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08 giu 2016

SS 121|Proseguono i lavori sulla Palermo – Agrigento, in zona Bivio Manganaro…

di Mauro Indelicato

Provocano ancora proteste e lamentale i lavori lungo la Ss 121, nel tratto che costituisce la natura prosecuzione della SS 189 e quindi dell'itinerario Agrigento - Palermo. Al momento, ben 11 semafori regolano il traffico lungo la più importante arteria che congiunge la città dei templi con il capoluogo; in tanti si chiedono a che punto sono i lavori e quando finalmente si potrà tornare ad una situazione di normalità. Lungo l'intera arteria, è bene subito ribadirlo, la normalità appare molto lontana pur tuttavia segnali incoraggianti arrivano dal primo tratto interessato dai lavori, ossia quello che (provenendo da Agrigento) è compreso tra il bivio Manganaro ed il comune di Vicari. Questa è l'unica parte in cui è prevista la doppia carreggiata e quindi le due corsie per ogni senso di marcia; le opere più importanti dei primi 7 km appaiono quasi completate, specialmente i nuovi viadotti per i quali si sta provvedendo alla sistemazione dei lavori di rifinitura. Se non ci sono intoppi, anche se l'apertura a doppia carreggiata dovrebbe avvenire solo nei prossimi mesi, quantomeno un ritorno al transito regolare senza semafori dovrebbe essere vicino. Anche nel successivo tratto, presso la variante della statale che si sta costruendo dopo Vicari, i lavori appaiono in fase avanzata e l'apertura di questo piccolo lotto consentirebbe l'eliminazione della deviazione più pericolosa e di uno dei semafori in cui si perde più tempo. Situazione diversa invece nel resto della statale ed in particolar modo nel tratto che attraversa Mezzojuso; qui vi è infatti il tristemente famoso viadotto 'Scorciavacche', la cui rampa ha subito uno smottamento ad appena tre giorni dalla sua apertura nel dicembre 2014. Dopo mesi di stop ai lavori per via del sequestro operato dalla Procura di Termini Imerese, adesso si sta provvedendo alla rimozione di tutti i materiali del rilevato stradale i quali dovranno essere esaminati per le indagini in corso. Terminata questa operazione, bisognerà poi aspettare ancora per vedere ripartire i lavori di riparazione del viadotto e quindi i tempi per la sua riapertura potrebbero ancora slittare. Nella zona di Villafrati invece, proseguono i lavori di messa in sicurezza del tracciato dai rischi di dissesto idrogeologico; anche qui, diversi semafori al momento impediscono un rapido attraversamento dell'arteria. Al termine dei lavori, la SS 121 lungo l'itinerario Agrigento - Palermo avrà 7 km di tracciato raddoppiato, diversi tratti in variante ad unica carreggiata e l'eliminazione fino a Bolognetta di tutti gli incroci a raso e privati, in modo da poter aumentare la sicurezza e la percorribilità della statale. Si stima che, non appena tolti i semafori, percorrere la distanza tra le due città dovrebbe scendere sotto le attuali due ore.

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08 apr 2016

SS 640 | Riparte lo scavo della TBM ‘Barbara’

di Mauro Indelicato

Continuano i lavori sulla SS 640, al termine dei quali l'arteria che collega Agrigento con Caltanissetta e l'autostrada A19 sarà a doppia carreggiata e trasformata quindi in strada extraurbana principale. Nelle ultime due settimane, le notizie principali arrivano dalla zona di Caltanissetta; intorno al capoluogo nisseno infatti, si è proceduto all'avvio di un cantiere molto importante ed all'apertura parziale di un nuovo tratto che permette la fine di una lunga deviazione e numerosi disagi. Partendo proprio da quest'ultimo fatto, è da segnalare in proposito l'apertura avvenuta lo scorso 23 marzo della bretella che dallo svincolo di Caltanissetta nord permette di arrivare presso l'autostrada A19. Il tratto di strada in questione, chiuso da due anni, ha fatto sì che in questo lasso di tempo gli automobilisti provenienti dal nisseno e dall'agrigentino, dovessero transitare in una lunga deviazione che dallo svincolo della zona industriale di Caltanissetta, si dirige verso la SS 626; di fatto, un vero e proprio aggiramento della città, che adesso però è solo un ricordo. L'apertura al transito di questo tratto di 5 km comunque, è parziale; le auto transitano in quella che sarà la futura corsia in direzione Agrigento, l'altra invece è ancora incompleta con gli operai quindi a lavoro e dunque la bretella al momento è ad unica carreggiata a doppio senso di circolazione. Per quanto riguarda invece l'apertura del nuovo cantiere, esso riguarda lo scavo della seconda canna della galleria Caltanissetta; sulla prima, i lavori di scavo sono terminati nello scorso ottobre grazie all'impiego della 'talpa' TBM denominata 'Barbara', la quale ha battuto diversi record e nel giro di 500 giorni ha terminato il proprio lavoro sotto la collina Sant'Elia. Questa stessa talpa poi, una volta smontata, ha percorso il tragitto inverso per tornare al campo base del cantiere situato in contrada Bigini e qui è stata ricomposta e pochi giorni fa ha iniziato il suo nuovo lavoro di scavo; è previsto che nel giro di un anno, anche la canna in direzione Agrigento verrà completata. Le due opere compiute dalla talpa Barbara, andranno a costituire la futura galleria 'Caltanissetta', forse l'opera più importante del tratto nisseno della SS 64o; si tratta infatti, di una galleria di quasi quattro chilometri che, una volta ultimata, metterà in comunicazione diretta la zona compresa tra San Cataldo ed il capoluogo con il tratto finale della SS 640 e quindi con la bretella che conduce verso la A19. I lavori sopra descritti, fanno parte del secondo maxi lotto della SS 640, che coincide con il tratto nisseno ed il cui contraente è il gruppo temporaneo di imprese 'Empedocle 2', all'interno del quale in passato vi è stata anche la Tecnis, azienda coinvolta in note vicende giudiziarie. A tal proposito, l'ANAS e la CMC (azienda principale presente nel raggruppamento Empedocle 2) nelle scorse settimane hanno annunciato che quanto accaduto alla società catanese non avrà influenza sull'andamento dei lavori della SS 640. Il raddoppio completo dell'arteria comunque, dovrebbe vedere la luce entro i primi mesi del 2018; si lavora in tutto il tratto nisseno, da Grottarossa fino alla bretella sopra citata; il tratto agrigentino invece, affidato alla Empedocle 1, risulta completo al 93%: rimangono da completare i tratti di contrada Petrusa/Gasena (alle porte di Agrigento e della Valle dei Templi), così come quelli del rettilineo di contrada Noce, a Racalmuto. Nella scorsa estate i lavori in queste zone erano ripresi con l'annuncio del loro completamento entro questa primavera; tuttavia al momento, non sembrano che le opere siano in fase di ultimazione, anzi in tanti sui social lamentano una presenza molto blanda di operai e mezzi a lavoro, novità in tal senso probabilmente nelle prossime settimane.

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29 feb 2016

PORTO EMPEDOCLE |Tornano i treni per Agrigento dopo 38 anni

di Mauro Indelicato

Venerdì 11 marzo 2016 sarà una giornata storica per Porto Empedocle e per tutto l'hinterland di Agrigento; torna infatti in attività dopo più di 30 anni la stazione di Porto Empedocle Succursale e di conseguenza il treno torna nel cuore della città portuale. Ne avevamo parlato già ad agosto circa la prossimità del ritorno all'attività di Porto Empedocle Succursale e della possibilità dell'effettuazione di alcune corse giornaliere tra questa stazione ed Agrigento Centrale; le emergenze che hanno coinvolto molti tratti delle ferrovie siciliane, hanno fatto tardare di qualche mese la fine dei lavori, ma adesso tutto è pronto per venerdì 11 marzo. Nel novembre 2014 erano partiti i lavori per il ripristino dei 900 metri di binario che separano Porto Empedocle Centrale (chiusa per 16 anni ma mai dismessa e tornata in attività dal 2010 grazie a numerosi treni storici) da Porto Empedocle Succursale, lungo la linea a scartamento ordinario che da Agrigento Bassa scende fino al porto empedoclino, adesso gli operai stanno terminando gli ultimi ritocchi in vista della fine definitiva dei lavori. E' da ricordare anche il valore storico di Porto Empedocle Succursale; essa non solo è l'ultimo prolungamento dalla linea a scartamento ordinario che, come detto, scende da Agrigento Bassa partendo da Palermo, ma si trova lungo il primo asse della linea a scartamento ridotto Porto Empedocle - Castelvetrano, una delle più suggestive del sud Italia e chiusa purtroppo tra il 1978 ed il 1985. Gli empedoclini, lungo quest'ultima linea, potevano utilizzare ben quattro stazioni: Porto Empedocle Centrale, Porto Empedocle Succursale, Cannelle e Punta Piccola. Riaprire Porto Empedocle Succursale, equivale quindi a riportare in centro il treno, considerando la posizione più periferica della storica Porto Empedocle Centrale; un vero e proprio miracolo in un contesto in cui da diversi decenni si provvede a tagliare ed a togliere linee ferrate: dalla fine degli anni 70 fino al 2010, a parte qualche timido tentativo sporadico, la ferrovia in un luogo importante come Porto Empedocle è stata lasciata al degrado. Da sei anni, l'associazione Ferrovie Kaos ha quindi portato avanti un'azione di risanamento in chiave turistico/museale, adesso RFI e Fondazione FS coronano il sogno di chi vuole vedere nuovamente vicino al porto il treno. In occasione dell'ultimo week end della Sagra del Mandorlo in Fiore 2016, tra venerdì 11 e domenica 13, sono programmate le corse per i passeggeri che vogliono salire da Porto Empedocle fino al centro di Agrigento per assistere agli eventi più importanti della kermesse. In particolare, a partire da venerdì 11 sono previste due corse di treni tra Porto Empedocle Succursale ed Agrigento Centrale, vere e proprie prove generali per un servizio ordinario che, annunciato nei mesi scorsi, non appare comunque ancora in calendario (ma potrebbe esserlo quanto prima viste le potenzialità della tratta); il primo treno è atteso a Porto Empedocle Succursale da Agrigento alle 10:20, con partenza poi alle alle 10:30, l'altro treno invece è programmato per le 14:10. Questi orari valgono, come detto, per le tre giornate dell'ultimo week end di Sagra, con un'aggiunta prevista per domenica 13 marzo 2016, in cui oltre alle coppie sopra citate vi sono anche i treni delle 16:18 e delle 19:15. E' un primo passo, si spera non l'ultimo; le linea che parte da Porto Empedocle Succursale infatti, mette in collegamento il porto con contrada Kaos, il popoloso quartiere di Villaseta, la Valle dei Templi ed il centro di Agrigento, oltre che (prendendo in considerazione la linea per Palermo) con l'ospedale e la zona industriale. Una linea importante in chiave turistica e di servizio commerciale, che dopo essere stata ripresa potrebbe in futuro essere anche definitivamente potenziata per creare un rapido interscambio tra diversi luoghi essenziali dell'hinterland agrigentino.

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04 feb 2016

PALERMO – AGRIGENTO | Precisazioni sulla stazione di Lercara Diramazione

di Mauro Indelicato

Lo scorso 29 novembre 2015 è stata attivata la stazione di Lercara Diramazione, lungo la ferrovia Palermo - Catania; in molti, su forum e blog dedicati, si chiedono il perchè dell'attivazione di questa stazione, la quale si trova in aperta campagna in una zona, a dispetto del nome, in territorio di Castronovo di Sicilia, compresa tra la SS 189 e la contrada di Marcato Bianco. E' bene quindi fare un po' di chiarezza in merito ed affermare da subito che l'attivazione di Lercara Diramazione rientra nel più ampio contesto di velocizzazione della linea ferroviaria Palermo - Agrigento; si tratta del più importante intervento infatti che è possibile riscontrare lungo questa tratta da quando è stata aperta sul finire del diciannovesimo secolo. La nuova stazione infatti, la quale probabilmente non sarà adibita a fermata ma a Posto di Movimento, funge come nuovo punto di incontro tra la Palermo - Agrigento e la Palermo - Catania, da qui anche l'appellativo di 'Diramazione' dato alla nuova infrastruttura. La sua apertura arriva anche al culmine di un intervento di ammodernamento tra le stazioni di Marcato Bianco e Roccapalumba, che ha previsto l'eliminazione di alcune curve in uno dei tratti più complicati lungo la Palermo - Catania; ma, per l'appunto, questo intervento serve ad ottimizzare l'offerta della tratta verso Agrigento, con lavori che vanno avanti dal 2008 tra alti e bassi e che hanno comunque già visto un parziale ammodernamento della linea tra Acquaviva e Castronovo di Sicilia. Adesso per la definitiva entrata in funzione del nuovo tratto, si aspetta la fine dei lavori dell'opera più importante ossia la nuova galleria posta tra Castronovo di Sicilia e la stazione di Lercara Diramazione; ecco la novità più importante che a cavallo tra il 2016 ed il 2017 andrà a coinvolgere tutti i numerosi utenti e pendolari della Palermo - Agrigento. Attualmente la linea, superato il Posto di Movimento di Castronovo, sale verso l'ex stazione di Lercara Bassa e dopo un tortuoso tragitto arriva a Roccapalumba, lì dove attualmente vi è la congiunzione con la Palermo - Catania; a lavori terminati invece, subito dopo Castronovo vi sarà l'imbocco della nuova galleria lunga 2.8 km, la quale quindi andrà a sfociare a Lercara Diramazione e da qui il tragitto sarà in comune con quello per Catania, sfruttando il breve tratto ammodernato di cui si è fatto sopra riferimento. A lavori ultimati, secondo quanto è possibile leggere dai dati, il risparmio di tempo dovrebbe essere all'incirca di 20 minuti; considerando attualmente le due ore di percorrenza tra Palermo ed Agrigento, la situazione si prospetta interessante per una linea che potrebbe diventare tra le più competitive della Sicilia. In realtà però, la galleria dovrebbe comportare un risparmio compreso tra i 7 ed i 5 minuti, per arrivare a 20 soltanto nel momento in cui verranno eliminati i passaggi a livello ed altri elementi che, nonostante l'ammodernamento già ultimato nei pressi di Cammarata, ancora non rende evidenti i benefici apportati dai lavori. I lavori, secondo contratto, devono essere conclusi entro e non oltre il marzo 2017; attualmente, come si può notare dalle foto scattate a bordo del regionale Agrigento - Palermo pochi giorni fa, si lavora intensamente: mezzi ed operai all'imbocco lato Castronovo della nuova galleria, danno idea di un gran fermento all'interno dell'opera, mentre è possibile già notare come il nuovo percorso della ferrovia che si distacca dal tratto attuale per dirigersi verso la stessa galleria, è pronto e manca soltanto la posa dei binari. Ma al di là dei minuti risparmiati, la nuova galleria e la nuova fermata di Lercara Diramazione, consentono la chiusura del tratto Castronovo - Roccapalumba, il più problematico dell'intera linea dove i treni subiscono diversi rallentamenti per via delle criticità emerse specie dopo l'ultima ondata di maltempo; il nuovo tragitto presenterà quindi una migliore percorribilità per i treni Minuetto e per gli eventuali 'Jazz' che dovrebbero arrivare in Sicilia (e quindi anche sulla Palermo - Agrigento) grazie alla stipula del nuovo contratto di servizio tra Regione e Trenitalia. Roccapalumba non sarà più stazione di confluenza tra le due linee, così come accade da quando i due tratti ferroviari sono entrati in funzione; la stessa stazione comunque, manterrà la fermata lungo la Palermo - Agrigento, così come dimostrano i lavori di ammodernamento alla quale è interessata (costruzione di nuove pensiline e dei sottopassaggi) e questo è importante per i paesi del circondario i quali manterranno i loro collegamenti ferroviari diretto con Palermo.

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21 dic 2015

Palermo – Agrigento, l’odissea sulla statale continua

di Mauro Indelicato

Continuano i disagi sulla SS 121, nel tratto che funge da itinerario tra Palermo ed Agrigento e che dunque collega il capoluogo siciliano con Lercara Friddi, lì dove parte poi la SS 189 che arriva fino all'ombra dei templi. Oramai da 15 mesi i cantieri posti su questa importante arteria non danno tregua; tutt'altro, si contano ad oggi tra Agrigento e Palermo qualcosa come otto semafori, uno sulla SS 189 all'altezza di Campofranco, e ben sette sul tratto della SS 121 sopra citato. Una situazione che, di fatto, ha allungato i tempi di collegamento tra le due città fino a due ore e trenta o quasi, ma soprattutto ha reso ancora più difficili e pericolosi gli spostamenti. Se nei primi mesi i cantieri venivano 'accettati' dai pendolari e dagli automobilisti che solcavano la SS 121 alla volta di Palermo od Agrigento, nella speranza che in poco tempo sarebbe stata messa a disposizione un'arteria più sicura e veloce, adesso la situazione appare difficilmente sostenibile. Diversi i motivi per i quali continuano ad esserci così tante interruzioni e deviazioni lungo la Palermo - Agrigento: in alcuni casi si tratta di opere importanti che necessitano almeno due anni di lavoro, in altri invece pesano alcune difficoltà emerse in fase di costruzione oppure anche sequestri a seguito di inchieste. In quest'ultimo caso ad esempio, rientrano i problemi lungo il viadotto Scorciavacche, famoso a livello nazionale per essere divenuto inagibile dopo appena 3 giorni dalla sua inaugurazione; a seguito anche del clamore mediatico suscitato dalla vicenda, la Procura di Termini Imerese ha sequestrato questo tratto di cantiere sul quale, secondo alcune testimonianze degli ultimi giorni, pare siano tornati gli operai e quindi si spera in una risoluzione del problema e quindi nell'eliminazione di almeno una delle tante deviazioni. Sul sito dell'ANAS, si apprende che in generale sommando tutti i vari cantieri di questo tratto della SS 121, si è arrivati al 48% del completamento dei lavori la cui definitiva ultimazione è prevista per il marzo 2017; dunque, i disagi non sembrano essere prossimi alla fine, tutt'altro. Nei mesi scorsi, nel corso di una conferenza stampa tenuta in Prefettura ad Agrigento, l'ex assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Pizzo, ad una specifica domanda sulla Palermo - Agrigento rispondeva come purtroppo su questo tratto insistono diverse problematiche non risolvibili prima del 2017 e che oramai con il futuro completamento del raddoppio della SS 640, si dovrà considerare quella come vera arteria dell'itinerario tra le due città. La speranza però per quanto riguarda la SS 121, è che nei prossimi mesi alcuni semafori potrebbero essere tolti; nella zona di Bolognetta in particolare, molte opere sono in fase di ultimazione, lo stesso viadotto Scorciavacche se definitivamente sbloccato potrebbe essere riattivato, così come anche a Vicari i lavori sembrano aver preso una certa accelerazione. I problemi principali riguarderebbero a questo punto la zona di Villafrati, lì dove frane e smottamenti hanno recentemente messo a dura prova l'arteria. Ma in molti si chiedono anche in cosa consiste, di preciso, il lavoro che si sta svolgendo; sono diversi i lotti e diverse le 'motivazioni' dell'apertura dei cantieri lungo la SS 121. Provenendo da Agrigento, dopo il bivio Manganaro si sta procedendo al raddoppio della carreggiata; tale raddoppio però non interesserà l'intero tracciato fino alle porte di Palermo, bensì solo 7 km, ritenuti i più pericolosi dell'attuale unica carreggiata. Qui i lavori sembrano procedere bene, con gran parte dei tre viadotti oramai raddoppiati e con la nuova corsia che via via sembra prendere forma. Da Vicari in poi invece, si sta procedendo ad una sostanziale messa in sicurezza: verranno eliminati gli incroci a raso, quelli abusivi e quelli delle strade private o di campagna, la carreggiata quindi sarà sempre unica ma con standard migliori di sicurezza e con la possibilità di aumentare il limite di velocità. Infine, nella zona di Villafrati si stanno eliminando molti fattori di rischio derivanti da pericoli di caduta massi o smottamenti, con il rifacimento di diversi muri di sostegno. A fine cantiere, l'itinerario Agrigento - Palermo dovrebbe scendere come tempo di percorribilità sotto le due ore, il problema per l'appunto è che al momento di fatto la strada è ai limiti della fruibilità ed i problemi insistono da diversi mesi; diversi automobilisti scelgono ormai l'itinerario della 'Fondovalle' Palermo - Sciacca oppure c'è chi già da adesso preferisce sfruttare il parziale raddoppio della SS 640 per giungere a Caltanissetta in meno di 40 minuti e da lì poi procedere sulla A19 verso Palermo. Se da un punto di vista ferroviario la situazione sulla Palermo - Agrigento è migliorata, con treni minuetto (spesso affollati) a coprire la tratta in due ore, che fra qualche mese potrebbero diventare un'ora e quaranta minuti con l'attivazione del nuovo tronco Castronovo - Lercara Diramazione, da un punto di vista invece stradale la situazione è insostenibile e si chiede da più parti la risoluzione dei numerosi problemi.

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09 nov 2015

AGRIGENTO| SS 640: report fotografico dei lavori nei due maxi lotti

di Mauro Indelicato

Procedono i lavori per il completamento della SS 640; la statale, che collegherà Agrigento con la A19, è pronta nel 90% del suo percorso in provincia di Agrigento, mentre nel tratto nisseno, che va da contrada Grottarossa fino al raccordo con lo svincolo di Caltanissetta della Palermo - Catania, si procede con la costruzione delle principali opere tra viadotti e gallerie. Nella foto sopra, siamo proprio all'ingresso del futuro nuovo percorso della SS 640 partendo dall'autostrada A19; di recente, tramite alcune fonti locali, si è saputo che la bretella posta tra questa zona e la città di Caltanissetta sarà pronta il prossimo 4 dicembre, chiudendo quindi la deviazione che, sfruttando la statale per Pietraperzia, conduce sulla SS 626 (Caltanissetta - Gela) e da lì quindi poi allo svincolo autostradale. Percorrendo verso Agrigento la SS 640, si incontra la base del cantiere della galleria 'Caltanissetta', la più importante infrastruttura compresa nel lotto nisseno dei lavori della statale; pochi giorni fa, si è avuto l'abbattimento del diaframma della prima canna della galleria, scavata con la moderna talpa TBM denominata 'Barbara', tra le più importanti in Europa e capace di realizzare ben due record nazionali di scavo in un solo giorno di galleria. A questo punto la statale diventa, o meglio diventerà, un unico grande rettilineo fino al suo innesto con il tratto agrigentino; si 'dribbla' la zona industriale di San Cataldo, passando a sinistra rispetto all'attuale incrocio per il paese nisseno posto sul tracciato vecchio della statale grazie al costruendo viadotto Fosso Mumia ed incontrando quindi la galleria Papazzo, le cui due canne sono state già ultimate con i rispettivi diaframmi abbattuti tra i mesi di febbraio ed agosto e sul quale adesso si lavora per ultimare le infrastrutture stradali. La galleria Papazzo troverà il suo sbocco quindi, procedendo sempre verso Agrigento, sull'attuale rettilineo posto nel comune di Serradifalco della SS 640, con il quale verrà collegata tramite il viadotto Favarella, i cui lavori sono nella loro fase iniziale; in questo piccolo tratto si sta procedendo al raddoppio del tracciato ed alla costruzione del nuovo svincolo per Serradifalco. Il raddoppio di questo rettilineo, sembra procedere celermente con i rilevati già realizzati e tra non molto si potrebbe già procedere alla posa dell'asfalto, così come dimostra la foto seguente. Dopo questo rettilineo, l'attuale tracciato della SS 640 ad unica carreggiata curva a sinistra in località Grotta D'acqua, seguendo l'altimetria della zona; la nuova statale invece, continuerà ad andare dritta grazie al viadotto Giulfo. Il rettilineo che segue il viadotto Giulfo, sarà quello che immetterà poi verso Grottarossa e quindi nel tratto agrigentino della SS 640; qui i lavori sono già ultimati, con le linee della segnaletica orizzontale bianche che indicano come l'area non è più soggetta a cantiere. La doppia carreggiata qui è realtà; anche l'asfalto sembra in condizioni migliori rispetto a quello provvisorio che vi era fino ai mesi scorsi; poco più avanti, le linee ridiventano gialle e segnano l'ingresso in una nuova area in cui devono essere ultimati gli ultimi dettagli, pur tuttavia il tratto prosegue a doppia carreggiata in maniera lineare e senza deviazioni fino ad oltre il viadotto Serracazzola ed all'altezza del centro commerciale Le Vigne. Subito dopo, vi è la penultima 'strozzatura' del tratto a doppia carreggiata rimasto sul lotto agrigentino; si entra infatti in contrada Noce, territorio di Racalmuto: sulla sinistra, nella carreggiata verso Caltanissetta, insiste ancora un distributore di benzina Esso che attualmente occupa la strada e che impedisce l'apertura di un tratto di poco più di 200 metri che risultato completato. C'è da dire comunque che, pare, a livello burocratico le pratiche si siano sbloccate ed il distributore appare sigillato e forse già pronto ad essere smontato, consentendo l'apertura della nuova carreggiata e l'eliminazione della corsia unica su questo rettilineo. Poco più avanti, procedono i lavori sul secondo tratto di rettilineo di contrada Noce; le opere qui sono procedute a rilento per via del ritrovamento di reperti archeologici ma adesso si lavora per consegnare entro pochi mesi le due nuove corsie. Non sembrano esserci, in tal senso, particolari difficoltà essendo il tratto di contrada Noce interamente in rettilineo e senza viadotti od altre opere più complesse da realizzare. Da qui in avanti, si riprende con il tratto a doppia carreggiata già ultimato; la SS 640 risulta quindi interamente completa fino al tratto conclusivo in territorio di Agrigento. Precisamente, tra le contrade Gasena e Petrusa si lavora da inizio anno per cercare di aprire entro marzo gli ultimi chilometri di tratto agrigentino ancora non ultimato. Nella zona immortalata nella foto di sopra, il traffico è ancora regolato dall'ultimo semaforo posto lungo il tracciato della SS 640; si nota sulla destra, la bretella dello svincolo Petrusa che collegherà, una volta terminata, la SS 122 con la corsia per Caltanissetta. Il piccolo viadotto di sopra, introduce (scendendo sempre verso Agrigento) nell'ultimo tratto di rettilineo prima della rotonda all'altezza del distributore Erg che segnerà la fine della SS 640. Nel mese di settembre, è entrata in funzione proprio tale rotonda, aprendo contestualmente la corsia verso Caltanissetta e chiudendo il vecchio tracciato che scorre parallelo, il quale è interessato adesso dai lavori che lo trasformeranno nella futura corsia in direzione Valle dei Templi/Zona balneare di Agrigento. Cronometro alla mano, il sottoscritto senza oltrepassare i limiti di velocità, ha impiegato da Canicattì ad Agrigento appena 23 minuti e nonostante due deviazioni; segno questo che, a lavori ultimati, queste due zone della provincia saranno molto più vicine ma soprattutto l'intera provincia agrigentina sarà finalmente degnamente collegata con il nodo autostradale e ciò vorrà dire abbattere i tempi di percorrenza per Catania e l'aeroporto Fontanarossa.

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02 ott 2015

Portare Moovit ad Agrigento, come e perché l’ho fatto

di Eugenio Agnello

Ad Agrigento abbiamo gli autobus urbani, circa tredici linee. Non molte persone li usano, e i viaggiatori più frequenti sono anziani o i senza patente. Poi ci sono i turisti, che ne approfittano soprattutto per percorrere il tragitto città - Valle dei templi. Io personalmente in centro mi muovo a piedi. Da qualunque strada periferica puoi raggiungere il centro, la stazione dei treni per intenderci, in 15 minuti al massimo percorrendo circa un chilometro. Per aree periferiche intendo, zona esseneto a sud, zona addolorata a ovest, zona quadrivio a nord e zona ex manicomio a est. Agrigento ha una popolazione residente di 60 mila abitanti. Il centro urbano si sviluppa fra due colline: Rupe Atenea e Colle di Girgenti in un spazio abbastanza ben delineato. Ed a causa delle vallate inedificabili che la circondano, la città ha soddisfatto le necessità relative all’aumento demografico attraverso la costruzione di quartieri satelliti. Sono nate cosi le frazioni di Fontanelle (10.000 ab), Villaseta (4.000 ab), Monserrato (6.000 ab), l’agglomerato  San Leone - Villaggio Peruzzo - Villaggio Mosè - Cannatello - Fiume Naro (13.000 ab). Fonte wikipedia. Poi ci sono le sedi di istituzioni pubbliche, anch’esse “satelliti”, come le scuole in  contrada Calcarelle, l’Ospedale in contrada San Michele e il nuovo cimitero ubicato in Contrada Piano Gatta prossimo alla frazione di Montaperto. Poi nella stagione estiva si aggiunge lo spostamento dei residenti verso la loro seconda casa al mare a San Leone, che raggiunge i 30.000 abitanti, e i turisti che devono spostarsi dalla città verso la Valle dei Templi (3/4 km), e verso attrazioni turistiche in comuni limitrofi come la Scala dei Turchi nel Comune di Realmonte e il Farm Cultural Park nel Comune di Favara. Molto sommariamente queste rappresentano le principali esigenze di mobilità ad Agrigento. Eppure quasi nessuno dei miei amici e conoscenti usa i mezzi pubblici. Si sa che in Italia e ancora di più a Sud non c’è la cultura della cura, da parte del pubblico, e dell’uso, da parte dei cittadini, dei mezzi pubblici. Invece all’estero non è cosi. Se vi piace viaggiare, frequentare stranieri ed esplorare quello che c’è la fuori in Europa, fuori dai confini nazionali, saprete che il trasporto pubblico è considerato un servizio di primaria importanza e nelle grandi città la gente non usa le automobili e si muove spesso con i mezzi pubblici o in bicicletta. Negli ultimi anni ed un po in ritardo questa cosa l’ho capita anch’io, allora ho pensato che anche qui ad Agrigento dovremmo usare più spesso i mezzi pubblici. Fino all’anno scorso non esisteva un sito web dell’agenzia del trasporto urbano, gli orari dovevi prenderli dal sito del Comune di Agrigento o dal generoso Rino. Erano in formato PDF e non sapevi dove erano posizionate le fermate. Sistema non facile da usare, se non impossibile. Poi ci sono le fermate, dove non sempre trovi l’indicazione che in quel posto si fermerà un bus ne tantomeno la tabella con gli orari. Quando la tabella c’è a volte è poco leggibile. Insomma se ad ogni problema c’è un app anche per risolvere questo problema dovrebbe esistere qualcosa. Dopo una lunga ricerca l’ho trovata, si chiama Moovit. E’ un’applicazione gratuita che si basa sul volontariato della community. Loro offrono un editor sul loro sito da cui i cittadini, a titolo volontario, possono caricare i dati della mobilità dei mezzi pubblici della propria città. Il caricamento avviene con l’inserimento degli orari ed il posizionamento delle fermate su Google Map. E’ abbastanza intuitivo e per la città di Agrigento che ha 13 linee e circa 30 viaggi, mi è costato un ora al giorno di lavoro per un mese e mezzo.   Ovviamente questo è stato reso possibile dalle informazioni disponibili sul sito della Tua Srl, la società del dei trasporti urbani di Agrigento. Sito in cui trovi anche i percorsi disegnati in una mappa con l’indicazione delle fermate principali. Il sito è online da Settembre del 2014. Prima di quella data non ci avrei provato neanche a rivolgermi a Moovit. Durante il caricamento su Moovit c’è un assistente personale, che per me era Giacomo, che ti segue passo passo. Ci sono anche dei video dimostrativi che ti aiutano a capire come usare l’editor. Insomma l’ambiente di caricamento dei dati è molto comodo e l’esperienza utente è davvero super. Per la prima settimana dovrai ambientarti un po per capire come funzionano gli orari dei bus e come inserirli nell’editor, ma in seguito sarà tutto molto semplice e più meccanico. Quando completi il caricamento dei dati lo staff si occuperà di fare qualche verifica formale sui dati e dopo 2/3 settimane troverai la tua città, all’interno dell’applicazione Moovit. Qui un breve video in cui ti mostro come funziona. L'audio non è perfettamente sincronizzato con il video, mi dispiace ma l'unico software che ho trovato non era capace di fare di meglio. Quando l'app per la tua città è pronta potresti andare dalla agenzia di trasporto urbano della tua città e fare in modo che la adottino per aggiornarla e inviare avvisi in tempo reale a tutti gli utenti. Moovit collabora con tante Agenzie di Trasporto Locale, è la forma migliore per gestire e mantenere aggiornata l’app nel tempo. Se l’agenzia di trasporto locale non è interessata potresti rivolgerti all’amministrazione locale per fare in modo che faccia da intermediario con l’agenzia di trasporto locale. Io provato entrambe le strade ma invano. Ma questo non è importante, la mia soddisfazione è aver offerto agli agrigentini un servizio pubblico gratuito, aver offerto una nuova possibilità di movimento ai turisti, l’app è tradotta in 38 lingue, e tutti quelli che l’hanno scaricata mi dicono che funziona! > Per un approfondimento su questa storia è possibile consultare anche quest'altro articolo.

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21 set 2015

SHARE’NGO: il car sharing elettrico a Milano

di Alessandro Graziano

  Inaugurati la settimana scorsa i primi cinque SHARE’NGO POINTS all’interno delle Isole Digitali di Via Larga, Cadorna, Stazione Centrale, Sant’Agostino e Porta Venezia nei limiti della ZTL  di Milano chiamata zona C. SHARE'NGO è una piattaforma nazionale per lo sviluppo della mobilità elettrica e sostenibile ideata e gestita da CS GROUP che offre servizi di car sharing free floating a tariffe profilate nelle più grandi città italiane, car sharing dislocato nelle città italiane di medie dimensioni (SHARE ‘NGO POINT) e courtesy car per il settore turistico-alberghiero con la propria divisione SHARE’NGO RENTAL oppure in noleggio a lungo termine, in partnership con ELETTRONLT. Cosa sono le isole digitali? Sono dei parcheggi di quartiere da cui è possibile accedere al servizio di car sharing elettrico a chi arriva in città in treno e ai milanesi che non hanno un’auto propria o hanno meno dimestichezza con smartphone, app e prenotazioni via web. In queste cinque Isole Digitali (e da fine ottobre in tutte le 28 isole Digitali presenti nei quartieri della città) sarà possibile prelevare un’ Equomobile (crasi tra equità e automobile) anche senza prenotazione e con il solo utilizzo di una Card Apriporta che SHARE’NGO invia gratuitamente a tutti i propri iscritti.         L’Equomobile è di tutti, è amica dell’ambiente perché è elettrica, ma a ricaricarla, ci pensiamo sempre noi! Guidarla è facile come qualsiasi auto col cambio automatico. Il servizio è garantito 7 giorni su 7, tra le 8 e le 21, alle Isole ci sarà una disponibilità costante di almeno due macchine immediatamente utilizzabili, un progetto integrativo della modalità principale in free-floating con cui sono già disponibili le 300 auto del nuovo car sharing elettrico avviato lo scorso giugno in città Le colonnine sono utilizzabili anche per le proprie vetture private in modo da far diffondere ancor di più i veicoli elettrici e ibridi soprattutto nella zona a traffico limitano. info: https://www.equomobili.it/ http://www.sharengo.it/  

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08 set 2015

AGRIGENTO| SS 640: verso il completamento del tratto agrigentino

di Mauro Indelicato

Sono ripresi i lavori, dopo la pausa estiva delle settimane a cavallo di ferragosto, sulla SS 640; dal 23 agosto scorso, un centinaio di operai sono tornati a lavoro per dare l'ultima e definitiva accelerazione della costruzione delle opere nel tratto agrigentino. E' bene infatti ricordare che il raddoppio a quattro corsie della SS 640, la quale collega Agrigento con Caltanissetta e si raccorda con l'Autostrada A19 Palermo - Catania, prevede due maxi lotti: il primo corrisponde alla provincia di Agrigento ed i cantieri sono stati aperti nell'aprile del 2009, l'altro tratto invece è in provincia di Caltanissetta. Dopo anni di problematiche varie e dopo gli ultimi mesi costellati di incertezza, oramai sul tratto agrigentino sta per calare il sipario sui lavori; circa il 90% delle opere sono state completate e sono attualmente fruibili, restano due tratti ancora da completare su cui si sta lavorando alacremente. Andando a fare una panoramica generale della situazione, mancano all'appello due tratti: il rettilineo di Racalmuto ed i 2 km che costituiscono il tracciato che va dallo svicolo di Favara/Petrusa alla rotonda che segnerà (provenendo da Caltanissetta) la fine della nuova superstrada. Come si può vedere dalla foto, scattata da un cavalcavia presente sopra la rotonda che costituirà il punto finale della nuova SS 640 (od iniziale partendo da Agrigento), l'asfalto per la corsia che va verso Caltanissetta è già stato passato. Fino al mese scorso, era ancora visibili soltanto i rilevati; adesso invece, tale corsia sembrerebbe poter essere pronta per il mese di ottobre, verosimilmente subito dopo si passerà al livellamento ed al completamento con il nuovo strato di asfalto dell'altra corsia, che attualmente compone la sede stradale della 'vecchia' SS 640 a due corsie ed è regolarmente aperta il traffico. Andando verso lo svincolo di Favara/Petrusa, a circa 1 km dalla rotonda in foto, si sta completando il nuovo viadotto sul fiume Ipsas; il traffico al momento anche qui passa sul vecchio tracciato che lambisce la riva di tale fiume e sul quale dal mese di maggio il flusso di auto è regolato da un semaforo. Il viadotto pare comprenderà soltanto due delle quattro corsie, dunque servirà soltanto per la carreggiata verso Caltanissetta; l'altra carreggiata invece sarà, anche in questo caso, molto probabilmente costituita dall'ammodernamento e livellamento del tratto attualmente in uso. Contestualmente, sull'incrocio Favara/Petrusa si sta lavorando per completare le bretelle di collegamento con la SS 122: da questo incrocio infatti, per mezzo di una rotatoria parzialmente completata negli anni scorsi, sarà possibile raggiungere tramite proprio la SS 122 sia la zona nord di Agrigento e la SS 189 che conduce verso Palermo e sia il centro abitato di Favara. A Racalmuto invece, si lavora sul rettilineo di contrada Noce; le ultime notizie parlando di un cantiere che, dopo il via libera di giugno, adesso è in piena fase di evoluzione ed entro ottobre almeno una corsia sarà aperta. Poco più avanti, procedendo verso Caltanissetta, fra poco meno di un mese è prevista l'apertura della carreggiata verso il capoluogo nisseno all'altezza del distributore Esso, in un tratto quindi rimasto a lungo fermo per via di ricorsi inerenti gli espropri. Già da luglio invece, risultano definitivamente aperti i tratti tra Grotte e Castrofilippo dove si procedeva ad una corsia per ogni senso di marcia per via di problemi riscontrati in alcune opere di recente costruzione; complessivamente dunque, ad ottobre si assisterà ad un grande avanzamento dei lavori finali, mentre entro l'anno il cantiere del maxi lotto agrigentino dovrebbe essere definitivamente concluso. TRATTO NISSENO - Arrivano buone notizie anche dal tratto in provincia di Caltanissetta; abbattuti i diaframmi di entrambe le canne della galleria Papirazzo, si aspetta per settembre il completamento della prima canna della galleria 'Caltanissetta', l'opera più importante del secondo maxi lotto. Cinque chilometri di galleria in cui sta operando la TBM 'Barbara', la quale verrà poi smontata e rimontata nella base del cantiere di tale opera per scavare l'altra canna; in corso d'opera altri tre viadotti per un tratto che dovrebbe essere pronto nel 2017. La nuova Ss 640 a doppia carreggiata con quattro corsie, permetterà di raggiungere da Agrigento il nodo autostradale Palermo - Catania in 35 minuti e di collegare la provincia agrigentina con l'aeroporto di Fontanrossa in meno di un'ora e mezzo. Una boccata d'ossigeno per un territorio assetato di grandi opere.

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04 set 2015

DISTRART: l’arte rinnova le fermate del tram di Messina

di Alessandro Graziano

DISTRART - distretti d’arte urbana- è una iniziativa di rigenerazione del tessuto urbano messinese attraverso il linguaggio artistico della Street Art. Il gruppo artisti sta infatti arricchendo le pensiline delle fermate della linea tranviaria della città dello Stretto di "dipinti urbani". L’idea nasce nell’ambito del progetto Ottoeventi (info: http://www.ottoeventi.it), una rassegna sperimentale di eventi per il progetto “Centro di Competenza per lo sviluppo di servizi culturali e turistici nel campo dell’arte e dell’architettura contemporanea”, finanziato dal PO-FESR 2007-2013. La commissione, presieduta da Stefania Lanuzza, della Soprintendenza di Messina, ha selezionato gli elaborati degli autori Gabriella Accardo, Nicolò Amato, Daniele Battaglia, Simone Caliò, Valeria Cariglia, Manuela Caruso (MaCa), Lorenzo Cassarà, Rosario Catrimi, Gabriella Davì, Michela De Domenico, Stellario Di Blasi, Maria Giovanna Dolcezza, Antonio Giocondo, Raimondo Gullo, Mauro Micciari (Kuma), Giorgia Minisi, Roberto Miroddi, Daniele Morganti (Tofi), Cinzia Muscolino, Claudio Piccini, Laura Pittaccio, Stello Quartarone, Maria Rando ed Eugenio Vanfiori. Più generazioni di artisti messinesi,  hanno interpretato  i caratteri fondamentali dell’identità cittadina,  attraverso il racconto per immagini ispirato al tema della memoria collettiva dello Stretto, dai miti di Mata e Grifone alla caccia al pescespada. “Sono visibilmente contento – ha dichiarato l’assessore Perna – perché Distrart era uno dei miei sogni nel cassetto ed ho trovato il modo di realizzarlo. Ogni stazione della linea tramviaria sarà abbellita attraverso la realizzazione di lavori nelle pensiline. L’obiettivo è trasmettere colore e bellezza alle stazioni e a coloro che utilizzano il tram”. Vere opere d'arte quindi, che stanno abbellendo tutte le fermate e con ciò la città intera. L'arte infatti, e la pittura di pareti cieche, muri di cinta e vecchi edifici degli anni 60 può riportare la bellezza nelle città italiane. La Street art in particolare ha l'obiettivo, attraverso una rivisitazione di simboli, luoghi e paesaggi, di dare una nuova identità a spazi anonimi e senza anima restituendo il Genius Loci. Di seguito una colorata, colta e armoniosa carrellata delle nuove pitture che stanno abbellendo la città di Messina. Turisti, cittadini e autisti di tir e auto di passaggio, potranno godere di una pinacoteca su strada, unica nel suo genere nel panorama artistico-infrastrutturale in Italia.  Si ringrazia il collettivo di artisti DISTRART per le immagini qi di seguito, condivise ed inviate al sottoscritto.           Video intervista: Distrart: a piazza Cairoli Facebook: Distrart - DiStretto d'Arte Urbana Instagram: distrart_distretto_arte_urbana

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