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10 nov 2018

RFI, Università La Sapienza e CNIM firmano un accordo per lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno

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Promuovere lo sviluppo del trasporto ferroviario a idrogeno, approfondendone benefici e sostenibilità. Lo studio è funzionale per la valutazione tecnico/economica dei benefici in termini di impatto ambientale e sociale derivanti dall’alimentazione a idrogeno, rispetto agli altri sistemi di alimentazione e per attivare possibili sinergie rispetto agli sviluppi dell’industria di settore e degli impianti energetici da fonti rinnovabili. L’accordo è stato sottoscritto a Roma da Paolo Gaudenzi del Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, Aurelio Salvatore Misiti del Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione e da Maurizio Gentile, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane). RFI ha concluso, di recente, uno studio sul trasporto ferroviario a idrogeno, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture di terra a supporto, a testimonianza del costante impegno a favore dell’innovazione tecnologica e della mobilità sostenibile. L’intesa firmata oggi consentirà di individuare e approfondire le soluzioni più idonee per la produzione e l’approvvigionamento dell’idrogeno, necessario alle celle a combustibile dei treni. Le attività programmate saranno svolte dal DIMA, competente in materia di sistemi energetici e di combustibili a basso impatto ambientale, supportato dal CNIM, specializzato nella produttività e nella competitività delle imprese in particolare nel settore della manutenzione, con la collaborazione e supervisione di Rete Ferroviaria Italiana. L’intesa istituisce inoltre un Comitato Scientifico per definire le metodologie di lavoro, coordinare le attività e validarne i risultati. “In linea con le strategie di ‘Terza Missione’ della Sapienza - ha dichiarato Paolo Gaudenzi - il DIMA offre le sue competenze al mondo delle Imprese e delle Istituzioni per favorire lo sviluppo di soluzioni tecnologiche in risposta alle esigenze che emergono dalla società e tra queste alle esigenze di uno sviluppo sostenibile. Un approccio che desidera stimolare la partecipazione dell’Università all’ecosistema della Innovazione sulla base delle proprie competenze da investire nell’ambito nazionale e locale ma con ambizione di giocare insieme un ruolo di protagonisti nello scenario globale. Questo progetto, ad alto contenuto di innovazione, mira allo sviluppo delle tecnologie dell’idrogeno da utilizzare in sistemi di trazione ferroviaria, è pertanto perfettamente in linea con gli obiettivi strategici delineati nella mission del DIMA”. Secondo Aurelio Misiti - “la Convenzione tra UNIVERSITÀ, CNIM e RFI, firmata oggi presso la sede delle Ferrovie dello Stato rappresenta un deciso passo avanti nei rapporti tra il mondo della ricerca e quello industriale nel nostro Paese. È un segnale importante per la valorizzazione del lavoro di ricerca scientifica e tecnologica e del suo trasferimento nel fondamentale settore dei trasporti. La lungimiranza dei manager di RFI sommata all’alto livello qualitativo dei ricercatori del DIMA e alla grande esperienza del CNIM nel settore, consentirà all’Italia di collocarsi tra i primi al mondo per le innovazioni tecnologiche nei sistemi di trazione ferroviaria”. “RFI è da sempre impegnata nel campo della ricerca e dell’innovazione tecnologica per modernizzare il trasporto ferroviario nel nostro Paese, in termini di efficienza e impatto ambientale, ha commentato Maurizio Gentile. Come Gestore dell’infrastruttura siamo consapevoli dell’importanza strategica di una mobilità sempre più sostenibile e delle opportunità che possono derivare da questo progetto e da questa collaborazione che, nello specifico, permetterà di studiare le migliori soluzioni tecniche di fornitura dell’idrogeno per la mobilità ferroviaria”. Ti potrebbero interessare: Test positivo per il primo treno ad idrogeno Alstom Il primo treno a idrogeno del mondo correrà in Germania dal 2017 Alstom firma contratto per produzione di 14 treni a idrogeno Trenitalia inizierà la sperimentazione dei treni ad Idrogeno

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27 ott 2018

PORTI DI LIVORNO E PIOMBINO | Oltre sei milioni di euro per finanziare due importanti interventi

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L’Autorità di Sistema del Mar Tirreno Settentrionale fa il pieno di finanziamenti RFI. I suoi scali portuali si sono infatti intestati una quota parte rilevante delle risorse che la legge di stabilità del 2015 aveva previsto di destinare alle imprese ferroviarie ma che ad oggi non sono ancora state interamente attribuite. A sbloccare i fondi residuali rimasti nel cassetto la legge n.96 del 2017 (art.47 bis, comma 6) che ha consentito a Rete Ferroviaria Italiana di investire 48 milioni di euro per il miglioramento delle connessioni dell’infrastruttura ferroviaria nazionale in corrispondenza dei poli di generazione e attrazione del traffico. Livorno ha ottenuto 1,4 milioni di euro per creare un nuovo raccordo alla Stazione Livorno-Calambrone, mentre altri 5,2 milioni di euro sono stati impegnati per potenziare la stazione Fiorentina di Piombino per la ricezione di merce pericolosa. Porti, interporti, scali merci e piattaforme logistiche: sono in tanti ad aver partecipato al progetto “Ultimo/Penultimo miglio” di RFI. Su 116 interventi, ne sono stati accolti 28 e un altro è stato messo in stand by in attesa di maggiori approfondimenti. In totale, sono stati impegnati 39 milioni dei 48 disponibili. Oltre al sistema portuale dell’Alto Tirreno, hanno beneficiato dei finanziamenti sia l’Autorità di Sistema del Mar Adriatico Occidentale (Trieste) che l’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale (La Spezia-Marina di Carrara), cui sono stati destinati rispettivamente 5,8 e 5,7 milioni di euro per una serie di progetti cantierabili. Infine, 1,2 milioni di euro verranno investiti da Rete Ferroviaria Italiana per il ripristino delle piene funzionalità di Savona Parco Doria, sulla base di un intervento richiesto dall’Autorità di Sistema del Mar Ligure Occidentale.

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22 ott 2018

FIRENZE | Operativi 2 nuovi ascensori nella stazione Rignano sull’Arno-Reggello

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Operativi 2 nuovi ascensori nella stazione di Rignano Sull’Arno-Reggello che collegano il sottopasso viaggiatori al 2° marciapiede ed alla piazza antistante. Con una portata massima di 630 kg (8 persone), contribuiranno all’abbattimento delle barriere architettoniche della stazione. Investimento economico di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo Fs Italiane) circa 360 mila euro.

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22 ott 2018

VENEZIA | Una nuova sala di controllo della circolazione ferroviaria operativa a Mestre

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È operativa da ieri a Venezia Mestre la nuova sala di controllo della circolazione ferroviaria. L’intervento consente di gestire in maniera sempre più efficace i circa mille treni al giorno che quotidianamente circolano nel Nord-Est del Paese. Le nuove tecnologie installate permettono di migliorare la regolarità del traffico ferroviario, minimizzare le conseguenze di eventuali anormalità e diffondere con maggiore precisione, tempestività e capillarità le informazioni ai viaggiatori. L’investimento di Rete Ferroviaria Italiana è di circa dieci milioni di euro. La “Torre di controllo” di tutti i treni regionali, AV e merci che circolano in Veneto e nel Friuli Venezia Giulia, è stata riprogettata con un recupero di circa 500 mq di spazio (30% in più). È quindi ora predisposta per ospitare futuri sviluppi tecnologici, previsti nel Nord-Est nei prossimi 10 anni. Con oltre 300 monitor, 40mila metri di cavi di rete e 15mila metri di cavi di alimentazione, la nuova sala ospita circa 30 operatori per turno, 24 ore su 24, impegnati nella regolazione del traffico ferroviario, nel coordinamento delle attività dei manutentori, nell’informazione al pubblico e nel controllo dello stato di ascensori, telecamere e sistemi di illuminazione delle stazioni venete e friulane. Tutte le postazioni degli operatori sono state adeguate ai nuovi standard tecnologici. L’installazione di sistemi di raffrescamento/riscaldamento radiante e di impianti di illuminazione a led, garantiscono l’efficienza energetica della Sala. L’intervento di restyling, durato circa un anno, con il trasferimento degli operatori in una sala provvisoria, ha comportato la completa ristrutturazione del fabbricato, costruito alla fine degli anni ‘90.

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21 ott 2018

GENOVA | Servizio navette rimodulato per gli studenti del Ponente genovese

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Nuovi percorsi e orari delle navette scolastiche per gli studenti delle scuole superiori genovesi del Ponente. Da lunedì 22 ottobre: l ’ultima corsa del mattino della Navetta S1 (tratta Pontedecimo/Bolzaneto) ferma  a Pontedecimo la Navetta S2 parte e ritorna da località Giovi  la Navetta S6 (Rossiglione/Voltri) allunga il percorso e va dopo aver toccato Voltri, fino a Sestri Ponente, fermandosi anche a Pra'; per gli studenti che dalla Valle Stura devono andare in centro la stazione di riferimento suggerita rimane Voltri, per coincidenza e frequenza dei treni; agli studenti che devono fermarsi a Sestri Ponente è data la possibilità di non cambiare mezzo e raggiungere la scuola con la navetta senza prendere il treno. Gli orari rimodulati prevedono corse miste (la corsa normale Atp sarà considerata gratuita per gli studenti) in modo da evitare inutili doppioni di corse e da dare comunque la gratuità agli studenti che devono mostrare carta dello studente e  documento di identità.Tutte le navette (“studentesche” e miste) espongono il logo Ripartiamo dalla scuola per essere ancor più identificabili.Ecco gli orari rimodulati.Coincidenze Navette S1-S2-S3 e S4 con i treni in partenza da Pontedecimo e Bolzaneto.Le prime partenze delle navette S1- S2- S3 e S4 con orari: Navetta S1 Ponte Ferriera (06:35) – Pontedecimo FS (06:47) Navetta S2 Località Giovi (06:18) – Pontedecimo FS (06:45) (corsa Atp con gratuità studenti) Navetta S3 Pedemonte di Serra Riccò (06:20) – Bolzaneto FS (06:50) Navetta S4 Sant’Olcese (06:05) – Bolzaneto FS (06:45). Si interscambiano con il treno 21137 in partenza dalla stazione di Pontedecimo alle ore 06:54 e con passaggio nella stazione di Bolzaneto alle ore 06:59, che permette di raggiungere Sampierdarena alle ore 07:14 e Genova Principe alle ore 07:22.Le seconde partenze delle navette S1- S2- S3 ed S4 con orari: Navetta S1 Ponte Ferriera (07:00) – Pontedecimo FS (07:12) Navetta S2 Località Giovi (06:43) – Pontedecimo FS (07:10) (corsa Atp con gratuità studenti) Navetta S3 Pedemonte di Serra Riccò (06:45) – Bolzaneto FS (07:15) Navetta S4 Sant’Olcese (06:35) – Bolzaneto FS (07:15). Si interscambiano con il treno 21139 in partenza dalla stazione di Pontedecimo alle ore 07:24 e con passaggio nella stazione di Bolzaneto alle ore 07:29, che permetterà di raggiungere Sampierdarena alle ore 07:44 e Genova Principe alle ore 07:52.Le terze partenze delle navette S1- S2- S3 ed S4 con orari: Navetta S1 Ponte Ferriera (07:10) – Pontedecimo FS (07:22), non arriva più a Brin Navetta S2 Località Giovi (06:58) – Pontedecimo FS (07:25), non arriva più a Brin (corsa Atp con gratuità studenti) Navetta S3 Pedemonte di Serra Riccò (07:00) – Bolzaneto FS (07:20) corsa Atp con gratuità per studenti Navetta S4 Sant’Olcese (06:50) – Bolzaneto FS (07:30). Si interscambiano con il treno 21109 in partenza dalla stazione di Pontedecimo alle ore 07:33 e con passaggio nella stazione di Bolzaneto alle ore 07:40, che permette di raggiungere Sampierdarena alle ore 07:54 e Genova Principe alle ore 08:02. Per quanto riguarda le navette S6, il servizio rimane attivo con partenze da Rossiglione alle ore 06:10 e arrivo a Voltri FS alle ore 06:55 (corsa Atp con gratuità studenti), la partenza successiva da Rossiglione alle ore 06:15 arriva a Voltri FS alle ore 07:00 e prosegue fino a Sestri Ponente con arrivo alle ore 07:25. La terza navetta parte da Masone (non più da Rossiglione) alle ore 06:35 con passaggio a Voltri FS alle ore 07:00 e prosegue a Sestri Ponente con arrivo alle 07:25. Dalla stazione di Voltri è possibile usufruire del servizio ferroviario in direzione Principe con servizi cadenzati entro i 15 minuti dalle 07:20 alle 08:36. Si ricorda che la linea ferroviaria Genova – Acqui è attiva, con la possibilità di raggiungere direttamente Genova, con i treni in partenza da Rossiglione alle 05:49 (6051), alle 06:34 (6053), alle 07:36 (6055) e alle 08:04 (6057). Gli orari di arrivo alla stazione di Sampierdarena sono rispettivamente alle 06:36 (6051), alle 07:21 (6053), alle 08:20 (6055) e alle 08:37 (6057). La Navetta S5 (tra Bolzaneto e Brin) e la Navetta S7 (Principe/Sampierdarena) sono ridotte a 4 passaggi. La Navetta S5 con frequenza di 12'/13' (anziché 10'), Navetta S7 con frequenza di 10' (anziché 8').

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17 ott 2018

RFI: interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico in Lombardia

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Dalle 22:00 di sabato 20 alle 4:30 di lunedì 22 ottobre 2018 Rete Ferroviaria Italiana eseguirà interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico tra le stazioni di Como San Giovanni e Chiasso.  Per consentire l’attività del cantiere sono previste modifiche alla circolazione di alcuni treni delle linee S40 Malpensa Aeroporto-Varese-Stabio-Mendrisio-Chiasso-Como San Giovanni, S10 Bellinzona-Lugano-Mendrisio-Chiasso-Como San Giovanni, S11 Milano-Como-Chiasso e Venezia-Milano-Zurigo che prevedono allungamenti dei tempi di viaggio e cancellazioni   Vedi locandina Progetto ACE Chiasso + Serv. Natura 20-21 ottobre def_

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10 ott 2018

Napoli – Bari: al via Conferenza di Servizi per nuovo lotto

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Ulteriori passi in avanti nella realizzazione della nuova linea Napoli - Bari. Si è tenuta oggi la Conferenza di Servizi per il tratto di linea San Lorenzo Maggiore – Vitulano (Benevento), terza e ultima parte del lotto Frasso Telesino - Vitulano. Il Commissario Straordinario per il raddoppio della linea Napoli-Bari ha convocato i Ministeri competenti, gli Enti Locali e le aziende di servizi pubblici interessati per valutare il progetto definitivo dell’opera. L’incontro di oggi segue la pubblicazione, avvenuta a giugno 2018, dei bandi di gara per i lotti Frasso Telesino – Telese e Apice – Hirpinia, la consegna dei cantieri per i lotti Napoli – Cancello e Cancello – Frasso Telesino e, sul versante pugliese, l’attivazione del raddoppio di linea fra Cervaro e Bovino a 200 km/h. La nuova linea Napoli – Bari faciliterà gli spostamenti da Bari verso Napoli e Roma. L’opera, dal costo complessivo stimato circa 6,2 miliardi di euro, rientra tra quelle inserite nella legge “Sblocca Italia” ed è parte integrante del Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo. Nel 2026, alla conclusione dei lavori, sarà possibile andare da Bari a Napoli in 2 ore e fino a Roma in 3 ore. Già prima di tale data sono comunque previste progressive riduzioni dei tempi di viaggio, grazie all’apertura per fasi dei nuovi tratti di linea.

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04 ott 2018

RFI, oltre 45% investimenti destinati al Sud

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Il Sud è al centro dei programmi di investimento di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane).  Le risorse del primo anno del Contratto di Programma 2017-2021, in corso di approvazione, prevedono infatti che il 45% degli investimenti - circa 6 miliardi - sia destinato a opere nel Mezzogiorno, portando al 34% la percentuale degli investimenti complessivi in corso nel Sud Italia. Partendo da tali dati, RFI - soggetto tecnico che mette la sua esperienza al servizio dei decisori e attua poi le strategie definite dai governi e dal Parlamento - precisa e chiarisce il contenuto di un passaggio dell’audizione dell’AD Maurizio Gentile, erroneamente riportato da alcuni media. Durante l’illustrazione del Contratto di Programma 2017-2021, non sono state espresse opinioni sull’Alta Velocità al Sud quanto piuttosto sulle diverse tipologie di realizzazione utilizzate fino ad oggi, che prevedono linee specializzate per diverse categorie di treni. Le nuove linee, invece, dovranno essere realizzate in modo da portare benefici a tutti i treni, sia sul breve che sul lungo tragitto. In tale ottica RFI sta già lavorando a numerosi progetti di velocizzazione e potenziamento, che permetteranno di ridurre i tempi di viaggio tra le principali città del Meridione. Così, al completamento dei lavori si potrà andare da Napoli a Bari in due ore e da Roma a Reggio Calabria in poco più di quattro ore, ossia lo stesso tempo di percorrenza previsto tra la Capitale e Torino. Inoltre, gli interventi in corso in Sicilia consentiranno di collegare Palermo e Catania in poco meno di due ore. Si tratta di velocizzazioni, quindi, che permettono di ottimizzare gli investimenti previsti, producendo ricadute positive per tutti i cittadini, in tempi notevolmente più brevi rispetto a quelli che sarebbero necessari per opere più complesse e impattanti.

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03 ott 2018

La linea ferroviaria Palermo-Catania sarà veloce, ma a un solo binario

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Durante l’audizione in Commissione Trasporti della Camera sul contratto di Programma 2017-2021 tra Ministero dei Trasporti e Rfi, l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, ha parlato anche del raddoppio velocizzato della Palermo-Catania-Messina, parte integrante del corridoio TEN-T Scandinavo. L'Ad Maurizio Gentile ha confermato che il raddoppio della Messina-Catania già integralmente finanziato è in una fase avanzata e presto si partirà con la conferenza dei servizi per poi passare alla fase realizzativa. Per quanto riguarda il raddoppio della tratta Palermo-Catania, esso è stato oggetto di una variante, avanzata dal Commissario Straordinario di quest'opera che coincide con l'Ad di RFI, Maurizio Gentile. Le considerazioni del Commissario partono dal fatto che tra Palermo e Catania attualmente transitano 38 treni/giorno e anche se raddoppiassero non necessiterebbero, secondo il Commissario, di una linea a doppio binario. La variante prevede quindi, nella tratta che va da Catenanuova a Fiumetorto, la realizzazione di un solo binario veloce che serva soprattutto i capoluoghi di provincia, con tempi di percorrenza di circa 1h e 56m, e il mantenimento del vecchio binario a disposizione di tutte le località attualmente toccate dalla tratta ferroviaria con i tempi di percorrenza attuali di circa 3h. La variante ha ricevuto il via libera della Giunta Regionale lo scorso 31 agosto 2017.  Solo successivamente, se ci sarà la volontà politica, potrà essere costruito il secondo binario veloce. Questa variante, secondo il commissario, consentirà di ottimizzare le spese, riducendole da circa sei miliardi a 3,5 miliardi, e anticipando la fruizione dell'infrastruttura di circa 5/6 anni. Nell'aggiornamento 2018 con la distribuzione del Fondo Infrastrutturale previsto con la Legge di Stabilità 2018, RFI ha già inserito il finanziamento integrale di questa tratta, che in quota parte è a carico dello Stato e in quota parte a carico della Regione Siciliana con i Fondi Sviluppo e Coesione per circa 900 milioni di euro.

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03 ott 2018

Rfi, l’audizione dell’Ad Gentile: «Al Sud non serve l’alta velocità»

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Durante l'audizione in Commissione Trasporti della Camera sul contratto di Programma 2017-2021 tra Ministero dei Trasporti e Rfi, l’amministratore delegato di Rfi, Maurizio Gentile, ha affermato che l'alta velocità non serve al sud. "A mio parere così come abbiamo quello che abbiamo messo in progetto e che si è realizzato o si sta realizzando è l'Alta velocità Italiana, il resto è invece una velocizzazione complessiva del sistema. Le tratte ad AV di Napoli, Milano, Torino e Venezia a mio parere esauriscono la necessità di collegamento dei grandi centri urbani d'Italia con l'AV, il resto può invece essere realizzato mediante una importante velocizzazione dei collegamenti. Prendendo Roma come centro del Paese, oggi Torino-Roma si percorre in 4 ore e 30 minuti. Se velocizziamo la linea a sud di Salerno, il tratto Reggio Calabria-Roma si potrà coprire nello stesso lasso di tempo". "Io non credo che in Sicilia non ci sia un trasporto merci perchè le linee sono vecchie, probabilmente è dovuto al fatto che non è vi è una presenza industriale tale da innescare una forte domanda". Proseguendo, inoltre, l'Ad di Rete Ferroviaria Italiana ha comunicato che la linea Napoli-Bari sarà raddoppiata e sarà una linea ad Alta capacità dove «in alcuni punti, si potranno raggiungere i 250 chilometri all’ora». Quanto a una futura linea ad alta capacità Reggio Calabria-Salerno, qui si andrà più piano con una media di velocità fra i 150-180 chilometri all’ora, e «in qualche punto si potranno superare i 200 chilometri orari». La Sicilia resta a guardare: in assenza del ponte dello stretto, assiste quindi ancora alla crescita delle differenze tra nord, sud e isola e vede ancora una volta ridotta, pertanto, la sua capacità di attrazione di investimenti, imprese, commercio e turismo, nonostante i suoi oltre cinque milioni di abitanti (di cui due solo tra Catania e Palermo). Qui potete vedere l'audizione completa dell'AD Maurizio Gentile  

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