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09 mag 2020

Trasporto pubblico: “Perdite ben oltre il miliardo di Euro entro fine anno” | L’intervista ad Andrea Gibelli

di mobilita

L'emergenza da Coronavirus cambierà il nostro modo di spostarci. Uno dei settori più coinvolti è quello del trasporto pubblico, che in queste settimane sta reinventando il proprio servizio tra distanziamento sulle vetture, capacità ridotte, problemi di sostenibilità economica e disposizioni di sicurezza. Come torneremo a viaggiare sui mezzi pubblici? Cosa succederà al pendolarismo? A quali innovazioni stanno pensando le società di trasporto per gestire questa nuova era della mobilità di massa? Questa e altre domande le abbiamo rivolte ad Andrea Gibelli, Presidente di Asstra - Associazione Trasporti alla quale aderiscono le aziende italiane del trasporto urbano ed extraurbano, gli esercenti di servizi con autobus, tram, metropolitane, impianti a fune, tutte le ferrovie locali (non appartenenti a Trenitalia S.p.A) nonchè le imprese di navigazione lagunare e lacuale. Vi lasciamo alla trasposizione testuale dell’intervista: M: Abbiamo tutti consultato le linee guida che il Governo ha redatto per dare un indirizzo alle aziende di trasporto su Fase 2.  Si parla di distanziamento fisico, di accessi contingentati sui mezzi pubblici. Quali sono le problematiche principali che il trasporto pubblico affronterà nell'immediato? A.Gibelli :  I primi giorni il sistema ha retto bene, tutte le aziende hanno adottato le misure necessarie a mantenere la sicurezza degli utenti, e degli addetti che sono fra i più esposti. Ma attendiamo nuovi provvedimenti, perché c'è il rischio che tanta gente che non potrà muoversi: il motivo è la limitata capacità dei mezzi imposta dalle attuali norme sul distanziamento, circa il 30% in meno. M: Nelle ultime settimane sta emergendo la paura del mezzo pubblico come veicolo di contagio: in che modo le società di trasporto stanno provando a scongiurare questo paventato distacco con gli utenti, sia in termini di sicurezza che a livello comunicativo? Può farci qualche esempio di interventi che in questi giorni si stanno proponendo ad integrazione delle linee guida ufficiali del Governo? A.Gibelli:  La nostra associazione rappresenta più di 150 realtà. Abbiamo tanta esperienza sul campo e stiamo dando il nostro contributo al gruppo dei cosiddetti saggi. Ma non saremo in grado di trasportare tutti i passeggeri oltre il 30% della capacità. A questo si aggiungono le nuove aperture previste per il 18 Maggio e ci aspettiamo altre modifiche alle attuali indicazioni. Assistiamo e diamo indicazioni alla gente cercando di informare quanto più possibile, tenendo conto che le misure non possono essere applicate allo stesso modo a tutti i mezzi, dal semplice bus ai mezzi per il trasporto rapido di massa.   M: Possiede una stima sulla perdita economica che è stata accumulata dalle società di trasporto? Se si, può fornirci qualche dato. ASSTRA ha già avviato con il governo un tavolo di confronto per richiedere misure di aiuto al fine di ridurre le perdite delle aziende? A.Gibelli:  800 mln di euro sono le perdite aggiornate ad oggi per la mancata bigliettazione. Stimo una previsione entro la fine dell'anno di circa 1,5 mld di euro. M: A causa del distanziamento sociale sarà richiesta una più alta frequenza di mezzi pubblici, per sopperire alla carenza della capacità delle vetture. A fronte di maggiori costi e minori ricavi dovuti all'emergenza, le società di trasporto saranno in grado di garantire tale incremento del servizio? A.Gibelli: Bisognerà organizzarsi nel riorganizzare l'utenza in fasce orarie: interventi a carattere imprenditoriale che tengano conto delle misure di sicurezza e delle norme locali. Prevedere quindi aperture differenziate degli esercenti o iniziative in tal senso. M: Per far fronte al pendolarismo, nel documento di ASSTRA si propone l'utilizzo delle tecnologie quali strumenti per contingentare e organizzare l'offerta di trasporto. Quali sono verosimilmente modalità e tempistiche che potrebbero essere necessarie affinché tutte le aziende di trasporto si allineino a queste indicazioni? A.Gibelli: Il problema attuale è riferito principalmente alla privacy,  legato agli operatori, ai monitor scanner e a tutta una serie di questioni che dovranno essere affrontate dal punto di vista normativo. Oggi la tecnologia non ha limiti, ma é un'opportunità in termini di sicurezza che le aziende dovrebbero cogliere per fare quel salto tecnologico che questa esperienza quasi ci impone. M: Sempre in riferimento al vostro documento è chiara la misura di disincentivare l'uso del mezzo privato (no gratuità strisce blu, no apertura ZTL): questo appello è stato recepito dalle amministrazioni? A.Gibelli: Servirebbe un piano nazionale per la mobilità, un patto fra il mondo dei servizi per ridefinire il ruolo del TPL in base alle esigenze complessive. La questione va affrontata come sistema e non può essere legata ad un solo soggetto, perché questo crea situazioni non facili. M: Da più parti viene menzionata la micromobilità e la mobilità dolce quali modalità di spostamento per combattere sinergicamente la possibile congestione del traffico da automobile. Pensa che il trasporto pubblico dovrà rimodulare le sue prerogative per "lasciare spazio" e integrarsi ulteriormente a questi ulteriori mezzi privati? A.Gibelli: Sono sempre stati alleati, ma ogni elemento ha i suoi limiti tecnologici nel proprio campo di utilizzo. Sono pienamente d'accordo con l'utilizzo di questi mezzi per servire l'ultimo miglio, ma ricordiamo che i trasporti servono soprattutto a coprire le grandi distanze e per permettere a chi proviene da fuori città di raggiungere le università, i luoghi di lavoro e tutte le attività che si concentrano spesso proprio all'interno delle grandi centri urbani. M: Superata la fase emergenziale il modello di offerta del TPL cambierà? In che modo? A.Gibelli: L'elemento più qualificante sará la materializzazione e l'uso di sistemi di acquisto e vendita di biglietti e abbonamenti esclusivamente online, evitando assembramenti. Un secondo tema é quello della geolocalizzazione, per dare al cliente un'idea dei posti disponibili sui mezzi: Tale servizio é già stato concepito, ma al momento é tutto bloccato dai costi elevati dell'implementazione dei sistemi. M. Pensa che quest’emergenza possa frenare gli investimenti sul trasporto pubblico locale e parliamo anche dei vari cantieri che prevederanno realizzazione di metropolitane, tram, filobus? A.Gibelli: Mi auguro di no, sarebbe una disgrazia. Ritengo che sará necessario continuare ad investire nel trasporto pubblico in quanto, qualora dovessero permanere direttive di distanziamento sociale, occorrerà progettare nuove misure innovative sui mezzi. Punterei quindi sulla tecnologia elettrica perchè più predisposta ai cambiamenti e all'innovazione stessa. Potete rivedere l'intervista video direttamente sul nostro canale Youtube:

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24 apr 2020

Mobilità post COVID-19: “Congestione rischio serio!” analisi e best practices di Matteo Dondè

di mobilita

L'emergenza da Coronavirus sta cambiando le nostre abitudini e percezioni, e anche la mobilità subirà inevitabilmente delle rivoluzioni. Ma esattamente cosa sta cambiando e cosa cambierà nella vita di tutti i giorni? Cosa stanno facendo le altre città nel mondo e come possiamo cogliere le opportunità del caso? Ne abbiamo parlato in una diretta Facebook con l'architetto Matteo Dondè, architetto e esperto pianificatore della mobilità sostenibile, ponendogli alcune domande sul tema e immaginando gli scenari futuri che si prospettano nelle nostre città, negli spostamenti quotidiani e quali strategie adottare.   Vi lasciamo alla trasposizione testuale dell'intervista:   Mobilita.org: Hanno avuto grande diffusione le foto dei canali di Venezia limpidi, dell'Himalaya, delle Alpi e persino dello skyline di Los Angeles visibili a distanza di centinaia di chilometri. Forse il Coronavirus ci sta aprendo gli occhi sotto certi aspetti. Pensi che questa emergenza servirà a sensibilizzare l'opinione pubblica e i governi su clima, inquinamento atmosferico e acustico o ben presto si tornerà a ignorare questi problemi? Matteo Dondé: Le immagini che abbiamo visto dimostrano quanto questo modello di mobilità impatta sull'ambiente e sull'inquinamento. Come le nostre città sono più silenziose, e la natura si è quasi ripresa parte delle nostre città. E' un'occasione che le amministrazioni dovranno saper prendere per cambiare la mobilità, le nostre città e rimettere le persone al centro e non più i veicoli. Mobilita.org: L'emergenza da Coronavirus ha determinato repentinamente dei cambiamenti nelle nostre vite: a causa del distanziamento sociale al quale saremo costretti per evitare nuovi contagi anche le nostre città probabilmente non saranno più le stesse almeno per un pò di tempo, così come gli spostamenti delle persone. Pensiamo ai trasporti pubblici e privati e in generale alla mobilità. In tal senso quali scenari, problemi e comportamenti inevitabili prevedi già nella fase 2 di questa emergenza? Un esempio pratico da cui partire: il pendolarismo di lavoratori e studenti. Matteo Dondé: Il distanziamento sociale per quanto riguarda il TPL sarà importante e inciderà sulla capacità dei mezzi. Il rischio serio è la congestione. Basti pensare che la città di Milano, attuando tutte le restrizioni a bordo dei mezzi pubblici, potrà assicurare solo il 30% del servizio complessivo con la conseguente congestione. Bisogna rivedere l'uso irrazionale che ad oggi viene fatto con l'auto per le distanze entro 5km. Mobilita.org: La pandemia e anche la gestione "fase 2" farà emergere rischi, ma anche opportunità. In queste settimane di lockdown forzato, di centri urbani vuoti, di ripensamento dei nostri stili di vita, si sta presentando una rara occasione di progettazione in itinere. In giro per il mondo diverse città hanno colto la palla al balzo per attivare alcuni interventi sulla mobilità locale. Ci fai qualche esempio? Quali sono gli obiettivi e i benefici che si vogliono perseguire? Matteo Dondé: La bicicletta diventerà un mezzo concorrenziale rispetto all'auto privata e al mezzo pubblico: elevati tempi di attesa alle fermate che si allungheranno, e i tempi di percorrenza in auto a causa del volume veicolare che di conseguenza aumenterà. Abbiamo un'occasione per affrontare in maniera incisiva il tema della sicurezza stradale e inquinamento atmosferico riducendo la velocità delle auto e disincentivandone l'uso. Pensiamo all'istituzione di Zone 30, sottraiamo ulteriore spazio alle auto a favore di nuovi percorsi ciclo-pedonali in virtù del rispetto delle distanze di sicurezza che verranno imposte. Da rivedere inoltre i percorsi ciclabili sui marciapiedi in quanto non potranno garantire il distanziamento coi pedoni. Mobilita.org: Torniamo in Italia, introducendo il tema delle possibili soluzioni da adottare, quali provvedimenti consiglieresti nell'immediato alle amministrazioni delle città italiane per contenere le problematiche? Matteo Dondé: Assieme ad altri professionisti abbiamo redatto un Piano di azione per una mobilità urbana d'emergenza con delle linee guida dedicate ai possibili provvedimenti da attuare subito, coerentemente al distanziamento che ci verrà imposto. Ma anche un occhio alla sicurezza stradale in città e l'inquinamento. Tante soluzioni a basso costo per abbassare la velocità delle auto implementando al tempo stesso la ciclabilità. Non basta di certo piazzare un cartello con scritto 30km/h per ridurre la velocità ma servono elementi fisici, e nel nostro manuale proponiamo soluzioni a basso costo. Notevole sarà anche il lavoro nel campo della comunicazione, perché bisognerà far capire all'automobilista che ogni ciclista che incontra per strada sono un vantaggio per lui e per il traffico in quanto rappresentano auto in meno. Mobilita.org: Parliamo di spazi pubblici: camminare, stare seduto in una panchina, assistere all'esibizione di un'artista di strada, sorseggiare un caffè nelle sedute esterne di un bar: ciò che prima era normale potrebbe non esserlo alla ripartenza e per diverso tempo. Credi che dovremo ripensare funzioni e spazi di aggregazione, apportando degli accorgimenti dettati dagli strascichi che questa pandemia ci lascerà in eredità? Matteo Dondé: Costruiamo nuovi quartieri, ma con una considerazione diversa degli spazi pubblici: urbanistica basata sulle persone piuttosto che sulle auto con più verde. Mobilita.org: Lasciamoci con l'attualità: c'è qualche amministratore in Italia che si è attivato o sta mostrando apertura verso interventi di emergenza sul tema della mobilità? Quali sono i temi più attenzionati? Qual è il ruolo dei cittadini e delle associazioni?  Matteo Dondé: Tutte le associazioni che da anni si occupano di questi temi, stanno spingendo su questa direzione. Ma anche i cittadini possono portare il proprio contributo sul tema delle sperimentazioni provando una nuova nuova mobilità differente, sperimentando nuovi spostamenti quotidiani, provando ad accompagnare i propri figli a scuola piuttosto che in auto. Proviamo quindi a cambiare le nostre abitudini, proviamoci perché la congestione ci riguarda tutti. Raccontiamo le buone esperienze e mettiamole in pratica. La congestione riguarda tutti, le associazioni stanno portando un grande contributo ma anche i cittadini devono capire che possono essere determinanti. Trovate l'intervista completa sul nostro canale YouTube:  

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17 nov 2018

VENEZIA | Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità urbana

di mobilita

Venezia Sostenibile con il PON Città Metropolitane e l'Unione Europea sta realizzando nuovi progetti per la mobilità urbana prevedendo l’ottimizzazione dei flussi di traffico (terra, acqua) attraverso una loro gestione intelligente.   Le linee di intervento e i progetti Infomobilità e sistemi di trasporto intelligenti Monitoraggio, controllo e gestione del traffico e dei flussi, per sviluppare sistemi di monitoraggio e sicurezza stradale e acquea Smart control room - sistema integrato per il controllo e la gestione della mobilità e della sicurezza stradale Gestione integrata della mobilità - gestione dei parcheggi, creazione di percorsi intelligenti, sistema di pagamento via cellulare, controllo della sosta, delle ZTL e verifica delle targhe Monitoraggio flussi pedonali - per realizzare un modello predittivo a supporto alla mobilità terrestre e acquea Mobilità lenta Completamento del Biciplan Pista ciclabile per Venezia - realizzazione di opere complementari alla rete esistente Collegamenti casa-scuola più sicuri e accessibili - opere infrastrutturali per rendere più sicuri e accessibili gli ambiti di accesso alle scuole primarie e secondarie di primo grado Completamento rete ciclabile tra riviera Marco Polo e via Poerio Pista ciclabile Via Altina da Favaro a Dese Pista ciclabile su ex linea ferroviaria Venezia-Trento Corsie protette per il TPL e nodi di interscambio modale Infrastrutture di interscambio Moduli di “stallo intelligente” nei punti di interscambio - stalli per cicli, parcheggi, bike sharing, charging hub, accoglienza, servizi vari e videosorveglianza per migliorare la fruizione dei trasporti pubblici

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17 ott 2018

MESSINA | La mobilità urbana sulla via Garibaldi

di mobilita

Il vicesindaco e assessore alla Mobilità Urbana Salvatore Mondello ha incontrato oggi pomeriggio a Palazzo Zanca una delegazione dell'Associazione "Le Vetrine" di via Garibaldi rappresentata dal presidente Lillo Valvieri e da altri iscritti. Tema dell'incontro è stata la mobilità urbana sulla via Garibaldi anche in relazione alla realizzazione di progetti proposti dalla medesima Associazione. "La nostra Amministrazione comunale, da quando è al governo della città, – ha evidenziato il vicesindaco Mondello - si sta caratterizzando per pragmaticità. Da tutti gli interventi come questo nascono sempre cose importanti per la città; si tratta di incontri utili per la crescita propositiva e costruttiva di Messina, che cresce attraverso i suoi cittadini. Siamo sempre lieti di accogliere i suggerimenti per costruire insieme Messina. Per quanto riguarda le tempistiche, ho avuto modo di esprimere in maniera chiara che qualsiasi ragionamento fa parte di una strategia complessiva ed è necessario leggere la città nel suo complesso e non solo in una microparte. Varati i 13 bus elettrici che attraverseranno principalmente la via Garibaldi, tutta la via sarà oggetto di una rivisitazione generale dal punto di vista della mobilità. La bellezza di Messina deve essere un elemento imprescindibile per cercare di far arrivare in città quante più persone possibili, soprattutto per farle vivere di gradevolezza e non di degrado come siamo stati abituati in questi anni. Ben vengano tutti gli interventi ed i progetti utili all'abbellimento di Messina. Chiaramente il tutto va sempre e comunque realizzato attraverso regole condivise che fanno della città un unicum ed all'interno di una strategia complessiva".

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17 lug 2017

Mobilità urbana, l’ISTAT fotografa l’Italia

di mobilita

Un nuovo rapporto Istat fotografa, attraverso la lente di numeri e statistiche, la situazione attuale della mobilità urbana sul territorio italiano. Dopo la debole ripresa del 2014, torna a calare la domanda di trasporto pubblico locale (Tpl) nei capoluoghi di provincia, pari a 186,8 passeggeri per abitante contro i 189,5 dell'anno precedente. La flessione è spiegata quasi interamente dalle forti variazioni di segno opposto registrate a Roma e Milano (-6 e +4,1% di passeggeri trasportati, rispettivamente). Per la prima volta negli ultimi cinque anni aumenta, invece, l'offerta del Tpl: da 4.425 a 4.503 posti-km per abitante. La ripresa si deve essenzialmente ai servizi di metropolitana, la cui produzione è cresciuta di oltre il 10% in valore assoluto (+15,7% a Milano), mentre è diminuita o rimasta invariata la produzione delle altre principali modalità (autobus -1,6%, filobus -4,6%, tram +0,3%). Continua a crescere la dotazione di infrastrutture di Tpl su ferro (tranvie e metropolitane): la densità di rete della metropolitana, in particolare, sale da 0,86 a 0,90 km per 100 km2 grazie alle estensioni realizzate a Roma e Milano. Sostanzialmente invariata rispetto al 2014, invece, la dotazione di corsie preferenziali (4,4 km per 100 km2), il 50% delle quali è in sede protetta. Non si registrano variazioni di rilievo nella densità territoriale di fermate e stazioni, una misura dell'accessibilità ai servizi di Tpl. Diminuisce il numero delle fermate di autobus e filobus (dello 0,3 e dello 0,9%), mentre aumentano le fermate del tram (+1%) e soprattutto le stazioni della metropolitana (+7,4%). Si riduce, invece, rispetto al 2014, la disponibilità dei veicoli impiegati per il Tpl: in particolare, gli autobus (di gran lunga la modalità più diffusa) scendono da 79,4 a 75,2 ogni 100 mila abitanti, mentre non si registrano variazioni sostanziali per le altre modalità. In compenso, continua a crescere (dal 22,1 al 24,6%) la quota degli autobus "ecologici", in larga maggioranza alimentati a metano o Gpl. Le velocità commerciali medie delle principali modalità di Tpl, tutte in lieve aumento rispetto all'anno precedente, sono di 19,4 km/h per autobus e filobus, 16,2 km/h per il tram e 29,1 km/h per la metropolitana.

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20 lug 2015

Ecco il primo scooter sharing di Enjoy a Milano

di Alessandro Graziano

Dallo scorso 15 Luglio 2015 Eni ha lanciato il servizio Enjoy anche sugli scooter (oltre quello già presente con le 500 Fiat per il car sharing)creando il primo sistema diffuso di scooter sharing della città di Milano e il primo così esteso in Italia. Si tratta di un sistema a rilascio libero  realizzato in partnership con il Gruppo Piaggio e Trenitalia. Costituiranno inizialmente la flotta a disposizione dei cittadini milanesi. 150 scooter a tre ruote Piaggio MP3 (versione 300LT Business ABS). I veicoli sono stati progettati e sviluppati in stretta collaborazione tra ENI e il Gruppo Piaggio per lo specifico utilizzo in modalità sharing e per garantire sicurezza e facilità d’uso: limitazione della velocità massima a 90km/h, dotazione di due caschi, cuffiette igieniche monouso, telecamere anteriori e posteriori ai fini di controlli di sicurezza in caso di incidenti o sinistri.   Gli MP3 Enjoy potranno essere guidati con patente italiana di categoria A3 e B (a partire dai 21 anni di età) e con patenti estere riconosciute dal servizio Enjoy. I nuovi utenti si possono registrare tramite app o sul sito enjoy.eni.com, mentre a chi è già iscritto basterà solo aggiornare il profilo per abilitare il nuovo servizio. In entrambi i casi, per ultimare la procedura, sarà necessario completare la visione di un video tutorial con le informazioni necessarie al corretto utilizzo dello scooter. Per usare gli scooter di Enjoy si pagherà un’unica tariffa di 0,35 € al minuto. Gli MP3 rossi hanno libero accesso all’Area C del Comune di Milano (la ztl del centro storico di Milano) e possono essere rilasciati al termine dell’utilizzo in qualsiasi parcheggio consentito all’interno dell’area di copertura. Il parcheggio è gratuito negli stalli riservati agli scooter all’interno del Comune di Milano e nelle aree dedicate presso le Eni Station cittadine. Con l’arrivo dello scooter sharing Enjoy, si ampliano ancor di più le possibilità per milanesi, city users e utenti con patente estera, di scegliere forme di mobilità sostenibile e condivisa nel Comune di Milano. Trenitalia e Vodafone sono ancora una volta i brand che accompagneranno i clienti sugli scooter, offrendo ai nuovi iscritti un welcome voucher, rispettivamente di 15€ e di 10€.   "L'uso dei mezzi pubblici sempre di più sta diventando un'abitudine dei milanesi. Era uno dei nostri obiettivi e ce l'abbiamo fatta. Speriamo si diffonda sempre di più" ha detto il sindaco Giuliano Pisapia. "Milano si conferma la città in cui le cose accadono prima" ha commentato, invece, l'assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran.

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