Articolo
30 ott 2020

BIT Mobility, l’azienda di monopattino sharing tra sostenibilità ambientale e del business

di mobilita

La scorsa primavera Mobilita.org attraverso una serie di appuntamenti in diretta sulla fanpage Facebook ha approfondito i temi legati alla mobilità post-Covid, facendo intervenire l'architetto Matteo Dondè a proposito della gestione degli spazi pubblici in città, Andrea Gibelli, presidente di ASSTRA, l'associazione datoriale delle aziende di trasporto pubblico in Italia, settore fortemente colpito dalla pandemia, e infine i principali rappresentati delle associazioni locali che si occupano di ciclabilità nelle maggiori città italiane. L'impegno di Mobilita.org per offrire dei punti di vista approfonditi sulla mobilità, uno dei temi centrali connessi al contenimento e alla convivenza con il virus, si è questa volta esplicitato attraverso l'intervista promossa e realizzata insieme allo Starting Finance Club Uniba a Gianmaria Crivellente, co-fondatore e CEO di Bit-Mobility, una delle aziende italiane del settore della sharing mobility. I focus dell'intervista sono stati gli aspetti economici e finanziari dell'azienda e i temi legati più strettamente alla mobilità: vi offriamo di seguito gli spunti emersi dalle domande rivolte al dottor Crivellente.   “L’Italia è un paese di startupper”. Così Forbes Italia definisce il nostro stivale, da Nord a Sud. Bit Mobility ne è un esempio concreto. Bit nasce a Verona nel marzo del 2019 e risulta essere una diretta conseguenza di un'attenta analisi del mercato e delle sue potenzialità. La prima città italiana in cui approda è Cattolica nell’estate dello stesso anno; successivamente si espande a Verona, Torino, Milano. Durante e dopo il lockdown la rete di Bit comincia ad espandersi anche verso le città del Sud Italia, attraverso operazioni che si pongono l’obiettivo di ridurre il gap tra il Nord e il Sud, con un numero di città totali pari a 17 dislocate uniformemente su tutto il territorio. La costituzione di una startup prevede – oltre all’analisi di cui sopra – anche la fondamentale fase della raccolta di capitali, attraverso il crowdfunding, microcredito o classico finanziamento bancario (mutui). Nella fattispecie, Bit nasce dall’intuizione e dalle disponibilità finanziarie proprie di una famiglia veronese. Nell’ottica innovativa dell’azienda, però, si renderanno necessari degli investimenti importanti, ovvero capitali da parte di terzi. L’innovazione come elemento di disruption rappresenta uno strumento di acquisizione di vantaggi competitivi sul mercato nei confronti dei concorrenti. Innovazione che potrebbe manifestarsi in semplici migliorie del prodotto o addirittura in modifiche strutturali alla complessità del servizio. In questo momento l’innovazione non è l’obiettivo primario dell’azienda, trovandosi (il prodotto – monopattino) in una fase di “introduzione-crescita” all’interno del mercato. Chiaramente si arriverà a raggiungere un punto di “maturazione-declino” del prodotto e lì si renderà necessaria l’innovazione di cui sopra al fine di tornare alla prima fase, quella di “introduzione”. La semplice ottimizzazione dei processi organizzativi interni (es. personale che si occupa della sostituzione delle batterie in ogni città) permetterebbe di mantenere il prodotto competitivo in una fase continua di “crescita”. Quanto all’aspetto tecnico delle startup, esse difficilmente nei primi anni di esercizio riescono a conseguire degli utili in grado di remunerare l’imprenditore per il classico rischio di impresa. È il caso di Bit che, avendo presentato soltanto un bilancio nel corso della sua giovane vita, vede chiudersi l’anno con una perdita (fisiologica). Tuttavia, come lo stesso co-fondatore e CEO dell’azienda, il dott. Gianmaria Crivellente, ci confida “Bit potenzialmente potrebbe conseguire degli utili già del secondo anno di vita, pandemia permettendo”. Questo dimostra grande attenzione alla sostenibilità del business, cioè all’attenta analisi dei costi-benefici città per città, oltre ad una meticolosa diligenza nel raggiungimento di un determinato livello di redditività. Ma sostenibilità nella società di oggi è soprattutto quella ambientale, per questo motivo Gianmaria Crivellente ha riassunto i valori della sua azienda, affermando che "la sostenibilità non è un qualcosa in più ma un qualcosa di necessario". Il focus delle domande è stato anche quello più strettamente connesso alla mobilità: in merito agli aspetti più prettamente operativi Gianmaria Crivellente ha spiegato come il numero di mezzi a disposizione degli utenti e i prezzi del servizio siano dettati dalle Amministrazioni locali in condivisione con gli operatori dei servizi di sharing in relazione a fattori legati alle presenze turistiche della città e all'estensione dell'area operativa. Gli utenti dei servizi di sharing generano una mole di dati sulla localizzazione e sugli spostamenti quotidiani molto preziosi, Crivellente ci confessa che alcune Amministrazioni più virtuose richiedono queste informazioni con lo scopo di integrare in una mappa a disposizione dei cittadini tutti i mezzi messi a disposizione dagli operatori; le informazioni raccolte sono utili anche per le stesse aziende di sharing per la gestione e il miglioramento dei servizi offerti agli utenti. Il CEO di Bit-Mobility ha infine tracciato i piani di sviluppo dell'azienda veronese: l'obiettivo primario è rafforzare la presenza nelle città italiane, e in futuro anche estere, mettendo a disposizione delle persone un’alternativa all'auto che sia sicura, economica e rispettosa dell’ambiente. In alcuni Comuni l'azienda offrirà anche un servizio di sharing di scooter elettrici, è il caso di Firenze dove l'implementazione avverrà a breve. L'intervista integrale è disponibile sul canale YouTube di Mobilita.org.  

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
12 ott 2020

Monopattino sharing: il 26 Ottobre appuntamento online con BIT e SFC UniBa

di Giulio Di Chiara

Siamo lieti di annunciarvi la nostra partecipazione all'evento online in programma il prossimo 26 Ottobre, in cui insieme agli organizzatori di Starting Finance Club - UniBari, intervisteremo il Dott. Gianmaria Crivellente, co-fondatore e Ceo di Bit-Mobility. L'azienda di monopattino sharing, già presente in diverse città del nord Italia, è approdata di recente anche al sud, in particolare nella regione Puglia. Il dibattito approfondirà il ruolo delle startup nella fase di ripresa economica e quello riguardante la sostenibilità nel settore della micromobilità e dei trasporti. L'evento andrà in onda sulla pagina Facebook di Mobilita.org    

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
09 mag 2020

Trasporto pubblico: “Perdite ben oltre il miliardo di Euro entro fine anno” | L’intervista ad Andrea Gibelli

di mobilita

L'emergenza da Coronavirus cambierà il nostro modo di spostarci. Uno dei settori più coinvolti è quello del trasporto pubblico, che in queste settimane sta reinventando il proprio servizio tra distanziamento sulle vetture, capacità ridotte, problemi di sostenibilità economica e disposizioni di sicurezza. Come torneremo a viaggiare sui mezzi pubblici? Cosa succederà al pendolarismo? A quali innovazioni stanno pensando le società di trasporto per gestire questa nuova era della mobilità di massa? Questa e altre domande le abbiamo rivolte ad Andrea Gibelli, Presidente di Asstra - Associazione Trasporti alla quale aderiscono le aziende italiane del trasporto urbano ed extraurbano, gli esercenti di servizi con autobus, tram, metropolitane, impianti a fune, tutte le ferrovie locali (non appartenenti a Trenitalia S.p.A) nonchè le imprese di navigazione lagunare e lacuale. Vi lasciamo alla trasposizione testuale dell’intervista: M: Abbiamo tutti consultato le linee guida che il Governo ha redatto per dare un indirizzo alle aziende di trasporto su Fase 2.  Si parla di distanziamento fisico, di accessi contingentati sui mezzi pubblici. Quali sono le problematiche principali che il trasporto pubblico affronterà nell'immediato? A.Gibelli :  I primi giorni il sistema ha retto bene, tutte le aziende hanno adottato le misure necessarie a mantenere la sicurezza degli utenti, e degli addetti che sono fra i più esposti. Ma attendiamo nuovi provvedimenti, perché c'è il rischio che tanta gente che non potrà muoversi: il motivo è la limitata capacità dei mezzi imposta dalle attuali norme sul distanziamento, circa il 30% in meno. M: Nelle ultime settimane sta emergendo la paura del mezzo pubblico come veicolo di contagio: in che modo le società di trasporto stanno provando a scongiurare questo paventato distacco con gli utenti, sia in termini di sicurezza che a livello comunicativo? Può farci qualche esempio di interventi che in questi giorni si stanno proponendo ad integrazione delle linee guida ufficiali del Governo? A.Gibelli:  La nostra associazione rappresenta più di 150 realtà. Abbiamo tanta esperienza sul campo e stiamo dando il nostro contributo al gruppo dei cosiddetti saggi. Ma non saremo in grado di trasportare tutti i passeggeri oltre il 30% della capacità. A questo si aggiungono le nuove aperture previste per il 18 Maggio e ci aspettiamo altre modifiche alle attuali indicazioni. Assistiamo e diamo indicazioni alla gente cercando di informare quanto più possibile, tenendo conto che le misure non possono essere applicate allo stesso modo a tutti i mezzi, dal semplice bus ai mezzi per il trasporto rapido di massa.   M: Possiede una stima sulla perdita economica che è stata accumulata dalle società di trasporto? Se si, può fornirci qualche dato. ASSTRA ha già avviato con il governo un tavolo di confronto per richiedere misure di aiuto al fine di ridurre le perdite delle aziende? A.Gibelli:  800 mln di euro sono le perdite aggiornate ad oggi per la mancata bigliettazione. Stimo una previsione entro la fine dell'anno di circa 1,5 mld di euro. M: A causa del distanziamento sociale sarà richiesta una più alta frequenza di mezzi pubblici, per sopperire alla carenza della capacità delle vetture. A fronte di maggiori costi e minori ricavi dovuti all'emergenza, le società di trasporto saranno in grado di garantire tale incremento del servizio? A.Gibelli: Bisognerà organizzarsi nel riorganizzare l'utenza in fasce orarie: interventi a carattere imprenditoriale che tengano conto delle misure di sicurezza e delle norme locali. Prevedere quindi aperture differenziate degli esercenti o iniziative in tal senso. M: Per far fronte al pendolarismo, nel documento di ASSTRA si propone l'utilizzo delle tecnologie quali strumenti per contingentare e organizzare l'offerta di trasporto. Quali sono verosimilmente modalità e tempistiche che potrebbero essere necessarie affinché tutte le aziende di trasporto si allineino a queste indicazioni? A.Gibelli: Il problema attuale è riferito principalmente alla privacy,  legato agli operatori, ai monitor scanner e a tutta una serie di questioni che dovranno essere affrontate dal punto di vista normativo. Oggi la tecnologia non ha limiti, ma é un'opportunità in termini di sicurezza che le aziende dovrebbero cogliere per fare quel salto tecnologico che questa esperienza quasi ci impone. M: Sempre in riferimento al vostro documento è chiara la misura di disincentivare l'uso del mezzo privato (no gratuità strisce blu, no apertura ZTL): questo appello è stato recepito dalle amministrazioni? A.Gibelli: Servirebbe un piano nazionale per la mobilità, un patto fra il mondo dei servizi per ridefinire il ruolo del TPL in base alle esigenze complessive. La questione va affrontata come sistema e non può essere legata ad un solo soggetto, perché questo crea situazioni non facili. M: Da più parti viene menzionata la micromobilità e la mobilità dolce quali modalità di spostamento per combattere sinergicamente la possibile congestione del traffico da automobile. Pensa che il trasporto pubblico dovrà rimodulare le sue prerogative per "lasciare spazio" e integrarsi ulteriormente a questi ulteriori mezzi privati? A.Gibelli: Sono sempre stati alleati, ma ogni elemento ha i suoi limiti tecnologici nel proprio campo di utilizzo. Sono pienamente d'accordo con l'utilizzo di questi mezzi per servire l'ultimo miglio, ma ricordiamo che i trasporti servono soprattutto a coprire le grandi distanze e per permettere a chi proviene da fuori città di raggiungere le università, i luoghi di lavoro e tutte le attività che si concentrano spesso proprio all'interno delle grandi centri urbani. M: Superata la fase emergenziale il modello di offerta del TPL cambierà? In che modo? A.Gibelli: L'elemento più qualificante sará la materializzazione e l'uso di sistemi di acquisto e vendita di biglietti e abbonamenti esclusivamente online, evitando assembramenti. Un secondo tema é quello della geolocalizzazione, per dare al cliente un'idea dei posti disponibili sui mezzi: Tale servizio é già stato concepito, ma al momento é tutto bloccato dai costi elevati dell'implementazione dei sistemi. M. Pensa che quest’emergenza possa frenare gli investimenti sul trasporto pubblico locale e parliamo anche dei vari cantieri che prevederanno realizzazione di metropolitane, tram, filobus? A.Gibelli: Mi auguro di no, sarebbe una disgrazia. Ritengo che sará necessario continuare ad investire nel trasporto pubblico in quanto, qualora dovessero permanere direttive di distanziamento sociale, occorrerà progettare nuove misure innovative sui mezzi. Punterei quindi sulla tecnologia elettrica perchè più predisposta ai cambiamenti e all'innovazione stessa. Potete rivedere l'intervista video direttamente sul nostro canale Youtube:

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 mar 2020

NAPOLI | Tra emergenza coronavirus e tagli al trasporto, un grazie ai conducenti

di Antonio Somigliato

Quanto scritto in questo articolo, prende a riferimento il caso napoletano per portare il lettore ad una riflessione più generale su quanto ci sia bisogno di ringraziare gli autisti di tutte le aziende di trasporto che stanno continuando a lavorare in questi ultimi giorni di pandemia piena, nonostante tutte le considerazioni igieniche, economiche, sociali e di altra natura che si possano fare in merito. Alla notizia (11 Marzo 2020) che alcune autolinee di servizio residuale coprenti singoli quartieri o aree sub-municipali sarebbero state sospese dal 12 Marzo, molta gente si è lamentata del provvedimento preso. Il provvedimento è stato preso poiché le caratteristiche stradali non permettono l’esercizio di tali linee se non con “minibus”, cui le caratteristiche tecniche non consentono di attuare una delle recenti disposizioni di sicurezza: il divieto di uso degli ingressi anteriori, non mantenendo infatti il metro minimo dalla cabina di guida; tale disposizione è stata presa poiché il conducente (perno del tpl), se contagiato, può veicolare il Coronavirus alla clientela ma anche agli altri lavoratori aziendali. Grandissima premessa. L'ANM in passato non si è dimostrata una santa, soprattutto verso i clienti-viaggiatori: infatti, sulle pagine di cronaca è stata ripresa per i più diversi motivi, inclusa l’igiene che in questo momento storico è più che mai sentita. Tuttavia, è indubbio che mai come ora si stanno adottando misure adeguate, incluso l'aspetto igienico-sanitario e la relativa sicurezza, da parte dell'azienda tutta: scorrendo i posts fino ad inizio Marzo della pagina Facebook aziendale, ci si può rendere facilmente conto. Tale adozione di misure costituisce il motivo per cui, pur volendo comprendere la rabbia della gente finora peri comportamenti aziendali passati e l'incredulità nel constatarne il cambio comportamentale, non è però più possibile comprendere la manifestazione di tali sentimenti: ciò perché, al netto delle considerazioni suddette, si fa presente che le 3.000 persone in ANM stanno lavorando con la prospettiva, salvo misura straordinaria governativa ad hoc, di rimetterci economicamente. Questi lavoratori, quindi, si stanno abnegando, a maggior ragione che il margine di guadagno (perlopiù da bigliettazione, ora pressoché nulla) è inferiore ai costi fissi che un’azienda del genere si ritrova sostenere. Molti però non riescono ad aprire gli occhi e fare considerazioni a posteriori su un evento improvviso, motivo per cui se anche ci fosse stato un benché minimo cenno di ripresa societaria era impossibile che si manifestasse ora: va bene rapportarsi alla storia di un'azienda per carpirne la natura, ma si rammenti la premessa fatta. Volendosi attenere al frangente e all’azienda, si rettifica: per quanto si possa essere abituati a pensare ed agire così, come si può adesso arrivare a scaricare le responsabilità sempre e comunque, senza riconoscere il sacrificio che i lavoratori stanno compiendo e negandogli il ringraziamento dovuto? Verso i lavoratori, ora come ora, appare ingiusto: per quanti “parassiti” (presunti e non) possano esserci, e se anche continuassero a risultare tali, non vanno scherniti tutti. Si ricordi, infine, che la categoria lavoratrice in questione, non solo è la più esposta e colpita dai provvedimenti in adozione, ma è anche la stessa che in tempi ordinari fa un lavoro fisico, faticoso, che può non avere differenza tra turno feriale e festivo; che va effettuato con ogni meteo; un lavoro che prevede una relazione con migliaia di persone al giorno perlopiù nervose; un lavoro per cui spesso non si ricorre a scioperi per senso di comunità, pur sapendo che in tempi di crisi dovrà "tirare la cinghia". Questa categoria, pertanto, andrebbe ringraziata di per sé: ma spesso tra la frenesia del mondo moderno, la perdita di buon costume, la sfiducia sociale generale, la paura di rapportarsi con malintenzionati, la rabbia di aver perso tempo ed occasioni per un bus perso o un treno mai partito, ci siamo disabituati a ringraziare quando tale categoria se lo meritava; qui si invita a non perpetrare l’errore. Tutte le aziende del settore stanno infatti, alla luce di tutto ciò, operando in garanzia di un servizio sì considerato essenziale ma non scontato; questa gente va dunque ringraziata, secondo l'umile parere di chi scrive. Che poi si debba mantenere alta la guardia sull'ambito igienico-sanitario anche nel post-emergenza è indubbio, ma non si facciano processi alle intenzioni a priori: è ovvio che, anche al termine della pandemia, la gente sarà traumatizzata come per una guerra mondiale. Per far ripartire l'economia è necessario fidelizzare la clientela sotto tale aspetto; ma qui si prega di attenersi al presente e si rivolge un’ultima volta un caloroso “Grazie” a questo mondo lavorativo.

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
17 mag 2018

Regione Siciliana, oggi la firma del nuovo Contratto di Servizio con Trenitalia: ecco tutte le novità

di mobilita

Verrà firmato oggi il nuovo contratto di servizio ferroviario per l’affidamento dei servizi di trasporto ferroviario regionale tra la regione Siciliana e Trenitalia, per un importo complessivo di euro 1.198.739.200,00. Il contratto sarà valido sino al 2026. Un passaggio determinante dopo la scadenza del contratto di servizio “Ponte 2015-2016” del 31 dicembre del 2016. Le novità, secondo l'assessore Falcone,  riguardano soprattutto l'acquisto di 38 nuovi treni da parte della Regione Siciliana nei prossimi tre anni, di cui 6 treni Pop  entro l'anno prossimo, 17 treni nel 2020 e il resto entro il 2022. Come affermato dall'Assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Marco Falcone, intervistato da Mobilita.org a margine dell'iniziativa ANAS svoltasi a Catania, il nuovo contratto di servizio punta alla sicurezza e alla qualità e ad un amento della qualità del trasporto ferroviario puntando sulla puntualità della percorrenza con l'applicazione di sanzioni abbastanza rigide nel caso non si rispettassero gli orari previsti. A partire dal 2019 saranno consegnati alla Regione Siciliana 43 nuovi treni: 21 Pop, 5 Flirt e 17 diesel che affiancheranno i 6 Jazz già in circolazione sulle linee dell’isola dal 2016, riducendo così l’età media dei convogli dai 24,5 anni del 2017 ai 7,6 del 2021. È previsto un miglioramento complessivo del servizio: esordirà il trasporto gratuito delle bici e il Wi-fi sui treni Jazz, ma soltanto dal 2019, la somministrazione di bevande ed alimenti nelle tratte di lunga percorrenza, come la Catania-Palermo, Messina-Catania-Siracusa e la Messina-Palermo. La novità principale sarà l'aumento dei km/treno percorsi: si passerà da 9.400.000 km annui a 10.700.000 km/treno. Per quanto riguarda la tariffazione, non ci saranno aumenti per i primi due anni, mentre dal primo gennaio degli anni 2020, 2022 e 2024 è previsto un aumento del 10% dei biglietti. Riguardo il passante di Palermo, che dovrebbe aprire entro luglio, verranno previste delle tariffe vantaggiose per le famiglie numerose; anche il passante di Catania avrà un aumento delle frequenze che verranno meglio definite nei prossimi giorni. Si sta lavorando anche al biglietto integrato, nonostante la recente bocciatura in Assemblea Regionale, che consentirà di utilizzare un unico biglietto per i tutti i mezzi pubblici, compreso i treni del passante. Si tratta del primo accordo a essere sottoscritto dopo il passaggio delle competenze del trasporto ferroviario dallo Stato alla Regione. 

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
22 mag 2017

nCycle, la bici che dialoga con i nostri dispositivi elettronici

di Cristina Betti

Il 14 maggio è stata la giornata nazionale della bicicletta: dopo quasi duecento anni di vita, in che cosa si evolverà il mezzo a due ruote più diffuso del mondo? La bicicletta sta diventando un mezzo sempre più futuristico e tecnologico, e l'azienda New Cast Service di Carpi ce lo dimostra con la sua nCycle: una bici "digital oriented" che è già arrivata anche in Italia. Ideata dall'architetto albanese Marin Myftiu, e prodotta dall’italianissima New Cast Service di Carpi, promette una rivoluzione nel mondo delle e-bike: è elettrica, facile da trasportare e in grado di comunicare con i nostri dispositivi.  Ls "bici del futuro" è stata studiata per avere un design di grande impatto, ma non per essere soltanto bella. All'interno del suo telaio, fatto in carbonio leggerissimo, è stata integrata una batteria in grado di gestire l’elettronica del mezzo e con un’autonomia di circa 90 km. Inoltre un display olografico è stato posizionato sulla canna, permettendo così ad nCycle di comunicare con il nostro smartphone e tablet, che potremo portare con noi, e quindi ricaricare, durante le nostre pedalate. Anche la sicurezza non è stata tralasciata: il manubrio, dotato di luci al led e altoparlanti bluetooth, può trasformarsi in un lucchetto, permettendoci quindi di lasciare a casa le catene. In alternativa, la bici può essere piegata in due, per poter essere trasportata e riposta in luoghi più sicuri. “Quello che vogliamo veramente raggiungere con nCycle – afferma il team di nCycle – è creare una nuova icona sociale” E considerando il successo ottenuto all'Eurobike, forse questo mezzo, la primi bici elettrica pieghevole e digital-oriented prodotta in Italia, potrebbe riuscirci.    

Leggi tutto    Commenti 0
Articolo
09 lug 2015

mobilita.org in cifre: un lancio col “botto”

di Andrea Baio

Vogliamo condividere con voi gli ottimi risultati ottenuti in questi primi due mesi dal lancio di mobilita.org. Un progetto su cui abbiamo investito tanto, e il cui valore è stato ancora una volta riconosciuto da voi utenti - vecchi e nuovi - che ci avete premiato non solo in cifre, ma soprattutto in termini di partecipazione e interazione con la piattaforma. Tantissime sono le segnalazioni, le proposte e gli articoli da voi inviati. Fortissimo è stato il riscontro per la nuova redazione di Catania, e ancor di più per quella già avviata a Palermo, che ha praticamente più che raddoppiato i numeri. Ma vediamo un po' di cosa stiamo parlando, analizzando qualche dato di Google Analytics... Dal 4 Maggio (giorno di lancio del nuovo sito) al 4 Giugno 2015 mobilita.org ha fatto questi numeri: Utenti unici 104.251 Visualizzazioni di pagina 353.318 Così suddivise: Mobilita Palermo Utenti unici  76.783 Visualizzazioni di Pagina 297.044 Mobilita Catania Utenti unici  19.864 Visualizzazioni di pagina 41.854 Mobilita.org (pagina generica) Utenti unici  7.604 Visualizzazioni di pagina 14.420   Questi invece i dati dal 5 Giugno al 4 Luglio: mobilita.org (totale) Utenti unici  116.100 Visualizzazioni di Pagina 378.235 Così suddivisi Mobilita Palermo Utenti unici  91.608 Visualizzazioni di Pagina 328.354 Mobilita Catania Utenti unici  17.721 Visualizzazioni di pagina 36.801 Mobilita.org (pagina generica) Utenti unici  6.771 Visualizzazioni di pagina 13.080   Sono dati estremamente interessanti, soprattutto se raffrontati al periodo precedente il 4 Maggio, quando esisteva soltanto Mobilita Palermo. I dati di quest'ultimo infatti, tra il 5 aprile e il 3 Maggio sono stati: Utenti unici  44.042 Visualizzazioni di pagina 192.810 Che raffrontati ai numeri dell'ultimo mese Utenti unici 91.608 Visualizzazioni di Pagina 328.354 Vedono più che raddoppiata l'utenza e le visite solo su Palermo. Ragionando invece in termini di community, e di conseguenza contando i nuovi followers da Catania e dal portale generale, i numeri del vecchio Mobilita - raffrontando i bimestri Marzo-Aprile e Maggio-Luglio - sono i seguenti: Marzo-Aprile (vecchio Mobilita Palermo) Utenti unici 90.245 Visualizzazioni di Pagina 428.358 Maggio-Luglio (nuovo mobilita.org) Utenti unici 220.351 Visualizzazioni di Pagina 731.553 Per quanto riguarda i social, queste le cifre: Pagina Facebook Mobilita Palermo: 14.610 followers (aggiornato al 9 Luglio 2015) Gruppo Facebook Mobilita Palermo: 7.900 iscritti (aggiornato al 9 Luglio 2015) Pagina Facebook Mobilita Catania:  3.896 followers (aggiornato al 9 Luglio 2015) Canale Twitter Mobilita Palermo: 4.403 followers (aggiornato al 9 Luglio 2015) Canale Twitter Mobilita Catania: 237 followers (aggiornato al 9 Luglio 2015) Un risultato straordinario, e ancor di più se pensiamo che si tratta di una testata di informazione di settore, e non generalista. Che dire! Un grazie a tutti voi! Questi numeri ci ripagano del lavoro svolto, e ci invogliano ad andare avanti con più grinta di prima. Il prossimo step sarà quello di allargare il network, e replicare questo "format" anche in altre città di Italia. Ancora una volta, tutti insieme, per il bene delle nostre città!

Leggi tutto    Commenti 1
Articolo
04 mag 2015

Nasce Mobilita.org

di Giulio Di Chiara

Oggi nasce ufficialmente mobilita.org, evoluzione di un format nato 7 anni fa a Palermo e che adesso si rivolge ad un pubblico più vasto per costruire un network di comunità tra le città italiane, scambiare idee, fare veramente rete. Il format ricalca un modello di informazione e partecipazione dal basso, dove i cittadini sono gli occhi sulla città e fanno la notizia, aggiornano loro stessi e i lettori del sito attraverso notizie reperite sul campo e reportage fotografici. La mobilità e tutti i principali temi urbani sono il focus di questa comunità, che oggi cresce ulteriormente con la nascita di un nuovo nucleo redazionale, a Catania. Un utente di questo portale non è solo un abitante della sua città ma una risorsa per qualsiasi territorio. Le informazioni e le esperienze esistono per essere condivise, aumentare la consapevolezza tra la gente. Noi vogliamo che tutto questo diventi la prassi e che siano i cittadini per primi a rendersene conto. Un racconto più approfondito sull'evoluzione della comunità e sulle novità della piattaforma potrete leggerla in questo articolo che abbiamo intitolato "Qualcosa si mobilita". Buona lettura.

Leggi tutto    Commenti 1