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24 apr 2020

BOLOGNA | Progettare i Centri di Mobilità, avviata l’intesa tra Città metropolitana e RFI

di mobilita

È stato approvato dal sindaco della Città metropolitana Virginio Merola e dall’amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana Maurizio Gentile, il Protocollo d’intesa per l'elaborazione delle Linee di indirizzo che guideranno la progettazione dei 30 Centri di Mobilità previsti dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Bologna metropolitana. L’accordo ha l’obiettivo di individuare criteri omogenei per redigere, entro fine anno, le Linee di indirizzo e sviluppare poi i primi progetti di fattibilità. Collocati prevalentemente in corrispondenza delle stazioni ferroviarie, i Centri di Mobilità sono nuovi hub urbani, tecnologicamente attrezzati, in cui poter offrire un elevato livello di servizi diversificati. Luoghi pensati per garantire intermodalità e multi modalità, fornire adeguati spazi di sosta per i diversi mezzi (velostazioni, velopark, parcheggi scambiatori) e per la ricarica elettrica, prioritariamente per i veicoli pubblici e condivisi. Inoltre i Centri permetteranno di promuovere servizi innovativi, mobility on demand, sharing (car-scooter-bike-monopattini), smart parking, pick point per l’e-commerce, e garantire a tutti i cittadini l'accesso a servizi diversificati in modo chiaro, facile e sicuro. Con l'ambizioso obiettivo di unire funzione urbana e trasportistica e divenire luoghi identitari attivatori della qualità e della vitalità della città. I 30 Centri di Mobilità, in gran parte posti in prossimità di stazioni ferroviarie, rappresentano – fisicamente e concettualmente - il punto di incontro tra le strategie di mobilità sostenibile di Bologna metropolitana e il Piano Industriale di RFI (Gruppo FS Italiane): integrazione modale, valorizzazione del ruolo del treno e riqualificazione del contesto urbano che ospita le stazioni. In particolare la definizione di apparati e arredi dovrà garantire spazi multifunzione facilmente fruibili e inclusivi, dove collocare zone di attesa piacevoli e protette, sistemi di informazione interattivi, in un ambiente urbano riqualificato attraverso la valorizzazione anche del verde. L’obiettivo è quello di favorire la vivibilità e l’identità sociale dei luoghi e l’integrazione con la molteplicità di servizi offerti anche dall’area di prossimità. Particolare cura andrà dunque posta nell’analisi dei siti su cui si interviene con azioni in grado di attivare la rigenerazione del contesto. “Una buona progettazione dei Centri di mobilità – sottolinea il consigliere metropolitano con delega alla Mobilità sostenibile Marco Monesi - consentirà di favorire l’interscambio e di sfruttare al meglio le potenzialità del trasporto pubblico, migliorandone l’offerta. Potenziare il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile e attiva puntando alla sicurezza dei passeggeri sono temi previsti nel Pums e ora più che mai centrali nelle politiche di rilancio superata la fase di emergenza COVID-19.” Scarica la mappa dei Centri di Mobilità della città metropolitana

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10 apr 2020

NAPOLI | Al via la compilazione del PUMS cittadino 2020

di Antonio Somigliato

L’assessora con delega alla mobilità Alessandra Clemente, con un post sulla sua pagina Facebook pubblica di oggi 10/04/2020 che riporta parimenti un post sulla pagina dell'Assessorato ai Giovani, Patrimonio e Lavori Pubblici del Comune di Napoli, rende noto che si sta «lavorando al PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, per definire la mobilità di Napoli del futuro»: il PUMS è uno «strumento per realizzare una mobilità cittadina sempre più intelligente, sicura ed ecosostenibile», e per meglio definire la visione della città del prossimo futuro «è necessario innanzitutto approfondire ed aggiornare la nostra conoscenza della mobilità cittadina»; a tal fine, «è stato predisposto un semplice questionario online, finalizzato a conoscere le abitudini di mobilità, le opinioni, i bisogni e i desideri» di chi si sposta in città. Di seguito, il comunicato ufficiale sul sito dell'assessorato. Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.) - Questionario finalizzato a conoscere le abitudini di mobilità dei cittadini Il Comune di Napoli, a partire dagli strumenti di pianificazione dei trasporti già approvati, ha avviato la predisposizione del Piano urbano della mobilità sostenibile (PUMS), con l'obiettivo di definire, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (10 anni), gli interventi necessari a soddisfare i fabbisogni di mobilità della popolazione, contribuire alla riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico e acustico, contenere i consumi energetici, aumentare i livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale, riorganizzare la distribuzione delle merci in città. Il 30 maggio 2016, la Giunta comunale, con deliberazione n. 434, ha approvato un primo documento "il cosiddetto livello direttore" del PUMS della città di Napoli, che definisce gli obiettivi strategici da perseguire e opera le principali scelte relative alle infrastrutture da realizzare, ai servizi da offrire, alle azioni di carattere gestionale da intraprendere e agli strumenti di comunicazione da attivare. I servizi tecnici relativi al completamento del PUMS, a partire dal documento approvato, sono stati affidati alla società Sintagma srl con determinazione dirigenziale del 30 agosto 2019. Il relativo contratto è stato stipulato in data 6 dicembre 2019. Come stabilito dal contratto e dal capitolato speciale d'appalto, la società affidataria ha avviato la fase di approfondimento e aggiornamento del quadro conoscitivo del sistema della mobilità attraverso l'acquisizione delle informazioni idonee a descrivere la domanda e l'offerta della mobilità, nelle sue diverse componenti e modalità. A tal fine, la stessa società, di concerto col gruppo di lavoro interdisciplinare interno all'Amministrazione, ha predisposto un questionario finalizzato a conoscere le abitudini di mobilità, le opinioni, i bisogni e i desideri dei cittadini in modo che il PUMS sia ispirato e tenga conto anche delle loro esigenze. Le interviste sono anonime, non serve registrazione per accedere al questionario e non vengono richiesti dati sensibili (nome, telefono o mail). Il questionario viene creato tramite il servizio Google Moduli e ogni risposta può essere visualizzata in tempo reale solo dalla società Sintagma srl. In ogni caso tutte le risposte vengono utilizzate in forma aggregata e per fini statistici. Il questionario è disponibile a questo indirizzo: https://forms.gle/KcXH6q8SxWzGMJ537

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31 mar 2020

NAPOLI | Porta Bellaria a Capodimonte, aggiudicata la gara lavori

di Antonio Somigliato

Con un post della pagina Facebook dell'Assessorato Urbanistica e Beni comuni del Comune di Napoli, ieri 30/03/2020 si è resa nota l'aggiudicazione della gara per i lavori di realizzazione di un ponte tra il Parco delle Colline di Napoli e quello di Capodimonte su "Porta Bellaria", uno degli accessi al secondo parco: indetta tra il 13/11 e il 18/12/2019, appalta a Hermitage Capodimonte S.p.A., la gara si è conclusa l'11/01/2020, secondo quanto reso noto il 27/03/2020 dall'appaltante; di seguito, il comunicato integrale di detto post. Porta Bellaria a Capodimonte aggiudicata la gara lavori È stata aggiudicata in via definitiva la gara lavori, indetta dalla Società Hermitage Capodimonte S.p.A., per la realizzazione di una nuova porta di accesso, che collegherà il Parco Metropolitano delle Colline di Napoli con il Parco di Capodimonte. Il progetto prevede la realizzazione nel Vallone S. Rocco, con accesso da via Miano, di un collegamento diretto tra il Parco delle Colline di Napoli e il Parco di Capodimonte, attraverso la realizzazione di un nuovo parco ad uso pubblico di circa 8.500 mq e di un ponte pedonale e ciclabile pubblico, a quota ribassata, in grado di garantire anche l'accessibilità all'istituto Hermitage, attualmente servito unicamente da Cupa delle Tozzole. Il progetto, effetto di un Accordo di Programma sottoscritto dalla Società Hermitage, finanziatrice dell'intervento, dalla Regione Campania, dall'Ente Parco Metropolitano delle Colline di Napoli e dal Comune di Napoli, ha un valore complessivo di €.2.244.646,08. «Si continua a lavorare - dichiara l'Assessore Piscopo - per essere pronti a ripartire, appena le condizioni lo consentiranno. Un momento certamente difficile, che vede in campo, insieme con le azioni necessarie e urgenti finalizzate al contenimento del contagio e al supporto della collettività tutta, anche i progetti di rigenerazione urbana. Il ponte Bellaria ne rappresenta un esempio. Si tratta di un nuovo parco attrezzato ad uso pubblico con piste ciclabili, che unirà il Parco di Capodimonte con il Parco delle Colline attraverso Porta Bellaria, e sarà fruibile da tutti i cittadini». Infine, uno schema che mostra l'area di intervento (riquadro in verde-giallino) scelta già il 12/06/2016, così come da Accordo di Programma citato nel su riportato post: l'area in questione si pone tra via Miano (strada principale in grigio) e il citato istituto "Hermitage" (l'edificio grande in alto nel centro-destra, col tetto rosso e a forma di 't' curva quasi-capovolta) nella parte più interna della cupa delle Tozzole (diramazioni stradali minori in grigio); si noti il rendering grafico del ponte di accesso al Parco delle Colline e dell'accesso su via Miano, nelle parti più vicine alla stessa.

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17 ago 2019

FIRENZE | Adottato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile

di mobilita

Un piano di mobilità urbana sostenibile, integrato, che parte dall’esigenze dei cittadini dell’area fiorentina e prova a dar risposta alle loro necessità di trasporto nelle aree urbane e limitrofe, in termini di efficienza, sicurezza, sostenibilità ambientale ed economica e infine accessibilità. Questo l’intento del piano decennale sulla mobilità sostenibile dell’intera Città Metropolitana di Firenze appena adottato. Prima di essere approvato definitivamente il PUMS, che è già consultabile, sarà oggetto di osservazioni da parte dei cittadini che potranno, se ritenute congrue, portare ad una sua variazione. Tutta la documentazione sul piano è disponibile sul sito della Città Metropolitana nella Sezione dedicata al PUMS, alla pagina http://www.cittametropolitana.fi.it/pums/pums-adottato/ Con la pubblicazione dei materiali si apre la fase della consultazione che, a partire dal 14 agosto, permetterà a chiunque, tramite un apposito modulo, di presentare osservazioni, che saranno valutate dagli organi preposti prima della definitiva approvazione del piano. Per le osservazioni ci sarà tempo fino al 31 ottobre. Dopo l’adozione e l’acquisizione delle osservazioni di perverrà all’approvazione definitiva del Piano prevista entro la fine dell’anno. I documenti pubblicati comprendono: la relazione di progetto, il piano della partecipazione e gli esiti del processo partecipativi fin qui condotto e gli scenari di riferimenti e di progetto; le tavole sulla mobilità ciclistica; il trasporto pubblico; il trasporto privato e infine un rapporto ambientale. Il Piano è comprensivo anche del BICI PLAN ovvero del piano metropolitano della mobilità ciclistica. Il modulo per presentare le osservazioni può essere scaricato qui

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08 mar 2019

BOLOGNA | La rete tranviaria: una grande opportunità per la città

di mobilita

La rete tranviaria prevista dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile prevede la realizzazione di quattro linee di tram: oltre la rossa la linea gialla (Casteldebole-Rastignano), linea verde (deposito Due Madonne-Corticella), linea blu (Casalecchio-San Lazzaro). Esattamente un anno fa, il 7 marzo 2018, veniva presentato il primo pacchetto di proposte del PUMS e la rete del Trasporto pubblico metropolitano dove le quattro linee della rete tranviaria sono integrate alle linee del Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) e alla rete del trasporto pubblico su gomma (filovie e bus). Un anno dopo, attraverso l’adozione del PUMS avvenuta lo scorso 27 novembre, è stato possibile presentare, il 28 dicembre 2018, la richiesta di finanziamento della prima linea i cui costi stimati ammontano a 510 milioni di euro. Per la redazione del progetto, di cui è in corso il primo livello, ovvero la fattibilità tecnica ed economica, è stato incaricato, a seguito di una gara europea, il raggruppamento temporaneo d’impresa formato da Systra, Sotecni, Architecna, Studio Mattioli, Aegis, Cooperativa Archeologia. Da adesso si apre un percorso di informazione e di coinvolgimento attivo della cittadinanza gestito dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana che intende coinvolgere anche l’Università di Bologna. Secondo il cronoprogramma una volta approvati i progetti definitivo e esecutivo la gara per l’affidamento dei lavori potrebbe essere svolta alla fine del 2021 con inizio lavori nel 2022 e l’entrata in esercizio nel 2026.Perché il tramIl tram è un sistema di trasporto di massa intermedio tra quelli su gomma e le metropolitane ma ha tempi medi di accesso alle fermate più bassi di quelli delle metropolitane visto che le distanze tra le fermate sono di circa 400 metri rispetto agli 800 metri/ 1 chilometro. Questa distanza tra le fermate garantisce la percorrenza di 200 metri al massimo per raggiungere la fermata. Il PUMS si pone l’obiettivo di trasferire 440mila spostamenti al giorno (256mila per la città di Bologna) dall’auto o moto privata ad altri mezzi: trasporto pubblico, bicicletta, piedi. Per questo il tram, nel contesto della città di Bologna, viene considerato il mezzo che può superare i limiti di capacità dell’offerta attuale dato che un sistema tranviario moderno può trasportare tra i duemila e i diecimila passeggeri l’ora per linea e per direzione.  Come è stato dimostrato dai progetti di tranvia realizzati in altre città italiane e europee il tram migliora la qualità urbana perché non rappresenta solo l’occasione per la realizzazione di un’infrastruttura di trasporto ma di una riqualificazione urbana lungo l’intero tracciato. Si tratta di marciapiedi, piste ciclabili, verde urbano, la rete dei sottoservizi. Il tram ha costi di realizzazione e di esercizio decisamente più vantaggiosi rispetto alle metropolitane (tra i 15 e il 40 milioni al chilometro mentre le metropolitane pesanti costano tra i 100 e i 200 milioni al chilometro) e i cantieri sono meno impattanti. Garantisce assenza di inquinamento atmosferico ma presenta un consumo energetico, per posto offerto, inferiore a quello del filobus nonostante entrambi siano alimentati attraverso la trazione elettrica. Il tram garantisce anche un forte miglioramento quanto all’inquinamento acustico e all’impatto delle vibrazioni causate dai mezzi di trasporto. In Italia il tram è attualmente in esercizio in 12 città: Milano, Torino, Bergamo, Venezia, Padova, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, Messina, Cagliari e Sassari. Rispetto al resto d’Europa il nostro paese si presenta in ritardo, servirebbe la realizzazione, nelle principali città, di almeno 25 chilometri all’anno di linee tranviarie nei prossimi dieci anni per raggiungere la media europea.Elementi principali della linea rossa La linea rossa si snoderà dal capolinea ovest a Borgo Panigale, dove è prevista la realizzazione di un parcheggio scambiatore da 400 posti e un terminal di interscambio con le linee extraurbane, fino alla Facoltà di Agraria al Caab, con un’ulteriore diramazione dalla Fiera al parcheggio Michelino. Sarà lunga 16,5 km, avrà tre capolinea e trenta fermate. Su questa linea sono presenti importanti poli attrattori: realtà aziendali come la Ducati, la stazione del SFM di Borgo Panigale accanto al ponte di attraversamento della ferrovia, l’ospedale Maggiore, il centro storico, la stazione centrale, il distretto fieristico, la zona del Pilastro e la zona della facoltà di Agraria e del Caab. In particolare si prevede che il capolinea della diramazione verso nord della linea sia collocato nel Terminal Area Fiera che coinvolge il parcheggio di interscambio Michelino. Nel tracciato che interesserà il centro storico il tram non prevede la linea aerea di contatto ma sarà alimentato a batteria. Si tratta di una importantissima innovazione, non ancora presente nelle linee attive in Italia, che evita di inserire pali e linee elettriche aeree nel centro storico.  Questa linea trasporterà 80 mila passeggeri nel giorno feriale che potranno salire a 105 mila quando l’intera rete sarà realizzata, assorbendo così il 21% degli spostamenti di trasporto pubblico a Bologna.Il tram, sebbene circolante in sede propria, convivrà con gli altri mezzi di trasporto e determinerà, in alcuni casi, una rivisitazione dei sensi di marcia.  Per quanto riguarda la riqualificazione urbana che i lavori per la realizzazione della linea rossa porterà con sé si segnala che l’attuale capolinea del 13 in via Normandia verrà eliminato per far posto a una nuova piazza in quello che oggi è lo slargo di via Normandia-via Carlo Pisacane. Un’altra occasione di riqualificazione è quella offerta dal passaggio del tram in via Riva Reno nel tratto tra via San Felice e via Lame: la realizzazione dei binari dell’infrastruttura potrebbe essere l’occasione per scoprire il canale e la via d’acqua sottostante. Il passaggio del tram in centro, se nel progetto definitivo si optasse per via Indipendenza, sarebbe l’occasione per la pedonalizzazione completa di questa strada in quanto il tram circolerà con bici e pedoni.

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