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31 ago 2020

AEROPORTO ROMA FIUMICINO | Dal 1 settembre il nuovo drive-in per eseguire i tamponi rapidi antigenici Covid-19.

di mobilita

Dal primo settembre (a partire dalle ore 15) è attivo presso il parcheggio Lunga Sosta dell’Aeroporto “Leonardo da Vinci” il nuovo drive-in della Regione Lazio per eseguire i tamponi rapidi antigenici Covid-19. La struttura, realizzata in un'area di circa 7.000 metri quadri messa a disposizione da Aeroporti di Roma riconvertendo in 72 ore una porzione del parcheggio Lunga Sosta, sarà gestita dalle Autorità Sanitarie della Regione Lazio e presidiata da personale medico e paramedico della Croce Rossa Italiana. Come nel caso del presidio sanitario in funzione dal 16 agosto scorso presso il Terminal 3 Arrivi, anche questa struttura è stata realizzata a tempo di record grazie alla efficace collaborazione tra Regione Lazio, Usmaf, Istituto Spallanzani, Croce Rossa Italiana e AdR. La struttura, la più grande del Lazio, disporrà di sei checkpoint sanitari per il prelievo dei campioni e potrà accogliere fino a 130 autovetture; sarà inoltre dotata di servizi igienici e sarà disponibile un servizio di ristorazione. Il drive-in resterà aperto sette giorni su sette con ampia copertura oraria. La nuova area dedicata ai test rapidi, accessibile a chiunque, è facilmente raggiungibile dall’autostrada Roma-Fiumicino grazie anche ad una segnaletica stradale dedicata. Inoltre, Aeroporti di Roma informa i propri passeggeri, in arrivo o partenza dallo scalo di Fiumicino che intendano usufruire del servizio, che è a disposizione un servizio di navette da e per l’aerostazione: il collegamento sarà potenziato nelle ore serali per agevolare l’uso del drive-in anche ai passeggeri in arrivo dai Paesi attualmente sottoposti al controllo che non dovessero riuscire ad effettuare i test nella struttura operante presso il Terminal 3 Arrivi. “Lavoriamo per la messa in sicurezza di Roma e dell’intero Paese nel contrasto alla diffusione del COVID-19. Un lavoro straordinario da parte dei nostri operatori sanitari e della Croce Rossa Italiana” ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “La Regione è impegnata in prima linea nel contrasto alla diffusione del virus e mette in campo un notevole potenziamento della capacità di controllo già attiva nella Regione. Più si garantisce la sicurezza e più riparte l’economia. Lo scalo di Fiumicino è un motore importante per l’economia del Paese” afferma Alessio D’Amato, Assessore alla Sanità della Regione Lazio. “Riteniamo doveroso, ora come sin dall’avvio dell’emergenza sanitaria, garantire il massimo supporto al fianco della Regione, del Governo e della nostra comunità. La rapida realizzazione di un drive-in di notevoli dimensioni in aeroporto non solo testimonia coscienza e impegno nel mettere in campo tutto quanto possibile per fronteggiare con determinazione l’emergenza Covid-19 ma, in prospettiva, guarda anche alla possibilità di offrire a tutti i nostri passeggeri un’opportunità in più per gestire in modo semplice e rapido le attività di controllo del contagio” dichiara Marco Troncone, Amministratore Delegato di Aeroporti di Roma.

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17 ago 2020

Aeroporto Cagliari, attivi i termoscanner per i viaggiatori in arrivo e in partenza

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Anche l'aeroporto di Cagliari, tra i primi in Italia, si è dotato di termoscanner per il controllo della temperatura dei passeggeri e fin dall’inizio dello stato di emergenza sanitaria. Si interviene esclusivamente se la temperatura supera i 37,5°. I termoscanner sono attivi anche per tutti i passeggeri in partenza, con modalità diversa ma altrettanto efficace.

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17 ago 2020

CAMPANIA | Sui traghetti seduti faccia a faccia solo i congiunti

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Su navi, traghetti e aliscafi mascherina indossata, 100% dei posti occupabili, ma i cosiddetti "faccia a faccia" riservati solo a componenti della stessa famiglia, rilevazione della temperatura all'imbarco e forze dell'ordine a bordo. Sono alcune delle disposizioni contenute nell'ordinanza n. 65 firmata dal Presidente della Regione Campania che contiene ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. L'ordinanza è valida su tutto il territorio regionale, salva l'adozione di ulteriori provvedimenti in conformità con l'assetto normativo vigente, con riferimento al trasporto pubblico locale si osservano le disposizioni seguenti. Per quanto riguarda il trasporto su gomma e ferro sono confermate le vigenti limitazioni all'utilizzo dei posti a bordo e le ulteriori disposizioni regionali, vigenti alla data odierna, in ordine all'obbligo di indossare la mascherina nei terminal, nelle stazioni, all'ingresso a bordo e per tutta la durata del tragitto. Queste, invece, le disposizioni riguardanti i collegamenti marittimi: resta confermata la previsione della possibilità di occupazione del 100% dei posti seduti a bordo, con la precisazione che eventuali posti cd. "faccia a faccia" dovranno essere riservati esclusivamente a componenti dello stessa unità abitativa o gruppo familiare; resta confermato l'obbligo per i soggetti che utilizzano mezzi di trasporto, di linea e non di linea, di indossare correttamente i dispositivi di protezione individuale (cd. mascherina) in tutte le aree terminal (ivi compresi banchine e moli) nonché all'ingresso e a bordo dei mezzi di trasporto, durante tutto il tragitto, ferma l'osservanza delle ulteriori disposizioni vigenti per la prevenzione del rischio di contagi; resta confermato per gli esercenti l'attività di trasporto, di linea e non di linea, l'obbligo di vietare l'ingresso a bordo dei passeggeri che non indossino la mascherina e di adottare misure idonee ad evitare affollamenti sui mezzi, fino al completo deflusso dei passeggeri all'arrivo; è fatto obbligo ai gestori del servizio di trasporto di rilevare la temperatura corporea dei passeggeri all'imbarco e di impedire l'accesso a bordo laddove venga rilevata una temperatura superiore a 37,5 gradi centigradi; è fatto obbligo di osservanza delle ulteriori misure precauzionali e di sicurezza previste dall'allegato 2 al DPCM 14 luglio 2020; è fatta espressa raccomandazione alle Prefetture competenti e ai Comuni interessati di predisporre ed attuare idonei Piani di sicurezza ed ordine pubblico a bordo, volti ad assicurare la presenza sugli aliscafi e traghetti di unità di personale delle Forze dell'Ordine e/o della Polizia municipale al fine di garantire l'osservanza degli obblighi e misure di sicurezza vigenti, da parte del personale e dell'utenza, nonché le sanzioni di legge in caso di inosservanza. Si rinvia, infine, per quanto non previsto dal presente provvedimento, alle disposizioni di cui al Protocollo allegato n.2 al DPCM 14 luglio 2020 ad aggiornamento delle misure dei protocolli regionali adottati in materia.

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15 ago 2020

VERONA | Senza mascherine a bordo gli autobus ATV si fermeranno

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ATV rende più stringenti le disposizioni interne mirate a scoraggiare la cattiva abitudine da parte di alcuni utenti che ancora salgono sui mezzi pubblici senza mascherina, o che la tolgono una volta saliti a bordo. Lo rende noto l’azienda del TPL scaligero. Il Direttore generale Stefano Zaninelli ha infatti reso operativo un nuovo ordine di servizio rivolto al personale di guida, stabilendo che “nel caso in cui salga a bordo dell’autobus un utente privo di mascherina di protezione, il conducente dovrà tenere fermo il mezzo ed avvisare l’utenza dell’impossibilità di ripartire, a seguito di esplicite disposizione aziendali”. Lo stesso provvedimento vale anche se un utente toglie la mascherina durante il viaggio a bordo del bus: “analogamente il conducente dovrà arrestare il mezzo nel caso in cui si avveda, anche a seguito di segnalazione dell’utenza, che passeggeri già presenti a bordo si tolgono o indossano impropriamente la mascherina”. In entrambi i casi, se l’utente interessato non accetta di indossare correttamente la mascherina o di scendere spontaneamente dal bus, l’autista avviserà il centro operativo di ATV in quale a sua volta contatterà le forze dell’ordine, richiedendone l’intervento. “E’ un provvedimento che riteniamo doveroso – commenta il DG Stefano Zaninelli – e con il quale vogliamo dare il segnale che l’utilizzo corretto delle mascherine è imprescindibile per viaggiare in sicurezza sui mezzi pubblici, ambiente dove non è possibile tenere il metro di distanza interpersonale. L’intento è quello di tutelare con la massima efficacia la nostra clientela che, nonostante le tante difficoltà di questi mesi, continua a scegliere di muoversi con il trasporto pubblico. Non essendo praticabile la possibilità di tenere costantemente sotto controllo quanto accade su ognuno dei nostri 600 bus, contiamo sulla collaborazione e sul senso di responsabilità degli utenti, anche nel segnalare ai conducenti situazioni di utilizzo improprio delle mascherine”

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01 ago 2020

Stop al distanziamento sui treni a lunga percorrenza

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In coerenza con tutte le linee guida sui sistemi di trasporto nel dpcm del 14 luglio, e con le deroghe previste per il trasporto aereo vigenti secondo il dpcm di  giugno, sono previste alcune modifiche all’organizzazione del trasporto ferroviario a lunga percorrenza. E’ consentito derogare al distanziamento interpersonale di un metro, a bordo dei treni a lunga percorrenza, nei casi in cui: l’aria a bordo venga rinnovata sia mediante l’impianto di climatizzazione sia mediante l’apertura delle porte esterne alle fermate, i flussi siano verticali e siano adottate procedure al fine di garantire che le porte di salita e discesa dei viaggiatori permangano aperte durante le soste programmate nelle stazioni, nonché nel caso in cui siano adottati specifici protocolli di sicurezza sanitaria, prevedendo in particolare la misurazione, a cura del Gestore, della temperatura in stazione prima dell'accesso al treno e vietando la salita a bordo in caso di temperatura superiore a 37,5 °C; siano disciplinate individualmente le salite e le discese dal treno e la collocazione al posto assegnato, che in nessun caso potrà essere cambiato nel corso del viaggio, al fine di evitare contatti stretti tra i passeggeri nella fase di movimentazione. Resta esclusa la possibilità di utilizzare i sedili contrapposti (c.d. faccia a faccia) nel caso in cui non sia possibile garantire permanentemente  la distanza interpersonale di almeno un metro, ferma restando la possibilità di derogare a tale regola qualora i passeggeri siano conviventi nella stessa unità abitativa. Come pure e’ obbligatorio l’uso di mascherina e l’autocertificazione di ogni passeggero che al momento dell’acquisto del biglietto specifica: di non essere affetto da COVID-19 o di non essere stato sottoposto a periodo di quarantena obbligatoria di almeno 14 giorni; di non accusare sintomi riconducibili al COVID-19 quali, a titolo esemplificativo, temperatura corporea superiore a 37,5°C, tosse insistente, raffreddore e di non aver avuto contatti con persona affetta da COVID-19 negli ultimi 14 giorni; l'impegno a rinunciare al viaggio e a informare l’Autorità sanitaria competente nell’ipotesi in cui qualsiasi del predetti sintomi emergesse prima del viaggio o si verificasse entro otto giorni dall’arrivo a destinazione i servizi ferroviari utilizzati. Infine, le misure in vigore dal 14 luglio sono state subordinate alla presentazione di un idoneo piano organizzativo presentato da parte dei gestori. Come su tutti i mezzi di trasporto le eventuali deroghe alle restrizioni rimangono soggette alle misure di prevenzione già’ testate nei mesi scorsi, durante l’emergenza sanitaria.  

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29 lug 2020

Aeroporti italiani, a giugno primi segnali di ripresa, crescono i passeggeri

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Secondo i dati raccolti da Assaeroporti, il sistema aeroportuale nazionale ha registrato, nel mese di giugno, 1,1 milioni di passeggeri, con un incremento di 885 mila unità rispetto a maggio 2020. La stessa tendenza si è osservata per i movimenti aerei che a giugno raddoppiano attestandosi a circa 28.400, ovvero a 14.400 in più rispetto al mese precedente. Un importante passo in avanti, dopo il sostanziale azzeramento registrato nel primo periodo della pandemia, che però non rende il quadro meno critico: rispetto al 2019 il traffico passeggeri ha registrato una contrazione del 99,3% ad aprile, del 98,7% a maggio e del 94,2% a giugno. Le prospettive per gli scali italiani restano negative. Sebbene le proiezioni del mese di luglio confermino il trend di graduale ripresa (+1,2 milioni di passeggeri nelle prime tre settimane rispetto a giugno 2020), anche per effetto del riavvio di numerosi collegamenti nazionali ed europei, le stime per il 2020, in costante aggiornamento, continuano ad essere riviste al ribasso. Ad oggi si prevede, infatti, che l’anno possa chiudersi con un volume di traffico complessivo pari a circa 67 milioni di passeggeri, ovvero con un calo del 65% sul 2019 e una perdita di quasi 130 milioni di passeggeri rispetto ai 200 milioni previsti prima della pandemia. Viene spostata in avanti anche la data entro la quale si conta di arrivare ad un pieno recupero del traffico aereo: ACI EUROPE, l’Associazione dei gestori aeroportuali europei, ha recentemente dichiarato che i livelli di passeggeri registrati nel 2019 in Europa saranno nuovamente raggiunti non prima del 2024. La lenta ripresa del settore è frutto della presenza, ancora oggi, delle forti restrizioni di viaggio soprattutto con i Paesi extra-Ue, nonché dell’insufficiente allineamento, a livello europeo, delle politiche di trasporto e delle misure operative di prevenzione del contagio negli aeroporti e sugli aerei. Circostanze queste che scoraggiano i passeggeri dall’intraprendere nuovi viaggi, ostacolando l’attesa ripartenza dell’intero comparto. La situazione finanziaria degli aeroporti, nonostante i deboli segnali di crescita del traffico aereo, continua pertanto ad essere allarmante. In questo contesto, Assaeroporti ritiene indispensabili interventi di sostegno diretto, soprattutto attraverso la costituzione di un apposito Fondo a favore dei gestori e l’introduzione di una serie di alleggerimenti fiscali, tra cui la riduzione, soprattutto per i piccoli aeroporti, dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, tassa che grava su tutti i passeggeri aerei che partono dagli scali nazionali. Queste sono solo alcune delle misure fondamentali per sostenere le imprese aeroportuali, sia per la compensazione dei danni subiti a causa dell’emergenza sanitaria, sia per finanziare gli ingenti piani di investimento programmati. Abbiamo bisogno, più che mai, di una strategia di sviluppo del trasporto aereo nel nostro Paese che agevoli la connettività e promuova il mercato valorizzando e tutelando tutti i soggetti della filiera. ***

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03 lug 2020

SICILIA | Stop al distanziamento sociale sui mezzi di trasporto

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Anche la Sicilia dice stop al distanziamento sociale nel trasporto pubblico. E' infatti arrivata l'ordinanza del presidente della Regione Nello Musumeci in cui si dispone che sui mezzi di trasporto “è consentita l’occupazione del 100 per cento dei posti a sedere e in piedi per i quali il mezzo è omologato, in deroga all’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno un metro e al coefficiente di riempimento dei mezzi, fissato dal decreto del presidente del Consiglio dell’11 giugno”. Il governatore specifica che da adesso “gli spostamenti infra ed interregionali non sono soggetti ad alcuna limitazione, permanendo l’obbligo di osservanza di contenimento del contagio”. Le nuove regole, dunque, si applicano – oltre che ai bus – anche al trasporto pubblico regionale e locale ferroviario, al trasporto pubblico non di linea e ai servizi autorizzati, inclusi taxi, noleggio con conducente o senza, autobus turistici e trasporto pubblico ferroviario.

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01 giu 2020

Aeroporti italiani, in tre mesi persi 45 milioni di passeggeri

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I provvedimenti finora adottati dal Governo per far fronte alla situazione di profonda crisi derivata dall’emergenza sanitaria da Covid-19 hanno completamente trascurato i gestori aeroportuali, costretti a chiedere la cassa integrazione per oltre 10.000 dipendenti delle società di gestione. Secondo i dati raccolti da Assaeroporti, nel mese di marzo 2020 gli scali italiani hanno perso 12 milioni di passeggeri, ad aprile 16 milioni e a maggio, stando alle prime proiezioni, 17 milioni. In tre mesi il sistema aeroportuale nazionale registra quindi una contrazione di 45 milioni di passeggeri, rispetto a un anno fa. “È il peggior calo di sempre, siamo in presenza di tre mesi di blocco totale del trasporto aereo”, dichiara il Presidente di Assaeroporti Fabrizio Palenzona. “Le prossime settimane saranno decisive per porre le basi della ripartenza di un settore strategico per il nostro Paese. I correttivi al DL Rilancio, le misure che saranno inserite nel DL Semplificazioni e i prossimi DPCM sono le ultime occasioni per garantire la mobilità del Paese, ripristinare i collegamenti con l’Europa e il mondo e conservare migliaia di posti di lavoro. Non possiamo lasciarci sfuggire questa occasione: il danno sarebbe irrecuperabile”. La crisi sta avendo un forte impatto sul settore e rischia di compromettere la realizzazione degli imponenti piani di investimento previsti per lo sviluppo del sistema aeroportuale nazionale. Alcuni scali, soprattutto quelli di minori dimensioni che svolgono un ruolo importante per lo sviluppo dei territori e per la mobilità di cittadini e imprese, sono a rischio sopravvivenza. Migliaia di posti di lavoro sono in pericolo così come un’enorme fetta dell’indotto turistico. In Italia, infatti, il 40% dei visitatori stranieri arriva in aereo, confermando il ruolo essenziale degli aeroporti per lo sviluppo del turismo. I due comparti muovono complessivamente circa il 17% del PIL nazionale e, senza adeguati interventi di sostegno, le ricadute si profilano drammatiche. In tale contesto Assaeroporti accoglie favorevolmente la scelta di rilanciare Alitalia ma sottolinea fermamente come l’eventuale adozione da parte del Governo di misure protezionistiche e selettive, tese a disincentivare la presenza di compagnie low cost nel nostro Paese, determinerà un cambio di scenario e il ritorno ad un trasporto aereo d’élite. Una circostanza negativa che si è già verificata 15 anni fa quando, con la legge sui requisiti di sistema, si tentò di salvare Alitalia con i risultati nefasti che sono sotto gli occhi di tutti. A maggior ragione oggi che Alitalia rappresenta – rispetto ad allora – non il 50% del traffico passeggeri, ma circa il 13% del totale, si corre solo il rischio di danneggiare pesantemente il trasporto aereo nel suo complesso. Per questo l’Associazione degli aeroporti italiani chiede al Governo di assicurare un mercato concorrenziale che garantisca la mobilità di passeggeri e merci. Quello del trasporto aereo è un settore determinante per la ripresa socio economica dell’Italia, che deve essere sostenuto attraverso misure a favore dell’intera filiera. In particolare, occorre mettere a disposizione delle imprese aeroportuali risorse accessibili, attraverso la creazione di un fondo dedicato che compensi i gestori e gli altri operatori del settore per i danni subiti e consenta di ripartire guardando al futuro, preservando i livelli occupazionali e garantendo la realizzazione degli investimenti.

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22 mag 2020

AEROPORTO ROMA FIUMICINO | Dal prossimo 26 maggio nuova modalita’ di accesso

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In base alle nuove disposizioni previste dal DPCM del 17 maggio 2020 per il contenimento del contagio da Covid-19, al protocollo di sicurezza sanitaria dell’UE e alle linee guida dell’ENAC, l'ingresso al Terminal 3 - l'unico al momento operativo -  sarà consentito solo ai passeggeri e agli operatori aeroportuali. Inoltre, i controlli della temperatura corporea attraverso i termoscanner, già operativi  in aeroporto dal 4 febbraio scorso, verranno ora effettuati all'ingresso nell’aerostazione e non più ai gate d'imbarco. La nuova modalità prevede che il controllo della temperatura venga effettuato presso l'ingresso 5 piano partenze del Terminal 3 e al mezzanino sempre del Terminal 3 per chi arriva dai parcheggi multipiano e dalla stazione ferroviaria. Agli arrivi del Terminal 3, invece, i controlli vengono effettuati alla porta 4. L’uscita dal terminal sarà consentita a livello partenze dalla porta 3 ed a livello arrivi dalla porta 2 Aeroporti di Roma ricorda che all'interno dello scalo, come in tutti i locali chiusi aperti al pubblico, è obbligatorio indossare la mascherina di protezione e mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro. Questa misura si aggiunge a tutte le altre iniziative adottate dalla società di gestione per rendere lo scalo sicuro e confortevole. A cominciare dall'attività di  sanificazione dell'intero perimetro aeroportuale, sia nelle zone interne (banchi check-in, metal detector, contenitori porta oggetti, sedute d'attesa, corrimano delle scale mobili, toilette, carrelli per il trasporto delle valigie, bagagli) sia, secondo necessità, in quelle esterne (strade, aree di parcheggio a tempo, stalli per i taxi).    Inoltre, sono stati rimodulati  gli spazi  all'interno dello scalo per garantire il distanziamento sociale che viene indicato da una nuova segnaletica. Sono state poi incrementate le informazioni sui monitor di servizio, aggiunti totem informativi e installati oltre 200 dispenser di gel igienizzante e distributori di mascherine. La costante collaborazione in atto tra ADR,  Protezione Civile, Ministero della Salute, Enac e Polizia di Stato ha finora garantito la corretta esecuzione delle procedure di prevenzione indicate dai competenti soggetti istituzionali, a vantaggio della sicurezza e senza generare disagi per i passeggeri. TI POTREBBE INTERESSARE: ENAC pubblica le Linee Guida per la ripresa del traffico negli aeroporti

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21 mag 2020

La città che lotta contro il cambiamento climatico saprà reagire alle crisi future

di Annamaria Pace

In passato le catastrofi naturali, le crisi economiche e le epidemie hanno avuto un grande impatto sulle città. Oggi in tutto il mondo stiamo assistendo alla crisi sanitaria ed economica derivante dall’epidemia da COVID-19: il rifornimento alimentare, gli alloggi, i mezzi di sussistenza, i trasporti pubblici e la vita sociale sono i settori maggiormente colpiti. Allo stesso tempo abbiamo rilevato una rilevante riduzione dell’inquinamento nelle città che ha mostrato effetti positivi e vantaggi per l’ambiente urbano. Questa correlazione di causa ed effetto è affascinante, ma pericolosa; infatti il lockdown ha mostrato che sono possibili miglioramenti ambientali su larga scala, ma a caro prezzo. Il Covid-19 ha messo in luce le disuguaglianza sociali ed i profondi difetti nella nostra economia, danneggiando maggiormente le categorie di persone più vulnerabili: anziani, bambini, persone con malattie croniche, persone senza fissa dimora e quelle con accesso limitato ai trasporti sicuri e servizi pubblici. Associare i benefici della riduzione dell’inquinamento al danno economico a cui stiamo assistendo, infatti, può comunicare un’idea errata riguardo ai i vantaggi che si possono ottenere nell’attuare le strategie necessarie per contrastare al cambiamento climatico. La risposta ai cambiamenti climatici si può ottenere tramite interventi duraturi, dando la priorità all’equità e all’inclusione così come dimostrato dalla rete internazionale C40. Il network C40 Cities connette più di 80 grandi città impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici e sta portando avanti azioni coraggiose e ambiziose in diversi ambiti: energia e architettura, trasporti e pianificazione urbana, cibo, rifiuti, acqua, qualità dell’aria, raccolta dati e attuazione dell’adattamento. La città di Bogotà offre un ottimo esempio di come gli spazi pubblici urbani si adattano alle nuove esigenze. Infatti la capitale della Colombia, già famosa per i suoi spazi e le sue infrastrutture dedicate alla bicicletta, dopo che l’epidemia Covid ha interrotto i servizi di trasporto pubblico e ridotto al minimo il traffico, ha potenziato la sua rete ciclabile. I percorsi ciclabili rappresentano l’unico modo per le persone di muoversi mentre praticano l’allontanamento fisico in modo salutare. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’inattività fisica, la scarsa pedonabilità e la mancanza di accesso alle aree ricreative rappresentano il 3,3% delle morti globali oltre a creare gravi danni per la salute mentale della popolazione. Berlino sta attuando una strategia per migliorare la sicurezza alimentare urbana attraverso la creazione di orti urbani. In Germania, il 20% dell’agricoltura dovrà essere coltivata biologicamente entro il 2030, oggi oltre 80.000 famiglie hanno un orto e coltivano frutta e verdura biologica di alta qualità nei parchi e su terreni liberi. Uno di questi è Allmende Kontor realizzato sulla superficie dell’ex aeroporto di Tempelhof: sviluppato nel 2011 come progetto sociale di agricoltura urbana, riutilizza le terre incolte della città. Oggi ospita 900 giardinieri su 5.000 metri quadrati di terreno. Il risultato è una maggiore biodiversità, minori emissioni di CO2, una riduzione dell’effetto isola di calore, un microclima migliorato e prodotti locali freschi. L’implementazione dei servizi digitali e delle infrastrutture sostenibili stanno creando uno sviluppo inclusivo e una migliore qualità della vita della città, ma serve ancora una corretta pianificazione di questi interventi di contrasto al cambiamento climatico da realizzare con urgenza in modo da preparare le città a reagire con efficacia alle prossime sfide.

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