondazione FS Italiane) Nel suo intervento Luigi Cantamessa, Direttore di Fondazione FS Italiane, ha evidenziato per prima cosa il fenomeno, inaspettato ma quanto mai reale, costuito dalla attività con treni storici. Ha inoltre evidenziato che, a partire dal 2003, anno nel quale ha iniziato ad interessarsi dei rotabili storici del Gruppo FS, non si è verificato alcun incidente. Importante affermazione del Direttore Cantamessa ha riguardato l’intendimento di Fondazione FS di sospendere a partire dal prossimo aprile i viaggi dei treni storici per le sopravvenute condizioni, in seguito alla nota di ANSF giudicata peggiorativa. Cantamessa ha quindi colto la disponibilità di ANSF a emanare norme specifiche per l’esercizio con treni storici sull’infrastruttura nazionale, insistendo però sulla urgenza di procedere in tal senso ovvero di concedere proroghe. In caso contrario ribadisce la volontà di fermare l’attività di Fondazione ad aprile. Conferma inoltre che già attualmente si va avanti in virtù di continue deroghe. Con riferimento all’esempio di possibile semplificazione proposto da Gargiulo (un solo incrocio su una ferrovia turistica) Cantamessa ritiene che sarebbe possibile recuperare i regolamenti di esercizio che già esistono ma che sono stati sostituiti dai più recenti. Esempio: su una ferrovia turistica si può certamente fare esercizio con blocco telefonico e Dirigente Unico. Si tratta di un sistema efficiente, con uno storico secolare che testimonia la sua validità e adeguatezza per quanto riguarda i livelli di sicurezza da garantire. Si ricorda in proposito che l’incidente pugliese è figlio dell’eccessivo traffico pendolare, che richiede sistemi di controllo di maggiore efficacia rispetto al blocco telefonico, che però va benissimo se si hanno su una linea 2-3 passaggi di convogli al giorno. (vedi articolo su SIcilia in Treno) La considerazione del Direttore di Fondazione FS è che la richiesta di tecnologia per il settore dei treni storici appare eccessiva in quanto, oltre a sottrarre risorse per la ristrutturarazione di più linee e stazioni, con perdita di patrimonio pubblico, il passato  servizio commerciale ne  testimonia, come nel caso del blocco telefonico, la validità. Cantamessa chiede quindi ai rotabili storici non sia richiesto ciò che è obbligatorio per il restante parco rotabile in servizio commerciale. Infine, anche il Direttore di FFS dà il suo consenso alla attivazione del tavolo tecnico proposto, ribadendo l’auspicio di avviarlo al più presto. Il report completo su Sicilia in Treno

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17 feb 2018

Linea Palermo – Catania: firma per il raddoppio di binario tra Bicocca e Catenanuova

di mobilita

Firmati i contratti per la progettazione esecutiva e i lavori di raddoppio del tratto di linea Bicocca – Catenanuova, parte integrante della nuova linea Palermo – Catania. La sottoscrizione degli accordi arriva a valle della gara già aggiudicata da Rete Ferroviaria Italiana. La realizzazione del nuovo tracciato, lungo circa 38 chilometri, è stata affidata al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) Salini Impregilo – Astaldi – SIFEL – CLF, per un valore di 186 milioni di euro. I lavori riguarderanno la nuova sede ferroviaria, l’armamento, gli impianti di segnalamento e telecomunicazione, le sottostazioni elettriche per l’alimentazione dei treni, la riqualificazione della stazione di Bicocca e la realizzazione di una nuova stazione a Motta Sant’Anastasia. L’attivazione di un primo binario è prevista nel 2020, mentre la fine di tutti i lavori è programmata per il 2022. L’opera rientra nel progetto di collegamento veloce Palermo – Catania – Messina ed è la prima in Sicilia tra quelle programmate con la Legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese. La realizzazione del nuovo tracciato rappresenta una fase fondamentale per migliorare i collegamenti ferroviari in Sicilia e connetterla al Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo.

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09 feb 2018

GENOVA | Lavori per nuovo sottopasso pedonale a Genova Bolzaneto

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Il passaggio a livello in prossimità del ponte San Francesco, a Genova Bolzaneto, sarà chiuso definitivamente alle 22:30 di lunedì 12 febbraio. In quella data, infatti, Rete Ferroviaria Italiana avvierà i lavori di realizzazione del nuovo sottopasso pedonale al di sotto dell’attuale passaggio a livello e di ristrutturazione del ponte San Francesco. Previste modifiche al traffico veicolare, che potrà utilizzare il Ponte Divisione Alpina Cuneense, e a quello pedonale per il quale è disponibile anche la passerella di via Barchetta. Variazioni di percorso anche per i mezzi pubblici, che saranno comunicate dalle aziende di trasporto interessate. Le ripercussioni del cantiere sulla viabilità stradale termineranno entro il mese di marzo, con l’apertura del nuovo sottopasso stradale e pedonale sostituivo del passaggio a livello in fase di ultimazione, che permetterà il collegamento tra via Bruzzo e via Pastorino. L’investimento complessivo di RFI è di circa 6 milioni di euro.

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31 gen 2018

Firenze SMN | Da venerdì 16 febbraio attivi i gate nell’area partenza treni

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Da venerdì 16 febbraio, nella stazione di Firenze Santa Maria Novella, l’accesso a tutta l’area di partenza dei treni avverrà transitando da appositi gate. L’accesso ai marciapiedi sarà consentito ai soli possessori dei biglietti di viaggio.  Con l’attivazione dei varchi saranno rimossi i blocchi all’interno del sottopassaggio della stazione in modo da permettere il libero passaggio tra i vari marciapiedi, senza dover transitare dalla galleria di testa. In questi giorni il personale di RFI sta svolgendo un’attività di monitoraggio all’ingresso del binario 16 lato rampa Gae Aulenti, viale Filippo Strozzi/Piazzale Montelungo, con l’obiettivo di verificare la quantità e la tipologia di flussi che usano tale ingresso per entrare in stazione. La foto di copertina si riferisce alla stazione di Milano

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26 gen 2018

Linea Milano – Brescia: ripresa la circolazione ferroviaria su due binari

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Dalle ore 6.00 di questa mattina è ripreso gradualmente il traffico ferroviario su due dei quattro binari della linea Milano – Brescia, dopo lo svio del treno regionale 10452 di Trenord avvenuto ieri mattina nella stazione di Pioltello. Sono attualmente assicurati i collegamenti della lunga percorrenza e del trasporto regionale tra le principali stazioni della linea, con riprogrammazioni del servizio. I treni potranno subire rallentamenti medi di circa 30 minuti. È inoltre prevista l’attivazione da parte di Trenord di un servizio sostitutivo con bus tra la stazione FS di Treviglio e la fermata Cassina De Pecchi della Linea Verde della Metropolitana.

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25 gen 2018

FOTO | Treno deraglia a Pioltello Limito, il primo bilancio parla di 2 morti e 10 feriti gravi

di Fabio Nicolosi

EDIT: il bilancio dei morti e feriti si è complicato, si parla di 3 morti, 5 feriti molto gravi, 10 gravi e 75 feriti lievi. Il problema da una prima ricostruzione dovrebbe essere stato causato da uno scambio che non ha funzionato al meglio La circolazione ferroviaria è interrotta dalle 7.00 sulla linea Milano-Brescia per lo svio del treno regionale 10452 di Trenord nella stazione di Pioltello Limito. Fra Milano e Brescia il traffico è sospeso su entrambe le linee (direttissima e lenta). Il traffico a lunga percorrenza viene deviato su itinerari alternativi con un allungamento dei tempi di viaggio di circa 120 minuti. In corso di accertamento le cause. Seguiranno aggiornamenti.

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22 gen 2018

Il piano di RFI per le stazioni della Liguria

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In linea con quanto definito dal Piano industriale 2017-2026 del Gruppo FS Italiane in termini di sviluppo della mobilità collettiva integrata e attenzione alla customer experience, Rete Ferroviaria Italiana ha avviato sull’intera rete nazionale un programma di adeguamento di 620 stazioni nell’arco di 10 anni, con un investimento economico complessivo circa 2,5 miliardi. In Liguria saranno 54 le stazioni coinvolte da Ventimiglia a Sarzana insieme ad alcune località del basso Piemonte per un investimento complessivo di circa 250 milioni. In particolare, dopo Bordighera e Arenzano già inaugurate nel 2017, saranno tre nel 2018 - Albenga, Genova Prà e Ovada - e quattro nel 2019 - Genova Piazza Principe, Genova Sturla, Pietra Ligure e Taggia le stazioni in cui saranno completati i lavori. A seguire saranno estesi ad altri terminal ferroviari della regione in alcuni dei quali - in parallelo - si sta già lavorando per arrivare puntuali all’obiettivo finale. Le stazioni in cui gli interventi sono stati avviati e saranno terminati per fasi progressive sono Genova Pegli, Genova Sturla, Genova Via di Francia, Monterosso, Rapallo e Santa Margherita-Portofino. L’investimento per il biennio 2017-2018 è di 42 milioni di euro. Già previsti altri 22 per il 2019. “Gli interventi programmati da RFI – commenta l’assessore regionale ai Trasporti Gianni Berrino – renderanno più accessibili le principali stazioni della Liguria innalzando gli standard di qualità per pendolari e turisti. Gli investimenti garantiranno, infatti, un maggiore livello nell’accoglienza dei viaggiatori, anche disabili, maggiore sicurezza, rapidità nella trasmissione di informazioni utili e maggiore fruibilità delle stazioni ferroviarie sul territorio, efficientando quindi i servizi per i passeggeri, indispensabili biglietto da visita sia per i tantissimi turisti che scelgono il treno per visitare la nostra regione sia per i lavoratori e gli studenti che ogni giorno si spostano in treno”. Il piano di interventi prevede l’innalzamento dei marciapiedi a 55 cm – lo standard europeo previsto per i servizi ferroviari metropolitani - per facilitare l’accesso ai treni, treni, la riqualificazione dei sottopassaggi pedonali e la realizzazione di nuove rampe di accesso ai binari, l’attivazione di ascensori, l’installazione di percorsi e mappe tattili per ipovedenti, la realizzazione di nuove pensiline e la riqualificazione di quelle esistenti. In programma anche il miglioramento dei sistemi di informazione ai viaggiatori, sia audio sia video, grazie all’installazione di nuovi monitor e impianti di diffusione sonora e il miglioramento della segnaletica di stazione e dell’illuminazione. In arrivo anche nuove tecnologie digitali come il wi-fi gratuito che permetterà a viaggiatori e cittadini di essere sempre connessi, con accesso anche alle informazioni utili per il viaggio.

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28 dic 2017

REGIONE VENETO | Nuovo stop ai cantieri delle fermate SFMR di Gazzera e Mestre

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Un  nuovo stop ai cantieri delle fermate SFMR di Gazzera e Mestre per la chiusura dei cantieri da parte della ditta incaricata a eseguire i lavori. Il progetto si inserisce all’interno del sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr), prevede la realizzazione di due nuove fermate ferroviarie, di via Gazzera e di via Olimpia/Mestre Centro, sulle linee Mestre - Treviso e Mestre - Trieste. Ad aprile c'era stato l'annuncio della ripresa dei lavori e la conclusione in 330 giorni con consegna alla cittadinanza di parte delle opere già dal mese di novembre 2017. Lo scorso luglio, a seguito del fallimento della prima impresa incaricata a eseguire i lavori dal Consorzio aggiudicatario dell’appalto, Kostruttiva e dopo la sottoscrizione di un atto transattivo con lo stesso, si era raggiunto un accordo con COTAU, ditta anch’essa consorziata con Kostruttiva, per riprendere le attività di cantiere sospese. Adesso l'amministrazione della Regione Veneto sta verificando la possibilità di un’azione congiunta con la stessa RFI finalizzata a portare a termine le lavorazioni che al momento sono al 70%. “Ho già inviato formale richiesta di incontro all’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana, Maurizio Gentile - afferma l’assessore alle infrastrutture e trasporti della regione del Veneto, Elisa De Berti - per verificare la possibilità di un’azione congiunta con la stessa RFI finalizzata a portare a termine le lavorazioni che, non certo per responsabilità della Regione, hanno incontrato un nuovo malaugurato stop. Siamo consapevoli dei gravi disagi che gli abitanti di quest’area stanno subendo da anni e dispiace constatare che l’azione da noi avviata lo scorso anno per il completamento dell’opera si sia arenata, ma sia chiaro che non ci arrendiamo e non permetteremo che le due nuove fermate ferroviarie rimangano incompiute”.  

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18 dic 2017

Potenziamento dei sistemi tecnologici nella stazione di Sarno

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Rete Ferroviaria Italiana ha realizzato, tra sabato 16 e domenica 17 dicembre,  un intervento di potenziamento dei sistemi tecnologici sulla linea Benevento – Cancello. Nella stazione di Sarno è stato attivato un nuovo e moderno apparato ACEI (Apparato Centrale Elettrico a Itinerari) per l’upgrade tecnologico del Sistema di Comando e Controllo (SCC) che ora consente la gestione e controllo del traffico ferroviario sull’intera tratta Cancello - Sarno dal Posto Centrale di Napoli. Con l’SCC tutti gli enti e gli apparati delle stazioni (scambi, segnali, passaggi a livello) sono manovrati da un’unica “cabina di regia”, riducendo i tempi tecnici per il transito e gli incroci dei treni nelle stazioni. L’intervento rappresenta un’ulteriore fase del più ampio programma di investimenti per le nuove tecnologie nel Nodo di Napoli, finalizzato allo sviluppo del network del Trasporto Pubblico Locale e al miglioramento degli standard di qualità del servizio. Investimento economico circa 6 milioni di euro.

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16 dic 2017

RFI: sulla Bologna-Padova la tecnologia dei ponti sospesi è applicata per il consolidamento dello storico ponte ferroviario sul Reno

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Applicare le più avanzate tecnologie, utilizzate nel settore dei ponti sospesi, per consolidare lo storico ponte ferroviario sul fiume Reno, sulla linea Bologna-Padova, in prossimità del Comune di Poggio Renatico. Realizzato nel 1860, ricostruito nel 1947 dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, il ponte sorge in una delle aree geografiche colpite dal sisma del 2012. Da qui la necessità di coniugare le attività di manutenzione periodica con gli interventi di rinforzo dell’infrastruttura, il tutto senza mai interrompere la circolazione dei treni su una delle linee principali del Paese. Il progetto, molto innovativo nel campo della manutenzione straordinaria dei ponti ferroviari, è stato presentato questa mattina da Rete Ferroviaria Italiana nell’Aula Magna della Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Università di Bologna, nel corso di un convegno organizzato dal Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani. La sfida - che ha coinvolto RFI, l’Università degli Studi di Perugia e lo studio di progettazione Petrella Engineering & Partners di Milano - è durata 18 mesi, comprese le attività di progettazione e monitoraggio del ponte storico e ha coinvolto oltre 200 tecnici di RFI e delle imprese appaltatrici. Due le fasi principali dell’intervento. Nel corso della prima sono state rinforzate le fondazioni, le pile e le spalle del ponte, attività che ha richiesto l’utilizzo di circa 900 micropali lunghi circa 22 metri, 3000 m3 di calcestruzzo e 2500 kg di armature in acciaio. Si è poi proceduto ad installare un sistema di sostegno dell’impalcato, ovvero della porzione di ponte su cui poggiano i binari. Quest’ultima parte è stata la più innovativa perché realizzata attraverso l’installazione di portali in acciaio e stralli per il sostegno del ponte storico, un sistema analogo a quello utilizzato nella costruzione dei moderni ponti sospesi. Investimento economico 4,9 milioni di euro.

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