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07 mar 2017

“Ergo Crosswalk”: le strisce pedonali che si adattano alle abitudini delle persone

di Amedeo Paladino

Agli inizi del '900 il rapporto delle persone con la strada era molto diverso rispetto a quello odierno: le automobili erano poche e conseguentemente la priorità spettava a chi andava a piedi: non esistevano infatti strisce pedonali o semafori. Negli anni '20 il cambiamento della destinazione d'uso delle strade cambiò a vantaggio dei mezzi a motore che ebbero un aumento esponenziale a partire dalle grandi città degli Stati Uniti: vennero disegnate le prime strisce pedonali, ma la norma che prescriveva l'attraversamento solo in corrispondenza di esse era scarsamente rispettata e gli investimenti mortali crebbero enormemente. Le case automobilistiche americane misero in opera una campagna mediatica affinché non venissero emanate delle leggi sulla limitazione della velocità dei veicoli in città, che avrebbero rappresentato un pericolo per il fiorente mercato dell'auto. L'eco di questa campagna fu talmente forte che venne coniato un nuovo termine dispregiativo per definire coloro che non rispettavano le norme sull'attraversamento: "jaywalking". Dopo un secolo dall'inizio del processo di motorizzazione di massa la tendenza in corso in molte grandi città  è la riacquisizione dello spazio pubblico a favore delle persone, limitando l'utilizzo del mezzo privato e intervenendo a favore della sicurezza dei pedoni. Una delle condotte più criticate è l'attraversamento al di fuori delle strisce pedonali: il designer coreano Jae Min Lim ha osservato il comportamento dei pedoni, accorgendosi che spesso camminano fuori dalla segnaletica, descrivendo un arco. I pedoni infatti cercano inconsciamente sempre di trovare la via più rapida rispetto al punto di accesso, per raggiungere il marciapiede opposto. Jae Min Lim ha così descritto il suo progetto di rivisitazione degli attraversamenti pedonali, "Ergo Crosswalk": Quando le persone attraversano la strada tendono a prendere la via più rapida: a volte lo fanno intenzionalmente, ma il più delle volte lo fanno inconsciamente. Questo comportamento viola le norme del traffico, mettendo in pericolo la sicurezza dei pedoni stessi. Se le norme stradali non sono rispettate, è più ragionevole cambiarle. "Ergo Crosswalk" è un progetto che spinge i pedoni al rispetto degli attraversamenti, tenendo conto delle loro abitudini. Presentate al “Seoul International Design Competition 2010” le “Ergo Crosswalk” sono strisce pedonali ad arco che oltretutto nascondono degli indicatori LED attivati in base alla distanza delle auto. "Ergo Crosswalk" finora non è stato implementato in nessuna città, ma rappresenta un ottimo esempio di come si debba progettare tenendo conto delle abitudini delle persone.   Bibliografia: The forgotten history of how automakers invented the crime of "jaywalking" Why Jaywalking is Called Jaywalking Come l’industria automobilistica ha criminalizzato pedoni e ciclisti

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07 mar 2017

Un tunnel per lo Stretto: il progetto dell’Università di Messina

di Andrea Baio

Dall'Accademia Peloritana dei Pericolanti dell'Università di Messina arriva un progetto che almeno sulla carta sembra decisamente più interessante ed efficiente del Ponte sullo Stretto. E' stata infatti presentata dall'ingegnere Giovanni Saccà un'ipotesi alternativa che terrebbe in considerazione la costruzione di un tunnel sottomarino al posto del più problematico Ponte, già oggetto di numerose polemiche legate sia ai tempi di realizzazione, che ai costi e le difficoltà tecniche. Il progetto prevede un tunnel lungo 16 km, di cui 3 km situati sotto l'alveo a 200 metri di profondità, che unirebbe le sponde di Sicilia e Calabria. I punti congiunti vengono individuati nella frazione messinese di Ganzirri e Punta Pezzo, per quanto riguarda la sponda calabrese. Il tunnel verrebbe realizzato su modello di Eurasia, la galleria del Bosforo inaugurata pochi mesi fa ad Istanbul. Da un punto di vista dell'impatto ambientale, un tunnel sarebbe sicuramente meno invasivo nei confronti dell'ecosistema marino, ma soprattutto garantirebbe maggiori margini di sicurezza, potendo resistere anche a terremoti molto forti - con magnitudo superiori a 7 - cosa che il Ponte invece non assicurerebbe affatto. Il costo previsto è di 1,5 miliardi di euro, con un completamento previsto entro i 5 anni. Saccà ipotizza anche un tunnel ferroviario lungo il doppio, che collegherebbe direttamente il centro di Messina con quello di Reggio Calabria, garantendo velocità di percorrenza attorno ai 200 km/h. Costi di realizzazione previsti attorno ai 3 miliardi di euro, incluse le opere di adeguamento delle stazioni ferroviarie. Questa soluzione viene incontro all'invito del ministro Graziano Delrio, il quale ha rimarcato come "il ponte sia una delle ipotesi, che non può essere esclusa a priori e non può nemmeno, però, diventare la principale". L'Europa si attende che il corridoio scandinavo-mediterraneo venga completato entro il 2030. Collegare le sponde di Calabria e Sicilia avrebbe un significativo impatto anche e soprattutto sul trasporto merci, riducendo del 25% i costi di esportazione verso l'estero.

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03 mar 2017

Linea AV/AC Napoli-Bari: aggiudicata gara per variante ferroviaria Napoli-Cancello

di Fabio Nicolosi

Aggiudicata la gara per la progettazione esecutiva e l’esecuzione dei lavori della variante Napoli - Cancello, della nuova linea Alta Velocità/Alta Capacità Napoli - Bari. La gara è stata assegnata da Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS Italiane, per conto di Rete Ferroviaria Italiana, al Raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) Salini Impregilo – Astaldi per un valore di 397 milioni di euro. “L’aggiudicazione dei lavori per la variante Napoli – Cancello rappresenta un importante passo per la realizzazione della linea AV/AC Napoli – Bari” ha dichiarato Maurizio Gentile, AD di RFI e Commissario di Governo per l’opera. “Stiamo portando avanti con convinzione tutti gli obiettivi fissati dalla Legge “Sblocca Italia” del 2014, rispettando il cronoprogramma e dando concretezza alla cosiddetta cura del ferro”. La nuova linea, che faciliterà gli spostamenti da Bari verso Napoli e Roma, sarà connessa alla nuova stazione Napoli Afragola AV, attiva dal prossimo giugno, e permetterà di incrementare la rete ferroviaria nel territorio a Nord di Napoli, rendendo più agevole l’interscambio con i servizi regionali. Il nuovo tracciato ferroviario (oltre 15 km, di cui 4 km su viadotti e 3 km in gallerie), attraverserà i territori dei comuni di Casoria, Casalnuovo, Afragola ed Acerra. Il progetto prevede anche la realizzazione della stazione, su viadotto, a servizio del centro commerciale Le Porte di Napoli e delle nuove stazioni di Casalnuovo (in sotterranea) e Acerra, per l’interscambio con la Circumvesuviana. La nuova linea AV/AC Napoli - Bari, dal costo complessivo stimato circa 6,2 miliardi di euro, rientra tra le opere inserite nella legge “Sblocca Italia”, percorso di accelerazione e semplificazione per la realizzazione di infrastrutture strategiche e urgenti per il nostro Paese, ed è inserita nel Corridoio ferroviario europeo TEN-T Scandinavia-Mediterraneo.

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03 mar 2017

Pioggia di investimenti sull’aeroporto di Linate: ecco come cambierà

di Andrea Baio

L'aeroporto di Milano Linate cambierà radicalmente volto a partire dal 2018. Il piano di investimenti consiste nel complesso nella realizzazione di interventi per circa 550 milioni di euro, di cui 156 distribuiti tra il 2017 e il 2021. Entro l'estate 2017 partiranno i lavori di rifacimento delle facciate e delle sale arrivi e partenze. In seguito, l'aeroporto verrà chiuso per circa 2 o 3 mesi - i voli verranno dirottati su Milano Malpensa - in attesa di rifare interamente la pista. L'obiettivo per il 2030 è quello di ampliare l'aerostazione e costruire tre nuovi finger, che si aggiungeranno ai 5 già esistenti. Per farlo, sarà necessario spostare l'hangar Armani - tutelato dalla Sovrintendenza. Per concludere, il capolinea della futura linea M4 - che collegherà la città con l'aerostazione - sarà unito, attraverso una passaggio pedonale, direttamente all'idroscalo. Questi interventi di ampliamento e restyling nascono con l'esigenza di far fronte al percorso di crescita della città, e all'aumento dei flussi turistici portati dall'Expo.

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27 feb 2017

ERSAT EAV: conclusi test tecnologie satellitari per traffico ferroviario regionale

di Roberto Lentini

Conclusi in Sardegna i test di ERSAT EAV, la tecnologia satellitare per controllare e gestire in sicurezza il traffico ferroviario delle linee convenzionali secondarie, locali e regionali. Oggi l’ultimo viaggio prova fra Cagliari e Decimomannu (linea Cagliari - San Gavino), dove è stato collocato il centro sperimentale. A bordo del treno i vertici delle agenzie europee ferroviarie e di navigazione satellitare. L’obiettivo di Rete Ferroviaria Italiana è omologare e certificare la nuova tecnologia secondo le normative dettate dall’EUAR a livello europeo e ANSF su scala nazionale, attivando la prima linea in Italia entro il 2020. Il nuovo sistema ERSAT EAV è stato illustrato da Maurizio Gentile, Ad e Dg Rete Ferroviaria Italiana (RFI), a Carlo des Dorides, direttore Agenzia Europea per i Sistemi di Navigazione Satellitari Globali (GSA), Joseph Doppelbauer, direttore dell’European Union Agency for Railways (EUAR) e Jean-Pierre Loubinoux, direttore della Union internationale des chemins de fer (UIC). Presenti anche ingegneri e tecnici specialisti di Ansaldo STS (a Hitachi Group Company) e Trenitalia, partner del progetto. ERSAT EAV, primo caso in Europa, integra il sistema ferroviario European Rail Traffic Management System (ERTMS) con quello di navigazione e localizzazione satellitare, GALILEO, e le reti di telecomunicazioni pubbliche. La nuova tecnologia localizza via satellite i treni e si interfaccia con l’ERTMS, sistema che supervisiona il traffico ferroviario. Il dialogo terra/treno (dati e informazioni) è possibile grazie ai dispositivi installati a bordo treno e alle radio base posizionate lungo il tracciato ferroviario. In futuro, il sistema potrà essere installato su circa 28mila km di linee ferroviarie europee, trovando applicazione anche sulle ferrovie concesse. Infatti, grazie alla geolocalizzazione satellitare e alle comunicazioni su reti pubbliche, saranno ridotti i costi di installazione e gestione, rendendo economicamente sostenibili le linee regionali a minor traffico, aumentando gli standard di regolarità, puntualità e sicurezza del traffico ferroviario. Avviata nel 2012, grazie al contributo delle Agenzie Spaziali Italiana ed Europea e di GSA, la piattaforma tecnologica è frutto della collaborazione fra RFI e Ansaldo STS - prima azienda al mondo a mettere in esercizio, su una linea ferroviaria dedicata al traffico merci, il segnalamento ferroviario ERTMS SIL 4 integrato con la localizzazione satellitare. Ansaldo STS ha contribuito a definire i requisiti per supportare l’integrazione fra satelliti e reti di comunicazione radio pubbliche. Inoltre, ha realizzato il sito in Sardegna dove ha verificato la tecnologia utilizzata per il progetto Roy Hill Iron Ore, in Australia occidentale. È in forte crescita l’applicazione di sistemi di navigazione satellitare in campo ferroviario, con l’obiettivo di rafforzare competitività e sostenibilità del settore ferroviario. GSA sta lavorando per integrare le tecnologie di navigazione satellitare esistenti - in particolare GALILEO ed EGNOS – nei sistemi di segnalamento e controllo del traffico ferroviario, aumentando la sicurezza e la comunicazione fra il treno e la tecnologia presente sulla rete.

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21 feb 2017

Polo Mercitalia, cambiano trasporto merci e logistica

di Roberto Lentini

Sono state presentate al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio le strategie e gli obiettivi del Polo MERCITALIA. Il Polo MERCITALIA avrà il compito di risanare e rilanciare il business merci del Gruppo FS Italiane, sviluppando soluzioni integrate di trasporto merci e logistica che permettano di valorizzare la modalità ferroviaria puntando a raggiungere l’utile già nel 2018 ed il raddoppio dei ricavi in dieci anni (dal miliardo fatturato nel 2016 ad oltre 2 miliardi nel 2026). Il raggruppamento delle società operative in un unico Polo consentirà di ottimizzare i servizi: i clienti potranno confrontarsi con un unico interlocutore, con conseguente risparmio di tempo e risorse. Il Polo MERCITALIA (4.000 dipendenti) prevede nel Piano Industriale 2017-2026 investimenti per 1,5 miliardi di euro: oltre 1 miliardo per il materiale rotabile, 100 milioni per i terminal intermodali (previsti nuovi impianti a Milano, Brescia e Piacenza) in asse con il Gottardo e il Core Corridor Reno-Alpi (Genova - Rotterdam), 100 milioni per l’information technology sicurezza e circa 250 milioni in acquisizioni di aziende per espandere il business. Si tratta dell’investimento complessivo più significativo che le Ferrovie italiane abbiano mai fatto nel settore. Un’attenzione particolare verrà dedicata al rilancio delle attività internazionali che hanno il punto di forza in Tx Logistik, la società del Polo con base in Germania che ambisce a diventare cost/quality leader nei servizi di trazione ferroviaria, da e per l’Italia, sui grandi Core Corridors europei di traffico merci transalpini. Già avviato il rinnovo del materiale rotabile: MERCITALIA Rail ha sottoscritto due contratti di noleggio full maintenance per 20 nuove locomotive elettriche. Inoltre, tra qualche giorno sarà avviato da MERCITALIA Rail e da TX Logistik (congiuntamente) l’iter per acquisire nei prossimi anni fino a 125 nuove locomotive elettriche sia per il mercato nazionale sia per quello europeo.

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09 feb 2017

Anas, Osservatorio del traffico: calo del 3% su tutta la rete a gennaio 2017

di Roberto Lentini

Battuta d’arresto a inizio anno delle percentuali di traffico sul campione della rete stradale e autostradale di 26.440,618 km gestita da Anas. Nel mese di gennaio, infatti, l’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico ha registrato, rispetto al primo e all’ultimo mese dell’anno precedente, un decremento sui veicoli totali, rispettivamente del 3% e del 5%. Nell’ambito delle macro-aree, il tasso di diminuzione dei veicoli totali è così distribuito: rispetto al mese precedente, gennaio ha riportato un calo dell’1% al Nord, del 3% al Centro, del 9% al Sud, del 5% sia in Sicilia che in Sardegna; a paragone con gennaio 2016, si registra la medesima diminuzione dell’1% al Nord e del 3% al Centro, meno 3% in Sicilia, meno 6% al Sud e in Sardegna. I valori dell’IMR presentano una situazione similare sul fronte dei veicoli pesanti: il numero dei mezzi decresce del 3% rispetto al dicembre 2016 e aumenta dell’1% a confronto con l’inizio dello scorso anno. Analizzando invece nel dettaglio le percentuali delle macro-aree della penisola e delle due isole maggiori i dati sono così ripartiti: rispetto a dicembre 2016, al Nord i numeri crescono del 3%, restano invariati al Centro, mentre calano drasticamente al Sud del 9%, del 4% in Sicilia (un dato in controtendenza rispetto alla grande ripresa dell’anno appena concluso quando a giugno aveva toccato punte in positivo del 18%) e in Sardegna. Rispetto a gennaio 2016, il traffico dei mezzi pesanti cresce al Nord con un + 2%, al Centro con un + 4%, contrazione al Meridione con un - 1% e in Sardegna con un – 2%. Stabile in questo particolare caso la Sicilia. L’arteria più trafficata della rete Anas è, come sempre, il Grande Raccordo Anulare di Roma: lo scorso venerdì 27 gennaio è stato il giorno più trafficato con il passaggio di 162.778 veicoli.

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08 feb 2017

Fra soli 10 anni arriveranno i taxi volanti?

di Alessandro Gori

Secondo gli “esperti” fra non molto vedremo sfrecciare sopra le nostre teste mezzi volanti automatizzati che funzioneranno da taxi. Possibile? Auspicabile? L’idea di avere auto volanti è in circolazione da un pezzo, soprattutto nella fiction cinematografica e non. Chi può dimenticare le auto che sfrecciano fra i palazzi alti centinaia di metri nel capolavoro di Ridley Scott Blade Runner? Oppure Bruce Willis che fa acrobazie col suo taxi (appunto) ne Il Quinto Elemento di Luc Besson? Chiunque sia appassionato di fantascienza ha sempre gongolato all'idea di farsi un giro su un mezzo del genere. A quanto pare non siamo poi così lontani da quest’obiettivo, almeno secondo quanto uscito su Associate Press. Charles Eastlake, professore di ingegneria aerospaziale alla Embry-Riddle University (US) sostiene che “l’evoluzione inarrestabile dei sistemi computerizzati stanno aprendo le porte su un mondo in cui le auto volanti sono possibili fra 10/15 anni, ma sicuramente non si tratta di una certezza perché i problemi tecnici sono enormi.” Difatti anche se da un punto di vista ingegneristico e informatico si sono fatti passi giganteschi nella direzione delle auto volanti rimangono ancora svariate problematiche. Per esempio manca completamente la versione “aerea” dei sensori sviluppati per la guida automatica di auto “terrestri” (per esempio quelli testati da Uber e da Google). C’è anche il problema del peso notevole che hanno le batterie, guaio presente anche per le auto elettriche di terra, figuriamoci per quelle volanti. Superati gli ostacoli tecnologici ci sarebbero comunque tutte le questioni logistiche, ad esempio infrastrutture per il decollo e l’atterraggio, nonché passaggi aerei liberi da ostacoli. Oltre a questo ci sono anche le questioni da codice della strada e la regolamentazione del traffico. Le varie problematiche non sembrano però spaventare diverse aziende che stanno investendo nel progetto. Uber ha già piani per costruire infrastrutture di appoggio a un servizio di taxi volanti; Airbus vuole creare un prototipo nonché skyways sopra le città. Urban Aeronautics ha già sviluppato per scopi militari il suo Cormorant, un drone che può trasportare persone od oggetti per un peso massimo di 500kg a una velocità di punta di 185km/h; i cinesi di EHang hanno già sviluppato i loro mezzo voltante porta persone. Con tutti questi soggetti impegnati nel settore senza dubbio i taxi volanti saranno prima o poi realtà. La vera domanda sarà casomai se li vorremo davvero. Con città sempre più grandi e sempre più affollate vogliamo davvero occupare l’ultimo spazio (quasi) libero, il cielo, con droni che portano i pacchi di Amazon e taxi che ci volano sopra la testa? Il dibattito è aperto.

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06 feb 2017

Entro il 2017 il primo prototipo di strada in plastica riciclata

di Roberto Lentini

VolkerWessels con KWS, Wavin e Total hanno annunciato un accordo per sviluppare il "PlasticRoad", un concetto unico per costruire strade in plastica come alternativa sostenibile alle tradizionali strade asfaltate. Il concetto PlasticRoad, è stato introdotto nel 2015 da KWS, e utilizza la plastica riciclata di bottiglie e oggetti in PET trasformandoli  in moduli stradali prefabbricati che vengono assemblati. Gli interni di questi moduli sono cavi e permettono di far passare cavi e tubi di plastica e rendere questi moduli leggeri e facili da trasportare e montare. L'obiettivo di questa tecnologia è di creare strade con un impatto ecologico minore rispetto  ai sistemi stradali tradizionali  e di sfruttare un materiale riciclato che oggi fatica a trovare una collocazione- Anne Koudstaal e Simon Jorritsma, gli inventori di PlasticRoad, hanno dichiarato che un primo prototipo sarà pronto entro la fine del 2017 e sarà installato nella città di Rotterdam. PlasticRoad offre numerosi vantaggi rispetto alle strade convenzionali, sia in termini di costruzione e manutenzione. La plastica è molto più sostenibile e apre la porta per un certo numero di innovazioni, come la produzione di energia, superfici stradali tranquille, strade riscaldate e costruzione modulare. Inoltre, il disegno PlasticRoad presenta uno spazio 'hollow' che può essere utilizzato per cavi, tubi e acqua piovana. PlasticRoad è un prodotto praticamente esente da manutenzione non essendo interessato dalla corrosione. La struttura stradale gestisce temperature da -40 a+80 gradi Celsius senza problemi. È anche molto più resistente alla corrosione chimica. Le stime prevedono che la durata della vita delle strade sarà triplicato. Ciò significa meno manutenzione delle strade e meno a nessun ingorghi e deviazioni. Uno dei principali vantaggi del PlasticRoad è la struttura cava che può semplicemente essere installato su una superficie di sabbia. In aggiunta alle opzioni di cui sopra, è anche possibile integrare altri elementi nella fase di prefabbricazione. Questi elementi includono traffico loop sensori, strumenti di misura, e le connessioni per i pali della luce. Ecco un video  

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03 feb 2017

FS Italiane torna proprietaria di Centostazioni

di Antony Passalacqua

Milano - Fs Italiane ritorna proprietaria del 100% della società Centostazioni. E' stato portato a termine l’iter per il riacquisto del 40% delle azioni possedute da Archimede 1 (Gruppo Save), con girata del titolo azionario e relativa consegna ad FS Italiane. Il closing ha avuto luogo a Milano alla presenza di Renato Mazzoncini, amministratore delegato e direttore generale di FS Italiane, e di Monica Scarpa, presidente di Archimede 1 e amministratore delegato di Save. L’operazione, autorizzata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), è stata realizzata da FS Italiane con un esborso di 65,6 milioni di euro. “Per le strategie FS – ha dichiarato Renato Mazzoncini - si tratta di un passo decisivo verso la realizzazione di un network di Smart Station, oltre 600 stazioni gestite in modo unitario e destinate a diventare il cuore pulsante di un sistema di infrastrutture e servizi di mobilità integrata, come previsto dal Piano industriale 2017-2026”. Le stazioni ferroviarie diventeranno così hub intermodali "smart" dotati di terminal per i bus, parcheggi, autonoleggio, car sharing/bike sharing, ricariche veicoli elettrici, in grado di offrire utili servizi ancillari e nuove funzioni, dai temporary office agli incubatori di start up.

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