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10 feb 2017

“Reggia Express”: è on line il programma dei viaggi per tutto il 2017

di Roberto Lentini

Appuntamento domenica 12 febbraio, nella stazione di Napoli Centrale, con il Reggia Express, il treno storico della Fondazione FS che, dopo il grande successo registrato all’esordio, ripropone il suggestivo viaggio su vagoni d’epoca per condurre i partecipanti alla Reggia vanvitelliana. Sarà, quella di domenica prossima, la prima delle nuove otto corse, programmate nel 2017 sull’itinerario Napoli - Caserta, che consentirà ai passeggeri non solo di vivere  l’emozione di un viaggio d’altri tempi, ma di poter visitare uno degli edifici più affascinanti del mondo. L’iniziativa, realizzata anche grazie al contributo della Regione Campania, si ripeterà nel corso dell’anno con cadenza mensile, con la sola esclusione dei mesi di luglio, agosto e dicembre. Come già per il  Pietrarsa Express, l’altro convoglio storico che in oltre un anno di attività ha trasportato tremila visitatori  al Museo Ferroviario di Pietrarsa, anche per questo itinerario  la Fondazione FS Italiane prevede un alto numero di adesioni. I biglietti, che includono visita alla Reggia con ingresso prioritario, sono acquistabili su tutti i canali di vendita Trenitalia. La Campania, dunque, si appresta a diventare la regione più gettonata sotto il profilo del turismo ferroviario, formula che trova un crescente apprezzamento nel nostro Paese dopo essersi affermata in Inghilterra, dove è nata. La composizione del Reggia Express Il Reggia Express, trainato dalla locomotiva elettrica E626.428, è formato da carrozze tipo “Centoporte” , così chiamate per la presenza di una porta di accesso in corrispondenza di ogni scompartimento, e da vetture “Corbellini” che prendono il nome dal suo ideatore. La Locomotiva E626 Le locomotive a 3000V c.c. del gruppo E626, progettate nel 1926 e prodotte in 448 esemplari su tre differenti serie dal 1927 al 1939, risulteranno essere dei veri e propri “muli della rotaia”. Nacquero come locomotive destinate a diversi ruoli, ma con l’entrata in servizio delle E428, molto più veloci e potenti, saranno adibite principalmente al traino dei treni merci, di quelli viaggiatori locali ed alle “spinte” in coda ai convogli pesanti sui tratti acclivi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, alcune di queste macchine si ritroveranno disseminate in varie parti d’Europa, cosicché diciassette resteranno in Jugoslavia e saranno acquisite da quelle ferrovie, mentre altre quattro andranno a incrementare il parco rotabili cecoslovacco. Dismesse dall’esercizio nel 1999, ad oggi diciotto esemplari (alcuni di proprietà FS, altri invece di reti concessionarie) risultano tuttora in piena efficienza e trovano utilizzo alla testa dei treni storici o in coda agli stessi, in sussidio alla trazione a vapore. Nella cinematografia italiana le locomotive di questo gruppo appaiono in molte pellicole. Ad esempio, questa tipologia di locomotiva fu protagonista nel film “Il rapido delle 13.30” di Ruggero Deodato (1972) dove la macchina è ripresa anche al suo interno durante la corsa. In “Accadde tra le sbarre” di Giorgio Cristallini poi, un’ altra E626 è catturata alla testa di un treno che corre sulla Roma-Pescara, in una delle scene più lunghe del film. Per finire, un’altra E626 è inquadrata nel film “La stazione”, pellicola di Sergio Rubini del 1990. Carrozza “Centoporte” Le carrozze del tipo “Centoporte”, progettate nel 1928 e costruite a partire dal 1931 e fino al 1951 (con una pausa fra il 1940 e il 1947), furono le prime vetture italiane realizzate in cassa metallica, anziché in legno. Con una capacità di settantotto posti a sedere, dotate di impianto di riscaldamento a vapore o elettrico, erano concepite per soddisfare l’elevata domanda di mobilità su tratte particolarmente frequentate. Proprio per agevolare le operazioni di salita e discesa dei viaggiatori, erano dotate di porte distribuite per tutta la lunghezza delle fiancate, che potevano arrivare fino a dieci per ciascun lato. Questa tipologia di carrozze fu riclassificata con la denominazione attuale nel 1956, in occasione dell’abolizione della terza classe dai treni italiani. La colorazione originale delle prime vetture Centoporte era il “verde vagone”, abbandonato in favore del “castano Isabella” nel 1935 e del “castano semplice” nel 1963. Gli anni Settanta vedranno queste vetture nella loro ultima tonalità prima della dismissione, quella “grigio ardesia”. Ad oggi sopravvivono ancora cinquantadue esemplari delle diverse serie prodotte e tutti sono utilizzati nelle composizioni dei numerosi treni d’epoca, che la Fondazione delle Ferrovie dello Stato Italiane organizza ogni anno lungo itinerari di grande valenza storica e paesaggistica. Queste vetture sono, in assoluto, le più filmate nella storia della cinematografia nazionale. Carrozza Corbellini Costruita tra tra il 1948 e il 1963 fu utilizzata fino agli anni ottanta. Il nome deriva da quello del ministro dei Trasporti nel periodo della ricostruzione post-bellica , Guido Corbellini che le progettò e ne ordinò la costruzione. Inizialmente concepite come vetture di terza classe, furono riclassificate come vetture di seconda (o miste prima/seconda) a seguito dell'abolizione della terza classe in tutta Europa avvenuta nel 1956. Erano caratterizzate da una doppia porta di accesso ad un vestibolo centrale  e i sedili interni, in legno come sulle  Centoporte, erano ricoperti da una imbottitura sul poggiatesta e, successivamente, in alcuni esemplari anche sul piano di seduta. Le carrozze Corbellini  offrivano da 59 a 92 posti, il riscaldamento era a vapore o elettrico.

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10 feb 2017

Mandorlo in Fiore Express: il treno storico di Fondazione FS per la tradizionale festa primaverile

di Roberto Lentini

Appuntamento sabato 11 e domenica 12 marzo con il Mandorlo in Fiore Express, il treno storico della Fondazione FS Italiane che, in occasione della settantaduesima edizione della tradizionale festa primaverile, torna a percorrere i binari da Agrigento Centrale a Porto Empedocle. Durante le giornate conclusive dell’evento, dunque, automotrici d’epoca perfettamente restaurate partiranno da Agrigento Centrale e fermeranno sia nel parco archeologico, in prossimità del Tempio di Vulcano, sia nelle due stazioni di Porto Empedocle, aperte all’esercizio ferroviario per scopi turistici. Il biglietto comprende il viaggio di andata e ritorno ed già possibile acquistarlo, al prezzo di 6 euro, su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi quelli telematici, le agenzie di viaggio e gli esercizi commerciali convenzionati. Tutte le informazioni sui viaggi con i treni storici sono disponibili presso il Presidio della Fondazione FS Italiane, al piano binari della stazione di Agrigento Centrale, oppure contattando il numero telefonico 313.871.9696 o consultando il sito fondazionefs.it.

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10 feb 2017

FS Italiane, 1.000 nuove assunzioni in arrivo

di Antony Passalacqua

Roma - Firmato con le organizzazioni sindacali l'accordo che consentirà nei prossimi mesi l'accompagnamento alla pensione di circa 1.000 lavoratori e un forte ricambio generazionale, con altrettante nuove assunzioni. L'accordo è autofinanziato attraverso le risorse accantonate nel Fondo bilaterale di sostegno al reddito, con i contributi versati da azienda e lavoratori, per un totale di 124 milioni di euro. I lavoratori interessati dall'accompagnamento alla pensione sono quelli dei settori specifici dell'esercizio ferroviario che abbiano maturato fino a un massimo di 36 anni di contributi, come conferma anche il Direttore Risorse Umane e Organizzazione del Gruppo FS Italiane, Mauro Ghilardi: "sarà coinvolto il personale operativo d'esercizio che negli anni è stato penalizzato dalle modifiche dei requisiti stabilite dalle diverse normative pensionistiche". La loro uscita permetterà altrettante assunzioni di macchinisti, capi treno e manutentori, dopo l'emanazione del Decreto Interministeriale Lavoro/Economia che dovrà recepire l'accordo di adeguamento del Regolamento del Fondo alle previsioni del D.Lgs. 148/2015. L'operazione avrà un impatto su tutto il gruppo visto che, ricorda Ghilardi, "l'età media in FS è di 49 anni, oltre il 50% dei dipendenti ha più di 50 anni, il 10% supera i 60". Le nuove assunzioni permetteranno alle varie aziende del Gruppo FS Italiane di poter contare su un ulteriore strumento a supporto del Nuovo Piano Industriale, attraverso l'acquisizione di competenze più moderne ed adeguate per la sua realizzazione.

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06 feb 2017

Entro il 2017 il primo prototipo di strada in plastica riciclata

di Roberto Lentini

VolkerWessels con KWS, Wavin e Total hanno annunciato un accordo per sviluppare il "PlasticRoad", un concetto unico per costruire strade in plastica come alternativa sostenibile alle tradizionali strade asfaltate. Il concetto PlasticRoad, è stato introdotto nel 2015 da KWS, e utilizza la plastica riciclata di bottiglie e oggetti in PET trasformandoli  in moduli stradali prefabbricati che vengono assemblati. Gli interni di questi moduli sono cavi e permettono di far passare cavi e tubi di plastica e rendere questi moduli leggeri e facili da trasportare e montare. L'obiettivo di questa tecnologia è di creare strade con un impatto ecologico minore rispetto  ai sistemi stradali tradizionali  e di sfruttare un materiale riciclato che oggi fatica a trovare una collocazione- Anne Koudstaal e Simon Jorritsma, gli inventori di PlasticRoad, hanno dichiarato che un primo prototipo sarà pronto entro la fine del 2017 e sarà installato nella città di Rotterdam. PlasticRoad offre numerosi vantaggi rispetto alle strade convenzionali, sia in termini di costruzione e manutenzione. La plastica è molto più sostenibile e apre la porta per un certo numero di innovazioni, come la produzione di energia, superfici stradali tranquille, strade riscaldate e costruzione modulare. Inoltre, il disegno PlasticRoad presenta uno spazio 'hollow' che può essere utilizzato per cavi, tubi e acqua piovana. PlasticRoad è un prodotto praticamente esente da manutenzione non essendo interessato dalla corrosione. La struttura stradale gestisce temperature da -40 a+80 gradi Celsius senza problemi. È anche molto più resistente alla corrosione chimica. Le stime prevedono che la durata della vita delle strade sarà triplicato. Ciò significa meno manutenzione delle strade e meno a nessun ingorghi e deviazioni. Uno dei principali vantaggi del PlasticRoad è la struttura cava che può semplicemente essere installato su una superficie di sabbia. In aggiunta alle opzioni di cui sopra, è anche possibile integrare altri elementi nella fase di prefabbricazione. Questi elementi includono traffico loop sensori, strumenti di misura, e le connessioni per i pali della luce. Ecco un video  

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03 feb 2017

Alitalia, con il nuovo orario estivo nuovi collegamenti in Italia e all’estero

di Roberto Lentini

Con l’orario estivo 2017, Alitalia avvierà i nuovi collegamenti diretti Roma–Kiev e Tel Aviv–Atene (volo soggetto ad approvazione delle autorità). A questi due voli si aggiungono anche nuovi collegamenti stagionali domestici e internazionali che, uniti al ripristino di voli verso destinazioni popolari in estate e all’incremento di frequenze su numerosi collegamenti, risponderanno alla grande domanda di voli nel periodo estivo verso destinazioni tipicamente vacanziere. Inoltre, con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione sul mercato intercontinentale, dal mese di agosto entrerà in flotta il primo Boeing 777-300ER che diventerà così la nuova ammiraglia della Compagnia italiana. Di seguito l’orario dei nuovi voli avviati nell’estate 2017 (ore locali): Roma-Kiev AZ590: partenza da Roma Fiumicino alle ore 23.00, arrivo a Kiev alle ore 2.50 del giorno successivo; AZ593: decollo da Kiev alle ore 5.00, atterraggio a Roma alle ore 6.55; Servizio effettuato tutti i giorni a partire dal 1 maggio con aerei della famiglia di medio raggio Airbus A320. L’Ucraina rappresenta un mercato di grande interesse per l’Italia grazie ai rapporti commerciali consolidati tra i due Paesi. L’Italia è il settimo partner commerciale per l’Ucraina, il terzo dell’Unione Europea, dopo Germania e Polonia, e circa 200.000 persone viaggiano annualmente tra i due paesi. Tel Aviv-Atene AZ822: partenza da Tel Aviv alle ore 19.45, arrivo ad Atene alle ore 21.55; AZ823: decollo da Atene alle ore 7.30, atterraggio a Tel Aviv alle ore 9.25; Servizio effettuato tutti i giorni a partire dal 1 maggio con aerei Airbus A320, gli stessi che volano sulla rotta Roma-Tel Aviv. Grecia e Israele hanno avviato da tempo una stretta collaborazione politica e commerciale e il volo diretto risponderà alla crescente domanda di traffico tra le due nazioni che, nei primi undici mesi del 2016, ha visto un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente. Collegamenti stagionali per l’estate 2017: 7 nuove rotte internazionali e altre 7 nuove rotte domestiche. In aggiunta ai nuovi voli Roma-Kiev e Atene-Tel Aviv, Alitalia offrirà con il prossimo orario estivo nuovi collegamenti stagionali, aggiungendo 7 rotte internazionali e 7 rotte nazionali da diversi aeroporti italiani. Di seguito le 7 nuove rotte internazionali operative nel periodo estivo: Un nuovo collegamento Roma-Spalato, attivo fino a due volte alla settimana dal 7 luglio al 10 settembre ed effettuato con aerei della famiglia Airbus A320. Un nuovo volo Roma-Dubrovnik, effettuato con aerei della famiglia Airbus A320 fino a due volte alla settimana dal 23 luglio al 10 settembre. Un nuovo collegamento fra Milano e Atene, effettuato fino a 6 volte alla settimana con aerei Embraer 175 e Airbus A320 dall’1 al 30 agosto. Un nuovo volo settimanale, effettuato con aerei Airbus A320, che collegherà Catania con San Pietroburgo dal 3 giugno all’1 ottobre. Tre nuovi collegamenti per Ibiza, tutti attivi fra il 31 luglio e il 4 settembre, da Bologna (volo giornaliero effettuato con aerei Embraer 175), da Venezia (volo giornaliero operato con aerei della famiglia di medio raggio Airbus A320) e da Verona (volo giornaliero effettuato con aerei Embraer 175). Di seguito le 7 nuove rotte domestiche attive nel periodo estivo: Un nuovo collegamento Roma-Trapani, attivo dall’8 luglio al 17 settembre. Il volo sarà effettuato con aerei Embraer 175 e con aeromobili della famiglia di medio raggio Airbus A320 e vedrà due frequenze settimanali a luglio e a settembre, mentre ad agosto sarà operativo tutti i giorni. Un nuovo collegamento Torino-Catania, attivo tutti i giorni dal 29 luglio al 3 settembre ed effettuato con aerei Airbus A319. Un nuovo volo settimanale fra Napoli e Cagliari che sarà operato con aerei ATR72 dal 25 giugno al 10 settembre. Inoltre Alitalia effettuerà quattro nuovi collegamenti per Olbia, da Bologna (volo attivo due volte alla settimana fra il 1 luglio e il 10 settembre, operato con aerei Embraer 175), da Napoli (un volo a settimana con aerei ATR72 dal 25 giugno al 10 settembre), da Genova (un volo a settimana con aerei Embraer 175 dal 1 luglio al 10 settembre) e da Trieste (un volo a settimana effettuato con aerei ATR72 dal 1 luglio al 10 settembre). Ripristino di altri collegamenti estivi e incremento di frequenze durante l’estate Sempre per i mesi estivi saranno ripristinati i collegamenti estivi da Catania e da Palermo verso Mosca e fra Milano Linate e Comiso. In più, saranno potenziati i collegamenti internazionali verso la Spagna, la Russia, la Grecia e Cipro: nello specifico, da Roma Fiumicino verso Malaga, Ibiza, Palma di Maiorca, Minorca, Salonicco, Mikonos, Rodi, Heraklion, Larnaca e San Pietroburgo; da Milano Linate verso Minorca, Palma di Maiorca, Ibiza, Corfù, Heraklion, Mykonos, Santorini, Rodi e Salonicco. Inoltre, Alitalia aggiungerà più voli su diversi collegamenti nazionali, come, ad esempio, da Milano Linate a Bari, Napoli e Pescara, da Roma Fiumicino a Bologna, Firenze, Lampedusa e Pantelleria e fra Catania e Bologna.

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02 feb 2017

Dalle vecchie ruote alla levitazione magnetica: dall’Italia arriva Ironlev

di Alessandra Santoni

A Shanghai esiste un treno, che collega la città all'aeroporto, che riesce a raggiungere una velocità di 600 km/h: esattamente 33 km in soli 7 minuti e 20 secondi. Può sembrare fantascienza ma non lo è affatto, perché in Cina, così come in Giappone, esistono già da tempo treni che si muovono grazie alla levitazione magnetica: treni che per muoversi, detta in modo molto semplice, non hanno bisogno delle ruote, perciò nemmeno di rotaie. Con questo genere di treni, chiamati anche MagLev, i tempi di percorrenza si riducono in modo veramente significativo, tuttavia la loro diffusione è stata fino ad ora molto scarsa a causa degli elevatissimi costi di produzione. Ma qualcosa sta cambiando, e proprio quest'anno stiamo assistendo alla nascita e sviluppo di un progetto per un nuovo treno a levitazione magnetica e, udite udite, il progetto è proprio italiano: si tratta di un prototipo low cost, chiamato Ironlev, ideato dai ricercatori della Ales Tech, un centro studi legato alla Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. Il "motto" dei ricercatori, così come si legge aprendo il loro sito, è appunto: Welcome to the post-wheel future. Welcome to Ironlev. Ma stavolta non ci si limita semplicemente a "rottamare" le vecchie ruote, perché questi treni, a differenza di quelli progettati fino ad ora, non avranno bisogno di corrente elettrica per muoversi, ma sfrutteranno le proprietà fisiche della materia. La tecnologia di Ironlev infatti, come spiega il presidente di Ales Tech Luca Cesaretti, sfrutta il fenomeno della permeabilità magnetica: si basa cioè su binari di acciaio sui quali i vagoni sono "magneticamente agganciati" e possono scorrere grazie ad un particolare sistema di galleggiamento non alimentato da corrente, ma soprattutto senza toccare né usurare le rotaie. Quindi, se tutto andrà secondo i piani di Ales Tech, riusciremo probabilmente a vedere i primi tram, treni o metropolitane senza rotaie a partire già dal 2020; nel frattempo vi lasciamo alla visione della dimostrazione di questa "semplice" ma rivoluzionaria tecnologia. Foto e video: ironlev.com

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30 gen 2017

Graziano Delrio: nel 2017 4,5 miliardi per rinnovo bus

di Roberto Lentini

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio è intervenuto al convegno organizzato dall'Associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico locale (Asstra) "Trasporti Pubblici: investire per il futuro". Nel corso del suo intervento il Ministro ha parlato di un piano di investimenti da 4 miliardi per il rinnovo dei mezzi pubblici: "Abbiamo voluto mettere in campo un Piano di investimenti che supera i 4 miliardi, che, con il cofinanziamento possono arrivare a oltre 7 miliardi. Il primo punto su cui ci si è concentrati è il rinnovo del parco mezzi, ormai obsoleto, con più di 8.000 autobus euro 0 o 1 nelle grandi città: con queste risorse pensiamo di togliere 6.500 autobus vecchi nei prossimi 16-18 mesi e  sostituire 2.000 autobus l'anno nei prossimi anni. Abbiamo bisogno di rinnovare il parco autobus e il parco materiale rotabile del trasporto su ferro regionale, lo dobbiamo ai milioni di cittadini che, purtroppo, per tanti anni hanno dovuto subire disagi per la vetustà del nostro parco rotabile, quindi questi investimenti sono confermati. Sarà un investimento massiccio che partirà da subito e non sono promesse  ma fatti, sono soldi già trasferiti alle regioni e in parte che arriveranno nei prossimi mesi. Credo che abbiamo messo in campo un piano di investimenti che non c'è mai stato nella storia del nostro Paese, che durerà per 20 anni e che darà  certezza anche per coloro che vorranno investire". Delrio si è inoltre impegnato a introdurre anche la detrazione fiscale degli abbonamenti al trasporto pubblico locale: “Centralità del Tpl nelle città vuol dire anche favorire l'utilizzo da parte dei cittadini. La proposta che farò nelle prossime settimane andrà in questa direzione in modo che le famiglie abbiano meno carico fiscale quando fanno abbonamenti ai loro figli”. Fondamentale anche la lotta all’evasione tariffaria, fra le principali cause dei disservizi che lamentano i cittadini.

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30 gen 2017

Auto diesel messe al bando in 4 capitali

di Cristina Betti

Parigi, Madrid, Atene e, fuori Europa, Città del Messico: ecco le città che hanno deciso di togliere dalle loro strade entro il 2025 le auto diesel. Per contrastare i preoccupanti livelli di inquinamento, alcune capitali hanno deciso di optare, fra le altre, per una drastica soluzione: bandire le auto alimentate a diesel entro il 2025. Ma il diesel è davvero più inquinante dei motori a benzina? In realtà non sempre il diesel inquina più dei motori a benzina, molto dipende dal tipo di auto e dai filtri installati. Le ultime ricerche tendono ad affermare che i motori a benzina producono in generale un 15% in più di anidride carbonica, mentre quelli a gasolio più ossidi di azoto e polveri sottili, molto più dannose nella nostra vita cittadina.  Il filtro antiparticolato è ad oggi la tecnologia che aiuta di più a contrastare l'inquinamento provocato dalle auto a diesel, ma questo a quanto pare sembra non bastare alle capitali europee e non solo, specialmente dopo lo scandalo Dieselgate che ha coinvolto la Volkswagen e i suoi sistemi anti-inquinamento. Nel novembre dello scorso anno a Città del Messico si sono riuniti i sindaci del paese in rappresentanza di 600 milioni di abitanti: il cambiamento climatico in corso è il fattore a destare maggiore preoccupazione, ma anche l'aumentare delle malattie respiratorie e cardiovascolari ha portato alla decisione di eliminare le auto diesel dalle città. Scelta che ha fatto pensare anche l'Europa, dove si calcola che nel 2013 l'inquinamento atmosferico ha causato la morte di mezzo milione di individui. Le auto diesel rappresentano in Europa il 50% del parco auto circolante, non è quindi difficile capire perché si sia puntato all'eliminazione della circolazione dei mezzi a diesel entro il 2025, anche se molte case automobilistiche (fra cui Renault e Audi, oltre alla stessa Volkswagen) hanno deciso di dire addio al diesel entro il 2020. Vero è che un'alternativa al diesel non manca e nei prossimi anni, in vista dell'acquisto di un nuovo mezzo, non farà male dare un'occhiata alle auto elettriche e ad i nuovi modelli ibridi.  

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24 gen 2017

Barcellona, il 60% delle strade sarà a vocazione pedonale. Le foto del primo quartiere restituito alle persone

di Amedeo Paladino

I mezzi a motore in città rappresentano un problema: inquinamento, rumore, incidentalità affliggono molte aree urbane in Italia, in Europa e nel mondo. Ma ci sono anche delle amministrazioni e dei cittadini virtuosi, che dopo la presa di coscienza dei problemi derivanti da una mobilità asservita alle auto, decidono di invertire la rotta. La città catalana di Barcellona sta intraprendendo un percorso che ha avuto inizio nel 2014 con la redazione del Piano Urbano della Mobilità: obiettivo è cambiare le modalità di spostamento dei propri cittadini, liberando sempre più spazio a favore dei pedoni e quindi degli spostamenti a piedi. Le linee guida del piano fissano degli obiettivi raggiungibili entro pochi anni: una riduzione del 21% del traffico privato e il cambiamento di destinazione d'uso del 60% delle strade dai mezzi a motore alle persone,  riducendo l'incidentalità e le emissioni di anidride carbonica del 30%. Non a caso il progetto cardine che è scaturito dal Piano della Mobilità si chiama "Riempiamo di vita le strade", che verrà implementato a partire dai distretti centrali e più congestionati della città. Il progetto definisce dei macro-isolati, superilles, che contraddistinguono già la trama urbanistica della città catalana, composta dal reticolato di strade progettato da Ildefonso Cerdà nell'800: all'interno la velocità dei veicoli è ridotta a 10 km all'ora su un'unica corsia, gli stalli della sosta sono eliminati agli incroci, privilegiando la mobilità pedonale e ciclistica e liberando prezioso spazio pubblico a favore delle persone; il traffico veicolare viene deviato nelle strade perimetrali fuori dalle superilles. La prima superilla è stata inaugurata nel quartiere Poblenou e costituisce un banco di prova per le successive implementazioni che coinvolgeranno altre zone della città, a cominciare dal distretto centrale di Eixample. La progettazione e la messa in opera delle superilles coinvolgono attivamente tutti i cittadini: critiche e proposte vengono dibattute attraverso incontri pubblici e riunioni e i cambiamenti che vengono apportati alla mobilità cittadina sono suscettibili di modifica anche attraverso consultazione popolare. Per la Superilla di Poblenou le risorse investite sono state quasi irrisorie: 55 mila euro per l'arredo urbano e il verde pubblico, gli stessi cittadini hanno avuto un ruolo attivo nella creazione dei nuovi spazi a vocazione pedonale.

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23 gen 2017

Il trasporto merci in Italia viaggia soprattutto su gomma

di Roberto Lentini

In questi giorni l'Anas ha diffuso i dati relativi all’Indice di Mobilità Rilevata (IMR) dell’Osservatorio del Traffico, analizzato lungo le principali infrastrutture italiane. Proprio in Sicilia il segmento dei mezzi pesanti, ha registrato un incremento del 18% a giugno è del 17,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, mentre invece il trasporto merci su ferro sta precipitando ai minimi storici. Eppure, secondo le direttive europee entro il 2030  il 30% delle merci dovrà viaggiare su rotaia. L’Italia è in netto ritardo, fanalino di coda d’Europa, con appena il 6% delle merci che transitano su rotaia. E negli ultimi 10 anni, il trasporto su rotaia ha perso il 40% di mercato. Colpa soprattutto degli ampi sussidi che gode  il trasporto su gomma. Come sappiamo i trasporti su gomma hanno anche un impatto negativo sull’ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini dell’UE, poiché sono causa di circa un terzo del consumo energetico e delle emissioni totali di CO2 nell’UE . La promozione di modalità di trasporto efficienti e sostenibili, come il trasporto su rotaia piuttosto che su strada, permetterebbe di ridurre la dipendenza dell’Europa dall’importazione di petrolio e di ridurre l’inquinamento. Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, le emissioni di CO2 provenienti dal trasporto ferroviario sono 3,5 volte inferiori, per tonnellata-chilometro, a quelle prodotte dal trasporto su strada Modalità di trasporto più sostenibili favorirebbero, invece, non solo la diminuzione dei costi associati alla congestione stradale, destinati ad aumentare, secondo le stime attuali, di circa il 50 % nel 2050, raggiungendo i circa 200 miliardi di euro all’anno , ma anche la riduzione del numero di vittime (nel 2012, sono state 28 126 le vittime di incidenti stradali nell’UE, rispetto alle 36 vittime causate da incidenti ferroviari) Nel corso degli ultimi 15 anni, il trasporto merci su rotaia in Italia non è riuscito a rispondere in modo efficace alla competitività del trasporto su strada. Questo perchè gli spedizionieri mostrano una chiara preferenza per la rete stradale piuttosto che per quella ferroviaria dettata soprattutto da criteri economici e non in base alle priorità strategiche dell’UE. Per poter trasferire il trasporto delle merci dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie, è dunque necessario far sì che il trasporto delle merci su rotaia nell’UE sia il più possibile competitivo. Diventa importante quindi migliorare e potenziare le infrastrutture soprattutto nelle aree urbane per garantire servizi superiori in quantità e qualità, evitando che queste diventino “colli di bottiglia”; potenziare le strutture terminali “core” delle infrastrutture ferroviarie per rilancio del traffico merci intermodale così come era stato enunciato dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio con la "Cura del Ferro". Ti potrebbe interessare: Mit e FS Italiane: la “cura del ferro” inizia con la nuova strategia di investimenti sulla rete ferroviaria

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