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19 mag 2017

Gli aerei del futuro verranno pilotati da robot?

di Fabio Nicolosi

Sareste in grado di volare su un aereo pilotato da robot? E se ci fosse solo il pilota e il copilota fosse un robot? Ecco cosa stanno sperimentando in America: Il lavoro di Aurora Flight Sciences nell'ambito del programma ALAAS (Airborne Work In-Cockpit Automation System) di DARPA (DARPA) ha ulteriormente dimostrato le proprie capacità di volo automatizzate con diversi scenari di volo riusciti in un simulatore Boeing 737. Questi risultati si basano sull'installazione e test di successo di Aurora su componenti ALIAS su un diamante DA42, Cessna 208 Caravan, UH-1 Iroquois e DHC-2 Beaver. Il sistema di dimostrazione della tecnologia ALIAS di Aurora è stato progettato per funzionare come co-pilota in un aereo a due equipaggi, che consente di ridurre le operazioni di equipaggio, assicurando al contempo che le prestazioni degli aeromobili e il successo che le missioni siano mantenute o migliorate. La visione pubblicata da DARPA per ALIAS è "un kit che può essere rimosso, che può promuovere l'aggiunta di alti livelli di automazione negli aeromobili esistenti, consentendo il funzionamento con equipaggio a bordo ridotto". La dimostrazione è avvenuta in un simulatore Boeing 737-800NG presso il Centro di Trasporto Nazionale dei Trasporti John A. Volpe di Massachusetts, Massachusetts, ALIAS ha testato la sua capacità di utilizzare l'attuale sistema di atterraggio di 737 per disporre in modo autonomo l'aereo in caso di incapacità del pilota. Nella dimostrazione, ALIAS ha realizzato in tempo reale le procedure della cabina di pilotaggio DA42 e, supervisionato da un pilota di sicurezza a bordo, ha effettuato un atterraggio completamente automatizzato in un sito simulato a 3.000 piedi di altitudine. "Dopo aver dimostrato con successo una varietà di aeromobili, ALIAS ha dimostrato le sue versatili capacità di volo automatizzate", ha dichiarato John Wissler, Vice Presidente della Ricerca e Sviluppo di Aurora. "Mentre ci spostiamo verso il volo completamente automatizzato dal decollo al sbarco, possiamo affermare con certezza che abbiamo sviluppato un sistema di automazione che consente una riduzione significativa del carico di lavoro dell'equipaggio". La soluzione ALIAS di Aurora comprende l'utilizzo della visione di macchine in cabina, componenti robotici per l'azionamento dei comandi di volo, un'interfaccia utente avanzata basata su tablet, il riconoscimento e la sintesi vocale e un processo di acquisizione delle conoscenze che facilita la transizione del sistema di automazione ad un altro aereo. Aurora sta lavorando anche su una versione del sistema senza attuazione robotica che invece mira a sostenere il pilota tracciando gli stati fisici, procedurali degli aerei, aumentando la sicurezza aggiornando attivamente la salute del pilota. Buona visione:

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17 mag 2017

Un nuovo sommergibile per la Marina Militare Italiana

di Fabio Nicolosi

È stato consegnato presso lo stabilimento Fincantieri di Muggiano (La Spezia), il sommergibile “Romeo Romei”, ultimo di una serie di quattro unità gemelle della classe “Todaro”, tipo U212A, commissionate a Fincantieri dalla Direzione degli Armamenti Navali – NAVARM per la Marina Militare. Il sommergibile “Romeo Romei”, come l’unità gemella “Pietro Venuti” consegnata alla Marina Militare nel luglio dello scorso anno dal cantiere di Muggiano, è caratterizzato da soluzioni tecnologiche altamente innovative, interamente realizzato in materiale amagnetico con l’applicazione delle più moderne tecniche di silenziamento per la riduzione della segnatura acustica. “Romei” ha un dislocamento di superficie di 1.509 tonnellate, una lunghezza fuori tutto di 55,9 metri, un diametro massimo di 7 metri e può raggiungere in immersione una velocità superiore ai 16 nodi. L’equipaggio è composto da 27 persone. Il “Romei” è il 102esimo sommergibile realizzato al Muggiano dal 1907, anno in cui venne varato il “Foca” per la Regia Marina Italiana. Da allora questo cantiere si è sempre distinto nella realizzazione di unità navali, oltre che per la Marina italiana, anche per Marine estere (Brasile, Spagna, Portogallo, Svezia, Danimarca). Romeo Romei Il programma per la realizzazione dei sommergibili “Venuti” e “Romei” è la prosecuzione di quello iniziato nel 1994 in cooperazione con il German Submarine Consortium, che ha già portato negli anni scorsi alla costruzione di sei unità per la Germania e di due per l’Italia, il “Todaro” e lo “Scirè”, consegnati da Fincantieri rispettivamente nel 2006 e nel 2007 e che operano con successo all’interno della flotta della Marina Militare. Il “Romei”, così come gli altri sommergibili della serie, è dotato di un sistema di propulsione silenziosa basato sulla tecnologia delle celle a combustibile in cui l’energia elettrica viene prodotta tramite la reazione di ossigeno e idrogeno, quindi indipendentemente dall’aria, garantendo un’autonomia in immersione notevolmente superiore a quella dei sistemi convenzionali a batteria. L’unità dispone di un sistema elettroacustico perfettamente integrato nel sistema di comando e controllo e di un moderno sistema di automazione del controllo della piattaforma. Romeo Romei Capitano di Corvetta Medaglia d’oro al Valor Militare alla memoria Nacque a Castelnuovo (Cattaro) il 14 agosto 1906. Allievo all’Accademia Navale di Livorno dal dicembre 1924, nel 1928 conseguì la nomina a Guardiamarina e con il 1° luglio 1929 la promozione a Sottotenente di Vascello, stando imbarcato sull’incrociatore Trieste nell’incarico di ufficiale di rotta. Promosso Tenente di Vascello nel 1933, a domanda passò sui sommergibili ed al comando del sommergibile Perla partecipò a missioni speciali durante la guerra di Spagna. Alla dichiarazione di guerra del 10 giugno 1940, richiamato in Patria dalla Base Navale di Tobruk e promosso Capitano di Corvetta, assunse il comando del sommergibile Pier Capponi con il quale si distinse in audacissime e fortunate missioni di guerra, tanto da essere definito dalla stampa avversaria il “Corsaro degli abissi”. In una missione di guerra condotta sulla notte del 10 novembre 1940 nelle acque del Canale di Sicilia (50 miglia a SE di Malta), attaccò risolutamente una forte formazione navale inglese – composta da una nave portaerei e da due navi da battaglia, fortemente scortata da numerosi cacciatorpediniere – colpendo probabilmente una nave da battaglia. Nel corso della missione del 31 marzo 1941 l’unità, salpata da Messina e diretta nel Mediterraneo centrale, fu silurata dal sommergibile inglese Rorqual ed affondò a circa 17 miglia a sud di Stromboli. Nessun superstite fra l’equipaggio. Altre decorazioni: Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo occidentale, 22 giugno 1940) Medaglia di Bronzo al Valore Militare (Mediterraneo, 10 giugno 1940 – 12 aprile 1941)

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02 mag 2017

La stazione “Foster” di Firenze sarà il primo hub italiano di mobilità integrata

di Roberto Lentini

Durante la riunione che si è tenuta a Roma tra Regione Toscana, Comune di Firenze e Gruppo FS Italiane, è stato discusso il nuovo progetto della stazione di Firenze Foster. Inizialmente pensata solo per l'alta velocità, diventerà invece un hub integrato per treni, autobus (di linea e turistici), per la linea tranviaria e auto private. Complessivamente ci saranno 34 gli stalli a rotazione, cui si aggiungeranno 130 posti per la lunga sosta, direttamente collegati con la Foster. L’autostazione, che avrà una viabilità dedicata per l’accesso e l’uscita, servirà il trasporto regionale, extraurbano, urbano e turistico. La stazione Foster sarà il primo esempio in Italia di stazione della mobilità integrata e sorgerà nell'area a nord ovest del capoluogo toscano al posto dell'ex sede della scuola media Ottone Rosai, degli ex macelli comunali, della scuola elementare Gianni Rodari, di palazzine residenziali e del deposito treni che si trova sulla destra rispetto all'incrocio tra il viale Belfiore e il viale Redi (a circa un chilometro di distanza, in linea d'aria, dalla stazione di Santa Maria Novella).

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20 apr 2017

Greenway del Veneto: la bici arriva al mare

di Alessandro Graziano

Da poco inaugurato un altro tratto della Greenway del Sile, la pista ciclabile che va da Portegrandi a Caposile e che collega Treviso a Jesolo seguendo il percorso del  fiume Sile. Chi ama la  bicicletta e la natura conosce sicuramente  il percorso della GiraSile, la Greenway del Sile, 52 km che attraversano le province di Treviso e Venezia collegando le città al mare. Dopo il tratto di Casier-Casale, inaugurato lo scorso anno, questo nuovo tratto che costeggia la laguna e arriva fino al litorale marino risulta essere una pista ciclabile pianeggiante e ideale per coloro che vogliono immergersi nella natura. Un percorso facile, da fare anche con i bambini, partendo proprio da via Alzaia e costeggiando il Sile, uno dei fiumi più importanti della zona. Finalmente dopo anni di lavori, è adesso possibile raggiungere il mare in bicicletta. La strada verde del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile è un corridoio ecologico che attraversa tutto il Parco dalle sorgenti a Portegrandi, destinato alla mobilità dolce. La ciclabile segue la sponda sinistra del fiume Sila e prosegue fino alla chiusa di Silea, si passa poi nel cimitero dei burci,portando le bici a mano, e il Casier. Ancora a Musestre, frazione di Roncade, la pista incrocia la torre di Everardo, l’unico resto del castello di epoca longobarda. Da qui, le anse del Sile conducono fino Portegrandi, foce del fiume. Attraversata la chiusa, la ciclabile entra sulla gronda lagunare, che percorre per ben 11 km fino a quando il Sile confluisce nella Piave vecchia a Caposile. ulteriori info : http://www.parcosile.it/pagina.php?id=18

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11 apr 2017

L’inquinamento degli aerei è un problema: Boeing investe in propulsione elettrica e ibrida

di Amedeo Paladino

Negli ultimi decenni il traffico aereo è cresciuto vertiginosamente e le proiezioni per i prossimi anni prevedono un ulteriore incremento: secondo il Rapporto ambientale sull'aviazione europea tra il 1990 e il 2014 il numero di voli è aumentato dell’80% e si prevede che crescerà di un ulteriore 45% tra il 2014 e il 2035 Lo sviluppo del settore dell'aeronautica civile ha causato l'aumento delle emissioni di inquinanti e del rumore nei pressi degli scali. I costruttori di aerei stanno lavorando alacremente e stanno investendo risorse con l’obiettivo di rendere i loro velivoli più efficienti dal punto di vista dei consumi, in particolare riducendo il peso e migliorando la resistenza aerodinamica. L'elemento determinante per migliorare l'efficienza energetica dell'aviazione civile è però la propulsione degli aerei: è sintomatico del crescente interesse per questa sfida tecnologica la recente nascita di Boeing HorizonX, il nome evocativo della nuova divisione di uno dei più grandi costruttori mondiali, creata con l'obiettivo di sviluppare nuove tecnologie aerospaziali. Recentemente è stata annunciata la collaborazione di Boeing HorizonX con JetBlue Technology Ventures nell'investimento in Zunum Aero: un progetto nato con l'obiettivo di sviluppare un aereo a propulsione alternativa. Boeing vuole scompaginare il settore dell'aeronautica civile, sviluppando prima degli altri costruttori una flotta di aerei a propulsione alternativa ibridi o elettrici. Si parla già di aerei di piccole dimensioni in grado di trasportare fino a 50 passeggeri  per i voli regionali a corto raggio, coprendo una distanza massima di 1.100 km inizialmente, per arrivare entro il 2030 a 1.600 km.

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21 mar 2017

Le più belle mappe delle metropolitane del mondo

di Amedeo Paladino

Le mappe del trasporto pubblico sono rappresentative della cultura estetica delle città. Le mappe più iconiche ed apprezzate vengono riprodotte nelle magliette, negli ombrelli o nelle tende da doccia. In questa galleria vi mostriamo alcune mappe dei sistemi metropolitani che ci offrono una chiave di lettura della cultura delle rispettive città. Clicca sulle singole mappe e poi scorri la galleria. Questo articolo è liberamente tradotto dalla rivista online CityLab

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07 mar 2017

“Ergo Crosswalk”: le strisce pedonali che si adattano alle abitudini delle persone

di Amedeo Paladino

Agli inizi del '900 il rapporto delle persone con la strada era molto diverso rispetto a quello odierno: le automobili erano poche e conseguentemente la priorità spettava a chi andava a piedi: non esistevano infatti strisce pedonali o semafori. Negli anni '20 il cambiamento della destinazione d'uso delle strade cambiò a vantaggio dei mezzi a motore che ebbero un aumento esponenziale a partire dalle grandi città degli Stati Uniti: vennero disegnate le prime strisce pedonali, ma la norma che prescriveva l'attraversamento solo in corrispondenza di esse era scarsamente rispettata e gli investimenti mortali crebbero enormemente. Le case automobilistiche americane misero in opera una campagna mediatica affinché non venissero emanate delle leggi sulla limitazione della velocità dei veicoli in città, che avrebbero rappresentato un pericolo per il fiorente mercato dell'auto. L'eco di questa campagna fu talmente forte che venne coniato un nuovo termine dispregiativo per definire coloro che non rispettavano le norme sull'attraversamento: "jaywalking". Dopo un secolo dall'inizio del processo di motorizzazione di massa la tendenza in corso in molte grandi città  è la riacquisizione dello spazio pubblico a favore delle persone, limitando l'utilizzo del mezzo privato e intervenendo a favore della sicurezza dei pedoni. Una delle condotte più criticate è l'attraversamento al di fuori delle strisce pedonali: il designer coreano Jae Min Lim ha osservato il comportamento dei pedoni, accorgendosi che spesso camminano fuori dalla segnaletica, descrivendo un arco. I pedoni infatti cercano inconsciamente sempre di trovare la via più rapida rispetto al punto di accesso, per raggiungere il marciapiede opposto. Jae Min Lim ha così descritto il suo progetto di rivisitazione degli attraversamenti pedonali, "Ergo Crosswalk": Quando le persone attraversano la strada tendono a prendere la via più rapida: a volte lo fanno intenzionalmente, ma il più delle volte lo fanno inconsciamente. Questo comportamento viola le norme del traffico, mettendo in pericolo la sicurezza dei pedoni stessi. Se le norme stradali non sono rispettate, è più ragionevole cambiarle. "Ergo Crosswalk" è un progetto che spinge i pedoni al rispetto degli attraversamenti, tenendo conto delle loro abitudini. Presentate al “Seoul International Design Competition 2010” le “Ergo Crosswalk” sono strisce pedonali ad arco che oltretutto nascondono degli indicatori LED attivati in base alla distanza delle auto. "Ergo Crosswalk" finora non è stato implementato in nessuna città, ma rappresenta un ottimo esempio di come si debba progettare tenendo conto delle abitudini delle persone.   Bibliografia: The forgotten history of how automakers invented the crime of "jaywalking" Why Jaywalking is Called Jaywalking Come l’industria automobilistica ha criminalizzato pedoni e ciclisti

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02 mar 2017

Le Green city non sono solo roba da ricchi

di Alessandro Graziano

Lo sviluppo del verde urbano dovrebbe riguardare tutti i cittadini e non solo quelli dei quartieri d'élite Molto spesso una città verde non è né verde ovunque né per tutti. Ciò significa che le aree verdi, sistemi di trasporto sostenibili, energia a impatto zero  possono non essere accessibili per tutti e possono non essere distribuite equamente all'interno della città. Una città equa dunque deve partire dalle aree verdi, dai trasporti e dall'energia a disposizione di ogni cittadino, non in termini meramente numerici o quantitativi ma qualitativi. Spesso invece l'urbanistica punta sui numeri e i metri quadri di servizi a discapito della vera accessibilità degli stessi. Secondo il pianificatore urbano Renard Teipelke dell' Asian Development Bank  ci sono almeno quattro punti da cui riconoscere una città per tutti: 1 La vita urbana deve consentire un sostentamento economico per i cittadini 2 Si dovrebbe consentire la piena accessibilità agli abitanti, che vuol dire libertà di partecipazione alla vita della metro-polis 3 La vita urbana deve essere accessibile, garantendo che le infrastrutture urbane, come l'alloggio, e servizi urbani, quali l'assistenza sanitaria, siano accessibili per i cittadini. 4 La vita cittadina deve avere una capacità di resilienza, ovvero di resistere agli stress naturali o umani derivati da cambiamenti climatici o criminalità, quindi essere un posto sicuro. Ovviamente se questi quattro punti vengono messi in relazione al boom economico Asiatico si vedrà la grande discrepanza tra ricchezza economica e diseguaglianze. Molto più che nella vecchia Europa. Persone di diversa condizione socio-economica dovrebbero essere in grado di trarre beneficio dalle loro città in termini fisici, economici, ambientali e sociali. Spesso nella megalopoli asiatiche vediamo le grandi downtown dove sostenibilità ed economia green ci sembrano splendere al massimo. Un controsenso invece rispetto al disequilibrio delle periferie urbane. Localizzare le politiche di sviluppo urbano significa quindi identificare le azioni intersettoriali che rendono viva una città. Ad esempio, un programma di crescita economica dovrebbe mirare a migliorare la competitività di una città e anche fornire opportunità di lavoro per una gamma più ampia di cittadini in modo che possano accedere ad un alloggio, alle spese mediche, o al biglietto d'ingresso ad un evento culturale. Solo allora lo sviluppo urbano verde "Green" potrà avere un impatto reale e positivo sulla vita di tutti i cittadini.

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23 feb 2017

Anello ciclabile del lago di Garda: lo spettacolo a impatto zero

di Alessandro Graziano

Un unico itinerario di 140 km dedicato al cicloturismo lungo le sponde del Lago di Garda Sarà la pista più spettacolare d’Europa l’anello ciclabile del Garda, un’opera unica a livello mondiale di oltre 140 chilometri, integrata e connessa con altre importanti percorsi ciclabili. E' Garda by Bike, il progetto promosso e co-finanziato da Provincia autonoma di Trento, Regione Lombardia e Regione Veneto, la maxi pista ciclabile, che secondo il progetto presentato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio dovrebbe essere completata entro il 2021, avrà un costo complessivo di 102 milioni di euro. Il duplice obiettivo è quello di potenziare l’attrattività turistica della zona del Garda e di favorire la mobilità sostenibile, mettendo in rete tutti i centri abitati della costa. Erano anni che si parlava della realizzazione di una pista ciclabile che percorresse l’intero periplo del Lago di Garda, unendo la sponda trentina a quella veronese e bresciana in un unico itinerario di 140 km dedicato al cicloturismo. Nel corso degli anni alcuni tratti ciclabili erano già stati terminati e aperti ai cicloturisti, come per esempio tra Torbole e Riva del Garda, dove si unisce alla ciclabile della Valle dei Laghi verso Salò. Finalmente l’intero progetto ha avuto il favore del ministero delle Infrastrutture e Trasporti.   La pista sarà il prolungamento di altri 4 km che vanno dalla zona Sud del paese a Capo Reamol, inaugurati nel maggio 2013, inoltre il nuovo tratto della pista ciclabile prevede parti a sbalzo e parti ricavate all’interno delle vecchie gallerie dismesse della Gardesana. Le immagini dei rendering del percorso per le due ruote, progettato dalla ATT di Salò,  la ciclabile che collegherà Capo Reamol con il confine trentino si candida a diventare un’attrazione turistica. Un intelligente investimento per un'infrastruttura territoriale unica nel suo genere e a impatto zero!

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07 feb 2017

Muoversi in bici in una città collinare è possibile: San Francisco ci fornisce un esempio

di Annamaria Pace

I dislivelli altimetrici presenti in alcune città del mondo non sono un ostacolo per l’utilizzo della bicicletta: un interessante esempio è dato dalla città statunitense di San Francisco in California. San Francisco è la seconda città degli Stati Uniti, dopo New York, più densamente popolata ed è anche molto famosa per la morfologia del suo territorio prevalentemente collinare, infatti si contano più di 50 colline, che danno il nome a molti quartieri: Nob Hill, Pacific Heights, Russian Hill, Potrero Hill e Telegraph Hill. La città essendo affacciata sull'oceano ha un clima che presenta in inverno freddo, pioggia e vento e in estate, a causa dell’umidità proveniente dal mare, si verifica il fenomeno della nebbia: nonostante ciò, San Francisco  è attraversata da una fitta rete di bike lanes (piste ciclabili) che consentono di raggiungere ogni parte della città attraverso percorsi studiati per rendere meno faticoso il tragitto. Il segreto per fare un percorso pianeggiante in una città in cui ci sono notevoli pendenze altimetriche, è quello di attraversare la città secondo percorsi tortuosi chiamati  wiggles. Sono state create molte guide ed applicazioni web che indicano, a secondo della destinazione da raggiungere, il percorso più pianeggiante da percorrere mediante percorsi a serpentina (wiggles), che con un andamento  curvilineo e sinuoso permettono di raggiungere la destinazione senza fatica. Alcuni dei percorsi hanno il vantaggio di essere realizzati in corrispondenza di strade che non vengono percorse solitamente dalle automobili. Google Maps  evidenzia i profili altimetrici e la sezione del terreno, selezionando i percorsi pianeggianti, così visualizzando nella  mappa il profilo altimetrico “meno faticoso” si può scegliere la scalata e la discesa totale relativa ai percorsi in elevazione per ogni percorso da fare in bicicletta. Inoltre, a San Francisco, quando si è stanchi di pedalare c’è anche la possibilità di mettere la bici sui mezzi pubblici: infatti in molte città collinari gli autobus pubblici hanno rastrelliere nella parte anteriore o posteriore oppure in alternativa è possibile portare la bici nella metropolitana. Esistono in commercio biciclette elettriche a pedalata assistita con cui è possibile superare le salite molto ripide. Questa soluzione offre numerosi  vantaggi ai ciclisti più anziani o meno in forma, oppure quando si verificano condizioni particolari, per esempio con venti contrari, o quando si deve percorrere lunghe distanze. Ma se  proprio durante il tragitto c’è una salita che va oltre le proprie possibilità, allora la soluzione è camminare a piedi spingendo la bicicletta, così come fanno gli abitanti di San Francisco. Un dato interessante è che nella città californiana si presta  molta attenzione alla mobilità ciclistica in ambito urbano. Nel 2016 è stato realizzato il primo intervento artistico su strada della città, realizzato dall’artista locale, Kristin Farr, di fronte ad un bar in cui spesso sono allestite mostre d’arte. L’intervento è stato collocato nello spazio dedicato al parcheggio di automobili che dopo l’intervento è stato trasformato in un parcheggio per le biciclette. Questa iniziativa è partita dal SFMTA (Ente municipale dei trasporti della città di San Francisco)  con l’obiettivo di supportare le imprese e gli artisti locali, e contemporaneamente  incoraggiare più persone ad andare in giro in bicicletta. Iniziative come queste mettono in evidenza il lato creativo delle comunità e consentono di  utilizzare in modo diverso lo spazio pubblico, attraverso la promozione e il coinvolgimento  delle imprese locali, degli artisti e del trasporto sostenibile. [La foto in evidenza in questo articolo mostra una critical mass svoltasi a San Francisco: si tratta di un raduno di biciclette che, sfruttando la forza del numero (massa), invadono le strade normalmente usate dal traffico automobilistico.] Bibliografia: http://www.betterbybicycle.com/2014/08/how-to-maximise-your-cycling-when-faced.html https://www.sfmta.com/news/press-releases/san-francisco-unveils-one-kind-mural-asphalt http://hoodline.com/2016/03/san-francisco-s-first-on-street-mural-underway-at-madrone                      

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