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17 mag 2020

Ecco come fare per ottenere il buono mobilità

di mobilita

QUESTO ARTICOLO E' SUPERATO. QUI TROVI GLI AGGIORNAMENTI Grazie al Decreto Rilancio si avrà la possibilità di accedere ad un contributo per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e di veicoli per la micromobilità elettrica quali monopattini, hoverboard e segway, o per l’utilizzo dei servizi di sharing mobility. È questo il “buono mobilità” che coprirà il 60% della spesa sostenuta, fino a un massimo di 500 euro, per acquistare il mezzo o il servizio. Per agevolare l'utilizzo delle biciclette si modificherà il Codice della Strada prevedendo la realizzazione di apposite bike lane. Ad esempio, per una bici dal costo di 1.000 euro si otterrà uno sconto di 500 euro. Il provvedimento del Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti punta a incentivare forme di trasporto sostenibili che garantiscano il diritto alla mobilità delle persone nelle aree urbane a fronte delle limitazioni al trasporto pubblico locale operate dagli enti locali per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il buono mobilità spetta ai maggiorenni residenti nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia oppure nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti ed avrà efficacia retroattiva: potranno infatti beneficiarne quanti, avendone i requisiti, abbiano fatto acquisti a partire dal 4 maggio 2020, giorno di inizio della Fase 2. Per ottenere il contributo basterà conservare il documento giustificativo di spesa (fattura) e, non appena sarà on line, accedere tramite credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) sull’applicazione web che è in via di predisposizione da parte del Ministero dell’ambiente e accessibile anche dal suo sito istituzionale. Alternativamente alla procedura a rimborso, una volta che l’applicazione sarà operativa (entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale) il buono mobilità potrà essere fruito attraverso un buono spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web. In pratica gli interessati dovranno indicare sulla piattaforma il mezzo o il servizio che intendono acquistare e la piattaforma genererà il buono spesa elettronico da consegnare ai fornitori autorizzati, insieme al saldo a proprio carico, per ritirare il bene o godere del servizio individuato. Queste disposizioni resteranno in vigore solo fino al 31 dicembre del 2020. Nel 2021 torneranno invece efficaci le previsioni del decreto Clima che prevede un fondo a carico del Ministero dell’ambiente pari ad ulteriori 180 milioni di euro destinato ai residenti nei Comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva comunitaria relativa alla qualità dell’aria. A partire dal 1° gennaio 2021 sarà necessario rottamare un autoveicolo o un motociclo inquinante per beneficiare del buono mobilità. Saranno previsti incentivi pari a 1.500 euro per ogni autoveicolo rottamato e a 500 euro per ogni motociclo rottamato. Oltre ai beni e ai servizi previsti per il 2020, nel 2021 sarà possibile acquistare anche abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale che, si auspica, avrà nel frattempo ricostituito la capacità di trasporto previgente alle norme sul distanziamento sociale.  

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03 mar 2020

VERONA | Partono i lavori per la ciclabile porta Palio-Castelvecchio. Opera pronta per l’estate

di Fabio Nicolosi

Da Porta Palio a Castelvecchio in bicicletta, su un percorso sicuro e protetto. Partono in questi giorni i lavori per la realizzazione della pista ciclabile che collegherà il grande parcheggio di Porta Palio, dove è presente anche una postazione di bike sharing, a Castelvecchio. Poco più di 2 km di tragitto, ma con una valenza strategica per questa zona della città, molto trafficata sia dai mezzi privati che da quelli pubblici che, fino ad oggi, non offriva un’alternativa sicure per gli spostamenti in bici. Tempo qualche mese e l’opera sarà conclusa. Consegnati ufficialmente oggi alla ditta esecutrice, i lavori saranno terminati entro il mese di agosto, in tempo per far godere a veronesi e turisti la città in bici nel periodo estivo, e anche per tutti gli spostamenti di lavoro”. L’intervento è realizzato dal Comune con il sostegno della Regione, in prima linea sul tema della mobilità sostenibile e più volte a fianco dell’Amministrazione per progettare e realizzare opere destinate alla ciclabilità e al cicloturismo. Il costo complessivo del nuovo percorso è di 170 mila euro, 60 dei quali finanziati dalla Regione. Di fatto, l’opera può essere schematizza in due tratti. Il primo tra Porta Palio e via Scalzi, il secondo tra via Scalzi e Castelvecchio. Nel primo tratto il percorso bidirezionale prevede la messa in sicurezza dell’attraversamento su Circonvallazione Oriani e prosegue sfruttando l’ampio marciapiede esistente di fronte all’ospedale militare. La novità è che la ciclopista partirà dal parcheggio di Porta palio e passerà su retro della Porta, soluzione questa a vantaggio della sicurezza sia dei ciclisti che del traffico veicolare e che favorisce la connessione per le bici che arrivano dalle zone limitrofe. Più complesso invece l’intervento dagli Scalzi in giù, verso Castelvecchio, anche perché su questo tratto è previsto il passaggio del filobus. Per garantire contemporaneamente la presenza delle due corsie di marcia delle autovetture, una corsia preferenziale per il filobus in direzione centro e una per la ciclabile bidirezionale, si dovranno modificare alcuni tratti di marciapiede tra vicolo Valle e Castelvecchio, che saranno ristretti ma resteranno ugualmente funzionali per i pedoni. La nuova geografia che si presenterà sarà dunque la seguente: marciapiede, pista ciclabile, stalli blu per la sosta (alcuni verranno eliminati), corsia per il filobus e corsie per le auto. A differenza del primo tratto di pista, che viene realizzato sfruttando l’ampio marciapiede, il secondo trova spazio invece sul sedime stradale e sarà protetto con appositi paletti. Questo intervento sarà anche l’occasione per mettere riorganizzare l’incrocio semaforico di via Scalzi, inserendo un attraversamento pedonale ora assente. Il progetto è stato illustrato oggi dall’assessore ai Lavori pubblici insieme all’assessore regionale ai Lavori pubblici, infrastrutture e Trasporti. Presenti anche l’assessore a Strade e Giardini e il presidente di Fiab Verona Corrado Marastoni, coinvolto sin dall’inizio per le valutazioni in merito all’opera. “Un iter amministrativo molto veloce ci permette di consegnare oggi i lavori alla ditta esecutrice – afferma l’assessore ai Lavori pubblici -. Un progetto di cui andiamo orgogliosi perché vede ancora una volta la Regione al nostro fianco e, sin dall’inizio, ha coinvolto Fiab quale soggetto competente per suggerire le migliori soluzioni da adottare. Il risultato non era scontato, nel secondo tratto di strada passerà anche il filobus, abbiamo studiato un percorso il meno impattante possibile sulla viabilità ordinaria ma allo stesso tempo sicuro per le biciclette”. “A breve partiranno anche i lavori per la ciclopedonale da Quinto a Poiano e stiamo ragionando anche per collegare il centro a Poiano - ha aggiunto l’assessore a Strade e Giardini -. L’attenzione dell’Amministrazione per questo tema è massima, abbiamo messo a bilancio 200 mila euro per la manutenzione delle piste ciclopedonali di tutto il territorio”. L’assessore regionale ha snocciolato i numeri. “Negli ultimi quattro anni la Regione ha finanziato 35 milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili e ciclopedonali. In Veneto oggi ci sono quasi 2.600 chilometri di ciclabili, 543 dei quali a Verona, che è la seconda provincia dopo Vicenza per mobilità lenta e sostenibile. Anche questa partita è vinta grazie al gioco di squadra, Comune e Regione insieme a Fiab, che svolge un ruolo fondamentale anche fuori Verona”. “Per Fiab oggi è un giorno di festa – afferma Marastoni – perché si concretizza uno dei primi impegni dell’Amministrazione sul tema della mobilità sostenibile e che ci ha visti coinvolti in ogni tappa. Ancora molto c’è da fare, ma siamo sulla strada giusta”.

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19 set 2017

FIRENZE | Mobike: oltre 29 mila utenti in un solo mese

di Fabio Nicolosi

La soddisfazione è enorme come il successo raggiunto in appena un mese da Evlonest, la società che ha portato Mobike a Firenze. «In soli 40 giorni - ha dichiarato un raggiante Alessandro Felici, ad di Evlonest, all'edizione locale del quotidiano "La Repubblica" - gli utilizzatori sono stati 29 mila". Ci eravamo posti come obiettivo economico di far girare le bici cinque volte al giorno, - continuato Felici - siamo già oltre sei, a 6,25: pensavamo di arrivarci dopo un anno». Per far fronte alla richiesta entro la metà di settembre arriveranno altre mille biciclette, ed entro la metà di ottobre si arriverà a 4.000. Intanto la Regione - scrive il quotidiano - ha stanziato oltre 8 milioni per le piste ciclabili. Serviranno, tra l'altro, a completare fino al 90% la Ciclopista dell'Arno, il più importante asse di attraversamento in bici della Toscana: 404 chilometri dal Casentino a Marina di Pisa, sfiorando 40 stazioni, ferroviarie, vari terminal bus e l'incrocio con altri percorsi ciclabili. Dunque, la Toscana pigia sull'acceleratore della mobilità ecologica: "La Regione, spiega l'assessore alla mobilità, Ceccarelli, al quotidiano - vuole incentivare tutti i mezzi alternativi, tra cui la bicicletta è il più sano e pulito». E mette sulla mobilità ciclabile 8.437.500 euro di fondi europei Por Creo, per sei progetti, di cui cinque per la pista dell'Arno cui vengono dati 7.187.500 euro per ricucire con nuovi tratti i percorsi già realizzati con altri 23 milioni. Saranno finanziati inoltre i progetti di San Miniato, Empoli, Cascina, Pisa e la provincia di Arezzo. Mentre per la pista ciclabile del Valdarno superiore pioveranno su San Giovanni Valdarno 1.033.950 euro di finanziamenti statali nell'ambito del piano nazionale per la sicurezza stradale.

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28 ago 2017

Volata: la bici hi-tech di origini italiane

di Cristina Betti

Volata è una bici futuristica hi-tech, con gps integrato, navigatore, luci automatiche e molto altro. E sarà disponibile entro pochi mesi. Prodotta a San Francisco da due italiani, Marco Salvioli e Mattia De Santis, affinché rispettasse la loro passione per la bicicletta e la tecnologia. Con una struttura simile a quella di una mountain bike, Volata è dotata sul manubrio di un display da 2,4 pollici che funziona a mo' di cruscotto, consentendo al guidatore di interagire con il proprio telefonino e quindi di avere informazioni riguardanti meto, velocità, navigatore e di tracciamento dell'attività fisica. Il tutto ovviamente senza dover rimuovere le mani dal manubrio: questo infatti è dotato di pulsanti e joystick per rendere l'interazione con il display totalmente sicura. Volata è costituita da un telaio in alluminio, un cambio elettronico Shimano con 11 rapporti (nascosti del mozzo posteriore) e ha la cinghia di trasmissione al posto della catena. E' inoltre equipaggiata internamente di un GPS che consente di registrare tutti i nostri spostamenti e che funziona anche da sistema antifurto, sfruttando un sensore di movimento che attiva in caso di furto un allarme sonoro (il GPS stesso permette poi di rintracciare la bicicletta in ogni dove, grazie alla connettività GSM). All'interno del mozzo anteriore è presente una dinamo a bassa resistenza che alimenta tutto il comparto elettronico (luci comprese, dotate di accensione sia automatica che manuale). In caso, è presente anche un attacco micro usb per permettere ricariche di emergenza in caso di lunga inattività. Due i modelli disponibili: Model 1 (sport and utility) e Model 1C (city crossover). Volata costa 3.499 dollari, ma al momento è solo possibile pre-ordinarla sul sito con un anticipo di 299. https://www.youtube.com/watch?v=zMrOY6hheBk

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03 lug 2017

2,7 kg: il “peso” della bici più leggera del mondo!

di Cristina Betti

Fairwheel Bikes, un negozio di bici in Arizona, è riuscita a rendere la bici di Gunter Mai, fino ad ora la più leggera del mondo, ancora più leggera. Nel 2008 Gunter Mai era riuscito a realizzare la bicicletta più leggera del mondo: 3 kg. Col passare del tempo era riuscito ad alleggerire ulteriormente il suo modello fino ad arrivare al peso di 2,8 kg. Aveva poi smontato il tutto e rivenduto i pezzi a giro per il mondo. Fortunatamente la maggior parte di quei leggerissimi pezzi erano stati acquistati dal negozio per appassionati di bici, Fairwheel, a Tucson, Arizona, un punto vendita molto fissato con il peso dei propri mezzi a due ruote. Fairwheel era già riuscita a costruire una bici molto leggera, la M2Racer, il cui record era stato battuto da Gunter, e ora, dopo quasi un anno di ricerca degli accessori mancanti e la costruzione di nuove parti, partendo dal telaio Spin originale di Gunter, sono riusciti ad arrivare al peso di 2,7kg. "Noi, naturalmente, avevamo già visto la bici e avevamo le nostre idee sui modi per togliere ancora più peso - afferma il boss di Fairwheel Bike Jason Woznick - Abbiamo pensato che fosse un peccato che Gunter fosse andato così vicino a scendere sotto le sei libbre (2.72kg), ma non riusciva a spingersi oltre, eppure mancavano solo pochi grammi." Questo assemblaggio è stato finalizzato per rendere la bici un mezzo perfetto per uno scalatore. Materiali e processi di produzione sono cambiati rispetto al 2010 e una bici più leggera di 2,7 kg è nei limiti del possibile. Ottenere una bici ancora più leggera non sarebbe un problema ma, afferma Jason Woznick, alla fine non è un progetto che fa per loro.

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19 giu 2017

Troppo smog? Ci pensa la bicicletta!

di Cristina Betti

Per cercare di superare il problema del troppo smog delle metropoli, è stata progettata una bicicletta dotata di ionizzatore. Usare la bicicletta al posto della macchina è già di per sé un ottimo modo di contenere lo smog delle città, ma lo Studio Roosegaarde del designer olandese Dan Roosegaarde, è andato oltre: all'interno del progetto Smog Free in cui si punta a ridurre l'inquinamento delle metropoli (in cui è coinvolto anche il governo cinese) è stata ideata una bici dotata di purificatore d'aria, in grado di funzionare grazie al movimento dei pedali. L'idea di per sé è molto semplice e richiama il funzionamento degli ionizzatori: le polveri presenti nell'aria vengono filtrate dall'apparecchio che è montato sul manubrio, al suo interno esse vengono caricate elettrostaticamente, in uesto modo precipitano e l'aria che ne esce risulta così purificata. La bicicletta, battezzata Smog FreeBycicle, è però ancora un modello sperimentale, ma già si pone nell'ottica di diventare un mezzo sicuramente necessario a livello delle grandi città mondiali, accompagnando anche il crescente servizio di bike sharing e affini. Obiettivo finale è quello di creare una cittadinanza di "spazzini dell'aria" a cui viene chiesto soltanto di pedalare per il tragitto casa-lavoro. Come detto, soprattutto la Cina è interessata ad investire su questo prodotto, specialmente a Pechino, città in cui la bicicletta è molto diffusa fra le abitudini della popolazione.

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05 giu 2017

TreGo: e la tua bici si trasforma in cargo!

di Cristina Betti

TreGo è un carrello a due ruote che permette alla tua bici di trasformarsi in pochi secondi in una cargo-bike. Ofir Yadan di Tel Aviv ha avuto l'idea nel 2012 come progetto per una tesi di laurea denominato S-cargo, in poco tempo il suo progetto si è sviluppato fino ad arrivare alla forma attuale, presente attualmente in una campagna di lancio su kick-starter. L'inventore, industrial designer oltre che appassionato ciclista, punta da sempre all'idea che la bicicletta non debba essere limitata a particolari esigenze di trasporto; per questo ha pensato a TreGo, che può essere utilizzato sia come semplice carrello che come accessorio da applicare alla bicicletta. Tutto questo è reso possibile grazie alla tecnologia del Fast-connector, un componente da applicare alla forcella della bici che consente di poter fissare il carrello senza l’utilizzo di attrezzi e con poco spreco di tempo. Il carrello, realizzato completamente in alluminio leggero, dotato di ruote inclinabili ed un efficace sistema di freni a disco idraulici, è inoltre pieghevole, permettendone così l'utilizzo per il trasporto a mano. L'esperienza di bici è così completa: senza compromettere l'esperienza di guida (molto facile anche con il carrello, come si vede dal video più sotto), si ottiene un uso più completo del mezzo a due ruote più diffuso del mondo. https://youtu.be/E-TKgK0MrXY  

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30 mag 2017

VIDEO | Perché Copenaghen è la capitale della bicicletta

di Amedeo Paladino

Copenaghen è la capitale e la città più popolosa della Danimarca con 569. 557 abitanti nel Comune e 1 167 569  nell'area urbana. Negli anni '70 del 1900 era invasa dalle automobili, come la maggior parte delle città industrializzate: l'inefficienza della mobilità, l'inquinamento e il tasso di incidentalità stradale spinsero le amministrazioni e i cittadini a un decisivo cambio di rotta. Da allora lo sviluppo di una rete di infrastrutture ciclabili connesse è stato inarrestabile: i percorsi ciclabili si sviluppano per 360 chilometri, e negli ultimi 10 anni sono stati investiti 300 milioni di euro in ciclabilità e sicurezza stradale. Per gli spostamenti più lunghi i cittadini danesi possono contare anche su un efficiente sistema di trasporti e sulla possibilità di utilizzare in maniera combinata la bici e i mezzi pubblici. Copenaghen si può considerare la capitale della bicicletta!

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22 mag 2017

nCycle, la bici che dialoga con i nostri dispositivi elettronici

di Cristina Betti

Il 14 maggio è stata la giornata nazionale della bicicletta: dopo quasi duecento anni di vita, in che cosa si evolverà il mezzo a due ruote più diffuso del mondo? La bicicletta sta diventando un mezzo sempre più futuristico e tecnologico, e l'azienda New Cast Service di Carpi ce lo dimostra con la sua nCycle: una bici "digital oriented" che è già arrivata anche in Italia. Ideata dall'architetto albanese Marin Myftiu, e prodotta dall’italianissima New Cast Service di Carpi, promette una rivoluzione nel mondo delle e-bike: è elettrica, facile da trasportare e in grado di comunicare con i nostri dispositivi.  Ls "bici del futuro" è stata studiata per avere un design di grande impatto, ma non per essere soltanto bella. All'interno del suo telaio, fatto in carbonio leggerissimo, è stata integrata una batteria in grado di gestire l’elettronica del mezzo e con un’autonomia di circa 90 km. Inoltre un display olografico è stato posizionato sulla canna, permettendo così ad nCycle di comunicare con il nostro smartphone e tablet, che potremo portare con noi, e quindi ricaricare, durante le nostre pedalate. Anche la sicurezza non è stata tralasciata: il manubrio, dotato di luci al led e altoparlanti bluetooth, può trasformarsi in un lucchetto, permettendoci quindi di lasciare a casa le catene. In alternativa, la bici può essere piegata in due, per poter essere trasportata e riposta in luoghi più sicuri. “Quello che vogliamo veramente raggiungere con nCycle – afferma il team di nCycle – è creare una nuova icona sociale” E considerando il successo ottenuto all'Eurobike, forse questo mezzo, la primi bici elettrica pieghevole e digital-oriented prodotta in Italia, potrebbe riuscirci.    

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11 mag 2017

L’A BI CI: come la bicicletta ci fa diventare più ricchi

di Alessandra Santoni

Legambiente ha presentato la settimana scorsa a Roma, in occasione del Bike Summit 2017, L'A BI CI: 1° rapporto sull'economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città. Obiettivo del rapporto è quello di fare il punto sulla situazione delle due ruote in Italia, analizzando in particolar modo il valore economico della bicicletta nel nostro paese. E qui arriva il bello: scegliere la bici al posto della macchina genera un fatturato (somma che tiene conto della produzione di bici e accessori, delle ciclo-vacanze e di tutti quei benefici dati dall'uso della bicicletta, come il risparmio di carburante, i benefit sanitari e la riduzione delle emissioni nocive) pari a 6.206.587.766 euro. Leggiamo poi nel rapporto: Per dare un'idea della consistenza di questo capitale, si pensi ad esempio che i 6, 2 miliardi di ciclo-proventi superano nettamente i ricavi dell'export del vino, uno dei prodotti made in Italy maggiormente apprezzati all'estero, o che doppiano il fatturato Ferrari. Non staremo qui a elencare i benefici che la bici porta alla salute e all'ambiente: sono ben noti e sono sicuramente il tasto su cui si batte maggiormente. E in Italia c'è già una buona dozzina di città bike-friendly che l'hanno capito e ne hanno fatto una filosofia di vita: parliamo di città come Pesaro e Bolzano, dove 1 abitante su 3 usa la bici per i suoi spostamenti, ma anche di Ravenna, Reggio Emilia, Treviso e Ferrara, dove gli amanti della bici oscillano tra il 22 e il 27% della popolazione, e di Cremona, Rimini, Padova, Pisa, Novara e Forlì, dove sono almeno il 15%. Ma guardiamo un po' al resto di Italia, dove la mentalità è ancora arretrata: pensare che te, che la mattina ti alzi e inforchi la tua bici per andare a lavoro, a scuola, all'università o dovunque tu voglia, sfidando le intemperie di inverno e sudando sette camicie d'estate, sfilando accanto ad auto e Suv i cui proprietari, per quanto magari bloccati nel traffico, ti guardano con quel misto di pietà e scherno; pensare che te, il più "sfigato" dei frequentatori della strada, generi un patrimonio da più di 6 miliardi di euro, ecco questo fa molto riflettere. Le auto succhiano soldi, le bici li producono: e questo, per chi ancora fosse scettico, è un dato di fatto; ma se proprio aveste ancora dei dubbi, andate a leggervi il rapporto di Legambiente. E poi, se ancora non la avete, andate a comprarvi una bici: va bene anche un mezzo catorcio: è comunque un investimento. Foto: rapporto L'A BI CI

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