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02 mag 2021

FIRENZE | Con il Recovery Fund arriva un people mover tra AV Foster e Santa Maria Novella

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Anche la città di Firenze avrà un people mover che consentirà il collegamento tra Santa Maria Novella e la stazione fiorentina dell'Alta Velocità, insieme alla realizzazione di quest'ultima grazie alle risorse del Recovery Fund. Le valutazioni condotte da Rfi nell'ambito di un'analisi trasportistica del nodo ferroviario fiorentino hanno indicato come soluzioni ottimali l'introduzione di un people mover tra Belfiore e la stazione di Santa Maria Novella e la realizzazione della nuova fermata Circondaria sul sistema ferroviario di superficie, collegata da percorsi pedonali alla vicina Belfiore Av. Gli interventi per l'accessibilità al sistema Belfiore Av sono confluite in quelli inviati a Bruxelles per essere finanziate all'interno del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, l'avvio dei lavori dovrà dunque avvenire entro il dicembre 2022. Dei 135 milioni 60 saranno destinati alla realizzazione della stazione, 75 a quella della navetta che si svilupperà su un percorso di un chilometro e trecento metri e non richiederà scavi. La navetta, completamente automatizzata, si attesterà a Santa Maria Novella al binario 1-2 e avrà una potenzialità di trasporto calcolata in 21mila passeggeri al giorno.

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30 gen 2021

BARI | Un nuovo parco urbano candidato nel piano della Regione Puglia per il Recovery fund

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Il progetto di un parco urbano che scavalca i binari della stazione centrale e unisce i quartieri "al di là della ferrovia" con il centro cittadino, redatto da Fuksas, vincitore del concorso di idee del 2013,  è stato candidato nel piano della Regione Puglia per il Recovery fund, destinato alle opere strategiche. Si tratta di un parco urbano di 70 ettari, lungo 2,2 km, senza nuove costruzioni e volumetrie, che sovrasterà l'asse centrale della stazione dal ponte di Corso Cavour fino al Ponte Adriatico. Il progetto, dal costo di 450 milioni di euro,  è stato suddiviso in stralci. La prima parte fino a viale Ennio prevede un investimento di 100 milioni di euro. Il progetto firmato dallo Studio Fuksas vuole risolvere in modo radicale il problema della frattura della città di Bari attraverso la progettazione di un grande parco cittadino con vista lungomare della città e del mare, che funge da tessuto connettivo dell'intero progetto. Senza interrare il binario, il progetto mira alla rinascita di una zona fortemente degradata e attraversa un grande parco sopraelevato, lungo 3 km con pista ciclabile est-ovest. Un grande polmone che raddoppierà la quantità di verde per gli abitanti, dagli attuali 2,7 ma 5,1 m ab / ab. Un ruolo importante è stato assegnato al sottosettore della caserma Rossani, composto da 5 edifici. Diventerà il centro culturale della città di Bari con spazi per incontri sociali in un'area verde.   Gli edifici esistenti verranno restaurati senza alterarne la forma architettonica. La loro funzione sarà legata alla cultura e alle arti. L'edificio posto al centro del parco (1400 mq) ospiterà gli uffici comunali. L'edificio D ospiterà laboratori per artisti e borsisti dell'Accademia di Belle Arti di Bari; l'edificio E (2930 mq) diventerà la biblioteca comunale della città con sezioni specializzate dedicate alle arti visive, teatro, musica e architettura, l'edificio F (2.184 mq) si trasformerà in un enorme spazio espositivo per mostre temporanee e supporterà la didattica attività dell'Accademia di Belle Arti. L'edificio H (2890 mq) ospiterà residenze per artisti, attori, professori a contratto, studiosi e studenti dell'Accademia legati a programmi europei di scambio culturale. Il piano terra ospiterà anche un bar aperto al pubblico e immerso nel parco. Comprenderà la realizzazione di un parcheggio interrato da 800 posti, situato nel margine nord del Parco Rossani in prossimità della nuova Stazione Centrale. Al centro della struttura regolare della caserma sorgerà l'auditorium / centro spettacolo con una capienza di circa 1.000 posti. La forma architettonica del performance center ellittico genera un volume dalle geometrie morbide che contrasta volutamente con la rigidità degli edifici esistenti. Un edificio polifunzionale che può ospitare una varietà di eventi e attività come concerti, teatro, conferenze, mostre e proiezioni di film. Le aree comuni, la caffetteria e il foyer sono completamente vetrate in modo da creare un rapporto di continuità tra interno ed esterno. Il legno sarà la pelle esterna della struttura della facciata dell'edificio in modo da essere in armonia con il parco e la vegetazione. La città della musica sarà costruita a sud-ovest del parco. La funzione è già definita dalla presenza dell'Auditorium Nino Rota. La struttura esistente svolge anche un ruolo portante presso il Conservatorio Niccolò Piccinni. Il progetto si propone di dare forma ad una vera e propria città della musica prevedendo l'ampliamento di circa 2000 mq del conservatorio con un nuovo edificio che ospiterà un auditorium da 400 posti e una scuola di musica. Inoltre è prevista anche la realizzazione di un'area per concerti all'aperto con 400 posti a sedere. Il parco della musica per via della nuova struttura prevista dal masterplan è facilmente raggiungibile dal centro cittadino. 51045104 Commenti: 857 Condivisioni: 361 Mi piace Commenta Condividi  

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27 set 2020

MILANO | Con il Recovery Fund arrivano i progetti sul prolungamento delle linee metropolitane

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Valgono quasi 4 miliardi 500 milioni di euro i 34 progetti che la Città metropolitana di Milano ha consegnato ad Anci, la quale, come da accordo presso con le città metropolitane, li presenterà al Governo per l’accesso ai fondi europei del Recovery Fund. La parte più rilevante, oltre due miliardi e cinquecento milioni, riguarda le infrastrutture per la mobilità, e questo perché in territorio ad alta mobilità come quello milanese si deve, da una parte favorire la mobilità dall’altra guidare una transizione verso la sostenibilità ambientale, che tradotto vuol dire potenziamento del trasporto pubblico e della mobilità dolce. Ecco allora i progetti sul prolungamento delle linee metropolitane a Paullo (M3), a Trezzo sull’Adda (M2), a Segrate (M4); la riqualificazione delle fermate delle linee RFI di Opera e di Poasco; il potenziamento delle piste ciclabili. Altri interventi riguardano la riqualificazione della viabilità metropolitana con tutta una serie di interventi per quasi 140 milioni sulle strade.

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23 set 2020

Recovery Fund, De Micheli: “il piano strategico dell’intermodalità del ferro con porti e aeroporti in 8 anni”

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La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in audizione presso le Commissioni riunite VIII Ambiente e IX Trasporti della Camera dei Deputati sull'individuazione delle priorità nell'utilizzo del Recovery Fund, ha evidenziato che il piano strategico dell'intermodalità del ferro con porti e aeroporti, grazie al Recovery Fund, potrà essere realizzato non in 15 ma in 8 anni, che è anche il tempo nel quale saranno completati i corridoi ferroviari che collegano l'Italia al Nord Europa. La ministra ha poi ricordato il  'Piano Italia veloce', il cuore delle proposte per il Recovery fund che permetterà, entro il 2030 all’80% degli italiani, di essere in grado di raggiungere in meno di un’ora dal luogo di residenza una infrastruttura ferroviaria "Per questo "un minuto dopo che sarà approvato daremo alle Regioni il piano dei cantieri che si aprono. Altrimenti i soldi restano sulla carta", ha affermato la ministra. Per la Tav Torino-Lione  la ministra ha ribadito che “non abbiamo nominato il commissario perché non c’è bisogno. La Tav sta andando avanti. Diverso è il discorso sulle attività di supporto – ha aggiunto – dove ci vuole un coordinamento”. Tra gli obiettivi indicati dal Mit nel Pnrr c'è inoltre l'innovazione digitale nei trasporti.  

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16 giu 2020

SICILIA | Il progetto dell’anello di Alta Velocità attraverso il piano europeo del Recovery fund

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Incontro dedicato alle infrastrutture siciliane e ai collegamenti aerei con l’isola, quello che si è tenuto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra la Ministra Paola De Micheli, il Ministro del Sud e della Coesione territoriale Giuseppe Provenzano e il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci. La Ministra De Micheli ha spiegato di voler affrontare con rapidità il tema della piena ripresa del trasporto aereo nello scenario del dopo emergenza sanitaria, attraverso la convocazione di un apposito tavolo con Enac e le compagnie aeree nazionali attive nei collegamenti con la Sicilia, per definire una programmazione di voli in grado di soddisfare la ripresa della domanda di mobilità nei principali scali e con le isole minori. Quanto all’aeroporto di Trapani Birgi, la Ministra ha affermato che la società aeroportuale ha chiesto la riapertura dello scalo nella giornata di ieri e rispetto al ripristino di un volo quotidiano Alitalia con Roma, è in corso la valutazione da parte dell’amministrazione straordinaria della compagnia di bandiera. Il Ministro Provenzano ha posto l'esigenza di affrontare sul piano strategico le diverse urgenze infrastrutturali della Sicilia, con una chiara assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli di governo, nello spirito di una leale collaborazione istituzionale, i cui frutti devono essere tangibili sul miglioramento della mobilità dei siciliani, anche per contrastare gli effetti della crisi economica e sociale che rischia di abbattersi sull'isola. La Ministra De Micheli ha ricordato i recenti stanziamenti del Mit alle Province per la riqualificazione della rete viaria di competenza e chiesto ai rappresentanti della Regione Sicilia di inviare un elenco con le opere prioritarie e i relativi costi: l’obiettivo è reperire le risorse necessarie per dare copertura a una prima corposa tranche di interventi da attuare. In tema di infrastrutture ferroviarie la Ministra ha ricordato, oltre alla realizzazione in corso della Catania-Messina-Palermo, anche il progetto dell’anello di Alta Velocità di rete inserito tra quelli da finanziare attraverso il piano europeo del Recovery fund. L'alta velocità di rete sono linee tradizionali in cui interventi relativamente "minori" hanno come obiettivo l'innalzamento alla velocità di 200 km/h sulla maggior parte del tracciato. Per tutta la restante programmazione relativa alle infrastrutture siciliane verrà insediato un tavolo permanente con le istituzioni regionali, Rfi, Anas e il Consorzio per le Autostrade Siciliane.

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