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21 mag 2020

La città che lotta contro il cambiamento climatico saprà reagire alle crisi future

di Annamaria Pace

In passato le catastrofi naturali, le crisi economiche e le epidemie hanno avuto un grande impatto sulle città. Oggi in tutto il mondo stiamo assistendo alla crisi sanitaria ed economica derivante dall’epidemia da COVID-19: il rifornimento alimentare, gli alloggi, i mezzi di sussistenza, i trasporti pubblici e la vita sociale sono i settori maggiormente colpiti. Allo stesso tempo abbiamo rilevato una rilevante riduzione dell’inquinamento nelle città che ha mostrato effetti positivi e vantaggi per l’ambiente urbano. Questa correlazione di causa ed effetto è affascinante, ma pericolosa; infatti il lockdown ha mostrato che sono possibili miglioramenti ambientali su larga scala, ma a caro prezzo. Il Covid-19 ha messo in luce le disuguaglianza sociali ed i profondi difetti nella nostra economia, danneggiando maggiormente le categorie di persone più vulnerabili: anziani, bambini, persone con malattie croniche, persone senza fissa dimora e quelle con accesso limitato ai trasporti sicuri e servizi pubblici. Associare i benefici della riduzione dell’inquinamento al danno economico a cui stiamo assistendo, infatti, può comunicare un’idea errata riguardo ai i vantaggi che si possono ottenere nell’attuare le strategie necessarie per contrastare al cambiamento climatico. La risposta ai cambiamenti climatici si può ottenere tramite interventi duraturi, dando la priorità all’equità e all’inclusione così come dimostrato dalla rete internazionale C40. Il network C40 Cities connette più di 80 grandi città impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici e sta portando avanti azioni coraggiose e ambiziose in diversi ambiti: energia e architettura, trasporti e pianificazione urbana, cibo, rifiuti, acqua, qualità dell’aria, raccolta dati e attuazione dell’adattamento. La città di Bogotà offre un ottimo esempio di come gli spazi pubblici urbani si adattano alle nuove esigenze. Infatti la capitale della Colombia, già famosa per i suoi spazi e le sue infrastrutture dedicate alla bicicletta, dopo che l’epidemia Covid ha interrotto i servizi di trasporto pubblico e ridotto al minimo il traffico, ha potenziato la sua rete ciclabile. I percorsi ciclabili rappresentano l’unico modo per le persone di muoversi mentre praticano l’allontanamento fisico in modo salutare. Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’inattività fisica, la scarsa pedonabilità e la mancanza di accesso alle aree ricreative rappresentano il 3,3% delle morti globali oltre a creare gravi danni per la salute mentale della popolazione. Berlino sta attuando una strategia per migliorare la sicurezza alimentare urbana attraverso la creazione di orti urbani. In Germania, il 20% dell’agricoltura dovrà essere coltivata biologicamente entro il 2030, oggi oltre 80.000 famiglie hanno un orto e coltivano frutta e verdura biologica di alta qualità nei parchi e su terreni liberi. Uno di questi è Allmende Kontor realizzato sulla superficie dell’ex aeroporto di Tempelhof: sviluppato nel 2011 come progetto sociale di agricoltura urbana, riutilizza le terre incolte della città. Oggi ospita 900 giardinieri su 5.000 metri quadrati di terreno. Il risultato è una maggiore biodiversità, minori emissioni di CO2, una riduzione dell’effetto isola di calore, un microclima migliorato e prodotti locali freschi. L’implementazione dei servizi digitali e delle infrastrutture sostenibili stanno creando uno sviluppo inclusivo e una migliore qualità della vita della città, ma serve ancora una corretta pianificazione di questi interventi di contrasto al cambiamento climatico da realizzare con urgenza in modo da preparare le città a reagire con efficacia alle prossime sfide.

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16 mag 2020

VERONA | In piazza dei signori la nuova pavimentazione

di Fabio Nicolosi

Centinaia di pietre, perfettamente incastrate a lisca di pesce. E livellate come non si vedevano da oltre vent’anni. Piazza dei Signori ha una nuova pavimentazione, un colpo d’occhio per chi arriva ai piedi della statua di Dante. Un intervento storico, gli ultimi lavori infatti risalgono al 1998. Un’operazione di abbellimento e messa in sicurezza che è stata avviata nel mese di gennaio ed è proseguita anche durante il lockdown. In tutto sono state sostituite 300 lastre in sarnico, pietre ormai deteriorate o rotte. La superficie è stata rigata per rendere la pavimentazione antisdrucciolo come da finitura storica. Altre 300 pietre sono state sistemate e levigate, per dare uniformità e omogeneità a tutta la piazza, che ricopre una superficie di 2 mila e 300 metri quadrati. Dove necessario, si è provveduto, infine, alla pulizia e alla sigillatura delle fughe. Così come alla sostituzione di alcune lastre perimetrali in pietra della Lessinia. L’intervento ha avuto un costo di circa 150 mila euro. Approfittando dell’assenza dei banchi, nelle ultime settimane è stata livellata anche la pavimentazione di piazza Erbe. Ieri mattina, il sindaco Federico Sboarina e l’assessore all’arredo urbano Nicolò Zavarise hanno simbolicamente tagliato il nastro in una piazza ancora praticamente vuota, auspicando che possa presto tornare alla vitalità di qualche mese fa. Erano presenti anche l’assessore al Bilancio Francesca Toffali e al Turismo Francesca Briani. “Questa piazza, simbolo di Verona, cuore pulsante del nostro turismo e del patrimonio storico e culturale scaligero, meritava un intervento radicale – ha detto Sboarina -. Ora speriamo di vederla presto piena di veronesi e turisti per apprezzare la nuova pavimentazione. È un auspicio che vale per tutta la città. Dopo mesi difficili, in cui abbiamo visto strade e piazze deserte, è un segnale di ripartenza. Abbiamo colto l’occasione anche per sistemare la pavimentazione di piazza Erbe, una manutenzione straordinaria facilitata dall’assenza dei banchi e delle persone. Ora che i lavori sono terminati, in tempo per le riaperture previste lunedì, ci auguriamo che le nostre piazze tornino ad essere il fulcro della vitalità scaligera”. “Nonostante l’emergenza che abbiamo vissuto negli ultimi mesi – ha spiegato Zavarise –, i tempi sono stati rispettati. Abbiamo voluto portare avanti celermente questi lavori affinchè la piazza fosse pronta in vista della ripartenza. Si tratta di uno degli interventi migliorativi più importanti degli ultimi tempi, proprio perché riguarda una delle nostre piazze storiche. Questa pavimentazione non veniva sistemata da 22 anni. Ringrazio l’assessore al Bilancio Francesca Toffali per aver inserito questo progetto tra le opere da realizzare con l’avanzo di bilancio, ancora lo scorso anno”.

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19 ott 2017

Skyway: trasporto del futuro nel presente

di Alessandro Graziano

Skyway è una tecnologia di trasporto sopraelevato ad alta efficienza L'ideatore e fondatore dell'azienda, Ing. Anatoly Yunitskiy, lavora al suo progetto  tramite il sistema del crowdfunding, il quale ha iniziato a prendere forma dal 2014 con la realizzazione di un parco tecnologico (a sud di Minsk - Bielorussia) con il quale ha mostrato al mondo la sua tecnologia, oggi già certificata. Cosa consiste lo Skyeway? E' un'infrastruttura di trasporto del tutto innovativa che ricalca alcuni modelli di monorotaie,  che utilizza sistemi a fune o a monorotaia per spostare merci o passeggeri, distanziandosi così dai limiti del terreno, ovvero fiumi, montagne, burroni. In sintesi ecco i vantaggi: conservazione die paesaggi naturali ottimizzazione di materiali e energia basso livello di inquinamento acustico riduzione di emissioni di CO2 Alta velocità (fino 500 km/h) con basso consumo di energia Come funziona il sistema? con un binario a stringa con un motore-ruota sistema anti deragliamento aerodinamica dei mezzi dello 0,05   Quindi secondo i produttori e finanziatori è un innovativo sistema id trasporto per passeggeri e merci, adatto per applicazioni in terreni dall'orografia difficile e particolare, con bassi costi di costruzione e minimi consumi di energia elettrica. Maggiori info su: skywayinvestgroup.com

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06 apr 2017

Escludere la pianificazione ci renderà più poveri. E le generazioni future?

di Alessandro Graziano

L'urbanistica moderna come non forse tuti sanno è nata come strumento per migliorare la città industriali che erano diventate pericolose, malsane e invivibili. Interessante in tal senso è un fenomeno in atto in Australia e Nuova Zelanda sulla deregulation , ovvero su quel fenomeno che vuole uno sviluppo senza regole di pianificazione urbana. Un fenomeno con cui anche l'Italia combatte spesso, vedi gli ecomostri sulle nostre spiagge Tuttavia, oggi assistiamo a nuove politiche in Australia e Nuova Zelanda dove la pianificazione è vista come causa di problemi urbani, non una soluzione. La pianificazione urbana come un ostacolo, che rallenta presumibilmente la crescita economica ed è la ragione principale per l'alloggiamento insostenibile. Ma che cosa potrebbe significare questo approccio per il futuro sviluppo delle città australiane e non? Mentre la pianificazione urbana potrebbe aver perso gli obiettivi in questi decenni, la politica che emargina l'urbanistica ci espone a rischi sociali e ambientali a lungo termine. Le città in Australia e Nuova Zelanda si trovano ad affrontare sfide particolari: entrambi i paesi infatti sono fortemente urbanizzati, 89% e 86%, rispettivamente. Uno sguardo rapido sui modelli di utilizzo del suolo e sulle infrastrutture mostra che gli abitanti delle zone suburbane che del centro consolidato. Pertanto, la politica urbana in tali realtà deve affrontare la sfida di governare la Suburbia. Diversi fattori  spiegano questa avversione alla pianificazione.In primo luogo, molte aree urbane, sviluppate nell'ambito del sistema di pianificazione attuale, non hanno prodotto un ambiente molto vivibile. Piuttosto, l'ingegneria del traffico automobilistico  ha preso il sopravvento. Ad esempio molte aree di Auckland,  sono state progettate in modo tale che i residenti hanno poca scelta se utilizzare o meno l'auto. Sono di fatto obbligati ad usare l'auto privata per tutto. E grandi quantità di spazio sono assegnati a parcheggio per i veicoli privati.Questo è il risultato cumulativo di decenni di decisioni che hanno privilegiato il veicolo privato sul più sicuro ed efficiente il trasporto pubblico. I residenti vivono con le conseguenze di questa, e attuale politica. In secondo luogo, i ritardi nella approvazione di atti e norme di pianificazione sono noti per l'aggiunta di costi significativi e l'incertezza di sviluppo immobiliare. Ma lo sviluppo inefficiente di servizi non deve essere confuso con le regole di pianificazione eccessivamente severe.Le norme della pianificazione sono destinate a mitigare i danni ambientali e migliorare la qualità dello sviluppo. Invece di sbarazzarsi della pianificazione, i ritardi possono essere ridotti attraverso una miglior utilizzo  di risorse, formazione e gestione dei dipartimenti di pianificazione. Una buona pianificazione coinvolge i cittadini. E la politica urbana nazionale è importante per gestire l'uso del territorio e delle infrastrutture in modo diverso in città. Le Politiche non devono essere prescrittive. Esse possono anche consentire alle autorità locali di governare meglio con una maggiore devoluzione di capacità di potenza e di raccolta fondi.Ridimensionare la pianificazione urbana è una risposta comprensibile, ma troppo a breve termine. In molti casi, la pianificazione non ha emesso quello che aveva promesso. Sono necessarie misure per ridurre i ritardi e migliorare la qualità dell'ambiente costruito. Tuttavia, la politica che riduce semplicemente il ruolo della pianificazione può comportare costi significativi a lungo termine.Tale approccio ha elevati rischi di danni per l'ambiente, così come il trasporto terrestre e lo sviluppo non  coordinato. La generazione del futuro che vivrà nelle nostre città pagherà per questo.Cittadini informati sono essenziali per sostenere le buone decisioni di pianificazione e delle infrastrutture. Per il grande pubblico, tuttavia, le normative locali in materia di pianificazione urbanistica, infrastrutture e qualità ambientale sono dolorosamente noiose e incomprnesibili. Ma sono anche fondamentali nel plasmare la nostra vita quotidiana. Per chi non ha tempo di passare attraverso lunghi documenti di consultazione e piani, gruppi di difesa locale stanno conducendo il modo per tradurre al pubblico tali dati. In Italia sarebbero tradotti come urban center.  Zero Generation di Auckland è un buon esempio. Questa organizzazione sta sostenendo  l'equità intergenerazionale e la sostenibilità ambientale nella pianificazione  della città e dei  trasporti locali, con campagne mirate su progetti importanti e decisioni di pianificazione.Negoziare il trade-off e la politica di crescita urbana è sempre una sfida per la politica, ma l'impegno pubblico di qualità è fondamentale per costruire delle città che siano vivibili, accessibili e sostenibili per l'ambiente nel lungo termine.

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09 mar 2017

Salerno: nasce un edificio green che cattura lo smog

di Alessandro Graziano

Una chiesa green, che catturerà l’inquinamento dell'aria senza consumare suolo. Costruita con i materiali della tradizione e la tecnologia del futuro, sorgerà a Salerno, tra i quartieri Torrione e Sala Abbagnano, grazie a un finanziamento della Cei (Conferenza episcopale italiana) di 4,5 milioni di euro. La nuova chiesa di S. Giovanni e S. Felice in Felline, un progetto di Overtel e Centola&Associati, avrà un bassissimo impatto ambientale perché si occuperà meno terreno lasciando spazio alle essenze della macchia mediterranea. Inoltre una vernice fotocatalitica permette di imprigionare lo smog. A ciò è poi legata l’installazione di celle fotovoltaiche per compensare il consumo energetico della parte dell’edificio destinata all’oratorio. Su 11 mila metri quadrati di terreno solo mille verranno coperti dalla nuova struttura, il resto sarà destinata a una piazza botanica che resterà aperta 24 ore su 24: ulivi, cipressi e un gruppo di palme prenderanno il posto del parcheggio asfaltato che attualmente occupa l’area. La struttura del tetto è in legno, mentre le finestre sono incassate e coperte da vetri specchianti che le rendono quasi invisibili. A completare il quadro degli interventi, un cappotto supercoibentante che servirà a schermare freddo e caldo, mentre la cupola ad apertura elettronica creerà un effetto camino che d’estate permetterà di lasciar uscire dall’alto l’aria calda facilitando la ventilazione naturale. La vernice fotocatalitica produce invece l'effetto bosco: 100 metri quadrati di superficie sono equivalenti, dal punto di vista della cattura degli inquinanti, a 100 metri quadrati di alberi di alto fusto. I 1.200 metri quadrati di superficie compenseranno le emissioni medie prodotte da 200 auto in un anno.

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23 feb 2017

Anello ciclabile del lago di Garda: lo spettacolo a impatto zero

di Alessandro Graziano

Un unico itinerario di 140 km dedicato al cicloturismo lungo le sponde del Lago di Garda Sarà la pista più spettacolare d’Europa l’anello ciclabile del Garda, un’opera unica a livello mondiale di oltre 140 chilometri, integrata e connessa con altre importanti percorsi ciclabili. E' Garda by Bike, il progetto promosso e co-finanziato da Provincia autonoma di Trento, Regione Lombardia e Regione Veneto, la maxi pista ciclabile, che secondo il progetto presentato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio dovrebbe essere completata entro il 2021, avrà un costo complessivo di 102 milioni di euro. Il duplice obiettivo è quello di potenziare l’attrattività turistica della zona del Garda e di favorire la mobilità sostenibile, mettendo in rete tutti i centri abitati della costa. Erano anni che si parlava della realizzazione di una pista ciclabile che percorresse l’intero periplo del Lago di Garda, unendo la sponda trentina a quella veronese e bresciana in un unico itinerario di 140 km dedicato al cicloturismo. Nel corso degli anni alcuni tratti ciclabili erano già stati terminati e aperti ai cicloturisti, come per esempio tra Torbole e Riva del Garda, dove si unisce alla ciclabile della Valle dei Laghi verso Salò. Finalmente l’intero progetto ha avuto il favore del ministero delle Infrastrutture e Trasporti.   La pista sarà il prolungamento di altri 4 km che vanno dalla zona Sud del paese a Capo Reamol, inaugurati nel maggio 2013, inoltre il nuovo tratto della pista ciclabile prevede parti a sbalzo e parti ricavate all’interno delle vecchie gallerie dismesse della Gardesana. Le immagini dei rendering del percorso per le due ruote, progettato dalla ATT di Salò,  la ciclabile che collegherà Capo Reamol con il confine trentino si candida a diventare un’attrazione turistica. Un intelligente investimento per un'infrastruttura territoriale unica nel suo genere e a impatto zero!

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16 feb 2017

In Svezia il futuro dei trasporti pubblici è bio..gas!

di Alessandro Graziano

A Stoccolma in produzione biogas dal trattamento delle acque reflue per un terzo degli autobus pubblici Il biogas prodotto dalle acque di scarico fa circolare il 36% degli autobus cittadini a Stoccolma, autobus a biogas che riutilizzano questa  risorsa prodotta da scarti. Ma cosa è in generale il biogas? I biogas sono una miscela di vari tipi di gas, composti principalmente da metano, prodotti dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici provenienti da residui vegetali o animali, quindi da reflui di fognature o dal residuo organico dei rifiuti solidi urbani. Nella capitale svedese e in diverse altre città svedesi, la produzione di energia dalle acque reflue è ormai una realtà consolidata e già permette di rifornire regolarmente la parte della flotta di autobus che viaggia a biogas. Da un lato vantaggio per l'ambiente, dall'altro per l'azienda dei trasporti che ha costi bassissimi per approvvigionare i propri mezzi. Ma come si ricava il gas biologico dalle acque reflue? L’acqua di scarico di un milione di cittadini di Stoccolma arriva al depuratore di Henriksdal. Qui ricevono il trattamento tradizionale, con le varie fasi di screening, sedimentazione, trattamento biologico e chimico, concludendosi infine con lo scarico di acqua pulita in natura, come avviene anche per i reflui in Italia. Ma c'è una  differenza:  nel caso svedese i fanghi risultanti dalla filtrazione e decantazione non vengono scartati. In Svezia, al contrario, questi fanghi vengono riutilizzati in un processo parallelo. Vengono messi a fermentare, fino a rilasciare il biometano. Questo metano viene quindi catturato e raccolto per alimentare gli autobus a biogas cittadini. E pensare che Stoccolma non è nemmeno la città più virtuosa della Svezia. A Växjö, per esempio, una città di settantamila abitanti nel sud del Paese, tutti gli autobus cittadini sono alimentati a biogas di produzione locale da rifiuti alimentari riciclati e da scarichi. Ne risulta che le emissioni di anidride carbonica sono ridotte alla metà rispetto a vent’anni fa. Un bel esempio di come il rifiuto dalla discarica possa dar la carica ai nostri bus!        

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09 feb 2017

Muschio contro l’inquinamento: Cracovia lo sperimenta!

di Alessandro Graziano

La città polacca, sperimenterà su larga scala delle pareti in muschio per purificare l'aria Il "city tree" disegnato dalla società Green City Solutions è stato il vincitore dello Smogathon 2016, la maratone contro lo smog. Le pareti in muschio alte 4 metri, lunghe 3 metri e spesse un metro oltre la piantumazione a muschio comprendono al loro interno un sistema di irrigazione e dei sensori per la misurazione dell'inquinamento dell'aria. Un sorta di mega spugna vegetale, che fa da filtro ai veleni che respiriamo e li trasforma in nutrimento! Il prezzo di tale prototipo è di circa 25.000 € e permetterà, secondo i calcoli biochimici, di sortire l'effetto di 275 alberi in un ambiente naturale, che non troverebbero spazio nelle nostre dense e costruite città.  Quindi come si costruiscono grattacieli per allocare appartamenti e uffici l'idea delle pareti di muschio verticali ricalca il risparmio di spazio e la massima resa del suolo. Nel futuro potremmo quindi veder nascere foreste di muschio tra automobili parcheggiate e grattacieli!

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02 feb 2017

Rapporto Pendolaria: 10 linee ferroviarie da bollino rosso!

di Alessandro Graziano

Secondo il Pendolaria  2016 di Legambiente sono  10 linee ferroviarie peggiori di Italia, specchio di un pessimo servizio ferroviario locale  Ogni giorno quasi 5,5 milioni di persone si spostano in treno causa studio o  lavoro, un numero solo leggermente superiore al 2015 (+0,2%), quando i pendolari del treno erano 5,43 milioni (e 5,1 nel 2014). Un numero elevatissimo ma stabile, che si divide tra coloro che usufruiscono del servizio ferroviario regionale e quelli che prendono le metropolitane delle grandi città come Milano, Roma, Napoli, Torino, Genova, Brescia e Catania. La crescita, secondo il rapporto di Legambiente, è dovuta ai vari investimenti di ammodernamento. Il numero dei pendolari aumenta dove il servizio non è stato tagliato e dove sono stati realizzati investimenti nell’acquisto di nuovi treni, come in Lombardia dove sono arrivati a 712mila (con un +1,3%), in Emilia-Romagna (+3%) e in Alto Adige (dove sulle linee riqualificate con treni nuovi sono triplicati, da 11.000 nel 2011 a quasi 32.000 passeggeri). Mentre continua a calare in Regioni dove dal 2010 a oggi sono stati realizzati solo tagli ai servizi: in Calabria -26,4% treni in circolazione e -31% passeggeri, in Campania -15,1% treni e -40,3% passeggeri, in Piemonte –8,4% e -9,5% e nelle città dove il servizio è scadente, con sempre meno treni e sempre più vecchi come a Napoli sulla Circumvesuviana (le corse sono state ridotte del 30% dal 2010) o sulla Roma-Ostia Lido. Ecco di seguito una lista su cui il governo nazionale ei vari reginali dovrebbero lavorare affinché venga migliorato il servizio di trasporto locale: 1) Roma-Lido 2) Circumvesuviana 3) Reggio Calabria-Taranto 4) Messina-Catania-Siracusa 5) Cremona-Brescia 6) Pescara-Roma 7) Casale Monferrato-Vercelli e Casale Monferrato-Mortara 8) Bari-Martina Franca-Taranto 9) Treviso-Portogruaro 10) Genova-Acqui Terme Per cambiare questa situazione occorre aumentare l’offerta di treni sulle linee, in particolare in quelle urbane più utilizzate dai pendolari e laddove, come al Sud, sono stati cancellati o ridotti i collegamenti in questi anni. Ogni giorno, in tutto il Meridione circolano meno treni regionali che nella sola Lombardia e dal 2010 quelli regionali si sono ridotti del 21,9% e a questi tagli vanno sommati quelli degli Intercity. Per fare un esempio, le corse quotidiane dei treni regionali in tutta la Sicilia sono 429 contro le 2.300 della Lombardia. Inoltre, i treni sono più lenti e l’età media dei convogli al Sud è nettamente più alta: 20,3 anni rispetto ai 14,7 del Nord e ai 17,2 della media nazionale. "Tuttavia, spiegano da Legambiente, ci sono anche dei risultati positivi, per esempio quelli dati dall’uso di tram: Firenze-Scandicci (30mila passeggeri giorno), Palermo con il suo nuovo sistema tranviario, alle linee dove si è investito in Alto Adige, alla linea Palermo-Catania con i nuovi treni veloci, ad alcune linee pugliesi. E in ogni parte d’Italia, dove si investe nel ferro il successo è garantito come dimostrano 30 buone pratiche raccontate nel Rapporto". Lo Stato deve poi finalmente comprare treni, come succede in tutti gli altri Paesi europei, perché servono più treni per potenziare le linee e le sostituzioni in corso legate ai contratti con le Regioni, lasciano scoperto proprio il Sud e alcune linee fondamentali in città come Roma e Napoli. Infine occorre cambiare le priorità infrastrutturali per dare priorità alle aree urbane e al Sud. Oggi progetti fondamentali di rilancio della mobilità sostenibile nelle città non sono finanziati e nel Mezzogiorno non esiste alcun progetto di miglioramento del servizio tra le città attraverso progetti di adeguamento delle linee e acquisto di treni.   per leggere il rapporto Pendolaria ecco il link >> https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/pendolaria_2016.pdf

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26 gen 2017

Italia ad alta velocità: Trenitalia ci riprova

di Alessandro Graziano

Rilasciata qualche giorno fa un'intervista dell'amministratore delegato sul futuro di Trenitalia in Italia e all'estero Il nuovo amministratore delegato di Trenitalia , Renato Mazzoncini, punta a nuovi servizi sul trasporto regionale, miglioramento della qualità di treni e puntualità e sull'espansione dei servizi ferroviari all'estero. E' molto importante l'accorto siglato con il governo Greco per la gestione della tratta ferroviaria Atene- Salonicco, mentre di recente Trenitalia ha conquistato la rotta Londra-South Essex e per i l futuro mira ad Edimburgo. A livello nazionale c'è il progetto di quotare in borsa una società ad hoc che si occupi del trasporto con treni ad alta velocità, Le Frecce, che sarà quotata in borsa come Newco. E per il sud Italia? L'AD di Trenitalia da come timeline il 2026 per la conclusione dei lavori sulla linea ad alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania, con la volontà di aprire per tratti le linee man mano che vengono completati i tratti appaltati. Inoltre sono previsti investimenti per il trasporto pendolare che proprio in questi giorni potrebbe subire aumenti del 35% sul costo di biglietti e abbonamenti. In particolare sono stati già ammodernati o sostituiti il 20% dei treni in circolazione e si prevede che nei prossimi anni circa 500 treni verranno sostituiti con nuovi convogli più moderni ed efficienti. Infine è previsto un grosso impegno in puntualità delle corse rispetto i dati attuali, in modo da investire in un servizio di grande qualità  

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