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28 mar 2017

SS640: Aperti oltre 31 km della “Strada Degli Scrittori”

di Fabio Nicolosi

Anas ha aperto al traffico l’ultimo tratto che rende interamente fruibili 31,2 km di viabilità relativa al primo lotto della statale 640 “Strada Degli Scrittori”. Il tracciato è compreso tra Agrigento e Grottarossa, al confine con la provincia di Caltanissetta e precede il secondo lotto dei lavori di ammodernamento della statale, in corso di realizzazione. L’opera, finanziata anche con i fondi del Programma Operativo Fondo Europeo di Sviluppo Regionale P.O. FESR Sicilia 2007-2013, ha comportato un investimento pari a 535 milioni di euro e rientra nel Grande Progetto di ammodernamento della statale 640, che prevede il raddoppio della carreggiata fino all’innesto con l’autostrada A19 “Palermo-Catania”: l’investimento complessivo supera 1,5 miliardi di euro. All’apertura del nuovo tratto stradale hanno preso parte, tra gli altri, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Angelino Alfano, l’Assessore Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità Giovanni Pistorio, il Sottosegretario di Stato Simona Vicari, il Presidente di Anas Gianni Vittorio Armani e il Sindaco di Agrigento Calogero Firetto. “La realizzazione della nuova opera - ha dichiarato il Presidente, Gianni Vittorio Armani - offrirà una adeguata risposta alla rilevante domanda di mobilità della Sicilia Sud-Occidentale costituendo la connessione principale con la viabilità autostradale della regione, migliorando al contempo la sicurezza del traffico locale che viaggerà su viabilità complementare”. Nell’occasione è stato presentato il programma di valorizzazione della “Strada degli Scrittori” promosso dal Consorzio Distretto Turistico Valle dei Templi e sostenuto da Anas, anche con la predisposizione di apposita cartellonistica turistica. Un primo cartello, già posizionato nei pressi della località “San Pietro” del comune di Agrigento, preannuncia agli automobilisti l’ingresso in una strada che unisce cultura e turismo percorrendo i luoghi di Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Andrea Camilleri, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Antonio Russello, Pier Maria Rosso di San Secondo, da Racalmuto a Porto Empedocle, passando per Favara e Agrigento fino a Caltanissetta. Tutti gli svincoli interessati saranno dotati di segnali stradali turistici per individuare le tappe fondamentali del percorso della “Strada degli Scrittori”. Il pubblico ha a disposizione da oggi il sito web www.stradadegliscrittori.it per approfondire e programmare il viaggio attraverso i luoghi vissuti e amati dagli scrittori e quelli descritti nei romanzi. “L’impegno dell’Anas in Sicilia - ha concluso Armani - non vuole solo limitarsi al rilancio delle infrastrutture dell’Isola. Il processo di potenziamento del patrimonio stradale siciliano nelle intenzioni di Anas deve comprendere anche la valorizzazione culturale e turistica del territorio attraversato da strade con le quali si integra in una simbiosi quotidiana. Una rete stradale - ha aggiunto - che si interseca visceralmente con la storia, i costumi, la tradizione e la cultura siciliana, compresa la storia della Letteratura e la memoria delle vittime della mafia”. Primo lotto statale 640 “Strada Degli Scrittori” Il primo lotto della statale 640 “Strada Degli Scrittori”, aperto oggi, ha comportato la realizzazione di 31,200 km di nuovo tracciato a carreggiate separate con due corsie per senso di marcia da 3,75 metri oltre che di una banchina laterale pavimentata. L’orografia dei luoghi ha reso necessaria la realizzazione di 22 nuovi viadotti per un totale di 6100 metri per senso di marcia, pari a quasi il 20% dell’intero tracciato. Tra di essi spiccano, per estensione, i viadotti “Serra Cazzòla 1” (980 m), “Pellegrino” (780 m), “San Benedetto 3” (738 m) e “Giudice Livatino” (500 m). Sono stati anche realizzati una galleria artificiale da 125 metri e ulteriori viadotti a servizio della viabilità complementare ed opere d’arte minori. Otto svincoli (“Petrusa”, “Favara/Caldare”, “Scintilia”, “Racalmuto/Noce”, “Castrofilippo/Culmitella”, “Aquilata”, “Vecchiadama”, “Cannemaschi”) e la rotatoria “San Pietro”, di connessione con il preesistente tracciato, completano i collegamenti costituiti dalla nuova arteria, che svolge la duplice funzione di dorsale strategica per la viabilità regionale e di itinerario per gli spostamenti locali. Secondo lotto statale 640 “Strada Degli Scrittori” I lavori del Lotto 2° comportano un investimento complessivo di 990 milioni di euro ed hanno raggiunto un avanzamento del 65% circa e si prevede il completamento dei lavori entro il 2018. Comprendono un rilevante impegno tecnico che comporta la realizzazione di 14 viadotti e di 9 gallerie, tra le quali la galleria “Caltanissetta” di lunghezza pari a 4 km e il cui scavo, realizzato con TBM, è stato ultimato nella canna in direzione Agrigento ed è giunto al 75% di avanzamento in direzione dell’autostrada. Il solo scavo della galleria "Caltanissetta" incide nell'investimento complessivo per oltre 200 milioni. Storia della statale 640 “Strada Degli Scrittori” La statale 640 “di Porto Empedocle” ora “Strada Degli Scrittori” ha inizio da Porto Empedocle, attraversa la Valle dei Templi a sud della Città di Agrigento e, dopo aver interessato i territori di numerosi comuni delle province di Agrigento e Caltanissetta, termina sull’Autostrada A19 Palermo–Catania, fra Caltanissetta ed Enna. Lunga circa 72 km, rappresenta il collegamento diretto tra i capoluoghi di provincia Agrigento e Caltanissetta, ma anche una dorsale strategica della viabilità regionale, essendo itinerario preferenziale di collegamento tra la Sicilia sud-occidentale e l’anello viario principale dell’isola, costituito dai collegamenti autostradali fra i tre principali centri metropolitani: A19 Palermo - Catania, A 20 Messina - Palermo e A18 Messina - Catania. La statale 640 inoltre si connette, lungo il suo percorso, con altre infrastrutture viarie principali quali l’itinerario tra Palermo ed Agrigento, la Statale 123 Canicattì - Licata, la Statale 626 Caltanissetta - Gela e la Statale 115 nel tratto Gela - Agrigento - Castelvetrano. L’area attraversata ha una morfologia prevalentemente collinare. Il paesaggio dell’altopiano è costituito da una successione di colline e basse montagne comprese fra 400 e 600 metri. I rilievi solo raramente si avvicinano ai 1000 metri di altezza nella parte settentrionale, dove sono presenti masse piuttosto ampie e ondulate, versanti con medie e dolci pendenze, dorsali e cime arrotondate. La vecchia statale 640 presentava un’unica carreggiata con due corsie, una per ogni senso di marcia, affiancate da banchine pavimentate. La vetustà della sua concezione e l’aumento dei flussi di traffico avevano determinato un innalzamento della pericolosità dell’itinerario, dovuta anche alla presenza di numerose intersezioni a raso ed accessi alle proprietà private (un accesso ogni circa 250 metri). Ciò comportava inevitabilmente ridotte velocità di percorrenza, un basso livello del comfort di viaggio, un elevato costo generalizzato del trasporto e, naturalmente, un elevato rischio di incidente. Ecco un breve video: Un video realizzato da Mauro Indelicato che spiega nel dettaglio la nuova viabilità

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14 feb 2017

Nasce Unica Veneto, la carta multiservizi per i pendolari

di Roberto Lentini

Nasce Unica Veneto, la smart card nominativa, personale e multi servizi, per i viaggiatori di Trenitalia e Dolomiti Bus. È stata presentata oggi a Belluno dal Governatore della Regione del Veneto, Luca Zaia, dall’assessore regionale ai Trasporti, Elisa De Berti, dagli amministratori delegati di Trenitalia, Barbara Morgante e di Dolomiti Bus, Natalia Ranza. Il Veneto è la prima Regione in cui viene attivata la smartcard Unica, Belluno la prima Provincia a dotarsene. Unica Veneto offre più integrazione, in una sola card più modi e società di trasporto, più comodità, una rete di vendita ampia grazie all’integrazione, e più sicurezza. Il progetto di integrazione dei titoli di viaggio voluto dalla Regione Veneto procederà per fasi: si parte da oggi con l’emissione delle card, a titolo gratuito la prima tranche di Trenitalia e quelle distribuite da Dolomiti Bus fra il 13 febbraio e il giugno 2017. La card può caricare tutti i gli abbonamenti regionali di Trenitalia per viaggiare in Veneto e interregionali con almeno una località di partenza/arrivo all’interno dei confini veneti e quelli Dolomiti Bus per viaggiare sulle linee della Provincia di Belluno. Da giugno sarà possibile caricare sulle card anche i biglietti di corsa semplice di Trenitalia e Dolomiti Bus. Da settembre i punti vendita delle due società di trasporto potranno vendere reciprocamente i loro biglietti e abbonamenti su Unica Veneto. Gli abbonamenti si possono acquistare su tutti i canali di vendita di Trenitalia e Dolomiti Bus. Se comprati online, al primo viaggio è necessario attivare il titolo sulla card: per Trenitalia appoggiandola a una delle self service nelle stazioni del Veneto, per Dolomiti Bus avvicinando la card al validatore a bordo dei bus.

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13 feb 2017

Trenitalia Regionale Emilia Romagna: settimo nuovo Vivalto in servizio da oggi fra Piacenza e Rimini

di Roberto Lentini

Prosegue in Emilia Romagna il rinnovo della flotta pendolare di Trenitalia. Un nuovo Vivalto, in servizio da oggi, porta infatti a sette il numero dei convogli di ultima generazione introdotti, a partire da maggio corso dalla società di trasporto del Gruppo FS. Con la consegna nei prossimi mesi di un ulteriore Vivalto, tutti i collegamenti di tipo Regionale Veloce fra Piacenza e Rimini saranno effettuati con le nuove carrozze. Complessivamente sono infatti otto i convogli di questo tipo acquistati da Trenitalia per l’Emilia Romagna, con un investimento di circa 57 milioni di Euro, di cui 10,6 contributo della Regione Emilia Romagna. Pensati per medie distanze e alte frequentazioni, i Vivalto si distinguono per capienza (carrozze a doppio piano per un totale di 600 posti a sedere), migliore fruibilità da parte dei passeggeri a mobilità ridotta, informazione visiva e sonora più puntuale e sistemi per implementare la safety del viaggio. Già attivi a bordo, infatti, i pulsanti di allarme per comunicare via citofono con il personale di bordo in caso di emergenza, mentre sono in fase di attivazione telecamere e monitor per la ripresa e diffusione in diretta delle immagini per un viaggio più sereno e come deterrente contro malintenzionati e vandali. I benefici del progressivo ringiovanimento del parco mezzi regionale di Trenitalia non si limitano però al solo comfort di viaggio. La maggiore affidabilità dei mezzi è infatti elemento essenziale per una maggiore regolarità del servizio complessivo. I Vivalto utilizzano locomotive E464, dotate di sistemi di manutenzione dinamica. Sofisticati sensori installati a bordo dei mezzi trasmettono migliaia di informazioni all’interno delle officine, consentendo ai tecnici di monitorare in tempo reale da remoto lo stato dei veicoli, con l’obiettivo di prevenire i guasti, potenziando la disponibilità e l’affidabilità del servizio per i passeggeri e riducendo al contempo i costi di manutenzione e di servizio. Nell’anno appena trascorso l’89,7% dei treni regionali dell’Emilia Romagna è arrivato puntuale a destinazione, percentuale che sale al 93,3% se si escludono i ritardi provocati da eventi esterni. Dati entrambi migliorativi rispetto al 2015, quando le percentuali erano state rispettivamente dell’89,6 e del 92,9%. Parallelamente sono drasticamente calate le cancellazioni, scese del 50% nel 2016 rispetto all’anno precedente. La conferma del buon andamento arriva anche dal monitoraggio della percezione che i clienti hanno del servizio offerto. I dati consolidati dell’anno 2016 evidenziato una soddisfazione del viaggio nel complesso dell’ 82,5%, in crescita di oltre quattro punti percentuali rispetto al 2015. Il 2017 porterà novità anche per i pendolari delle linee Bologna – Porretta, Bologna – Prato e Bologna – Poggio Rusco dove, d’intesa con la Regione Emilia Romagna, Trenitalia aumenterà il numero di collegamenti effettuati con treni Stadler ETR 350, grazie al conferimento di convogli da parte della Regione. Ricordiamo che già da aprile dello scorso anno Trenitalia garantisce, con treni ETR350, 12 corse fra Bologna e Porretta e 8 fra Bologna e Marzabotto. Si avvicina poi la data che segnerà la vera svolta nel servizio pendolare in Emilia Romagna. Entro il 2019 sarà infatti nuovo l’intero parco dei treni regionali, come previsto dalla gara di affidamento dei servizi ferroviari regionali. Del nuovo parco faranno parte anche i nuovi treni Rock di Trenitalia, la cui produzione è stata ufficialmente avviata a gennaio negli stabilimenti Hitachi Rail Italy. I primi 39 esemplari saranno destinati infatti proprio all’Emilia Romagna.

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10 feb 2017

“Reggia Express”: è on line il programma dei viaggi per tutto il 2017

di Roberto Lentini

Appuntamento domenica 12 febbraio, nella stazione di Napoli Centrale, con il Reggia Express, il treno storico della Fondazione FS che, dopo il grande successo registrato all’esordio, ripropone il suggestivo viaggio su vagoni d’epoca per condurre i partecipanti alla Reggia vanvitelliana. Sarà, quella di domenica prossima, la prima delle nuove otto corse, programmate nel 2017 sull’itinerario Napoli - Caserta, che consentirà ai passeggeri non solo di vivere  l’emozione di un viaggio d’altri tempi, ma di poter visitare uno degli edifici più affascinanti del mondo. L’iniziativa, realizzata anche grazie al contributo della Regione Campania, si ripeterà nel corso dell’anno con cadenza mensile, con la sola esclusione dei mesi di luglio, agosto e dicembre. Come già per il  Pietrarsa Express, l’altro convoglio storico che in oltre un anno di attività ha trasportato tremila visitatori  al Museo Ferroviario di Pietrarsa, anche per questo itinerario  la Fondazione FS Italiane prevede un alto numero di adesioni. I biglietti, che includono visita alla Reggia con ingresso prioritario, sono acquistabili su tutti i canali di vendita Trenitalia. La Campania, dunque, si appresta a diventare la regione più gettonata sotto il profilo del turismo ferroviario, formula che trova un crescente apprezzamento nel nostro Paese dopo essersi affermata in Inghilterra, dove è nata. La composizione del Reggia Express Il Reggia Express, trainato dalla locomotiva elettrica E626.428, è formato da carrozze tipo “Centoporte” , così chiamate per la presenza di una porta di accesso in corrispondenza di ogni scompartimento, e da vetture “Corbellini” che prendono il nome dal suo ideatore. La Locomotiva E626 Le locomotive a 3000V c.c. del gruppo E626, progettate nel 1926 e prodotte in 448 esemplari su tre differenti serie dal 1927 al 1939, risulteranno essere dei veri e propri “muli della rotaia”. Nacquero come locomotive destinate a diversi ruoli, ma con l’entrata in servizio delle E428, molto più veloci e potenti, saranno adibite principalmente al traino dei treni merci, di quelli viaggiatori locali ed alle “spinte” in coda ai convogli pesanti sui tratti acclivi. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, alcune di queste macchine si ritroveranno disseminate in varie parti d’Europa, cosicché diciassette resteranno in Jugoslavia e saranno acquisite da quelle ferrovie, mentre altre quattro andranno a incrementare il parco rotabili cecoslovacco. Dismesse dall’esercizio nel 1999, ad oggi diciotto esemplari (alcuni di proprietà FS, altri invece di reti concessionarie) risultano tuttora in piena efficienza e trovano utilizzo alla testa dei treni storici o in coda agli stessi, in sussidio alla trazione a vapore. Nella cinematografia italiana le locomotive di questo gruppo appaiono in molte pellicole. Ad esempio, questa tipologia di locomotiva fu protagonista nel film “Il rapido delle 13.30” di Ruggero Deodato (1972) dove la macchina è ripresa anche al suo interno durante la corsa. In “Accadde tra le sbarre” di Giorgio Cristallini poi, un’ altra E626 è catturata alla testa di un treno che corre sulla Roma-Pescara, in una delle scene più lunghe del film. Per finire, un’altra E626 è inquadrata nel film “La stazione”, pellicola di Sergio Rubini del 1990. Carrozza “Centoporte” Le carrozze del tipo “Centoporte”, progettate nel 1928 e costruite a partire dal 1931 e fino al 1951 (con una pausa fra il 1940 e il 1947), furono le prime vetture italiane realizzate in cassa metallica, anziché in legno. Con una capacità di settantotto posti a sedere, dotate di impianto di riscaldamento a vapore o elettrico, erano concepite per soddisfare l’elevata domanda di mobilità su tratte particolarmente frequentate. Proprio per agevolare le operazioni di salita e discesa dei viaggiatori, erano dotate di porte distribuite per tutta la lunghezza delle fiancate, che potevano arrivare fino a dieci per ciascun lato. Questa tipologia di carrozze fu riclassificata con la denominazione attuale nel 1956, in occasione dell’abolizione della terza classe dai treni italiani. La colorazione originale delle prime vetture Centoporte era il “verde vagone”, abbandonato in favore del “castano Isabella” nel 1935 e del “castano semplice” nel 1963. Gli anni Settanta vedranno queste vetture nella loro ultima tonalità prima della dismissione, quella “grigio ardesia”. Ad oggi sopravvivono ancora cinquantadue esemplari delle diverse serie prodotte e tutti sono utilizzati nelle composizioni dei numerosi treni d’epoca, che la Fondazione delle Ferrovie dello Stato Italiane organizza ogni anno lungo itinerari di grande valenza storica e paesaggistica. Queste vetture sono, in assoluto, le più filmate nella storia della cinematografia nazionale. Carrozza Corbellini Costruita tra tra il 1948 e il 1963 fu utilizzata fino agli anni ottanta. Il nome deriva da quello del ministro dei Trasporti nel periodo della ricostruzione post-bellica , Guido Corbellini che le progettò e ne ordinò la costruzione. Inizialmente concepite come vetture di terza classe, furono riclassificate come vetture di seconda (o miste prima/seconda) a seguito dell'abolizione della terza classe in tutta Europa avvenuta nel 1956. Erano caratterizzate da una doppia porta di accesso ad un vestibolo centrale  e i sedili interni, in legno come sulle  Centoporte, erano ricoperti da una imbottitura sul poggiatesta e, successivamente, in alcuni esemplari anche sul piano di seduta. Le carrozze Corbellini  offrivano da 59 a 92 posti, il riscaldamento era a vapore o elettrico.

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10 feb 2017

Mandorlo in Fiore Express: il treno storico di Fondazione FS per la tradizionale festa primaverile

di Roberto Lentini

Appuntamento sabato 11 e domenica 12 marzo con il Mandorlo in Fiore Express, il treno storico della Fondazione FS Italiane che, in occasione della settantaduesima edizione della tradizionale festa primaverile, torna a percorrere i binari da Agrigento Centrale a Porto Empedocle. Durante le giornate conclusive dell’evento, dunque, automotrici d’epoca perfettamente restaurate partiranno da Agrigento Centrale e fermeranno sia nel parco archeologico, in prossimità del Tempio di Vulcano, sia nelle due stazioni di Porto Empedocle, aperte all’esercizio ferroviario per scopi turistici. Il biglietto comprende il viaggio di andata e ritorno ed già possibile acquistarlo, al prezzo di 6 euro, su tutti i canali di vendita Trenitalia, inclusi quelli telematici, le agenzie di viaggio e gli esercizi commerciali convenzionati. Tutte le informazioni sui viaggi con i treni storici sono disponibili presso il Presidio della Fondazione FS Italiane, al piano binari della stazione di Agrigento Centrale, oppure contattando il numero telefonico 313.871.9696 o consultando il sito fondazionefs.it.

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28 gen 2017

A Parigi i primi minibus senza pilota.

di Alberto Garbin

A Parigi è iniziato da pochi giorni l'esperimento rivoluzionario che apre l'era dei veicoli autonomi in Francia. Sono stati infatti inaugurati lunedì scorso, i primi autobus a guida autonoma, che dovranno collegare la Gare d'Austerlitz e la Gare de Lyon, due delle più importanti stazioni di Parigi. Le navette, 100% elettriche, possono trasportare un massimo di 6 passeggeri e percorrono alla velocità massima di 7 km/h il breve tragitto che separa le due stazione e che attraversa il ponte Charles-de-Gaulle sulla Senna. I minibus saranno in servizio tutti i giorni dalle 14:00 alle 20:00 inizialmente fino al 7 aprile, utilizzano una combinazione di laser e telecamere che riescono a rilevare la presenza delle persone e degli oggetti intorno. Dopodichè, a seconda dei risultati ottenuti si deciderà se potenziare il servizio oppure no. Elisabeth Borne, capo della rete di trasporto di Parigi, definisce le navette EZ10, prodotte dalla società francese «Easymile», un mezzo rapido e innovativo ed è certa che in futuro autobus simili collegheranno il centro con le stazioni ferroviarie della periferia: «Immagino un giorno questi minibus parcheggiati vicino alle stazioni dei treni che portano le persone da una parte all'altra della città su richiesta dei passeggeri - dichiara entusiasta la Borne - Le navette non sostituiranno i bus, ma saranno un mezzo supplementare per rispondere ai bisogni della mobilità futura». I parigini sembrano aver accolto con favore i primi minibus senza pilota e il Comune ha già fatto sapere che i prossimi saranno installati già entro l'anno e percorreranno il tragitto che separa il Castello di Vincennes al Parc Floral.

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08 giu 2016

SS 121|Proseguono i lavori sulla Palermo – Agrigento, in zona Bivio Manganaro…

di Mauro Indelicato

Provocano ancora proteste e lamentale i lavori lungo la Ss 121, nel tratto che costituisce la natura prosecuzione della SS 189 e quindi dell'itinerario Agrigento - Palermo. Al momento, ben 11 semafori regolano il traffico lungo la più importante arteria che congiunge la città dei templi con il capoluogo; in tanti si chiedono a che punto sono i lavori e quando finalmente si potrà tornare ad una situazione di normalità. Lungo l'intera arteria, è bene subito ribadirlo, la normalità appare molto lontana pur tuttavia segnali incoraggianti arrivano dal primo tratto interessato dai lavori, ossia quello che (provenendo da Agrigento) è compreso tra il bivio Manganaro ed il comune di Vicari. Questa è l'unica parte in cui è prevista la doppia carreggiata e quindi le due corsie per ogni senso di marcia; le opere più importanti dei primi 7 km appaiono quasi completate, specialmente i nuovi viadotti per i quali si sta provvedendo alla sistemazione dei lavori di rifinitura. Se non ci sono intoppi, anche se l'apertura a doppia carreggiata dovrebbe avvenire solo nei prossimi mesi, quantomeno un ritorno al transito regolare senza semafori dovrebbe essere vicino. Anche nel successivo tratto, presso la variante della statale che si sta costruendo dopo Vicari, i lavori appaiono in fase avanzata e l'apertura di questo piccolo lotto consentirebbe l'eliminazione della deviazione più pericolosa e di uno dei semafori in cui si perde più tempo. Situazione diversa invece nel resto della statale ed in particolar modo nel tratto che attraversa Mezzojuso; qui vi è infatti il tristemente famoso viadotto 'Scorciavacche', la cui rampa ha subito uno smottamento ad appena tre giorni dalla sua apertura nel dicembre 2014. Dopo mesi di stop ai lavori per via del sequestro operato dalla Procura di Termini Imerese, adesso si sta provvedendo alla rimozione di tutti i materiali del rilevato stradale i quali dovranno essere esaminati per le indagini in corso. Terminata questa operazione, bisognerà poi aspettare ancora per vedere ripartire i lavori di riparazione del viadotto e quindi i tempi per la sua riapertura potrebbero ancora slittare. Nella zona di Villafrati invece, proseguono i lavori di messa in sicurezza del tracciato dai rischi di dissesto idrogeologico; anche qui, diversi semafori al momento impediscono un rapido attraversamento dell'arteria. Al termine dei lavori, la SS 121 lungo l'itinerario Agrigento - Palermo avrà 7 km di tracciato raddoppiato, diversi tratti in variante ad unica carreggiata e l'eliminazione fino a Bolognetta di tutti gli incroci a raso e privati, in modo da poter aumentare la sicurezza e la percorribilità della statale. Si stima che, non appena tolti i semafori, percorrere la distanza tra le due città dovrebbe scendere sotto le attuali due ore.

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08 apr 2016

SS 640 | Riparte lo scavo della TBM ‘Barbara’

di Mauro Indelicato

Continuano i lavori sulla SS 640, al termine dei quali l'arteria che collega Agrigento con Caltanissetta e l'autostrada A19 sarà a doppia carreggiata e trasformata quindi in strada extraurbana principale. Nelle ultime due settimane, le notizie principali arrivano dalla zona di Caltanissetta; intorno al capoluogo nisseno infatti, si è proceduto all'avvio di un cantiere molto importante ed all'apertura parziale di un nuovo tratto che permette la fine di una lunga deviazione e numerosi disagi. Partendo proprio da quest'ultimo fatto, è da segnalare in proposito l'apertura avvenuta lo scorso 23 marzo della bretella che dallo svincolo di Caltanissetta nord permette di arrivare presso l'autostrada A19. Il tratto di strada in questione, chiuso da due anni, ha fatto sì che in questo lasso di tempo gli automobilisti provenienti dal nisseno e dall'agrigentino, dovessero transitare in una lunga deviazione che dallo svincolo della zona industriale di Caltanissetta, si dirige verso la SS 626; di fatto, un vero e proprio aggiramento della città, che adesso però è solo un ricordo. L'apertura al transito di questo tratto di 5 km comunque, è parziale; le auto transitano in quella che sarà la futura corsia in direzione Agrigento, l'altra invece è ancora incompleta con gli operai quindi a lavoro e dunque la bretella al momento è ad unica carreggiata a doppio senso di circolazione. Per quanto riguarda invece l'apertura del nuovo cantiere, esso riguarda lo scavo della seconda canna della galleria Caltanissetta; sulla prima, i lavori di scavo sono terminati nello scorso ottobre grazie all'impiego della 'talpa' TBM denominata 'Barbara', la quale ha battuto diversi record e nel giro di 500 giorni ha terminato il proprio lavoro sotto la collina Sant'Elia. Questa stessa talpa poi, una volta smontata, ha percorso il tragitto inverso per tornare al campo base del cantiere situato in contrada Bigini e qui è stata ricomposta e pochi giorni fa ha iniziato il suo nuovo lavoro di scavo; è previsto che nel giro di un anno, anche la canna in direzione Agrigento verrà completata. Le due opere compiute dalla talpa Barbara, andranno a costituire la futura galleria 'Caltanissetta', forse l'opera più importante del tratto nisseno della SS 64o; si tratta infatti, di una galleria di quasi quattro chilometri che, una volta ultimata, metterà in comunicazione diretta la zona compresa tra San Cataldo ed il capoluogo con il tratto finale della SS 640 e quindi con la bretella che conduce verso la A19. I lavori sopra descritti, fanno parte del secondo maxi lotto della SS 640, che coincide con il tratto nisseno ed il cui contraente è il gruppo temporaneo di imprese 'Empedocle 2', all'interno del quale in passato vi è stata anche la Tecnis, azienda coinvolta in note vicende giudiziarie. A tal proposito, l'ANAS e la CMC (azienda principale presente nel raggruppamento Empedocle 2) nelle scorse settimane hanno annunciato che quanto accaduto alla società catanese non avrà influenza sull'andamento dei lavori della SS 640. Il raddoppio completo dell'arteria comunque, dovrebbe vedere la luce entro i primi mesi del 2018; si lavora in tutto il tratto nisseno, da Grottarossa fino alla bretella sopra citata; il tratto agrigentino invece, affidato alla Empedocle 1, risulta completo al 93%: rimangono da completare i tratti di contrada Petrusa/Gasena (alle porte di Agrigento e della Valle dei Templi), così come quelli del rettilineo di contrada Noce, a Racalmuto. Nella scorsa estate i lavori in queste zone erano ripresi con l'annuncio del loro completamento entro questa primavera; tuttavia al momento, non sembrano che le opere siano in fase di ultimazione, anzi in tanti sui social lamentano una presenza molto blanda di operai e mezzi a lavoro, novità in tal senso probabilmente nelle prossime settimane.

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29 feb 2016

PORTO EMPEDOCLE |Tornano i treni per Agrigento dopo 38 anni

di Mauro Indelicato

Venerdì 11 marzo 2016 sarà una giornata storica per Porto Empedocle e per tutto l'hinterland di Agrigento; torna infatti in attività dopo più di 30 anni la stazione di Porto Empedocle Succursale e di conseguenza il treno torna nel cuore della città portuale. Ne avevamo parlato già ad agosto circa la prossimità del ritorno all'attività di Porto Empedocle Succursale e della possibilità dell'effettuazione di alcune corse giornaliere tra questa stazione ed Agrigento Centrale; le emergenze che hanno coinvolto molti tratti delle ferrovie siciliane, hanno fatto tardare di qualche mese la fine dei lavori, ma adesso tutto è pronto per venerdì 11 marzo. Nel novembre 2014 erano partiti i lavori per il ripristino dei 900 metri di binario che separano Porto Empedocle Centrale (chiusa per 16 anni ma mai dismessa e tornata in attività dal 2010 grazie a numerosi treni storici) da Porto Empedocle Succursale, lungo la linea a scartamento ordinario che da Agrigento Bassa scende fino al porto empedoclino, adesso gli operai stanno terminando gli ultimi ritocchi in vista della fine definitiva dei lavori. E' da ricordare anche il valore storico di Porto Empedocle Succursale; essa non solo è l'ultimo prolungamento dalla linea a scartamento ordinario che, come detto, scende da Agrigento Bassa partendo da Palermo, ma si trova lungo il primo asse della linea a scartamento ridotto Porto Empedocle - Castelvetrano, una delle più suggestive del sud Italia e chiusa purtroppo tra il 1978 ed il 1985. Gli empedoclini, lungo quest'ultima linea, potevano utilizzare ben quattro stazioni: Porto Empedocle Centrale, Porto Empedocle Succursale, Cannelle e Punta Piccola. Riaprire Porto Empedocle Succursale, equivale quindi a riportare in centro il treno, considerando la posizione più periferica della storica Porto Empedocle Centrale; un vero e proprio miracolo in un contesto in cui da diversi decenni si provvede a tagliare ed a togliere linee ferrate: dalla fine degli anni 70 fino al 2010, a parte qualche timido tentativo sporadico, la ferrovia in un luogo importante come Porto Empedocle è stata lasciata al degrado. Da sei anni, l'associazione Ferrovie Kaos ha quindi portato avanti un'azione di risanamento in chiave turistico/museale, adesso RFI e Fondazione FS coronano il sogno di chi vuole vedere nuovamente vicino al porto il treno. In occasione dell'ultimo week end della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016, tra venerdì 11 e domenica 13, sono programmate le corse per i passeggeri che vogliono salire da Porto Empedocle fino al centro di Agrigento per assistere agli eventi più importanti della kermesse. In particolare, a partire da venerdì 11 sono previste due corse di treni tra Porto Empedocle Succursale ed Agrigento Centrale, vere e proprie prove generali per un servizio ordinario che, annunciato nei mesi scorsi, non appare comunque ancora in calendario (ma potrebbe esserlo quanto prima viste le potenzialità della tratta); il primo treno è atteso a Porto Empedocle Succursale da Agrigento alle 10:20, con partenza poi alle alle 10:30, l'altro treno invece è programmato per le 14:10. Questi orari valgono, come detto, per le tre giornate dell'ultimo week end di Sagra, con un'aggiunta prevista per domenica 13 marzo 2016, in cui oltre alle coppie sopra citate vi sono anche i treni delle 16:18 e delle 19:15. E' un primo passo, si spera non l'ultimo; le linea che parte da Porto Empedocle Succursale infatti, mette in collegamento il porto con contrada Kaos, il popoloso quartiere di Villaseta, la Valle dei Templi ed il centro di Agrigento, oltre che (prendendo in considerazione la linea per Palermo) con l'ospedale e la zona industriale. Una linea importante in chiave turistica e di servizio commerciale, che dopo essere stata ripresa potrebbe in futuro essere anche definitivamente potenziata per creare un rapido interscambio tra diversi luoghi essenziali dell'hinterland agrigentino.

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04 feb 2016

PALERMO – AGRIGENTO | Precisazioni sulla stazione di Lercara Diramazione

di Mauro Indelicato

Lo scorso 29 novembre 2015 è stata attivata la stazione di Lercara Diramazione, lungo la ferrovia Palermo - Catania; in molti, su forum e blog dedicati, si chiedono il perchè dell'attivazione di questa stazione, la quale si trova in aperta campagna in una zona, a dispetto del nome, in territorio di Castronovo di Sicilia, compresa tra la SS 189 e la contrada di Marcato Bianco. E' bene quindi fare un po' di chiarezza in merito ed affermare da subito che l'attivazione di Lercara Diramazione rientra nel più ampio contesto di velocizzazione della linea ferroviaria Palermo - Agrigento; si tratta del più importante intervento infatti che è possibile riscontrare lungo questa tratta da quando è stata aperta sul finire del diciannovesimo secolo. La nuova stazione infatti, la quale probabilmente non sarà adibita a fermata ma a Posto di Movimento, funge come nuovo punto di incontro tra la Palermo - Agrigento e la Palermo - Catania, da qui anche l'appellativo di 'Diramazione' dato alla nuova infrastruttura. La sua apertura arriva anche al culmine di un intervento di ammodernamento tra le stazioni di Marcato Bianco e Roccapalumba, che ha previsto l'eliminazione di alcune curve in uno dei tratti più complicati lungo la Palermo - Catania; ma, per l'appunto, questo intervento serve ad ottimizzare l'offerta della tratta verso Agrigento, con lavori che vanno avanti dal 2008 tra alti e bassi e che hanno comunque già visto un parziale ammodernamento della linea tra Acquaviva e Castronovo di Sicilia. Adesso per la definitiva entrata in funzione del nuovo tratto, si aspetta la fine dei lavori dell'opera più importante ossia la nuova galleria posta tra Castronovo di Sicilia e la stazione di Lercara Diramazione; ecco la novità più importante che a cavallo tra il 2016 ed il 2017 andrà a coinvolgere tutti i numerosi utenti e pendolari della Palermo - Agrigento. Attualmente la linea, superato il Posto di Movimento di Castronovo, sale verso l'ex stazione di Lercara Bassa e dopo un tortuoso tragitto arriva a Roccapalumba, lì dove attualmente vi è la congiunzione con la Palermo - Catania; a lavori terminati invece, subito dopo Castronovo vi sarà l'imbocco della nuova galleria lunga 2.8 km, la quale quindi andrà a sfociare a Lercara Diramazione e da qui il tragitto sarà in comune con quello per Catania, sfruttando il breve tratto ammodernato di cui si è fatto sopra riferimento. A lavori ultimati, secondo quanto è possibile leggere dai dati, il risparmio di tempo dovrebbe essere all'incirca di 20 minuti; considerando attualmente le due ore di percorrenza tra Palermo ed Agrigento, la situazione si prospetta interessante per una linea che potrebbe diventare tra le più competitive della Sicilia. In realtà però, la galleria dovrebbe comportare un risparmio compreso tra i 7 ed i 5 minuti, per arrivare a 20 soltanto nel momento in cui verranno eliminati i passaggi a livello ed altri elementi che, nonostante l'ammodernamento già ultimato nei pressi di Cammarata, ancora non rende evidenti i benefici apportati dai lavori. I lavori, secondo contratto, devono essere conclusi entro e non oltre il marzo 2017; attualmente, come si può notare dalle foto scattate a bordo del regionale Agrigento - Palermo pochi giorni fa, si lavora intensamente: mezzi ed operai all'imbocco lato Castronovo della nuova galleria, danno idea di un gran fermento all'interno dell'opera, mentre è possibile già notare come il nuovo percorso della ferrovia che si distacca dal tratto attuale per dirigersi verso la stessa galleria, è pronto e manca soltanto la posa dei binari. Ma al di là dei minuti risparmiati, la nuova galleria e la nuova fermata di Lercara Diramazione, consentono la chiusura del tratto Castronovo - Roccapalumba, il più problematico dell'intera linea dove i treni subiscono diversi rallentamenti per via delle criticità emerse specie dopo l'ultima ondata di maltempo; il nuovo tragitto presenterà quindi una migliore percorribilità per i treni Minuetto e per gli eventuali 'Jazz' che dovrebbero arrivare in Sicilia (e quindi anche sulla Palermo - Agrigento) grazie alla stipula del nuovo contratto di servizio tra Regione e Trenitalia. Roccapalumba non sarà più stazione di confluenza tra le due linee, così come accade da quando i due tratti ferroviari sono entrati in funzione; la stessa stazione comunque, manterrà la fermata lungo la Palermo - Agrigento, così come dimostrano i lavori di ammodernamento alla quale è interessata (costruzione di nuove pensiline e dei sottopassaggi) e questo è importante per i paesi del circondario i quali manterranno i loro collegamenti ferroviari diretto con Palermo.

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