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13 set 2017

Verso “Gli Stati Generali Mobilità Nuova 2017″ | Focus: tre gruppi di lavoro a cui potersi iscrivere

di Giulio Di Chiara

Come vi avevamo annunciato in questo articolo, Mobilita.org è media partner dell'evento "Verso gli Stati Generali della Mobilità Nuova" che si terrà a Pesaro il prossimo 15-16 Settembre. Dopo avervi illustrato il programma, passiamo ad approfondire i temi che saranno oggetto di discussione dei gruppi di lavoro. Vi ricordiamo che per parteciparvi, è necessario iscriversi attraverso la compilazione del modulo di iscrizione che andrà inviato via mail all’indirizzo mobilitanuova2017@gmail.com. Tre gruppi di lavoro per quattro temi: Sharing Mobility, Logistica merci urbana, Mobilità Dolce, Trasporto Pubblico nelle aree a bassa densità. 1) Mobilità.it: Innovazione e nuovi concept per le persone e le merci Confronto sull’innovazione in corso nella mobilità, la sharing mobility e la logistica merci urbana. Dal possesso al servizio del veicolo, come si potrebbe integrare con il trasporto collettivo, le proposte di regole ed incentivi per auto e bicicletta da condividere. L’ultimo miglio nel trasporto merci come nodo centrale della mobilità urbana è il tema della seconda parte del gruppo di lavoro. Parleremo delle esperienze in corso nelle città, della ciclologistica a pedali in Italia ed Europa, dell’impatto dell’e-commerce sulle consegne, delle possibili soluzioni efficienti per governare la distribuzione delle merci in città. A cura di RAIMONDO ORSINI Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile 2) A piedi, in bici, in treno: la mobilità dolce nel paesaggio italiano All’interno di un ripensamento generale del modo di muoversi nelle città e nei centri abitati in Italia si colloca il ragionamento sulla mobilità dolce, quella rete di infrastrutture lente finalizzate alla fruizione dell’ambiente e del paesaggio, all’attività ricreativa e turistica, con particolare attenzione ai diversamente abili, ai bambini e agli anziani, caratterizzate da elevata sostenibilità ambientale. Un’idea di ricucitura tra piccoli centri e borghi con il territorio naturale, con una modalità di pianificazione integrata dello spazio pubblico in modo partecipato che possa permettere alle comunità rurali di ridisegnare stili di mobilità, nuovi consumi ed anche economie locali per l’accoglienza e la valorizzazione del territorio. Tracciare e restituire itinerari nel paesaggio, con tutte le positive valenze di fruizione estetica e innalzamento della qualità generale dei luoghi, significa anche offrire a una quota sempre più crescente di utenti, percorsi dedicati separati e protetti, con evidente vantaggio della sicurezza stradale e della salute pubblica legata all’offerta di luoghi per il movimento salutare quotidiano e a un uso attivo delle infrastrutture verdi. Alcune esperienze già in corso di questo tipo nel nostro paese hanno avuto un grande successo e confermano l’interesse dei cittadini e delle cittadine per fruire con più lentezza e piacere il proprio tempo libero e i propri spostamenti quotidiani, scoprendo paesaggi e percorsi del nostro patrimonio ambientale, culturale e storico, riattivando o riconvertendo in greenways le ferrovie dismesse, destinando alla mobilità a prevalenza ciclistica le strade bianche rurali e la viabilità secondaria, inventando nuove forme di mobilità e di esercizio fisico. La creazione di una rete della mobilità dolce dentro a un modello partecipato con il territorio risponde pienamente a fornire un quadro di una più avanzata politica e progettazione del paesaggio, rinnova allo stesso tempo la storica funzione di «collegamento» tra luoghi, parti di territorio e la memoria della vecchia infrastruttura come elemento del patrimonio culturale locale fatto di tracciati ferroviari, alzaie di fiumi e specchi di acqua dolce navigabili con voga o a basse velocità, sentieri e i percorsi pedonali e mulattieri, non soltanto montani, aventi particolare rilevanza storica per forma, struttura e memoria. Infine una rete ragionata di utilizzo attivo del territorio è funzionale non solo al recupero di un patrimonio infrastrutturale di pregio dismesso, ma a favorire anche una corretta gestione del territorio, sottraendole al degrado e all’abbandono e prevenendo fenomeni di dissesto idrogeologico e iniziando a dare piena risposta alle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. A cura di ALESSANDRA BONFANTI Alleanza Mobilità Dolce   3) Il trasporto pubblico e pendolare nelle aree urbane e nelle aree deboli- Esperienza nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne nella Programmazione 2014-2020 Il trasporto pubblico fatica a superare criticità e problemi che lo attanagliano ormai da molti anni e lo rendono poco competitivo rispetto all’auto: la qualità dei servizi è percepita come inadeguata da cittadini e pendolari in molte aree, urbane e non urbane; le risorse sono sempre “troppo scarse” per potenziare la rete dell’offerta, investire nel materiale rotabile, sviluppare le infrastrutture dedicate (ferro e gomma); gli sforzi di efficientamento del sistema, sotto il profilo delle gestioni aziendali e di una migliore pianificazione dei servizi, sono ancora insufficienti e comunque “a macchia di leopardo”; ci sono divari evidenti di qualità e di efficienza – con varie articolazioni - tra territori, tra servizi urbani ed extraurbani, tra gomma e ferro, fra trasporto regionale e trasporto di media e lunga percorrenza. Di conseguenza, il livello di utilizzazione del trasporto pubblico è ancora molto basso, con qualche eccezione in aree urbane virtuose e in alcune relazioni di lunga distanza, e non sembra essere cresciuto in misura significativa nemmeno durante la lunga crisi economica. Perché questo è accaduto? Quali sono le strategie degli operatori? Come cambiano le politiche nazionali? E’ ancora il trasporto pubblico baricentro dei modelli di mobilità sostenibile? Come si integra con le innovazioni nel digitale, nelle tecnologie, nell’organizzazione (mobilità della condivisione, ruolo dei privati ecc.) che avanzano – o sembrano avanzare – prepotentemente soprattutto nelle grandi aree urbane? Come si possono far crescere i modelli di integrazione modale tra vettori pubblici e nello scambio pubblico-privato? E ancora una grande questione nazionale: si approfondisce una preoccupante linea di frattura tra l’intensità d’uso del trasporto pubblico nelle aree urbane a più elevata densità di popolazione (quota modale attorno al 30% secondo le stime dell’Osservatorio “Audimob”) rispetto alle aree meno dense e ai centri minori (quota modale attorno al 4/5%) dove risiede pur sempre la grande maggioranza della popolazione (7 italiani su 10 vivono in centri con meno di 60.000 abitanti). Come ricomporre questa frattura? Quali modelli innovativi e flessibili, economicamente sostenibili, è possibile promuovere nelle aree interne e rurali a bassa densità? A cura di CARLO CARMINUCCI Isfort

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28 lug 2017

Bari, la giunta approva il PUMS – Piano della Mobilità Urbana Sostenibile

di mobilita

La giunta comunale di Bari ha approvato ieri il PUMS - Piano Urbano della Mobilità Sostenibile della città di Bari, un documento strategico che prevede l’integrazione dei programmi e dei progetti per la mobilità sostenibile già approvati, in procinto di essere approvati o in fase di avanzata elaborazione, con l’obiettivo di dotare la città di una visione unitaria e integrata delle politiche e delle azioni in tema di mobilità sostenibile che a loro volta siano connesse con un sistema metropolitano. “La nostra idea è semplice - spiega Decaro-: vogliamo far scoprire ai baresi quanto è bella Bari se si ha la possibilità di attraversarla a piedi o con un mezzo che non sia l’automobile e di vivere di più gli spazi pubblici. Questo è il principio guida che ispira il PUMS, disegnare spazi urbani a misura di pedoni e ciclisti, migliorando però tutte le forme e gli strumenti di mobilità sostenibile e alternativa che permettono ai cittadini di spostarsi in ambito urbano, ai tanti pendolari di arrivare a Bari in maniera sicura e veloce con i mezzi di trasporto pubblico o, in caso di utilizzo dell’auto privata, scegliendo uno dei tanti parcheggi di scambio alle porte della città. Vogliamo migliorare la qualità della vita dei cittadini che trascorrono il loro tempo a Bari, per lavoro o per studio. Per farlo dobbiamo ridurre il numero dei mezzi che ogni giorno entrano in città, che rappresentano un fattore determinante per l’inquinamento atmosferico e che occupano fisicamente lo spazio urbano che invece deve essere dei cittadini. Tanti sono gli interventi previsti nel PUMS, dalla riorganizzazione del trasporto pubblico urbano alla realizzazione di nuove infrastrutture di trasporto su ferro, dallo sviluppo della rete ciclabile prevista dal biciplan, con annesse zone 30, all’estensione della ZSR in tutto il quartiere Libertà, dall’aumento delle aree adibite a parcheggio di scambio su tutti gli assi di scorrimento per l’ingresso in città (14 complessivamente), alla creazione di percorsi casa-scuola e casa-lavoro, passando dall’attuazione di sistemi di mobilità condivisa, fino ad un piano di infomobilità e di logistica urbana che preveda una gestione più efficiente del trasporto di merci e persone in ingresso e in uscita da Bari. Questa pianificazione dovrà essere necessariamente integrata con lo sviluppo dei piani della mobilità metropolitana e regionale”. I piani e programmi che compongono il PUMS sono sostanzialmente il Biciplan, il piano di efficientamento del trasporto pubblico urbano e il progetto per la realizzazione di un sistema di logistica delle merci in ambito urbano - cui si aggiungono una serie di documenti della procedura di VAS - Valutazione ambientale strategica che approfondiscono gli impatti ambientali e le analisi circa la capacità del Piano di ridurre la mobilità privata motorizzata e le relative esternalità. Un elemento essenziale nel processo di approvazione sarà l’attività di partecipazione, già avviata nella fase di impostazione del PUMS, che sarà svolta congiuntamente al processo di VAS al fine di recepire, nel documento da sottoporre al Consiglio comunale, tutti i suggerimenti pervenuti dalla cittadinanza. Il PUMS mira a creare un sistema urbano dei trasporti con i seguenti obiettivi: garantire a tutti i cittadini opzioni di trasporto che permettano loro di accedere alle destinazioni e ai servizi chiave; migliorare le condizioni di sicurezza; ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico, le emissioni di gas serra e i consumi energetici; migliorare l’efficienza e l’economicità dei trasporti di persone e merci; contribuire a migliorare l’attrattività del territorio e la qualità dell’ambiente urbano e della città in generale a beneficio dei cittadini, dell’economia e della società nel suo insieme. Nell’ambito della pianificazione del PUMS si è proceduto a un’analisi approfondita della popolazione cittadina e metropolitana con una proiezione sui trend di modalità di spostamento. Da questa è emerso che, all’interno della città di Bari, ogni veicolo circolante effettua mediamente 4,28 spostamenti/giorno per una percorrenza media di 21,1 km/giorno. Tenuto conto che la velocità media è di 22,9 km/h, ne deriva che, mediamente, le auto restano in marcia per circa un’ora al giorno. La ripartizione della domanda per studio e lavoro interna al Comune di Bari evidenzia come il 34% dei cittadini si serve dell’auto come conducente e il 15% come passeggero, poco più dell’11% utilizza i mezzi pubblici, il 28% si muove a piedi, e solo l’1.9% in bicicletta. Per gli spostamenti di scambio con altri Comuni, l’auto è utilizzata, come conducente o trasportato, nel 48% dei casi da quelli in arrivo a Bari e nell’84% dei casi da quelli in uscita. Il bus invece è utilizzato nel 19% dei casi dagli spostamenti in ingresso e nel 6% dei casi da quelli in uscita da Bari. A fronte di questo scenario, nel PUMS sono stati individuati sette ambiti di intervento che corrispondono a una linea d’azione misurabile per intervento e indice di realizzabilità: servizio ferroviario metropolitano, trasporto pubblico urbano, mobilità condivisa, mobilità ciclopedonale, ITS, logistica e mobility management. Per quanto riguarda il servizio ferroviario metropolitano, si lavorerà sia sul fronte dell’accessibilità pedonale alle stazioni, con la riqualificazione e messa in sicurezza dei percorsi pedonali nel raggio di 500 metri dalle stazioni, sia sulla creazione di percorsi ciclabili nel raggio di 1500 metri dalle stazioni. A servizio del trasporto su ferro saranno realizzate delle aree di fermata per autobus e dei parcheggi di interscambio. Nella città di Bari sono stati inseriti 14 parcheggi di scambio di cui 5 già esistenti e 7 da realizzare in prossimità delle principali arterie di scorrimento e di ingresso in città: Lamasinata, Policlinico San Paolo, Bari Zona Industriale, Bari Stadio-Carbonara, Mungivacca, Torre a Mare (stazione), Fiera del Levante (via Verdi), Vittorio Veneto (lato mare e terra), Policlinico - Polipark, Mitolo, Parco 2 Giugno, Pane e Pomodoro, Asse Nord Sud (Ponte Adriatico), Japigia sud - Polivalente. Sul versante trasporto pubblico si procederà con la realizzazione dei nodi di scambio ai capolinea, fermate attrezzate lungo il percorso, corredate da sistema infomobilità - paline intelligenti, la realizzazione degli interventi di preferenziazione sulla rete e il rinnovo del parco autobus su cui si sta già lavorando. Tra i sistemi di mobilità condivisa c’è il servizio di car sharing, mentre per la mobilità ciclopedonale si farà riferimento alla programmazione inserita nel Biciplan ,che prevede anche il servizio di bike sharing ora in fase di aggiudicazione e l’attuazione di interventi di calmierazione del traffico (zone 30) e di mobilità alternativa lungo i percorsi scuola-casa (Piedibus in corrispondenza delle scuole dell’infanzia e primaria). L'ITS prevede sistemi di Infomobilità sulla viabilità principale del nodo stradale di Bari e l'indirizzamento ai parcheggi di scambio, mentre il programma della Logistica contempla l’attuazione di un servizio sperimentale di Cargo Bike e un progetto di logistica distributiva nell’area centrale basato su Centri di consolidamento urbani e Terminal di prossimità. L’ultimo ambito di intervento attiene alle politiche di Mobility management, con l’attuazione dei Piani casa-lavoro presso i più importanti plessi di servizi pubblici quali il Comune di Bari, la Regione Puglia, ASL e Università di Bari. 

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