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27 set 2020

Trasporto aereo, una ripresa lenta e più difficile del previsto

di Giuseppe Perulli

La ripresa è più lenta e più difficile di quanto previsto: qualche mese fa ho scritto un articolo su Mobilita riguardante la situazione economico-finanziaria (prima e durante il lockdown) delle compagnie aeree ed in generale, dell’intero comparto dell’aviazione commerciale. Per quanto le previsioni fossero ponderate, non tutte - ad oggi - risultano all'altezza. Piani di ripresa post lockdown Intorno alla fine di aprile e inizio maggio, quasi tutti i Paesi del mondo hanno allentato le misure restrittive quando la curva dei contagi aveva raggiunto un punto tale per cui si è reso possibile muovere i primi passi verso una graduale ripartenza. I governi di tutto il mondo, durante il lockdown, hanno stilato e presentato piani economici di ripresa, includendo dettagliatamente l’ammontare di risorse destinate ai vari settori dell’economia, indistintamente colpiti dall'emergenza. Banca Centrale Europea in Europa e Federal Reserve negli Stati Uniti sono immediatamente “corse ai ripari” attraverso politiche economiche espansive, iniettando liquidità in un mercato subito drenato. Le compagnie aeree sono tra le imprese per le quali i governi hanno destinato maggiori risorse economiche. Secondo una recente stima fornita da AviationBenefits, il mercato dell’aviazione commerciale (non includendo quella militare) vale circa 2,7 trilioni di dollari, rappresentando il 3,6% del PIL mondiale. È pertanto chiaro il motivo per cui, produttori (Airbus e Boeing su tutti), compagnie ed aeroporti, siano stati i principali fruitori di tali aiuti. L’Associazione internazionale del trasporto aereo (IATA), in un report datato fine marzo 2020, ha stimato gli aiuti statali (in tutto il mondo) in circa 200 miliardi di dollari, suddivisi tra prestiti garantiti, denaro a fondo perduto e acquisto di obbligazioni/azioni emesse dalle stesse compagnie. Il problema di fondo che ha causato una crisi ben più grande di quanto potessimo inizialmente pensare, è proprio dato dalla scarsa liquidità detenuta dalle compagnie aeree prima dell’emergenza. Liquidità e altra liquidità Le compagnie continuano a faticare, IATA stimava una ripresa dei voli piuttosto lenta, addirittura in cinque anni (se non ci fossero seconde ondate, nuovi lockdown e così via) per i voli internazionali. Si riteneva (verso maggio/giugno) che l’estate avrebbe potuto dare respiro alle compagnie, essendo considerati periodi caratterizzati da grande liquidità. Ciononostante, seppur ci troviamo in una fase embrionale del processo di ripresa, i risultati disattendono le aspettative. Facendo un paragone, la stagione estiva per le compagnie aeree rappresenta lo "stock" di nocciole fatto dagli scoiattoli per far fronte al periodo invernale, ovvero il momento migliore per fare scorta di liquidità per l'inverno, che tende ad essere meno affollato. Con l’incremento di contagi nei Paesi maggiormente frequentati durante il periodo estivo, come Grecia, Spagna e Malta, le buone aspettative di una piccola e leggera ripresa sono state immediatamente cancellate dall'obbligo di quarantena imposto dagli altri Stati – tra cui l’Italia – per tutti i passeggeri provenienti dalle suddette zone cosiddette a rischio. Pertanto, se il periodo di stock non è disponibile, saranno inevitabili ulteriori aiuti alle aziende, già durante questi mesi, andando ad incrementare un debito di per sé piuttosto elevato (430 miliardi di dollari nel 2019 con una previsione ottimistica di 550 miliardi di dollari per l’anno corrente). Negli USA (dove il valore economico dell’aviazione e il suo indotto - secondo IATA – è stimato in 640 miliardi di dollari) il maxipiano della FED da 3 trilioni di dollari (di cui 25 miliardi solo per il settore dell’aviazione commerciale) pare non essere sufficiente. La lobby delle compagnie aeree statunitensi, già a marzo aveva espresso delle riserve in merito alla decisione di voler destinare “solo” venticinque miliardi all'intero indotto, rappresentando una piccolissima parte di quanto realmente necessario per salvaguardare decine e decine di migliaia di posti di lavoro (in primis i piloti). A proposito di ciò, il 30 settembre scade il termine entro cui i licenziamenti sono congelati: infatti l’accordo prevedeva che, se le compagnie avessero accettato l’aiuto statale, sarebbe stato obbligatorio non procedere con i licenziamenti fino al 30 settembre. Il tempo stringe e le compagnie hanno già pronte le lettere di licenziamento rivolte ad una prima tranche di 16.000 dipendenti a cui seguiranno ulteriori lettere. Scott Kirby, CEO di United Airlines, in una recente intervista a Fox Business, ha dichiarato che l’economia subirà ulteriori danni, i quali peggioreranno senza un vaccino in tempi relativamente brevi. A tal proposito, Kirby, continua sostenendo che sarà necessario un nuovo ciclo di stimoli affinché i licenziamenti siano scongiurati e che le compagnie riescano a sopravvivere malgrado la loro ridotta operatività. Ha inoltre spiegato che i viaggi di affari sono "quasi inesistenti" mentre i viaggi di piacere sono "notevolmente diminuiti rispetto a prima", confermando che la domanda di viaggi aerei non mostra alcun segno di ripresa, considerando che le persone si sentano meno sicuri di viaggiare con gli aerei, prediligendo spostamenti brevi con mezzi propri. Nonostante gli aiuti federali e i capitali raccolti nel mercato privato (18 miliardi di dollari per United), la strategia non è - al momento - quella migliore e sostenibile, nel momento in cui la compagnia brucia 25 milioni di dollari al giorno. Ma United è solo un esempio di una ben più ampia e difficile situazione a livello globale. La stessa IATA, in un report del 18 settembre (nel grafico sottostante), ha sottolineato la drammatica situazione attuale di tutte le compagnie aeree: mediamente esse sono dotate di una liquidità sufficiente per sopravvivere sei mesi, sulla base dei risultati finanziari del Q2 (trimestre che comprende i mesi del lockdown e della progressiva riapertura: aprile-maggio-giugno). Chiaramente, il famoso cash burn rate, cioè la velocità espressa in valore monetario/mese con la quale un’impresa perde denaro, era al suo picco massimo durante il Q2, tant'è che ci si aspetta ottimisticamente che il Q3 appiattisca questo tasso. In primis, le compagnie, in accordo con i produttori, hanno posticipato la consegna degli aeromobili, dai 2.000 previsti per gennaio 2020, a circa 830 attualmente in previsione di essere consegnati entro l'anno. Tuttavia, non si tratta solo di analizzare il cash burn rate, ma la situazione finanziaria nel suo complesso, la quale risulta decisamente influenzata dai vari lockdown, con un valore economico delle azioni del 40% in meno rispetto allo stesso periodo nel 2019 ed un global base passenger yield (letteralmente il rendimento globale per passeggero) incrementato dello 0,1% rispetto allo scorso anno, decisamente insufficiente per poter parlare di ripresa.  

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03 giu 2020

Il protocollo di IATA e ACI World per la ripartenza

di Giuseppe Perulli

La ripresa dei voli passeggeri nel post-epidemia rappresenta un passaggio importante e cruciale per il riavvio dell’economia. IATA (Internation Air Transport Association), associazione internazionale del trasporto aereo, ha pubblicato Biosecurity for Air Transport: A Roadmap for Restarting Aviation che delinea la proposta della IATA per una stratificazione di misure temporanee di biosicurezza. La tabella di marcia mira a fornire la fiducia necessaria ai governi per consentire la riapertura delle frontiere ai viaggi passeggeri; e la fiducia che i viaggiatori dovranno tornare a volare. Alexandre de Juniac, CEO di IATA, ritiene che non esista un’unica misura che riduca il rischio e consenta un riavvio sicuro del volo, ma le misure di stratificazione implementate e reciprocamente riconosciute a livello globale dai governi, possono generare gli effetti auspicati. I principali punti del programma di ripresa comprendono delle condizioni necessarie ed imprescindibili che i governi saranno obbligati ad attuare, tra cui la raccolta di informazioni sanitarie dei passeggeri prima del viaggio, attraverso programmi elettronici di autorizzazione ai viaggi o i soliti visti elettronici (eVisa). Tutte queste misure saranno necessarie per la ripresa dei voli internazionali. Inoltre, all’aeroporto di partenza, IATA prevede diversi livelli di misure di protezione, i quali possono riassumersi tra: -       Accesso all’edificio dei terminal limitato ai lavoratori dell’aeroporto e delle compagnie aeree; -       Screening della temperatura nei punti di ingresso al terminal; -       Distanziamento sociale in tutte le operazioni sia di imbarco sia di gestione delle code; -       Utilizzo di dispositivi di protezione individuale sia per passeggeri sia per personale di bordo; -       Incentivo all’utilizzo di self-service check-in per ridurre punti di assembramento e formazione delle code, oltre all’incentivo di check-in da remoto con carte d’imbarco stampate a casa o elettroniche su smartphone; -       Operazioni di imbarco più efficienti con ingresso contingentato ai gate con aree appositamente riprogettate; -       Pulizia e sanificazione delle zone in cui vi è alta possibilità di contatto.   In volo e all'aeroporto di destinazione, IATA prevede: -       Screening della temperatura a bordo; -       Procedure automatizzate per il controllo delle dogane/frontiere con l’utilizzo di app e tecnologie biometriche; -       Recupero bagagli per evitare assembramenti in prossimità dei nastri; -       Tracciabilità degli spostamenti dei passeggeri per ridurre il rischio di catene di trasmissione importate. IATA, d’altro canto, comunica che queste misure sono da ritenersi temporanee e soggette a variazioni a seconda dei contesti e dell’eventuale efficienza/inefficienza di tali previsioni, in attesa di una cura definitiva. Un elemento importante del documento pubblicato da IATA è quello della previsione del “Passaporto di immunità”, cioè un passaporto rilasciato ai viaggiatori a rischio zero (in base a dichiarazioni rilasciate dalle istituzioni sanitarie riconosciute dal governo). IATA, inoltre, ribadisce l’opposizione sia all’eliminazione del posto centrale a bordo degli aerei (che danneggerebbe le compagnie) rendendo disponibili per la vendita circa il 62% del totale, sia alle misure di quarantena nel Paese di destinazione. Tracciando il passeggero e misurando la temperatura corporea - in più fasi prima e durante il volo - non sarebbero necessarie misure di isolamento dello stesso una volta atterrato nel Paese di destinazione, riducendo al minimo il rischio di passeggeri positivi. Così come negli aeroporti, anche negli aerei sarà obbligatorio indossare dispositivi di protezione individuale (come già previsto dalle singole compagnie) per tutta la durata del volo. Nella giornata del 20.05.2020, in aggiunta, IATA e ACI World (Airports Council International World), hanno invitato i governi a garantire che eventuali nuove misure introdotte per gli aeroporti e per le compagnie aeree siano supportate da prove scientifiche ed omogenee in tutto il mondo. La ripresa equilibrata ed efficace dell’aviazione sarà possibile solo se tutti gli operatori (governi, compagnie aeree ecc.) coopereranno tra loro.

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23 apr 2020

Ryanair: “nessun volo con posto libero centrale, è un’idea sciocca”

di Roberto Lentini

"Gli aerei di Ryanair non torneranno a volare se la compagnia aerea sarà costretta a lasciare il posto centrale vuoto per conformarsi alle "idiote" regole di distanza sociale in volo", ha detto il suo amministratore delegato, Michael O'Leary. Ryanair è la compagnia aerea più scelta dai viaggiatori a livello europeo e il successo della compagnia aerea si basa sulla riduzione dei costi e sulla gestione di un "fattore di carico" estremamente elevato. Ieri Michael O'Leary ha rimarcato la propria idea affermando che se i governi insistessero sulle misure del posto centrale vuoto il modello di business di Ryanair sarebbe a pezzi e il vettore non volerebbe. "Non possiamo guadagnare denaro con il 66% di fattori di carico. Anche se lo dovessi fare il posto intermedio non fornisce alcuna distanza sociale, quindi è una specie di idea idiota che non ottiene comunque nulla", ha aggiunto, Michael O'Leary. in un'intervista al Financial Times. O'Leary ha inoltre affermato che le compagnie aeree europee dovrebbero prendere spunto dall'Asia e imporre diverse misure di sicurezza, come imporre l'utilizzo delle mascherine o controllare la loro temperatura in aeroporto. L'ente commerciale del settore aereo globale, Iata, ha previsto enormi conseguenze per le compagnie aeree a seguito di Covid-19, con perdite che potrebbero raggiungere $ 314 miliardi e ha dichiarato che qualsiasi norma progettata per ridurre al minimo il contagio nei voli avrebbe temporaneamente posto fine al modello di viaggio aereo a basso costo lanciato da Ryanair, costringendo i vettori ad aumentare i prezzi del 50% o fallire. TI POTREBBE INTERESSARE: Glassafe o Janus? Due proposte per fronteggiare il contagio da coronavirus all’interno degli aerei

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08 apr 2020

Coronavirus, le compagnie aeree non possono rimborsare i voli cancellati

di mobilita

Duro scontro tra le compagnie aeree e l'UE per il rimborso dei voli cancellati a causa del coronavirus. Le compagnie aeree, hanno chiaramente ribadito che per evitare il fallimento non possono rimborsare i passeggeri che hanno comprato voli poi cancellati a causa del coronavirus ma l'Ue avverte, "I viaggiatori hanno diritto al rimborso". Il totale dei biglietti da rimborsare ammonterebbe a 35 miliardi di dollari e per Alexandre de Juniac, numero uno della Iata, "rimborsare i biglietti è finanziariamente insostenibile per le compagnie aeree perché finirebbero con la cassa prosciugata". "Siamo consapevoli delle difficoltà senza precedenti delle compagnie aeree, ma i diritti dei passeggeri sono protetti dalla legge nell'Ue. Le compagnie devono offrire ai passeggeri la scelta tra un rimborso e un cambio di biglietto. Dato che il cambio di biglietto non è sempre disponibile in queste circostanze, i passeggeri devono essere rimborsati", ha affermato Stefan de Keersmaecker, portavoce della Commissione europea. Molte compagnie stanno offrendo voucher dello stesso importo del biglietto da spendere per un prossimo volo. Tuttavia, spiega la Commissione, i vettori non possono offrire solo questa possibilità ma offrire anche quella di avere un rimborso in contanti.  

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16 mar 2020

Coronavirus, compagnie aeree a rischio sopravvivenza

di Roberto Lentini

Numerose compagnie aeree si stanno trovando in grave difficoltà economica a causa dell’emergenza coronavirus, Iata stima perdite fino a 113 miliardi di dollari nel 2020. Secondo il quotidiano Handelsblatt, Lufthansa avrebbe chiesto aiuto economico allo Stato, tedesco mentre per British Airways, secondo il Financial Times, ci sarebbero licenziamenti imminenti. British Airways taglierà la sua capacità di volo di almeno il 75% ad aprile e maggio, EasyJet lascerà a terra la maggior parte della sua flotta mentre il gruppo Air France Klm ha annunciato un taglio dei posti disponibili del 70-90% e resteranno a terra la flotta di Airbus 380 di Air France e quella di Boeing 747 di KLM. Lufthansa ha cancellato complessivamente 23.000 voli con un'operatività ridotta del 50% Qatar Airways si fermerà per 14 giorni ad iniziare da mercoledi 18 marzo per il blocco dei voli all’aeroporto di Doha Olivier Jankovec, amministratore delegato di Aci Europe, che rappresenta 500 aeroporti in 46 paesi, ha affermato: "Gli aeroporti europei stanno subendo uno "shock senza precedenti" con il calo del traffico legato alla diffusione di Covid-19. In totale hanno registrato un calo del traffico del 13,5% nel primo trimestre, ma sono gli scali italiani ad essere i più colpiti, Ora devono lottare contro il crollo totale della connettività aerea. L'organizzazione prevede un calo del 7,5% del numero di passeggeri negli aeroporti europei entro il 2020, rispetto alla crescita del 2,3% prevista in precedenza". I ministri dei trasporti terranno una riunione del Consiglio ad hoc il 18 marzo. ACI EUROPE esorta la Commissione e gli Stati dell'UE a garantire politiche COVID-19 coordinate, proporzionate e pienamente conformi all'OMS, nonché misure di sostegno che tengano conto dell'intero settore dell'aviazione. TI POTREBBE INTERESSARE: Helvetic Airways, in difficoltà a causa del coronavirus, ha iniziato i primi licenziamenti

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02 mar 2020

Coronavirus, IATA in soccorso delle compagnie aeree: stop a regole sugli slot

di Claudio Abramo

Il crollo delle prenotazioni innescato dal Covid-19, sta mettendo in grave difficoltà il settore aeronautico. Per questo la IATA, l'associazione internazionale del trasporto aereo, sta chiedendo a tutti i governi il congelamento delle regole sull'uso degli slot per aiutare le compagnie. Le conseguenze del Coronavirus si ripercuotono anche sul trasporto aereo. Come spiega Alexandre de Juniac, l’amministratore delegato della IATA ovvero l'organismo internazionale che rappresenta le compagnie aeree: La ricerca condotta dalla IATA mostra che il traffico è crollato sulle rotte chiave in Asia e questo si sta riverberando su tutta la rete globale di trasporto aereo, anche tra paesi senza gravi focolai di Covid-19. Per questa ragione l'associazione: sta contattando i regolatori del trasporto aereo in tutto il mondo per richiedere che le regole sull'utilizzo degli slot siano immediatamente sospese e per la stagione 2020 Le regole attualmente in vigore prevedono che una compagnia aree usi l'80% degli slot ad essa assegnati, pena la perdita degli stessi slot nella stagione successiva. I governi possono sospendere queste norme in casi eccezionali e l'epidemia di Covid-19 sembra esserlo. Che la razionalizzazione delle rotte commerciali in tutto il mondo sia in atto lo dimostra anche la recente decisione di Lufthansa che ha fermato i voli da e per l'Italia.

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20 nov 2017

Alitalia ottiene certificazione IATA su tracciabilità bagagli

di mobilita

Alitalia è la prima compagnia aerea in Europa a ottenere il certificato di conformità alla ‘Risoluzione IATA 753’per le operazioni di gestione dei bagagli nell’hub di Roma Fiumicino. L’obiettivo della Risoluzione è quello di aumentare la tracciabilità dei bagagli trasportati nella stiva degli aerei migliorando così il servizio ai passeggeri e riducendo ulteriormente il numero delle valigie smarrite o restituite in ritardo. La certificazione è stata conseguita dalla Compagnia italiana con largo anticipo rispetto a giugno del 2018, ultima data utile per adeguarsi a questa nuova direttiva della IATA (International Air Transport Association). La ‘Risoluzione IATA 753’ – a cui tutte le compagnie aderenti alla IATA dovranno adeguarsi entro giugno 2018 – stabilisce che tutti i bagagli trasportati in stiva debbano essere costantemente tracciati dall’inizio alla fine del viaggio: dal check-in al caricamento in stiva, fino a ogni trasferimento su un altro volo (nel caso di bagagli in transito) o all’arrivo, quando il bagaglio viene riconsegnato al passeggero. Il riconoscimento ottenuto oggi da Alitalia è un’ulteriore prova delle ottime performance che la Compagnia sta registrando sull’hub di Roma Fiumicino. In particolare, nel 2017, Alitalia ha migliorato del 13% i tempi medi di riconsegna dei bagagli rispetto all’anno precedente.

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18 giu 2015

La Iata fa marcia indietro per il bagaglio a mano

di Roberto Lentini

Dopo le pesanti  proteste, soprattutto del Nord America, il bagaglio a mano ritorna alle dimensioni originarie. La Iata non è riuscita infatti a far passare  l’obbligatorietà della misura che prevedeva il restringimento del bagaglio dalle dimensioni massime attuali consentite da 56 x 45 x 25 centimetri a 55 x 35 x 20, quasi il 40% di spazio in meno. “Non era un progetto obbligatorio né per le compagnie né per i viaggiatori” ha tenuto a precisare l’associazione. La ragione, ha spiegato la Iata, stava nel fatto che gli aerei volavano quasi sempre pieni e la riduzione delle dimensioni avrebbe permesso a tutti i passeggeri di portarsi la loro valigia a mano e di depositarla negli alloggiamenti sopra la testa, evitando pure le liti a bordo o di doverla imbarcare nella stiva. Pericolo quindi scongiurato soprattutto per i produttori di valigie e viaggiatori.

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12 giu 2015

Bagaglio a mano in aereo: presto dimensioni ancora più ridotte

di Roberto Lentini

L'International Air Transport Association (IATA), l'organizzazione internazionale che comprende più di 260 compagnie aeree  ha proposto un nuovo formato per il bagaglio a mano. Dagli attuali 56 x 45 x 25 si passerà a 55 x 35 x 20 centimetri (comprese di ruote, tasche e manici). Il nuovo formato è stato sviluppato in collaborazione con le compagnie aeree e costruttori di aeromobili, tra cui Boeing e Airbus, e puntano a fornire  maggiore spazio nelle cappelliere. "Lo sviluppo di una dimensione del bagaglio a mano ottimale e concordata - ha dichiarato Tom Windmuller, senior vice president di IATA per l'aeroporto, passeggeri, merci e sicurezza - porterà ordine al problema delle diverse dimensioni per i bagagli a mano. Sappiamo che la situazione attuale può essere frustrante per i passeggeri. Questo lavoro aiuterà ad appianare le divergenze e a portare a un migliore viaggio per i passeggeri". Una volta che il nuovo formato sarà approvato, ogni valigia porterà uno speciale marchio comune IATA e Okoban insieme a un codice di identificazione univoco per rendere più facile, per il personale delle compagnie aeree, a riconoscere una borsa che è conforme ai requisiti. Borse che portano l'etichetta di identificazione dovrebbero essere disponibili sul mercato entro la fine dell'anno. Mentre le linee guida non sono ancora stati rese obbligatorie, otto principali compagnie aeree internazionali tra cui Air China, Avianca, Azul, Cathay Pacific, China Southern, Emirates, Lufthansa e Qatar hanno già accettato e recepito il nuovo formato.

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