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27 apr 2020

NAPOLI | Le azioni di EAV per la fase 2

di mobilita

EAV sta seguendo con attenzione e preoccupazione le direttive del Governo sul trasporto pubblico da porre in essere nella fase due, a partire dal 4 maggio e poi dal 18 maggio. Oggi si ha una frequentazione pari a circa il 10% dei passeggeri abituali. Riteniamo che in sicurezza questa percentuale possa arrivare al 25%. Soltanto in questo modo si potrà assicurare il cosiddetto distanziamento sociale. In realtà nel nuovo DPCM non è chiarissimo che sui treni delle ferrovie isolate e sulle metropolitane vada rispettato questo limite rigorosamente. La giunta di ASSTRA nazionale (associazione di categoria aziende trasporto), di cui il Presidente EAV Umberto De Gregorio fa parte, ha chiesto un chiarimento e si batte per un'interpretazione estensiva. Il tema è: chi controlla su treni e bus il rispetto della misura? In caso di emergenza dovranno essere chiamate le forze dell'ordine, fermare il treno o bus, il tutto con evidenti gravi ripercussioni sulla regolarità del servizio. Sarebbe il caos. Quindi sarà necessario un grande senso di responsabilità da parte degli utenti, di autocontrollo e di rispetto delle regole. Occorre lasciare il trasporto pubblico, in questa fase, a chi ha necessità di muoversi per lavoro o gravi motivi. Prendiamo ad esempio un treno della Circumvesuviana. La capienza è di 396 posti, di cui solo 120 seduti. Per rispettare il distanziamento sociale possiamo arrivare a 102 posti, di cui 60 seduti. Siamo quindi al 25% circa. Sarebbe sufficiente? Le azioni che porremo in essere (o abbiamo già posto in essere) sono le seguenti: Uso obbligatorio delle mascherine; Dispenser disinfettanti nelle stazioni; Sanificazione quotidiana di treni, bus e stazioni; Campagna per GoEAV (biglietti online); Nessun controllo e acquisto biglietti su treni e bus; Controllo ad accessi (stazioni); Chiusura di alcune stazioni impresenziate a bassa frequentazione; No a misura temperatura per utenti, sì a misura temperatura per dipendenti (sperimentazione); Separazione di posizioni su treni e bus (per rispettare il distanziamento sociale); Protezione guidatore da passeggeri; Incentivo smart working dipendenti ed entrate in ufficio distribuite in tre fasce orarie (tra le 8 e le 11); In casi di emergenza affollamento banchine chiusura temporanea stazioni di Montesanto e Garibaldi.

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25 apr 2020

Il paradosso delle compagnie aeree americane

di Giuseppe Perulli

Come si può spiegare il paradosso delle compagnie aeree americane? Partendo dall'ultimo decennio del settore dell’aviazione civile. Dieci anni di ingenti profitti (nell'ordine dei miliardi di dollari) per i maggiori vettori statunitensi, da Delta Airlines a United Airlines passando per il colosso American Airlines, i quali controllano circa l’80% del mercato USA. Qualche settimana fa, in concomitanza con la dichiarazione della pandemia da parte dell’OMS, la lobby statunitense delle compagnie aeree ha cercato aiuti finanziari da parte dello Stato, invocando il cosiddetto bail-out (salvataggio da parte di soggetti terzi – privati o pubblici – esterni, quindi out) dettando le proprie condizioni: 54 mld $ suddivisi tra grants (29 mld $) e low-interest loans (25 mld $). Tradotto, i vettori necessitano di denaro a fondo perduto e prestiti a lunga scadenza con interessi molto bassi, oltre a dei condoni fiscali sulle tasse applicate sui biglietti, merci e carburante. Il presidente USA, Donald Trump si è espresso in merito, rassicurando tutti: “Help is on the way”, giustificando le compagnie, semplicemente perché “non è colpa loro”. Ne siamo davvero certi che le conseguenze del Covid-19 non fossero prevedibili per i vettori americani? Dai recenti documenti finanziari di American Airlines (d'ora in poi AA), esplicitamente si prevedono gli effetti che una malattia contagiosa avrebbe potuto generare sul comportamento dei clienti, così come è accaduto per i virus Ebola, SARS e H1N1. Proprio per questo motivo, la stessa AA ha messo in guardia i suoi partners sostenendo che: “nel caso la malattia dovesse associarsi al viaggio aereo o persistere per un lungo periodo, potrebbe influire materialmente sul settore aereo e su di noi riducendo entrate e incidendo negativamente sulle nostre operazioni e sul comportamento dei passeggeri” Con una lungimiranza tale, AA ed i suoi concorrenti avrebbero potuto evitare il collasso finanziario eppure non ce l’hanno fatta (perlomeno non ce la stanno facendo) semplicemente perché la stessa AA ha scelto di acquistare azioni proprie per un valore di 15 mld $ solo nell'ultimo periodo. Questi soldi sono solo una parte del 96% del cash-flow (secondo quanto riportato da Bloomberg) che i maggiori vettori statunitensi hanno utilizzato per acquistare azioni proprie, favorendo una considerazione positiva da parte degli investitori, i quali notano un grado di fiducia elevato nell'azienda stessa. A rincarare la dose di colpevolezza e avidità dei top manager di queste società, va ad aggiungersi la continua scelta di distribuire dividendi agli azionisti, nonostante l’attività dell’aviazione civile sia fortemente ciclica e come tale influenzata da contesti come quello attuale. Verosimilmente, un board responsabile avrebbe accantonato buona parte degli utili e distribuito solo una quota limitata agli azionisti. Questo sta a significare che il governo USA non accetterà richieste di bailout da parte delle compagnie aeree? Non proprio. Negli USA – e probabilmente in tutto il resto del mondo - vige un’implicita regola secondo cui: “America won’t let the airlines fail, and the people who run the airlines know it”. A conferma di ciò, nella giornata di venerdì 27 marzo, è arrivato l’ok da parte della House of Representatives (dopo l’approvazione del Senato di mercoledì 25 marzo) in merito al “pacchetto di salvataggio” (https://reut.rs/2V3y1lw) delle compagnie aeree statunitensi, facente parte del ben più ampio piano di $ 2 trilioni di dollari a sostegno di tutti i settori dell’economia. Le condizioni del salvataggio imposte dal Parlamento sono leggermente differenti rispetto a quelle richieste dalla lobby. Infatti, dei $ 58 mld, il 50% verrà erogato sotto forma di grants (per coprire nel breve periodo più di 750.000 stipendi) e la restante parte in prestiti a lungo termine. Quali sono le garanzie per gli USA? Semplicemente i loans non sono altro che un modo per lo Stato di assicurarsi delle quote, warrants, opzioni delle società “aiutate”. In aggiunta, il piano comprende $ 8 mld per sostenere tutto l’indotto dell’aviazione, riferendosi a società ferroviarie ed agli aeroporti e circa $ 20 mld per un eventuale salvataggio di Boeing, maggiore produttore di aeromobili civili e militari degli Stati Uniti. In merito al salvataggio di Boeing, il CEO Dave Calhoun si è espresso contrario poiché non ritiene necessario che lo Stato garantisca i suoi prestiti con delle quote societarie.“Boeing è in grado di ripagare interamente i debiti che contrae nell’esercizio della sua attività” sostiene Calhoun. Tralasciando ogni singola fattispecie, SaraNelson, rappresentante dell’associazione dei “flight attendants” americani, per evitare di far cadere nella gogna mediatica il processo attraverso cui si è giunti a questo accordo, giustifica il sostegno alle imprese come “salvataggio dei posti di lavoro” e non nel salvataggio delle società. Insomma, un modo elegante per sopperire alle gravi (finte) negligenze dei top manager. USA E RESTO DEL MONDO Al di là degli aspetti politici, più o meno condivisibili, è importante analizzare quello che è l’aspetto oggettivamente condivisibile: come sta impattando il coronavirus sull’aviazione civile mondiale? Come riportato nella prima immagine, quasi tutti i Paesi del mondo hanno chiuso parzialmente o completamente le frontiere, determinando un inevitabile calo nei ricavi delle compagnie. In virtù di queste informazioni, il 24 marzo, l’associazione mondiale del trasporto aereo (IATA), in un report (https://bit.ly/3bRLbck) ha stimato perdite per mancati ricavi nel 2020 per $ 314 mld per l’intera industria, di cui $ 89 mld solo in Europa, rispetto ai dati 2019. Per IATA il 2020, infatti, risulterà l’anno peggiore per l’aviazione civile dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 negli USA. Nella seconda immagine, vengono individuati i c.d. “mesi di autonomia” delle compagnie aeree (raggruppate per continente), essi intesi come la capacità della compagnia di far fronte - con la propria liquidità – a crisi economiche come quella che stiamo vivendo. In media, l’autonomia è di appena due mesi e ciò significa che – presumibilmente - entro aprile/maggio i vettori non avranno più fondi per far fronte all’ordinaria amministrazione ed ecco i motivi per i quali è chiesto a gran voce un intervento di bailout.  

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24 apr 2020

Lufthansa è in trattative con i governi per ottenere liquidità

di mobilita

Lufthansa Group ha pubblicato i risultati preliminari per il primo trimestre e ha fornito prospettive sullo sviluppo della liquidità. Le restrizioni ai viaggi applicate a seguito della diffusione globale del coronavirus hanno avuto un impatto significativo sullo sviluppo degli utili di Lufthansa Group nel primo trimestre 2020. Su base preliminare, i ricavi del Gruppo sono diminuiti del 18% a 6,4 miliardi di euro (anno precedente: 7,8 miliardi di euro) nel primo trimestre. Solo a marzo, i ricavi sono diminuiti di quasi 1,4 miliardi di euro, pari al 47%. Le riduzioni dei costi potrebbero compensare solo parzialmente il calo delle entrate nel trimestre. Su base preliminare, l’Adjusted EBIT di Lufthansa Group nel primo trimestre 2020 ammonta a circa -1,2 miliardi di euro (anno precedente: -336 milioni di euro). Il Gruppo prevede che le riduzioni di valore delle attività legate alla crisi e lo sviluppo negativo del valore delle coperture del carburante avranno un ulteriore significativo impatto negativo sull’utile del Gruppo nel trimestre. I dettagli saranno pubblicati nel rendiconto finanziario trimestrale, che è stato rinviato alla seconda metà di maggio (inizialmente previsto il 30 aprile). Al momento non è possibile prevedere quando le compagnie aeree del Gruppo saranno in grado di riprendere le operazioni di volo oltre l’attuale repatriation flight schedule. Il Gruppo prevede pertanto una perdita operativa considerevolmente maggiore nel secondo trimestre rispetto al primo trimestre. La liquidità disponibile ammonta attualmente a circa 4,4 miliardi di euro. Le misure di finanziamento per circa 900 milioni di euro da metà marzo hanno contribuito a rafforzare la liquidità. In particolare, sono state create linee di credito bilaterali e sottoscritti prestiti a breve termine. Tuttavia, alla luce delle prospettive di business, delle passività multimiliardarie esistenti relative ai debiti commerciali e ai rimborsi dei biglietti cancellati, nonché dei rimborsi imminenti di passività finanziarie, il Gruppo prevede un calo significativo della liquidità nelle prossime settimane. Il Gruppo non prevede di essere in grado di coprire i requisiti patrimoniali risultanti con ulteriori prestiti sul mercato. Pertanto, il Gruppo è in trattative intense con i governi dei suoi paesi di origine in merito a vari strumenti finanziari per garantire in modo sostenibile la solvibilità del Gruppo nel prossimo futuro. Il Management Board è fiducioso che i colloqui porteranno a una conclusione positiva. Il Gruppo annuncerà con esattezza la data di pubblicazione esatta del bilancio trimestrale, prevista per la seconda metà di maggio.

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24 apr 2020

ROMA | Primo test di gestione dei flussi di accesso e uscita in metro e bus

di mobilita

Questa mattina ATAC ha svolto il primo test di gestione dei flussi di accesso e uscita in metro e bus romani. Tre ore di sperimentazione che hanno interessato la stazione San Giovanni (linea A e C), la stazione metro A di Arco di Travertino e la linea 85. Il personale di Atac e la segnaletica presente agli ingressi, alle uscite e sulle banchine della metro hanno consentito di verificare, preventivamente, le possibili azioni per erogare il servizio di trasporto pubblico con il distanziamento sociale previsto dalle norme in vigore attualmente. In banchina la segnaletica a terra, costituta da strisce e pallini blu, permette il rispetto delle distanze di sicurezza tra passeggeri. Il monitoraggio sulle linee di superficie è stato effettuato con l’impiego di personale di bordo. Atac rinnova l’invito alla collaborazione di tutti i passeggeri e al rispetto del distanziamento sociale necessario per il contenimento del contagio.

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24 apr 2020

REGIONE LOMBARDIA | Si lavora per modificare i trasporti pubblici e ‘difendere’ le grandi città a partire da Milano

di mobilita

La Regione Lombardia sta lavorando a un piano di riaperture,  dal 4 maggio, in accordo con le imprese, accompagnato da uno specifico piano dei trasporti pubblici in particolare su rotaia. L’obiettivo è garantire il diritto alla mobilità dei cittadini, evitando sovraffollamento sui mezzi pubblici e favorendo gli spostamenti con tragitti il più possibile diretti e rapidi, anche e soprattutto verso le città capoluogo e, in particolare, Milano. “A dimostrazione della marcia di avvicinamento alla ‘nuova normalità‘ (così la Lombardia ha ribattezzato la Fase2) – conclude la Nota – c’è la faccenda dei mercati aperti. Dopo un confronto con le città capoluogo, la Regione ha dato il via alla riapertura sperimentale di un mercato aperto per ogni capoluogo. Con distanze di sicurezza anche tra le bancarelle, obbligo di protezioni e la figura del ‘covid manager‘ per controllare l’accesso alla zona delle bancarelle", si legge in una nota della Regione Lombardia.

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23 apr 2020

Ryanair: “nessun volo con posto libero centrale, è un’idea sciocca”

di Roberto Lentini

"Gli aerei di Ryanair non torneranno a volare se la compagnia aerea sarà costretta a lasciare il posto centrale vuoto per conformarsi alle "idiote" regole di distanza sociale in volo", ha detto il suo amministratore delegato, Michael O'Leary. Ryanair è la compagnia aerea più scelta dai viaggiatori a livello europeo e il successo della compagnia aerea si basa sulla riduzione dei costi e sulla gestione di un "fattore di carico" estremamente elevato. Ieri Michael O'Leary ha rimarcato la propria idea affermando che se i governi insistessero sulle misure del posto centrale vuoto il modello di business di Ryanair sarebbe a pezzi e il vettore non volerebbe. "Non possiamo guadagnare denaro con il 66% di fattori di carico. Anche se lo dovessi fare il posto intermedio non fornisce alcuna distanza sociale, quindi è una specie di idea idiota che non ottiene comunque nulla", ha aggiunto, Michael O'Leary. in un'intervista al Financial Times. O'Leary ha inoltre affermato che le compagnie aeree europee dovrebbero prendere spunto dall'Asia e imporre diverse misure di sicurezza, come imporre l'utilizzo delle mascherine o controllare la loro temperatura in aeroporto. L'ente commerciale del settore aereo globale, Iata, ha previsto enormi conseguenze per le compagnie aeree a seguito di Covid-19, con perdite che potrebbero raggiungere $ 314 miliardi e ha dichiarato che qualsiasi norma progettata per ridurre al minimo il contagio nei voli avrebbe temporaneamente posto fine al modello di viaggio aereo a basso costo lanciato da Ryanair, costringendo i vettori ad aumentare i prezzi del 50% o fallire. TI POTREBBE INTERESSARE: Glassafe o Janus? Due proposte per fronteggiare il contagio da coronavirus all’interno degli aerei

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22 apr 2020

Coronavirus, un collegamento marittimo giornaliero in più con la Sicilia

di mobilita

Un collegamento in più per la Sicilia. La Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato, di concerto con il Ministero della Salute, il Decreto che aggiunge un collegamento giornaliero tra Messina/Villa San Giovanni/Reggio Calabria, modificando il precedente provvedimento del 16 marzo 2020 di forte limitazione alla mobilità delle persone con l'isola per il contrasto della diffusione dell'epidemia da Covid19. Sulle navi adibite a trasporto merci il trasporto dei passeggeri è consentito esclusivamente per documentati motivi di salute. Inoltre dall'approdo di Messina-Tremestieri viene autorizzato il transito degli operatori sanitari pubblici e privati, a bordo delle unità navali che operano il trasporto merci. La decisione del Mit è stata presa a seguito delle difficoltà riscontrate relative allo spostamento dei passeggeri lungo la linea Messina/Villa San Giovanni/Reggio Calabria che hanno reso necessaria una parziale rimodulazione del servizio. Tale misura è stata adottata anche sulla base del contributo e delle indicazioni dei parlamentari eletti sul territorio, e approvata dal Governatore della Regione Sicilia. Col nuovo provvedimento, gli spostamenti via mare per i passeggeri da Messina per Villa San Giovanni e Reggio Calabria e viceversa saranno pertanto assicurati mediante cinque corse giornaliere Andata/Ritorno, da effettuarsi nella fascia oraria dalle 06.00 alle 21.00. Non cambiano le prescrizioni sugli spostamenti che sono consentiti esclusivamente agli appartenenti alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate, agli operatori sanitari pubblici e privati, ai lavoratori pendolari o per comprovate esigenze di lavoro, gravi motivi di salute e  situazioni di necessità. Per quanto riguarda il traffico merci dalla Calabria alla Sicilia e viceversa, resta consentito esclusivamente sull’approdo di Messina-Tremestieri. Da tale approdo viene autorizzato, su richiesta della Regione Sicilia, il transito degli operatori sanitari pubblici e privati, a bordo delle unità navali che operano nel trasporto merci, su mezzi privati e nel rispetto delle certificazioni e delle condizioni di sicurezza delle navi. Rimangono invariate tutte le altre misure di restrizione della mobilità dei passeggeri con gli altri vettori, aerei e ferroviari.

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22 apr 2020

De Micheli: “La Fase 2 sarà molto più complicata di quella precedente”

di mobilita

"La Fase 2 sarà molto più complicata di quella precedente”. Lo ha affermato Paola De Micheli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti a Circo Massimo di Radio Capital. Ha poi proseguito affermando che in merito alla ripresa delle attività dopo il 4 maggio si cominceranno a fare le valutazioni complessive. "Mancano poche ore alle decisioni sulle modalità per conciliare la voglia di tornare a lavorare di quasi tutti gli italiani e l’esigenza di essere protetti. Poche ore e sarà chiaro il profilo delle riaperture, oggi avviamo la discussione su modalità e date. La verità è che se siamo prudenti nel prendere le decisioni  è perché siamo consapevoli che qualunque scelta condizionerà la vita non dei prossimi mesi ma quella dei prossimi anni, quindi andiamo prima fino in fondo all’analisi perché fare errori condizionerebbe intere generazioni. Se prendiamo un giorno in più lo facciamo per questo motivo", ha concluso la ministra.

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22 apr 2020

Autostrada A19, ancora ritardi per il viadotto Himera

di mobilita

Ancora fermo il cantiere del viadotto Himera dell'autostrada A19 Catania-Palermo a causa del coronavirus. Il nuovo impalcato in acciaio, realizzato dall'azienda Lmv spa di Verona, dovrebbe essere pronto fra quindici giorni. "Vigileremo costantemente affinché, alle difficoltà dovute al coronavirus, non si aggiungano ulteriori ritardi come quelli che hanno, purtroppo, trasformato quest’opera in un paradigma negativo per tutta Italia. Da archiviare al più presto"ha affermato l'assessore regionale Mrco Falcone in visita al cantiere. Il nuovo viadotto sarà realizzato in acciaio, con tre campate di grande luce per uno sviluppo complessivo di 270 metri. La campata centrale da 130 metri consentirà di scavalcare la porzione del corpo di frana, mentre le due pile e le relative fondazioni, posizionate ai margini della frana, sono state dimensionate per resistere al complesso quadro geomorfologico esistente sui versanti.  

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22 apr 2020

Glassafe o Janus? Due proposte per fronteggiare il contagio da coronavirus all’interno degli aerei

di mobilita

Aviointeriors, azienda italiana che produce interni di cabina e sedili per aeromobili da oltre 40 anni, ha proposto due soluzioni per contrastare il contagio da coronavirus all'interno degli aerei. La prima proposta è chiamata “Glassafe" e il Kit che può essere installato sulle poltrone attualmente esistenti per rendere più sicura la convivenza tra passeggeri che condividono il medesimo ambiente di viaggio. “Glassafe” è realizzato in materiale trasparente per rendere l’intera cabina armoniosa ed esteticamente leggera, ma perfettamente rispondente all’obiettivo di creare un volume isolato attorno ad ogni passeggero in modo da minimizzare contatti o interazioni via aerea tra passeggero e passeggero, così da ridurre la probabilità di contaminazione da virus o altro. La seconda proposta è chiamata “Janus”come Giano bi-fronte, il dio dell’ Antica Roma. Questa proposta si contraddistingue per l’inversione della posizione del posto centrale della tripla proprio per garantire il massimo isolamento tra i passeggeri seduti accanto l’uno all’altro mantenendo il medesimo comfort. Mentre i passeggeri seduti sui posti estremi, lato corridoio e lato parete, continuano ad essere posizionati nella direzione di volo come usuale, il passeggero seduto al centro è rivolto in senso inverso. “Janus” è una poltrona bi-fronte che consente di separare tutti e tre i passeggeri con una schermatura che li isola uno dall’altro costituendo barriera protettiva per tutti. Ogni passeggero ha il suo spazio isolato dagli altri, anche dalle persone che transitano per il corridoio. Ogni posto della poltrona “Janus” è circondato su tre lati da una schermatura di altezza tale da impedire la propagazione del respiro verso occupanti dei sedili adiacenti. La seconda proposta è simile all’idea di posti sfalsati che Qatar Airways voleva introdurre nel suo aeromobile Airbus A321neo,   Voi quale preferite?

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