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02 lug 2020

NAPOLI | Ferrovia Cumana: abbattuto l’ultimo diaframma della galleria Monte Olibano

di Fabio Nicolosi

Si è svolta stamattina a Napoli la cerimonia di abbattimento dell'ultimo diaframma della galleria Monte Olibano, parte del progetto di ammodernamento e potenziamento della Ferrovia Cumana. La nuova galleria rientra nel programma di raddoppio della Cumana, lungo una tratta di circa 5 km, e comprende interventi di rettifica del tracciato della vecchia galleria Monte Olibano a semplice binario, la realizzazione delle nuove stazioni di Pozzuoli e Cantieri, l'adeguamento della stazione Gerolomini e l'attrezzaggio ferroviario a doppio binario della tratta Dazio-Cantieri. Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca, il sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia, ed il presidente di EAV Umberto De Gregorio. Per il Gruppo Astaldi, che realizza l' opera, il presidente Paolo Astaldi e l' amministratore delegato Filippo Stinellis. La realizzazione delle opere - afferma l' impresa - «consentirà di completare il raddoppio della ferrovia, che potrà effettuare un servizio di trasporto di tipo metropolitano sull'intera Linea Cumana, con alta frequenza dei treni ed alti standard di sicurezza». «L' ultimazione del programma di ammodernamento e potenziamento della ferrovia è prevista per giugno 2023». “Questo è uno dei venti cantieri, fermi da dieci anni, che abbiamo sbloccato e fatto ripartire. – ha dichiarato il presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca – Parliamo di un progetto complessivo per l’ammodernamento di questa linea di oltre 85 milioni di euro: miglioriamo la mobilità, investiamo sulla riqualificazione urbana delle aree circostanti, creiamo opportunità di lavoro con l’apertura dei cantieri”.

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30 giu 2020

BOLZANO | Al via la gara d’appalto per la realizzazione della circonvallazione di Varna

di Fabio Nicolosi

Avviata il 29 giugno la gara d'appalto per la realizzazione della circonvallazione di Varna. Offerte entro il 16 settembre 2020. Il tracciato previsto per la circonvallazione di Varna Le imprese interessate hanno tempo sino al 16 settembre 2020, alle ore 12, per presentare le loro offerte per la realizzazione della nuova circonvallazione di Varna per la quale la Provincia ha preventivato di investire complessivamente (lavori edili e stradali inclusa l’IVA, spese tecniche, espropri, ecc.) circa 36,8 milioni di euro. Il nuovo tratto stradale avrà una lunghezza di circa 1,5 chilometri e sarà dotato di due gallerie. L’importo della gara d’appalto per i lavori edili e stradali ammonta a circa 24,499 milioni di euro. Secondo l’assessore provinciale alla mobilità, Daniel Alfreider “la circonvallazione di Varna rappresenta un tassello fondamentale nell’ambito del progetto complessivo che mira allo spostamento del traffico veicolare dal centro urbano di Bressanone e delle località limitrofe. Recentemente è stato aperto al traffico il collegamento di Bressanone centro. Grazie a questo ulteriore progetto saremo in grado di alleggerire il traffico veicolare di transito lungo tutta la Val d’Isarco. Per consentire l’avvio dell’appalto è stato necessario stipulare un’apposita convenzione con l’Autostrada del Brennero raggiunta grazie al presidente, Hartmann Reichhalter, all’amministratore delegato, Diego Cattoni, ed al direttore tecnico, Carlo Costa”. Particolarmente soddisfatto dell’avvio della gara d’appalto il sindaco di Varna, Andreas Schatzer, secondo il quale vi sarà una notevole riduzione del traffico di transito lungo il paese che attualmente registra una media giornaliera di 15.540 veicoli e di conseguenza un sensibile miglioramento della qualità della vita. Il collegamento alla circonvallazione di Bressanone è previsto a Nord dello svincolo di Bressanone Nord. Il tracciato previsto si snoda per lo più parallelamente all’autostrada, in parte in galleria. La galleria “Plose” lunga 255 metri passerà al di sotto della stazione di servizio dell’autostrada, la galleria “Varna” di 590 metri consentirà l’accesso al centro di Varna. È previsto l’impiego di pareti fonoassorbenti nel tratto di circonvallazione compreso tra le due gallerie.

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30 giu 2020

VERONA | Viale Piave: mercoledì 1 Luglio previsti lavori per manutenzione spartitraffico

di Fabio Nicolosi

Mercoledì 1 luglio, dalle 7 alle 13, in viale Piave, lavori di manutenzione ordinaria dello spartitraffico. Per consentire lo scarico del materiale e l’intervento in sicurezza da parte degli operatori, sarà istituita chiusura temporanea della corsia di marcia Ovest, direzione Fiera, adiacente allo spartitraffico. Nell'area di cantiere, limite di velocità a 30 Km orari.

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26 giu 2020

GENOVA | Metropolitana: via alla gara da 56,6 milioni per il prolungamento

di Fabio Nicolosi

Il comune di Genova nei giorni scorsi ha pubblicato sull’albo pretorio il bando per la realizzazione delle tratte Brin-Canepari, a Certosa, e Brignole-Martinez, a San Fruttuoso. L’importo dei lavori ammonta a circa 56 milioni di euro complessivi che diventeranno 63 con le opere “opzionali” a San Fruttuoso, ovvero il collegamento pedonale al ponte di Terralba e il nuovo parcheggio di interscambi, che verranno affidata a chi si aggiudicherà la gara in un secondo momento. Il bando scade il 15 settembre, obiettivo iniziare i lavori entro il 2020. Da risolvere il nodo rappresentato da un condominio di via Ariosto, a Certosa, che dovrà necessariamente essere espropriato per consentire la costruzione del viadotto che, partendo dall’attuale tronchino di Brin, porterà i binari della metropolitana sul sedime della vecchia linea ferroviaria del Campasso, fino a piazzale Palli.

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23 giu 2020

VERONA | Nuova stazione bike-sharing in piazza Vittorio Veneto

di Fabio Nicolosi

Tecnologica, funzionale e di facile utilizzo. La nuova stazione di bike sharing di piazza Vittorio Veneto è attiva da oggi, per offrire a veronesi e turisti un valida alternativa per spostarsi in città. Composta da 37 stalli sosta con altrettante biciclette a disposizione per il noleggio, la stazione di piazza Vittorio Veneto rappresenta, in ordine di avvio, l’11ª delle 18 nuove stazione in fase di installazione in tutti i quartieri cittadini. Le altre mancanti verranno attivate nel giro di pochi giorni. Ad illustrare le potenzialità della nuova stazione e gli step della Fase2 del servizio di bike sharing della città di Verona, è stato, questa mattina in piazza Vittorio Veneto, il vicesindaco e assessore alla Viabilità Luca Zanotto insieme ad Eszter Sallai, Managing Director di Clear Channel Italia. Sempre di più la bicicletta rappresenta un mezzo di trasporto indispensabile nel panorama cittadino. Lo dimostrano i numeri sull'utenza, nel 2019 il servizio di noleggio è stato attivato da 97.580 utenti, con 1473 abbonamenti annuali e 4.716 occasionali. Nel primo semestre 2020, nonostante i mesi di lockdown, il bike sharing è stato utilizzato da 15.694 persone, con 1403 abbonamenti annuali e 440 occasionali. Per questo, il piano di potenziamento della rete di bike sharing, presente in città dal 2012 con 22 stazioni e 250 biciclette, ha esteso il servizio in maniera capillare, con nuove stazioni situate anche al di fuori del centro storico. Inoltre, in quelle già esistenti è stato potenziate il numero di biciclette disponibili, aumentato di 170 unità. Per l’autunno, invece, è previsto l’arrivo di 150 biciclette a pedalata assistita, di cui 50 dotate di seggiolino per bambini, per soddisfare le costanti richieste dell’utenza. Il bike sharing si rinnova anche nel software, che diventa tecnologicamente più avanzato con interfaccia più dinamico e funzionale. Touch screen, sito web e app saranno gli strumenti attraverso cui utilizzare il servizio in modo semplice e veloce ma diventano anche un canale di comunicazione diretto per reperire tutte le informazioni e ricevere supporto e assistenza da parte del Customer Care dedicato. Soluzioni che migliorano la gestione del noleggio da parte dell’utenza, che lo potrà continuare ad usufruire con le stesse tariffe d’abbonamento. “Un cospicuo programma – ha sottolineato l’assessore Zanotto – che amplia, anche al di fuori del centro cittadino, un servizio di trasporto sempre più importante per la mobilità di Verona. In particolare, in questa nuova fase di ripartenza post pandemia, la bicicletta rappresenta una buona alternativa, che piace alla cittadinanza, per i brevi e lunghi spostamenti. Lo confermano i dati sugli abbonamenti che, nonostante i mesi di lockdown, non registrano forti defezioni. Dei 1473 registrati in tutto il 2019, per quest’anno siamo già a 1403. Segno che il servizio piace e che continua ad essere una valida alternativa al trasporto pubblico e privato su gomma. L’allargamento del bike sharing nei quartieri, con nuove postazioni a Borgo Trento, Borgo Venezia, Stadio e Borgo Roma, non potrà che accrescere questo servizio e il numero di utenza che ne farà sempre più uso. Il posizionamento delle stazioni è stato pensato per essere di servizio ai grandi centri di attrazione dell'utenza, come ospedali, scuole, uffici e piazze principali dei quartieri”.

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18 giu 2020

Dai marciapiedi fisici a quelli digitali: le opportunità delle tecnologie per le comunità cittadine

di Annamaria Pace

Nelle città la tracciabilità delle persone tramite i dati trasmessi dai cellulari, il controllo degli spazi pubblici e privati attraverso telecamere di sorveglianza e la raccolta di dati sono considerati utili strumenti per la realizzazione della cosiddetta "Smart City". L'"impronta urbana" che le persone imprimono nella città in modo virtuale, stabilisce anche un cambiamento dell'utilizzo dello spazio reale. Le normative stringenti che richiedono l'identificazione per l'acquisto di un cellulare o di una sim telefonica sono spesso necessarie per prevenire un utilizzo improprio, oltre ad essere utilizzate per fini commerciali e di ricerca. Così la città è diventata un luogo dove è difficile essere invisibili. Una città connessa e controllata tramite la tecnologia può migliorare la vita dei cittadini, ma quali sono i vantaggi per la comunità? Quanto è inclusivo questo miglioramento e come si può evolvere? Il Dipartimento di Geografia dell'Università di Innsbruck ha effettuato una ricerca sulla vita dei migranti che arrivano a Bogotà, facendo emergere un risultato interessante: dopo un anno i migranti che potevano contare sull'accesso alla tecnologia digitale e a internet si erano integrati meglio al quartiere. L'integrazione digitale può avere risvolti sociali, così come i quartieri delle città sono intrinsecamente “social network”, come teorizzato nel testo sempre attuale “The Death and Life of Great American Cities” pubblicato nel 1961 Jane Jacobs: secondo l'attivista e urbanista  gli spazi pubblici e i marciapiedi creano una rete sociale tra le persone di un quartiere. Oggi la tecnologia digitale crea una serie di nuove opportunità per connettere la gente del quartiere attraverso “marciapiedi digitali” parallelamente ai marciapiedi reali. Con uno smartphone e Google Maps è possibile scoprire come la propria casa si collega all'isolato e come il proprio isolato si collega allo spazio fisico della città: queste connessioni consentono ai cittadini di assumere un ruolo maggiore nella vita sociale, amministrativa ed economica. L'infrastruttura sociale sembra andare al passo con l'infrastruttura digitale, ma forse ancora manca un aspetto nella progettazione di città intelligenti che riguarda la partecipazione dei cittadini. I ricercatori del "Centre for Big Open and Linked Data", con sede nei Paesi Bassi, esaminando i big data delle città, hanno testato il livello di partecipazione pubblica, mettendo in evidenza che proprio la raccolta dati dovrebbe essere una questione sociale piuttosto che una responsabilità individuale. Il coinvolgimento dei cittadini nella pianificazione urbana consentirebbe di giungere a   progetti più vicini alle reali esigenze della comunità e più utili al processo di trasformazione della città.  

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18 giu 2020

ANSF presenta la relazione 2019. Maggiore sicurezza e incidenti in calo sulle reti ferroviarie italiane

di Fabio Nicolosi

Nel 2019 si sono verificati 76 incidenti ferroviari significativi: 70 sulla rete gestita da RFI e 6 sulle reti di competenza dei gestori regionali. Un dato che fa segnare una diminuzione del 30% rispetto al 2018 e il miglior risultato dal 2007, anno di avvio delmonitoraggio da parte dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie. Anche le vittime (intese come decessi e feriti gravi) sono in calo: nel 2019 sono state 62, di cui 60 sulla rete RFI e 2 sulle reti regionali Interconnesse. Sul fronte europeo l’Italia si colloca tra i valori più bassi registrati: nel 2019 si è avuto 1 incidente significativo ogni 5.150.000 km circa percorsi da treni. È questo in sintesi quanto emerge dalla “Relazione sulla sicurezza ferroviaria 2019” presentata oggi da Marco D’Onofrio, Direttore dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF) in un evento digitale ospitato sulla piattaforma del CIFI (Collegio degli Ingegneri Ferroviari) alla presenza del Direttore di ANSFISA, Fabio Croccolo, del Direttore esecutivo dell’ERA, Josef Doppelbauer e del Presidente del CIFI, Maurizio Gentile. La relazione è basata su un’analisi preliminare, con dati non ancora completamente consolidati, che anticipa il report annuale che verrà inviato, come da obbligo di legge, entro il mese di settembre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e all’Agenzia Europea per le Ferrovie. “Questi dati sono confortanti – ha dichiarato Marco D’Onofrio, Direttore di ANSF - e arrivano nel primo anniversario dall’adozione in Italia del IV Pacchetto ferroviario, introdotto il 16 giugno 2019. L’Italia è stata uno dei Paesi apripista in questo passaggio che impone nuove regole e procedure per la sicurezza del sistema ferroviario. Non dobbiamo tuttavia abbassare la guardia, in particolare sulla manutenzione e il comportamento degli utenti, spesso all’origine di incidenti anche gravi”. Infatti anche nel 2019 il numero maggiore di incidenti è dovuto all’indebita presenza dei pedoni sui binari, circostanza che ha causato 52 incidenti gravi, rappresentando il 68% degli eventi, causando il 91% dei decessi e l’84% delle vittime complessive. Seppure con una riduzione massiccia rispetto al dato del 2018, quando si erano registrati 77 incidenti, rimane il motivo più ricorrente di morte sui binari. La causa va ricercata principalmente in comportamenti individuali impropri sui quali è necessario incrementare la consapevolezza degli utenti. Permane inoltre l’importanza dell’adozione di sistemi tecnici e tecnologici perimpedire il manifestarsi del fenomeno. La manutenzione resta la seconda causa per numero di incidenti: nel 2019 sono stati 12 quelli attribuibili a questo contesto; benché in calo del 37% rispetto al 2018 ( quando erano stati 19) rimane una delle principali criticità del sistema ferroviario. L’Agenzia, fin dalla sua istituzione, ha chiesto il puntuale presidio delle attività connesse alla manutenzione; richiesta sempre ribadita durante gli anni. Anche nel 2018 è stato emanata una raccomandazione indirizzata a tutti gli operatori ferroviari affinché attuassero una revisione dei processi manutentivi. Ad oggi si iniziano ad apprezzare i primi risultati di tale azione, ma sono ancora da considerare parziali: la reattività del settore alla raccomandazione impartita è stata disomogenea e in alcuni casi non adeguata. Infine, anche i risultati dell’attività di supervisione danno evidenza di una scarsa efficacia delle azioni adottate e il permanere di criticità diffuse. In crescita gli incidenti dovuti all’errata esecuzione di procedure ferroviarie che si attestano a 6 nel 2019, 2 in più rispetto all’anno precedente. In aumento anche incidenti provocati da veicoli stradali sulla sede ferroviaria che si attestano a 2 rispetto all’unico evento del 2018. Tra le criticità del sistema, da evidenziare anche la lenta risposta delle reti regionali interconnesse all’adeguamento tecnologico. Al 31 dicembre 2019, trascorsi oltre tre anni dal passaggio sotto ANSF, risultano ancora 7 le reti con uno stato di completamento del sistema controllo marcia treno pari allo 0%. Solo due gestori presentano uno stato di completamento pari al 100%, mentre per i restanti 3 si registra un valore che varia dal 30% al 95% in funzione della programmazione prevista rispettivi piani di adeguamento. Da evidenziare che l’ANSF nel 2019 ha notificato 22 sanzioni, prevalentemente relative alla mancata comunicazione di informazioni, alla mancata attuazione del piano di adeguamento tecnologico da parte dei gestori dell’infrastruttura regionale e alla documentazione del personale addetto alla condotta dei treni. Tra gli obiettivi degli operatori ferroviari per il 2020, l’Agenzia ha messo al primo posto il contrasto agli indebiti attraversamenti della sede ferroviaria, oltre al perseguimento della completa revisione dei processi manutentivi da parte degli operatori ferroviari, lo sviluppo di una positiva cultura della sicurezza e l’integrazione dei fattori umani ed organizzativi nei sistemi di gestione della sicurezza e nell’analisi dei rischi, l’incremento e il completamento dell’attrezzaggio tecnologico e la cooperazione tra gli operatori ferroviari.

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16 giu 2020

VERONA | Filovia, proseguono gli incontri per nuove soluzioni

di Fabio Nicolosi

Prosegue il confronto sulla Filovia. A poco più di dieci giorni dalla videoconferenza tra il sindaco Federico Sboarina e il ministro alle Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli, alla quale si sono susseguiti diversi tavoli tecnici fra ministero e Amt, ora il confronto sul futuro dell’opera coinvolge le aziende direttamente impegnate nella sua realizzazione. Oggi pomeriggio Ati e Amt prenderanno in esame le valutazioni emerse dalle riunioni delle ultime due settimane. All’incontro sarà presente anche il sindaco. E' la nuova fase decisionale per condividere la soluzione migliore per il trasporto pubblico di massa, a fronte di scenari completamente mutati. La pandemia, infatti, ha rivoluzionato il mondo del trasporto pubblico, imponendo il distanziamento sociale e riducendo la capienza dei mezzi. Così come ha determinato un ritardo dei cantieri e una crisi economica che ha colpito anche le aziende coinvolte nella Filovia. Due dati oggettivi che fino a quattro mesi fa non erano prevedibili e dei quali bisogna tenere conto visto che si tratta di un'opera pubblica dal costo milionario. “Acceleriamo i tempi per trovare la soluzione migliore, nessuno scenario escluso – ha spiegato il sindaco, questa mattina in diretta streaming -. E' in gioco il futuro della mobilità di massa in una situazione imprevedibile fino a qualche mese fa. Fino al 22 febbraio, l'unica cosa che potevamo fare era realizzare un progetto, che abbiamo trovato ad un punto di non ritorno ma con tutte le criticità accumulate in 18 anni di trascinamenti. Poi è arrivata l'emergenza sanitaria e ha scombussolato il mondo, compreso il progetto della filovia: per la crisi economica delle aziende e per le nuove modalità del trasporto pubblico. Ecco perché non potevamo fare finta di nulla e grazie al tramite dell'onorevole Alessia Rotta ho parlato con il ministro. In poco più di dieci giorni i tecnici si sono confrontati e ora anche le aziende costruttrici. C’è una grande disponibilità a rivedere l’opera alla luce di quanto successo negli ultimi mesi. Ora abbiamo il dovere di rivedere le cose perché le scelte fatte siano ad effettivo vantaggio della città. Stiamo rivalutando gli scenari per procedere nel migliore dei modi. Anziché andare avanti a testa bassa, come è stato fatto negli anni precedenti, cerchiamo la soluzione migliore per Verona. Che non vuol dire cancellare il trasporto pubblico di massa, di cui c'è bisogno. Servono coerenza e serietà, ma non le strumentalizzazioni politiche di chi prima sottoscrive i contratti e poi raccoglie firme contro i cantieri. Gli stessi che avrebbero potuto non fare la filovia fino all’ultimo, ma che invece hanno preferito portare avanti a tutti i costi un progetto le cui difficoltà si trascinavano da varie amministrazioni, sia di destra sia di sinistra”. “Siamo nelle condizioni di rivedere un progetto che, quando ci siamo insediati, era già in una fase di non ritorno – ha aggiunto l’assessore alla Viabilità Luca Zanotto -, una possibilità che non avevamo prima del Covid. Purtroppo questa pandemia ha modificato in maniera radicale il trasporto pubblico, riducendo notevolmente la capacità dei mezzi, tanto che dovremo rivedere tutto il sistema, lavoro che abbiamo già iniziato con la stesura del PME-Piano della mobilità di emergenza, che indica le soluzioni necessarie per gli spostamenti delle persone. Inoltre, l’emergenza sanitaria ha fatto aumentare l’utilizzo delle auto private. Fattore, quest’ultimo, di cui si deve assolutamente tener conto soprattutto in vista della partenza di nuovi cantieri su nodi critici, che potrebbero portare a problemi di traffico”.

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16 giu 2020

SICILIA | Il progetto dell’anello di Alta Velocità attraverso il piano europeo del Recovery fund

di mobilita

Incontro dedicato alle infrastrutture siciliane e ai collegamenti aerei con l’isola, quello che si è tenuto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra la Ministra Paola De Micheli, il Ministro del Sud e della Coesione territoriale Giuseppe Provenzano e il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. La Ministra De Micheli ha spiegato di voler affrontare con rapidità il tema della piena ripresa del trasporto aereo nello scenario del dopo emergenza sanitaria, attraverso la convocazione di un apposito tavolo con Enac e le compagnie aeree nazionali attive nei collegamenti con la Sicilia, per definire una programmazione di voli in grado di soddisfare la ripresa della domanda di mobilità nei principali scali e con le isole minori. Quanto all’aeroporto di Trapani Birgi, la Ministra ha affermato che la società aeroportuale ha chiesto la riapertura dello scalo nella giornata di ieri e rispetto al ripristino di un volo quotidiano Alitalia con Roma, è in corso la valutazione da parte dell’amministrazione straordinaria della compagnia di bandiera. Il Ministro Provenzano ha posto l'esigenza di affrontare sul piano strategico le diverse urgenze infrastrutturali della Sicilia, con una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli di governo, nello spirito di una leale collaborazione istituzionale, i cui frutti devono essere tangibili sul miglioramento della mobilità dei siciliani, anche per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale che rischia di abbattersi sull'isola. La Ministra De Micheli ha ricordato i recenti stanziamenti del Mit alle Province per la riqualificazione della rete viaria di competenza e chiesto ai rappresentanti della Regione Sicilia di inviare un elenco con le opere prioritarie e i relativi costi: l’obiettivo è reperire le risorse necessarie per dare copertura a una prima corposa tranche di interventi da attuare. In tema di infrastrutture ferroviarie la Ministra ha ricordato, oltre alla realizzazione in corso della Catania-Messina-Palermo, anche il progetto dell’anello di Alta Velocità di rete inserito tra quelli da finanziare attraverso il piano europeo del Recovery fund. L'alta velocità di rete sono linee tradizionali in cui interventi relativamente "minori" hanno come obiettivo l'innalzamento alla velocità di 200 km/h sulla maggior parte del tracciato. Per tutta la restante programmazione relativa alle infrastrutture siciliane verrà insediato un tavolo permanente con le istituzioni regionali, Rfi, Anas e il Consorzio per le Autostrade Siciliane.

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15 giu 2020

TAV Torino – Lione: affidati appalti per oltre 250 milioni di euro

di Fabio Nicolosi

È superiore a 250 milioni di euro il valore degli appalti assegnati nell’ultimo mese da TELT in Italia e Francia per opere e attività legate alla realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione. Anche durante la fase più acuta della pandemia da Covid-19, il promotore pubblico ha infatti continuato a operare per la gestione delle procedure di gara. Le assegnazioni riguardano oltre 20 imprese internazionali di vari settori, dall’ingegneria alle costruzioni, che compongono i raggruppamenti che ora inizieranno le attività. Sul versante francese il Consiglio di Amministrazione del promotore pubblico ha autorizzato la firma del contratto di oltre 200 milioni di euro per i lavori dei pozzi di ventilazione in Maurienne: 4 tunnel verticali paralleli scavati nell’area del Comune di Avrieux. Sul versante italiano invece sono stati affidati 5 appalti per operazioni legate alla realizzazione della nuova infrastruttura per un totale di circa 40 milioni dieuro: monitoraggi ambientali, sicurezza sul lavoro, gestione dei materiali di scavo e protezione e mantenimento dei cantieri. Parallelamente proseguono le attività nei sei cantieri dell’opera e sono in corso le gare per i lavori del tunnel di base per circa 3 miliardi di euro. Per i 3 lotti francesi relativi alla costruzione di 45 km di tunnel tra Saint-Jean-de-Maurienne e il confine italiano (valore di 2,3 miliardi) le aziende stanno consegnando le offerte. L’assegnazione è prevista per fine anno. Per quanto riguarda il versante italiano, è in corso il bando da 1 miliardo per lo scavo dei 12,5 km dal confine a Susa la cui attribuzione è prevista nel 2021. A Chiomonte Stanno per partire i lavori per le nicchie di interscambio che consentiranno la trasformazione della galleria di Chiomonte, (valore circa 40 milioni di euro), in via di accesso al tunnel di base. Tra fine anno e inizio 2021 saranno assegnati i lavori, banditi da Sitaf, per lo svincolo autostradale di Chiomonte e il trasferimento dell’autoporto di Susa a San Didero, per un valore totale di circa 100 milioni di euro. Ad oggi sono già stati spesi e impegnati oltre 2,8 miliardi di euro in appalti e lavori per l’opera. Dettaglio assegnazioni FRANCIA Pozzi di ventilazione in maurienne per oltre 200 milioni di euro Autorizzata la firma del contratto per la realizzazione di 4 tunnel verticali paralleli scavati ad Avrieux. Serviranno per la ventilazione del sito di sicurezza sotterraneo di Mondane. Profondi 500 metri e con un diametro di 5,2 metri, saranno scavati con quattro frese modello Raise Boring Machine, un sistema sviluppato nell’industria mineraria proprio per lo scavo meccanizzato di pozzi verticali e di piccola larghezza. Una soluzione efficiente che tutela al massimo la sicurezza dei lavoratori rispetto ai metodi di perforazione tradizionali e consente di avere un impatto minore sul territorio grazie alla grandezza limitata delle opere. ITALIA Monitoraggio ambientale di tutti i cantieri in italia per oltre 16,3 milioni di euro È stato assegnato il monitoraggio ambientale di tutti i cantieri dell’opera in Italia per un importo totale di oltre 16,3 milioni di euro al raggruppamento formato da Labanalysis Srl, Laser Lab Srl e S.I.N.A. Spa. Le prestazioni copriranno i cantieri operativi italiani: 01 (Interconnessione Susa-Bussoleno), 02 (Piana di Susa), 03/04 (Tunnel di Base Maddalena-Susa), 10 (Siti di deposito e valorizzazione dei materiali di scavo) e 12 (Attrezzature e sistemi). Per ogni cantiere, le attività di monitoraggio ambientale saranno suddivise in tre fasi, come prevede il Codice dell’Ambiente italiano ed è stato concepito come un documento unitario con lo scopo di tener conto dell’unicità dell’opera e non dei singoli cantieri. L’obiettivo è di avere un quadro globale, che non sia diviso per componente ambientale o per area geografica, in modo da poter avere una visione della situazione sull’intero territorio interessato dall’opera. Direzione lavori della valorizzazione dei materiali di scavo per 8,5 milioni di euro Firmato il contratto per la Direzione lavori della valorizzazione dei materiali di scavo in Italia per un totale di circa 8,5 milioni di euro alle imprese Lombardi Ingénieurs conseils, Arcadis ESG, Amberg Engineering, BG Ingénieurs conseils e Neosia. Il compito della Direzione lavori è di analizzare le modalità di gestione e recupero dei materiali di scavo dei cantieri italiani (con il reimpiego di parte dello smarino per la realizzazione di conci e rilevati ferroviari per il tunnel di base), nonché monitorare la corretta applicazione delle prescrizioni da parte del futuro titolare della gestione dei materiali di scavo. Coordinamento sicurezza e protezione salute dei lavoratori in tutti i cantieri italiani per 7,8 milioni di euro Affidato l’appalto per il coordinamento della sicurezza e protezione della salute dei lavoratori sui cantieri in Italia in fase di progettazione ed esecuzione dei lavori per un valore di 7,8 milioni di euro al raggruppamento IEC Srl, GAE Engineering Srl, SI.ME.TE Srl, Gestione Progetti Srl, Socotec, Ing. Fausto Cioci e Ing. M. Vania Abbinante. L’attività comprende l’analisi e la prevenzione dei rischi, l’assistenza alla funzione sicurezza attraverso la redazione di documenti specifici e il monitoraggio completo sui temi della sicurezza nella fase dei lavori. Protezione e manutenzione dei cantieri italiani per 5,4 milioni di euro Due appalti riguradanti i lavori di protezione e mantenimento dei cantieri italiani e il supporto logistico alle forze dell’ordine per tutta la durata dei lavori (circa 5,4 milioni di euro per la realizzazione di recinzioni o oltre barriere e l’assistenza alle eventuali necessità indicate dalle forze dell’ordine sono stati attribuiti alle imprese Borio Giacomo Srl, Ecoval Srl e IG ingegneria Geotecnica Srl, mentre il collaudo delle nicchie di interscambio della galleria geognostica della Maddalena di Chiomonte, per circa 260.000 euro, al raggruppamento SI.ME.TE Srl, Ing antonio Turco e Geo Engineering Srl).

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